Nuovo Masada

novembre 19, 2009

MASADA n° 1035. 19-11-2009. La conoscenza rende liberi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:32 am

Lo scempio italiano – I livelli della conoscenza – Importanza del web – La falsità dell’A1 – Manifestazione contro Berlusconi – D’Alema – Il ritorno degli speculatori – L’utopia della decrescita – Il Natale bianco del sindaco di Coccaglio

La conoscenza rende liberi. L’odio e il potere no
Viviana
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Depauperato il Parlamento (si arriva a chiuderlo per inutilità per 10 giorni quando sono migliaia i disegni di legge in attesa di esame).
Ridotti i poteri dei Ministri.
Tagli immani sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla scuola, sulla sanità, sugli enti locali.
Esautorato la Corte dei Conti che dovrebbe valutare le spese del Governo.
Calpestati i referendum e seppelliti i disegni di legge a iniziativa popolare.
Il premier ordina sempre più al parlamento di votare alla fiducia e minaccia nuove elezioni se tutti non stanno zitti e allineati.
Comprata la stampa e asservita la televisione.
Pagata Confindustria e ignorati i sindacati.
Decreti legge contro i principi costituzionali. Non rispettato nemmeno l’habeas corpus. Militarizzazione del territorio. Impunità o premi alle forze di polizia che seviziano o uccidono i cittadini.
Fatta a pezzi la Costituzione a colpi di legge ordinaria.
Derubate le Regioni delle loro prerogative e scempiato il territorio.
Incaprettata la magistratura e bloccati i processi.
Aiutati evasori e criminali a rimpatriare e ripulire i capitali sporchi.
Infiltrati mafiosi e camorristi nel parlamento e nelle Regioni.
Fatte leggi a favore dei capitalisti più delinquenziali e perfino delle organizzazioni criminali.
Aumentato il gap tra poveri repressi e umiliati e ricchi impuniti e trionfanti.
Eliminati uno dopo l’altro tutti i reati finanziari, con l’incrudelimento della legge contro poveri, stranieri ed emarginati.
Sempre più impuniti i crimini sessuali.
Ininfluenti i crimini politici.
Un quadro politico di dissoluzione morale senza precedenti.
Sempre più accentrati su una sola persona i poteri dello Stato con lo svuotamento progressivo dei poteri e delle funzioni di tutti gli altri organi statali.
Distruzione dell’equilibrio dei poteri e annullamento della sovranità popolare.
Unico potere soverchiante: il capitale. Unici interessi riconosciuti: quelli di chi detiene il maggior capitale.
In Italia come in Europa.
Non è nemmeno il neoliberismo. E’ peggio.

Ma questo, in nessuna parte del mondo, può chiamarsi ancora “democrazia”.

Dittatura: “La situazione data dall’accentramento, in via straordinaria e temporanea, di tutti i poteri in un solo organo”. (Vocabolario – G. Devoto e G.C. Oli).
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Contro la propaganda: i fatti.

I fatti sono la cosa più testarda del mondo.“
Michail Bulgakov

Contro Minculpop: il web.Il web è l’ultimo baluardo di libertà.
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Dino Colombo
Raggiungerai il paradiso, allora, quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all’ora, né un milione di miglia, e neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perché qualsiasi numero, vedi, è un limite, mentre la perfezione non ha limiti. Velocità perfetta, figlio mio, vuol dire solo ESSERCI, ESSERE LA (dove dovresti essere ndr).
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Dino Colombo
Dal romanzo breve “il gabbiano Jonathan Livingston”
“Johnathan è un gabbiano diverso dagli altri: il suo desiderio non è mangiare, ma imparare a volare in modo perfetto. Per questo è rimproverato dai suoi genitori ed escluso dagli altri componenti del suo stormo, lo Stormo Buonappetito, in quanto nessuno capisce la sua passione per il volo, dal momento che volare è considerato dai più soltanto come una necessità per procurarsi il cibo. Nonostante la buona volontà di Jonathan per cercare di essere un gabbiano come tutti gli altri e di non dedicarsi più alla sua passione, il suo desiderio di trovare il volo perfetto è più forte di lui e in poco tempo riesce a compiere acrobazie incredibili, mai compiute da nessun altro volatile. Ma lo Stormo non lo accetta. Abbandonato e SOLO, Jonathan trascorre diversi anni ad esercitarsi nel volo finché un giorno,dopo essere morto, cioè, passato ad un livello successivo dopo la morte, lo raggiungono due gabbiani dalle piume candide, che si librano nell’aria insieme a lui. Questi lo convincono a seguirli nel Paradiso dei Gabbiani, un luogo dove potrà volare con più facilità, e tutto quello che aveva appreso sarebbe stata una piccolissima parte del cammino verso la perfezione. Jonathan accetta, diventando anche lui bianco e splendente come i suoi nuovi compagni“.
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Paolo Rivera segnala
32a SCONFITTA DEL GOVERNO
Il governo e’ stato battuto 32 volte alla Camera. A renderlo noto e’ stato Erminio Quartiani, segretario d’aula. “E’ chiarissimo ormai perche’ il governo Berlusconi e’ costretto a ricorrere cosi’ spesso al voto di fiducia”, ha aggiunto.
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Buggerature sulla A1

Ogni anno una comune influenza fa dai 7000 agli 8000 morti solo in Italia,nel 2008 8000 morti su 4 milioni di influenzati e nessuno ha detto niente o ha sparso psicosi
Si pensi che per malattie molto gravi come le leucemie, AIDS, o cumuli di malattie in persone deboli e anziane, non essendoci sistema immunitario funzionante, anche un raffreddore può essere letale.
Ma a un anziano debilitato molte cose possono essere fatali. Sempre nel 2008 morirono migliaia di anziani per il caldo eppure il governo non predispose piani di aiuto .
Finora i morti per l’influenza A in tutta la Russia sono stati 14.
In Turchia 6.
In Germania 3 ma “dopo” la vaccinazione.
In Italia ci sono a tutt’ora 16 morti su circa 400 mila casi, quindi lo 0,03 per mille: statisticamente 8 volte in meno delle influenze precedenti.
In Italia manca un Ministero della Sanità, per la stoltezza di un B che ha creato Ministeri del tutto inutili come quello dei Rapporti con le Regioni (Fitto), dell’ Attuazione del Programma (Rotondi), delle Pari opportunità (Carfagna), delle Politiche Europee (Ronchi), dei Rapporti con il Parlamento (Vito), della Gioventù (Meloni), della Semplificazione Normativa (Calderoli) che dopo 19 mesi non sappiamo ancora cosa abbiano fatto, però ha volutamente ignorato un Ministro della Sanità come ha qualunque paese civile, forse pensava di abolire la sanità pubblica per sostituirla con un sistema di assicurazioni pro-ricchi come in USA. Così Ferruccio Fazio, sottosegretario al lavoro è stato lì per lì nominato viceministro e passato ad altro impiego.
A questa mancanza si aggiunge un’informazione tv di talmente basso livello da dare solo informazioni contrastanti e caotiche, in cui il cittadino non ha nemmeno capito se i vaccini ci sono o no, a chi li danno, dove, come e quando e se l’influenza A sia davvero pericolosa.
Insomma un governo di incapaci, nessun Ministro addetto alla salute dei cittadini e dei servizi televisivi pietosi per idiozia e mancanza di professionalità, che continuano a dire morti per malattie pregresse. In totale un quadro squallido sia del governo che di Rai o Mediaset, una cosa da terzo mondo ovunque la si guardi.
Una sola cosa è certa: prima le corporazioni farmaceutiche stimolavano i cittadini a comprare i farmaci, ora li vendono direttamente ai governi. E’ chiaro il vantaggio e per chi.
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News A1
H1N1: 4 infermiere morte e centinaia di ricoveri in Svezia in seguito al vaccino
Sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.
Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all’inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.
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Nel paese degli inganni
Viviana

A momenti il grande ingannatore ingannava se stesso.
A forza di dire ai suoi che stessero buoni o lui minacciava elezioni anticipate, ha diffuso un tale virus depressivo per cui si è capito che era costretto ad andare a elezioni anticipate per eccessivo dissenso interno, dunque per crisi e debolezza di un partito che volgeva verso il crack.
Così ha dovuto fare un repentino dietrofront:
“Niente allarme, camerati, il Pdl è più solido che mai! Nessuno vuole elezioni anticipate!”
E non sia mai che a forza di scherzare e bluffare ci si andasse davvero alle elezioni!? E quel famoso consenso del 68% si vaporasse come nebbia al vento!?
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5 DICEMBRE: NO-BERLUSCONI DAY !
Paolo Ferrero & Antonio Di Pietro

La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.
Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.
Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.
Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.
E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per le chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.

http://www.piemonte.indymedia.org
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DATECI I COSTI
Viviana Vivarelli

Vorremmo avere nero su bianco il costo di ogni cosa.
Il costo dell’inutile G8 dell’Aquila, compresi i regali fastosi in marmo e oro dal peso di 30 kg l’uno con la riproduzione del Canova.
Il costo di questo inutilissimo vertice della FAO, inutile almeno per la diserzione dei Grandi perché per il resto le persone intervenute sono state nobilissime e si sono dimostrate più utili al mondo di questi 8 o 20 o 100 ignobili palloni gonfiati che comandano e vengono qui a stringersi la mano.
Il costo di tutti vertici di Kioto e dopo Kioto che non hanno salvato un grammo di questa disgraziata esosfera.
Il costo di ognuno di questi fastidiossimi vertici o summit di presunti Grandi, che potrebbero tenerli sempre negli stessi luoghi già precostituiti presso le Nazioni Unite, o meglio, potrebbero con enorme risparmio e utile pubblicizzazione tenerli in videoconferenza, visto che in un mondo dove la finanza mondiale va a carte 48 senza che un piede faccia un passo, vedere queste mostruose carovane di politici e guardie del corpo e personale addetto che si spostano materialmente da un punto all’altro del globo per mangiare caviale e farsi delle fotografie sta diventando, se non pietoso, ridicolo.
E poi vorremmo finalmente sapere:
quanto ci costa la Banca Mondiale ogni anno
quanto ci costa l’Organizzazione Mondiale del Commercio
quanto ci costa il Fondo Monetario Internazionale
quanto ci costa ogni anno ognuno degli strabordanti carrozzoni internazionali, la Fao, l’Unicef, l’Unesco, l’OMS, l’ILO..
Quanto ci costa la Comunità Europea.
Visto che questa banda di cialtroni superpagati prospera a spese nostre, avremmo o no il diritto di confrontare quanto costano con quanto rendono? O questi stessi fanno parte di un potere medievale feudale dove grandi strutture si mantengono a spese dell’intera comunità per mantenere il potere dei plutocrati al vertice, mentre i servi della gleba devono solo pagare e ubbidire sotto leggende costruite ad usum populi per mantenerlo nel suo abbrutimento?
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Jenni

A Roma si è svolto il vertice mondiale della FAO.
Faccio alcune osservazioni per vedere fino a che punto i partecipanti avrebbero contribuito allo scopo della lotta alla fame.
Con il denaro dei pranzo offerti nei giorni dl convegno si sarebbero potuti salvare almeno i 17.000 bambini che, secondo il Papa, sono morti di fame lo stesso giorno.
Ho provato a vedere dove finiscono i soldi. Ho trovato dati in quantità, diversi a seconda di come vengono raggruppate o suddivise le spese. Alcuni però sono significativi e sicuri.
Nel bilancio FAO il programma della sicurezza alimentare, quello di cui fa parte la festicciola romana, ha uno stanziamento di 59 milioni, le forniture alimentari di 90 milioni, l’ufficio del direttore generale di 41,5 milioni di euro, l’ufficio di rappresentanza di Bangkok di 18 milioni…
La commissione Christoffersen, revisori esterni nominati dall’ONU, ha concluso il suo rapporto dicendo che «L’organizzazione si trova in una crisi che pone in pericolo il suo futuro».
Il presidente del Senegal Abdoulaya Wade, ha dichiarato che la FAO deve chiudere.
Il digiuno di 24 ore di Jacques Diouf a questo punto può essere visto come una barzelletta: è finito in coincidenza con l’inizio della cena ufficiale.

PS: l’ideale della lotta alla fame nel mondo è giusto, ma quel che fa la FAO è usare un maggiordomo per dare ad un affamato un brodino su un piatto d’oro (a rendere)
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LA CONOSCENZA RENDE LIBERI
Rosellina

Come è stato possibile che poche persone su Facebook abbiano creato questo ambaradan che ormai detta l’agenda politica del paese?
Quale è la forza vera, forse ancora sconosciuta, del web che cambia lo stesso concetto di partecipazione popolare, che modifica le relazioni umane quantitativamente e qualitativamente in modo tale che presumibilmente nulla sarà come prima dopo il 5 dicembre 2009?
Io non sono in grado di rispondere a queste domande in modo esauriente, posso solo raccontarvi come la sottoscritta, mezza schiappa del web, abbia avuto la fortuna di star vicino a questa storia, di sentirne l’odore attraverso la sua amicizia e la sua disinteressata collaborazione con Franca Corradini.
Franca Corradini lavora ad Arezzo, è una direttrice amministrativa combattiva che ha sempre lottato per la trasparenza amministrativa nella scuola. Ha condotto battaglie interne ed esterne sul web contro la corruzione e le sacche di malversazione, spesso da sola ma mai veramente isolata. Perchè aveva ed ha un alleato forte, il web.
Lei ha quasi sempre messo la sua faccia ed il suo nome, talvolta è stata costretta ad utilizzare dei nick nei momenti più delicati quando solo il web è stato suo amico centuplicando il suo messaggio nelle mille voci che si disperdono in mille rivoli dappertutto e con ciò garantendole la necessaria pubblicità, garanzia per se stessa e le proprie battaglie.
La conosco ormai da un paio d’anni, ma dico subito che il concetto di tempo nel web è molto relativo. Conoscersi sul web crea una complessità di rapporti ed una profondità di scambi che fa sì di ottenere in pochi mesi una reciproca conoscenza di livello tale che nella vita cosiddetta reale si raggiunge con almeno il triplo del tempo.
Posso dire che Franca è una donna tosta in concreto, nei fatti. Io ho la prova provata di quel che dico. Lei non ha mai avuto paura di iniziare battaglie anche da sola come ho detto perchè ”sola” nel web non lo sei mai. Mi ha sempre detto dell’importanza di internet e ha smentito ogni mia prudenza o riluttanza.
Prima organizzando da sola una serie di battaglie che l’hanno resa famosa nel suo ambiente, la scuola, vero punto di riferimento nel tempo per molti. Poi organizzando insieme a San Precario il NO GELMINI DAY e mobilitando tutta Italia: annuncio il 1° settembre sul blog a scuola di BUGIE ed il 5 successivo la mobilitazione con grande successo.
Matura poi nel tempo, in particolare dopo la sentenza sul Lodo Alfano, l’idea del NBD a tre mesi esatti di distanza dal No Gelmini Day.
Erano pochi, fra gli altri San Precario, che si definisce “un tizio che nessuno conosce e che, vi garantisco, è un cittadino comune che lavora, rispetta le regole e le leggi e che è mosso dal desiderio di vivere in un Paese normale“
E poi oltre alla coppia già sperimentata nella giornata contro la Gelmini c’erano e ci sono tutt’ora altri eroi del web come Giuseppe Grisorio, Franz Mannino, Zio Elio, Tony Troja e il gruppo Freek.
Ma come si è passati da una idea semiclandestina che i primi tempi provocava sorrisi ironici e fastidi espliciti a quella che sarà sicuramente una giornata di svolta epocale per la stessa idea di partecipazione politica in Italia?
Questo è quel che dice San Precario che la vede così “come una straordinaria esperienza, come le pratiche innovative che ci hanno consentito di costruire questo percorso e che ci porteranno alla manifestazione del 5 dicembre; una manifestazione che, a mio avviso, avrà effetti importanti nel quadro politico e che sarà, per livello di partecipazione e di contenuti, tra le più importanti della storia della Repubblica“.
Io non sono in grado di spiegare l’alchimia magica che sottende a questi miracolosi eventi ma so bene che c’é una ragione, c’é qualcosa di sommamente giusto e razionale in tutto ciò.
Pensiamo in concreto alle forme della partecipazione politica, utilizzando come esempio gli aspetti logistici ed organizzativi. Chi ha fatto politica sa l’importanza di permettere alla gente di ritrovarsi, mettere a disposizione risorse economiche e logistiche solide, collaudate e durature. Questo è proprio il compito che la costituzione italiana affida ai partiti politici: l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale.
Non è questa la sede adatta per discettare del metodo democratico e del perché per ragioni storiche – talvolta giustificate altre volte un po’ meno – molti partiti hanno spesso rifiutato nel corso degli anni di compiere fino in fondo il passo verso l’associazione riconosciuta, anche se si può tranquillamente affermare che lo scopo fosse quello di non esser sottoposti al controllo dello stato. Se poteva esser giustificabile tale atteggiamento nel PCI antisistema degli anni ‘50 certo non lo era successivamente né per quel partito né per tutti gli altri perchè quello che era considerato un illegittimo controllo politico in realtà era e nel tempo sicuramente sarebbe stato per tutti solo ed esclusivamente un controllo a garanzia della democrazia interna, verificando in sostanza la compatibilità democratica degli statuti. E qui il riferimento è invece al partito azienda di Berlusconi.
Dico questo per ricordare ogni aspetto – anche quelli negativi – del partito come mezzo, come filtro politico tra lo stato ed il cittadino, un filtro che comunque ha funzionato nel tempo proprio con questo scopo: organizzare la partecipazione politica. Questo è quello che facevano una volta i partiti specialmente a sinistra connotandosi poi loro stessi per la partecipazione popolare alle scelte, alle lotte. Unire studenti ed operai, intellettuali e braccianti agricoli in unico idem sentire fu una delle caratteristiche principali delle stagioni di lotta ormai lontane nel tempo.
Oggi non c’e’ più, anzi da tempo manca questa funzione, le sedi dei partiti sono vuote e si riempiono solo in vista di elezioni. Come sempre quando c’e’ un vuoto politico per una legge fisica quel vuoto viene immediatamente riempito da altri. Ed andiamo alle dolenti note del berlusconismo, ma qui ci fermiamo, perchè il punto é che quel vuoto non può né deve a tutti i costi esser riempito come lo è stato fino ad oggi.
C’é anche altro che può riempirlo questo vuoto, un mezzo neutro non un contenuto patologico.
Questo altro è il web e ciò è facilitato dalla natura stessa intrinseca del mezzo.
Difatti quella attività di filtro e di agevolazione alla partecipazione avviene sul web in pochi microsecondi, in maniera piena e consapevole, con modalità chiare e estremamente diffuse.
Basta scorrere le pagine locali su Facebook dedicate al «No Berlusconi Day» per rendersi conto di come prende forma una manifestazione dal basso: trovare le persone necessarie per riempire un pullman è un gioco da ragazzi, così come non è più un problema cercare la persona giusta per svolgere questo o quel lavoro. Qualcuno ha bisogno di disegnare un banner, lo scrive in bacheca e in un baleno arriva il grafico.
Lo stesso accade per trovare le persone per scegliere la società dai prezzi più convenienti, o la tipografia a cui far stampare i volantini. Saltano le mediazioni, cambia il peso del tempo e dello spazio nelle relazioni.
Da tempo ormai internet permette di svolgere questa funzione con grande efficienza e funzionalità. La buona volontà, la velocità di ideazione ed esecuzione, la capillarità della diffusione delle informazioni, sono aspetti che rendono superabile ogni ostacolo, anche quello talvolta fastidioso e misterioso dell’anonimato.
Perchè si crea un lavoro che é in fieri, sicché work in progress diventa tale da selezionare di per sé i compiti e le aspettative, da specificare e professionalizzare il metodo prima ancora dei protagonisti. Ed in ultimo anche questi, rendendo l’anonimato di alcuni non più un ostacolo ma talvolta addirittura una risorsa, uno degli ultimi terreni adatti al frutto anarchico, uno sberleffo, professionale e quindi inattaccabile, alla autorità costituita.
Mi fermo qui perchè sono una mezza schiappa del web ma sento fortemente che nulla dopo il 5 dicembre 2009 sarà come prima.

laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/17/la-mia-verita-sul-no-berlusconi-day-e-perche-niente-sara-piu-come-prima-dopo-il-5-dicembre/
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I livelli dell’informazione
Viviana Vivarelli

La conoscenza gira su più livelli.
Quello dei media ufficiali e organici al potere, sia esso politico o capitalista o mafioso o golpista, è ormai così spregevole che non fa parte più di alcun livello informativo.
Quando un Panebianco, apologeta della tortura, o un Ichino, elogiatore del neoliberismo, continuano a infierire sul quotidiano più diffuso d’Italia e un Minzolini continua a “spudorare” peggio di un Fede qualsiasi o di un Capezzone venduto sulla prima rete nazionale, o un Ferrara ci viene a dire che “la prescrizione breve è il momento fondamentale del diritto” o un Feltri qualsiasi usa impunemente lo spionaggio e la diffamazione come ricatto politico ufficiale comandato, siamo fuori da ogni decenza, siamo allo spaccio di droga, al libercolo di propaganda puzzolente e inaccettabile
che l’informazione se la mette sotto i piedi.
Il web predispone un altro livello di informazione, una caotica miscellanea di tutto e di più, okei, ma almeno un mondo dove la libera circolazione di notizie resta possibile, dalla Cina all’Iran all’Italia.
Prendiamo un tema qualunque: l’acqua. Appare ovvio anche a un deficiente non criminale che l’acqua appartiene a una risorsa limitata ma fondamentale che dovrebbe rientrare in uno di quei beni socialmente protetti che non dovrebbero essere nemmeno discutibili e che devono essere sacri e intoccabili, perché rientrano nei diritti fondamentali dell’uomo, come la libertà di espressione, senza cui non c’è democrazia, o l’habeas corpus, che è il diritto sacrosanto a non essere menomato né fisicamente né moralmente da sicari dello Stato. Senza l’acqua non c’è vita, esattamente come senza rispetto umano abbiamo i morti ammazzati nelle carceri o nelle piazze o nei centri di polizia.
Quale bene dovrebbe essere più protetto della vita e dell’acqua?
Ma l’acqua, oggi, è oggetto di un indecente mercato da parte di quella squallida società di banche e plutocrati che è la Comunità Europea, la quale avrebbe come unica scusa per esistere quella di difendere i nostri interessi, a invece, per quanti elogi le possano fare B o Prodi, è e resta una società di azionariato neoliberista che ha come unico fine quello di massimare i profitti di pochi speculatori cinici e amorali.
Questi hanno posto la loro avidità finanziaria sulla privatizzazione dell’acqua perché è il business di un futuro in cui l’acqua costerà più del petrolio, anche perché il riscaldamento globale riduce sorgenti e fiumi irrimediabilmente e questa cricca di plutocrati, che gestisce il potere mondiale, della nostra vita se ne frega.
Il 5 agosto, con mezza Italia in vacanza e nel completo silenzio dei media, il governo B privatizza l’acqua, col Parlamento (il 5 agosto!!) che vota celermente l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto da Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
Scrive Zanotelli su Carta: “Così il governo Berlusconi, “con l’assenso dell’opposizione”, ha decretato che l’Italia e’ oggi tra i paesi per i quali l’acqua e’ una merce (in mano alle multinazionali).”
Si noti che all’orrenda legge con cui B ha privatizzato l’acqua non è mancato il tacito e fulmineo consenso dell’opposizione! Ma quale opposizione !?!
Ma perché B ha avuto tanto interesse a privatizzare l’acqua e farlo in così rapido silenzio? Il 5 agosto addirittura?! Chi sono i soci occulti e oggi molto meno occulti che B vuole favorire? Chi sono i veri gestori dell’acqua oggi in Italia? Chi è che ha sempre condizionato l’economia siciliana col controllo di dighe e sorgenti? Non importa che la dica io la parola ‘mafia’. Non importa che lo dica io che il grosso business delle acque minerali in Italia è gestito da sempre dalla criminalità organizzata o da imprenditori tanto privi di scrupoli da avere già avuto indagini su affari molto poco leciti e molto prossimi alla criminalità organizzata, gli stessi per cui Bombassei di Confindustria approva lo scudo fiscale berlusconiano sul rientro dei capitali illeciti in una gravissima omertà con chi delinque. Da notare poi la schizofrenia da malnati di una Confindustria che da una parte elogia Confindustria siciliana che minaccia di cacciare gli imprenditori che pagano il pizzo, poi elogia chi quello stesso pizzo lo fa rientrare ripulendolo per legge.
Noi siamo il paese dell’acqua e abbiamo le sorgenti migliori del mondo, ma non solo “tutti” i governi l’hanno “regalata” in cambio di pochi spiccioli a società prive di scrupoli i cui confini tra mafia e crimine imprenditoriale sono saltati da un pezzo, ma ci hanno fatto assistere allo spettacolo pietoso di amministratori della sx, Domenici o Martini in primis, che l’acqua dei cittadini l’hanno data via da tempo in spa, mentre prosegue l’atrocità delle municipalizzate come Hera in cui troviamo mafiosi eccellenti.
Il risultato sarà uno e uno solo: una caduta secca dei controlli sull’acqua e un costo per l’utente in rapida ascesa, come è accaduto a Cochabamba (Bolivia) dove le multinazionali hanno spinto alla privatizzazione di elettricità, petrolio, ferrovie.. e perfino acqua e dove le tariffe dell’acqua sono salite del 300%, fino al quinto di uno stipendio medio, e per un’acqua sempre meno potabile e inquinata da colibatteri.
Ma di Cochabamba non parlerà nessun Minzolini e nessun Vespa. Mentre sulla Rai si assiste al balletto pietoso di un Ronchi o di altri del Pdl che balbettano di “lotta ai monopoli” e “difesa di un bene pubblico”, il contrario di quanto avviene.
I cittadini non hanno diritto di arrivare al livello in cui gli interessi della mafia si collegano a quelli dei politici e in cui diventa chiaro perché la vendita dell’acqua è una cosa così elogiata in nome di un neoliberismo in cui la criminalità del capitale si intreccia con la criminalità di eversori e assassini sotto il velo di politici compiacenti.

Quello che accade al di fuori della propaganda falsificatrice è un livello di informazione meno accessibile, aperto benissimo anche a quei politici che continuano a chiamarsi di opposizione contro ogni evidenza e che, chissà perché, rifiutano di scendere in piazza contro B persino di fronte a uno scudo fiscale o alla distruzione del sistema giustizia, ma che le leggi peggiori di B le hanno permesse se non addirittura votate o hanno regalato a Berlusconi comode assenze in aula persino quando potevano abbatterlo, un livello di sconcezza informativa e politica che va bene a un Minzolini ma purtroppo anche a una Berlinguer o a un Cannoni, quella Confindutria che ad ogni passo verso il basso di Berlusconi vede solo un mero interesse economico e non valuta male nessuna infamità se questa finanziariamente è un affare.

Dunque i livelli di informazione sono tanti. I media sono quello più infimo e ci aprono a una netta disinformazione falsificante, soprattutto quelli televisivi, dove si dichiara spesso il contrario di quanto avviene, come è oggi per la privatizzazione dell’acqua.
I partiti sono un altro livello di disinformazione iniqua, con l’avvallo di uno zoccolo duro di adepti che crede prima di sapere.
Inutile sperare nell’UE, sarebbe da sciocchi. O nella Chiesa che una informazione sana non l’ha data mai e si è opposta nei tempi persino all’alfabetizzazione dei cittadini, al voto alle donne, alla parità tra sessi, al razionalismo e all’illuminismo, alla scienza e alla cultura.
Ci resta il web. Ci restano giornali come Il Fatto, nella speranza che qui non arrivi mai il nebbione prodotto da chi gestisce affari che quasi sempre sono sporchi, sia che si tratti di mafia o Confindustria o di interessi di partito.

I livelli di informazione sono tanti. Ma dove entrano gli affari di informazione non ce n’è nessuna.
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L’Italia all’acqua pazza
Ugo Arcaini (scrive per noi)

Sarebbe giusto prendere atto che la pazzia è il vero male che da sempre affligge l’uomo.
Non illudetevi voi che state leggendo e pensando che sia un problema degli altri…anche voi siete matti da legare!!!!
Figuriamoci se coloro che, attraverso spinte emotive da Supereroi, abbiano raggiunto elevati livelli di potere possano non essere, nella stragrande maggioranza dei casi, completamente pazzi.
Ognuno sa perfettamente, anche se non vuole riconoscerlo, che sarebbe giusto passare quasi tutti i suoi pomeriggi in analisi da qualcun altro che ovviamente ha gli stessi nostri problemi.
Un esempio di follia?….. L’ultimo?……Eccolo….l’acqua…..l’acqua privata…..lo slogan afferma ed affermerà “ l’acqua privata è meglio ed è più conveniente dell’ acqua pubblica.
Voi mi direte no, non sono pazzi costoro, sono delinquenti della peggior specie, sono persone…no poffarbacco non sono persone…..sono delle schifezze immonde indefinibili con le parole.
No cari miei….sono solo dei malati di mente ….dei pazzi scatenati che rifiutano di ammetterlo ed a causa di questo rifiuto stanno distruggendo noi ed il mondo intero.
Sono persone che hanno avuto “Mamme Transformers” che hanno loro inserito il virus del “non mi basta mai”.
Stante il fatto che molti di noi hanno avuto mamme o papà “transformers” tutto sommato li comprendiamo ci sentiamo loro vicini in alcuni casi li ammiriamo.
Il 60% degli Italiani amerà fino a marzo, dopo si vedrà, il figlio di mamma Rosa per esempio.
Questo bravo figlio del “non mi basta mai della mamma transformer”, come vedete anche se non volete, le sta inventando tutte per mantenere il potere che ha raggiunto, perché, se lo perdesse, penso io, sentirebbe quella vocina dentro di sé, che da tutta la vita lo perseguita, che gli ripeterebbe ossessivamente…..”stupido…sei uno stupido…te l’ho sempre detto….hai sbagliato….sei un fallito come tuo padre….non ti puoi fermare mai….ecc. ecc.”
Non l’avete mai sentita una vocina così? Dai… dite la verità….
Ed ecco come per incanto, per soddisfare la vocina della follia, comparire anche da noi l’Acqua Privata….l’Acqua Privata è bella. come cantava l’andreottiano Ciarrapico, antesignano della privatizzazione italiana delle acque, a quel tempo minerali.
Infatti vista l’ingenuità di chi le compra ad un € il litro, il minerale era ed è l’oro, rileggetevi per curiosità gli scandali dell’epoca. Fatti i debiti conti immaginatevi la fregatura di oggi.
La nostra eterna guerra interiore, l’incapacità ed il rifiuto di essere liberi scatenano i disastri di cui siamo corresponsabili continuando a far finta di nulla
Sarebbe inspiegabile altrimenti il desiderio o l’impulso di essere un dittatore, un torturatore che picchia fino ad uccidere il figlio di un suo simile, un magnate del petrolio che aumenta la benzina quando andiamo in ferie e c’è una crisi pazzesca o un magnate dell’acqua che asseta il mondo dove muore di fame un bambino ogni 6 secondi, uno che bombarda e che uccide, uno che sottomette e che vuol comandare ed opprimere perchè gli hanno messo un cappello in testa e le righe sulla giacca, uno che mangia e beve a quattro palmenti bendandosi gli occhi davanti ad un mondo che muore.
A noi che siamo “diversamente pazzi” dai pazzi di cui abbiamo parlato dianzi, abbiamo il dovere di invertire la marcia inesorabile della follia, dell’autodistruzione, della Paura di essere Liberi.
Come diceva Leo Longanesi : ”Non è la libertà che manca mancano gli uomini liberi”.
Per favore proviamo a dar torto a Longanesi……….
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Alberto scrive per noi

Quando il virus entra nel PC, ogni operazione fallisce e più si tenta di proseguire e più il virus prolifera così che subentra rapidamente la paralisi. Meglio fermarsi in tempo, passare un efficace antivirus per ripulire per bene il software. La sosta si tradurrà in un guadagno di tempo e di qualità del lavoro.
La similitudine con la situazione italiana non è poi tanto velata. Il virus, sotto forma di corruzione, clientelismo e scambi di favori ha trovato di che sovralimentarsi e di fatto paralizza la politica. Non si sa se l’ipocrisia sia una degenerazione proliferata dal virus principale ma è certo che esiste e gode di abbondante alimentazione.
Infatti come si può affermare che sia la magistratura a controllare la politica se è stata la politica a determinare l’intervento della magistratura. Intervento massiccio a causa della straripante corruzione riscontrata. Poiché anche la magistratura è suscettibile di errori, questa sua aggressione frontale, la pone in condizione di strenua autodifesa a scapito dei sereni giudizi che potrebbero essere emessi dagli organi preposti.
Stupisce dunque molto che non ci sia una presa di posizione generale chiara e ferma contro ogni tentativo di piegare la giustizia alle pressanti necessità della politica.
È dunque riconducibile alla melmosa ipocrisia la teoria della salvaguardia dei governanti dai processi affinché essi possano governare sereni! Individui che non siano moralmente cristallini non dovrebbero nemmeno entrare in politica e qualsiasi nube appaia all’orizzonte dovrebbe indurli alla dimissioni. Con quale serenità può lavorare un politico che sa di avere un procedimento aperto e i suoi elettori non possono sapere se egli è colpevole o innocente? Peggio ancora per reati commessi durante il mandato politico, specie se approfittando dei vantaggi che da questo derivano. Le sanzioni dovrebbero essere raddoppiate. Godendo di retribuzioni adeguate all’onestà non è consentito derogare. In fatto di retribuzioni vi è da dire che presentano due incongruenze: la prima è un conflitto di interessi perchè la retribuzione è stabilita da chi ne usufruisce. La seconda insinua il sospetto che esse, retribuzioni, siano molto superiori alla effettive necessità così che il surplus induce alla tentazione di spese “azzardate” con grosso rischio per la serenità mentale dei nostri eletti.
È dunque auspicabile una compatta presa di posizione da parte dei cittadini che non intendono cedere, incluso referendum.

Allotropico
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D’Alema è il punto critico di un’opposizione Hara Kiri.
Dire D’Alema e dire inciucio è la stessa cosa.
E che Bersani sia figlio di D’Alema sta nei fatti
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D’Alema
Beppe Grillo

D’Alema ha detto della sua nomina a ministro degli esteri della UE che: “Meno ne parliamo, meglio è”. Il blog è qui proprio per questo. Per parlarne alla grande e diffondere la notizia di questa meravigliosa candidatura. Dopo la nomina di Mastella il ceppalonico (con moglie profuga) a Bruxelles, D’Alema è il punto più alto della nostra politica europea. D’Alema è l’uomo che non deve chiedere, a quello ci pensa lo psiconano. Lui preferisce dare. E’ un generoso. Ha consegnato Telecom (la più grande azienda pubblica italiana) ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti vendendola a debito (da allora non si è più riavuta e Tronchetti gli ha dato il colpo di grazia). Ha fatto una legge (numero 488, articolo 27, comma 9, pagina 32) per Testa d’Asfalto che gli assegna le frequenze televisive pubbliche (quindi nostre) al modico prezzo dell’uno per cento del fatturato. Nell’ultimo periodo della sua carriera politica si è un po’ offuscato. Parla poco (ha delegato il suo maggiordomo Bersani). Non si fa vedere in giro, neppure in Parlamento. Alla votazione per l’incostituzionalità dello Scudo Fiscale non c’era. Sulla legge per la prescrizione breve non fiata (una candidatura a mister Pesc a Bruxelles vale cento prescrizioni). Per il No Berlusconi Day del 5 dicembre preferisce non pronunciarsi. La sua aria da statista corrucciato, pensoso e profondo è stata notata dal Financial Times che lo ha elogiato giusto ieri con le incoraggianti parole: “Leftwinger familiar with italian intrigue (Politico di sinistra familiare con gli intrighi italiani)”, ma anche: “Pratico con le oscure arti degli intrighi politici italiani avendo cospirato per rimpiazzare Romano Prodi, un suo collega, come premier nel 1998”. Un riconoscimento internazionale inaspettato. Uno così l’Europa non lo merita (ma neppure l’Italia che lo mantiene come deputato dal 1987, prima della caduta del Muro di Berlino). Io non voglio farmi rappresentare da un individuo che ha detto: “Berlusconi è un pericolo anche per l’Europa, potrebbe dare origine a una crisi democratica capace di allargarsi anche ad altri Paesi” e che ora aspetta con il piattino in mano l’appoggio dello psiconano.
E’ l’ora di un “D’Alema mail bombing” al presidente della UE Barroso e a tutte le testate internazionali. Un messaggio semplice, semplice in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo e olandese: “Io sono un cittadino italiano e non voglio essere rappresentato in Europa da Massimo D’Alema in qualità di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune ( mister Pesc) dell’Unione europea”.
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Sauro segnala

Il ritorno degli speculatori
VITTORIO ZUCCONI
Da Repubblica

“Siamo sempre noi, vi ricordate di noi, sì? Il popolo delle scatole di cartone cacciati dalla terra promessa di Wall Street. Beh, siamo tornati, le nostre scatole vuote si stanno di nuovo riempiendo di soldi e la bolla si rigonfia. Tutto doveva finire, remember September? ricordate il settembre nero. E tutto è ricominciato”. Dalle finestre a vetri, il traffico di passanti e delle poche auto strozzate nella strettoia di Times Square sotto i nostri piedi si coagula e si liquefa come se nulla fosse mai accaduto e il settembre nerissimo sembra, come un altro settembre, un incubo sfumato nel ricordo. L’uomo che guarda la strada dalla vetrata, uno dei pochi scampati ai giorni dei lunghi coltelli, quando nomi come Lehman Brothers, Bear & Sterns, Merryl Linch, Citibank, Bank of America, per non citare neppure i mega pataccari alla Bernie Madoff, sprofondavano o sbandavano, riesce persino a sorridere.
“Vedi la gente là sotto? Non sono cambiati loro, non siamo cambiati noi. Tutti vogliono fare soldi, tutti hanno paura di perderli quando li hanno. Fino a quando esisteranno gli uomini, esisteranno le bolle”. Qui nella trading room, nel termitaio del salone scambi di questa grande maison finanziaria, come in tutte le altre che un anno fa dovevano morire e un anno dopo guardano il corso delle proprie azioni puntare di nuovo alla stratosfera, il vento, se potesse entrare dalle finestre sigillate, porterebbe non più la paura di andare a fondo, ma semmai il timore di volare troppo in alto. In ogni ufficio di Goldman Sachs, che in un anno ha visto il proprio “stock” passare dai 49 dollari del novembre 2008 ai quasi 180 di ieri, di Morgan Stanley (dagli 11 dollari di un anno fa ai 33), di Citigroup (da 1 dollaro e 11 centesimi all’inizio dell’anno ai 4 di ieri), blaterano all’unisono gli schermi piatti sintonizzati sulla network che fa e disfa il mercato, la CNBC, sparando messaggi e profezie contraddittorie. Ma tra annunci di prossime catastrofi portate dai pessimisti e l’ottimismo garrulo di Jim Cramer, seguitissimo miliardario da talk show che esorta tutti a buttarsi dentro la nuova bolla, la sola certezza è che 12 mesi dopo quell’epifania di cartone che fece gridare alla “fine del capitalismo” non è cambiato nulla. “Si è organizzata un po’ di messinscena per dare alle gente l’impressione che fossero finalmente arrivati i governi a mettere ordine e regole, ma chi ha voluto speculare al ribasso, al rialzo, con i famosi derivati e con i fondi hedge lo ha continuato a fare” urla Jim Cramer.
Una ex managing director di Lehman Brothers cacciata con la scatola di cartone piena di merendine zuccherose e di pillole alla caffeina, che era arrivata a incassare un milione e mezzo di bonus a fine 2007 (più lo stipendio), si è concessa una vacanza di sei mesi e ha fatto il giro del mondo, dal Bangladesh a Londra, dalla Terra del Fuoco al Vietnam. E’ tornata, ha telefonato ai suoi ex clienti e colleghi, ha creato una propria finanziaria e finirà il 2009 con un portfolio da 750 milioni di dollari. “Quello che i governi fanno finta di non capire è che i soldi veri, i miliardi, non sono mai scomparsi”.
Scrive Fortune che le prime 100 corporation americane hanno complessivamente riserve liquide per 948 miliardi di dollari, che tengono stretti in attesa di avere la certezza che la buriana politica sia passata. E poi? “E poi li dovranno investire. Appena l’inflazione ripartirà, come ripartirà con il disavanzo pubblico creato per salvarci, non potranno tenerli nel materasso a perdere valore. Guardi la gente là sotto, a Broadway, a Times Square. Mangiano, bevono, spendono, comprano. Consumano. E quando si saranno convinti che l’Apocalisse non c’è stata, che non saranno spazzati via da un altro ’29, i soldi ricominceranno a bruciare in tasca e vorranno rendimenti migliori di quello 0,5% all’anno che i buoni del Tesoro oggi gli offrono. E noi siamo qui, per accoglierli”.
C’è un piccolo indice, in Borsa, che racconta meglio di tutti perché si stia riformando la “bolla”. Si chiama “Vix” e non è un prodotto per il raffreddore. Sta per “Volatility Index” e segnala appunto la volatilità, la violenza degli sbalzi nelle quotazioni. E’ tornato ai massimi dell’anno, spinto dal Dow Jones capace di perdere e di guadagnare il 2% in 48 ore e garantisce che il mare di soldi sciabordanti nella stiva dell’economia tornerà a cercare quegli strumenti di vera, o illusoria, protezione finanziaria che si chiamano “derivate” e “hedge funds”. Proprio quei prodotti che furono accusati di avere causato il giudizio universale del settembre 2008 e avrebbero dovuto essere spazzati via.
