Nuovo Masada

gennaio 5, 2010

MASADA n° 1064. 5 gennaio 2010. VANDALI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:05 am

Un atto gravissimo: il Governo ha spiato i cittadini e copre tutto col segreto di Stato – Privatizzazione di massa – Il piano eversivo di B continua – Dall’attack al lifting – Non gettiamo il pane!- Il cambio climatico non esiste e tutto è mercato – Latouche e la decrescita intelligente – La questione demografica – Sparito il fascicolo della Forleo

COME LA STASI
Viviana Vivarelli

Oggi, 5 gennaio 2010, nel silenzio della stampa, Berlusconi ha confermato il segreto di Stato sull’enorme dossier di spionaggio che coi servizi di Telecom è stato imbastito su decine di migliaia di cittadini italiani, politici e non, così come sul sequestro di Abu Omar per ordine della CIA. Non diversamente questi misfatti furono coperti da Prodi.
Il potere, di entrambe le parti, ha commesso atti immondi e illegali contro i diritti dei cittadini e li copre oggi, tramite Berlusconi, col segreto di stato.
Se per l’imam di Milano siamo nella rete dai carceri delle torture messa in piedi da Bush, nel caso Telecom si palesa un regime di stampo sovietico o nazista che spia i propri cittadini per poterli ricattare; non siamo più nell’ambito della sicurezza militare ma in un quadro agghiacciante simile a quello della Stasi, la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est, che schedava tutti i cittadini in modo da ricattarli e tenerli in pugno.

Pollari è stato scagionato per avere agito in difesa della sicurezza nazionale contro persone accusate di terrorismo. Ma lo stesso non può valere per chi ha spiato per anni migliaia di cittadini italiani per scopi di potere personale che hanno calpestato la Costituzione con una restrizione criminosa delle libertà civili.
Oggi, riaffermando il segreto di stato, Berlusconi sottrae l’agente del Sismi Marco Mancini al giudizio del Tribunale e conferma la non punibilità di azioni incostituzionali contro i cittadini.
Il n° 3 del servizio segreto militare Sismi (gestione Pollari) aveva rifiutato di rispondere con la motivazione che avrebbe violato il segreto di Stato, nel processo sul massiccio dossieraggio illegale praticato dal 1997 al 2004 (ben 7 anni) dalla Security di Pirelli e di Telecom con 34,3 milioni di € aziendali, che vede 34 imputati accusati di intercettazioni illegali ai danni dei cittadini con violazione della loro privacy.
Il silenzio di Mancini era stato rimesso dal giudice alla decisione di Berlusconi, chiedendogli di confermare o meno, entro febbraio 2010, l’ esistenza di quel segreto di Stato, stante il quale il processo non può continuare e gli imputati vengono liberati, per cui il reato di spionaggio di migliaia cittadini resta impunito. Oggi Berlusconi ha confermato. Il processo si risolverà nel nulla. Spiare i cittadini italiani non è più reato. La democrazia è morta.
E’ chiara la responsabilità di Berlusconi come di Prodi in una attività di spionaggio interno a danno dei propri cittadini, propria dei regimi dittatoriali peggiori, di dx come di sx, che distrugge qualunque diritto del cittadino alla propria privacy (posta, internet, telefono…) e alla propria libertà di espressione e di posizione ideologica, per quanto garantite dalla Costituzione. Da entrambi la Costituzione è stata fatta a pezzi.
L’attività criminosa di spionaggio illegale dei cittadini comincia nell’ 87 quando c’è il governo Prodi, e prosegue sotto i governi D’Alema e Amato, poi nel giugno 2001 sotto i due governi Berlusconi 2 e 3.
Mancini si è appellato a ordini istituzionali, accusando implicitamente sia Prodi che Berlusconi di avergli commissionato lo spionaggio ai cittadini.
La Corte Costituzionale, nella sentenza 106 dell’11 marzo 2009, ha esteso ai pubblici ufficiali «anche indagati o imputati» il divieto di violare il segreto di Stato sugli assetti organizzativi e operativi del Sismi.
Tra poco, con unanime intenzione, in modo bypartisan, governo e opposizione, i due compari nel male, voteranno per imporre il veto alle intercettazioni ai politici e silenziare la stampa su qualunque processo la magistratura riesca ad imbastire sui loro reati.
Ma i cittadini comuni devono essere, sempre in modo bypartisan, soggetti a un regime spionistico degno di regimi antidemocratici.
E questa è l’Italia.
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IL PIANO
Viviana Vivarelli

La strategia di B procede implacabile. E la cieca opposizione gli fa da spalla.
Inutile chiedersi se la mente rozza e ristretta di B sia mai stata in grado di elaborare un tale piano di distruzione dello stato democratico o se egli sia solo il megafono ipnotico che riporta ed esegue piani altrui. Inutile chiedersi quali forze più astute e malvagie siano dietro di lui e gli suggeriscano le mosse. I suoi contatti ormai espliciti con mafiosi, assassini e ricercati e le sue relazioni mai superate col piano di una loggia massonica eversiva basterebbero da sole a condannare B come portavoce degli interessi della criminalità organizzata e di un golpe antidemocratico di estrema destra. Inutile ormai sperare alcunché in una opposizione che finora è stata solo capace di collusione e viltà, fino a sostenere il peggio del peggio, dal maggioritario alla bicamerale 1 e ora alla bicamerale 2, dalla negazione dei referendum alla censura, dallo spionaggio sui cittadini al premierato forte, dal veto delle intercettazioni allo scudo fiscale ai patrimoni illeciti, dallo smembramento della magistratura ai processi ideologici, dalla sottrazione della scelta elettorale alla nullificazione dei partiti.
Il piano avanza. E i cittadini non sono in grado di comprenderlo o di combatterlo.
La sx radicale si è messa fuori gioco da sola, per pertinace fede in una rivoluzione popolare impossibile, frammentazioni interne al limite dell’insania, incapacità di procedere per obiettivi con alleati potenziali, afonia sui media e autodistruzione per esilio dalla realtà storica. La sx moderata ha perso ogni senso di sx, diluendosi nella pappa veltroniana che prosegue nell’inciucio dalemiano in una prassi ormai costante di non opposizione, complicità e connivenza.
Il piano intanto procede.
Svuotamento progressivo di potere degli organi di garanzia e controllo (Parlamento, Governo, Corte dei Conti, Sindacati, Enti locali…)
Paralisi della Magistratura per una giustizia gestita dal potere politico.
Disapplicazione di fatto della prima parte della Costituzione che garantisce i diritti sacri e inviolabili dei cittadini.
Svuotamento della sovranità popolare.
Controllo dei media.
Attività di spionaggio sistematico dei cittadini a fini di ricatto e controllo.
Compravendita del voto, delle cariche pubbliche, dei ruoli dello Stato, dell’alleanza col Vaticano.
Accentramento massimo di tutti i poteri nelle mani di uno solo e svuotamento parallelo di ogni altro potere che diventa solo rappresentativo di niente.
Privatizzazione di ogni settore e bene dello Stato: svendita degli immobili pubblici, acqua, luce, telefono, scuola, autostrade, flotta aerea, esercito, protezione civile….
Quando ogni cosa sarà o di proprietà di B o sfruttata dai suoi compari, quando la Costituzione sarà fatta a pezzi e dei diritti civili non resterà nemmeno l’ombra, allora e solo allora questo popolo dormiente si sveglierà?
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5 anni fa copiavo questo dal sito di Forza Italia

Elezioni amministrative
da “L’Italia che ho in mente” (parole di Berlusconi)

L’annullamento della sovranità popolare
Il tradimento del voto degli elettori
I metodi di sempre: la denigrazione e la persecuzione degli avversari politici
L’occupazione del potere
Il conformismo dei mezzi di informazione
L’intimidazione dei singoli cittadini
L’esautoramento dei poteri del Parlamento
La differenza tra il dire e il fare della sinistra
Siamo in una democrazia minore
Convincere gli elettori della Lega
La nostra ricetta per lo sviluppo
La nostra ricetta per il fisco
I nostri valori
Fatevi apostoli della libertà

(Dovrebbero essere i titoli degli interventi, ma diventano il vero programma del governo Berlusconi. Un umorismo involontario. E’ grottesco! Al momento credevo che fosse un sito satirico
invece è il programma di FI per le amministrative)
www.forza-italia.it/silvioberlusconi/italiachehoinmente/capitolo07.html
Oggi ricerco l’indirizzo e vedo che non si è reso più disponibile
Programma fatto!
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Firmiamo contro la Protezione Civile Spa

Il comitato “Cittadini x i cittadini” di L’Aquila ha lanciato una raccolta firme contro la privatizzazione della Protezione Civile:
Al Presidente della Repubblica
CHIEDIAMO LA NECESSARIA DISCUSSIONE IN PARLAMENTO
Il 17 dicembre è stato varato il decreto-legge che privatizza funzioni importantissime della Protezione Civile,accentrando nel Presidente del Consiglio dei ministri gli indirizzi strategici e i programmi, con una infinita’ di attivita’ che saranno svolte dalla ”Protezione Civile Spa che agisce con metodi privati e con soldi pubblici.Nelle intenzioni del governo c’è la volonta’ di fare della Protezione Civile ”un soggetto di natura privatistica sia nel suo profilo istituzionale che nelle procedure relative ad appalti e acquisto di beni e servizi, assolutamente discrezionali e in deroga a tutte le regole. Un soggetto di cui si prevede addirittura che possa fare utili e il cui Cda verrebbe nominato interamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri”. L’esatto contrario di cio’ che servirebbe. La Protezione Civile e’ materia troppo importante e delicata per essere affrontata con un decreto-legge, che rischia di essere approvato con la fiducia e sottratto alla discussione libera del parlamento.
qui il link per firmare la petizione: http://firmiamo.it/protezione-civile-spa
per approfondire, l’inchiesta di Fabrizio Gatti per L’Espresso: “Protezione Civile Super Spa” al link :
espresso.repubblica.it/dettaglio/protezione-civile-super-spa/2117790
Comitato “Cittadini per i cittadini” – L’Aquila
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Remaque
Da: la casa del vento

Vieni a vedere sono tornati
Con la camicia nera che non cambia mai
Rissosi faccendieri soci della mafia
Servi del potere e guerrafondai.
Hanno imbavagliato l’informazione
La televisione non deve far pensare
Rubare da padrone non è reato
La polizia che pesta, è tutto organizzato.
Tutti al servizio del presidente-re
Alla corte del re.
Parole inneggianti alla nostra cultura
Sono razzisti è cosa sicura
Marchiano i diversi come animali
E’ una vergogna le impronte digitali.
Tutti i più deboli saranno eliminati
Gli agitatori saranno eliminati
Tutti i servizi privatizzati
Solo i più ricchi saranno aiutati.
Tutti al servizio del presidente-re
Alla corte del re.
S.o.s. tutti a raccolta
Fai la cosa giusta
Chiama la rivolta
S.o.s. non è fantasia
Qui si sta bruciando
La democrazia!

Alla corte del re…
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DEMONI E ESORCISTI
Ho scoperto che…

Ora, voi potete non credere alla fantascienza o alla demonologia. Ma ho scoperto che vi sono paesi cattolici che non conoscono nemmeno un esorcista, mentre in questa Italia, nel paese più cattolico del mondo, nella terra dove risiede il Papa, quella da dove il Vaticano allarga le sue braccia come la rete del ragno, nel paese governato da un partito che si proclama il Partito dell’amore, bene in questa Italia così santa dove persino la Lega si vanta di avere radici cristiane…
….ci sono ben 300 esorcisti!
e 500.000 persone ogni anno chiedono loro di liberarli dai demoni
e il padre Amorth da solo ha praticato l’esorcismo 70.000 volte.
E, se Tettamanzi prende le distanze da questo fenomeno,
Ratzinger invece lo nutre e protegge
lui che viene dal tribunale dell’Inquisizione
e che finora ha dimostrato ben poco spirito evangelico
e ha occhi saettanti che inquietano
e sembra uscito da un cielo di Torquemada
Ora io non so cosa devo pensare:
se proprio qui si sia sviluppato un fanatismo degno del medioevo
se la mente di questa gente sia inferiore a quella di altri paesi
se questo paese sia succube di demoni e ipnotisti
o se proprio qui si sia concentrato il seme di Satana
E penso che, se c’è una tale presenza di specialisti volti a scacciare i demoni da cose, animali e persone, perché non richiamarla all’unisono, come un solo corpo armato, a sferrare un unico colpo al maligno:
VADE RETRO, BERLUSCONI!
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Bertolt Brecht
A CHI ESITA

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo qui in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.

E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza

comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

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Abbi fede
“Non erano che pochi
furono folla all’improvviso
così è da sempre”

(Ils n’étaient que quelques-uns
ils fûrent foule soudain
ceci est de tous les temps)
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Dall’attack al lifting
Viviana Vivarelli

Grande! Berlusconi viene colpito, si dice, alla bocca e al naso ma i cerotti non glieli hanno messi né sulla bocca né sul naso, glieli hanno messi in due punti strategici per chi si fa stirare la pelle. Miracolo! Si parte con un attentato, si arriva con un lifting!
Cerotto sul lato della mascella che viene operato dai chirurghi plastici per tirare la guancia che tende ad imbolsirsi.
Come dice Pietro: “Insomma, Berlusconi si è rifatta la mascella d’acciaio al posto della sua imbolsita di cummenda stremato dagli stravizi e nello stesso tempo si è creata l’aureola del Martire della canea comunista che lo perseguita…. “
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Per tanto eroe, vittima e martire, rispolvero dei vecchi versi del tempo del cavalletto:

Gigi:
“Non fece il lanciator sì grave danno
da rovinar la plastica del viso
al dittator; non diede nullo affanno
ma solo riso”

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Bertolt Brecht

Vogliono vincere,
contro la vittoria non vogliono saper nulla.
Non vogliono essere oppressi,
vogliono opprimere.
Non vogliono il progresso,
vogliono il vantaggio.

Sono obbedienti a chiunque
prometta loro il comando.

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Pane e costituzione per la dignità degli ultimi

IL 6 GENNAIO, DALLE 10 ALLE 14, IN PIAZZA NETTUNO, BOLOGNA, VENDEREMO PANE E SCAMBIEREMO LIBRI E PAROLE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
POTRETE ANCHE DONARE FRANCOBOLLI, CARTA DA LETTERA, PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE…
Bologna è la nostra città. Una città ancora civile, una comunità non ancora disgregata ma che vive in sé le contraddizioni dell’oggi. Fatta di grandi slanci di solidarietà, di compassione. Una città di “compagni”, da sempre. Cum-pànis in latino: con pane, “partecipe dello stesso vitto”.
Una comunità abituata a condividere. Ma anche, e sempre più, una città fatta di piccoli e grandi egoismi, egocentrismi, meschinità. Mentre, tra paure e speranze, è trascorso il Natale ed è arrivato il nuovo anno, vorremmo riflettere con i nostri concittadini sull’origine e la natura del nostro ben-essere.
Riflettere su noi stessi e su chi vive accanto a noi: guardarci allo specchio per vedere gli altri. Uno specchio in grado di riflettere, appunto, la civiltà e le qualità essenziali di una comunità: il nostro rapporto con gli ultimi, gli emarginati, i rinnegati.
Per questo invitiamo i nostri concittadini a condividere, nei prossimi giorni, una iniziativa di solidarietà rivolta alle donne e agli uomini che, per vari motivi, passeranno questa ed altre “festività” all’interno del carcere della Dozza o nei centri di detenzione per “clandestini”.
Si discute spesso di radici culturali, di storia e di memoria. Bologna è la città del sindaco del pane, Francesco Zanardi. Un primo cittadino che, all’inizio del Novecento, aveva un progetto preciso: dare a tutti i cittadini “pane e alfabeto”.
(Era il dicembre del 1915 quando pronunciò queste parole: “Fra i prodotti che debbono essere sottratti ad ogni speculazione mettiamo in prima linea il pane quotidiano; già l’invocazione mistica dei credenti e l’affermazione proletaria dei diritti al pane, affermano la necessità che questo elemento sia distribuito a tutti sano, igienico, abbondante; e la preparazione del pane, che ha un grande valore fisiologico ed una grande importanza politica deve costituire un servizio pubblico.
Con questa parola s’intende una organizzazione che deve servire ai cittadini di ogni fede e di ogni classe, e siamo contrari a coloro che vorrebbero restringere la distribuzione del pane, preparato dal Comune, soltanto a qualche ristretta categoria di persone, ché invece siamo fautori della libertà più assoluta per il cittadino anche più ricco di fare acquisto negli spacci pubblici, così come si sale liberamente sul
tram senza presentare nessun certificato di stato civile”).
Il pane e l’alfabeto: ingredienti essenziali della dignità delle persone. Insieme al pane vorremmo scambiare con i nostri concittadini le parole dei libri e della Costituzione italiana: simbolo, sigillo e garanzia di una comunità che possa definirsi umana e consapevole. Ovvero civile.

Mattia Fontanella, Riccardo Lenzi, Roberto Morgantini
Per aderire su Facebook:
www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=257656224601&ref=mf
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Non gettate il pane!
Viviana Vivarelli

Si parla, nell’iniziativa di Bologna, di pane in senso simbolico; partecipare dello stesso pane, sentirsi della stessa famiglia umana, ma se si vuole considerare il pane anche in senso tangibile. Si deve sapere che sono buttate via ogni mese 24.230 tonnellate di pane perché avanza dai rivenditori o nelle mense degli ospedali o delle scuole o delle aziende.
Si parla tanto di Partito dell’amore, ma nemmeno in queste feste e con questa crisi che nel 2010 raddoppierà, si sono viste scelte che favorissero in qualche modo i miseri, i migranti, i medicanti, i nuovi poveri, i pensionati al minimo, coloro che non hanno niente o hanno troppo poco e finiscono ai margini del mondo. Un amore tutto di parole, dunque.
Non è tollerabile che più di 2000 tonnellate di pane ogni giorno vengano buttate via.
In Inghilterra, la Tesco, che è un supermercato popolare, regala a ogni persona che compra 4 pani un quinto pane. I ricchi non mangiano pane.
Noi chiederemmo che ogni rivenditore o distributore di pane, e specialmente le scuole, i supermercati, gli ospedali o le aziende, mettesse al loro esterno un contenitore con coperchio dove riporre il pane avanzato la sera e le scatolette prossime a scadenza. Non sarebbe un grande sacrificio. Diminuirebbe la mole di rifiuti inutili. Salverebbe qualche vita. Mostrerebbe, nella pratica e non nelle parole, che l’amore o meglio la partecipazione fattiva esistono e si realizzano.

Io vorrei anche che in Italia, come avviene in altri paesi, le Municipalità favorissero l’apertura, senza fini di lucro e con una piccola paga per i volontari che ci lavorano, delle botteghe dove la gente porta le cose superflue, affinché altra gente possa prenderle gratuitamente. Alcune parrocchie lo fanno. Troppo poche per una miseria che sta diventando troppo grande, a favore di cui anche le forze amministrative locali e i cittadini possono partecipare di più.
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Maria Pia Caporuscio

Le lavannare a Roma se so’ trasferite
in politica stanno a gareggià
a chi cià più panni zozzi da lavà.
sapessi che dicheno ‘ste serve quanno laveno
de zella, mamma mia! Quante ne vié fora…
pare che la cacca je sia arivata ‘ngola,
e tutta ‘sta schifezza ner fiume affogheno.

Mo capisco perché er Tevere è ‘nquinato
e si ce metti ‘n piede ciarimani furminato,
e’ ‘na fogna oramai, solo le sorche sguazzeno
‘sté serve e ‘stì padroni quanto ce s’engrasseno.
Si t’avvicini mejo e te metti ‘n po’ a guardà
sai quanti ne vedi de stronzi galleggià
ma tutti li romani sapessi co che gusto…
je ficcassero ‘ntappo proprio ner posto…giusto!

