Nuovo Masada

dicembre 13, 2009

MASADA n° 1046. 8-12-2009. Il buco nero

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:03 am

Siamo in un buco nero, un vortice che si chiama Berlusconi e che inghiotte dentro di sé qualunque idea di civiltà, di progresso o di democrazia: leggi, principi, valori, rispetto umano, Costituzione, divisione dei poteri, elettorato, territorio, finanze, beni essenziali… la repubblica tutta.
Se questa sindrome non finirà, se qualcuno o qualcosa non metterà fine a tutto questol’Italia tutta sarà risucchiata in un buco nero da cui non avremo più speranza di venire fuori. Sarà la rovina di un intero paese.
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Una sindrome irreversibile
Viviana Vivarelli

E’ chiaro che B è malato. Che i suoi lo tacciano è scontato. Che lo ignorino è escluso, ne fa prova lo stesso Fini, ma in segreto i suoi diranno anche peggio. Ma sono costretti a proseguire questa farsa macabra fino alla fine per conservare più che possono i loro privilegi Resta il fatto che questo paese non può continuare a essere governato da un malato di mente, con turbe inquietanti e manie di grandezza
B è affetto da un “Disturbo Narcisistico della Personalità”, DNP, megalomania abnorme e pericolosa

Il quadro clinico è chiaro:
1.Senso grandioso del proprio sé e della propria importanza
2.Fantasie abnormi di illimitato successo, effetto sugli altri, bellezza, potenza, giovinezza..
3.Convinzione di essere speciale e unico e preoccupazione di avvicinare persone di status molto alto che possano confermarlo
4.Richiesta di ammirazione eccessiva rispetto al proprio reale valore
5.Senso smisurato dei propri diritti per cui pensa che tutti esistano solo per soddisfarli, se non lo fanno li considera nemici con sindromi da persecuzione e persecutorie
6.Uso di chiunque e di qualunque cosa per raggiungere i suoi scopi senza alcun rimorso
7.Manca di empatia: non comprende i sentimenti altrui, ignora bisogni e diritti degli altri
8.Non sopporta che qualcuno competa con lui, è travolto dall’invidia o al contrario pensa che gli altri provino invidia per lui. L’invidia domina l’intero quadro clinico sia in senso passivo che attivo
9.Vive in modo predatorio, rapina senza scrupoli tutto quel che gli serve e anzi vorrebbe avere molto di più di quello che lui dà, come una pretesa legittima e assoluta
Questo paziente si stima in modo fuori misura e non tollera giudizi negativi che lo rendono vendicativo, non sopporta che la sua vanità mostruosa sia ferita, perché è dominato da un ego narcisistico e totalitario. Per cui la più piccola critica fa scattare rabbia e vendetta. Non è in grado di accettare una sconfitta.
Da un punto di vista affettivo questo malato è molto carente, è troppo invaso dal proprio io che occupa tutto il campo per poter considerare gli altri, moglie, figli, amici, cittadini, elettori… in quanto vive solo per sé e nell’ammirazione di sé ed è incapace di fedeltà o rispetto o relazione. Gli altri sono visti solo come appendici di un ego mostruoso e dilatato.
(www.terzocentro.it/cosa_curiamo/disturbi_di_personalita/narcisistico.asp)
Questo è il quadro clinico del DNP (Disturbo Narcisistico della Personalità) secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders dell’OMS.
Occorre che qualche psichiatra lo dica chiaramente: questa persona è pericolosa, non è in grado di governare un paese, è da curare.
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Vergognosa sceneggiata di Berlusconi a Bonn davanti al Ppe

«Contro il partito dei giudici cambieremo la Carta Costituzionale. La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge. Occorre una riforma della Costituzione. La sx è allo sbando e cerca di avere ragione si di me attraverso i processi. Ma non ci riusciranno: la maggioranza è forte e io ho le palle. La sx mi attacca con delle calunnie. Ma chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: ‘Dove si trova uno forte e duro, con le palle come B?'”
Di Pietro ha una reazione durissima: “B sta stracciando la Carta Costituzionale, prima ha ridotto il Parlamento a un servizio privato, ora parla di eliminare la Consulta, ultimo baluardo della Costituzione. Se non è fascismo questo, che cosa ci vuole? L’olio di ricino?”.
Marina Sereni del Pd: “Un comizio indecente contro il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, contro la Corte Costituzionale, contro i magistrati, contro l’opposizione democratica. Bi è vittima di un’ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane”.
Il discorso fuori cervello di B ha lasciato i popolari europei sbigottiti.
Bersani. “I popolari europei hanno avuto modo di constatare direttamente cos’è il rischio di populismo. Sono convinto che anche loro se ne preoccuperanno perché il cdx in Europa sa bene cos’è una Costituzione, cosa vuol dire picconare una Costituzione e a quali esiti può portare”.
Sbigottito anche Napolitano che ora raccoglie ciò che ha lasciato crescere.
Casini: “Sono rimasto allucinato. Non si va in una sede internazionale dando del paese un’immagine così disastrata. B deve avere la consapevolezza democratica di capire che esiste un capo dello Stato, una Corte Costituzionale, un Parlamento.B fa un discorso incendiario e pieno di contraddizioni. Ha l ’allergia della sx e chiunque lo contraddica diventa di sx” .
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Lettore
Ma questo è uno statista o un pericoloso eversore delle Istituzioni Repubblicane? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano tanti elettori moderati che gli hanno dato fiducia per paura o per semplice convenienza. Ma ora il gioco allo sfascio appare in tutta la sua pericolosità:può davvero portarci alla guerra civile. Confondere il destino personale con quello di una nazione è quanto di più sciagurato può fare un uomo di stato. Chi può fermi questo scempio, prima che sia troppo tardi.
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Pierluigi
Se non fosse tutto tristemente vero che un pluri imputato per gravi reati può andare al parlamento europeo a dileggiare la magistratura e minacciare di cambiare la Costituzione, ci sarebbe da ridere a crepapelle
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Ggsacker
Perché un terzo egli italiani si è innamorato di Berlusconi? Perchè non accetta quello che è sotto gli occhi di tutto il resto del mondo? Perchè invece di parlare di cose serie (energia, lavoro, economia, ambiente, strutture (non il ponte di Messina dobbiamo sempre parlare di lui? Perchè non ci rendiamo conto che la sua presenza come premier blocca questo martoriato paese? Perchè non si trova il coraggio di ammettere che è stato un gravissimo errore mandarlo al potere? E’ così difficile ammettere di avere sbagliato?
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Ohevisrael
Scrisse e disse Adenauer, statista liberale di alto profilo: “Alla distribuzione della stupidità si vide gente fare la coda tre volte”. Oggi mi vergogno per il presidente del consiglio e per un suo amico regista.
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WFE
Silvio per l’ennesima volta sta svelando l’Italia come un partner internazionale totalmente inaffidabile! … perlomeno finché c’è lui al governo! Diciamocelo: l’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea, è uno di quelli demograficamente più importanti (sia come numero di voti in sede di consiglio e di Parlamento Europeo) ma di fatto in questi anni sta contando meno di paesi come Malta e Cipro! Nessuna istituzione Europea importante è ricoperta da un italiano, se escludiamo la Commissione Europea ove vi è un Commissario italiano (ma solo perché la Commissione è composta con i criteri pre-Lisbona di un Commissario per paese membro). Una volta l’Italia faceva parte dei gruppi di 3-5 paesi che dettavano la politica Europea e che in vertici a due o a tre si mettevano d’accordo. Oggi nessuno pensa neanche ad invitare più l’Italia che è considerato un partner imbarazzante e poco serio! Adesso come adesso l’Italia non passerebbe i criteri minimi per entrare a far parte dell’Unione Europea ed avrebbe meno possibilità della Turchia di entrare!
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Andrea Campinoti

Nonostante gli appelli di Libera e Avviso Pubblico siano stati sottoscritti da migliaia di cittadini e da centinaia di amministratori locali e di enti locali, per chiedere il ritiro della norma che mette all’asta i beni confiscati ai mafiosi, il Governo non recede e ha stabilito che gli enti locali ove sono ubicati i beni confiscati possono esercitare il diritto di prelazione sulla vendita dopo 90 giorni; che le Forze dell’Ordine e dell’Esercito possono costituire cooperative edilizie a cui è riconosciuto il diritto di opzione prioritaria sull’acquisto dei beni confiscati, diritto che non eserciteranno dati gli scarsi fondi. Il Governo rifiuta la destinazione per uso sociale dei beni confiscati alle mafie. La norma è una beffa. Il Governo ha sostenuto di aver ottenuto risultati importanti nella lotta contro le mafie ma registriamo un forte distacco tra le parole e i fatti, come attesta il taglio alle forze dell’ordine. Ci congratuliamo con le forze dell’ordine e i magistrati che con impegno e professionalità ottengono risultati importanti nella lotta contro le mafie, nonostante i mezzi e le risorse a loro disposizione siano sempre più scarsi. La nuova normativa sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa di fatto è inapplicabile; il Comune di Fondi non è stato sciolto, nonostante due corpose e documentate relazioni prefettizie. Una nuova norma introdotta nel pacchetto sicurezza ha di fatto reso impossibile ai Comuni la costituzione di parte civile nei processi per mafia, riducendo la possibilità di ottenere risarcimenti economici da investire in politiche sociali e di sicurezza. Si approvano leggi come lo “scudo fiscale” che agevolano il rientro dei capitali di mafiosi e di corrotti. Si parla di modificare la normativa sulle intercettazioni e sulla durata dei processi che, se approvate, rafforzeranno la mafia.
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Sfida alla repubblica
Da un articolo di Ezio Mauro

Siamo entrati in uno stato di gravità eccezionale ed è la prima volta che ciò accade nella storia della nostra democrazia. B sfida le istituzioni della Repubblica e attacca la Costituzione. Denunzia pubblicamente il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale come strumenti della sx. E’ chiaro il suo intento di disfarsene. Fini gli ha ricordato che la Costituzione fissa “forme e limiti” per l’esercizio della sovranità popolare e che lui non è un monarca assoluto ma sulla Costituzione B ormai ci sputa. Siamo a un punto di pericolosa rottura con la democrazia. Il golpe è esplicito e dichiarato. B si presenta come un eversore dello stato democratico, un pericoloso terrorista che può far esplodere tutto. Ha rifiutato di stare sotto la legge, ha rifiutato di essere sottoposto ad essa come ogni cittadino, ora attacca le più alte istituzioni della Repubblica e le ripudia. E’ così ebbro di sé che riconosce solo se stesso, dunque le stigmate del tiranno. Dichiara in Europa che Napolitano e la Consulta sono armi comuniste che ordiscono un complotto contro di lui e che la magistratura partecipa a questo complotto. E’ in un delirio di dissolutezza e di onnipotenza.
B è colpevole di alto tradimento. Ha giurato fedeltà alla Costituzione e ora la rinnega perché mette dei limiti al suo delirio di potere. Per 15 anni ha commesso continue forzature alla democrazia e ai suoi capisaldi per mirare solo ad un potere assoluto e incontrastato.
Un abusivo occupa la più alta carica dello Stato, un indegno sta nel cuore dello Stato come una serpe velenosa per distruggerlo. Una serpe dal passato oscuro dove troviamo di tutto: corruzione, menzogna, evasione, collusione col crimine, persino strage.
B è un criminale in una avanzata tremenda verso il potere assoluto, avanzata che una opposizione imbelle non ha contrastato e spesso ha favorito. Al posto della politica abbiamo la violenza, al posto della democrazia l’impero. Al posto di un popolo di cittadini dei sudditi. Con B il nostro paese non può che diventare una dittatura. In ogni democrazia ogni potere deve avere precisi limiti e competenze e deve essere controllato da un altro. Ma B impone solo se stesso.

Dice Ezio Mauro: “Invece di contrastarlo, i grandi camaleonti sono invece corsi in soccorso del premier, spiegando che non è così. Hanno ignorato l’ipotesi che pende davanti ai tribunali, e cioè che potesse aver commesso gravi reati prima di entrare in politica, e l’eventualità che come ogni cittadino debba renderne conto alla legge. Hanno innalzato la governabilità a principio supremo della democrazia. Hanno dato per scontato che il diritto e la legalità dovessero sospendersi per una sola persona: e sono passati ai suggerimenti affettuosi. Un nuovo lodo esclusivo. E intanto, nell’attesa, il processo breve. E magari, o insieme, il legittimo impedimento, possibilmente tombale. Qualsiasi misura va bene, purché raggiunga l’unico scopo: il salvacondotto, concepito non nell’interesse generale a cui i costituenti guardavano parlando di guarentigie e immunità, ma nell’esclusivo interesse del singolo. L’eccezione, appunto.
Ma una democrazia liberale si fonda sul voto e sul diritto, insieme. E il potere è legittimo, nello Stato moderno, quando poggia certo sul consenso, ma anche su una legge fondamentale che ne fissa natura, contorni, potestà e limiti. Il principio di sovranità va rispettato quanto e insieme al principio di legalità. Perché dovrebbe prevalere, arrestando il diritto davanti al potere, e non in virtù di una norma generale ma nella furia di una legge ad personam, che deve correre per arrivare allo scopo prima di una sentenza? Come non vedere in questo caso l’abuso del potere esecutivo, che usa il legislativo come scudo dal giudiziario? È interesse dello Stato, della comunità politica e dei cittadini che il premier legittimo governi: ma gli stessi soggetti hanno un uguale interesse all’accertamento della verità davanti ad un tribunale altrettanto legittimo, che formula un’ipotesi di reato. Forse qualcuno pensa che il Presidente del Consiglio non abbia i mezzi e i modi e la capacità per potersi difendere e far valere le sue ragioni in giudizio? E allora perché non lasciare che la giustizia faccia il suo corso, anche nel caso dell’uomo più potente d’Italia, ricongiungendo sovranità e legalità?
L’eccezione a cui siamo di fronte ha una posta in gioco molto alta, ormai. Qualcuno domani, messo fuori gioco da Napolitano e Fini, condannerà le parole di Berlusconi, ma ridurrà lo sfregio costituzionale del premier a una questione di toni, come se fosse un problema di galateo. Invece è un problema di equilibrio costituzionale, di forma stessa del sistema. Siamo davanti a un’istituzione che sfida le altre, delegittimandole e additandole al popolo come eversive. Con un ricatto politico evidente, perché Berlusconi di fatto minaccia elezioni-referendum su un cambio costituzionale tagliato su misura non solo sulla sua biografia, ma della sua anomalia.
Per questo, com’è chiaro a chi ha a cuore la costituzione e la repubblica, bisogna dire no allo stato d’eccezione. E bisogna aver fiducia nella forza della democrazia. Che non si lascerà deformare, nemmeno nell’Italia di oggi.
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Gli indifferenti, i profittatori e i sognatori
Viviana Vivarelli

Il mondo è sempre stato diviso in tre parti

-gli indifferenti, che badano solo a se stessi e sopravvivono o periscono ma sempre e solo chiusi nel guscio del proprio io e noncuranti del resto del mondo, privi empatia e di solidarietà umana. Sono le anime non nate.

-poi ci sono i profittatori, che non esitano a compiere atti scellerati o quotidiani soprusi o costanti malevolenze, di parola, pensiero o azione, pur di soddisfare la loro avidità e la loro sicurezza egoica a scapito del bene e del rispetto degli altri. Sono le anime morte. Quelli che vivono a bassi livelli di coscienza.

-infine ci sono i sognatori, quelli a cui non va bene il mondo come è, e che sono votati alla lotta, non per un proprio interesse o tornaconto o per una propria sicurezza o avidità, ma per generosità di cuore, perché sentono di essere nati per migliorare qualunque cosa sbagliata ci sia al mondo e produca sofferenza o diminuzione a qualcuno e intendono cambiare qualcosa per il bene di tutti, lo sentono come un compito fondamentale che prende molta parte della loro vita.
C’è sempre stato qualcuno che li ha chiamati ‘illusi’ (Gandhi era un illuso? Mazzini era un illuso? Lincoln era un illuso? Martin Luther King era un illuso? Madre Teresa era una illusa? Gino Strada o Alex Zanotelli o don Ciotti oggi possono essere chiamati degli illusi?).
Io credo che se la civiltà umana ha fatto qualche passo avanti è sempre stato grazie a loro.
Queste sono le anime ardenti.
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A compimento il piano di Gelli
Viviana Vivarelli

Il piano di Gelli-P2 per un golpe strisciante antidemocratico che metta lo Stato nelle mani della delinquenza mafiosa e massonica si sta compiendo.
Gelli aveva ordito che le istituzioni democratiche restassero nominalmente al loro posto ma che le loro prerogative venissero svuotate dall’interno.
B lo ha fatto:

-il Parlamento è stato riempito di servi scelti dall’alto e imposti nelle liste elettorali senza più scelta democratica in un ordine fisso da cui solo dipende la probabilità di essere eletti
Così la sovranità popolare è stata uccisa e il Parlamento è stato riempito di cortigiani fedeli Poi le funzioni parlamentari sono state eluse con l’impossibilità di discussioni e emendamenti e una alluvione di decreti e voti alla fiducia, fino a dichiarare che il Parlamento poteva essere anche chiuso in quanto inutile

-lo stesso è stato fatto al Governo togliendo ai Ministri scelte e fondi

-la Magistratura è stata annientata tagliando le risorse, allungando le procedure processuali ma tagliando i tempi, con leggi volte a liberare gli indagati senza sentenza

-la polizia è stata decurtata, indebolita e nientificata. Quando riesce a fare arresti, questi poi sono vanificati da depenalizzazioni, indulti e prescrizioni

-la Corte dei Conti non può più dare il veto a leggi finanziariamente non coperte

-B ha messo una mordacchia alla stampa, con querele, licenziamenti e diffamazioni. La tv ormai è nelle sue mani con l’oscuramento progressivo dell’informazione sostituita dall’apologia di regime. Ove non si vuol far conoscere si mette il segreto di Stato.

-gli enti locali sono stati impoveriti, deprivati di poteri, spogliati di competenze, messi in ginocchio. I piani speciali calpestano piani regionali, difese degli enti locali, sovranità popolare, beni indispensabili, diritti consolidati

-il territorio non ha più alcun diritto di autotutela. Dove si vuole violarlo si fa intervenire l’esercito

-la Consulta tra poco sarà un organo politico agli ordini di uno solo e la nostra Costituzione che è una delle migliori Costituzioni del mondo sarà dichiarata vecchia e sarà gettata nel cesso per i comodi di uno solo

-il presidente della repubblica è stato umiliato e vilipeso

-i partiti si sono suicidati da soli o con strategie fallimentari e divisioni interne che li hanno resi invisi agli elettori, o pratiche di collusione e autoprotezione feudale che non ne fanno più dei referenti democratici

Ora Berlusconi intende dare l’ultimo attacco alla Costituzione che è il corpo massimo dei nostri diritti e dei principi che reggono la nostra democrazia.
Dopodiché la repubblica italiana sarà morta.
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La monotonia del Male
Viviana Vivarelli

Il male è monotono, banale e prevedibile, sempre uguale a se stesso, eppure gli uomini di questo tempo, come non mai, lo trovano interessante e pittoresco!
Sancho

L’ideologia è una prigione del pensiero, non è il pensiero!
Difatti, lo rinchiude tra rigide sbarre, fino a far si che anche ciò che è palese ed evidente venga piegato alla sua tirannia!
Sancho

Ci domandiamo come possano dispotismo o culto della personalità apparire a taluni come ideologie (come è oggi il culto dissennato per Berlusconi) e come possa un solo tiranno inghiottire in se stesso ogni critica ovvia e ogni attualità palese, come se i fatti scomparissero e le responsabilità non fossero mai nate.
Il mistero di Berlusconi non è come abbia potuto un simile criminale avanzare nella sua presa del potere e con l’aiuto delle peggiori fecce dello Stato, senza trovare alcun ostacolo istituzionale o partitico serio, ma come possano tanti difenderlo ancora senza capire lo sprofondo in cui gettano la Repubblica e se stessi e il buco nero che si aprirà nel futuro di questo sciagurato paese per le loro scelte scellerate.
Bersani dice adesso che manifesterà in piazza contro il golpe spudorato di Berlusconi. La sua voce suona fessa e stonata come chi comincia a cantare dopo che tutto il coro se ne è andato. Non poteva partecipare all’onda di un popolo perché sapeva di aver perso il suo popolo ma non ha fatto nulla per riconquistarlo, proseguendo strategie fallimentari e riportando in auge personaggi vecchi e collusi ormai screditati agli occhi popolari come Violante. E ora che guarda attorno a sé, non gli è rimasto più nessuno.
Che Bersani parli adesso di manifestazione di piazza quando ha disertato la manifestazione viola, è come chi chiude la stalla dopo che i buoi sono scappati. Non siamo più nel luogo della prudenza politica ma dell’inettitudine partitica.
La storia è fatta di opportunità e di tempismo, lo sa ogni buon comandante, c’è un valore intrinseco e insostituibile nella scelta del tempo, del luogo e delle persone, che fa sì che ognuno possa essere esattamente nel punto e nell’atto in cui deve essere per un principio di giustizia e di sostanza se vuole raggiungere il suo scopo. Ma se perde questa perfetta occasione, ogni cosa che farà dopo sarà un palliativo che esce dal gioco degli eventi e non contenta più nessuno.
Così a questo punto ci chiediamo: ma lo scopo del Pd o di Napolitano erano davvero quelli di salvare la repubblica o non piuttosto di partecipare alla sua rovina?
Ormai Napolitano è un morto che cammina.
Si è suicidato da se stesso.
Qualunque carisma potesse avere come persona o dipendesse dalla sua alta carica, lui lo ha bruciato firmando in un modo sconcertante, immondo e rapidissimo che abbiamo visto della robaccia che insultava la Costituzione, è venuto meno alla sua funzione che era appunto di primo e massimo revisore delle leggi per valutarne la costituzionalità, ha persino accettato che fossero calpestati i principi fondamentali della Costituzione senza battere ciglio, e solo per questo dovrebbe essere licenziato per non aver compiuto il suo dovere, e ha avuto anche la faccia di rampognare un comune cittadino che gli chiedeva di non firmare le leggi immonde di B, facendogli una lezione bacata e storta in cui sosteneva che la sua carica non era di nessuna utilità. Se voleva mostrare pubblicamente di non valere nulla, lo ha fatto.
Ora quando una persona viene elevata alla prima carica dello stato come altissimo garante della Costituzione e decide di farne carta straccia, non merita rispetto o reverenza, quello che Napolitano ha fatto del suo ruolo istituzionale è stato distruggerlo. E questo è stato gravissimo e non ha scusa alcuna, tanto più in un quadro di progressivo svuotamento delle istituzioni perpetrato da Berlusconi.
Siamo in una situazione senza via di uscita. Un despota squilibrato e privo di scrupoli sta per trasformare una repubblica in una tirannia. L’opposizione è in mano degli imbelli. Le istituzioni spariscono progressivamente. I soci di B accettano qualunque porcheria vergognosa. Un terzo dei cittadini sembra in preda a delirium tremens. Coloro che vogliono ripristinare i valori della democrazia hanno iniziato un cammino lunghissimo e lentissimo che ancora non gode di mezzi di informazione di massa.
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Politica e mafia
antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

.. “Dalle nostre indagini – diceva Borsellino – sono emersi dei rapporti tra i politici e i mafiosi. Situazioni di vicinanza o comunanza di interessi che, però, non rendevano automaticamente il politico responsabile del diritto di associazione mafiosa.
Non basta fare la stessa strada per essere una staffetta.
Oltre ai giudizi dei giudici, ci sono i giudizi politici. Ci sono delle regole deontologiche.
Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti.
E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, beh ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”.
Sono osservazioni e riflessione atemporali, Borsellino potrebbe ripeterle oggi. Se non l’avessero ammazzato. Era il 26 gennaio 1989.
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Rottura irrimediabile
Antonio Padellaro
Il Fatto

Che Napolitano abbia detto a B ciò che da tempo meritava è segno di una spaccatura non più occultabile, tra un premier che usa il consenso del 35% degli elettori (alle ultime europee) come una clava con cui colpire il resto degli italiani che non la pensano come lui, il cui ego dispotico e violento lo porta a travolgere chiunque gli si frapponga a cominciare da Fini, con tanti scheletri nell’armadio e tanti reati nei cassetti da buttare per aria tutto quanto, governo, maggioranza, Parlamento pur di arrivare alle elezioni anticipate. Lo scontro finale e disperato, da cui conta di uscire con un plebiscito, e non importa se al prezzo della guerra civile da lui stesso evocata. Un premier su cui si addensano cupe domande sul traffico ricattatorio di video e intercettazioni compromettenti per i suoi avversari e a lui regolarmente recapitati… esagitato, fuori controllo che si esibisce nei consessi internazionali sparando accuse sulla magistratura, dai pm alla Corte costituzionale e che tiene sotto il tallone quasi tutta l’informazione scritta e parlata: tanto che ormai grandi giornali evitano perfino di accostare il suo nome a vicende disdicevoli.. che si è circondato da una corte di mazzieri, che tutto gli devono e tutto sono disposti a fare a un suo ordine.
Tra un personaggio siffatto e l’Italia che preferisce invece inchinarsi alla Costituzione della Repubblica ormai non possono esserci compromessi. Perché costui della Costituzione vuol farne uno zerbino per i suoi comodi. La speranza è che dopo il duro comunicato del Quirinale non si torni più indietro.
Non è più accettabile è la continua mediazione con uno che offre solo il suo totale disprezzo per le istituzioni.
Paolo Sylos Labini ha detto: “Datemi un’opposizione vera e non mi dimetto da italiano”
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Napolitano è confuso
Viviana Vivarelli

Napolitano ha chiesto a Letta cosa sta succedendo e perché Berlusconi lo attacchi in modo così dissennato soprattutto dopo che Napolitano gli ha detto di sì su tutto.
Letta ha cercato di giustificarlo al solito modo: lo sfogo di un uomo stanco e stressato, per l’assedio delle toghe rosse, le inchieste che lo incalzano, i pentiti che lo accusano, mille cose che possono fa saltare i nervi a chiunque, ma è stata una risposta insoddisfacente che ormai perde i pezzi e non riesce a spiegare la gravità di quanto accade.
Con troppa forza B ha urlato la sua eversione contro le istituzioni italiane, ha messo in piazza il suo desiderio di rovesciare la repubblica, di far fuori lo Stato, e non sono cose che si scusano con un attacco di nervi, sono atti violenti di eversione, atti pericolosi e terroristici.
Ormai B spara a zero su tutti: giornalisti, giudici, attori, insegnanti, lavoratori, sindacati, deputati, Consulta.. Sembra in preda a un raptus isterico, ha perso ogni controllo, delira e sragiona come un pazzo, soprattutto esprime la pericolosità di uno squilibrato, uno squilibrato sommamente pericoloso alla Nazione.
Ma cosa spera di ottenere mettendosi contro tutti? Ormai ha attaccato tutti i poteri, Parlamento, Magistratura, Consulta, stampa e televisione. Si è messo contro tutti. Ha vomitato addosso a tutti. Ha sputato il suo odio verso tutti. E’ perso in un incubo dove vede dappertutto comunisti, dove non tollera critiche, non accetta leggi, non si piega a ragione. E’ l’incubo di un pazzo e i pazzi si devono rinchiudere. Quest’uomo è malato e la sua malattia è un pericolo gravissimo per il paese.
Se non ci fossero tre forze nere che lo sostengono: Lega, Mafia e P2, Berlusconi sarebbe un uomo finito.
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Non lo vedono..?
Viviana Vivarelli

Non lo vedono che l’attacco alla magistratura fatto da Berlusconi ricopia parola per parola le difese di Riina e Provenzano ai loro processi?
Non lo vedono che il modo con cui B sta distruggendo tutto l’apparato statale, le istituzioni, il sistema penale e processuale, il sistema fiscale, l’equilibrio dei poteri, i principi democratici, l’intera repubblica.. è la distruzione di un capobanda mafioso?
Come possono permettere che le regole di una cosca criminale diventino le regole di uno Stato che dovrebbe essere democratico e civile?
Come possono permettere uno scempio tanto grande?
Non riusciamo nemmeno a capire quale ipnosi cupa di morte e dissoluzione abbia invaso i cuori di un terzo degli italiani!
Che cosa sia stato fatto loro di così brutale da ottenebrargli l’anima a farli diventare degli zombi ubbidienti che seguono a mente spenta un criminale!
Si strazia il cuore a vedere questo abbrutimento della verità e dell’onestà, questa nebbia oscura che ha preso tanti uomini, come fu per la Russia di Stalin, la Spagna di Franco, il Cile di Pinochet, l’Argentina di Peron, la Germania di Hitler.
Non riescono nemmeno a capire quello che è stato loro fatto? Non riescono a vedere? Sono diventati tutti ciechi?
“Riesci a vedere?”, «Can you see?» è la domanda ossessiva della veggente Agatha a John Anderton in Minory Report. Tu, uomo, riesci a vedere chi sei e cosa ti intrappola in un mondo artificiale? Riesci a vedere l’inganno interno ed esterno in cui sei caduto? Riesci a vedere il buco nero?
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Decadente chiesa
Viviana Vivarelli

Se noi avessimo una visione trasparente sulle immense ricchezze vaticane e potessimo vedere come queste sono amministrate, non certo per aiutare la resurrezione dei poveri del mondo, ma per produrre altra ricchezza e altro potere, all’interno di una logica di supremazia e di mercato, e dunque investite in guerre, droga, petrolio, governi eversivi, colpi di stato, multinazionali spietate e assassine..
allora tanti che adesso idolatrano i vertici della chiesa e i vari papi, non riuscirebbero a credere a tanta ignominia e qualcuno si ravvederebbe e capirebbe finalmente che Cristo è uscito da tempo dalle altre gerarchie di quella monarchia assoluta (l’ultima monarchia assoluta della Terra) che non ha più nulla di etico e di cristiano da insegnare al mondo e vedrebbero che Cristo ha preferito da tempo rigugiarso nelle parrocchie dei preti umili ed emarginati, quelli che lottano contro la mafia, che aiutano tossici e prostitute, che accolgono i migranti, che sfamano i poveri, che soccorrono i malati.. ma la chiesa imperante che non riesce nemmeno a dire parole chiare di accusa ai potenti che opprimono il popolo e che pensa solo al potere sulla scuola, sullo stato, sul territorio, sul denaro, sul sesso, sulla vita umana, la chiesa che emargina le donne, che violenta i bambini, che patteggia coi tiranni, che rifiuta i diritti umani, che è pronta a mercanteggiare tutto e a comprare e vendere tutto, è passata ormai da tempo dalla parte del diavolo.
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Mariapia segnala

A piedi nudi nell’incubo
Patrizia Rettori

Strabiliati, indignati, esterrefatti? Macché: non c’è aggettivo che possa definire adeguatamente lo stato d’animo dell’altra parte del paese, la nostra, di fronte all’ultima sparata berlusconiana. Ma il problema, ormai, non è più quello di trovare le parole giuste. Il problema, semmai, è di trovare il modo più efficace di prepararsi a un futuro da brivido. Che cosa faremo se il Cavaliere ci porterà alle elezioni anticipate chiedendo il voto degli italiani per cambiare la Costituzione, normalizzare le istituzioni di garanzia e controllo, e costruirsi un Italia su misura? Come potremo sperare di combatterlo? Lo spazio di manovra, bisogna ammetterlo, è esiguo. La potenza mediatica berlusconiana è annichilente, il suo coro di laudatores non ammette stonature. Mentre l’opposizione continua ad essere frammentata e litigiosa, incapace di trovare un denominatore comune.
Non si tratta più di discutere sul grado di antiberlusconismo di questo o quel partito: si tratta di attrezzarsi per impedire al Cavaliere di vincere, o almeno di stravincere, quella che potrebbe essere l’ultima battaglia democratica in questo paese. Le opposizioni hanno responsabilità enormi per il passato: non sono riuscite a regolare il conflitto di interesse, non hanno saputo unirsi attorno ad un programma minimo che convincesse gli elettori. Ma adesso non c’è più tempo per recriminare su ciò che è stato. Adesso bisogna fermare Berlusconi prima che distrugga tutto.
Come? Non per dare lezioni, ma ci sono alcune cose elementari che andrebbero fatte. Subito. Cercare un nome che possa mobilitare un vasto campo di forze democratiche, per non farsi trovare impreparati se si dovesse precipitare verso le urne. Stabilire alleanze solide su un programma di emergenza, rinunciando alle posizioni identitarie per allargare il campo oltre i confini tradizionali del centro sinistra. Le potenzialità esistono. L’Udc di Casini, naturalmente, ma anche Fini e la sua nuova destra. Perfino nel Pdl esistono interlocutori possibili. Basta immaginare lo spirito con cui un personaggio come Beppe Pisanu, uomo di antica scuola morotea, assiste alle performance del Cavaliere. A loro bisogna saper parlare. E chi deve farlo? Il Pd per primo, naturalmente, ma anche Di Pietro e la sinistra dispersa.
Aldo Moro pensava ad una grande alleanza tra la Dc e il Pci per riformare lo stato e tornare a competere in un quadro istituzionale e politico risanato. Sia pure in condizioni diverse, quella lezione torna oggi di attualità. Quel che si dovrebbe fare è costruire una grande coalizione che espunga il berlusconismo e crei il brodo di coltura da cui emergeranno, in una democrazia rifondata, le forze politiche del futuro: un centro destra e un centro sinistra rinnovati dalle fondamenta.
E’ un sogno? Forse, ma se andiamo avanti così ci aspettano solo incubi.

www.libertaegiustizia.it/
..
In che grado sei dell’evoluzione?
Viviana Vivarelli

Un uomo può trovarsi in un dato livello evolutivo e può non capire chi è a un livello diverso.
Qual’è il senso dell’evoluzione? Basta guardare la natura.
In centinaia di milioni di anni ha modificato il nostro cervello. Prima ha creato un cervello rettile, capace solo di capire il sesso e il possesso, e di lottare contro chiunque lo invadesse, il cervello del caimano.
Poi ha creato un cervello mammifero, capace di amare una compagna e i figli e di creare un futuro per loro, nel rispetto della natura sentita come madre, il suo emblema presso molti popoli è la mucca.
Infine ha creato un cervello superiore, capace da una parte di logica, scienza e tecnica, e dall’altra di arte, intuizione, poesia, religione, anima..
Questa evoluzione non è avvenuta in tutti e lo vediamo negli uomini come nei partiti o nelle associazioni e l’incomprensione tra un tipo e un altro è massima. Persino riguardo al cervello superiore che massimamente connota la specie umana, chi segue l’intuizione, l’arte, la bellezza, la religione risulta incompatibile a chi segue solo il pragmatismo, la logica, la fattualità della materia e non capisce il valore del simbolo, dell’archetipo. Il tipo logico non comprende il tipo analogico. Il sensoriale si scontra con l’idealista. Pensieri di genere diverso producono incompatibilità distruttive.
Ma il cervello non evolve in tutti allo stesso modo nemmeno nei suoi gradi, alcuni sono ancora a livello dei caimani o delle scimmie che li imitano: sesso, possesso e un ego mostruoso e prevaricante incapace di pietà umana, di solidarietà, di ideali collettivi.
Altri, pochi in verità, sono assurti a livello di arte, poesia, grandi valori universali, intuizioni e principi morali validi per tutti gli uomini della Terra, la religione della vita.
Dall’ego all’alterità, dall’egoismo all’empatia, dal mondo basso della materia all’anima universale del mondo, in una espansione possibile ma non probabile.
E’ facile a questo punto vedere chi è evoluto e chi no.
Come si stimola l’evoluzione? Con la cultura, l’esempio, la bellezza, l’amore.
Persone che sono a livelli evolutivi diversi e hanno portato a maturazione parti diverse del loro cervello possono usare parole simili intendendo significati addirittura contrastanti.
Si veda ad es. il concetto di “amore per il territorio” per un leghista o per un ambientalista.
Per il 1° esso si manifesterà come autogoverno locale frammentato al minimo, una estensione dalla tana o del covo, l’espressione di un dominio proprietario, con significato strettamente tribale, praticamente il possesso assoluto dell’orto di casa, con odio e lotta a chiunque osi entrarvi, un concetto rigidamente egoico per un uso esclusivo e limitato.
Per l’ambientalista la casa sarà il Mondo, da difendere sarà la Natura, gli usufruttuari saranno tutti gli uomini della Terra, il ruolo non sarà quello del possessore ma del custode e del vigilante, e si guarderà al bene di tutti per la costruzione di un futuro comune.
Il leghista egoico si realizzerà manifestando il suo odio da cane da pagliaio contro chiunque arrivi sulla sua zolla cacciandolo come un invasore: il migrante, il meridionale, il centrista, il paese vicino, il cugino…in una frammentazione senza fine con un ego che porterà all’appiattimento totale di ogni valore e di ogni differenza.
L’ambientalista o il pacifista si realizzerà manifestando il suo amore e rispetto per l’intero mondo, i suoi animali, le sue piante, le sue bellezze e i popoli che lo abitano ognuno con la propria cultura e i propri modi di essere. Il primo si realizza nel possesso, il secondo nel rispetto.
Con queste basi, al leghista alla fine non rimarrà che il suo odio. Per soddisfare quello, accetterà la spoliazione di poteri e fondi dei suoi enti locali, la cancellazione dei suoi diritti civili, lo svuotamento delle sue istituzioni, la svendita delle sue acque, delle sue coste, l’abbrutimento delle sue bellezze. Tutto per soddisfare una manciata d’odio.
Il potere che saprà sfruttare il suo odio lo terrà come un cane a catena e lo alleverà per la distruzione anche di se stesso. Il suo è un destino da schiavo.
L’altro continuerà a lottare in nome di una speranza che sta nel futuro di tutti, una speranza di libertà universale, per tutti. Chi è più libero?
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Sante Marafini segnala:
Il bello della decenza
Nando dalla Chiesa

Manifestazioni a Milano e Genova.
“Volete voi che vi parli di Gaspare Spatuzza? Volete voi che vi parli dell’avvocato Mills? Non vi parlerò né dell’uno né dell’altro. Vi parlerò invece della decenza. Perché se oggi sono qui è per un bisogno di decenza. Non ho bisogno di rivelazioni. Mi basta, mi avanza, mi toglie quasi il respiro quel che ho visto e sentito in questi anni.
Un paese decente non può. Non può avere per capo del governo un signore che disconosce l’autorità delle leggi e pretende di non sottomettersi loro per ciò che ha fatto ieri, che fa oggi e che farà domani. Un capo del governo che insulta senza coraggio (perché sempre pronto a smentirsi) tutte le istituzioni del suo paese, se solo lo ammoniscono che le leggi esistono e vanno rispettate. Un capo del governo che disfa i codici, scassa la giustizia, manda liberi i criminali per non rispondere dei reati che gli vengono contestati. Non è decente un paese in cui sono gli indagati, gli imputati e i pregiudicati a scrivere il codice penale e ad attaccare i loro giudici senza contraddittorio sulle televisioni di Stato.
Non lo è nemmeno un paese in cui il capo del governo offre alle sue favorite non gioielli e profumi ma posti di governo, poltrone istituzionali e pubbliche responsabilità in nome del popolo. In cui il capo del governo impiega la metà del suo tempo -di questo sì abbiamo le prove- non a lavorare per il paese ma a corteggiare signorine e tramare contro la giustizia. In cui gli aerei di stato vengono usati per sbarcare menestrelli e ballerine nei luoghi di sollazzo del capo del governo e della sua corte variopinta, minorenni comprese…..

www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=0&Itemid=39

Con il passare degli anni mi sono reso conto che costoro erano, per lo più, personaggi squallidi, con poca intelligenza, amorali e SERVI. Oggi abbiamo toccato il culmine dell’ INDECENZA.
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La Lega attacca il cardinale di Milano per la sua difesa dei migranti e dei rom

Il cardinale di Milano critica la recente raffica di sgomberi che ha messo sulla strada 250 rom di un accampamento abusivo alla periferia di Milano. Calderoli lo attacca.
“Sono sereno, sono assalito ma continuo a fare il buon pastore”. Il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi risponde con la serenità all’aggressione della Lega nei suoi confronti. Più dure, invece, le reazioni del mondo politico che, da dx a sx si è schierato a difesa dell’arcivescovo di Milano. Il ministro Calderoli aveva detto che l’arcivescovo di Milano “non parla ai milanesi”, aggiungendo che “E’ come mettere in Sicilia un sacerdote mafioso”. E si era chiesto: “Perché Tettamanzi non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?”
Fini interviene sul tema dell’immigrazione nel corso di un convegno alla Comunità di Capodarco, alla presenza del presidente della Commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu e al leader dell’Udc, Casini.
“E’ bello che si difendano le tradizioni, il crocifisso e il presepe ma, con una battuta ironica, dico che chi guarda il presepe vede che è pieno di extracomunitari”.
Anche Casini ha fatto notare che, “sì, ci sono molti extracomunitari nel presepe”, proprio a partire da Gesù Cristo”. Poi più seriamente ha osservato: “La Lega prima difende il crocifisso e poi lo spacca sulla testa di un immigrato e insulta in modo vergognoso il cardinal Tettamanzi insolentendolo come si farebbe con un malfattore per avere un vantaggio politico”.
Pisanu parla di “attacco rozzo e volgare” e poi chiosa: “Gesù Cristo ha dovuto chiedere anche l’asilo politico”.
Lupi: “Gli attacchi della Lega al cardinale Dionigi Tettamanzi, cui va tutta la mia solidarietà, sono il frutto di una posizione strumentale che non fa bene al Paese. L’identità cristiana dell’Italia non si difende attaccando chi la rappresenta
Mario Baccini, presidente dei Cristiano Popolari del Pdl. “Il Cardinal Tettamanzi opera attivamente sul territorio della sua diocesi aiutando e sostenendo tutti coloro che hanno bisogno, senza distinzioni di sorta, come insegna il messaggio evangelico, e a lui va il nostro profondo rispetto”.
Rosi Bindi: “Una chiesa immersa nella realtà del proprio territorio e del proprio tempo, fedele al vangelo e perciò vicina ai più deboli, a chi soffre a chi è ignorato o perseguitato dai potenti di turno e che dà fastidio proprio perchè testimonia la propria vocazione alla solidarietà, alla giustizia e alla legalità i valori fondamentali di una cittadinanza responsabile”.
Massimo Donadi, dell’Idv: “L’attacco a Tettamanzi è volgare, becero e di stampo fascista”.
Filippo Rosati direttore di Farefuturo (rivista finiana): “Questo succede quando la politica si arroga il diritto di utilizzare la religione come carta d’identità, come facile strumento per riempire la propria vuotezza. Questo succede quando la politica prende in prestito la fede per farne uno strumento di odio e di divisione. Quando si confonde la croce con un simbolo di partito. Questo succede: si arriva a pretendere che la religione si adegui alle regole perverse della politica, perda l’universalità per occuparsi del contingente, perda l’altruismo per rifugiarsi nel più bieco individualismo”.
..
Fini sul processo breve.

E’ davvero inammissibile escludere il reato di immigrazione clandestina dall’elenco dei reati per i quali si applicherà la nuova norma sul processo breve, tanto pià che non è nemmeno un reato penale e prevede solo un’ammenda. Ed è una sciocchezza dire che se gli immigrati potessero votare, voterebbero a sinistra. Non è che l’ammissione di una debolezza politica e culturale“.
..
Silvanetta riporta
Di Berlusconi uguale mafia sta parlando tutto il mondo

Tutti i maggiori quotidiani online parlano delle rivelazioni dei pentiti che associano B alle peggiori stragi di mafia e parlano di patti tra B e Dell’Utri e i massimi boss mafiosi.
El Pais scrive:
“Spatuzza implica a Berlusconi y a Dell’Utri en los atentados mafiosos de 1993.
El mafioso arrepentido ha declarado ante los jueces en Turín sobre las relaciones del Cavaliere y Dell’Utri con Cosa Nostra“.
Su Le Figaro si legge:
“Un mafieux repenti accuse Berlusconi en plein tribunal”
I tedeschi che leggono il Welt trovano:
“Mafi-Kronzeuge stellt Berlusconi an den Pranger”
Il Frankfurt Allgemeine titola:
“Die Aussage des Mafioso”
Il Neues Deutschland scrive:
“System Berlusconi baut auf die Mafia”
Da noi i tg parlano solo del processo Meredith.
Ma intanto un primo colpo di grazia a questo governo di capimandamento è stato inflitto.
I fratelli Graviano non hanno confermato le dichiarazioni di Spatuzza, anche se non lo hanno disprezzato. I boss ergastolani potrebbero essere stati i finanziatori del corruttore nei suoi anni bui, in cui si procurò i miliardi per impiantare in tutta Italia i ripetitori delle sue televisioni piduiste.
..
Mafia e Berlusconi
Viviana Vivarelli

La deposizione del pentito Spatuzza al processo Dell’Utri è il guaio più grosso di qualunque guaio giudiziario di B. I tg intorbidano l’informazione. I colonnelli berlusconiani, Cicchetto, Gasparri, Bonaiuti, Capezzone, imperversano giurando il falso. Il Pd tace vigliaccamente e si rimette ai giudici. Ma ora partirà la controffensiva. B è in forti guai, dunque cambierà la Costituzione per rafforzarsi, dopotutto ha fatto sempre così: ogni volta che si è trovato nei guaio ha rilanciato più alto. Quando la Guardia di Finanza gli stava sul collo ed erano partiti processi tali da metterlo in carcere definitivamente è sceso in politica. E, dopo, non ha fatto che trovarsi in guai perché i suoi scheletri uscivano sempre dagli armadi e ogni volta ha costruito armadi più grande per un potere più sciagurato. Ora, per salvare se stesso, non esiterà a sacrificare la repubblica.
..
Francesca ricorda:

E un’ altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
e voglio in questo modo dire “sono”
o forse perchè è un modo pure questo per non andare a letto
o forse perchè ancora c’è da bere

e mi riempio il bicchiere..
E l’ eco si è smorzato appena
delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
in cui ciascuno chiude la sua pena,
in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso
a dir “Dove ho mancato, dov’è stato?”,
a dir “Dove ho sbagliato?”
Eppure fa piacere a sera
andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie,
e due canzoni fatte alla leggera

in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio
il fatto che sei triste o che t’annoi
e tutti i dubbi tuoi…
Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar “normalità”,
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:

morrò pecora nera!
Saranno cose già sentite
o scritte sopra un metro un po’ stantìo, ma intanto questo è mio
e poi, voi queste cose non le dite,
poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato,
poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po’ differente…
Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,

purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano “Pensiero”…
Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata..
.
O forse non è qui il problema
e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi
e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno…

F.Guccini
..
Concorso esterno a premi
Marco Travaglio

Come nel film “E’ già ieri” di Antonio Albanese, che ogni giorno rivive quello precedente, riparte il dibattito sul concorso esterno in associazione mafiosa.
Un reato che non dà fastidio a nessuno finché non ne viene accusato qualcuno: a quel punto si comincia a discutere di abolirlo o di riformarlo.
Era già accaduto quando furono indagati i vari Andreotti, Carnevale, Mannino, Contrada. Ora siamo all’ennesimo replay mentre si riaprono le indagini su Berlusconi e si chiude il processo d’appello a Dell’Utri.
Secondo Il Foglio, il concorso esterno “è un reato surreale” e “va soppresso” perché “serve a una magistratura faziosa” per “processare chiunque sulla base di un flatus vocis”. Sul Giornale di famiglia Paolo Granzotto parla di “mostruosità giuridica che non compare nel nostro Codice penale e in nessun altro codice penale al mondo, nemmeno in quello della Cambogia di Pol Pot e dell’Uganda di Idi Amin Dada”, perché consente di processare la gente per “un caffè al bar”.
Dotte disquisizioni accompagnate con omaggi postumi a Falcone e Borsellino, che mai avrebbero fatto ricorso a quest’obbrobrio.
Si attende ad horas l’editoriale di un “terzista”, uno a caso, del Corriere della sera che sdogani l’idea fuori del partito azienda col contributo di qualche “garantista” del Pd. Tutte posizioni legittime, ci mancherebbe.
Purché si lascino in pace Falcone e Borsellino, primi sostenitori del concorso esterno come l’unica arma contro le collusioni dei colletti bianchi che, pur non facendo parte organica della mafia, le hanno garantito lunga vita.
I due giudici lo scrissero nero su bianco – plasmando la figura giuridica del concorso esterno (già presente in alcune sentenze della Cassazione di metà 800 sul brigantaggio) – nella sentenza-ordinanza del processo “maxi-ter” a Cosa Nostra il 17 luglio 1987: “Manifestazioni di connivenza e di collusione da parte di persone inserite nelle pubbliche istituzioni possono – eventualmente – realizzare condotte di fiancheggiamento del potere mafioso, tanto più pericolose quanto più subdole e striscianti, sussumibili – a titolo concorsuale – nel delitto di associazione mafiosa.
Proprio questa ‘convergenza di interessi’ col potere mafioso… costituisce una delle cause maggiormente rilevanti della crescita di Cosa Nostra e della sua natura di contropotere, nonché, correlativamente, delle difficoltà incontrate nel reprimerne le manifestazioni criminali”.
Del resto fu proprio Falcone a definire i delitti Mattarella, Dalla Chiesa e La Torre “omicidi in cui si realizza una singolare convergenza di interessi mafiosi e di oscuri interessi attinenti alla gestione della cosa pubblica, fatti che presuppongono un retroterra di segreti e inquietanti collegamenti che vanno ben al di là della mera contiguità e debbono essere individuati e colpiti se si vuole davvero voltare pagina”.
Oggi per molto meno verrebbe accusato di colpo di Stato e guerra civile.
La mafia gli ha risparmiato l’estremo oltraggio.

www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
..
Don Aldo Antonelli scrive

Guardatelo!
Guardatelo bene.
E’ il suo vero volto.
Senza il sorriso beffardo.
Gli occhi rapaci.
Le labbra chiuse nascondono i denti a sonagli.
Le mani, invisibili, sono a ventosa.
Fermatelo.
L’egoarca è capace di tutto.
Senza principi che non siano alla corte della sua bulimia e del suo rubare.
Senza morale che non sia a fondamento del suo imperare e del suo devastare.
Il Paese e le sue Istituzioni non sono altro che zerbino ai suoi piedi.
Ha tessuto la sua tela con puntigliosa persistenza fino a riempire il parlamento di servi e cortigiani.
Ha infettato con mirata volontà un popolo intero sintonizzandolo sui ritmi viscerali della sue manie e delle sue fobie.
Il rospo c’è chi lo bacia e chi lo vomita.
Io lo combatto: costi quel che costi!
Aldo

P.S. Oggi, 10 dicembre 2009, sottoscrivo, parola per parola, quanto scrissi in un messaggio del 7 ottobre e che la rivista Rocca pubblica nel numero di dicembre:
I segni premonitori, ormai, ci sono tutti. Comincio ad aver sentore che ci avviamo verso una fase di guerra civile ed un rigurgito fascista che sfamerà i lupi, trastullerà i gonzi e seppellirà i cives.
..
RESISTENZA E PACE
Raniero La Valle

Il sovrano
Sono tempi in cui non ci sono molte verità “in onda”; secondo il Papa con quello che va in onda il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono.
Invece è “fuori onda” che arrivano le verità, come è accaduto con la conversazione di Fini col procuratore Trifuoggi, catturata in un convegno a Pescara attraverso i microfoni incautamente lasciati aperti.
Dalle parole di Fini è venuto il giudizio lapidario sulla vera minaccia che oggi incombe sulla nazione italiana; essa sta nel fatto che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta (o più esattamente vuole trasformare la sua leadership in monarchia assoluta). Addirittura, ha detto il presidente della Camera, Berlusconi “è nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”. E tanto poco questa era una battuta, che Fini ha specificato: “confonde il consenso popolare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo…”
Non poteva esserci per il presidente del Consiglio accusa più bruciante, e più espressiva della situazione reale. Una situazione che ora si è resa manifesta, tant’è che perfino un presidenzialista come Fini la denuncia, ma che era già incipiente e prevedibile quando Berlusconi “è sceso in campo”, ed è cominciata la lunga opera di demolizione della Repubblica. L’aveva perfettamente capito Giuseppe Dossetti, che proprio per questo era venuto dal suo eremo per gettare l’allarme nella città. In un discorso ai costituzionalisti il 21 gennaio 1995 parlò di una “mitologia sostitutiva” con cui la destra aveva già acceso il conflitto costituzionale: essa tendeva a sostituire la sovranità popolare col mito antidemocratico, e anzi idolatrico, di un potere da conservare ad ogni costo e contro ogni ragione e interesse di patria, mediante forme plebiscitarie volte a ridurre “il consenso del popolo sovrano a un mero applauso al Sovrano del popolo”. Contro questa “sovranità mitica” invocante il voto popolare, Dossetti ricordava che la sovranità, appartenente al popolo, si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, e ricordava che “questa volontà popolare ha come normale espressione costituzionale la sua rappresentanza nelle assemblee parlamentari”, che non sono solo “lo sgabello e la cassa di risonanza del presidente del Consiglio e del governo” (e qui la citazione era di Zagrebelsky. E Dossetti denunciava, già allora, che “alla Costituzione ancora formalmente e sostanzialmente vigente si sono volute opporre ipotetiche norme di una mitica Costituzione ancora non scritta, del tutto immaginarie, sulla semplice base di deduzioni ricavate solamente dalla legge elettorale maggioritaria, deduzioni del tutto infondate e senza nessun precedente in qualunque ordinamento costituzionale”.
Tra queste deduzioni infondate figura oggi l’idea che Berlusconi deve obbligatoriamente governare per cinque anni, qualsiasi cosa accada, quale che sia la misura del credito che egli ha perduto in Italia e all’estero, qualunque sospetto lo possa raggiungere, qualunque reato gli attribuiscano sentenze passate o future. E naturalmente entrano in queste deduzioni infondate le pretese di immunità contestategli da Fini, la strage dei processi per far venire meno il suo, l’idea oltremodo bizzarra che il fare il presidente del Consiglio sia in ogni momento e in ogni circostanza un impedimento ad andare in tribunale, e le varie forme di impunità di cui, di lodo in lodo, i suoi avvocati-legislatori sono alla caccia.
Di tutto ciò si discute da anni. Ma Fini è andato all’essenziale. Qui c’è un rovesciamento che pretende di fare un passo indietro di secoli, tornando a quella concezione anarchica della sovranità di cui Maritain diceva che si doveva abbandonare perfino il nome.
La sovranità ha cominciato ad essere tematizzata prima della modernità, quando il medievale Marino da Caramanico, parlando del potere di un re normanno, scriveva in una sua famosa glossa che “il re, il quale nel suo regno non riconosce alcuna autorità superiore a sé (superior, superanus, sovrano) è un Imperatore”: cioè non è suddito di nessuno, né di uomini né di leggi; è sciolto da tali legami, e perciò fu detto “assoluto”.
Ci sono voluti secoli per abbattere i troni e le sovranità assolute, anche degli Stati. Nel 900 si è tolto loro perfino il diritto di guerra. È davvero anacronistico e del tutto sproporzionato, anche rispetto al personaggio, che ora qualcuno in Italia voglia restaurarsi un trono per sè, sciolto da ogni regola, e che tanta brava gente sia lì a dire che avendo Berlusconi vinto le elezioni, ha non solo il diritto ma perfino il dovere di farlo.
..
Brambilla: a breve decreto legge su casinò in cdm

Ma il ministro frena sul numero delle case da gioco: non saranno tantissime.
Il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla rilancia il suo progetto per l’istituzione dei casinò negli alberghi a 5 stelle. In mattinata, a margine della presentazione del piano di comunicazione per la valorizzazione del turismo italiano, il ministro ha spiegato che si sta lavorando al decreto legge che “a breve dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri”. “In questo ambito particolare l’Italia è indietro – ha spiegato Brambilla – basti pensare ad esempio al raffronto tra la Francia, che da sola ha 185 sale da gioco, e il nostro Paese, che ne conta soltanto quattro, peraltro tutte ubicate al nord del Paese”. Sul numero delle sale da gioco in via di realizzazione, ha aggiunto il ministro, “non abbiamo ancora un dato preciso, ma non saranno tantissime e in ogni caso molto meno della Francia”.

http://www.travelnostop.com/news.aspx?id=69956
..
RIDIAMARO : -)

Viviana
Dopo aver offeso il vescovo di Milano che difendeva i migranti, ora la Lega ha fatto pace.
Non ho capito una cosa: ma Gesù bambino è sempre un extracomunitario o è stato padanizzato?
..
Bloggher
UN ALTRO SUCCESSO DEL GOVERNO NELLA LOTTA ALLA MAFIA:
SGOMINATA LA BANDA LARGA!
..
Cesare Beccaria
Passerà tutto e non ci insegnerà niente
..
Se ha le palle non lo so. Certo ha i coglioni, sono 18 milioni, e si vedono sotto elezioni.
Ilic
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Ciao Viviana molto bello tu blog!

    Commento di Edu — dicembre 13, 2009 @ 12:43 pm | Rispondi

  2. da Londra
    finalmente berlusconi e’ sulle prime pagine di tutti i giornali inglesi
    la sua faccia insaguinata ha avuto molto successo
    nico

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 14, 2009 @ 9:54 am | Rispondi

  3. Aggiungo

    T’ARTAGLIAN
    e i tre moschettieri: ATOS, DIPIETROS E ARAMIS.

    Falko rosso

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 14, 2009 @ 3:00 pm | Rispondi

  4. Aggiungo

    basta buonismo .. .. a colui che face battute sui desaparecidos gettati vivi dagli aerei del terrore dicendo: “è una bella giornata di sole, perché non andate fuori a giocare a pallone?” io rspondo: “com’è andato l’incontro di rugby?”

    Giovanni E

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 14, 2009 @ 3:02 pm | Rispondi

  5. Ciao Viviana
    complimenti x il tuo blog. chissà perché ci sono finito, forse entrato in risonanza.
    B ha un grosso merito: ci mostra questo squallore, generato dal potere creativo delle credenze, prima era tutto più soft. Anche Hitler fu un demone incarnato da un inconscio collettivo.
    Forse una massa critica di persone sta facendo compiere un salto quantico alla civiltà per sottrarci da questa palude.
    Ora mi sento come se fossi immerso nel sifone d’un water pieno di colla.
    Ma desidero volare, è uno dei sogni più belli che faccio, mi libro in alto come Modugno, felice.
    Ciao, scrivimi se vuoi
    Giorgio

    Commento di k.s. von stauffenberg — dicembre 14, 2009 @ 3:36 pm | Rispondi

  6. Ciao Giorgio
    dicono che esista un livello dove le persone che sono in sintonia si ritrovano e, considerati gli straordinari incontri che ho avuto nella mia vita di eremita, deve essere vero.
    Il sogno di volare è uno dei più belli che possiamo fare, indica il desiderio di distaccarci dalle brutture di questo mondo, o, forse, è il ricordo di un tempo in cui noi avevamo le ali.
    Io, però, non sono mai riuscita a volare più in alto di 2 metri e 20, per cui, volendo potevo essere riacchiappata.
    Quando mi è capitato di fare viaggi astrali, invece, non era affatto come volare e così nelle esperienze fuori del corpo (OBE).
    Ma ora non mi capita più né questo nè quelli. Forse la materia mi sta appesantendo troppo
    Lieta di esserti piaciuta

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 14, 2009 @ 4:11 pm | Rispondi


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