Nuovo Masada

dicembre 29, 2009

MASADA n°1059. 20-12-2009. Ci mancava la bestialità del Partito dell’amore!

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Viviana
La distruzione del sistema Paese?
Fu vero amore

La demolizione della giustizia?
Fu solo amore

La rovina della Costituzione?
Fu troppo amore

La crisi dell’economia?
Conseguenza dell’amore

La derisione dell’uguaglianza?
Una visione dell’amore

Il patto con la mafia?
Patto d’amore fu

Il fisco in sberleffi?
Un grande atto d’amore

Lo scippo del TFR?
Sempre amore e amore

Leggi Bossi-Fini e Fini-Giovanardi
Tutti atti d’amore

Il Partito unico alla faccia della democrazia?
Ammore, ammore, ammore….

La graduale privatizzazione di tutti i servizi pubblici?
Una grande visione d’amore

I 503 milioni ai partiti al posto di 103?
Contabilità d’amore

Come disse la mia amica Licia al suo marito:
“Amami meno! Ma amami meglio!”
..
Massimo Fini
L’odio è un sentimento, come l’amore o la gelosia, e nessuno Stato, nemmeno il più totalitario, ha mai osato mettere le manette ai sentimenti. Le ha messe alle azioni, le ha messe alle opinioni, non ai sentimenti. Tanto più questo dovrebbe valere in una democrazia. Io ho il diritto di odiare chi mi pare e anche di manifestare questo mio sentimento. L’unico discrimine è la violenza. Io ho il diritto di odiare chi mi pare ma se torco anche un solo capello alla persona, o al gruppo di persone che detesto per me si devono aprire le porte della galera.

Voler mettere le manette all’odio, come pare si voglia fare introducendo il reato di “istigazione all’odio”, significa in realtà mettere le manette alla critica. Perché l’odio è una categoria psicologica di difficilissima e arbitraria definizione. Se io scrivo che il premier (si chiami B o Pincopallo) è stato dichiarato corruttore di testimoni in giudizio da un Tribunale della Repubblica, istigo all’odio o riporto un fatto di cronaca? Se scrivo che in nessun altro paese democratico, e forse anche non democratico, un premier che si trovi in una simile situazione non potrebbe rimanere un giorno di più al suo posto, istigo all’odio o esprimo una legittima opinione, giusta o sbagliata che sia? Se scrivo che un premier, si chiami B o altro, fa delle leggi “ad personam” che ledono il principio di uguaglianza, istigo all’odio o denuncio una grave anomalia del sistema?
B raggiunge poi l’apice della spudoratezza quando, dopo l’inaccettabile aggressione che ha subito a Milano, dichiara: “Quanto è avvenuto deve avvisarci del fatto di come sia davvero pericoloso guardare agli altri con sentimenti che non siano di rispetto e di solidarietà. Quindi da quest’ultima esperienza dobbiamo essere ancora più convinti di quanto abbiamo praticato fino ad oggi e cioè che è giusto il nostro modo di considerare gli avversari come persone che la pensano in modo diverso, ma che hanno il diritto di dire tutto ciò che pensano. E che noi dobbiamo difenderli per far sì che lo possano dire e che non sono nemici o persone da combattere in ogni modo, ma persone da rispettare. Lo facciamo noi con gli altri, ci piacerebbe che lo facessero gli altri nei nostri confronti”.
Rispetto degli avversari? Chi da 15 anni bolla tutti coloro che non la pensano come lui o che non agiscono come lui vorrebbe, come “comunisti” con tutta la valenza negativa che questo termine ha assunto oggi e quindi appioppando loro tutti gli orrori del comunismo? Chi ha detto che i magistrati (quelli che non si adeguano ai suoi desideri) “sono dei pazzi antropologici”? Chi ha detto di Di Pietro, dopo aver tentato invano di farlo entrare nel suo primo governo, che “è un uomo che mi fa orrore”?
Il diritto degli avversari di “dire tutto ciò che pensano”? Chi ha emesso l’“editto bulgaro” definendo “criminali” Luttazzi, Freccero e Travaglio, togliendo di mezzo i primi due e facendo additare, dai suoi mazzieri, Travaglio al ludibrio delle folle ed esponendo il giornalista che, a differenza sua, non è protetto da eserciti pubblici e privati, a pericolose ritorsioni?
Se vogliamo metterci sul piano dei Battista e dei B se c’è qualcuno che ha seminato e semina odio in questo paese è proprio B.
B è convinto che chi non lo ama “mi odia e mi invidia”. In termini psicoanalitici si potrebbe dire che “proietta la sua ombra”

www.ilribelle.com/
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Come non bastassero gli ignobili che storpiano le parole, ci sono anche gli emuli del Partito dell’amore, vedi D’Alema

Il re dell’inciuci
Marco Travaglio

Uno di questi, protagonista dell’inciucio prossimo venturo, anzi in pieno corso con il Partito dell’Amore è Massimo D’Alema. Massimo D’Alema ormai non riesce più a nascondere neanche per trenta secondi quello che vuole fare, perché è arrivato a un tale livello di inciucismo che gli scappano gli inciuci anche senza volerlo e quindi l’altro giorno, quando una giornalista gli ha chiesto se siamo nuovamente in clima di inciucio, lui ha risposto “ Beh, insomma, gli inciuci non sono mica sempre stati soltanto delle cose negative: per esempio, Togliatti ne fece di positivi, perché a volte gli inciuci servono”.

Il primo inciucio: salviamo Rete 4
Comincia subito con gli accordi sottobanco alla fine del 94: sopra il banco sfiducia il governo B insieme a Bottiglione, allora leader del Partito Popolare e a Bossi, che rovescia il governo di cui faceva parte nel dicembre del 94. Alla vigilia di quell’appuntamento, ossia della caduta del primo governo B il 22 dicembre 94, c’è una sentenza della Corte Costituzionale, la quale stabilisce un principio antitrust, correggendo la Legge Mammì, cioè la Corte Costituzionale stabilisce che la legge Mammì è incostituzionale laddove consente alla Fininvest di avere tre reti televisive, quindi impone che Fininvest scenda a due; a quel punto, subito dopo, cade il governo B.

Secondo inciucio: al macero la sentenza della Suprema Corte
“Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con B? Sarei curioso di sentire l’elenco”. Passano pochi mesi e, all’inizio del 95, B ha un altro terrore: ci sono i referendum sulle televisioni promossi dalle Acli, dal gruppo di Fiesole, un gruppo di giornalisti di sinistra, promosso da varie associazioni Arci: si tratta di vietare gli spot dentro ai film in televisione, danno enorme per chi campa sulla pubblicità televisiva e si tratta di portare il numero delle reti a una per ogni soggetto privato, ogni soggetto privato potrà avere una televisione, che è già il massimo concesso negli altri Paesi, ci sono dei Paesi come la Spagna in cui non si può possedere neanche la metà di una rete televisiva, bisogna mettersi in società con altri.

L’inciucio definitivo: la bicamerale e l’eleggibilità fuorilegge di B
E allora B teme fortemente l’aspetto giudiziario, ora che i giudici hanno le mani sulla sua finanza estera, dalla quale poi si scopre che partiranno non solo i soldi per Craxi, ma anche i soldi per pagare i giudici, per aggirare le leggi antitrust in Italia, in Spagna etc.. E allora che cosa decide? Quando è debole sul fronte giudiziario B fa la faccia serena e amorevole e chiede aiuto: il suo modo di chiedere aiuto è offrire il dialogo, il csx, nel momento in cui dice “ dialoghiamo, non andiamo alle elezioni”, che cosa dovrebbe fare?
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Bruno Bassi
La mamma dice a Pierina:
“Pierina che cosa vuoi fare da grande?”
E Pierina guardando il tg:
“…..la zoccola…mamma…la zoccola!”
Il Babbo dice a Pierino:
“Pierino che cosa vuoi fare da grande?”
E Pierino guardando il tg:
“…..il frocio…babbo…il frocio!”
Alla fine si alza il fratellino piccolo di Pierino e di Pierina e guardando Korona in TV dice: “Mamma!….Babbo!….. io da grande voglio fare il pappa!”

Questa è la cultura made in PDL
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Francesca
Premio speciale per l’ecologia all’Italia:
non ci si muove più né con l’aereo, né col treno,
nemmeno in auto, solo in ciucio.
Evviva!!!

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Edy
Filastrocca per l’Inciucio
Sopra la panca D’Alema Arranca
Sotto la panca D’Alema Campa

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Dai cioccolatini Perugina di Arcore
“Love is…”
Non rompere i coglioni al premier e lasciargli fare tutte le leggi ad personam che gli pare
Darix
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Il partito dell’amore
Vittorio Emiliani

Assimilare atti diversi di 2 diverse persone in cura da anni per disturbi mentali a un’unica “teoria della violenza” è un’ardua e mistificante impresa. B – che compare “in voce”, ogni giorno da Arcore, sui media– parla di «odio che rende violente contro l’avversario politico le menti più fragili». Il tg mette sullo stesso piano di «prodotti dell’odio politico» il lancio folle di Tartaglia e la svizzera Maiolo. Due episodi che, semmai, dovrebbero far riflettere sulle inadeguatezze della sicurezza.
È già inqualificabile dare nome e cognome ai “mandanti” di Tartaglia. Ma impastare insieme i due gesti come sintomi di uno stesso clima politico inquinato è folle. E’ creare l’incendio permanente tra il “partito dell’amore” (senza allusioni al lettone di Putin) e il “partito dell’odio”. Nel 1° chi ama B incondizionatamente. Nel 2° chi non lo apprezza affatto. Ma il dissenso, in democrazia, non è legittimo?
Quando B – dopo l’Epifania, dal greco epiphàino, appaio – riapparirà, proporrà riforme vere o leggi su misura per se stesso? Nel 1° caso sarà meglio andare a vedere le carte. Nel 2°, sarà sbagliato proseguire ogni dialogo. Ma allora non si entrerà a far parte, automaticamente, delle «fabbriche di menzogne, estremismo e anche di odio»?
Non è proprio bello che B si appoggi a un don Gelmini rinviato a giudizio per abusi su minori. Ancor più sorprendente che rivendichi il motto «noi rispettiamo l’avversario politico». Non si ricorda quando parlava delle “stronzate di Prodi”, o mimava la sx che va al governo e subito straccia il suo programma, o diceva «non credevo di fossero tanti coglioni», o chiamava Rosy Bindi «più bella che intelligente»? T
Se il B dell’Epifanìa, o della nuova “apparizione”, sarà diverso e proporrà leggi condivisibili, spiazzerà per primi i suoi sostenitori, come Minzolini, che fanno un solo fascio di Tartaglia e Maiolo per parlare di clima di odio contro B alimentato dalla sx. Ora e sempre “comunista”, ovviamente.

www.unita.it/news/vittorio_emiliani/93095/il_partito_dellamore
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Dobbiamo dedurre che anche la criminalità organizzata, la P2 e la corruzione dell’apparato pubblico siano espressioni (o mandanti) del partito dell’amore?
E D’Alema e Violante cosa sono? Innamorati? O innamorandi?
E al posto della Costituzione italiana che ci mettiamo? Il Kamasutra?
Vi
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Ma insomma, che gli è successo a questo terzo di italiani plagiati e rimbambiti per preferire ancora B?

la sua attività preferita: mentire su tutto, rubare e truffare il fisco, cioè noi tutti, inquinare e corrompere

il suo socio di riferimento: la mafia, intendendo anche la camorra e la ‘ndrangheta

il suo consigliere prediletto: Dell’Utri, già condannato per collusione con la mafia

i suoi scopi dichiarati: arricchire se stesso, rendere impunibile e improcessabile se stesso, mettere tutto il potere dello stato nelle sue stesse mani

la sua strategia di potere: rendere inattaccabile la casta ma in particolare se stesso e distruggere dalle fondamenta la Costituzione

la sua donna ideale, quella che propone alle donne azzurre: la D’Addario, ma vanno bene anche le sorelle Lecciso

il suo eroe nazionale, che propone agli uomini azzurri: Mangano, narcotrafficante e pluriomicida

il suo prete preferito, che propone ai preti azzurri: Don Gelmini, sotto inchiesta per pedofilia

i suoi eroi guida che propone ai giovani azzurri: Mambro e Fioravanti, stragisti neri implicati nella strage della stazione di Bologna

il partito alleato che gli piace più di qualunque altro partito: la Lega antidemocratica, anticostituzionale, anticristiana, barbara, xenofoba e razzista

Non c’è nulla in questo individuo che resti scoperto o occulto. Il diavolo mostra palesemente corna, coda e odore di zolfo e i fedeli gli baciano reverenti il culo.

Ci mancava giusto come socio in affari D’Alema, che conviene con lui (come del resto Franceschini e il resto della baracca) su un bel premierato forte a diretta elezione popolare, senza contrappeso alcuno, con gli organi costituzionali mozzati e una bella stampa embedded e siamo piombati direttamente nel terzo mondo.
E’ questo che i berlusconiani vogliono ardentemente?
Vi
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Ci sono amori auspicabili
Ci sono amori leciti
Ci sono amori incestuosi
Ci sono amori immorali
Ci sono anche amori contro natura. E quello del Pd per B lo fu.

Vi
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Più che la casa delle libertà
il casino dell’amore

Vi
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Missy Eliott
E non avete visto i Re magi con le cravatte verdi!
Tranne Baldassarre, per una questione di abbinamento di colori.
Il nero col verde non Lega…

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Leo segnala questo fantastico
Papi-lo delle libertà

www.youtube.com/watch?v=DXQXL4JN4XM&feature=player_embedded

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Voi che dite? Ce la faremo o l’Italia l’è pesta?
Maria Pia
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I pessimi tg del Natale
Viviana

Non c’è nulla di più deprimente di questi tetri telegiornali natalizi.
Uno si aspetterebbe dei servizi tv su volontari e associazioni no profit,
dolci letterine di bambini a Babbo Natale,
episodi di vita comune che dimostrano che il mondo è ancora buono,
poesiole natalizie,
recite scolastiche,
opere di bene e di carità,
miliardari televisivi che regalano migliaia di euro agli anziani,
o tende antifreddo ai barboni,
magnati che si pentono a promettono per l’anno nuovo una maggiore giustizia sociale,
ricchissimi che fanno pubblicamente il fioretto di pagare il prossimo anno tutte le tasse e dichiarano persino che ‘tasse è bello’,
finalmente il veto ai sacchetti di plastica che ammazzano le balene e gli oceani,
tasse rimandate ai terremotati come regalo natalizio,
industriali che assumono gli operai licenziati da qualche altra fabbrica,
strenne governative per indurre una maggiore fiducia e speranza,
star che offrono qualche spettacolo gratis agli ospiti di qualche casa protetta,
uomini di partito che sostengono fermamente qualche giusta causa,
apertura di botteghe dove tutto quel che si porta è un regalo per qualcun altro..
e invece ci tocca vedere questi troiai tristissimi
-anticipati i saldi in tutte le città,
-rumena brucia nella sua baracca,
-rissa tra albanesi.
-il viola lugubre sarà di moda per altri 4 anni malgrado sia il colore anti-B
-assassinato pizzaiolo,
-presi bambini ladri di strada,
-spiaggiate 155 balene in Nuova Zelanda..
Unico conforto: sono felicemente assenti in questi giorni i membri del famigerato partito dell’amore e la banda di drogati al seguito (non è apparsa un’opera di bene da nessuno di questi amoruzzi nemmeno a Natale!)
Onnipresente, anche a Parlamento chiuso, l’insopportabile Gasparri.
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L’ombra periferica della quotidianità avvolgeva oramai i nostri giorni. Frantumava le nostre giovani menti. La quotidianità diventò frenesia, la frenesia….anomalia e poi abitudine. Eravamo ostaggi della nostra stessa vita. Un surrogato di vita, e noi come tartarughe, lenti nel reagire.

Tartarughe surrogate
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E io che speravo in una crescita verticale!
ma il partito dell’amore non è un partito orizzontale?
con uno che sta sopra e uno che sta sotto?
B sopra e tutta l’Italia sotto?
ma che partito è?
Vi
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E il senso critico dove è finito?
Negli altri paesi fanno piani e progetti per salvare il clima, le energie sostenibili, il territorio, i diritti umani, il futuro, i giovani, il lavoro..… nel nostro paese un pazzo delira sul partito dell’odio e dell’amore, in puro stile disneyano.
Siamo intrappolati in una fiaba, ma è una fiaba dell’horror e che la politica di un intero paese di 60 milioni di persone, con i loro diritti e bosgni sacrosanti, si sia ridotta a una fiaba pessimamente recitata è cosa che fa anche più orrore, come un incubo surreal che non ha mai fine.
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Eccolo il partito dell’amore

http://www.youtube.com/watch?v=p10NImqs0u4&feature=player_embedded

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Fallita ogni strategia di pompa e gloria dentro il csx, D’Alema si ricicla una nuova carriera sfolgorante dentro il cdx di B.
Speriamo che lo mandi a picco come ha fatto per il suo partito.
Dove non poté il crimine di B, forse potrà la mano maledetta di D’Alema.
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Dalle news era sparita anche la scarsità dei convenuti alla celebrazione di B
1.500 persone, hanno detto
ma di queste, 300 almeno erano contro
e c’erano poi passanti eventuali
e una folla ingente di agenti, guardie del corpo, e giornalisti
insomma per essere il partito del 68% degli italiani, ha ottenuto una piazza tra le peggiori degli ultimi 150 anni! 🙂
Ricordo che solo per vedere le due ragazze dello spot su Tim a Genova c’erano 15.000 persone
Chissà perché mi sembra che questo gesto scaramantico del Tartaglia abbia come rotto un incantesimo (anche se a caldo i sondaggi sono saliti, ma questo non vuol dire nulla, è un modo come per prendere la distanze da un gesto violento), ma ho l’impressione che la parabola di B sia alla fine
Tartaglia segna un discrimine
Se solo non avessimo questi stronzi dell’opposizione che fanno inciucino e quello stronzo massimo di D’Alema che nell’inciucio ci è morto e sepolto….
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La giustizia (da Spoon River di Edgar Lee Master)

La macchina del Clarion di Spoon River fu distrutta
ed io spalmato di pece e coperto di penne,
per aver pubblicato questo,
il giorno in cui gli Anarchici vennero impiccati a Chicago:

Vidi una donna bellissima con gli occhi bendati eretta sui gradini di un
tempio di marmo.
Grandi moltitudini passavano davanti a lei, sollevando la faccia ad
implorarla.
Nella mano sinistra teneva una spada.
Brandiva quella spada, colpendo a volte un bimbo, a volte un operaio,
ora una donna che tentava sottrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettati pezzi d’oro da quelli che schivavano i colpi

della spada.
Un uomo con la toga nera lesse da un manoscritto:
“Ella non rispetta gli uomini.”
Poi un giovanotto col berretto rosso
balzo’ al suo fianco e le strappo’ la benda.
Ed ecco, le ciglia erano corrose

dalle palpebre imputridite;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un’anima morente
le era scritta sul volto – ma la moltitudine vide perche’ portava la
benda.”


Bilanci di fine anno
Viviana

Le atroci follie del governo B:
-la distruzione del sistema processuale e penale
-la rovina dei fondamenti della democrazia: sovranità popolare, uguaglianza di tutti di fronte alla legge, organi di bilanciamento e di controllo, responsabilità delle cariche politiche, libertà di espressione e di manifestazione
-esplicito aiuto ai capitali mafiosi
-un fisco impazzito che aprirà voragini di evasione futura ancora maggiore, del tutto insostenibili per qualunque paese civile
-le grandi opere inutili; la TAV, il ponte sullo stretto, le dieci centrali nucleari, gli incineritori senza un piano di riciclo e di economia dei rifiuti, la mancata ricostruzione de L’Aquila
-98 miliardi di furto al Fisco da parte delle lotterie e 20 miliardi di aiuti europei alla Calabria insabbiati nel nulla
-13 miliardi per 131 cacciabombardieri atomici
-lo scippo del TFR

….e dopo tanto macello, ancora dovremmo affidare a costoro le riforme costituzionali?
Viviana
..
Sul film Welcome. Colpevoli di silenzio
Enrico Peyretti

Come la Germania anni ‘30
Sentiamoci tutti in debito di vedere questo film, Welcome, di Philippe Lioret, francese. Ci mostra quello che sappiamo, ma cerchiamo di ignorare, più altri particolari polizieschi, della guerra francese ai migranti. Con le leggi si cacciano gli umani discriminati, con l’aiuto di cani cacciatori di umani.
Ma la guerra è quasi uguale da noi. Si esce dalla sala vergognosi e colpevoli, per il crimine di lesa umanità perpetrato dai governi, dai legislatori, dalle polizie, e da noi cittadini sovrani, anche se aborriamo l’infima Lega razzista. All’uscita, ci guardiamo in faccia, un anziano signore e la moglie, indignati e colpiti come noi, e ci diciamo: «Come in Germania anni ’30!». Stringo le loro mani senza poter parlare per il nodo alla gola. Leggete trama e recensioni, ma guardate il film, per rispetto al dolore che noi causiamo due volte: nei paesi prima dissanguati dal capitalismo e ora pugnalati dalla guerra.
Siamo in Francia, 2008, a Calais, e, secondo le leggi applicate ad arbitrio della polizia, è reato aiutare un clandestino che cerca di passare in Inghilterra, anche solo ospitarlo una notte. Sul filo di un amore tra due giovani iracheni – Bilal che vuole raggiungere Mina in Inghilterra – c’è una storia orrenda e tragica. È storia nostra, di questi giorni. Anche a Torino c’è un campo di detenzione di innocenti, colpevoli di essere stranieri in fuga da condizioni che noi non sapremmo tollerare. Perciò li rinchiudiamo in corso Brunelleschi e li rispediamo nell’inferno da cui fuggono. Noi cittadini siamo colpevoli di non ribellarci. Io sono colpevole. Ho fatto solo qualche manifestazione. Ho scritto più duro che potevo. Non di più.
Gridiamo che legislatori e governanti sono colpevoli di lesa umanità, legge superiore alle loro leggi disumane. Poliziotti, informatori, insegnanti, intellettuali, sono colpevoli di collaborare, o tollerare, o tacere. Sono colpevoli i predicatori del vangelo che non dichiarano flagellatori di Cristo tutti i colpevoli di razzismo, noi compresi. Nell’elenco di tutto ciò che offende Dio, i preti non dicono che solo offendere e scacciare il povero schiaffeggia Dio. Filtrano il moscerino e ingoiano il cammello.
L’Italia manda, tutti i partiti d’accordo, migliaia di costosissimi militari in guerre chiamate pace, in onore al falso, che è la lingua del dominio e del prestigio armato. E neghiamo il necessario per l’accoglienza umana delle vittime. Per un profugo che cede alla disperazione, li criminalizziamo tutti. L’Italia razzista si danna il cuore, e le chiese non lo gridano in piazza, come Giona a Ninive (che oggi è bombardata).
Ci sono associazioni di legali per questa causa. Ci sono associazioni di volontari impegnatissimi. Chiedo a chi vuole di unirci tutti, con l’assistenza professionale dei primi, per denunciare personalmente alle istanze mondiali ed europee dei diritti umani gli autori personali del grande crimine di lesa umanità. I partiti si scambiano accuse personali, e nessuno pone la condizione assoluta: essere umani.
Noi siamo obbligati a violare queste leggi. La prigione mi fa paura (forse la eviterei coi miei 74 anni), soldi per pagare risarcimenti non ne ho l’ombra. Ma dobbiamo violarle insieme, in tanti. Mostrare sulle nostre persone di cittadini l’offesa fatta agli extra-cittadini. C’è una sola umanità e una sola cittadinanza mondiale. Certo, gli afflussi non possono essere caotici, per il bene degli stessi profughi. Il modo si trova se c’è l’animo. E l’animo finora è nemico del profugo.
Oggi noi siamo come i tedeschi e i polacchi che vedevano passare i treni piombati o i prigionieri al lavoro schiavile, e non gridavano. Anche a loro era facile vedere che non c’era nulla da fare. I ragazzi della “Rosa Bianca” non tollerarono. A noi è facile anche accusare Pio XII di silenzio, ma oggi il diritto umano, che è unico, accusa noi, colpevoli dello stesso silenzio.
Io cerco con lo scritto, e chiedo aiuto a chi sa meglio come agire in tutta chiarezza, di trovare insieme la più frontale sfida personale e collettiva alle leggi razziste e alla mentalità feroce che le sostiene e la applica. Tocca anzitutto ai vecchi come me, che hanno meno da perdere, spendere fino in fondo i dolorosi apprendimenti della vita, per risvegliare nelle coscienze qualche seme di giustizia.
Chi mi risponde disponibile?
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Beppe Grillo

L’Italia è uno Stato feudale, non una democrazia. E’ il superamento della democrazia. Il capitale applicato al Medio Evo. I partiti regnanti hanno occupato il Parlamento e nominano direttamente i loro dipendenti, i loro amici, i famigliari, le amanti. C’è la moglie di Fassino del Pdmenoelle che è eletta da 7 legislature, dai tempi di Reagan e del Muro di Berlino. Ci sono gli avvocati di B che fanno una legge su misura ogni volta che ha un processo. Esistono due partiti regnanti, il Pdl e il Pdmenoelle. Si sono spartiti il Parlamento. Il Parlamento è un utile strumento in mano al Governo Regnante che lo usa, insieme all’Opposizione Silente, per assegnare le risorse dello Stato ai Vassalli: autostrade, frequenze televisive, acqua, energia, territorio.
Le risorse dei cittadini sono date in concessione per decenni ai vassalli amici che garantiscono così il controllo economico del Paese. “Il feudatario o vassallo non era il proprietario della terra, ma solo un usufruttuario che riceveva beni e protezione da un potente in cambio della sottomissione e di un giuramento vassallatico di fedeltà” (*).
I Vassalli italiani sono riuniti in una confederazione detta Confindustria, la Confederazione dei Vassalli di Stato. Ad esempio, il vassallo Benetton ha in concessione le autostrade, già pagate da generazioni di italiani, e chiede il pizzo al casello. I vassalli riuniti nella Hera, azienda multiutility, hanno invece lo sfruttamento dell’acqua.
Può capitare che il vassallo diventi un successore al trono. E’ il caso di B al quale il socialista regnante Craxi, ladro e latitante, regalò le concessioni televisive. Grazie all’informazione e ai soldi della raccolta pubblicitaria, il vassallo B divenne presidente del Consiglio. In seguito, D’Alema, nel suo breve (ma non abbastanza) regno, promulgò una legge ad hoc per consentire a B di pagare solo l’uno per cento dei ricavi allo Stato per le frequenze di tre reti televisive nazionali. D’Alema, quello che è stato trombato come mister PESC per fortuna dell’Europa, andò oltre il concetto di concessione con le donazioni di Stato. Nel 2000 donò a Colaninno e Gnutti, definiti “capitani coraggiosi”, Telecom Italia, la più grande azienda del Paese, spolpata in seguito da Tronchetti Provera. La donazione avvenne con l’acquisto a debito. Colaninno indebitò Telecom e con i soldi del debito la comprò con l’assenso del governo regnante. Telecom Italia è ora tra le aziende telefoniche più indebitate del mondo in attesa di finire in bocca a Telefonica, e l’Italia la nazione più arretrata d’Europa per la diffusione della banda larga. Un’altra grande donazione ai vassalli avvenne per Alitalia. B la divise in due parti: una good company e una bad company. La good company finì ai soliti noti della Confindustria dei Vassalli, tra cui i sempiterni Colaninno e Tronchetti, la bad company, con tutti i debiti, rimase a carico dei contribuenti.
I Partiti Regnanti governano con favori, concessioni, donazioni e aiuti di Stato come avviene per la Fiat, il feudatario di Torino, ma anche attraverso Grandi Opere Inutili pagate dai contribuenti, come il Ponte di Messina, la Tav in Val di Susa, le centrali nucleari, gli inceneritori, i rigassificatori, tutte opere realizzate dai Vassalli di Confindustria, Marcegaglia, Ligresti, Romiti, Caltagirone. Le donazioni avvengono inoltre con l’utilizzo delle risorse della Comunità Europea date a vassalli regionali collegati con le mafie senza alcun controllo sulla loro destinazione. I soldi per i depuratori e per le nuove imprese si trasformano in tangenti e le tangenti in voti. L’Italia feudale è per questo prima assoluta per truffe ai danni della Comunità Europea. I partiti regnanti trasformano le risorse dello Stato (nostre) in regalie e la democrazia in una barzelletta. Gli italiani sono i nuovi servi della gleba. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure.
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Scrive per Masada
Dal superato “regicidio” al rinnovato “presidenticidio”
Rosario Amico Roxas

Nel tg4 del 23 dicembre, in obbedienza cieca ed assoluta alle indicazioni del padrone, il fido fede si è lanciato in una accurata analisi dell’attentato al cavaliere, ripetendo per la 600° volta che “avrebbe potuto costare la vita del presidente”. Il cavaliere ha perdonato l’esecutore, ma ha inviato ai magistrati il suo segnale, che più che segnale è in ordine di servizio; ha, infatti, “suggerito” ai magistrati di non essere troppo teneri, altrimenti sarebbe passato il messaggio liberatorio di una libertà di “tiro al bersaglio” al presidente.
Il fidofede ha colto la palla al balzo ed ha ubbidito: il “duomatore” deve essere denunciato e processato per “tentato omicidio premeditato” , sfidando la magistratura a fare diversamente…!
Che il fido fede non tema il ridicolo lo ha dimostrato e lo dimostra ad ogni apertura del suo TG4, ma quando afferma la premeditazione nel gesto di un malato di mente, offende anche la più banale intelligenza. La premeditazione prevede una integra capacità di intendere e volere, e non prevede il reperimento di un mezzo offensivo occasionale e improbabile
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Low job
Dati Istat sul lavoro: l’Italia conta due milioni di disoccupati. E non ha ancora finito.
(Due milioni di disoccupati! Urge un nuovo gioco a premi)
In giro c’è così poco lavoro che l’Istat ha pregato di smettere di laurearsi in statistica.
Oltre due milioni di italiani senza lavoro. E poi dicono che questo governo non è in grado di riempire le piazze.
Scajola: “È molto meglio della media UE”. Ma parlava del suo stipendio.
La categoria degli inattivi include studenti e casalinghe, ma anche i cosiddetti ‘scoraggiati’: ovvero i disoccupati di lungo corso che ormai non cercano più lavoro perché convinti che il mondo finirà nel 2012.
(La buona notizia: per ogni scoraggiato c’è un farmacista che lavora a pieno regime)
Il problema disoccupazione è talmente drammatico che l’idea di mettere un crocifisso in ogni aula è vista come un’opportunità.
Il Giornale dà la notizia: “Luoghi di lavoro più spaziosi e spettacolare incremento degli hobby”.
I disoccupati in Italia sono talmente tanti che presto ci si troverà costretti a licenziarne qualcuno.
Il tasso di disoccupazione supera l’8%. Questo significa che in Parlamento c’è posto per due partiti di sx!
In aumento anche il tasso di inattività, che rappresenta quelle persone che ormai non cercano più lavoro perchè sono parlamentari.
Crollano anche le opportunità di lavoro femminile. Almeno fin quando non passerà questa moda dei trans.
30.000 lavoratrici in meno rispetto a settembre. Anche mia moglie ha smesso di prepararmi la cena.
(Una volta per una donna era più facile: bastava trovare un dirigente a cui piacesse il suo culo)
Se i disoccupati italiani salissero ognuno sulle spalle dell’altro, potrebbero sfiorare la Luna. Tanto non hanno un cazzo da fare.
A ottobre il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 27%. Poi è andato a drogarsi con gli amici.
Il numero delle persone in cerca di lavoro è di 2.004.000, in aumento del 2% (39.000 persone) rispetto a settemb… ehi, guardate là! Un immigrato clandestino!
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Sauro manda
temi.repubblica.it/micromega-online/i-lavoratori-e-la-trappola-dellarbitrato/

I lavoratori e la trappola dell’arbitrato
Luciano Gallino

L’ art. 35 della Costituzione recita: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni». Questa speciale tutela è resa necessaria dal riconoscimento che in tutte le fasi del rapporto di lavoro – l’ assunzione all’ inizio, poi le condizioni in cui si effettua la prestazione lavorativa, sino alla cessazione del rapporto per licenziamento o altri motivi – il lavoratore rappresenta dinanzi al datore di lavoro la parte più debole. Ciò è stato ribadito da una lunga serie di sentenze dell’ Alta Corte e della Cassazione.
Ma è in arrivo il disegno di legge n. 1167, un orrendo coacervo di 52 articoli che affrontano le materie più disparate, tra cui l’ età pensionabile dei dirigenti medici e il congedo di maternità, i gruppi sportivi delle Forze Armate e l’ albo delle imprese artigiane. Nel bel mezzo del testo compaiono tre articoli, dal 32 al 34, che sembrano concepiti apposta per indebolire ancora la parte che è già la più debole nel rapporto di lavoro – appunto il lavoratore, con il potenziamento di istituti come l’ arbitrato e la conciliazione per risolvere le controversie di lavoro, a scapito della via giudiziaria. Che cosa siano questi istituti è noto. Quando due soggetti sono in lite, ma vorrebbero evitare i tempi e i costi di una causa in tribunale, designano congiuntamente un arbitro e al suo parere si attengono. Nel caso della conciliazione cercano invece di addivenire a un accordo, vuoi trattando tra loro, vuoi accettando o richiedendo l’
intervento di un terzo. Ora, sia l’arbitrato che la conciliazione configurano un rapporto sociale ragionevolmente equilibrato allorché i soggetti in conflitto si trovano in una posizione di potere analoga e dispongono di mezzi economici simili. Per contro i due istituti configurano un rapporto decisamente squilibrato se uno dei soggetti è un imprenditore che al momento di assumere qualcuno può scegliere tra centinaia o migliaia di candidati, e l’ altro è un giovane o un disoccupato che ha un bisogno disperato di trovare un’occupazione.
È qui che scatta la trappola del dl. 1167. Esso prevede infatti (art.33, comma 9) che al momento di sottoscrivere un contratto di lavoro davanti a una delle tante commissioni locali cui è attribuito il compito di certificare se il contratto stesso definisce un’occupazione alle dipendenze oppure un lavoro autonomo (tipo collaboratore a progetto), di durata determinata oppure indeterminata e altre condizioni, il lavoratore deve compiere una scelta drastica. Deve cioè aderire, o rifiutare, un compromesso con il quale s’impegna, nel caso sorgano future controversie di lavoro, a rinunciare al ricorso al giudice a favore di una procedura di arbitrato o di conciliazione. Dei quali, stante lo squilibrio socio-economico che sussiste tra le due parti, si può agevolmente prevedere l’ esito. Tanto che la stessa Corte costituzionale si è più volte pronunciata contro il ricorso all’ arbitrato nelle controversie di lavoro.
Così il ricorso alla giustizia del lavoro diventerà un lusso,o un rischio, che pochi lavoratori vorranno permettersi. In ogni caso, la neo occupata o l’ ex disoccupato i quali abbiano rifiutato di firmare all’ atto dell’assunzione il suddetto compromesso, e volessero correre il rischio, o permettersi il lusso, di adire al giudice del lavoro perché qualcosa non va nel loro contratto, troveranno un giudice che a loro favore, se il disegno di legge in questione diventa legge, potrà fare ben poco.
Questo perché al potenziamento dell’ arbitrato fa riscontro il depotenziamento del giudice. Il giudice, a fronte di una controversia di lavoro, deve limitarsi unicamente a stabilire se il contratto tra il datore di lavoro e il lavoratore sia stato stipulato in forma legittima o no. La nuova legge gli vieta espressamente di intervenire in merito a valutazioni tecniche, organizzative e produttive. In tal modo la possibilità per il giudice di esercitare giustizia, e per il lavoratore di ottenerla, è definitivamente mutilata.
Le mansioni, gli orari, i mezzi di produzione che deve utilizzare, le relazioni che deve intrattenere con soggetti terzi, l’ organizzazione stessa del lavoro configurano come totalmente dipendente un lavoro che il contratto sottoscritto definiva come autonomo; così come può accadere l’ esatto contrario. Ma il lavoratore che si ritiene danneggiato non avrà più interesse ad andare dal giudice per denunciare che le condizioni di lavoro effettive sono radicalmente diverse da quelle previste dal contratto iniziale. La nuova legge vieterà infatti all’ operatore di giustizia di indagare sui suddetti aspetti sostanziali del rapporto di lavoro.
Mentre si discute placidamente di possibili intese bilaterali per compiere grandi riforme della seconda parte della Costituzione, riguardante l’ ordinamento della Repubblica, vi sono articoli fondamentali della parte prima, riguardante i principi, che quasi ogni giorno vengono erosi, elusi, smontati pezzo a pezzo dalla maggioranza a forza di piccole leggi dall’ apparenza innocua, incomprensibili o ignote ai più, ma irte di conseguenze sociali di rovinosa portata.
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FORZE ARMATE E PRIVATIZZAZIONE
Gianluca Di Feo

Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni. Che spenderà oltre 3 miliardi l’anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico
Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No: è una legge. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria, che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d’amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari dell’opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. “Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all’Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d’affari”, dice il senatore pd Gianpiero Scanu.
Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Corsetto che diventa una società per azioni!

espresso.repubblica.it/dettaglio/forze-armate-e-privatizzate/2117172//0
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Non ci sono più i celti di una volta
Un tempo i Galli boi alzavano il tridente
Oggi i nuovi druidi innalzano le forchette

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Susanna Camusso
Viviana Vivarelli

Bellissima persona Susanna Camusso della GCIL!
Gran bel personaggio! Pulita, schietta, modesta e forte! Una figura antica di cui avremmo oggi molto bisogno.
Peccato che la CGIL vieti ai suoi di occupare cariche politiche perché con 5 o sei donne come lei e la Rosi Bindi avremmo un’opposizione degna di questo nome di cui andare fieri!
Milanese, 54 anni, sindacalista fin da quando ne aveva 20, comincia coordinando le politiche delle 150 ore e diritto allo studio per la Flm di Milano, la categoria unitaria dei metalmeccanici Cgil, Cisl e Uil.
Dal 1977 dirige la Federazione Impiegati Operai Metallurgici (Fiom) per poi cominciare a seguire le politiche del gruppo Ansaldo.
Nell’ 80 entra nella segreteria Fiom di Milano e nel 86 in quella regionale della Lombardia.
Dal settembre del 93 alla fine del 97 è in segreteria nazionale della Fiom con la responsabilità del settore auto prima e in seguito della siderurgia.
Nel dicembre del 1997 viene eletta segretario generale della Federazione Lavoratori Agro Industria (Flai) Lombardia, incarico che ricopre fino all’elezione a Segretario Generale della Cgil Lombardia nel luglio del 2001.
Eletta in Segreteria Confederale Cgil il 16 Giugno 2008.
E’ responsabile delle Politiche dei Settori produttivi -Piccola, Media e Grande Impresa, Cooperazione, Artigianato, Agricoltura.
Donna marinaio con trentennale esperienza femminista.
Nel 2010 scade il suo mandato. Spero proprio che entri in politica. Io una così la voterei subito.
Abbiamo in Italia dei personaggi di una tale bellezza morale da destare ammirazione e speranza:
Stefano Rodotà
De Magistris
La Bocassino
Susanna Camusso
Zarebelsky
Rosi Bindi
Epifani
Travaglio
Padellaro
Di Pietro
Elena Paciotti…
Finché ci saranno persone così, abbiamo ancora speranza. Altro che l’abietto partito dell’amore!!
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Frattini: «Per il decennale della morte di Bettino Craxi andrò ad Hammamet»
Cesare Beccaria

Caro presidente della Repubblica, se un ministro va a onorare un latitante condannato per corruzione e finanziamenti illeciti al suo partito e varie ruberie, che è sfuggito ai processi ed alla sentenza per non essere incarcerato , non è immorale che un tuo ministro lo vada a commemorare, non un invito a delinquere, perchè allora non istituisci una medaglia d’oro al valore dei ladri?
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Tutti a discutere su quanti danni ha fatto Tartaglia a Berlusconi
Nessuno che si chieda: “Ma quanti danni ha fatto Berlusconi a Tartaglia?
Solo in quanto italiano troppi

Vi
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Enrico Peyretti

Ora ha perdonato Tartaglia. Se le parole gli vengono dal cuore vorrebbe dire: “Eppur ce l’ha”, e sarebbe un atto buono (raro) della sua vita. Ma dice che non bisogna colpirlo (ed è vero), perché lui è una istituzione dello Stato. Questo non è vero (e così torniamo alla normalità delle sue parole). Istituzione è il ruolo che (ahinoi!) ricopre, non è la sua persona. “L’état c’est pas toi!”.
Il vizio di impadronirsi di ciò che è di tutti è in lui profondo e gli scappa sempre fuori.
Sto cercando di perdonarlo, non di condonarlo.

Un perdono del cavolo
Viviana

Perdono va bene, però, ovviamente, come ha spiegato Bonaiuti, Tartaglia resta in carcere e contro di lui sarà applicata la massima severità, non per B in sé ma per la carica che ricopre.
Cosa gli vuol dare questa alta carica? L’ergastolo?
Insomma un perdono virtuale. Pubblicitario. Più che un perdono, uno spot della Barilla. Dove c’è Berlusconi c’è casa.

Curioso che un souvenir turistico sia stato tirato a uno che aveva chiamato gli europarlamentari “turisti della democrazia”! Tanto per restare in tema turistico…

Anche la Chiesa perdonava streghe, mori ed ebrei prima di giustiziarli.
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La moltiplicazione dei pani e dei pesci

Così tutti i partiti usano le elezioni per finanziarsi: per il voto 2008 investiti 136 milioni, ne riceveranno 503.
Come moltiplicare per undici il capitale, in soli cinque anni e senza il minimo rischio?
Chiedere consigli dalle parti del Carroccio, dove sono riusciti senza sforzo nell’impresa.
Non è uno scherzo: per la campagna elettorale delle politiche 2008 la Lega Nord ha speso 3 milioni 476 mila 704 euro e incasserà dallo Stato 41 milioni 384 mila euro.
La differenza è di quasi 38 milioni, un rendimento che non si ricordava dai tempi dell’ubriacatura da net economy: 218% l’anno.
A dire il vero, nemmeno gli altri partiti che hanno partecipato a quelle elezioni si possono lamentare.
Come dimostra il documentatissimo referto che la Corte dei conti ha appena pubblicato di nuovo sul proprio sito Internet, dopo anni in cui si era deciso di recapitare esclusivamente alle Camere quei rapporti, che restavano così, pubblici ma al riparo dalla pubblicità, avvolti in un consolante riserbo.
Dal 2008 al 2012, dicono i magistrati contabili, i partiti intascheranno…
oltre 503 milioni a titolo di «rimborso» per le spese elettorali sostenute durante le ultime politiche.
Anche se questa è una definizione ipocrita, volendo essere teneri.
Si può forse definire «rimborso» il pagamento di una somma pari al quadruplo quasi di quella effettivamente spesa?
Per la campagna elettorale del 2008 tutti i partiti hanno investito 136 milioni, ma intascheranno 503 milioni, ossia 367 in più.
Il guadagno è del 270% in un quinquennio.
Questo è possibile perché le norme approvate (da tutti i partiti, con qualche encomiabile eccezione radicale) dopo il referendum che nel 1993 avrebbe abolito il finanziamento pubblico della politica stabiliscono per chi partecipa alle elezioni un «rimborso» proporzionato ai voti raccolti.
Ma non commisurato alle spese effettivamente sostenute, bensì forfettario. E qui sta il trucco.

piergiorgio s.sulmona
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RIDIAMARO VARIO : – )

Vucik
Mi sono commissionato un attentato
Oggi se non hai il tuo psicolabile personale non sei nessuno

spinoza.it

Ci si chiede cosa dovrebbe fare un omosessuale che volesse seguire il Signore. A parte prendere i voti, ovviamente.

“La Chiesa non condanna i gay”. Basta restare casti tutta la vita e sentirsi sbagliati.

La Chiesa riconosce le virtù eroiche di Pio XII. Sei milioni di ebrei ricordano soprattutto la sua riservatezza.

Questione molare
Dopo il ferimento, B dal dentista: “Ah ah, ma quale ricevuta, dotto’!”.

La lastra panoramica ha evidenziato le radici cristiane.

(Comunque son sempre lì a tirargli roba. Prima un treppiede, poi un souvenir di cattivo gusto. Secondo me il mandante è Mediashopping)

Per le lesioni al naso il premier si rivolgerà a un falegname di fiducia.

Dall’ospedale: “L’amore vince sull’odio”. Poi si vanta di aver deciso lui la formazione.

(“L’amore vince sull’odio”. Poveretto, sta così male che ha scambiato Apicella per Yoko Ono)

Secondo Schifani, Facebook sarebbe più pericoloso dei gruppi sovversivi degli anni ’70. Potrebbe provare disabilitando “Amici di amici”.

Pare che Tartaglia sia stato istigato da Facebook: avrebbe frainteso il concetto di “modifica profilo”.

La replica del social network: “L’ignoranza esiste, dentro e fuori da Facebook, e sarà sconfitta solo affrontandola a viso aperto”. Per questo ci tenevano a scrivere proprio a Schifani.

Cicchitto: “Repubblica diffonde odio”. In quattro delicate fragranze.
In effetti è vero: ogni giorno riporta qualche frase di B.
(Non parliamo poi delle risse causate dal Corriere dello Sport)

B sulle riforme: “Mettiamo alla prova il Pd”. Dopo tanti anni io mi offenderei.

Ostia, maxi-operazione antidroga: sequestrate quasi due tonnellate di hashish. Qualcuno sa dove si terrà l’asta?
Sequestrati anche 45 kg di cocaina. Il comandante dei Carabinieri dichiara: “È stata un’operazione fantastica. Fantastica. FANTASTICA CAZZO!”.

Auschwitz, rimossa la scritta “Arbeit macht frei”. Era pubblicità ingannevole.
(Quante storie per un’insegna rimossa. Succede a ogni cambio gestione)
.
Qual e’ il superalcoolico preferito dal Ministro Carfagna? La Grappa Bocchino.
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Andrea Scanzi
Ecco 14 motivi per cui sarà bello morire piddini.

Ecco perché il Pd mi fa godere (ma anche no).
Militando nel Pd non hai l’obbligo di dire cose intelligenti. Non hai neanche l’obbligo di dire cose. Più che altro, militando nel Pd non hai proprio l’obbligo. Non hai. E basta.
Il risotto mantecato di D’Alema è tuttora meraviglioso, e – se hai un po’ di fortuna – a tavola potrai trovare anche Vissani, Violante e i pizzini autografi di Latorre. Daje.
Nel Pd uno come Jovanotti è derubricato alla voce intellettuale. Questo, a una prima analisi, suona frustrante. Ma a una seconda, no: se Jovanotti è un intellettuale, c’è speranza per tutti.
Il Pd è una panacea placida e assonnata. Rassicurante. Per aderire al progetto, basta non prendere mai posizione (se non sbagliata). E quando qualcuno – i soliti cacadubbi giustizialisti – vi farà notare che così fate il gioco di B, potrete sempre rispondergli – citando l’Enciclica Proraso di Polito o il Vangelo secondo Macaluso – che “noi siamo per il dialogo”, “noi siamo per la democrazia”. “Noi siamo buoni”. Hasta Bicamerale Siempre.
Il Pd era il partito perfetto di Rutelli.
Il Pd è il partito perfetto della Binetti.
La linea politica del Pd è l’impalpabile. Però ammantato di sicumera (altrimenti poi non fai pendant con Nanni Moretti).
Il Pd è l’acqua calda che tarda a uscire dal rubinetto (cit). Non un difetto, bensì l’ulteriore stimmate della vostra santità democratica. Perché voi sietre puri e casti: come l’acqua (appunto). Mentre gli altri sanno solo criticare; dicono solo no: e voi lo sapete, che così non si risolve nulla. Voi siete per costruire, mica (solo) per distruggere. Ebbene, cari (cari, cit) polli di allevamento, rampognate costoro – i disfattisti – con parole di fuoco, battezzandoli – all’acme dell’invettiva – con un epidittico (?): “Andate a sculacciare i billi con quell’analfabeta di Di Pietro e quel terrorista mediatico di Tartag… ah ehm Travaglio”.
Il Pd gode di buona stampa. E ancor più buoni salotti. Se sei triste, puoi farti invitare dalla Dandini. Se sei ancora più triste, puoi farti invitare da Fazio. Se sei ancora ancora più triste, puoi comunque ridere a caso per una battuta della Littizzetto. Ognuno ha le amache (cit) che si merita.
Solo dentro il Pd puoi provare l’ebbrezza che dà il rimpianto per Veltroni. Non è nostalgia, non è passatismo: è canna del gas. Lisergico spinto. Meglio del peyote.
Il Pd è così vecchio che chiunque abbia meno di 87 anni (età cerebrale) sembra gggiovane.
Il Pd è un Vic 20 in attesa di formattazione, così lento all’avvio che qualsiasi file chiamato Serracchiani pare l’ultima versione di Adobe Photoshop.
Il Pd è così tardo che in confronto Debra Morgan è una guitta.
Il Pdmenoelle è la polizza per la vita di Silvio B e del berlusconismo.
Vamos.
E ora andiamo tutti a chiedere l’amicizia a Massimo D’Alema, sempre ammesso che sappia cosa sia Facebook (voi lo sapete: un covo di brigatisti).
..
Si me facce sti legge a personam
nun nè peccate,
se io scappe di fronte alla legge
nun nè peccate…
,io me guarde tuttesserte allo specchio,
e mi vedo un basso e storticchie,
me ssai dicere i trioe che paghe che vedono in meeeeeee.
se me fecce o scude fiscale
nun ne peccate

se intrallazze ca mmafia e industriali
peccate nunèèèèèè
su riposati,stattezitte,e calmete
se i coglioni votano o rè pecchate nu nèèèèè.

