Nuovo Masada

novembre 24, 2009

MASADA n° 1039. 22-11-2009. Gli amici degli amici

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:40 pm

(…della spercie dei Mangano?)

Schifani sembra una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra.”
Daniele Luttazzi

Il cosiddetto Grande Centro – 18 leggi ad personam – Ciampi 1, Ferrara zero – AGILE ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA – Brenda, un suicidio esemplare – La lista dei 12 clienti insospettabili – Appello per Tabucchi contro le querele di B – Uno Schifani da dimettere – Quanto costa la corruzione – Le grandi opere: il bluff di Berlusconi – Il segreto di stato sul nucleare – Le accuse di Spatuzza – Zanotelli e l’acqua

Sancho

C’era una volta la sinistra ed era il sale della democrazia.
Cos’era la sinistra? No, non era un’ideologia!
La sinistra era un’idea! Un’idea maturata in due secoli di lotte per i diritti e di conquiste al prezzo del sangue (i diritti per una vita più dignitosa; i diritti quelli queli veri).
Un’idea che si fondava sulla partecipazione di tutti, che, magari, eleggevano pochi perché questi pochi facessero gli interessi di tutti a partire dagli ultimi. E doveva essere alta la vigilanza sugli eletti da parte della base.
Quest’idea è morta! E’ stata uccisa! E’ stata uccisa dai partiti della “sinistra” e dai grandi sindacati che hanno tradito quell’idea. Ed hanno usato delle armi precise.
Un’arma mortale, sul piano sindacale, è stata la “concertazione”; sul piano politico, il tradimento è stato totale con l’interclassismo che finisce per forza per privilegiare i padroni, che non sono più neppure gli imprenditori veri, ma finanzieri speculatori!
La democrazia è morta per l’apatia che è stata introiettata scientemente nella gente, ad incominciare dai ceti dei lavoratori, non più classe, ma inerme carne da macello.
La “concertazione” è il luogo dove i lavoratori sono stati esclusi, dove si decide la quota di diritti da cedere ed il luogo dove è morto anche il diritto di sciopero!
Se non si parte riappropriandosi di quell’idea, se prima non si chiude il rubinetto che ci sta allagando la casa, sarà inutile armarsi di bacinelle e spugne!
“Libertà è partecipazione”!

Da Tafanus
…ma quanto è grande, il “Grande Centro”?…
Cicciobello Rutelli, ha giocato la sua mano. Ha abbandonato indignato il Csx perché “no… con Bersani non si può” (troppo comunista, troppo a sx). Sperava di portarsi dietro mezzo PD coté Margherita, un pezzo di UDC, un pezzetto di Mastella, e dei mammasantissima come Luca Cordero Viendalmare Montezemolo. Si è portato dietro Pisicchio, Calearo e Tabacci, più le rispettive signore.
E’ appena uscito il primo sondaggio ISPO.
Alleanza Salvelox: 1,0%.
Ora, con percentuali sotto le soglie di sbarramento, non solo non si attrae nessuno (gli aspiranti suicidi non sono materiale abbondante), ma prevedo che difficilmente si riuscirà a conservare persino un Pisicchio. Fra 6 mesi, l’Alleanza Salvelox sarà costituita da Cicciobello e da Barbara Palombelli.

Unione di centro 6,8
Pdl 38,2
Lega 8,5
Destra, MPA, pensionati 1,2
Pd 27,9
Idv 7,7
Rifondazione e comunisti 2,6
Sinistra e Libertà, Fed verdi 2,6
Alleanza per l’Italia 1
Altre minutaglie 2

…insomma, l’Alleanza Salvelox ha fatto la fine che meritava di fare. Meno del partito dei Pensionati, molto meno di Pannella-Bonino. Auguri, Cicciobello! Sei piccino, ma vedrai che col tempo potrai persino restringerti…
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Le 18 leggi ad personam di B, il più grande uomo di stato degli ultimi 150 anni

Questo elenco di Repubblica merita di essere copiato e diffuso in Italia e all’estero. Monumento imperituro a 15 anni di vergogna (Tafanus)

Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dal cdx con benefici effetti per B e le sue società.

1) Rogatorie internazionali. Limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. Scopo: coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Previti e Squillante nel processo “Sme-Ariosto 1” (corruzione in atti giudiziari)

2) Tremonti bis. Abolizione dell’imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni

3) Riforma del diritto societario. Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a B di essere assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato nei processi All Iberian 2 e Sme-Ariosto2

4) Legge Cirami che introduce il legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice, come causa di ricusazione e trasferimento del processo. La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di B e Previti nei processi che li vedono imputati

5) Decreto salva-calcio che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di 10 anni, con importanti benefici economici in termini fiscali

6) Legge finanziaria con tombale anche per le imprese del gruppo Mediaset

7) Lodo Schifani o 1° tentativo per rendere immune B. Introduce il divieto di sottomissione a processi delle 5 più alte cariche dello Stato. Dichiarata incostituzionale

8) Decreto-salva Rete 4

9) Finanziaria 2004 e 2005 che introduce il digitale terrestre, con un incentivo statale all’acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell’incentivo è una società controllata al 51% da Paolo e Alessia Berlusconi

10) Legge Gasparri col riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni, che consente a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti

11) Estensione del condono edilizio alle aree protette che condona anche Villa Certosa

12) Ex Cirielli che riduce i termini di prescrizione e permette per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Lodo Mondadori”, “Lentini”, “Diritti tv Mediaset”

13) Testo unico della previdenza complementare che inserisce norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia B

14) Legge Pecorella con l’inappellabilità da parte del PM per le sole sentenze di proscioglimento. Dichiarata incostituzionale

15) Lodo Alfano che sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emanata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell’avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui B (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in 1° grado e in appello a 4 anni e 6 mesi di carcere. Incostituzionale

16) Decreto che aumenta dal 10 al 20% l’IVA su Sky Italia per colpire Murdock

17) Aumento dal 10 al 20% della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset

18) Processo breve. Per l’imputato incensurato, il processo non può durare più di 6 anni La legge si applicherebbe anche ai processi di 1° grado in corso di B
Fa niente se annullerebbe anche la metà dei 3 milioni e piò di processi pendenti
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Sancho
Anche allora la propaganda aveva la sua forza

Quelli, tra Gesù e Barabba, scelsero Barabba!
E voi? Quanti di voi scelgono Barabba? Io dico che tutti gli ideologizzati scelgono Barabba!
Sceglie Barabba chi disprezza il volto di Cristo nell’uomo che soffre, nello straniero, nel povero, nel malato, e sceglie Barabba chi vuole scacciare via anche il ricordo di quell’Uomo, così unico nella storia umana, che si fece appendere per amore dei suoi amici ed anche dei suoi nemici!

