Nuovo Masada

gennaio 4, 2010

MASADA n° 1063. 3-1-2010. Il sacco dello Stato

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:50 am

Con l’appoggio di D’Alema – E la Lega sempre in testa – Bicamerale bis – Lo svuotamento degli organi costituzionali – Il monopotere – L’informazione censurata – Privatizzazione a go go – Per cominciare la difesa e la protezione civile – A seguire le carceri e la sanità – Inciuci in famiglia – Premiando Craxi e company – E chi se ne frega dei poveri? – O dell’ambiente – Intanto si tagliano le pensioni – E avanti con nucleare – Per un bellissimo sacco dello Stato

Giovanni

C’era una vorta un Re che dar palazzo
mannò fora a li popoli st’editto:
“Ioo sò io, e voi nun zete un caxxo,
sori vassalli buggiaroni, e zitto.
Io fo dritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a tutti a un tant’er mazzo”

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Mariapia
Per migliorare la vita politica e civile dell’Italia, come ha detto il Presidente Napolitano serve: abbassare i toni, calmare gli animi e migliorare la mira.”
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Enrico Peyretti
“Il clima razzista sordo, diffuso, grave, fomentato e utilizzato a fini di potere, non è solo un’ingiustizia, ma va a sgretolare le istituzioni e valori irrinunciabili della civiltà giuridica e umana. L’aggressione programmata dell’attuale maggioranza alla Costituzione, contro la democrazia parlamentare e partecipata, a favore del “principato” monarchico e pre-moderno, e del privilegio nazionalistico, è una barbarie. La politica contraria al principio civile della “legge uguale per tutti”, a favore di una immunità personale di Berlusconi dal controllo giudiziario, è una barbarie.”
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Mariapia manda:
L’economia è la scienza che studia come utilizzare e fornire mezzi per la vita agli esseri umani, non per sottrarglieli, ma non sempre ci si intende fra uomini, quindi alcuni fanno confusione e molti non sanno mettere ordine, peccato!”

Enrico Peyretti
Quanto all’azione, io non sono un uomo pratico, e non so organizzare alcunché. Il mio lavoro è soltanto per la circolazione delle idee che mi sembrano giuste e che possono promuovere comportamenti e politiche giuste. Invito il lettore a coordinare con altri sentimenti, idee, pratiche civili. Chi è capace di raccogliere e organizzare iniziative, sempre democratiche e nonviolente, sia personali che collettive, localmente o più ampiamente, farà bene a farlo. L’importante è che ognuno crei sensibilità, in sé e attorno a sé. Dalla sensibilità nascono opere concrete. Non si tratta per nessuno di fare l’ “eroe”, ma ognuno può aiutare l’azione giusta di tanti. Occorre anche il coraggio di disturbarsi.
Credo che ci siano tante energie, buone volontà – dalla cultura della giustizia al volontariato che assiste sul territorio i bisogni primari – che hanno solo bisogno di rafforzarsi nella consapevolezza, nell’appoggio
reciproco e nella collaborazione. L’Italia ne ha bisogno, affinché un afflusso di civiltà umana e solidale arrivi alla politica degenerata o fiacca. “

IL SACCO DELLO STATO
Viviana Vivarelli

Le colpe di D’Alema

Il pasticciaccio Vendola-Emiliano porta il chiaro marchio di D’Alema
E’ il “nuovo” corso di Bersani, il D’Alema 2! D’Alema non ha mai governato per elezione popolare, prima ha preso il potere da solo, ora attraverso Bersani e i suoi patti privati. Chapeau agli elettori delle primarie che ci hanno portato alla bella congrega D’Alema-Bersani-Violante-Finocchiaro-Latorre! Di male in peggio! La rovina che avanza.
Con D’Alema e un B più forte che mai si riparte dalla bicamerale e dall’inciucio del ‘97. Nel ‘97 D’Alema fu eletto presidente della Bicamerale con 52 voti su 70 (quindi con i voti anche di FI e dei centristi del Polo). Già allora il duo D’Alema-B perpetrava la fine dei contrappesi su cui si fonda la democrazia per impedire a ogni potere pubblico di straripare, e voleva l’imbavagliamento della magistratura, il premierato forte con tutti i poteri nelle mani del capo del governo e sua diretta elezione popolare e un federalismo cooperativo di tipo tedesco che fu totalmente ignorato dagli intenti accentratori di B. Furono 8 mesi di lavori con B che alla fine mandò tutto all’aria. D’Alema aveva ceduto su tutti i punti ma a B non bastava. La Lega poteva aver già da allora il suo modello federativo, ma il piano di accentramento assoluto di B è fisiologicamente il contrario di qualunque federalismo di sostanza, tant’è che continua a prendere la Lega per il naso con promesse menzognere mentre di fatto diminuisce poteri e finanze agli enti locali, al punto che, se mai il federalismo sarà fatto (ma gli italiani con referendum non lo hanno bocciato?) sarà uno scheletro vuoto a cui non compete più niente. Ma ai leader della Lega questo non interessa ormai più, rallegrati dalla recente ricchezza, e i loro scopi non sono più quelli proclamati nelle piazze ma le loro privatissime spartizioni con B. Quel potere personale e gradevolissimo è l’unica riforma condivisa per cui la Lega è pronta a distruggere ogni diritto civile e a smantellare quella Costituzione su cui già sputava, di un paese che non ha mai sentito come suo, stretta com’è al territorio tribale e agli egoismi privati.
Insomma uno schifo generale in cui non vediamo che crescere la soperchieria dei potenti, lo strapotere dei criminali, la difesa della Casta e le ruberie impunite di chi governa, nel tacito assenso della Chiesa e con un capo della Repubblica cha ha reso se stesso un inutile orpello.
A questa bella situazione il gruppo D’Alema-Bersani-Violante-Finocchiaro dà il suo sostegno indegno e indecoroso.
L’unica cosa che questa cricca di lestofanti condivide è la spartizione del bottino: furti alla collettività e accentramento di ogni potere nelle mani di pochi ras, con rapido crollo delle regole democratiche, dei diritti civili e delle potestà del popolo sovrano, fino alla gestione massimalista e autoritaria di pochi sotto uno su un malloppo condiviso: uno stato non più democratico ma feudale dove l’imperatore è padrone di tutto e i feudatari maggiori, scelti da lui, nominano i valvassori, una casta e sottocasta che si pongono sopra la legge e il buon senso, incuranti del bene pubblico e della giustizia, mentre sotto di loro muore la sterminata pianura della plebe soggetta ad ogni sopruso e privata di ogni diritto, perfino quello dell’habeas corpus, e la chiesa patteggia indegnamente con l’imperatore spazi e privilegi
Come nel feudalesimo, l’imperatore è padrone di tutto: territorio, terra e acque, fiumi e coste, servizi, vita e morte dei sudditi, diritti e privilegi. Unus ex legibus et super leges, ac perinde deus.
Come nel medioevo, la rinascita può partire solo dai Comuni, non certo quelli vagheggiati dalla Lega, ormai dimentica delle sue finalità di democrazia partecipato (sempre che ci siano state) e deviata sull’odio sterile ai migranti e sull’abuso di piccoli poteri (i divieti nei giardini, la chiusura dei kebab, il no alle moschee), che nell’odio allo straniero e nell’avversione al diverso ha perso ogni progetto politico di democrazia e potere dal basso.
In questo quadro di basso livello, la bestemmia insolente di Brunetta, che auspica l’abolizione dell’intera Costituzione compreso quell’articolo 1 che poggia la nostra repubblica sul lavoro, non suona solo come un lazzo idiota del nano di corte, ma è la campana a morte di una repubblica che sta diventando un sultanato, fondato non sul lavoro ma sui capricci e gli abusi di una razza padrona che non disdegna l’aiuto di assassini e predoni, come un tempo si faceva con eserciti di mercenari che spesso diventavano comprimari.
A questo scempio, consenzienti, i traditori del Pd hanno messo il loro imprimatur.
Il popolo annega nell’inerzia e nell’ignoranza.
Qualche spiraglio potrebbe venire dal web. Ma sul digital divide Prodi e B sono stati pari, vietando che si migliorasse il livello informativo degli italiani, mentre ventilavano censure sul web e maggiori copyright fino alle attuali falsificazioni vergognose su facebook.
Si decide la spesa di capitali scandalosi per comunicazione tipo TAV o ponte di Messina e si ignorano volutamente altre comunicazioni, si finge di non sapere che la crescita di un paese non passa da ponti che collegano deserti o da treni che fanno risparmiare mezz’ore, ma dalla comunicazione delle idee e delle informazioni e dalla crescita della conoscenza e dalla partecipazione consapevole di un popolo alla vita di uno Stato. Anche blocca il web è indice di antidemocrazia.
Ma il potere ama le cattedrali che lo glorificano e odia le critiche lo distruggono.
E governare un popolo di incapaci è molto più facile che gestire una cittadinanza matura e consapevole.
Ramses fa monumenti a se stesso per tenere il popolo schiavo e tiene il popolo nelle condizioni di un analfabetismo cronico dove il faraone è venerato come un dio in modo acritico e fanatico.
Il divario tra chi in Italia usa internet e chi non sa usare i nuovi strumenti informatici separa chi è vittima ignara di qualunque induzione televisiva e chi comincia a stento a liberarsi dalle ipnosi di uno strapotere fine a se stesso
Al posto della banda larga (ultimi in UE) abbiamo l’arrogante dominio di Telecom e il sostegno di ambedue i poli alla conduzione sciagurata di Tronchetti Provera, che da gestore delle comunicazioni trasforma l’azienda in centro di spionaggio e ricatto sui cittadini, e questo da solo basta a dire quanto il regime politico, dx come sx, ha pesato sull’emancipazione degli italiani.
Anche qui la gestione D’Alema è stata portatrice del peggio del peggio, perfetto socio di B.
Il controllo perverso dei media, le censure in rete e la scelta politicamente bypartisan di limitare la banda larga sono tra i mezzi con cui una classe politica indifferentemente scellerata intende mantenere nell’ignoranza un popolo.
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Mammona e l’egocrazia

Ora la minaccia delle riforme incombe sul nostro capo in modo pauroso.
Se il giorno si vede dal mattino, ci imporranno stravolgimenti per un potere sempre più accentrato, svincolato da equità e democrazia, indifferente a ogni crisma di diritto civile, col frenetico smantellamento della Costituzione, addirittura assieme a una opposizione vile e rinnegata, già pronta a prostrarsi di fronte a un potere assoluto, finché Mammona regnerà su tutto.
Mammona è la plutocrazia, il governo dei ricchi, e, poiché le leggi sono state congegnate in modo da alimentare la ricchezza dei peggiori (mafiosa, confindustriale e finanziaria), ciò caratterizzerà la qualità della classe regnante: criminali, assassini, corruttori, ladri e truffatori.
Abbiamo la furia devastatrice di un capo azienda, arrivato al potere con mezzi inconfessabili e illeciti, che tratta lo Stato come sua proprietà in cui egli solo deve massimare gli utili pro domo sua e non si curerà molto dei diritti delle persone o del rispetto delle cose, spinto com’è d intendi di mera predazione.
Ha cominciato con lo svuotare tutti gli organi e mezzi di contrappeso, di controllo, equilibrio e democrazia.
Nullificazione del potere parlamentare, pur essendo il Parlamento il massimo organo di rappresentanza della sovranità popolare, fino al fatto, mai visto, di un Parlamento che viene chiuso per 15 giorni per inutilità.
Svuotamento della Corte dei Conti che non potrà più bloccare gli sperperi dello Stato e le leggi senza copertura finanziaria.
Annientamento delle forze di polizia che possono sì arrestare i colpevoli ma se li vedranno poi liberati da un sistema di leggi create per favorire il crimine.
Riduzione del fisco a sistema per far arricchire i più ricchi e tenere asserviti i più poveri al di fuori di qualunque criterio di giustizia e democrazia sociale.
Distruzione del sistema processuale a strumento spuntato e inefficace che gratifica i plutocrati per seviziare i miseri.
Tentativo di nullificare la Corte Costituzionale per la distruzione finale della Costituzione e la formazione di leggi ad arbitrium del principe.
Tentativo di delegittimare la Magistratura che da arma di lotta contro il crimine deve diventare arma del Principe contro i sui nemici privati.
Nullificazione dei poteri degli enti locali affinché sopravvivano solo come involucri vuoti.
Nullificazione delle forze sindacali mediante smembramento e cooptazione.
Controllo assoluto dei media…
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Digital divide

Il sacco dello Stato è sotto gli occhi di tutti e le forze che possono opporsi sono ancora deboli e sparpagliate e non hanno grande possibilità di espansione a causa di un popolo italiano per un terzo analfabeta e per due terzi insipiente.
Quando in un paese l’informazione di massa viene da una televisione ‘proprietaria’ che sparge ipnosi e falsità, da media embedded gestiti da membri di Confindustria e succubi delle manipolazioni del mercato e dai desideri di chi ha più capitale e impone la sua pubblicità, quando chi vota lo fa su vaghe impressioni fondate su slogan ripetuti e una pesante induzione di massa, se non addirittura su imposizioni mafiose, quando l’ideologia e la cultura sono sostituite dalla pubblicità e dalla propaganda, mancano le basi primarie per una democrazia, che richiede quanto meno elettori informati e consapevoli.
Il territorio nazionale non è nemmeno coperto da tutti i canali tv, mancano quasi dappertutto Rai3 e Lasette. La radio in certe regioni ha bande di ricezione limitate ai canali locali. I pochi giornali nei bar o luoghi pubblici sono giornalucoli locali che abituano la gente a visioni ristrette e arcaiche di piccolo territorio, in un mondo che è globale malgrado loro.
La distruzione della scuola è sotto gli occhi di tutti. Da quella che era una delle scuole di formazione e di cultura migliori del mondo, si sta andando rapidamente verso una porta di analfabeti che non sanno nemmeno scrivere in modo corretto, non sanno capire quello che leggono e leggono infine solo sms.
Della ricerca e delle università nemmeno a parlarne. I tagli del governo hanno prodotto una crisi che col tempo diventerà disastrosa, cacciando le risorse migliori e premiando i fedeli di corte, con la trasformazione del progresso in piaggeria.
E’ vero che chi impara a muoversi su internet acquisisce una visione più ampia e si libera dalle induzioni della Casta, ma 7 milioni di italiani non hanno la banda larga e il 45% degli italiani non usa internet. Siamo l’ultimo paese d’Europa.
In fatto di digital divide né Prodi né B hanno avuto interesse a migliorare il livello informativo degli italiani, mentre entrambi hanno ventilato censure su internet e maggiori copyright fino alle attuali falsificazioni vergognose su facebook.
Si decide la spesa di capitali scandalosi per comunicazione tipo TAV o ponte di Messina, ma si ignorano volutamente altre comunicazioni, si finge di non sapere che la crescita di un paese non passa da ponti che collegano deserti o da treni che fanno risparmiare mezz’ore, ma dalla comunicazione delle idee e delle informazioni e dalla crescita della conoscenza e dalla partecipazione consapevole di un popolo alla vita di uno Stato.
Ma il potere ama le cattedrali che lo glorificano e odia le critiche lo distruggono.
E governare un popolo di incapaci è molto più facile che gestire una cittadinanza matura e consapevole.
Ramses fa monumenti a se stesso per tenere il popolo schiavo e tiene il popolo nelle condizioni di un analfabetismo cronico dove il faraone è venerato come un dio in modo acritico e fanatico.
Il divario tra chi in Italia usa internet e chi non è in grado di gestire i nuovi strumenti informatici separa chi è vittima ignara di qualunque induzione televisiva e chi comincia a stento a liberarsi dalle ipnosi di uno strapotere fine a se stesso.
Al posto della banda larga (ultimi in UE) abbiamo avuto l’arrogante dominio di Telecom e il sostegno di ambedue i poli alla conduzione sciagurata di Tronchetti Provera, che da gestore delle comunicazioni ha trasformato l’azienda in centro di spionaggio e ricatto sui cittadini, e questo da solo basta a dire quanto il regime politico, dx come sx, ha pesato sull’emancipazione degli italiani.
Anche qui la gestione D’Alema è stata portatrice del peggio del peggio, in perfetta continuità con B.
Il controllo perverso dei media, le censure in rete e il piano politicamente bypartisan delle limitazioni sulla banda larga sono tra i mezzi con cui una classe politica indifferentemente scellerata intende mantenere nell’ignoranza un popolo per impedire il suo progresso culturale e civile.
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Crescono le privatizzazioni

Per quanto il neoliberismo sia fallito ovunque e abbia aumentato la miseria del mondo, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza del pianeta, in Europa si marcia a pieni giri verso un neoliberismo ancora più devastante che vende tutto il vendibile, anche il lavoro o la vita umana, in modo da massificare l’accentramento di ricchezza nelle mani di pochi squali, e in Italia con Berlusconi assistiamo a uno scempio ancora maggiore in cui una casta di pochi privilegiati tenta di far cassa a spese di tutto l’esistente. E questa dissoluta sx, fino adesso, ha marciato nello stesso identico senso.
Privatizzazione dei telefoni.
Privatizzazione della rete elettrica.
Privatizzazione in alcune parti del paese del sistema di riscossione delle tasse o delle bollette.
Privatizzazione della rete autostradale.
Privatizzazione di fatto delle frequenze televisive.
Privatizzazione dell’acqua e del sistema di depurazione delle acque.
Ultime arrivate, con Berlusconi, la privatizzazione dell’esercito.
E quella della Protezione civile.
Riuscite a immaginare qualcosa di più devastante e contro natura di un paese a costante rischio idrogeologico come l’Italia, per di più rovinato dalle opere scellerate di imprenditori sciagurati, che privatizza persino la difesa del proprio territorio, consegnandolo a quelle stesse società che hanno già rovinato tutto quello che hanno toccato?
Le prossime mete dello scellerato Berlusconi e degli sciagurati, anche nell’opposizione, che lo stanno a imitare saranno le privatizzazioni delle carceri (all’uso americano), delle scuole (per darle in pasto alla pubblicità del mercato e ai gruppi privati religiosi), delle ferrovie, e della sanità.
Quando la sanità italiana, che era un tempo la migliore del mondo, diventerà come quella americana prima di Obama, quando decine di milioni di italiani non potranno nemmeno operarsi di una appendicite, forse questi laudatori senza cervello di B si sveglieranno dal loro sonno di morti viventi, ma sarà troppo tardi.
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La Lega fedele e perversa

Ecco in che consistevano le ‘grandi riforme’ di Berlusconi! Dare ancora più poteri a se stesso!
E ancora si blatera in modo becero sulle ‘riforme’!?
E la Lega è lì fedelmente prona ai desideri di Berlusconi per trasformare questo paese non in un federalismo ma in una dittatura!!!!
Nessuno come i leghisti ha fatto una corsa tanto rapida e scellerata per unirsi alla corruzione, allo strapotere, alla depredazione dello stato
Dalle piazze che ululavano contro Berlusconi all’abbraccio mortale con lui
Dalla lotta alla mafia al valido sostegno
Da Roma ladrona a Roma inciuciata e spartitoria
Dai culti di Odino all’esaltazione delle radici cristiane
E ora abbiamo l’incesto della pura razza celtica con i furfanti della casta
Dai valori della famiglia alle escort con contorno di coca
Ogni male e ogni vizio che agli inizi è stato condannato, è stato poi prontamente assimilato e riproposto in peggio.
Nulla più dell’ipocrisia della Lega può essere più ributtante.
E quella piazza cieca e xenofoba che aborrisce i diversi dovrebbe oggi riflettere su quanto la Lega di oggi è diversa dalla Lega di ieri.
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A quando la privatizzazione della sanità?

La privatizzazione della sanità da parte di Berlusconi è una minaccia affatto peregrina.
La nostra sanità che ancor oggi con tutti i tagli gli appesantimenti delle ultime Finanziarie, resta una delle migliori d’Europa con Berlusconi rischia grosso.
Indici inquietanti: il fatto che non si sia nemmeno degnato di nominare un ministro della Sanità, il modo con cui si sia accodato a quella grande truffa pro multinazionali del farmaco che è stata la suina, il fatto che lui sia proprietario di una delle maggiori assicurazioni italiane, i continui tagli delle finanziarie, la chiusura che è continuata da Prodi in poi dei piccoli ospedali, la sottrazione della Sanità alle regioni, l’appesantimento della burocrazia che di fatto dovrebbe rendere sempre più difficile l’accesso a cure pubbliche o a sussidi sanitari, la protezione di fatto agli abusi che si sono avuti nella gestione regionale della sanità, sia col processo breve e le varie prescrizioni che manderanno liberi assassini come i chirurghi del santa Rita, sia con la protezione a personaggi come Formigoni o Storace che hanno usato la sanità come base di potere personale.
Forse gli italiani non si rendono nemmeno conto cosa voglia dire consegnare la sanità legata mani e piedi in mano alle assicurazioni private come in USA e cosa vuol dire creare quell’ulteriore divario tra ricchi e poveri che si avrebbe eliminando la sanità pubblica.
Ma nelle riforme di Berlusconi il welfare deve solo sparire.
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Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni
Gianluca de Feo
Espresso

Si spenderà oltre 3 miliardi l’anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico.
Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. E’ una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria, che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio
d’amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari
dell’opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. “Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all’Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d’affari”, chiosa il senatore pd Gianpiero Scanu.
Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto: una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d’amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l’ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali. In più si metterà nel portafogli un patrimonio di immobili ‘da valorizzare’ pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. Ma questa Spa avrà altre prerogative abbastanza singolari. Ed elettrizzanti. Potrà costruire centrali energetiche d’ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà
possibile piazzare di tutto. Bruciare spazzatura o installare reattori atomici? Signorsì! Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali. Comuni, province e regioni resteranno fuori dai
reticolati con la scritta ‘zona militare’, utilizzati in futuro per difendere ricchi business. Infine, la Spa si occuperà di ‘sponsorizzazioni’. Altro termine vago. Si useranno caccia, incrociatori e carri armati per fare pubblicità? Qualunque ditta è pronta a investire per comparire sulle ali delle Frecce Tricolori, che finora hanno solo propagandato l’immagine della Nazione. Ma ci saranno consigli per gli acquisti sulle fiancate della nuova portaerei Cavour o sugli stendardi dei reparti che sfilano il 2
giugno in diretta tv?
Lo scippo. Quali saranno i reali poteri della Spa non è chiaro: le regole verranno stabilite da un decreto di La Russa. Perché dopo oltre un anno di dibattiti, il parto è avvenuto con un raid notturno che ha inserito cinque articoletti nella Finanziaria. “In
18 mesi la maggioranza non ha mai voluto confrontarsi. Noi abbiamo tentato il dialogo fino all’ultimo, loro hanno fatto un blitz per imporre la riforma”, spiega Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa: “I tagli alla Difesa sono un
dato oggettivo, dovevano essere la premessa per cercare punti di convergenza. La tutela dello Stato non può avere differenze politiche, invece la destra ha tenuto una posizione di scontro fino a questo scippo inserito nella Finanziaria”.
Non si capisce nemmeno quanti soldi verranno manovrati dalla holding. Difesa Servizi gestirà tutte le forniture tranne gli armamenti, che rimarranno nelle competenze degli Stati maggiori. Ma cosa si intende per armamenti? Di sicuro cannoni, missili, caccia e incrociatori. E gli elicotteri? E i camion? E i radar e i sistemi
elettronici? Quest’ultima voce ormai rappresenta la fetta più consistente dei bilanci, perché anche il singolo paracadutista si porta addosso una serie di congegni costosissimi. La definizione di questo confine permetterà anche di capire se questa privatizzazione può configurare un futuro ancora più inquietante: una sorta di
duopolio bellico. Finmeccanica, holding a controllo statale che ingaggia legioni di ex generali, oggi vende circa il 60 per cento dei sistemi delle forze armate. E a comprarli sarà un’altra spa: due entità alimentate con soldi pubblici che fanno affari privati.
Con burattinai politici che ne scelgono gli amministratori. All’orizzonte sembra incarnarsi un mostro a due teste che resuscita gli slogan degli anni Settanta. Ricordate? ‘L’imperialismo del complesso industriale-militare’. Un fantasma che improvvisamente si materializza nell’opera del governo B.
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SALDI
Viviana Vivarelli

Viviamo in un’epoca senza senso, raccontata da un branco di idioti, pagati da una cricca di furboni, per un pubblico di non pensanti.

Titolo a 8 colonne su un giornale di oggi:
“Saldi: previsti 6 miliardi di guadagno, ma potrebbero essere 3. Confcommercio teme un grande flop”.

Ecco tutte le posizioni possibili, contro il principio aristotelico di non contraddizione
Sì, forse, no; a scelta!
Le vendite natalizie, contro ogni strombazzato trionfalismo, hanno segnato un meno 15%.
Ieri era domenica, città deserta e tutti i negozi chiusi, può essere che qualche grandefirma del centro fosse aperta con qualche cliente in attesa. Da qui a far esplodere come prima notizia quella della ressa davanti ai negozi (ma quali? ma quanti?)ci sono km di credibilità.
Tutto è spot, siamo in una cultura del mercato e il mercato è apparenza.
Ma un tg serio dovrebbe essere una cosa diversa da uno spot o no?
D’altronde l’Italia è divisa in due: chi le tasse non le paga e chi le paga, chi ha utli denunciati e chi no, chi ha i soldi che gli escono dalle orecchie e chi non arriva a fine mese, e poi c’è anche chi è disoccupato, sta su un tetto o ha la pensione al minimo e con la social card di Tremonti di resse davanti alle grandifirme ne fa poche. Il prossimo anno la povertà in Italia toccherà il picco, alla faccia di B che dice che la crisi è alle spalle. 7 milioni e mezzo di poveri totali, quasi il 13% della popolazione Il 10,3% di disoccupati. E gli analisti dicono che nel 2010 raddoppieranno perché il peggio deve ancora arrivare, anche se il Papa dice di credere solo in Dio e non agli economisti. E B a che pensa? Al premierato forte!
Quanti disoccupati fanno ressa davanti alle grandifirme del centro? Quanti licenziati? L’articolo non lo dice. Il giornale è di Confindustria che vuole una informazione pubblicitaria. Pubblicità! Siamo ridotti a questo. Come ai tempi di Mussolini quando 10 vacche ben presentate sembravano 3000 e un maestro di provincia doveva sembrare un imperatore.
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Inciuci in famiglia
Cesare Beccaria

La sera, il Ministro della salute Maurizio Sacconi rientra a casa.
Si siede a tavola. Accanto a sé la moglie, Enrica Giorgetti. Trascurando i dialoghi privati tra i due, è credibile che parleranno anche di questioni legate al lavoro di ognuno? Sì. Bene. Ma se lui dirige un Ministero, quello della salute, e lei è Direttore Generale di Farmindustria che rappresenta, diciamo, tutte le aziende farmaceutiche italiane, la conversazione tra moglie e marito assume contorni inquietanti? Sì.
Il Ministero della salute stabilisce, attraverso la AIFA (Agenzia italiana farmaci), i prezzi dei farmaci ma anche quali farmaci ritirare dal commercio e quali no e anche, per restare all’attualità, se rendere obbligatorio il vaccino contro il virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) oltre che per le fasce, cosi dette a rischio, anche a soggetti tra i 2 e i 27 anni per un totale di 15,4 milioni di persone, considerando che il vaccino prevede due dosi significa che verranno acquistate 48 mln di dosi di vaccino pandemico, stiamo parlando di un giro d’affari che si aggira sui 10 miliardi di dollari e 600 milioni di dosi prenotate per tutto il mondo.
Per restare sull’attualità più stretta, si stanno acquistando circa 48milioni di dosi, un grande affare per le aziende e per Farmindustria che le rappresenta e che, come spiega il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano: “L’acquisto di 48 milioni di vaccini sarà una spesa non indifferente per le già malandate casse dello Stato e addirittura probabilmente inutile. Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non è necessaria. Esiste, certamente una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche».
Tutto questo, premettendo, che non ci sono elementi per dubitare della professionalità della dottoressa Giorgetti, laureata in Giurisprudenza, nominata Direttore generale di Farmindustria che fa capo a Confindustria, dopo essere stata direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade S.p.A. e direttore dell’Area strategica impresa e territorio di Confindustria, ma il fatto che sia moglie del Ministro della salute è un fatto che non garantisce ai cittadini alcuna certezza di imparzialità nella gestione della salute pubblica. Non si può, infatti, trascurare che Farmindustria, che riunisce oltre 200 imprese del farmaco operanti in Italia, nazionali e a capitale estero, è soggetta ai controlli del Ministero della Sanità/ Salute, controlli che vanno da quelli sull’avvio dell’impresa, di natura sanitaria e non sanitaria sugli stabilimenti, ai controlli sul prodotto a quelli sulla sua immissione in commercio e sulla presentazione del prodotto, a quelli sui prezzi, a quello sulla presentazione del farmaco in commercio (etichetta, foglio illustrativo e pubblicità) che riguarda la presentazione al pubblico del prodotto e le sue successive modificazioni ecc…
E mentre in Italia il fatto non è tale da guadagnarsi le prime pagine dei giornali e le aperture dei telegiornali e, di conseguenza di non suscitare l’indignazione di cittadini non informati, all’estero non è così.
Per appurarlo basta leggere la britannica Nature, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche, forse, in assoluto quella considerata, insieme a Scienze, di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale, fondata nel 1869, che il 7 agosto, in un dettagliato articolo dal titolo “Clean hands, please” (Mani pulite, per favore) avverte: “…Per di più le connessioni tra i Ministeri della sanità e del welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette: per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche … Infatti il Governo B ha già manifestato l’inquietante tendenza di permettere a interessi industriali di estendere la loro influenza su agenzie dello Stato”. Nature, che, a differenza di quanto accade nel nostro Paese, dove la memoria viene considerata ingombrante, ricorda che gli scandali nel nostro Ministero della Salute abbiano origini lontane risalendo ai tempi dei De Lorenzo, dei Poggiolini, ecc. “Il Governo”, conclude Nature, “dovrebbe pensare due volte se può essere il caso di riaprire la porta che è stata sbarrata dopo il caso Poggiolini”.
Ma vi siete mai domandati perché in tv appare sempre il viceministro alla salute Fazio ed il Ministro Sacconi no?
Ma è normale che per sapere cosa è avvenuto e cosa ancora avviene in Italia, dobbiamo leggere la stampa estera?
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Dove abiti? In via Craxi
Paolo De Gregorio

Letizia Moratti, sindachessa di Milano (di quelle che ci vogliono più donne in politica), esalta Bettino Craxi paragonandolo a Garibaldi e a Giordano Bruno, e minaccia di intestargli una strada o un giardino della città.
Se questa signora fosse meno ipocrita, invece di inventarsi qualità “eroiche” e inesistenti di un latitante condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione (tangenti ENI-SAI, Metropolitana di Milano, finanziamento illecito ai partiti), potrebbe legittimamente, in un rigurgito di verità, sostenere ciò che è evidente a tutti quegli italiani che ancora usano il cervello, ossia che il “socialista” Craxi è all’origine della ascesa al potere della destra. Egli eliminò Nenni ed i veri socialisti dalla dirigenza del PSI, egli, insieme alla P2, consegnò il monopolio mediatico a Silvio Berlusconi.
Il vero colpo di stato che ci fu in Italia fu questo: la fine di una strategia politica di unità della sinistra, tra Psi e Pci, l’ingresso al governo con i democristiani (la vera destra fino allora) e la consegna con apposita legge Mammì del monopolio mediatico ad un fiancheggiatore del PSI (Silvio Berlusconi), anche egli piduista come la maggior parte dei dirigenti del Psi in quell’epoca.
Questo accadeva sotto il governo Craxi e i risultati di quella politica sono il governo della destra di oggi, e Mestizia Moratti fa bene a ritenersi miracolata da Craxi, è il suo subconscio che glielo impone, e ciò ci dà la certezza che questa riconoscenza così evidente sia una profonda verità, senza dover scomodare strizzacervelli o esperti di lunga navigazione televisiva.
Craxi deve essere paragonato solo a Mussolini, in quanto entrambi provenivano dal partito socialista (oggi finalmente defunto), ed entrambi hanno proficuamente operato per consegnare l’Italia alla destra.
Questa è la sola verità evidenziata dai fatti storici, ma oggi è il tempo delle parole in libertà, dei revisionismi, delle bugie che, ripetute all’infinito dai media (il mantra delle toghe rosse, e l’etichetta di giustizialista a chi chiede giustizia e legalità), diventano verità popolari e consenso elettorale.
Cara Mestizia Moratti, la tua imprudente decisione di voler dedicare una via o un giardino al delinquente Craxi ti proietta autorevolmente nel Ghota della CASTA politica milanese, accanto ai Formigoni, ai Don Verzè, ai dirigenti del PDL che si riconoscono integralmente nei metodi craxiani, ma hanno il grande vantaggio, rispetto al loro predecessore, di non trovare più sulla loro strada un Borrelli o un Di Pietro, ma una bella e democratica riforma della giustizia che darà alla CASTA impunità eterna e tombale, come lo “scudo fiscale” per i capitali sporchi.
Per gli onesti e i difensori della Costituzione c’è l’esile 8% “dipietrista”, assediato da destra e sinistra.
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Una via di Milano dedicata a Craxi e scoppia la polemica. Non si fa attendere la reazione di Antonio Di Pietro: «Io credo che ci sia una distorsione della realtà, attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, responsabile di tanti debiti nelle casse dello Stato nella prima repubblica. Anche oggi continua a essere scambiato per una persona in esilio, in realtà era latitante». Così a CNRmedia.com, si è espresso il leader dell’Italia dei valori. «La differenza tra lui e il suo sodale e amico Berlusconi- continua- è che Craxi per sfuggire alla giustizia è scappato, Berlusconi invece è andato in Parlamento per farsi le leggi che gli servivano per non farsi processare o per non fare risultare i reati che aveva commesso. Con la giustizia non si fa guerra, semplicemente si risponde- continua Di Pietro- invece né lui né il suo successore lo hanno voluto fare». E attacca: «Se proprio vogliono fare una targa scrivano ‘Bettino Craxi, politico, condannato, latitante perchè è questa la storia di quella persona. I finti buonismi non servono a niente. Io ho il ricordo di una stagione della verità che ha fatto emergere una classe politica corrotta e corruttibile. Di questa faceva parte Craxi così come altri politici della prima repubblica, molti dei quali continuano a pontificare dimenticando le storie passate».
Bravo Di Pietro!
La via deve essere intitolata come suggerisce Di Pietro: ‘Bettino Craxi, politico, condannato e latitante”
Figuriamoci, ora ci mettiamo a intitolare le vie anche a latitanti, ladri pubblici, truffatori e mignotte? E che è?
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Crisi: una famiglia su 10 al freddo
Il 10,9% delle famiglie lo scorso inverno e’ rimasta al freddo, non potendosi permettere di riscaldare abbastanza la propria abitazione. Secondo l’indagine dell’Istat su reddito e condizioni di vita nel 2008, le difficoltà economiche hanno anche impedito al 18,2% di acquistare gli abiti necessari, una quota in aumento rispetto al 2007 (16,9%). Aumentata anche la percentuale di chi non e’ riuscito a pagare regolarmente le bollette, che nel 2008 ha toccato quota 11,9% (8,8% nel 2007).
notizie.tiscali.it
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Ambiente: fantastica Bolzano!
Paolo De Gregorio

Dopo il fallimento (previsto) di Copenaghen, la certezza assoluta che possiamo ricavare, alla faccia degli eterni possibilisti e cacadubbi, è che il capitalismo ha ordinato alla politica di non minacciare i profitti con costose ristrutturazioni per diminuire la Co2, ma almeno sappiamo con certezza chi è il nemico dell’ambiente, cosciente, avido, criminale, quel capitalismo che guida le economie di tutto il mondo senza tener conto della insostenibilità del sistema.
Visto che dai vertici mondiali non è uscito alcun risultato, ho la certezza che non si esce da questa situazione se non si parte dal basso, ossia dal singolo cittadino, dagli amministratori locali, dalle associazioni di cittadini ambientalisti.
Bisogna a tutti i costi imitare la provincia di Bolzano, che è arrivata a coprire il 56% del proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, e punta ad arrivare al 75% entro il 2013 e al 100% entro il 2020-2030.
Le fonti energetiche sono fotovoltaico, centrali idroelettriche, impianti geotermici, biomasse, solare termico per acqua calda.
Bolzano partecipa anche al progetto di una autostrada all’idrogeno, che collegherà Monaco di Baviera a Mantova, con punti di rifornimento ogni 100 km (fonte AMSA).
Darsi da fare è urgentissimo perché i segni dell’aumento della temperatura già si vedono nello scioglimento dei ghiacci, ma anche perché la sempre maggior richiesta di energia va soddisfatta con fonti rinnovabili presto, in modo da togliere al nucleare ogni richiesta di mercato, e dunque abbiamo circa 10 anni per fare tutti come a Bolzano ed evitare così che quei mostri radioattivi vadano in funzione, per assenza di richiesta di energia.
Vi è anche una ottima notizia tecnica, che ci dice che il fotovoltaico prodotto su vasta scala può diminuire il suo costo fino al 70%, e probabilmente questi pannelli verranno dalla Cina.
Faccio appello a tutti gli antinuclearisti, agli ambientalisti, ai cittadini che comprendono il nesso di causa-effetto tra l’economia capitalista e il riscaldamento globale, per finirla con le chiacchiere e le analisi e promuovere in ogni modo ed in ogni situazione la installazione di questa nuova tecnologia, diffusa su tutto il territorio, dalla microgenerazione di un piccolo rotore eolico su un terrazzino, fino alla scelta di cambiare mestiere e vivere producendo energia elettrica, in “fattorie solari”, dove il reddito deriva dalla vendita alla rete e può essere un bel reddito, sicuro, senza precarietà, come già fanno in molti nel Nord Europa.
Scommettere sulle energie rinnovabili come scelta di vita è lungimirante, è profondamente etico, crea l’immagine che un altro mondo è possibile, che si può vivere in simbiosi con la natura, ed è una cosa che anche le banche finanziano proprio perché la reputano una scelta seria, razionale ed economicamente valida.
Il nostro governo, espressione del capitalismo e del nuclearismo, senza opposizione, sventola a sproposito la bandiera della libertà, a livello energetico ci rende schiavi dell’uranio, del gas russo, del petrolio, senza farci incamminare verso l’autonomia energetica che, insieme a quella alimentare, costituiscono le libertà fondamentali dei cittadini di una nazione.
Non sarebbe una cattiva idea che i duemila operai di Termini Imerese, in attesa di licenziamento, si mettessero a produrre pannelli fotovoltaici da installare in tutta la Sicilia, il cui petrolio è il sole.
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Clima
Viviana Vivarelli

Il peggioramento climatico è ormai innegabile. La maggior causa del riscaldamento globale è l’inquinamento da petrolio. Dietro ci sono imponenti capitali e le grandi corporation hanno ogni interesse a negare il disastroso cambio climatico per proseguire il business del petrolio. I dati sulla crisi furono già artefatti da Bush che voleva depredare l’Asia Minore dei suoi pozzi e usò (o provocò o lasciò provocare) l’attacco alle torri per avere una buona scusa per invadere l’Afghanistan e poi l’Irak con la bugia sulle inesistenti armi di distruzione di massa. Si è visto bene poi che di esportazione di democrazia nemmeno l’ombra. Solo occupazione di pozzi e costruzione di gasdotti verso la Turchia.
Già Bush pagò vari scienziati per negare la crisi climatica. Ora vediamo con amarezza finire nel nulla la conferenza di Copenhagen che doveva aggravare i protocolli di Kioto. La Cina promette di diminuire del 40% il suo CO2 e Obama spinge per regole più forti di quelle discusse a Copenhagen. Le società petrolifere si sentono in pericolo e sferrano il loro attacco ritirando fuori la tesi negazionista con opportuni hacker che rivelano delle email private tra scienziati all’università dell’East Anglia, dal 96 a oggi, email che negherebbero la crisi climatica. Scoppia lo scandalo. Si parla di violazione dell’etica e che lo facciano proprio le società petrolifere suona grottesco. Ma è una emerita balla perché nemmeno dalle mail emerge la famigerata “cospirazione internazionale per imporre un’emergenza climatica che non c’è”, nessuno parla di surriscaldamento globale come di un inganno, nessuno dice che i dati sono stati falsificati. Solo la cattiva stampa pompa questa bugia. In realtà gli scienziati sono d’accordo sul surriscaldamente globale. I falsificatori di ieri tuonano su presunte falsificazioni di oggi. Ma gettano nebbia. Ci sono solo cospicui interessi che non vogliono essere toccati e ai quali non frega niente della fine della Terra, di guerre inutili, di uccidere popoli, di inquinare mondi. Interessi, solo interessi venali e sporchi.
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De Magistris in Europa ha votato contro il nucleare
“Anche questa volta, ho votato in coerenza con la mia coscienza, con quello che credo profondamente e indipendentemente dai diktat di Partito, tanto che, come in questo caso, mi sono dissociato dalla linea di maggioranza del gruppo ALDE che su questo delicato tema, come molti altri gruppi politici, non ha una posizione comune.
Tutti coloro che hanno sete di informazione VERA non devono rimanere passivi, ma verificare e approfondire le notizie. Compiuto questo passaggio di controllo, in caso sia necessario, è sicuramente giusto e utile denunciare uno sbaglio o una non coerenza di posizioni, esprimendo anche il proprio disappunto, ma sempre sulla base della verità e del rispetto dei fatti.
on.Luigi de Magistris
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La riforma Obama, complicata e bizantina
Ma i malati escono dal gioco del mercato

VITTORIO ZUCCONI

Se aveva certamente ragione il cancelliere tedesco Otto Von Bismarck, quando avvertiva coloro che “amano le salsicce e le leggi” a “non guardare da vicino come sono prodotte”, la riforma del sistema di assicurazione sanitaria americana approvato anche dal Senato dopo il sì della Camera fa qualcosa che nessun presidente, da Teddy Roosevelt un secolo fa, era riuscito a fare: a dire, con forza di legge, che la salute dei cittadini non è un oggetto di consumo come un’automobile o una giacca, che può essere acquistato o non acquistato secondo i proprio mezzi, ma è una responsabilità collettiva e nazionale. Non proprio, e non ancora, un “diritto”, come viene considerato nei Paese europei e asiatici più avanzati, come il Giappone, ma qualcosa che non può essere lasciato al gioco del mercato, come il prezzo del petrolio o dell’oro e tanto peggio per chi non se la può permettere.
La riforma – parola da usare sempre con grande prudenza visto lo scempio e l’abuso che ne viene fatto – della sanità si fermerà prima di quel sogno della copertura totale, quando le diverse leggi votate dalle due Camere saranno “riconciliate” in commissione mista senza bisogno di nuovi voti in aula, certamente prima del Discorso sulla Stato dell’Unione in febbraio. Non è la “mutua” né un servizio sanitario nazionale. E’ un meccanismo complicato, a tratti bizantino, costoso (871 miliardi in dieci anni) costruito per estendere ad altri 31 milioni di americani quella copertura sanitaria dalla quale oggi erano esclusi. E, soprattutto, per tagliare le unghie a quelle orrende compagnie di assicurazione che oggi negano, lesinano o addirittura sottraggono cure mediche a coloro che ne hanno più bisogno: ai malati.
La riforma rovescia finalmente il crudele e scellerato paradigma delle assicurazione che – giustamente dal loro punto vista, essendo imprese per profitti, non per beneficenza – coprono i sani e respingono i malati. E basta assistere agli strepiti degli ideologi di destra, dei repubblicani che hanno votato in blocco contro la riforma, per capire quanto profondo sia questo rovesciamento e quando pericoloso per la lobby della sanità.
La legge, che in sostanza dovrebbe assicurare il 95% degli americani lasciando scoperti soprattutto gli immigrati senza permesso di soggiorno, di fatto impone, e rende accessibile, l’assicurazione, utilizzando sussidi pubblici, ma senza diventare un carrozzone statale che molti, e non soltanto conservatori, paventano. Spezza, finalmente, tardivamente, quell’omertà ideologica attorno alla sanità che aveva reso l’America l’unica grande nazione occidentale indifferente alla sorte di chi non può pagarsi la salute e l’aveva confinata – non per caso – alle ultime posizione per attesa di vita fra i Paese sviluppati, dietro tutta l’Europa e l’Asia avanzata. E dove avevano fallito i due cugini Roosevelt, Teddy e Franklyn, Truman, Kennedy, Johnson, i Clinton – Bill e Hillary – Obama è riuscito. Per un Presidente che già sostenitori e nemici consideravano in caduta libera, questa legge garantisce che il suo nome sarà scritto nella storia dei veri riformisti americani.

www.youtube.com/watch?v=4eST67Xuz-4
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PENSIONI

Sauro
Vi confesso, in tutta onestà, che tra coloro che sono in pensione da tempo (non importa quando), coloro che se ne sono appena andati in pensione e coloro che se ne sono andati in pensione a 19 anni 6 mesi ed un giorno ebbene io faccio di tutta l’erba un fascio e sappiate che comincio a detestarli tutti!!!!!!!
Io, che dovrò andare in pensione, forse, se le cose rimangono così ( cosa di cui dubito assai ), nel 2022….!SIGH.. SOB

Da gennaio scatta la riduzione degli assegni futuri dovuta alla circostanza
che si vive più a lungo. Tagli da 150 euro solo in parte evitabili lavorando più anni
La “tassa” sulla speranza di vita che ridurrà la pensione dei giovani
MARCO RUFFOLO

Si potrebbe chiamare “tassa sulla speranza di vita”. Il fatto che gli italiani vivano più a lungo rispetto a 15 anni fa nasconde una contropartita che in pochi conoscono: la pensione sarà più bassa. Con buona pace di chi annuncia che il sistema previdenziale non sarà toccato. Tutto nasce da un semplice problema: vivere di più significa, a parità di condizioni, ricevere la pensione per un numero maggiore di anni, con un costo che lo Stato ritiene fin d’ora insostenibile. La soluzione trovata è aritmeticamente ineccepibile: l’assegno mensile non potrà più essere quello di prima, ma necessariamente più leggero.
Lo Stato, invece di pagare poniamo 1.000 euro al mese per 19 anni (era la speranza di vita dei maschi ultrasessantenni una quindicina di anni fa), darà 905 euro al mese per 21 anni (speranza di vita attuale). E non è finita qui, perché ogni ulteriore aumento della vita media in futuro farà scattare di tre anni in tre anni un taglio della pensione. Insomma, campare di più non è un regalo ma ha un prezzo da pagare alla collettività. Non stiamo ovviamente parlando di quanti vanno in pensione adesso o ci stanno per andare: per loro l’assegno più o meno resta quello previsto. Stiamo parlando di tutti gli altri: i cinquantenni cui manca ancora una decina di anni, e soprattutto i giovani appena assunti o destinati ad esserlo. Che si porranno subito una domanda: scegliendo di andare in pensione più tardi, si eviterà la decurtazione dell’assegno? Per i cinquantenni la risposta è “sì”, almeno in parte. Per i giovani “no”.
Tutto questo non è un progetto, è già deciso e scatterà dal primo gennaio 2010. Lo ha disposto la riforma Dini del ’95, lo ha tradotto in cifre una legge del 2007, lo ha confermato l’attuale governo. Dunque, decisione assolutamente bipartisan. Il fatto che non se ne parli tanto è almeno in parte dovuto all’astruso titolo di questa norma, incomprensibile per i non addetti ai lavori: “Revisione dei coefficienti di trasformazione”. Si tratta di quei numeretti che moltiplicati per la totalità dei contributi versati danno come risultato la pensione dovuta a ciascun lavoratore. Ogni tre anni questi numeri andranno rivisti al ribasso man mano che crescerà la speranza di vita. Primo taglio a gennaio, dopo un lungo rimpallo tra i governi succedutisi dopo Dini.
Ma lasciamo parlare i dati, cominciando dalla situazione del lavoratore dipendente cinquantenne (diciamo 52), assunto nel 1985. Immaginiamo che voglia andare in pensione nel 2020 all’età minima consentita: 62 anni e 35 di contributi. Se non fosse introdotta la nuova “tassa sulla speranza di vita”, prenderebbe il 62% dello stipendio. Con la penalizzazione avrà invece il 58,5%. Per continuare a prendere il 62%, dovrà aspettare 3 anni, fino al sessantacinquesimo anno di età. Se invece il lavoratore aveva deciso in ogni caso di andare in pensione a 65 anni, perderà 4 punti percentuali del proprio stipendio: circa 80 € al mese su uno stipendio di 2.000 €.
Prendiamo ora un giovane ventisettenne che dopo un lungo precariato sta finalmente per essere assunto all’inizio del prossimo anno. Nel 2045 avrà 62 anni e 35 anni di contributi (di più non è riuscito ad accumularne). Lasciando il lavoro a quell’età, se non venisse introdotta la nuova “tassa sulla speranza di vita”, avrebbe un assegno pari al 60 per cento del proprio stipendio. Con la tassa, otterrà solo poco più del 52%. Se invece decidesse di rinviare il pensionamento fino al sessantacinquesimo compleanno, otterrebbe il 57 per cento, ossia recupererebbe qualcosa ma perderebbe comunque tre punti percentuali del proprio stipendio. Una stangata anche maggiore subirebbe chi avesse fin dall’inizio progettato di andare in pensione a 65 anni: perdita di 9 punti, che per uno stipendio di 2.000 euro equivale a quasi 200 euro al mese in meno.
Tutto chiaro. Ma resta un dubbio, anzi due. Finora ci hanno ripetuto fino alla nausea che per salvare il sistema previdenziale è necessario innalzare l’età pensionistica, anche più di quanto già previsto. E ora scopriamo che per tutti i giovani lavoratori e i futuri assunti, rinviare l’addio al lavoro non servirà affatto a evitare un taglio dell’assegno. Ci si aspetterebbe che il sacrificio richiesto andasse in una sola direzione, e invece non solo si dovrà andare in pensione più tardi, ma si riceveranno meno soldi.
Un doppio onere che per molti critici del nuovo sistema non sembra avere alcuna logica. Secondo dubbio: il taglio dei coefficienti si applica a tutta la massa dei contributi versati nel corso della propria vita lavorativa e non – come sarebbe più giusto per evitare la retroattività – solo a quelli successivi all’introduzione del nuovo sacrificio.
Alla fine, tirate le somme, il baratro che divide giovani e meno giovani non fa che allargarsi ulteriormente, con i primi costretti a pagare, oltre alle conseguenze della propria precarietà lavorativa, anche quelle della crescente speranza di vita. Su cui sta per abbattersi, silenziosa e implacabile, la nuova tassa occulta.
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RIDIAMARO : – )
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Odino
Qual è la differenza tra Dio e Berlusconi? Dio non crede di essere un Berlusconi.
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spinoza.it
Ultima puntata del Maurizio Costanzo Show: dopo venticinque anni cala il cappuccio. [fedgross]
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Silvanetta segnala

Cattiverie
ALT! CARFAGNA
La Carfagna in Svezia a parlare di pari opportunità. Ne hanno licenziati 3, prima di capire che il problema non era il traduttore.

GASPARRI TESTATO
Gasparri negativo al test antidroga. Cade anche l’ultima attenuante

COLORED
Berlusconi: “Non facciamo irritare Obama. Non avete idea di quanto sia permaloso quel negro”.

PROGETTI FUTURI
Silvio Berlusconi annuncia un piano per il sud: invadere l’Etiopia.

PULIZIE MILANESI
Il premier Berlusconi chiede una città di Milano più pulita.
Antonio Di Pietro si offre di riprendere da dove aveva lasciato.

B. DONO DI DIO
Don Verzè :”Berlusconi è un regalo di Dio”. Bastava il pensiero.
B. COME LINO: SEMPRE PIÙ LIBERO E NONNO

HAPPY FAMILY
Per Berlusconi in arrivo il sesto nipote.
Il premier somiglia sempre più a Lino Banfi: ancora nonno, ancora libero.
SOUVENIR
Pare che Tartaglia sia stato istigato da Facebook: avrebbe frainteso il concetto di “modifica profilo”.

COSA FA L’AMORE
(Il premier dal dentista dopo il lancio del piccolo Duomo) La lastra panoramica ha evidenziato le radici cristiane.

PERICOLO MANCATO
Berlusconi prepara i manifesti con il suo volto ferito.
Meno male che non ha preso un calcio nei coglioni.

GRANDI STRATEGIE
Sarebbero già in stampa i manifesti di Berlusconi ferito.
Il Pd pronto a rispondere con quelli di D’Alema incolume.

DUE “MINI”
Tiene banco il fatto del giorno: duomo in miniatura contro miniatura d’uomo.
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Armando di Napoli
Il Befano

Nel reparto per malattie infettive dell’ospedale dell’inferno e’ stato ricoverato Petrus-Unicum un Diavolo apprendista addetto alla separazione del veleno delle erbe velenose…ora il poveretto e’ con una lavanda gastrica e si lamenta per la sua disavventura: stamattina fra l’aurora e l’alba avevo l’incombenza di avvelenare il Befano per immetterlo sulla strada della ragione per il fatto che ultimamente e’ diventato troppo buono…ma sfortunatamente invece di avvelenare il Befano con un morso sono rimasto avvelenato io dal suo sangue albergato da polverine bianco azzurre che miracolosamente lo tengono sveglio si tratta delle polverine magiche di nome VIA-COCA…l’azzurra da il via con un’energia spavalda alla sua mazza di scopa per permettergli di volare nel suo mondo di bordelli mentre la bianca gli permette con svariate tiratine di ringiovanirlo così la notte è frequentatore di discoteche è un ballerino eccellente di 73 anni con parrucca dentiera nuovo tacchi sempre alti e plastificato con interventi di silicone in ognidove…Petrus-Unicum con i canini spezzati deliria nella sua mistificazione sconfitta…la verità voleva avvelenare il Befano per il fatto che vuole donare a noi italiani tanti meravigliosi regali…come il ponte sullo stretto di Messina…le sei centrali nucleari, 3 al Nord 2 in Centro Italia e 1 al Sud…
Intanto i cinesi hanno cominciato a comprare sempre più Bot e Btp garantendo il successo delle aste e una domanda tale da mantenere bassi i rendimenti cioè il costo dell’indebitamento per lo Stato…con questa mossa l’amico fidato del Befano Tredenari snellirà l’Italia parecchi cinesi comandati dai possessori dei Bot e Btp si caricheranno su tricicli tanti monumenti della nostra povera Italia per trasferirli in Cina per questo non meravigliatevi quando sotto la punta del vostro naso passerà un triciclo guidato da un cinese che si porta via il Colosseo… la spartizione delle acque e’ un’altra azione di buon cuore del Befano che con questa mossa ridurrà lo spreco, l’acqua ad un euro al litro, nessuno più la sprecherà, nessuno si farà più il bidet dopo i pasti, si prenderà l’abitudine di bere una volta al giorno, e chi non ha i soldi per pagare la bolletta dell’acqua aspetterà la pioggia come un giorno di festa…
Tutte queste buone azioni fanno mangiare il fegato a Petrus-Unicum che per colpa sua non è riuscito a far diventare il Befano cattivo con il suo veleno…
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E contro le energie esauribili…
IL MOTORE A GATTO IMBURRATO
Da Murphy, lo stesso delle famose Leggi di Murphy

Materiale Occorrente: Gatto (1), Fette di pane (1), Burro (50 g), Spalmaburro (1), Tappeti persiani antichi (1)
Realizzazione: Prendere la fetta di pane e spalmare con cura il burro su UNA SOLA della due facce. Attaccare il gatto SULLA FACCIA IMBURRATA della fetta di pane. Lasciare cadere il tutto sul tappeto persiano. Note Bene che il tappeto DEVE essere ANTICO e PREZIOSISSIMO, piu’ e’ prezioso e piu’ potente sara’ il motore.
Ora, per note leggi naturali, il gatto cade sempre sulle quattro zampe e il pane cade, sui tappeti preziosi, SOLAMENTE dalla parte del BURRO. Quindi l’insieme Pane Imburrato/Gatto rimarra’ a mezz’aria roteando con velocita’ crescente, cercando di rimettere ordine nelle leggi naturali.
Collegando opportunamente un generatore all’insieme Pane Imburrato/Gatto, si puo’ ottenere corrente elettrica di potenza proporzionale alla quantita’ di burro, all’area del pane e al valore del tappeto.
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Extracomunitario all’ufficio di collocamento: “Vorrei un lavoro”. “Avremmo questa occasione: 10 milioni al mese, piu’ auto e autista pagati”. “Ma che fa, scherza?”. “Si’, ma ha cominciato prima lei!”.
volpe
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La Moratti sindaco di Milano vuole intitolare una strada a Craxi
Dove abiti ?
A via Craxi.
Ma dov’è ?
Ma come, all’angolo fra via Al Capone e via 40 ladroni.
Capisc’a me
Antonio Cataldi
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Bloggher

V IA CRAXI???
ASSOLUTAMENTE GIUSTO…
Dato che ormai viviamo nel cosidetto mondo „globalizzato“ e in quest’italia governata da un Mafioso psicopatico mi sembra giusto che le vie d’italia rispecchino questa nostra moderna società,
basta con via della Repubblica, via Pertini, via della Resistenza, via Nazionale, corso Garibaldi etc. etc. cambiamoli con dei nomi adeguati ai nostril tempi, che ne sò….corso Berlusconi, corso Gheddaffi, via Putin, vicolo Gasparri, via Dell’Utri, piazza Mangano, via Mussolini, vicolo Bondi, piazza Moratti, parco Noemi, via Lukaschenko, piazza P2 etc. etc.
O NO?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?
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E voi troll neri nerissimi del blog
gustatevi questa
Tarantella del centrodestra di Checco ZaloneGiovanni

http://www.youtube.com/watch?v=To6uxCY53j4

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Caro italiano xenofobo
Diamo un’occhiata a qualcuna delle notizie della settimana?
Il governo ha approvato il nuovo piano casa per l’incentivazione dell’edilizia, ma Berlusconi non intende usufruirne per ampliare le sue 7 ville. Completamente piastrellata, sarà l’intera Sardegna a diventare l’ottava.
Un nuovo slogan per il PD: ”Non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”. Infatti ce l’avete nel culo.
Il Papa in Africa: “no alla stregoneria”. Finalmente un po’ d’autocritica.
Questo però è solo il contorno, il piatto forte sono sempre loro:
Le cinque W del giornalismo italiano:
Who? – Uno straniero, meglio se rumeno, romeno, rameno, rimeno, o remeno.
What? – Qualcosa di efferato, che riguardi morte, sesso, e YouTube, in quest’ordine.
When? – Ieri notte, mentre gli italiani dormivano innocenti ed ignari.
Where? – Un posto dal nome buffo e facile da ricordare, che sappia di periferia e provincia , e possa trasformarsi in un’epitome del fattaccio: Castrugno, Busghella, Forlate, Gnolovo…
Why? – Perché gli stranieri sono cattivi.
Caro italiano xenofobo,
tu odi gli stranieri, vero?
Ma non proprio tutti gli stranieri.
Gli americani per esempio ti stanno simpatici, e dei finlandesi o dei belgi non te ne frega niente.
Tu odi certi stranieri.
Tu odi gli slavi, gli africani, gli indiani, i cinesi, e tutti i musulmani, arabi, e non.
Beh, io non ho nessuna intenzione di ripeterti per l’ennesima volta che questo non si fa, che sei cattivo, che devi smettere di prendertela con le minoranze, perché è una cosaccia incivile, eccetera eccetera.
Io ritengo invece che tu debba sapere una cosa importante per ciò che ritieni il tuo bene supremo: la tua sicurezza.
Quelle con cui te la stai prendendo, quelle contro cui i tuoi leader di riferimento continuano ad aizzarti, in realtà non sono affatto minoranze.
Sì, i piccoli gruppi che si trovano in Italia lo sono, ma quei gruppi sono soltanto la punta della coda della tigre.
Sei sicuro che ti convenga continuare a saltarci sopra urlando?
Al mondo ci sono più di un miliardo di musulmani;
più di un miliardo di cinesi;
più di un miliardo di indiani;
quasi un miliardo di africani;
e quasi mezzo miliardo di slavi.
Gli italiani sono 60 milioni scarsi, e non la pensano neanche tutti come te.
E quelli che ti dicono di pensarla come te, alle brutte potrebbero cambiare idea, e mollarti.
A cominciare dai tuoi leader.
Forse tu pensi che comunque al tuo fianco ci resteranno i simpatici americani.
Allora c’è un’altra cosa sulla quale dovresti riflettere.
Il presidente dei simpatici americani è nero.
Suo padre era africano.
Suo nonno era musulmano.
E tutti i suoi pagherò ce li hanno i cinesi.
Ciao caro italiano xenofobo,
dormi bene stanotte.
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Panico a Malpensa: rinvenuto un ordigno con una tecnologia rudimentale e alcuni fili elettrici. Era un aereo Alitalia. (Spinoza)
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Non tutto è male quel che sembra, a volte è peggio
Lalla di Arezzo

Per fortuna abbiamo professori, avvocati e notai che si tramandano studio o cattedra, di padre in figlio, da quando si laureò Dante Alighieri.
E’ bellissimo diplomarsi e laurearsi e dopo ndare a fare la gelataia a Berlino o il pizzaiolo a New York.
Ma è ancora più divertente sperimentare la fusione fredda non venire considerato e prendere 800 euro al mese.
Per fortuna abbiamo i dirigenti degli enti pubblici e delle aziende a partecipazione pubblica nominati dalla politica.
Per fortuna ci sono le lobbies, che decidono quanto ci deve restare nel portafoglio a fine mese.
Per fortuna esistono gli slogan e i premi per chi procrea, in un paese che ha la disoccupazione (reale) più alta d’Europa e gli immigrati li getta ai pesci.
Per fortuna abbiamo i primari nominati dalla politica.
Per fortuna gli appalti e i concorsi sono “cuciti su misura” per gli amici dei politici.
Meno male che c’è la televisione spazzatura, e se ti senti un po’ su di giri basta accenderla, guardare un telegiornale e tutto passa.
Siamo fortunati ad avere i giornalisti corrotti dal potere del momento.
Fortunatamente abbiamo l’indottrinamento infantile, che mira a farti ubbidire alle cose più inique e non ti permette di chiedere il perché.
Ringraziamo il cielo che le banche italiane, che hanno i tassi d’interesse a credito più miseri del mondo e quelli a debito più esosi del sistema solare, ci sono.
Se non ci fossero le cooperative auto-fatturanti, create ad hoc per sgominarti negli appalti, bisognerebbe inventarle.Per fortuna c’è la cementificazione selvaggia fine a se stessa.
Grazie a Dio c’è ancora l’inutile burocrazia, che serve solo a farti rinunciare o a farti invecchiare prima del previsto.
Per fortuna la sanità pretende di curarti come vuole lei, e anche senza il tuo consenso.
Che culo, abbiamo le polizie che manganellano e uccidono inpunemente!
Siamo fortunati ad avere i politici con la carta d’identità che recita “professione: politico“.
Meno male che ci sono gli esami di stato, i praticantati obbligatori e gli albi professionali. Altrimenti bisognava inventarli!
Fortunatamente abbiamo questa bella borsa valori italiana, composta da quattro gatti ammanigliati e solidali.
Meno male che ci sono i dazi doganali, che ti obbligano a comprare quello che desiderano lor signori. E al loro prezzo, of course.
Hanno fatto benissimo a denunciare (querela poi archiviata dall’incredulo GIP) quel pazzo che ha scoperto il modo di prevedere i terremoti. Hanno fatto benissimo a non dargli retta e non evacuare L’Aquila. Che impari a rispettare le gerarchie, prima di tutto!
Per fortuna abbiamo i monopoli e gli oligopoli nella telefonia, nell’energia, nella televisione e nei trasporti. Ma ce ne sono troppo pochi, non si potrebbero incrementare? Che ne so, magari nella gestione dell’acqua.
Che culo, il Papa risiede in Italia e ci tele-indottrina omnis dies!
Ma, se nonostante tutto ciò, nella vita ti dovesse andar male, siamo fortunati ad avere cause civili che durano secoli.
Allo stesso modo, ringraziamo il cielo che, quando i processi ti rovinano la vita e poi si scopre che eri innocente, si scopre pure che non hai diritto ad alcun indennizzo.
Ben venga tutto ciò, siamo felici di vivere in un paese civile, dove regna la concorrenza…
… Per fortuna che il prossimo governo sarà del PD.
..
http://masadaweb.org

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