parole e musiche di apicella

Claudio Galletti riporta
..
Se la papi.mobile non gli piace, per Pasqua potrebbe entrare in un uovo trasparente a prova di proiettile
.. insomma una teca, come quelle di San Gennaro
E potremmo anche lasciarcelo,
in fondo per il culto dei devoti basta e avanza..
..
Viviana
Il Partito dell’amore???
E dopo come li chiamiamo? Amorini?’
.
Suonerebbe meglio amorali
Franco
..
Viviana

Ho sentito in tv un omino che diceva: “Amo Silvio perché Silvio è buono” (?!)
Siamo un paese di psicolabili
Tempo fa sentii, sempre in tv, una donnina che diceva: “Amo Pippo (Baudo) perché Pippo è un santo” (?!)
Anzi proporrei di cambiare l’acronimo Pdl in PPPP:
Partito dei Padrini, delle Puttane e degli Psicolabili.
E a sentire i troll di certi blog sono proprio psicolabili forti, altro che Tartaglia!
..
Paolo
“AIUTO! QUALCUNO PROTEGGA I NOSTRI TFR DA GUIDO BERTOLASO E SILVIO B”
“DA DAGOSPIA E DALL’ESPRESSO”
Ora che anche la Protezione civile diventa una società per azioni nessuno potrà più chiedere conto al governo su appalti ed eventuali spese allegre. Pochi giorni fa, il 17 dicembre, Gianni Letta ha fatto approvare al Consiglio dei ministri il decreto studiato e voluto dal Guido più amato dagli italiani, e da Silvio B, in cambio del ritiro delle sue annunciate dimissioni.
Un’altra mossa che toglie di mezzo il Parlamento. Il passaggio chiave è scritto in poche parole: “Il rapporto di lavoro dei dipendenti della società è disciplinato dalle norme di diritto privato”. Scende così un ulteriore velo di riservatezza su forniture, contratti, progetti per centinaia e centinaia di milioni di euro all’anno, e su assunzioni e consulenze, che non dovranno più passare sotto la lente della trasparenza pubblica.
Una scorciatoia che unita alle ordinanze di urgenza e ai poteri di emergenza di cui gode la Protezione civile, “TRASFORMERÀ BERTOLASO, 60 ANNI IL 20 MARZO PROSSIMO, IN UN VICERÈ DALLE MANI D’ORO A COMPLETO SERVIZIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI TURNO”. Come già succede ora, ma con meno obblighi da rispettare.
La questione non riguarda soltanto la rapidità di intervento dopo terremoti, frane o alluvioni. MA ANCHE IL TENTATIVO DI B, PER ADESSO SOLTANTO RINVIATO, DI SCIPPARE IL TFR AGLI ITALIANI, la liquidazione di milioni di lavoratori dipendenti. QUEI SOLDI IL GOVERNO LI VOLEVA TRASFERIRE AL FONDO GRANDI EVENTI DI PALAZZO CHIGI. Cioè la cassaforte affidata in questi anni proprio a Bertolaso per organizzare summit, party esclusivi, adunate religiose, gare sportive attraverso procedure d’urgenza e poteri straordinari.
..
TFR?
E il bollo auto che siamo l’unica merda di paese a pagarlo?
E il canone RAI?
E le assicurazioni che costano 8 volte che gli altri paesi?
E l’IVA? che non serve a un cazzo se non a ingrassare lo stato?
E il monopolio su migliaia di cose?
E la benzina che dovrebbe costare 59 cent. e invece ce la fanno pagare 1,40?
E gli alimenti che pagano 20 cent. ai produttori e ce li rivendono a noi a 5 euro?
E Trenitalia che fa sempre più cagare e farà presto la fine di Alitalia ma intanto è rincarata del 50% in un anno?
E i soldi che hanno tolto alla sanità alla ricerca e all’istruzione per darli alle banche?
E le pensioni che da gennaio verranno “ritoccate” in basso dall’8 al 12%?
E le piccole medie aziende che non hanno mai percepito un euro ma che loro dicono di avergliene dati 16 miliardi?
E gli ammortizzatori sociali che ci sono famiglie che hanno perso la casa e sono aumentati i barboni del 9% solo nel 2009?
E la social card che la gente non sa che se a gennaio non faranno una nuova richiesta non la rinnoveranno perchè non è automatica?
E la proposta che era stata avanzata al governo da parte dell’opposizione di dare 500 euro al mese a chi aveva perso il lavoro ma “ovviamente” questo governo non l’ha nemmeno cagata?
E quelli dell’inondazione di Messina che stanno ancora nel fango e nelle distrazie ma tutto in TV è in ordine?
E quelli dell’Aquila che vivono nella “zona rossa” e non possono dire a nessuno come stanno realmente le cose ma che tutto in TV è in ordine?
E i soldati Italiani che sono nelle “zone di guerra” e costano allo stato (a noi) 1 milione di euro al giorno per aiutare gli americani a tenere sotto controllo il traffico di droga e petrolio?
E Emilio Fede che ci costa 350.000 euro al giorno e non possiamo nemmeno riempirlo di legnate?
E i milioni di firme che abbiamo raccolto con i due V-Day che questi signori (nostri dipendenti) non hanno cagato di striscio?
Avrei un altro centinaio di cose da dire, ma non c’è più spazio e si deve fare qualcosa. Stop

Firmato ‘basta chiacchiere

Cesare Beccaria
Che sia la volta buona perché si sgretoli quel perverso gioco che rende degni di ammirazione (a Palermo) solo i volgari delinquenti.”Sì, perché in questa città, in questa Sicilia, questo è accaduto: i parametri sociali si sono ribaltati. Se tu fai il mafioso dal colletto bianco o fai parte di questo giro, sei un uomo da ammirare, uno in gamba, un esempio per tutti. Se sei uno che ha curato la preparazione professionale, si comporta con correttezza, e non ha nulla da rimproverarsi moralmente, è un “minchia”, come si dice, appunto, nell’odierna realtà “saudita” della Sicilia.
In una Italia berlusconiana è lo stesso.
..
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli
sensati
.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso
.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità

Martha Medeiros
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Aldo
    Io sono favorevole ad una via per i ladri craxiani,
    per non dimenticare,
    via “ladro craxi” mi sta bene.
    ..
    Sono d’accordo
    anche ‘Via truffatore Berlusconi’
    poi ci potrebbe stare
    ‘Piazza dei tre ladroni’
    ‘Vicolo del partito dell’amore’
    ‘Casino Villa Certosa’
    ‘Largo Puttanieri &C’
    ‘Lungofiume del largo inciucio’
    “Slargo popolo degli psicolabili’
    Ci si potrebbe quasi fare un Monopoli con tutti questi nomi
    E chi mette B in galera vince.

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2009 @ 11:05 am | Rispondi

  2. Ecco perché hanno smesso di chiedere la riapertura delle case chiuse!
    Hanno trasformato l’intero stato in un Paese Chiuso,
    con Berlusconi capo del Gran Bordello Italia.
    Hanno cominciato con le puttanelle in tv,
    poi con le puttanone al Governo,
    e le puttanasse in ogni posto pubblico.
    veline, letterine e stronzine
    come modello e esempio.
    Gli elettori sono diventati ‘clienti’,
    si paga prima alla cassa,
    o si è soci azionari,
    e le grandi dame ‘maitresse’,
    basta vedere le sfilate di moda,
    fa trend l’osceno.
    Al bordello ci mancava il nome
    e puntualmente è arrivato:
    Gran Partito dell’Amore!
    E chi non ama me peste lo colga!
    Firmato azienda B&soci.
    E le nuove radici cristiane di Lupi e della Lega, per non parlare di Capezzone e di Formigone, ci hanno messo del suo,
    perché qualche valore cristiano anche in un bordello ci sta bene, sia pure di cartapesta.
    Il papa sta zitto e sta a guardare
    Ha cominciato col santificare chi se ne lava le mani,
    ha fatto santo Pio XII che non vide i nazisti
    Faranno santo anche lui!

    Vi

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2009 @ 11:22 am | Rispondi

  3. Copio

    Tranquilli, Sua Divinità ha detto che si sta rimettendo bene e che presto tornerà a lavorare a pieno REGIME.
    Missy Elliott, Cittadina del Mondo Commentatore certificato

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2009 @ 2:33 pm | Rispondi

  4. CRONACA (da REPUBBLICA del 30/12)
    Privo di biglietto perché impossibilitato a farlo mostra i soldi al controllore. Ma viene costretto a scendere dalla polizia ferroviaria

    Quel ragazzo senza braccia sul treno dell’indifferenza di SHULIM VOGELMANN

    CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po’ tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia.
    Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent’anni.
    Si parte. Poco prima della stazione di (…) passa il controllore. Una ragazza di venticinque anni truccata con molta cura e una divisa inappuntabile. Raggiunto il ragazzo senza braccia gli chiede il biglietto. Questi, articolando le parole con grande difficoltà, riesce a mormorare una frase sconnessa: “No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap”. Con la bocca (il collo si piega innaturalmente, le vene si gonfiano, il volto gli diventa paonazzo) tira fuori dal taschino un mazzetto di soldi. Sono la cifra esatta per fare il biglietto. Il controllore li conta e con tono burocratico dice al ragazzo che non bastano perché fare il biglietto in treno costa, in questo caso, cinquanta euro di più. Il ragazzo farfugliando le dice di non avere altri soldi, di non poter pagare nessun sovrapprezzo, e con la voce incrinata dal pianto per l’umiliazione ripete “Handicap, handicap”.
    I passeggeri del vagone, me compreso, seguono la scena trattenendo il respiro, molti con lo sguardo piantato a terra, senza nemmeno il coraggio di guardare. A questo punto, la ragazza diventa più dura e si rivolge al ragazzo con un tono sprezzante, come se si trattasse di un criminale; negli occhi ha uno sguardo accusatorio che sbatte in faccia a quel povero disgraziato. Per difendersi il giovane cerca di scrivere qualcosa per comunicare ciò che non riesce a dire; con la bocca prende la penna dal taschino e cerca di scrivere sul tavolino qualcosa. La ragazza gli prende la penna e lo rimprovera severamente dicendogli che non si scrive sui tavolini del treno. Nel vagone è calato un silenzio gelato. Vorrei intervenire, eppure sono bloccato.
    La ragazza decide di risolvere la questione in altro modo e in ossequio alla procedura appresa al corso per controllori provetti si dirige a passi decisi in cerca del capotreno. Con la sua uscita di scena i viaggiatori riprendono a respirare, e tutti speriamo che la storia finisca lì: una riprovevole parentesi, una vergogna senza coda, che il controllore lasci perdere e si dedichi a controllare i biglietti al resto del treno. Invece no.
    Tornano in due. Questa volta però, prima che raggiungano il giovane disabile, dal mio posto blocco controllore e capotreno e sottovoce faccio presente che data la situazione particolare forse è il caso di affrontare la cosa con un po’ più di compassione.
    Al che la ragazza, apparentemente punta nel vivo, con aria acida mi spiega che sta compiendo il suo dovere, che ci sono delle regole da far rispettare, che la responsabilità è sua e io non c’entro niente. Il capotreno interviene e mi chiede qual è il mio problema. Gli riepilogo la situazione. Ascoltata la mia “deposizione”, il capotreno, anche lui sulla trentina, stabilisce che se il giovane non aveva fatto in tempo a fare il biglietto la colpa era sua e che comunque in stazione ci sono le macchinette self service. Sì, avete capito bene: a suo parere la soluzione giusta sarebbe stata la macchinetta self service. “Ma non ha braccia! Come faceva a usare la macchinetta self service?” chiedo al capotreno che con la sua logica burocratica mi risponde: “C’è l’assistenza”. “Certo, sempre pieno di assistenti delle Ferrovie dello Stato accanto alle macchinette self service” ribatto io, e aggiungo che le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l’andata l’Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. “E lo sa perché?” ho concluso. “Perché quelle persone le braccia ce l’avevano…”.
    Nel frattempo tutti i passeggeri che seguono l’evolversi della vicenda restano muti. Il capotreno procede oltre e raggiunto il ragazzo ripercorre tutta la procedura, con pari indifferenza, pari imperturbabilità. Con una differenza, probabilmente frutto del suo ruolo di capotreno: la sua decisione sarà esecutiva. Il ragazzo deve scendere dal treno, farsi un biglietto per il successivo treno diretto a Roma e salire su quello. Ma il giovane, saputa questa cosa, con lo sguardo disorientato, sudato per la paura, inizia a scuotere la testa e tutto il corpo nel tentativo disperato di spiegarsi; spiegazione espressa con la solita esplicita, evidente parola: handicap.
    La risposta del capotreno è pronta: “Voi (voi chi?) pensate che siamo razzisti, ma noi qui non discriminiamo nessuno, noi facciamo soltanto il nostro lavoro, anzi, siamo il contrario del razzismo!”. E detto questo, su consiglio della ragazza controllore, si procede alla fase B: la polizia ferroviaria. Siamo arrivati alla stazione di (…). Sul treno salgono due agenti. Due signori tranquilli di mezza età. Nessuna aggressività nell’espressione del viso o nell’incedere. Devono essere abituati a casi di passeggeri senza biglietto che non vogliono pagare. Si dirigono verso il giovane disabile e come lo vedono uno di loro alza le mani al cielo e ad alta voce esclama: “Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare”. Dopodiché si consultano con il capotreno e la ragazza controllore e viene deciso che il ragazzo scenderà dal treno, un terzo controllore prenderà i soldi del disabile e gli farà il biglietto per il treno successivo, però senza posto assicurato: si dovrà sedere nel vagone ristorante.
    Il giovane disabile, totalmente in balia degli eventi, ormai non tenta più di parlare, ma probabilmente capisce che gli sarà consentito proseguire il viaggio nel vagone ristorante e allora sollevato, con l’impeto di chi è scampato a un pericolo, di chi vede svanire la minaccia, si piega in avanti e bacia la mano del capotreno.
    Epilogo della storia. Fatto scendere il disabile dal treno, prima che la polizia abbandoni il vagone, la ragazza controllore chiede ai poliziotti di annotarsi le mie generalità. Meravigliato, le chiedo per quale motivo. “Perché mi hai offesa”. “Ti ho forse detto parolacce? Ti ho impedito di fare il tuo lavoro?” le domando sempre più incredulo. Risposta: “Mi hai detto che sono maleducata”. Mi alzo e prendo la patente. Mentre un poliziotto si annota i miei dati su un foglio chiedo alla ragazza di dirmi il suo nome per sapere con chi ho avuto il piacere di interloquire. Lei, dopo un attimo di disorientamento, con tono soddisfatto, mi risponde che non è tenuta a dare i propri dati e mi dice che se voglio posso annotarmi il numero del treno.
    Allora chiedo un riferimento ai poliziotti e anche loro si rifiutano e mi consigliano di segnarmi semplicemente: Polizia ferroviaria di (…). Avrei naturalmente voluto dire molte cose, ma la signora seduta accanto a me mi sussurra di non dire niente, e io decido di seguire il consiglio rimettendomi a sedere. Poliziotti e controllori abbandonano il vagone e il treno riparte. Le parole della mia vicina di posto sono state le uniche parole di solidarietà che ho sentito in tutta questa brutta storia. Per il resto, sono rimasti tutti fermi, in silenzio, a osservare.
    (L’autore è scrittore ed editore)

    Commento di Gianni — dicembre 30, 2009 @ 12:58 pm | Rispondi

  5. Stavo navigando quando sono entrato nel vostro sito e questo mi a icuriosito con tutti questi articoli interessanti che avete messo a disposizione a tutti.
    sono riuscito a leggere qualcosa ma in futuro sarà un punto di riferimento.
    Grazie Corrado

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2009 @ 3:42 pm | Rispondi


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