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“Sicuro, il mondo è questo e nulla più, ma non starò lì in silenzio ad aspettare che si freghi da solo.”
Mauro Biani
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Le parole di Ciampi

Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica”. Ciampi non nomina Napolitano, ma fa un riferimento implicito a Francesco Saverio Borrelli: “Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l’unica regola da rispettare sia quella del “quantum potes”: fai ciò che puoi. Detto altrimenti: ..esisti”.
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La frase di Ferrara invece è agghiacciante:
“Solo chi è ricattabile può fare politica!

“La politica è dominata dai ricatti”, disse Gherardo Colombo ai tempi della bicamerale, e i tempi non sono molto cambiati, anche perché la classe politica è la stessa. E così, commentava Travaglio, chi ha delle condanne e dei processi in corso diventa il più candidabile, quello che ha le ragioni più robuste per imporre la propria candidatura, perché se tu hai una condanna per una faccenda, di solito ne hai combinate altre 10 per le quali non ti hanno preso, è difficile che uno prenda una tangente e basta nella sua vita, e quando uno le prende sempre, nel giro si viene anche a sapere, tra l’altro è poi difficile che riesca a sottrarsi, lo prendono per una, ne rimangono sconosciute altre 9, quelle altre 9 sono la sua assicurazione sulla vita, perchè lui su quelle 9 tace e su quel silenzio costruisce i suoi ricatti per la carriera futura.
Quindi, come disse Giuliano Ferrara con la consueta brutalità in un forum di Micromega: “Se vuoi fare politica devi essere ricattabile”.
Flores D’Arcais pensava di aver capito male, ma Ferrara fu molto esplicito:
“No, devi essere ricattabile perché nell’ambiente devono sapere qual’è il tuo prezzo e quanto è lungo il tuo guinzaglio. Se sei non ricattabile, non sei controllabile e quindi non ti ci vogliono. “

E’ per questo che De Magistris lo hanno sputato tutti: perché non era ricattabile, perché era onesto. Ed è per questo che è tanto difficile la vita degli onesti in Italia: Ingroia, Caselli, Falcone, Borsellino, Saviano, la Forleo, la Boccassini.. non mi riesce di dire il nome di un politico.. Rosy Bindi forse.
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Tanto per citare uno che nemmeno mi piace, Sigmund Freud: il maschio è dominato da due sole pulsioni: la sessualità e l’aggressività.
Su questo si basa il potere e su questo si basano massimamente i ricatti del potere.
La donna, salvo eccezioni, non rientra in questo schema, per cui sfugge al potere quando non se ne faccia succube per debolezza o tradimento del suo genere.
Ergo: finché il mondo sarà dominato da maschi di questo tipo c’è poco da sperare.
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AGILE ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE
SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!

È iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL, TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega.

Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti.
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia, 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.

Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma – Siena- Milano-Torino-Ivrea- Bari- Napoli – Arezzo – ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI. E NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio.
Altrimenti questa azienda morirà.

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. ex Eutelia.
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Appello per Antonio Tabucchi in difesa della libertà di stampa in Italia

Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi.
Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato.
Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni.
Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri.
Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione.
Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.

temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391119

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi:c’è chi desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi, chi ha bisogno dello sguardo di molti occhi conosciuti, chi di essere davanti agli occhi della persona amata. E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori
(Kundera Milan)

Il Fatto Quotidiano aderisce all’appello.
Al momento le firme hanno superato le 3000.
Fra le firme più prestigiose, oltre ai francesi Claude Lanzmann, Costagravas, Philippe Solers, Édouard Glissant e Jorge Semprun, Tabucchi ha avuto il sostegno dei premi Nobel José Saramago e Orhan Pamuk, di Philip Roth, Norman Manea, Fernando Savater, Martin Amis,Enrique Villa-Matas, Antonio Lobo Antunes e Theo Anghelopoulos. Ha inviato la sua firma anche l’ex presidente della Repubblica portoghese Mário Soarse. Fra gli italiani, Camilleri, Magris, Consolo, Benni, Inge Feltrinelli,Salvatore Settis.

L’appello nasce per iniziativa di Le Monde
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Qui non si tratta di aver fede o meno nella Magistratura.
Ma di protestare contro la lesione di un diritto fondamentale della democrazia, quello di espressione e di stampa che è solennemente garantito dalla Costituzione e che viene calpestato continuamente da questo Governo con atti di coercizione e intimidazione quand’anche non ricatto o diffamazione.
Le domande di Tabucchi a una alta carica dello Stato sono legittime, in quanto qualsiasi alta carica dello Stato in democrazia deve essere trasparente e insospettabile e in grado di rispondere a domande circa la propria reputazione e i suoi rapporti presenti o passati con criminali.
Proprio su questo domande della stampa sono caduti alcuni presidenti americani, riconoscendo il diritto inviolabile degli elettori di vigilare sugli eletti e di poterli quindi interrogare e valutare. E’ su questo rapporto di fiducia e controllo che si basa la sovranità popolare e il fondamento della democrazia: la controllabilità e la critica degli eletti.
Non accade in nessun paese occidentale che una alta carica dello Stato si rifiuti con tanta spudoratezza, come fa del resto Berlusconi, di rispondere a domande legittime che vengono poste in ordine alla sua onestà e moralità e che anzi replichi non facendo chiarezza ma l’arma della querela, dall’alto di un potere capace di intidimire o coartare qualunque organo giudicante, tanto più in un momento delicato come questo in cui si tenta di mettere le carriere dei magistrati sotto il tallone del governo.
Tabucchi è una persona stimatissima, ma di più è un simbolo di chi vuole che la Costituzione non sia fatta a pezzi e che resti fondamentale e rispettato quell’articolo 21 che detta: “Tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o a censure.”
E che proprio la seconda carica dello Stato, quello che in difficoltà di Berlusconi, prenderebbe il suo posto, mostri di ignorare l’articolo 21 è gravissimo!
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Lite temeraria

Schifani che porta in giudizio lo scrittore Tabucchi per avere osato chiedergli conto dei suoi passati rapporti con membri della mafia dovrebbe esser portato a sua volta in giudizio per lite temeraria.
Dal codice di procedura civile, si chiama lite temeraria, l’azione di chi denuncia qualcun altro con mala fede e colpa grave, con la consapevolezza del proprio torto o con la mancanza della pur minima consapevolezza delle conseguenze dei propri atti.
Per tale comportamento la legge configura una responsabilità aggravata, in quanto, essendo fondata su un illecito, dà luogo all’obbligo di risarcire tutti i danni che conseguono alla denuncia in modo obiettivamente ingiustificato.
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Sostiene Pereira

Sostiene Pereira è il romanzo più noto di Tabucchi, e rispecchia perfettamente ognuno di noi, persone comuni e benpensanti, moderate e perbene, in un paese in cui la dittatura sta lentamente ma spietatamente occupando tutto il potere. E’ il ‘non eroe’ che cerca di vivere modestamente senza infrangere la legge ma anche senza occuparsi di quello che accade, un uomo educato, stanco, vecchio, che pensa che se sta tra le sue cose e si occupa solo di quelle ha fatto il suo dovere
Siamo nel Portogallo di Salazar e il fascismo avanza. Pereira è il redattore della pagina culturale di un piccolo giornale. E’ vedovo e anziano. Conosce il giovane redattore dei necrologi che invece è un socialista anarchico, e un cameriere intellettuale che sarà assassinato nella sua casa, mettendolo a confronto con una realtà feroce che non può essere ignorata. Alla fine anche il vecchio e stanco Pereira capirà che qua<ndo la situazione è grave, ognuno deve fare qualcosa per il proprio paese.
Pereira è l’emblema di una società che è caduta in un baratro e che da esso vuol risalire per alzare gli occhi al cielo e scrutare quel valore per cui molti uomini, dai primordi, hanno combattuto: la libertà. Un valore che la crisi della borghesia ha ucciso per spianare la strada ai grandi totalitarismi.
Solo alla fine il protagonista si rende conto della sua funzione nella società e del ruolo insostituibile che ognuno può avere nel processo di liberazione del proprio paese.
Un po' alla volta Pereira comprende l’importanza del suo compito che consiste nel far coincidere le pagine della letteratura che legge con quelle della realtà che vive.

"…la smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro. Che bella espressione, disse Pereira, frequentare il futuro, che bella espressione, non mi sarebbe mai venuta in mente…”

Tabucchi è convinto che è arrivato il tempo in cui dobbiamo chiedere anche alla letteratura di dire la verità: non la verità metafisica e del cuore ma quella della condizione storica degli uomini, dei pericoli che stanno correndo, degli assassini di cui sono autori e vittime“.

Sostiene Pereira è l’elegia dell’uomo mite che si trova a dover affrontare i cambiamenti della Storia. Può un uomo qualunque, malinconico e solitario, a tratti apolitico e disinteressato alla cosa pubblica, trovare se stesso e affermare la propria indipendenza nei confronti di una dittatura?
Può e deve, quando i cambiamenti della Storia non possono essere più ignorati. Allora tutti siamo chiamati, per quanto modesto sia il posto che occupiamo, a partecipare a cose più grandi di noi e a lottare per il bene collettivo.
In questo personaggio dunque ci possiamo identificare tutti, non è nato eroe, eroe non si nasce ma si deve diventare quando gli eventi si fanno troppo gravi. Pereira è un uomo con una coscienza civile che gradualmente apre gli occhi di fronte alla realtà. E per questo Pereira diventa un grande simbolo in tempi subdoli e perniciosi come i nostri.

Svegliati popolo! Non ascoltare i sobillatori e i millantatori! Esci dal chiuso dei piccoli traffici quotidiani dove ti ingaglioffisci. Svegliati dal torpore della gente comune e perbene che pensa di essere in salvo solo perché si tiene alla larga dai soprusi del potere! Perché pensa di non essere toccato!
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Per Silvio Berlusconi 18 salvacondotti in 15 anni
GIUSEPPE D’AVANZO (sunto)

Shakespeare fa dire al tiranno minacciato di denuncia dalla vittima: “E chi vuoi che ti creda? Il mio nome e il posto che occupo nello Stato avranno un peso maggiore di quello della tua accusa. Tutto quello che dirai saprà di calunnia. Di’ pure in giro tutto quello che credi. La mia menzogna avrà più peso della tua verità
Così B si difende dalla magistratura: “La mia menzogna avrà più peso“. E’ la forza del potere contro la verità. Questo ha sempre fatto.

Nel 94 B vince le sue prime elezioni. Ad Agrigento, i carabinieri inseguono il mafioso Salvatore Di Ganci, già direttore della Cassa Centrale di Risparmio…telefoni sotto controllo, tra gli altri, di Massimo Maria Berruti, 3 volte parlamentare di FI, che è quel capitano della GdF che controllava Edilnord, si accordò con B e chiuse i controlli fiscali, poi lasciò la GdF, e diventò avvocato di B e poi parlamentare.
Nel 94, Berruti sa che i PM di Milano investigano sui finanzieri corrotti a cui B ha dato 130 milioni di lire per chiudere gli occhi in una verifica fiscale alla Mondadori. Berruti contatta l’ufficiale corrotto per dirgli di tacere. La procura arresta il mediatore e il cerchio si stringe attorno a Berruti che telefona a B. L’intercettazione c’è ma per legge può essere usata solo in un processo.
Ecco in quella telefonata tutti gli argomenti che B userà per 15 anni, convinto che la menzogna del potere abbia più peso della “verità”. Per lui, convincere non è altro che ingannare.
Berruti avverte B che gli dice cosa deve dire: “Vabbé, lei dice, ma voi siete pazzi… io non ho niente da nascondere. Voi fate una cosa di questo genere su un cittadino della Repubblica… poi lei si mette a urlare: siete dei pazzi, delle belve feroci, lei non può mettermi in galera, questo è sequestro di persona, ecc… Poi faccia dichiarazioni ai giornalisti: non se ne può più di questi matti. Dica che non si fa altro che andare contro l’interesse del Paese, perché il Paese ha bisogno di lavorare in fiducia, in tranquillità, bisogna ricostruirlo!.. Questi Pm sono dei nemici pubblici”.
Ecco cosa si deve dire ai PM, che hanno in mano concrete prove di un sistema economico costruito grazie alla corruzione e la frode.
B non porta prove contrarie, non si scagiona, rifiuta alla radice che sia legittimo chiedergli conto del suo comportamento. Non riconosce fondatezza e costituzionalità alla magistratura. E’ l’unica via di fuga che può liberarlo da contestazioni che non può affrontare: “I PM sono dei pazzi”.
Prima di sapere che cosa sanno o vogliono chiedere, bisogna subito urlargli contro; gridare allo scandalo, alla violenza; denunciarli come eversori che distruggono la “fiducia del Paese”, “nemici pubblici” che bisogna allontanare e annichilire.
Da 15 anni B ha fatto sempre questo.
Si tiene lontano dalle aule. Arringa al “pubblico” la sua innocenza e le cattive intenzioni di quei “matti” in toga nera. Invoca il maglio dell’informazione (che controlla) per intimidirli, umiliarli, screditarli e la manipolazione dei media (che influenza) per distruggere il passato, oscurare i fatti, lasciar deperire – nell’opinione pubblica – la memoria.
E’ “la forza del potere contro la verità”.
B rivendica il suo potere per eliminare ogni accusa, prova o testimonianza e, insieme, degradare ogni potere dello Stato che possa obbligarlo a fare i conti con la “verità”.
La manovra è sfacciata. Si deve ripetere come Confalonieri: “Se B non fosse entrato in politica, se non avesse fondato FI, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia”.

Delle 18 leggi ad personam che B si è scritto, 8 proteggono e rafforzano i suoi affari, 10 lo tutelano dalla legge. Si è riscritto le regole del processo (i tempi della prescrizione), dei codici, della procedura (il divieto di appello del pubblico ministero per le sentenze di proscioglimento). Ha legiferato per abolire reati (il falso in bilancio), rimuovere i giudici (legittimo sospetto), annullare fonti di prova (le rogatorie). Infine, per rendersi immune (le leggi “Schifani” e “Alfano”). All’inizio, ha travestito il suo conflitto di interessi con pose umili, ha finto di uscire dall’aula quando si discuteva dei suoi interessi.
Oggi non finge nemmeno, pretende di essere “primus super pares”.
Dal momento si ritiene “investito del suo ruolo dalla sovranità popolare” (come disse Ghedini alla Corte Costituzionale), pretende una sovranità indivisibile che oscura ogni divisione dei poteri istituzionali.
Chi ha il potere, se non trova un limite, ne abuserà.
Stupefacente è che ciò avvenga nel 2009, nell’Occidente liberale, in Italia. Dove con la leggenda di un “accanimento giudiziario” (16 processi non 106, come dice B), anche i cosiddetti liberali arrivano a sostenere che il rispetto delle regole sia più nefasto della loro violazione o che per salvare la Repubblica si debba immunizzare uno solo.
Sarà grave se B la spunterà e depenalizzerà addirittura il reato di corruzione in una scena pubblica dove è abolita ogni distinzione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario e si calpesta anche la base del diritto di essere eguali davanti alla legge.
In nome di una sovranità di fatto elusa B invoca poteri assoluti e liquida così la democrazia.
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Video in cui si smentisce clamorosamente che Berlusconi abbia 106 processi
Ce ne sono stati solo 16
Che i processi siano cominciati solo dopo la sua discesa in campo.
Erano cominciati anche prima
Che ci sia persecuzione politica da parte dei Magistrati
Menzogne e solo menzogne. Di verità c’è piuttosto una magistratura che spesso è sembrata compiacente e un governo che sotto ordina di Berlusconi ha fatto di tutto per salvarlo cambiando le leggi

tv.repubblica.it/copertina/il-cavaliere-e-la-favola-dei-106-processi/39393?video
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FRANCA RAME: SCHIFANI DEVE DIMETTERSI, AVER LAVORATO PER DEI MAFIOSI E’ INDEGNO

“Se la storia di quest’uomo è davvero così, allora è sicuramente improprio per Renato Schifani restare presidente del Senato”, parla Francis Ford Coppola, regista del “Padrino”, il film sulla cupola siciliana che ha cambiato l’immagine della mafia in America.
Tra gli artisti italiani si registrano posizioni anche più dure: “Schifani deve dimettersi. Aver lavorato per dei mafiosi è indegno, soprattutto per portare avanti spregiudicate operazioni edilizie”, dice Franca Rame, già senatrice dell’Italia dei valori e moglie del premio Nobel Dario Fo, dopo aver letto sul Fatto l’inchiesta che ricostruisce gli anni in cui il presidente del Senato era l’avvocato di un esponente di Cosa Nostra. Una storia di 14 anni fa, senza risvolti penali per Schifani, e per ora senza conseguenze politiche: l’attuale seconda carica dello Stato era il legale di Pietro Lo Sicco, costruttore siciliano poi condannato per mafia, e l’ha difeso davanti al Tar mentre portava avanti abusi e prepotenze nei confronti di persone deboli (le sorelle Pilliu), poi riconosciute vittime di mafia. Nello stesso palazzo (abusivo) di Lo Sicco, si è poi saputo che c’erano nomi noti della cupola: Giovanni Brusca, Stefano Bontate, Leoluca Bagarella. Anche Paolo Borsellino, sei giorni prima di essere ucciso, s’interessò a questo edificio. “Spero che ora che la notizia è uscita, la gente cominci a interrogarsi – dice Daniele Luttazzi , autore satirico e teatrale – perché non bisogna dimenticare che gli avvocati possono rifiutarsi di difendere qualcuno. Si chiama deontologia, è una scelta. I fatti sono due: o Schifani non sapeva, e allora si sarebbe dovuto informare meglio, oppure sapeva. Se io fossi in lui (e per fortuna non lo sono) renderei conto, oggi, di quella storia”. Siamo lontani dall’America di Barack Obama, dove del governo non si fa parte anche solo se nel proprio passato ci sono state amicizie imbarazzanti. S’indigna il grande vecchio del cinema italiano, Mario Monicelli: “La cosa anormale è che Schifani abbia potuto diventare la seconda carica dello Stato. Già questo è al di là di ogni considerazione. Fosse per me, nemmeno deputato, con la sua storia. Ci rendiamo conto che se Napolitano si ammalasse, Schifani prenderebbe il suo posto alla presidenza della Repubblica? Questo è diventato il paese dell’illegalità e della sopraffazione”. Duro anche il filosofo Gianni Vattimo: “Sono così arrabbiato che ormai non me ne importa più niente. Io non sono affatto stupito da questa notizia, è nel normale ordine delle cose. Devo stupirmi se nella maggioranza di Berlusconi c’è l’ex avvocato di altri mafiosi?”. Di parere opposto, molto più moderato, Niccolò Ammaniti, classe 1966, scrittore: “C’è una differenza se Schifani ha difeso dei mafiosi o se era direttamente coinvolto. Se restano situazioni irrisolte, è ovvio che non si debba far parte delle istituzioni. Altrimenti, se non ci sono risvolti penali, non vedo il problema. Se così non fosse, chiunque verrebbe controllato e accusato, potenzialmente, di tutto. Si entrerebbe in una logica da Grande Fratello, anzi kafkiana, che ci toglierebbe la nostra libertà. Tutto è lecito se non c’è un crimine”.
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Pipillotta segnala
Quanto costa la corruzione

Dalle recenti analisi della Banca Mondiale risulta che la corruzione divora in Italia 50 miliardi l’anno. La Banca Mondiale stima che ogni anno nel mondo venga pagato in “mazzette” un trilione di dollari senza tener conto delle malversazioni su fondi pubblici e accaparramento illecito di risorse pubbliche ma in questo elenco di mazzette siamo messi ai primi posti
Transparency International esamina quasi tutti i paesi del mondo e dice che in fatto di corruzione “percepita” l’Italia è più vicina ai paesi del Terzo Mondo che non a quelli Ocse.
Dopo i miglioramenti seguiti a Mani Pulite, dal 2001 e cioè dall’ascesa di Berlusconi il peggioramento p chiarissimo, tant’è che l’alto commissario contro la corruzione è alle dipendenze funzionali della presidenza del Consiglio, contro la regola che tale autorità dovrebbe essere indipendente dal potere politico
L’Italia risulta fra i paesi con più frodi contro la cosa pubblica (è ultima in Europa, prima della Grecia) e ha i dati più alti di corruzione e malaffare nel governo e nelle istituzioni. Su 27 paesi siamo al 6° posto per GRAVITÁ del fenomeno
L’Italia è il paese europeo col più ALTO tasso di crescita della corruzione: +9% nelle istituzioni locali, +6% in quelle regionali e +4% in quelle nazionali.
Nelle classifiche internazionali sulla corruzione siamo dietro al Botswana…
Ora chi parla del malgoverno di B può anche essere chiamato comunista, ma è difficile dare di comunista alla Banca Mondiale
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VOGLIO UNO SCIOPERO

Voglio uno sciopero in cui trovarci tutti.
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai
di colombe
di autisti
di fiori
di tecnici
di bambini

di medici
di donne.
Voglio uno sciopero grande,
che comprenda persino l’amore.
Uno sciopero in cui tutto si fermi,
l’orologio
le fabbriche
l’impianto
le scuole
il bus

gli ospedali
la strada
i porti.
Uno sciopero d’occhi, di mani e di baci.
Uno sciopero in cui non sia permesso respirare,
uno sciopero in cui nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che se ne va
.

Gioconda Belli
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E per tirarci un po’ su:
Susan Boyle
la casalinga di 49 anni, bruttina finora ignota, pubblica un dvd e raggiunge la vetta delle classifiche

www.youtube.com/watch?v=CgDOBO-h0FQ
www.youtube.com/watch?v=S3sPLDx8JNo
www.youtube.com/watch?v=Izhh-JDigX4&feature=fvw

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Gli amici degli amici
(sunto di un articolo di bellaciao.org)
di Crazyhorse70
www.bellaciao.org/it/spip.php?article25354

Fermo restando che i vizi sono vizi e non si discute..
Fermo restando che solo gli idioti possono pensare che certi vizi siano esclusività della sx
Si parla tanto di Marrazzo, ma perché nessuno dice quali sono i feroci motivi ‘di potere’ che hanno portato al suo ricatto? Gli stessi poliziotti che lo incastrarono dissero subito che facevano parte di un piano più grosso di cui erano pedine e parlarono di “ordini venuti dall’alto”. Perché tutti i servizi hanno poi ignorato questo punto nascondendolo sotto il polverone sessuale?
Perché nessuno collega Marrazzo, per es., al comune di Fondi, infiltrato dalla camorra, di cui il prefetto aveva chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ma B rifiutò? O accenna alle dimissioni di Riccardo Izzi di FI, ex assessore ai lavori pubblici, che prese voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano in zona? O alle 500 pag. dell’inchiesta del prefetto di Latina che B finge di ignorare? Perché non si parla delle società che gestiscono il mercato ortofrutticolo di Fondi che si sono bevute 75 miliardi della cassa del Mezzogiorno e per cui Marrazzo aveva respinto la nomina del presidente?
Marrazzo si è opposto ai Casalesi e alle ‘ndrine della piana di Gioia Tauro. Così lo scandalo sessuale arriva giusto per farlo fuori. E chi ci guadagna è la camorra di Casal di Principe, quella che B appoggia ormai palesemente.
Nella relazione del prefetto Frattasi si dice che la Silo srl, una società finanziata da Sviluppo Italia ha 3 titolari: il sindaco Luigi Parisella, suo cugino Peppe, che ha il fratello indagato come prestanome della ‘ndrangheta, e il senatore Claudio Fazzone, numero 1 di FI a Latina.
Il senatore Fazzone ha in mano 50.000 voti utili alla dx in quella zona, e dice che l’attacco a Fondi è un attacco al Pdl. Se Pdl=camorra, ciò è ovvio. Di qui la determinazione feroce di B per bloccare il commissariamento di Fondi, tanto che si presenteranno alle elezioni gli stessi collusi con la camorra.
Matteoli, Brunetta e la Meloni cercano di coprire Fazzone e Parisella per «disinnescare» lo scandalo.
La fidanzata di Brunetta ha per cognato il sindaco di Cisterna, Merolla, candidato con l’aiuto di Fazzone e di Brunetta, che ha scelto tra i fortunati Comuni che, “primi in Italia“, potranno beneficiare del “protocollo e-gov 2012” per l’efficienza amministrativa proprio la Provincia di Latina e il Comune di Cisterna. Che caso!
Matteoli, Ministro delle Infrastrutture, candida Ilaria Bencivenni a sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone, ma la Bencivenni non vince.
La Meloni in un comizio si dichiara pubblicamente contro il commissariamento di Fondi, e il suo portavoce e fidanzato è figlio di una ex parlamentare berlusconiana e di un avv. di Latina che guarda caso difende grossisti del mercato di Fondi come Garruzzo, arrestato già per usura e difende la moglie di Fazzone, la cui villa è stata sequestrata perché abusiva.
Ne ha di amici il Comune di Fondi! Anche il famoso generale Roberto Speciale, ex comandante della GdF che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con Visco, contribuì a mandare a fondo il Governo Prodi, quello delle famose spigole che si fece mandare in aereo militare sulle Alpi da Fondi. Vicino alla proprietaria del campeggio di Fondi, inquisito ma salvato dal solito amico Fazzone.
Maroni, che si vanta di contrastare la mafia, su Fondi deve cedere a B, dopo che la richiesta di scioglimento del prefetto è stata sul suo tavolo per un anno, centinaia di pag. stese da una commissione di esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Ma il Governo non risponde, nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (2a retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma. Il Consiglio dei ministri decide “di non decidere”, altrimenti “la giunta potrebbe dimettersi»!?!
Marrazzo ha infastidito altri personaggi, anche nella sanità privata, negando fondi a quell’Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio, e proprietario del Riformista e di quel Libero che fu il 1° giornale che tentò di vendere il video su Marrazzo.
Il video venne fuori quando i carabinieri cercavano il boss latitante Iovine, vicerè dei casalesi, ancora a piede libero insieme a Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. Un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisò che Iovine potrebbe essere a Sperlonga, e chi originario di Sperlonga? Proprio il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri, che aveva soffiato la presenza di Marrazzo in via Gradoli.
Ora il pusher è morto, per overdose o eroina tagliata con arsenico, si dice, e anche Brenda è morta, ormai i delitti si moltiplicano. E un’altra trans è stata minacciata, picchiata ed è fuggita. E si bisbiglia di una lista di 12 nomi eccellenti, onorevoli e ministri, che fa tremare Roma.
E come mai Marrazzo ha ritirato tutto quello che aveva detto e nega che vi siano dei colpevoli, dice che i poliziotti non lo hanno ricattato e che nulla è successo? Come mai muoiono provvidenzialmente due testimoni dei traffici che sanno dei clienti non ancora identificati?
E perchè un’istituzione prestigiosa come l’Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati?
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Commento
Viviana Vivarelli

La morale è abbastanza chiara. Questo governo sta al potere grazie a voti ottenuti col chiaro appoggio alla criminalità organizzata: mafia in Sicilia, ‘ndrangheta in Calabria, camorra nel Lazio e in Campania e, per difendere questo potere mafioso e criminale, non esita ad accettare o a commissionare una scia di morti, attentati, stragi, depistamenti, ricatti.. insieme alla decisione di opere del tutto pazzoidi come il Ponte di Messina o le centrali nucleari, il cui unico scopo è quello di foraggiare la criminalità organizzata.
C’è dentro di tutto, dalla rinascente Cassa del mezzogiorno, alla Salerno-Reggio Calabria, al controllo dei cantieri o dei grandi mercati, alle grandi opere… un potere politico retto dalla criminalità che ormai non usa solo le armi della diffamazione e dell’intimidazione ma quelli dell’assassinio.
Ed è a questo Governo, associato con la mafia, la ‘ndragheta e la camorra che dovremmo affidare la riforma della Giustizia, lo smantellamento della Costituzione e la trasformazione della Repubblica parlamentare in regime presidenziale forte?

E perché de Magistris è stato costretto ad andarsene? E ha dovuto abbandonare la sua inchiesta sui 20 miliardi di fondi europei spariti in Calabria? Perché anche il Governo Prodi gli si é messo contro? Persino Napolitano.
Perché l’inchiesta successiva ha scagionato de Magistris, ha assolto Prodi e tuttavia l’inchiesta sui 20 miliardi inghiottiti dalla politica corrotta e dalla ‘ndrangheta calabrese è scomparsa nel nulla? E sono rimasti al loro posto quei magistrati che l’inchiesta di De Magistris aveva indicato come colpevoli? E tutto è stato insabbiato per la gloria dei corrotti affinché continuino le loro pratiche infami.
E perché nel processo del CSM contro de Magistris abbiamo dovuto vedere ostile anche quella dottoressa Vacca di Rifondazione? Forse perché ormai la situazione politica è arrivata a un tale grado di corruzione e commistione da essere ingestibile e da mescolare nella stessa fogna tutti i partiti e i politici in uno stesso aberrante crimine di omertà?
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Notazione privata
Viviana Vivarelli

Io noto questo:
le trans ricevevano il fior fiore della politica romana, ricconi strafatti e viziosi, ormai stufi dei vizi regolari e in cerca di sensazionalismi del genere lercio.
Il via vai era intenso e non mi si venga a dire che era selezionato per colore politico.
Tra trans e coca si parla di 1000, 2000, 5000 € a visita.
Brenda e le altre vivono in una squallida povertà, Brenda dormiva in una cantina di 17 mq e il suo letto sembra la cuccia del cane. Non meno squallido è l’appartamentino dove riceveva gli ‘splendidi’ clienti, gli onorevoli e i ministri.
Dove finivano tutti questi soldi?
E’ noto che le prostitute, femmine, maschi o trans che siano, non lavorano in proprio, dipendono da cricche di magnacci che prendono loro gli utili. Come mai nessuno parla o cerca o interroga i protettori?
Il lusso più costoso che Brenda si era permessa è un paio di vistosi orecchini di plastica bianca a cui teneva molto. Il panorama è di uno squallore impressionante.
E la sua morte dovrebbe aprire immediatamente le indagini sul mondo degli sfruttatori che sta dietro queste povere creature. In realtà doveva aprirsi immediatamente dopo il caso Marrazzo e ora ancor più adesso che ci sono già due morti sospette e un’altra trans percossa minacciata e fuggita.
Se dietro il ricatto a Marrazzo c’è il fitto gioco degli sporchi ricatti politici, dietro queste 2 morti e l’intero mondo della prostituzione di via Gradoli c’è un mondo criminale di protettori e ricattatori.
Eppure i media non ne hanno nemmeno accennato. Si sono limitati a pescare nel sordido della vicenda Marrazzo come se iniziasse e finisse con lui, in un vuoto di complici.
Ma non è affatto così e i giornali hanno fatto un pessimo lavoro, dello scandalismo sessuale senza vere inchieste sui veri bassifondi, degli spacciatori da una parte e dei politici infami e profittatori dall’altra.
Mancano 2 cellulari. Il ricatto dunque continuerà. E’ più che verosimile, adesso, che molte teste coronate tremino.
Quando ci si mescola al luridume è improbabile che qualche schizzo non ti sporchi il vestito e potrebbe farlo al punto da renderlo impresentabile.
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Davvero esemplare come suicidio!

Faccio sparire due cellulari compromettenti.
Affogo il pc nel lavandino quando anche un bambino sa da tanti telefim che questa è una mossa sciocca perché non cancella l’hardisk.
Preparo le valigie (per andare in cielo?).
Poi mi sbronzo e prendo un sonnifero, in attesa che qualcuno mi dia fuoco al letto.
Nei panni di Brenda, se avessi voluto ammazzarmi, 1°: non avrei fatto le valigie,
2°: avrei mandato un bell’elenco di clienti e i due cellulari con foto incorporate a un magistrato di Milano
3°: non avrei scelto davvero di morire bruciata o soffocata.
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Le grandi opere: il bluff di Berlusconi
Viviana Vivarelli

Non è stato ancora stato iniziato il Ponte di Messina, né è stata mai finita la Salerno-Reggio Calabria e già insorge il tam tam a favore delle centrali nucleari.
Il Ponte di Messina non ha copertura finanziaria né finanziatori privati, non ha assicurazioni che ne sostengano i rischi, non ha nulla di nulla, non ha nemmeno un piano predefinito di costruzione. E lo stesso le centrali nucleari.
Credete voi che possano esistere delle assicurazioni che sostengano i rischi di contaminazione, fuga radioattiva, terremoto, attentato, malgestione o costruzione difettosa di queste dieci centrali? NO, certo. I rischi saranno tutti a carico nostro. I guadagni saranno tutti a vantaggio loro.
Fanno soldi con la nostra morte!
Non abbiamo forse già troppi casi di cancro e leucemia? Li vogliamo aumentare? Ma cosa siamo? Carne da macello?
Nell’affare del Ponte di Messina ci sono già dentro come forze spartitorie, mafia, ‘ndrangheta e mafia, e nessuno controllerà le infiltrazioni mafiose negli appalti. Hanno già inventato uno speciale strumento: il Piano Obiettivo (già apprezzato anche da Prodi) per saltare i controlli di legge.
Ne inventano sempre una. Per la ricostruzione delle zone terremotate, Bertolaso hanno calpestato tutti i piani regolatori dei Comuni, i piani ambientali, le leggi sul territorio… illiceità assoluta sotto la dizione “pieni poteri”!
Col Ponte fanno lo stesso. Non c’è nemmeno una ricerca di sostenibilità ambientale!
Per le centrali nucleare hanno già detto che i Comuni o gli altri enti locali NON POSSONO OPPORSI, piano militare! Una opposizione sarebbe eversione contro lo Stato!
Tutte le grandi opere del programma di B, quelle per intenderci del programma firmato davanti al notaio e segnato a colpi grossi di pennarello sulla lavagna di Vespa, erano e sono tutt’ora prive di copertura finanziaria.
Per cui solo gli allocchi possono abboccare a queste sfacciate promesse elettorali.
Si è visto poi che il programma di B serviva solo ad aprire i primi cantieri e a chiuderli subito dopo per mancanza di fondi, per cui il successore Di Pietro fece i salti mortali per tenere in vita qualche lavoro e dovette, per il Ponte di Messina, non sciogliere la società perché le penali sarebbero state superiori allo scioglimento.
Ma a costoro non importa terminare un’opera.
Vogliono solo distrarre una mole immensa di fondi e spartirseli.
Sono 28 anni che parlano del Ponte di Messina.
Per quanti anni parleranno delle centrali nucleari? Le opere non importa farle, basta annunciarle, e cominciano subito a produrre capitali. Il Ponte non ha ancora un piano di sostenibilità ambientale ma già ci costa centinaia di miliardi di vecchie lire.
L’importante è mettere in cantiere delle infrastruttura, e a volte nemmeno quello. Basta distrarre dei fondi che poi spariscono anche senza niente di fatto. E a questo serve la cassa del Mezzogiorno, furbescamente resuscitata da Tremonti, che ricomincerà a rifocillare le consorterie ammanicate. Da una parte soldi, dall’altra voti e potere. Ecco a che servono gli annunci delle grandi opere!
Nel 1993 il Consorzio per la bonifica dell’alto e medio Belice voleva costruire una diga, contro gli affari dei boss che avevano in appalto le sorgenti d’acqua con cui venivano irrigati gli aranceti della Conca d’oro. Cosa Nostra s’impossessò del Consorzio. La diga fu costruita assumendo gli amici degli amici in cambio di voti In un quarto di secolo il consorzio distribuì 30 miliardi di lire e ne dilapidò altri 300 nei 30 anni che precedettero l’inaugurazione della diga.
E’ sempre così.
Per il ponte Impregilo si è aggiudicato l’appalto con un’offerta di 4 mila miliardi di €, lo Stato dovrebbe garantirne la metà per un’opera, che nelle stime arriverà a 10.000 miliardi. La spesa da parte dello Stato dovrebbe essere coperta dalle Ferrovie. Indovinate come.
Per un risparmio di mezz’ora per chi va in Sicilia si penalizzeranno tutti i viaggiatori d’Italia.
A parte il patto per gli appalti della criminalità organizzata, Impregilo è quella che non ha nemmeno saputo costruire gli inceneritori in Campania ed è coinvolta nella porcheria delle discariche del napoletano. Farà il Ponte con la Calcestruzzi, società accusata dalle procure siciliane di aver barato sulla quantità di cemento nell’edificare piloni e viadotti di autostrade.
Oltre a ciò, l’imprevedibilità delle correnti esclude che si possa fare un ponte sicuro.
Il Ponte di Messina ha troppe cose contro, che si finge di ignorare per non perdere i guadagni provenienti dai forti investimenti. La placca del Mediterraneo è in continuo movimento per le sollecitazioni che dal Continente africano coinvolgono la penisola iberica. Il pericolo di un maremoto è in costante agguato.
E’ stato calcolato che a ponte ultimato il risparmio sui tempi attuali di attraversamento dello Stretto sarà di mezz’ora. Un po’ poco per la costruzione di un precario ponte da 10.000 miliardi di euro, privo di collegamenti con la terraferma. Davvero una grossa bufala.
E quanto cose non ci hanno detto e fingono di ignorare sulla pericolosità delle centrali?
Comunque il Governo B si muova, il risultato è sempre lo stesso: una massa enorme di capitali che scompare inghiottita dalla criminalità organizzata e dalla corruzione politica e un peggioramento progressivo delle condizioni di questo disgraziato paese spogliato e depredato da una massa di criminali che fanno della nostra vita e del nostro territorio carne da polpette per la loro avidità senza fine.
E ora in questa spartizione demoniaca si è messa anche la Lega che era apparsa come tutelatrice del territorio e che ora appare addirittura come la fiancheggiatrice della mafia, mentre la cosiddetta opposizione farfuglia qualcosa così flebilmente da non essere nemmeno udita e non è capace nemmeno di fare controinformazione.
Complimenti vivissimi a tutti quanti!
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E dove non arriveranno leggi storpiate ci sarà il segreto di Stato
Liliana segnala

Forse il nucleare non passerà… ma questi stanno già mettendo le mani avanti…
Il 1° Maggio 2008 in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastrutture critiche tra le quali “gli impianti civili per produzione di energia”.
Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori sono coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera quindi anche delle discariche.
“Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento” e le amministrazioni “non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”.
Di fatto vengono poste sotto il segreto di Stato anche le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti e le attività attinenti alle materie di riferimento. In altre parole un vero e proprio divieto di divulgazione, in quanto chiunque dovesse rendere noto, per esempio, l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel proprio comune, rischierebbe fino a 5 anni di reclusione (art. 261 del Codice penale)

www.reportonline.it/2009111738257/politica/segreto-di-stato-i-rifiuti-argomento-da-servizi-segreti.html
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Ecco come sono state smaltite le scorie nucleari in Germania
Ed è uno dei motivi perché non si fanno centrali nucleari nel resto d’Europa

Video allucinante

..e se questo è stato fatto nell’efficientissima Germania, figuriamoci cosa accadrebbe in un ‘Italia dominata da criminalità e malaffare. Prendete i danni delle discariche e moltiplicateli per un numero infinito!
Se siamo tanto idioti da non pensare a noi stessi e a crederci immortali e intoccabili, pensiamo almeno ai nostri figli!
Nessuna specie animale è così dannata da condannare a morte certa e precoce i propri figli. Lo dobbiamo fare noi per alimentare i guadagni economici di Berlusconi & soci?

www.youtube.com/watch?v=JTEdJX6rlrs

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OT
Aberrazioni italiane

Appena sentita da mio nipote…
Muore uno zio e l’ospedale ovviamente si è precipitato a rimandare lo zio morto a casa appena è peggiorato abbastanza da rendere l’esito fatale, ma siccome è morto venerdì sera e sabato e domenica il medico legale non lavora (sigh), lo zio non potrà essere dichiarato morto fino a lunedì, a quel punto sarà impossibile trovare un prete libero di fare la funzione che sarà fatta martedì o mercoledì, e il morto deve rimanere in casa, ma, siccome hanno fatto una nuova legge che vieta la puntura di conservazione, a quel punto comincerà a puzzare e a putrefarsi, per cui la famiglia, oltre a esporlo in salotto, dovrà azzerare il riscaldamento per non aumentare la putrefazione e se il riscaldamento è centrale, si immagina che dovrà metterlo in garage o in cantina
Poi, però, la Chiesa ha cambiato idea sulla cremazione che ora si potrò fare, purché ci si compri una costosa sepoltura nel cimitero, si pensa che ciò sia richiesto per non ledere gli interessi della mafia dei cimiteri che sulle sepolture ci specula alla grande, tant’è che nella civile città di Bologna continuo a sentire cose aberranti di cremazioni rimandate all’infinito perché i parenti non hanno pagato l’apposita tangente, e questo lascia immaginare a che livello di putrefazione arriverà la povera salma.
Ma la Chiesa ci dice che ci si deve preoccupare di avere pietà cristiana per i defunti per cui il cimitero è indispensabile, il che, visto quel che abbiamo raccontato qui sopra, ci sembra non solo insultante ma obbrobrioso.
E questo sarebbe il paese delle radici cristiane, dove le radici cristiane sono calpestate per i vivi e per i morti!
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Lo stronzo di Fini
Viviana Vivarelli

