Nuovo Masada

dicembre 22, 2009

MASADA n° 1053. 22-12-2009 IL FALSO DAL VERO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:57 am

Magritte: “Questa non è una pipa”

Berlusconi è il più grande bugiardo d’Italia
Indro Montanelli

Attento a chi parla di complotti, potrebbe essere un esperto in materia

Tutta la storia di Berlusconi è una solenne montatura”

Ci sono uomini in cui la fiction prevale su qualunque tantativo di realtà”

Ci sono strategie complesse che si rivelano per atti assurdamente semplici. E ci sono verità così assurde che sbattono contro il nostro naso e che rifiutiamo di vedere per la pretesa della ragione che tutto sia razionale“.

Due cose la natura umana rifiuta di vedere fino in fondo: la strategia del Male e la pazzia, così che alla fine sono proprio le belle menti quelle che si fanno fregare per prime

La realtà in cui viviamo è talmente pregna di finzione che ci pare quasi che una Grande Matrix ci abbia immersi in una menzogna totale

Non c’è maggiore inganno di quello dell’illusionista che mette sotto i nostri occhi una realtà semplice e indubitabile, eppure quella realtà non è altro che il modo con cui egli vuole che vediamo le cose

La guerra del Golfo fu una guerra talmente filmata e trasmessa da pensare che avvenisse quasi sotto gli occhi degli spettatori americani. Eppure persino lo sbarco dei marines fu ripetuto tre volte per avere una perfetta ripresa e ogni atto di guera fu costruito, recitato e girato con in un film. Ciò che vedi con i tuoi occhi e soprattutto in tv ti sembra perfettamente reale, eppure non c’è finzione peggiore di ciò che attraversa il tuo sguardo. Per cui chi controlla il mezzo televisivo controlla la realtà e può convincerti di ciò che non esiste”.

Viviana

Non vogliate nulla al di là della vostra capacità: hanno una falsità odiosa quelli che vogliono al di là delle proprie capacità. Soprattutto quando vogliono cose grandi! Poiché suscitano diffidenza verso le cose grandi, questi raffinati falsari e commedianti: – finché diventano falsi con se stessi, strabici, pieni di vermi e riverniciati, ammantati di parole forti, di virtù da esposizione, di opere splendenti e false.”

Friedrich Nietzsche

Per l’uomo falso, tutto l’universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un’ombra, una cosa che non esiste più

Nathaniel Hawthorne

Il giornalista è quello che distingue il vero dal falso, e pubblica il falso

Marx Twain

E’ difficile sapere cosa sia una verità ma spesso è più facile riconoscere una falsità

Einstein

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Mario Ricca mi manda questo:

Uno degli attentati a Mussolini

Il 31 ottobre del 1926, una domenica, Benito Mussolini era a Bologna per inaugurare lo stadio littorio. Appostatosi in piazza del Nettuno, qualcuno sparò contro Mussolini, mancando il bersaglio. In reazione a tale gesto, gli squadristi di Arpinati si gettarono sullo studente quindicenne Anteo Zamboni e lo linciarono. Su corpo del giovane i

medici trovarono 14 pugnalate, qualche colpo di pistola e segni di strangolamento. Chi per primo individuò e bloccò il presunto giovane attentatore fu l’ufficiale di fanteria Carlo Alberto Pasolini, padre di Pier Paolo Pasolini. Non sono ancora stati chiariti i motivi del presunto gesto di Zamboni: la memoria collettiva lo ricorda come giovane anarchico, proveniente da famiglia di anarchici.

In un libro della direttrice dell’Istituto “Luciano Bergonzini” per la storia della Resistenza, Brunella Dalla Casa, ipotizza una complessa dinamica dell’attentato considerando anche i legami che esistevano fra Zamboni e Leandro Arpinati. Sostiene che dietro il gesto di Zamboni vi fosse un complotto di potere interno al fascismo, tra l’ala estrema legata a Roberto Farinacci e il nuovo corso normalizzatore voluto da Mussolini. Giunge anche a pensare che il gesto non fosse stato compiuto direttamente da Zamboni, ma da altri, che avrebbero poi fatto ricadere la colpa sul giovane. Pertanto l’eliminazione del presunto attentatore, secondo alcuni storici,potrebbe essere stata causata non solo da uno scoppio d’ira ma per nascondere ogni traccia del complotto.
I rapporti di polizia dell’epoca mostrano come si svolsero inizialmente delle indagini. Esse non trascurarono gli ambienti squadristi bolognesi, ipotizzando, in un primo tempo, un coinvolgimento di ras locali, come Farinacci e Arpinati. Ma non diedero alcun risultato. A quel punto si concluse che l’attentato non poteva che essere opera di un elemento isolato.
Una ulteriore indagine sollecitata dal Ministero degli Interni fu svolta ancora dai magistrati del Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato ma anch’essa approdò alle medesime conclusioni.
I procedimenti penali successivi condannarono a pene detentive il padre e la zia dell’attentatore per aver comunque influenzato il giovane nelle sue scelte, ma Mussolini, poco tempo dopo, decise di graziare i due condannati e di sovvenzionarne il fratello, che si trovava in difficoltà economiche.
Mussolini ebbe modo di condannare il gesto con queste parole:
« Degli attentati da me subiti, quello di Bologna non fu mai completamente chiarito. Certo che me la cavai per miracolo. L’esecutore, o presunto tale, fu invece linciato dalla folla. Con questo atto barbarico, che deprecai, l’Italia non dette certo prova di civiltà. »
La partecipazione di Zamboni all’attentato ancora oggi non è stata definitivamente accertata (da Wikipedia)
In seguito al fallito attentato, già un mese dopo furono approvate le “Leggi per la difesa dello Stato”. Circa 120 deputati dell’opposizione furono dichiarati decaduti, fu istituito il Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato (che riaprirà il caso Zamboni e non arrivò a nessuna conclusione, come detto), fu approvata l’istituzione della pena di morte e tutte le pubblicazioni ostili furono sospese.
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E se l’aggressione a B fosse stata una montatura?

E’ la tesi avanzata da subito da molti e portata avanti sul canale “Lospaccaminchia” di YouTube che per adesso raccoglie un boom di click e colleziona ben 420.000 utenti. La dietrologia, si sa, è connaturata nel dna degli italiani. Così anche sul ferimento di B in piazza Duomo molti hanno avanzato dubbi sull’autenticità dell’accaduto e sull’autenticità delle ferite riportate.

-Cos’è il «misterioso» oggetto che uno dei body-guard tiene in mano all’interno dell’auto? Non sarà mica una «bomboletta che spruzza sangue finto»? Più che un fazzoletto sembra un sacchetto.

-Perché non sgorga subito il sangue? Anzi, perché il sangue non si vede mai?

-Perché non esiste un solo fotogramma che mostri l’impatto della statuetta col viso? -E perché B si tampona ‘immediatamente’ (nemmeno il tempo di mettere una mano in tasca per cercarlo con un fazzoletto? E perché questo è ‘nero’? Quando mai si usano fazzoletti neri? Forse se fosse stato bianco un eventuale sangue precedente sarebbe stato visibile?

-Perché il sangue non sgorga chiaro e libero ma appare chiaramente coagulato?

-Perché si è parlato di mezzo litro di sangue perso e di una camicia intrisa di sangue ma nei video nulla di questo appare?

-Perché l’auto non corre via, coma da prassi consolidata, per mettere al sicuro il presidente?

-Perché lo stesso B poi esce nuovamente dalla vettura e si espone ad ulteriori eventuali attacchi? E perché le guardia del corpo non glielo impediscono, non lo coprono, lo espongono praticamente a un ulteriore attentato, sempre contro ciò che è di regola?

-Per quale motivo B viene portato al San Raffaele del fidato don Verzè, che dista 10 km, quando a 1,5 km c’è il nosocomio di San Giuseppe? Forse perché al san Raffaele ci sono amici di B?

-Per quale motivo un uomo in vena di tanta popolarità non ha rilasciato nemmeno una intervista dal suo letto di dolore?

-Perché si è preso 15 giorni di ‘rimessa estetica’ schifando gli ospedali italiani e riparando in una clinica svizzera famosa per la sua privacy?

-Perché l’attentato o presunto tale interviene provvidenzialmente proprio quando B si arrampica sugli specchi per trovare alibi per non intervenire ai suoi processi e si stanno addensando pesanti sospetti di collusione mafiosa per le confessioni di ben 35 pentiti?

-Quando mai la sottoscrizione delle tessere avviene su una pubblica piazza con l’intervento del leader?

-Come mai al momento dell’attentato ogni guardia della numerosa scorta aveva gli occhi puntati su B?

-Come mai i video sull’attentato sono tutti di operatori di Mediaset?

-Come mai non c’è stata una sola nota critica sul comportamento della scorta stessa?

-Come mai all’uscita dal San Raffaele B sparisce per 4 ore e nessuno dei numerosi giornalisti riesce a seguirlo e a sapere dove è andato, e lui dice di essere andato dal suo dentista, ma nessuna ricostruzione di due denti rotti (uno è una capsula) combina col tempo dell’assenza?

Il video “Piccoli grandi dubbi sull’aggressione a B” è stato realizzato montando le immagini di Rainews24 è stato rilanciato immediatamente su Facebook poi va rimbalzando dai siti giustizialisti a quelli dei movimenti, scatenando migliaia di commenti e gettando legna sul fuoco dell’antiberlusconismo. L’aggressione del Duomo non sarebbe, insomma, che una «manipolazione mondiale per prendere il controllo di Internet» (o per completare il golpe massonico). Il video YouTube è diviso in due parti, dura circa 8 minuti ed è corredato da musica thriller e infografiche in rosso. L’autore, che non si rivela, utilizza il fermo immagine col dichiarato intento di portare a galla i «piccoli e grandi particolari», i «dubbi» e le «incongruenze » che tormentano i radical anti-Silvio.

Tutte «scempiaggini», prende nettamente le distanze Beppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd. «Ma smettiamola… Se la riproduzione del Duomo lo colpiva sulla tempia il premier poteva morire — e qui Fioroni parla da medico —. Ma quale complotto! Il confronto politico rimanga nell’ambito della saggezza». Intanto però, un click dopo l’altro, il filmato che sprona «spegnete la tv accendete il cervello» irretisce migliaia di sostenitori. «Questo video mostra la verità!!! — scrive su YouTube MrBrasco80 —. Non facciamo gli ipocriti!!! E la camicia piena di sangue che hanno detto al tg dove sta?». Fake407 invece non ci crede e racconta che a lui hanno rotto il naso con un pugno, «ma neanche una goccia di sangue».

Il video arriva dopo l’affondo del presidente del Senato Renato Schifani contro i social network, paragonati ai gruppi extra parlamentari degli anni ’70. E certo non è sfuggito all’entourage do B. «Ho visto qualcuno di questi video — conferma Daniele Capezzone — e siamo dinanzi a qualcosa che definirei microterrorismo ». Non sarà troppo? «Io ci vedo la stessa furia ideologica di chi usa la violenza, ma in più la miseria di fare tutto nella propria stanzetta, negando l’evidenza e illudendosi perfino di fare un’inchiesta — attacca il portavoce del Pdl —. Vigliacchi, falsificatori e illusi». Se non parlassimo di «una cosa drammatica» Capezzone si metterebbe a ridere: «Si lamentano perché B sanguinava poco, se siamo arrivati a questo punto…».

www.ultimenotizie.tv/notizie-scienze/video-berlusconi-aggredito-falsa-aggressione-per-il-web.html
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Bloggher di bellaciao.org

Non credo ci sia francamente alcun serio retroscena e parlare di “attentato”, altrettanto francamente, mi sembra una stronzata ….
Naturalmente dico questo riferendomi all’atto, puro e semplice, di Tartaglia e basta, poi, sulla gestione politica successiva di questo atto, di retroscena ne vedo e come, ma questo è un altro discorso …..
A mio giudizio, comunque, il Pd non aspettava altro che una scusa qualsiasi … e le profferte di Violante e di D’Alema sul “salvacondotto giudiziario” per il Berluska erano arrivate del resto già prima della vicenda Tartaglia, così come l’offerta, poi saltata per l’irriggidimento degli inglesi, a D’Alema di un prestigioso incarico europeo da parte del Berluska medesimo.
Sì, indubbiamente, siamo al REGIME, ed è indicativo il fatto che personaggi come Fini e Casini stiano oggi di fatto su posizioni più avanzate del Pd.
Quello che è curioso è il fatto che, in nome del “complottismo” pur che venga, tra quelli che oggi pensano che Tartaglia sia una “creatura” dei servizi segreti o che addirittura il ferimento del Berluska non sia mai avvenuto e che è stato tutto un trucco cinematografico (pardon, televisivo …) vi siano pure alcuni di quelli che, nei mesi scorsi, avevano abboccato all’amo del discorso “congiura degli Usa contro il povero Berluska “antimperialista”.
A forza di spiegarsi tutti i fenomeni terrestri come “complotto giudaico/massonico/plutocratico”, dall’Iran fino alla manifestazione “viola” del 5 Dicembre, capita fatalmente di perdere la bussola.
E di rendere ridicoli non solo se stessi ( il che sarebbe poco male …) ma anche l’idea stessa di “sinistra”.
Radisol da comedonchisciotte.org
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Bloggher di bellaciao.org

In “Qualcuno volo’ sul nido del cuculo” il matto alto e grintoso diceva “stronzate tutte stronzate”. Io dico che quelle di Capezzone sono tutte stronzate. Non avevamo bisogno del montaggio per capire che é una messa in scena. Appena ho visto il video in TV all’estero, premetto che non sapevo ancora nulla, ho detto: “a me pare una stronzata” perché vederlo uscire stranamente dall’auto e mettersi in mostra era qualcosa di assolutamente anormale. A questo punto anche io ho preso il video di trasmesso in Italia, poi quello di annozero e quello di ballaro’ ed ho cominciato a spezzarlo, ad analizzarlo ed ho tirato le stesse conclusioni, gli stessi dubbi sacrosanti.
Di questo Tartaglia non se ne sa più nulla.
Forse potrebbe dirci che legame c’era con il microfonista ed il cameraman che gli stavano incollati e che sembrerebbe proprio che gli hanno dato il via a tirare.
Oggi poi scopro che combinazione tutti i video che hanno mandato le tv non sono video fatti da loro ma sono il risultato delle riprese delle telecamere mediaset al soldo di Berlusconi. Dunque anche questo spiegherebbe molte cose
Io dico che la magistratura dovrebbe aprire un’inchiesta perché qui si tratta di prendere per il culo il Popolo anche quello che ha votato sto stronzo..
Michele
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La dentiera di Berlusconi

www.nonsolonews.it/thread-363-0-1476333-0/la-dentiera-di-B.htm

Riporto il parere di un medico, in particolar modi di un dentista, pescato a caso su un blog…
La falsa frattura dei denti di B – Il parere di un esperto
Sono un dentista, docente di endodonzia. Nelle foto del Corriere non si vede alcun danno rilevante all’arcata inferiore, i canini e gli incisivi inferiori visibili nelle foto non risultano danneggiati, solo sporchi di liquido rosso.
Nel bollettino medico è stato riferito che si sono fratturati 2 denti dell’arcata superiore, che tuttavia non risultano visibili chiaramente durante l’aggressione.
La ferita contusa del labbro superiore sx fa presupporre un coinvolgimento degli incisivi superiori centrale e laterale di sx.
Ma da foto di archivio risulta che B ha una corona o un elemento incapsulato a livello dell’incisivo laterale.
In tal caso la possibilità di fratturare un elemento incapsulato in metallo-ceramica sono nulle. Le corone sono posizionate proprio per evitare potenziali fratture. La velocità dell’oggetto lanciato non possiede la quantità di moto per causare una frattura di un elemento in metallo ceramica.
Inoltre dalla posizione del labbro superiore (perfettamente sostenuto) non si evincono fratture dentali.
B si atteggia in una posizione di prognatismo (mandibola inferiore portata in avanti) durante tutta la sequenza delle foto post- trauma in maniera forzata e innaturale, la facies del traumatizzato al contrario presenta un rilassamento della mandibola o una posizione di massima intercuspidazione (serrare i denti).
Si dice che B lasciata la clinica sia andato dal suo dentista dove è stato sottoposto a un intervento di ricostruzione di un incisivo superiore e alla medicazione dell’altro dente. In caso di traumatologia facciale severa con avulsione dentaria la procedura di reimpianto e fissazione verrebbe eseguita dal maxillo facciale e il dentista a meno non compia malpractice deve attendere 14 gg prima di eseguire qualunque intervento.
Altrimenti in caso di frattura, senza avulsione del dente il dentista dovrebbe intervenire subito (perfettamente compatibile collo stato cosciente dell’individuo) per evitare una compromissione endodontica. L’intervento di 4 ore non sarebbe comunque stato sufficiente a completare un restauro protesico in metallo ceramica fratturato, eseguito dall’odontotecnico in separata sede e in tempi differiti.
In conclusione i denti non si sono potuti fratturare e se si fossero fratturati, il dentista avrebbe dovuto intervenire subito e non dopo 5 giorni, ed essendo comunque in ceramica (come da foto di archivio) non potevano comunque essere riparati in 4 ore.
www.youtube.com/watch
?v=vWmvrYIKitA

www.youtube.com/watch?v=vIUGDdPdKyE&annotation_id=annotation_741472&f
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Giovanni scrive

Carissima Viviana,
ho appena spedito a Msadaweb il testo di una nota da me scritta al Presidente della Repubblica; l’ho fatto in un momento di sconforto e malinconia, pensando ai miei figli, però dopo averla scritta, mi sono pentito d’averlo fatto, in quanto ritengo del tutto inutile interloquire con questi malviventi; l’atteggiamento più giusto sarebbe di indifferenza, disprezzo, sufficienza; interloquire con Napolitano, poi, è il massimo dei massimi della perdita di tempo; Napolitano è stato eletto dalla base elettorale prevista dalla Costituzione (i cosiddetti “Grandi Elettori”), la cui stragrande maggioranza era costituita dai Parlamentari (Deputati e Senatori) eletti nel 2006; poichéi risultati delle elezioni del 2006 sono stati falsificati, tutto quello che è avvenuto poi è falso, e frutto del disegno della casta a mantenere lo status quo, cioè il loro controllo incontrastato sul Paese, la loro gallina dalle uova d’oro, la fonte del loro potere e della loro Rcchezza, di cui fanno man bassa, a spese nostre, dei nostri figli, del loro futuro, della Nazione.
Napolitano altro non è che una sporca, sporchissima pedina di questo sporco, sporchissimo gioco; fa finta di essere stato eletto solo da una parte, e allora cerca di recitare la parte di quello al di sopra delle parti; ma in Italia non è vero da tempo che ci sono parti in rapporto dialettico fra loro, sono tutti d’accordo sotto banco nell’arricchirsi a nostre spese, rapinandoci con destrezza, rubando risorse, speranze, futuro al Paese ed ai cittadini comuni; Napolitano ha dimenticato quello che diceva un famoso filosofo francese (mi sembra Russeau o Voltaire), che quando la ragione è tutta da una parte, e il torto tutto dall’altra, essere al di sopra delle parti o equidistante dalle parti è la posizione più faziosa possibile.
Napolitano è un fazioso, perchè da tutore istituzionale della Costituzione permette che la stessa venga continuamente calpestata dalla casta; è un fazioso perchè da capo della Magistratura permette che la Magistratura venga continuamente vilipesa e criminalizzata; è un fazioso perchè da capo delle Forze Armate, costituzionalmente deputate a difendere la Patria, e solo questo, permette spedizioni militari di guerra, in diverse zone del mondo, nei confronti di popolazioni e Stati che mai hanno dichiarato guerra all’Italia; è un fazioso perchè cerca di sollecitare continuamente le parti ad un accordo, come se ciascuno avesse le sue ragioni, quando è evidentissimo che le ragioni oggi stanno tutte da una parte (la nostra), e i torti tutti dall’altra (la casta, di cui Napolitano fa parte a tutti gli effetti); infine è un fazioso per l’invito che ha fatto ai giovani a rimanere in Italia, cioè continuare a perpetuare il gioco al massacro sulla loro pelle, il parco buoi a disposizione degli speculatori per continuare ad arricchirsi a spese dei nostri ragazzi.
Tuttavia, il vero problema, non sono loro i membri della casta; il vero problema è che non esista nessuno che vuole contrastare la casta, che chiami a raccolta la gente contro la casta; e allora cara Viviana andiamocene dall’Italia, si trovino qualcun altro da rapinare, da spennare, da condannare alla disoccupazione o sottoccupazione perenne, al precariato a vita, all’analfabetismo o semianalfabetismo della scuola a pagamento, a raccomandazioni, a numero chiuso, da uccidere sul lavoro (nero e sottopagato), da uccidere nella malasanità, da uccidere o storpiare sulle strade e autostrade di Moratti, da intimidire, gambizzare o uccidere nei territori controllati da mafia, camorra e ndrangheta, da far saltare in aria in Iraq o Afghanistan.
Si trovassero qualcun altro; io e i miei figli abbiamo gli occhi aperti, il cervello ancora connesso e non bruciato da Canale 5, non abbiamo peli sulla lingua, e con la bocca e con il cuore possiamo sempre intonare il vecchio e più che mai canto anarchico, che fa: nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà, ed un pensiero, ed un pensiero, nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà, ed un pensiero, ribelle in cor ci sta!!!!!!
Ti saluto cordialmente
Giovanni
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QUANDO SI DISTRUGGE IL FUTURO DELLE GIOVANI GENERAZIONI, SI DISTRUGGE IL PAESE, SI TAGLIA IL RAMO SUL QUALE SI E’ SEDUTI.

L’ITALIA E’ UN PAESE DA ABBANDONARE AL PROPRIO DESTINO, DA LASCIARE APPENA POSSIBILE, COME HO FATTO IO UN ANNO E MEZZO FA A 57 ANNI EMIGRANDO QUI’ A ZURIGO, COME HA FATTO IL MESE SCORSO UNO DEI MIEI FIGLI EMIGRANDO A LONDRA.

QUANDO IL RAMO DEFINITIVAMENTE CROLLERA’, IO VORREI CHE ANCHE IL MIO SECONDO FIGLIO FOSSE GIA’ SCESO; VORREI CHE AVESSE ANCHE LUI SEGUITO IL MIO CONSIGLIO DI ANDARSENE VIA.

GIOVANNI
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Commenti
Viviana

Ogni volta che D’Alema ha patteggiato qualcosa con B ci ha rimesso e ha fatto costantemente la figura del coglione. Non s’è salvato una volta. Gli ha dato le televisioni e si è visto che uso ne è stato fatto. Gli ha dato il maggioritario dove la sx è stata falciata ed era chiaro che il sistema, come in USA, avrebbe visto la vittoria del più ricco. Gli ha dato il precariato che farà diventare precari alla fine tutti i lavoratori italiani. Gli ha dato la lotta alla magistratura che per B è un fiore all’occhiello, poi l’indulto, il veto delle intercettazioni e da poco anche lo scudo fiscale. Gli stava per dare la bicamerale dove B prendeva e D’Alema perdeva, ancora oggi insiste a dire che si deve votare per il presidenzialismo forte a diretta elezione popolare dove vincerà solo B. Sembra che quella di D’Alema sia una vocazione al massacro, una specie di sindrome di Fantozzi. Ma qualcuno parla, fuori dei denti, di alto tradimento. Ora se ne esce con il lodo D’Alema, una leggina per esentare dai processi il solo B. Eppure salta fuori sempre un fantozziano che difende cotanto fallito cronico con inaudito vigore. Non c’è limite all’impudenza. O alla stupidità. D’Alema ha segnato tutte le fasi della crisi della sx, l’ha portata al massacro, e ancora c’è chi lo applaude. A meno che chi lo fa non sia lo stesso D’Alema en travesti. E’ proprio vero che il mondo gira solo per il giramento di palle prodotto dagli stolti.
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Prosdocimo

D’Alema è ormai eponimo di quella politica sedicente (e facente…) da “specialisti” nella quale le “masse” entrano come componente passiva eterodiretta – dagli specialisti, appunto – su obbiettivi retorici, mentre nelle segrete stanze chi sa e puote prende le decisioni “vere”. Insomma, secondo questa concezione, lì si fa la “Politica” laddove in piazza, nelle Assemblee, nei luoghi di vita e di lavoro si agita la retorica strumentale al fare dei Politici. E’, nella versione più becera grezza e violenta, l’assioma nanesco per cui “gli elettori sono come bambini di 10 anni”. Basterebbe la appena detta consonanza ontologica fra i due bei Tomi per liquidare la discussione sul ruolo ( oggettivo, soggettivo?) di D’Alema. Purtroppo non è sufficiente a liquidare politicamente l’uno o l’altro. Ma si capisce che i due, simul stabunt simul cadunt, sono assolutamente complementari e le attestazioni di stima del Nano e il “rispetto” di D’Alema per le conquiste nanesche sono solo il sintomo di una attrazione reciproca , ognuno per quello che ritiene carente in sé e colmo nell’altro. L’ascendente politico allo stato puro in uno, il Potere concreto e materico nell’altro. Io me lo ricordo D’Alema quando a Pisa era la parte irrilevante della coppia che faceva con Mussi. Non aveva il nerbo di quest’ultimo – non dico nel Movimento nel quale allora i “revisonisti” contavano lo 0,0012% – negli studi e nei rapporti in generale. Irrequietezza da incerta autoidentità, se mi si consente una diagnosi. Non è cambiato. Cacciarlo fuori dalle palle è una questione di autodifesa.
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Roberto P

calfari ha dato oggi una definizione lucida e sintetica del termine “inciucio”. Riporto fedelmente: La parola “inciucio” denomina un compromesso malandrino tra parti politiche avversarie, un compromesso sporco e seminascosto che contiene segrete pattuizioni e segreti benefici per i contraenti, nascosti al popolo-bue. Ecco quindi che cercando di sbolognare il termine “inciucio” baffino cerca soltanto di contrabandare per normalità il fottersi gli elettori che lo votano, ben protetto nei salotti dei palazzi. Diciamocelo: se è inappropriato B è doppiamente inappropriato baffino. Perlomeno il primo si sa che è sceso in politica per difendere il suo impero e per non finire in galera. Il secondo è proprio un pirla e festa finita. Ha contribuito alla demolizione di tre partiti ed ora lavora per demolire il suo quarto partito. Davvero un gran pirla.
E perché il PDL spinge tanto per dare una poltrona onorevole a baffino? Non sono riusciti a farlo diventare ministro degli esteri dell’Europa ed ora gli vogliono dare il Copasir. Qual’è “il compromesso sporco e seminascosto che contiene segrete pattuizioni e segreti benefici nascosti al popolo-bue”? Maledizione!
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Viviana

La mafia è come l’invasione degli ultracorpi. E’ penetrata ovunque. Te la ritrovi anche all’opposizione. E’ un magma schifoso che fuoriesce da ogni fessura e avrebbe bisogno di un fuoco purificatore come le case infestate.
Basterebbe pensare alla discesa agli Inferi della sx moderata, sorretta dallo zoccolo duro degli zombi.
Ma come ha potuto Bersani produrre un Violante socio in inciuci come responsabile delle Riforme? L’ignobile linea dalemiana che persiste..
Violante è un molliccio velleitario privo di identità e onestà politica. E’ quello del “Ma come, B, ti abbiamo regalato le televisioni…!?” oppure di “I repubblichini sono da onorare come i partigiani”, due frasi che mettono da sole l’indecenza nella storia
E ora ha partorito la 3a battuta infame: “Legalità e democrazia sono cose diverse”!
Uno così non lo vorrei nemmeno come portiere, perché mi farebbe entrare i ladri in casa.
Violante propone connubi mostruosi, dice: “Ci sono processi che impediscono a B di governare” Ma dove? Negli emirati arabi?
E prosegue mortalmente: “OCCORRE ABOLIRE I PROCESSI AI POLITICI, ALLARGANDO L’IMMUNITA’ TOTALE A TUTTI I REATI, ANCHE PRIMA O FUORI DELLE FUNZIONI“!
E’ folle! Non solo per quel che uno dice e per come vota, ma anche se ruba, truffa, evade, stupra, ammazza, corrompe e mafia. Non solo quando è in carica, ma prima e dopo!? A vita!? Ma come si può non vomitare? E uno così dovrebbe andare alla Consulta?! E il tutto va a nozze col Lodino D’Alema: “Una legge salva premier”. Se fosse fritto di pesce, lo avrei già rimesso.
E’ così che la verità emerge con spaventosa evidenza: o Violante e D’Alema fanno parte della P2, o invece pure. Nulla di meglio per favorire il Piano massonico.
Violante dice che la legge è confusa qualche volta. A noi appare indiscutibile che Violante è confuso sempre. Confuso o venduto. A scelta.
Sono questi i ‘nuovi’ soggetti del ‘nuovo’ Pd?
Se questa è la sx, voglio scendere. Ferrero batti un colpo! Mussi dove sei? Epifani salvaci tu!
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Un giusto su tre

La chiesa intende fare santi padre Marella, Pio XII e Voitila.

Padre Marella fu un grande testimone della carità, è il frate dei poveri e a Bologna tutti lo hanno amato. Raccolse gli orfani del dopoguerra nella città dei ragazzi. Aprì la sua casa ai fuggiaschi ebrei e salvò 30 soldati dalla deportazione rischiando la fucilazione, si sostituì a un padre di famiglia davanti a un plotone di esecuzione e nella battaglia delle Lame portò via i corpi di 10 collaborazionisti impiccati dalla pubblica strada.

Voitila spese somme enormi per la propaganda di se stesso in continui e frenetici viaggi attorno al mondo, imponendo anche a paesi poverissimi di partecipare alle sue spese, è responsabile del crack dell’ambrosiano con 8 morti, dava la sua fiducia a persone come Marcinkus, protesse i preti pedofili, spese capitali immensi per fomentare Solidarnosc e favorire golpe antidemocratici in Sudamerica e perseguitò i preti della teologia della liberazione che stavano a fianco del popolo oppresso.

Pio XII non disse una parola contro l’olocausto e ignorò il nazismo.
Dicono che vedesse la Madonna.
Com’è che la persecuzione degli ebrei, degli omosessuali e degli zingari nemmeno la vide?
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Beppe Grillo

Il Pdl è il partito dell’amore. Ama tutti, ma più di ogni altro D’Alema che lo contraccambia da sempre. Nessuno ha fatto più di lui per Berlusconi, non Gelli, non Craxi, non Dell’Utri. Il Pdl non dimentica e al grido: “il baffetto dove lo metto?” lo ha proposto invano come mister Pesc in Europa. Una “risorsa del Paese” come D’Alema non si può però lasciare inoperosa. Soprattutto dopo l’ennesima proposta di inciucio da voltastomaco. Gianni Letta lo vuole al Servizi Segreti. Massimo è un uomo fidato. Chi meglio di lui? D’Alema è stato superato a sinistra persino da Fini e da Casini. Bersani, il portavoce di D’Alema, è diventato afono dalla vergogna. Chi glielo va a dire al popolo delle Primarie che ha votato per l’inciucio?
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Il SIGNORE E IL PRESIDENTE CHE AMA ANCHE … A PAGAMENTO
Paolo Farinella

Leggiamo dalla Bibbia. Dal libro dei Numeri: «Sorgi, Signore, e siano dispersi i tuoi nemici e fuggano davanti a te coloro che ti odiano» (Nm 10,35). Bono, bono, Signore, bono, abbassa i toni altrimenti Renato Schifani presidente del senato di palazzo Grazioli e intimo di mafiosi anni ’70-’80, fa chiudere la rete tra «terra-cielo» e poi chi ti può pregare più?

Dal Libro dei Salmi: «Àlzati, Signore, affrontalo, abbattilo; con la tua spada liberami dal malvagio» (Sal 17/16,13). Signore, per favore, non gridare forte, non dire queste parole violente, altrimenti il Cicchitto suo, tessera P2 n. 2232, ti dà del «terrorista mediatico» ed eversore come Travaglio e come lui diventi «cattivo maestro», rischiando di trovartelo accanto sul Calvario.

Dal Libro dei Salmi: «Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte. Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto. Impugna lancia e scure contro chi mi insegue» (Sal 35/34,1-3). O mio Dio, per favore, non alzare i toni, abbassa i semitoni, altrimenti svegli Bersani che si troverà disorientato e magari viene a sapere del «lodo D’Alema» che vuole due cose: salvare Berlusconi a tutti i costi e portare un cero alla Madonna per averlo salvato. Pio D’Alema Pio.

Ora lo sappiamo con certezza: il Mandante occulto, misterioso (nel senso vero di Mistero) dell’attentato al presidente del coniglio italiano è stato Dio. Travaglio & C. è solo un depistaggio dei servizi segreti in combutta col Vaticano. Sì lui in persona! Il suo insano gesto è stato premeditato da oltre 1500 anni di odio per il presidente buono che ama tutti e non capisce perché qualcuno lo odia tanto. Dio ha avuto paura che Berlusconi gli soffiasse il posto: dove non riuscì Adamo con serpente, potrebbe riuscire il Nano con la Escort.

Un testimone oculare ha visto che qualcuno armava la mano assassina tesa a colpire la vittima rifatta, beata e olezzante profumo di santità e purezza e integrità. Tutti gli indizi portano alla Trinità: il Padre ha sradicato il Duomo di Milano, ormai sconsacrato dalla presenza di un vescovo, Tettamanzi, che parla da comunista fazioso e violento: dice che bisogna essere accoglienti, che anche gli stranieri sono persone soggetti di diritto. Sacrilegio! Sacrilegio! Il Padre passa il Duomo al Figlio che essendo giovane ha buona mira e infine lo Spirito Santo fa da telescopio per colpire sicuro, ma senza uccidere. Come buono Dio! Insomma un avvertimento in piena regola, tipica della sinistra che si assembla sempre in numero dispari per non fare tornare i conti.

Un altro indizio che porta a Dio (nella sua misteriosa partecipazione trinitaria) è l’oggetto contundente: un luogo sacro, un luogo di pace, un luogo di amore: il Duomo di Milano. Chi poteva ardire di prendere un Duomo e colpire a colpo sicuro? Chi poteva usare un simbolo religioso per offendere un uomo pacifico che vestito di saio, predicava agli uccelletti presenti in piazza e chiedeva l’obolo di un piccolo contributo per aiutare un’azienda mediatica contro i terroristi e gli uomini dell’odio? Chi poteva pensare una cosa così perversa? Solo Dio, solo un Dio, Uno e Trino che dopo ampio, solidale e unanime consulto (unico caso nella storia dell’eternità in cui la sinistra si trova «unanime», poffarbacco!) ha deciso di buttare la maschera millenaria per gettare sulla terra la guerra dei faziosi e dei reprobi: «Vade retro, Travaglio, cattivo maestro! Pussa via dal regno dell’Amore e sprofonda nell’abisso dell’odio!!!». Oh, Travaglio, che delusione per tua nonna!

Signore, lo sappiamo tutti che Marco Travaglio è un «bravo fieu», sono le cattive compagnie che lo hanno rovinato come si conviene a tutti i figli di buona famiglia. Montanelli lo ha corrotto da subito; poi Santoro lo ha arruolato al carro dei «critici» documentati e per giunta chiari di concetto. Per la miseria, ahi, ahi, ahi! proprio questo non s’ha da fare mai, specie in tv: mai documentare con documenti, date e citazioni, ma sempre adulare e leccare, leccare e adulare – grazie Vespa, basta così, a cuccia, a cuccia! mi stai sbrodolando tutto –).

Abbassare i toni, istigare all’odio, creare un clima di violenza armata e denigratoria contro Shilviush Berluskonijad; sì, proprio contro di lui, che, poveretto, nonostante debba portare la croce enorme del conflitto di interessi e la fatica di uno slalom gigante per non toccare un palazzo di giustizia, si sforza di amare tutti. Oh che amatore di professionista! Che professionista dell’amore! Come lui non ce n’è (ve lo garantisco proprio che non ce n’è, nemmeno a cercarli con il lanternino di Diogene, parola mia, parola vostra). Lui ama anche le prostitute a pagamento per le pause di governo, ama perdutamente le ministre che hanno fatto con lui minestra appiccicosa per arrivare dove sono; lui ama anche i comunisti riciclati come Bondi; anche i piduisti compagni di tessera come Cicchettuzzo suo; ama i mafiosi che col suo compare Dell’Utruzzo chiama «eroi». Come ama i giudici che per la grande fatica che fanno sono «mentalmente malati», cioè antropologicamente tarati (tarati, non karati, mi raccomando). Lui come un padre, appena incestuoso, ama come figlie anche le minorenni che vuole giovani, pure e pulite che lo ricambiano come «papi». Ama alla follia i popoli irakeno e afghano, ai quali senza nemmeno conoscerli ha mandato in regalo armi, soldati, bombe per «distruggere e ricostruire» (che sant’uomo, ma dove lo troviamo un altro così!!!!).

Abbassare i toni, dare una svolta, basta con la violenza della sinistra assassina che pur di governare non esita a distruggere la Costituzione, che è pronta a farsi leggi su misura, che denigra il parlamento impedendo di lavorare e compagnia cantando. Fuori legge la sinistra, subito! Contro tutti costoro, fomentatori d’odio e di violenza antidemocratica, lui, solo lui, – poareto»! – è capace di soffrire, vittima innocente in mezzo al degrado umano di una umanità inferiore perché di sinistra: «L’amore vince tutto! Se cambia il clima, il mio dolore non sarà stato inutile» (infatti si è messo a nevicare). Che parole da papa! Che santo! Che tormento e che gaglioffo! Fratelli e Sorelle, ecco a voi il «Servo di Yhwh», il Messia che offre se stesso per la moltitudine, la vittima immolata oltre il comandamento di Cristo, somiglia ad un pecora condotta al macello e resta muta davanti ai suoi tosatori: lui è uno «Statista» e sopporta il dolore dei suoi che assume nelle sue carni, che nascondo nei suoi capelli, lui, l’utilizzatore finale del dolore del popolo. Lui è così generoso che supera anche Gesù che ha detto: «Amatevi come fratelli, perché io sono figlio unico», ma lui no, deve superare Dio perché ama tutti, ama alla perfezione, ama ed è riamato da folle osannati che lo invocano come Redentore e Liberatore di comunisti nascosti dappertutto. Silvio, l’amatore puttanesco, santo subito!

Lui è così amabile e dolce, gentile e tenero, quasi erotico andante, ha licenziato in tronco l’avv. Previti che osò dire, birichino!,: «non faremo prigionieri» e mandò ai lavori forzati il Brunetta che disse alla sinistra di andare «a morire ammazzati». Lui che rinchiuse nelle galere fasciste La Russa il quale, anche senza avere bevuto grappa, gridò contro la Corte di Giustizia dell’Aja che «devono morire ammazzati, ma il crocefisso non si tocca». Il Signore tirò un sospiro di sollievo davanti a tanto ardire e coraggio che lo difende fino alla morte … degli altri! Lui che ama il popolo, tutto il popolo, tanto che sciolse personalmente nell’acido (ma con ammorbidente di marca) un disfattista di sinistra che osò chiamare «coglioni» metà degli Italiani e Italiane che non votavano in modo «giusto»: cioè per lui. Come si fa ad odiarlo così ferocemente. L’Italia è impazzita!

Zitti, abbassate i toni, anche con i bambini; ecco, sull’uscio appare, come la Madonna, don Verzè, compagno e sodale in affari e affarucci; egli soave, soave, mite, mote, compunto e con un fil voce sussurra: «Lui vuole bene a tutti e non si spiega perché nel mondo ci sia tanta violenza. Sì, lui ha perdonato». Oh, Dio! don Verzé non lo nomina come noi, anche lui (don Verzè) lo chiama «lui» (Shilviush). Oh, Dio, che emozione! Pari pari come Eva Kant chiama Diabolik: «Lui»; come Cesare chiama se stesso nel «De bello Gallico». Questa è arte, estetica, modello narrativo, degno di una poesia di Bondi: «Lui» per dire «Io». Insomma per confondere le tracce.

Il presidente dell’amore a pagamento «perdona» come Giovanni Paolo II perdonò Alì Agca, come Gesù Cristo perdonò il ladrone terrorista (era Travaglio, ma Gesù non lo sapeva!). Poteva «Lui» essere da meno di un polacco e di un ebreo? Giammai! Lui perdona. Perdona sempre anche chi giura il falso, chi spergiura sulla testa dei figli, chi corrompe testimoni, chi compra giudici, chi compra senatori per fare cadere il governo della sinistra assassina, chi falsifica i bilanci, chi evade il fisco, chi esporta capitali, chi … chi … chi … chicchirichì!

Ssssss! Abbassate i toni, altrimenti tutto va a puttane e poi quei delinquenti di Santoro, Travaglio, Repubblica e affiliati possono sentire e si rischia di ritrovarci in prima pagina con nome, cognome e indirizzo. Taci, il nemico ascolta! «Fischia il vento, urla la bufera / Scarpe rotte eppur bisogna andar». Sì, fischiamo col vento e urliamo con la bufera perché se non mi trattengo da solo, il giorno di Natale, imbottisco Biondi di esplosivo teneroso e morbidoso e vado a piazzarlo dove dico io. Anzi, no, in alternativa, invito i Sardi a sradicare tutti i 4.000 e rotti cactus della santa e casta Villa Certosa e glieli facciamo assumere tutti, uno per uno, senza eccezione, come supposte. Garantisco la guarigione.

Paolo Farinella, prete
Parrocchia S. Torpete – Genova
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L’eterno equivoco della “libera stampa”
Paolo De Gregorio

In Turchia il gruppo editoriale DOGAN, che ha un controllo dominante sui media, proprietario di giornali e canali televisivi, oltre che di molte attività commerciali, ha ricevuto una multa di 1,7 miliardi di euro, manovra di ispirazione governativa, in quanto questo gruppo editoriale è critico verso l’attuale governo turco (ndV: un buon esempio da imitare per B!).
Il primo ministro, nell’intento di indebolire e forse distruggere il più potente apparato mediatico della Turchia, ha aiutato diversi uomini di affari a lui vicini ad acquistare giornali e canali televisivi. In Turchia si parla di “libertà di stampa” compromessa e di pericoli per la democrazia.
La prima cosa che ci sarebbe da dire, prima di stracciarsi le vesti, dovrebbe essere quella che smembrare un monopolio è sempre un fatto positivo, ma una oligarchia di vari proprietari di media amici del governo si chiama oligopolio e la “libertà di stampa” continua ad essere un miraggio.
Esattamente come in Italia, dove il primo ministro gode di un apparato mediatico dominante a suo favore, ma ha l’impudenza di attaccare in ogni modo le poche voci di dissenso, e in nome della libertà, questo signore ha cacciato come sguatteri prima Montanelli da un giornale di sua proprietà, poi Enzo Biagi dalla Rai, semplicemente perché chi ha i soldi ed è il proprietario decide la linea editoriale.
Non si tratta di libertà di stampa, ma della libertà di un capitalista di stampare ciò che gli fa comodo.
Se aggiungiamo ai proprietari di giornali le segreterie politiche che decidono la linea dei giornali di partito, ecco che di “libero” rimane ben poco.
L’unico giornale cartaceo che può definirsi libero è quello fondato da Travaglio, Padellaro, ed altri, “Il fatto quotidiano”, che non ha un padrone, ma ne sono proprietari i giornalisti, e ha rinunciato al ghiotto finanziamento statale della editoria, spreco di soldi pubblici che tiene in vita artificiale giornali che se dovessero campare con i propri lettori sarebbero già falliti.
Fortunatamente molti lettori stanno abbandonando i giornali cartacei a favore di Internet, dove circolano molte informazioni che i giornali dei padroni omettono scientificamente di dare.
Diverso è il discorso per la televisione. Non è un giornale che puoi non comprare più, si insinua nel nostro quotidiano ed è molto difficile non rimanerne influenzati.
Qui agiscono due monopoli, che non sono assolutamente in concorrenza tra loro. Uno è controllato dai partiti politici ed in particolare dai partiti al governo, che hanno l’indecenza di denominarlo “pubblico servizio”, e l’altro è il monopolio privato Mediaset, questo sì “pubblico servizio”, ma per la carriera politica del suo proprietario.
E’ elementare dedurre, se non si è in cattiva fede, che la democrazia ed il pluralismo non vengono esercitati in questo ferreo sistema di potere, visto che pluralismo significa dare visibilità e pari opportunità a tutti i movimenti organizzati che rappresentano la società italiana.
Offrire un canale televisivo da autogestire a movimenti che abbiano più di mezzo milione di iscritti, tipo Sindacati, Coldiretti, Lega Ambiente, WWF, Acli, Lega delle cooperative, Arci, sarebbe un inizio di pluralismo. Si parlerebbe con persone vere e di problemi veri, in piena libertà e autogestione, e ciò sarebbe un potente fattore di aggregazione sociale e di visibilità di categorie dimenticate da un sistema televisivo teso a celebrare solo i belli e i vincenti o a disposizione della CASTA con i suoi rituali di finti dibattiti, finti litigi, linguaggi incomprensibili e inconcludenti.
Il contrappeso alle Tv private nazionali dovrebbe essere un vero servizio pubblico, senza partiti né preti, finanziato dal canone, senza pubblicità, che affida mezzi e frequenze ai cittadini organizzati, che si inventerebbero di sicuro un nuovo modo di comunicare e per la prima volta scoprirebbero che è bello partecipare e non fare i sudditi, spettatori.
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L’occasione tanto attesa
Rosario Amico Roxas

E’ arrivata, è arrivata proprio quando gli aspiranti Kapò (ruolo di un detenuto al quale la direzione del lager o del campo di sterminio nazista, affidava funzioni di comando sugli altri deportati) non lo speravano più. L’occasione per zittire il dissenso, per tacitare le voci libere, per neutralizzare le libere coscienze, è arrivata sotto forma di una miniatura del duomo di Milano.
Dovrà piombare il silenzio durante i “predellinamenti” del cavaliere, interrotti solo dal comando del capo claque quando decide di ordinare l’applauso, l’ovazione, il consenso urlato, per il resto silenzio (non posso identificare tale silenzio come “tombale” perché diventerebbe oggetto di interpretazioni !): chi non condivide deve tacere, chi dissente deve tacere, le coscienze devono tacere, per esaltare esclusivamente il verbo unico del pensiero unico.
Il metodo prevede l’esasperazione degli animi per fornire l’occasione per ulteriori restringimenti delle libertà costituzionali, nel corso della “lunga marcia” verso l’autoritarismo identificato nella EGOCRAZIA, mortificata dal gesto di un esaltato, al quale si vuole attribuire un significato allarmistico in grado di giustificatore quelle leggi che meriteranno l’aggettivo “leggi speciali”.
L’amore vince sull’odio, avrebbe detto il cavaliere, o almeno così vogliono farci credere i creatori d’immagine che hanno preso in mano i ritmi delle affermazioni e i toni melensi utili per far digerire i provvedimenti tanto sospirati.
Al convegno del PPE a Bonn ha scagliato parole più pesanti della miniatura del duomo di Milano, attaccando tutti: la Costituzione (vecchia, ora la cambio !), il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, la magistratura, la Consulta, la stampa nazionale ed internazionale, le TV; dopo tanta fatica si è messo di disegnare mutande da donna, sua vera e unica ossessione, e ha distribuito i disegni agli attoniti capi di Stato, di Governo e di partito d’Europa; ora indossa (o gli fanno indossare) un saio francescano per predicare l’amore agli uccelli…. già agli uccelli !!!!
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Una nazione sotto ricatto
Rosario Amico Roxas

Ormai appare più che evidente l’ignobile ricatto esercitato dal gran puparo con i suoi pupi; nessun provvedimento sarà assunto da questo governo per affrontare la crisi, per risolvere i problemi della maggioranza del paese, se prima non vengono approvate, senza ostruzionismi, senza dibattito, senza ostacoli giuridici, politici o anche morali, le norme protettive a favore del presidente del consiglio.
L’aggravante sta poi nello scarico delle responsabilità, perché i colpevoli saranno indicati in quei politici che non avranno approvato le norme salva-premier, causando la stasi del governo.
E’ un vile ricatto alla democrazia, perché una maggioranza, teoricamente, eletta dal popolo deve sottomettersi agli interessi personali del premier, altrimenti viene messa in atto la vendetta di Sansone: se il premier finisce a mare…. allora a mare tutta la nazione.
D’Alema esprime cedimenti, ma non si capisce bene se per accettare il male minore, oppure per stimolare quella che dovrebbe essere l’opposizione, a subire l’ignobile ricatto.
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Don Aldo

Non riesco a stare zitto di fronte all’ennesimo stravolgimento dei fatti e al ribaltamento della realtà.
Mi ero imposto un periodo di silenzio per non contribuire ad esasperare gli animi e non, come qualcuno mi ha suggerito, per darmi il tempo di riflettere…!
Che vuol dire, che normalmente, quando si parla o si scrive, non si riflette?
Non è da me, modestamente.
Mi riprendo la parola per denunciare la mistificazione in atto da parte dei “servi contenti”, gli adulatori di professione e i millantatori d’amore.
Ora si vuol dare per scontato che è la sx che semina odio.
Ora ci si vuol iniettare il virus dell’imbacillità trasferendo il dibattito politico sul piano del bieco moralismo duale “Amore-Odio”. Chi critica odia e chi lecca ama. Il vile servaggio viene promosso virtù.
Questo amore mieloso, caramellato e appiccicoso, che fa di tutt’erba un fascio; questo amore daltonico, che non sa distinguere il rosso sangue dell’amore dal nero fumo dell’adulazione non mi piace. Se Cristo avesse predicato questo amore sarebbe morto di vecchiaia, con tanto di onorifici riconoscimenti e di medaglie al valore.
Secondo questi politici magicamente trasformatisi in teologi, esiste solo il Gesù che piange e solidarizza. E’ loro sconosciuto il Gesù che impreca e che prende la frusta. Forse che questo Gesù non amava? O, addirittura, odiava quando chiamava “vipere” certe persone o quando ribaltava i banchi di commercio nel tempio o quando consigliava a qualche altro di mettersi un macina al collo e buttarsi al mare e non venirne più a galla?
Su Repubblica di ieri Michele Serra nella sua “Amaca” ha fatto riferimento a due sacerdoti ben noti al pubblico: don Baget Bozzo e don Verzé. Mi si sono rivoltate le viscere nel vedere citati questi due preti a proposito del dibattito su un tema tanto profondo e delicato come quello dell’amore e/o odio. Personaggi tanto “allegri” e “volgari”. L’uno e l’altro sembra che non sappiano vivere senza “dipendenze”: da personaggi sospetti il primo (Craxi prima e B poi) e da mondi ovattati di affari e ricchezze il secondo. Incapsulati in questi bavagli, rimane loro difficile coniugare l’amore con la lotta e con la disobbedienza, facendone invece una variante moralistica dell’ossequio e del servilismo. Soprattutto riesce loro impossibile impiantare l’amore in un discorso rigoroso di giustizia, senza la quale l’amore si fa elemosina.
Pensando a loro, mi sovvengo delle frustate che Nietzsche indirizzava ai cristiani, ai quali rimproverava: “Voi che dite d’amare v’affollate intorno al vostro prossimo e avete per esso belle parole. Ma io vi dico: il vostro amore per il prossimo non è che un cattivo amore per voi stessi. Voi dite d’amare e invece volete soltanto parlar bene di voi stessi; dite di donarvi agli altri e invece li usate come testimoni della vostra grandezza”(F. Nietzsche: Così parlò Zaratustra).
Questo è il solo amore di cui sono capaci, a dx, certi figuri; un amore sposo legittimo di quella libertà di cui si riempiono la bocca e che identificano sempre con il loro libertinaggio: libertà di evadere, libertà di “fare”, libertà di rubare e libertà di criminalizzare quanti si oppongono.
Grazie a Dio, vi sono altri, nella Chiesa, preti e non, che nell’amore sanno lottare, e lottare contro quanti schiavizzano il popolo, sventrano le democrazie, strumentalizzano i crocifissi e fanno loschi commerci con i potenti ed i gerarchi, vengano essi dagli Urali o dal Vaticano.
Posso parlare e scrivere liberamente?
Ebbene, sia detto allora che amare B significa combatterlo per aiutarlo a liberarsi delle sue maschere e delle sue fobie e dalle sue pericolose, tossiche amicizie.
Un abbraccio
Aldo

Ma è vero che Brunetta ha alzato il TETTO dei SUPERSTIPENDI DA 270.000 € a 540.000?
E che Tremonti ha scippato il Fondo Tfr, il trattamento fine rapporto dei lavoratori in bilancio all’Inps – pari a 3,1 miliardi -, per coprire un terzo della manovra 2010?
Ma questi la violenza se la vanno proprio a cercare!?
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Violenza politica e aggressione a B
Gianni Rossi

Il 2010 sarà ancora un “annus horribilis” per l’Italia e per gli altri paesi occidentali in crisi. “Attenzione alle rivolte popolari”, ammonisce l’Economist! Attenzione, quindi, al malessere generalizzato che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati e movimenti) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico. In quel caso, se le previsioni si avverassero, saremmo tutti perdenti e la democrazia ne uscirebbe ferita e sconfitta. Altro che leggi censorie contro Facebook, giornali, giornalisti e programmi televisivi “indigesti”
L’Economist scrive: “Nel 2010 la violenza sociale e politica, causata dalla grande crisi economica e occupazionale, che nel mondo produrrà oltre 60 milioni di disoccupati in più rispetto al 2008 e 200 milioni di lavoratori a rischio che potranno basarsi su un salario di appena 1,30 € al giorno, metterà a rischio elevato la stabilità di 78 stati. Uno scenario a tinte fosche, che rischia di aggravare le tensioni sociali che finora in UE sono state controllate da sindacati, movimenti di opposizione e pax sociale. Su 166 Stati monitorati 78 sono considerati ad alto rischio di rivolte popolari (e noi in Ue siamo quelli peggio)
Una crisi acuta che continuerà oltre il 2010. La fine ‘teorica’ della recessione (la peggiore degli ultimi 80 anni) non porterà nuova occupazione, ma vedrà la crescita di povertà e disuguaglianze, impoverimento delle classi medie e fame di quelle basse col rincaro dei prezzi del cibo. Finora le vittime hanno sofferto in silenzio. Ma ora potrebbero ribellarsi. Anche in USA si teme questo”
Ma quei criminali che governano l’Italia e che della crisi finora se ne sono fregati insieme al sistema corrotto e avido delle banche, pensano davvero di continuare impunemente a prendere in giro la gente, falsificare i fatti, diffamare o querelare gli avversari, imbavagliare la critica, impoverire i poveri, aumentare il gap tra chi ha troppo e chi troppo poco, togliere diritti e futuro a chi è già stato danneggiato in valori, soldi e libertà? Pensano di continuare a favorire ricchi e disonesti colpendo a morte poveri ed onesti? Credono davvero che questo malgoverno si possa perpetuare all’infinito senza provocare una catastrofe?
“Oggi, sostengono gli analisti dell’Economist, stiamo vivendo “la calma prima della tempesta”. “Gli elettori finora non hanno votato in massa per l’estrema sx o per la dx populista. Le vittime della crisi hanno per lo più sofferto in silenzio. Ma non per questo finora non è detto che questo allarme non sia fondato! Alcuni elementi lasciano pensare che il 2010 potrebbe essere un anno di sconvolgimenti”.
L’Economist si chiede come faccia “l’instancabile Cavaliere a resistere a tutti gli scandali, alla popolarità in calo, ad un bilancio economico critico”. Certo il “Nababbo dei media”, che si comporta come un “Nerone”, beneficia ancora dell’importante sostegno popolare, seppure in ribasso” e ce la metterà tutta per mantenere il suo potere, nonostante o grazie anche al suo “viso da clown, con un sorriso smagliante sotto una coltre di fondo tinta sempre più spesso”.
Molto dipenderà anche dall’opposizione, ritenuta ancora debole, seppure rafforzata dalla nuova leadership del PD, guidato da Bersani, “uomo competente e intransigente, antico esponente comunista, un avversario molto combattivo per B”. Ma la crisi economica ancora forte, il debito pubblico troppo alto, l’impossibilità di basarsi sulla ripresa delle esportazioni e una bassa crescita del PIL per il 2010, saranno le spine nel fianco del governo di questa dx che ha reso “l’Italia un’anomalia nel mondo occidentale, un paese diretto da un populista, una società che resiste ferocemente alle liberalizzazioni”, che fa ancora dichiarare l’Economist: B “inadatto a dirigere l’Italia”!
Gli ultimi dati ISTAT sulla disoccupazione che cresce in maniera esponenziale, la fine degli ammortizzatori sociali per gran parte di cassintegrati e lavoratori “atipici”, la riduzione dello stato di benessere delle classi medie, la chiusura di tante fabbriche e l’aumento degli “inoccupati” (soprattutto giovani neolaureati), creeranno quelle condizioni di allarme sociale che, appunto, l’Economist segnala nel suo Rapporto di fine anno.
Altro che giornali e programmi televisivi e giornalisti istigatori di violenza e incubatori di terrorismo!
Le gioiose, pacifiche e responsabili manifestazioni popolari del 3 ottobre e del 5 dicembre dimostrano come i movimenti spontanei, il “popolo della Rete”, grazie alla forza di penetrazione del WEB e dei “socialnetwork”, hanno fatto crescere una coscienza critica matura che si oppone a questo “regime mediatico autocratico” della “dx anomala italiana”, come la definiscono tutti i più autorevoli giornali internazionali (la stragrande maggioranza di orientamenti conservatori!). Sono questi il baluardo della moderna democrazia. Altro che censurarli o ridurre al silenzio.
Norme repressive contro qualsiasi forma di comunicazione ed espressione di contestazione di piazza possono portare solo ad acuire lo scontro sociale.
E’ già successo negli anni Settanta, quando solo grazie alla determinazione e senso dello Stato del Partito Comunista, dei sindacati, dei movimenti pacifisti e di una parte della magistratura si riuscì ad isolare e battere la violenza e il terrorismo di estrema sx e di dx, e a scompaginare la “strategia della tensione e delle stragi”, messa in atto da settori deviati dello stato e dei servizi segreti e dagli ambienti affaristico-politici (come i piduisti).
Altro che le ricostruzioni astruse di una giovane ministra, Mara Carfagna, in quegli anni appena nata, che rifà la storia secondo i suoi interessi di parte, stravolgendo i fatti che insanguinarono l’Italia, da Piazza Fontana ai tanti martiri per la libertà, molti dei quali uccisi o gambizzati perché “servi del padrone e del PCI”. Dopo l’aggressione a B ha infatti dichiarato che: “L’impressione è che l’opposizione, debolissima ed egemonizzata da quell’Antonio Di Pietro che ancora oggi non si vergogna di scherzare col fuoco e, di fatto, porta fuori il suo partito da quell’insieme di regole democratiche condivise fatte di confronto duro ma corretto, stia facendo come negli anni Settanta, quando il PCI, per non dovere affrontare la propria base, chiuse un occhio e cullò al suo interno quelli che sarebbero diventati terroristi assassini”.
Anche questo revisionismo storico, dannoso e infantile, ci spinge come Articolo 21 a manifestare per la difesa della Costituzione repubblicana, messa in pericolo proprio dalla maggioranza di dx, che vorrebbe stravolgerne i contenuti, per consegnare tutti i poteri ad un monarca mediatico, “allergico” a qualsiasi contrappeso istituzionale.
L’ultimo Governo Prodi è stato in carica per un totale di 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 19 giorni, dal 17 maggio al 7 maggio del 2008, e dal primo giorno dopo la vittoria dell’Ulivo, fino all’ultimo giorno, B e tutto l’apparato mediatico suo alleato non lo riconobbero mai, anzi lo accusarono di non aver vinto, ma di aver imbrogliato “il voto popolare”; né B telefonò mai a Prodi per riconoscerne la vittoria. Era ritenuto un “nemico” e non un “avversario”, un “usurpatore” e non un leader eletto democraticamente a Palazzo Chigi! Questa è stata la strategia mass-mediatica della dx, che poi culminò con la manifestazione di San Giovanni contro il governo Prodi, zeppa di urlanti gruppi della dx estrema, che scandivano slogan violenti, come tutte le TV ripresero.
Il 2010 sarà ancora un “annus horribilis” per l’Italia e per gli altri paesi occidentali in crisi. “Attenzione alle rivolte popolari”, ammonisce l’Economist!
Attenzione, quindi, al malessere generalizzato che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati e movimenti) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico. In quel caso, se le previsioni si avverassero, saremmo tutti perdenti e la democrazia ne uscirebbe ferita e sconfitta. Altro che leggi censorie contro Facebook, giornali, giornalisti e programmi televisivi “indigesti”.
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Roberto P (aprileoline)

L’annus horribilis sarà certamente per l’economia, la disoccupazione e la rivolta di tutti quelli che non ce la faranno a pagare mutui e bollette (mentre Brunetta, se è vero, eleva il tetto degli stipendi ai supermanagers). Io ho però paura che il mix potrebbe davvero diventare esplosivo quando vedremo Pierferdy, baffino e Latorre che tireranno fuori dal cassetto una leggina salvapremier riuscendo a fare quello che Ghedini e l’invincibile armata di avvocati e legislatori Blerusconiani non sono ancora riusciti a fare: una legge ingollabile da Consulta e Capo dello Stato e capace di salvare il premier da processi, indagini e sentenze. Quando il neoformato trio farà quello che in PDL non è capace di fare allora forse traboccherà il vaso. Ancora una volta stiamo vedendo baffino correre alla disperata in soccorso di B. Sono ormai 15 anni che osserviamo il fenomeno e forse è giunta l’ora di chiedersi chi
..
(Scusate ora il mio amico poeta, se sembra un po’ eccessivo, posso testimoniare che è un bravo ragazzo)

Armando di Napoli

Censura

Larva umana invece di schiudersi e volare
striscia assuefatta ai piedi fetorenti del padrone
che l’ingozza con i resti delle corruzioni ricevute
spurghi di latrine di cloache otturate
spalatori di merda fumante a cottimo
nazisti con licenza di strappare lingue
il mio scrivere fu sempre eroico e libero
ecco perche’ e’ abituato ad essere buttato fuori
le verita’ sembrano le vostre coscienze zozze
marchette scadenti vi siete abbassate i pantaloni
in cambio di un piatto di lenticchie
servi dei servi esperti in leccate e tradimenti
che importanza ha ingrassare le vostre putride anime
gravide di colesterolo rubando con la vostra avarizia
lo zucchero della sopravvivenza nelle tasche dei poveri
voi scrivete per interessi noi per passione
voi scrivete per vendere noi per informare
voi censurate per paura che il vostro infame guadagno
viene messo in discussione dal nostro sapere
non vi resta di sputarvi in faccia davanti allo specchio
e di vergognarvi dinanzi ai vostri figli per avere dei padri degenerati
censurare e’ come cucire le labbra di un bambino
appena nato che tenta con il suo disperato vagito
di cercare di difendersi dal mondo della prostituzione di cui appartenete...
..
Pierluigi manda

“la celebre poesia di Nazim Hikmet, che in tempi come questi rileggo spesso per riprendermi dallo sconforto in cui la societa’ e la politica mi fanno precipitare”.

nasceranno da noi
uomini migliori.
la generazione
che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.
senza paura
e senza troppo riflettere
i nostri nipoti
si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno:
“com’è bella la vita!”.
intoneranno
una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell’uomo
fresca come un grappolo d’uva
una canzone libera e gioiosa.
nessun albero
ha mai dato
frutti più belli.
e nemmeno la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto
questi suoni, questi colori.
nasceranno da noi
uomini migliori.
la generazione che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato
dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.

Nazim Hikmet
..
Che i cattivi e prepotenti siano sconfitti, così gli arroganti e gli opportunisti, i falsi e gli aridi, i ladri ed i corrotti, i ricchi e potenti.
Cesare Beccaria
..

RIDIAMARO : – )

Luca Popper
Meno male che Silviochet.
..
Raffaele Muraglia
Un esempio della assurdità in cui ci tocca vivere:
Processo All Iberian 2. Il processo si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio B con la formula: “perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo B”.
Chi leggerà i libri di storia si rifiuterà di crederci, o penserà che ci sia stato un errore di stampa.
..
L’Italia sta attraversando un brutto periodo: crisi politica, deficit finanziario, dissesti idrogeologici, sciagure ferroviarie, blocchi stradali. Giustificato lo stato di allerta e anche il senso di smarrimento. A questo proposito la Protezione Civile ci prega di diffondere il seguente messaggio, un avviso a tutti coloro che in questo momento sono sulla statale 71 diretti a Verona: la statale 71 non va a Verona.
Amilcare
..
Ogni anno mi mandano storielline sul presepe. Mai come quest’anno la fantasia sembra vicina alla realtà. Viviana

Sauro manda:
Oggigiorno, probabilmente, andrebbe così …
25 dicembre 2009
“Trovato neonato in una stalla – La polizia e i servizi sociali indagano – Arrestati un falegname ed una minorenne”

BETLEMME, GIUDEA
L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla.
Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi blindati delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di Nazareth, ha opposto resistenza, spalleggiato da alcuni pastori e 3 stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i 3 stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.
Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei 3 clandestini. Secondo fonti di polizia i 3 potrebbero infatti essere degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze presumibilmente illecite.
Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda.
Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due. Nel frattempo, Maria H. è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche.
Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio. Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per un paio di anni, le persone coinvolte – compresi i tre trafficanti di droga – potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società.” Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe.
Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta senz’altro della scusa più assurda che io abbia mai sentito da parte di tossicodipendenti.”..
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. il fazzoletto nero non é un fazzoletto ma un sacchetto di plastica nero, quelli usati per raccattare le cacche dei cani, e a rallentatnore si vede che berlusconi lo tiene in mano prima e durante il volo del duomo. Magari c’era dentro un regalo di un suo fan…magari c’era dentro un po’ di sangue e frattaglie da spalmarsi in faccia….

    Giovanni Pascoli

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 22, 2009 @ 11:54 am | Rispondi

  2. cara Vi’,
    tutti i popoli, se non spariscono, prima o poi si svegliano, accadrà pure a noi italiani.
    In questo romanzo dell’orrore che stiamo vivendo, dove siamo le parti virtuali di Israele e Palestina, dove l’odio e’ diventato, anche per coloro che tentano di stare lontano da quel sentimento, una malattia infettiva endemica, per cui qualche particella infetttiva si è infiltrata silenziosamente in ogni italiano, diamoci almeno sette giorni di pace, che ci servono a pensare un nuovo romanzo per un paese normale.
    Vediamo quanto noi, cittadini con poco potere, possiamo fare guardandoci attorno, come è accaduto al no B day e in altre occasioni.
    Una pacifica rivoluzione; non è più tempo, per questa terra, per il pianeta, di violenza che si autoalimenta all’infinito.
    Pace.
    Maria Pia

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 22, 2009 @ 11:55 am | Rispondi

  3. Di Pietro: da giudice era molto apprezzato, da politico non si può dire la stessa cosa
    di Claudio Sabelli Fioretti (http://www.sabellifioretti.it)

    LOa mia risposta.
    All’epoca non c’era la supremazia dell’informazione o disinformazione berlusconiana; c’era ancora il coraggio dei giornalisti liberi d informare gli italiani.
    Quello che è cambiato siete voi! Intossicati dalle MONEZZE informative, non avete più il coraggio di riflettere di pensare da voi stessi ,e ciò vuol dire immaturità intellettuale.
    Di Pietro è rimasto come era, con il suo coraggio di difendere gli italiani e con la sua valuta LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI ,
    un giudice non può avere le medesime considerazione di un politico perché i politici hanno il culto della personalità per ingannare e Di Pietro no!
    E’ rimasto un giudice, ma con la difficoltà di combattere una società ipocrita e sclerotica

    Benvenuto

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 22, 2009 @ 11:59 am | Rispondi

  4. Mettete cartelli ben visibili per raggiungervi,a breve ci sarà la necessità per alcuni di noi di chiedere asilo…

    Pie

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 22, 2009 @ 12:14 pm | Rispondi


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