Nuovo Masada

gennaio 16, 2010

MASADA n° 1070. 16-1-2010. Le ragioni degli altri

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:05 am

Foto di Giovanni Ambrosioni

Haiti – Perché nessuno parla dell’esosità della filiera dei prezzi? – Annozero – I rosarnesi e la ‘ndrangheta – Fabrizio Gatti – Togliere il 41 bis- La FIAT di Marchionne, come scollarsi di dosso 100 anni di aiuti di Stato – Ma a chi va il Tfr? – Minzolini – I sindaci di Bologna

HAITI
Massimo Gramellini

Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com’era la vita nell’isola, fino all’altro ieri. Ho appreso che l’80% degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l’aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo.
Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull’incongruenza di una situazione che – complice la potenza evocativa delle immagini – mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire.

(segnalato da Barbara)
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“Vedo nubi scure addensarsi sull’Italia poiché è prigioniera di un governo oppresso dai problemi del Presidente del Consiglio con una strategia di rilancio dell’economia che non va oltre una vergognosa amnistia fiscale e tagli indiscriminati in ogni settore”.
Antonio Di Pietro

Responsabilità ignorate su migranti e speculazione dei prezzi
Viviana Vivarelli

Seguo le belle trasmissioni Rai3 prima delle ore 13: Agri3, cifre in chiaro, Shukran o ‘Le storie’ di Augias che presenta un libro al giorno; sono il meglio della Rai, ben superiori a quei talk show miserevoli con l’immancabile Sgarbi o ai polpettoni osceni di Mediaset, e vorrei che fossero in replica in prima serata al posto dei quiz idioti o delle telenovele che ci ammaniscono.
Ascolto le ragioni dei migranti e quelle degli agricoltori.

Per i migranti la questione è di una chiarezza impressionante: la Bossi-Fini andrebbe abbattuta: è una legge impraticabile, farraginosa e punitiva, non risolve il problema e sembra creata da sadici per infliggere una forte sofferenza a gente che già è in una situazione di dolore, una legge che pretende in modo idiota che un datore di lavoro chiami un lavoratore sconosciuto dal terzo mondo sostenendo una trafila ignobile, pesantissima, costosa e dai tempi infiniti. Ma chi, avendo bisogno di una badante, di un muratore, di un operaio, di un bracciante, si sottoporrebbe veramente a un iter così astruso, che riguarda un lavoratore che non ha mai visto, aspettando 2 anni o anche 3? Follia pura! La Bossi-Fini non risolve il problema dei migranti e Rosarno lo dimostra chiaramente. Deve essere rifatta!

C’è poi il gravissimo problema degli agricoltori, costretti a usare lavoro nero e a chiedere sussidi europei, perché i loro ricavi sono scesi sotto il minimo sotto il maglio spaventoso e fuori controllo di una filiera in cui la speculazione dei mediatori ha raggiunti livelli intollerabili, nell’assenza di qualunque intervento governativo (e non mi si venga a dire che Zaia è bravo!), sotto l’intenzione perversa di “non perturbare il libero gioco del mercato”. Lo abbiamo visto a cosa porta “il libero gioco del mercato”! A una moltiplicazione di ingiustizie e di sofferenze.
I contadini hanno ricavi al minimo e sono sempre più angariati dai grossisti che pagano loro prezzi al di sotto dei costi in una filiera spaventosa e priva di qualsiasi controllo. Sono decenni che questo aspro problema provoca rimostranze, proteste e manifestazioni degli agricoltori, ma lo scempio continua, raggiungendo punte di esasperazione che allontanano i più dall’agricoltura, ma di questo non si sente parlare mai dai ministro competenti, né si vedono istituzioni del settore riunirsi per prendere provvedimenti e ridurre lo scempio degli speculatori per sostenere i giusti prezzi al comparto agricolo della produzione, né se ne sente parlare ad Annozero o a Ballarò o negli sciocchi talk show. I denari rubati dei mediatori non si toccano! Anzi il problema proprio non esiste, esiste solo la cacciata dei lavoratori stagionali, come se un problema non si dovesse misurare nel contesto e potesse ridursi solo alla “intolleranza” di migliaia di infelici. Eppure tutto si tiene: l’avidità famelica dei mediatori e grossisti, lasciati indisturbati dallo Stato e mai controllati nei loro spaventosi ricarichi o nelle speculazioni (si vedano i ricarichi dolosi di pane e pasta a fronte di un calo del prezzo delle farine), i prezzi più alti d’Europa di ogni cosa, dagli alimentari ai farmaci ai vestiti, le truffe dei coltivatori, che per avere sussidi o esenzioni fiscali denunciano il falso, la connivenza dei partiti che per avere voti fingono di non vedere e non sapere, la mano pesante della mafia che sfrutta tutto quello che lo stato lascia deserto, l’assenza delle istituzioni e dei controlli, il vuoto dei sindacati che garantiscono solo (e ormai poco anche quello) chi dei diritti già ce l’ha, il silenzio colpevole della chiesa che parla troppo spesso in astratto e troppo poco in concreto, una legge Bossi-Fini che viola se stessa in quanto chiama migliaia di braccia senza garantire loro un minimo di assistenza, accoglienza e integrazione.., senza nemmeno controllare se le condizioni che ha posto sono osservate.
Ci possiamo mettere anche la debolezza delle associazioni dei consumatori e il divieto di fatto di una class action come esiste negli USA e la sordità delle istituzioni a tante richieste, a tanti appelli.
E’ tutto un intreccio di cose malfatte che discendono dal malgoverno e dalle carenze di uno Stato debole e pasticciato, in bilico su tanti squilibri. Uno Stato in cui rifarsi solo sull’anello più debole della catena aumenta solo ingiustizia a ingiustizia.

L’agricoltore vende un kg di arance a 6 centesimi e, se sono da succo, addirittura a 3 (perché non esiste l’obbligo del made in Italy e ormai si importa di tutto), noi lo compriamo a 1 €. I ricarichi medi dalla produzione al consumo oscillano attorno al 500%. E’ troppo! Le carote hanno avuto un ricarico addirittura del 1100 %!
Sono ricavi insostenibili su cui speculano mediatori e larga distribuzione, grossisti e supermarket, che si fregano tutto il guadagno dei produttori e spesso senza alcun controllo fiscale, senza regole e in modo del tutto arbitrario in una vera azione di strozzinaggio.

Chi fa qualcosa contro i reati di costoro? Nessuno!
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Annozero
Viviana Vivarelli

Sono rimasta delusa da Annozero ieri sera. E’ mancata totalmente un’analisi globale della situazione e ci si è limitati ad ascoltare le opposte rabbie delle vittime e dei rosarnesi che si volevano passare pure per benefattori. Ma ascoltare gente esacerbata serve a poco se non si risale alle cause del malessere. Credo che Report avrebbe fatto un lavoro di sintesi migliore che qui è stato proprio assente. C’è stato un inutile rimpallo tra vittime del razzismo e gente che rifiutava di essere tacciata come razzista. Ma questo è troppo poco e non permette di capire niente.
Sono mancate totalmente le voci di quei datori di lavoro che mandano caporali e pulmini a raccogliere gli sfruttati. Sono mancate totalmente le voci di quei grossisti che raccolgono la produzione di tanti piccoli coltivatori e li mandano ai mercati con maggiorazioni intollerabili dei prezzi.
Sono mancate del tutto le voci delle istituzioni, non un sindaco, non un assessore, non una Guardia di Finanza, non un membro della polizia sia pure di centri più grande, non uno della Camera del Lavoro.
Isolare la rabbia nei cittadini e nei migranti non è fare un buon lavoro. Significa fare del sensazionalismo in cui vince chi piange più forte.
Non si è parlato di prezzi, di ricavi e di costi.
Non ci è stato detto quanto dei fondi della Comunità Europea finisce a Rosarno e chi ne usufruisce e chi li controlla. E quali partiti vengono votati a Rosarno e cosa hanno fatto.
Non si fa così un servizio giornalistico. Così si fa solo della confusione.
Qualche volta stimo che Santoro faccia un buon lavoro, altre volte, come ieri o quando trattò in modo volgare il tema degli omosessuali, mi pare che faccia solo del sensazionalismo fine a se stesso
Lo ripeto: ascoltare solo gente incazzata che grida è troppo poco. Alla fine sembra che ognuno abbia ragione, ma qui il torto è grande e sono responsabili in troppi. La Gabanelli sarebbe andata più in profondità.
L’ascoltatore resta frastornato e non riesce sempre a fare un discorso più ampio che contenga anche il non detto, deve essere avviato a una comprensione politica, sociologica, giudiziaria ed economica dei fatti e può farlo solo con più informazioni, che precisino chi ha le responsabilità e le ha disattese. Sennò si limita passivamente a recepire ciò che appare e sul video ha la meglio chi si presenta meglio (come del Turco che vanta la sua assoluzione prima che il processo sia iniziato e nessuno lo contraddice, o B che nega le sue malefatte e viene applaudito) .
Un’analisi seria deve aiutare a inserire l’evento singolo (in questo caso la rivolta degli sfruttati) in un quadro più ampio, che qui era il mercato del lavoro e dei prodotti, chi comanda la filiera, chi fa maggiorare i prezzi, chi sfrutta agricoltori e braccianti, chi ha responsabilità politica ed economica.
Sono 60 anni che la schiavitù esiste ignorata dallo Stato (e tanti contadini italiani sono emigrati per questo) e guardare solo alla rivolta di Rosarno non fa capire nulla e soprattutto che cosa lo Stato non fa e che cosa invece doveva fare.
L’unico rappresentante dello Stato qui era Cota che è risultato rigido, sordo e miserevole. La Mussolini faceva solo casino.
In realtà è come se ci rifiutassimo di capire che il problema è molto più vasto di una tre giorni di auto distrutte e cassonetti rovesciati con gente rabbiosa che impugna bastoni o spara pallini.
Non è in questo modo che si evidenziano le responsabilità dello Stato e si educano i cittadini, rosarnesi o no, ad un futuro migliore.

Chi ha paura di noi? Foto di Giovanni Ambrosioni

I rosarnesi e la mafia
Viviana Vivarelli

“Noi non siamo razzisti. Noi non siamo mafiosi”. Non basta dirlo.
Nella puntata di Annozero su Rosarno abbiamo sentito dire anche una cosa molto strana dei benpensanti di Rosarno, le cosiddette persone per bene, che si dichiarano non razziste: “Qui la ‘ndrangheta non esiste. La ‘ndrangheta non c’entra!” Sembra un’eco del vecchio grido siciliano degli anni 60 e 70, quando il potere siciliano di Andreotti appaltava ai mafiosi anche le tasse: “La mafia non esiste!”
Ora, scusatemi, cittadini di Rosarno, se dovessimo giudicare la vostra sincerità sul non razzismo da questa frase, saremmo piuttosto perplessi.
Ma Rosarno non è dominata dalla ‘ndrangheta che è una delle associazioni criminali più forti del mondo? Non è la ‘drangheta che tiene questo paese fermo nell’incultura che abbiamo visto ? Che non permette nemmeno la costruzione della Salerno-Reggio Calabria, quando strade e ferrovie sono basilari per il trasporto delle merci? Che domina il mercato della frutta come ogni altra attività economica? Non è stato qui che il sindaco Valarioti fu ucciso appena eletto? E che coi vostri voti sono andati su altri criminali tanto che il Comune è stato sciolto per infiltrazione mafiosa? Non fu arrestato proprio a Rosarno nel 2006 Giuseppe D’Agostino, uno dei 30 criminali più pericolosi d’Italia, peggio di Provenzano, latitante da quasi 10 anni, che stava indisturbato proprio nel suo paese di Rosarno?
Se dite che da voi la mafia non esiste e che non siete razzisti, posso dare alle due affermazioni lo stesso valore, un valore di falso.
Ora l’incredibile Maroni ha detto che con una ‘brillante’ operazione ha riportato l’ordine a Rosarno. Ha distrutto due fabbriche fatiscenti che ospitavano i migranti da 10 anni. Ha cancellato con le ruspe le tracce della vergogna. Ma ora i prossimi braccianti dove dormiranno?
L’attenzione dei media ha colpito ancora una volta i più miseri, ha colpevolizzato le vittime. Non c’è nulla di “brillante” in tutto questo. Di miserevole e ripugnante, sì.
Nessuno per Rosarno ha ricordato quanto le leggi di B favoriscano i mafiosi, dallo scudo fiscale al processo breve, dal veto alle intercettazioni all’attacco ai giornalisti e ai magistrati.
Ogni oggetto o servizio in Italia potrebbe costare molto meno, se non fosse gravato dalle tasse più alte d’Europa, da leggi farraginose e impossibili, da una burocrazia impossibile inesistente altrove, dai ricavi esagerati dei gradi intermedi della filiera, dal furto incontrollato dei grossisti, dall’arroganza dei mediatori, di chi governa il mercato, di chi lo taglieggia in modo criminale, dal pizzo delle mafie, dalle tangenti della politica, dai pesi della Pubblica Amministrazione, dall’evasione impunita.
L’odio per i neri ha coperto tutto. E per gente come Cota basta e avanza.
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Tutti clandestini?
Viviana Vivarelli

Si è scritto di tutto sui migranti di Rosarno. Si è detto di tutto per screditarli. Ed è razzismo anche questo. E’ mafia anche questo. Si è detto che erano tutti clandestini, quindi, per la legge voluta della Lega, delinquenti. La polizia ha poi verificato che degli extracomunitari di Rosarno il 60% era in regola e aveva il permesso di soggiorno, metà dei rimanenti era in attesa di permesso di soggiorno e gli irregolari erano veramente pochi. Si trattava dunque di persone che a norma di legge dovevano essere tutelate dallo Stato e proprio secondo la Bossi-Fini, che non è in grado nemmeno di garantire se stessa.
Si è detto che chi dava loro lavoro erano per lo più piccoli contadini.
Questi si lamentavano di quanto poco vengono pagate loro le arance. Parrebbe che anche i contadini fossero sfruttati, ma da chi? Visto che i rosarnesi negano con impudenza la presenza delle cosche? E come credere alla loro buona fede quando, se le arance le lasciano marcire, la Comunità Europea stanzia loro 1500 euro ed ettaro ed essi su questo ci marciano? Quanti agricoltori ci hanno sempre marciato sulle sovvenzioni dello stato o della Comunità Europea? In Calabria si sono fottuti 20 miliardi con questi e Prodi&Berlusconi hanno messo il bavaglio a qualunque inchiesta, l’hanno avocata a De Magistris e lo hanno costretto a lasciare la Magistratura, in modo bypartisan, e hanno lasciato intoccabili al loro posto persino i magistrati che stavano dentro l’affare!
Ho avuto una piccola casa estiva in un paesino delle Alpi marittime e ho visto cose turche: sovvenzioni date per vigne piantate e per vigne spiantate, e anche per vigne mai esistite, per mucche morte e per mucche mai nate, per stalle surreali a 1500 m di altezza in castagneti privi di pascoli, se veniva la grandine o non veniva la pioggia e in Trentino o in Friuli e soprattutto in Alto Adige ho visto anche di peggio, gente che vive lautamente col solo taglio a mano dell’erba sui declivi! E quando non era la Comunità Europea erano le mangiatoie politiche che, sperando nei voti degli elettori, davano sovvenzioni a pioggia e chiudevano gli occhi davanti ad ogni sorta di truffa. Le regioni che prendono più finanziamenti statali non sono le parassitarie Sicilia e Sardegna ma l’Alto Adige e la Val d’Aosta.
Mentono i rosarnesi, mentono gli agricoltori, mentono soprattutto i politici e mentono fuori di ogni misura le nuove bestie della peggiore politica: i leghisti.
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Disegno di Giovanni Ambrosioni

Nei ghetti d’Italia questo non è un uomo
Adriano Sofri
Ascoltala!
www.youtube.com/watch?v=6TUvJ7K4LoQ&feature=youtube_gdata

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,

Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,

E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,

Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,

Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare.

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Questa poesia bellissima compare su youtube recitata da personaggi e persone diverse, intere classi di ragazzi e ragazze, attori da soli o in gruppo, come fu per “You are the world”.. è una partecipazione corale, sentita e questo è bellissimo e commovente. Dice che tanti vogliono dare la loro partecipazione a un mondo nuovo.
In quanto a coloro che per stupidità o inettitudine o per animo perverso fingono ciò che non è, posso dire solo una cosa: i latrati dei cani non possono oscurare la lucentezza delle stelle.
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Il lavoro ti rende libero. Arbeit macht frei. Di Edoardo Baraldi

Fabrizio Gatti
Viviana Vivarelli

Chi invece ho ammirato di vero cuore ad Annozero è stato l’appassionato e coraggioso giornalista Fabrizio Gatti, che ha scosso l’opinione pubblica con servizi come “Io clandestino a Lampedusa”.

“Ripescato in mare, rinchiuso nel centro di permanenza temporanea, l’inviato dell’Espresso ha vissuto una settimana con centinaia di immigrati Tra soprusi, umiliazioni e condizioni disumane Poi trasferito in Sicilia e liberato con un foglio di via.
espresso.repubblica.it/dettaglio/io-clandestino-a-lampedusa/2104770

Il confronto con falsi giornalisti come Minzolini o Feltri non potrebbe essere più avvilente per questi ultimi.
E’ dal ‘91 che Fabrizio Gatti si occupa di criminalità per il Corriere della Sera e L’espresso.
Nel 2007 ha ricevuto il Premio Giuseppe Fava per le sue inchieste sui clandestini di Lampedusa e sugli sfruttati nei campi di Puglia (Io schiavo di Puglia), poi a Bruxelles il Premio Giornalistico 2006 dell’UE (Journalist Award 2006), per il servizio sugli immigrati in Puglia impegnati nella raccolta dei pomodori, e il premio letterario internazionale Tiziano Terzani per il libro Bilal, il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi.
Tra le sue inchieste più celebri si ricordano quelle sul problema della sicurezza nelle metropolitane e sui mezzi pubblici di Milano (ATM), sul trattamento subito dai rifugiati kossovari che cercavano di varcare il confine svizzero, sulle condizioni di vita nel centri di permanenza temporanea di Lampedusa, sulle situazioni del Policlinico “Umberto I” a Roma
Nel 2009 l’Espresso pubblica online nel suo sito il servizio “L’amico Isaias” sui rapporti economici tra Italia ed Eritrea, nel silenzio dei media la dittatura di Isaias Afewerki che dal 93 vieta la libertà di stampa, sfruttando la schiavitù, le torture e i genocidi del popolo eritreo fa affari d’oro con tante imprese italiane

Fabrizio Gatti è un’altra persona che dobbiamo mettere nel Pantheon degli eroi italiani, accanto a Saviano o de Magistris, per un’Italia migliore.
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Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte. Diario di sette giorni nell’inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia. Non c’è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Cadaveri senza nome nei campi. E braccianti stranieri scomparsi nel nulla.

Ascolta una bellissima intervista a Fabrizio Gatti che parla dell’ “Italia dei fantasmi”

www.meltingpot.org/IMG/mp3/040906_gatti.mp3
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Quando vedo qualcuno, come Fabrizio Gatti, come padre Alex, come don Gallo, che è mosso da un’indignazione interiore d’amore, che sacrifica se stesso per gli altri, che mette a rischio la propria vita per qualcuno che non conosce nemmeno per nome, come Roberto Saviano, come De Magistris, come Sonia Alfano, per migliorare in qualche punto il mondo, qualcosa mi diventa cedevole dentro, come burro, divento tenera e mi si scioglie quella corazza dura che ho dovuto portare per sostenere una vita in cui di amore ne ho trovato poco. Siamo così poco abituati all’amore che incontrare quello vero ci vede vinti, rapiti, soggiogati. Non l’amore propagandistico di un leader pubblicitario che spaccia droga per pane e truffa per bene, e nemmeno il falso amore per una terra inventata, una patria rubata e una bandiera ricostruita di quei leghisti che per difendere una meschina proprietà svendono tutto il resto per un egoismo e un potere, ma l’amore generoso e vero di chi dà se stesso e la propria battaglia per il bene del mondo.
Com’è piccolo questo amore! Di cui si favoleggia tanto! Com’è fragile! Com’è preda del mercato e della furbizia! Com’è diventato merce anch’esso sulle labbra dei malvagi! Nelle frottole degli indegni! Nelle falsificazioni dei servi!
E quanto più questo amore lo infangano e lo ingiuriano, tanto più trovarne la fiamma è cosa preziosa e, per quanto i media la oscurino e i poteri la falsifichino, serbare quella fiamma, la fiamma dei liberatori, è l’unica cosa che ci resti per fare luce in questo oceano di buio.

Viviana
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Gli italiani sono brava gente?
Cleophas Adrien Dioma
http://www.arcoiris.tv

Un extra butttato in una fontana e morto assiderato a Roma. Fucilate e rastrellamento di stranieri non clandestini in Calabria. Insulti negli stadi. E lavoro sempre in nero. Questo il paese dei nostri sogni?
Sento molte volte dire questa cosa qui. Sento spesso dire “noi italiani non siamo razzisti”. Siamo brava gente. Sono gli stupidi che si comportano in una certa maniera. Ah si? Davvero? La politica è stupida? I politici sono stupidi? La stampa è stupida? I giornalisti? È vero, non possiamo sempre generalizzare, ma alla fine uno che fa politica, qualche volta da una vita, facendo determinate scelte o dicendo determinate cose, non posso considerarlo stupido. Un giornalista che scrive determinate cose senza veramente cercare di stare attento (forse non vuole neanche esserlo) a quello che può provocare, ciò che scrive non può essere considerato stupido.
Io non so se gli italiani sono delle brave persone. So solo che qui nel mio nuovo paese ci sono delle persone per bene e delle persone cattive. Delle persone aperte come delle persone ottuse, che non capiscono niente. Ma questa è una cosa normale. In ogni paese troviamo questa realtà. Persone aperte agli altri e persone che rifiutano l’incontro. Non è quello che mi spaventa. Quello che mi spaventa è il fatto che essere stupido, ottuso o razzista non sia più un problema. Possiamo odiare i neri, parlare male dei rumeni, dare la caccia agli altri senza avere nessun timore. Alla fine è tutto permesso. I politici possono essere razzisti, i giornalisti possono scrivere dei testi che portano all’odio verso l’altro, i tifosi possono cantare delle canzoni contro i negri, i poliziotti possono picchiare ragazzi di colore. Non è razzismo. È stupidità. Se un datore di lavoro uccide il suo lavoratore solamente perché richiede il suo salario, non è razzismo è stupidità. Poi alla fine sono atti isolati. Questi atti isolati diventano tanti però. Gli stupidi crescono molto. La stupidità sta diventando una malattia contagiosa in Italia. E non possiamo fare finta di niente. Dire sempre “non è grave”. Cos’è più grave: un senegalese ammazzato perché richiede il suo dovuto e meritato stipendio o il nostro premier aggredito da un malato mentale?. Cos’è violenza? Un ragazzo nero ammazzato perché voleva rubare dei biscotti o immigrati ubriachi che pestano un poliziotto a Parma? Quando sento alla televisione, o sulla stampa parlare di abbassare i toni dopo l’aggressione del premier, mi chiedo se questo abbassamento dei toni è solo per questa faccenda o riguarda anche tutte le parole e le scritte di violenza (qualsiasi violenza) che girano attorno alle realtà delle cosiddette persone straniere.
Questa violenza istituzionale porta tanta gente a credersi legittimata a tenere comportamenti razzisti o violenti verso l’altro con tutte le conseguenze e atti che quello comporta. Cos’è più illegale? Il fatto che molti sfruttano tanti immigrati senza documenti per il lavoro nero o il reato di clandestinità? Io credo che ci dobbiamo fare le vere domande per cercare di trovare le risposte adeguate. Io credo che la clandestinità non sia una cosa giusta per l’Italia ma neanche per i clandestini. Io lo sono stato e voglio dire che non è stata un’esperienza piacevole. Non è bello “non esistere”. Non essere. Non potere avere ragione né torto. Non potere alzare la mano e dire quello che si pensa. Non è bello lavorare in nero. Senza diritti e senza neanche certezze. Senza sicurezza. Nelle mani di persone spesso senza scrupoli. E non è mai una bella scelta quella di fuggire da casa propria per andare in un paese che può essere qualche volta ostile. Nessuno scappa per piacere. Ognuno, credo, sta bene a casa propria. Ma, dal momento che siamo qui, chiediamo rispetto per quello che siamo: esseri umani. Poi possiamo parlare di regole, di leggi. Delle cose che si possono fare, di quelle che non si possono fare, del modo in cui potremmo creare una società nella quale tutti noi possiamo stare bene. Ma senza rispetto verso l’altro non ci sarà mai nessuna soluzione.

Cleophas Adrien Dioma è nato a Ouagadougou (Burkina Faso) nel 1972. Vive a Parma. Poeta, fotografo, video documentarista è direttore artistico del festival Ottobre Africano. Collabora con “l’Internazionale” e “Solidarietà Internazionale”.

Chi vuol togliere la 41 bis?
Viviana Vivarelli

Prima si è voluto imporre il 41 bis, poi lo si è voluto inasprire. Ora si parla di levarlo. Ma cosa c’è dietro questo tira e molla?
Nel febbraio 2009 il 41 bis, ovvero regime di isolamento speciale per boss mafiosi e terroristi, è stato inasprito con voti bypartisan per i condannati di mafia e camorra. Il provvedimento restrittivo era in scadenza ma è stato allungato di 4 anni.
I detenuti sottoposti a regime speciale dovranno essere ospitati in istituti a loro esclusivamente dedicati, preferibilmente nelle isole (ricordate che la chiusura di questi era richiesta nel papello?). I colloqui con i parenti dovranno sempre essere ascoltati e registrati. I colloqui con i difensori non potranno essere più di 3 a settimana. La permanenza all’aperto non potrà superare le due ore e non potrà aver luogo tra più di 4 persone. Saranno introdotti alcuni accorgimenti per evitare che si comunichi tra detenuti, si scambino oggetti e si cuociano cibi. Schifani era molto soddisfatto. Gasparri idem. Lo stesso d’Alia e Cuffaro dell’Udc.
Permettere di cuocere cibi vuol dire introdurre dall’esterno alimenti che possono contenere messaggi, come è già accaduto.
La reazione della mafia non si è fatta aspettare, sono spuntati pentiti che hanno accusato Berlusconi di essere stato mandante delle stragi del 93, Ciancimino figlio ha tirato fuori un papello che attesta un patto tra B e Provenzano, e pare che adesso il Pdl si muova in senso opposto, il 41 bis si deve levare e, a novembre, il fido Renato Farina, già a servizio della Cia e mescolato nello spionaggio Telecom, è andato a radio Radicale a denunciarne la disumanità.
Sotto il 41 bis ci sono attualmente 82 capi-mafia, tra cui Totò Riina e anche Giuseppe Graviano, il capo della famiglia mafiosa di Brancaccio, che, secondo il pentito Gaspare Spatuzza, avrebbe concluso intorno al Natale 1993 una sorta di accordo politico con B. Giuseppe Graviano non avrebbe avvalorato le accuse di Spatuzza su Berlusconi e in cambio ha ottenuto di uscire dall’isolamento diurno. Si è detto che cià veniva fatto perché erano scaduti i 3 anni, ma la cosa non è affatto chiara.
Di Pietro, che di leggi dovrebbe capirne, essendo stato Pubblico Ministero, ha detto: “Il nuovo anno non inizia bene. La revoca dell’isolamento diurno al mafioso Graviano è un segnale inquietante che non aiuta certo la credibilità della giustizia. Tra l’altro ciò avviene pochi giorni dopo il silenzio omertoso del boss e, al di là delle intenzioni, rischia di apparire come una ricompensa».
Quindi, stante ai fatti, dopo la dichiarazione televisiva di Berlusconi che l’assassino Mangano era un eroe “per non aver parlato”, abbiamo ora l’eroe n° 2 Graviano premiato “perché non ha parlato”. E intanto nelle file meno note del Pdl cominciano a circolare richieste sull’eliminazione del 41 bis, secondo patti statuiti.
Certo è che nelle carceri i boss mostrano segni d’irrequietezza e d’impazienza e la revoca del 41 bis è una delle cose chieste a B dalla mafia. Proprio ai fratelli Graviano è demandata la ricerca di una soluzione per il 41 bis che salvi la faccia a B e smetta di tenere in isolamento loro. Abbiamo dei nuovi consiglieri pubblici, sembra, non più a Palazzo Grazioli ma nel carcere di Opera, a Milano. Insomma sembra ci sia un grosso ricatto in corso. O rispettate i patti – comunica la mafia – o noi cominciamo a far sapere come sono andate realmente le cose negli anni delle stragi.
Nel 2002 i Graviano avevano iniziato una corrispondenza tra boss detenuti con inquietanti riferimenti a bombe, alla “cappella Sistina”, al “museo egizio di Torino”, al Milan (la squadra di B) e a FI. E boss del calibro di Luchino Bagarella aveva accusato la politica di aver “strumentalizzato” i detenuti.
Difendere ora la possibilità di Riina di cuocersi i pasti mi pare francamente fuori luogo. I detenuti comuni vengono massacrati dai secondini senza che nessuno muova foglia, si pensi a Stefano Cucchi o Aldo Branzino, e c’è gente che si preoccupa del 41 bis per favorire i mafiosi.
L’anno scorso sono morti in carcere 1560 detenuti, di cui 650 suicidi. Questa compassione per i poveri mafiosi mi puzza parecchio.
Si sospetta che siano stati “ammazzati” in carcere nel 2009 Stefano Cucchi (morto pure il testimone), Aldo Bianzino, a Torino Rocco Lo Presti di 72 anni, a Palermo Francesco Lo Bianco di 28 anni, a Roma un detenuto algerino di 42 anni, a Firenze
Ihssane Fakhreddine di 30 anni, a Campobasso un detenuto italiano di 27 anni, a Padova un detenuto marocchino di 30 anni, a Sollicciano Anna Nuvolosi di 40 anni e una detenuta italiana di 28, a Venezia Rino Gerardi di 38 anni, A Lecce Gerardo D’Argenzio di 42 anni, a Rebibbia Vincenzo Marino di 44 anni, a Salerno Francesco Mastrogiovanni di 58 anni, ad Ascoli Salah Ben Moamed di 28 anni, a Sulmona Daniele Salvatori di 26 anni, a Frosinone Elio O. di 35 anni..
Tutte queste morti sospette hanno un solo denominatore comune: non ne è stato imputato nessuno.
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L’impagabile Marchionne
Viviana Vivarelli

Chiude Termini Imprese. Restano sulla strada 3000 famiglie e si chiude uno dei principali polmoni che danno respiro al sud.
Marchionne ha detto a lui il problema di chi perde il lavoro non interessa. Se ne interessi lo Stato!
Certo che ce ne vuole di faccia tosta per dire cose così inaudite e da parte, poi, dell’azienda più aiutata del mondo, una azienda che è stata praticamente allattata dallo Stato dalla sua nascita a oggi!
Non c’è stato MAI nella storia italiana un momento in cui la FIAT non sia stata rifocillata dallo Stato! E persino adesso, in piena crisi, col supponente Marchionne che dice algidamente, freddo come un cetriolo, che se ne infischia dell’occupazione italiana, lo Stato finanzia la FIAT.
Dalla sua nascita nel 1899 è stata aiutata sempre, dal regime fascista come dall’Italia repubblicana, dalla dx come dalla sx, per quel patrimonio di lavoratori che rappresentava e non per i suoi utili in borsa, gli errori gestionali, gli investimenti borsistici o i vizietti degli Agnelli, ma perché dire FIAT significava dire migliaia di famiglie e uno slancio economico che si ripercuoteva in un indotto grandissimo, per quel centro che si faceva volano di economia, di vita, di progresso.
E ora l’arido Marchionne cancella un secolo di storia italiana con la sua fra setta demenziale, degna degli imprenditori peggiori. Che dei licenziati si preoccupi lo Stato!
Negli ultimi 30 anni la FIAT ha ricevuto 200 mila miliardi di lire pubbliche, tra contributi, rottamazioni, cassa integrazione, prepensionamenti, moilitòà e stabilimenti costruiti con i fondi pubblici! Ma di questo Marchionne se ne infischia! Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto!
35 anni fa la FIAT contava 250.000 dipendenti e un indotto di 350.000 persone e Mirafiori (50.000 operai) era lo stabilimento più grande del mondo. Oggi delocalizza all’estero, fa la Panda in Polonia e ha 30.000 dipendenti.
6.000 miliardi li prese dallo Stato proprio per il Sud, più dieci anni di esenzione da imposte. La legge per il Mezzogiorno in soli 4 anni (dal 96 al 2000) le ha regalato 328 miliardi di lire. Solo in ammortizzatori sociali lo Stato ha speso in dieci anni 1220 miliardi di lire, più 300 per le indennità dei messi in moblità.
Gli incentivi per la rottamazione del 1° governo Prodi sono costati allo Stato 2100 miliardi di lire.
Ma ne è valsa la pena?
Per un secolo la FIAT ha campato e si è arricchita proprio sventolando la minaccia dei posti di lavoro a tutt’oggi riceve sovvenzioni pubbliche! Non ha mai detto che quei soldi non le interessavano! E ora fa la schizzinosa!
Almeno un po’ di forma Marchionne la poteva presentare! E per fortuna che c’erano alcuni che lo esaltavano al punto da proporlo come presidente del Governo! Per far cosa? Per svendere l’Italia al primo offerente per aumentare il lucro?
La sua frase sprezzante e disumana è stata proprio uno schiaffo in faccia agli operai! A tutti noi italiani! E proprio in un momento in cui gli affari della Fiat vanno benissimo! 80 miliardi di utili! Ma questo non basta evidentemente all’avidità di questi squali! Vogliono guadagnare ancora di più!
E quanti si sono sprecati ad elogiare il bravissimo Marchionne! Si è visto quanto è bravo! Sulla pelle di 3000 famiglie è stato bravo!

Mi fanno ridere quelli che dicono che i migranti vengono a portar via il lavoro agli italiani!
E questi imprenditori che delocalizzano la produzione all’estero, nei paesi dove la manodopera costa paghe da fame, che cosa fanno? Non tolgono lavoro agli italiani? Ma con loro tutti zitti! Anche i leghisti! Solo con i miseri si è buoni a fare la voce grossa!
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Il Tfr per farsi licenziare
Roberto Portolesi (La Rinascita)

E’ una cifra impossibile da immaginare: 53mila miliardi di dollari.. corrisponde ai soldi controllati dai «nuovi padroni del mondo», sono i fondi, quelli pensione, quelli di investimento, le assicurazioni, un imbuto dove affluisce così tanto denaro da battere il Prodotto interno di tutto il pianeta Terra, che si ferma a 48mila miliardi di dollari.
Turani fa notare che al valore attuale potrebbero comprarsi tutte le società quotate del mondo messe assieme. I fondi ne hanno così tanti che possono comprarci qualsiasi cosa e hanno fretta, perché i soldi arrivano da loro con un solo scopo: devono rendere il meglio possibile, sono i soldi di un esercito di lavoratori, piccoli risparmiatori, commercianti, tutti spinti a trovare una via per mettere a frutto i loro sudati quattrini.
Un esempio? La partita del Tfr italiano, soldi dei lavoratori, da sola vale qualcosa come 19 miliardi di €, che si andranno ad aggiungere alla massa di soldi che già sono stati dirottati nelle varie forme di previdenza integrativa. Si sa, la pensione pubblica non renderà a sufficienza, allora bisogna pensare al futuro. I fondi si devono dare da fare e lo fanno così bene che stanno diventando appunto, i padroni del mondo.
Comprano aziende, spingono governi a privatizzare qualsiasi azienda pubblica, gli esperti dicono che saranno loro a convincere in futuro il nostro paese a privatizzare la sanità. C’è poco da stare tranquilli, perché non bisogna dimenticare la forza di due altri soggetti: gli aggressivi hedge fund (1.500 miliardi di dollari) e il cosiddetto private equity, (500 miliardi di dollari) che rastrellano i soldi di clienti più facoltosi. Non bisogna farsi ingannare dalle cifre più basse, sono fondi che sanno muovere le cosiddette leve finanziarie, e avendo 100 in mano è come se avessero 5-6 volte di più. Così solo nel 2006 in Gran Bretagna i fondi di private equity hanno comprato 1.535 società inglesi per 34 miliardi di sterline, portando il totale dei dipendenti delle società controllate a 2 milioni e 800mila, pari al 19% della forza lavoro delle aziende a capitale privato di tutta la nazione. Lavoratori che non lavorano per un capitalista in carne e ossa, lavorano per una massa di denaro che deve autoriprodursi. I paradossi si sprecano. Negli Stati Uniti, che sono sempre così avanti in queste cose, sanno benissimo che i soldi che i lavoratori devono mettere nelle tante forme di previdenza integrativa vanno in gran parte alle aziende quotate in borsa, comprando le loro azioni. Le aziende quotate, del resto, vanno in borsa per trovare capitali freschi e li investono in modifiche organizzative, produttive, in ammodernamenti tecnologici.
Dunque, i lavoratori offrono il denaro che potrebbe “farli fuori”, anche adesso, con la riforma del Tfr, con i soldi che vengono dirottati alla previdenza integrativa. Come se non bastasse i fondi, quando entrano nel capitale di una società, hanno fretta di incassare risultati, vogliono che il valore delle azioni salga e premono sulle imprese in questo senso, del resto le future pensioni private si rivalutano così. Quando qualcosa non torna la prima mossa di un’azienda quotata e che voglia tenere buoni azionisti così importanti, è quella di tagliare posti di lavoro.
Altro paradosso? La dirigenza di molte imprese importanti è così preoccupata dagli assalti dei fondi che si stanno indebitando per togliere azioni dal mercato, i tassi di interesse minacciano di salire e si è innescata un’altra miccia. Insomma, i soldi in giro per il pianeta aumentano ma non aumenta la ricchezza delle persone, infatti a fronte di una massa di liquidi in vertiginosa ascesa l’inflazione non si è mossa, nei paesi industrializzati, per un forte aumento dei consumi. A proposito, i paesi emergenti stanno aggiungendo l’ultimo tassello: una ventina di giorni fa due nuovi fondi avviati in Cina hanno rastrellato 3,3 miliardi di dollari tra piccoli risparmiatori.
Lo stupore? Quella cifra è stata raccolta in un solo giorno. Chissà se i cinesi si sono chiesti a cosa serviranno quei soldi.

www.larinascita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=30
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Personaggini dell’Italietta: Augusto Minzolini, direttore del tg1

Beppe Grillo
Se Linda Lovelace aveva il clitoride in gola, Minzolini è lui stesso un clitoride. Per farlo venire basta nominare Bottino Craxi. Lingua profonda Minzolini è il miglior spot per disdettare il canone RAI. Dopo un anno l’iniziativa del blog: “Cancelliamo il canone RAI” su Facebook ha raccolto 238.000 adesioni per 109 euro (circa 26 milioni di euro in meno!). Disdettate, disdettate, disdettate.
“”Craxi non ha bisogno di riabilitazioni, per la storia va ricordato come uno statista”, firmato Augusto Minzolini nel nuovo editoriale del TG1. La televisione pubblica contribuisce al rovesciamento della realtà ed al revisionismo tipici del nostro Paese. I ladri diventano padri della patria. Che schifo!” Gianluca Caporlingua (thegianlucatv)
Ecco l’informazione che vuole Berlusconi!
L’ignobile Minzolini (che B stesso ha scelto per dirigere il tg1) ha detto:
“Craxi va ricordato come uno statista. E’ stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda. La verità è che a un problema politico fu data una soluzione giudiziaria. E l’unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fu spedito alla ghigliottina. Per questo Craxi non volle mai vestire i panni dell’imputato. In quegli anni si alterò l’equilibrio tra politica e magistratura, un vulnus che per quasi un ventennio ha fatto cadere governi, con inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte, e che ha lanciato nell’agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti e che per questo avrebbero dovuto dimostrare di non essere di parte. Ecco perché non ha bisogno di nessuna riabilitazione l’uomo che, accettando coraggiosamente da socialista e riformista gli euromissili, contribuì, assieme a Reagan e a Wojtyla, a mettere in crisi l’Urss, che disse di no agli americani nella crisi di Sigonella e affrontò i referendum sulla scala mobile.”

Sentilo da te questo infame:
www.ilsussidiario.net/News/Politica/2010/1/14/YOUTUBE-Editoriale-di-Augusto-Minzolini-al-Tg1-su-Bettino-Craxi/2/61256/

Sante Marafini
Ha detto Di Pietro a Otto e mezzo: «Querelerò Augusto Minzolini e lo denuncerò alle Camere e al Paese per le sue affermazioni fatte nel suo editoriale. Sarà la storia a giudicare Bettino Craxi come statista. Io l’ho indagato come magistrato e non spetta a me stabilire se era uno statista. È stato condannato perchè aveva tre conti correnti non per il partito ma per se stesso, era un corrotto e ha fatto il latitante. A questo punto il problema non è Craxi ma Minzolini. Ha raccontato bugie sul servizio pubblico pagato dagli utenti. È inaccettabile che abbia paragonato Bettino Craxi al Papa».

Minzolini ha spodestato Fede. Non avrei mai creduto che ci potesse essere uno che potesse spodestarlo dal ruolo di FIDO.
Nella vita, mai dire mai!.
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Pancho Pardi

Ci mancava la beatificazione in diretta tv per Bettino Craxi, ma adesso è arrivata grazie a Minzolini e al suo editoriale serale. Siamo proprio alla definitiva occupazione mediatica per scopi piduistici.
Ancora una volta l’ineffabile direttore del TG1 ci ha ammannito una pagina di autentico giornalismo alla Voce del Padrone, arrivando a paragonare l’ex segretario del Psi, condannato, a personaggi che hanno segnato in positivo la storia del secolo scorso, come Papa Woytila. Il tutto per poter attaccare nuovamente la magistratura, rea di compiere il proprio dovere, e quanti tra i magistrati hanno intrapreso la carriera politica. Il motivo è chiaro: poiché Berlusconi è il frutto avvelenato di Craxi, rivalutare quest’ultimo ha uno scopo preciso a favore del premier.
A questo punto chiediamo al direttore generale della RAI di mettere a disposizione di un vero giornalista indipendente, sul TG1, lo stesso spazio di Minzolini così da riequilibrare la inverosimile faziosità del suo direttore.
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Viviana Vivarelli

Augusto Minzolini nasce come giornalista della Stampa. Nel 94 pubblicò una dichiarazione di Violante, che era presidente della Commissione Antimafia, e rivelava il coinvolgimento del fratello di Marcello Dell’Utri, braccio destro di B, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi. 2 anni dopo Minzolini rivelò che si era inventato tutto
Per compensarlo di questi ed altri articoli di pura invenzione, è stato fatto direttore del tg1, dove ha una più vasta platea e può mandare i suoi messaggi anche all’estero
per ora sta riabilitando Craxi, sta attaccando Di Pietro come toga rossa e altre amenità del genere
La sua nomina vide l’esodo indignato dei membri di csx ma l’approvazione di Galimberti, presidente dalla RAI. E’ stato indicato da B, il quale ha detto beffardamente: “Siete contenti? Come vi trovate con i direttori che ho nominato io?»
Con lui, il tg1 evita con cura qualunque cosa possa screditare B, tipo gli scandali sessuali, Noemi, la D’Addario e manipola le notizie in modo orripilante, o le oscura, sconfessando quello che lo stesso Minzolini aveva dichiarato anni prima, quasi un viatico per la sua professione: “Un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. Penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico». Ovviamente oggi è tutto dimenticato e Minzolini per ringraziare B che gli ha dato il suo incarico, si presenta come un tale campione di ipocrisia e piaggeria da essere soprannominato ‘Scodinzolini’.

Minzolini non manifesta una libertà di pensiero tant’è che il suo pensiero oggi è esattamente l’opposto di quello che era qualche anno fa. Minzolini è uno che ha venduto se stesso per farsi servo di chi gli garantisce una posizione di prestigio.
Rai 1 è il canale principale della RAI ed è quello che meglio si vede in tutta Italia e all’estero
Non è possibile farlo dirigere da una persona faziosa e in malafede, imposta da Berlusconi che possiede Mediaset che è la concorrente della RAI.
Gli editoriali di Minzolini non manifestano libertà di pensiero ma una faziosità mercenaria che batte persino Fede, il quale almeno crede in quello che dice. Minzolini sa perfettamente di dire il falso, ma lo dice perché gli conviene, per compiacere un padrone, e altera i fatti come li altera B, uno che non ha la più pallida considerazione della verità .
Contro la volontà dittatoriale di Berlusconi di mettere un bavaglio al web, la figura infame di Minzolini diventa il prototipo del vile che si vende per interesse e vende il proprio paese.
A sua difesa, in internet, ho trovato solo una frase della dx ripetuta come modulo fisso: “Minzolini manifesta la sua libertà di giudizio”. No, quando uno altera i fatti e mente spudoratamente non manifesta la sua libertà di giudizio, commette un reato.
Tra menzogna e libertà di espressione c’è una profonda differenza.
Chi non capisce questo non ha capito nulla di ciò che fa uomo un uomo e servo un servo.
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Influenza suina
SDEI manda:

(AGI) – Londra, 11 gen. – L’«influenza A», le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realtà era una «falsa pandemia» orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l’accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa. Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie
farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia.
Pesante il j’accuse di Wodarg, ex membro dell’Spd, medico ed epidemiologo, secondo cui le multinazionali del farmaco hanno accumulato «enormi guadagni» senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i
magri bilanci sanitari spendendo milioni nell’acquisto di vaccini contro un’infezione che in realtà era poco aggressiva. Wodarg ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d’Europa che chiede un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche; e sulla questione il Consiglio d’Europa terrà un dibattito a fine mese. La denuncia, riportata con grande evidenza dal Daily Mail, arriva qualche giorno dopo quella
secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino, ordinate all’apice della crisi.
l Mail ricorda che, in Gran Bretagna il ministero della salute aveva previsto 65.000 decessi, creato una linea-verde e un sito web per dare consigli, sospeso la regola che vieta di vendere anti-virali senza prescrizione medica; furono allertati gli obitori e persino l’esercito, che doveva essere pronto a entrare in campo qualora si fossero verificati tumulti tra la popolazione a caccia dei farmaci. Secondo Wodarg, il caso
dell’influenza suina è stato «uno dei più grandi scandali sanitari» del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare «i propri uomini» negli «ingranaggi» dell’Oms e di altre influenti organizzazioni; e in tal modo potrebbero aver persino convinto l’organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo. «Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l’influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati». Wodarg non fa alcun nome esplicito di persona in conflitto di interessi; ma lo scorso anno il Daily Mail aveva rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato consulente del governo britannico sull’influenza suina, fa parte del consiglio d’amministrazione della GlaxoSmithKline. L’azienda farmaceutia, che produce antinfluenzali e vaccini, ha immediatamente replicato alle accuse, definendole «sbagliate e infondate».
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I sindaci di Bologna
Viviana Vivarelli

Siamo messi proprio male. Agli italiani piacciono i decisionisti, ma le amministrazioni delle città, sia che siano dirette da decisionisti o attendisti, continuano a peggiorare, sembra proprio che ci sia mancanza di materia umana e quando emergono personalità forti, come Vendola o Rienzi, sono in genere contro la segreteria che cerca di far loro le scarpe.
Io sto a Bologna da 20 anni. Favoleggiano di sindaci bravissimi, come il mitico Zanardi, 1° sindaco comunista di Bologna, eletto nel 1914 col motto “pane e alfabeto”, ancora ricordato come il sindaco del pane che alleviò le pene dei più poveri e fece molte scuole. Nel 1921 divenne deputato e i fascisti cercarono più volte di farlo fuori, alla fine lo allontanarono da Bologna e gli ammazzarono anche un figlio. Poi lo confinarono e, dopo la guerra nel 46 partecipò all’Assemblea Costituente e fu fatto senatore a vita.
Poi vennero altre persone perbene: Dozza (dal 45 al 66)… Zangheri (dal 70 all’83)
Bologna era nota in Italia come la città rossa e avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del PCI. E per molti anni lo fu, poi venne la degradazione. Oggi è una città vecchia fatta di vecchi dove non si è nemmeno in grado di fare una manifestazione di protesta e tutto pare imbalsamato.
Dozza fu un grande sindaco per 21 anni amato da tutti ed eletto per 5 volte. Era stato in esilio e grande amico di Togliatti. Caduto il fascismo era stato uno dei membri del CLN. Fu il sindaco della Liberazione ed ebbe sempre contro la DC di Dossetti. La città era per il 70% distrutta dalla guerra, la ricostruì e ne fece una città modello studiata da tutta Europa, fece case popolari, scuole, asili, mezzi pubblici, la tangenziale…fu il sindaco della ricostruzione e ancor oggi parlano di lui con amore. Nella gestione dei servizi preferì il pubblico al privato attingendo alle migliori risorse dell’università e colpendo rendite parassitarie ed evasione. Ebbe accanto un grande cardinale (i successivi furono penosi) come Lercaro e i due lavorarono insieme con grande amicizia.
Zangheri era uno storico, risanò il centro storico, mise fasce orarie gratuite sui mezzi pubblici e le corsie preferenziali.
Dopo, la segreteria cominciò a nominare persone che a Bologna non hanno dato niente e cominciò la crisi della città.
Imbeni ancora si salva, almeno era un signore
Ma nel 93 arriva Vitali, un burocrate scelto dalle burocrazia, e questo purtroppo l’ho visto. Non solo antipatico e asociale, ma mescolato in affari torbidi. Impose i SERT, ambulatori per la distribuzione dei metadone a fianco alle scuole sollevando l’ira delle famiglie, nel mio quartiere che confina col depuratore era dentro alcuni sporchi affari, per cui comprò i terreni limitrofi e voleva farci una speculazione usandoli come discarica per scorie tossiche a 400 m dai palazzi con un traffici previsto di 700 camion al giorno. Con Vitali cominciano le privatizzazioni. Ebbe accuse pesantissime: peculato, abuso d’ufficio, occultamento di atti, fu indagato per discussi salvataggi di una azienda di stoccaggio dei rifiuti (metà pubblica, metà privata), al centro di un colossale buco finanziario che per due volte il comune aveva ripianato con una cascata di miliardi di lire, c’era dentro la protezione di coop rosse e una pasticcio sulla costitituzione della società, dunque affari e solo affari, mentre Bologna andava a rotoli. Vitali era un intrallazzatore ma i Ds lo fecero ugualmente senatore.
Era ovvio che alle elezioni seguenti il partito perdesse con grande scandalo, dopo 54 anni di governo della città, ma ciò era indicativo di quali mani ormai fosse la direzione (D’Alema e soci). I Ds avevano candidatoo una supponente ragazzetta di 38 anni incapace, che aveva l’unico merito di essere parente di qualcuno. Così i DS persero. E venne Guazzaloca, presidente dei macellai, che non andò mai a Palazzo D’Accursio e passò il mandato al bar della piazza grande, affidando alcune concessioni ai fascisti di Ordine nuovo.
Dopo, tutti pensarono che a Bologna avrebbero candidato un sindaco valente e le persone non mancavano e invece D’Alema usò Bologna come discarica per chi non serviva più. Cofferati era uscito dalla direzione della CGIl e era lì alla Pirelli e fare niente, a Milano aveva chiesto alla segreteria di entrare in politica a Roma, ma D’Alema rifiutò perché ne temeva la concorrenza (era l’uomo dei 3 milioni di persone a Roma)e così lo rifilarono a Bologna, come uno di cui ci si vuole disfare. Cofferati non sapeva nulla di Bologna e noi non sapevamo nulla di Cofferati, preceduto da una fama di grande uomo che qui si sfarinò come neve al sole. Arrivò come un marziano e ci fece una conferenza su Bologna sulla via della seta (?), Si capiva che non ne sapeva unaa cippa. Quello che non sapevamo era che anche non gliene importava una cippa.
Ma l’equivoco fu che nel buio iniziale ci disse che ogni quartiere poteva collaborare a costruire il suo programma. E questo aprì grandi speranze e fece sperare in una democrazia partecipata stile Port Alegre.
Bologna è divisa in 9 quartieri. Ognuno fece una assemblea tumultuosa dove gli abitanti del quartiere elessero i loro rappresentanti. Io, apartitica e rappresentante no global, fui eletta. Gli eletti si divisero in tanti gruppi quanto gli assessorati, ogni gruppo doveva discutere per un anno sulla materia di sua competenza (il mio aveva edilizia e viabilità) relativamente al proprio quartiere e stilare delle proposte.
La prima cosa che feci fu di prendere gli indirizzi email di tutti quelli che erano eletti nel mio quartiere per fare una rete informativa comune.
Per un anno lavorammo allo stremo per raccogliere dalla gente le proposte e le richieste, mettere ordine tra le divergenze interne, e stilare la nostra parte di programma. Su quello che emergeva dalla città Cofferati avrebbe costruito il suo programma elettorale.
Un anno di lavoro e non fu una cosa facile.
Dopodiché Cofferati prese tutte le nostre proposte e le buttò nel cestino.

Nulla di quello che la città aveva chiesto fu realizzato. Nemmeno la ridivisione dei quartieri. Anzi il nuovo sindaco cercò di fare proprio le cose che i bolognesi avevano rifiutato, come un km e mezzo di metropolitana per la zona Fiera che era coperto da pulmini agili in 5 minuti.
Cofferati governò con supponenza in modo dittatoriale e ostico. Si mise subito in urto con la curia rifiutando di presenziare le messe ufficiali. Fu sempre assente alle grandi commemorazioni. Non usò mai collaboratori. fece sempre di testa sua senza ascoltare nessuno. Ignorò le proposte dell’estrema sx cion Rifondazione che più volte minacciò di uscire. Chiuse alcune scuole. Continuò le privatizzazioni. Si mise in urto con gli impiegati del comune, la CGIL, gli studenti, gli operai, i negozianti, gli insegnanti. Per due volte negò la manifestazione antiproibizionista. Chiuse le porte delle riunioni del consiglio e fece malmenare alcuni studenti. Per due volte mandò all’alba le ruspe senza avvertire nessuno a distruggere gli insediamenti dei romeni sul Reno. Fece sgomberare delle case che servivano da riparo a poveracci. Attaccò i lavavetri. Fece un’ordinanza contro il piercing e fece multare un pasticcere che aveva fatto delle statuette di cioccolata di figurine maschili nude. Insomma fu pietoso. Anticipò la chiusura dei locali notturni e vieto di vendere alcoolici, anche birra dopo le 22. Se si pensa a quello che fecero i primi sindaci di Bologna e per cosa passerà alla storia costui viene da vergognarsi. Tanto per dirne una che può sembrare buffa ma questa è una piccola città (370.000 abitanti): non andò nemmeno mai alle partite più importanti del Bologna. Io non sono tifosa ma posso capire.
I bolognesi erano abituati a vedere i loro sindaci nelle strade e a parlare con loro. Io ho visto più volte Prodi sotto i portici o in bicicletta e senza scorta. Ma Cofferati non lo vedeva nessuno, stava chiuso nei suoi palazzi e si circondava di una guardia del corpo. Si capiva che non amava Bologna e che la usava solo come trampolino per Roma. Era autoritario, dittatoriale, repressivo e idiota. Alla fine non lo sopportava nessuno. Poi andava in televisione e rilasciava interviste di fantasia dove si restava trasecolati da quante bugie diceva e da come risultava convincente e pieno di bonomia. Un eccellente attore.
Alla fine la città lo accusò di fascismo. Il massimo dell’impudenza fu nel 2007 il patto di legalità con il fascista Raisi per ripristinare l’ordine. Per questo lo chiamarono lo ‘sceriffo’ come Gentilini. Ma nel resto d’Italia nessuno capiva nulla e credevano che Bologna avesse un bravo sindaco. Invece Bologna cadeva sempre più in basso. Nel 2007 Rc, verdi, Sinistra democratica una lista civica escono dalla maggioranza. E’ chiaro che Cofferati non può ripresentarsi alle elezioni o la sconfitta sarebbe schiacciante. Eppure la stronzissima segreteria diretta dal solito D’Alema tenta lo stesso di ricandidarlo, forse con lo scopo di levarselo completamente di torno, senza il minimo rispetto per la città, ma per continuare i giochini perversi di D’Alema.
Casini definì Cofferati “Il peggior sindaco della storia di Bologna” e per una volta devo dargli ragione.
Nel 2009 ancora la maggioranza del Pd a Roma vuole candidare Cofferati, rifiutando sia altre persone sia di fare le primarie. Il 9 ottobre Cofferati rinuncia con una scusa ridicola, che la sua seconda moglie è di Genova e preferisce stare a Genova, così lui se restasse a Bologna vedrebbe poco il suo bambino. Il Pd a malincuore decide di candidarlo in Europa. Lui protesta: “Mi hanno proprio rotto le scatole con questa storia dell’Europa”, poi, obtorto collo, accetta e ora è a Bruxelles (che credo sia un po’ più lontana da Genova).
Adesso abbiamo Del Bono. Chi è costui? L’uomo invisibile, pare.
..
RIDIAMARO : – )

Paola
Per tutte le cazzate dette valga questa di Martelli:
“Le tangenti erano lontane mille miglia dall’idea di Craxi di gestione del partito”. E viene anche preso sul serio! Solo questa frase merita il premio Zelig 2010.”
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Tiziana
Il mondo mi é diventato insopportabile, meno male che ho ancora le sindromi di Stendhal se no impazzirei.
..
Tiziana
Dai che tra poco c’è la ripresina
Sì, la ripresina per il culo
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Alfio
Come risolvere il problema della immigrazione?
Basta semplicemente legalizzare la schiavitù.
..
Ecchecevò? Hanno legalizzato anche la tortura
Anzi Panebianco l’ha anche elogiata!
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Silvia
Rinnovamente cellulare di B?
Siamo precisi: 15 GIORNI, neanche mio figlio che ha 8 anni possiede un rinnovamento cellulare cosi rapido.
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Gennaro
Se rubi un pezzo di pane ti danno due anni
Se rubi la Mondadori gli italiani ti mettono a capo del governo e ti fanno fare impunemente leggi ad personam
..
http://masadaweb.org5

6 commenti »

  1. Niente di nuovo dal fronte del potere.
    La novita’ sta dalla parte dell’impotere: immigrati che si rivoltano, roba da matti! Donne che non tacciono nemmeno se le ammazzi, eretici digitale che scorazzano tra gli elettroni e organizzano il NoB day,corridori elettronici che ti eleggono un presidente nero…
    Sì, i potenti, in particolare quelli italiani, poco abituati al “no”, stanno dando di matto.
    Ho una estrema compassione per loro perchè sprecano la loro vita e rovinano la vita della maggioranza. Cose che si pagano, alla lunga.
    Ma le vicende della vita cabiano, si possono frenare, mettere qualche confine, ma non tiene.
    Avanti tutta, miei prodi elettronici!!
    Maria Pia

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 16, 2010 @ 10:10 am | Rispondi

  2. Finalmente ! sapremo chi ci ha guadagnato sulla BUFALA=SUINA ! Bravo WODARG presidente Sanità della Comm. Europea ! Grazie ! Quali Case Farmaceutiche hanno “collaborato” ?

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 16, 2010 @ 10:11 am | Rispondi

  3. Dalla Campania
    AocchiAperti canale 21 15 gennaio 2010:

    Brutto spettacolo quello di questa sera, hanno messo in scena la politica Regionale: ingessata, asfittica, cianotica, imbrigliata in Alleanze e “Sante alleanze” di improbabili unioni di centro sinistra che vanno disinvoltamente da rifondazione comunista passando per il PD, IDV fino all’UDC. Alleanza con o senza UDC? È l’interrogativo di questa sera, domandando ai numeri, come gli indovini.
    Parlano di convergenze di programmi improbabili, e fanno calcoli che sono conti della spesa.
    Dicono di voler cambiare la politica e di voler essere a contatto con il territorio; con il coltello in mano insanguinato dicono di essere innocenti. Perché al di là dei processi, e degli accertamenti giudiziari ci sono le responsabilità etiche e civili di fronte alla quali non ci si può sottrarre. E invece la trasmissione inizia con l’intervista alla sign.ra Mastella, da Roma, vittima sacrificale del sistema giudiziario, che dichiara di volersi ricandidare.
    Il PD che ha governato la nostra regione per oltre 10 anni, si presenta oggi come il cambiamento a fronte degli scandali, della rovina ambientale della nostra regione, di fronte allo scempio infinito dell’emergenza rifiuti, ancora con il fardello di Bassolino e della Iervolino.
    Dichiarano di unirsi per un obiettivo comune; combattere il potere delle destre, con il PD che i si è allineato ed adeguato in perfetta sintonia, senza replica alcuna avvalorando e sostenendo la scellerata gestione commissariale per oltre un anno e mezzo di governo del PDL..
    La rifondazione comunista si propone anche essa come forza del cambiamento facendo patti e alleanze con il PD..
    Roberto Fico, del MoVimento Campania è oltre, mentre loro si agitano nel pantano delle contraddizioni, dei numeri e dei conti, dei voti e delle alleanze è già oltre; provano a tirarlo dentro le loro logiche i loro giochi, ma lui guarda altrove; parla ad una cittadinanza attiva, che ha voglia di riscattarsi, di mettersi insieme per riprendersi la Regione, sottrarla alla logica degli affari e dei mala affari.
    Non siamo noi a non riconoscere la loro (anti) politica sono loro a non accorgersi di essere già morti.

    Graziella Iaccarino. Napoli

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 16, 2010 @ 10:27 am | Rispondi

  4. Da quando facemmo un viaggio in Tunisia ed andammo ad Hammamet mi vergogno per l’Italia , per il Governo Italiano e per i figli di Craxi che ne fanno parte , di avere avuto un esiliato come Craxi in Tunisia. Quanto succede oggi per le COMMEMORAZIONI che stanno facendo mi fa vergognare ancora di più!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 17, 2010 @ 5:05 am | Rispondi

  5. “…
    Quando vedo qualcuno, come Fabrizio Gatti, come padre Alex, come don Gallo, che è mosso da un’indignazione interiore d’amore, che sacrifica se stesso per gli altri, che mette a rischio la propria vita per qualcuno che non conosce nemmeno per nome, come Roberto Saviano, come De Magistris, come Sonia Alfano, per migliorare in qualche punto il mondo, qualcosa mi diventa cedevole dentro, come burro, divento tenera e mi si scioglie quella corazza dura che ho dovuto portare per sostenere una vita in cui di amore ne ho trovato poco.
    …”
    Sono senza parole.
    Un sorriso
    Stefano

    Commento di Stefano — gennaio 17, 2010 @ 10:59 am | Rispondi

  6. Haiti subisce l’embargo dagli Usa da chissà quanti anni. La povertà, lo schiavismo, ecc. è la conseguenza dell’isolazionismo imposto dagli americani che ora declamano: aiuti infiniti agli isolani.

    Non c’è niente da fare: la vocazione, il carattere dei paesi del centro America è socialista. Inutile mettere dazi, restrizioni e dittatori vari. Se uno nasce nero rimane nero non potrai mai farlo diventare bianco.

    Commento di F. Masciullo — gennaio 20, 2010 @ 11:10 am | Rispondi


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