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Antonio cita:
ASSONANZE 2

«Alzati» disse O’Brien. «Avvicinati.»
Winston si alzò e si fermò davanti a lui. O’Brien gli posò le mani robuste sulle spalle e lo scrutò attentamente. «Hai pensato di ingannarmi» disse. «Una scelta stupida. Sta più dritto! Guardami negli occhi»
Tacque per un attimo, poi proseguì in tono più garbato:
«Stai migliorando. Per quanto riguardo gli aspetti razionali del tuo caso, sono rimaste pochissime mende. E’ solo dal punto di vista emotivo che non sei riuscito a fare progressi. Dimmi, Winston – e niente bugie, ricordati, lo sai che sono sempre capace di scoprire una bugia -, che cosa provi veramente per il Grande Fratello? »
« Lo odio. »

«Lo odii. Bene. E’ arrivato il momento, per te, di compiere l’ultimo passo. Tu devi amare il Grande Fratello. Obbedirgli non basta, lo devi amare. »
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Carlo
Cosa ha detto B. della bomba a Reggio Calabria messa davanti alla Procura ?
Bomba simpatica, fatta con rispetto, silenziosa ……
Come avrebbe detto Dell’Utri: “…quasi affettuosa”
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BEFANI
Armando di Napoli

La Befana nel Vaticano/ con le scarpette di rosso Prada/ con il mantello d’ermellino coperta d’oro fino ai dentini/ lascia morire milioni di bambini…
Caspita, ho sbagliato filastrocca! Questa è la filastrocca del pappa..
Tornando al Befano quest’anno non volerà nei nostri cieli con la solita scopa elettrica che s’è rotta ma sul dorso di lupi che con le sue orecchie a forma d’aquilone trasporteranno il Befano con il suo sacco pieno di balle che deve distribuire nelle case di noi italiani attraverso il suo fidato gaglioffo nonché maitresse Emilio Fede…
Su una panchina del bar dell’inferno il peccato non si fa mangiando una mela, piange disperandosi Petrus-Unicum che non e’ riuscito a convertire il Befano con il suo veleno per trasformarlo in un essere non più cattivo e non più fetente di merda…
Le balle usciranno fuori dal sacco del Befano per andare in beneficenza, come quella del suo fidato esattore criminale Tredanari che ci fa perdere mezzo miliardo al giorno in un anno 182miliardi di euro più 80miliardi per pagare gli interessi sui 1800miliardi di euro del debito pubblico
Tredani ormai non sa più come sfotterci. Ha messo le sue avide mani sul TFR, sui conti dormienti, sui bot svendendoli ai cinesi, con truffe legalizzate come quella della moglie di Sacconi…. Ora che fine farà il resto delle 7.423.851 dosi distribuite solo a 694.902 persone? Il resto lo trasformiamo in spumante?
Come abbiamo capito, il maiale non ha il virus. E’ la maialità dei parassiti che ci hanno fottuto milioni di euro con l’allarmismo mediatico terroristico che va punita.
Scapagnini, il medico curante del Befano, ha affogato il comune di Catania nei debiti lasciandolo fallire in un modo squallido… A Cosentino la Camera nega l’arresto con voti contrari anche dall’opposizione. Negata l’autorizzazione chiesta dalla Procura di Napoli che indaga il sottosegretario per rapporti con la camorra e con il Befano…La sorella di Gianni Letta DENUNCIATA PER ILLECITI AMMINISTRATIVI DA UN MARESCIALLO DELLA C.R.I. MA STRANAMENTE TUTTO TACE …
Ha ragione Petrus-Unicum: quante opere buona e’ stato capace di fare il Befano attraverso i suoi uomini fidati, anche quella di arricchire la famiglia Benetton con l’aumento delle tariffe dell’autostrade…
Ora il Befano cammina nelle piazze italiane coprendo la faccia da cerotti per dimostrare che in Italia ci sono persone ingrate… E’ stato colpito da un oggetto sullo zigomo in una sceneggiata farsa con distrazione di massa che ha preso per il culo milioni d’italiani e il Befano ha incerottato il naso e la mascella. Se lo colpivano alla coscia cosa si fasciava???
Chiudo con una banale barzelletta: intanto che il Befano colpito si fascia l’affarino, intanto che diserta aule di tribunali e presenze di governo, si porta a Palazzo Grazioli una sedicenne conosciuta in discoteca, promettendole una parte in qualche show ,. La sedicenne gli mostra le tette dicendo che mai nessuno le sfiorò e la cosina che mai nessuno mai c’entrò, e il Befano che soffre di protagonismo le ha mostrato il suo affarino fasciato dicendo: “Guarda il mio! E’ ancora imballato!”
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Privatizzare tutto quello che c’è
Viviana Vivarelli

Mentre in USA si cerca di riparare ai danni sociali ed economici prodotti da un’economia basata solo sul business di grossi privati e grosse corporazioni, in Italia si è imboccata la strada contraria della svendita dissennata dello Stato e della privatizzazione anche dei beni e servizi essenziali.
Dopo aver privatizzato luce, telefoni, acqua, autostrade, una parte della scuola, società aerea, Difesa e protezione civile, quanto mancherà a un B che privatizza anche la sanità? E quale altra desolazione ci aspetta?
Gli USA ci mostrano a quali abissi arriva una Nazione in cui gli interessi degli squali del mercato hanno tolto ogni difesa sanitaria a 60 milioni di persone e il lucro delle multinazionali delle armi, del petrolio, dei farmaci e delle assicurazioni hanno portato rovina e miseria.
E’ questo il futuro che B ci sta confezionando?
Oggi, dopo decenni, Obama si prova a correggere la rotta della pessima sanità americana, una delle peggiori del mondo, ma la sua riforma risulta difficile e complicata, con l’avversione di un intero partito, quei repubblicani amanti della guerra, delle tasse basse ai ricchi e del veto di voto ai poveri a cui il nostro leader tenta tanto di somigliare.
Teddy Roosevelt un secolo fa diceva: “La salute dei cittadini non è un oggetto di consumo come un’automobile o una giacca, che può essere acquistato o non acquistato secondo i propri mezzi, ma è una responsabilità collettiva e nazionale. “
Ma non è la stessa cosa per l’acqua? L’aria? La salute? La difesa nazionale? La protezione civile? La tutela del territorio?
Nei primi secoli dopo Cristo i Vandali distrussero tutto quel che trovarono.
Oggi i nuovi Vandali, guidati dall’avidità o dall’ignoranza, intendono ripetere le gesta di quei devastatori.
E di fronte si trovano rinnegati come D’Alema o Violante che hanno ogni intenzione di permetterglielo.
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Alina
Il trattato di Lisbona legalizza la Carta dei diritti fondamentali della UE. In questa Carta, il capitale non ha alcun obbligo sociale – contrariamente alla Legge fondamentale, secondo la quale deve servire anche al bene comune.
Ciò che conta sono solo le cinque libertà fondamentali del capitalismo: la libertà di circolazione delle merci, dei capitali, di residenza, dei servizi come la mano d’opera che sono stabilite in forma estrema nel trattato di Lisbona. Un liberismo sfrenato che crea le attuali condizioni di spoliazione, a scapito dell’aspetto sociale ( e figuriamoci se interessa la salute dei cittadini)
Non è un problemino da circoscrivere alla provincia Italia.
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Quando la smentita non basta

Dopo che Il Fatto Quotidiano ha raccontato che l’onorevole Bartolo Pellegrino, sorvegliato speciale per mafia, il 29 dicembre si è recato a fare visita a Berlusconi nella sua villa di Arcore, la presidenza del Consiglio dei ministri ha smentito accusando il nostro giornale di aver scritto il falso:
“Non è assolutamente vero, come scrive Il Fatto Quotidiano, che il presidente Berlusconi abbia ricevuto l’onorevole Bartolo Pellegrino. Pellegrino si è recato ad Arcore, ha chiesto di incontrare il presidente Berlusconi, ma il presidente era impegnato e non lo ha ricevuto. Pellegrino non è nemmeno entrato nella residenza”.
Peccato perché se la notizia è priva di fondamento, a dire il falso, per giunta ai carabinieri, è stato l’onorevole Pellegrino e non il nostro giornale che ha solo riportato le sue dichiarazioni a verbale.
Questi i fatti.
Il 29 mattina, l’on. Pellegrino, come gli impone la misura restrittiva a cui è sottoposto, si è recato alla stazione dei carabinieri di Paceco, dove risiede, per comunicare che stava andando ad Arcore a trovare Berlusconi.
Alle ore 18 dello stesso giorno, si è recato presso la stazione dei carabinieri di Arcore e ha detto che in serata sarebbe andato nella residenza del premier per lo scambio degli auguri.
Il giorno dopo, 30 dicembre, alle ore 12.10 è andato di nuovo alla stazione dei carabinieri di Arcore per comunicare che stava partendo.
Dunque, secondo quanto afferma la nota di Palazzo Chigi, l’onorevole sarebbe un mitomane al punto da dichiarare ai carabinieri quello che gli sarebbe piaciuto che accadesse e non ciò di cui aveva la certezza che sarebbe accaduto.
Segue
antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2411458&title=2411458
Silvanetta
..
Mariapia manda
John Barnie, poeta gallese

LA DOMANDA

La natura sarà mai di nuovo nascente?
Tra gli strati in cui non puoi tirare un solo respiro
tempo profondo sta battendo, in pozze avvelenate e
dimenticate,
in deserti dove i nomadi guidano carri scintillanti come
un abito da donna nelle saline,
lunghi secondi, ore caliginose, anni misteriosi,
né veloci né lenti;
un umano scuote il suo orologio di Topolino,
Pippo scodinzola e Minnie brontola,
tutto è nella norma e accelerato,

il traffico sul ponte cittadino un bracciale d’energia,
grattacieli iperventilanti sotto pioggia e sole;
l’umano corre poi si ferma, ancora corre;
Topolino è gettato in un bidone, la sua testa pazza fa
tic tac
ha occhi birichini, e puri;
dov’ero; il ritorno della natura; già una qualche
mutazione si sta
scatenando nei grandi reattori oceanici verdi, qualche
generalista si sforza di trarre il buono dal male;

velocità il repellente che indossiamo
per far fronte all’estinzione in luoghi desolati
dove il rubinetto è secco sopra il secchio vuoto.

..
tumulto nel cielo, figuriamoci sulla terra!

John Barnie
TUMULTO IN CIELO

Non ci crederesti, un errore
nel disegno della prima cellula
che la spinse a scivolare e
sfrecciare come fosforo
nelle acque scure, Dio
che alzava le mani, il Figlio
che urlava; Dammi un’aspirina
lo Spirito Santo singhiozzava.

….
Negare il cambio climatico, un imperativo per le multinazionali
E ridurre tutto a mercato, l’imperativo di Berlusconi

Viviana Vivarelli

Il cambio climatico è ormai innegabile. La maggior causa del riscaldamento globale è l’inquinamento da petrolio. Dietro ci sono imponenti capitali e le grandi corporation intendono negare tutto per proseguire il business del petrolio. I dati sul clima furono manipolati da Bush che voleva depredare l’Asia Minore dei suoi pozzi e usò o addirittura provocò l’attacco alle torri per avere una buona scusa per invadere l’Afghanistan e poi l’Irak con la bugia di inesistenti armi di distruzione di massa. Si è visto bene poi che di esportazione di democrazia nemmeno l’ombra. Solo occupazione di pozzi e costruzione di gasdotti verso la Turchia
Già Bush pagò vari scienziati per negare la crisi climatica. Ora vediamo con amarezza finire nel nulla la conferenza di Copenhagen che doveva aggravare i protocolli di Kioto. La Cina promette di diminuire del 40% il suo CO2 e Obama spinge per regole più forti di quelle discusse a Copenhagen ma intanto continuano a vincere le società petrolifere che sferrano il loro attacco negando l’evidenza. Nei fatti gli scienziati seri sono tutti d’accordo su un cambio climatico che porterò distruzione e morte. I falsificatori di ieri tuonano su presunte falsificazioni di oggi, ma gettano nebbia. Ci sono solo cospicui interessi che non vogliono essere toccati e ai quali non frega niente della fine della Terra, di guerre inutili o di uccidere popoli..
Il mondo è dominato dagli interessi privati e il governo B vede solo quelli e capisce solo quelli, lanciato com’è in una depredazione selvaggia del territorio, in una presa di culo stratosferica delle menti deboli dei cittadini per lo più ignoranti o analfabeti
Tutto si lega: la democrazia calpestata, la Costituzione fatta a pezzi, la mafia, la collusione con la peggiore Confindustria e il silenzio della Chiesa, il sacco del territorio, per privatizzazioni perverse di acqua, protezione civile, difesa..
Alla fine B realizzerà il suo sogno: la privatizzazione totale dell’Italia, svenduta al peggio
B vuol favorire sé stesso o soci, criminali, mafiosi o le peggiori aziende del paese, quelle che hanno fatto già sfracelli in America latina, come la famosa Impregilo.
L’interesse privato nella cosa pubblica domina tutto e a che vale parlare della salute dei cittadini o della salvezza del territorio?
B privatizza ogni cosa: autostrade, acqua, protezione civile, persino le forze armate!
Una legge nascosta in Finanziaria trasforma la Difesa in spa, con voto alla fiducia senza discussione parlamentare.
Capite cosa significa? Che armi e guerre faranno gli interessi di una spa senza più controllo del Parlamento?
Perché Brunetta non proclama anche la distruzione di quell’art.11 che mette al bando la guerra e non dice che ora la guerra è l’affare lucroso e privato di pochi?
B sta smantellando lo Stato per farne un’azienda per avvantaggiare interessi privati.
La Russa crea Difesa Servizi Spa, una spa con le quote in mano sua e 8 consiglieri scelti da lui. Una holding che spenderà ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di € senza rispondere al Parlamento e ruberà un patrimonio di immobili da 4 miliardi, cifre imponenti, fatturato da multinazionale, con una Difesa che passa di colpo dalle regole della PA a quelle del mondo privato.
Finmeccanica già vende il 60% dei sistemi delle forze armate. E li comprerà un’altra spa: due entità alimentate con soldi pubblici per fare affari privati. Con burattinai politici che scelgono gli amministratori.
La Difesa è stata trasformata in una Società per azioni che costruirà centrali energetiche fregandosene degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori. Nelle basi e nelle caserme privatizzate si piazzerà di tutto, si potrà bruciare rifiuti o installare reattori atomici. Interessi privati protetti dal segreto di Stato! Si annienta il volere delle comunità e degli enti locali. Davvero un bel federalismo! Comuni, province e regioni resteranno fuori dalle zone militari finalizzate a ricchi business. .
5 articoletti nella Finanziaria imposti con un blitz.
Sono queste le riforme?
Il paese va verso la distruzione totale e c’è gente che sta a prendere le distanze da Di Pietro dicendo che i suoi toni sono esagerati? Ma sono diventati tutti pazzi furiosi?
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Mariapia

Cosa fanno a Copenaghen i dominanti della Terra a Copenaghen?
Sbordellano!
“Copenaghen è stato sull’orlo del fallimento a causa di una sfavorevole combinazione tra scarsa leadership, interessi nazionali e di potentissime lobby e basso livello di ambizione – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia”.
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Pannella
La questione demografica, ovvero la tragicamente “scomoda” verità

“Un pasto che comprenda carne e latticini – secondo una recente inchiesta della quale ha dato grande risalto, addirittura in prima pagina, il quotidiano francese Le Monde – equivarrebbe, in quanto a emissioni di gas serra, a 4.758 chilometri percorsi in automobile, rispetto ai 629 km di un pasto che faccia a meno di carne e latticini”, così Pannella.
“La Fao calcola che il 18 per cento delle emissioni totali di gas serra sia dovuto all’allevamento. E il consumo medio per un abitante del pianeta, oggi pari a 28 chili di carne l’anno, passerà a 37 chili nel 2030. Sono numeri significativi soprattutto alla luce del fatto che tra 40 anni saremo più di 9 miliardi. Eppure, a fronte di tutto questo, tanto il primo Al Gore (quello de “Una scomoda verità” per intenderci), tanto i leader mondiali riuniti a Copenaghen, preferiscono l’ostracismo e la censura”.
“Al concepire liberamente con intelligenza e responsabilità – continua Pannella- si risponde con le sacralizzazioni “etiche” di materiali processi biologici, che investono in modo ossessivo gameti, zigoti, embrioni, etc., attribuendo loro “la dignità” di persone. Anche in quasi un secolo di potere comunista sovietico, come d’altronde in altri regimi totalitari, il richiamo al necessario numero in nome della necessaria potenza si è imposto. E poi quel richiamo, con la stessa violenza autoritaria, si è precipitosamente convertito, nel caso del regime cinese per esempio, nella predicazione della compressione forzata delle nascite”.
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Come sopravvivere allo sviluppo
INTERVISTA DI DAVIDE TURRINI A SERGE LATOUCHE

Da Liberazione

«Alcuni anni fa, sopravvivere allo sviluppo era un problema che interessava solo il Sud del mondo, il Nord voleva sviluppare il Sud e occidentalizzarlo, ma altro non era che il proseguimento della colonizzazione con altri mezzi a cui va aggiunta la relativa distruzione delle identità culturali e del tradizionale saper fare. Oggi, invece, tocca a noi occidentali: la distruzione della biosfera, la globalizzazione che altro non è che la mercatizzazione del mondo, quel gioco al massacro che porta ad abbassare i salari degli operai del Nord per renderli concorrenziali con quelli cinesi, altro non sono che elementi che compongono, paradossalmente, l’impossibile concetto di sviluppo sostenibile. Mentre io ritengo che l’unica soluzione stia nella società della decrescita economica».
“Questa non è l’elemento simmetrico della crescita, nemmeno una teoria economica. E’ una parola d’ordine, uno slogan per gridare un forte “basta” al discorso dell’ideologia economicista. Dobbiamo abbandonare il credo insensato del crescere per crescere che ha come solo obiettivo il profitto per i detentori del capitale. La crescita ha materialmente un limite.
Vi faccio un esempio: a un litro di petrolio corrispondono 5 metri cubi di foresta. A questo ritmo i 12 miliardi di ettari ancora utilizzabili nel giro di ben poco tempo si esauriranno; per non dire che le riserve di petrolio potranno bastare soltanto per altri 30 anni. Allo stesso tempo, però, basta un semplice rallentamento nel tasso di crescita per far cadere la società nello sconforto, con relativo abbandono dello stato assistenziale.
Ecco perché suggerisco di uscire da questo circolo vizioso della crescita che è destinata a esaurirsi molto presto e perché condanno anche tutta la sinistra istituzionale, oramai diventata socialiberista, che non osa uscire dal paradigma tradizionale della società della crescita.
Questa sorta di ateismo contro la religione dell’economia e dello sviluppismo prende le mosse dallo scollegamento del benessere dalla crescita economica, cioè far crescere il benessere diminuendo progressivamente il pil e drasticamente i costi negativi dei corollari della crescita, o ancor meglio: far decrescere il Ben-Avere statistico per migliorare il Benessere vissuto.
La base di questo percorso sarebbe internalizzare gli effetti esterni, ovvero far pagare alle imprese i costi che fanno sopportare ai clienti, agli operai e alle generazione future: dalle spese per la pubblicità (le spese pubblicitarie con 500 miliardi di dollari all’anno sono al 2° posto dei bilanci mondiali dopo i costi per gli armamenti), ai costi di spostamento di uomini e merci per il commercio che provoca insensato inquinamento.
In primo luogo dobbiamo deeconomicizzare il nostro immaginario, che oggi ha assimilato come unici valori della vita il denaro e il guadagno; riconcettualizzare il valore di povertà, un elemento dignitoso che abbiamo trasformato in qualcosa di vergognoso; rilocalizzare le attività produttive e ritrovare la saggezza del senso del luogo e del vivere localmente; ridurre l’orario di lavoro per tutti, creando meno disoccupazione e un cambiamento di valori che ci porta a rivalutare, come gli antichi, l’ozio; infine smetterla con l’assistenzialismo delle ong, reintroducendo i valori propri alle popolazioni del Sud del mondo.
Tutti, dai politici agli economisti, sanno del rischio che stiamo correndo. Basta vedere gli effetti di quella che io definisco la pedagogia delle catastrofi (basterebbero le spese folli per la suina o l’aviaria). E poi abbiamo bisogno di utopia, nel senso forte della parola, perché questi cambiamenti sono assolutamente possibili se solo lo vogliamo. Credo che la decrescita economica sia una scommessa dove la ragione, assieme alla necessità umana, porterà a democrazie locali ed ecologiche, piuttosto che al suicidio.
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Per il nostro inchiavardato e artificiale pontefice… (e se oggi questo pomposo e superbioso Ratzinger si incontrasse con Iesus?)
… come la storia si ripete e nel suo peggio si allarga e riecheggia..! B come Mussolini. Le folle trionfalistiche e dementi come allora. UN papa che distrugge Vaticano II e rinnova l’Inquisizione e i patti col fascismo…!
Ma cosa poi ci dovremmo aspettare da una Chiesa che prima sospende e spia Padre Pio, poi fa santo Escrivà, il fondatore dell’Opus dei, e Pio XII, il grande sordo-cieco dell’olocausto?
Per il vostro spasso un più giovane Dario Fo che fa Bonifacio VIII

www.youtube.com/watch?v=NUW3-fn0iqE
www.youtube.com/watch?v=oXhtjDBKE-Y
www.youtube.com/watch?v=NUW3-fn0iqE&hl=it_IT&fs=1&
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Via Craxi? Magari!

Travaglio
Al momento della morte, gennaio del 2000, Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato 3 condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in 1° grado prescritta in appello per All Iberian; 3 rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.
Nella caccia ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie).
Nessun finanziamenti per il Psi. Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su 4 conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. “Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione – è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.
Su Constellation Financiere e Northern Holding – conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati – riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.
Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”.
Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi.
Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi.
Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi?
“Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”.
Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.
Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? “Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”.
Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti”.
Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba).
E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? “Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”.
Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico.
E il resto?
Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair AlKatheeb” e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo – spiega Raggio – al clima poco favorevole creatosi a Milano”.
Anche Bobo, a suo modo, esule.
Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. “Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.
..
E noi ci dovremmo svergognare davanti a tutta l’Europa riportando in auge un simile delinquente? E dobbiamo vedere la figlia di Craxi intervistata dall’Annunziata come fosse un personaggio politico? O dobbiamo stare a sentire in tv quell’imbecille del figliolo? O sentire l’emerito Frattini che annuncia un pellegrinaggio commemorativo ad Hammamet?
E la Moratti ha anche la faccia di voler titolare una strada di Milano al più grande ladrone pubblico che mai abbia avuto l’Italia? Il brevettatore del sistema delle tangenti? Quello che ha fatto dello Stato una seconda mafia del pizzo! E un terzo degli italiani intendono perpetuare questa mafrina dell’uso privato di beni pubblici immortalando il pupillo di Craxi, quel B che sta rovinando l’Italia?
Ma questo non è un paese, è una manica di psicolabili e menzogneri profittatori!
Viviana
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Forleo, morte dei genitori: il fascicolo e’ scomparso

Brindisi. Il fascicolo contenente gli atti di indagine relativi alla morte dei genitori del magistrato francavillese Clementina Forleo… …custodito presso gli uffici del Tribunale di Brindisi, è scomparso. Non se ne ha più traccia.
Il misterioso smarrimento, se di questo si tratta, è venuto a galla martedì scorso in occasione della prima udienza del processo imbastito per fare luce sull’incidente che il 28 agosto del 2005 costò la vita al 77enne Gaspare Forleo e alla consorte Stella Bungaro.
I coniugi rimasero uccisi nello schianto con una seconda auto all’altezza dell’incrocio fra la strada consorziale “Visciglie” e la provinciale Sava Francavilla Fontana.
Se la cavarono i conducenti di entrambe le vetture: l’ex marito di Clementina Forleo Giuseppe Franzoso e il medico tarantino Salvatore De Bellis.
Dopo anni di indagini, accuse e sospetti, proscioglimenti e appelli, la vicenda martedì mattina è approdata a dibattimento. Nell’occasione giudici e difensori avrebbero dovuto prendere contezza degli atti, prima di entrare nel vivo del processo che vede quali unici imputati per omicidio colposo: l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Francavilla Fontana Antonio Pescatore, e il medico Salvatore De Bellis. Invece non se n’è fatto più nulla.

www.antimafiaduemila.com/content/view/23408/48/
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I testimoni in carcere dei massacri dei secondini che misteriosamente muoiono
Fascicoli di tentati omicidi che spariscono
Quadri di valore inestimabile che tizi sotto indagine per truffe megagalattiche riescono a vendere impunemente
Beni sequestrati alla mafia che sono rivenduti alla mafia
Patrimoni mafiosi che vengono ‘ripuliti’ dallo stato
Pentiti con confessioni bomba che non vengono nemmeno presi in considerazione
Processi che si estinguono
Assassinii sempre in carcere che vengono ‘archiviati’
Rapimenti, stragi e spionaggi di massa su cui non è possibile indagare perché ‘c’è il segreto di stato’
poliziotti omicidi e torturatori che vengono ‘promossi’
Spie smascherate che continuano imperterrite a dire il falso sui giornali o in tv
Legittimi impedimenti invocati dai peggiori per delinquere impunemente
Impunità e omertà diffuse a caste
Depenalizzazione dei reati finanziari
Membri di Confindustria che ritengono ‘utile’ lo scudo fiscale
Ladri pubblici inveterati a cui si dedicano pubbliche strade
Narcotrafficanti assassini additati a eroi alla società civile
Pluriassassini che vengono seppelliti in basiliche
Papi che patteggiano con presidenti per liberare preti pedofili

Io non riesco nemmeno a respirare…
..
Una bella storia
Mandata da Leo

Le tre domande, di Lev Tolstoj
Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:
• Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
• Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
• Qual è la cosa che più conta sopra tutte?
L’imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una lauta ricompensa. Subito si presentarono a corte numerosi aspiranti, ciascuno con la propria risposta.
Riguardo alla prima domanda, un tale gli consigliò di preparare un piano di lavoro a cui attenersi rigorosamente, specificando l’ora, il giorno, il mese e l’anno da riservare a ciascuna attività. Soltanto allora avrebbe potuto sperare di fare ogni cosa al momento giusto.
Un altro replicò che era impossibile stabilirlo in anticipo; per sapere cosa fare e quando farlo, l’imperatore doveva rinunciare a ogni futile svago e seguire attentamente il corso degli eventi.
Qualcuno era convinto che l’imperatore non poteva essere tanto previdente e competente da decidere da solo quando intraprendere ogni singola attività; la cosa migliore era istituire un Consiglio di esperti e rimettersi al suo parere.
Qualcun altro disse che certe questioni richiedono una decisione immediata e non lasciano tempo alle consultazioni; se però voleva conoscere in anticipo l’avvenire avrebbe fatto bene a rivolgersi ai maghi e agli indovini.
Anche alla seconda domanda si rispose nel modi più disparati. Uno disse che l’imperatore doveva riporre tutta la sua
fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero e ai monaci; c’era chi gli raccomandava i medici e chi si pronunciava in favore dei soldati.
La terza domanda suscitò di nuovo una varietà di pareri. Alcuni dissero che l’attività più importante era la scienza. Altri insistevano sulla religione. Altri ancora affermavano che la cosa più importante era l’arte militare.
L’imperatore non fu soddisfatto da nessuna delle risposte, e la ricompensa non venne assegnata.
Dopo parecchie notti di riflessione, l’imperatore decise di andare a trovare un eremita che viveva sulle montagne e che aveva fama di essere un illuminato.
Voleva cercarlo per rivolgere a lui le tre domande, pur sapendo che l’eremita non lasciava mai le montagne e riceveva solo la povera gente, rifiutandosi di trattare con i ricchi e i potenti.
Perciò, rivestiti i panni di un semplice contadino, ordinò alla sua scorta di attenderlo ai piedi del monte e si arrampicò da solo su per la china in cerca dell’eremita.
Giunto alla dimora del sant’uomo, l’imperatore lo trovò che vangava l’orto nei pressi della sua capanna. Alla vista dello sconosciuto, l’eremita fece un cenno di saluto col capo senza smettere di vangare. La fatica gli si leggeva in volto. Era vecchio, e ogni volta che affondava la vanga per smuovere una zolla, gettava un lamento.
L’imperatore gli si avvicinò e disse: “Sono venuto per chiederti di rispondere a tre domande: qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare? Qual è la cosa che più conta sopra tutte?”.
L’eremita ascoltò attentamente, ma si limitò a dargli un’amichevole pacca sulla spalla e riprese a vangare. L’imperatore disse: “Devi essere stanco. Su, lascia che ti dia una mano”.
L’eremita lo ringraziò, gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare. Dopo aver scavato due solchi, l’imperatore si fermò e si, rivolse all’eremita per ripetergli le sue tre domande. Di nuovo quello non rispose, ma si alzò e disse, indicando la vanga: “Perché non ti riposi? Ora ricomincio io”.
Ma l’imperatore continuò a vangare. Passa un’ora, ne passano due. Finalmente il sole comincia a calare dietro le montagne. L’imperatore mise giù la vanga e disse all’eremita: ”Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta ti prego di dirmelo, così me ne ritorno a casa mia”.
L’eremita alzò la testa e domandò all’imperatore: “Non senti qualcuno che corre verso di noi?”
L’imperatore si voltò. Entrambi videro sbucare dal folto degli alberi un uomo con una lunga barba bianca che correva a perdifiato premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. L’uomo puntò verso l’imperatore, prima di accasciarsi al suolo con un gemito, privo di sensi.
Rimossi gli indumenti, videro che era stato ferito gravemente. L’imperatore pulì la ferita e la fasciò servendosi della propria camicia che però in pochi istanti fu completamente intrisa di sangue. Allora la sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l’emorragia non si fu fermata.
Alla fine il ferito riprese i sensi e chiese da bere. L’imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d’acqua fresca. Nel frattempo, il sole era, tramontato e l’aria notturna cominciava a farsi fredda. L’eremita aiutò l’imperatore a trasportare il ferito nella capanna e ad adagiarlo sul suo letto.
L’uomo chiuse gli occhi e restò immobile. L’imperatore era sfinito dalla lunga arrampicata e dal lavoro nell’orto. Si appoggiò al vano della porta e si addormentò. Al suo risveglio, il sole era già alto. Per un attimo dimenticò dov’era e cos’era venuto a fare.
Gettò un’occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito. Alla vista dell’imperatore si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro: “Vi prego, perdonatemi”.
“Ma di che cosa devo perdonarti? – rispose l’imperatore.
“‘Voi non mi conoscete, maestà, ma lo vi conosco. Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché nell’ultima guerra uccideste mio fratello e vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell’eremita decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e uccidervi. Ma dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare. Ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e mi ha ferito. Per fortuna sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui. Se non vi avessi incontrato, a quest’ora sarei morto certamente. Volevo uccidervi, e invece mi avete salvato la vita! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono.”
L’imperatore si rallegrò infinitamente dell’inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito.
Ordinò alla sua scorta di riaccompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell’eremita. Prima di ritornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per l’ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.
L’eremita si alzò e guardò l’imperatore. “Ma le tue domande hanno già avuto risposta”.
“Come sarebbe? – chiese l’imperatore perplesso.
“Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me. Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io e la cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita.
Ricorda che c’è un unico momento importante: questo.
Il presente è il solo momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone?
La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita.”
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Cara Viviana, l’oligarchia mafiosa al potere, essendo appunto al potere, ha evidentemente anche quello di controllare l’informazione, cioè quello di far sapere o non far sapere quello che gli fa comodo !!

    E’ chiaro a tutti che il segreto di stato si appone sempre per coprire responsabiltà eccellenti, che se rese note, in un regime mafioso, scatenerebbero una spirale di rivelazioni e/o ricatti, che destabilizzerebbero l’intero establishment dalle fondamenta !!

    Non a caso un tipo come De Gennaro, sic stantibus rebus, continua a navigare con successo anche nell’alternarsi di governi di qualsiasi colore ed orientamento !!!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 5, 2010 @ 10:40 am | Rispondi

  2. ……Parrocchie??? Perche’ per un’iniziativa cosi altamente lodevole si citano le “parrocchie”?? Non esistono forse tanti volontari che ben volentieri dedicano tempo, energie e anche qualche tangibile offerta nei confronti di iniziative di questo genere? Ottimo l’accenno alle municipalita’, ma per cortesia…le parrocchie!! A me invece verrebbe da dire che restituissero il maltolto intascato dagli abbuoni che il clero riceve sotto forma di imposte non dovute….che potrebbe essere elargito per iniziative di questo tipo. Prima di citare le parrocchie o le altre opere di caritativa che il clero normalmente svolge bisognerebbe leggere con estrema attenzione l’articolo che il sempre ottimo Paolo De Gregorio ha postato pochi passi piu’ sotto e si avra’ una idea chiara di quale cattiva medicina il clero sempre ci propone.

    Un radicale

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 6, 2010 @ 4:50 am | Rispondi

  3. Non so che farci, al momento alcune parrocchie sono gli unici posti dove si fanno queste raccolte, cibo o abiti. Occorre un ambiente, una stanza, un locale e i centri sociali sono pochi e hanno poco posto oppure non si interessano al problema. I volontari ci sono ma non possono fare le raccolte di cibo o oggetti a casa loro, non ti pare? Avercela con i preti in modo pregiudiziale non è sano, è fazioso. Ce ne sono che fanno cose buone. Non si possono fare accuse in massa. Scusami ma detesto questi atteggiamenti di parte che ignorano i fatti. La realtà è fatta così: è un miscuglio di bene e di male e bene e male ci sono ovunque, non si può separare il bene di qua e il male di là in base a steccati o a pregiudizi. E dunque ci sono preti buoni e suore buone così come ci sono preti cattivi e suore cattive.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 6, 2010 @ 4:51 am | Rispondi

  4. ok al sito ed ai commenti di Viviana

    Claudio
    de Il canocchiale

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 7, 2010 @ 2:19 pm | Rispondi


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