Nuovo Masada

dicembre 7, 2009

MASADA n° 1044. 7-12-2009. Il colore viola

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:25 pm

Manifestazione contro Berlusconi a Roma. Presenti circa 800.000 persone. A parte l’Italia dei Valori, i partiti non hanno partecipato ufficialmente. I loro elettori sì. Qesta è la prima manifestazione nata sul web, fuori dai controlli partitici, spontanea e a costo zero. Fino all’ultimo Bersani si è rifiutato di partecipare, ma ha lasciato libertà di intervento ai suoi elettori (ci mancherebbe anche il contrario!).

Per la Chiesa il colore viola non significa affatto penitenza, bensì è segno di attesa. Infatti i paramenti viola vengono usati nelle settimane dell’Avvento. Per noi laici il viola è invece il colore dell’audeterminazione dei popoli e proprio per questo significato è stato adottato dagli “autoconvocati” di ieri, nonché da Marino per la sua mozione.
Paola

Il colore viola è il titolo di un film di Spielberg che racconta una storia di razzismo, abusi e coraggio negli Stati uniti ai primi del ‘900.
Il viola è il colore dei paramenti liturgici usati nei periodi di purificazione penitenziale (Avvento e Quaresima). Durante i 40 giorni quaresimali, nel Medioevo erano vietati gli spettacoli. Attori e comici non potevano lavorare. In epoca preromana nei popoli centro-italici il colore viola era legato alle carestie e quindi precedeva l’attuazione del ver sacrum, questo colore precedeva un cambiamento o un rinnovo.
Il viola è il colore dello spirito, quello che dà forza spirituale e ispirazione. Rappresenta un punto di collegamento tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza.
È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione. Unisce in sé gli opposti, il blu e il rosso.
Rappresenta la volontà di esprimersi. Appare nei disegni infantili quando il bambino è in un ambiente costrittivo e restrittivo che gli blocca la libertà di movimento e produce sofferenza e conflitto.

Il paese reale umilia la politica virtuale

Giorgio
Nella mia vita avrò fatto un milione di manifestazioni. Ma questa, per tante ragioni, era speciale. Un po’ quello che poteva essere i G8 se non ci avessero lasciati massacrare. Felice di esserci stato.
..
Sappiamo bene che la decapitazione politica di B non avverrà per mano nostra, ma la manifestazione di ieri è stata importante, a prescindere dall’obiettivo dichiarato. La società civile deve tornare ad incontrarsi nelle piazze, ad abitare le città, a rendersi realmente visibile, a guardarsi negli occhi, a parlarsi, a toccarsi, a riconoscersi, perché solo in questo modo sarà possibile dare nutrimento alle coscienze individuali, educarle. Coscienze che non si formano certo attraverso la rete – dove troveranno informazioni, iniziative, approfondimenti – ma con l’esperienza diretta, lo scambio di idee, ma anche di sguardi, di espressioni, di “temperature”, come diceva Battisti in una canzone di Panella. Questo è fondamentale per la formazione di un antidoto sociale ai mali della politica, che ci riflette, perché dopo la caduta dell’attuale leader ci ritroveremo a dover fare i conti con il
berlusconismo che permea la nostra società, che è nato ben prima di Berlusconi, e che gli sopravviverà ancora a lungo, purtroppo.
La cosa che più mi ha colpito, ieri, è stata la vita viva: il calore meraviglioso di tutti quei corpi riversatisi in strada, le loro spinte, gli abbracci, gli intralci, i contatti accidentali, quelli desiderati, l’urgenza di toccarsi, guardarsi e riconoscersi simili nelle proprie speranze, nelle proprie difficoltà, nella propria indignazione e rabbia, nei propri limiti e potenzialità. In una parola, nel proprio essere Umani. Non esiste un surrogato a tutto questo, non c’è mezzo virtuale che possa sostituirsi alla forza aggregante dell’energia fisica.
Annamaria

Paola di Roma

Alla manifestazione era presente anche Ignazio Marino, il solo leader P.D. che abbia aderito fin dal primo giorno alla manifestazione del 5 Dicembre! Ha portato in piazza con orgoglio il colore VIOLA che, guarda caso, era il colore scelto per caratterizzare la sua mozione. Questa manifestazione è stata davvero splendida per entusiasmo e partecipazione soprattutto giovanile! Sottolineo giovanile perché è questo, a mio avviso, il dato veramente eccezionale e sorprendente! Che bella gioventù che abbiamo! E Bersani oggi a tal proposito che dirà? Avrà ancora il coraggio di ribadire quello che disse poco tempo fa al congresso? : “Attenzione compagni ! Il Partito Democratico deve ritornare allo spirito delle bocciofile se vuole cacciare B!!” Mentre scrivo sorrido ma nello stesso tempo mi invade un profondo senso di amarezza e di sconforto. Il mio partito parla di rinnovamento dal giorno in cui è nato e non sa vedere una novità neppure se gli viene sbandierata sotto gli occhi!
..
Dal blog di Paola
mimuovofacciocose.splinder.com/

“ La situazione è più difficile che mai” scrivevo due anni fa e lo scrivo ancora, ma gli arrabbiati e i delusi sono talmente tanti che non è possibile che la situazione non sia destinata a cambiare.

Quando scendo dall’autobus a Termini per andare al Teatro Brancaccio sono le 10 e la prima cosa che vedo sono i palloncini viola di due ragazzi, seguiti da un gruppetto che porta addosso pure qualcosa di viola e alcuni fischietti.. penso: “ah cominciamo bene!” Arrivo al teatro, già quasi pieno anche in galleria, si riempirà del tutto col passare del tempo, alle balaustre gli striscioni arrivati da Sicilia e Sardegna come da Piemonte e Lombardia. Introduce Cesare Salvi (Socialismo 2000), portano il saluto il rappresentante della sx di Cipro (mi scuso non ho segnato i nomi) e della Linke tedesca, interviene la lavoratrice del gruppo Eutelia e il leader degli agricoltori venuti a manifestare coi trattori dalla Sicilia! parla di antifascismo il presidente dell’ANPI, di lotta al patriarcato e nuove relazioni umane oltre che politiche la femminista, di movimenti e di ideali mai superati come solidarietà e pace Vittorio Agnoletto. Interviene il responsabile del Lavoro, ma esco un attimo a prendere un po’ d’aria, scatto un paio di foto all’esterno e ad alcuni ragazzi calabresi che scherzano, incrocio il mitico Zoro (Diego Bianchi) venuto a sbirciare che accade a sinistra del PD
Interviene verso la fine Oliviero Diliberto, molta autocritica sul passato frazionismo, ma anche rivalutazione di quello che della tradizione comunista va conservato, indicazione ai giovani di seguire vie nuove e autonome senza ripercorrere pedissequamente le strade tracciate dagli adulti (concordo..). Quindi conclude Paolo Ferrero, sottolineando come la federazione di sinistra che si inaugura oggi debba avere sì, caratteri propri chiari – e indica 4 obiettivi iniziali: no al processo breve, difesa dell’acqua contro la privatizzazione, no al nucleare, superamento della precarietà con un referendum per abolire la legge 30 – ma deve essere aperta a tutti quei movimenti, partiti e persone che comunque lottano per cambiare lo stato delle cose, valorizzando in primis le lotte dei e per i giovani, a cominciare dalla partecipazione al No B-Day nato in modo spontaneo sulla rete per opera loro.
Si chiude tra bandiere e canti, poi i gruppi si avviano alla manifestazione. Piazza della Repubblica è già gremita, in mezzo alle bandiere dell’Idv intravedo Di Pietro e Donadi, senza bandiere sono Vendola, Giordano e Migliore, lungo la strada incrocio una Bindi sorridente, ma bandiere del PD ne scorgo solo un paio.. tante invece quelle di Rifondazione e Comunisti italiani, di più, tanti i giovani appresso a quelle bandiere.. ma dove erano nascosti finora?
Ciò che è giusto però va detto: più numerosi sono i senza bandiera e i “viola”: sciarpe, cappelli, borse, palloncini, perfino parrucche, un grande popolo pacifico ma determinato a non subire più i soprusi di un potere arrogante!! Quanti i partecipanti? questa volta la questura ha superato se stessa nel ridicolo dichiarando 90.000 persone per una piazza San Giovanni strapiena, inclusa la adiacente San Giovanni in Laterano, quando oltretutto la gente che arrivava riempiva gli spazi lasciati da quella che andava via.. su, non scherziamo, la cifra di un milione è plausibile!C’è Nanni Moretti (ah, se i girotondi avessero trovato più ascolto allora, chissà..) e altri personaggi variamente conosciuti.
Tante teste compatte, senza spazi tra una e l’altra, pochi gli striscioni e gli slogan, l’importante è la presenza fisica di tutti e di ciascuno.. ma un grosso “DIMETTITI” in letterone gialle ci sta ottimamente..
.. e così pure la musica dei più giovani.
Dei discorsi dal palco non ho sentito praticamente niente, né Dario Fo e Franca Rame, né Ascanio Celestini e Vecchioni, Salvatore Borsellino ecc. ma credo siano tutti su Youtube.
Secondo me viola e rosso insieme non stanno niente male… ri.cominciamo bene!


Un’altra Paola da aprileonline
Non cambierei una virgola di quanto ha scritto Curzio Maltese a proposito di Bersani e del N.B.D. “C’era una grande manifestazione di popolo, a costo zero rispetto alle onerose manifestazioni di partito. C’erano in piazza l’elettorato reale e quello potenziale dei democratici. Chiedono le dimissioni di un premier che ha sputtanato l’Italia nel mondo, con le veline candidate in Europa, le sua storie personali e le scelte pubbliche, l’elogio dei dittatori, il conflitto d’interessi, i trucchi per sfuggire alla giustizia, i media di sua proprietà usati come manganelli, le accuse dei pentiti di mafia. Elementi che, presi uno per uno, sarebbero già stati sufficienti in qualsiasi altra democrazia per chiedere le dimissioni di un governante. Perché allora Bersani non c’era? Perché il maggior partito d’opposizione ha addirittura paura a pronunciare la parola “dimissioni”? Perché invece di abbracciare gli organizzatori, a partire da Gianfranco Mascia, e precipitarsi di corsa, i dirigenti del Pd esalano sospetti, perfino disgusti nei confronti dell’onda viola? Sarebbe come se Barack Obama, invece di accettare con entusiasmo l’appoggio di MoveOn, che gli ha fatto vincere le elezioni, avesse detto: no grazie, preferisco fare da solo.” Come si può dire che questa non è la realtà dei fatti?

Il paese virtuale conquista la piazza reale
Red
E’ la prima volta per il popolo della rete: nessuno immaginava potesse produrre una mobilitazione di queste dimensioni (replicata in piccolo all’estero, con sit in davanti ad ambasciate e consolati italiani), ma da oggi la politica ‘ufficiale’ deve fare i conti con un soggetto nuovo. “I partiti? Gli abbiamo chiesto una mano – racconta Gianfranco Mascia del comitato organizzatore – ma volevano concordare la piattaforma. Stanno ancora alla piattaforma…”
Chiamato in causa dalla piazza viola, B ufficialmente non fa commenti: “Non mi occupo di queste cose”
Piazza viola. Il popolo di Internet, autoconvocatosi su Facebook e sui blog per dire no al Governo e chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, colora la città e riempie la sua piazza più grande. E la scelta di colorare la manifestazione in modo uniforme non è casuale: l’idea delle ‘rivoluzioni colorate’ ha avuto grande successo in anni recenti in Ucraina e Georgia.
Ovviamente, c’è la battaglia dei numeri: gli organizzatori, dopo qualche incertezza, sparano entusiasticamente mezzo milione, un milione, un milione e mezzo di partecipanti, la questura ne ‘certifica’ solo novantamila ma questa cifra sembra dettata più dalla prudenza ‘politica’ che dai fatti; piazza San Giovanni infatti è piena mentre il corteo continua a sfilare e c’è gente che già defluisce a manifestazione in corso.
E’ la prima volta per il popolo della rete e la sua piazza che di virtuale ha solo la convocazione: nessuno immaginava potesse produrre una mobilitazione di queste dimensioni (replicata in piccolo all’estero, con sit in davanti ad ambasciate e consolati italiani), ma da oggi la politica ‘ufficiale’ deve fare i conti con un soggetto nuovo.
“I partiti? Gli abbiamo chiesto una mano – racconta Gianfranco Mascia del comitato organizzatore – ma volevano concordare la piattaforma. Stanno ancora alla piattaforma…”.
A caratterizzare politicamente la manifestazione è una opposizione totale, senza se e senza ma a Silvio Berlusconi. “Chi non salta Berlusconi è”, canta e salta, appunto, il ‘popolo viola’ e dal palco gli interventi più applauditi sono quelli che danno del “mafioso” al presidente del Consiglio. Più ancora che alla maggioranza parlamentare, e al premier cui viene chiesto di “farsi processare” in tribunale, questa piazza parla ancora una volta al centrosinistra: l’Idv è in piazza, è presente in forze (quelle non faraoniche disponibili in questa fase) la ex sinistra radicale, con la neonata Federazione della sinistra che dal battesimo di stamani al Brancaccio è confluita direttamente alla piazza, ci sono poi tutti gli esponenti di quella che è (era) Sinistra e Libertà. Si accoda una parte cospicua del Pd, con il popolo democratico molto più convinto dei suoi leader e quest’ultimi che, dopo il no del segretario Pier Luigi Bersani, hanno deciso di scendere in piazza consapevoli che il rischio era quello di perdere il contatto con un pezzo importante dell’elettorato.
La piazza parla al csx dicendo di fatto no a chiunque immagini di poter dialogare, su qualunque tema, con un premier considerato “fuorilegge”: lo fa quando sale sul palco Salvatore Borsellino impugnando un’agenda rossa come quella sparita del fratello Paolo ucciso in via D’Amelio: “Sono qui perché la mafia deve essere cacciata fuori dallo Stato, fuori dalle istituzioni”, dice chiamando in causa anche il presidente del Senato Renato Schifani: “Persone come lui non dovrebbero occupare le istituzioni”. Parla al centrosinistra quando l’attore Ulderico Pesce urla dal palco al premier: “Sei tu il mafioso, sei tu dietro le stragi”, attirandosi un possibile strascico giudiziario. Applausi.
Applauditissimo anche Giorgio Bocca, decano dei giornalisti italiani, che in un messaggio video scalda la piazza spiegando che il progetto di Berlusconi è “antidemocratico” e lo dimostra anche “l’uso terroristico dell’informazione che viene fatto dal Giornale di Feltri”. Non a caso, Bocca prende di mira anche il Pd: “Deve decidere cosa vuole fare – attacca – perché B sta cercando di costruire una democrazia autoritaria”.
Qualcuno aveva capito subito che l’iniziativa si sarebbe rivelata un successo, e infatti Italia dei Valori e Rifondazione erano state le prime a garantire adesione e collaborazione agli organizzatori. Il Pd, timoroso di rimanere schiacciato su Di Pietro, aveva preferito dire no alla piazza ‘viola’ e convocare una sua mobilitazione in mille piazze italiane per il prossimo fine settimana. Poi ha scelto il profilo intermedio, con alcuni dirigenti a sfilare a titolo individuale fra piazza della Repubblica e San Giovanni: la presidente democratica Rosy Bindi si era cautelata in una intervista, ammonendo il leader dell’Idv a “non usare la piazza contro il Pd”. “Nessuna polemica”, è la replica di Di Pietro, e allora anche l’esponente democratica può auspicare un dialogo con i manifestanti: “Non è un popolo di frustrati ma di indignati”, dice.
“Il fatto che sia qui io che sono il presidente vuol dire che le divisioni sono superate”, spiega ancora Bindi, anche se Franco Marini, assente, la pensa diversamente: la manifestazione “è un errore”, afferma. “Se andiamo avanti di questo passo, rischiamo di tenerci il Cavaliere anche oltre questa legislatura”. E i colleghi democratici in piazza a suo giudizio “sono addirittura troppi”. Fra questi, l’ex pupillo Dario Franceschini, oggi capogruppo alla Camera, che però non parla: “Facciamo parlare i ragazzi e le ragazze che sono qui oggi”.
Ad essere in perfetta sintonia con i toni del corteo c’è Di Pietro: “Quella di oggi è la prima giornata di resistenza attiva prima della spallata finale a un governo piduista e fascista. Questo governo – accusa – troppo speso assume comportamenti che sembrano mafiosi e non nell’interesse dei cittadini”. E se B rivendica la cattura dei latitanti mafiosi, Di Pietro gli rinfaccia di voler “bloccare la magistratura” e di tagliare i fondi alle forze dell’ordine. Gli arresti, dice, si fanno “nonostante B e non grazie a B”.
Alla ricerca di un nuovo legame con il ‘popolo di sinistra’ anche le sinistre, divise dal disastro elettorale dell’Arcobaleno e dalle scissioni.
Bertinotti spera in una “nuova generazione” e si fa vedere, spiega “perché si muove… come si dice a Torino”. Nichi Vendola di Sinistra e Libertà vede in piazza “una risorsa fondamentale per l’alternativa al degrado del berlusconismo, ignorarla è un errore terribile”. La neonata Federazione della Sx (Prc-Pdci e altri) è presente con Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto, leader dei due partiti in via di riunificazione. Per Ferrero “l’opposizione in questo Paese è in piazza e non in Parlamento, come si vede dal voto sulle missioni militari”. Diliberto aggiunge: “Non casualmente abbiamo tenuto proprio oggi l’assemblea per la riunificazione delle sinistre, proprio nel giorno della manifestazione contro il governo perché le due cose si tengono, bisogna dare più forza all’opposizione a B”.
E B? Chiamato in causa dalla piazza viola, ufficialmente non fa commenti: dice di credere nel “buon senso” delle persone e fa parlare i risultati del governo che anche oggi ha arrestato due pericolosi mafiosi. In treno per inaugurare l’alta velocità Milano – Torino, a chi gli chiede della piazza romana risponde: “Non mi occupo di queste cose”, ormai – questa la sola riflessione – Di Pietro tiene sotto scacco il Pd.
Ma dopo aver parlato ieri in Consiglio dei ministri di “macchinazione assurda”, oggi con i deputati piemontesi è stato ancora più chiaro sul ‘caso Spatuzza’: “Accuse che fanno ridere tutti”, ha ripetuto.
Per poi porsi degli interrogativi: chi sono i veri mandanti? Perché l’ipotesi è che ci sia dietro la stessa mano del ‘caso Noemi’. Il dubbio, manifestato ai parlamentari presenti sul treno Alta velocità, è dunque che ci siano “poteri occulti” dello Stato dietro ‘l’affaire Spatuzza’. Che tutto sia un castello montato ad arte “per destabilizzare il governo”. Apparati deviati dello Stato, “sicuramente non c’è solo una regia mafiosa”.
Oggi il Cavaliere ha nuovamente sottolineato (ieri ha parlato con i suoi di un tentativo in atto di “sputtanare l’Italia”) il danno di immagine a livello internazionale subito dal Paese. Ma nelle domande che B si è posto con gli esponenti del Pdl che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio c’è la teoria che “dietro questa messinscena” ci sia una “regia” di qualcuno che “intende modificare il risultato elettorale per via giudiziaria”. E che non si tratti solo di settori della magistratura. Una “cospirazione” quindi.
“Non voglio nemmeno cercare di capire, io vado avanti per la mia strada e porto fatti”. Poi B è tornato sulla deposizione del pentito di mafia, ripetendo nuovamente di non essere affatto preoccupato. Ma qualcuno lo ha istruito a parlare, avrebbe ragionato. Perché si è messo a raccontare queste cose proprio adesso? E come mai ci sono giudici che accreditano le sue tesi?” Domande che non hanno trovato risposte. E B ha fatto intendere di non pensarci più di tanto: “Non mi interessa, io so soltanto che la gente è con me e penso a governare”.
..
Viviana
E così Bersani ha speso tutte le sue cartucce nell’inutile e estenuante campagna delle primarie e ora è lì, monumento inutile al nulla, come un vecchio troppo vecchio e privo di coraggio e di energia, che viene assunto quando è ormai in età di pensione e non sa far altro che riscuotere uno stipendio da parassita senza portare più nulla al paese, parte imponente di una zavorra che tiene ormai inchiodato il Pd da troppo tempo e che dovrebbe andare tutta in pensione, triste apoteosi di un fallimento annunciato, gridato, perpetrato, che il popolo della sx, popolo di vecchi riconcoglioniti over-age ancora una volta ha protratto per la dissoluzione di questa disgraziata democrazia.
Unico colore viola del Pd a Roma: Ignazio Marino (e il viola era anche il colore della sua corrente), voce accorata di un rinnovamento che il Pd poteva tentare ma che il suo zoccolo elefantiaco e arteriosclerotico ha rifiutato. E ora quel che resta è un partito di vecchi sedentari inciucciati con tutti i suoi parassiti. E di questi tetro emblema è Violante, uno che avrebbe dovuto essere cacciato a calci in culo per i suoi tradimenti all’Italia e che ora invece verrà a cianciare i suoi orripilanti deliri in nome di Berlusconi.
E avanti così fino alla morte!

Bellavita
Il fatto che Marino fin dall’inizio abbia detto che aderiva e stava in piazza e non sul palco, mi conforta del tempo e della noia di iscrivermi al PD per partecipare al congresso più lungo del mondo. Dopo 8 mesi, non hanno ancora eletto gli organi regionali e provinciali…Però devono devono essere loro a decidere le piattaforme per tutti, perchè hanno paura della partecipazione, in ogni occasione. Anche delle primarie: il congresso è così lungo per poter dire che non c’è tempo per le primarie alle regioni. I giovani vecchi scelti da Bersani a sua immagine e somiglianza vengono da lontano, dai quadri del Pci che nei paesi, nelle città e nelle regioni pretendevano di essere gli unici che potevano insegnare a tutti come mettersi le mutande. Devono ancora farne di strada, se vogliono sopravvivere. Ma anche se questi piccoli liberisti adoratori dei derivati USA non sopravvivessero non sarebbe una tragedia epocale…
..
Contro Berlusconi non c’è stato solo il No B day di Roma e di tante città italianei ma ci sono state manifestazioni anche presso i consolati in tante cittò europee.
Queste sono le interviste rilasciate alla manifestazione di Londra
antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&r=170760
..
Don Farinella:
«Ho ricevuto minacce di morte»

«State tranquilli, non mi sento in fin di vita». Don Paolo Farinella sembra sereno.
Ma conferma una voce che ieri circolava con insistenza. «Sì, è vero. Negli ultimi tre-quattro giorni ho ricevuto diverse lettere anonime, con minacce. Anche di morte. Ma non mi fanno né caldo né freddo. Possono spedirmene anche cento: non mi toccano minimamente».
Il parroco di San Torpete, famoso in città per le sue prediche dove mescola vangelo e politica non ha intenzione di rivolgersi alla polizia.
«Non farò nessuna denuncia – dichiara – perché non c’è nulla da denunciare».
Ieri il sacerdote è stato protagonista indiscusso della versione genovese del “No B Day”, la manifestazione contro il premier Silvio Berlusconi.
«È stata una giornata bellissima, con una sola nota stonata: il palazzo della prefettura, che rappresenta il governo qui in città, era chiuso e non abbiamo potuto riunirci nel cortile, come avremmo voluto. La prefettura non ci ha concesso di entrare. Peccato».

lsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/12/05/AMszS7AD-minacce_farinella_ricevuto.shtml
..
Bruno Pirozzi
LA MACCHINAZIONE

E’ tutto un complotto ci eravamo sbagliati.
E’ un complotto dei cittadini quello di voler credere che esiste una collusione tra mafia e politica.
E’ un complotto invocare una legge sul conflitto di interessi per scindere definitivamente il pubblico dal privato.
E’ un complotto da parte del popolo proporre una legge elettorale che sia più equa con una canditatura diretta dell’uomo che ci deve rappresentare.
E’ una congiura battersi contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua.
E’ complotto proporre energie rinnovabili e battersi per il clima.
E’ eversione popolare pensare che che ogni cittadino sia uguale davanti alla legge e deve farsi processare se inquisito.
E’ un complotto desiderare un presidente del consiglio senza macchia che ci rappresenti nel mondo degnamente come avviene in qualsiasi nazione.
E’ un complotto scandalizzarsi per i lauti stipendi che si elargiscono ad assessori,manager pubblici,parlamentari e quant’altro.
E’ tutto un complotto,complottiamo per strada,al bar,al lavoro,al non lavoro,in famiglia,con gli amici,con le forze dell’ordine,con gli insegnanti,con gli studenti,con gli imprenditori, con i magistrati.
Mentre noi,totalità degli italiani,complottiamo, dall’altra c’è una minoranza politico-mafiosa che è onesta,giusta,si prodiga per il prossimo,un paradiso di demoni pacchiani,fa leggi per se stessa e vive in un oasi felice che non vede crisi,è ottimista,è fiduciosa del futuro,si diverte con ogni mezzo.Una classe insomma problema-repellente con vecchi e nuovi show men che di tanto in tanto appaiono nel mondo reale per rassicurare chi vive nella miseria,nell’incertezza,nella difficoltà quotidiana.
Una nazione intera che complotta contro il governo del bene e del fare.
Siamo noi il problema dobbiamo smetterla di complottare non esiste la mafia,la corruzione,la p2,le nomine politiche.
Per anni ed anni i cittadini onesti della nazione non si sono accorti di essere massoni di se stessi e che il male non esiste.

ROMA NON SEI MAI STATA COSI’ BELLA
Amici siamo GRANDISSIMI! Non mi ero illusa fino a questo punto – ho invitato il mio condominio di piazza dell’Alberone Roma ad intervenire tutti, pensavo che saremmo stati in tanti ma non così EVVIVA! Avevo ragione IL POTERE SIAMO NOI E GLIELO DIMOSTREREMO! Dobbiamo rimanere uniti, non disperderci dopo questa vittoria. Questa vittoria deve essere la prima, un’assaggio delle nostre capacità. Non dobbiamo più sottometterci a leggi vergogna e se sarà necessario rimanere a Roma anche per giorni e giorni finchè non si decideranno ad ascoltarci. L’Italia siamo noi! Dimostriamolo sempre che la sovranità appartiene agli italiani non a questi grandissimi coglioni!
NOI SIAMO I PARTIGIANI DELLA COSTITUZIONE DELLA GIUSTIZIA DELL’ONESTA’
Mariapia Caporuscio
..
Mauro b
Ieri c’ero e sono orgoglioso di aver partecipato da cinquantenne insieme a tantissimi giovani a questa manfestazione. Confidavo in una grande partecipazione, ma quando ho visto quanti eravamo mi sono emozionato…forse abbiamo ancora qualche speranza di uscire dal letamaio in cui i partiti di governo e di opposizione ci hanno cacciato. Certo non basta una grande, anzi grandissima manifestazione nata dal basso, dalla gente, bisogna trovare nuovi strumenti e altri mezzi per far si che una “nuova resistenza” prenda forma e diventi azione concreta.
..
Viviana
Avrei voluto essere a Roma a dire: B dimettiti! Il tuo tempo del potere è finito. E quello della gloria non è mai cominciato. Sei la vergogna di questo paese e sarai la sua rovina per ogni giorno che rimarrai al potere. Hai distrutto il nostro presente e hai gravemente deformato il nostro futuro. Quando te ne andrai non sarà mai troppo presto. Con te l’Italia è scesa agli ultimi posti in Europa e ha perso punti in qualunque classifica mondiale delle libertà e dei diritti
B, il tuo nome resterà nelle pagine della storia come quello di un despota avido, corrotto e egocentrico, un criminale vanesio e porco, senza senso morale e senza principi democratici, un tanghero che ha corrotto le leggi, ammosciato i partiti, vilipeso le Costituzione, disprezzato i cittadini, reso inutile il partlamento, svuotato le istituzioni e gettato vergogna sul paese
E’ impossibile trovare nella nostra storia qualcuno peggiore di te
B, il tuo nome resterà legato al più vergognoso e vile periodo della storia d’Italia, quando si è osato portare al potere la cricca infame della mafia e della P2, con una Confindistria e un Vaticano che hanno cercato di sfruttare in modo subdolo la situazione per i loro porci comodi, affiancandosi a chi sputava sulla Repubblica, e perdendo ogni resputazione e credibilità. Una Confindistria che ha accettato persino di affiancarsi alla mafia pur di rimpatriare capitali sporchi. E un Vaticano che ha rinunciato a difendere i valori del Cristo per avere benefici sul fisco o le scuole private
B, che il tuo nome sia infangato nei secoli, per avere alimentato negli italiani i vizi peggiori, per aver fatto dei partiti delle masse confuse e ammanicate, per aver rovinato la stampa e aver fatto della televisione uno strumento indegno di manipolazione e disinformazione!
B, con te e con la mafia, troppi italiani hanno imparato la cortigianeria, la menzogna, il servilismo, il disonore, la prostituzione
Che Dio tu punisca, B, per tutto il male che hai fatto!

Qui Londra: L’onda blu ci sommergerà
Viviana Vivarelli

Non abbiamo potuto andare a Roma alla manifestazione viola perché eravamo a Londra ma siamo andati alla manifestazione blu di tutta Europa per la crisi climatica, per allertare i leader mondiali che stancamente e con poche proposte dal 7 al 17 di dicembre faranno il summit di Copenhagen che dovrebbe rinnovare i protocolli di Kioto.
A Londra sono convenute migliaia di persone da tutto il Regno Unito. Se si sciogliono i poli, un’onda gigantesca ci travolgerà. Ci sono già isole in procinto di sparire e l’Italia è una delle terre che, con o senza Berlusconi, rischia di venire sommersa dalle acque, mentre questi criminali pensano solo ai casi loro.
Immagino che in Italia forse una persona su mille sa che stiamo andando verso una catastrofe planetaria, ma qui continuiamo a votare persone come Bossi, Berlusconi o Bersani che di questa catastrofe non si curano, le prime pagine dei giornali italiani sono piene delle frasi demenziali di B che dice che è innocente e ha preso 8 milioni di voti in Sicilia senza l’appoggio della mafia e l’unico problema del paese sembra essere liberare lui dai suoi delitti e dargli il potere supremo, e migliaia di cloni seguono lui o Bersani che non è nemmeno capace di fargli una solida opposizione, siamo un paese di pazzi e nei partiti continuiamo a litigarci per divisioni in correnti, mentre arriva una corrente che ci spazzerà via tutti.

A Londra c’erano migliaia di persone (40.000 per gli organizzatori, 20.000 per la polizia) con manifestazioni nelle principali città della Scozia e dell’Irlanda per sensibilizzare il governo a presentare richieste più valide alla conferenza climatica di Copenhagen. Obama ha deciso infine di partecipare anche se ritiene che i nuovi patti che dovrebbero sostituire i protocolli di Kioto siano assolutamente miseri e insufficienti
Manifestazioni simili erano anche a Berlino e Parigi.

I miei consuoceri scozzesi mi hanno chiesto se anche in Italia si manifestava per salvare il pianeta e si sono meravigliati molto quando ho detto di no, che agli italiani che la Terra morisse non gliene fregava niente e mi vergognavo a spiegare che l’Italia era in mano a 2 partiti, uno voleva solo salvare B dai suoi processi, l’altro voleva infierire sui migranti accecato da un odio sovrumano.
Non c’era nessun partito a cui interessasse se il mondo stava morendo per l’inquinamento climatico, nemmeno i verdi, ormai spariti. Intanto cose gravissime stavano succedendo in Italia, ogni valore costituzionale era strozzato, la libertà di stampa morta, la polizia ammazzava la gente di botte in carcere. I processi erano così brevi che i criminali presi sarebbero stati presto tutti in libertà. La mafia dominava ogni cosa. Si fingeva di arrestare i mafiosi ma intanto si facevano leggi per non processarli nemmen-

Loro mi guardavano con gli occhi sbarrati. Mi hanno raccontato che sapevano che a Genova la polizia aveva sparato a un ragazzo e aveva torturato i manifestanti.
Noi eravamo un fiume immenso azzuro come l’onda che sommergerà la Terra al disgelo dei Poli e avevamo circondato il Parlamento come un grande fiume vociante.
Molti gridavano: “What do you want?” “Cosa volete?”
“Climate justice” (giustizia per il clima) gridava la folla.
“When do you want it?” “E quando lo volete?”
“Now!” (ora)
Non c’erano soldati o forze di sicurezza. Si vedeva solo qualche policemen in più. Nessuna scena orrida di polizia vestita da antisommossa e con le armi.Un paese civile!
Cose curiose alla manifestazione di Londra per la salvezza del clima. Intanto era coloratissima e tutti avevano cartelli e chi non aveva i suoi da casa, ne trovava in distribuzione già pronti e belli con bastone e tutto. Poi c’erano intere famiglie allestite, anche i più piccolini, con i loro disegni, le canzoncine ritmate e i visini dipinti, e siccome il colore della manifestazione era il blu, tutti portavano qualcosa di blu, molte facce erano dipinte o c’erano parrucche azzurre o blu e stupiva vedere elegantissime vecchie ladies con i loro cartelli o i colori sulla faccia azzurro o blu. Molti i carri allegorici. Una classe delle superiori mimava un gruppo di capitalisti, vestiti tutti di nero e con cartelli inneggianti il denaro. Molti portavano costumi fatti in casa, sugli animali in estinzione o gli dei del mare. C’erano band famose. Tantissimi i giovani, anche ragazzini, classi intere.
I policeman tenevano ferme le varie correnti con dei nastri, orientando il traffico senza macchine o violenza.
Una cosa che stupiva era la presenza di tanti gruppi cristiani di chiese diverse tutte preoccupate per il clima e prima della manifestazione nella cattedrale di Westminster si era tenuta una funzione con i 20 maggiori capi religiosi delle varie chiese come portavoce di 3000 fedeli e naturalmente con la massima autorità della nuova chiesa d’Inghilterra, l’arcivescovo di Canterbury. Quand’è che da noi potremo vedere una unione simile tra chiese diverse per la salvezza del mondo?
Alla manifestazione di Berlino c’era un allestimento con i manifestanti dentro un acquario che rappresentavano i vari leader della Terra e venivano allagati.
Noi a Londra abbiamo circondato il parlamento a 5 alle tre, abbiamo scandito il passaggio del tempo. Alle 3 il big bang.
Le prime pagine di tutti i giornali portavano questa manifestazione come prima notizia.
Quando siamo arrivati a casa, la manifestazione era già sulla Bbc
..
Ringrazio chi mi ha mandato questo video
che compendia il peggio e il meglio della nostra epoca

Parla della distruzione del pianeta perpetrata dalle massime potenze mondiali
Le immagini sono quelle del G8, e se hanno preso quelle è perché sono la cosa più efferata che si sia mai vista negli ultimi anni
L’audio è in spagnolo con i sottotitoli in italiano
Il testo è di Naomi Klein
Il video parla degli aspetti negativi della globalizzazione e del G8 e il fallimento del sistema economico attuale, quel sistema che il Trattato di Lisbona tenta sfacciatamente di perpetuare

http://www.youtube.com/watch?v=L4J_IZkOlY4

Se non si porrà fine a questo sistema non solo l’Italia ma il mondo intero finirà
Ma prima dovremo cacciare i despoti e i tiranni che come B vivono solo per il loro nefasto potere

..
Pia manda:
Fini, un’altra idea di destra
Patrizia Rettori

Alla fine è probabile che avrà ragione Bossi: i due troveranno un accordo, o una tregua, o semplicemente il modo di convivere. Perché né Fini né B, i duellanti che occupano ormai stabilmente il centro della scena politica, hanno interesse alla rottura. Non adesso, almeno.
B sembra il più forte: ha consenso e potere e se volesse disfarsi dell’avversario riuscirebbe sicuramente a strappargli il grosso delle truppe, lasciandolo pressoché isolato. Ma il suo sarebbe un vantaggio momentaneo. Fini, infatti, pur “espulso” dal Pdl, può restare al suo posto di presidente della Camera. E questo gli offrirebbe una tribuna di tutto rispetto dalla quale sottrarre consensi al premier. Basta pensare all’effetto che avrebbe sull’elettorato di centro destra un Fini che si ponesse come punto di riferimento su temi come il testamento biologico (dove le posizioni cattoliche oltranziste sono in minoranza anche nel popolo berlusconiano) o la mancata riduzione delle tasse. Un’azione politica condotta con sapiente misura su questi terreni, e Fini ne è capace, costerebbe a B un’emorragia di voti.
Quanto al presidente della Camera, il famoso “fuori onda” è sicuramente un autogol. Non perché i concetti espressi siano dirompenti (“è quel che ho sempre sostenuto”, si è difeso il reo, ed ha ragione) ma perché sentirlo parlare in quel modo, e per di più con un magistrato, apre uno spiraglio da brivido sui rapporti interni al partito e stimola nelle genti berlusconiane una reazione di difesa che le compatta e si traduce nell’accusa di tradimento. Non è dunque il momento per Fini di uscire dal Pdl e avventurarsi in mare aperto. L’ex capo di An ha sicuramente in testa un disegno politico ben diverso da quello berlusconiano. Non che pensi di allearsi col centro sinistra: dargli del “compagno” è una sonora sciocchezza. Fini pensa ad una destra che assomigli a quella di Sarkozy o ai conservatori inglesi: una destra laica, moderna, europea, e dotata di una robusta etica costituzionale. Una destra, perciò, ben lontana da quella attuale.
Mercoledì, commemorando alla Camera Nilde Iotti, la giovane Giorgia Meloni si è lanciata in una calda perorazione proprio dell’etica politica: non dimentichiamo mai, ha detto in sintesi, perché abbiamo scelto di fare politica, non dimentichiamo la nostra passione, altrimenti daremo spazio all’individualismo e all’egoismo.
Non c’è discorso più antiberlusconiano di questo. Un discorso che dimostra come l’idea che Fini ha della dx possa trovare spazio nell’elettorato. Ma per farla maturare ci vuole tempo e pazienza: una rottura improvvisa potrebbe ucciderla in culla. Ecco perché il presidente della Camera non ha interesse a portare oggi lo scontro col premier alle estreme conseguenze.
Allo stato delle cose, dunque, la convivenza tra i due pare destinata a continuare, pur nell’inimicizia crescente. Naturalmente le elezioni anticipate potrebbero troncare il nodo. Ma non è facile arrivarci. Intanto entrerebbero in campo altri attori, da Bossi al presidente della Repubblica. E poi diverrebbe evidente il fallimento del governo sul terreno economico e fiscale, quello che tocca più da vicino i cittadini elettori. Certo B potrebbe contare sulla mancanza di un’alternativa, vista l’impreparazione del Pd e delle opposizioni tutte. Ma il rischio è alto ed è tutto da dimostrare che la sua coalizione voglia seguirlo compatta in questa estrema avventura.
..
Un uomo del Vaticano era già pronto ad acquistare a buon prezzo i quadri del tesoro di Tanzi, quel tesoro che i poliziotti distratti si erano dimenticati di trovare e che ha dovuto gentilmente indicare report
Si immagina che il Papa avesse comandato l’acquisto per i poveri bambini africani, sempre così sensibili all’arte
Il Papa manderà il suo uomo di fiducia anche a comprare a prezzo vantaggioso i beni sequestrati della mafia?
Si sa, les affaires sont les affaires, e che altro è il Vaticano oltre che una merchant bank?

Un autoritarismo mediatico
Rosario Amico Roxas

Il Pdl cresce, si muovono i pm
Fabrizio dell’Orefice

Nell’articolo in oggetto vengono evidenziate ipotesi di “giustizia ad orologeria” contro il PdL; nel momento in cui l’indice di gradimento aumenterebbe ecco che avvengono indagini e inchieste, proprio in coincidenza di votazioni.
Non emerge nell’articolo, chiaramente scritto su compiacente ordinazione, che in questa italietta di elezioni se ne svolgono una ogni anno tra amministrative, provinciali, regionali, nazionali ed europee, per cui la coincidenza della quale si parla è piuttosto all’inverso; sono le elezioni che cadono sempre in coincidenza con inchieste della magistratura, per fornire l’alibi del vittimismo, del complotto e per inondare i media con accuse non solo prive di fondamento ma artificiosamente propagandate come fulcro centrale della campagna elettorale di turno.
Secondo l’articolista (probabile futuro candidato nelle fila del PdL) per evitare tali coincidenze non si dovrebbe mai indagare il PdL e i suoi rappresentanti, perché diventa giustizia ad orologeria, stante la concomitante tornata di votazioni. Con la ,manfrina della persecuzione giudiziaria è stata generata una impunità mimetizzata, che finisce con il rivolgersi ad esclusivo vantaggio degli indagati, trasformati in vittime.
Tutto ciò può accadere esclusivamente a causa dell’anomalia di fondo che caratterizza questa pseudo-democrazia, dove il gestore unico del potere condiziona l’opinione pubblica con il possesso di tre reti televisive e con l’uso delle altre due pubbliche, nonché di una miriade di reti locali private associate di fatto alle reti nazionali; quindi il possesso di giornali, il cui uso e abuso rimane sotto gli occhi di tutti, con i quali viene esercitato il ricatto quotidiano nei confronti di chiunque osasse dissentire dal pensiero unico imposto, come si è evidenzialo nei casi di Boffo ed ultimo della Mussolini. Gli elettori non si soffermano all’approfondimento, contentandosi di dare un fugace sguardo ai titoli dei giornali ben in evidenza e agli annunci dei telegiornali sia delle reti mediaset che del 1° e 2° canale RAI, mentre vengono lanciate accuse e minacce contro i soli programmi che tentano di ristabilire un equilibrio di informazione.
Si formalizza così una nuova forma di aggressione politica, identificabile con un autoritarismo mediatico, in grado di condizionare i consensi.
..
Il coraggio di avere paura
Doriana Goracci
www.reset-italia.net/2009/12/05/il-coraggio-di-avere-paura/

Ci vuole coraggio ad avere paura, quella che ti fa tacere, ti fa stare zitta e piegata per una vita, a pregare, a chiedere scusa. Posso? Disturbo? Ripasso? Ci vuole coraggio a non fare domande, a non chiedere spiegazioni, a dire se l’ è cercata, se l’ è voluta, erano brave persone, ma no è una Famiglia perbene, come farebbero a far male ai loro figli… Ci vuole coraggio a voltarsi sempre ed essere in prima fila a partecipare un funerale, una novena, un’opera buona.Ci vuole coraggio a non avere paura della propria Famiglia, a dormire fuori casa in ciabatte mentre una bella forca già ingrassata ci attende.
Ci vuole coraggio a dire buongiorno , a voltare la faccia, a non sentire la puzza, a dire lasciamoli lavorare…A lavorare come una serva, come una balia, facendo crescere nelle tasche del grembiule la paura e farla mangiare ai propri figli, ai nipoti, e a rispettare la Famiglia.
Operazione giro d’Italia – Il processo si terrà il 18 maggio: Traffico di rifiuti, tutti rinviati a giudizio
Da noi la terra è pulita, differenziamo la munnezza, ci conviene stare zitte. Mettiamo da parte i rifiuti, spazziamo la strada e la casa, non c’è niente di pericoloso: cava scava e ricava che ce l’abbiamo dentro il coraggio della paura.
Da Capranica, altro che chiacchiere, ci si difende:”… si parla di inquinamento poco significativo rispetto ai metalli presenti nel terreno, che fanno parte dell’aspetto tipico di quel territorio. La relazione è decisamente rassicurante ed esclude comunque il pericolo di diffusione dell’inquinamento”. In Sicurezza.
Il corso della giustizia, in primis divina, continua… come il Giro d’Italia: vadano altri in giro a visitare Deboli Castelli Accusatori, noi non ci si vergogna di niente.
Giù, in apnea, ci sono ben altre notizie in arrivo, maltempo che va e viene, si salvi chi può.

E non hanno creduto in niente…hanno paura (canta e suona un certo Ignazio Scassillo)
Traffico abusivo di rifiuti nel Viterbese, quindici rinvii a giudizio. E’ quanto ha decretato venerdì il giudice per le udienze preliminari Silvia Mattei per i 15 indagati che devono rispondere, a vario titolo, di falsità ideologica in certificati commessa da persona esercente un servizio di pubblica utilità e attività organizzata per traffico illecito di rifiuti. Nel processo si sono costituiti parte civile l’associazione ambientalista Legambiente regionale, quella provinciale, la Regione Lazio, i Comuni di Castel S. Elia, di Vetralla e Capranica, il Wwf e altri privati cittadini.
L’inchiesta, conclusa nel 2005, è stata coordinata dal pm Stefano D’arma e ha scoperto un traffico illegale di 250 mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti da tutta Italia e aventi come destinazione finale la provincia di Viterbo, per un giro d’affari stimato sui 2,5 milioni di euro. Il pubblico ministero ha ipotizzato che gli imputati, d’accordo con altri soggetti, scaricavano forti quantitativi di rifiuti incompatibili con la destinazione a recupero mediante conferimento in siti di ripristino ambientale, per realizzare il massimo profitto.
La difesa, invece, afferma che gli imputati agivano in pieno rispetto delle norme vigenti in materia, tanto che i rifiuti arrivavano in cava accompagnati da regolari certificati di non pericolosità. L’avvocato Marco Russo, difensore del titolare dell’impianto di Capranica, aggiunge: “La relazione depositata dall’Enea al comune di Capranica il 29 settembre 2008, nell’ambito della conferenza dei servizi per la messa in sicurezza e per la bonifica dell’area sotto accusa parla chiaro” afferma “si parla di inquinamento poco significativo rispetto ai metalli presenti nel terreno, che fanno parte dell’aspetto tipico di quel territorio. La relazione è decisamente rassicurante ed esclude comunque il pericolo di diffusione dell’inquinamento”. Prima udienza davanti al giudice monocratico il prossimo 13 maggio.
….
Beppe Grillo

Berlusconi ha i giorni contati, preparate lo spumante.
Ma gli altri? I suoi luridi fiancheggiatori? Quelli ce li dobbiamo tenere? Eliminato il ratto che ci ha contagiato, dovremo convivere con la peste bubbonica?
Il No B Day va intestato ai partiti e all’informazione. Berlusconi è l’effetto, non la causa della degenerazione del Paese. Se non interveniamo sulle cause, la metastasi continuerà.
Il No B Day va intestato a tutti i signor B di questo Paese, da Bondi a Bersani, da Boaniuti a Bassolino a Bossi. Dobbiamo liberarcene con la ramazza. Stanno preparando la successione. I compagni di porcate di Berlusconi sono in tutto l’arco costituzionale, in tutti i giornali pagati dalle nostre tasse. Si stanno mettendo d’accordo.
Nel 2008 a piazza Navona il mio discorso, quello di Travaglio, della Guzzanti, di Antonio Di Pietro vennero tacciati come eversivi dal Pdmenoelle e da molte anime belle che sono oggi in sfilata. Veltroni che appoggia il no B Day chiese allora a Di Pietro di rientrare nel recinto razionale e riformista… Molti inciucisti si accodano alla manifestazione come se non fosse successo nulla. Non erano presenti in aula per lo Scudo Fiscale come la fata turchina Melandri, ma protesteranno vigorosamente contro Berlusconi. Potevano fare cadere il governo con il voto di fiducia, ma indosseranno un fazzoletto viola.
Morto Berlusconi se ne fa un altro, Si chiama Fini, ha l’appoggio della Confindustria, viene venduto come la vera anima della sinistra. Un signore che sa tutto di Berlusconi, Dell’Utri, Previti e ha mangiato nel loro piatto per QUINDICI ANNI. Il futuro è già disegnato a tavolino da D’Alema e dagli orfani di Berlusconi. Lo stanno seppellendo vivo. Lo psiconano va abbattuto come simbolo, ma poi bisogna finire il lavoro. Altrimenti ci toccherà rimpiangerlo.
..
Mariapia
Bella quella piazza viola ieri a Roma, bella anche la piazza grande in viola a Bologna .
La sveglia in Italia, sotto l’aspetto politico è stata data più e più volte, come in questa occasione, ma il paese è come una caserma di soldatini alle prime armi, senza nessuna direzione perché le classi dominanti di casa nostra sono, se non proprio contro al proprio popolo, almeno lungamente abituate all’uso e all’abuso.
In caserma sono tutti svegli, ma c’è un giovanile disordine che chiede l’esperienza di chi conosce il modo di mettere ordine e ancora non si vede.
Siamo, per queste nostre classi di vertice, come bestiame in una stalla, ci amano come un allevatore ama le proprie mucche, che vengono allevate per riprodursi ed andare al macello.
E noi ce ne stiamo ancora zitti e incapaci, tranne qualche muggito, poiché ci mancano i capomandria, ma prima o poi tutte le mandrie umane trovano, per effetto selettivo culturale, i propri capomandria.
Il 1968 fu l’inizio di una rivoluzione planetaria non violenta, che continua e deve continuare così, senza violenza e trovando, con pazienza, nel tempo e nelle alleanze sui valori, non più soltanto sulle classi, il modo di dispiegare il proprio effetto.

temi.repubblica.it/micromega-online/fini-e-il-re-nudo-dove-lo-scandalo

Michele Martelli

«Il re è nudo / ma il re non lo sa / lui cammina tra la gente / e saluta sorridendo. / Il re è nudo / ma la verità / è che nessuno lo può dire a sua maestà». Così cantavano (di George W. Bush) i Nomadi nel 2002. Così, non sapendo di essere in onda, bisbiglia al microfono di Pescara (su Berlusconi) Gianfranco Fini. Il quale a “Ballarò” ha giustamente spiegato di aver detto, nell’ormai famoso fuori onda pescarese, ciò che (ultimamente) ha sempre detto e ripetuto anche in pubblico (interviste, conferenze, sedi di partito).
Allora, dove sta lo scandalo? Facciamo alcune ipotesi.

1. È forse scandaloso che Fini parli confidenzialmente di B con un magistrato? Chi glielo vieta? Non la Costituzione repubblicana, che riconosce la libertà di pensiero e di parola a tutti i cittadini. Figuriamoci al presidente della Camera in carica! Forse che nel Pdl la libertà vale solo per il capo; per tutti gli altri, invece: «Credere, obbedire, combattere»? O lo sconcio sarebbe che Fini se la intende col Procuratore Capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, una “toga rossa”? Ma Trifuoggi non è un giudice di parte; se nel 1984 aprì un’inchiesta sulle tv del signor B., nel 2008 ha fatto arrestare per il reato di concussione il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e il Presidente della Regione abruzzese, Ottaviano Del Turco. Ambedue del Pd. Dunque un magistrato che non guarda all’appartenenza politica. E poi, ma quali “toghe rosse”? Il signor B. le dipinge di “rosso”, guarda caso!, solo se e quando indagano sul signor B.

2. È forse scandaloso che Fini dica che il signor B. scambia «il consenso popolare, che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei conti, Cassazione, capo dello Stato, Parlamento»? e che «confonde la leadership con la monarchia assoluta»? Basta aprire la Costituzione per capire che lo Stato democratico si regge sull’uguaglianza della legge, e sulla divisione e l’equilibrio dei poteri. Nessuno èsuper leges. (Lo erano i sovrani assoluti europei del Sei-Settecento, ma la storia racconta la loro fine che Fini ricorda nel fuori onda). Nessuno può godere del privilegio dell’immunità e dell’impunità. Le leggi ad personam del signor B. per metterlo al riparo dai processi sono palesemente incostituzionali. La Suprema Corte, che ha bocciato il lodo Alfano, docet!

3. È forse scandaloso che Fini supponga che le ipotetiche dichiarazioni del pentito Spatuzza su Dell’Utri e Berlusconi, se suffragate da prove, sarebbero una «bomba atomica»? La metafora significa, più semplicemente: Berlusconi dovrebbe dimettersi. Ma dov’è il dramma? Cade un governo, se ne fa un altro: in democrazia non ci sono governi a vita; è sempre il popolo a decidere col suo libero voto. O l’«eletto del popolo» si ritiene «eletto da Dio», ed è perciò inamovibile, come un monarca francese, dovesse campare cent’anni? In ogni caso, il governo cadrebbe non per colpa di una presunta «magistratura politicizzata», ma perché il popolo italiano non potrebbe più sentirsi rappresentato da un governo inquinato. Al contrario di quanto va dicendo il Pd: «B. ha il diritto difendersi dal processo» (Enrico Letta); «Bisogna comporre il conflitto tra principio democratico e principio di giustizia» (Violante ad “AnnoZero”). Ma quale “diritto” e quale “conflitto”! Ogni cittadino si difende nel processo; l’autonomia della magistratura è l’essenza della democrazia. Sembra che Fini abbia fatto in diretta tv una lezione costituzionale non solo al ministro Bondi, ma anche ai piddini Letta e Violante. Paradossale, no?

In nessuno dei tre punti c’è dunque alcunché di scandaloso. In un altro paese democratico europeo, per es. in Francia, Gran Bretagna o Germania, le parole di Fini sarebbero ovvie, persino banali. Perché allora tanto incredibile scandalizzarsi da parte del signor B., dei suoi giornali e tv e dei suoi berlusclones? Una farsa, se non fosse pericolosamente tragica in questa traballante democrazia italiana. Il vero scandalo sta nel fatto che nell’«anomalia Italia» la verità possa apparire scandalosa. Tanto ci stiamo assuefacendo a scambiare la menzogna per la verità. Solo laddove la menzogna diventa la norma, la verità si fa scandalo. Ma per fortuna con le menzogne non si fa molta strada.

Fini ha detto: «Il Re è Nudo». Prima o dopo, tanti italiani lo ripeteranno, lo urleranno in piazza, come i sudditi di Sua Maestà della famosa fiaba di Andersen.
Piazza San Giovanni a Roma, il 5 dicembre, «non è che l’inizio».
..
Berlusconi: “ci hai rotto il cazzo!”
Paolo De Gregorio

Questo è il contenuto di un cartello portato in piazza da una nuova generazione di oppositori al sultanato berlusconiano, poco inclini al politichese e agli ingessati comportamenti della “sinistra sparita”, persone giovani, stufe di avere tra i piedi da 15 anni, praticamente per quasi tutta la loro vita, un monopolista mediatico con lo sconcio potere di farsi le leggi ad uso personale.
La novità che ci ha portato questa piazza è il linguaggio diretto, lo sdegno per il berlusconismo, la voglia di avere una nuova politica e un totale rinnovamento della classe dirigente, ormai logora e sputtanata, che vede PD e PDL sostenersi a vicenda.
Ma, per non fare la fine del movimento “girotondi” di Nanni Moretti, è necessario che questo nuovo movimento “viola”, visto che Berlusconi non accetterà l’invito a dimettersi, passi ad una fase di organizzazione e coordinamento, senza lasciarsi infiltrare dai partiti, con almeno un paio di obiettivi possibili da raggiungere, sempre nel solco corretto della difesa della costituzione e della democrazia.
Senza dubbio il “vulnus” più destabilizzante per la nostra democrazia è stata la “concessione” del governo Craxi del monopolio mediatico privato ad una sola persona con le conseguenze che conosciamo.
Non solo, ma l’orgia del potere berlusconico ha fagocitato anche due reti RAI e il decisivo strumento per il consenso politico, le televisioni, esercitando una piena dittatura.
Deve cominciare, con forze fresche e poco inclini ai compromessi, una battaglia profondamente democratica per un riequilibrio del potere mediatico, dove si veda il monopolio privato fronteggiato dal giusto contrappeso di un gruppo pubblico, la
Rai, di cui deve essere azzerato tutto il gruppo dirigente. Il direttore generale, con ogni potere, deve essere eletto tra personalità indipendenti, non iscritto a partiti, né rappresentante di alcuna confessione religiosa, esclusivamente dai cittadini che pagano il canone, per avere una Rai che, anche formalmente, sia riconosciuta “public company”, proprietà dei cittadini, finanziata da essi con il canone, e non soggetta a nessun altro potere, tanto meno a quello pubblicitario.
Se fossi una voce ascoltata in questo movimento che abbiamo visto ieri, consiglierei di gettare tutta la forza in questo unico obiettivo, una battaglia per entrare in democrazia, e sottrarre ai partiti quel controllo asfissiante e totale che ha fatto di loro una CASTA vecchia e inamovibile, dove la visibilità televisiva è tutto, e la presenza nel proprio collegio elettorale è superflua.
Grillo, da cui ci aspettavamo un impegno di questo tipo, sostiene che le TV non tirano più e che il futuro è nella RETE. Bisognerebbe capire quanto dura questa transizione e se ciò si verificherà.
Nel frattempo non sarebbe male strappare ai partiti e a B un potere reale, pagato dai cittadini, per avere un “pubblico servizio”, ora cinicamente e furbescamente usato contro di loro da uno strapotere che ti considera un suddito da addomesticare come una scimmietta che poi obbedirà al compito supremo di consumare e comportarsi come i “suggerimenti per gli acquisti” gli ordinano.
Senza questa vittoria storica, da sudditi a protagonisti, presto o tardi ogni movimento viene assorbito e digerito.
..
Sogno un mondo dove non esistano più maschilismi e femminismi
Giorgia Vezzoli

In questo periodo sento molto parlare di femminismo. Tante donne rivendicano, giustamente, l’orgoglio di essere femministe. Sul blog de “Il corpo delle donne” c’è un bellissimo video che sradica gli stereotipi della parola femminista in modo fresco e originale.
Però mi chiedo e nel contempo chiedo a tutti, perché ne sento davvero il bisogno: che cosa vuol dire essere femminista? Cosa vuol dire oggi essere femminista?
Io il movimento femminista purtroppo non l’ho vissuto e ammetto, davvero, di non conoscerlo a fondo. Provate, dunque, a spiegarmelo voi.
La prima sensazione che provo a sentirmi affibbiare questa parola non è tanto il fastidio dell’immaginario rabbioso, duro e scarsamente femminile che si è voluto perpetrare negli anni su questo termine, perché sono consapevole della manipolazione culturale e mediatica avvenuta a suo discapito negli anni recenti. Non è nemmeno la paura di etichettarmi politicamente. La prima cosa che provo quando mi dicono che chi si impegna per le cose in cui credo è un/una femminista è il dubbio. Quello di una domanda troppo pesante da ricacciare indietro: perché per difendere i diritti delle donne, per denunciare l’uso scorretto dei loro corpi e lottare contro l’abuso violento che le donne subiscono ogni giorno devo per forza definirmi una femminista?
Non sono semplicemente una persona che difende ciò che per lei è giusto in questo momento?
Nella mia vita ho combattuto tante battaglie: ho promosso la filosofia dei world social forum ma non mi sono mai definita una terzomondista, ho promosso l’altra economia ma non mi sono mai definita una no global. Ho fatto battaglie politiche di dissenso ma non sono mai stata una comunista. Perché ora devo per forza definirmi per affrontare la nuova sfida che sto intraprendendo? Su questo blog ho parlato spesso dei diritti dei gay, dovrei dunque definirmi una omosessualista?
I nomi sono importanti. I nomi ci identificano. I nomi definiscono e, definendo, impongono dei limiti.
Perché definirci? E se proprio dobbiamo definirci, perché non provare a farlo in modo creativo? Creando nuovi termini, aperti, scevri da qualsiasi etichetta o falsi pregiudizi.
Sogno un mondo dove non esistano più femminismi e maschilismi ma movimenti fatti da persone per le persone, che si confrontino di volta in volta su tematiche sempre diverse. Sogno un mondo dove non si parli più né di uomini, né di donne ma di persone.
Questo non significa non riconoscere il passato e gli sforzi fatti fino adesso, questo non significa essere ingrati o sminuire tutti coloro che sono, sono stati e si sentono femministi. Significa liberarsi dai limiti imposti dalle definizioni per creare qualcosa di nuovo, con una propria identità, che riconosca il passato ma nel contempo se ne affranchi.
Io devo la mia libertà di essere umano e di donna a molte persone e molti movimenti, non solo femministi. Di tutti riconosco il merito. Ma non per questo mi devo definire come appartenente ad essi per poter progredire nelle mie conquiste. Anche quelle di donna.

La Nuova Era
Giorgia Vezzoli

Sono negli impeti di chi si dà voce
e non delega, non pospone, non spera,
ma si afferma.

Sono nel grido gioioso dell’umanità
stupita della propria bellezza.

Sono dove è la coscienza,
e dove questa si oppone all’interesse
di coloro che non per merito, non per coraggio,
né per illuminazione
furono assunti a governare questa civiltà
.

Sono nel desiderio di osare
e di ricercarsi oltre misura.

Sono dove ogni cosa è una e molteplice,
scomposta nelle differenze,
congiunta nel tendere unanimemente
alla dignità.

Sono nelle parole che non narrano di uomini,
né di donne
ma di anime generate dal medesimo palpito creativo
.

Io sono l’era dell’Incanto.

E con gli sguardi di chi mi percepisce
investo la disattenzione di chi non mi crede possibile
.

RIDIAMARO

Il capitalismo spiegato a Peppino (da Totò)

..
FONZIE

Un sacerdote genovese va in gita in Israele e rimane sorpreso quando gli chiedono un prezzo esorbitante per essere traghettato attraverso il lago Tiberiade. Mentre si allontana gli sentono dire: “Non è un miracolo che Gesù ci sia passato a piedi!”.
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Copio un post di aprileonline

    Perchè non ricordare anche il memorabile outing dell’on. Violante alla Camera nel 2003: […] “l’on. Berlusconi sa per certo che gli è stata data garanzia piena, non adesso ma nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di Governo. Lo sa, lo sa lui e l’on. Letta. Comunque a parte questo la questione qui è un’altra: voi ci avete accusato di regime nonostante, ripeto, non avessimo fatto il conflitto d’interessi, avessimo dichiarato eleggibile Silvio Berlusconi nonostante le concessioni, nonostante avessimo aumentato il fatturato di MEDIASET di 25 volte” […] [link: http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y&feature=related ] Poi ci possiamo aggiungere i “ritorni di memoria” a 17 anni di distanza circa la trattativa tra Stato e mafia dell’allora Presidente della commissione antimafia Violante
    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/deposizione-violante/deposizione-violante.html Per non parlare delle ampie aperture in tema di giustizia nei confronti dei vari governi Berlusconi (con una semplice ricerca in rete il numero di articoli a riguardo è elevato).

    Silvio Salvemini

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 7, 2009 @ 6:41 pm | Rispondi

  2. La manifestazione di sabato dimotra che se IL paese vuole andare avanti e uscire dal letamaio dobbiamo credere in noi stessi.

    Bersani?! Di cosa ti stupisci? E’ il cameriere di dalema. Un altro che insieme a berlusconi va defenestrato. IO, personalmente, lo legherei mani e piedi e lo butterei sull’icarus, la sua barca, e lo manderei al largo…..sorrido.

    CIA o Viviana

    Paolo

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 7, 2009 @ 7:33 pm | Rispondi

  3. E’ in atto una nuova MASADA come il nome del TUO sito, dove però i guerrieri che difendono lo STATO di DIRITTO dalla degenerazione partitica e da uno STATO totalizzante sono tanti giovani “puliti”; figli e nipoti che sono la nostra Carne e il nostro Sangue, ai quali la nostra furba ma malata “complicità” ma anche una grande “ignoranza” civica e politica ha riservato un futuro “amaro” e molto, molto difficile !!!

    Bene hanno fatto i promotori del “NO B. DAY”, a scegliere il colore VIOLA; che come NOI sappiamo è il colore della SPIRITUALITA’ e del terzo OCCHIO, ma ho scoperto anche della rigenerazione degli IDEALI !!!

    Quelli ideali che ancora animano uno come Gioacchino GENCHI, che ieri sera in Friuli Venezia Giulia ha presentato un ponderoso libro dal titolo “Il caso GENCHI”; un condensato di retroscene, intrighi e di “inciuci” politici che tutti gli amanti della LIBERTA’ e della GIUSTIZIA dovrebbero leggere per far aprire gli occhi ai tanti “cechi” politici che popolano questo nostro bellissimo ma disgraziato PAESE !!!

    Ora come sempre con stima e cordialità,
    ti saluto caramente

    SDEI

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 7, 2009 @ 10:54 pm | Rispondi

  4. Lungi da me fare l’elogio di Rifondazione …

    Però mi sembra giusto dire che, al pari dell’Italia dei Valori, ha partecipato ufficialmente ed ha fornito una parte dei pulmanns arrivati da fuori Roma nonchè l’allestimento del palco ….

    Una volta detto doverosamente questo, ritengo però che nè Rifondazione nè l’ IdV erano minimamente “gli organizzatori” della manifestazione e che anzi un certo esagerato sventolio di bandiere di tutti e due i partiti mi è parso decisamente fuori luogo …. e mi ha dato un senso di “vecchio” rispetto alla freschezza ed alla originalità dell’intera iniziativa ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 7, 2009 @ 11:02 pm | Rispondi

  5. Il colore viola è il titolo di un film di Spielberg

    Il colore viola è il titolo di un libro di Alice Walker. Bellissimo

    Commento di il lupo — dicembre 13, 2009 @ 4:03 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: