Nuovo Masada

gennaio 13, 2010

MASADA n° 1067. 11-1-2010. Le arance di Rosarno

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Foto di Wittgenstein

La cosiddetta società “cvile” – Manifestazione antirazzista – Abbiamo tutti perso – L’ombra – ‘ndragnheta – Don Verzé – La bufala perenne: la riduzione delle tasse – Del Turco, l’assolto preventivo – Le favorevoli assenza del Pd – La sciura Moratti

Roberto Roversi

Popolo. Dico: popolo
Il popolo c’è, quindi ognuno di noi può gridarlo, o dirlo a voce bassa, però con
convinzione, perché Popolo sono loro, sono quelli, sono questi, siamo noi, è lui, è lei,
sei tu, sono io.
Se il Popolo c’è io c’ero.
Soli, contiamo poco, uniti valiamo mille.
Anzi, non mille ma mille volte più.
Uniti, il calore del sole è il nostro calore.
Uno per uno, sciatti e sospettosi, contiamo e valiamo come quella foglia rinsecchita
attaccata a un ramo che il primo soffio di vento farà cadere nella polvere.
Stupenda amicizia propone il popolo fra sé e non ha ombre. Egli marcia e poi si

irradia e dà o propone speranza. Senza meraviglia, esso, il popolo, può ergersi come
una montagna e come una montagna coprirsi di neve, vale a dire di onesto furore;
ergersi, ripeto, come una pianura e contendere il privilegio della natura, che è quello
di non spegnersi mai. Soffia via la paura, il popolo; anche solo cantando una canzone;
e cantando indica una strada da percorrere anche se fra sassi rotolati da secoli. Il
popolo tiene nelle sue mani, anzi li stringe forte forte, tutti coloro (e sono uomini e
sono donne e sono giovani e sono vecchi e vecchierelle) che sembra non abbiano un
nome, che sembrano legati ai più duri lavori e che non siano mai considerati quali
protagonisti della storia, e che anche come ombre sembra che scompaiano dopo aver
largito tutto il sudore del mondo. Il popolo soffre e muore ma è subito in piedi,

accompagnando le albe che non perdono mai la luce. Perché il popolo illumina la
vita, dato che non si quieta mai e si protende sempre al seguito del suo coraggio e
della sua volontà, che sono sublimi.

Allo sbarco negli Stati Uniti, Einstein, come tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare. Fra le molte domande cui bisognava rispondere ce n’era una che domandava: “Razza di appartenenza?” E lui scrisse: “Umana”.
Raffaele
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Cadere dalle nuvole a Rosarno

Gli hanno dovuto asportare la milza ed è ancora in rianimazione Ahamed Hagi, 21 anni, cittadino della Costa D’Avorio, ferito con una revolverata ieri pomeriggio, mentre tornava nel dormitorio-lager ricavato da una ex cartiera fatiscente, alla periferia di Rosarno, assieme al suo connazionale, Saga Ahabib, 20 anni – anche lui ferito, ma lievemente – tutti e due impegnati nella raccolta degli agrumi nella piana di Gioia Tauro.
A sparare due colpi di pistola a bruciapelo contro i giovani africani sono state due persone a bordo di una Punto chiara, che è poi fuggita indisturbata verso San Ferdinando, un centro a poca distanza da Rosarno. Ahamed è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Polistena dove i chirurghi hanno immediatamente constatato che il proiettile gli aveva letteralmente spappolato la milza. L’altro giovane, invece, raggiunto dal secondo proiettile sempre all’addome, ha subìto danni meno gravi.
Subito dopo la sparatoria, nella convinzione che almeno uno dei due fosse rimasto ucciso, gli oltre settecento cittadini africani “ospiti” nella ex fabbrica hanno dato vita ad una rumorosa protesta durata fino a tarda sera.
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La società “civile”
Viviana Vivarelli

La reazione della cosiddetta società civile è stata immediata. Gigantesca indignazione contro i 50.000 schiavi di Rosarno, quelli che da 10 anni sono sfruttati dalla ‘ndrangheta e su cui nessuno ha speso una parola, e nessuno ha messo uno sguardo: sindacati, guardia di finanza, polizia, magistratura, chiesa…
Ma nei tafferugli degli schiavi ci sono stati danni alle cose. E in una società cosiddetta civile si tollera la schiavitù ma non si tollera che gli schiavi si ribellino, si tollerano danni alle persone ma non si tollerano danni alle cose. Le cose sono sacre. E infatti Napolitano ha subito detto: “Basta violenze!” E nei talk show gentile signore con le gambe accavallate e gentili signori abituati a fare i parassiti si sono sprecati a recriminare i fatti. Subito il Ministro Maroni si è attivato con una task force, ha cacciato tutti gli schiavi che sono partiti in fretta senza essere stati pagati, ha distrutto con le ruspe le due fabbriche fatiscenti che davano loro riparo, ha fatto qualche arresto su persone indagate per aver alzato la sommossa.
I padroni degli aranceti che hanno abusato degli schiavi non sono stati toccati, le loro dichiarazioni fiscali non sono state esaminate, le due famiglie della ‘ndrangheta che tengono in pugno Rosarno non sono state sospettate.
Maroni si è vantato in televisione per un’operazione che ha definito “brillante”! Centinaia di cittadini gli hanno dato Migliaia di poveretti vagano ora senza lavoro chissà dove o aspettano nei centri di accoglienza temporanea di tornare in paesi dove li aspettano famiglie che muoiono di fame. Nessun coglierà le arance di Rosarno. Ma i coltivatori prenderanno di più facendosi pagare dalla Comunità Europea. La Lega ha detto che ora l’ordine è stato ristabilito. L’ordine???

Alfio
Dal film Quien sabe: “Perché mi vuoi uccidere? Perché io sono ricco e tu sei povero?” “No senor, perché lei ha fatto di tutto per farmi restare povero!”
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Le arance di Rosarno
Viviana Vivarelli

No, caro cittadino che dici “Bene. Se le arance di Rosarno restano sugli alberi, non mangeremo più arance”. Il problema non colpisce solo le arance, come tu scioccamente credi. I lavoranti in nero sfruttati e pagati con trattamento da schiavi sono ovunque, non raccolgono solo arance, ma pomodori, carciofi, mele, patate…, non lavorano solo nei campi, ma nei capannoni del nordest, sui cantieri, nell’artigianato, negli alberghi, in troppe imprese piccole grandi. Ogni oggetto che compri è intriso del loro sfruttamento.
Nel 2009 l’ISTAT ha stimato il lavoro nero nel 12% del lavoro totale, 3 milioni di irregolari, il che dice che la realtà è molto peggiore. Chi è mai andato a contare i lavoratori in nero delle piantagioni o dei capannoni in tutte quelle Italie dove lo Stato è latitante da sempre?
Ma è falso credere che, se tutta questa mole immensa di lavoro nero fosse legalizzata, ci dovrebbe essere per forza un tale aumento dei costi e quindi dei prezzi da rendere non competitive cioè invendibili le merci.
Ogni oggetto o servizio potrebbe costare la stessa cifra o anche meno, se non fosse gravato dalle tasse più alte d’Europa, da leggi farraginose e impossibili, dai ricavi esagerati dei gradi intermedi della filiera, dal furto incontrollato dei grossisti, dei mediatori, di chi governa il mercato, di chi lo taglieggia in modo criminale, dal pizzo delle mafie, dalle tangenti della politica, dai pesi della Pubblica Amministrazione, dall’evasione impunita.
Ma, come si vede, lo Stato si precipita a distruggere i ruderi e a cacciare i neri di Rosarno e Maroni definisce “brillante” la sua operazione “legalitaria”, ma non muove un passo contro i veri creatori della miseria, in primo luogo se stesso.
Quello che serve ad arricchire tutta questa fascia di sfruttatori viene sottratto a qualcuno, e che sia migrante o italiano fa lo stesso. Il risultato è solo la sofferenza di troppi. Chi semina odio sa bene che gli serve solo a distrarre l’attenzione da una violenza più generalizzata, una violenza di sistema. E che oggi Berlusconi proclami, per l’ennesima volta dal ’99, che ridurrà le tasse “entro la fine della legislatura” è l’infinito giochetto che gli serve in campagna elettorale e sarà dimenticato appena raccolti i voti, un giochetto che puzza di mafia come ormai tutto in Italia.
Tanto non vi disturbate a spiegare o a sperare, qualunque riforma facciano o non facciano in Italia sulle tasse o su altro, ci sarà sempre una cricca di persone che ne avrà comunque vantaggio e una maggioranza sterminata che dovrà pagare il fio anche per loro e che sarà penalizzata con la privatizzazione dei servizi sociali e il peggioramento della qualità della vita.
L’Italia ormai è il paese dove i diritti umani sono calpestati (e anche pagare tasse giuste è uno di questi).
Non sono calpestati solo i diritti umani dei migranti di Rosarno, ma quelli di tutti.
E che Napolitano se ne esca anche a dire: “Basta violenze!”, quando tutto il nostro tempo è così intriso di violenza fa aver preso un aspetto pauroso, è una vera vergogna perché su quei diritti vilipesi lui ci ha messo anche la firma.
Dunque non aspettiamoci grazie da eventuali riforme e riformine e, se la Costituzione italiana sarà ammazzata, nella seconda parte o nella prima come auspica Brunetta, il risultato sarà una perdita di civiltà per noi tutti.
Quei migranti di Rosarno avevano quasi tutti il permesso di soggiorno, erano qua in base a leggi perverse come la Bossi-Fini che non riesce nemmeno a tutelare quelli a cui promette e che consegna in mano alle associazioni criminali o alla sfruttamento padronale quelle braccia di cui ha bisogno per far salire il PIL e far funzionare il paese, salvo non dar loro né assistenza, né tutela, né accoglienza.
Si pagano diarie e si fanno campi per gli zingari che non lavorano e non si integrano, quand’è che si farà accoglienza a tutela e integrazione a quegli onesti che vengono qui per lavorare e per integrarsi? O davvero accettiamo che in nome di un razzismo becero e belluino qualunque principio morale e umano venga calpestato, per tutelare solo quelli che avendo lauti patrimoni o forti posizioni di potere non avrebbero affatto bisogno dell’aiuto dello Stato?
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Rosarno, migliaia in piazza: “Non siamo razzisti”

Uno striscione diceva: “Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo”.
I titolari dei negozi hanno voluto esprimere la loro solidarietà ai promotori dell’iniziativa chiudendo i loro esercizi. “Un segno tangibile di partecipazione – ha detto un commerciante – ad un’iniziativa giusta ed opportuna”. Alla manifestazione, secondo una stima della polizia, c’erano duemila persone, mentre secondo gli organizzatori i partecipanti erano cinquemila.
Fossero stati pure 2000 in una città di 15.000 abitanti sono proprio tanti.
Ora la Lega, piccata, vuol fare una contromanifestazione di piazza per dimostrare le sue ragioni. O forse no. Intende fare anche qualche rogo a qualche fantoccio nero?
(Copio:) L’eurodeputato Mario Borghezio e l’assessore leghista al Territorio della Regione Lombardia, Davide Boni, vorrebbero contrapporre allo sciopero degli stranieri del primo marzo una “manifestazione dei disoccupati italiani”, da tenersi lo stesso giorno.
“E’ arrivato il momento che tutti gli italiani onesti possano scendere in piazza rivendicando i propri diritti”, spiega Boni, il quale deve aver deciso che i migranti che a marzo incroceranno le braccia sono tutti disonesti. O disonesti perché scioperano, chissà.
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Abbiamo tutti perso
Alessandro Cardulli

“Abbiamo perso tutti”, lo abbiamo sentito ripetere nei giorni in cui bande razziste formate da cittadini hanno dato la caccia al “ negro”, hanno preso a fucilate persone inermi, hanno bastonato lavoratori sfruttati fino alla morte, a Rosarno dove la ‘ndrangheta fa da padrona, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, dirigenti delle forze dell’ordine, magistrati, parroci, nel condannare episodi di puro razzismo: abbiamo perso tutti.
L’Italia si macchia di un reato fra i più gravi, un reato contro l’umanità che si chiama schiavismo. Siamo un paese in cui è tornato lo schiavismo. Le immagini della ribellione dei “negri” presi a fucilate, la rabbia feroce di squallidi individui, capi di bande armate, il sorriso turpe di giovanotti abbandonati a se stessi, che razzolano per bassifondi, vivono ai margini della criminalità organizzata che offre loro “ lavoro”, magari traffici di droga, richiamano immagini del cinema americano, del klu klux klan, della violenza dei bianchi contro i “negri”..
A Rosarno dalle bande razziste sono considerati“ bestie”, “ sporchi negri”, “ non possono avere una casa, non la sanno abitare”. Una giornalista afferma: “ E’ un errore dire ad uno che è razzista perché usa la parola negro”. Ancora: “mangiano i topi, sono sporchi”.
C’è un clima in questo nostro paese che indica povertà morale, culturale, sociale, la parole solidarietà è un optional. Questa “povertà”che non ha confini, che va dal Nord al Sud, colpisce di più le zone dove le condizioni di vita delle persone, sono pesanti, al limite della sopportabilità, dove i giovani hanno due sole possibilità: andarsene o muoversi a ridosso della criminalità. Non è un caso che a Rosarno non ci sia una amministrazione eletta dai cittadini ma un commissario prefettizio.
“Abbiamo perso tutti”, questa frase, se non si accompagna all’individuazione di chi ha portato l’Italia al delitto di schiavitù, resta una delle tante ipocrisie che segnano la vita nazionale, la politica, le istituzioni.
E’ finito il tempo delle lacrime di coccodrillo. Non può “piangere” uno come il ministro Maroni, e con lui i leghisti che hanno per anni martellato sulla sicurezza individuando nel “diverso”, nel “ negro”, il pericolo pubblico numero uno. I sindaci del Nord sono campioni nella caccia al poveraccio, all’immigrato, sporco e cattivo. Siamo il paese che in combutta col dittatore Gheddafi, ha adottato la politica del “ respingimento” in mare. Gli “ sporchi negri”, si lavino in mare, sono migliaia i morti affogati nel Mediterraneo. Non dimentichiamo la Bossi-Fini con i danni che ha provocato alla stessa immagine del nostro Paese.
Ora si demolisce la vecchia fabbrica dove le “bestie” dormivano, si buttano giù baracche di cartone, si strappano tende, si scoprono giacigli, le “case“ degli schiavi. A Rosarno questa realtà era ignota a tutti? La si scopre solo ora? I “ civili” abitanti del paese calabrese, ignoravano tutto? Hanno mai pensato di rivolgersi alle “autorità” per denunciare episodi di vero e proprio schiavismo? E gli uffici pubblici che dovrebbero garantire condizioni di igiene, sicurezza, ai lavoratori dove stavano? E gli uffici del lavoro che dovrebbero combattere sacche di lavoro nero, di sfruttamento, di vero e proprio schiavismo dove erano? Sarebbe interessante conoscere i “datori di lavoro”, i proprietari degli aranceti, dove gli schiavi venivano inviati, magari erano in prima fila nella caccia al “negro”.
Siamo in presenza di gravissimi reati. Le prime risposte dei magistrati e delle forze dell’ordine sono: non escludiamo alcuna ipotesi. Intanto potrebbero incriminare chi ha ridotto migliaia di immigrati in queste condizioni di sfruttamento. Il lavoro nero è un reato, la riduzione in condizioni di sfruttamento pure. Anzi è il reato più vile, perché commesso contro chi costretto a subire, non ha altra strada. E quando lo schiavo si ribella, si fomenta una campagna di odio, la caccia al “ negro”. Non ci stiamo.
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Rosarno, i sepolcri imbiancati
Roberto Malini

Le Istituzioni distruggono le prove della schiavitù e pianificano la deportazione di più di mille migranti.
Sono stati arrestati e rinchiusi nei centri di Bari e Crotone 1125 migranti provenienti da Rosarno (mentre altri, per un totale che supera i 2000, sono in arrivo negli stessi e in altri centri), alcuni con permesso di soggiorno o asilo politico, altri “clandestini”, ma provenienti per la gran parte da Paesi in crisi umanitaria: sono per il 94% africani sub-sahariani, per l’87% in giovane età, inferiore ai 30 anni.
Nessuno possiede un contratto di lavoro. Sono tutti in stato di schiavitù, alle dipendenze di una ‘ndrina (famiglia mafiosa) che detta legge a Rosarno: lavorano 12-14 ore al giorno festività comprese. Paga base 2 euro l’ora. Base perché dal compenso vengono detratte la quota pasti (zuppa di cipolle con pane) e soggiorno (squallide e malsane baracche, ognuna delle quali ha 4-5 posti letto).
Nonostante le baracche siano la prova della condizione inumana in cui vivono i migranti, le autorità le hanno già distrutte con le ruspe.
Il Gruppo EveryOne è convinto che vi siano, riguardo al caso di Rosarno, precise politiche e strategie xenofobe e razziste da parte delle Istituzioni italiane e ritiene che con la distruzione delle prove riguardanti la schiavitù e gli abusi (situazione ben conosciuta e tollerata dalle Istituzioni), l’arresto di oltre 1000 migranti, il progetto di deportarli – evitando il controllo dell’Alto Commissario ONU – nei Paesi di origine, si voglia cancellare l’evidenza di gravi violazioni sia da parte del caporalato gestito dalla ‘Ndrangheta, che da parte delle autorità nazionali, che fin dall’inizio hanno cercato di gettare la responsabilità dei moti di protesta sui migranti, evitando di sollevare un allarme-mafia. Riteniamo che i migranti arrestati e detenuti nei centri di Bari, Crotone, Capo Rizzuto e altri debbano essere ascoltati dall’Alto Commissario e protetti, sia perché fuggiti da Paesi in crisi umanitaria, sia perché sottoposti a schiavitù e abusi gravissimi in territorio italiano, dove sono rimasti nelle mani della mafia calabrese nonostante le Istituzioni e le autorità a tutti i livelli sapessero perfettamente quello che capitava a Rosarno, come dimostra la rivolta (definita “anti-mafia” dai media italiani) avvenuta più di un anno fa**.
Nel Sud Italia, ma anche nel Centro e nel Nord, i migranti senza permesso di soggiorno cadono nelle mani della ‘Ndrangheta, di Cosa Nostra e della Camorra.
Se l’anno scorso la situazione di tale condizione di schiavitù era grave (come dimostrano numerosi casi, fra cui quello tragico di Castelvolturno, con 6 migranti assassinati dalle cosche) ora, dopo l’approvazione della legge razziale 94/2009, detta “pacchetto sicurezza” (da noi denunciata in ogni sede giuridica nazionale e internazionale per il suo contenuto antidemocratico, razzista e disumano) è divenuta gravissima, perché i “clandestini” non possono regolarizzarsi né avere casa o lavoro regolare e sono costretti a sopravvivere con qualsiasi mezzo.
Molti di loro avrebbero diritto all’asilo politico o a protezione internazionale, provenendo da Paesi in crisi umanitaria.
Il Gruppo EveryOne si sta impegnando in queste ore, a stretto contatto con l’Alto Commissario per i Diritti Umani, quello per i Rifugiati e la Commissione europea, affinché venga fermata la deportazione degli “schiavi di Rosarno”, attuato il rientro immediato di quelli già espulsi da Crotone e previsto un permesso di soggiorno a tempo indeterminato (in attesa di asilo politico) nonché un serio piano di accoglienza umanitaria per tutti loro.

EveryOne è una associazione internazionale per la difesa dei diritti umani
www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/MainPage.html
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Alessandro del Lago

Se tutti i quattrini spesi nella gigantesca bufala della sicurezza fossero stati usati per accogliere e aiutare i lavoratori stranieri (di cui si occupa solo il volontariato), a Rosarno non sarebbe successo nulla, anche mettendo nel conto i colpi di pistola sparati da qualche canaglia o mafioso che sia.
Nelle dichiarazioni dadaiste di Maroni c’è tutta la linea politica di un governo che esclude, reprime, espelle, soffia sul fuoco e magari riscuotere il premio elettorale dell’insofferenza diffusa. Il vero miracolo è che non sia successa prima. È incredibile il grado di sopportazione dei lavoratori stranieri. Ma prima o poi questi fatti si ripeteranno. E allora i nodi cominceranno a venire davvero al pettine. Compresa l’ambiguità di tanta parte dell’opposizione nelle questioni della cittadinanza, delle migrazioni, dell’ordine pubblico, della sicurezza.
Perché quello che non si è voluto capire, nel csx degli ultimi vent’anni, è che sui diritti umani fondamentali – che si sia al governo o all’opposizione – si transige solo al prezzo di un’irrimediabile degradazione della vita sociale. E oggi recuperare una cultura dei diritti significa stare dalla parte dei lavoratori di Rosarno e dei loro fratelli oppressi nel paese e in queste ore a rischio di vita e sotto attacco razzista.
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La rivolta dei “NEGRI”
Viviana Vivarelli

Sono 60 anni che nei paesi anglosassoni il termine “negro” (nigger) è stato vietato come fortemente offensivo, corrisponde infatti al dispregiativo “negraccio” e connota i razzisti dichiarati. Infatti questo termine è stato usato per gli schiavi di origine africana ed è stato respinto dalla comunità nera americana, per cui gli americani oggi lo considerano non politicamente scorretto (politically correct).
Negli Stati uniti è offensivo anche il termine “colored” da sostituire con “people of color” (“persone di colore”), ma c’è chi rifiuta anche questo e preferisce “black people” (“neri”), afro-americans e african-americans.
Non meraviglia che un razzista ignorante usi il termine più insultante, perché il suo intento è chiaramente quello di insultare la minoranza nera italiana, forse perché, così facendo, riesce a sentirsi superiore a qualcuno.
La persona integra e sana non si abbassa a questi mezzucci e se ha una superiorità naturale o culturale la manifesta semplicemente senza aver bisogno di insultare gruppi o etnie.
Dal punto di vista giuridico, in Italia, la magistratura considera la parola “negro” come incitamento all’odio razziale, con evidente e intenzionale tono offensivo e discriminatorio e l’associa a offese come “sporco negro” e “negro di merda”, molto usate dai leghisti.
Ricordo con simpatia che a Manchester davanti alla chiese ci sono manifesti che incoraggiano i cittadini a denunciare di persona o per telefono tutte le parole o manifestazioni di razzismo di cui sono testimoni perché il razzismo è male, ed è contro la parola di Dio.
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Rosarno, la ‘ndrangheta e la morte civile dell’Italia
Viviana Vivarelli

A Rosarno situazioni gravissime di criminalità e subcultura vanno avanti da quasi due secoli, molto prima dell’arrivo dei migranti 10 anni fa, e la rivolta era inevitabile. Che questo avrebbe fatto il gioco del crimine era anch’esso fisiologico. Lo stesso siamo rimasti disgustati da come certi abbiano subito preso pretesto per accanirsi sulle vittime e in particolare come ciò sia stato fatto dal Ministro degli Interni Maroni e da Napolitano, che non ha avuto una parola per chi è stato trattato da schiavo, sfruttato, trattato come una bestia, insultato, pestato, sparato persino. Non una parola sulle vittime. Napolitano ha deplorato la rivolta, quella che può sciupare l’auto di qualche borghese o disturbare qualche negoziante. Maroni ha detto che i migranti erano stati “tollerati abbastanza”, come se lo sfruttamento fosse qualcosa su cui infierire ancora e non qualcosa da cui uno Stato sano deve vigilare.
Nessuno dei tg ha detto che la ‘ndrangheta che domina Rosarno è una delle associazioni criminali più forti del mondo o che lo Stato qui non ha messo nemmeno una sede di polizia o che è la ‘ndrangheta che tiene ferma qui la Salerno-Reggio Calabria, che ha introdotto lo schiavismo con grave danno per l’agricoltura sana, e che in essa c’è tutto: dagli scafisti, al commercio vile sui migranti, alla droga, alla corruzione politica (Comune sciolto per infiltrazione mafiosa). Nessuno ha parlato del sindaco Valarioti che fu ucciso appena eletto o dice che i rosarnesi sono gli stessi che hanno votato famiglie mafiose e che i loro giovani partecipano indisturbati al pestaggio del nero o che qui 6 migranti sono stati uccisi e il numero di gente ammazzata è enorme e tuttavia lo Stato latita. L’attenzione dei media ha colpito ancora una volta i più miseri, ha colpevolizzato le vittime.
Nessuno per Rosarno ha ricordato di quanto le leggi di B favoriscano i mafiosi, dallo scudo fiscale al processo breve, dal veto alle intercettazioni all’attacco ai giornalisti.
Il nero dei neri ha coperto tutto.
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‘NDRANGHETA

Per la commissione antimafia la ‘ndrangheta è una robusta e radicata organizzazione, diffusa in tutta la Calabria e nel Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri importanti per il narcotraffico
Nasce a metà 1800 da organizzazioni criminali in provincia di Reggio Calabria, dove ha il suo regno anche se si sta diffondendo ovunque
E’ la più forte e pericolosa organizzazione criminale italiana. In Calabria ha 155 clan (cosche o ‘ndrine), con 6.000 persone dedite al crimine. Condiziona la società con la forza delle armi, controlla l’economia e ricicla denaro sporco, quello che lo scudo fiscale oggi ha ripulito e il processo breve domani renderà impunibile; ma questo Maroni non l’ha detto.
Le cosche controllano impresa, commercio e agricoltura, e comprano i politici locali e regionali.
Il giro di affari è di 44 miliardi di euro (Eurispes), il triplo di una finanziaria.
Malgrado ciò, nel territorio di Rosarno (160.000 abitanti) non c’è nemmeno una sede di polizia ed è ovvio che il crimine si realizza molto meglio se lo Stato è assente. Con meno controlli, pattugliamenti e perquisizioni, è molto più facile intraprendere atti e traffici illeciti, eliminare cosche rivali, comprare o intimidire funzionari e creare una rete di potere assoluta. Qualunque problema ci sia, il cittadino deve capire che può rivolgersi solo alle cosche.
La struttura della ‘ndrangheta è stata paragonata a quella di Al Qaeda.
E’ difficile trovare pentiti nella ‘drangheta, perché sono tutti parenti. Ogni famiglia ha pieni poteri oltre che controllo sulla zona e sul territorio che le appartiene, in cui opera con la massima tranquillità.
I tagli alla Finanziaria di Tremonti che ha stroncato le forze di polizia per 3 miliardi fanno il gioco della ‘ndrangheta.
Perché nei tg non si è detto questo? Perché nemmeno una parola sull’Italia consegnata al crimine? Perché tutti tacciono sull’assenza inquietante dello Stato?
Negli anni 60 sono potenti 3 cosche: i Piromalli di Gioia Tauro, i Tripodo di Reggio Calabria e i Macrì della Locride. La ‘ndrangheta inizia i sequestri di persona per tirare su soldi da investire nel narcotraffico. Tra gli anni 70 e 80 scoppiano due guerre di mafia tra le nuove generazioni nel narcotraffico e le vecchie famiglie dell’ “onorata società”. E’ allora che nasce la sovrastruttura per i rapporti politici, la P2, le cariche delle stato, le forze dell’ordine e della magistratura.
Seguono i maxiprocessi. Nel 1991 viene assassinato il magistrato Antonino Scopelliti che lavorava al maxiprocesso di Palermo. Intanto le cosche si affratellano ai narcotraffici colombiani (gli stessi per cui B riciclava il denaro sporco con la banca Rasini) e le organizzazioni paramilitari sudamericane per un controllo internazionale del traffico di cocaina.
Quando Bossi era contro B, fece fare una ricerca sui suoi rapporti col narcotraffico colombiano dunque non può dire di non sapere che B ci stava dentro. Oggi il suo ministro Maroni protegge di fatto le cosche, sguarnendo la polizia e impedendo la protezione delle vittime. Riversare nei tg l’opinione pubblica contro i migranti fingendo di ignorare la ‘ndrangheta è particolarmente ripugnante. Perché nessuno fa uno speciale tg su questa associazione criminale?
Nel 2000 la ‘ndrangheta diventa di fatto la prima azienda criminale italiana col monopolio del traffico di cocaina in Europa.
Nel 2004 si arresta Giuseppe Morabito e si ammazza davanti al seggio elettorale il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Nell’agosto 2007 la faida di San Luca tra due cosche porta alla strage di Ferragosto a Duisburg in Germania con 6 morti
Ed è in questa situazione che Tremonti decide di tagliare le forze di polizia e B impone di smontare i processi??!! E si ha anche la faccia di criminalizzare i migranti!!??
Elezioni politiche 2008: guerra fra cosche nel crotonese. Gli USA mettono la ‘ndrangheta nella lista Foreign Narcotics Kingpins, per cui saranno congelati in USA i patrimoni mafiosi.
Ma B cosa fa? Mette all’asta i beni sequestrati! Di fatto li rende alla mafia.
Settembre 2009: scoppia il caso delle navi con rifiuti tossici affondate in mare
3 gennaio, adesso: scoppia un ordigno intimidatorio delle cosche davanti alla procura di Reggio Calabria.
Ma nessuno nei tg permette agli ascoltatori di collegare questi eventi tra loro.
Proprio a Rosarno fu arrestato nel 2006 Giuseppe D’Agostino, uno dei 30 criminali più pericolosi d’Italia, peggio di Provenzano, latitante da quasi 10 anni e proprio nel suo paese di Rosarno. Malgrado questo, a Rosarno non c’era e non c’è a tutt’oggi una sede di polizia! E questo governo continua a parlare di tagli alla polizia, di ronde, di militari sul territorio, di cladestini!? E, per favorire B, continua a sfornare leggi e riforme che di fatto favoriscono la mafia. Si avanzano persino nel Pdl voci favorevoli all’abolizione del 41 bis
In Calabria la ‘ndrangheta controlla la sanità, i trasporti, i lavori pubblici..e i politici sono complici. Ma quando De Magistris indagò su 20 miliardi di fondi europei spariti, fu lo Stato stesso (Prodi, Mastella, il CSM) a bloccarlo e avocargli il processo, mentre le persone che lui aveva accusato restavano al loro posto, perché se la polizia da una parte compie decine di arresti, la politica pensa bene di annullare i processi successivi così da liberarli di nuovo, per il gioco delle 3 carte in cui il cittadino perde sempre e la colpa viene poi data ai magistrati che applicano solo le leggi che trovano.
L’omicidio Fortugno fu per il controllo sulla sanità. La Salerno-Reggio Calabria, fatiscente e incompiuta, è tutta sotto il controllo delle cosche.
I migranti sono fumo negli occhi degli stolti!
I vari governi fingono di mettere blocchi alle attività economiche mafiose ma nella realtà, poi, tutti, da Prodi a Berlusconi, si inventano persino i Piani obiettivo per bypassare il sistema dei controlli sugli appalti, fanno ricostruzioni post terremoto che sospendono di fatto ogni piano regionale o locale, ogni salvaguardia del territorio o tutela dalla criminalità per dare appalti fuori dalla legge che favoriranno la mafia. Si vantano delle leggi che fanno per i cittadini ma poi le aggirano. Arrestano per poi liberare con una virgola, un cavillo, una prescrizione. Si vantano di difendere la sicurezza pubblica quando sono essi stessi a attaccarla.
Lo stesso sistema degli appalti e dei piani obiettivo e la stessa incuria dei cantieri o la serie infinita dei condoni, gli scudi fiscali come i reati finanziari liberalizzati, tutto favorisce la mafia. Così che alla fine le cosche controllano tutto, dai rifiuti all’edilizia, dalla politica locale a quella centrale. La Mafia è già dentro il costruendo ponte di Messina, gli inceneritori, le centrali nucleari, l’Expo. Come nella nuova Cassa del mezzogiorno.
Inutile ridurre tutto al meridione, il Nord non si salva. La ‘ndrangheta ha filiali fisse consolidate a Nord dagli anni 50. Per es. i Mazzaferro sono in Lombardia e Piemonte. I Teardo in Liguria…
Sono almeno 30 anni che le cosche investono i capitali sporchi al nord: immobili, alberghi, discoteche, imprese commerciali. Entrano nelle imprese che falliscono e se ne impossessano. A Milano la mafia ha il pieno successo grazie alle fiorenti collusioni politiche. E ora B vieta le intercettazioni appena appaia la voce di un politico! E vieta la conoscenza pubblica dei processi! Tutto si lega!
Forse sarebbe meglio chiamare Milano: Cocaimano, che lega il caimano con la coca, molto più opportuno!
E i deficienti ce l’hanno con i migranti! Poveri pirla senza costrutto!
I 3000 arresti di mafiosi non sono serviti a niente come la Fini-Giovanardi o la Bossi-Fini non sono servite a niente. Il crimine marcia che è una bellezza e ogni politico ci mette del suo, ogni governo aumenta l’abisso tra la giustizia e la vergogna.
La mafia è più forte di prima. La cocaina scorre a fiumi e della legge se ne sbatte. Il crimine impazza con la benedizione dei vari governi.
I piccoli spacciatori come Cucchi sono macellati in carcere. I grandi narcotrafficanti sono accolti con tutti gli onori in banca, col crisma del Governo che ripulisce i loro capitali sporchi rendendoli legali e non indagabili, mentre i piccoli idioti come Lupi urlano che non è vero e negano l’evidenza con una mancanza di pudore e di coerenza.
Bossi ormai ha dimenticato tutto e si piega a tutto, completamente rimbecherito dall’ictus e dall’abuso di potere, lui, piccolo ignobile che non è stato nemmeno capace di prendersi un titolo di studio e ha mentito su tutto in famiglia e ora continua a mentire alle sue piazze, confondendo i cervelli degli ignoranti, perfettamente a suo agio nella corte dei lenoni e delle puttane, coi suoi legionari imbottiti di coca e strafottenza, e i piccoli leghisti che ancora infieriscono col loro razzismo e antimeridionalismo, ridicoli e grotteschi, senza capire che sono carne da cannone.
La paura dei migranti è il nuovo veleno, il nero della seppia che offusca tutto e devia l’attenzione dal crimine alla miseria, salvando il 1° e crocifiggendo il 2°.
Non sono i poveri e disgraziati migranti il pericolo, ma le potentissime cosche che oggi a Milano monopolizzano appalti e subappalti e allargano la corruzione politica e il narcotraffico.
Davvero delle belle leggi se il 99% della carta moneta italiana porta tracce di cocaina. La cocaina impregna i partiti politici. Il parlamento è il maggior covo di spaccio d’Italia, addirittura gli spacciatori ci entrano liberamente, le segretarie di partito fanno da corrieri.
In Lombardia sono presenti oggi tutte le cosche calabresi e anche l’Expo darà loro forti guadagni.
E con questo schifo fisso e crescente, ancora c’è chi specula sui più disgraziati e sfoga sui migranti la sua rabbia di cittadino ignorante e impotente, senza nemmeno capire quanto questo odio preordinato serva come diversivo per condannare questo paese.
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La persecuzione agli ebrei servì a Hitler per ottenebrare la mente dei tedeschi affinché non si accorgessero dagli abomini del golpe nazista.
La persecuzione ai migranti serve al governo Bossi-Berlusconi per ottenebrare gli italiani affinché non si avvedano degli abomini del golpe compiuto dalla mafia e dalla P2.
Mafia e P2, due mostri che il primo Bossi aveva giurato di abbattere, due alleati che il secondo Bossi si è preso impunemente rinnegando le sue piazze e tradendo la sua gente.
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Francamente ne abbiamo piene le tasche di personaggi politici che proclamano eroi i Mangano, modelli giovanili i Mambro e Fioravanti, ministre le puttane, soci i Provenzano e vittime i Craxi o i Berlusconi!
Forse intitolare una via a Craxi non è un grosso reato, ma non è sano elogiare la corda in casa dell’impiccato.
Le nostre sofferenze sono allo spasimo, e quando il vaso è pieno sono i piccoli affronti che lo fanno traboccare.
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L’OMBRA

C’è un archetipo di cui ha aprlato su un giornale un analista junghiano a proposito dei fatto di Rosarno e del razzismo strisciante in Italia: L’OMBRA.
L’ombra potrebbe essere il Male che si annida nella nostra psiche o nel nostro inconscio.
Dice Jung:
Ognuno di noi è seguito da un’Ombra e, meno questa è incorporata nella vita conscia dell’individuo, tanto più è nera e densa. Se un’inferiorità è conscia si ha sempre la possibilità di correggerla…Ma se è rimossa e isolata dalla coscienza, essa non viene mai corretta. Sussiste allora inoltre il pericolo che in un momento di disattenzione erompa improvvisamente” . È questo un concetto fondamentale nella teorizzazione di Jung: non possiamo sfuggire ai nostri errori, al nostro lato oscuro, alla nostra inferiorità, a un nostro lato animale che nega un’armoniosa coesistenza sociale.

L’uomo nero. Le paure ataviche e la benzina del leghismo

Il potenziale razzismo esplode e si arma di pistole e spranghe. Ma dove parte la miccia dell’intolleranza che infiamma la Calabria?
Lo psicoanalista junghiano Luigi Zoja abita vicino alla Chinatown milanese di via Sarpi:
“Quando scendo in strada sento parlare cinese. Negli USA, i cinesi di Chinatown parlano inglese. Qui non c’è integrazione, né preoccupazione per la mancata integrazione. L’italiano è preparato alla percezione dell’altro molto meno che in altri paesi. Si è sempre detto scioccamente che l’italiano non è razzista. Ma dipendeva solo dal fatto che c’erano meno minoranze rispetto ad altri paesi.
L’Inghilterra è da molto tempo abitata da pachistani, indiani e così via, a causa dell’impero coloniale. La Francia un po’ meno, ma sempre più di noi. La Germania ha visto un alto numero di immigrati e, come in Svizzera, una politica al riguardo c’è stata. Da noi ciò non è avvenuto: il problema vero si avrà tra una generazione. Come nell’estate delle banlieue parigine che andavano a fuoco: gli autori delle proteste erano francesi di colore. 2a generazione: di lingua francese e passaporto francese, coscienti dei loro diritti. Quando i nostri immigrati stagionali saranno così evoluti, alzeranno le richieste.
Chi ha bisogno di proiettare il male sull’altro ha un atteggiamento paranoico e incapace di autocritica. Penso che noi tutti siamo potenzialmente paranoici, ma controllati, e quindi, potenzialmente razzisti.
Nei sogni l’uomo nero è rappresentazione della paura.
L’altro è sentito come minaccioso. È una distinzione primordiale, di tipo animale. Gli animali tra specie diverse possono uccidersi. L’animale ha l’istinto per distinguere una specie diversa. L’essere umano non riconosce più l’altro essere umano se ha tratti diversi, abiti diversi, lingua diversa. Se il cane annusa il cane, lo riconosce, l’uomo percepisce l’altro attraverso sistemi culturali. E se l’altro è troppo diverso non lo capisce.
Mi sono riletto il Mein Kampf, per un libro sulla paranoia che sto scrivendo: lì Hitler fa il salto. Dice che gli animali non accettano quelli di un’altra specie. E poi falsa il discorso e dice: “quindi un’altra razza è troppo diversa, bisogna allontanarla e se non si può, eliminarla”. Passa da specie a razza. Ma gli animali di razza diversa non possono fare figli. Se noi ci accoppiamo con un cinese o un nero, nasce un essere umano perfetto. Anzi l’umanità è andata avanti su questo. Gli esquimesi, quando arrivava uno straniero lo facevano dormire con la moglie. Sapevano per istinto che l’endogamia è geneticamente dannosa.
Fa parte dei compiti civili dell’uomo tenere controllato l’animale dentro di sé. Posso guardare un uomo perché istintivamente diverso, non posso aggredirlo.
Maroni che dice “troppa tolleranza”, dice una sciocchezza. Occorre invece educazione e prevenzione. Non creare ghetti. Invece noi che facciamo? Aspettiamo che ci scappi il morto.
(Da Il Fatto Quotidiano)
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Marco Travaglio
Lo schiavismo era meglio

E’ un fatto di rimozione, noi stiamo sentendo in televisione e leggendo sui giornali del nuovo schiavismo, ma non c’è nessun nuovo schiavismo, nel senso che lo schiavismo era qualcosa di nobile al confronto di quello che è successo a Rosarno e di quello che succede spesso dalle nostre parti, perché gli schiavi intanto avevano uno stipendio fisso e una dimora fissa, quando c’era lo schiavismo; questi prendono qualcosa quando viene e poi devono pure pagare il pizzo, inoltre chi li fa lavorare, oppure chi utilizza e beneficia del loro lavoro pretende che scompaiano nel momento in cui smettono di lavorare e ricompaiano nel momento in cui ricominciano a lavorare.
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Bella, scialla, accanna, accolla..è la “generazione sms delle 20 parole”
Ma quante parole ha un vocabolario leghista? “Castralo, pestalo, affogalo, caccialo, sputalo, ammazzalo..” Peggio degli squadristi!!
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Gli amici preti di Berlusconi sono scelti con vera cura: prima Baget Bozzo, sospeso a divinis, famoso autore del catechismo fascista, dopo don Gelmini, indagato per corruzione e pedofilia, adesso don Verzé, arricchito con traffici oscuri e in combutta con Pio Pompa per sfruttare informazioni segrete ad usum business.

Personaggini d’Italia: Don Verzé

Sacerdote imprenditore che ha fondato la clinica San Raffaele, quella dove è riparato Berlusconi dopo ‘l’attentato’, presidente della Fondazione San Raffaele e rettore dell’Università San Raffaele. I 46.000 mq dove è sorto l’ospedale sono adiacenti a Milano 2 e furono comprati dall’attivo sacerdote da Berlusconi. I due diventano grandi amici. Don Verzé dice che “Berlusconi è un santo”. I due santi riescono a far deviare le rotte degli aerei così da non disturbare le loro proprietà, ma disturbando i comuni vicini e manomettendo le carte topografiche. Anche la costruzione del San Raffaele è molto poco in regola. Alla fine l’affaraccio finisce con alcune indagini e Don Verzé è riconosciuto colpevole di istigazione alla corruzione, ma tra archiviazioni e prescrizioni ne esce libero. Intanto il San Raffaele cresce e i magistrati mettono sotto indagine 5 professori.
Nel 2000 Don Verzé racconta che pressioni politiche lo “costrinsero” a vendere l’ospedale agli Angelucci per una bazzecola e Angelucci poi lo rivendette allo stato: un affare colossale e di nuovo puzza di bruciato.
Dal 2009 è in costruzione una succursale dell’ospedale.
Don Verzé risulta colluso col famoso Pio Pompa, dei servizi segreti, che sottopose a spionaggio e dossier migliaia di italiani con l’aiuto di Telecom. Sembra che Pompa tenesse costantemente al corrente Don Verzé di quanto accadeva attorno a politici e personaggi di spicco affinché quest’ultimo manovrasse con le sue informazioni chi di dovere per avere in cambio favori per le sue colossali imprese.
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DinoColombo segnala
PERCHE’ PROPRIO AL S. RAFFAELE?

“In carcere il responsabile del centro di medicina del sonno, ai domiciliari il direttore sanitario. Sotto inchiesta la Fondazione di don Verzé.
Bastava una semplice visita ambulatoriale, eppure prescrivevano in media tre giorni di degenza. Un trattamento speciale, anomalo rispetto alla prassi di molte altre strutture lombarde, che ha permesso alla Casa di Cura Ville Turro del San Raffaele di Milano di gonfiare i ricavi della divisione che si occupa delle malattie del sonno di 2,89 milioni di euro in tre anni.
Per quelle prestazioni, tra il 2004 e il 2006, l’ospedale avrebbe dovuto incassare poco più di 570 mila euro, invece ha ottenuto rimborsi per oltre 3,4 milioni(!!!). Il tutto a danno dell’Azienda sanitaria locale della città di Milano, che ha pagato il conto con i soldi della Regione Lombardia.(PRESIDENTE ROBERTO FORMIGONI CDL..ndr)
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Onorevole Formigoni…niente da eccepire?
Da un ciellino come lei, cristiano (?) e quindi amante della verità secondo gli insegnamenti di Cristo, niente da eccepire? Quanto soldi pubblici sta elargendo ancora alla fondazione San Raffaele?
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VINTAGE
Stefano Feltri (sunto da Il fatto)

“Riduzione delle tasse nel 2010? Questa frase da B non è mai stata pronunciata”
Così il portavoce Bonaiuti smentiva la frase detta da B il 6 gennaio. Era solo questione di tempo, però, prima che B smentisse la smentita. “Con Tremonti stiamo studiando una riforma tributaria che avevamo indicato già nel 1994”
Il “grande dibattito” auspicato da Tremonti sta sulla sua homepage, è il remaque del “libro bianco” sulla riforma fiscale del 1994, firmato Tremonti. Un reperto archeologico di politica tributaria che risale ai tempi in cui B prometteva la “rivoluzione liberale” con il miraggio delle 2 sole aliquote sull’Irpef
Ovviamente la rivoluzione non si è mai realizzata e i liberisti come Martino che all’epoca si erano lasciati sedurre ora sono disillusi. Ma il governo, conferma B, vuole riprovarci. Il problema è sempre lo stesso: dove sono i soldi per ridurre le tasse? Una questione delicata, soprattutto ora che le entrate sono in calo per la recessione (e pure per l’evasione) e che, come ricorda lo stesso Tremonti, l’aumento del debito pubblico si traduce in una “tassa” da 8 miliardi all’anno per gli interessi.
Neppure all’Università di Chicago citano più la curva di Laffer (se tagli le tasse il gettito sale perché l’economia cresce e i contribuenti le pagano più volentieri) quindi lo slancio riformatore di B finirà presto. Due possibili scenari:
-introduzione di un modello “bonus-malus” che riduce le tasse a qualcuno e le alza a qualcun altro giudicato meno meritevole lasciando invariato il gettito. Servirebbe a incentivare la green economy e a penalizzare i settori poco graditi (come le banche o i petrolieri) e a vantare il successo di una riforma
-il gettito che entrerà in cassa con la proroga dello scudo fiscale sarà speso per un intervento una tantum, pro-regionali, insomma tanto per fare pubblicità

(Ma per quante cose doveva servire questo scudo fiscale? Praticamente le abbiamo sentite tutte)
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Bloggher

Attualmente il 23 arriva fino a 15000 lordi il 30 fino a 30000 lordi poi c’e’ il 33 fino a 100000. Forse il 23 arrivera’ (se va bene…)fino a 17000 e tutto il resto a 33. -Significherebbe che i piu poveri risparmierebbero circa 12 euro al mese (quelli che prendono fino a 17000 lordi hanno un salario di circa 900 euro mensili piu’ imposte) e tutti gli altri pagherebbero fino ai 500 euro in piu’ all’anno. Quelli che hanno un reddito superiore a 100000 euro risparmierebbero moltissimo. Cosi’ potrebbero anche dire di avere abbassato le tasse ai piu’ poveri.(Pero’ aumenteranno tasse locali e servizi oltre a tutte le altre tasse. ) Spero di sbagliarmi. Temo che andra’ cosi’ ma non voglio pensar male.
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Ma le due aliquote non facevano parte di quel famoso contratto con gli italiani stipulato da Vespa con tanto di notaio, in quel programma che Berlusconi giurò che aveva realizzato al 100%?
E mò??!!!
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Luisa Grion (Repubblica)

Guglielmo Epifani, della Cgil, boccia il piano del governo sul fisco. “E’ una mossa furba, propagandistica, fatta apposta per rimandare decisioni che dovrebbero essere prese subito. Si propone un progetto globale, che chiede tempi lunghi e approfondimenti, e si tralasciano interventi – come le detrazioni – che potrebbero invece dare sollievo immediato alle famiglie impoverite dalla crisi. Anche le due aliquote di cui si parla sono sbagliate perché la prima, quella al 23%, è troppo alta, dovrebbe scendere al 20. E la seconda, quella del 33, è troppo bassa. Così facendo si promettono grandi risparmi ai redditi medio alti, ma si concede poco a chi ha entrate ridotte”.
Ora le aliquote sono 5. La CGIL propone:
la riduzione della prima aliquota dal 23 al 20% e della terza dal 38 al 36; un aumento delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione per almeno 500 € entro marzo; l’innalzamento e unificazione delle quote esenti. In più la tassazione delle rendite finanziarie al 20% e una tassazione extra per grandi patrimoni (sopra gli 800 mila €).
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Ignorando la propaganda di B, che vale solo in periodo pre-elettorale, resta il fatto che le tasse locali sono aumentate.
Nel 2009 crescita del 4,6%, si passa da 101,6 a 106,2 miliardi mentre quelle statali aumentano dello 0,4%.
Milano è la città dove la pressione fiscale locale cresce di più. Ogni milanese versa agli enti locali 2.302 € contro una media nazionale di 1.586
Al 2° posto Napoli con 2197€, anche se conta anche la tassa rifiuti e sui morti, che da sole incidono per 291 € contro la media nazionale di 217. Al 3° posto, Aosta con 2176, al 4° la Bologna di Cofferati con 2137€, qui abbiamo anche il record delle contravvenzioni.
Tutti promettono meno tasse, però:
dal 2001 al 2005 il gettito è cresciuto dell’11,1% ( 399 miliardi di €). Con un’inflazione sul 2% annuo, praticamente le tasse sono uguali a prima.
Le imposte indirette sono cresciute del 15% (203 miliardi)
Dal 2001 al 2003, le imposte locali (comuni per lo più d cdx) sono aumentate di 12 miliardi
La legge finanziaria 2005,prevede spese per 5,78 miliardi in meno (meno servizi) ma più entrate (cioè più tasse) per 8,98 miliardi
Introdurre 2 aliquote al posto di 5 vede tassare al 33% solo i redditi molto alti che sono lo 0,9% del totale ed è come se ci fosse una sola aliquota. Poi lo scudo fiscale li premia al 5%.
B mette la stessa tassa a chi guadagna 100.000 € o un miliardo. Ciò è anticostituzionale, in quanto l’art. 53 della Costituzione, ordina; “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Pagherebbero meno tasse quelli che guadagnano fino a 40.000 € l’anno (il 75% degli Italiani). Ma quanto meno? Fino a un massimo 40 € al mese a testa! Peggio della social card!
Però le rendite finanziarie pagano il 12%, metà delle tasse degli altri Italiani.
Insomma chi ha più soldi paga meno, svuota le casse statali e costringe a tagliare quei servizi sociali che favoriscono i meno ricchi. Chi ci rimette sono sempre i redditi bassi
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L’innocenza propedeutica di Del Turco
Come assolversi e celebrarsi prim’ancora dell’inizio del processo

Direttiva per ladri a futura memoria. Rubare non basta, occorre anche autoassolversi
Viviana Vivarelli

E se si allargasse l’impunità anche ai governatori?
Dalla polvere alle stelle, la grande campagna di riabilitazione. Ma è gloria vera? Non punito ancora sì, ma ci sono chiare prove di innocenza… L’accusa è avere intascato tangenti della sanità per 5 milioni di €. Cliniche private Angelini versa a Del Turco. Il processo inizierà a primavera, ma i media celebrano l’assoluzione. Assoluzione mediatica. Ma quale assoluzione?? Se non è nemmeno iniziato il processo! Tangenti delle cliniche private alla Regione. 1° scusante: la Regione aveva ridotto il budget della sanità. Embé? Lo aveva ordinato il Governo per frenare il disastroso buco della sanità abruzzese. E la giunta fu pure commissariata! Che c’entra con le tangenti? Carino questo Angelini! Nel processo è imputato di truffa e di altri reati. Ma collabora anche con la procura! Praticamente un truffatore pentito. Del Turco tuona contro il Pd, partito di riferimento (si fa per dire, visto che i soldi sono l’unico riferimento). “Sconvolgente silenzio del Pd” Soprattutto verso chi lo ha fondato (o sfondato? sigh). “Oltre 100 rogatorie alla ricerca di conti esteri non un centesimo è stato mai trovato”. E infatti Del Turco preferiva i contanti, come i 600.000 €, per comprare case a Roma e in Sardegna. Meno conti esteri e più case italiane. E’ amor patrio. E come le ha pagate? Si avvale della facoltà di non rispondere. Ma perché si arresta Del Turco e non Angelini? Forse perché Angelini parla ai giudici e Del Turco ai media? Assolto? Se fosse assolto, come i tg dicono, il caso sarebbe archiviato e invece il processo sta per cominciare. Toghe rosse? Un po’ stentata visto che è di sx. Trovato: magistratura politicizzata ma extraparlamentare. E il dado è tratto.
Del Turco ha iniziato una nuova moda processuale: l’uomo che non apre bocca coi giudici straparla in tv senza contraddittorio, mente stranamente e si autoassolve.
B potrebbe imitarlo e avanzare con l’autosentenza in diretta. Serial: mi assolvo da Vespa. Chiedo anche i danni allo Stato. Tanto lo Stato sono io. E la tv sono io. Sono tutto io. La giustizia sono io. Me la faccio da me. I magistrati si possono anche abolire. Come i parlamentari. Riduciamo tutto a un talk shaw e vuva lo post del Mulino Barilla!
Quando i borboni erano in difficoltà con le navi attaccate dicevano: Facite ammuina”. Ora l’ammuina la fanno i media comandati.
Qualche cittadino potrebbe chiedersi: ma, se del Turco in tv si proclama innocente, quand’è che è stato il processo che non me ne sono accorto? Non c’erano 33 indagati per le tangenti alla sanità? Quand’è che ci siamo distratti?
Tranquilli, è solo la realtà virtuale che sta prendendo posto della realtà reale, con la consegna dei vari Minzolini di giornata.
Ancora un po’ e ci chiederanno indietro le tasse che ci hanno generosamente ridotto. Non ce le hanno ridotte? E chi lo dice? La tv dice il contrario. Viva la tv!
La regola è : prima che B annulli totalmente la potestà in Italia di processare i rei, annulliamo le sentenze preventivamente col fuoco della tv amica. Inutile dire che la vittima è la verità. Ma anche la giustizia non se la passa molto bene. Del resto in un paese dove i ladri morti in latitanza ricevono strade e onori.. questo ed altro!
Molti dei 33 indagati abruzzesi sono stati trovati col malloppo in tasca. Del Turco si è comprato due ville. Ma che conta? E’ la tv la verità vera.
Ma a chi interessa poi la ripulitura di Del Turco?
E’ la risalita del Pd dei vecchi vertici?
E’ uno scambio di favori?

L’ordinanza con cui la Gelmini mette un limite del 30% all’accesso alla scuola è anticostituzionale.
L’articolo 34 dice chiaramente:”La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita”. Nel 2007 la scuola dell’obbligo venne alzata a 10 anni (Berlinguer)
La Moratti la riportò a 8.
Ora la Gelmini caccia i bambini degli extracomunitari.
Si appella alle radici cristiane e democratiche anche lei?
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Mariapia manda:
Jorge Luis Borges

Adam Cast Forth

Ci fu un Giardino o il Giardino fu un sogno?
Lento nella luce vaga, mi sono chiesto,
quasi come un conforto, se il passato
di cui questo Adamo, oggi misero, era padrone,

non sarà stato una magica impostura
di quel Dio che ho sognato. È già impreciso
nella memoria il chiaro Paradiso,
ma io so che esiste e che perdura,

anche se non per me. La caparbia terra
è il mio castigo e la incestuosa guerra
di Caini e Abeli e la loro nidiata
.

Eppure, è molto avere amato,
essere stato felice, aver toccato
il vivente Giardino, fosse pure un giorno.


Berlusconi incontra un amico:
“Ho saputo che sei stato a Milano, da poco, come ti è sembrata?”
“Bella. La cosa che mi ha colpito di più è stata il Duomo!”
..
Di Craxi e corte
Paoloerre

In quegli anni ero il Project manager per la costruzione della prima centrale elettrica in Yemen (a 30Km nord di Hodeidah,sul mar rosso). Ad un certo punto sentiamo che Craxi finanzia con 20 miliardi di lire il restauro delle mura di Sana’a,la capitale. Arrivano due sfigati, montano un’impalcatura di tubi innocenti su una breccia delle mura millenarie, fatte di mattoni di argilla impastata con paglia e pipì di cammello. Dovete sapere che gli yemeniti se ne fregavano altamente delle loro mura che crollavano spesso a pezzi e loro si limitavano a spostare la strada/pista di terra battuta un po’ più in là. I due sfigati andavano a lavorare un giorno sì e tre no, senza produrre effetti visibili, ma la cosa più importante è che ci vedemmo arrivare allo Sheraton (unico albergo allora in Sana’a) il truppone,ma non solo!
Li il truppone cambiava ogni 15 giorni esatti, un po’ come le puttane nei casini pre Sen.Merlin, e il puttanaio varipointo continuò per circa 3 mesi, ovviamente gitanti in festa che con il restauro conservativo non c’entrava per niente.
Facemmo il conto di che cosa era costato all’erario quel puttanaio e arrivammo alla cifra di circa 10 miliardi; era giusto, perché in quel paese gestito dalla corruzione,gli altri 10 miliardi andavano divisi strettamente così:il 50% a chi dava e il 50% a chi riceveva.
Chi riceveva spesso voleva versamenti su banca londinese,oppure veniva pagato con 15 gg di “riposo e cura” in albergo a 5 stelle a Londra e, se maschio, si trovava in camera delle escort di altissimo bordo (Berlusconi è un dilettante in merito, con tutto rispetto per la Sig.ra D’Addario! Ma viene dalla stessa scuola,come è noto!)
Avrei da raccontarvene altre, ma andate a vedere che cosa disse alla TV di stato una ricerca fatta dal Grande Enzo Biagi sui fondi della cooperazione, ad es. la famosa autostrada libica costata 200 miliardi, sempre regalata da Craxi, e costruita, immagino, con le stesse tariffe!
..
Letizia Moratti
Viviana

Ho abitato a Milano per 10 anni e non la vedo da 20. Non so come sia l’attuale Moratti. Si parla poco del sindaco di una città che è la capitale economica d’Italia. Mi pare che l’unica cosa buona fatta sia licenziare Sgarbi. Ma magari i milanesi possono dirmi altro.
I tg la mostrano tutta sorrisi e cinguettii accanto a un B molto compiaciuto e, dato che è una delle poche donne vecchie del suo entourage, non si può qui parlare di mercimonio sessuale. Qualche nota: sui suoi controversi rapporti con la festa della resistenza, le sue pressioni per far dare l’Ambrogino d’oro alla Marina B, 2 condanne in pochi mesi per aver pagato oro consulenti non laureati, sprecando i soldi dei contribuenti, multa di 125.000 €, quasi sempre assente dal consiglio comunale, 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009 (Brunetta dove sei?), non ha mai chiesto a Lucio Stanca, deputato e AD di Expo di rinunciare ad uno dei due incarichi..
E’ stata, come si è detto, iscritta nel registro degli indagati per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sugli “incarichi d’oro” affidati a consulenti esterni, ha infatti assunto persone, di cui almeno 49 hanno qualifica dirigenziale, per una spesa di 8 milioni l’anno e in contrasto alla legge che prevede che i contratti con dirigenti esterni non dovrebbero superare il 5% del totale. I suoi contratti con dirigenti esterni ammontano al 25% del totale
Fra le persone assunte c’è il leghista Fumagalli, ex sindaco di Varese, dimesso dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi-Fini, oltre a vari candidati del cdx non eletti, una candidata dell’UDC in Calabria, persone del suo staff elettorale, e anche il suo fotografo personale, e 2 consiglieri regionali in carica (tra cui Giampiero Borghini) che hanno mantenuto il doppio incarico.
Ha un servizio stampa con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale
che altro?
Ci dovremmo aggiungere anche Paolo Berlusconi condannato per danni ambientali irreversibili nel comune di Pieve Emanuele per il golf di Tolcinasco (multa di 4,5 milioni) e per le tangenti pagate in Fininvest alla Guardia di Finanza (2 anni e 4 mesi mai fatti) e per i danni alla discarica di Cerro Maggiore con la Simec, indagato per vari reati come falso in bilancio, truffa e corruzione; l’inchiesta si è risolta con il patteggiamento di una condanna ad un anno e nove mesi di reclusione ed il relativo pagamento di 49 milioni di euro
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Tartarughe surrogate

Sospensione esame legge per abolizione delle Province
Favorevoli 261, Contrari 253
Assenti PD: 22

SCUDO FISCALE
Favorevoli 270, Contrari 250
Assenti del PD: 23
Alla Camera: assenti dell’opposizione 51

Ecco come si giustifica D’Alema:
“Non mi era stato spiegato bene che lo scudo fiscale era importante”

Ritorno del Nucleare
Favorevoli 154, Contrari 1
Pd assenti 116

LEGGE ANTI FANNULLONI Senato
IDV (contrari) 14 assenti, UDC (contrari) 14 assenti, Pd (contrari) 116 assenti
Vince il Pdl con 128 voti

Il gesto della Moratti di intitolare una via a Craxi è l’arroganza del potente che vuole imporre il vizio come virtù.
Questi non solo non sono stati puniti, ma non si sono nemmeno pentiti.
Un bel programma di intenti per una città come Milano.
E prima dell’Expo, poi, è quasi un invito a passare con le buste in mano
E chi vuole intendere intenda.
Vi
..
Qualche intramontabile socialista parla di reati ideologici (cioè di opinione) per Craxi

Tanto per scaldargli la memoria, Craxi fu condannato con sentenza passata in giudicato a:
-5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996[58];
-4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in 2° o 3° grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell’imputato.
Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
-4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in 1° grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999 (ma prescrizione non vuol dire assoluzione)
-5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999
-5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999
-3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1° ottobre 1999
Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni
Parlare di reati ideologici per un tale ladro matricolato mi sembra un po’ fuori dei coppi. Ce ne vuole di faccia per far passare Craxi per una vittima politica!
Ma se questo è l’intento della Moratti, allora direi che Milano, se fosse una città civile, meriterebbe un sindaco più serio della Moratti.
..

RIDIAMARO : – )

Rosarno, scontri fra cittadini e immigrati. I cittadini sono quelli che sparano.

Nella cittadina calabrese alcuni extracomunitari sono stati feriti da colpi di fucile. I primi timidi tentativi di integrazione.

Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.

Fermato dalla Polizia l’uomo che ha sparato in aria: “Guardi, si impugna così”.

Numerosi i feriti nei violenti scontri tra meridionali ed extracomunitari. Dopo aver visto le immagini molti leghisti sono corsi a chiudersi in bagno.

Maroni: “La polizia era sul luogo degli scontri fin dal primo momento”. Con i popcorn.

Secondo Maroni è stata l’immigrazione clandestina ad alimentare il degrado a Rosarno. Certo che si stava da dio finché c’era soltanto la mafia.
(Maroni dà la colpa all’immigrazione clandestina. Tanto valeva darla alla deriva dei continenti)

Il Pd dichiara: “Il ministro riferisca in Parlamento”. Ehi, stavolta si sono incazzati sul serio!
All’origine dell’episodio la domanda scomoda dell’inviato: “Allora, come vanno i saldi quest’anno?”.

Ora gli abitanti di Rosarno stanno tornando alla normalità. Si sa, non è gente abituata a sparare agli sconosciuti.

Maroni: “A poco a poco porteremo la situazione alla normalità”. Entro il prossimo raccolto.
..
Via Craxi non va bene? Ma fatela via Mariuolo, cosi’ non si offende nessuno.
Antonio Cataldi
..
Sancho
A Rosarno?
L’unico dubbio consiste nel fatto di stabilire se è lo stato a collaborare con la mafia o se è la mafia a collaborare con lo stato!
..
Dopo una via intitolata a Craxi, propongo una provocazione: istituiamo anche il PREMIO CRAXI, manifestazione che premia ogni anno il politico che ha rubato di più.
Raffaele.
..
Di fronte a Porta Genova potremmo mettere via Vigevano… “vigevano” certe regole civili, una volta…
Andrea
..

..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Tristano Codignola espulso dal PSI di Craxi
    Craxi è il vero responsabile della scomparsa del Socialismo in Italia, colui che è riuscito a far morire gli Ideali Socialisti, quando in questa impresa non erano riusciti nemmeno le persecuzioni monarchiche, il fascismo, il nazismo, la guerra fredda, il maccartismo, Scelba
    http://www.liberacittadinanza.it/articoli/tristano-codignola-espulso-dal-psi-di-craxi

    Giovanni

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 13, 2010 @ 6:27 pm | Rispondi

  2. Su Repubblica l”art. su i Magistrati Massoni di logge Occulte spiega come mai l’indagine sulle stesse Logge SIA STATA ARCHIVIATA ! si spera che oggi VENGA RIESAMINATA E SI SAPPIA QUALI E QUANTI GIUDICI OBBEDISCANO A TALI LOGGE !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 14, 2010 @ 6:51 am | Rispondi

  3. Il mondo alla deriva

    La terra è un pianeta bellissimo
    …peccato che ha i pidocchi.
    Terra Madre picchiata da un figliastro drogato
    Terra Madre divisa e venduta da parassiti insaziabili
    Terra Madre che partorisce con rabbia il suo seme sapendo gia’ il suo destino..
    Terra Madre… cosi’ bella cosi’ perfetta…..

    F.Amatore

    http://www.kawa.it/nk5.htm

    Marapia

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 14, 2010 @ 6:52 am | Rispondi


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