Nuovo Masada

dicembre 1, 2009

MASADA n° 1042. 1-12-2009. Attacco a Berlusconi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:11 am

La mafia attacca Berlusconi, ha fregato anche lei – Così scriveva la Padania – Lettera del direttore della Luiss : figlio mio, lascia questo paese – Rubbia e l’orrore nucleare – Le donne non piacciono al Pd – Sirene o balene – Missili e campanili – Raddoppio di coca e eroina

Io vi odio a voi umani
Formamentis

…tira una brutta aria, si parla troppo di processi e troppo poco di riforme, potrebbe essere che cade il governo e potremmo approfittare del generale clima di anarchia per fondare un impero pansessuale (la linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale, verso i pompini).
Formamentis
..
Attacco a Berlusconi
Viviana Vivarelli

Malgrado la costante distruzione della giustizia e le depenalizzazioni a raffica di tutto quello che può minacciarlo, i crimini di B lo incalzano e il premier non riesce a neutralizzare gli attacchi delle procure. Ora arriva l’attacco più acuto e per crimini orribili: collusione mafiosa al punto da essere il mandante delle stragi del 93.

Non abbiamo fatto in tempo a insinuare che B avrebbe depenalizzato la mafia che arriva il suo ordine perentorio di depenalizzare la collusione per concorso esterno mafioso. E con tanto scempio della giustizia qualcuno ha anche la faccia di dire che non è vero che B stravolge la giustizia a suo vantaggio e continua a tenere il paese attaccato al capestro dei suoi processi.
Qualcuno ha anche la faccia di dire che Spatuzza non è affidabile.
Vorrei ricordare che persino per dare il voto al Pdl al famigerato indulto di Prodi, B chiese in modo tassativo che comprendesse il reato di voto con scambio mafioso e ci meravigliammo perché il reato non esiste. Era un indulto preventivo.
Ora questo nuovo orrore: depenalizzare la collusione mafiosa, che è l’unico modo di incastrare un politico che si è venduto alla maggiore associazione criminale del nostro paese e indica che ci fa sporchi affari insieme.
E su questo tentativo che più sozzo non si può crolla tutto il trionfalismo di ieri con le testate che tripudiavano perché il procuratore
di Firenze asseriva che al momento B non era ancora iscritto a registro per mafia!
Altro che dire che Spatuzza è un teste inattendibile!
Queste è la fifa boia di uno che si sente assalito dal proprio passato e dai propri crimini!
E Spatuzza non è un teste da poco!
Spatuzza dice senza mezzi termini che Cosa Nostra aveva trovato in B e Dell’Utri referenti diretti.
E attribuisce alla loro regia le stragi spaventose del 93. Sui due cade l’accusa terrificante di mandanti di strage.
E se a voi sembrano bruscolini! Vogliamo che B depenalizzi anche le stragi?
Che la legge per depenalizzare il concorso esterno in associazione mafiosa sia affidata a dell’Utri è una vera ciliegina. Chi potrebbe farla meglio di uno già condannato a 9 anni per collusione mafiosa? Non più una lex ad personam, ma ad personas.
Questo reato fu voluto da Falcone. Lo si vuole sotterrare insieme a Falcone
Si vuole sancire la vittoria della mafia sullo Stato. Noi vogliamo questo?

B trema e cerca con tutte le sue forze di sotterrare la nuova spada di Damocle che si chiama 11531/09-2, il procedimento penale della procura antimafia di Firenze.
La caduta del Lodo Alfano ha fatto riprendere il processo Mills sulla corruzione, ormai assodata di B, dell’avv. Mills per fargli testimoniare il falso su fondi di B sottratti al fisco con truffa, e a Torino la Corte d’Appello di Palermo in trasferta ascolterà il boss pentito Gaspare Spatuzza nel 2° grado del processo di Dell’Utri per collusione mafiosa, dopo la condanna in 1° grado a 9 anni di carcere.
Qualcuno ha osato insinuare che i pentiti non sono sempre credibili. Sia pure, ma qui non abbiamo un pentito quaquaraquà. Spatuzza è un n° 1 della mafia, non un cafoncello qualsiasi, era reggente del mandamento di Brancaccio tra il 95-97, killer di don Puglisi, autore delle stragi del 93 (Roma-Milano-Firenze). Spatuzza sta nei quadri mafiosi alti e quel che dice va al cuore stesso della mafia. E lo dice con l’appoggio della mafia che non lo considera un traditore, e questo per B è gravissimo, perché la sua confessione rientra allora in un disegno concordato della mafia che scarica B e lo getta nella merda. Punto delicatissimo che mostra come mai anche la mafia di B non ne voglia più sapere ritenendolo bruciato.
Il processo di Palermo contro Dell’Utri per associazione mafiosa è stato spostato per motivi di sicurezza a Torino, e il Pm Gatto ha chiesto di interrogare Spatuzza.
Costui sta parlando da 14 mesi e ha riempito centinaia di pagine. Racconta che la mafia nel 93 aveva trovato in B e dell’Utri dei referenti affidabili diretti senza mediatori. E che i Graviano aveva messo per loro le bombe a Firenze, Milano e Roma e aveva trasferito i suoi capitali a Milano, sicuro di alta protezione politica.

Grazie al patto con B, dice Spatuzza, la mafia ha avuto il paese in mano.
Le conferme alle dichiarazioni di Spatuzza sono arrivate da altri pentiti doc come Romeo e Grigoli. E i Graviano non trattano Spatuzza come un traditore, il che vuol dire che parla col loro consenso, che tutto ciò rientra in una strategia concordata di affossamento di B come traditore che non ha rispettato “il patto”. Ora l’attesa di B è spasmodica. E non sono le toghe rosse a minacciarlo ma proprio i suoi compagni di merende.
B sa tutto ma non sa cosa ci sia nel fascicolo n°11531/09-2 della procura fiorentina che prevede un registro degli indagati. Fu aperto anche nel 1998. Erano iscritti “Autore Uno” e “Autore Due”. L’ipotesi era concorso in strage. Le probabilità che quei numeri 1 e 2 siano lui e il suo sodale Dell’Utri è altissima.
Per questi due nomi che tutti capiscono benissimo ma che al momento il procuratore di Firenze nega, B alza un polverone, con i suoi giornali che fanno falso scoop e B che manda querele a raffica per impedire la diffusione della notizia e si dà assoluzioni a raffica, quando i giochi sono tutti da fare e lui si scaglia, in via preventiva, a depenalizzare il reato di collusione mafiosa, sapendo benissimo che se ancora l’accusa a B non c’è, tra poco ci sarà e che lui è il 1° indiziato, e se l’iscrizione a registro ora non c’è domani ci sarà, perché c’è dentro fino al collo. E quando il gatto si lava le zampe dal sangue del topo, vuol dire che quel sangue c’è stato e lui lo sa benissimo.
Che tutto questo sia chiamato “riforma complessiva della giustizia nell’interesse dei cittadini” è talmente vergognoso che ci chiediamo se chi continua a sostenere questi crimini si rende conto di cosa sta facendo e che si è messo dalla parte dei peggiori assassini esistenti.
..
Ora, due leggi ad personam a orologeria insieme non si può. E allora: prima il processo breve, così B si libera del processo Mills sulla truffa di Mediaset ai danni del fisco italiano, e subito dopo la depenalizzazione del concorso esterno in associazione mafiosa, per anticipare il processo futuro sulle stragi del 93. Così modo tutti i referenti politici della mafia, i Cosentino, i Cuffaro, gli Schifani, saranno depenalizzati di uno dei maggiori delitti esistenti in Italia: fare patti di sangue e spartizioni con la mafia. Dietro la collusione mafiosa stanno i voti siciliani al Pdl, il bacino elettorale succube che vota dietro ordine della mafia, i 61 seggi su 61. Ma dietro questo scandalo sanguinoso ci sono anche i voti dei leghisti, la connivenza tacita dei Violante, dei D’Alema, il bacio della Finocchiaro a Schifani, persino quel Franceschini che si allineava alla richiesta di B di un regime presidenziale forte a diretta elezione popolare che gli darà il potere supremo. E dietro c’è anche la vergognosa ritirata di Bersani che rifiuta di scendere in campo il 5 accanto a Di Pietro per chiedere le dimissioni di B. Rifiuta!!!
Anche se la stampa è stata intimidita o comprata, anche se in tv si sente parlare solo di musica e pittura, anche se B fa di tutto per imbavagliare il paese, e domani lo farà di più con le intercettazioni e il divieto della stampa di dare notizia dei processi, i capi di accusa su B sono talmente forti, talmente tremendi, da far tremare le vene ai polsi e da scivolare come un tam tam nel paese che accusa B come il maggior criminale italiano. Altro che la Noemi o le orge a Palazzo Grazioli! Qua si parla di stragi! Di mandante in stragi per destabilizzare il paese e mettere al potere un partito “dell’ordine”!

Era già da un po’ che nel Pdl si sussurrava che il reato di concorso esterno ad associazione mafiosa non esiste, ma il crimine esiste eccome, si vuole ora eliminare anche la possibilità di pensarlo? Lo sappiamo bene, lo sanno benissimo tutti, come in Sicilia e nel sud Italia e in Calabria o in Campania sono stati ottenuti i voti di B, non certo in virtù di opere a carattere sociale, acquedotti, posti di lavoro, cura del territorio, depuratori, strade o ferrovie, ma per un continuo scambio mafioso che da una parte mette voti e dall’altra leggi, indulti, silenzio sui cantieri, appalti, piano obiettivo, processi prescritti, sanità corrotta, e ora una nuova spudorata Cassa del mezzogiorno.
In realtà la mafia a B aveva chiesto ben altro: aveva chiesto di modificare il carcere duro del 416bis. E vedrete se B non arriverà anche quello! Resterà solo per i brigatisti, in un remaque del pericolo rosso! Alla faccia di Maroni che dovrà prendere e inghiottire l’ennesimo rospo, e non sarà poi la prima volta, visti i rospi che la Lega ha dovuto inghiottire in 14 anni e che avrebbero messo KO chiunque, salvo questi terroni del Nord, avidi di potere e di prebende e talmente implicati ormai negli scandali di B da fregarsene ampiamente dello stato italiano e anche del futuro della Padania, ormai pregni anch’essi di coca e pornostar e insediati benissimo in Roma ladrona.
Già si avanza “l’interpretazione autentica del 416bis in cui si precisa che non è possibile il concorso esterno perché già esiste il reato di assistenza agli associati, il 418 del codice penale”.
Insomma non c’è fine al peggio, fino ad arrivare a quella che è la summa berlusconiana: un presidente che decide ‘anno per anno’ cosa sia reato e cosa no, in base alla sua agenda del crimine. E perché non settimana per settimana?
E questa sarebbe la fine assoluta di ogni idea di giustizia. Possibile che i padani o il Pd non lo capiscano?
..
Le cose sono andate troppo avanti e non si può più giocare alla 3 tavolette.
Da troppe fonti (persino dalle polizie internazionali) appare chiaro che il misterioso e gigantesco patrimonio caduto dal cielo nelle mani dell’ignoto animatore turistico B (e su cui si è sempre rifiutato di dire l’origine) che gli permise di esibirsi come il costruttore di intere città satelliti di Milano provenissero dal riciclaggio dei patrimomi neri della mafia, la cui unica banca era la Banca Rasini in cui era funzionario il padre di B.
Che B a quel tempo non fosse sceso in politica è indifferente. Le cose si costruirono un po’ alla volta, via via che ci entrò il piano eversivo di Gelli e della P2 per il golpe dello Stato, e arrivò l’aiuto fattivo di Craxi con la formazione di un impero televisivo a fianco di quello edilizio.
Ma il patto con la mafia ci fu da subito, altrimenti B sarebbe rimasto un animatore da navi o sarebbe finito in qualche show televisivo
B era l’uomo di paglia che metteva il suo nome sul riciclaggio di patrimioni sporchi che prendevano la via dei cantieri, com’è tutt’ora uso della mafia, che ha messo le mani su ogni sorta di appalti, persino sul Ponte di Messina cominciando già la spartizione degli utili e alleandosi con la camorra e la ‘ndrangheta, e la mafia sarà bene insediata anche nell’affare delle centrali nucleari che promettono forti spartizioni
E che in questo riciclaggio compaiano i patrimoni sporchi della mafia mescolati al narcotraffico colombiano lo sapeva anche la Lega che, al tempo in cui era ancora contro B, commissionò una ricerca sulla polizia svizzera che disse bianco su nero che B era nell’affare.
Poi con Mangano, il tentato rapimento del figlio di B e l’incendio delle Upim siciliane, il patto di sangue fu rinforzato. B ci guadagnò quei voti che permisero la sua ascesa politica e la Lega e Fini fecero il resto, svendendo questo paese al crimine.
….
La Lega era l’ultima arrivata eppure in breve tempo fu in grado (ma il Pd mai?) di farsi interessanti dossier sui crimini di B e i suoi rapporti con la mafia perché quei rapporti ci furono “dal principio”, prima che B scendesse in campo e se scese in politica fu perché già si stavano addensando sul suo capo pesanti accuse di crimini e collusioni che lo avrebbero portato in galera. Lo rivelò persino Confalonieri che se B non si fosse difeso con lo scudo parlamentare sarebbe finito in carcere, dunque tutto il tormentone delle toghe rosse e della magistratura con uso politico dei processi è sempre stato una emerita balla. I processi c’erano da prima della discesa in campo, i reati c’erano da prima, e da prima ci fu la collusione con la mafia, il riciclaggio di denaro sporco e il tentativo di golpe.
B entra nell’edilizia con soldi riciclati dalla mafia nel 1962 (a 26 anni!). Ed entra nella P2, facendosi promotore del golpe di Licio Gelli nel 1978 (a 42 anni). Mangano staziona come emissario della mafia ad Arcore dal 73 al 76, presentato da Dell’Utri che tiene i collegamenti con Cosa Nostra e B è obbligato a tenerselo alla sua tavola anche se è un pluriassassino e se dalla sua villa organizza un sequestro di un ospite, il principe di Santagata, e un traffico ingente di cocaina che viene segnalato dalla polizia di Brugherio.
Buscetta e Contorno nel maxiprocesso di Palermo (86-87), lo indicarono come “uomo d’onore” appartenente a Cosa Nostra, nella famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (di cui aveva fatto parte lo stesso Buscetta).
La permanenza di Mangano era stata preceduta da un tentativo di rapimento di Piersilvio che aveva 5 anni (74). In seguito B scappò in Svizzera e in Spagna con la famiglia. Poi Mangano finì in carcere e ci fu la bomba contro una villa di B a mo’ di gentile avvertimento.
Nel 92 Borsellino disse che Mangano era una testa di ponte della mafia a nord.

Dopo esser scappato con la famiglia in Svizzera e in Spagna, si vede che B un accomodamento con la mafia lo trovò perché gli attacchi terminarono e i due andarono poi d’amore e d’accordo e al posto di bombe o rapimenti ci fu una valanga di voti.
Nel 2000 Mangano fu condannato all’ergastolo per aver assassinato due persone.
Morì di cancro poco dopo. Era in carcere da 5 anni per estorsione e traffico di droga.
Il pentito Salvatore Cancemi disse che la Fininvest, attraverso Marcello Dell’Utri e Mangano, pagò a Cosa Nostra 200 milioni di lire l’anno in base agli accordi presi con Cancemi.
Nel 2008 dell’Utri dichiarò in televisione che “Mangano era un eroe perché non aveva parlato”. Lo ripeté 28 minuti dopo. Il giorno dopo sempre in televisione B ripeté per la terza volta l’orrenda frase. Di chi Mangano non aveva parlato? Di B e del suo patto con la mafia? A chi erano dirette queste tre dichiarazioni pubbliche? Perché erano ripetute tre volte ? Per timore che il messaggio finisce inascoltato? Erano dirette alla mafia per far capire che di B si poteva ancora fidare?
Anche la P2 fu in diretto rapporto con la mafia siciliana e frequenti erano i viaggi di Gelli in Sicilia. I perversi scopi della mafia di dominio dell’intera Italia si sposavano benissimo col piano di tentativo di golpe piduista operato senza un attacco armato allo stato ma con infiltrazione di persone fidate all’interno delle istituzioni dello stato per lo svuotamento delle stesse, l’accentramento dei massimi poteri su una sola persona fidata, la rottura dell’equilibrio dei poteri costituzionali, l’asservimento della magistratura, l’imbrigliamento della stampa, la corrosione di tutti i diritti democratici, la fine della democrazia.
Ma la perversione massima del piano fu di essere realizzato col consenso tacito della sinistra, di quella sinistra collusa con veri criminali che oggi ritorna nella persona di Bersani e di personaggi ambigui come Violante.
Ecco perché il Pd non scende in piazza contro Berlusconi. Ecco perché da D’Alema a oggi una vera opposizione di sx non c’è mai stata.
..
Dino Colombo:

L’altro ieri il Procuratore di Firenze ‘smentisce’che ci siano avvisi di garanzia PER MAFIA in arrivo per Berlusconi e Dell’Utri.
La ‘stampa’ tutta spara a titoloni cubitali che quindi chi l’aveva detto si era sbagliato.
Naturalmente nessuno ha detto che il Procuratore di Firenze aveva anche aggiunto:
“Perchè sono in corso ulteriori accertamenti.” Pierluigi Vigna aggiunge, per chiarire quella ‘smentita’ quanto segue: «Se c’è di mezzo un reato di mafia l’indagato NON PUO’ SAPERE di essere indagato per tutelare la segretezza delle indagini…». E’ la logica del `doppio binario, spiega Vigna, che nel 93´, l’anno degli attentati mafiosi a Roma, Firenze, e Milano, era capo della procura di Firenze e coordinò l’inchiesta sui `mandanti occulti´ (poi archiviata nel `98) criptati all’epoca con i nomi di ´AutoreUno’ e `AutoreDue´. Vigna ebbe due colloqui investigativi con il futuro collaboratore Gaspare Spatuzza. E’ inutile che il presunto indagato chieda qual’è la sua posizione. Riceverà una risposta IN OGNI CASO NEGATIVA se si tratta di REATI DI MAFIA. E’ stabilito dal codice di procedura penale. E’ l’applicazione del cosiddetto `doppio binario´.
Se io, per esempio, sono indagato per truffa e faccio un’istanza alla Procura per sapere se sono indagato, mi devono rispondere dicendomi come stanno le cose. Per i reati di mafia, invece la legge prevede che LA RISPOSTA SIA COMUNQUE NEGATIVA per mantenere la riservatezza sulle indagini. E nemmeno la proroga delle indagini non viene notificata all’indagato». Il Procuratore di Firenze non poteva che dire: `Berlusconi e Dell’Utri non sono indagati´. E’ la legge a imporglielo.
Che informazione!
..
Dino Colombo segnala:
Ecco cosa scriveva La Padania nel 98.
“LA PADANIA”-2 Luglio 1998

La procura antimafia di Palermo: tramite Dell’Utri capitali illeciti per le holding del Cavaliere «Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca»
I legali del presidente di Forza Italia si oppongono alla perquisizione: è un parlamentare”
“PALERMO
La procura antimafia di Palermo sospetta che capitali di provenienza illecita siano finiti, tramite Marcello Dell’Utri, nelle holding di Silvio Berlusconi e ne vuole aprire i forzieri. Ma i legali del presidente di FI, Giuseppe De Luca ed Ennio Amodio, si oppongono al decreto di perquisizione, per le «prerogative riconosciute all’onorevole Berlusconi quale appartenente alla Camera dei Deputati». Dunque un invito a chiedere autorizzazione a Montecitorio. La Procura replica con «richiesta di esibizione e consegna di copia degli atti», motivata da improrogabili «esigenze processuali» nell’ambito dell’indagine per riciclaggio contro Dell’Utri. Il primo atto di questa schermaglia processuale è un decreto di perquisizione del 16 giugno. I pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo, titolari anche dell’indagine sull’ipotesi di concorso in riciclaggio contro Dell’Utri (parallela al processo per concorso esterno in fase dibattimentale) chiedono di acquisire copia dei documenti contabili di alcune società, le cosiddette “Holding”, che controllano l’intero capitale della Fininvest. In particolare, si chiede l’esibizione degli atti costitutivi, dei libri-soci e dei libri-giornale delle società: dalla “Holding Italiana prima” alla “Holding Italiana ventitreesima”. Sei giorni dopo, il 24 giugno, giunge a Palermo notifica di opposizione degli avvocati De Luca e Amodio. «Nelle holding – scrivono i legali – si trova concentrato il patrimonio personale dell’onorevole Berlusconi che costituisce punto di riferimento e strumento della sua…

“«Nelle holding – scrivono i legali – si trova concentrato il patrimonio personale dell’onorevole Berlusconi che costituisce punto di riferimento e strumento della sua attività imprenditoriale, come tale quindi protetto dalla tutela costituzionale accordata a tutti i rapporti riconducibili alla attività personale del cittadino investito di funzioni parlamentari». Gli avvocati invitano perciò la procura di Palermo a chiedere l’autorizzazione alla Camera per acquisire le informazioni richieste su ventidue delle Holding citate nel provvedimento, quelle detenute «direttamente o indirettamente dall’onorevole Berlusconi». Via libera, invece, per la “Holding Italiana Ventitreesima” che fa capo, spiegano i legali, «ad altre persone della stessa famiglia» non coperte dalla tutela accordata ai parlamentari. La Procura replica allora rinnovando la richiesta di esibizione degli atti che le interessano, motivandola con «esigenze processuali determinate dalla sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati ascritti a Marcello Dell’Utri». La Procura sostiene infatti che nell’acquisizione di “pacchetti film” da parte della società “Reteitalia spa”, negli anni ’70 e ’80, sarebbero confluiti capitali illeciti”.
..
Il direttore generale della Luiss
Avremmo voluto che l’Italia fosse diversa e abbiamo fallito
“Figlio mio, lascia questo Paese”

PIER LUIGI CELLI

L’università La Sapienza di Roma
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato – per ragioni intuibili – con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)
..
Un paese normale
Viviana Vivarelli

In un paese normale B sarebbe in galera da tempo, da molto più di 15 anni e in politica non ci sarebbe arrivato mai perché in un paese normale i criminali non arrivano alla politica e non ci portano la mafia e i suoi interessi.
In un paese normale un csx che si rispetti o qualunque partito civile avrebbe sputato sangue prima di far scendere in politica un proprietario di media come B e si sarebbe limitato ad applicare la legge che già lo impediva, facendosi ammazzare prima di sorvolare sul conflitto di interessi e di regalargli le televisioni.
In un paese normale gente come Violante o D’Alema sarebbe portata a calci fino al confine e costretta a lasciare l’Italia per infamità e non ci sarebbe una Finocchiaro che va a baciare uno Schifani gioendo dell’elezione di un amico della camorra.
E uno che ha tentato di smartellare la Costituzione con una bicamerale sconcia come D’Alema sarebbe cacciato da ogni partito a calci in culo e non esisterebbero correnti dalemiane che continuano a impestare il paese.
E non sarebbe mai nato un pirla così cretino come Franceschini che nel suo programma ha messo fino all’ultimo che si doveva cambiare la repubblica parlamentare in una repubblica presidenziale forte a diretta elezione popolare.
In un paese normale nessuno di questi politici resisterebbe al suo posto un giorno di più ma sarebbero tutti cacciati per indegnità dagli stessi italiani.
In un paese normale un vile che non se la sente di tutelare la Costituzione come Napolitano sarebbe radiato a furor di popolo per occupazione abusiva di alta carica dello stato.
E non vedremmo mai al potere il razzismo becero della Lega e i crimini di B.
Ma un paese normale non resterebbe nemmeno ancorato al Medioevo per far piacere a un papa e alla sua cricca e Cristo non sarebbe pretetso per primazie e crociate.
Ma in un paese normale non ci sarebbero gli italiani che ci ritroviamo, affogati nell’immoralità, nell’egoismo e nell’aridità morale più devastanti.
..
Rubbia: “L’errore nucleare
Il futuro è nel sole” (sunto)
ELENA DUSI

Rubbia dice che “Occorre guardare in una direzione diversa dal nucleare. Con i combustibili fossili abbiamo grossi problemi ambientali e col nucleare, troviamo le stesse difficoltà irrisolte del passato. La strada giusta è il solare, che cresce del 40% ogni anno contro gli ostacoli. L’Italia lo ignora ma avanzano nel solare Spagna, Cile, Messico, Cina, India, Germania e Stati Uniti.”
Rubbia lo dice con amarezza. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Oggi Rubbia è a Roma, con un’affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra “Astri e Particelle”, al Palazzo delle Esposizioni, e che in un mese ha già raccolto 34mila visitatori. Il solare è la via del futuro ma B e Scajola vogliono in nucleare. Dice Rubbia:
“Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si sa che per realizzare una centrale occorrono almeno 10 anni? E che 4 o 8 centrali non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di 50 impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, è difficile anche solo discutere del nucleare italiano”.
Rubbia è il padre del solare italiano poi rifiutato dal governo e presso Siracusa c’è la prima centrale in costruzione.
“Non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche Obama, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L’unico dubbio ormai non è se l’energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi”.
“Il solare termodinamico è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole anche per quando il sole non c’è. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici – a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici – sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo”.
Si è cominciato anche a costruire centrali solari nei deserti. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l’estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo”.
..
Le donne non piacciono al PD?
Giancarla Codrignani

Ci era stato raccontato che nello statuto del Partito Democratico stava scritto che gli incarichi ufficiali dovevano seguire la regola del 50/50. Coerente è stata la nomina di una presidente (Bindi), di un segretario (Bersani), di un uomo e una donna come vicepresidenti (Sereni e Scalfarotto). Anche la segreteria “sembra” rigorosamente paritaria: 6 a 6 (con un coordinatore uomo!). Uomo anche il tesoriere. Poi, la frana. Commissione di garanzia: 2 donne e 7 uomini; Segreterie regionali: 2 donne e 19 uomini; Presidenze dei forum: 3 donne e 19 uomini….. Diranno che lo statuto consente queste (s)proporzioni e sarà vero, ma non è così che si onora quella democrazia “che comprende le donne” e che fa sì che in molte desiderino partecipare. Infatti ci si rinfaccia che è difficile trovare nomi femminili da mettere nelle liste elettorali perché le donne “si negano”: evidentemente dovremmo essere così stupide da fare le seconde parti in perdita.
Anche a livello locale le cose tornano al gioco dell’oca: nel Coordinamento regionale dell’Emilia ci sono 2 donne e 9 uomini, nell’Esecutivo su 17 membri le donne sono 7, mentre dei 4 invitati permanenti una sola è femmina. Congratulazioni! e auguri per le elezioni provinciali e dei Circoli
D’altra parte in Europa non va meglio (anche se là nessuno ha impegnato gli statuti). L’Unità il 25 novembre ha intitolato “L’onda rosa arriva a Strasburgo”, per dire che la Commissione europea risulta composta di ben 9 donne e 13 uomini. Ma le tre precedenti commissarie, certe che le cose si mettevano male, hanno dovuto denunciare pubblicamente che “l’Europa non può permettersi di usare solo i talenti, le idee e le esperienze di metà dei cittadini”.
Il principio maggioritario sarebbe la regola aurea delle democrazie. Per il rapporto uomo/donna non si dovrebbero dare problemi: ovunque in Europa le donne sono almeno il 51% degli elettorati. La minoranza!

domani.arcoiris.tv/?p=3000
..
La crisi economica raddoppia la droga: coca ed eroina per dimenticare
Carlo Ruta

Raddoppiano le morti per overdose, raddoppia l’hashish a Milano. Stati Uniti ed Europa, coscienze della democrazia, guidano il consumo del mondo (sunto)

Dalle statistiche dell’ultimo decennio risulta che nei paesi tradizionalmente più ricchi, l’Europa occidentale e gli Stati Uniti, la domanda di stupefacenti si è stabilizzata. E d è preoccupante visto che USA e Europa sono il 1°e il 2° mercato delle droghe del mondo.
La crisi economica alza i consumi di narcotici come di alcolici, soprattutto nelle aree sociali più colpite dal disagio, dallo stress, dal deficit di futuro. E sarà peggio il prossimo anno.
In Abruzzo i morti di overdose nel 2008 sono raddoppiati.
Gli elettrocardiogramma sospetti in grado di segnalare l’uso di sostanze stupefacenti, negli ultimi due anni sono aumentati del 50%, con un forte rialzo proprio nel 2008, parallelamente al crollo delle borse. Lo stesso esce dai sequestri di narcotici.
A Milano i sequestri di hashish nel 2008 sono raddoppiati e quelli di cocaina decuplicati. Segnali analoghi si avvertono poi in altri paesi.
In Francia, il giro d’affari presunto del narcotraffico ha raggiunto la cifra record di 2 miliardi di €, soprattutto hashish. E anche qui i sequestri sono aumentati.
Riprende quota l’eroina, dopo un declino di decenni.
In Inghilterra c’è un’emergenza che evoca gli anni trenta americani. La crisi economica sta portando a una esplosione di traffici clandestini retti da gruppi britannici e internazionali, con un giro d’affari record di 30 miliardi di sterline, di cui 17,5 legati al mercato delle droghe. E una situazione ancora più mossa si registra in Spagna. I narcotrafficanti stanno introducendo pratiche inedite, come la vendita a domicilio. L’aria stessa di Madrid e Barcellona porta tracce di cocaina, anfetamine, oppiacei, cannabis e acido lisergico. I sequestri di droga toccato un record continentale, con le 9 tonnellate di cocaina colombiana recuperate in pieno Atlantico.
Proprio in questi anni di crisi, nell’Europa occidentale, capolinea appunto con gli USA del mercato mondiale di droghe, si stanno giocando partite importanti, tali da poter condizionare o perfino ridefinire gli assetti dell’intero traffico nei prossimi decenni. Tradizionalmente, l’Europa ha importanti porte d’accesso a est, legate all’eroina e agli oppiacei in genere, oltre che alla cannabis e alle metamfetamine.
Le rotte fondamentali sono la balcanica e quella detta della Mezzaluna d’Oro che, negli ultimi due decenni, dopo il crollo dei regimi socialisti, hanno fatto la fortuna dei narcotrafficanti russi, ucraini, turchi, serbi, montenegrini.
Hanno peso e non solo in Italia le organizzazioni campane, pugliesi e calabresi.
C’è poi la rotta atlantica della cocaina, che dal Sudamerica si versa in Europa attraverso i porti di Lisbona, Malaga, Marsiglia, Genova e Sicilia, oltre che dagli scali aeroportuali delle maggiori città del continente.
Infine le porte di accesso mediterranee, lungo una linea che dalla Spagna si estende fino alla Grecia.
La cannabis viene dal Marocco, con un pulviscolo di piccoli spacciatori.
L’Africa, largamente conquistata dai narcos sudamericani, è uno snodo essenziale per rifornire il mercato europeo di cocaina al minimo di rischi, mentre i signori dell’oppio orientale hanno sperimentato con buoni esiti percorsi speculari, che dal Corno d’Africa risalgono verso il Mediterraneo.
Dalle correzioni del narcotraffico hanno continuato a beneficiare peraltro le mafie italiane, soprattutto campane e calabresi, che anno assunto quasi per intero la guida del business europeo.
La Spagna resta un importante terreno di contatto fra i narcos sudamericani, che vi possiedono basi e agganci logistici, e le mafie italiane, che hanno potuto servirsene fra l’altro per garantire ai capi più esposti lussuose latitanze.
La Spagna ha registrato nell’ultimo decennio il maggiore consumo di hashish in Europa e risulta ai primissimi posti, con l’Italia, riguardo ai consumi di cocaina. I guadagni sono da capogiro. Già nel 2004 i narcotici erano in grado di muovere annualmente oltre 7 miliardi di euro e oggi possono essere di più.
I narcos hanno potuto utilizzare un certo terreno sociale e politico.
La Spagna è una specie di terreno franco, un punto di cucitura del business fra tre continenti, un passaggio essenziale nel predominio che camorra campana e ‘ndragneta calabrese in Europa.
La strage di Duisburg in Germania nel 2007 in una pizzeria gestita da calabresi ha rivelato il livello di penetrazione, per nulla indifferente, che i clan di San Luca ecc hanno raggiunto in un paese che veniva considerato immune da influenze di mafia.
La giornalista Petra Reski può dire oggi, in Santa Mafia, che le cosche, con i loro traffici e la forza del contante, sono capaci di ingoiare la nazione tedesca.
Ed è sorto il movimento Mafia nein danke, cui hanno aderito centinaia di attività economiche.
La Germania, che nei decenni del dopoguerra era stata priva di serie emergenze criminali, è venuta a occupare un ruolo centrale nell’Europa dell’Unione, della moneta unica, dei finanziamenti a pioggia da nord a sud, e tanto più in quella del grande riciclaggio. Circondata da stati che hanno fissato regole assai duttili sulla circolazione di capitali, dall’Austria alla Svizzera, dal Belgio al Lussemburgo, pure dalla prospettiva delle economie illegali occupa in realtà una posizione strategica per poter interloquire con le grandi banche, le sedi dell’UE, le maggiori borse continentali. D’altronde, come i paesi anzidetti, manca di leggi assimilabili a quella, italiana, che prende il nome da Pio La Torre. Lo stato tedesco non consente di operare confische sulla base di indizi e sospetti, né considera reato l’associazione mafiosa, mentre giudica di poco conto l’associazione a delinquere. Si può dire allora che se per i narcotrafficanti italiani la Spagna ha costituito una postazione chiave sul piano della logistica, la Germania è andata configurandosi come una porta spalancata sui “paradisi” d’Europa, oltre che un “paradiso” essa stessa, per la custodia e l’impiego di ingenti patrimoni.
Interi pezzi di città, a Duisburg, a Berlino, a Dresda, a Francoforte, sono stati acquisiti da società ombra, impenetrabili, intangibili, dietro cui c’è l’ombra del narcotraffico.

domani.arcoiris.tv/?p=2599#more-2599
..
Di Pietro

Enrico Letta ha scoperto che B non è uno statista. Io lo sapevo negli anni di tangentopoli. Ora siamo alla fase 2: B non solo non è uno statista, ma è anche un poco di buono. Ci troviamo di fronte ad una persona coinvolta in diversi reati, dalla corruzione all’evasione fiscale, al falso in bilancio e, forse, anche qualcosa di più.
Letta afferma che “il Pd non cercherà scorciatoie” per far cadere il governo, ma seguirà “la strada maestra delle urne” “il Pd considera legittimo che, come ogni imputato, B si difenda nel processo”, e fin qui lo seguo, e “dal processo”, e qui mi perdo. E si perdono anche gli elettori. Difendersi “dai processi”, infatti, è quello che sta facendo senza tregua dal 1° giorno di legislatura e lo sta facendo a spese degli italiani. Il fatto che il 5 dicembre migliaia e migliaia di cittadini manifestino in tutta Italia e in molte città del mondo contro B, ad esempio, cos’è, una “scorciatoia?”.
Chiedere a questo premier di andare a testimoniare nei processi che lo vedono coinvolto o chiedergli di riferire in Parlamento piuttosto che a ‘Porta a Porta’, è una scorciatoia?
Se dovesse arrivare a B un avviso di garanzia per le stragi del ’93 dovrebbe difendersi “dal processo”, depenalizzando i reati ascrittigli, come ha già fatto sempre?
Urlare per difendere l’uso delle intercettazioni, o sussurrare che non passerà una sola legge ad personam, significa “non percorrere la strada maestra?”.
Battersi, notte e giorno, contro B in Parlamento e nelle piazze, non significa tentare “scorciatoie” per disarcionare B, ma evitare che l’Italia scivoli in un modello di repubblica sovietica che piace a pochi e umilia molti.
La strada “maestra” non può essere quella della solitudine dettata da complessi di primogenitura o da logiche separatiste, poiché sarebbe una strada senza sbocco.
Caro Enrico, se soltanto quest’uomo si facesse processare, secondo la legge, tu ed io non saremmo neanche qui a parlare di lui, se non con un pallottoliere per contare gli anni che dovrebbe scontare prima di tornarsene ad Arcore.
Questa maggioranza non è una maggioranza “di governo”, ma una maggioranza ricattata o complice. O quantomeno pilatesca, ridotta all’esecuzione dei voleri di una persona. La nostra democrazia ha trovato il suo punto debole nella XVI legislatura con questa maggioranza, andata al governo con certe promesse elettorali, salvo poi rimangiarsele mettendo in scacco il Paese. Ma quale strada maestra? Quale maggioranza?
Qui siamo trattati a “Pravda e manganello”, caro Enrico.
Spero di vederti il 5 dicembre, a Roma, al No B Day. Io e l’Italia dei valori ci saremo, anche con la pioggia, per ascoltare dal palco i lavoratori in cassa integrazione e i precari senza futuro. Così come saremo alla vostra manifestazione dell’11 e 12 dicembre. E’ il contatto con la gente che non bisogna mai perdere per non diventare dei “berluscones”: questa è la sola, ed unica, strada maestra, il resto è politichese da 4 soldi. Il 5 dicembre, a Roma, vedremo chi dei tuoi colleghi sta con la gente e chi si chiude nel bunker. Spero tu sia tra i primi.
..
Franco manda:
Missili e campanili
FRANCO CARDINI (La Stampa)
(Sunto)

Che qualche minareto avrebbe compromesso l’armonioso paesaggio svizzero, con i suoi laghi e i suoi pascoli, è lecito dubitare.
«Simboli del potere islamico?» Ma quale potere? Un campanile cattolico in Svezia significa forse che quel Paese è passato al papismo? I templi buddhisti di New York simboleggiano il passaggio degli States alla fede in Gautama Siddharta? E la monumentale sinagoga di Roma significa forse che la Città Eterna è in mano agli ebrei?
«Niente minareti se non c’è reciprocità», ha cristianamente sentenziato qualcuno. Ma di quale reciprocità si tratta? Di campanili cristiani molti Paesi musulmani abbondano: dalla Turchia alla Siria alla Giordania all’Egitto all’Algeria; e il fatto che il re dell’Arabia Saudita ne vieti la costruzione autorizza forse moralmente gli svizzeri a negare un minareto a una comunità musulmana fatta di turchi o di maghrebini, che col monarca wahabita non hanno proprio nulla a che fare?
Ma le moschee sono fonte d’inquinamento fondamentalista, proclama qualcun altro. Dal che s’inferisce che l’unico modo per controllare e contrastare il fondamentalismo sia quello di umiliare molte decine di migliaia di credenti rifiutando loro un simbolo di libertà religiosa. E’ arrivata a questo, la nostra regressione verso l’intolleranza?
Il risultato del referendum svizzero è un altro tassello nell’allarmante puzzle della perdita delle virtù di tolleranza e di ragionevolezza. La febbre grave, lo prova l’altro rifiuto svizzero al divieto di esportazione di armi e materiale bellico. Ma non era il popolo più pacifico d’Europa? Quello che non faceva mai guerre. E oggi non intende arrestare il commercio di morte! Le armi fanno male. Anche la droga fa male. Perché allora non facilitarne la vendita, come per le armi, magari con la scritta ”parare al prossimo fa male anche a te»?
C’è del metodo, in questa follia.
Chi oggi esulta per l’esito del doppio referendum svizzero può prendere il vecchio Charlton Eston, il grande esaltatore delle armi, quello che gode per La strage di Coulombine, a emblema del suo trionfo.
Ma qui arriva una notte fonda.
..
Sauro manda:

Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta :

QUEST’ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?’.

Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica, abbia risposto alla domanda in questi termini:
Egregi signori,
le balene sono sempre circondate da amici delfini, foche, umani curiosi. Hanno una vita sessuale molto vivace ed allevano dei cuccioli che allattano teneramente. Si divertono come pazze coi delfini e si strafogano di gamberetti. Nuotano tutto il giorno e scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mare di Barens o le barriere coralline della Polinesia. Cantano benissimo e registrano talvolta dei CD. Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da quasi tutti.
Le sirene non esistono.
Ma se esistessero farebbero la fila dagli psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della personalità: donna o pesce? Non avrebbero vita sessuale perché ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come farebbero) ?… non potrebbero fare neanche bambini. Sarebbero graziose è vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza che puzza di pesce? Non ci sono dubbi, io preferisco essere una balena.
P.S. In quest´epoca in cui i media ci mettono in testa che solo le magre sono belle, io preferisco un gelato con i miei figli, cenare con un uomo che mi piace, bere vino rosso con i miei amici. Noi donne prendiamo peso perché accumuliamo tanta di quella conoscenza che nella testa non ci sta più e si distribuisce in tutto il corpo.
Noi non siamo grasse, siamo enormemente colte!!!

RIDIAMARO : – )

Ellekappa
Pedaggio vaticano
Stop alla RU486: dopo il parere dell’AIFA ci vuole il parere del Ministero poi il parere di Bagnasco, la firma in calce della Binetti, la controfirma del gatto di Volontè e l’indulgenza del Papa. Forse anche un referendum da cui però saranno esclusi tutti i cittadini favorevoli alla pillola.
Il succo del provvedimento è così riassumibile: “Se queste zoccole vogliono abortire almeno che soffrano il più possibile.”
In cambio il Vaticano chiuderà entrambi gli occhi sui futuri festini con escort e/o trans di qualunque esponente politico del centrodestra.
Do ut des.
..
Viviana
Esultanza del becero razzismo padano alla notizia che 24 cantieri svizzeri su 26 sono contro le moschee.
I leghisti chiedono che nella bandiera italiana sia inserita una croce. Vogliono mettere al cesso anche quella?
La richiesta fa venire in mente la barzelletta di quel contadino padano rozzo e grezzo che entra in un negozio e chiede “Dammi una bandiera d’Italia gialla”.
Il negoziante dice: “La bandiera italiana non è gialla. E’ bianca, rossa e verde”
“Allora, dammela verde!”
..
spinoza.it
Secondo Repubblica il 20% di Mediaset sarebbe in mano alla mafia. Ed è la parte sana!

(Il 20% di Mediaset in mano alla mafia. Del resto le scalate azionarie richiedono tempo). Pronta la replica dell’azienda: “Il 20% di Mediaset non esiste”.

Berlusconi: “Strozzerei chi ha scritto La piovra”. Non gli ha fatto fare la prefazione.

“Strozzerei con le mie mani chi scrive di mafia”. Rispetto a Putin, lui almeno avvisa.

“Il mio governo si è distinto nella guerra alla mafia”. Specie nell’accoglienza dei rifugiati.

(Scoperta la verità su Mangano: era un ostaggio)

In effetti questo governo sta facendo molto per combattere la mafia. Apprezzabili soprattutto le tecniche di mimetismo.

(Da quando Berlusconi è al governo, la mafia non ha più compiuto stragi. Hanno usato tutto l’esplosivo per festeggiare)

Il premier: “Sono quello che ha fatto di più contro la mafia”. È indegno che si dimentichi di Andreotti.

Certo Berlusconi ha fatto molto contro la mafia. Ad esempio, scalzarla dal primo posto delle cose per cui ci sfottono all’estero.

Dell’Utri ribadisce: “Mangano è un eroe”. Vivere tutto quel tempo con Berlusconi non dev’essere facile.

(Berlusconi e Dell’Utri concordi nel definire Mangano “un eroe”. L’eroe dei due immondi)

Dell’Utri: “La mia difesa è che le accuse su di me non esistono”. A tenere l’arringa chiamerà Schopenhauer.

Secondo Dell’Utri il concorso esterno in associazione mafiosa non è un reato. E da quest’anno sarà abbinato alla Lotteria Italia.

(Ok, non è un reato. Dunque lui non è innocente)
..
Ellekappa
Sono pazzi questi leghisti
«II tricolore lo uso solo per pulirmi il culo»
(Bossi d’annata – 1997)

«Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana»
(Calderoli – 2009)

Evoluzione di un movimento: dalla fase anale alla fase costituzionale.
..
Formamentis
Piovono croci
«Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana», Roberto Castelli. Oh Gesù, manco fai più in tempo a voltare l’occhio. Ma di grazia, cosa c’entra la bandiera italiana coi padani, ma si facessero i cazzi loro, se la mettessero sulla loro di bandiere, se la vogliono, al posto del Sole delle Alpi. Cos’è questo improvviso interessamento al tricolore italiano quando già Bossi ci si voleva pulire il culo? Perché mancava della croce, si capisce, con la croce non avrebbe osato. Ma a chi la vuoi raccontare… e ci cuciono i santini sui cappotti, e sullo scudetto delle squadre di calcio un’immagine votiva di Santa Clotilde, protettrice delle gambe. Nemmeno ho voglia di farci del sarcasmo su questo paese dei cachi.
..
Who let the dogs out?
Ecco, avete fatto una cagnara per Bondi che si è portato il cane in treno e adesso Bondi, che è una persona buona e ragionevole, umilmente si scusa adducendo motivazioni implausibili: il cane non era suo, era della sua compagna, e comunque è disposto a sposarlo. Ma dico io, sali sul treno col cane, e non si può fare, vieni colto in castagna e per tua discolpa dichiari primo che non è tuo, secondo che è della tua compagna (colpa sua), terzo che presto convolerete a giuste nozze. Ma che carini, però, se proprio vogliamo essere pignoli, che cazzo c’entra? Ma sì, chissene, hai vinto tu: portati er cane, er gatto, chi ha scritto la piovra, la mucca e il barbagianni, fai quello che ti pare. Piuttosto, avete sentito che i fratelli Graviano hanno deciso di querelare Berlusconi perché il loro buon nome è stato infangato. E’ ovvio che quando si è agli inizi fatalmente si va a collidere con imprenditorucoli da quattro soldi disposti a tutto pur di emergere dalla malta, e dunque a me non mi pare proprio il caso di fare tutte queste mosse per il segreto di pulcinella. (un saluto a devotchka che almeno capisce il mio sarcasmo, resisti, non mollare).
..
Things have changed
Dice il Papa: anche Giesù era un migrante, sì, ma non ha mai preteso la cassa integrazione. Lo volevo vedere Giesù con un mutuo da pagare che scacciava le rate dal tempio, in Palestina, con il debito pubblico alle stelle dopo la sciagurata gestione Erode, a chiedere soldi a Ponzio Pilato, al governo centrale, a nome del partito della spesa. Chiediamocelo, come reagiremmo oggi se un palestinese venisse a proclamare il Regno dei Cieli? Io non sono molto pratico di regole d’ingaggio, ma lo scambierebbero per un kamikaze e gli sparerebbero a vista.
..
Settecentoventi case
Bondi ha pagato 3 milioni e mezzo di euro per portarsi il cane sulla Frecciarossa, siete solo degli ipocriti, voi non sapete cosa significhi amare gli animali. Anche Kubrick avrebbe fatto pazzie per i suoi cani, anche il cane di Hitler avrebbe fatto pazzie per Hitler. Troppo spesso ci dimentichiamo che i nostri amici a quattro zampe sono gli unici esseri viventi che ci vogliono veramente bene, senza secondi fini, almeno fino a quando gli riempite la ciotola, diversamente, per un biscottino passerebbero sul vostro cadavere. Ma non volevo parlare di questo, volevo parlare della bolla immobiliare del Dubai. Mi avevano offerto un appartamentino sulla punta della terza foglia di palma a partire da destra, come vicine di casa avrei avuto le Pussycat Dolls. Io non vedevo l’ora, avevo comprato anche una telecamera ad infrarossi, ma aihmé alla fine si sono sciolte e in più siamo già a dicembre e mi devono ancora ottobre, a questo punto non credo che ce la farò ad anticipare la caparra.

Le roi s’ennuie
Insomma, hanno tutto, hanno la maggioranza più solida degli ultimi 150 anni, hanno la Camera, hanno il Senato, hanno la volontà popolare, adesso qual è il problema? Andavano troppo bene, cinque anni tranquilli tranquilli senza nessuno che rompeva i maroni, e allora che fare per tenersi occupati da qui alla fine del mondo? Tutti i problemi erano già stati risolti, il paese funzionava con la precisione di un orologio svizzero, Di Pietro, Bersani, Franceschini una noia mortale, qualcosa bisognava inventarsi. E allora ci sono le forze del male e tra questi c’è anche Tremonti, è Tremonti il No Tav, il No Cav, il Sig. No, Tremonti sta a Berlusconi come Bertinotti stava a Romano Prodi, è un altro che rema contro. Non stiamo uscendo dalla crisi? E allora cacciali questi soldi, per Dio, c’è Brunetta con le sue riforme epocali che languono nei cassetti per mancanza di fondi e tu gli fai storie per un tornello in più o in meno? Giulio, lasciatelo dire, ci fai davvero una figura meschina. (Berlusconi lavora per costruire, altri disfano, la colpa è sempre di qualcun altro).
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. La lettera al figlio di Pier Luigi Celli rappresenta il sentimento più profondo della mia generazione o meglio di quella parte di generazione che era sicura di aver cambiato il mondo.
    Trasformandolo da un mondo conservatore fatto di ricchi imprenditori e potenti malfattori in un mondo libero in cui tutti erano uguali ed a tutti spettavano gli stessi diritti o quasi.
    Il nostro fallimento è risultato spaventosamente evidente con la vittoria di B.
    B rappresenta per questa parte della nostra generazione l’esatto contrario di ciò che avrebbe dovuto essere il futuro ideale, quello per il quale tutto si era fatto.
    In particolare un mondo dove le idee contassero molto più del denaro.
    Invece eccoci qui dove un sindaco torinese, che nasce dal mondo operaio, difende in simbiosi con il ministro , che non nasce dal mondo operaio, la privatizzazione dell’acqua.
    Il risultato ad oggi per noi è ovviamente disastroso ed inaccettabile.
    Ecco il sentimento triste di quella lettera, scritta ad un figlio dal quale ci si aspetta, per intercessione di un sognato DNA, un eroico rifiuto….”no io resto e combatto!!!!”
    Ecco le parole reali: “Caro figlio pur essendo stato un uomo importante , in realtà , sono un fallito non sono riuscito a cambiare nulla….perdonami”.
    Questa sensazione è la vera malattia che ci rode dentro, queste sono state le parole di Fabrizio De Andrè,… “non è servito a nulla”.
    Noi siamo le faccette tristi a cui fa riferimento il ministro che innova, e ci credo che siamo tristi, come si fa ad essere allegri con un ministro così? Ma non solo…
    Per esempio, quello che Celli ha scritto e che a lui hanno pubblicato sta scritto in centinaia di migliaia di interventi nei Blog di tutti i generi ed i tipi, scritto da persone a cui nulla verrà mai pubblicato e che come Celli probabilmente scrivono col cuore, scrivono bene…molto bene.
    Cosa devono fare queste migliaia di persone che non sono Celli?
    Mi sembra questa la domanda della lettera rivolta spero non solo al figlio.
    E la nostra risposta quale dovrebbe essere?
    Basta me ne vado….ho perso, ha vinto il mio contrario.
    Oppure “resto…sempre resto….fortissimamente resto”e continuo a credere che il mondo possa cambiare?

    Commento di ugo arcaini — dicembre 1, 2009 @ 2:42 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: