Nuovo Masada

dicembre 23, 2009

MASADA n° 1054. 23-12-2009. Ed è ancora una volta Natale

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:59 pm

Caro Babbo Natale – Presepe padano – Paolo Farinella e la Lega – Lo scorciatoie di D’Alema – Tra odi, Lodi e inciuci – Il Veneto e il volontariato – Copenhagen, l’accordo imperfetto – Armi atomiche

Buon Natale, Buon anno, e Buona Madunina, aiutaci tu!
..
Dopo lo schiaffo alla CEI con la diffamazione gratuita di Boffo, un bel colpo della Madonna era proprio quello che ci voleva.
Impenetrabili sono le vie del Signore.
Ma qualche volta hanno una precisa trasaparenza.
Sarà per questo che i leghisti si sono precipitati a valorizzare il presepe?
Hanno guardato le Dolomiti…..
..
La scommessa di Dio

Rivoli di sangue
e livori mai sopiti
offuscano l’orizzonte,
una nube grigia
paralizza il mondo.
Nel cuore di una terra
vituperata e santa,
tra un asino
e un bue impaurito
una donna bambina
stringe le mani tremanti

di un giovane uomo:
dentro di lei
sente esplodere
la Vita.
Nel silenzio
d’odio e di vendette
s’ode un vagito:
la voce di Dio.
Il miracolo

di una alleanza
rinnovata
rischiara l’orizzonte.
Ed è ancora una volta
Natale.

Elisa Kidanè

Caro Babbo Natale
Ti avevo chiesto un futuro e non me lo hai portato. Ti avevo chiesto la pace e mio cugino sta sempre sul fronte afgano. Ti avevo chiesto i tre magi con un lavoro sicuro e mi hai mandato Tremonti, Brunetta e la Gelmini. Ti avevo chiesto giustizia e mi son vista recapitare Alfano con la Costituzione in bocca che la stava trangugiando a bocconi. Ti avevo chiesto la salute e mi tocca di rinunciare a ogni cura medica. Ti ho detto: dai un’occhiata alla filiera che fa lievitare troppo i prezzi e ti mi mandi un aumento dei prezzi e pure delle bollette. Ti ho chiesto un paese forte e fortunato mi hai mandato crisi, terremoti, frane e smottamenti. Te l’ho pure spiegato che sono un pendolare, e per favorire il 2% sulla TAV mi hai fatto ritardare il 98% dei treni normali. Insomma non ne hai azzeccata una. E mi devo sorbire pure quelli del piano di sopra che ti stappano lo spumante e ti osannano coi mortaretti.
Ti avverto. Questa è l’ultima volta che ti scrivo. E se ti vedo dalla cappa del camino ti sparo con l’archibugio di mio nonno.

P.S.
E poi volevo sapere un’altra cosa. Come mai hai un cerotto sul naso e del sangue raggrumato sulla bocca, che così mi fai spaventare o bambini?
Viviana
..
Presepe padano
Viviana

Per fare il presepe lo fanno.
Anzi Bossi ha ordinato che non ci sia paese padano che non lo faccia.
Ma al posto del bue hanno messo Bondi. L’asinello lo fa Cota.
A Maria hanno preferito miss Padania, e Giuseppe è stato sostituito da un mobiliere della Brianza con pubblicità e tutto.
Non ci sono i pastori ma i padroncini.
Le pecore non facevano fino e ci hanno messo le Mercedes.
I tre Magi hanno una pericolosa somiglianza con Gentilini, Bossi e Calderoli, con Salvini che spintona perché vuole fare il magio pure lui. E hanno messo anche un cartello “Baldassarre non ti far vedere, va’ via, brutto muso nero!”
Si vede anche un quarto magio, molto grezzo, tale Rustico o Eleuterio, che appesta l’aria perché scoreggia, ma discende dal dio greco Bacco, è perennemente ubriaco e porta, non si sa perché, due corna vichinghe sulla testa.
I Magi non hanno in mano oro, incenso e mirra, ma sghei, sniapa e una polverina bianca che qui non stiamo ad esaminare, impacchettata dalla segretaria della Lega come souvenir natalizio.
Nella culla c’è un cartello: “Momentaneamente assente, per incompatibilità ambientale”.
L’angelo sopra la grotta è Borghezio che canta non “Pace agli uomini di buona volontà”, ma “Arbeit macht frei” che mi sembra uno slogan già sentito.
E poi non è nemmeno una grotta ma il castello di Ponte di Legno.
…ma quel che conta è la tradizione.
..
Natale in casa… PdL: una gran confusione !
Rosario Amico Roxas

Siamo alla vigilia del Natale, ma ci colpisce una grande confusione che non siamo in grado di dirimere. Sapevano di festeggiare la ricorrenza della nascita di Gesù, or sono 2009 anni, figlio di Maria e figlio putativo di Giuseppe, essendo stato generato per volontà ed intervento dello Spirito Santo, come l’Angelo del Signore aveva anticipato a Maria. Gesu’ figlio di Dio, e, quindi, Maria madre di Dio. Siamo cresciuti con tali certezze, che adesso ci vengono castrate dalla dichiarazione poetica del massimo esponente della cultura nazionale, tale Sandro Bondi, elevato al rango di Ministro per i Beni e le Attività Culturali, quindi assolutamente meritevole di credito, le cui affermazioni non hanno ragione di essere discusse o, peggio, messe in dubbio.
Le affermazioni più importanti, quelle che sconvolgono anche la storia, il ministro delle attività culturali ama esprimerle in forma poetica; così dice in una delle sue elegie poetiche dedicata a Rosa Bossi, madre del cavaliere presidente del consiglio.

A Rosa Bossi in Berlusconi

Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio

Ovviamente persone di modesta cultura, come il sottoscritto, sentono sconvolgersi antiche certezze, perché non è più (o non sarebbe più) Maria la madre di Dio, ma Rosa Bossi in Berlusconi; ma, ci chiediamo, che fine fa Gesu’, figlio di Dio ? E’ stata scalzato anche lui dalla sua millenaria posizione per essere sostituito dal figlio della citata Rosa Bossi in Berlusconi ?
Siamo ben lungi dal pensare che si tratti di piaggeria pseudo-poetica per ingraziarsi i favori di quel tal figlio elevato ad un grado così alto da diventare irraggiungibile, si tratterebbe di una forma veramente stupida di servilismo, ma così stupida da non poter essere attribuita alla massima espressione della cultura italiana, nonché Ministro per i Beni e le Attività Culturali !
I problemi si sovrappongo l’un l’altro; c’è da rivedere il dogma della Immacolata Concezione, che andrebbe attribuito a Rosa Bossi in Berlusconi, così come il mistero della verginità di Maria, riconosciuto anche dai musulmani, i quali non credo che accetteranno la rivelazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi.
Non sappiamo se in Vaticano il problema è stato adeguatamente affrontato, anche perché c’è la volontà di non urtare la suscettibilità del presidente del consiglio, ove dovesse venire ripristinata la primaria versione, ormai accettata da due millenni di venerazione.
..
Confusioni semantiche
Viviana

Effettivamente siamo un paese confuso dove Gesù deve competere con Odino e col Dio Po, la prima norma del Vangelo “ama il prossimo tuo come te stesso” è stata scalzata da “fuori il terrone e il niger dalla mia terra”, ti intimano di scegliere tra la moschea e il presepe ma hanno poi declassato il presepe a folklore, insieme alla sagra del pecorino.
..
Don Paolo Farinella, prete
Vi annuncio che in San Torpete la notte di Natale, la Madonna avrà un parto tetragemellare: partorirà infatti un bambino palestinese, uno africano, una cinese e uno occidentale. Quattro per dire uno e uno per dire tutti, senza esclusione di alcuno. Per noi cristiani e credenti, non fa differenza che Gesù sia nero, marrone, giallo, con gli occhi a mandorla, italiano o anche bergamasco. Non possiamo accettare solo una cosa: che il Natale venga sequestrato da chi non ne ha diritto e ne fa scempio come la Lega che vuole il «Natale Bianco» nel senso di razzista, eresia dal punto di vista cattolico e cristiano e stupidità dal punto di vista umano.
Chi crede vuole celebrare un Dio senza confini, letteralmente sconfinato; un Dio che, è suo solito e costume, sta dalla parte degli ultimi e quindi dalla parte degli immigrati. Si mettano l’anima in pace Bossi, il celtico Calderoli e compagnia cantante: voi passerete come pula che il vento disperde, ma il Natale resterà come «vangelo» che tutte le culture e i popoli sono uguali in dignità, onore e rispetto.
Chi crede vuole condividere con chiunque la dignità di essere cittadini del mondo, in forza del Diritto sancito nelle supreme Carte, riconosciute e acquisite come non negoziabili: ogni uomo è mio simile e ha gli stessi diritti e i medesimi doveri. In nome della democrazia, dell’etica umana e del buon senso.
..
Natale multietnico a San Torpete
don Paolo Farinella

Natale 2009 a San Torpete assume un valore non solo religioso, ma anche «politico» perché vuole essere una risposta ferma e forte all’eresia leghista che, sulle spoglie di un paganesimo finto celtico con i riti sbilenchi al «dio Po», vuole costringere il «fatto centrale» del cristianesimo a «White Christmas», cioè ad episodio razzista e strumento di esclusione. A San Torpete la Madonna quest’anno partorisce non uno, ma tre, dieci, mille bambini di ogni colore e cultura perché nessuno può essere escluso dalla mensa della dignità, della cittadinanza, del rispetto e del diritto. Ogni uomo e ogni donna, di qualunque nazione, cultura e provenienza sono soggetti di diritto e di doveri, tutelati dalla Costituzione italiana e dalle Carte universali dei diritti. Escludere una sola persona significa espungere il Bambino Gesù da se stesso perché quel Bambino che è nel presepe è un palestinese, è un ebreo, è un orientale e non è mai stato un bergamasco, un varesotto e tanto meno un leghista o un berlusconiano. Egli è esattamente il contrario di tutto ciò che questi scampoli di inciviltà rappresentano e propugnano. Dal punto di vista cattolico, se insistono nel dichiararsi tali, sono eretici e sacrileghi e non possono celebrare il Natale cristiano che per sua natura è universale, cioè «cattolico». Dispiace che i vescovi invece parlino sempre in generale, finendo per adeguarsi alla bisogna. Non è tempo di diplomazia istituzionale: è tempo di gridare sui tetti la profezia del Vangelo.
Per accogliere i Gesù Bambini che nascono a San Torpete, chiesa aperta sul mondo senza confini, come la sua storia millenaria testimonia.

San Torpete, contro ogni particolarismo offre l’armonia dei colori di mille Gesù Bambini; contro la grettezza della politica dominante presenta la Bellezza della Letteratura; contro la bruttezza di voci stridule e sincopate, libera il suono della musica antica che si fa preghiera; contro il gracidare di uomini e donne superficiali propone la voce di due attori che declamano il cuore del mondo. Dice Gesù a noi e a chi vuole incendiare le moschee: Non celebrate la mia, perché io sono da sempre, celebrate piuttosto la vostra rinascita di creature nuove, civili e coerenti. Anch’io sono straniero senza documenti.

Per gli emarginati, la rinuncia alla battaglia è una risposta all’arroganza delle cose e delle persone. L’impossibilità di integrarsi in un certo mondo, di vivere relazioni umane, di ascoltare il canto dell’universo, costringe alcune persone a relegarsi in un mondo altro.
..
La verità di Natale tra finzione e scudo fiscale
don Paolo Farinella

“Bagnasco, scegli la giustizia e la povertà: rifiuta i soldi dello scudo fiscale»

Su tutto dovrebbe prevalere la verità. La verità delle cose sulle convenienze e sugli interessi di bottega. Sulla verità anche i papi scrivono encicliche: «Veritatis splendor» (1993); «Caritas in veritate» (2009); ma non basta scrivere, bisogna poi essere coerenti con ciò che si scrive perché la verità è esigente in quanto fondamento della coerenza. Sgombriamo subito il terreno da ogni equivoco e diciamo che il Natale cristiano ha perso «tutta» la sua potenza di scandalo e di capovolgimento rivoluzionario. Abolirlo da parte della Chiesa sarebbe un’opera di fedeltà al Vangelo e alla sua identità, altrimenti si continua nella mistificazione, dimenticando che quel bambino di nome Gesù, disperato insieme a sua mamma Maria e suo papà Giuseppe è un perseguitato dalla polizia di Erode/Maroni, extracomunitario in Egitto e in Italia, ma accolto come ospite dall’Egitto, anche senza permesso di soggiorno. Chi vuole il presepe come simbolo cristiano della tradizione, dimentica che in quella stalla c’è un palestinese dalle pelle olivastra che per buon peso è anche ebreo di nascita e di madre.
Per celebrare questo «simbolo della civiltà occidentale e cristiana», il presidente cristianissimo del Municipio di Genova Centro-Est vuole dare fuoco alla moschea ancora costruenda; per onorare la memoria dell’irregolare extracomunitario Gesù di Betlemme, la Lega degli atei Bossi, Maroni, Calderoli e Bruzzone sostituisce il vangelo del palestinese Gesù col «vangelo secondo Gentilini» che recita: «Voglio eliminare i bambini zingari che vanno a rubare agli anziani, nemmeno “rieducarli” ma eliminarli, toglierli dalla vita. Voglio la rivoluzione contro le moschee e i centri islamici. Le gerarchie ecclesiastiche dicono: Lasciamoli pregare. Noooo! Vanno a pregare nei desertiiii!». Ecco la civiltà che avanza e il Natale che diventa simbolo di razzismo, di morte e di invincibile ignoranza.
Di fronte a questa rozzezza demoniaca, ancora una volta è calato il silenzio della chiesa gerarchica che avrebbe dovuto dire con chiarezza che costoro sono fuori della Chiesa perché a Natale affermiamo il principio evangelico della dignità di tutti gli uomini e tutte le donne; il principio teologico della libertà religiosa per tutti, senza esclusioni; il principio laico dell’uguaglianza di tutti davanti alla Legge e alla Carta dei Diritti. Se ciò non avviene, i cattolici, vescovi e fedeli, diventano colpevoli di «lesa divinità» e di tradimento, come afferma la voce limpida di Mons. Óscar Romero, martire per mano militare, perché difendeva i Gesù bambini affamati e disperati del suo paese: «Se la Chiesa ha tradito il suo spirito di povertà, è perché non è stata fedele al Vangelo, che la voleva staccata dai poteri della terra, non appoggiata al denaro, ma appoggiata al potere di Cristo: questa è la sua grandezza».
Di fronte allo scempio della divisione, della guerra civile, dell’illegalità che l’attuale governo e la sua maggioranza stanno diffondendo nel Paese, sarebbe importante che in questo Natale la Chiesa ponesse un segno visibile e inequivocabile, un segno dirompente che lasciasse il segno. Il ministro del tesoro ha detto che una parte dei soldi che rientreranno dallo «scudo fiscale» andranno a finanziare le scuole private (in maggioranza cattoliche). Sono soldi sporchi di sangue, di droga, di furti, di evasione, di corruzione, di mafia, di assassinii. Come possono essere strumento di educazione e di cultura? Chiediamo al cardinale Bagnasco che la notte di Natale per onorare il Bambino dica chiaro e forte: «Signor governo, non abbiamo bisogno! Rifiutiamo quei soldi perché per noi il fine non giustifica mai i mezzi e non possiamo educare i figli del futuro con il denaro della morte e della illegalità. Resteremo poveri accanto alla povertà della mangiatoia, con l’extracomunitario palestinese ed ebreo, Gesù, Figlio di Dio».
..
Perdono
Viviana

B dice: “Lo perdono, ma i giudici diano un segnale”
Ritorno del reato di lesa maestà?
Perdono con taglio della testa?
Gogna per gli imitatori?
Lapidazione a colpi di Duomini?
Restaurazione di occhio per occhio, naso per naso, dente per dente?
..
Stefano Rodotà

E soprattutto, lo dico senza mezzi termini, con Berlusconi che segue questa linea devastante di politica istituzionale non si può avere nessun dialogo. Serve un cordone sanitario, fino a oggi l’atteggiamento del cavaliere e dei suoi pasdaran è stato troppo sottovalutato. Pensi alla discussione che si fa ogni volta che viene presentata una nuova legge, è davvero un fatto inedito. La prima preoccupazione è: «Napolitano la firmerà?». E la seconda: «Supererà l’ostacolo della Consulta?». Non c’è prova migliore di quanto il riferimento alla Costituzione sia ormai fuori dalla logica parlamentare. La maggioranza è un gruppo politico che come il capo Berlusconi ha da tempo deciso di vivere ai margini della legalità costituzionale. Non parlo di un rischio, parlo di quello che è già avvenuto.”
..
Formamentis
Ogni cosa è crivellata

Per quaranta centimetri di neve hanno chiamato l’esercito, per strada ci sono squadre di tiratori scelti che sparano ai fiocchi con dei fucili di precisione cercando di beccarli prima che raggiungano il suolo, è un lavoro pericoloso, vi conviene chiudervi in casa e allontanarvi dalle finestre.
..
Per aspera a prospera
Secondo Formigoni, Prosperini sarebbe “come Alberto Stasi”, quindi a breve dovrebbero spuntare immagini a contenuto pedopornografico anche sul suo pc.
..
Viviana

Dopo le polemiche sulla beatificazione di Pio XII, il Vaticano ha detto: “In questi casi si guarda la fede, non la storia”.
Se tanto mi dà tanto si può preparare anche la beatificazione di Silvio: “In questi casi si guarda le fighe, non l’uomo”.
..
Pia manda:

Le scorciatoie del csx
Filippo di Robilant

Sulla leggina proposta da D’Alema per salvare Berlusconi.
Ovviamente c’era una trattativa che si stava svolgendo, come accade quasi sempre sulla scena politica italiana, dietro le quinte e in maniera poco trasparente. Libertà e Giustizia ha voluto chiarire i termini della questione affinché ognuno potesse farsi un’idea ed esprimere il proprio parere. Non era il caso di parlare di scandalo. Più pertinenti i commenti nel merito che sono stati fatti nel blog, la stragrande maggioranza contrari a qualsiasi tipo di concessione a B in cambio dell’avvio di un ipotetico processo riformatore. Molti hanno ribadito che la legge è uguale per tutti e che la legalità costituzionale non si baratta mai, altri che gli interlocutori non sono affidabili né credibili per portare avanti un accordo politico di questo tipo. Comunque la si veda, è pensabile per il csx fare un accordo di non-opposizione al processo breve e al legittimo impedimento, due provvedimenti in odore di anticostituzionalità, in cambio di qualche fumosa riforma, poco articolata e poco discussa? Ovviamente no. Governo e maggioranza si assumano le loro responsabilità; il csx faccia il suo dovere di opposizione, senza escogitare facili e maldestre scorciatoie.

www.libertaegiustizia.it

Ma la mafia non è infine anche questo? Patteggiare con i criminali per far loro continuare i loro giochi a danno di tutti
Cui prodest?
..
Alexander Stille

Il dissenso parla di B perché è costretto a farlo. B si è sempre posto al centro delle cose e parlare del Pdl senza parlare di B è semplicemente un non-senso.
Parliamo di B perché da quando è entrato in politica nel 94 l’Italia è diventata ingovernabile, perché i massicci conflitti d’interesse presentati da B – un monopolista della televisione privata che ora controlla il suo competitore principale, la televisione di Stato, un indagato di reati gravissimi che gestisce il sistema della giustizia – sono macigni sulla strada di ogni governo. Così il Paese ha vissuto colpi di spugna, lodi di tutti i tipi, leggi ad personam cucite su misura per evitare la galera a questo o quel collaboratore stretto del Cavaliere e possibili condanne allo stesso B. Nel mezzo di questa crisi, il governo propone una legge per limitare la pubblicità alla televisione via satellite di Murdoch, il primo vero concorrente privato di B. E subito siamo costretti a chiederci: è stata fatta per il bene del telespettatore o per il bene di Mediaset, l’azienda del premier? E così è per tutto, o quasi: lo scudo fiscale, i condoni per l’evasione fiscale, la detrazione di tasse per le aziende, l’eliminazione delle tasse di successione. Le ultime proposte di legge del cdx – sempre retroattive – dimostrano che B è pronto a smantellare tutto il sistema giudiziario italiano pur di salvare sé stesso. Abbiamo il governo di un uomo solo che si occupa esclusivamente della sua persona e delle sue aziende.
Siamo costretti a parlare di B perché B ha personalizzato la politica come mai era accaduto nel dopoguerra. I vecchi partiti come la Dc e il Pci, per esempio, rappresentavano delle idee e delle aree sociali del Paese, ma i loro leader erano decisamente meno importanti dei blocchi che rappresentavano: i cattolici da una parte, la classe operaia dall’altra. B ha personalizzato la politica, presentandosi continuamente come l’unico capace di “salvare” il Paese dal pericolo rosso
clicca il mio nome
B ha creato il culto della personalità, nel 10° anniversario della creazione di FI ha perfino detto che la sua “discesa in campo” era stata un atto suggerito dallo Spirito Santo
Il volto di B è su ogni manifesto politico. Ha cambiato la legge elettorale in modo che deputati e senatori servano al piacere personale del premier. Il Parlamento è pieno di veline e amiche e amici, molti impiegati o avvocati di B. Non contento, B propone di far votare solo i capigruppo, riducendo il ruolo dei parlamentari a quello di puro ornamento.
B ha cambiato il lessico della politica italiana, introducendo il linguaggio privato, quello del bar e della rissa in casa nella sfera pubblica. Ha dato dei «coglioni» agli elettori del csx, ha chiamato «stronzate» le parole del suo avversario politico, Prodi, «criminoso» il giornalismo di Biagi, Travaglio e Santoro. I magistrati sono «matti» e «mentalmente disturbati». L’ex presidente della Repubblica Scalfaro è un «serpente» e un «traditore». Pensiamo allo spettacolo indecente in cui durante l’ultima legislatura, i senatori del Pdl, aizzati dall’attuale presidente del Senato Schifani, hanno coperto di insulti e ingiurie il premio Nobel Rita Levi Montalcini per spingerla a dimettersi da senatore a vita e far cadere la maggioranza di governo. Sfido gli esponenti del cdx a trovare un singolo episodio in cui i principali leader del csx (Prodi, D’Alema, Veltroni) si siano lasciati andare a un linguaggio simile
E’ stato B ad invitare gli italiani dentro la sua vita privata: con i mille commenti sulla vita da “play¬boy” e le sue prestazioni sessuali
Se si facesse il conto di chi negli ultimi 15 anni ha parlato di più sulle tv italiane scopriremo che gli italiani hanno dovuto ascoltare e vedere B almeno 10 volte di più di qualsiasi altro politico. B ha trasformato un intero Paese in un grande reality: “Casa B”. Chi non lo gradisce ha ogni diritto a protestare. Non è la politica dell’odio. È la democrazia
..
Edoardo manda
Un haiku di Natale

Grani di stelle
sulla pagina bianca.
Segni di luce
per un nuovo anno
.
..
Santo Natale
con quattro Lune lassù
nei cieli viola

Roberto Mariani
..
Notte santa
Su vampiri e caimani
Con un meteorite
Portaceli via

Viviana
..
Limerick
C’era un cantante di navi di Milano
Che un paese si prese nella mano
Lo stritolò e lo spolpò
E da ultimo se lo mangiò e nemmeno un osso ne sputò
Quel cantante di navi di Milano

..
Don Paolo Farinella

Non abbiamo ancora finito di assaporare la gioia della nascita del Bambino che la liturgia subito ci immerge nel mistero della morte. Ieri i pastori festosi andavano a Betlemme, oggi restiamo attoniti di fronte alla folla inferocita, armata di pietre che uccide un testimone in nome della fede. L’arte bizantina ha sempre raffigurato la culla natale di Gesù a forma di tomba per richiamarci plasticamente alla realtà del Natale: quel Bimbo che nasce corre verso la morte e senza la luce del Gòlgota e del sepolcro vuoto, la culla rischia di diventare solo poesia vuota, anestetico per religioni passeggere. Il presepe senza la croce è solo uno psicodramma, buono per addormentare i bambini con la favola di Gesù Bambino che fa concorrenza a Babbo Natale.
Santo Stefano viene a svegliarci da questa tentazione e ci costringe a guardare la vita e la storia della salvezza dal punto di vista di Dio. Il bianco del Natale oggi acquista il colore rosso del sangue. La vita del discepolo è testimonianza fino alla morte. Dalla morte la vita. Il Bimbo che nasce non viene in vacanza sulla terra, né a fare una passeggiata per poi tornarsene nella sua beata olimpica divinità, abbandonando gli uomini e le donne alla tragicità del loro destino. A Natale il Figlio di Dio viene Figlio dell’Uomo per restare Uomo in mezzo a noi e per marciare «deciso» (Luca 9,51) verso Gerusalemme, la città della Croce e del Sepolcro. La città del giudizio. La città della volontà di Dio. La città del dono di sé e della sua vita per amore di tutti. Il Bimbo che nasce Uomo per noi è il Crocifisso che redime noi per restituirci a Dio, il nostro «principio e fondamento» (S. Ignazio di Loyola).
Vedremo che Luca nel racconto della vita di Stefano usa lo stesso schema della vita di Gesù, perché il discepolo non può essere superiore al Maestro, ma al contrario il discepolo è colui che rinnova e rivive nell’esperienza della sua vita la vita e l’esperienza del suo Maestro. Entriamo nel mistero della vita del Natale e nel mistero della Morte per cogliere il cuore del mistero cristiano che trova la sua sintesi nel binomio «Morte-Vita» della sequenza pasquale. Entriamo nel santuario della vita e della morte con l’antifona d’ingresso: Si aprirono le porte del cielo per santo Stefano; egli è il primo della schiera dei martiri per questo ha ricevuto in cielo la corona di gloria.
In questa notte in cui la divinità diventa fragilità, è opportuno e necessario che i credenti facciano un esame di coscienza per separare la vita dalla morte, l’amore dall’odio, la pace dalla violenza, la giustizia dall’illegalità. Questa notte non celebriamo un «Natale bianco» leghista che è la negazione intrinseca del Natale, eresia e bestemmia, ma il Natale di Gesù Cristo, ebreo per sempre e palestinese per l’eternità. Dio si può svuotare della sua divinità, ma Cristo non si può più liberare del suo essere ebreo e palestinese. E’ la sua verità e la nostra condanna: o accettiamo questa verità o siamo fuori della fede cristiana. I credenti devono sapere che sostenere la Lega o il governo o l’attuale maggioranza che fa scempio razzista del Cristo e del suo messaggio, significa mettersi fuori del Diritto e fuori del Cristianesimo. Nessuna mediazione può esserci in mezzo: «Nessun servitore può servire due padroni». Questa notte siamo chiamati a compiere anche un atto di ripudio: se accettiamo l’idolatria di un Cristo fantoccio di sedicente civiltà e tradizione, noi ripudiamo il Cristo di Dio, l’uomo di Nazaret, se accogliamo il bambino palestinese ed ebreo, che nasce questa notte, noi dobbiamo ripudiare il progetto e la politica incivile e immorale della Lega e del governo che sono la negazione dell’uomo e della sua dignità.
Decisamente questo governo non ci piace.
Dio non è cattolico, non è cristiano, non è musulmano, non è ebreo, non è induista, non è sik, non è agnostico, non è ateo, non è quello che gli uomini e le religioni vogliono che sia: una proiezione cioè della loro stupidità. Dio è Dio e null’altro. Anzi Dio è Amore, solo Amore e sempre Amore.
Il Dio, manifestato nel volto inerme di Gesù di Nàzaret, nato a Betlemme di Giudea, nel profondo sud della Palestina, è un Dio dall’identità inconfondibile: è il Dio nero, giallo, bruno, rosso, bianco, a pois, anonimo, barbone, povero, derelitto, solo, isolato, ammalato, separato, divorziato, amante, omosessuale, carcerato, straniero, ubriaco, prostituta, figlio, padre, madre: in una parola è il Dio che questa notte s’impone nella debolezza del Bambino che nasce e viene a gridare che Dio è tutto in tutti e nessuno è escluso dal suo amore di Padre e Madre: «io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39). Questo è il Dio che nasce questa notte. Se volete un Dio ninnoli e ninne nanne non è qui il vostro posto, potete andare altrove. La fede è esigente e impone una scelta: non si può stare con chi uccide i Gesù Bambini che la storia espelle dai paesi e poi frequentare le Messe, le chiese e magari costruire il presepe in casa propria. Il presepe è un atto di accusa e un appello alla coscienza della verità.
Vi siete scandalizzati per un duomo in miniatura che ha colpito un potente arrogante e protervo, che proprio perché potente arrogate e protervo sa di correre rischi, ma non ci siamo allarmati e indignati per gli uomini picchiati e uccisi in carcere, per le donne torturate nella Questura di Genova, per gli immigrati assaltati e insultati come feccia dell’umanità, e a cui è negato il più elementare dei diritti: la libertà di religione e di preghiera. Nel nostro sciagurato Paese, nell’anno del Signore 2009, il diritto diventa opinione, la religione un ornamento natalizio.
Che Natale vogliamo celebrare? Abbiamo cominciato con l’aiuto di molti volontari a fare il giro per la città a visitare i barboni che vivono e dormono per strada, portando loro coperte, sacchi a pelo, bevande calde e accompagnando chi lo desidera a passare la notte al coperto. Una città che tollera l’esistenza dei barboni cessa di diritto di essere cristiana e di essere civile. Sono presidente dell’Associazione «Massoero 2000» che compie dieci anni di attività a servizio dei senza fissa dimora. Abbiamo alcuni appartamenti dislocati in città dove assistiamo circa una quarantina di persone tolte dalla strada e ogni giorno eroghiamo un centinaio di pasti in più a persone bisognose della città. Vogliamo trovare un caseggiato da gestire in proprio come Associazione in collaborazione possibilmente con il Comune per tirare fuori dalla strada altre cinquanta persone e poi altre cinquanta fino all’estinzione della categoria dei barboni che non può esistere, non deve esistere. A questo scopo, voglio porre tre gesti:
Voglio chiedere al cardinale se la Curia ha un caseggiato inattivo da utilizzare in questa direzione. Allo scopo stiamo raccogliendo firme per rafforzare la nostra richiesta e avanzarla a nome di una società civile Chi volesse firmare può farlo alla fine sul tavolo.. Sogno che un giorno arrivi da me qualcuno e mi dica: ho un palazzo che voglio regalare: ne faccia l’uso che crede.
Sto pensando di aprire un conto corrente alla Banca Etica, l’unica che ha rifiutato di avvalersi dello scudo fiscale e invitare la città a dare un contributo permanente per aiutare barboni e famiglie fragili a stare in galla in questo immondo mondo con piccoli sussidi, anche nella forma di piccoli prestiti al fine di costruire un reticolato di solidarietà e di civiltà che porti verso la soluzione dei problemi. Non basta indignarsi. Bisogna agire.
L’ultimo atto di follia del governo è lo scudo fiscale che legalizza ogni sorta di illegalità come il riciclaggio di prostituzione, di mafia, di droga, di furti, di corruzione e di tangenti. I ladri, i corrotti e i corruttori diventano benefattori dello Stato che bisogna ringraziare perché fanno l’obolo del 5%, mentre i pensionati e i lavoratori/impiegati a reddito fisso pagano il 12% sui conti bancari e il 43% di tasse. Sappiamo per dichiarazioni ufficiali del ministro del tesoro che 130 milioni di euro di questo immondo denaro, illegale e illecito, andranno a finanziare le scuole non statali, cioè le scuole private, cioè in gran parte le scuole cattoliche. Sto preparando una richiesta formale al presidente della Cei perché rigetti e rifiuti questi soldi perché per la morale cattolica il fine non giustifica mai i mezzi, ma questi devono essere coerenti con quello. Se accettasse «questi» soldi, la gerarchia cattolica sarebbe complice del degrado etico in cui l’Italia è precipitata e precipita sempre di più.

Oggi è Natale e questo Natale ha un senso per chi crede e per chi non crede. Io so che questa sera qui in questa chiesa sono presenti persone non credenti, ma che si sono affini ad un modo di sentire. Ad essi io dico la mia stima da prete credente e ateo, praticante e agnostico, religioso e miscredente, profondamente prete e intimamente anticlericale. Non abbiate paura: non vi annetterò mai alla mia fede, ma vi chiedo di condividere una parte del vostro cammino nel segno del vangelo di Natale che tradotto laicamente acquista un valore universale, oltre i confini nazionali e della stupidità. Ecco il vangelo in traduzione laica:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese
» (Cost. Ital. art. 3).

Vi auguro con le parole di Gesù: «Andate e anche voi fate così. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti» (cf Lc 10,37; Mt 7,12).
..
Di Pietro
Come Ponzio Pilato

Sei mesi fa denunciavo il degrado economico, sociale, istituzionale in cui ci ha trascinati questo governo.
Ebbene, son passati sei mesi e nulla, nulla, e ancora nulla è cambiato poichè viviamo in un immobilismo pressoché totale con il Parlamento congelato su riforme ad personam per salvare pochi a scapito di molti.
Un immobilismo politico che umilia i disoccupati, le imprese in difficoltà, gli anziani e tante famiglie, che non potranno permettersi un pasto dignitoso neanche a Natale, e continuano a sperare in riforme che non arriveranno mai.
Sull’attentato, sul piano psichiatrico, Berlusconi ha certamente ragione. È’ possibile che mentì malate, o particolarmente deboli, possano essere eccitate da una certa atmosfera che, purtroppo, si respira nel Paese. Ma a me, a noi, il punto che interessa non è tanto quello psichiatrico, quanto quello politico. E allora io mi domando: chi ha fomentato questo brutto clima?».
Rifiuto che io l’IdV si sia tra i maggiori indiziati. Sono settimane che ovunque, sui giornali e alla televisione e persino sotto il palco di piazza San Giovanni, in quella magnifica manifestazione che fu il No B-day, ho ricordato come il governo ignorasse pericolosamente tutto l’enorme disagio sociale montante. E ho detto: attenti che qui, prima o poi, a qualcuno saltano i nervi…».
Non solo io non mi sento responsabile, ma denuncio questo governo che alimenta tensioni ignorando gli interessi dei cittadini, la disoccupazione crescente, dimenticandosi di chi soffre e minando invece di continuo la Costituzione, perseguendo interessi privati di stampo piduista. Un governo che pur di raggiungere i propri scopi fa un ignobile ricorso sistematico al voto di fiducia, che utilizza il Parlamento per assicurarsi ogni genere di impunità. Denuncio il finto buonismo di una opposizione che, di fronte alle nefandezze che ho appena elencato, ha un atteggiamento pilatesco.
Cosa chiede D’Alema? Riforme. Chiede cioè quanto chiedono sessanta milioni di italiani, compreso, è chiaro, il sottoscritto. Il problema è che per fare una riforma occorre essere in due: e purtroppo, in Italia, B, da quando fa politica, ogni volta che si è seduto a un tavolo per discutere non è mai stato d’accordo su niente».
D’Alema è stato intempestivo. Ciò che propone è tecnicamente, materialmente, eticamente impossibile.
Se qualcuno chiedesse a Dracula di gestire la banca del sangue, Dracula si tirerebbe indietro? Dracula è quel clan, quel gruppo di persone che gestiscono la politica italiana, che condizionano le banche, che lavorano solo per ottenere benefici personali, o per le proprie aziende… Perciò io credo che la prima riforma da fare sia anche l’unica, per ora, possibile: mandare a casa Berlusconi.
Sul legittimo impedimento penso che sia inaccettabile scegliere la strada del male minore. Non posso considerare ragionevole stabilire che la legge è uguale per tutti tranne che per Silvio Berlusconi.
Il prossimo anno avremo un bel congresso. Certo non so se il partito, così giovane, possa già fare a meno di me…».
..
Silver
Ma piantatela li di parlare male della Lega: sembrate dei matti con questo vostro chiodo fisso in testa!! se andate avanti cosi’ morirere di depressione !!
..
Viviana
E chi ne parla male?
A me mi fa scoppiare dalle risate la Lega
In fondo, sono dei buontemponi! sempre così allegri, così ‘nature’, così.. come dire ‘embriaghi’!
Se la Lega non ci fosse, come si divertirebbero i migranti, i gay, i democratici, i vescovi cristiani e pure i veri amici del presepe?
..
Non è tutto leghista ciò che è nord. E per fortuna!

Dal XV Rapporto nazionale sulle migrazioni 2009 risulta che cresce il popolo dei “nuovi italiani” e diminuisce l’esercito degli irregolari.
Al 1° gennaio 2009 gli immigrati in Italia in regola sono 4,8 milioni: mezzo milione in più rispetto al 2008.
Diminuiscono gli irregolari: da 651mila a 422mila (229mila in meno). E nonostante la crisi economica, aumenta l’occupazione straniera: 222mila assunti in più quest’anno.
I livelli più alti di integrazione sono in Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto, tre regioni tutte del Nord.
L’Emilia-Romagna ha una solida tradizione di accoglienza e scavalca altre regioni molto accoglienti: il Trentino (5° posto) e il Veneto (7°). Dal che si vede che i leghisti alla fin fine contano poco. Da notare l’ottimo piazzamento della Sardegna.
La macro area dove gli immigrati sono più integrati è il nord-ovest col primato dell’Emilia-Romagna con 3 province in cima alla graduatoria e il miglior piazzamento per capacità di attirare e trattenere più stranieri.
La provincia a più alto potenziale di integrazione è Trieste, ma quella a massima integrazione ‘reale’ è Cagliari.
Salvini si vantò che Treviso contava ben 260 associazioni di volontariato. “Sì- ribatte Lerner- ma a Treviso i leghisti sono solo il 20% del totale!” Difficile predicare odio e poi aggiudicarsi l’amore!
..
A proposito di ” Clima dell’odio”….
Gentilini ha acquistato una certa fama a livello nazionale ed internazionale per certe sue dichiarazioni xenofobe, omofobe, anti-meridionali e contro la dignità delle donne:
« non c’è posto per romani e meridionali »

« Io gli immigrati li schederei a uno a uno, portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite… purtroppo la legge non lo consente.»

« Voglio eliminare i bambini dei zingari. »

« Non avrei pregiudizi se riaprissero i casini: mi ricordo in gioventù di certe creole, certe mulatte…Che vuole, le prostitute sono le navi scuola dei giovani! »

Fu riportata da alcuni organi di stampa una in particolare, in cui parlò di “perdigiorno extracomunitari”, dicendo che: « Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile »
Riguardo all’immigrazione clandestina: « Bisogna sparare sui gommoni e sulle carrette del mare, logicamente non quando sono ancora piene di clandestini, ma sugli scafisti, anche con un colpo di bazooka, i gommoni vanno distrutti, perché, a un certo punto, bisogna puntare ad altezza d’uomo. »
In riferimento ai fenomeni di incontri sessuali di omosessuali che nei mesi precedenti si erano diffusi presso l’area dell’ospedale di Treviso, Gentilini si rende protagonista di alcune affermazioni: «Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili »
Ha poi aggiunto, dopo le numerose critiche e prese di posizioni a proposito:
« Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa »
Aladino
..
Questi vorrebbero i linciaggi e poi pure la stima della gente!
Viviana

Agitano la croce del Ku Klux Klan e poi vogliono parlare di presepe!
Ora è di moda il partito dell’amore e loro vogliono essere di moda: lo indossano come fosse un colore di moda. Lo sanno che il Veneto ha solide e antiche radici cristiane e non vogliono inimicarsi fino in fondo le anime semplici. Ma costoro portano la croce come i nazisti mettevano sulla fibbia “Gott mit uns”.
Dio non è padano, è universale. Bisogna che qualcuno glielo gridi.
Le cose bisogna meritarsele e non sputare sui valori e agitare gli orpelli!
..
Don Paolo Farinella

Davanti e attorno a noi c’è un contesto di tenebra e di falsità: si vorrebbe farci credere che la luce sia uguale alle tenebre; che la verità è sinonimo di menzogna; che la religione civile, amata dagli atei devoti e dai clericali atei, sia una espressione della fede; che il cristianesimo sia l’emblema della civiltà occidentale; che il crocifisso sia una spada per combattere i musulmani; che la legalità e l’illegalità siano la stessa cosa; che democrazia e populismo siano intercambiabili. No! noi vogliamo stare dalla parte del Dio della Bibbia, la cui prima azione nel creare il mondo, è un’opera di separazione e di distinzione: «Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte» (Genesi 1,4-5). Separare significa distinguere, chiamare per nome, individuare la verità della natura delle cose: in questa linea questa sera sentiremo la prima lettura come un urlo nella notte: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» (Isaia 9,1).
..
L’eresia etnica
Enrico Peyretti

Bisogna prenderne atto e coscienza; è presente e si gonfia l’eresia etnica del cristianesimo.
L’etnos, quando è volontà di un popolo che si stacca e si oppone agli altri, li disprezza e li scaccia, in spirito di egoismo e di potenza escludente, e nel far questo utilizza a sostegno proprio il cristianesimo, come forza e ideologia di identità superba, sprezzante le altre culture, costumi, religioni, qualunque ne sia la causa (paura, ignoranza, interesse) incarna una grave eresia.
Cioè, compie uno strappo tale da falsificare il messaggio di Cristo. Invece di amore, misericordia, universalità, perdono e salvezza, ne fa una bandiera parziale e discriminatoria.
L’eresia etnica è una forza anti-cristiana. La chiesa dei “fedeli a Cristo” ha bisogno di individuarla e bollarla nella sua falsità, sempre “facendo la verità nella carità”, trasmettendo il vero messaggio di Gesù, e testimoniando nella pratica sociale amore e giustizia verso gli altri popoli.
Chi ha più voce nella chiesa e davanti al mondo, per compito magisteriale e ministero di unità, chi ha il compito della riflessione teologica sulla fede, chi ha a cuore la fedeltà al vangelo nella vita quotidiana, tutti i cristiani anno oggi da difendere la chiesa svincolandola dalla sua ancora troppa compromissione politica, economica, ideologica con questa eresia.
La quale è più pericolosa di agnosticismo, ateismo, irreligione, perché non ignora, né nega, né offende, ma storpia e utilizza la fede in Cristo, e ne falsifica il nome davanti al mondo. Questa eresia è grave quanto il materialismo teorico, quello capitalistico e quello marxistico. Questo, quando si fece dottrina e pratica politica, professava una antropologia monca, nell’illusione della liberazione umana, usava mezzi violenti ingiusti per un fine in sé giusto. L’egoismo etnico è ingiusto tanto nel fine quanto nei mezzi. Falsificare è peggio che negare. Usare Cristo è peggio che ignorarlo. Onorare le autorità della chiesa per averne l’appoggio e corrompere il popolo cristiano è peggio che perseguitare i fedeli. I corruttori fanno più male dei critici.
..
Copenhagen, l’accordo imperfetto
Viviana Vivarelli

Il fallimento di Copenhagen è stato una tragedia per il mondo. Nemmeno davanti alla morte del pianeta gli egoismi si sono dati una tregua. Le grandi potenze ha mostrato tutta la loro soperchieria, la loro miseria morale.
Il vertice si chiude con un nulla di fatto, per riaprirsi tra sei mesi con scarse speranze.
Pur di fronte alla rapida crisi delle energie non rinnovabili, all’inquinamento sciagurato da C02, ai cambiamenti rapidissimi del clima, a un futuro di allagamento di gran parte delle terre emerse, e alla necessità inderogabile di cambiare stile di vita, le grandi multinazionali e gli egoismi economici delle grandi potenze hanno dimostrato tutta la loro cattiva volontà. Per perpetuare un sistema già fallito e non perdere gli ultimi sciagurati guadagni, si è preferito rimandare senza fare.
Inetta l’Europa che si rivela, una volta di più, sequestrata dagli interessi delle grandi compagnie, assenti l’Italia con Berlusconi che si è fatto rappresentare dalla Merkel.
Solo negli ultimi giorni, quando tutto marciava al massacro, Obama ha provato a scuotere il summit sul clima a un passo dal naufragio, esortando i grandi del mondo a trovare un’intesa, ma senza il grande impegno dell’America.
Mentre la Cina, dopo aver annunciato l’eliminazione del 45% dei gas serra, ha fatto rapidi passi indietro per non inficiare la sua economia.
Alla fine ci si è accomodati su un accordo minimo, di basso profilo, totalmente insufficiente che lascia i paesi poveri del mondo a bocca asciutta. A giugno ci sarà un nuovo incontro a Bonn. Intanto la crisi climatica avanza.
L’ultima bozza messa a punto dopo due anni di negoziato e le febbrili trattative dell’ultimo minuto non scioglie il nodo principale, quello sul taglio alle emissioni responsabili dell’effetto serra e sul meccanismi per finanziarli.
Alla fine si sono accordati su un testo che fissa a 2 gradi centigradi il tetto entro cui contenere l’aumento della temperatura globale del pianeta rispetto ai livelli pre-industriali; e per finanziare i Paesi poveri con un fondo per adottare tecnologie ‘pulite’ e affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici.
Il pacchetto di aiuti ai Paesi più vulnerabili parte da 10 miliardi di dollari all’anno tra il 2010 e il 2012, passa a 50 miliardi di dollari annualmente fino al 2015 e 100 miliardi entro il 2020; e propone una serie di meccanismi di raccolta del denaro. Sarà tutto vano visto che questi vertici hanno disatteso da sempre ogni impegno di aiuto.
E nulla è stato definito quanto ai tagli alle emissioni.
..
Il fallimento del vertice sul clima
Pietro Ancona

Il capitalismo distrugge il mondo
Il fallimento del vertice sul clima di Copenaghen ampiamente previsto è puntualmente arrivato. La Cina che nella folle corsa alla occidentalizzazione della sua economia alla quale ha sacrificato il suo paesaggio, la sua cultura, la sua stessa identità e milioni di vite umane distrutte dall’inquinamento e dal feroce sfruttamento schiavistico delle fabbriche, non ha voluto accettare di moderare la crescita del suo PIL, il nuovo Idolo Molok. Gli USA che consumano la massima parte delle risorse del pianeta e che sono restii a porre freni vincoli e regole alle multinazionali dalle quali sono controllati sono giunti all’appuntamento mondiale di Copenaghen con una posizione debolissima di un Barak Obama che è oramai la larva di se stesso o almeno della immagine di se che aveva offerto durante la campagna elettorale. Il capitalismo sta distruggendo il pianeta nel quale viviamo usando anche il regime “comunista” più potente e più ricco del mondo avviato in una folle corsa verso una produzione senza fine per consumi senza fine allo scopo di creare non benessere per il miliardo di esseri umani cinesi ma una casta di qualche migliaia di miliardari-mandarini che contempleranno le ombre degli schiavi che brulicano notte e giorno nelle città immerse nello smog dall’alto di grattacieli copiati da New York. La fuoriuscita dell’economia cinese dal socialismo per un liberismo selvaggio ed atroce nelle sue crudeltà sociali è il micidiale additivo di cui il mondo non aveva bisogno per precipitare verso la fine. La natura si ribella e già ne avvertiamo terribili segnali nello scioglimento dei ghiacci e nella intensificazione degli uragani. L’inquinamento delle città produce mortalità da cancro in misura oramai epidemiologica.Il capitalismo e la sua diffusione nel pianeta è la catastrofe, una bomba ad orologeria che farà saltare ogni equilibrio. I rifiuti velenosi delle industrie hanno avvelenato l’Africa e i mari che la bagnano mentre una immensa isola di rifiuti di plastica navica negli oceani e uccide i pesci. Nei prossimi anni andrà sempre peggio ma sarà sempre difficile trovare un punto di accordo per congelare la situazione e poi invertire la tendenza. Non esiste una forza morale capace di aggregare le forze necessarie a ricondurre la speranza di un clima “normale”. Soltanto una vittoria del socialismo e la realizzazione di un modello di sviluppo diverso basato sopratutto sui consumi collettivi e sulla riduzione dei consumi individuali potrebbe combattere il crescente degrado del mondo. Ma questo è fuori dalle concrete prospettive politiche anche se la crisi finanziaria del capitalismo è assai lontana dall’essere chiusa e la disoccupazione dilagante in tutto l’Occidente ne è la spia. Insomma, la fine della storia profetizzata da Fukuyama come vittoria del capitalismo e suo trionfo sull’umanità è davvero alle porte ma è la fine dello stesso pianeta. Pietro Ancona medioevosociale-pietro.blogspot.com/ http://www.spazioamico.it
..
L’inciucio è cosa non buona e non giusta
EUGENIO SCALFARI