“Stronzo” in italiano significa in merda, escremento umano. La parola è un insulto cocente e la si usa contro chi calpesta il rispetto delle persone. Eppure questo insulto viene usato proprio da Fini, terza carica dello Stato, in un centro sociale di Roma, per attaccare gli xenofobi e i razzisti, per insultare tipicamente i leghisti, perché Fini chiama ‘stronzo’ chi discrimina un altro per il colore della pelle o per il Paese da cui proviene. Chiunque lo faccia, è uno “stronzo”.
“Vi pesa essere qui? – dice Fini agli extracomunitari – C’è qualche stronzo che usa qualche parola di troppo?”
Tutti restano di stucco. Il portavoce di Fini sbianca. Ma Fini insiste: “ “perché se qualcuno lo fa, la parolaccia la merita: voi la pensate, io la dico”.
E’ come se avesse dato di stronzo a Bossi, Calderoli, Borghezio, Cota, Maroni…
Noi non amiamo questa parola, ma credo che Sua Santità, se potesse scendere dalla sua immagine edulcorata, la direbbe anche lui a coloro che usano le ‘radici cristiane’ come una pala per affossare dei poveri cristi.

www.altrenotizie.org/politica/2838-il-vaso-di-pandora.html
Le confessioni di Spatuzza
Mariavittoria Orsolato

Pesano sempre di più le rivelazioni che il pentito Gaspare Spatuzza comincia a fornire sulla famigerata trattativa tra mafia e Stato. In estate aveva rivelato nuovi particolari sulla strage di via D’Amelio e ora dice chiaro e tondo che Berlusconi e il suo amico Marcello Dell’Utri hanno avuto un ruolo chiave nella transizione politica dalla prima alla seconda Repubblica: “In un primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa nostra, e poi si volevano accreditare all’esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare”.
Parole che risalgono al 18 giugno scorso ma che arrivano ora come un fulmine a ciel sereno e per molti significano la conferma di diversi fatti incongrui e repentini, che hanno avuto luogo a cavallo degli anni 1992 e 1994.
Alla fine del 1993 – è cosa nota – Berlusconi aveva debiti per circa 7.000 miliardi di lire e, sebbene continui a vaneggiare sul fatto di essersi fatto da solo, i soldi qualcuno glieli doveva aver pure prestati.
Secondo “L’odore dei soldi”, il libro scandalo di Travaglio e Veltri del 2001, l’origine delle fortune finanziarie del biscione sta proprio in Sicilia e nei contatti che l’amico Marcello ha gelosamente cullato, in attesa degli inevitabili tempi bui che avrebbero coinvolto lui e l’indispensabile Silvio.
Spatuzza individua nei contatti del duo milanese i suoi capi, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano: “Ritengo di poter escludere categoricamente – spiega l’ex uomo d’onore – conoscendoli assai bene, che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averne personalmente parlato”.
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Armando
“…quelle lunghe file serali di macchine in cerca di sesso a pagamento – 9 milioni di maschi italiani sono clienti di prostitute tra preti, politici, militari, giudici, imprenditori, gente comune – tra loro abbondano gli ipocriti che di giorno predicano e legiferano contro la prostituzione definendola ‘indecorosa’ e di notte si comprano un angolo di segretezza per dar sfogo ai propri vizi”,
..
Gli italiani sono 57 milioni. I maschi 28 e le donne 29. Togliendo 10 milioni di minorenni di ambo i sessi, malati e ultraottentenni, i maschi adulti restanti saranno 20 milioni. Togliendo 9 milioni che vanno a prostitute e a trans, e 50.000 preti che non ci dovrebbero andare, di gente sana ne resta poca.
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Esperti

Esperti? Un governo trova sempre i tenici che vuole che dicono sì a qualunque monnezza.
L’ingegnere che diede l’okei al progetto del Ponte di Messina ora ci ha ripensato e dice che non è fattibile, intanto il suo sì è passato, i suoi dubbi no.
Bush ha trovato fior di esperti che dicevano che non esisteva alcuna crisi climatica e che l’aumento dei 2 gradi e lo scioglimento dei ghiacciai era una favola, e invece.. ma con tutta la degradazione planetaria davanti, ancora Cina e American rifiutano di moderare il C02.
Fior di esperti ci hanno assicurato che il neoliberismo avrebbe portato benessere e richezza ovunque e invece ha aumentato di un miliardo i poveri del mondo, ha portato a 6 bambini morti ogni secondo, non è riuscito a darsi un minimo di regole finanziarie e ha ricoperto d’oro quelle stesse banche che hanno portato alla rovina senza uno straccio di idea su come modificare la crisi.
Altri fior di esperti hanno detto che Saddham stava facendo armi di distruzione di massa e non era vero, e che gli eserciti USA portavano la democrazia, e non era vero, per cui non sappiamo nemmeno se è vera la corsa al nucleare militare dell’Iran , mentre nessuno ha battuto ciglio sulla corsa al militare nucleare israeliano.
Ci rimbombano di bugie.
Ora dicono che il nucleare di ennesima generazione è più sicuro, intanto non riescono a smaltire nemmeno le scorie di Caorso.
E ‘l’esperto’ Alfano ci viene a imbonire dicendo che il processo breve farà sparire al massimo l’1% dei processi italiani, quando se quell’uno fosse pure l’Enimont, o Parmalat, o la scalata di Consorte o i delitti dei medici del Santa Rita lo scandalo sarebbe insopportabile.
E vengono a dire spudoratemente che la privatizzazione dell’acqua è stata comandata dalla Comunità Europea quando non è vero affatto.
Nulla di quel che dicono è vero e quando tirano fuori ‘gli esperti’ costruiscono solo una catena di menzogne per coprire degli interessi sporchi e privati.
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Acqua privatizzata
“MALEDETTI VOI….!”

Alez Zanotelli

Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua.
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita, per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi, inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .
AGLI ATO
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
– organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
– esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese: “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”

..
http://masadaweb.orgspecie

1 commento »

  1. Il problema degli ex dipendenti Eutelia è doppio perchè oltre ad essere licenziati, dalla ditta Omega che li ha assunti pochi mesi fa, non prenderanno nemmeno la liquidazione perchè Omega fallirà! Eutelia risparmia/incamera quindi quei soldi pari a circa 50 milioni di euro.
    Io ritengo questo fatto più ignobile del licenziamento perchè è una vera e propria truffa e non uno sfortunatissimo fallimento

    Fabrizio

    Commento di MasadaAdmin — novembre 25, 2009 @ 7:37 am | Rispondi


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