Nuovo Masada

novembre 28, 2009

MASADA n° 1042. 26-11-2009. La casta si assolve e impera

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:48 am

Il Senato vota il processo breve – B è accusato di essere il referente della mafia nelle stragi – Il ricatto della mafia su B si accresce – Accuse a Schifani di collusione con la camorra – Cosentino, il referente dei Casalesi, scagionato a prescindere – Aumenta di livello l’attacco del Governo alla Magistratura, ma Napolitano non la difende –Lo stato confusionale di Violante – Continua l’irreponsabilità del sistema finanziario e prepara altre bolle speculative – L’ultima frontiera della propaganda di stato – Obama non firma contro le mine antiuomo – Come il Pdl scardina la democrazia – Pillola del giorno dopo e RU486- Debiti pubblici record

Il senato ha votato il processo breve all’unanimità

Intanto che la casta si autoassolve le indagini sul premier diventano sempre più incalzanti

Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi
ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D’AVANZO
www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-conti/resa-conti.html
(sunto da Repubblica)

Un altro migliaio di pagine al processo di appello a Dell’Utri a Palermo. Un nuovo testimone dell’accusa – Gaspare Spatuzza – indica in B e Dell’Utri i suggeritori della campagna di stragi di 16 anni fa. L’intero fronte mafioso è minacciosamente in movimento. La mafia siciliana chiede il conto a B. Il peggio deve ancora venire. Al posto dello scontro politico è sempre più chiara la lotta tra famiglie mafiose. La famiglia Graviano di Brancaccio ritiene di essere stata venduta dopo le trattative degli anni 90 e vuole punire chi “non ha mantenuto gli impegni”.

Ci sono anche i messaggi di morte. A Schifani, siciliano di Palermo. E avvertimenti a Dell’Utri che lo spaventano molto.
E’ una resa dei conti tra Cosa Nostra e B. C’è stato un patto, B ha avuto troppo. Cosa nostra pensa di avere avuto troppo poco.
Risorgono i fantasmi del 93 con le sue stragi: Roma, via Fauro (14 maggio); Firenze, via Georgofili (27 maggio); Milano, via Palestro (27 luglio); Roma, S. Giorgio al Velabro e S. Giovanni in Laterano (28 luglio); Roma, stadio Olimpico (23 gennaio 1994), attentato per fortuna fallito.
Si annuncia una “verità” che può essere più distruttiva di una bomba. Per lo Stato, per chi governa il Paese.
Cosa nostra siciliana è la famiglia dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano di Brancaccio a Palermo, i Corleonesi di Riina e Bagarella, i Trapanesi di Matteo Messina Denaro (latitante). Lo “stato maggiore” è in carcere. Restano in libertà piccoli boss senza influenza e senza affari. Non va bene.
Cosa nostra è una lotta tra famiglie, non un’associazione (Giovanni Bontate che, in un’aula di tribunale, usò con leggerezza il noi fu fatto secco appena libero).
Cosa nostra ha fatto con B e Dell’Utri un patto 16 anni fa, insieme hanno gestito le stragi per destabilizzare il paese e portare al potere ‘il partito dell’ordine’, strumentalizzando la sicurezza, indebolendo la magistratura, indulti, processi intralciati, ceto politico disponibile al compromesso con gli interessi mafiosi. Ma questi interessi non sono stati rispettati e chi non è stato ai patti deve essere punito.
Per questo arriva il 4 dicembre la confessione di Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, nel processo di appello contro Dell’Utri, già condannato a 9 anni per collusione mafiosa.
E’ l’inizio della resa dei conti dei fratelli Graviano.
Si noti che non si colpisce Maroni che si vanta di arrestare 8 mafiosi al giorno, ma chi ha tradito, cioè Berlusconi.
Così i pentiti parlano in 4 procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo, Milano). Dicono come nacque l’idea delle stragi che non “avevano il dna di Cosa Nostra” e “si portarono dietro quei morti innocenti”. Indicano l'”accordo politico” che le comandò. I nomi di Berlusconi e Dell’Utri sono sempre lì.
Salvatore Grigoli: “Mi fu detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c’era un politico che indicava gli obiettivi. Quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis. Quando B [è] stato presidente del Consiglio per la prima volta, nell’organizzazione erano tutti contenti, perché si stava muovendo nel senso desiderato e [si disse] che la proroga del 41 bis era stata solo per ‘finta in modo da eliminarlo del tutto alla scadenza”.
Lo strano di questi pentiti è che nessuno li considera dei traditori, degli infami, sono rispettati. Non era mai capitato.
Gaspare Spatuzza: “Ho gioito per Capaci perché Falcone rappresentava un nemico per Cosa Nostra… ma il nostro malessere inizia nel momento in cui ci spingiamo oltre (…) su Firenze, Roma, Milano…”.
Vittorio Tutino accetta di essere interrogato dai Pm di Caltanissetta. Parla ma il suo verbale deve essere troppo interessante perché viene secretato.
I fratelli Graviano sono i più vicini a Riina. Hanno progettato la strage – per fortuna evitata per un inghippo nell’esplosivo – di un centinaio di carabinieri all’Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da 15 anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere hanno curato l’educazione dei loro figli nei migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sono stanchi di aspettare. Alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, aveva detto: “Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”. La frase è eloquente. C’è un accordo. Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l’impegno. Per rivalsa si può denunciare alla magistratura questo accordo e svelare le responsabilità del politico che si è tirato indietro. Accusarlo non è “un’infamia.
Questi “pentiti” non sono maledetti da chi, in teoria, stanno tradendo. Ricevono attestati di solidarietà, segnali di rispetto, addirittura cenni di condivisione. Stranamente oggi chi offre piena collaborazione alla magistratura ha l’approvazione di chi governa la famiglia.
Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di 1° grado contro Dell’Utri.
Dice Spatuzza: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio.
È anomalo. “Se a Milano si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile”.
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ASSEDI
Viviana Vivarelli

B è sotto due assedi: la magistratura e la mafia. E’ come una belva accerchiata.
Dichiara che nessuno lo può ricattare. E che andrà avanti a ogni costo.
Non può far altro. Salvo che non si pieghi ad andarsene dall’Italia e a curare il suo immenso patrimonio altrove (di qui forse i suoi affrettati contatti con Putin, Erdogan, Gheddafi e gli emirati arabi). Ma il centro del suo massimo potere è l’Italia e dovrà trovarsi proprio allo stremo per scappare. In caso contrario lotterà fino alla fine. La mafia non si è ritenuta pagata nemmeno con lo scudo fiscale, nemmeno col processo breve che i delitti di mafia li esclude irritandola, anche se qualche industriale (vedi la Todino) ha cercato di includere anche quelli, e il 41 bis resta lì insopportabile, con persino qualche elemento di estrema sx che vorrebbe toglierlo perché punisce i prigionieri politici, indifferente alle ripercussioni mafiose.
Qui occorrerebbe una opposizione durissima che lo incalzasse senza pietà e invece c’è un Casini che gli ridarebbe il Lodo Alfano, un Bersani stanco e piegato che rifiuta persino di scendere in piazza, un Violante pronto a qualunque inciucio confusionale, un D’Alema con cui gli inciuci sono di casa e soprattutto, disgraziatamente, una parte cospiscua di elettori che continua a credere all’innocenza del premier ormai contro ogni evidenza, insieme a una chiesa che è prontissima ad attaccare i poveri cristi, ma lentissima a prendere una posizione politica favorevole alla democrazia.
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La proposta di Sartori è bella e semplice:

ogni parlamentare inquisito scelga pure
-o di presentarsi al processo
-o di scegliere l’immunità e di continuare a lavorare tranquillo, ma non si possa ripresentare ad elezioni finché il suo procedimento giudiziario non è stato chiuso.

Si capisce perché a un uomo così lineare e intelligente non è mai stato proposto un Ministero.

Il problema è che col processo breve al massimo un politico potrebbe essere processato per due anni per poi tornare assolto e incensurato, ai suoi traffici, ma questi s-politici che abbiamo sono così attaccati al potere che nemmeno un giorno lo vorrebbero lasciare con alle spalle una muta di contendenti famelici pronti a prendere il loro posto.
Questi che a noi sembrano assenteisti fannulloni sbragati alla Brunetta imperiale sono, nelle loro oscure retrovie, degli intrallazzoni megagalattici, che non fanno che ordire trame e adescare clienti ed elettori e patteggiare scambi illeciti o pruriginosi.
E per nostra sventura non hanno nemmeno un anno sabbatico, come invece i professori universitari, così che a turno, ci possano far respirare un po’ un’aria meno inquinata.

Viviana Vivarelli
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Serve una nuova marcia su Roma…per instaurare un nuovo tipo di regime: la Democrazia
Mitia
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Lo stato confusionale di Violante
Viviana Vivarelli

Quando Violante parla in quel modo spreciso e un po’ ansioso di chi è stato sorpreso dal terremoto in mutande e ha dimenticato il gatto, suona un campanello d’allarme, e l’unica cosa che ci si augura su questo nuovo responsabile delle Riforme del nuovo Pd di Bersani è che riformi se stesso, oscurandosi del tutto.
Intanto è come andasse in giro con un cartello appeso al collo dove c’è scritto: “Ma come, Berlusconi, ti abbiamo regalato le televisioni…!?” Poi dietro porta appeso un altro cartello “I repubblichini sono da onorare come i partigiani”, che già con due cartelli così uno esce dalla storia e si tira lo sciacquone. Ma Violante è come la frittura vecchia, si ripropone.
Così, allibiti, e già in fase di vomito per le battute di Cota e Alfano, abbiamo ascoltato la mummia confusa, mentre fioccavano battute da neuro, tipo Alfano che dava numeretti allegri sui processi andati a male, Casini che proponeva un audace Scudo Berlusconi, Cota che vaneggiava sugli extracomunitari dando con gli occhi pene di morte da strage.
Quelli di stomaco debole qui hanno ceduto.
I masochisti sono arrivati alla frase violantesca fatidica: “Legalità e democrazia son cose diverse”. Mavalà! La legalità al soglio e la democrazia al mercatino?
Violante ha tentato di spiegare qualcosa di indecifrabile: “Ci sono processi che impediscono a Berlusconi di governare”. Ma dove? Negli emirati arabi?
E ha proseguito come una frana fatale: “Occorre abolire i processi ai politici. Allargando a tutti i reati, anche prima o fuori delle funzioni, l’immunità totale “. Non solo per quel che uno dice e per come vota, ma anche se ruba, truffa, evade, stupra, ammazza, corrompe, mafia.
A questo punto la verità si è espressa con spaventosa chiarezza: Violante non ci fa, ci è. Violante dice che la legge è confusa qualche volta. A noi è apparso inoppugnabile che Violante sia confuso sempre.
E su questa opposizione da incapaci stendiamo pietosamente un velo.
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In banca scoppiano di soldi
Non ti danno interessi
Hanno tanta liquidità che a momenti non prendono neanche qui due spiccioli che hai
Non ti danno credito
Se ne infischiano se fino a ieri te lo hanno dato e se oggi, senza quello, muori
e, se, quando chiudi, chiudono milioni di famiglie
Non ci pensano nemmeno a moralizzare le loro regole

o a tassare i loro affari
Prepareranno un’altra bolla speculativa e poi un’altra e un’altra
come impazziti
Di te se ne fottono
Sono entrati in un mondo a parte dove giocano sfacciatamente tra loro e speculano e vincono e perdono e giocano e sono come impazziti
un matrix inesauribile e spaventoso
mentre i governi li guardano benevoli
come bambini folli
divertìti
e mentre il mondo reale muore

e quando le loro speculazioni portano profitti ti dicono che la crisi è finita
anche se la tua borsa è vuota
e il tuo posto di lavoro non ritorna
e quando non portano profitti ti dicono: Tu, Stato, fai fessi quei coglioni che governi e taglieggiali in modo da ripianare le nostre perdite, noi vinciamo e aumenta qualche milione di miseri nel mondo, sono come i cinesi i poveri, o le formiche, e chi se ne frega?
E i loro soci sono un centinaio di magnati che su queste speculazioni di Borsa si fanno i loro giochini preziosi
E tu guardi la Borsa che va su o che va giù, la sera, mentre mangi il caffellatte
e sospirando sogni una piccola linea rossa
che va su e giù

su e giù
E poi guardi i palazzi di cristallo di Bruxelles
e senti dire: che bello il trattato di Lisbona!
ma è sempre la piccola linea rossa
che va su e giù

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Dal Fatto Quotidiano
Se questo è uno Stato
di Antonio Padellaro

Tutti i soci di Schifani sono finiti in carcere come mafiosi, ma che fa?
È vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di mafiosi patentati (o non ancora definiti tali) ma era la sua professione.
E poi, i mafiosi qualcuno dovrà pure difenderli nelle aule di giustizia o no?
E’ vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di un costruttore palermitano poi risultato legato a Cosa Nostra, proprietario di un palazzone dove, forse non casualmente, andarono ad abitare alcuni tra i boss più sanguinari.
Ma lui che c’entra con le questioni di condominio?
Adesso esce fuori l’informativa Dia nella quale il pentito Gaspare Spatuzza sostiene di aver visto, nei primissimi anni Novanta, Renato Schifani, incontrare il boss Filippo Graviano.
Sì, quello successivamente condannato all’ergastolo per le stragi mafiose del ’92-‘93 e per l’omicidio di don Puglisi.
Legittimo che Renato Schifani difenda la sua onorabilità.
Altrettanto legittimo domandarsi, serenamente, se questi suoi, diciamo così, agitati trascorsi professionali lo mettano nella condizione più adatta a esercitare le funzioni di presidente del Senato, che è poi la seconda carica dello Stato.
Sappiamo che Schifani resterà tranquillamente al suo posto, circondato dalla calorosa solidarietà della maggioranza e forse anche di una parte dell’opposizione.
Noi però quella domanda continueremo a farla, immaginando di vivere in un paese normale.
Ma è un paese normale quello nel quale la casta dei parlamentari si autoassolve regolarmente anche di fronte alle accuse più gravi e infamanti?
Sempre ieri quello straordinario lavacro di ogni nequizia che è la Giunta per le autorizzazioni della Camera si è pronunciata contro la richiesta d’arresto dell’onorevole Cosentino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Il Pdl si è stretto attorno al sottosegretario mentre dall’opposizione si è levato alto il grido: che messaggio stiamo dando al paese?
Ce lo chiediamo anche noi mentre giungono notizie sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa di Totò Cuffaro, già presidente della regione Sicilia e serbatoio di voti dell’Udc.
Il partito alfiere del nuovo centro ispirato ai valori della legalità e della famiglia.
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Cosentino, il referente dei Casalesi
Viviana Vivarelli

Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per la scandalosa cogestione di politica e camorra sull’affare rifiuti in Campania.
Lo accusano da 13 anni 9 pentiti, che hanno fatto i nomi anche di Landolfi e di Bocchino. Cosentino è chiamato ‘il referente dei Casalesi’ e ciò non sarà a caso.
Cosentino avrebbe “contibuito con continuità e stabilità sin dagli anni 90 a rafforzare vertici e attività” del gruppo casalese Bidognetti-Schiavone, ricevendone puntuale sostegno elettorale quando si è presentato alle elezioni “divenendo consigliere provinciale di Caserta nel 90, consigliere regionale della Campania nel 95, deputato per FI nel 96 e quindi assumendo incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore di FI in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001″.
Secondo l’inchiesta “Ha garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali.. e assicurato il perpetuarsi delle dinamiche criminali economiche, per es. col rilascio delle certificazioni antimafia o attivandosi con prefetti o strutture del ministero dell’Interno per impedire lo scioglimento del Comune di Mondragone per infiltrazione mafiosa”. “Ha creato e cogestito monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa .. consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale e per diverse utilità”. “Tutto ciò rappresenta una “condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall’inizio degli anni Novanta e pedurante”.
I magistrati hanno impiegato 13 anni per raccogliere le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri alle accuse di 9 pentiti che hanno portato alla formulazione dell’accusa articolata e provata in 351 pagine. L’accusa è grave e il gip ha chiesto l’arresto. Ma per eseguirlo occorre l’autorizzazione a procedere del Parlamento.
La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera non legge nemmeno l’accusa, la cestina in due ore e nega la custodia cautelare. Pdl e Lega più un membro dell’Udc dicono No compatti all’arresto. Si adduce il fumus persecutionis “a priori”.
Eccezionalmente, vista la gravità del caso, hanno votato per l’autorizzazione a procedere il Pd con l’IdV. Divisa l’Udc, astenuto l’esponente dei radicali. L’autorizzazione viene negata. Il 10 dicembre l’autorizzazione sarà richiesta in aula.
I votanti No hanno dichiarato che “Negli atti non si evidenziano elementi sufficienti per sradicare Cosentino dal rapporto con i suoi elettori. Non ci sono riscontri oggettivi per l’arresto”. (In verità non si sono dati nemmeno il tempo di leggere l’accusa)
I votanti Sì ritengono che: “C’è l’obbligo del provvedimento, perché siamo in presenza di 416 – bis e la custodia cautelare in carcere è un atto obbligatorio. Durante il dibattito in Giunta sono emersi elementi di solidità e di gravità degli indizi a carico di Cosentino che hanno indotto il gip ad assumere questo tipo di provvedimento”.

Il radicale Maurizio Turco che si è astenuto ha detto: ““Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è un assurdo logico”. Poi ha espresso “dubbi sulla professionalità dei magistrati che hanno condotto l’inchiesta”.

Di Pietro: “L’assoluzione dell’on. Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. La casta si è nuovamente autoassolta. Ed è la conferma che la maggior parte di questo parlamento ritiene che la giustizia non deve essere uguale per tutti. Il voto di oggi è una beffa nei confronti dei cittadini onesti e un danno per le istituzioni. Un sottosegretario con delega al Cipe, organo economico che gestisce i soldi degli italiani non può e non deve rimanere a ricoprire quel ruolo, deve farsi giudicare come viene richiesto a tutti i semplici cittadini. I parlamentari che hanno protetto Cosentino si vergognino”.

Lupi: “«La reazione scomposta di Di Pietro dimostra non solo il suo scarso rispetto nei confronti del Parlamento ma anche che è necessaria una riforma della giustizia che ristabilisca le giuste distanze tra politica e magistratura».

Paolo Ferrero: “Vergognosa ed allarmante la negazione dell’autorizzazione a procedere nei confronti dell’onorevole Cosentino, sia perché mi pare sussistessero tutti i motivi perché l’arresto non apparisse persecutorio, sia perché affrontare con uno spirito di vendetta nei confronti della magistratura la discussione sulla riforma della giustizia significa andare verso uno scontro istituzionale grave”.

Claudio Fava di Sinistra e libertà: “La camorra ringrazia. E ringrazia anche Berlusconi. E’ questo è il Parlamento che gli si addice, con una maggioranza obbediente, senza inutili scatti di dignità”.

Così Cosentino è scampato all’arresto e resta candidato alla guida della Regione Campania per il cdx. Fini è contrario e molti nel cdx pensano che farebbe meglio a ritirarsi, ma B gli dà il suo appoggio. Se veramente Cosentino è legato alla camorra, il via libera di B è un via libera alla camorra.
Del resto se B ritirasse la sua candidatura ci chiederemmo come mai si è opposto al suo arresto. Per lo stesso motivo Casentino non se ne andrà dall’alto posto che occupa di sottosegretario all’Economia. L’opposizione lo ha chiesto con varie mozioni ma sono state tutte respinte.
A prescindere la Casta assolve se stessa.
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Commenti di bloggher:

La camorra ringrazia. Un cdx obbediente, senza inutili scatti di dignità Un Pdl pronto a garantire l’impunità dei suoi uomini, sempre e comunque. E ringrazia anche B. E’ questo è il Parlamento che gli si addice, con una maggioranza obbediente, senza inutili scatti di dignità. Una maggioranza di cdx pronta a garantire l’impunità dei propri uomini. Sempre e comunque.
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Ormai il palazzo di Montecitorio si avvia a diventare una casa circondariale facendo concorrenza a Regina Coeli.Nonostante ciò, 13 milioni di italiani applaudono festosi. Mi vengono conati di vomito. Una ragione in più per scendere in piazza il 5 Dicembre.
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Su 63 richieste di arresto nel corso degli anni il parlamento ne ha autorizzate solo 4. Il premier farebbe meglio a darsi una calmata invece di mettere il paese a ferro e fuoco per paura di finire in galera: non lo toccherà nessuno.
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La Lega ha votato compatta per non fare arrestare un camorrista. Vuol dire che la Lega sta facendo affari con i casalesi? O sono le prove generali per la gestione del grosso affare Expo? he he eh, caro leghista… Roma sarà ladrona, ma la Lega ci mangia bene. E i leghisti sono delle ottime forchette.
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Mariapia manda:

Quattro punti per scardinare la democrazia
il documento del Pdl

Presidenzialismo, riforma della magistratura, processo breve e lodo Alfano Costituzionale. Così Berlusconi ridisegna la democrazia. Ecco il documento ufficiale del Popolo della Libertà.

“Anche il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità.
Si tratta di una questione che è giunta ormai ad intaccare la natura stessa della democrazia, che si fonda cioé su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato. Questo equilibrio, che le diverse tradizioni politiche che contribuirono a scrivere la nostra Carta Costituzionale avevano cercato di garantire e di preservare, è completamente saltato, soprattutto dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica.
Cosicché l’Italia è l’unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità.
Questo problema non riguarda una sola persona o un solo partito ma la natura stessa della democrazia e la capacità di chi è investito di una responsabilità politica di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dell’intero Paese.

Per questo il Popolo della Libertà si sente impegnato a sostenere con forza in Parlamento

1. una riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell’azione dell’esecutivo, anche nell’ambito dell’elezione diretta del capo del governo e di un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento.

2. Nel contempo il Popolo della Libertà ritiene urgente una riforma della giustizia che ridisegni i rapporti fra i diversi poteri e ordini dello Stato, nel segno dell’equilibrio e della reciproca autonomia e indipendenza.

3. Nell’ambito di questa riforma complessiva della giustizia si pone anche l’opportunità di una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi, che rappresenta di fatto in Italia una pena aggiuntiva, giustamente condannata dalla Corte europea dei diritti.

4. Infine si è stabilito di riproporre in veste costituzionale il contenuto del Lodo Alfano”.

L’Ufficio di Presidenza ha dato mandato ai coordinatori nazionali di presentare entro la prossima settimana le proposte riguardanti i candidati alle prossime elezioni regionali.
Inoltre l’Ufficio di Presidenza ha dato incarico alla Consulta “Riforme e problemi dello Stato” di avviare “l’esame delle proposte relative alla questione della cittadinanza verificandone anche la sintonia con il programma di governo sottoposto agli elettori. Mentre ha ribadito che ogni ipotesi di voto ai non cittadini italiani è estranea al programma e alla linea politica del Popolo della Libertà”.

www.libertaegiustizia.it/
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Se (IF) di Rudyard Kipling

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell’attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall’odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l’insuccesso

trattando quei due impostori allo stesso modo;
se riuscirai a riascoltare la verità da te espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;
se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
e a perdere ed a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,

e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: «Tieni duro!»;
se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l’attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e – quel che è più – tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

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L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PROPAGANDA DI STATO
Nunzio Miccoli

Sulla stato dell’economia italiana si hanno continuamente, da parte di vari enti preposti, previsioni pessimistiche e contraddittorie che poi rimbalzano su Radio Apostolica Italiana, cioè la Rai, e gli altri mezzi d’informazione; le fonti che forniscono questi dati sono Ocse, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Confindustria, Banca d’Italia, Banca Centrale Europea e Istat.
I dati dell’Istat, che è un istituzione fortemente politicizzata, dove anche i sindacati hanno un peso ma non contribuiscono a fare chiarezza, servono per convincere gli italiani a lavorare di più, a reclamare di meno ed a rassegnarsi a pagare più tasse; anche la Banca Centrale Europea dà lezioni ai governi, per spingerli a certe scelte, inventandosi previsioni pluriennali su inflazione, occupazione e incremento dei redditi nazionali.
In generale, i giudizi delle istituzioni europee sono influenzati anche dal loro ruolo e dalla loro sede, perciò sono più fiscali verso l’Italia, che è sempre sotto tiro, che verso altri governi; i dati statistici di Confindustria aspirerebbero a ridurre anche la pressione fiscale a carico delle piccole imprese, ma purtroppo non ci riescono perché in Italia conta più l’Associazione bancaria; ormai si sa che i padroni delle banche sono anche padroni degli stati.
Ciò che è importante per i persuasori occulti, è dare al cittadino ed al lettore dei dati non veritieri che però hanno lo scopo di ottenere un comportamento dai sudditi; perciò, le statistiche false o fallaci sono l’ultima frontiera della propaganda di stato e delle sue istituzioni, queste statistiche si fanno con i numeri e, come la numerologia, pare che abbiano qualche cosa di magico e di profetico; purtroppo però, a consuntivo, risultano sempre sbagliate e, a preventivo, sono sempre contraddittorie.
Mentre lo stato tenta di addomesticare i sudditi con le statistiche false, le grande istituzioni non esercitano una vera attività di controllo, come vorrebbe la legge, infatti, la Banca d’Italia non ha mai operato per prevenire i dissesti bancari e la Consob rimase alla finestra anche nel disastro Parmalat; comunque, all’estero le cose non vanno diversamente, l’agenzia di rating Standard and Poor’s, che dà la pagella a stati e imprese, è finita sotto accusa da parte di Bruxelles perché sono troppe le sue valutazioni sbagliate, come quelle su Parmalat e Lehman Brothers.
Questa agenzia di rating aveva concesso valutazioni positive alla ditta Enron, prima che fallisse, aveva concesso valutazioni ottime anche alle istituzioni finanziarie che concedevano mutui, Fannie Mae e Freddie Mac; queste istituzioni avevano una tripla A, cioè il massimo valutativo. A causa del fallimento della Lehman Brothers, sono stati chiesti risarcimenti alla Standard end Poor’s, per aver fornito notizie errate sulla sua solvibilità; la Parmalat ha bruciato miliardi di risparmio di famiglie, senza segnali d’allarme da parte di questa società di rating.
Del resto, le società di revisione dei bilanci sono pagate bene dalla società che controllano e perciò, raramente hanno mandato segnali negativi sui loro controllati, altrimenti questi avrebbero cambiato società di revisione. Cosicché i numeri di bilancio sono taroccati e certificati dalle società di revisione, da notare che, con i loro indici a consuntivo, anche i bilanci rappresentano valori statistici.
La numerologia è un’altra fede coltivata nei sudditi, afferma che i numeri hanno un significato, studia in numeri perché crede che influenzino il nostro destino, condizionano presente e futuro e forniscono delle previsioni; oggi lo stato è diventato il supremo custode di questa pseudo-scienza, con il fine recondito di ingannare i sudditi contribuenti e ottenerne certi comportamenti. Le istituzione che ci danno questi numeri al lotto dipendono sempre dallo stato o hanno avuto il beneplacito dello stato.
Ha del miracoloso che tanti si affannino a prevedere quale sarà l’inflazione, il tasso di disoccupazione e l’incremento del reddito italiano nei prossimi anni; infatti, sono troppe le variabili da prevedere, tra cui alcune imponderabili, come guerre e terremoti, queste previsioni sono attendibili, cioè non hanno un riscontro a consuntivo, sono fallaci ma hanno una certificazione statale. I numeri manipolati possono essere magici, spingono a credere, obbedire, combattere, lavorare, pagare le tasse e, in definitiva, a rassegnarci.
Le statistiche che sostengono che la vita si allunga hanno fatto passare l’età normale della morte per durata media della vita, questa manipolazione serve ad allungare l’età della pensione ed a rendere l’Inps un’impresa economicamente piuù attiva; anche adesso ha un bilancio in attivo, dell’attivo, cioè dei contributi del lavoratori, si appropria lo stato.
Le statistiche sulla disoccupazione, che in Italia si sostiene sia più bassa che in Europa, sono inattendibili, perché in Italia lavora solo il 40% della popolazione, mentre in Alta Europa circa il 50%; in Italia tanti non s’iscrivono negli uffici collocamento perché non ricevono indennità di disoccupazione come nel nord Europa, perciò la disoccupazione risulta più bassa.
E’ difficile comparare i dati statistici di un paese con quelli di un altro paese, per le statistiche italiane, le prostitute non sono occupate, per quella americana sono occupate; è difficile paragonare la pressione fiscale di un paese con quella un altro paese, perché, per fare solo degli esempi, in certi paesi si paga il pedaggio autostradale e in altri no, in alcuni paesi si pagano tasse per la sanità e in altri no e quelli che pagano tasse per questo servizio non le pagano nella stessa misura.
A volte alcuni servizi pubblici sono pagati con imposte, alcune volte con tasse ed altre volte con tariffe; quindi quando si fanno raffronti con dati grezzi tra stati, magari per chiedere rassegnazione o altri sacrifici ai sudditi contribuenti, si fanno solo delle truffe; anche se, se se esistesse l’onestà e il solo spirito di servizio a muovere lo stato, questi dati potrebbero essere depurati e resi omogenei, ma gli stati non hanno questo interesse, perché devono ingannare, nell’interesse della governabilità, lo stato è un’impresa economica che deve rendere.
Un accenno va fatto ad esperti, accademici o tecnici che sui giornali e in televisione si affannano a propinarci questi numeri manipolati, lo fanno perché sono stati premiati dal sistema e guadagnano bene, come i medici che fanno propaganda alle medicine; la maggior parte di loro è consapevole dell’inganno ma sta al gioco, altri non si rendono conto e sciorinano numeri magici di cui si sentono schiavi.
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Mine antiuomo

Obama, insieme ad altri 14 capi di stato, ha rifiutato di firmare il patto internazionale contro le mine antiuomo, come fece Bush.
Magra consolazione il fatto che, anche se formalmente la firma non c’è, l’Amministrazione americana rispetta la sostanza del trattato, ha smesso di usare le mine antiuomo dal 1991, ha smesso di esportarle dal 1992 e ha sospeso la produzione dal 1997.
Al momento, non firmando, Obama si risparmia il problema di liberarsi dei 10 milioni di mine presenti nel suo arsenale, ugualmente il suo rifiuto è stato fortemente criticato e stride con quel Premio Nobel che sinora non ha meritato.
Le organizzazioni umanitarie sono rimaste offese dal suo rifiuto e segnalano il contrasto di Obama con la comunità internazionale e la stranezza di avergli dato il Nobel per la pace. Se questo era stato un gesto di incoraggiamento, Obama non lo ha raccolto.
Gli Stati Uniti si limiteranno a èartecipare come osservatori alla conferenza internazionale sulle mine che si terrà in Colombia e si segnalano come il più generoso contribuente allo sminamento, con oltre 1,5 miliardi di dollari versati dal 1993.
Il trattato internazionale contro le mine antiuomo è stato firmato da 156 paesi in tutto il mondo, ma non dalle maggiori potenze: Usa, Russia, Cina e India.
Le mine antiuomo hanno causato 5.197 morti lo scorso anno, un terzo dei quali bambini.
L’Italia è stata, fino ai primi anni 90, uno dei principali paesi produttori di mine terrestri e anti-uomo, vietate anche nel nostro paese dal 1994. Tra gli stati firmatari l’Italia mantiene però il primato del numero di mine conservate nei magazzini delle forze armate (4,8 milioni).
Le mine antiuomo ancora inesplose nel mondo superano i 100 milioni, in 68 paesi.
Se ne producono 10 milioni di nuove ogni anno. In Cambogia ci sono fra 4 e 7 milioni di mine e una persona su 236 è stata mutilata da una mina. Ci vorranno centinaia di anni per disinnescare le mine già presenti. Esse costituiscono una tragedia per moltissime generazioni future.

La marcia verso la civiltà è lenta, lentissima, qualche volta addirittura immobile.
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Rendiamo alla mafia ciò che abbiamo finto di prendere alla mafia
Giuseppe Giulietti

Sempre sulla linea di un governo che favorisce mafia e camorra, i patrimoni sequestrati saranno messi all’asta e non destinati ad uso pubblico, così la mafia potrà riacquistarli con prestanome e siccome nessuno oserà contrapporsi ad essa, li riprenderò anche a basso prezzo. Il Pdl ha provvidenzialmente già preparato una norma da votare nell’ennesima votazione di fiducia di mettere all’asta i beni e i terreni sequestrati a mafiosi e camorristi. Cosa nostra, al solito, ringrazia.
Non a caso la legge fortemente voluta da Pio La Torre, il dirigente comunista ammazzato dai mafiosi, disponeva non solo il sequestro, ma anche la possibilità di assegnare i beni alle cooperative giovanili, a quelle associazioni che si battono per la legalità, a quanti non si sono mai arresi di fronte alle minacce e alle intimidazioni; in questo modo le terre di “cosa nostra” sono tornate ad essere “cosa nostra”, cioè un bene pubblico da amare, da proteggere, da coltivare, da far fruttare, nel senso pieno del termine.
Le ragazze e i ragazzi di Libera, l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, ha inviato a tutti i blog e siti una lettera appello.

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2011
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Ancora rimandata la vendita del RU486
Viviana Vivarelli

La RU486 non è da confondere con la pillola del giorno dopo, su cui, pure, si è esercitata la neghittosità di un Governo nemico dei diritti delle donne.

La pillola del giorno dopo (Pgd) è un metodo di contraccezione di emergenza nelle 72 ore successive al rapporto, blocca l’ovulazione o inibisce il viaggio degli spermatozoi e non è in alcun modo abortiva.
Dal 2002 una Risoluzione del Parlamento europeo raccomanda ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati di agevolare l’accesso alla contraccezione d’emergenza a prezzi accessibili, ma questa è una di quelle Risoluzioni che il nostro Governo preferisce ignorare.
Negli USA ,dal 2006 la pillola del giorno dopo si vende liberamente in farmacie e supermercati, senza ricetta a donne sopra i 17 anni, con ricetta per le minori
In Italia ci vuole la ricetta. Non ci vuole in Francia che la dà gratis nelle scuole a minori senza obbligo del nome, in Spagna (in alcune città è libera e gratuita), in Svizzera, Inghilterra (a Manchester è gratuita), in Sudafrica, Albania, Algeria, Belgio, Canada (Québec), Cile, Danimarca, Finlandia, Grecia, Israele, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia
La Chiesa ha cercato di bloccarla anche se è dichiaratamente non abortiva dicendo che non appena lo spermatozoo arriva, si deve considerarlo ‘annidato’ e parlare lo stesso di aborto chimico. Siamo sulla stessa linea di malevolenza contro le donne che vieta il preservativo come la spirale o ogni altro contraccettivo, per legare le donne a un destino di fattrici coatte.

Diverso è il Mifepristone o RU486, per l’interruzione volontaria di gravidanza, uno steroide sintetico utilizzato per l’aborto chimico nei primi 2 mesi della gravidanza. Esso non rende affatto necessaria l’ospedalizzazione, ma questo governo italiano l’ha ordinata lo stesso di forza anche se l’assunzione del farmaco non richiede alcun intervento chirurgico, per rendere più difficile la scelta femminile e compiacere le autorità clericali.
Il prodotto blocca l’azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l’eliminazione della mucosa uterina, come nelle mestruazioni ma non presenta elementi di pericolosità. Quel che si vuole impedire è che la donna lo usi in modo autonomo, e la si costringe, quindi, a entrare in ospedale, rivelarsi e registrarsi, cosa che per molte può essere di per sé una messa alla gogna e una intimidazione, tanto più che le strutture ospedaliere sono tutt’altro che benevole ad accoglierla, visto che l’obiezione di coscienza, dai medici ai portantini, è un altro elemento di rifiuto che rende impossibile in certe regioni addirittura trovare un ospedale disposto a prenderle, e tanto più che la carenza di posti letti è micidiale e questi ricoveri inutili, oltre a far salire le spese degli ospedali, tolgono posti a veri malati che ne avrebbero bisogno.

In Italia questo farmaco è stato attaccato in ogni modo dalla Chiesa come del resto la pillola del giorno dopo o qualunque contraccettivo che renda possibile alle donne la gestione di una maternità voluta e controllata.
La sperimentazione comincia nel 2002 e la blocca Sirchia. Riparte nel 2005 a Torino e la blocca Storace. Nel giugno 2007 l’ente europeo per il controllo sui farmaci (EMEA) approva l’uso del mifepristone e ne ribadisce la sicurezza ma in Italia si gioca a fare i sordi.
In novembre sembra che sia pronta la registrazione anche in Italia sulla base delle norme comunitarie, ma la Turco blocca la procedura chiedendo il rispetto della 194.
Il 30 luglio 2009 la RU-486 viene approvata dall’Agenzia italiana del farmaco e sembra che possa entrare tra i farmaci utilizzabili in Italia.
Ma questo 25 novembre la commissione Sanità del Senato la blocca di nuovo chiedendo un altro parere dell’AIFA, ed esige 3 inutili giorni di ricovero in ospedale.
Questi freni intenzionali e malevoli, il cui chiaro intento è esclusivamente politico, sono vergognosi. In Europa la RU486 c’è da 20 anni. La Francia l’ha messa in commercio nel 98, l’Inghilterra nel 90, la Spagna nel 94, la Germania nel 99. I Paesi che la utilizzano oggi e da tempo sono: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
Noi siamo enormemente indietro ma ancora il Pdl prova a bloccarla.
Pdl e Lega hanno detto che con la RU486, l’interruzione di gravidanza diventerebbe troppo facile per le donne. In realtà intendono rendere un favore alla chiesa, fingendo che ciò sia nell’interesse della donna e che l’ospedalizzazione sia richiesta nel suo bene e richiedono un nuovo parere dell’AIFA, quando milioni di donne in Europa la usano ormai da 20 anni. Si strumentalizza la donna per scopi politici.

Il premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier dice: “L’uso della pillola è preferibile a un intervento chirurgico. Il farmaco è usato da più di 20 anni. Non ci sono controindicazioni farmacologiche, ma solo politiche. Finché non c’è un sistema nervoso sviluppato, l’embrione non può essere considerato un uomo, questo avviene intorno al 3° mese di gravidanza. Il farmaco è un analogo di ormoni naturali e comporta rischi deboli dal punto di vista della salute, proprio come un qualsiasi altro contraccettivo. Non serve alcuna ospedalizzazione”.

Ma nella enclave cattolico-ipocrita italiana questo ulteriore passo avanti nella emancipazione femminile non può essere permesso affinché non si corrompa questa bell’aria pura da controriforma e lotta alle streghe che fa tanto bene.
In Italia, paese dove non esiste un Ministro alla Sanità, una Commissione ha sottoposto il farmaco a un esame infinito per rimetterla poi al Governo che l’ha stoppata per fare favore politico alla Santa Sede, dicendo (Gasparri) “Che avrebbe reso la cosa troppo facile alle donne!” Bene! Anzi cerchiamo di rendergliela più dura la vita alle donne, che se sopravvivono a stupri, violenze domestiche, aggressioni e molestie, magari poi si montano la testa!
E’ l’ennesimo insulto al corpo femminile ed è paradossale che venga perpetrato nel nostro Bel Paese proprio il giorno in cui si celebra la festa contro la violenza alle donne. Ma ormai troppe sono le cose che si celebrano all’incontrario, anzi, per favore, non celebriamone più nessuna, che abbiamo già un bel trend di discesa a picco così!
In nessun paese occidentale esiste un trattamento delle donne come in Italia, un vero mobbing alla donna, uno schifo conclamato di cui il governo Berlusconi si fa partecipe per mendicare quel consenso che la Chiesa sembra negargli.
Il corpo delle donne è la merce di scambio per contrattare consensi politici. Una volta si compravano le indulgenze. Ora è più facile vendere il corpo di qualcun altro.

E si dovrebbe affrontare una volta per tutte quell’altra vergogna italiana che è l’obiezione di coscienza dei farmacisti alla pillola del giorno dopo e del personale ospedaliero anche alla RU486, come già è stato per l’aborto terapeutico. Altri mezzi con cui in Italia, col silenzio dello Stato, si perpetua la violenza alle donne.
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Ti amo quando sei un uomo
Giorgia Vezzoli

Quando ti posi sulla soglia, in attesa,
pazientando fra le mie rovine
.

Quando abiti nel dubbio,
quando rifletti e poi mi guardi
con accanto la tua idea delle cose.

Quando non dici,
perché stai cercando nuove parole.
Quando non chiedi perché abbiamo già avuto.

Ti amo così

quando ti avverti
e tieni conto del tuo respiro,
quando giochi e il tuo sorriso si scioglie nel mio giorno
.

Ti amo quando mi incontri
senza sapere se verrai accolto,
se sarai il mio amante, il mio sole,
il mio altro
.

Ti amo quando sei forte ma non mi divori,
e ti schiudi
nel tremore di non saperti maschio
.

Ti amo quando sei un uomo.

Dedico questa poesia al mio uomo perché lo amo e a tutti i maschi del mondo perché vivono in una fase di nuova identità. E perché in mezzo a tanti episodi di violenza, oltre alla rabbia, oltre alla denuncia, a volte occorre anche un grido d’amore.

vitadastreghe.blogspot.com/
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Sancho
Quest’attacco a Saviano per il fatto che pubblica con Mondadori mi appare proprio stupido.
Pensate che il marcio sia solo dove c’è Berlusconi?
L’interesse dello scrittore, che vuol far conoscere il suo pensiero, è quello di pubblicare, e se si dovesse mettere a cercare la casa editrice linda e pulita, finirebbe per non pubblicare affatto!
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La fine del “Meridionalismo”
Rosario Amico Roxas

L’ideale che fu di molti statisti del dopoguerra, di promuovere la convivenza tra il meridione d’Italia agricolo, artigianale, piccolo-imprenditoriale, con il Nord opulento, industriale, ben inserito nei circuiti europei, è miseramente naufragato, trascinato dai vortici delle speculazioni, del clientelismo, del malaffare, degli interessi individuali, della politica tout-court, che ha usato il Meridione d’Italia, e la Sicilia in particolare, come serbatoio di consensi elettorali da patteggiare con prebende ed elargizioni ai capi-bastone di turno, senza nulla concedere allo sviluppo dell’isola e al suo progresso.
Oggi il meridione è asfittico, malato, anemico perché privato anche di quelle elargizioni che generavano una parvenza di lavoro e un fittizio circuito economico.
La tanto decantata Cassa del Mezzogiorno rivelò la sua vera natura di cornucopia, gestita dai poteri intoccabili delle mafie legate al potere intoccabile della politica centrale e centralizzata. L’autonomia riconosciuta dalla stessa Costituzione non è mai stata applicata né nello spirito né, tanto meno, nella lettera, perché i partiti che avrebbero dovuto gestire i diritti acquisiti altro non sono mai stati che diramazioni dei medesimi partiti che sono riusciti a gestire contemporaneamente il ruolo di controllori e di controllati.
La malattia del Meridione d’Italia risiede nei gangli mobili dello sviluppo, come se una artrosi politica ne bloccasse i movimenti. Sarebbe necessario un buon medico, capace di anamnesi, storia clinica, analisi e conseguente terapia; ma così non è stato, non è arrivato un bravo medico, bensì un coiffeur, una volta più noto come barbiere, che la rifatto il loock, ha tagliato i capelli, ha aggiunto il cerone per nascondere le rughe e il pallore, dopo di che ha mostrato una apparenza dignitosa; ha potuto così vendere promesse, pretendendo in cambio quel consenso che gli venne riconosciuto con quell’infausto 61 a 0 che segnò l’irreversibilità della malattia.
Il meridionalismo ormai agonizzante venne sostituito con il settentrionalismo, sostenuto dalla Lega con la forza ricattatoria dei numeri che rendono quel partito indispensabile per la tenuta del governo, mentre il consenso del meridione e della Sicilia, viene dato come acquisito per un diritto mai conquistato.
L’unità d’Italia della quale verrà festeggiata la 150° ricorrenza, non è mai stata una vera unità, ma una annessione che ci ha penalizzato; ma la storia restituisce le ragioni, bisogna saperle cogliere. Oggi la geografia economica mostra sì un Sud, ma coincide con la Padania, intesa come Sud d’Europa, meridione estremo di un europeismo negato dal nazionalismo celtico, sempre più in corsa di ulteriore emarginazione; mentre al Meridione d’Italia spetta il ruolo, mai dovutamente analizzato, di interpretare la Centralità Mediterranea, vero ammortizzatore sociale, economico e culturale con i continenti che si affacciano nel gran Lago Mediterraneo, non più mare che divide tre continenti, ma Lago che unisce tre culture, tre popoli, tre mondi, alla luce di quella scelta umanistica che già, nel corso di molti secoli, ha forgiato la cultura umanistica meridionale, antitetica al pragmatismo del mercato e del guadagno immediato.

blogsicilia.it/author/rosarioamicoroxas/
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I DIRITTI SOVRANI OD ORIGINALI
Nunzio Miccoli

Per le persone, i popoli e gli stati, proprietà, sovranità, possesso e potere legittimo esprimono l’esercizio di un potere sulla terra, il quale si può trasmettere o interrompere a vantaggio di altri solo con titoli idonei, come la compravendita, la successione testamentaria, la successione dinastica e la guerra; con la guerra, il riconoscimento degli altri stati alle conquiste, come dimostra la storia, generalmente arriva sempre, anche se in ritardo, perché, da parte della comunità internazionale, si finisce con il riconoscere la situazione di fatto.
Quando manca il titolo legittimo alla successione, il giurista Lucifredi (diritto pubblico) affermava che il potere legittimo apparteneva a chi lo aveva posseduto per primo; ad esempio, se oggi esistessero gli etruschi, la sovranità legittima sulla Toscana apparterrebbe a loro, mentre i pellirosse, se non avessero perduto delle guerre, avrebbero il diritto sovrano sulle terre degli Usa.
Poiché gli ebrei avevano abitato per primi Israele, mancando il precedente popolo dei cananiti, il potere sulla Palestina apparterrebbe a loro e non a greci, arabi o turchi; inoltre, Israele ha occupato delle terre non solo in base ad una successione legittima, peraltro contestata, ma anche avendo acquistato delle terre dai palestinesi ed avendo vinto delle guerre; è inutile fare i moralisti, le guerre sono un titolo idoneo per acquistare territorio, così ha fatto, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè in tempi recenti, la Francia con la Germania, la Jugoslavia con l’Italia e la Russia con il Giappone.
Un altro titolo per il passaggio della proprietà della terra è l’usucapione, che si verifica quando il vecchio proprietario trascura o mostra disinteresse verso la sua proprietà; nei rapporti tra popoli si poteva verificare quando i nomadi si spostavano da un territorio a vantaggio d’altri popoli; nel diritto interno, i diritti reali sugli immobili si acquistano, da parte del nuovo proprietario, in virtù del possesso continuato per venti anni. Sotto quest’aspetto, la diaspora ebraica, che non avvenne per libera scelta, potrebbe aver favorito questo processo a vantaggio d’altri popoli, ma non solo a vantaggio dei soli arabi, i quali non possono sostenere di aver abitato o di aver posseduto da sempre la Palestina, perché erano originari dell’Arabia.
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Sauro manda
I conti degli stati
Da Avvenire
Debiti pubblici record, una bomba sui mercati
Marco Girardo

Uno spettro si aggira per il mercati (e spaventerebbe anche Marx ed Engles): lo spettro del debito pubblico. Per contrastare la più grande recessione globale del Dopoguerra c’è chi ha deciso di tagliare le tasse (Germania), chi ha scucito 35 miliardi di «grande prestito per l’avvenire» (Francia) e chi ha dovuto incerottare il suo sistema finanziario statalizzando le banche (Gran Bretagna). Ma il conto da pagare, alla fine, potrebbe risultare molto salato.
Per salvare l’economia gli Stati hanno dovuto gonfiare a dismisura il debito pubblico.
Secondo le stime dell’Fmi, nei Paesi del G20 salirà nel 2009 al 76,1% del Pil per poi passare all’82,1% nel 2010, fino a toccare l’86,6% nel 2014. Nel 2007, prima della crisi, il debito dei Paesi del G20 risultava pari al 62,4%. Per le economie avanzate del G20 il Fondo stima un debito del 100,6% nel 2009, del 109,7% nel 2010 e del 119,7% nel 2014.
Chi ha comprato – e continua a comprare – quei debiti, composti in larga parte da bond sovrani come i Bot nostrani o i Bund tedeschi, ad un certo punto passerà all’incasso. E se i governi – si è chiesto qualche economista – non fossero in grado di ripagare i creditori? Tecnicamente si rischierebbe il default.
Quanto è successo all’Argentina qualche anno fa. L’ipotesi, alquanto improbabile, è per ora un puro esercizio accademico.
Ma sui mercati contano anche le sfumature, il «sentiment», in grado di condizionare – tanto quanto i «fondamentali economici» – i giudizi sull’affidabilità del debito (rating), l’andamento dei mercati del reddito fisso e la domanda di Titoli sovrani. Avendo aumentato ad esempio enormemente le emissioni di obbligazioni governative per finanziare il debito, molti Stati potrebbero incontrare a breve più di qualche difficoltà nel collocarli. A trovare cioè nuovi finanziatori in una situazione di «eccesso di offerta». E il mancato incontro fra domanda e offerta potrebbe innescare ripercussioni sistemiche sulla stabilità finanziaria.
Nell’area Euro il debito salirà dal 78 all’84% del Pil nel 2010 per puntare al 95,6% del 2014. Negli Stati Uniti lieviterà del 22% quest’anno, passerà al 93,6% del Pil il prossimo per giungere a quota 108,2% nel 2014. Fatti due conti, per gli Usa si tratta già nel 2009 di 2000 miliardi in più che porteranno il debito pubblico a quasi 12mila miliardi di dollari, poco meno del Pil (circa 14mila).
In Gran Bretagna – che secondo la Bri ha messo in campo misure al sostegno finanziario pari al 74% del Pil (più che negli Stati Uniti) – il debito pubblico
potrebbe raggiungere il 159% del Prodotto interno. In Germania aumenterà sicuramente già quest’anno di 200 miliardi e in Francia di 130. In Giappone il
debito pubblico è già al 170% del Pil mentre in Italia, nei primi sei mesi dell’anno, è aumentato di circa 90 miliardi, raggiungendo il record storico dei 1752,2
miliardi di euro.
Ecco perché si prevede che nel solo 2009 l’Europa avrà piazzato sul mercato obbligazioni per 800 miliardi di euro, in massima parte per coprire i nuovi
disavanzi.
A livello globale le nuove emissioni supereranno invece i 3mila miliardi. Non basta: si calcola che nel 2010 Usa ed Europa dovranno rifinanziare Titoli di Stato in scadenza rispettivamente per poco meno di 3mila miliardi di dollari (quasi la metà nelle casse asiatiche) e circa 850 miliardi di euro. L’Italia ne possiede una buona fetta, tanto che nei prossimi 12 mesi dovrà rimborsarne 170.
Ora che il costo del denaro è nel mondo ai minimi storici (1% nella Ue e quasi “zero” negli Usa), gli interessi sul debito sono di conseguenza bassi. Ma che succederà quando le Banche centrali inizieranno ad alzare i tassi per fare in modo che l’immensa liquidità con cui è stato inondato il sistema finanziario possa venire lentamente riassorbita? Ripagare i propri debiti, per gli Stati, diventerà infatti più oneroso. Nel frattempo, grazie al denaro facile, le Borse sono decollate, tanto che la stessa Fed, per la prima volta, ha parlato di «speculazione non necessaria e da monitorare».
I mercati di tutto questo hanno però paura. E lo esprimono attraverso l’aumento delle coperture anti-defualt, strumenti chiamati Credit default swap (Cds). Sono in pratica le polizze che gli investitori utilizzano per coprirsi dal rischio che un Paese diventi insolvente. Il costo per assicurarsi dal crac di un colosso come gli Stati Uniti è aumentato nell’ultimo mese del 90%, quello per proteggersi dal default britannico del 60%. Solo un segnale, certo, e per di più soggetto alla speculazione. Ma che rivela quanto sarà importante un coordinamento globale delle “exit strategy”, le strategie di uscita dalle misure di stimolo economico che hanno trasformato i debiti pubblici da palloncini a mongolfiere. E il cui eventuale scoppio, considerate le dimensioni, sarebbe devastante.
….
RIDIAMARO : – )

Graal Angelucci
“Perche’ ti droghi tu? Pensa a tua figlia!”. “Calma, non e’ cosi’ facile trovare due dosi”.
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Vito Farina
Il nostro governatore della Banca d’Italia ha detto che le vostre pensioni costano troppo perchè voi andate in pensione troppo presto, perciò’ propone un innalzamento dell’età pensionabile.
Siete sempre gli stessi, sempre a fare brutte figure davanti al governatore!
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Viviana
Marrazzo va dal Papa
per rifarsi la faccia
(Confonde il Papa con un laboratorio di estetica)
Anche Berlusconi ci aveva provato
ma il Santo Padre gli ha rifiutato l’incontro
(L’incontro scippato in aeroporto è da classificarsi come stalking).
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Mauro Maggiora
LA FEDE E GLI INFEDELI
Marrazzo ha visto la luce e ha trovato la fede.
Io che sono più prosaico mi accontenterei di vedere le facce dei carabinieri infedeli, anche in controluce…
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Storiellina

Pietro e Luca si rilassano fumando distesi sulle rive di un lago. Pietro vedendo Gesu’ camminare sulle acque si gira verso Luca e gli fa: “Pero’… bono ‘sto fumo!!!!”
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Il Presidente Americano, quello russo e Berlusconi si incontrano ad un supermeeting delle grandi Potenze. Alla fine della discussione di una cosa importante Obama dice: “I think so”, il russo: “I think so, too”, Berlusconi: “I think so, three”.
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http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. La leggenda degli uomini straordinari.
    Era il titolo di un film con Sean Connery di qualche anno fà, pure bruttino.
    Il nostro settantatreenne Jumbo Tacchetto Boy ha sicuramente preso ispirazione da questo titolo per formare la sua compagine governativa.
    Per chi non lo avesse visto il film raccontava la storia di quattro superuomini ed una superdonna ognuno dei quali possedeva poteri straordinari, quasi gli stessi poteri straordinari che connotano i singoli membri della dianzi accennata compagine.
    Il primo potere , quello per il quale mia moglie l’altra sera, mentre guardavo ballarò, mi ha fermato mentre cercavo di entrar nello schermo dell’apparecchio TV , è quello di riuscire a dire un numero eccezionale di fregnacce in un tempo brevissimo.
    Fra quelle più stupefacenti vi era l’affermazione della “presenzialista imprenditrice riccioluta” che sentenziava che il processo breve sarebbe stato da applicare immediatamente anche ai processi per mafia perché le lungaggini delle indagini non impedissero il procedere delle sue, di lei, attività imprenditoriali nei territori ad alta intensità mafiosa, dove la stessa imprenditrice si fregiava di operare con totale e miracolosa trasparenza.
    Ho capito durante il “decorso” della trasmissione che affermava queste cose per gelosia, si…pura gelosia per un collega “ straordinario” che aveva affermato una cosa ancora più eccezionale riferendosi alla pausa pranzo di noi comuni mortali ….veramente strabiliante…. l’immediata esigenza dell’abolizione della pausa pranzo, l’unico il vero male italiano.
    L’ imprenditrice era seduta in parte alla figliola di Berlinguer con la quale ridacchiava amenamente durante la trasmissione….. ed ecco il secondo potere, una scossa tellurica che mi ha fatto sobbalzare…ho pensato un raggio ultrapotente degli uomini straordinari….no assolutamente il papà Berlinguer che cercava di uscire dalla tomba per prenderle entrambe a calci nel sedere, no era solo Ralph il mio cane che neppure lui riusciva più a sopportare quel fiume di assurdità.
    Un ulteriore aspetto del loro potere sovrannaturale lo abbiamo tutti potuto appurare nei giorni scorsi, uno degli “uomini straordinari” quello che si connota per la sua capigliatura un po’ scomposta , detto amichevolmente lo scarmigliato, ha fatto scomparire come per incanto l’acqua….senza che nessuno se ne accorgesse l’aveva già deviata nelle tasche di qualche nuovo capitano coraggioso.
    Mi sono detto mille volte , non guarderò più la TV, neppure le ultime trasmissioni televisive che ritenevo guardabili, avevo già eliminato da tempo buona parte delle reti, il telecomando si rifiutava di far pigiare alcuni tasti in particolare il 4 il 5 ed il 6, nonché l’1 ed il 2 a parte il giovedì sera alle 21,10, poi non ci riesco ed assisto inerme, sperando nelle battute di Crozza come fossero di Kriptonite.
    Questi poteri straordinari ne contengono uno assolutamente ultrapotente, riescono infatti ….. (chiedo scusa)….a farti incazzare come una bestia, ma quel che è peggio, a darti la sensazione di sentirti tremendamente incazzato in un mondo di persone che stanno benissimo così e ti guardano come un extraterrestre, anche abbastanza rompipalle.
    In effetti gli adepti si chiedono che cosa avrei da ridire. Gli uomini straordinari ti consentono di evadere tutto quello che vuoi e poi di riportare temporaneamente i soldi indietro quando ti fa comodo, se sei un delinquente vero di non avvicinarti neppure alle patrie galere, se sei ricco di poter abusare di qualsiasi cosa ed ovviamente persona, di fare tutti i falsi in bilancio che ti fanno comodo, davvero neanche Superman sarebbe capace di tanto.
    Quello che ci rimane è di credere fortemente che anche questo che oggi stiamo vivendo sia un film, uno dei film più brutti che mai siano stati prodotti, con i peggiori attori che mai siano comparsi sullo schermo, con il regista ed il produttore più scarsi al mondo. Un film però che come tutti i film arrivi comunque alla fine…….THE END

    Ugo Arcaini

    Commento di MasadaAdmin — novembre 28, 2009 @ 5:56 pm | Rispondi

  2. Commento:
    Io voglio esprimere un grazie a Giorgia Vezzoli per questo suono generoso e gentile :…..”quando sei un uomo”

    —————
    Vorrei anche che qualcuno più addentrato di me mi rendesse chiaro come è potuto accadere che Berluska (un istrione da cabaret di sobborghi)abbia potuto per cosi lungo tempo raggiungere e mantenere la rappresentanza politica di questa nazione.Un bel lavoro per i sociologi!Se fosse il caso e non le cosche sarebbe il male minore.

    Tor Brunen

    Commento di MasadaAdmin — novembre 29, 2009 @ 12:56 pm | Rispondi

  3. L’ANM, il CSM ripuliscano la Magistratura che , dopo l’Ultracasta di ivadiotti, tutti abbiamo capito che molte sentenze sono ASSERVITE, molte indagini ARCHIVIATE o SOSPESE, molti parenti di magistrati sono ASSUNTI in P. Amm. senza concorsi, molti magistrati sono collusi, e il CSM espelle i migliori e si tiene i peggiori facendoli arrivare alle alte cariche di Tribunali, Cassazione, Consiglio di Stato ! BASTA! PULIZIA!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — novembre 29, 2009 @ 12:58 pm | Rispondi

  4. BUFFONI!!!

    Volantino Br al Giornale: Digos, scritto da collaboratore interno, denunciato
    25 Novembre 2009 12:08 POLITICA
    GENOVA – Il volantino firmato Br recapitato ad un giornalista del “Giornale” era stato scritto da lui stesso. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme. La lettera minatoria era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d’ingresso della redazione genovese del quotidiano. L’uomo avrebbe confessato di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. (RCD)

    Oggi la nuova Resistenza in cosa consiste? Nel difendere la Repubblica e la Democrazia. E se qualche uomo politico approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi questi deve essere denunciato senza alcun timore.
    Sandro Pertini

    Il Giornale titola: “Il clima d’odio. Vogliono uccidere Berlusconi .Un dirigente del pd cerca un killer che uccida il premier. Toni Negri ricompare e incita allo scontro in piazza e il governo avverte. I servizi sconsigliano al cavaliere i contatti con il pubblico per tutelare la sua incolunità. Pomosso Mesiano il giudce che ha regalato 750 milioni a de Benedetti”

    Buffoni!
    Brunopol

    ——————————————————————————–

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 1, 2009 @ 7:58 am | Rispondi


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