Ho letto con molto interesse l’articolo del nostro collaboratore Alexander Stille (figlio di tanto padre) pubblicato venerdì scorso su Repubblica. Spiega perché chi si opponga alla politica del Pdl non può che concentrare le sue critiche su Silvio B. Non è questione di distinguere la parola “nemico” dalla parola “avversario”, la parola “odio” dalla parola “opposizione”. Su queste differenze lessicali potremmo (inutilmente) discutere per pagine e pagine senza cavarne alcun risultato, come pure potremmo discutere sulla personalizzazione degli scontri politici in altri paesi.
Negli USA, per esempio, lo scontro personalizzato è una prassi durissima e assolutamente normale. Basta ricordare (ed è appena un anno fa) la polemica senza esclusione di colpi tra Obama e Hillary Clinton durante le primarie, quella tra Gore e Bush nella corsa alla Casa Bianca, la campagna dei giornali che portò alle dimissioni di Nixon e Bill Clinton ad un passo dall'”impeachment” all’epoca dello scandalo Lewinsky.
Eppure in nessuno di quei casi i protagonisti avevano mai personalizzato su di sé il partito o la parte politica che rappresentavano come è avvenuto per Silvio B. Ma chi lo ha detto meglio di tutti e con maggiore attendibilità è stato Denis Verdini. Il suo non è un nome molto noto, eppure si tratta d’un personaggio di primissimo piano: è il segretario del Pdl, il numero uno dei tre coordinatori di quel partito e soprattutto il co-fondatore di FI.
Quando B decise di scendere in campo, nell’autunno del 1993, affidò la costruzione del partito ai due capi di Publitalia, la società che raccoglieva la pubblicità per il gruppo Fininvest, nelle persone di Dell’Utri e di Verdini. Il primo è da tempo distratto da altri affanni; Verdini è invece nel pieno del suo impegno politico.
Nell’articolo pubblicato dal Giornale il 18 dicembre, Verdini elenca gli obiettivi che il Pdl si propone di realizzare nei prossimi mesi e descrive come meglio non si potrebbe il ruolo di B. “Lui ha costruito la figura del leader moderno – scrive Verdini – anzi ha costruito la leadership come istituzione. Per affrontarlo, anche gli altri partiti dovranno affidarsi ad una leadership e se non riusciranno a farlo saranno sempre sconfitti.
Ma anche i “media” non potranno esimersi dal concentrare sul leader la loro attenzione, se vorranno cogliere il vero significato di quanto accade”.
Segue l’elenco degli obiettivi: smontare la Costituzione e adeguarla alla Costituzione materiale; cambiare il sistema di elezione del Csm e quello della Corte costituzionale; riformare la giustizia separando le carriere dei magistrati inquirenti da quelle dei giudicanti; concentrare nella figura del premier tutti i poteri dell’Esecutivo e sancire che tutti gli altri poteri siano tenuti a collaborare lealmente con lui perché lui solo è l’eletto del popolo e quindi investito della sovranità che dal popolo emana.
Quest’articolo è infinitamente più preoccupante delle esagitate denunce e liste di proscrizione lanciate da Cicchitto in Parlamento, da Feltri e da Belpietro sui loro giornali e dai vari “pasdaran” del Bsmo di assalto. Verdini l’ha scritto il 18 dicembre, quando già B era tornato ad Arcore ed aveva avviato la politica del dialogo con l’opposizione. Esso contiene dunque con lodevole chiarezza le condizioni di quel dialogo, con l’ovvio preliminare che essi comportano e cioè il salvacondotto in piena regola riguardante i processi del premier. Da qui dunque bisogna partire, tutto il resto è pura chiacchiera.

I giornali di ieri hanno dato notevole risalto alla battuta di D’Alema sull’utilità ed anzi la necessità, in certi momenti della vita politica, di far ricorso agli “inciuci”. La parola “inciucio” denomina un compromesso malandrino tra parti politiche avversarie, un compromesso sporco e seminascosto che contiene segrete pattuizioni e segreti benefici per i contraenti, nascosti al popolo-bue.
Per esemplificare la sua battuta sull’utilità dell’inciucio D’Alema ha citato la decisione di Togliatti di votare, nell’Assemblea costituente del 1947, per l’inclusione del Concordato nella Costituzione italiana. Ma l’esempio è stato scelto a sproposito: la costituzionalizzazione del Concordato tra lo Stato e la Chiesa non fu affatto un inciucio ma un trasparente atto politico con il quale il Pci, distinguendosi dal Partito socialista e dal Partito d’azione, dichiarò la sua contrarietà a mantenere viva una contrapposizione tra laici e cattolici.
Si può non concordare con quella posizione; del resto la sx ha sempre privilegiato le lotte sociali rispetto alle cosiddette libertà borghesi, iscrivendo tra queste anche la laicità che non fu mai un cavallo di battaglia del Pci. Si può non condividere ma, lo ripeto, l’inciucio è tutt’altra cosa e D’Alema lo sa benissimo.
Credo di sapere perché D’Alema ha scelto di usare quel termine così peggiorativo: vuole stupire, gli piace esser citato dai “media”, è una civetteria di chi, essendo molto sicuro di sé, sfida e provoca e si diverte.
È fatto così D’Alema. I compromessi gli piace descriverli, teorizzarli, talvolta anche tentarne la realizzazione, annusarne il cattivo odore, sicuro che se gli riuscisse di farli sarebbe comunque lui a guidarli verso l’utilità generale perché lui è più bravo degli altri.
In realtà non è riuscito a metterne in pista nessuno. Ma la sua provocazione ha suscitato preoccupazioni nel suo partito e parecchie reazioni. Si è dovuto parlare di lui per l’ennesima volta. Sarà contento perché era appunto ciò che voleva.
I suoi contraddittori hanno deciso che bisognerà spostare il tiro sui problemi economici ai quali il governo ha dedicato pochissima attenzione. Sarà su di essi che si svolgerà il grande confronto tra la sx e la dx.
È vero, il governo non ha fatto nulla, la nostra “exit strategy” dalla crisi è del tutto inesistente e farà bene l’opposizione e il Pd a darsene carico, ma il centro dello scontro non sarà questo. Il centro dello scontro l’ha indicato Verdini, sarà sullo smantellamento della Costituzione. Sul passaggio dallo Stato di diritto allo Stato autoritario.

B vuole il dialogo. Che cosa vuol dire dialogo? Lo spiega quasi ogni giorno sul “Foglio” Giuliano Ferrara. Lo spiegano gli editorialisti terzisti “ad adiuvandum”: dialogo vuol dire mettersi d’accordo sul percorso da seguire e poi attuarlo con leale fedeltà a quanto pattuito. Insomma un disarmo. Unilaterale o bilaterale? Vediamo.
B chiede: la legge sul legittimo impedimento come strumento-ponte che lo metta al riparo fino al lodo Alfano attuato con legge costituzionale; rottura immediata tra Pd e Di Pietro; riforme costituzionali e istituzionali secondo lo schema Verdini. In contropartita B promette di parcheggiare su un binario morto la legge sul processo breve e di “riconoscere” il Pd come la sola forma di opposizione.
Va aggiunto che B non pretende che il Pd voti a favore della legge sul legittimo impedimento; vuole soltanto che essa non sia considerata dal Pd come un ostacolo all’accordo sulle riforme.
Vi sembra un disarmo bilaterale? Chiaramente non lo è. Chiaramente sarebbe un inciucio di pessimo odore.
In una Repubblica parlamentare il dialogo si svolge quotidianamente in Parlamento. Le forze politiche presentano progetti di legge, il governo presenta i propri, il Capo dello Stato vigila sulla loro costituzionalità, i presidenti delle Camere sulla ricevibilità di procedure ed emendamenti nonché sul calendario dei lavori badando che anche i progetti di legge formulati dall’opposizione approdino all’esame parlamentare.
Non si tratta dunque di un dialogo al riparo di occhi indiscreti ma d’un confronto aperto e pubblico, con tanto di verbalizzazione.

Quanto alla richiesta politica di rompere con Di Pietro, non può essere una condizione in vista di una legittimazione di cui il Pd non ha alcun bisogno e che la maggioranza non ha alcun titolo ad offrire. Come risponderebbe B se Bersani gli chiedesse di rompere con la Lega? Che non è meno indigesta di Di Pietro ad un palato democraticamente sensibile ed anzi lo è ancora di più?
La conclusione non può dunque essere che l’appuntamento in Parlamento. Il punto sensibile è l’assalto alla Costituzione repubblicana. Ci sarà un referendum confermativo poiché sembra molto difficile una riforma condivisa. A meno che il premier non receda dai suoi propositi che, nella versione Verdini, sono decisamente eversivi. Uso questa parola non per odio verso chicchessia ma per amore verso lo Stato di diritto che è condizione preliminare della democrazia.

Armi atomiche
Viviana Vivarelli

Per i guerrafondai i pacifisti sono sempre ingenui o stupidi. Intanto abbiamo visto a forza di guerre dove siamo arrivati. Kennedy iniziò lo smantellamento dell’arsenale atomico, il progetto dei 131 caccia ad armi atomiche lo ripristina. Intendiamo forse anche usare le 10 centrali nucleari in costruzione per le bombe nucleari di cui questi caccia avranno bisogno?
Intanto gli anni di esecuzione del progetto sono solo 3, e in 3 anni non saremo nemmeno usciti dalla crisi economica attuale. Poi i 13 miliardi previsti si dilateranno e non comprendono nemmeno le spese per la produzione e manutenzione futura.
Infine le spese in armi dell’Italia rispetto alla sua capacità economica sono state sempre spropositate. L’Italia è ottava per spese militari nel mondo, una crescita incompatibile con la crisi attuale
Su questo progetto dei 131 caccia atomici, persino gli USA sono in forte dubbio tanto che il progetto è stato giudicato eccessivo dallo stesso Obama.
Riguardo all’Italia, quando un paese si dichiara pacifico non ha bisogno di tante armi soprattutto atomiche, a meno che ciò non serva a un governo per mettersi in buon occhio con gli Stati uniti che da queste spese militari sono spesso i maggiori avvantaggiati.
Infine, se per mantenere simili spese militari si devono fare tagli pesantissimi alle funzioni interne, in primo luogo alla sicurezza e alla giustizia o alla scuola, mi sembra davvero troppo.
Ho criticato duramente anche Prodi per un impegno simile. Nel 2007, l’Italia con 33 miliardi di dollari manteneva l’8° posto tra i paesi più armati del mondo, ma, con una spesa pro-capite di 568 dollari, superava per il 4° anno consecutivo la Germania (447 dollari. (Rapporto Sipri 2008)
La Finanziaria taglia 8 miliardi in 3 anni alla scuola, evade l’impegno preso per il terzo mondo, rifiuta i 2 miliardi sottoscritti per lo sminamento, taglia sanità e giustizia, fa crescere la spesa in armi di 4 miliardi, taglia un miliardo alla polizia.
Questi sono fatti gravissimi.
..
http://masadaweb.org

16 commenti »

  1. Una poesia autentica che colpisce al cuore e sintetizza tutto il significato del Santo Natale… brava veramente questa è veramente, ripeto, poesia autentica.

    Commento di Mario — dicembre 24, 2009 @ 6:43 am | Rispondi

  2. Quella poesia di Bondi è vera? Posso pubblicarla sul mio sito?
    Paolo

    Sembra che sia vera.
    Trovi un florilegio delle opere poetiche di Bondi qui
    http://gamberorotto.com/miscellanea/sandro-bondi-poeta/

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 7:30 am | Rispondi

  3. Carissima Viviana,

    grazie per le letterine dei bambini, che con la loro tenerezza e il loro candore mi hanno fatto sorridere e ricordare che per fortuna l’umanita’ si rinnova: Berlu e la sua raccapricciante masnada (in cui includo anche D’Alema, Napolitano e compagnia “bella”) non sono eterni, e se siamo fortunati vedremo un bel pezzo di storia dove loro non esistono.

    In tema di candore, ti mando il commento su Bersani, affatto ingenuo ma assolutamente candido, di un utente di Youtube, che mi ha fatto ridere di cuore (vedi tu se pubblicarlo o meno):

    “BERSANI? Mi ricorda l’acqua di rose che mi mettevano sulle balle da piccolino per le infiammazioni da pannolino: lieve, delicato, leggero, sottile, agevole, facile, sopportabile, tollerabile, insignificante, irrilevante, debole, fioco, impercettibile, indistinto, scarso, sommesso, tenue, impalpabile, indefinito, vago, vaporoso” (di Presidentevaffanculo).

    Domani si iniziera’ a vedere l’allungamento delle giornate: speriamo di arrivare all’equinozio di primavera con un altro governo, di gente veramente nuova, giovane e onesta, che sappia portare l’Italia a un livello socio-culturale decente. Sarebbe bello se il Ministro dei Beni Culturali fossi tu.

    Pierluigi

    (Vogliamo scherzare? : – ) Viviana)

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 11:27 am | Rispondi

  4. Adesso i Ministeri sono una cosa seria? Ma a quale paese ti stai riferendo? Alla Svezia? 🙂

    baci Pierluigi

    Ho sempre in mente una repubblica ideale
    Se non si ha un’utopia nella mente, valutare la realtà diventa impossibile
    vi

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 2:23 pm | Rispondi

  5. Buongiorno Viviana. Solo per inviarti (anch’io) ogni augurio e ringraziarti davvero di cuore per le tue newsletter; il tuo approccio alla “realtà” è autenticamente “olistico” anche se il termine è ormai abusato. Difficilmente si fa cultura riuscendo a comprendere ogni ambito umano, anzi, addirittura extraumano. Ricevere le tue mail di politica, poesia, energetica, psicanalisi, esoterismi e realtà sottili e tutto ciò che sta in cielo ed in terra è davvero un privilegio di cui ti sono grato. Solo una “grande anima” può avere una percezione della complessità a volte meandrica della vita così nitida. Grazie di cuore.
    Elio Spadaro

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 2:25 pm | Rispondi

  6. Auguri di Buone Feste e un Felice Anno Nuovo 2010

    Franco
    webmaster@meditare.it

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 8:41 pm | Rispondi

  7. Famiglia e semplicita’, cose che non conosciamo più, ed e’ un bene, perche’ spesso erano frutto di ignoranza, per cui non era semplicita’ scelta, ma indigenza materiale e psichica.
    Un male quando a una semplicita’, frutto di una scelta, si sostituisce una vita complicatissima, ingarbugliata, tortuosa.

    All’inizio dell’uso del PC, con molta premura, cancellavo tutto e tenevo poche cose, e tenni una immagine di una famiglia riunita e un commento di Enzo Bianchi, priore di Bose, un cristiano cattolico che amo molto, e il commento e’ Rivisitare il passato nell’ottica di cogliere in esso delle chiavi di lettura per il presente e per il futuro.

    Ora trattengo tanto, ma fuori dal mio PC e in ordine e in vari account Gmail.
    Poi per il prossimo anno l’ordine sara’ ancora piu’ grande in quanto per argomenti che mi interessano molto faccio un account specifico
    Ora ne ho quattro, ma ne posso fare quanti voglio e li faccio per argomento.

    fisicaquanti@gmail.com questo e’ uno di quelli che inizio ad usare per argomenti scientifici, poi via via faro’ gli account che mi servono.
    c’e’ un posto enorme in Gmail, non e’ soltanto un motore di ricerca straordinario, ma anche un servizio di archiviazione semplice per chi non ha bisogno
    di un database specifico e articolato.

    Baci
    Maria Pia

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 8:42 pm | Rispondi

  8. Ciao Viviana auguri anche a te!
    Maurizio

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 8:45 pm | Rispondi

  9. Grazie Viviana, sei sempre molto cara. Ancora tanti cari auguri di buon Natale.

    Monica

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2009 @ 8:47 pm | Rispondi

  10. Auguro a tutti delle festività serene ed un inizio di anno pieno di
    aspettative positive e raggiungibili.

    Pier Paolo

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2009 @ 6:43 am | Rispondi

  11. Cara Viviana, non posso richiedere il mitico calendario con i Mandala perche’ vivo in India ! troppo lontano e troppa spesa ! Si puo’ vedere sul sito ??
    Ciao e auguri e grazie.

    Massimo

    Guarda che è stato mandato a tutti come allegato a una e mail e dovresti averlo avuto anche tu
    Comunque te lo rimando
    moltissimi auguri
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2009 @ 6:44 am | Rispondi

  12. Cara Viviana, buon Natale! Grazie per il tuo quotidiano dono di questo Masada; la mattina, prima ancora del caffè, apro il computer che è già impostato su queste pagine e prendo il via per la giornata. Sono così contenta di averlo “scoperto”! l’esistenza di Internet si giustifica da sola con queste pagine, grazie davvero di cuore per la tua conoscenza e l’equilibrio con cui ce la offri. Mi piacerebbe avere anch’io il calendario, puoi spedirmelo? Ancora tantissimi auguri!
    p.s. Avrei una piccola meditazione sul Natale, come posso inviarla?

    Commento di Valentina — dicembre 25, 2009 @ 10:56 am | Rispondi

  13. Concorsi by passati : il “sistema ” è assumere gente per corrompere la società civile che diventa incivile e collusa ! Ce la farà il Ministro ? vengono espulse dalla P. Amm. le persone che vogliono far bene e i DIFENSORI CIVICI vengono corrotti o assunti per corrompere ! che si può fare ? IMPOSSIBILE ! arch. Graziella Iaccarino-Idelson

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2009 @ 11:27 am | Rispondi

  14. La serenità per me e per gli altri e per questo mondo che vedo degradarsi sotto ai miei occhi, è la cosa che ho sempre desiderato fin da bambina e che più desidero ancora oggi, per cui ti auguro un Natale sereno, a seguire anche tutti gli altri giorni, mesi ed anni che verranno.
    Sereno Natale
    Emanuela

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2009 @ 11:27 am | Rispondi

  15. Certo che se è vero che oggi il 67% degli italiani
    è favorevole a Berlusconi, c’è poco da stare allegri.
    (dal quotidiano La Stampa on line).

    Buonanotte!

    Giovanni.

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 26, 2009 @ 4:58 am | Rispondi

  16. Come la penso in proposito del ritorno dei cittadini a contare qualcosa in Italia…
    Il vero cancro che ha colpito la politica italiana, è che la politica serve solo a chi fa politica; è diventata tutta autoreferenziale; è diventata una carriera, ben pagata, piena di privilegi, che come tale, attira tutti i peggiori figuri di una società; ce la vedi una persona seria a fare politica oggi?
    Giovanni

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 26, 2009 @ 6:07 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: