Nuovo Masada

gennaio 2, 2010

MASADA n° 1062 . 2-1-2010. Anno nuovo

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:14 am

Tonino Bello

Fu un vescovo italiano molto amato. Sin dagli esordi, si segnalò per la rinuncia di quelli che considerava segni di potere, per questo si fece chiamare semplicemente don Tonino, e da una costante attenzione agli ultimi: promosse la costituzione di gruppi Caritas in tutte le parrocchie della diocesi, fondò una comunità per la cura delle tossicodipendenze, lasciò sempre aperti gli uffici dell’episcopio per chiunque volesse parlargli e spesso anche per i bisognosi che chiedevano di passarvi la notte. Sua la definizione di “Chiesa del grembiule” per indicare la necessità di farsi umili e contemporaneamente agire sulle cause dell’emarginazione.
Leggi it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello

« Il genere umano è chiamato a vivere, sulla Terra, ciò che le tre persone divine vivono nel Cielo: la convivialità delle differenze! »

« Quando vi rivolgete a Maria nella vostra preghiera, chiedetele che vi dia anche tanta capacità di sogno, non chiedete solo cose terra terra. Chiediamo alla Vergine che ci dia le calde utopie che riscaldano il mondo. »

Dai a questi miei amici e fratelli la forza di osare di più. La capacità di inventarsi. La gioia di prendere il largo. Il fremito di speranze nuove. Il bisogno di sicurezze li ha inchiodati a un mondo vecchio, che si dissolve, così come hai inchiodato me su questo scoglio, stasera, col fardello pesante di tanti ricordi. Dai a essi, Signore, la volontà decisa di rompere gli ormeggi. Per liberarsi da soggezioni antiche e nuove. La libertà è sempre una lacerazione! Non è dignitoso che, a furia di inchinarsi, si spezzino la schiena per chiedere un lavoro ‘sicuro’. Non è giusto attendersi dall’alto le ‘certezze’ del ventisette del mese. Stimola in tutti, nei giovani in particolare, una creatività più fresca, una fantasia più liberante, e la gioia turbinosa dell’iniziativa che li ponga al riparo da ogni prostituzione… Il Bambino che dorme sulla paglia ti tolga il sonno e faccia sentire il , guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini, o il bidone della spazzatura, o l”inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell” affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie…”
..

DISCORSI DI FINE D’ANNO
Viviana Vivarelli

Dentro la retorica il nulla
le parole vuote non riescono a mascherare
il vuoto dell’anima
mentre lo sbadiglio sale
dai pochi in ascolto

Se la vita avesse un senso
il Presidente sarebbe apparso
e sarebbe scoppiato in un pianto a dirotto
senza dire una parola
e avrebbe dato le sue dimissioni
dalla sua carica inutile per sempre

Sarebbe stato il più bel discorso
da Presidente di tutti i tempi
e tutti gli uomini buoni
lo avrebbero scoperto vicino
in questo giorno di dolore
e tutto il mondo ne avrebbe parlato
come di una Grande Meraviglia
di un politico che finalmente
trovava la sua onestà
e si metteva vicino

all’uomo di tutti i giorni

E se la storia avesse miracoli
altri lo avrebbero seguito
in una palingenesi di rimorso
Capi di Stato di tanti paesi
tutti dimissionari
di fronte all’ineluttabilità del dolore
di un mondo distrutto
per la colpa di tutti
e i Capi delle Chiese, gli inetti
anch’essi avrebbero chiesto perdono
delle loro colpe attuali

della distruzione in corso
e i Capi di Partito
e delle Corporazioni
e delle Banche e delle Grandi Sette
tutti piegati in ginocchio si sarebbero dimessi
e avrebbero reso alla gente
i loro esosi emolumenti
le predazioni rubate
schiere e schiere di dimissionari
ovunque nel Mondo che muore

per costruire un nuovo Mondo
per non farlo davvero morire
per salvarci tutti quanti
.
..
Paola manda

“Ode al primo giorno dell’anno”
Pablo Neruda

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella
.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,

che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno
,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio
.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,

oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente
!

Cesare Beccaria
Sono felice che il 2009 finisca .
Un anno brutto per me e per la politica italiana.
Un Paese in via di degrado costante e violento.
Una classe politica egoista ed arrogante, irresponsabile e collusa con il malaffare.
Un regime berlusconiano che rappresenta il peggio dell’Italia.
Schifato di Napolitano e della sua falsa sinistra, inesistente per il nostro prossimo.
Informazione e TV in mano ai partiti berlusconizzati.
Ma ho ancora i blog per dire e dialogare , per confrontarmi e sperare.
Auguri per un migliore 2010 a tutti gli amici.
..
Estrellita segnala:
Dico Addio al 2009 prendendo in prestito le parole di uno dei più grandi cantautori italiani:
Francesco Guccini:

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,

e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l’unica fede il cui sperare…
Francesco Guccini: Addio

www.youtube.com/watch?v=zcNg0jePy9g
..
Enzo di Bari

AUMENTI DELLE TASSE
Stangata in vista per i portafogli dei cittadini italiani.
Il 2010 ci potrebbe costare circa 600 euro
L’Anas ha comunicato infatti ritocchi tariffari che riguardano un po’ tutta la rete stradale del nostro Paese.
Gli aumenti oscillano dall’1,4% al 15%.
Poi naturalmente ci sono gli aumenti delle bollette domestiche e l’elenco purtroppo è lungo.
Circa 30 euro in più per il gas,
18 euro per servizi idrici,
35 euro per la Tarsu,
65 euro per gli aumenti dei biglietti dei treni e 90 euro (su base annua) per i costi dei carburanti.
Un pieno di benzina, in media, costerà ben 10 euro in più.
banche e assicurazioni si preparano infatti a dare un altro salasso ai loro clienti.
Le stime delle associazioni dei consumatori parlano di
30 euro di rincari dei servizi bancari (come i conti correnti)
e ben 80 euro per i mutui a causa degli aumenti dello spread applicato dalle banche.
Quanto alle polizze, quella obbligatoria per circolare con auto e moto costerà in media 130 in più rispetto al 2009.
Si inizia conle anticipazioni tariffarie di 3 euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo
È stato calcolato che il costo a carico dei viaggiatori, in un anno, sarà pari ad almeno 65 euro.
si continua con le spese di giustizia:
è in arrivo il contributo unificato
pari a 103,3 euro a carico dei lavoratori licenziati che fanno ricorso in Cassazione.
Senza dimenticare un contributo minimo di 38 euro, a carico di quei cittadini che faranno ricorso contro gli autovelox. Contributo che potrebbe arrivare fino a 45 euro.
alla faccia del cazzo…
aggiungiamo il debito pubblico alle stelle, la disoccupazione fuori controllo,
il 1.600.000 euro, per il contratto di Vespa alla Rai e siamo a posto….
e sento ancora parlare di Prodi con rimpianto…
PIAZZALE LORETO per tutti, senza sconti…
..
I Graviano

La mafia ha chiesto a Berlusconi l’abolizione del 41 bis, o carcere di massima sicurezza che prevede l’isolamento dei boss mafiosi affinché non continuino nel loro comando dal carcere.
Ma, siccome c’è mafia e mafia, si è cominciato a togliere il carcere di massima sicurezza ai mafiosi ‘amici’ di Berlusconi, come quel Graviano che non ha voluto testimoniare contro Dell’Utri e avallare la confessione del pentito Spatuzza.
Insomma una sospensione del 41 bis fatta ‘ad personam’..
Il 41 bis comprende enorme di ulteriore sicurezza, come l’isolamento dagli altri carcerati o la censura sulla posta per impedire che capi mafia o i terroristi continuino dal carcere a ordire trame contro lo stato. L’abolizione del 41 bis è una delle cose chieste nel papello mafioso a Berlusconi presentato da Ciancimino figlio e vediamo come all’interno del Pdl, o partito dell’amore, c’è già chi si muove per predicare che il 41 bis dovrebbe essere tolto perché è una misura inumana.
Si dirà: Graviano aveva già fatto i tre anni previsti per legge e dopo tre anni la legge prevede l’eliminazione del 41 bis, sì, ma le leggi non le faccio io, e, chiunque le faccia, il risultato è sempre lo stesso: chi ha potere sta o va presto fuori (vedi Previti), chi conta niente sta e anche muore dentro (vedi Cucchi).
Anche B è stato prosciolto in base alle leggi, quelle che ha fatto per se stesso.
E sempre in base alle leggi, Andreotti fu prosciolto per i reati di mafia commessi prima del 1980, anzi fu condonato.
Questo vuol dire che Berlusconi e Andreotti sono innocenti? No, certo, solo che non hanno potuto essere condannati e c’è una bella differenza. Ormai in Italia innocenza e colpevolezza non contano più nulla, ciò che conta è quanto potere ha la persona inquisita, che può cambiare leggi, usufruire di leggi inique, sostituire giudici, avocare indagini e processi. Chiunque sia al potere o all’opposizione, il risultato è sempre lo stesso: la casta rafforza se stessa con leggi fatte ad hoc per sé o eventuali complici, di mafia, di truffa allo stato, di eversione, di corruzione o di altro qualsivoglia delitto. Ormai chi è al potere non indietreggerà davanti a nulla e ci sarà sempre chi nega l’evidenza.
E, dopo lo scudo fiscale che ha ripulito i patrimoni sporchi della mafia, aspettiamoci l’abolizione del 41 bis che restituirà ai boss mafiosi temporaneamente carcerati il potere di proseguire nella loro conduzione criminogena dei clan, in attesa che il processo breve annienti i loro processi, che dato il numero di reati, sono obbligatoriamente lunghi, e, se qualcuno dirà che la Lega ha chiesto la non applicazione ai reati di mafia, si risponderà che, però, uno deve essere mafioso per sentenza finale di precedenti processi, oppure sarà graziato a vita, o si escogiterà qualche ulteriore leggina che darà, sempre a vita, il potere di delinquere, mentre punirà ferocemente altri che per cose minimali hanno subito condanna.
Se uno non è arrivato a sentenza per cause esterne, ciò non indica affatto assoluzione, altrimenti varrebbe la regola che Craxi si rese innocente in quanto morì latitante.
Quando la legge viene fatta dagli iniqui, non rappresenta più la giustizia ma la prevaricazione del crimine. E chi è un alto criminale trova ormai in Italia consenso e approvazione. E viene financo gratificato da una opposizione socia in opere. Una opposizione in cui c’è uno, come Violante, che afferma “Democrazia non è legalità”, o uno, come D’Alema, pronto a vendersi all’avversario in cambio di qualche carica prestigiosa.

Giuseppe Graviano, da ora, potrà mangiare con gli altri detenuti, trascorrere con loro l’ora d’aria e socializzare con loro e le sue lettere non saranno verificate, per cui potrà mandare tutti i papelli che vuole indisturbato.
Ma è difficile non mettere in relazione questa scedenza con l’11 dicembre scorso, quando è stato sentito durante il processo a Dell’Utri, quando, lui condannato a 2 ergastoli per le stragi del 92 e per il processo relativo all’operazione Tempesta, si rifiutò di confermare i suoi rapporti con Dell’Utri e Berlusconi, si rifiutò di rispondere, con una lunga lettera in cui adduceva motivi di salute legati al fatto di stare al 41 bis e lamentandosi in particolare – guarda caso – proprio dell’isolamento diurno
I commentatori più attenti avevano fatto notare che questo modo di fare, unito alle parole dette alla stampa dallo stesso Dell’Utri sembravano una vera e propria trattativa in corso in stile mafioso, è difficile non pensare che sia stato fatto un altro passo avanti nella trattativa stessa B-mafia.
Da wikipedia: Giuseppe Graviano è un criminale italiano, capo di Cosa Nostra al quartiere Brancaccio di Palermo negli anni 90, membro della famigerata famiglia Graviano. Dopo l’arresto di Riina nel 1993, i boss rimanenti, tra cui Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Antonino Gioè, Gioacchino La Barbera si sono riuniti 2 volte per ordire una strategia stragista contro lo Stato, attraverso una serie di attentati dinamitardi nel 93 in via dei Georgofili a Firenze, in Via Palestro a Milano, in Piazza San Giovanni in Laterano e in via San Teodoro a Roma. I Graviano scelsero i killer per questi attentati. Ordinarono anche l’assassinio di Don Puglisi.
Secondo il pentito Antonino Giuffrè i fratelli Graviano erano gli intermediari tra Cosa Nostra e Berlusconi. Egli afferma che Cosa Nostra ha deciso di appoggiare Berlusconi e FI fin dalla sua fondazione nel 1993, in cambio di un aiuto nel risolvere i problemi giudiziari della mafia.
La mafia si rivolse a Forza Italia, quando i suoi contatti con i partiti tradizionali erano divenuti infruttuosi nella protezione dei suoi membri. Secondo Giuffrè, i fratelli Graviano trattarono direttamente con Berlusconi attraverso l’imprenditore Gianni Ienna, in settembre o ottobre 1993. Il patto sarebbe crollato nel 2002 perché Cosa Nostra non aveva ottenuto quanto richiesto: revisioni di processi di mafia e della legge sui sequestri di beni, modifiche all’articolo 41-bis duro regime carcerario.
Uno dei subordinati di Graviano Gaspare Spatuzza, pentito dal 2008, ha confermato le dichiarazioni di Giuffrè. Spatuzza ha testimoniato che Graviano aveva detto nel 1994 che il futuro primo ministro Silvio Berlusconi era sceso a patti con la mafia in relazione a un accordo politico-elettorale tra Cosa Nostra e il partito Forza Italia. Spatuzza ha detto che Graviano gli passò queste informazioni durante una conversazione in un bar di proprietà nel raffinato quartiere di Via Veneto a Roma. Secondo Spatuzza il braccio destro di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, è stato l’intermediario. Dell’Utri ha respinto le accuse di Spatuzza come “sciocchezze”.
Vi sono ben 83 pentiti che dicono più o meno le stesse cose.
Tutte sciocchezze?
Il bacino elettorale ha sempre indirizzato i suoi voti là dove la mafia ha comandato.
Lo sconosciuto industriale del nord Berlusconi si affacciò come candidato in una Sicilia comandata dalla mafia e prese immediatamente 61 seggi su 61.
Cosa è logico pensare?
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Roberto segnala da dagospia
Un po’ di buonumore.

Gasparri negativo al test antidroga. Cade anche l’ultima attenuante.

Mafia, minacce a Maroni e Alfano: “Continuate così o siete morti”.

Berlusconi: “Chi mi insulta insulta milioni di italiani”. Vuoi mettere il risparmio di tempo?

Primarie, vince Bersani. Ora può rimettersi i baffetti.

Al via il tesseramento Pdl. Sarà garantito l’anonimato.

Berlusconi bloccato in Russia. Già chiesta l’estradizione.

Caso Marrazzo-trans, l’ex giornalista Rai si giustifica: “Avevo nostalgia del secondo canale”.

Via libera alla privatizzazione dell’acqua. Presto il 60% del nostro corpo sarà composto da quote azionarie.

Fazio sull’influenza A: “Ai bambini doppia dose di vaccino”. Altrimenti la Novartis gli fa saltare il viaggio premio.

Marina Berlusconi: “Il calcio è immorale e folle”. Per questo suo padre ci si trova tanto bene.
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Ricorsi
LA STAMPA

Corte europea Legge elettorale ammesso ricorso ra1 `La Corte europea di Strasburgo ha ritenuto ammissibile il ricorso presentato da un legale di Torino contro l`attuale legge elettorale italiana. II governo italiano ha tempo fino al prossimo 7 aprile per rispondere alla Corte europea, che poi deciderà. L`avvocato Anetrini, che ha presentato il ricorso, ritiene che l`attuale legge elettorale illegittima perché priva i cittadini-elettori della possibilità di esprimere la preferenza. Un dibattito questo che da tempo attraversa anche il mondo della politica.

Ma se basta una richiesta privata per adire legalmente alla Corte europea ed essere ascoltati, perché questo strumento non viene usato in modo massiccio per le infinite leggi inique italiane?

Riabilitazioni
Viviana Vivarelli

Il Papa vuole beatificare Pio XII a prescindere della storia.
La Moratti vuole riabilitare Craxi a prescindere dalla storia.
Berlusconi proclama eroe Mangano, proprio tenendo conto della storia.
Mi chiedo con che faccia possano chiederci di prescindere dalla storia nella valutazione di due personaggi che la storia l’hanno fatta, anzi l’hanno disfatta.
La cosa gravissima è che Berlusconi celebra la mafia ed esalta il malaffare, l’evasione, la collusione la truffa e l’oscenità del vivere.
E la donna che evidentemente i milanesi hanno scelto come sindaco della loro città celebra il maggior ladro di Stato, padrino di cotanto eroe, ed esalta tangentopoli come un trionfo che deve continuare a essere praticato.
Non siamo più solo nel luogo del delitto nascosto di cui ci si vergogna ma in quello del delitto perpetrato e celebrato pubblicamente e a chiare lettere, il vizio che prende il posto della virtù e chiede riconoscimento legale e onorificenza pubblica.
I funerali del cardinale torturatore Pio Laghi vengono celebrati con funzioni solenni. Il fondatore dell’Opus dei viene santificato come il renitente Pio XII. Il papa reintegra i nazisti lefebvriani e non punisce i preti pedofili ma non perdona la Teologia della liberazione che ha il torto di difenderei poveri. Il Vaticano dà al De Pedis, assassino capo della banda della Magliana e probabile autore del rapimento e omicidio di Emanuela Orlandi, una tomba in basilica e non disdegna patti con dittatori fascisti e leader antidemocratici.
Berlusconi celebra come eroi un mafioso assassino e i due stragisti neri Mambro e Fioravanti e realizza il piano di un pericoloso eversore come Gelli.
A Milano si premiano il furfante Craxi, la figlia di Berlusconi e la Marcegaglia i cui meriti non siamo capace di vedere.
La piaggeria e la furfanteria dominano incontrastate e il crimine e la faccia tosta la fanno da padrone.
Il popolo è un’entità ormai indecifrabile da cui i delitti della casta traggono potere e onnipotenza.
Non è bello l’anno che finisce.
E la promessa, o minaccia, di nuove riforme capestro contro il cittadino e i suoi diritti inalienabili ci fa stridere i denti e accapponare la pelle.
..
Domanda
Se Pacelli era un ottimo cristiano, era cosa ottimamente cristiana, in quel momento storico, non muovere un solo dito per impedire che gli ebrei rastrellati nel Ghetto di Roma venissero mandati ad Auschwitz, o cosa?
Malvino
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Ci sono tre modi di rapportarsi al Mondo:
subirlo,
rappresentarlo,
cambiarlo.
Le pecore lo subiscono.
i maiali e le volpi lo rappresentano.
i lupi lo CAMBIANO!

Non so quanto io personalmente possa farcela a sentirmi un lupo.
Il lupo, o meglio il cane lupo, ha merito che dobbiamo riscoprire, è capace di difendere i suoi, è fedele alla sua casa, ha coraggio e intelligenza, protegge deboli e bambini, ha una memoria di ferro, è un cacciatore imbattibile e un fiuto e una vista straordinari, infine ha qualità psicopompe, è cioè un animale che si connette col mondo degli spiriti e quello degli dei.
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Un pa(o)rco a Craxi
Peter Gomez

La decisione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di intitolare una via o un parco pubblico a Bettino Craxi è destinata a segnare un’epoca. Potremmo spendere centinaia di parole per ricostruire, con carte e testimonianze alla mano, i molti crimini contro la cosa pubblica commessi dall’ex segretario del Psi, morto latitante in Tunisia. O potremmo ricordare un suo celebre intervento in Parlamento in cui, nel luglio del 1993, lui stesso ammetteva che durante gli Settanta, Ottanta e Novanta si era “diffusa nel paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e piccole”, dimenticandosi però di aggiungere come né lui, né gli altri leader politici (spesso a pieno titolo complici del sistema), avessero fatto nulla per cercare d’invertire la rotta.
Ma il punto oggi è un altro. Al di là del contenuto delle sentenze, a Milano, come nel resto d’Italia, una parte rilevante dei cittadini (probabilmente la maggioranza) ritiene Craxi un politico corrotto. E questa pessima reputazione è diffusa anche tra chi considera l’ex segretario del garofano uno dei pochi parlamentari italiani di quegli anni dotati di respiro e leadership internazionale. Per questo la scelta di Letizia Moratti segna un’epoca. Dimostra infatti che le nostre classi dirigenti sono sempre più scollegate dal Paese. E che, anche quando sono al governo, non hanno nessuna intenzione di prendere decisioni condivise, ma preferiscono adottare provvedimenti che dividono, invece che unire. Il fatto poi che una presa di posizione del genere arrivi dal sindaco di una città in cui ancora tutti ricordano come, durante gli anni della Milano da bere, le casse del comune fossero vuote perché ogni appalto pubblico (vedi, ad esempio, la costruzione della metropolitana, in cui il pentapartito si spartiva le mazzette con il Pci) costava il doppio del normale a causa del sovrapprezzo delle tangenti, non può che spaventare.
In Italia, spiega la Banca Mondiale, la corruzione costa ai cittadini circa 50 miliardi di euro l’anno. Una parte importante del denaro dei contribuenti se ne va per foraggiare cacicchi, pseudo imprenditori, burocrazie e amministrazioni (corrotte) di destra e di sinistra. Erigere monumenti, o intitolare vie, a chi è diventato simbolo di questo modo di governare (male), non è insomma solo un insulto all’etica o alla morale. Ma all’intelligenza (e alle tasche) degli elettori.
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Paolo segnala

MA DOV’E’ FINITO IL PARTITO DELL’AMORE?
Bloggher

Questa mattina guardando la rassegna stampa dei quotidiani nazionali, un titolo “gridato” a caratteri cubitali mi ha colpito. LA PADANIA, non un giornaletto qualsiasi, ma l’organo ufficiale di un alleato di Governo del PARTITO DELL’AMORE, invocava una “nuova Lepanto per fermare l’Islam”. Pur non avendo particolari nozioni storiche, ho subito escluso che si riferissero a qualche convegno interreligioso. Lepanto infatti nei libri di storia è ricordata come una delle battaglie in mare fra le più cruente. Dove si scontrarono una coalizione di Paesi cattolici, denominata la Lega Santa mi pare, per respingere l’avanzata dell’espansionismo imperiale ottomano. Insomma da allora “mamma li turchi” divenne un espressione bonaria e sempre meno un grido di allarme delle popolazioni costiere minacciate dalle incursioni di questi.
La Padania ora la ricorda e la invoca guerra come mezzo di risoluzione di un conflitto culturale, religioso o cosa? Di sicuro il messaggio è forte, direi violentissimo. E mi sarei aspettato da chi fino a ieri ha giustamente stigmatizzato l’uso di terminologie violente, condannato con condivisibile fermezza alcuni blogger che avevano plaudito al gesto violento di uno squilibrato, addirittura proposte leggi speciali per “filtrare”
e controllare la rete, una reazione altrettanto pronta e indignata, che denunciasse un simile titolo come incitamento all’odio e alla xenofobia. Perchè alttimenti invocare una nuova battaglia?
Ho aspettato i TG del pomeriggio, ma il Partito dell’Amore, carico di positivi messaggi di dialogo, confronto, toni pacati e costruttivi, tutto proteso a chiacchiere a costruire una più forte coesione sociale..risultava al momento scomparso, quasi dissolto. Neanche l’ultimo dei peones parlamentari a criticare, figurarsi poi se il solerte e censorio Maroni, pronto a decreti speciali per mettere il bavaglio alla rete in nome della fratellanza e non violenza, abbia avuto l’accortezza di proferire una parola di denuncia.
E’ evidente quindi che il partito dell’amore forse esiste, ma è quello dell’AMOR PROPRIO, e che anche un episodio ( ma con la Padania accade spesso) come questo nn denunciato è indice di una carenza di senso della responsabilità comune che nn sorprende, e che quell’AMOR PROPRIO è figlio della stessa cuktura politica che partorisce leggi ad personam e ignora i rudimenti della ns Costituzione.
Credo sarà opportuno continuare con la linea della fermezza in Parlamento, senza cedimenti. Dall’altra anche interrogarsi sulle responsabilità che si hanno, quando di fronte a queste chiare istigazioni allo scontro violento, nn viene una reazione forte e chiara da parte delle forze civili e democratiche di questo paese, di qualsiasi colore politico esse siano.
..
Iraul segnala:
Profezia di Pier Paolo Pasolini

A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi
Azzurri.

Era nel mondo un figlio
e un giorno andò in Calabria:
era estate, ed erano
vuote le casupole,
nuove, a pan di zucchero,
da fiabe di fate color
delle feci. Vuote.
Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio

scuoteva paglia nera
come nei sogni profetici:
e la luna color delle feci
coltivava terreni
che mai l’estate amò.
Ed era nei tempi del figlio
che questo amore poteva
cominciare, e non cominciò.
Il figlio aveva degli occhi
di paglia bruciata, occhi

senza paura, e vide tutto
ciò che era male: nulla
sapeva dell’agricoltura,
delle riforme, della lotta
sindacale, degli Enti Benefattori,
lui. Ma aveva quegli occhi
.

La tragica luna del pieno
sole, era là, a coltivare
quei cinquemila, quei ventimila
ettari sparsi di case di fate
del tempo della televisione,
porcili a pandizucchero, per
dignità imitata dal mondo padrone.
Ma si può vivere là! Ah, per quanto ancora, l’operaio di Milano lotterà
con tanta grandezza per il suo salario? Gli occhi bruciati del figlio, nella
luna, tra gli ettari tragici, vedono ciò che non sa il lontano fratello

settentrionale. Era il tempo
quando una nuova cristianità
riduceva a penombra il mondo
del capitale: una storia finiva
in un crepuscolo in cui accadevano
i fatti, nel finire e nel nascere,
noti ed ignoti. Ma il figlio
tremava d’ira nel giorno
della sua storia: nel tempo
quando il contadino calabrese

sapeva tutto, dei concimi chimici,
della lotta sindacale, degli scherzi,
degli Enti Benefattori, della
Demagogia dello Stato
e del Partito Comunista.
.

...e così aveva abbandonato
le sue casupole nuove
come porcili senza porci,
su radure color delle feci,
sotto montagnole rotonde
in vista dello Jonio profetico.
Tre millenni svanirono
non tre secoli, non tre anni e si sentiva dinuovo nell’aria malarica
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto tempo ancora, operaio di
Milano,
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?

Quasi come un padrone.
Ti porterebbero su
dalla loro antica regione,
frutti e animali, i loro
feticci oscuri, a deporli
con l’orgoglio del rito
nelle tue stanzette novecento,
tra frigorifero e televisione,
attratti dalla tua divinità,
Tu, delle Commissioni Interne,
tu della CGIL, Divinità alleata,

nel meraviglioso sole del Nord.

Nella loro Terra di razze
diverse, la luna coltiva
una campagna che tu
gli hai procurata inutilmente.
Nella loro Terra di Bestie
Famigliari, la luna
è maestra d’anime che tu
hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il figlio sa. (Se egli non sorride

è perché la speranza per lui
non fu luce ma razionalità.
E la luce del sentimento
dell’Africa, che d’improvviso
spazza le Calabrie, sia un segno
senza significato, valevole
per i tempi futuri!) Ecco:
tu smetterai di lottare
per il salario e armerai
la mano dei Calabresi.

Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.

Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camice americane.
Subito i Calabresi diranno,
come malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,

nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica,
voleranno davanti alle willaye.

Essi sempre umili
essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per
implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come

banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo
,

essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantarono
ai massacri dei re,
essi che ballarono
alle guerre borghesi,
essi che pregarono

alle lotte operaie…

…deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri – usciranno da sotto la terra per rapinare –
saliranno dal fondo del mare per uccidere, – scenderanno dall’alto del
cielo
per espropriare – e per insegnare ai compagni operai la gioia della vita

-per insegnare ai borghesi
la gioia della libertà –
per insegnare ai cristiani
la gioia della morte
– distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno come zingari

su verso l’Ovest e il Nord
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento.
..

www.youtube.com/watch?v=NdFBzmuzckM

Video tratto da “La voce di Pasolini”.
La poesia “Profezia” è recitata da Toni Servillo.
..

..
La Corte dei Conti è stata da poco espropriata dei suoi poteri e trasformata, come tutti gli organi di controllo dello stato, in una specie di impalcatura vuota e impotente, secondo il piano di Licio Gelli per il golpe strisciante sullo stato.
La P2 organizzò e ordinò, l’attore B eseguì, fortemente remunerato. La mafia ci mise del suo. E Confindustria vigorosamente applaudì. L’opposizione ipocrita sostenne. Mentre i cosiddetti intellettuali si facevano le pippe. E la sx radicale pure.
Restavano i cittadini, poveri cari. Credevano a B come a Babbo Natale. Vuoi essere così crudele da espropriarli di questa favola?
..
UN PREMIER A MISURA DUOMO

In questi giorni di relativa vacanza, Berlusconi ha infatti dato il via libera a una seria di bozzetti che molto presto diventeranno manifesti sei per tre. Da un lato la foto del presidente del Consiglio con il volto insanguinato, a destra lo slogan ”l’amore vince sempre sull’odio”. Da un lato l’immagine del premier con le bende, dall’altro lo slogan ”basta con le fabbriche dell’odio”. Contro di lui, ovviamente.
..
Nicola Rindi
Vogliono dedicare una via a Craxi, noto tangentaro.
E sia, dedicategli una bella TANGENZIALE! E’ la più appropriata.
..
“Ho sempre visto in Berlusconi un fondo di santità”
Don Verzé
Scusi, Don Verzé, non per sminuire, ma ha mai pensato di farsi visitare per una cataratta?
Vi
.,.
Mariapia

Un giovane assessore del Comune di Bologna diceva:
Attacchiamo un gancio al cielo e tiriamoci su; a tirare in basso sappiamo che siamo nati quasi tutti bravissimi”.
Fu uno straordinario assessore all’istruzione, e in quegli anni, a Bologna, è nata la rete delle scuole materne che ancora è uno dei pochi fiori all’occhiello di questa sfiorita città.
..
Renato Mazza
Ricordiamo le parole di Einstein:
Non pretendiamo che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo. La crisi è la migliore benedizione che possa capitare alle persone, e ai Paesi, perchè la crisi porta con séil progresso. La creatività nasce dall’angoscia, così come il Sole nasce dalla notte scura.
Nei periodi di crisi si sviluppano l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi insuccessi e la sua povertà disprezza il suo talento e rispetta di più i problemi che le soluzioni. La crisi vera è la crisi dell’incompetenza. Il problema delle persone è la pigrizia nel trovare vie d’uscita e soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita diventa routine, una lenta agonia. Sono le crisi che fanno affiorare il meglio da ognuno di noi, perchè senza crisi “il vento è una carezza”. Parlare della crisi significa promuoverla, non parlarne durante una crisi significa esaltare il conformismo. Invece di fare questo lavoriamo duramente. Mettiamo fine all’unica crisi che è davvero una minaccia per tutti: la tragedia di non volere lottare per superarla !

….
Leonardo
“Io una teoria ce l’ho, dicevo: dipende tutto da dove è piazzata la finestra. Gian Antonio Stella guarda internet come tutti noi, ma da una posizione infelice: quella di giornalista. Rifletteteci bene. Voi praticoni di internet avete i vostri riferimenti, i vostri feed, le persone simpatiche ed esperte di questo o quel settore che avete selezionato in anni di frequentazioni, ed è questo a rendere la vostra finestra così colorata e interessante. Stella ha avuto meno tempo di voi, e i frequentatori di internet forse li conosce soprattutto sotto forma di commentatori medi del sito del Corriere. Ma i commentatori medi al Corriere (o alla Repubblica), beh… è il caso di dire no comment. Davvero, cosa pensereste di Internet e di chi lo frequenta, se le uniche prove della loro esistenza fossero le tracce di bava che lasciano sui siti dei grandi quotidiani, e su qualche gruppo di facebook?”
..
Per il nuovo anno dedico due pezzi celebri a B, il leader più laido e più laeder degli ultimi 150 anni. Il 1° pezzo è di
Trilussa
La morte der Gatto

È morto er Gatto. Accanto
c’è la povera vedova: una Gatta
che se strugge dar pianto;
e pensa: – Pe’ stasera
me ce vorrà la collarina nera,
che me s’adatta tanto!

Frattanto la soffitta
s’empie de bestie e ognuna fa in maniera
de consolà la vedovella affritta.
– Via, sóra spósa!1 Fateve coraggio:
su, nun piagnete più, ché ve fa male…
Ma com’è stato? – Ieri, pe’ le scale,
mentre magnava un pezzo de formaggio:
nemmanco se n’è accorto,
nun ha capito gnente.
..
– E già: naturarmente,
come viveva è morto.
– E quanno c’è er trasporto?
– chiede un Mastino – Io stesso
je vojo venì appresso
.

Era una bestia bona come er pane:
co’ tutto che sapevo ch’era un gatto
cercavo de trattallo come un cane;
che brutta fine ha fatto! –
E dice fra de sé:
– È mejo a lui ch’a me.
– Ah, zittii! – strilla un Sorcio – Nun ve dico
tutto lo strazzio mio!
Povero Micio! M’era tanto amico! –
E intanto pensa: – Ringrazziamo Iddio! –

L’Oca, er Piccione e er Gallo,
a nome de le bestie der cortile,
j’hanno portato un crisantemo giallo.
– Che pensiero gentile!
– je fa la Gatta – Grazzie a tutti quanti.
E mentre l’accompagna
barbotta: – Che migragna!
Un crisantemo in tanti! –
Poi resta sola e sente
la vocetta d’un Micio

che sgnavola e fa er cicio…
Questo dev’esse lui! – dice la Gatta:
e se guarda in un secchio
che je serve da specchio…
In fonno, è soddisfatta
.

Il 2° pezzo che dedico a quel gran laeder di B è ‘a livella del grande (lui sì)
Totò

www.youtube.com/watch?v=AZ8mrzSKzQs&feature=related

poesia dove un poveretto viene seppellito accanto a un titolato che se ne risente:

Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, sì, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, sì, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente”


“Signor Marchese, nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”

“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”

..
Gennaro segnala
Stragi, nuove accuse
Marco Lillo

Nessuna orologeria: i verbali inediti di due altri pentiti che già nel ‘96 coinvolgevano il Cavaliere e Dell’Utri
Minchiate a orologeria. Secondo lo stato maggiore del Pdl le parole di Gaspare Spatuzza su Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi non sono credibili perché arrivate fuori tempo massimo: “I magistrati hanno chiesto per Spatuzza il programma di protezione solo dopo che il pentito ha fatto i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri”, ha detto il sottosegretario Alfredo Mantovano davanti a 5 milioni di spettatori ad Anno zero. Mentre per il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, Spatuzza non è credibile quando parla di una trattativa tra la mafia e il duo Berlusconi-Dell’Utri perché le sue accuse arrivano 11 anni dopo il suo arresto e ben 15 anni dopo i fatti.I due esponenti del Pdl dovranno trovare altri argomenti per smontare le parole di Spatuzza. Il programma di protezione per Spatuzza, infatti, è stato chiesto dalla Procura di Firenze il 28 aprile 2009 e quella di Caltanissetta ha dato il suo ok solo una settimana dopo. Mentre il primo verbale nel quale il pentito accusa Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri arriva due mesi dopo: il 18 giugno. Il baratto scellerato ipotizzato da Mantovano quindi, per dirla alla siciliana, è una minchiata. Non solo, è una minchiata in mala fede. Il programma di protezione è stato approvato il 23 luglio, un mese dopo le dichiarazioni di Spatuzza su Berlusconi, perché la Commissione ministeriale ha perso tempo per dare il via libera. E, purtroppo per lui, a presiedere quella commissione è proprio il sottosegretario Mantovano.
Anche la storia delle dichiarazioni a orologeria che arrivano all’improvviso dopo 11 anni si rivela una seconda “minchiata” in mala fede per chi conosce gli atti. Quando l’attenzione delle televisioni sarà scemata, due pentiti meno famosi di Spatuzza saranno chiamati a confermare le sue parole. Sono Pietro Romeo e Giovanni Ciaramitaro e i verbali delle loro dichiarazioni rese negli anni passati smentiscono la favoletta dell’improvvisa illuminazione di Spatuzza. Purtroppo il direttore del tg1 Augusto Minzolini quel giorno sarà distratto e non dedicherà un editoriale alle loro parole, come ha fatto quando i boss non pentiti Filippo e Giuseppe Graviano hanno fatto semplicemente il loro mestiere smentendo Spatuzza. Eppure le loro parole sono molto più interessanti perché arrivate in tempi non sospetti. Proprio per questa ragione, il pm Antonino Gatto ha chiesto di ascoltarli nel processo di appello a Marcello Dell’Utri.Giovanni Ciaramitaro è un semplice manovale della cosca di Brancaccio guidata dai fratelli Graviano. Nonostante il suo basso livello gerarchico, però la testimonianza di questo killer condannato per le stragi è ritenuta interessante perché risale al lontano 1996. Ciaramitaro ha raccontato che un mafioso di livello più alto, Francesco Giuliano, gli riferì le confidenze ricevute dai boss: “Berlusconi è amico nostro è quello che ci serve per aggiustare le leggi sulle carceri. Quando diventerà presidente del consiglio ci farà le leggi”.Ciaramitaro spiega poi che, in quell’occasione con Giuliano parlarono anche della strategia della mafia nel 1993-94. Giuliano gli avrebbe spiegato “noi dobbiamo fare le stragi e poi Berlusconi proporrà di togliere il 41 bis (il regime carcerario di isolamento per i mafiosi ndr). Io gli chiesi: “Ma allora il politico che avevate in mano è Berlusconi?”. E lui mi rispose: ‘sì è Berlusconi’”. L’altro pentito che il procuratore generale Nino Gatto ha chiamato a deporre nel processo Dell’Utri è Pietro Romeo.
Anche lui è un picciotto di basso livello che aveva il ruolo di artificiere e ladro di auto nel commando che si occupò delle stragi. Ma anche nel suo caso è la data a rendere interessante il suo verbale, depositato al processo Dell’Utri. Il 14 dicembre del 1995, quando Spatuzza non era stato ancora arrestato, Romeo ha raccontato ai magistrati di Firenze che il boss Giuseppe Graviano già nel 1993-1994 aveva raccontato il vero movente delle stragi ai suoi uomini più fidati, come Francesco Giuliano. Quelle parole poi erano state riportate ai livelli più bassi ed erano così giunte alle orecchie di Romeo.Quando Romeo chiese a Giuliano “‘scusa ma perché dobbiamo fare tutti questi attentati al nord?”. Il mafioso che era più vicino di lui ai boss rispose “che prima di essere arrestato Giuseppe Graviano aveva raccontato a Giuliano e ad altri che bisognava fare gli attentati di Roma Firenze e Milano e che un politico a Milano gli diceva che così andava bene e che dovevano mettere altre bombe. Questo colloquio ci fu mentre eravamo io e Giuliano da soli in auto, dopo il fallito attentato a Contorno del 14 aprile 1994”. Dalla lettura di questo primo verbale è evidente la ritrosia del pentito a entrare nei dettagli su un tema così delicato. Però il 29 giugno del 1996 (un anno prima dell’arresto di Spatuzza e 12 anni prima del suo pentimento) Romeo cita l’uomo che allora era il numero due della cosca. Quando il pubblico ministero Alfonso Sabella gli chiede “lei nel precedente verbale il nome del politico non ce l’ha fatto. Ora ci vuole dire qualcosa di più?”. Romeo risponde: “Io quel nome l’ho sentito da Spatuzza. Un giorno eravamo io, Francesco Giuliano e Gaspare Spatuzza in un campo di mandarini a Ciaculli. Quel giorno Giuliano disse: ‘ma sarà Andreotti il politico che ha fatto mettere tutti questi esplosivi?’ E Spatuzza rispose: ‘no’. Così è nato questo discorso. Allora Giuliano fece il nome di Berlusconi e Spatuzza disse che quel politico era Berlusconi.
Il colloquio avvenne intorno a ottobre del 1995”. Poi Romeo ricorda un altro particolare: “Spatuzza alle elezioni mi diede un bigliettino per un candidato di Forza Italia, ma non ricordo chi fosse”. Dopo il pentimento di Spatuzza e il suo primo verbale nel quale il pentito accusa Berlusconi (a giugno 2009) Romeo e Ciaramitaro sono stati risentiti. E hanno confermato le loro accuse. Romeo e Ciaramitaro in quei verbali lontani dicono più di Spatuzza. Mentre l’ex reggente del mandamento di Brancaccio (che dispone di informazioni di prima mano provenienti dal boss Graviano) non arriva mai a definire Dell’Utri e Berlusconi mandanti delle stragi, i due picciotti sostengono addirittura che “il politico di Milano” aveva deciso persino gli obiettivi da colpire nel 1993.Le loro informazioni però erano di terza mano e questa imprecisione, secondo i pm, non è una smentita della loro credibilità. Ma una conferma.

In Il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2009
www.19luglio1992.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2278:stragi-nuove-accuse&catid=20:altri-documenti&Itemid=43
..
Risolleviamoci con un delizioso video
Ecco come si conosce la musica
L’opera italiana al mercato di Valenza

www.youtube.com/watch?v=Ds8ryWd5aFw

..
http://masadaweb.org8

3 commenti »

  1. Se vuoi conoscere come si gestisce il “VERO POTERE”, anche quello “politico” e “religioso”; devi imparare a capire come, chi e dove si muove il DENARO!!! Ne volete un esempio !!!??? Leggete, cosa ha scritto uno dei banchieri più potenti al MONDO !!!
    “DATEMI IL CONTROLLO SUL DENARO DI UNA NAZIONE E NON MI PREOCCUPERO’ DI CHI NE FA LE LEGGI”
    Barone M.A. ROTHSCILD

    Buona lettura,
    da
    SDEI

    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/23108/48/

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 2, 2010 @ 11:46 am | Rispondi

  2. I vertici dell’ULTRACASTA CARBONE , LAZZARO, SALVATORE e FIUMARA avranno un regalo incostituzionale ? un anno in più di lavoro: Vergogna ! dato che a me la Cassazione ha sbagliato una sentenza (a firma CARBONE Pres. ) che mi toglie livelli, stipendi, liquidazione e pensione sottrattimi dalla Giunta Reg. della Campania a cui non serviva un architetto ! VERGOGNA ! VERGOGNA ! VERGOGNA !

    arch. Graziella Iaccarino-Idelson Napoli

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 3, 2010 @ 11:44 am | Rispondi

  3. Brava Viviana
    don Tonino è stato veramente questo
    “il vescovo del grembiule” un segno di amore e di contraddizone all’interno della chiesa. Un autentico credente nell’evangelo, per don Tonino Il Regno era già iniziato.

    Saverio da Bari

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 6, 2010 @ 11:41 am | Rispondi


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