Nuovo Masada

gennaio 20, 2010

MASADA n° 1073. 20-1-2010. Abuso di polli

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:23 am

Foto di Edoardo Baraldi

La nostra vacanza a Rosarno – Ricevo da Santo Domingo – Scomparsa dall’Italia non solo l’urbanistica, anche la civiltà – Lo schiavismo non sarà solo dei migranti – Si censurano anche i morti – Una coperta sul malaffare per continuare il malaffare – Lettera a Berlusconi

Più polli ci sono e più ne mangiamo.
Più uomini ci sono e più il potere li usa e li abusa.
Non sarà umano, ma così è così.

Maria Pia
..
La nostra vacanza a Rosarno
Carla

Nella ultima settimana di giugno del 2006, che sforava nel luglio, con mio marito, ho trascorso una settimana in un villaggio posto sulla costa calabra in località S. Ferdinando comune di Rosarno. Si era scelto il luogo attraverso Internet in quanto provvisto di una vasta spiaggia di sabbia bionda con un invitante villaggio di casette in muratura con accesso diretto al mare. Negli anni, abbiamo scelto di visitare, come vacanza, tutte le regioni italiane. Ci mancava solamente la parte di Calabria tirrenica e quella è stata l’occasione. Dopo un interminabile, allucinante e inquietante percorso sulla Salerno-Reggio Calabria ci siamo trovati in una splendida località nel cuore della Piana di Gioia Tauro. Una chilometrica spiaggia, con la sagoma dello Stromboli galleggiante all’orizzonte, costeggiata da numerosi villaggi turistici immersi negli aranceti. Mare pulito, nonostante la vicinanza del porto industriale di Gioia Tauro, sole per sette giorni.
L’anomalia subito incontrata è stata quella che, mio marito ed io, ci siamo trovati unici ospiti di un grande villaggio molto ben attrezzato, ma completamente privo di villeggianti e operatori, tanto che il gerente non ci voleva far entrare nonostante la prenotazione. Affermava, con espressione di disagio, che doveva ancora attendere delle verifiche, che era in corso l’allacciamento ad una fognatura ed altro. Poi, intenerito (sembrava brava persona), constatando che venivamo dal nord, era già sera e, sicuramente apparivamo stracciati dal viaggio faticoso, ci accolse, pregandoci, con un certo impaccio, di passare, eventualmente, per suoi amici. Il mattino dopo, gentilmente, ci aveva preparato due sdraio e un ombrellone in spiaggia. Una volta raggiunta la spiaggia, ci accorgemmo, con sorpresa allegria sospettosa, che anche tutti gli altri villaggi erano deserti e che anche li eravamo gli unici turisti. A nostra disposizione chilometri di spiaggia e mare deserti: tutto solo per noi ! Altro che Maldive !!

Certo ci siamo chiesti e abbiamo chiesto il perchè di questa defezione da un luogo che, se anche fosse stato esaurito, sarebbe risultato comunque molto confortevole, ricevendo spiegazioni sempre confuse e imbarazzate. Durante il nostro soggiorno ogni pomeriggio ci recavamo in visita nei luoghi circostanti. La Calabria, in particolare la costa, è una meravigliosa esplosione di colori, esuberante di vegetazione che, a dispetto, sbuca ovunque e si specchia in cale e calette dal mare profondo e dalle variegate striature. Una bellezza selvaggia che pare impossibile contenere. Dalla mezza costa tra un piacevole ingombro di coloratissimi oleandri selvatici, la Piana di Gioia Tauro è una distesa senza orizzonti sfavillante del lucido fogliame degli agrumi. Fa pensare che, se è esistito un Paradiso Terrestre, avrebbe dovuto avere quell’ impatto. Solo la natura, però, fa questa impressione perchè l’urbanistica lascia sgomenti. La stragrande maggioranza delle costruzioni recenti paiono sospese in attesa di non si sa che. Sono interrotte al primo o secondo piano con piloni e ferri in bella vista. Non il tetto coperto in modo corretto, ma con lastre ondulate di vario materiale. Gli edifici antichi o, semplicemente, vecchi, sono scrostati, fatiscenti. La viabilità urbana, dai marciapiedi sconnessi e l’asfalto mal tenuto, non invita ne a passeggiate, ne a soste. Edifici con porte e finestre dissimili, eppure, quasi tutti, abitati. Le periferie sono composte da serie di capannoni cadenti che osservano da orbite vuote spazi costellati di rifiuti ferrosi. Qui e là, dentro questi avanzi industriali, ha preso residenza qualche meccanico o gommista senza nessuna auto in attesa di verifica. Nonostante l’apparente degrado, non si percepiva aria di povertà, ma di trascuratezza, di spregio, come voluti. Una forma di teatralità ? Per le strade i veicoli erano composti da alcune Ape Piaggio o imponenti Suv: niente via di mezzo. Gli aranceti erano severamente recintati e, alcuni, verso la parte stradale con robuste reti, schermate da frangisole, che si chiudevano con cancelli a paravento che davano l’impressione di essere blindati !
La mitica Tropea, della quale avevamo sentito decantare i pregi, ridotta ad un luogo invivibile. Strapiena di auto e pulman in ogni strada, anche la più impervia: a rischio il passeggio. Puzzolente di scarichi che annerivano i muri, di quelli che forse erano bei palazzotti antichi, il mare sporco di comune pattume. Il lungomare labirinto di costruzioni da perderci l’orientamento, e, sul Castello del promontorio, una selva di antenne di vario tipo. Da fuggire con il magone e la rabbia dell’impotenza. Palmi, meraviglia naturale, abbandonata all’ incuria e con le solite costruzioni cadenti e sospese. Un vero stringi cuore vagare per siti che nulla offrono, mentre avrebbero da offrire panorami e natura sublimi. Presa da curiosità, andammo a visitare il decantato porto di Gioia Tauro. Anche li ci trovammo soli e pure un poco impauriti. Megastrutture immobili, infiniti depositi per container, che forse si erano fagocitati ettari di aranceti, vuoti. Arditi allacciamenti autostradali deserti. Sembrava un luogo abbandonato in fretta e furia, una specie di “meccano” espositivo. Nemmeno sciupato un poco ! D’altra parte dalla nostra postazione litoranea non si vedevano ne’ entrare, ne’ uscire navi di genere, raramente da pesca. Solo in fondo all’orizzonte transitavano i traghetti per la Sicilia e qualche peschereccio diretto ad altri lidi. Era nel complesso un territorio anomalo, dove, si percepiva a pelle una presenza inquietante di malaffare. Rosarno, cittadina disperata e sotto tono, mostrava evidente questa atmosfera e già allora piccole pattuglie di neri sgusciavano come ombre tra una verzura cittadina anch’ essa degradata come i quartieri. Pareva di stare in un fumetto dell’ Uomo Ombra ! In nessuna regione ci era capitato di provare simili sensazioni. Non sulla via Domiziana in Campania, ne nella profonda Sicilia che percorremmo, seppur con pregiudizio, in lungo e in largo, e nemmeno nell’interminabile, ma ordinato litorale ionico pugliese. Anzi, un’ estate che stavamo sulla costa ionica della Basilicata, vagabondando, ci capitò di entrare in Calabria per iniziare a visitare anche questa regione, ma arrivati a Trebisacce eravamo talmente disgustati e inquieti da quanto male erano trattati i luoghi, senza intenderne le motivazioni, che ritornammo in fretta nella Basilicata, povera ma dignitosa con i suoi reperti archeologici trascurati. Forse la mafia c’è anche li, ma non la si percepisce.
Ho sempre ricordato con nostalgico rimpianto, la bella natura calabrese e, se pur amareggiata, non mi ha meravigliato quel che è accaduto a Rosarno anche prima degli ultimi fatti. Con mio marito, ho appurato di prima mano e, senza preconcetti, in quanto la scelta di soggiorno è stata casuale, quanto danno sociale può arrecare un potere mafioso a tutta la Nazione Italiana. Beni universali, come il sole, il mare, la terra che potrebbero recare ricchezza a tutti, sono in ostaggio di pochi che li sfruttano unicamente per un loro interesse personale, per giunta distruggendo, oltre che il territorio, anche preziose vite umane. Mi sono spesso domandata, come mai, a un cittadino qualsiasi quale sono io, capita di incontrare e intendere, una simile realtà mentre i nostri governanti, negli anni, paiono ignorare come si presentano le vicende che galleggiano a vista in quelle località. Se non ricordo errato, il giornalista Rumiz, nel viaggio appenninico, che fece poi, proprio sul traverso calabrese ebbe la stessa esperienza: respirare Mafia. So che la risposta al mio interrogativo è la connivenza generazionale del potere politico, ma quanto potrà andare avanti questa sopportazione della depredazione del patrimonio comune. Le persone per bene nel nostro Paese sono la maggioranza, anche nelle comunità ove opera indisturbata la Mafia. Dunque come è possibile che continuiamo a sopportare questa prevaricazione senza una naturale e omogenea ribellione ? Cosa stiamo diventando ?

Lettera da Santo Domingo
Annalisa

Carissima Viviana
ho tardato a rispondere perché ci siamo messi a disposizione dei colleghi evacuati da Haiti e in questi giorni sono stata poco al computer…
Cercherò di essere breve, sulla domanda che mi fai ci sarebbe tanto da dire.
La storia di Santo Domingo e quella di Haiti si intrecciano ma pur essendo entrambe sulla stessa isola Hispanola scoperta da Colombo dopo Cuba nel suo secondo viaggio, hanno avuto destini diversi.
Quella di Haiti la conosco meno, però per esempio è interessante sapere che è stata la prima colonia dei Caraibi a liberarsi dal governo coloniale della Francia. Il fatto è che poi sono rimasti arretrati e sfruttati ugualmente. Tra Haitiani e Dominicani non corre molto buon sangue. Perché Haiti occupò Santo Domingo per diversi anni sempre intorno alla fine dell’ottocento. Se non ricordo male le date.
La Repubblica Dominicana fu invece sotto gli Spagnoli da subito. E Santo Domingo è la città più importante. Qui ci sono ancora la casa del figlio di Colombo, Diego che fu viceré, dell’altro Colombo Ferdinando e ci sono i resti di un colonialismo sfruttatore e schiavista nelle enormi case in stile moresco-spagnolo con grandi patii e fontane e nelle piantagioni di tabacco, canna da zucchero e cotone che ancora oggi si vedono attraversando il paese fuori dalle rotte turistiche. C’è da dire che lì molti haitiani vivono ancora in situazioni disperate, senza nessun diritto, senza documenti, assistenza, scolarizzazione e servizi minimi. Non proprio dappertutto è passato lo schiavismo. Però per fortuna ci sono anche molte realtà che lavorano a favore dei “sans papier” e che sensibilizzano i grossi latifondisti…
A Santo Domingo ci sono anche le vestigia della prima cattedrale costruita in America, e la prima università del Nuovo Mondo che vide la luce grazie ai frati domenicani che qui arrivarono quasi subito. Il famoso discorso di Monsignor de las Casas che gli valse la quasi scomunica per aver riconosciuto negli indigeni delle persone e non degli animali…fu pornunciato proprio qui.. nella zona Colonial ci sono i residui del convento dei francescani… e la fortezza sul fiume Ozama che doveva proteggere gli abitanti dagli attacchi dei pirati. Eh sì… leggende ce ne sono tante ma sempre con un fondo di verità. Da queste parti si affacciò Francis Drake, il famoso filibustiere inglese, ma anche molti meno noti,. A nord dell’isola c’è l’ “isla de la tortuga” di sapore salgariano e una più piccola isola chiamata “la escondida” che rimanda alle avventure di Corto Maltese entrambe famose per aver accolto e nascosto appunto le navi dei pirati.
In tempi più recenti la storia politica del paese scorre parallela a quella di molti paesi dell’America Latina. Qui il mito sono gli Stati Uniti ma non c’è né la cultura, né la forza organizzativa, sulla corruzione del governo poi in quanto italiana meglio non parli della loro che poi ci ha già pensato il Papa…
Dopo l’indipendenza coloniale, l’ingerenza degli USA è stata fortissima. Sono intervenuti un paio di volte per placare le iniziative di “socializzazione” negli anni ’60 che avrebbero potuto portare la repubblica nella sfera di intervento di Cuba… con la scusa di aiutare e riportare l’ordine….
C’è stato un dittatore Trujillo per circa 30 anni. Ci sono state le rivolte e i desaparecidos. Negli anni ’70 e per 12 anni c’è stato un avvicendamento con l’elezione di un presidente Balaguere che avrebbe portato il Paese verso la modernizzazione e la democrazia … peccato che ancora durante questo periodo molti giovani siano dovuti scappare perché non in linea con il pensiero dominante….e soprattutto che Balaguere fosse uno dei consiglieri dell’ex dittatore….il che ha contribuito a distruggere una intera generazione di attivisti, intellettuali e politici, il sentimento sociale e il senso di cosa pubblica… oltre a indebolire il tessuto sociale.
A differenza di altri paesi qui non si trova un senso identitario profondo, sono tutti disperatamente bisognosi di essere altro. Anche se sono neri come la pece ti dicono che sono discendenti dagli spagnoli o dai Taino gli indigeni che popolavano l’isola all’arrivo di Colombo… ma pensare che siano discendenti degli africani significherebbe essere discendenti dagli schiavi e quindi simili agli haitiani nei confronti dei quali c’è il razzismo di cui sopra…
La “cultura” è scarsa, il sistema educativo, per quanto si stia muovendo, non riesce a recuperare un vuoto e una arretratezza di più di mezzo secolo. E dal punto di vista del fare politica sono ancora fermi agli anni ’70. Sia come idee sia come linguaggio. Ci è capitato di assistere alla presentazione di una nuova scuola politica, un centro culturale organizzato da giovani studenti universitari… è stato un salto indietro nel tempo. Era come essere tornati ai collettivi politici dei miei primi anni studenteschi al liceo…o ancora prima alle feste dell’Unità con il nonno di nascosto da mamma e papà. Boh! Io ci andavo perché mi regalavano sempre un sacco di cose e mangiavo delle salsicce mirabolanti ma mio nonno ascoltava, si accalorava e poi mi faceva stare in piedi sul predellino della sua mitica vespa gialla!!! Ma mi ricordo bene gli echi maoisti e le parole tonanti e le mazurche… Credo che qui ci sia un grosso gap, un grosso buco e questi giovani oggi seguono i loro mentori che sono fermi a 30-40 anni fa… non stupisce, capita agli esuli di perdere il contatto con la realtà… e poi forse l’unica strada per l’evoluzione politica e sociale di questo tipo di paesi è quella del socialismo. Di una costruzione di coscienza di classe, di lotta dei lavoratori per i diritti minimi… da dove altro potrebbero cominciare?
