Nuovo Masada

novembre 21, 2009

MASADA n° 1037. 21-11-2009. Roma putrefatta

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:14 am

Prima Roma era marcia, ora è putrefatta
Viviana
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Loro non muoiono mai – Nel paese una scia lunga di morti – Le bugie del potere – Candidate Saviano ! – Rifiuti americani al vaccino, tecniche di marketing – E’ necessario un reddito base

“Sono il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto nei 150 anni della sua storia”. Questo delirio di onnipotenza maschera in realta’, come sempre, un proporzionale e irrisolto “complesso di inferiorità”. Se uno e’ davvero convinto di essere il migliore, non ha bisogno di affermarlo, ci sono i fatti a dimostrarlo. Da che cosa gli derivi questo complesso di inferiorita’ e’ impossibile dire. Ci vorrebbe un analista o forse un plotone di analisti.
Per quanto scavi nel passato, recente e remoto, non ricordo qualcuno che si sia espresso in questi termini su se stesso. Nessun regista, per quanto sommo, Ingmar Bergman o Federico Fellini o Orson Welles, ha mai detto di sé: «Sono il migliore fra tutti quelli che si sono cimentati con la macchina da presa». Nessun attore, sia pur straordinario, un Lawrence Olivier, un Vittorio Gasmann, un Dirk Bogarde, ha mai osato affermare: «Sono il meglio fico del bigoncio». Nessun atleta, si chiamasse Fausto Coppi o Pelè, si è mai dichiarato il primo in assoluto. Nemmeno Maradona, che pure era un po’ “svitato”. Neanche Rudy Nureyev, che era un narciso per temperamento e professione, ha mai detto: «Sono il più grande ballerino di tutti i tempi». E lo era. Forse solo Carmelo Bene ha detto qualcosa del genere, ma in termini ironici e autoironici («Sono apparso alla Madonna»). Invece nelle affermazioni di Berlusconi e in tutto il suo atteggiamento non c’è mai un briciolo di ironia e, tantomeno, di autoironia. Si prende sempre e tremendamente sul serio. Come quelli che in manicomio credono di essere Gesù Cristo.

Nonostante nella sua vita abbia fatto cose notevoli (e lasciamo perdere, per una volta, i mezzi molto discutibili che ha usato per affermarsi, anche perché migliaia di altri si sono serviti degli stessi mezzi ma non hanno avuto la sua riuscita), non è stato mai preso veramente sul serio. È stato un grande imprenditore, nel settore immobiliare e dei media, ma non è mai entrato nel “salotto buono”. Stefania Craxi mi ha raccontato che una volta suo padre e Berlusconi andarono a trovare Gianni Agnelli nella sua villa di Saint Moritz. Agnelli ricevette Bettino, ma fece attendere due ore Berlusconi in anticamera. Come politico ha successo in Italia, ma il resto del mondo, dall’Europa agli Stati Uniti al Giappone, ride di lui. Per farsi notare nei meeting internazionali ha bisogno di ricorrere a scherzi infantili, da “asilo Mariuccia”. I suoi colleghi lo sopportano perché non possono far altro, per “dovere istituzionale” per dirla con Zapatero.

Io credo che Silvio Berlusconi abbia perso una formidabile occasione per diventare un grande uomo di Stato. Aveva tutto: esperienza, ricchezza personale, una batteria di media a disposizione, un consenso fortissimo e un’opposizione ridicola. Era considerato, e con buone ragioni, “l’uomo della Provvidenza”. Solo Benito Mussolini si è trovato con un potere altrettanto forte in mano. Ma mentre Mussolini aveva in testa un’idea di Stato e di Nazione che realizzò con coerenza e ha fatto buone cose (l’Iri, la creazione di una burocrazia efficiente, le bonifiche, per spulciarne solo alcune) prima che la sconfitta bellica liquidasse il fascismo, Berlusconi è su piazza da quindici anni, 2500 giorni li ha passati come capo del governo gli altri come capo indiscusso dell’opposizione, ma sfido chiunque a dire che in questo periodo l’Italia sia migliorata di un ette. La sola cosa che è riuscito a fare è spaccare il Paese in due. E adesso sta venendo in uggia anche ai suoi alleati e a parte dei suoi seguaci.

Penso che sia stato proprio il suo debordante narcisismo a perderlo. E di lui, oggi, si potrebbe dire, malinconicamente, quello che Leone Trotzkij, in un famoso discorso, disse dei menscevichi: “Avete sprecato la vostra parte, ritornate nella spazzatura della Storia”.

Massimo Fini
http://www.massimofini.it
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I politici non muoiono mai
Ma cosa sono?
Dei Visitors?

Viviana
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Questi usano droga come fosse pane e fottono qualsiasi cosa che respiri senza garanzie e anche senza preservativo come usa B, bambini o maggiorenni altolocati da suburbio, maschi, femmine e trans, eppure non si prendono mai l’AIDS, non gli viene mai un ictus (salvo Bossi) e non muoiono mai di overdose. Angariano il paese ma non c’è un killer a pagarlo oro.
Oltre a ciò non prendono mai quelle malattie che colpiscono i comuni mortali: leucemia, cancro, sclerosi multipla, infarto, Parkinson…
Non sono nemmeno colpiti da epidemie, pallottole vaganti, incidenti automobilistici (solo Haider), cadute di aerei, vasi che precipitano dal balcone, scivolate nel bagno, esplosione del boiler, avvelenamenti di cibi, attentati mirati o di gruppo, cadute provvidenziali dalle scale, incendi, esplosioni…
Berlusconi ha detto che vuole vivere 120 anni, praticamente vorrebbe governare ancora mezzo secolo. Ci sotterrerà tutti. L’uomo più vecchio del mondo ha 138 anni, dunque può anche allargarsi.
Cosa c’è che li protegge a tal punto?
Muoiono tutti in tardissima età, o sembrano immortali. Andreotti ha 89 anni, la Montalcini 90, Scalfaro 91, Ratzinger 82. E’ morto Vassalli pres. Della Consulta, aveva 95 anni!
Ma cosa sono? Dei Visitors?
I politici restano al loro posto ad mortem come il Papa o i cardinali. I magistrati più alti possono restare in carica fino ai 77 anni.
L’Italia è una gerontocrazia. Ultrasettantenni e ultraottantenni immobilizzano la politica e fanno indietreggiare il paese, i politici sono vecchi per età e mentalità, sono delle cariatidi i magistrati di alto grado, vecchissimi i cardinali, vecchi fino alla morte gli industriali. Un paese di vecchi può solo guardare al passato, conservare il proprio potere, curare clientele, respingere i giovani, araceni il paese.

Fare un patto col diavolo garantisce loro l’immunità eterna oltre all’impunità eterna?
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“…..c’è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao!
….”
(da “E la vita e la vita” di Cochi e Renato)
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Berlusconi ha il sorriso di un rappresentante di prodotti estetici e gli occhi di Caligola
Vi
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Un uomo perde il contatto con la realtà se è circondato dal potere
Il potere è una droga che non perdona
Uccide l’uomo e conserva la bestia

Vi
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Una scia lunga di morti
Viviana Vivarelli

Quello che fa tremare veramente Silvio non è il calo progressivo del consenso, o il tentativo di Fini di attrarre visibilità e credibilità, o lo scontro interno del Pdl sempre a rischio di deflagrazione, o l’aver imposto in 19 mesi ben 26 decreti al voto di fiducia, o lo scontro con la CEI e l’UE, o la povera immagine di questo paese in frantumi che all’estero fa ridere e dove non arrivano più capitali stranieri, o quei carrozzoni da votare in cui si stipa indecentemente di tutto e dove non si riesce a discutere decentemente di nulla. B non trema certo per una crisi economica che non ha mai affrontato, per le vuote casse statali, per il disavanzo maggiore del mondo, o per quei processi che lo incalzano come lupi, no, quello che lo fa tremare davvero sono i clan della mafia che hanno deciso di rovesciarlo, e quei pentiti che da Spatuzza in poi sembrano aver preso la rincorsa per affossarlo. Quante cose che non sappiamo pendono sul suo capo come una bomba atomica!
Intanto si tende a chiudere la bocca ai membri del ROS che hanno sicuramente altre rivelazioni scottanti da fare e che devono essere diffamati dai fidi pitbull di regime prima che aprano bocca e si ammazzano i testimoni dei vizi di Stato, come la povera Brenda e il suo spacciatore.
Noi pensiamo agli enormi patrimoni rubati al fisco, ai testimoni e ai giudici corrotti, ai politici comprati, alle truffe gigantesche, ai 63 paradisi fiscali, all’harem di femmine sempre fresche, ma ci sfugge una realtà ben più tremenda: il trono del potere gronda sangue di morti ammazzati, da Borsellino a Falcone, da Pecorelli alle vittime delle stragi, da Ilaria Alpi ai due poveri morti di oggi, lo spacciatore e Brenda, ammazzati perché non rivelassero i nomi dei politici corrotti nel caso Marrazzo.
E’ quella scia lunga di sangue e di morti che alla fine distruggerà lui insieme a tutti gli altri. Perché chi per il potere si mette con i lupi, alla fine dai lupi sarà sbranato.
Camorra e mafia, Casalesi e Corleonesi ormai si mescolano come ombre cupe dietro il potere di B.
Ormai siamo allo Stato che partecipa alla lotta per bande. Spatuzza racconta di aver avuto incarico da Giuseppe Graviano «di mettere ordine a Porta Nuova che era infestata dalla criminalità». Il pentito dice poi che in quel periodo il mandamento mafioso di Porta Nuova «era retto da Vittorio Mangano.”Era strano per noi di Brancaccio occuparci di un mandamento lontano, per mettere ordine, senza l’assistenza di gente del posto». “Ritengo che la persona vicino ai Graviano fosse Marcello Dell’Utri anche se il nome non mi fu mai fatto»
I parenti di Borsellino e Falcone aspettano.
I parenti delle vittime di Via dei Georgofili, 7 morti e 48 feriti) a Firenze vogliono che Spatuzza parli sulla loro strage come si fece per Brusca. Ma le stragi puntellano tutta la storia d’Italia e, a fianco, ci sono sempre ombre politiche, collusioni indicibili. Il potere avanza insieme al braccio armato della mafia, a destabilizzare, a togliere di mezzo voci non allineate.
Questi uomini di Stato vengono in tv a ridere e a scherzare, ci raccontano barzellette, cucinano, ballano, mentono, con la più sfacciata impudenza, e intanto fanno gli interessi della criminalità organizzata, o la usano per i loro regolamenti di conti, portano alle alte cariche mafiosi e camorristi, e nessuno vede dietro le loro facce lisce e spudorate le file di morti, i feriti, il sangue, la devastazione, la sofferenza… Dire che uno è colluso con la mafia è diventata una barzelletta, un luogo comune, quasi una patente di nobiltà, un’assicurazione che il bacino elettorale non verrà mai a mancare, ma se i fantasmi di quei morti, se quel sangue, se quelle bombe, se quelle devastazioni sorgessero alle loro spalle in tutta la loro bruttura, allora capiremmo cosa vuol dire essere collusi con la mafia.
E quando la mafia decide di attaccare, anche un Berlusconi può avere paura. Perché noi non sappiamo cosa c’è dietro di lui, ma lui lo sa benissimo.
E ora quante morti ci vorranno perché gli uomini politici insabbino, tra le trans, tra gli spacciatori, nella via Gradoli o nelle altre vie della Suburra, la testimonianza della loro condotta spregevole, il loro rotolarsi nel fango, il luridume delle loro coscienze ormai marce?
Quante morti ci vorranno per chiudere quei sepolcri imbiancati che fuori splendono di vestiti di Caraceni, di belle donne, di coca e di lusso esibito e indecente?
Quanta verità sarà tratta fuori da una polizia, serva di regime, destinata a tacere da mezzo secolo e a sotterrare anch’essa le sue nequizie in una omertà che non è mai mancata alle sue pecore nere, in una obbedienza servile non alla Repubblica ma ai padroni del potere?
E’ la Roma imperiale un enorme calderone di vizi, ricoperti di ipocrisia, dove ognuno sa tutto e nessuna denuncia niente, dove le spalle ci si coprono a vicenda e accade che gli oppositori siano così simili ai ricattatori da confondere i colori di partito e da rovesciare le piazze in acquiescenze, e dove la magistratura ammanicata di Roma è un benefico porto delle nebbie in cui i potenti hanno sempre trovato riparo e nascondimento per i loro vizi ed errori.
Non parla, a Roma, Berlusconi di toghe rosse sapendo di muoversi qui in una riserva di carne umana dove le guardie sono d’accordo coi cacciatori di frodo e dove gli enormi capitali illeciti che girano sono coperti da provvidenziali scudi fiscali, la Roma ladrona e fatiscente, che ormai ha assorbito anche quei leghisti che erano nati per combattere il marciume e ora sono immersi fino al collo nella palude, mentre le folle sciocche ripetono slogan di prammatica.
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La bugia è un vizio
Viviana Vivarelli

Non hanno vergogna i parlamentari del Pdl a presentarsi in televisione a dire le stronzate che dicono? A dire cose tanto false che si stenta a guardarli e si ha vergogna per loro!
Non è vero che i procedimenti giudiziari contro Berlusconi sono 106, sono molti di meno, anche se in un paese civile sarebbe bastato uno solo di essi per estrometterlo per sempre dalla politica. Non è vero che in Italia tutti sono intercettati; per un paese che un tale grado di corruzione che è la patria di mafia, ‘ndrangheta e camorra le 10.000 persone intercettate sono anche poche. E non è vero che i giudici ne abusano. Altrove ci sono molti più organi che le fanno, in UK persino i vigili del fuoco.
Non è vero che i processi contro Berlusconi sono cominciati solo dopo la sua discesa in politica, anzi molti erano cominciati prima e lo avrebbero mandato in galera proprio se non fosse sceso in politica con protettori illustri che gli hanno stesso una rete di salvezza.
I due capisaldi su cui si basa la famosa persecuzione delle toghe rosse sono un falso smaccato e spudorato. E non basta che bestie da servaggio continuino a ripeterli come fossero realtà conclamate, anzi il fatto che tutti, come un solo corpo, con identiche parole, ripetano queste falsità li fa parere tutti un branco di animali, simili a quei somari da circo che tutti insieme, a un cenno del domatore, tentano una difficile acrobazia, facendo credere che gli asini volano o forse credendolo essi stessi.
E non è vero che questa turpe svendita dell’acqua pubblica era un dovere nei confronti di una ingiunzione europea. L’Olanda ha votato contro. La Germania ha detto di no. Nessuna legge dell’UE impone di privatizzare l’acqua e dirlo è una stronzata. Tocca al premier di ogni paese decidere e B ha deciso di farlo per interessi che non sappiamo ed è intollerabile che ai cittadini si rifilino queste bugie.
E non è nemmeno vero che il servizio idrico pubblico in quanto pubblico vada male. A Milano l’acqua è un servizio che funziona benissimo, l’acqua è tanta, non manca mai, è potabile, costa poco. E lo stesso a Roma. E le perdite dall’acquedotto sono minime. Chi difende il servizio privato in quanto privato è in errore. Al sud e in Sicilia l’acqua non c’è mai stata perché è sempre stata gestita dalla mafia e le perdite dell’acquedotto sfiorano il 50%. Credete forse voi che quando in Sicilia o in Calabria l’acqua sarà gestita privatamente e legalmente dalla criminalità organizzata o da una delle 9 multinazionali dell’acqua, le cose andranno meglio?
Siamo stufi di sentire rappresentanti di governo presentarsi in televisione a dire stronzate, a ripetere con vera sfacciataggine cose assolutamente non vere. Questa sequela di menzogne non fa onore né a loro né al partito che rappresentano, ma soprattutto fanno capire benissimo di che pasta sia il leader che li comanda e quanto poco stimi l’intelligenza degli italiani.
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Quando gira un’infezione, l’organismo dovrebbe avere gli anticorpi per difendersi.
Quando girano tendenze populiste e si dice che il corpo elettorale dovrebbe produrre il suo leader direttamente e dargli poteri assoluti, accentrando tutti i massimi poteri dello Stato, dovrebbero esserci vigorosi anticorpi costituzionali. Ma questi in Italia non ci sono
”.
Corrado Augias

Leader porconi
Viviana Vivarelli

Il primo giorno della FAO arrivavano dei torpedoni da cui scendono 500 giovani e belle donne. Una giornalista curiosa indaga, scoprendo che le 500 giovani rispondevano a un annuncio fatto da Gheddafi: “Cercasi 500 belle hostess, dai 18 anni ai 35, alte minimo 1,70 m, eleganti ma non scollate o in minigonna. Gettone di presenza: 60 euro.”
Le 500 belle ragazze entrano in una sala, si siedono e arriva Gheddafi, che fa loro una lezione sul Corano, chiedendo loro di diventare musulmane.
Quello che non si capisce è perché dovessero essere tra i 18 e i 35 anni, alte 1,70 e belle.
Come ha detto Lella Costa: “Le vie delle signore sono infinite”.

Pillole al femminile
Viviana Vivarelli

Mi sembra logico che il colore del Pdl sia l’azzurro, visto che è il colore del Viagra.
Per affiancare la pillola azzurra del Viagra, hanno inventato il Viagra al femminile, pillola rosa, per l’eccitazione delle parti basse erogene femminili, ma non ha funzionato.
Allora hanno inventato una nuova pillola del piacere, che agisce sul cervello ed ha funzionato.
Non occorrono parole per far capire quanto sia grande la differenza tra uomini e donne.
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Alina
Ma quanta acqua ci vuole per una centrale nucleare?

Un impianto da 1000 Megawatt (Caorso era da 830 Megawatt) richiederebbe per il raffreddamento quasi un terzo dell’acqua che scorre nel Po a Torino.
E quanta per un cancrovalorizzatore?
Il Comune di Rivalta (To) per il termovalorizzatore della Provincia di Torino, mostra, tra gli altri, un dato impressionante: il consumo di 2,16 kg di acqua per ogni kg di materiale bruciato! Un inceneritore da 120.000 tonnellate consumerà in un anno circa 260.000 metri cubi di acqua, 260 milioni di litri pari al fabbisogno di oltre tremila persone.
Assetati e affogati …nella merda !
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Armando di Napoli
Oro

I banchi dei pegni
gestiti da criminali
con licenza di delinquere
affondano l’ultimo colpo
mettendo sotto il naso
della miseria affamata
l’odore sublime di un pollo arrosto
aumentando le tariffe
del pagamento dell’oro

mettendo in atto l’ultima truffa
ai danni delle famiglie impoverite
genuflesse dinanzi al portone della sopravvivenza
scippandosi l’ultimo ricordo
una coppia di fedi
che hanno unito un matrimonio
una collanina regalo di un battesimo
o un dente d’oro acquistato
con i risparmi di anni di lavoro

l’oro simbolo di purezza valore e lealtà
ormai e’ gia’ nelle mani
dei banchieri del demonio
che si divertono a creare sofferenze
e mostrare la loro vanita’
di dittatori assoluti
padroni di milioni di bocche
che non riescono a nutrire
corpi svenduti al mercato della miseria

georgetown 20 novembre 2009
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Manuela segnala
Campania: «Contro Cosentino la candidatura di Saviano»
Massimiliano Amato

«Se il candidato del centrodestra sarà Nicola casentino (che B no ha intenzione di ritirare), non sarà una vittoria per il centrodestra ma una sconfitta per l’intero Paese. Ma se un signore che ben 5 pentiti di camorra sostengono essere stato a disposizione dei clan dei Casalesi fosse candidato per il Pdl, il centrosinistra abbia il coraggio di chiedere a Roberto Saviano di scendere in campo. E Roberto Saviano, dal canto suo, non abbia timore di sporcarsi le mani con la politica per restituire dignità a una terra così martoriata». L’urlo di Claudio Fava, dirigente di Sinistra e Libertà, scuote le alte volte della cappella Palatina del Maschio Angioino a Napoli e scatena un autentico boato in sala. La «provocazione» dell’ex eurodeputato arriva nel corso di un convegno su questione morale e istituzioni, organizzato da Luigi De Magistris, eletto a Bruxelles alle ultime europee con l’IdV e che ha visto la partecipazione di Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Paolo Ferrero, Concita De Gregorio e Angela Napoli. Proprio da quest’ultima, coraggiosa deputata calabrese del Pdl, arriva l’applauso più convinto alle parole di Fava. A rafforzare il concetto anche il segretario di Rifondazione Ferrero: «Dobbiamo come centrosinistra saper dire a chi è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata di fare un passo avanti». D’accordo con Fava e Ferrero anche Antonio Di Pietro, che arrivando al Maschio Angioino sottolinea di essere a Napoli per testimoniare la sua vicinanza «a De Magistris e sconfessare le illazioni pubblicate dai quotidiani a proposito di presunti dissidi tra me e lui» (l’altro annuisce). A quel punto, mancherebbe solo il Pd, impegnato nell’affannosa scelta della successione di Antonio Bassolino. (segue)

cerca.unita.it/data/PDF0114/PDF0114/text45/fork/ref/09311n2a.HTM?key=Massimiliano+Amato&first=1&orderby=1&f=fir
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Roberto Saviano
monologo a Che tempo che fa – prima parte
http://www.youtube.com/watch?v=bwgLSDKPBNY

Roberto Saviano intervistato da Fabio Fazio (Parte 1)

http://www.youtube.com/watch?v=8wRptJsGDJc

http://www.gallito.eu/2009/03/26/che-tempo-che-fa-speciale-saviano-intervista-con-fazio-del-250309-prima-parte-youtube-vide/

I fatti dell’Iran
http://www.video-tube.it/2009/11/roberto-saviano-che-tempo-che-fa-111109.html
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Vaccino americano
Manuela segnala

La cosa comincia davvero a farsi seria: il Council on Foreign Relations è di nuovo sceso in guerra, come nel 1939. Stavolta, contro coloro che mettono in guardia dai vaccini. Difatti manca il consenso popolare alla vaccinazione di massa: 60 americani su 100 rifiutano il vaccino, sostenendo che non è stato testato ed è pericoloso. Che cosa c’è dentro quei vaccini? Quale ingrediente il CFR è così interessato a inocularci? Perchè i sintomi dell’influenza ucraina assomigliano tanto a quelli della spagnola? Forse la IBM ne è a conoscenza
Mamme italiane, siete debitamente angosciate per il vostro bambino a rischio d’influenza «letale»? State già affollando le guardie mediche? State già invocando ad alta voce il vaccino anti-influenzale, che – come vi dicono i media – non è in quantità sufficiente per tutti?
E’ esattamente la reazione che hanno pianificato per voi i poteri forti.
«La cosa migliore sarebbe di mettere in giro la voce di una scarsità (del vaccino), perchè la gente tende comprare di più (di qualunque cosa ci sia penuria)… La gente farà la fila per farsi fare l’iniezione antinfluenzale».
Questa frase è stata pronunciata nel corso di un simposio del Council on Foreign Relations, tenutosi a New York il 16 ottobre, i cui membri hanno discusso come indurre il pubblico a farsi somministrare il vaccini anti-H1N1, nonostante la resistenza che sta montando fra il pubblico e i medici.
Il Council on Foreign Relations (CFR) è la «cupola» dei poteri forti: fondato dalla famiglia Rockefeller nel 1917 come fondazione con lo scopo di suggerire ai governi americani la politica estera in senso mondialista e filo-capitalista, ha avuto una parte decisiva nel far entrare Roosevelt in guerra contro la Germania.
continua….

pinkveritas.splinder.com/post/21653520
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Bella poesia di Saramago mandata da Mariapia

E’ la lunga interminabile
conversazione delle donne,
sembra una cosa da niente,
questo pensano gli uomini;
neanche loro immaginano
che è questa conversazione
che trattiene il mondo nella sua orbita.
Se non ci fossero le donne

che parlano tra loro
gli uomini avrebbero già perso
il senso della casa e del pianeta

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SALVIAMO L’ITALIA, SALVIAMO LA DEMOCRAZIA. BERLUSCONI DIMETTITI
ILTESTO DELL’APPELLO

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.
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Non è vero che Berlusconi è stato eletto dal popolo
Pancho Pardi

Ma è poi vero che Berlusconi è stato eletto direttamente dal popolo? Niente affatto. I cittadini italiani sono stati costretti a votare da una legge elettorale infame che, oltre a impedir loro di votare per chi volevano, li ha obbligati a votare per simboli in cui era stato infilato il logo “Berlusconi presidente” o “Veltroni presidente”. Una forzatura cui a suo tempo la classe dirigente di centrosinistra non seppe e non volle opporre tutte le necessarie riserve di ordine costituzionale. Quali? Per esempio: la repubblica è parlamentare e non presidenziale; imporre il trucco di quella scritta è una precisa lesione alla natura della repubblica. Oppure: nella Parte II della Costituzione, al Titolo III (Il Governo) è contemplato nella Sezione I il Consiglio del Ministri e nel suo contesto il presidente del consiglio compare con chiarezza come primus inter pares. Non c’è una sezione dedicata a lui: infatti la Sezione successiva, la II, è dedicata alla Pubblica Amministrazione. Nell’indice il presidente del consiglio è saltato a piè pari. Secondo Pecorella invece, in virtù della formuletta inserita nel logo del simbolo elettorale, Berlusconi sarebbe primus super pares.

E’ una colossale panzana. La cosiddetta elezione diretta è solo un subdolo artificio iconografico: una scritta nel simbolo e niente di più. Quanto alla vera elezione diretta del presidente del consiglio l’unico caso è quello di Israele. Considerato universalmente un disastro istituzionale, che giuristi di tutto il mondo hanno illustrato e commentato. Ma se proprio Berlusconi ritiene di ispirarsi a Israele potrebbe seguire l’esempio del suo presidente del consiglio Olmert che ha lasciato la carica e si è fatto processare per corruzione. Si è anche detto onorato di aver guidato un paese in cui il capo del governo non ha diritti superiori a quelli di tutti i cittadini. Che dirà il sempre più pensoso Pecorella?

Un’altra delle bugie del Governo è che la crisi sia alle spalle.
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da repubblica.it
REDDITO BASE E DISOCCUPAZIONE
LUCIANO GALLINO

Sul fronte dell’occupazione la crisi ci consegna uno scenario con alcuni tratti decisamente negativi. Sindacati e Confindustria sono d´accordo nel prevedere che nei prossimi mesi i disoccupati continueranno ad aumentare. Tolta una minoranza che troverà abbastanza presto un lavoro decentemente retribuito, in linea con la qualifica professionale posseduta, nel 2010 e dopo la loro massa si dividerà in tre gruppi: quelli che per vivere dovranno accettare un lavoro mal pagato, al disotto delle loro qualifiche e titoli di studio; i disoccupati di lunga durata, che dovranno aspettare anni prima di trovare un posto; infine quelli, soprattutto gli over 40, che un lavoro non lo troveranno mai più. Questo perché dopo le ristrutturazioni aziendali imposte o favorite dalla crisi, la produttività crescerà; ma insieme con essa aumenterà il numero di persone che dal punto di vista della produzione appaiono semplicemente superflue.
Dinanzi a un tale scenario, che riguarda milioni di persone, la riforma degli ammortizzatori sociali di cui si parla equivale a proporre a un malato il cui stato si aggrava giorno per giorno di prendere un´aspirina in più. Quale sistema di sostegno al reddito detti ammortizzatori, concepiti 40 anni fa, appaiono oggi del tutto inadeguati. Occorre sostituirli con un sistema completamente diverso, capace di generare effetti benefici in diversi ambiti della vita sociale che il sistema in vigore non sfiora nemmeno. Un sistema di sostegno al reddito che dopo una lunga eclissi sta riprendendo posto nell´agenda politica di diversi paesi, dal Brasile alla Germania, è il reddito base, denominazione internazionale che si è ormai affermata in luogo di “reddito garantito”, “reddito di cittadinanza” e altri.
In sintesi l´idea di reddito base rappresenta un tentativo di allentare, se non abolire, il legame che esiste tra il reddito e il lavoro salariato. Poiché il lavoro tende a scomparire, ma le persone con i loro diritti e bisogni no, occorre trovare il modo di distribuire un reddito anche a chi non lavora. Nella forma ideale il reddito base dovrebbe quindi consistere in una somma bastante per condurre una vita decente, versata regolarmente dallo stato o un ente locale o altra “comunità politica” al singolo individuo, senza che questo debba soddisfare alcuna condizione. Non importa se sia povero o no, se possa dimostrare – quando sia disoccupato – di cercare attivamente lavoro, e nemmeno se lavori o no. Nel caso in cui lavori il reddito base si aggiungerebbe al salario, ma la somma dei due comporterebbe ovviamente un maggior onere fiscale, o l´impegno a svolgere un certo numero di ore di volontariato. Uno dei benefici del reddito base incondizionato, su cui insistono spesso i suoi proponenti, va visto nella libertà che conferisce alla persona disoccupata di cercare a lungo un lavoro, senza doverne accettare per disperazione uno con una paga da fame e al disotto del proprio titolo di studio. Questo è anche un vantaggio per l´economia in generale. Infatti il laureato in fisica che in mancanza di meglio fa il bagnino, o la biologa che lavora da commessa in un outlet, rappresentano un investimento di decine di migliaia di euro in formazione gettato al vento. Ma soprattutto il reddito base viene visto come un mezzo efficace per combattere insieme sia la povertà, sia il più insidioso nemico della stabilità e della democrazia nelle società contemporanee: l´insicurezza socio-economica.
In realtà l´idea di reddito base ha più di due secoli. È stata proposta tra i primi da Thomas Paine, lo scrittore politico inglese trasferitosi in America, in un saggio del 1795. È comparsa e scomparsa ripetutamente nel dibattito interno dei partiti di sinistra europei per tutto il Novecento. In Usa, una commissione nominata dal presidente Johnson pubblicò nel 1969 un rapporto in cui raccomandava di sostituire gran parte delle leggi anti-povertà con un programma che fornisse a tutti gli americani un reddito annuale garantito. Non si trattava propriamente di un reddito base incondizionato, poiché era subordinato al bisogno economico. Tuttavia gli argomenti della commissione, a partire da quello per cui non si possono dividere i poveri tra coloro che vogliono lavorare e coloro che non lo vogliono, erano assai prossimi a quelli che da sempre adducono i fautori del reddito base. La legge sul reddito garantito venne bocciata al Senato per pochi voti, dopo essere stata approvata dalla Camera. In Francia ampie discussioni hanno sollevato dagli anni 80 in poi le proposte di André Gorz, dal “reddito sociale garantito” sino all´ultima di un “reddito incondizionato d´esistenza”. Ma è nell´ultimo decennio che si sono moltiplicati, in tema di basic income, i testi dovuti a studiosi di differenti paesi e istituzioni. In primo piano quelli pubblicati da dirigenti dell´Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel cui consiglio siedono, va ricordato, i rappresentanti di governi, imprenditori e sindacati.
La massa di studi oggi disponibili ha allungato l´elenco di argomenti a favore del reddito base, che due studiosi ispanici hanno compendiato di recente in una battuta: il reddito base va bene durante il boom, ma diventa essenziale con la crisi. Soprattutto ha tolto peso a molti argomenti contro, pur non facendoli sicuramente scomparire. Essa mostra che di tale forma di sostegno al reddito esistono molti modelli diversi, alcuni proposti in passato addirittura da economisti liberali come Milton Friedman, Fredrich Hayek, Herbert Simon; altri invece più vicini al pensiero socialista in tema di sicurezza socio-economica. Le ricerche condotte su casi locali attestano che il reddito base non conduce affatto alla formazione di masse crescenti di oziosi, né che esso – quando il suo ammontare sia congruo – favorisce l´offerta di bassi salari da parte delle imprese. Calcoli approfonditi mostrano inoltre come il suo costo possa esser reso sostenibile, tenendo conto che il reddito base non sarebbe un´aggiunta, bensì sostituirebbe gli ammortizzatori sociali in vigore – da noi la cassa integrazione e i piani di mobilità, il sussidio di disoccupazione e i pre-pensionamenti, oltre a varie indennità – che costano comunque miliardi l´anno. Infine nessuno pensa di proporre l´introduzione secca del reddito base come fosse un nuovo articolo del codice della strada. Occorrono studi, periodi di sperimentazione, locali, verifiche sui costi effettivi e sulle conseguenze che esso avrebbe sul mercato del lavoro, applicazioni graduali. Soprattutto occorrerebbe un´ampia discussione in sede politica.
In Germania un simile compito lo sta svolgendo Die Linke, il partito nato da pochi anni a sinistra dello Spd che ha conseguito un notevole successo alle ultime amministrative. Die Linke ha fondato una comunità federale di lavoro sul tema del reddito base incondizionato che conta migliaia di aderenti, e lo ha inserito a pieno titolo nel programma per le prossime elezioni politiche. La 2a settimana del reddito base (14-20 settembre 2009), che essa appoggia, ha riscosso il consenso di 223 organizzazioni non governative, comprese alcune svizzere e austriache. Da noi, ad onta del meritorio impegno del Basic Income Network Italia, nato da vari anni, la discussione è circoscritta a pochi addetti ai lavori. Se quel che resta dei partiti di sinistra, o del centro-sinistra, volessero proporre ai propri elettori di discutere di qualche autentica riforma, l´idea di reddito base come forma di sostegno al reddito resa necessaria dalla crisi e dalla moltiplicazione delle persone che diventano economicamente superflue, potrebbe essere un buon candidato.
..
Mariapia scrive:

T’invio uno scritto apparso su “Il Fatto Quotidiano” del 20 novembre2009
Una giovane donna pensa che questo paese non voglia salvare sé stesso.
La capisco, ma non penso proprio che questo paese non voglia salvare se stesso: questo paese non è ancora in grado di salvare se stesso e non abbiamo, purtroppo, la risposta per il professore che le chiede “quale inferno sta accadendo in Italia?”
Invasioni lunghe secoli; la presenza del papato che ha raddoppiato la violenza dei dominanti; caratteristiche antropologiche che non devono mai essere dimenticate (e quelle della popolazione italiana sono le caratteristiche delle popolazioni del sud del pianeta terra, che riassumo additandola come “una certa rissosità”), non consentono, al momento, di elaborare una favorevole evoluzione politica, ma quanto di positivo ha alle spalle questo paese darà i suoi frutti.
Il tempo non sarà breve e capisco che i giovani siano frastornati e delusi, ma diamogli una mano resistendo noi, genitori e vecchi. Le retroguardie hanno il compito di fermare chi avanza perché più forte al momento per consentire il recupero delle forze in ritirata che sono esaurite e si devono ricaricare.
Lasciamo che si ricarichino questi nostri figli, non abbandoniamo una impresa che è necessaria, grande, sempre rimandata e che qualcuno dovrà pure assumersi, in quanto non si può pensare che i secoli scorrano e noi si resti sempre cittadini europei, cittadini del mondo di seconda mano.
Teniamo il posto con sofferenza: non e’ un compito “normale”, ma i valori non portano come sinonimi codardia, pavidità, limitatezza, normalità, ma il contrario
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero… ”
Basta con questo verso, tanto antico e sempre attuale, facciamolo diventare passato.

“Poco più di un anno fa, quando facevo ancora il procuratore della Repubblica, è arrivata nel mio ufficio una ragazzina. Faceva il 4° anno di Giurisprudenza e mi ha spiegato che voleva scrivere una tesi sulla lentezza dei processi penali in Italia (cause e possibili soluzioni); e che cercava informazioni sul campo, intervistando magistrati e avvocati. Io l’ho guardata un po’ meglio e ho capito che tutto era meno che una ragazzina. Poi ha tirato fuori un registratore e abbiamo parlato per non so quanto tempo; era così acuta e determinata, così pronta a identificare l’essenziale di ogni problema, che le ore sono volate. E’ andata via ringraziandomi garbatamente. Un anno dopo mi è arrivato un grazioso bigliettino (da ragazzina) su cui era scritto “è solo una tesi …” e una pen drive che la conteneva. Sì, era solo una tesi; molto ben scritta e drammaticamente accurata. Poi l’ho dimenticata: quello che lei aveva scritto lo conoscevo fin troppo bene; e ciò che mi divideva da lei era la meditata sfiducia nelle “possibili soluzioni”, tanto più “impossibili” quanto semplici ed efficaci.
Qualche giorno fa la ragazzina mi ha mandato una e-mail: “Si ricorda ancora di me?”. Mi ha raccontato che fa la cameriera in un paese straniero dove cerca di “imparare una lingua che a scuola non ho mai studiato” e dove frequenta un master in materie che “non hanno nulla a che fare con i miei sogni di bambina”. Io lo sapevo quali erano i suoi sogni: voleva fare il magistrato. Mi aveva detto, mentre discutevamo della sua tesi, che voleva servire il suo paese. Adesso, mi ha scritto, non sogna più; adesso ha capito che “non avrei potuto passare la vita ad applicare leggi espressione di un Parlamento che non mi rappresenta: che dei delinquenti potessero promulgare leggi che facciano in modo che la giustizia funzioni sarebbe stata un’illusione alla quale nemmeno la grande sognatrice che ero poteva credere”. Così, ha scritto, ha deciso di “scendere”; e se ne è andata. Adesso studia e lavora in un altro paese, lontana dai suoi affetti e dai suoi luoghi. E’ – così si è definita – “una piccola fuoriuscita” che ogni giorno legge, con altri come lei, il Fatto, ingoiando una rabbia che l’essere scesa dalla giostra non ammorbidisce. “Poi ci sono giorni come oggi, quando il professore ti prende in disparte e ti chiede: ‘What the hell is happening in Italy?’ Questi sono i giorni in cui non mi importa di essere una straniera che fa fatica a trovare il suo posto nel mondo, tutto quello che so è che sono felice di essere scesa”.
Adesso non credo che io e molti altri come me potremo dimenticarla; non lei e nemmeno i “piccoli fuoriusciti” suoi amici. E ora che ho finito di raccontare di Paola, vi chiedo: vi rendete conto di cosa avete fatto a una ragazzina? ”
..
RIDIAMARO : – )

Mariapia manda una storiellina:

Carabinieri

Due archeologi dilettanti scoprono in pieno deserto la punta di una strana roccia.
Scavano e scoprono che si tratta della sommita’ di una piramide antichissima. Incerti sul da farsi, decidono di chiamare il gruppo archeologico americano. Sono professionisti e sicuramente scopriranno qualcosa.
Arrivano gli americani con le loro jeep, caravan, elicotteri, strumenti scientifici. Dopo due anni di studi, se ne ripartono sconsolati.
– “Dopo lunghe analisi e verifiche abbiamo scoperto solo che questa piramide e’ stata costruita tra il 1500 e il 2500 AC”.
I due si consultano e decidono di chiamare una squadra tedesca, che sicuramente e’ piu’ metodica.
Dopo altri due anni di studi, arriva finalmente la loro risposta:
– “Abbiamo verificato che la piramide e’ stata sicuramente costruita intorno al 2000 AC. Non abbiamo potuto scoprire altro, i geroglifici sono molto complicati”
I due si osservano, sconsolati, finche’ uno dice:
– “Non ci sono altri rimedi che chiamare i carabinieri italiani”.
Arriva una coppia di carabinieri, entra nella piramide e ne esce dopo circa due ore.
– “Pero’, che veloci! Avete scoperto qualcosa?”
– “Si’. La piramide fu costruita tra il 12 febbraio 1858 e il 22 luglio 1857 AC, agli ordini di tale faraone Ankhetop IV, l’architetto fu tale Tutmosis detto Il Giovane. Il giorno dell’inaugurazione era nuvoloso. I sacerdoti si opponevano a detto progetto, a causa di una malefica eclisse parziale di luna in Sagittario… Parteciparono 2118 schiavi non classificati, che tentarono una rivolta per le insane condizioni di lavoro, soffocata il 5 settembre dai soldati del faraone, con il risultato di 42 morti. Il costo dell’opera fu di 48 libbre d’oro e 3 libbre di diamanti. La influenza nella lingua si comprova nell’accento delle terre alte che presentavano i nobili di… bla bla bla… (e cosi’ via, per un’ora)”.
– “Cavolo! Ma come avete fatto?”.
– “Eh, ci e’ costato molto, e’ stato difficile, ma alla fine la mummia ha parlato”

2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina… 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
..
Andrea Scanzi
…bocciato il Lodo Alfano, ingiustamente divelto dalla Consulta.. la forza del cdx è stata però quella di reagire con serenità alle traversie bolsceviche della storia. Ieri nessuno è andato sopra le righe: nessuno. E sì che ce n’era motivo. Quei comunisti della Consulta, organo notoriamente stalinista, hanno dato un colpo ferale alla democrazia italiana. Al male non c’è davvero mai fine.
Quanto dolore, ieri, guardando la tivù. Per forza che poi uno si dà alla cedrata guatemalteca: è l’unica salvezza.
Bossi ha detto che scenderà in piazza con i Galli, e non si è capito se la sua fosse un’immagine squisitamente campestre o se piuttosto alludesse a Calderoli quale novello Obelix. Adolfo Urso, che già con quel nome non parte facilitato (peggio sarebbe solo Benito Perego), trascinava stancamente le sue floride membra linguistiche nello scantinato trotzkista di Ilaria d’Amico a La7.
Belpietro, col suo prognatismo bulimico, trasudava la consueta simpatia abbacinante (cit), minacciando di abbandonare lo studio se non lo facevano parlare almeno sette ore e mezzo senza interruzioni.
E poi c’era lui, Maurizio Lupi, il grandissimo Lupi, uno che quando parla sa cosa dice ma non lo sanno gli altri, improvvisamente vittima di una mutazione genetica: le orecchie da Spock, il viso quadrato come un Playmobil uscito sghembo dalla fabbrica, lo sguardo arguto di chi ha capito che il triangolo si chiama così perché non ha 4 angoli (ma 3).
Quanto dolore, quanta mestizia. Che scenario post-atomico. E voi che godete di tutto questo, che leggete le menate di Travaglio, che tintinnate con le vostre manette attaccate alla cintura quasi che fossero portachiavi proletari. Siete davvero dei delinquenti senza cuore.
Fortunatamente c’è chi ha saputo fotografare con lucidità la situazione, unendo l’aplomb di Brunetta con la propensione alla digressione intellettuale di Gasparri. Ecco i tre interventi che più di tutti hanno saputo interpretare l’incresciosa situazione contingente.

La silloge bondiana. “Ogni giorno sono stupefatto (si intuisce dalla pettinatura) dalla determinazione, dal coraggio e dalla forza morale che il Presidente del Consiglio esprime di fronte a quello che di sconcertante accade da quasi 20 anni in questo sventurato Paese (sventurato è la parola giusta). Dobbiamo sapere tutti che senza di lui, senza la testimonianza quasi eroica (togli il quasi, cribbio) e certamente commovente (molto commovente) che offre al servizio della libertà, della democrazia e dello sviluppo dell’Italia, saremmo tutti privati della possibilità di guardare al futuro con un minimo di speranza”. Bravo Bondi. Di lui mi piace la misura, il coraggio intellettuale, quel suo non essere mai servile. Quelle sue iperboli a metà strada tra Milan Channel e l’Istituto Luce. Daje Sandrino!

Il Fede addolorato. Eravamo tutti convinti che Emilio Fede non avrebbe mai più sofferto come quella volta delle bandierine prodiane dopo le elezioni del ‘96. E invece. Ieri è andato in onda alle 19, poco dopo la sentenza della Consulta. Era devastato. ..Ha parlato tre minuti senza dire niente. Ma non tutti possono avere la profondità di Angusto Minzolini.
“L’opposizione… Pifdnd (Pierferdinando) che dice Non è….ehh (ehh)…in questo paese dicepierdndcasin (traduco: dice Pier Ferdinando Casini) che fa parte dell’opposizione… non c’entra Di Pietro e quello che dice Di Pietro non ci interessa (ma infatti: andasse pure a sculacciare le antilopi del Caucaso, quel mona di Di Pietro)… In questo paese dice (chi?) in questo paese c’è scarsa attitudine a rispettare le leggi soprattutto le sentenze (è una critica a Berlusconi, ma Fede pensava che il soggetto fosse Belfagor e quindi non l’ha censurata)… Non è un giudizio universale (quale?) la Corte Costuzionale ha espresso una legge che si è rivlt eeehh ahhhh ghrmrhngtr a questo (chiarissimo). Naturalmente (certo, naturalmente) il Governo dice Casini che ha preso il voto degli elettori (chi li ha presi i voti, Casini? CHI è il soggetto, porca miseria?) deve continuare a fare il suo lavoro a occuparsi cioè del problema degli itlniii (???) che vengono prima di quelli (prima di chi?)… che possono essere contenuti…nella sentenza o il risultato (ma il risultato di che? E poi la sentenza cosa contiene? Gli italiani? Mah). Per Gaetano Pecorella, che è uno degli avvocati che ha difeso davanti alla corte il Lodo Alfano (con risultati straordinari, aggiungerei) il risultato dice non cambia il quadro politico… il risultato la sentenza qualunque essa sia (addio, è andato in loop: resettate Emilio) Se fosse negativo (è negativo) non sarebbeunasentzadicndnaberluscmarim (qui si è sfiorato l’embolo)…riaprirebbe soltanto i processi (hai detto niente)”.
Qui c’è una pausa satura di dramma interiore. Si prosegua con l’esegesi.
“Poi naaaaaa…. (gesticola con fare ansiogeno, se gli avessero sterminato la collezione dei Trudini avrebbe sofferto di meno)… la Lodo (”la Lodo”, certo. E magari pure “Le Alfano”, “Gli Governo”, “I Italia”: articoli in libertà, come la Costituzione) è stato respintoooo (effetto eco-rinculo) non all’unanimità ma a maggioranza (una consolazione, il gol della bandiera lo avete fatto: Leonardo si è fermato molto prima). Eeeehhhhhh (eeeehhhhh)….Cicchitto (oh ecco, Cicchitto lo volevo) dalla Consulta un attacco a Berlusconi (ma chi lo dice? Cicchitto? Fede? E stai calmo, Emilio, che poi non ti capisco) Berlusconi dice orailpopoloitalianodovràfarsentirelasuavoce (qui si è rischiata la sincope) ma… questa è…. Fa parte..ggghm ggghm (toh, ora Fede parla come Java di Martyn Mystère, che però – duole dirlo – si fa capire meglio)… del…diciamo delle…reazioni a caldo (ma COSA dici, Emilio? Sicuro di star bene? Vuoi una Cedrata Guatemalteca anche tu?). Buttiglione dice (ma chi se ne frega di Buttiglione, via) Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale ma questo non vuol dire dimissioni né elezioni (sempre arguto, Buttiglione). Eeeeh…chhhh..av…dettoooo (ma che è, un telegrafo rotto?)… il restoooooo…con riflessione (oddio lo stiamo perdendo) legittima e si potrebbe aggiungere serena ammesso che uahhhhhhhhhh il Presdconsiglio (crasi che sta per “Premier”) potesse essere sereno in queste ore (serenissimo, lo vedremo tra poco) ma certamente già convinto da ieri di quello che sarà….eeeeeehhhh…saranno i problemi da affrontare (niente dai, io oggi non ti capisco)…. E ha detto Comunque vada io vado avanti perché devo guidare questo paese legittimato dalla ehhh maggioranza degli elettori (non ti vedo bene, Emilio). Non cambia secondo me… non so cosa diranno i sondaggi (mi sa che in questo momento non sai molte cose, Emilio) ma son quasi convinto che seeeee era ieri il 68 virgola otto (sempre precisi, ’sti sondaggi: 68, non 67 o 79. 68.8. Precisi) di fiducia in Berlusconi ehhh domani o dopodomani sarà forse di più (e qui sono d’accordo) perché si aggiunge a tanti altri di problemi (eeehhh?) e comunque non cambia il quadro politico (sì Emilio, questa è l’unica cosa che abbiamo capito)…tutt’altro”.
Ancora una pausa straziante, poi il finale.
“Eeeeeehhhhh….ghhhhm (ancora il neanderthaliano Java)….c’è Bossi (oh ecco, Bossi mi mancava: che dice quel mattacchione dell’Umberto?)…dice….eeehhhh cosa dice Bossi? (addio, parla da solo)…. Ha espresso naturalmente solidarietà al Presidente del Consiglio (certo: naturalmente)… poi ha detto Andiamo avanti non ci piegano (qui secondo me c’era anche un “cazzo!” rafforzativo, Bossi parla così, ma è stato omesso in rispetto alle casalinghe di Voghera)… ehhhh… nemmeno pupazzocontoggghhh (???????) parla del suo incontroconsilvioberlusconidicendonemmenoluivuoleleelezionianticipate (quando Fede accelera, non è mai un bel segno). L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere l’ho trovato deciso a combattere (ma chi è che sta parlando adesso, Bossi? Fede? Adolfo Urso? Non si sa)… Devo dire che di questo non ci possono essere dubbi (sulla grammatica, magari, un po’ di dubbi sì). Mmmmmmmmhhhhhh (oddio, perché ora muggisce?) Bersani (ah, è Bersani che lo rende ruminante) che è il candidato legittimo (lo decide lui chi è legittimo e chi no) quello che certamente andrà al posto di Franceschini che certamente ha fatto il suo tempo (questo, va detto, è ineccepibile)…. Ehhhhh (ehhhhhh) tra laaaaaa (trallallero-llero-lla) aaaaaaaaaaaahhhh (sì, è andato) alla segreteria del Partito Democratico Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio (virgole mai, eh) Berlusconi continua a fare… continui (ecco, magari il congiuntivo è meglio) a fare il suo mestiere sapendo che poiiii cisi…cisi.. (cisi che?) ci saranno ooohhhh i processi davanti ai quali lui ha detto (lui chi? Bersani? Berlusconi? Biribicchio? SPIEGATI, Emilio, diamine. Sembri il codice fiscale di Martufello) Ma io vado in tribunale sono pronto a tutto a difendermi come ha fatto da tanto tempo (sì, dalla Banca Rasini) se ricordiamo ttoqllabbiamofatto (traduco: tutto quello che abbiamo fatto)”.
Qui Fede è svenuto. Gli siamo vicini.

Il Berlusca Avvelenato. Ecco il 3° e ultimo reperto. Tutto si può dire, di Silvio Berlusconi, tranne che sia iracondo. Lui non sbaglia mai una parola. Certo, i soliti garantisti diranno ora che è stato irrispettoso con il Presidente della Repubblica (”Mi aveva promesso che avrebbe garantito sulla Consulta, lui li conosce quelli di sx”), che è stato sgarbato con Rosy Bindi (”Lei è più bella che intelligente”, battutona peraltro non sua ma di Vittorio Sgarbi). E si potrebbe eccepire (cit) sul suo essersi presentato al Cardinal Bertone, che in via teorica di santità dovrebbe intendersi, come “San Silvio da Arcore”.
Dettagli marginali. E’ il discorso pronunciato a caldo davanti ai cronisti che ci consegna il Berlusconi d’annata. Un uomo sereno, rispettoso delle regole, unicamente teso agli interessi del Paese e piacevolissimo nell’eloquio. A me quasi erotizza, veramente.
“Niente (quando uno comincia una frase con “Niente”, quasi sempre gli girano le palle) non succede nulla (proprio nulla)… Andiamo avanti abbiamo governato 5 anni con o senza Lodo andiamo avanti (si sta incazzando, occhio). Io non ci ho mai creduto (disse la volpe all’uva) perché con una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra (11, non uno di più, non uno di meno: il voto poi è stato 9 a 6, evidentemente due dei comunisti si son fatti dettare il voto da Latorre) era impossibile che approvassero questo. Dopotutto voglio dire eehhh la la la (la la la) la sintesi qual è: Menomale che Silvio c’è (certo, come no. E’ proprio la sintesi che viene in mente a tutti noi. Uno sente la notizia della Consulta e pensa d’acchito: “Menomale che Silvio c’è”. Un ragionamento molto logico, Silvio: un po’ come se Azeglio Vicini a Italia ‘90, dopo la semifinale con l’Argentina, avesse detto: “La sintesi qual è? Menomale che Zenga c’è”). Perché se non ci fosse Silvio (solo Alberto Tomba, nella storia recente, parlava di se stesso in terza persona) con tutto il suo governo e con il supporto del 70% (70: non 71 o 69, 70. Precisi) degli italiani saremmo in mano a una sx (che non esiste) che farebbe del nostro paese quello che tutti sapete (a dire il vero, se c’è una cosa che nessuno ha ancora capito, è cosa vorrebbe fare la sinistra del paese, e più in generale cosa farebbe la sinistra, ma forse ci siamo distratti).
Qui Berlusconi ci spiega. State attenti.
“E quindi bene così (sì, benissimo: vamos). Abbiamo una minoranza di magistrati rossi organizzatissima (ad es. quella delle sentenze anarchiche su scuola Diaz e Bolzaneto) che usano la giustizia ai fini di lotta politica e uno (e due, e tre, la Rosina fa il caffè). Abbiamo il 72 % della stampa (72: non 71 o 73, 72. Preciso) che è di sx. Abbiamo tutti gli spettacoli di approfondimento della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti che sono di sxa (anche il programma a cui ha telefonato ieri sera a RaiUno). Ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici (tipo quelli di Grillo e Luttazzi, che la tivù non la faranno mai più), il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta e abbiamo 11 nella Corte Costituzionale eletti dai Tre Capi dello Stato della sx (???) che… fanno della Corte Costtznl (solita crasi) non un organo di garanzia ma un organo politico. Noi andiamo avanti (menomale, un po’ di timore lo avevo), i processi che mi scaglieranno addosso a Milano (e che sono, molotov?) sono delle (lo scandisce) autentiche f-a-r-s-e. Io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica (anche più di qualche ora, noi non ci offendiamo mica) per andare là e sbugiardarli tutti (minaccia o promessa?). Queste cose qua a me mi caricano (”a me mi” non si dice: è l’abc della comunicazione), agli italiani gli caricano (GLI caricano?GLI caricano? Ma come parliiiiiiiii??????). Viva l’Italia, viva Berlusconi! (che sarebbe lui)”.
Qui si sente, sullo sfondo, un “bravo bravo!”. Era Amicone, nascosto sul calzino (destro) del Premier.
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1 commento »

  1. Ha ragione Massimo FINI: ogni volta che un politico viene rinviato a giudizio = USO POLITICO della GIUSTIZIA solo per noi normali cittadini la Giustizia fa un corso normale ! Non si dimettono , continuano a non osservare le leggi tanto sono IMMUNI ! ORA BASTA ! LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI e i giudici la facciano rispettare con SERIETA’ e correttezza anche loro !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — novembre 24, 2009 @ 11:25 am | Rispondi


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