Nuovo Masada

gennaio 18, 2010

MASADA n° 1071. 18-1-2010. Signore, dacci l’acqua quotidiana.

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:49 am

(Nella foto: protesta per la privatizzazione dell’acqua a Caserta)

Il decreto Ronchi e la svendita dell’acqua – Approvata dal candidato pugliese Boccia spinto da D’Alema – La difesa di Vendola dei beni pubblici – Cos’è successo all’estero – Il no dei paesi europei – La rivolta di Cochabamba – La privatizzazione inglese – Divagazioni sulla stupidità – La stupiditò italiana è di più? – Gli insegnanti di religione

La rosa s’apre, la rosa
appassisce senza sapere
quello che fa.
Basta un profumo
di rosa
smarrito in un carcere
perché nel cuore
del carcerato

urlino tutte le ingiustizie
del mondo.

(Ho Chi Minh)

Ma agli italiani sembra che non gli faccia effetto nulla, e dire che ce ne sarebbe il tanto e non da oggi… non solo il profumo di una rosa.
Un grande abbraccio, Pierluigi.
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Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa umanità agli altri, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.
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La svendita dell’acqua
Viviana Vivarelli

2009 Decreto Ronchi: lo Stato impone di svendere l’acqua pubblica e dice che deve farlo per seguire le direttive dell’Unione Europea, ma è falso. Il decreto appare come un atto dovuto salva- infrazionì per attuare obblighi comunitari e per eseguire le sentenze della corte di giustizia europea. Il decreto passa ‘alla fiducia’ con 302 voti a favore contro 263 contrari, tutto il Pd, sembra essere contrario. Dove sta allora il voto di D’Alema? Dalla parte del Pdl? E perché oggi dobbiamo sentire Boccia, il candidato del Pd in Puglia fortemente voluto da D’Alema contro Vendola, dirsi favorevole alla privatizzazione dell’acqua? Tra l’altro un candidato che ha già perso contro Vendola.

La Lega cede prontamente mostrando di non difendere affatto i diritti del territorio.
Il provvedimento contiene, fra le altre, la riforma dei servizi pubblici locali, tra cui la gestione dell’acqua e la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Ronchi nega che il suo decreto sia una privatizzazione, in quanto si vende la concessione dell’acqua ma la proprietà resta allo Stato. Dice addirittura che questa privatizzazione era fortemente chiesta dalle piccole medie imprese e non si capisce perché, visto che ne uscirà l’aumento del prezzo dell’acqua che penalizzerà anche loro, mentre Il provvedimento contiene, fra le altre, la riforma dei servizi pubblici locali, tra cui la gestione dell’acqua e la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ronchi nega che il suo decreto sia una privatizzazione. Dice addirittura che esso era fortemente chiesto dalle piccole medie imprese e non si capisce perché, visto che ne uscirà l’aumento del prezzo dell’acqua e che il decreto non stabilisce affatto autorità dovrà verificare e stabilire gli standard di qualità minimi essenziali e vigilerà sulle tariffe. Insomma un regalo alle grandi multinazionali dell’acqua “a prescindere”.
Ciò rientra nel ferreo proposito neoliberista berlusconiano di svendere ogni bene e servizio pubblico ai privati. Ricordiamo per chi è distratto che tra questi c’è anche la sanità. E che, se passa una sanità tutta privata, cadremo in mano alle assicurazioni (con Berlusconi ci guadagnerà anche qui) come o peggio che in USA, con milioni di italiani che resterebbero privi di qualsiasi assistenza sulla salute e si dovrebbero indebitare anche per una tonsille. Il neoliberismo è del resto lo scopo strisciante di una Unione Europea che vuole garantire gli interessi di grandi banche e corporazioni, seguendo gli imperativi di grandi organismi internazionali come la Banca Mondiale o l’Organizzazione Internazionale del Commercio (WTO). A questo neoliberismo esasperato D’Alema dà il suo turpe appoggio.

Vogliamo ricordare che nemmeno Prodi, tanto entusiasta dell’UE, ci ha detto che un’Europa del capitale e non del lavoro avrebbe fatto principalmente il vantaggio delle banche e delle multinazionali (vedi le grandi compagnie dell’acqua) contro il bene dei cittadini in nome di un neoliberismo efferato che non ha fatto la minima autocritica nemmeno davanti a una crisi che ha aumentato miseria e sfruttamento in tutto il mondo e lo sta distruggendo per il cambio climatico?

Vogliamo ricordare che è per un neoliberismo cinico e inumano che aumenterà la disoccupazione in Italia, che questa conta già 3 milioni di persone e che questo numero raddoppierà nel 2010? Vogliamo ricordare che questo governo non fa nulla contro la crisi? E che solo pochi giorni fa la Renault voleva spostare la produzione della Twingo in Turchia e Sarkozy ha chiamato all’Eliseo il direttore generale e il progetto è stato cancellato in fretta e furia, nonostante le proteste del governo turco? E che invece, quando Marchionne ha annunciato la chiusura di Termini Imerese l’unica cosa di cui si è occupato B è di comprare un Palazzo in Canal Grande e quante leggi far passare nei due rami del parlamento per salvarsi il culo?
E non solo non ha detto parola dinanzi a 3000 famiglie rimaste senza lavoro, ma ha dato un miliardo alla Marcegaglia a fondo perduto e ha riabilitato Craxi, che era uno che sul furto privato ci marciava, a consegna che, non solo tangentopoli è più forte che mai, ma è arrivata a tal punto di potere nello Stato da soverchiare addirittura la magistratura.

Vogliamo ricordare che non solo Prodi e company non hanno mai obiettato alle privatizzazioni richieste dall’UE, ma sindaci e governatori Ds sono stati in prima fila a privatizzare l’acqua (vedi Martini o Dominici o Bassolino o Loiero o Burlando)?

Tanto per chiarire, la privatizzazione dell’acquedotto pugliese è stata voluta da D’Alema nel silenzio compiaciuto di Fitto (Pdl), mentre l’attuale governatore della Puglia Vendola ha fatto di tutto per favorire le energie alternative e la difesa dei beni pubblici, come l’acqua. Ma Vendola è stato scelto dalla gente e non dal piccolo ras D’Alema, e dunque D’Alema tenta di fargli le scarpe, per associarsi all’Udc, e prevarica la democrazia, prima spingendo il neosindaco di Bari Emiliano a candidarsi, poi riproponendo l’economista Boccia neoliberista e già sconfitto da Vendola.
In questo mandato Vendola ha triplicato il consenso perché ha governato bene (si pensi al pessimo governo di Fitto), ma per D’Alema la democrazia è un optional fastidioso e Bersani ha permesso questo casino che scredita tutto il partito per mancanza di polso e perché, anche se formalmente il segretario è lui, a comandare è il sempiterno Massimino, la vergogna d’Italia, che invece di far bene pensa solo con chi inciuciarsi, fosse pure Berlusconi.

Ora ci chiediamo: che razza di economista antiliberista è questo Boccia, se è favorevole alla privatizzazione dell’acqua pubblica e a chissà a che altro? Cos’ha questo a che vedere con una posizione di sx o almeno opposta a quel liberismo esasperato di B che ai privati svenderà anche le istituzioni?

La delibera regionale di Vendola del 20 ottobre dice chiaramente che l’acqua è un diritto umano universale non assoggettabile non mercificabile e il servizio idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica, per cui l’acquedotto sarà trasformato da SpA in soggetto di diritto pubblico con partecipazione sociale?
Ma fu proprio D’Alema nel 99 a trasformare l’acquedotto pugliese in una azienda commerciale privata a lucro privato? E che con D’Alema che riprende i suoi giochetti la direzione sarebbe quella?
C’è qui qualche elettore pugliese che legge?
Posso ricordargli che quando una società diventa privata il suo primo scopo è il profitto e l’ultimo il bene collettivo?
Una società di diritto privato come una Spa anche se a capitale pubblico, massimerà i profitti e a ridurrà i costi. Dunque lascerà scadere gli impianti, non investirà in migliorie, licenzierà personale, alzerà i prezzi, farà scadere la qualità.
Ovunque nel mondo ci sia stata la privatizzazione dell’acqua, si è avuto, senza eccezioni, il peggioramento degli impianti di purificazione, smaltimento, erogazione, l’aumento fino al 300% del prezzo dell’acqua e il peggioramento della qualità finché l’acqua non era più potabile e conteneva colibatteri, tanto da spingere i consumatori a usare anche per cucinare ‘solo’ acque minerali in bottiglia, cosa che in Italia alimenta anche un florido monopolio della mafia o di imprenditori già presenti nelle aule giudiziarie per vari reati.
Senza contare che, se l’acqua è pubblica, possiamo sperare in una politica di contenimento degli sprechi, stante un governo giudizioso, ma se l’acqua è privata, il gestore privato tenderà per sua natura a fregarsene, in quanto più acqua si consuma più lui ci guadagnerà, andando contro corrente in un mondo dove l’acqua diventerà sempre più rara e se ne dovrà fare un uso controllato. Ed è proprio il fatto che l’acqua nel mondo mancherà sempre più a consigliarne un regime pubblico e non privato, perché quando arriveranno stagioni di estrema siccità dove non pioverà per troppi mesi di fila, il privato prezzo dell’acqua sarà soggetto a rincari speculativi, proprio in base alle leggi del mercato, mentre l’acqua pubblica darebbe maggiori garanzie di contenimento dei prezzi a fini sociali. La logica privatistica di un bene è proprio l’opposto di una logica pubblica improntata a buon senso e volta al bene di tutti, e questo vale per l’acqua come per gli incineritori. Là abbiamo il profitto privato come unica meta, qua il bene di tutti.
Tanto più che le spa a capitale pubblico (vendita delle licenze ma proprietà dello stato come per il decreto Ronchi) sono una doppia truffa, perché tengono per sé gli utili e scaricano i costi sullo Stato cioè su di noi. Per cui avremmo più spese e meno vantaggi.
Ma tutti quelli che lavorano nel comparto agricolo e hanno bisogno di tanta acqua ci pensano a come faranno?
I coltivatori di riso..i proprietari di frutteti..le imprese che hanno bisogno di molta acqua per le loro produzione…Credono che i dividendi delle società per azioni rispetteranno le loro tariffe convenzionate?

Lo scopo di B è la privatizzazione progressiva di tutti i comparti dello Stato, ma che su questa strada ci si debba trovare anche D’Alema e ci si debba mettere il suo candidato ci pare troppo. Alla fine a difendere i cittadini non resterà nessuno.
A questo aggiungiamoci lo scandalo dei depuratori che nel sud ha fatto anche troppi danni, oltre a quello delle discariche e degli inceneritori. E il decreto Ronchi fa intendere che saranno venduti Nella truffa sui 20 mld di fondi europei su cui indagava De Magistris, che si è visto avocare le indagini, c’erano dentro anche i depuratori e abbiamo visto da che parte sono stati Mastella e Prodi.

In Italia ci sono regioni ricche d’acqua come la Lombardia e il Lazio, altre poverissime come la Puglia, che, non avendo sorgenti proprie, deve far arrivare l’acqua dalla Basilicata o dalla Campania, con aumento dei costi (+ 70 milioni di € nel 2007). Questo in un sistema nazionale si può parificare, e in un sistema regionale? O addirittura federativo, come vorrebbe la Lega? Che cosa facciamo? In Lombardia si dà l’acqua gratis e in Puglia la facciamo pagare di più?

In molte parti del mondo, dove hanno privatizzato l’acqua, le cose sono andate così male da sollevare la popolazione, finché si è deciso di ripubblicizzarla. Questo è avvenuto nell’America latina come in Francia, nella stessa Parigi! Perché i partiti italiani fingono di non saperlo? Perché gente come D’Alema è presa da fregole neoliberiste? E si permette di forzare anche candidati neoliberisti?
Siamo in un mondo globalizzato dove se si vuole si sa tutto. Questi che appoggiano D’Alema non li conoscono gli esiti perversi della privatizzazione? O fanno finta di non conoscerli? Si deve vedere un Berlusconi che per sapere come vanno le cose dice di contare le auto di lusso per strada! O un Fassino che per rendersi conto dell’economia dice di aver fatto un giro tra le bancarelle. O un D’Alema che si schiera prima a favore di Bush e delle sue guerre predatrici, poi dell’Italia in guerra, poi del precariato incontrollato, e ora della privatizzazione dell’acqua!! E ha anche appoggiato l’ascesa di B per non avergli mai opposto il divieto di scendere in campo per conflitto di interessi (“Ti abbiamo anche regalato le televisioni”, come ha detto il dalemiano Violante!),
Quanto forti sono gli interessi privati in gioco? Perché in Italia continuano a prevalere piccoli arrivismi personali? D’Alema non è certo a capo di una multinazionale ma oggi per lui conta più una carica al Copasir o una candidatura al ministero degli esteri europeo del bene nazionale. Perché lo dobbiamo veder prevaricare il segretario del partito per imporre i propri beniamini? Come possiamo tollerare ancora questo D’Alema, che già reo della caduta a picco dei consensi dei Ds-Pd e dello snaturamento della sx, continua con inciuci intollerabili, con Berlusconi, con Confindustria, con l’Opus dei o con i peggiori banchieri e industriali italiani. Chi lo difende il bene di tutti?

Se Vendola si oppone alle privatizzazioni e porta avanti energie alternative e controllo pubblico dei beni pubblici, ecco che D’Alema cerca di fargli le scarpe, opponendogli un economista, Boccia, che evidentemente segue la pessima scuola del neoliberismo perché la prima cosa che propone sono le privatizzazioni. E Bersani non apre bocca? Non entra nel merito? Ma sono tutti dipendenti uno dell’altro? Tutti ricattati da qualcuno e da qualcosa?
Persino Rienzi, che a Firenze sembrava una testa a sé, deve chinarla con l’imposizione di due perversi tunnel sotto la città e chissà cos’altro. Ordini che vengono dall’alto, in un mondo dove non è libero nessuno e il denaro comanda su tutto.

In Francia due delle maggiori multinazionali mondiali (Veolia e Suez) misero le mani sull’acqua 25 anni fa e le cose sono state così rovinose che ora si torna a privatizzare. Perché non dobbiamo imparare dagli errori altrui ed evitarli? Perché non ci si deve opporre alle intimidazioni neoliberiste dell’Europa? La Francia lo fa. Il Pd no? In parlamento vota contro il decreto Ronchi, poi alle regionali lo favorisce?
L’acqua è un bene vitale, non è come il caviale che posso non comprarlo. E’ un diritto umano inalienabile, un sacrosanto diritto di noi tutti e noi tutti abbiamo la piena potestà ‘inalienabile’ di decidere la sua gestione, per il nostro bene e quello dei nostri figli, e non possiamo accettare di assoggettarla ai privati inciuci economici di qualche politico e alle mazzette che può prendere dalle multinazionali.
Come dice l’economista indiana no global Vandana Shiva : “La democrazia non è semplicemente un rituale elettorale, è il potere delle persone di forgiare il proprio destino, di dire in che modo le risorse naturali debbono essere possedute e utilizzate, come la sete vada placata, e il cibo prodotto e distribuito, quali sistemi sanitari e di istruzione vogliamo avere”
Con la privatizzazione dei beni e servizi essenziali noi non avremo più diritto su nulla.
Noi non avremo più nemmeno il diritto di vivere o morire.
..
La rivolta di Cochabamba

Cochabamba è la terza città della Bolivia, ha mezzo milione di abitanti, quasi tutti poverissimi.
Nel 1999 il dittatore Banzar decide di privatizzare l’acqua e ne vende la concessione alla multinazionale statunitense Bechtel insieme all’italiana Edison, monopolio assoluto per 30 anni.
Il prezzo dell’acqua aumenta del 300%, gente che guadagna 60 dollari al mese paga ora 12 dollari per l’acqua, la qualità scade orrendamente e dal rubinetto esce materiale fecale, si impongono permessi obbligatori per accedere alle sorgenti, si vietano i pozzi privati e persino la raccolta dell’acqua piovana, scadono rete idrica e fognaria.
Dopo un anno di gestione il 55% degli abitanti continua a non avere accesso all’acqua. Nell’aprile del 2000 centinaia di migliaia di persone scendono in piazza e marciano a Cochabamba contro il governo e lo costringono a fare marcia indietro e a revocare la legislazione sulla privatizzazione dell’acqua. Il contratto con la multinazionale Bechtel viene interrotto e il servizio idrico ripubblicizzato. La vicenda, conosciuta come “Guerra dell’Acqua di Cochabamba”, ha assunto un alto valore simbolico nell’ambito delle lotte per la difesa dei beni comuni, dimostrando che la partecipazione popolare può portare a una reale influenza sulle decisioni che riguardano beni pubblici.
A Cochabamba gli abitanti erano poverissimi e per lo più analfabeti ma avevano coraggio e dignità e un vivo senso dei loro diritti fondamentali.
Fecero subito un comitato chiamato “coordinadora de defensa del agua y la vida”, per protestare contro la privatizzazione dell’acqua. Iniziarono subito una vera e propria battaglia, che la polizia contrastò duramente facendo 6 morti e molti feriti, ma la battaglia per l’acqua terminò il 10 aprile 2000 con la vittoria del popolo boliviano, la cancellazione della vergognosa legge della privatizzazione e l’espulsione della Bechtel dalla Bolivia.
E noi? Noi dovremmo votare i candidati che privatizzano?
Il governo boliviano non aveva privatizzato solo l’acqua ma anche le scuole, la sanità e le tele comunicazioni, tutto in perfetto stile neoliberista e imponendo prezzi e livello statunitense.
La gente scese per le strade e fece blocchi stradali, sostenne l’urto della polizia che sparava, sfidò il carcere e la morte. Alla fine il governo dovette cedere ai ‘regantes”, i contadini che gestiscono autonomamente e secondo le millenarie tradizioni andine, le fonti di acqua dei loro territori. Poi dovette cedere alle richieste del Coordinamento per la difesa dell’acqua e della vita, costituita da sindacati, contadini, ecologisti, operai, studenti e gente comune, che assumeva come impegno centrale quello di impedire la privatizzazione dell’acqua nella città di Cochabamba. Alle assemblee popolari partecipavano migliaia di cittadini e le proposte venivano votate con larga democrazia. Quando videro che il governo cercava delle scappatoie, scesero in strada 600.000 persone. Tutta la Bolivia era con Cochabamba. Il primo a morire sotto la repressione fu un giovane di 17 anni. I dirigenti della Coordinadora furono arrestati e accusati dal ministro dell’interno di finanziarsi con il narcotraffico. Ma la sollevazione continuò e costrinse il governo a cedere. Oggi Cochabamba ha una struttura amministrativa composta da rappresentanti del comune, dei sindacati e delle associazioni di quartiere.
Questa è gente che la Lega chiamerebbe ‘baluba’, ma che ama la propria terra, mentre loro la svendono vergognosamente.

E gli organismi internazionali? La banca Mondiale citò la Bolivia per aver arrecato un mancato guadagno alle compagnie ordinandole un risarcimento di 25 milioni di dollari. La Bolivia rifiutò
Sapete cosa accade quando il debito di un paese è eccessivo? Ricorre alla Banca Mondiale. E sapete cosa fa la Banca Mondiale per sostenere il governo del paese indebitato? Lo obbliga a privatizzare beni e servizi fondamentali. Ogni volta che Tremonti ha avuto le redini dell’economia, il deficit è aumentato in modo gigantesco. Ogni azione ha le sue conseguenze. Pensateci!
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Il no dei paesi europei alle privatizzazioni
Viviana Vivarelli

La Francia torna a rendere pubblica l’acqua che aveva privatizzato. La Germania boccia ogni forma di privatizzazione. E non mi si dica che ciò accade perché Sarcozy o la Merkel sono di estrema sx!
In Italia nessuno si oppone al decreto Ronchi che liberalizza i servizi pubblici locali, che farà passare progressivamente la gestione dell’acqua e dei rifiuti nelle mani dei privati, mentre la proprietà della rete idrica resterà agli enti locali, il che vuol dire che a spendere saranno gli enti locali ma a guadagnare saranno i privati. E, pensando a che tipo di imprenditori alla Impregilo abbiamo in Italia e alla rampante imprenditoria a base mafiosa, inesistente per es. in Inghilterra o in Germania, ci vengono i brividi.
E il Pd, che dovrebbe essere il partito di opposizione, sceglie addirittura candidati come Boccia favorevoli alla privatizzazione dell’acqua e, si immagina, anche ad altro, e non recrimina sulle privatizzazioni già fatte da amministratori di sx!?
Ronchi, e quindi B, giustifica la privatizzazione dell’acqua dicendo che ce lo comanda l’Europa, tant’è che il decreto si chiama “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, ma è un falso plateale. Nessun diktat europeo impone la privatizzazione dell’acqua, anzi… Se pure la linea europea è una linea neoliberista, non ci sono imperativi in tal senso. E possiamo ricordare invece risoluzioni in senso opposto.

La risoluzione europea 11 marzo 2004, “Strategia per il mercato interno, priorità 2003-2006”, dice: “Essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.

E ciò è ribadito dalla Risoluzione europea del 15 marzo 2006, che dichiara: “L’acqua è un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso all’acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana; chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015”.

Emilio Molinari, presidente del Comitato italiano per un Contratto Mondiale sull’acqua, dal 2002 si batte per il diritto all’acqua come bene pubblico:

Col decreto Ronchi cade l’ultimo bastione di resistenza pubblica rappresentato dalle società per azioni in house, cioè con il 100% del pacchetto azionario in mano ai comuni. Questo è ancora in atto in 64 ambiti territoriali italiani. Dal 2011 le società in house saranno costrette a mettere sul mercato e quotare in borsa il 40% del loro pacchetto azionario. Il decreto prevede che il punto di riferimento del privato diventi determinante all’interno del consiglio di amministrazione. Questo non è un fatto da poco: insisto a dire che l’acqua non è un servizio, ma un diritto umano, e i cittadini non sono né consumatori né utenti. L’acqua italiana è in mano ai privati. Con il decreto si attuerà e si concluderà una lunga battaglia che dura da 10 anni in Italia. Noi abbiamo anche presentato una legge di iniziativa popolare con 400.000 firme consegnate al Parlamento. Ma tutto ciò viene vanificato dal decreto.
Non è affatto l’Europa a volere questa privatizzazione. Tant’è che la Francia, prima nazione a privatizzare il proprio servizio idrico, lo sta rendendo di nuovo totalmente pubblico. Il Belgio ha fatto una legge per non privatizzare l’acqua. La Germania ha bloccato la privatizzazione, nonostante sia il paese dove ha sede una delle principali multinazionali dell’acqua. Anche la Spagna e l’Austria hanno detto no alla privatizzazione. Per non parlare dell’America latina, dove addirittura sulla questione dell’acqua vengono cambiate le costituzioni. Anche negli Usa l’acqua è in mano alle municipalità
.”

Dire “ciò che è pubblico non funziona e ciò che è privato sì” è una emerita balla.
Dice Molinari: “E’ stato il privato a fare il vino al metanolo, il pollo alla diossina e la mucca pazza, a mandare le scorie tossiche in discariche abusive, a inquinare le acque evitando le depurazioni, a spremere fin che può un’impresa per poi lascia le perdite al pubblico. Il privato è Parmalat, Cirio, è Telecom privatizzata. E’ il privato che ha sommerso il mondo con i titoli spazzatura che il pubblico dovrà ripianare e sarà il privato che eviterà i controlli e nasconderà la non potabilità dell’acqua, non farà le manutenzioni“.
Il privato è la mafia, l’imprenditoria assassina e schiavista, il capitale criminale.
Il privato non ha più etica collettiva e non garantisce nulla di collettivo. Guarda Marchionne cosa garantisce? O Impregilo? O Colaninno? O Angelucci? O cosa garantiscono i grossi capitali mafiosi che ormai sono dappertutto?
Il profitto oggi non è nemmeno più nell’impresa. Tanzi ci mostra chiaramente che è nel gioco in Borsa e Marchionne che è nella ricerca di schiavi a minor prezzo e il Governo che è nei patti con la mafia.
Qui non è in gioco una miglior resa del settore idrico, sono in gioco grossi capitali che, col rientro facilitato dello scudo fiscale, saranno certamente capitali mafiosi che cercano nuovi settori in cui investire. E la politica dissennata di Berlusconi appoggiata da D’Alema gli sta offrendo su un vassoio d’argento nuove ricchezze, a scapito nostro.
Viviamo un tempo in cui il privato ha perso ogni etica dell’azienda, e il profitto oggi non sta più nemmeno in quanto e come si produce, ma nel gioco finanziario. Ma poi di che mercato parliamo? L’acqua è un monopolio naturale e concorrenza e competitività sono termini privi di significato. I privatizzatori negano il diritto umano all’acqua, questa è la realtà. “ (Molinari)
..
Per chi obietta che in Uk la privatizzazione è OKEI
Viviana Vivarelli

In Inghilterra il servizio idrico e quello fognario furono privatizzati nel 1989. Erano il fiore all’occhiello del programma neoliberista della Thacher, quello che ha quasi ammazzato il paese, aumentando disoccupazione e miseria e a cui si ispira quel bellimbusto di Berlusconi, imitato da quell’altro bellimbusto di D’Alema.
La famigerata Thatcher non privatizzò solo le concessioni dell’acqua tenendone la proprietà ma proprio tutto tanto per fare le cose a fondo.
La Legge sull’acqua (Water Act) prima trasformò le sedi pubbliche per l’acqua, RWA, in aziende private, poi le mise in vendita, dandole interamente per 25 anni a una decina di agenzie contro qualunque concorrente, creando dei monopoli privati. Il governo ammortizzò anche tutti i debiti precedenti per 5 miliardi di sterline e regalò loro 1.6 miliardi. Cedette le aziende persino al 22% in meno rispetto al reale valore di mercato, lasciò ogni arbitrio sulle tariffe e diede anche una esenzione speciale dal pagamento delle tasse sui profitti e persino l’autorizzazione virtuale a stampare moneta. Furono abusi tali che persino il quotidiano dei Torie disse che era stato “il più grande furto legalizzato nella nostra storia”.
I prezzi aumentarono di botto, nei primi 4 anni addirittura del 50%, in seguito del 18%, tanto che una famiglia inglese su 5 non poté pagare.
I profitti degli azionisti raddoppiarono nel primo anno di privatizzazione e aumentarono del 142% in termini reali in 8 anni. E i prezzi dell’acqua e del servizio fognatura aumentarono rispettivamente del 42 e del 36 %.
Il furto continuò con Blair, il finto laburista. E posso dire, visto che in Uk ci vado spesso, che non ho mai visto delle tubature idriche e delle fogne che fanno tanto schifo in nessuna parte d’Italia. E sto parlando di Londra non di Wells!

Nel 2003, la commissione della camera dei Comuni sull’ambiente rilevò: ” Mentre i profitti operativi e i dividendi del settore idrico sono in discesa in tutto il mondo, a partire dagli anni 90, i dividendi delle imprese inglesi continuano a crescere fino a un 58%. In Gran-Bretagna i margini di profitto delle imprese di gestione dell’acqua sono persino 4 volte più grandi dei margini delle stesse imprese in Francia, in Spagna, in Svezia, o in Ungheria.”
Ecco chi ha interesse alle privatizzazioni: i grandi capitalisti, i Berlusconi, gli Impregilo, i Colaninno, i boss della criminalità organizzata, i grossi evasori, che dai dividendi delle società private sui servizi pubblici possono trarre utili grossi e certi. E con la pulizia legalizzata dei grossi capitali sporchi, oggi ce ne sono parecchi in giro di questi capitali in cerca di fruttuosi investimenti.
Nel caso, come l’Italia, di una concessione dell’acqua in cui lo Stato mantiene la proprietà, possono accadere due cose:
-la prima è che la manutenzione e l’ammodernamento siano completamente abbandonati, perché chi cerca utili evita le spese, ed è quello che è successo con la rete elettrica statunitense che alla fine era completamente fatiscente (i grandi black aut)
-la seconda è che le aziende si facciano pagare le spese dallo Stato ma tarocchino a dismisura i costi denunciati per guadagnarci e incrementare anche così gli utili.

Proviamo ora ad allargare il discorso a tutte le cose che si potrebbero privatizzare. In Italia hanno già privatizzato telefoni e autostrade. Berlusconi quatto quatto sta privatizzando esercito e protezione civile e punta alle ferrovie, la sanità e le scuole..
Allargate lo stesso discorso ad ogni bene o servizio pubblico ed esce un quadro terrificante, dove il cittadino non avrà diritto a nulla e sarà torchiato su tutto, fino all’impossibilità a sopravvivere.

In Inghilterra è accaduto che molte aziende private hanno tagliato gli investimenti per mantenere alti i dividendi e hanno continuato ad alzare le tariffe anche se il servizio diventava sempre più scadente.
Vedi la Southern Water che ha presentato un programma di investimenti per una serie di impianti di depurazione che non sono mai stati installati. O la Yorkshire Water che ha pensato evitare la spesa di 50 miliardi di sterline per il trattamento delle acque reflue ottenendo un abile cambio di legge per cui le acque costiere vicino alla costa sono state definite ‘mare aperto’, così come da noi la Prestigiacomo, per non prendersi in carico l’aria cancerogena di Taranto ridefinisce le soglie di tollerabilità delle sostanze inquinanti, o Berlusconi, per non prendersi carico dell’inquinamento delle discariche, le definisce zone militari top secret.
Ma non è con questi trucchi che si avrà civiltà!

Si noti che concettualmente si ha anche una contraddizione in termini.
Il liberismo infatti non fa che decantare la concorrenza come unica legge del mercato che abbasserebbe i prezzi e migliorerebbe la qualità, ma nei fatti, come per le privatizzazioni, non fa che creare posizioni monopolistiche in cui il prezzo o l’efficienza non vengono affatto regolati da leggi di mercato ma sono rilasciati ad un arbitrio privato per cui la concorrenza non esiste e ci sono solo posizioni di potere garantite da uno Stato assolutista che se ne frega del benessere collettivo e crea intollerabili situazioni di privilegio (e lo abbiamo visto abbastanza in Telecom).
Ovvio che nelle società private di questo tipo, dove il mercato non esiste e la concorrenza nemmeno e tutto viene determinato dall’avidità di lucro degli amministratori, che opera a rischio zero (e come per il decreto Ronchi al di fuori di ogni controllo), si guarda solo a massimare il profitto, i dirigenti di danno da soli stipendi altissimi, come fanno i vertici bancari che anche in periodi di crisi si danno emolumenti straordinari senza alcun pudore. Di converso diminuisce il numero di persone impiegate, e queste vengono precarizzate e con salari al minimo.
In Inghilterra si ebbe in 7 anni un aumento fino al 200% degli stipendi alti e una riduzione del numero dei dipendenti del 21%.

Grazie alla privatizzazione dell’acqua, in Inghilterra dal 92 si ebbe un grave aumento della dissenteria e un impoverimento della famiglia già povere che ora dovevano comprare anche l’acqua.
Per aumentare i profitti gli investimenti furono ridotti al minimo e tutta la rete idrica si deteriorò. In 5 anni le tubature in crisi crebbero del 10%. L’acqua peggiorò e aumentarono nitrato, ferro, piombo e antiparassitari. Nel 97 scoppiò una infezione di cilotosporidiosis a Londra, che fu un vero avvelenamento.
La privatizzazione del servizio idrico ha portato ovunque anche gravi conseguenze sull’ambiente.
In Inghilterra, le maggiori multinazionali dell’acqua, Vivendi, Suez-Lyonnaise ed Enron, sono state classificate come le società più inquinanti del paese. E le multe sono sempre state ridicole rispetto ai loro spettacolari ricavi. Scarichi di liquami fognari, contaminazione di porti e fiumi, c’è stato di tutto…
E in Italia si pensi che B ha anche depenalizzato l’inquinamento dei corsi d’acqua! E suo fratello è stato condannato per la discarica di Cerro!
E’ risultato che tutte le aziende idriche violano sistematicamente le leggi ambientali e che lo Stato non può farci nulla, tanto più che le maggiori di esse figurano come società straniere, non soggette alla leggi del paese dove vendono l’acqua.
In totale in Inghilterra le conseguenze della privatizzazione dell’acqua sono state tutte negative. E così negli altri paesi. Per cui questa è una strada che è già stata praticata e si è rivelata fallimentare, come le centrali nucleari.
..
Alina

Si deve tener conto anche del fatto che il progetto criminale è quello di voler costruire centrali nucleari.
Per il loro funzionamento è necessaria una quantità enorme di acqua (esempio riferito ad un reattore in grado di generare 1000 Megawatt servono 2.596.792 metri cubi di acqua al giorno. Cioè 108.199 metri cubi d’acqua all’ora, 1.803 metri cubi d’acqua al minuto, 30,05 metri cubi di acqua al secondo. Quasi un terzo della portata del Po a Torino) tanto che la situazione della Francia nucleare, molto più ricca di acqua rispetto all’Italia ha dovuto più volte rallentare la produzione di energia elettrica delle proprie centrali per mancanza d’acqua.
Stime indicano che in Francia il 40% di tutta l’acqua consumata è usata nelle centrali atomiche( lo disse Jeremy Rifkin).
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LA STUPIDITA’

Terza legge fondamentale della stupidità umana di Carlo M. Cipolla, professore Emerito di storia Economica a Berkeley:

Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita“.
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La stupidità italiana
Beppe Grillo

Gli italozombie hanno migliaia di obiettivi personali, ognuno dei quali danneggia gli altri e se stesso. La somma di questi obiettivi rappresenta la società degli italozombie nel suo complesso.
L’italozombie è accomunato allo zombie tradizionale da una apparente incapacità di intendere e di volere. In realtà è vittima della legge transitiva dell’imbecille propagata da giornali e televisioni. Quando prende una decisione sbagliata la sostiene a costo di sembrare imbecille, fino a diventarlo realmente. Un numero consistente di italozombie rimbecilliti scatena l’invidia di coloro che vogliono emularli. Vige, in questo caso, un’altra legge, quella dell’aggregazione preferenziale per la quale più è alto il numero degli imbecilli, più se ne aggiungeranno.
Un italozombie diventa aggressivo con chiunque tenti di spiegargli che ha un comportamento da italozombie. In questi casi alza il tono della voce e ricopre di insulti chi ha davanti, L’italozombie non vuole essere contraddetto, né scoprire la sua vera natura. Il suo comportamento quotidiano è mediadiretto, non ha idee o opinioni, ma profonde convinzioni dovute a Minzolini, Vespa, Belpietro, Giordano, Scalfari, Riotta, Battista. Opinioni di cui però non conosce le origini, nè del resto gli interessa. Inoltre ha una memoria temporanea di pochi giorni e non riesce a fare associazioni. L’italozombie è un predatore sociale, appartiene alla categoria dei furbi che fottono i fessi. E’ un piccolo Attila, dove passa lui non cresce più la solidarietà e non si sviluppa la conoscenza e non cresce più l’erba. L’italozombie è camaleontico, si mimetizza tra gli italiani non ancora infetti, è il vicino di casa, il familiare, il collega d’ufficio. Il prete che benedice un casello autostradale tra gli applausi della folla. Le azioni di un italozombie non sono quasi mai plateali, sempre però antisociali, dalla fattura non rilasciata, alla discarica in un fiume, al parcheggio dell’auto su uno scivolo per portatori di handicap. L’italozombie vota da sempre per i partiti che più lo rassicurano di poter continuare a fare i cazzi suoi. L’italozombie è la metastasi del Paese e la libera informazione è la cura. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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Copio:
QUIZ ARTICO
Gli Inuit, che vivono tra le tempeste e i deserti di ghiaccio, hanno decine di parole diverse per indicare il bianco e la neve. Noi, che viviamo in città densamente popolate dai nostri simili, quante parole abbiamo per indicare uno stupido?
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Sulla stupidità
Musil nella presentazione di Sciacchitano

www.sciacchitano.it/Alle%20soglie%20del%20sito/Sulla%20stupidit%C3%A0.pdf

Ci sono in questa conferenza di Musil cose notevoli: “Gli orrendi eccessi di crudeltà, detti sadismo, mostrano spesso degli stupidi nel ruolo di vittime… la tangibile assenza di resistenze rende selvaggia l’immaginazione come l’odore del sangue il piacere della caccia; attira in un vuoto dove la crudeltà semplicemente si spinge “troppo in là”, perché non trova più limiti

In genere l’uomo intelligente non dice di esserlo. Anche se ognuno nel proprio intimo pensa di essere dotato di molta intelligenza. Ma l’uomo che agisce nella storia, appena ha l’occasione, dice o fa dire dai suoi servi che è oltremodo intelligente, illuminato, degno, sublime, misericordioso, eletto da Dio e chiamato dalla storia”

Qui Sciacchitano commenta: “Musil conosceva B, che allora compiva un anno? No, B è la figura particolarmente ridicola di uno schematismo innato e universale. Solo lui crede di essere un singolo “oltremodo intelligente, illuminato, degno, sublime, misericordioso, eletto da Dio e chiamato dalla storia”. Le gaffe berlusconiane fanno parte dell’arrogante stupidità del potere, anch’essa assolutamente non singolare ma universale. Insomma, neppure la stupidità del capo è merito suo. Lo insegna la satira.

E Musil continua: “Potremmo chiamare questa arroganza anche vanità. Oggi l’anima di molti popoli e di molti stati sembra dominata da sentimenti tra cui la vanità occupa i primi posti in classifica. Tra stupidità e vanità esiste uno stretto rapporto. Comunemente lo stupido fa già l’effetto del vanitoso, perché non ha l’intelligenza di nasconderlo. Ma, in verità, non ce n’è neppure bisogno, perché la parentela tra stupidità e vanità è immediata. Il vanitoso somiglia alla macchina che perde vapore da un bullone allentato. Stupidità e vanità crescono sulla stessa pianta“.

Le smargiassate, il parlare troppo di sé vantandosi, non è considerato solo poco intelligente ma anche maleducato”.

La vanità di un leader può focalizzare la vanità di un popolo.
Sciacchitano: “Musil non conosceva l’America di Bush, ma conosceva la Germania di Hitler”. (Beh, noi conosciamo l’Italia di Berlusconi).

Musil: “I privilegi di un Noi ingigantito l’impressione che il crescente incivilimento e addomesticamento del singolo vada compensato dal parallelo imbarbarimento degli stati, delle nazioni e delle loro leghe ideologiche. Chiaramente si manifesta un disturbo dell’equilibrio affettivo che in sostanza precede la contrapposizione tra Io e Noi e ogni valutazione morale. Ma tutto ciò, dobbiamo chiederci, è ancora stupidità o ha con essa qualche connessione?

Erdmann dice: “La rozzezza è la pratica della stupidità. Come la rozzezza, la stupidità è un errore del sentire ma non sta solo in un deficit intellettivo. La malignità della stupidità è la sua immoralità”.

Possiamo pensare che l’intelligenza sia la forma di abilità richiesta in un dato tempo “In epoche di insicurezza personale sta nell’astuzia, la violenza, l’acutezza sensoriale e la dotazione fisica. In epoche dalle concezioni di vita mano materiali sta in un lavoro spirituale superiore”. E oggi in che epoca siamo?

Infine il concetto stesso di intelligenza è relativo “In un manuale di psichiatria viene riportato come caso di imbecillità la risposta alla domanda “Cos’è la giustizia?” “Che sia punito l’altro”. Oggi su questo riposa una concezione del diritto”.

La stupidità autentica è un po’ dura di comprendonio. È povera di idee e parole, nonché maldestra nell’usarne. Preferisce le cose comuni, che continuamente ripetute le si imprimono bene in testa. Se afferra qualcosa, non se la fa scappare. Non analizza né sottilizza.” Sembra un programma di governo.
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Massimo Esposito

L’antitodo per riacquistare la vita, quella vera, quella spirituale, è liberarsi di qualunque bene, anche di quelli che sembrano irrinunciabili. L’esempio di San Francesco è emblematico, e inaspettatamente attuale.
Altro aspetto che induce l’Italozombie ad essere tale è il fatto di vivere in un contesto sociale che lo induce ad essere tale. Esiste una legge dell’ ingegneria sociale asserente che l’85 % degli esseri umani sono” reciprocanti” ossia si adattano all’ambiente che li circonda, e si conformano incondizionatamente e senza accorgersene nemmeno al pensiero dominante. Gli Italozombie sono recuperabili!
Ed è per questo che si mantiene il controllo assoluto della TV e dei sistemi di comunicazione, ed è anche per questo che il sistema berlusconiano sta mettendo le mani su internet, per limitarne l’uso, e svuotarlo del suo reale valore : ma se le manomissioni potrebbero essere facili con la Costituzione Italiana, potrebbe essere più difficile con Internet che ha delle regole che il sistema berlusconiano non è in grado di comprendere.
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Viviana

Bel discorso!
Non guariremo dei vizi della partitocrazia rifiutando di confrontarci sulle cose reali e affondando sempre più negli intrighi e negli spasmi della partitocrazia puramente formale. Occorre tornare a guardare in faccia le cose vere e uscire dai meandri delle trame di corte! Non a caso Francuccio Gesualdi parla di ‘sobrietà’. Che non è solo un espediente necessario per frenare l’espansione illimitata che distrugge il pianeta, ma è anche la via etica per uscire da questo cinema degli orrori dove siamo prigionieri sognando i beni materiali che passano sullo schermo e assistendo sempre più impotenti ai giochi di potere di gente che si è separata dal paese. Un teatro di ombre di carta. Mi piace pensare che l’anima umana possa essere tirata fuori da questo immondezzaio di sciocchezze che ci ha ipnotizzati, per una vita più semplice e più vera, fatta da uomini in carne e ossa che pensano a uomini in carne e ossa e a cose vere e buone per tutti e non che vivono per intrighi machiavellici e astuzie di corte. Francamente ne ho abbastanza di D’Alema e di tutti i dalemismi che ci hanno portato solo all’autodistruzione della sx per uno pseudopartito complice della dx ! Mi piace pensare che l’egoista è solo un dimenticato a se stesso che può risvegliarsi dalla sua ipnosi per scoprire altre realtà che non quelle stampate nella sua mente da un video artificiale e ipnotico. Io non credo che il popolo italiano sia così morto come lo si vuole far sembrare. La democrazia tedesca nasce dopo la grande sbornia hitleriana. Possiamo anche noi sperare in un risveglio che deve essere abbastanza vicino se i potenti hanno un tale timore dell’uomo che pensa da coalizzarsi per impedirlo.
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Sancho

Gli zombies sono ovunque.
Gli zombies sono tutti quelli che si appiattiscono, automaticamente, passivamente, privi di senso critico, alle posizioni del branco di appartenenza!
Poi ci sono gli zombies al quadrato (gli zombie attivi/passivi) che, inoltre, si prodigano nell’eliminare tutti quelli che non si omologano prontamente.
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L’ITALOZOMBI
Bloggher

Se non ha un capo è perduto.
Ha bisogno di una gerarchia sopra la sua testa che ogni tanto gli ricordi che è solo uno zombie. Senza questa non sarebbe nessuno e vagherebbe per l’eternità come un sonnambulo.
La gerarchia lo prende per mano e lo riconduce a casa quando per puro caso entra in contatto con gli umani.
Gli umani lo confondono. Hanno un colorito diverso e strano e camminano dritto da soli senza che nessuno li tenga per mano.
E’ un essere devoto e ubbidiente. In realtà la disubbidienza non sa cosa sia.
E’ irrisistibilmente attirato dai colori bianco, rosso e nero.
Cosa che i loro capi sanno bene e perciò fanno in modo che almeno uno di questi colori sia sempre ben visibile.
Gli Zombie tengono sempre famiglia. E si riuniscono in gruppi anche numerosi.
Tanto che un giorno un umano anonimo ha detto:
“La madre degli Zombie è sempre incinta”
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Guerre mediatiche
Paolo De Gregorio

Ho goduto intensamente, al limite orgasmico, nel leggere una preziosa intervista, frutto del lavoro certosino ed intelligente di Travaglio, pubblicata sul “Fatto quotidiano” di oggi 16 gennaio, risalente al 19 novembre 1993, dove l’attuale direttore del TG1, Minzolini (allora giornalista per “La Stampa”), oggi apologeta di Craxi per conto terzi, intervistava Fabrizio Cicchitto (oggi portavoce del governo), sui fatti riguardanti il partito socialista e il suo segretario. Stupite e godete!
”Ho capito (diceva Cicchitto a Minzolini) che Craxi e Martelli c’entrano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani (n. 2 della P2), ad esempio la storia dei 30 milioni di dollari del “Conto Protezione” non è mica uno scherzo. C’è da credere davvero che in quegli anni con tutti quei soldi si siano comprati il PSI” Io -rievocava Cicchitto- ho sempre in testa quel comitato centrale del ’79, che avremmo potuto vincere per tre voti. Signorile, invece, non volle provarci e non se ne fece niente. In questi anni gli ho chiesto spesso il perché, gli ho chiesto se era ricattato, ma lui mi ha sempre detto che fu solo uno sbaglio…C’è da credergli perché se Craxi avesse avuto in mano qualche dossier contro di lui lo avrebbe usato. Dentro il Psi ci furono lotte davvero pesanti. Fecero scoppiare il caso Eni-Petromin (craxiani contro Signorile ndr). Lo stesso Nenni che si era accorto che Craxi voleva strafare, gli scrisse una lettera per chiedergli di dimettersi. Eh, altroché se contano i soldi in politica. Ad esempio, se io, Signorile e De Michelis fossimo rimasti insieme,saremmo riusciti a contrastare Craxi. Insieme funzionavamo. Purtroppo alla rottura contribuì anche un problema finanziario. De Michelis era fortemente indebitato per via dell’avventura finita male dei Diari con Parretti. Si parlava di 500 milioni di lire che allora non erano uno scherzo. Signorile, tirchio, non si mosse ad aiutarlo. E De Michelis ci rimase male, anche perché in quei mesi giravano le storie dei finanziamenti a Signorile per l’Eni Petromin. Così quando Craxi e Martelli bussarono alla sua porta ci misero poco a convincerlo a passare con loro.” Ecco, conclude Travaglio, 16 anni fa, Cicchitto confessava a Minzolini che il PSI era una associazione a delinquere dove tutti intascavano, si indebitavano, si ricattavano.
E’ veramente inquietante che la revisione storica su Bottino Craxi sia stata fatta da un soggetto, Minzolini, che aveva raccolto tali testimonianze. Il Psi non è più presente in Parlamento, ma i soggetti piduisti, che costituivano la sua classe dirigente, si sono riciclati nel partito di Berlusconi, il maggior beneficiario della politica craxiana che consegnò ad un piduista il monopolio delle Tv private. In questo senso il PDL, spacciato ai gonzi per una novità, e da un calcio alla vecchia politica, è solo il contenitore che ha raccattato gli storici ladroni democristiani e socialisti, trovatisi orfani dei loro partiti, li ha sommati a quelli della destra e della Lega,ed è da 15 anni al potere. E’ evidente che questa operazione, espressione dell’intreccio tra affari e politica, è la cosa più vecchia e conservatrice che si poteva fare, ed è riuscita solo per lo strapotere mediatico che la destra possiede.
L’uscita di Minzolini sul maggior telegiornale italiano, nella fascia di massimo ascolto, assolutoria dell’operato di Craxi, dà la misura dell’enorme potere di manipolare “l’opinione pubblica”, spinta da due valutazioni fondamentali: la gente ha dimenticato, e Berlusconi ha bisogno di un clima assolutorio per poter ottenere una qualsiasi legge che gli consenta l’impunità per i suoi processi. Se si arriva ad una santificazione dello “statista Craxi”, trasformato da latitante in esule, perseguitato dal malvagio giustizialista Di Pietro, ecco creato un clima favorevole a Berlusconi, che da 15 anni recita la parte del perseguitato ingiustamente. Gli attori e gli strateghi di questa operazione mediatica sono gli stessi piduisti di sempre, con un alleato in più, il TG1, che rende pubblico servizio assolvendo i condannati da regolari tribunali della Repubblica. Questa sarebbe democrazia! Cinque reti nazionali che orchestrano questa operazione, nessuna opposizione della “sinistra sparita”, anzi omertà di D’Alema, e solo i 100.000 lettori del “Fatto” di Travaglio a fronteggiare la sistematica disinformazione e falsificazione.
Mai come in questa occasione è emersa con chiarezza la necessità di avere un vero “servizio pubblico”, invece di un covo di vipere in mano ai partiti, con giornalisti che servono solo il potente di turno. Finchè non si metterà in piedi un movimento in grado di pretendere che la RAI diventi una “public company” al servizio dei cittadini e di cui essi eleggono il direttore generale, queste squallide operazioni di revisionismo storico avranno successo, con milioni di cittadini raggirati dal sistema televisivo contro i 100.000 controinformati dal soldato Travaglio. Se non si tocca il santuario del potere mediatico non ci sarà mai democrazia. Paolo De Gregorio
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Si fossero ricordati i nostri “amici” del centrosinistra di confezionare a suo tempo, quando erano al governo, una bella legge sul conflitto d’interessi, forse lo strapotere mediatico del Berluska si poteva in qualche misura limitare !!
Ma non fu una dimenticanza o una distrazione: il problema è che molti di loro o erano sul libra paga del Berluska o erano sotto schiaffo per qualche dossier ben custodito!!!

MaxVinella
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Il Tremonti che piange miseria ha concesso 220 euro di aumento agli insegnanti di religione!
Viviana Vivarelli

Qualcuno trova ‘normale’ che gli insegnanti di religione ricevano, non si sa perché, un bonus di aumento di 220 € al mese.Guardate che la cosa non è affatto normale!
Prima di tutto in tutti i paesi non islamici e non ebraici (non fondamentalisti) la religione viene insegnata dalle rispettive chiese presso gli edifici di culto e non la paga certo lo stato. In USA il fedele versa alla chiesa prescelta il 10% del suo stipendio. Lo stato non dà nulla.
L’Italia è l’unico paese europeo dove la chiesa cattolica, e solo questa, è mantenuta dallo Stato ed è l’unico paese dove esistono nella scuola pubblica insegnanti della sola religione cattolica pagati dallo Stato.
E’ ingiusto e incostituzionale che per di più ora questi abbiano una paga superiore agli altri insegnanti, come è abnorme che tutto il loro trattamento professionale sia diverso.
Prima di tutto questi insegnanti sono scelti dal vescovo. E c’è in tal senso una denuncia radicale alla Corte europea per tutta l’irregolarità. Della loro assunzione visto che si fonda su un radicalismo cattolico mentre una direttiva comunitaria del 2000 vieta qualsiasi forma di discriminazione in ragione del credo religioso. E lo fa anche la Dichiarazione universale dell’Onu, richiamata dal Trattato di Maastricht, e dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Qui addirittura si esaspera la diversità di trattamento per quale merito? Quello di essere benvisti dal vescovo?
Poi: se per diventare insegnanti di qualsiasi materia sono necessari almeno 2 anni di abilitazione post-laurea, perché per diventare insegnanti di religione basta la nomina vescovile? Non sono richiesti requisiti come agli altri insegnanti, possono essere anche non laureati. Non partecipano a nessun concorso. Li licenzia solo il vescovo e può farlo per fatti privati come un divorzio. Notare che non sono nemmeno precari ma entrano direttamente in ruolo.
Perché la Gelmini è stata così disumana con gli insegnanti precari e Tremonti è stato così spietato coi tagli alla scuola pubblica e poi salta fuori, non richiesto, questo regalo di 220 euro agli insegnanto di religione?
Ricordiamo che il razzismo e la xenofobia assunti al governo da Berlusconi tramite la Lega sono stati criticati fermamente dal Papa e che perdura la freddezza tra Stato e Chiesa dopo il proditorio attacco dei giornali di B a Boffo e al quotidiano della CEI.
Cos’è questo aumento non richiesto, allora? Un modo per comprare la benevolenza del Papa? Mostrando che gli insegnanti di religione, e dunque la chiesa cattolica, sono superiori non solo alle altre chiese ma anche a chi insegna materia laiche?
E’ questa la laicità dello Stato?
Gli insegnanti di religione in Italia sono 20.000, moltiplicati per 220 euro al mese fa 4.400.000 € ogni mese. In un anno moltiplicato per 13 dà 57.000.000, 57 milioni di € buttati via non si sa perché, come contentino al Vaticano. Aggiungiamoci 650 milioni di stipendio, vengono 707 milioni di euro l’anno, che fanno 1.414 miliardi delle vecchie lire.
Non ci si poteva fare qualcosa di meglio?

Ci sono persone precarie da 30 anni e la Gelmini non riconosce loro alcun diritto, ma gli insegnanti di religione passano tutti in ruolo appena entrano nella scuola, e dunque che senso ha premiarli anche con 220 € di aumento?
E’ ingiusto
E che senso ha che, a parità di ore lavorate, gli insegnanti di religione debbano guadagnare più di un insegnante precario di matematica o di italiano o di inglese?
Dicono che devono studiare? Ma ogni insegnante deve studiare. Deve preparare le lezioni o aggiornarsi e correggere i compiti. Se un insegnante è serio, il suo lavoro fuori classe è superiore a quello in classe. Io lo so perché ho insegnato
Cos’hanno di maggior lavoro costoro? Prima dovevano essere tutti precari, poi di colpo sono diventati tutti di ruolo. E ora grazie a Tremonti hanno pure un aumento di stipendio del 2,5% ogni 2 anni. Così, dopo 8 anni, rispetto ai loro colleghi di altre materie, guadagnano 130 € netti al mese in più. E’ giusto questo? Stesso lavoro, stipendio diverso, questa è discriminazione: non lo dico io, lo dice una sentenza del tribunale di Roma che potrebbe aprire la strada ad un risarcimento danni di massa
Una insegnante di Roma ha fatto causa e ha vinto Il giudice del lavoro le ha dato ragione, condannando il Ministero della Pubblica istruzione a risarcirla con 2.611 €, cifra calcolata sommando gli aumenti che avrebbe avuto insegnando religione
Se 200.000 precari facessero la stessa causa, le casse dello Stato avrebbero un duro colpo
Ecco un altro caso in cui avrebbe fatto comodo la class action, quella americana, non quel troiaio che vogliono mettere in Italia, che vale solo per cifre esattamente simili e condizioni esattamente uguali e non è applicabile nemmeno ai truffati dal signor Tanzi.
In quanto a dire che sono pochi 800 € al mese per lavorare 15 ore la settimana, 60 al mese e solo per 9 mesi, ore che poi sono meno per tutte le vacanze intermedie.. ma provate a dirlo a chi lavora in un call center!
E questi non sono nemmeno laureati
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RIDIAMARO: )

Vito Farina
Se l’Imam di Torino è uno studioso di Dio… Borghezio che è? Un ignorante della Madonna?
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Lettera a un berlusconiano de coccio
Caro Michele (o caro bloggher che a Michele somigli)

capisco la tua posizione e non vorrei essere nei tuoi panni.
Tu consideri incomprensibile quello che dico quando parlo di democrazia partecipata o di diritti dei popoli o di difesa dei beni pubblici o dell’amore per la Costituzione.
Ti sembra tutta una grande manfrina che nasconde solo un odio a Berlusconi.
Non vedi nemmeno che qui vengono attaccati tutti i partiti indifferentemente o per aver fatto troppo poco o per aver difeso quella stessa casta oligarchica a cui appartiene Berlusconi, casta bypartisan che fa solo interessi ristretti e illeciti, ignobili sul piano della giustizia civile.
Non sono temi che ti attirano, è ovvio.
L’etica sociale e politica proprio non ti riguarda, non la capisci,
è una cosa che ti fa sbadigliare,
ti riempie di noia,
ti sembra un solo un polpettone indigeribile.
La mia amica Pia, che è troppo intelligente, direbbe che “Ti manca il pezzo!” e avrebbe ragione.
Lo capisco che è un tuo problema ma non so che farci.
Sei come un sordo che sente la musica di Bach o Beethoven come un monotono frasfuglio.
O come un cieco che sente un quadro di Van Gogh con le mani e dice: sono solo bozzoli.
Immagino la tua sofferenza a cercare di capire su questo blog una musica che non senti e una pittura che non vedi. Deve essere una noia indicibile. Ma non puoi pretendere che per farti piacere ci mettiamo i tappi nelle orecchie o la benda sugli occhi, per non ascoltare e non vedere come te.
Ci sono altri blog per sordo-ciechi e ci potresti anche andare.
Su questo blog, per fortuna, come su tanti altri, migliaia di italiani ci vedono e ci sentono benissimo. Ed è per questo che centinaia di milioni di persone nel mondo portano avanti lo stesso progetto di liberazione e di diritti.
Ma non ti viene il pallido dubbio che nel tuo non vedere e non capire ci sia qualcosa che non va?
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spinoza.it
Balotelli multato per gli applausi rivolti al pubblico di Verona: la sua è apologia del razzismo.

Frattini: “La sicurezza viene prima della privacy”. Ricordiamocene quando ripresenteranno la legge sulle intercettazioni.
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L’ultima vergogna della Casta
Deputati e senatori al Fisco pagano solo il 17,36% di ciò che intascano
I rappresentanti del popolo dovrebbero versare all’Erario il 43% del loro reddito, più i contributi per assistenza e previdenza. Ma poi, ogni mese, ci sono la diaria esentasse (5.468,58 euro), rimborso spese mensile (4.190 euro), rimborso taxi (1.100 euro) e pure 300 euro di rimborso spese telefoniche. E ai senatori va pure meglio
quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/01/12/279640-ultima_vergogna_della_casta.shtml
Lalla
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Ah, ma allora ditelo che le aliquote erano 4!
Una del 5% per i criminali che rientrano i capitali sporchi
Una del 17% per la casta
Una del 33% solo su quel poco che i commercialisti dei ricconi non riescono a non denunciare
e la quarta.. beh, la quarta è quello che paghiamo noi, ma insomma non vorrete la botte piena e la moglie ubriaca, e qualcuno le tasse le dovrà ben pagarle!
Come diceva la Caterina Sparagrossa: ma insomma non vi va bene niente, nemmeno l’erba voglio del giardino del re!!
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http://masadaweb.org

11 commenti »

  1. Cara Viv i tuoi MASADA sono una sintesi ottima, ben fatti ed utilissimi. Grazie del tempo che ci dedichi e grazie di inviarmeli.
    Spero che Fabrizio stia sempre meglio e così tu, Nico, Dave e bimbi.

    Un abbraccio Barbara

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2010 @ 9:53 am | Rispondi

  2. Ogni tanto ne sono fiera anch’io anche se mi prendono un tempo grandissimo. per fortuna che soffro di insonnia così ho più tempo per lavorare.
    Questo ultimo numero mi ha comportato una ricerca sulle privatizzazioni dell’acqua che vorrei leggessero tutti specie quelli che continuano a sostenere D’Alema.
    Ma mi ha portato anche un litigio con un berlusconiano infame che ha occupato aprileonline.info e che mi tratta come una pezza da piedi o una semideficiente
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2010 @ 9:55 am | Rispondi

  3. CARA VIVIANA, SONO UN PUGLIESE E CONOSCO BENE LA SITUAZIONE IN PUGLIA E CHI E’ BOCCIA ED UN CERTO D’ALEMA, SPERO CHE TUTTO QUESTO ’’MARCIUME,’’ VADA VIA DALLA POLITICA… INFINE HAI RAGIONE, VENDOLA E’ STATO ’’FATTO LE SCARPE’’ PERCHE’ DAVA FASTIDIO AI POTERI FORTI…

    NANDO

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2010 @ 9:58 am | Rispondi

  4. I politici incopetenti e truffaldini, dovrebbero risarcire tutti i danni arrecati alla gente comune, all’economia e al territorio!!

    Nando

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2010 @ 9:58 am | Rispondi

  5. Cara Viviana, le privatizzazioni in generale servono solo a rapinare le casse pubbliche in maniera apparentemente più legale e pulita , privatizzando in realtà solo gli utili e socializzando le perdite !!

    Le aziende che forniscono servizi pubblici in mano ai privati, funzionano finchè operano in regime di monopolio e lontano da occhi indiscreti capaci di leggere tra le pieghe dei bilanci !!

    Quando poi vanno in perdita perchè vengono a mancare le suddette condizioni, vengono rapidamente ripubblicizzate per scaricare i debiti sulle classe pubbliche !!

    Poi ci sono anche altri meccanismi tipo quelli delle “bad company”, ma lì siamo ormai alla truffa legalizzata !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2010 @ 9:59 am | Rispondi

  6. E’ stata ignorata(volutamente?) la prima privatizzazione effettuata in Italia e regolamentata dal compagno bersani(compagno di d’alema) ed è l’enel.Chi conosce la vicenda può indicare meglio di me tutte le aziende che ne hanno tratto vantaggio,a partire dai politici con l’ampliamento delle aziende municipalizzate che hanno accorpato le attività dell’enel sul territorio.La vicenda di roma,in cui l’acea ha assorbito le competenze enel ha del grottesco con risvolti purtroppo sul personale dell’enel fortemente penalizzato.La beffa è comunque per il popolo italiano che sicuramente non ha riscontrato benefici da questa operazione,ma che fra non molto si troverà, come gli utenti dell’acqua della zona di latina, con tariffe che saranno determinate dal mercato libero,che le aziende private offrono in alternativa agli attuali utenti enel(ma anche la stessa enel) dando in cambio,temporaneamente,una tariffa leggermente scontata.In un paese normale tutto ciò che è strategico per una nazione deve essere gestito con criteri di economicità e quidi affidati ad una compagnia pubblica ad azionariato diffuso con il sistema della “golden share”.Se fossimo in un paese normale ci libereremmo di questa classe politica corrotta e corruttibile che si è infiltrata a destra e a sinistra e al centro nei consigli comunali,provinciali,regionali e nazionali.

    Commento di piero — gennaio 18, 2010 @ 2:40 pm | Rispondi

  7. Non vediamo più i telegiornali per non piangere, tra poco non leggiamo più i giornali per non piangere ! BASTA ! SMETTETELA di FARCI PIANGERE !

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 19, 2010 @ 10:16 am | Rispondi

  8. Caro Piero
    hai ragione, l’Enel me l’ero proprio dimenticata
    Puoi capire che uno alla fine non ce la fa più a tenere a mente questi inventari da paura

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 19, 2010 @ 8:23 pm | Rispondi

  9. Ti sembra giusto che io è tutta stanotte che sto qui seduto in poltrona, a
    guardare fuori dalla finestra, sopra il profilo delle Alpi innevate, a
    vedere “i bagliori della mia Patria che brucia, e Nerone che suona
    l’arpa”?
    Qualcuno parla di andarsene; io giocoforza me ne sono dovuto andare
    davvero; ma sai cosa vuol dire vivere in terra straniera? A me
    sembravano tutti uguali gli occhi dei cinesi, però, a 58 anni, m’accorgo che
    non è così; gli occhi sono lo specchio dell’anima, me ne accorgo quando mi
    guardo allo specchio, quando mi rifletto su una vetrina; sul mio viso c’è la
    sofferenza, il pianto “dentro” fino nel profondo del cuore, di un esule, che
    se ne sarebbe stato volentieri a casa sua, vicino ai suoi affetti. Chi me lo
    darà mai quì il profumo dei fiori delle mie piante d’arancio, la salsedine
    che mi portava sù il libeccio dal mio mare, le feste dei miei cani di
    quando tornavo a casa, il sorriso di quella roccia di mia madre 88enne,
    l’abbraccio dei miei due figli, il canto dell’usignolo la notte? Leggere
    di questi articoli, è come ricevere ogni volta….una scatarrata in faccia!.
    Che tristezza; che rabbia; che vergogna.

    Giovanni Scavazza

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 20, 2010 @ 7:08 am | Rispondi

  10. Dopo la lettera di Napolitano alla famiglia Craxi, mai come stasera sono contento di essermene andato dall’Italia.Ormai non mi stupisco più di niente.
    La sordida realtà della casta che si è impadronita dell’Italia supera ogni fantasia, anche la più astrusa.
    Destra-sinistra-centro, sono attualmente in Italia solo tragiche, grottesche, paradossali, pirandelliane finzioni.
    In realtà sono tutti d’accordo tra loro per spartirsi le spoglie (ormai quasi mortali) del Paese.

    Giovanni

    Il degrado, civile e morale prima ancora che politico ed economico, rende l’Italia un immondezzaio, nemmeno ben organizzato come immondezzaio.

    E’ come un sacchetto dell’immondizia stracolmo, che perde pezzi, bucato, maleodorante, grondante liquame nauseabondo.

    C’è solo un modo per non farsi venire il voltastomaco: starne lontani.

    Buonanotte: Giovanni.

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 20, 2010 @ 7:09 am | Rispondi

  11. Il Ministro faccia subito una INDAGINE SU NOVARTIS E COMPAGNE e non succeda mai più che si buttino 184 mil euro così !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 20, 2010 @ 7:13 am | Rispondi


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