Ci sono organizzazioni che si muovono anche a favore della donna. Questa sì che è una questione sociale e politica molto importante. Non esiste un welfare, vabbè, dirai tu, nemmeno in Italia, ma almeno le donne hanno la consapevolezza del loro essere e del loro ruolo. Credo! Qui la società è molto “machista”. La donna ha pochi diritti e molte responsabilità. E’ abbandonata a se stessa. E’ molto forte l’imperativo morale ma non esiste una vera educazione integrale destinata all’individuo. Parlare di moralità è poi molto soggettivo perché ciò che pare corretto a uno non lo pare all’altro. Allora forse è meglio dire che l’ingerenza della Chiesa in fatti puramente sociali ha generato una grande e grave controversia sulla salute della donna. L’aborto è un tabù come la pillola. Ma sulla pillola una divagazione va fatta, uno dei motivi per cui è socialmente condannata dagli uomini è la paura che la propria donna poi vada a letto con un altro! Poiché è comune che un uomo abbia anche due o tre amanti oltre la propria compagna…va da sé che il pensiero di una certa reciprocità ci sia!!! Anche perché sull’isola lato dominicano ci sono 9 milioni di abitanti e nonostante questo è uno dei quattro paesi su cui lavora la “rete internazionale donne vittime di tratta e prostitute” (gli altri sono Colombia, Bralisile e Thailandia…)…. non servono commenti!
E’ molto diffusa la famiglia allargata. Il concetto di famiglia è più simile a quello di clan o tribù che famiglia in senso italiano. Succede che le donne abbiano più di un figlio con diversi uomini i quali poi se ne vanno altrove intervenendo al massimo con un aiuto in denaro. Ma non è sempre così. Anzi. I figli allora non sono della madre, ma della famiglia, li accudisce chi può, che ha denaro e spesso sono nonni, zie e cugine che si aiutano. Da questo punto di vista mi ricorda molto l’Italia di un recente passato in cui la parente più ricca si occupava di quelli in disgrazia…
Attualmente il presidente Leonel Fernández è alla sua terza legislatura, ma intervallata da una pausa, perché per costituzione non avrebbe potuto presentarsi più di due volte, si sta organizzando per cambiare la costituzione e già che c’è anche per ottenere eventuale immunità anche dopo la fine del mandato…nel caso non venisse rieletto! Tutto il mondo è paese, diceva mia nonna!
Una caratteristica del costume politico dominicano, ma che è riscontrabile in molti altri Paesi dell’America Latina è che quasi tutti i partiti hanno nel titolo un richiamo alla Revolucion o Liberacion e Formacion..di qualcosa; questi i partiti più importanti di Santo Domingo: Partido Revolucionario Dominicano (PRD), el Partido de la Liberación Dominicana (PLD) y el Partido Reformista Social Cristiano (PRSC).
Intorno ad essi si sviluppa una pletora di partitucoli con il solo scopo di sostenere uno di quelli più grandi e ottenere favori in cambio di voti alle elezioni. Qui il voto di scambio esiste, è una pratica e ottiene anche un finanziamento… Eravamo qui alle passate elezioni del 2008! Ci hanno spiegato il meccanismo. Un tizio paga per la scheda bianca. Nel senso che l’elettore si presenta riceve una scheda già segnata ed entra per votare. Quando esce se consegna la scheda bianca che ha ricevuto dentro la sede significa che ha votato con la scheda ricevuta dall’omino prima di recarsi alle urne e in cambio del voto riceve qualcosa come 200$ pesos cioè circa 4 euro! Sono più economici delle autostrade, dei ponti sugli stretti o delle linee ad alta velocità…
La campagna elettorale fu una sorpresa e uno stordimento per me.
I comizi erano lunghe parate di in cui un camion camminando per le strade carico di grossissime casse audio sparava salsa e merengue a tutto volume seguito da un gruppo di gente, pagato con birra Presidente (e’ la marca nazionale ma in quel caso…. politically correct per tutti) distribuita a volontà… sembrava più un carnevale e la gente per questo lo prendeva… si organizzavano gruppi dai paesetti rurali con le famose “guaguas”, pullmini tipo Ducato straripanti di persone con cappelletti e bandierine che facevano la gita alla Capital! Come se non bastasse venivano contrattati alcuni tra i più famosi cantanti per scrivere canzoni – sempre a ritmo di salsa y merengue – in favore di questo o quel candidato…. Musica di propaganda!
Cero non sono mancati episodi in cui i cittadini coscienti e stufi del cancan hanno sbarrato la strada al candidato di turno impedendogli di fatto di entrare nel paese a promettere servizi e aggiustamenti che non arriveranno mai… ma la strada per il cambiamento e per un diverso approccio alla vita politica e sociale da parte di tutti è ancora lunga. Per fortuna però ci sono persone che non mollano…
Ci sarebbe ancora tantissimo da dire e su cui riflettere… ma per ora mi fermo qui.
Spero ti sia stato utile perché io vivo a Santo Domingo e Port-Au-Prince è un’altra realtà. Totalmente…
Un abbraccio e a presto Annalisa
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Armando di Napoli

Anime sfondate
svolazzano nell’aria
insieme ai miasmi
di corpi in decomposizione
nella notte lingue di fuoco
mettono a tacere
bocche affamate e
spremute di lacrime di madri
trasformate in dissetante acqua

branchi di cani randagi
portano a spasso pezzi
di carne umana abbandonata
senza sacralità tutto l’osceno
in un’incontro senza rispetto
il rabbino di roma e il papa
coperti le vergogne con l’odore
dell’incenso uscito da un turibolo
fatto oscillare da satana
sorridenti uccidono l’ultimo strillo
di un bambino sacrificio umano

a contrabbandieri disumani…
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Don Aldo Antonelli

Le mani nere sollevate ad afferrare l’aria. Pochi passi oltre, il vento della camicia anima la smorfia dell’ultimo respiro di una donna. E subito accanto, il corpo di un ragazzo ancora chino nella preghiera da cui non si è mai rialzato. Muoiono così gli immigrati. Così finiscono gli uomini e le donne che non sbarcano più a Lampedusa. Bloccati in Libia dall’accordo Roma-Tripoli e riconsegnati al deserto“.
Così inizia un articolo dell’Espresso a firma di Fabrizio Gatti e corredato da alcune sequenze di un video shioccante (che non potete vedere su http://www.espressonline.it perché il video è stato infettato per impedirne la visione freedomlibertadiparola.blogspot.com/2010/01/morire-nel-desertoil-reportage.html)
Si possono censurare così i morti?

Subito dopo c’è un servizio dal titolo: “Silvio quanto ci costi”.
Un miliardo di euro l’anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si allarga a dismisura e che conta già 1.400 persone più del previsto. “Mentre per allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono cinque milioni e si arriva a pagare 250 euro di noleggio di un computer per una sola giornata…. Solo per la cerimonia di consegna di tre case ai terremotati abruzzesi sono stati spesi 300mila euro…”!
Tutto con buona pace di Brunetta e tra i gongolii dei gonzi soddisfatti e il sorriso sadico del vampiro che succhia sangue dal paese salassandolo per rimpinguare le proprie aziende.
Al di là dello sfasciume, mi preoccupa la filosofia che questo modo di fare inietta, inavvertitamente, sul cittadino e nella coscienza degli italiani.
Un disastro che la maggioranza, ammaliata dalla comunicazione teleguidata, non avverte.
“Cercando di sembrare ciò che non siamo, cessiamo di essere quel che siamo” scriveva Ernst Junger.
E il cardinale Roger Etchegaray, nel suo bellissimo libro “Che ne hai fatto di Cristo”, già dieci anni fa, scriveva: “Bisogna apparire per avere, ecco perché domina la menzogna; e bisogna avere per apparire, ecco perché regna il denaro”.
Aldo
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E Bersani che fa? L’ha avuto il cuscino del potere? E che ci fa? Ci dorme?

DAZI CINESI

Scrive un bloggher:
Vorrei sapere a cosa è servito togliere i DAZI sui prodotti cinesi e se ciò è servito alla gran parte dei cittadini oppure A POCHI GRANDI INDUSTRIALI.
Rimettiamo i dazi!
Riccardo
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Caro Riccardo
purtroppo la prospettiva di chi guarda dal basso è ristretta e non coincide affatto con la rete di interessi di chi comanda il mondo, per questo le profferte di Tremonti in UE per mantenere dazi alle merci cinesi sono passate in un silenzio imbarazzato come la gaffe di un importuno. Diciamolo francamente: Tremonti in Europa non conta niente, non lo sta a sentire nessuno, come ridono di Berlusconi. Ascoltavano di più un trappolone finanziario come Prodi, già esperto di IRI e cose simili.
Questo è un mondo dominato dalle multinazionali, dai giochi finanziari, da grandi organismi internazionali che non hanno mai fatto gli interessi locali.
Esattamente come non interessa un fico a Marchionne, che viaggia su capitalizzazioni da schiavismo, la classe operaia italiana.
Protestare serve a poco quando la maggior parte del debito americano ce l’ha la Cina che ha diritto e potere di imporre i suoi interessi e persino Obama ubbidisce, perché se la Cina vuol buttare a mare il debito USA, la Cina sopravvive ma l’America di Obama cola a picco. Dunque quali merci debbano girare il mondo e a che prezzi lo stabilisce la Cina.
Finché l’Europa sarà succube dell’America dovrà sottostare non solo ai polli alla varechina o agli OGM ma anche ad aprire porte e finestre alle merci cinesi senza dazi. E’ la Cina a comandare e Europa e America ubbidiscono.
Poi viene Tremonti a parlare di dazi.. O viene Epifani a piangere su 3 milioni di italiani disoccupati, ma a loro di questo non gliene può fregare dimeno e Tremonti, se non è uno sciocco, lo sa benissimo che le sue profferte servono solo alla campagna elettorale interna verso gli ignoranti e gli illusi.
Siamo occupati dal neoliberismo che è fatto di macroeconomia, grandi multinazionali, società per azioni, dividendi.. un quadro orripilante dove i bisogni del singolo sono meno di niente.
Agli azionisti cosa vuoi che gliene importi se il capitale viene raccolto abbassando sempre più i diritti del lavoro o investendo in Guatemala piuttosto che in Italia?
Le piccole richieste di un gruppuscolo di leghisti o di socialisti sul piano delle borse mondiali sono come un guaito di cane in mezzo al fracasso di New York.
E’ tutto in vendita. E il capitale andrà là dove frutta di più fregandosene dei diritti umani o delle pretese della vecchia Europa.
E con l’acqua sarà lo stesso.
Viviana

Rete sotto assedio: et voilà la tassa per la SIAE
Toni Alamo

news.google.com/news/story?ncl=d7Pirfya09MqV-M45saMrXlpZjp1M&hl=it&topic=t&ned=it

Lo avevano annunciato e hanno mantenuto la promessa(Il gonerno che “non metterà le mani nelle tasche degli italiani”). La nuova tassa per fare un regalo alla SIAE è cosa fatta. Al danno si aggiunge la beffa: si chiama equo compenso, “Per remunerare, cioè, gli autori per il presupposto mancato compenso dovuto alla copie dei contenuti , musicali, audio, video , che i consumatori faranno per uso privato”.
E’ un aiuto di Stato, scrive il giurista Guido Scorza. E’ un compenso per il lavoro, non una tassa, si difende la SIAE. Costerà 100 € a famiglia, ci fa sapere AltroConsumo, che sottolinea: “è una misura contraria allo sviluppo della tecnologia e del mercato digitale”…
Riflessione: nello scorso marzo la SIAE annunciò la sua partecipazione alla Class Action intentata negli Stati Uniti da autori ed editori nei confronti di Google Book Search, per violazione di copyright. C’è da chiedere agli esperti di diritto. Non potrebbe la SIAE essere ripagata con la stessa moneta? Ci sono i presupposti?
Intanto non ci resta che comprare tecnologia all’estero, con buona pace per l’imprenditoria italiana.
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Lorenzo Dellacorte segnala da Eddyburg
Da Carta n. 45

Scomparsa dall’Italia non solo l’urbanistica, anche la civiltà
Edoardo Salzano

Non c’è più nessuna differenza nel modo in cui governi di cdx e governi di csx usano il territorio. Per lo Stato, le regioni, i comuni è solo materia bruta da distruggere per far quattrini.
Bellezza, funzionalità sicurezza possono scomparire in nome del maggior valore che il suolo può assumere se è coperto dalla crosta di cemento e asfalto.
Guardate i “piani casa”. B ha dato l’avvìo, ma la Toscana rossa è stata la prima a seguirlo, e la legge peggiore l’ha fatta (insieme alla Sardegna) la Campania dell’ex comunista Bassolino.
E guardate che cosa avviene a Venezia, città amministrata dal csx quasi ininterrottamente dal 1975 a oggi. In prossimità della gronda lagunare, in un’area ad altissimo rischio idraulico, la previsione di uno stadio e un terminal terra-acqua viene quadruplicato da un accordo patrimoniale siglato dal presidente berlusconiano della Regione, dal sindaco ex comunista di Venezia e dai proprietari di due aziende privatizzate, per essere riempito da oltre un milione di mc di alberghi, residence, centri commerciali e “divertimentifici”. Sull’altro bordo della Laguna, al Lido, la residua integrità del forte di Malamocco, realizzato dagli austriaci nel XIX secolo, le sue mura e la vasta area a verde che esse racchiudono, viene stravolta da una trentina di villette e altre costruzioni, che copriranno 3/4 dell’area. Rimuovendo, col beneplacito della sovrintendenza, i vincoli di tutela, e utilizzando tutti gli strumenti di deroga alla pianificazione urbanistica consentiti dalle leggi vigenti. Casi simili ci sono in tutta Italia, nel silenzio dei media.
Non è in crisi solo l’urbanistica, né solo la politica: è la civiltà che è scomparsa dal disgraziato paese in cui ancora viviamo. Cancellare le voci libere, la critica, il dissenso serve anche a nascondere questa verità.
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Sfruttamento
Luciano Di Gregorio RdB – CUB Immigrati Rom (sunto)

Più di 2 milioni di disoccupati in Italia, si marcia verso il 10%.
Negli Stati Uniti 15 milioni di disoccupati, l’Europa sfiora i 23 milioni, con una perdita, negli ultimi 12 mesi, di 5 milioni di posti di lavoro.
Lo scorso Dicembre, la Giunta regionale calabra ha dichiarato lo stato di crisi di mercato per l’agricoltura, chiedendo un decreto affinché gli imprenditori agricoli abbiano benefici economici e non paghino contributi assistenziali e previdenziali. Eppure sulle nostre tavole continuano ad esserci i loro prodotti.
In agricoltura non può essere applicato il toyotismo, per cui (anche in periodi di crisi ) “necessita” la presenza di manodopera sfruttata, vittima di un sistema economico e politico che ne abusa e all’occorrenza la criminalizza. Un sistema, muto, sordo e cieco, dove si tollera sfruttamento e schiavismo, con il suo corollario di condizioni di vita disumane
Gli amministratori, lo stato (ispettorato del lavoro, polizia), le associazioni di categoria, anche loro: muti, sordi e ciechi. Un apparato, che non fa distinzione fra irregolare o regolare (anche se è più ricattabile il 1°), ma che esige la garanzia della precarietà esistenziale, per poter disporre di forza-lavoro a basso costo. Un apparato, dove il confine tra legalità ed illegalità non è percepibile, dove non è dato distinguere l’imprenditore che utilizza manodopera migrante offerta dalle organizzazioni criminali, da quello che subisce protezione, a quello cui vengono proposti specifici distributori per i suoi prodotti. A chi oggi ciancia di colpevole tolleranza nei confronti dei “clandestini” consigliamo di leggersi i rapporti Eurispes 2007/2008: l’economia criminale produce un “PIL nero” di 725 miliardi (il 41% del PIL 2007), pari a un’evasione di 206 miliardi. Quale intolleranza crea più danni?
Negli ultimi anni abbiamo avuto i prodromi del prossimo futuro: definitivo annichilimento del welfare, recessione (con conseguente precarietà permanente), rafforzata “richiesta” di sicurezza, consolidamento dell’egoismo sociale, mercificazione/privatizzazione di quei beni, che secoli di lotte avevano conquistato allo stato sociale. Una reificata “struggle for life” dove competitività, egoismo e avidità renderanno il debole ancora più inerme e marginale. Una marginalizzazione sempre più escludente con rafforzarsi di gruppi sempre più esclusivi: la propria “comunità”, il “campanile”, la “contrada”, piuttosto che la classe.
L’immigrazione è una complicazione. Crea contraddizione, antinomia. L’esercito industriale di riserva preme nei periodi di stagnazione e prosperità media sull’esercito operaio attivo e ne frena, durante il periodo della sovrapproduzione e del parossismo, le rivendicazioni.
Domanda e offerta si muovono nei termini più convenienti al capitale. L’immigrato è una minaccia per il lavoratore autoctono, che vede abbassarsi il suo salario e ciò non può produrre atteggiamenti umanitari. L’abbandono dei sindacati, la mancanza di un’analisi di classe dell’immigrazione e delle sue ripercussioni sociali, produce uno scollamento dalla realtà e un arretramento rispetto a battaglie di decenni.
Troppe discussioni su aspetti sovrastrutturali (culture, religioni, diritti ), dimenticando che la società è sempre più basata sullo sfruttamento. Dimentichiamo troppo spesso che l’immigrato, come soggetto sociale, come classe, non esiste.
Rosarno o Castel Volturno ci insegnano che se spari a degli immigrati, questi, già esasperati, giustamente s’incazzano. Ma dov’è la rivolta contro la n’drangheta, che li vende? Contro il “caporale”, che chiede il pizzo? Contro il padrone che li schiavizza e li fa bastonare per non pagarli? Dov’è il sindacato che li protegge?
Ci saranno altre Rosarno, forse avranno il nome di quartieri di grandi città, forse di paesi del profondo sud. La crisi deve ancora mostrare i suoi denti ed aprirà altre contraddizioni fra le masse di lavoratori autoctoni, prede sempre più facili da conquistare, per ottenere consensi a politiche razzisti. Almeno, grazie a quella rivolta è calato il sipario sull’ipocrisia che ci presentava un padronato dal volto umano e l’avanzamento delle politiche d’integrazione, le false battaglie contro il lavoro nero e la disoccupazione. E ci ha mostrato, come il lavoratore immigrato, non sia in concorrenza con l’autoctono ma sia utilizzato come regolatore delle dinamiche salariali. Una sorta di tipo ideale di lavoratore secondo il capitalismo: pura forza lavoro, con pochi bisogni, disposto a farsi sfruttare, senza rivendicazioni.
..
Per chi non lo sapesse, il gretto di Burri è un’enorme copertura di cemento con cui si sono fatte sparire alla vista le macerie della cittadina di Ghibellina distrutta dal terremoto.

Il gretto di Burri
Pietro Ancona

Se il Presidente della Repubblica, massima autorità morale dello Stato custode della Costituzione, interviene con una lunga lettera alla vedova di Craxi proponendo una forzata distinzione tra vicenda politica e vicenda giudiziaria, se oggi il Senato si dedica ad una cerimonia commemorativa nel decennale della scomparsa, se una folla di ministri e di politici si è recata in pellegrinaggio ad Hammamet, il significato di tutto questo è uno ed uno solo: ha sbagliato la magistratura italiana a perseguitarlo e poi a condannarlo.
Siamo in presenza di un abuso terribile compiuto dal potere giudiziario che ha recato danni irreparabili ad una persona, alla sua famiglia, alla nazione. La santificazione dell’esule o del latitante non ricercato avviene attraverso la contestazione della durezza del trattamento subito dai Magistrati.
Se lo stesso Napolitano afferma questo dà vigore ed autorità alle leggi presentate in Parlamento che vogliono sottomettere la Magistratura al potere politico e ridurne la possibilità di intervento nella sfera dei potenti. Non si vuole ridurre “in generale” il potere della Magistratura ma soltanto “in relazione” agli altri poteri della Repubblica ed in primo luogo l’Esecutivo.
Infatti, le proposte di processo breve e le leggi ad personam che fin qui si sono fatte sono contemporanee ad altre leggi che incrudeliscono i trattamenti verso i poveri ed i migranti ed i cittadini in genere con la reintroduzione del reato di offesa a pubblico ufficiale o la schedatura dei clochards o l’aumento di un terzo delle pene per gli stranieri clandestini.
Si è assolutamente indifferenti a quanto avviene nelle carceri italiane che segnalano 6 “suicidi” in 15 giorni e non si parla della necessità di riforme per l’abolizione dello orribile istituto fascista dell’internamento e dei manicomi giudiziari. Lo strabismo è davvero straordinario: da un lato si marcia verso l’impunità dei potenti e dall’altro verso una stretta, un giro di vite per una giustizia che diventa terribile per chi non ha i mezzi per pagarsi una difesa. Difesa che diventa sempre più privilegio dei ricchi dal momento che le spese giudiziarie sono diventate pesantissime e per sostenere il nuovo processo ci vogliono fiumi di denaro. Come avrebbe potuto farsi riconoscere innocente Stasi se la sua famiglia non avesse avuto i mezzi per pagarsi le controperizie che hanno ribaltato il processo di Garlasco?
Ma il processo di beatificazione a Craxi non riguarda soltanto l’attualità della questione del ruolo della Magistratura. Si estende a significative riforme della Costituzione che Craxi voleva presidenzialista, con un potere decisionale illimitato per il Capo del Governo, ed autoritaria verso il mondo del lavoro dal momento che per decreto abolì quattro punti di contingenza dal salario dei lavoratori. Una Costituzione molto più concordataria di quella di Mussolini dal momento che riconosce il principio del finanziamento perenne alla Chiesa con l’8 per mille ed altre limitazioni della laicità dello Stato a cominciare dalla scuola.
Insomma, il senso di quanto sta accadendo con un ruolo strano e pesante del Capo dello Stato è: andiamo avanti verso la realizzazione di una Terza Repubblica che realizzi pienamente l’idea di governabilità che ispirava l’azione di Craxi.
E’ molto significativo in tutto questo il fatto che la maggior parte del gruppo dirigente craxiano sia traghettato ed assai comodamente inserito nel governo B e nelle istituzioni. Non c’è alcuna discontinuità tra l’ultimo craxismo ed il berlusconismo. Sono la stessa cosa. Il Caf è diventato Casa della Libertà alleata con La Lega razzista del Nord. La dx prodotta dalla mutazione genetica del PSI è tutta dentro la nuova maggioranza. Non ci sono più moltissime tangenti dal momento che queste sono state legalizzate dalle contribuzioni ai partiti ed ai giornali e sopratutto dai trattamenti da nababbi dei Ministri, dei parlamentari e degli amministratori pubblici. Che bisogno c’è di rubare, di farsi dare la mazzetta, se facendo il Presidente di un Ente, magari del tutto inutile o dannoso, si guadagnano milioni di euro l’anno?
La prima Repubblica, a cominciare dalla Costituzione, ebbe forza dalla presenza e dall’incontro di 3 grandi culture politiche la cultura comunista, quella socialista e laica e quella cattolica. Di queste 3 culture che realizzarono momenti altissimi di democrazia, libertà e prosperità del Paese oggi ci sono soltanto macerie. Sono state scacciate a vantaggio delle forze sconfitte dalla Resistenza e dalla Costituzione. Tutte le macerie sono coperte da una sola coperta che, come il gretto di Burri a Gibellina le ricopre. La coperta liberista di una Oligarchia del Privilegio che lucra una parte oramai vistosa del pil. Il sistema politico italiano sempre più antidemocratico ed iniquo costa miliardi di euro sottratti alla scuola, alla sanità, ai trasporti, alla cultura. Un paese che intristisce e fa indietro trainato da una Oligarchia che ha bisogno di santificare Craxi per legittimare sè stessa ed il proprio tradimento della Costituzione.

Foto di Baraldi : TITANIC

Lettera a Berlusconi
Barbara manda

Un caro amico dal Piemonte mi ha inviato questa lettera che a sua volta ha ricevuto da un altro amico. Ritengo che sia un contributo al nostro bisogno di non lasciarci avvolgere e confondere dalla nebbia di parole dolci, concetti cristiani, suggerimenti gandhiani e progetti di nuovi schieramenti come il “partito dell’amore” (ma non l’aveva già proposto Cicciolina?) che il nostro santo martire premier, da quando ha avuto l’incontro ravvicinato con la madonnina, ritiene di dover elargire ai suoi devoti.

Signor Presidente,
Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori: “Perchè mi odiano?”
Io sono uno dei 60 milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato.
Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.
Stia tranquillo: sono un uomo di pace, faccio fatica anche ad ammazzare le mosche, perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.
Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Pres. della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.
La conosco, Signor Presidente: abito a 100 m in linea d’aria dagli studi di Mediaset ed a 1 km da Milano Due, che ella ha costruito. Non parlo per “sentito dire” ma perchè ho testimonianza diretta di quello che Ella è.
Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.
Più che merci lei ha comprato coscienze.
Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.
Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione e di emulazione.
Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.
Però, e anche questo è un Suo “merito”, Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che Ella sia bello, invincibile, munifico.
Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei Lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.
Lei ha capito bene, come il Mefistofele, che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.
Da perfetto populista si appella al popolo perchè ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè è contornato da studiosi di dati statistici e quindi sa che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme. Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:
-quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e, poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”;
-quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni, sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina a piazzale Loreto;
-quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;
-quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.
Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.
Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.
-Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.
-Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli sono sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.
-Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.
-Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.
-Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni, fai in modo di cambiarle.
-La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.
-Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.

Ecco perchè non la amo, signor Presidente, perchè lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà , la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto. Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.
Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto.
Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono dinanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.
Con disistima
/Lettera firmata/
..
Al Verano
Bruno

Nella notte stellata
ondeggiano i cipressi
e cosa strana
al loro ondeggiare
non cadono nespole
non cadono mele
non cadono pinoli
eppure uno li guarda
aspettando chissà che
.

Ma se sorge la luna
ecco pronto addirittura
un sentiero di ombre danzanti
che portano lì
dove nessuno vuole andare
se non da vivo
a pensare pensare
un giorno toccherà pure a me
.

Poi succede che
ad un soffio di vento
il cappello vola via
polveroso di stelle
e chi ci pensa più.

Bruno

RIDIAMARO: – )

E ora che Craxi lo abbiamo
santificato
lo possiamo riavere
indietro
il malloppo?

Vi
..
In genere sono i giudici
che giudicano
il crimine
non il crimine
che giudica
i giudici.

Vi
..
Il malloppo è sempre
il bene più grande
Il vero articolo 1 della Costituzione
dice: Questo è un regime
fondato sul malloppo
Lo sa anche Brunetta
quel coglione
che a rubare non è proprio
il fannullone.
Vi
..
Qualcuno un giorno mi spiegherà a cosa servono e per cosa sono pagati:

la Ministra delle pari opportunità Mara Carfagna
Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto
Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi
Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta
Politiche Europee Andrea Ronchi
Rapporti con il Parlamento Elio Vito
Riforme per il Federalismo Umberto Bossi
Gioventù Giorgia Meloni
Semplificazione Normativa Roberto Calderoli
Turismo Michela Vittoria Brambilla
Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo
Beni e Attività Culturali Sandro Bondi

Non che gli altri abbiano fatto qualcosa di utile, ma sia pure nel male qualcosa hanno fatto, ma questi?
In particolare quali semplificazioni legislative ha fatto Calderoli? L’unica legge che ha fatto è sul mantenimento delle leggi che già ci sono.
Non si può fare una legge pseudo-Brunetta che li sbatte fuori dal Governo dal compimento dei 18 anni?
..
spinoza.it

L’isola che non c’è
Gravissimo terremoto ad Haiti. Poi è anche piovuto.
(Ehi, chi cazzo ha piantato gli spilloni sulla mappa?)

Gli haitiani morti non si contano. Quelli vivi non hanno mai contato.
(Però almeno nessuno li manderà al mare. Ci sono già)

Dopo il sisma gli Usa si muovono. Insolitamente la distruzione ha preceduto gli aiuti.

Dopo aver inviato nuovi marines in Afghanistan, Obama ne manda altri ad Haiti. Così la gente penserà sia la stessa cosa.
(È curioso come gli americani riescano a trasformare in guerra anche una missione di solidarietà. Probabilmente per loro San Valentino è una guerra ai single)

Fame e saccheggi ad Haiti dopo il terremoto. Lentamente si sta tornando alla normalità.

Ovunque sono stati osservati minuti di silenzio. Nessuno ha notato la differenza.
Un minuto di silenzio anche sui campi della serie A. Poi sono ripartiti i cori razzisti.

Sono ormai passati cinque giorni dal sisma: i cronisti cominciano a fare i poeti.
Si moltiplicano gli sforzi per aiutare gli haitiani. La voglia di tornare a sfruttarli è davvero tanta.

Ancora numerosi i dispersi, tra i quali diversi bambini rimasti intrappolati sotto turisti europei.

Nel 2008 su Haiti si abbatterono quattro uragani, provocando 330 morti e numerosi dispersi. Come certamente ricorderete.

Tiger Woods offre due milioni di euro per Haiti. Il governo: “Affare fatto, è tua”.

Il Vaticano: “La gravità della tragedia diventi occasione di solidarietà e di amore”. Il Papa ha promesso che pregherà per l’ammontare di svariati milioni di dollari.

La Croce Rossa invia 40 tonnellate di medicinali. Tanto il vaccino per l’H1N1 sarebbe scaduto comunque.

Anche le star di Hollywood si mobilitano: parte la gara di solidarietà per non sembrare degli stronzi pidocchiosi.
Madonna annuncia di aver donato 250mila dollari. Specificando di voler mantenere l’anonimato.
..
Ellekappa

Povera Italia
“Le ronde possono dare solo un minimo di sollievo. Io voglio sulle strade jeep che girano di giorno e di notte, legionari e manipoli di prodi. Le ronde se non sono composte da personale preparato ed equipaggiato sono di scarsa utilità. Per questo ho chiesto ai ministri trevigiani e a quelli della Lega di dotare il trevigiano di uomini e mezzi in misura adeguata.”
(Giancarlo Gentilini – Vicesindaco di Treviso)

Beh, poteva girare in jeep almeno lui!
..
Forma mentis
1860
Ci ho dormito su, hanno ragione: Bettino Craxi è tra i più grandi statisti degli ultimi 150 anni. Quest’anno è l’inverno più freddo degli ultimi 150 anni. Il terremoto di Haiti: è stato il più disastroso degli ultimi 150 anni. Dev’essere stato un anno formidabile il 1860.
..
Giesù Cristo
Dice Alì Agca che lui è Giesù Cristo, e chi siamo noi per sindacare? Però Agca porta i maglioni a girocollo, e si è visto mai Giesù Cristo portare i maglioni a girocollo? No, non può essere lui Giesù Cristo.
..
Fuori di casa a 18 anni per legge
Allora, il ministro della semplificazione prenda nota: serve una legge per fare uscire i ragazzi di casa a 18 anni. Poi ne serve una per ricordarsi di portare giù la spazzatura, un’altra che obbliga a mettere in ordine la cameretta e poi l’ultima, la più difficile, quella che impedisce a Brunetta di sparare cazzate.
..
Cracksi
Non ne posso più di ‘sto revival su Craxi, fortuna che si muore una volta sola. Cosa si chiede da noi, un giudizio sull’uomo o sul politico? Sul valore umano non spetta a me sindacare, su quello politico-clientelare ne penso male, poi è anche vero che in Italia ci hanno abituato a confondere la dimensione pubblica con quella privata, che bisogna volerci bene al boss, portargli le pantofole e dimostrarsi solerti nel difendere la mitologia del capo. Bon, vado a lavorare, essendo che non tengo socialisti in paradiso.

Viviana
Io credo che Craxcsi sia come il maiale: al netto della ciccia, del pelo sullo stomaco e della puzza, portato all’osso, valeva poco. Ma non credo che gli altri maiali valgano di meno o di più. Valgono poco uguale.
Una sottile distinzione possiamo farla tra cinghiali e maiali. Il Maiale non ha il pelo che gli esce dalle orecchie ma è solo una distinzione estetica, in quanto conserva il pelo sullo stomaco. In più gli piacciono le maiale. Ma è solo gossip.

Per parafrasare la fattoria degli animali di Orwell:
1. Qualunque cosa pensi su due gambe è un nemico
2. Qualunque cosa pensi, abbia le ali, e non sia un maiale è un nemico
3. Nessun umano deve usare pensieri che non siano pensieri comandati
4. Nessun umano deve dormire nel letto del potere se non come escort
5. Nessun umano deve fiutare i fumi del potere, meglio quelli delle discariche
6. Nessun umano deve ucciderne un altro salvo il potere (ma è gravemente interdetto anche l’uso di souvenir e cavalletti, pene, processi, intercettazioni, stampa, atti, leggi, pensieri, idee, critiche e alcunché possa essere contro il potere)
7. Tutti gli umani sono uguali (ma i maiali sono molto più uguali degli altri)
8. La fattoria degli animali è stata costruita per i maiali non per gli umani
9. Nessuna meraviglia che questo i maiali lo sappiano benissimo, e si incensino l’un l’altro, senza alcuna eccezione. Se l’eccezione ci fosse, sarebbe umana, non suina. E non sarebbe al potere. Sicuramente non sarebbe Presidente della Repubblica. O capo del Governo. Sarebbe una contraddizione in termini.
10. Il paradosso è stato spendere 184 milioni di € per l’epidemia suina (che non c’era) quando bastava una legge senza onere di spesa per liberarci della vere peste suina (che c’è): vietare il potere ai maiali!

Viva il regno dei maiali per i maiali! (ma questo lo dicono solo loro. I maiali)
Privi di potere di tutto il mondo unitevi!
Non avete da perdere che questi maiali!
.

Ma sti cazzi!
Un paese
mezzo B e mezzo Crazzi

Santificare Craxi?
No, grazie
Mi sono già rimasti sullo stomaco Voitila, Escrivà e Pio XII
I diversamente santi risparmiatemeli, per favore
Pio XII è stato fatto santo a prescindere dal suo inaccettabile silenzio sull’Olocausto e dalle sue benedizioni alla Wehrmacht
Escrivà è stato fatto santo a prescindere dalle faziose infiltrazioni morali, sociali e politiche fatte dall’Opus dei
Voitila è stato fatto santo a prescindere dalla teologia della Liberazione, il crack dell’Ambrosiano con 8 morti, gli appoggi ai regimi fascisti, i finanziamenti affinché governi democraticamente eletti non andassero al potere, il vergognoso spreco di patrimoni per celebrare la sua persona nel mondo
Che ora si santifichi anche Craxi che non aveva nemmeno l’altezza ‘storica’ di costoro, posto che esista una ‘altezza storica che si misura sul danno, mi pare troppo.
Lasciatelo al suo esercito di ladri, nani e ballerine e non ci inglobate anche Napolitano e Bersani, per favore!
C’è un limite a tutto, anche al cattivo gusto!

..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Probabilmente Bersani e Napolitano non rubano o se rubano lo fanno in maniera molto accorta, che non si veda !!

    Comunque anche i suddetti stanno facendo danni politici non inferiori a quelli causati da Craxi !!

    Se Craxi aprì di fatto le porte della politica al Berluska, gli attuali “centrosinistri” hanno fatto di tutto per non contrastarlo, non approvando la legge sul conflitto d’interessi e consegnandogli l’Italia su un piatto d’argento !!

    E’ chiaro poi che il destino di Craxi fu deciso in quella dimensione occulta della politica dove le oligarchie dominanti combattono le loro battaglie e dove vengono fatti i veri processi !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 20, 2010 @ 12:49 pm | Rispondi

  2. Mia cara Viviana, trovo che questo nunero di Masada sia particolarmente interessante ed emozionante. L’ho letto proprio tutto, nonostante le proteste dei miei occhi, sempre più deboli e stanchi. A proposito della vacanza della signora Carla, circa 20 anni fa Piero (mio marito) per distrami da una grave dolore che avevo subìto (eravamo alla fine di luglio) mi portò a Tropea, in un hotel 4 stelle. La distrazione l’ebbi certamente, ma dal degrado di quella povera bellissima terra. Il racconto di Carla mi ha ricordato nei particolari il disgusto e la tristezza che provammo. Dopo 5-6 giorni lasciammo il nostro hotel 4 stelle e ci rifugiammo fra i pini della Sila.
    Ma vorrei portare il mio piccolissimo contributo anche alla lettera di Annalisa. Sono stata due volte a Santo Domingo -un sogno, diceva la nostra guida- confronto ad Haiti. Alla Romana, la seconda città dopo la capitale- in farmacia era diifficile trovare anche l’Aspirina. Poco lontano, in mezzo alla splendida vegetazione, c’era la villa di Berlusconi, che non potemmo vedere perché sempre pattugliata da militari.
    Per ultimo, vorrei rallegrarmi con il lettore che non ha fimato la sua lettera, per dirgli che mi sono commossa e che, se ne fossi stata capace, avrei scritto le stesse cose.
    Ciao Viviana, lo sai vero che ti voglio bene! –
    Brunilde

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 21, 2010 @ 6:38 am | Rispondi

  3. Chiediamo una grande indagine su chi ha creato il VIRUS SUINA=BUFALA e sul VIRUS dell’AIDS (che si vocifera sia stato anch’esso creato per guadagno !) Fateci sapere quali CASE FARMACEUTICHE sono PULITE !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 21, 2010 @ 11:26 am | Rispondi

  4. 1) Stavo ancora vomitando per quell’osceno programma del 20 gennaio su l’ammiraglia Raiuno, “I più grandi italiani di tutti i tempi” – osceno quanto a cultura, intelligenza, ideazione, protagonisti, regia…. per me peggiore del peggiore dei “grandi fratelli” che almeno non hanno mai avuto pretese culturali – quando un amico alquanto sadico mi ha segnalato questo agghiacciante studio di Tullio de Mauro sull’analfabetismo in Italia, alimentato come sempre ad arte da chi detiene qualsiasi potere che conta (ora non per niente al posto che appunto fu del Signor Professore de Mauro c’è tale Maria-Stella Arcore-Gelmini). Ho riflettuto sulle relative conseguenze elettorali, perché mi sono chiesto e mi chiedo: quando questa massa di imbecilli (ormai è soprattutto colpa loro) si renderà finalmente conto di essere lei il famoso demo, il popolo, e quando la smetterà di pensare solo in termini di tornaconto personale e/o vigliaccheria e comincerà ad avere un minimo di coscienza e rispetto di se stessa e dei propri doveri e poteri in quanto collettività?

    Questo è l’indirizzo, ma non andateci da soli:

    http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=18612

    2) Sempre in tema di oscenità, dico che se d’alema dovesse perdere perfino il ballottaggio in puglia tra il suo fantoccio e Nicki Vendola, sarebbe veramente l’ora di dargli un bel calcio potente nel culo per farlo uscire definitivamente dalla scena politica, perché è una vita che sta infierendo con costanza e metodo sui nostri coglioni per dimostrarci che la politica non è proprio cosa per lui: anche ammesso e perfino volentieri concesso che lui sia davvero soltanto un imbecille in buona fede. Questa non sarebbe certamente la soluzione finale ma almeno un segnale importante di volontà di svecchiamento di generazioni di politici ormai obsoleti e logori perfino in quanto persone, tanto che è inutile rattopparli di vari colori, non esiste più pezza che regga su di loro.

    Brunopol

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2010 @ 1:26 pm | Rispondi

  5. Finora sapevamo che si prescrivono i REATI quando passano i soliti anni ed anni , mai era successo di sentire PRESCRITTO IL PROCESSO ! è Costituzionale ? è sbagliato ?

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2010 @ 2:26 pm | Rispondi


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