Si era sparso il panico delle retribuzioni e della fine dell’età dell’oro, i “bonus” di fine anno, quelle mostruosità che avevano regalato al presidente della Morgan Stanley, John Mack, soprannominato “Big Mac” come la polpetta a due piani della McDonald’s, 40 milioni di dollari a fine 2006. Un record che aveva resistito appena due giorni, fino a quando la rivale Goldman Sachs attribuì al proprio leader maximo, Lloyd Blankfein, 53,4 milioni di dollari. Ma nessuna delle grandi banche ha atteso che la ghigliottina delle famose “nuove regole” immaginate per rabbonire le folle, cadesse sui loro manager. “Ci siamo semplicemente aumentati gli stipendi, per compensare il fatto che per un po’ di tempo avremmo dovuto limitare i bonus di fine anno” sorride l’uomo che guarda Times Square.
Anche la mongolfiera che da sempre fa volare o precipitare nel proprio cestello l’economia americana prende quota: la casa. A San Francisco per prima, ma addirittura anche a Miami, la terra del disastro immobiliare, le case si ricominciano a vendere, sia pure a prezzi di saldo. Le banche, con i miliardi di profitti e di liquido pompati dalla Fed a tasso zero nelle loro casseforti, devono tornare a prestarli al 5%, perché le banche per questo esistono, per lucrare fra il costo e il rendimento del danaro, e il governo estende per altri tre mesi l’abbuono fiscale di 8 mila dollari sull’acquisto. Il vento della nuova speculazione non soffia ancora nelle case dei senza lavoro, che sono ormai quasi il 10%. Ma l’occupazione è sempre l’ultima a svegliarsi dal coma della recessione, perché le aziende aspettano prima di riassumere.
“Siamo rimasti in meno, noi delle scatole di cartone, e un terzo di quelli che sparecchiavano bonus nel 2007 hanno cambiato lavoro o città” dice l’uomo che guarda la bolla gonfiarsi dalla vetrata su Times Square. “Per ora, chi di noi è sopravvissuto vive alla giornata, sapendo che tutto può finire domattina, come il 15 settembre del 2008, perché niente è cambiato e il danaro non sta mai fermo, si riversa oggi sull’oro, poi sul petrolio, poi sulle Borse, poi sui derivati, poi sull’immobiliare e anche i governi più sinceri sono come i bagnanti che vogliono vuotare il mare con il cucchiaio delle loro regole. La lezione del fallimento delle Lehman Brothers non ha insegnato a noi, ma ai governi, il rischio di voler fare i duri davvero. Usano i loro soldi per salvarci, quando si accorgono che siamo ormai diventati troppo grandi per lasciarci fallire”. Come sempre? “Come sempre”.
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Scommettiamo sulla decrescita
Serge Latouche

Per il filosofo ed economista francese è la via d’uscita dalla crisi. “Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe, e abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale”
di Fabrizio Ricci

C’è un legame evidente tra il pensiero di Aldo Capitini, filosofo e politico antifascista, “partigiano” della non violenza e Serge Latouche, filosofo ed economista, “partigiano” della decrescita. Anche la teoria della decrescita infatti è una forma di pensiero non violento, rivolto nei confronti del pianeta. Non sorprende dunque che in occasione del 40esimo anniversario della morte dell’ideatore della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, la Fondazione Aldo Capitini abbia voluto invitare proprio il professor Latouche a tenere a Perugia una lectio magistralis sulla “Decrescita come uscita dalla crisi”.
Il pubblico, numerosissimo e costretto a stringersi all’inverosimile per ascoltare il professore francese, è stato comunque ripagato con un’ora e mezza di analisi e teoria, a metà tra sogno e realtà, utopia e concretezza. Peraltro in un ottimo italiano.

L’esordio di Latouche è di quelli fulminanti: “Noi che siamo qui in questo momento abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale. Si tratta di un una fatto rarissimo, paragonabile alla fine dell’Impero Romano. Con la differenza che questo si è svolto in un arco temporale di 700 anni, mentre il crollo della nostra civiltà si compierà in meno di trent’anni“.

Da “obiettore della crescita“, Latouche fa partire la sua critica da Adam Smith, che della crescita è “sognatore” e teorizzatore. Sì, perché l’idea di Smith, quella di costruire una società in cui tutti si arricchiscono sempre di più, è all’inizio soltanto un’utopia, un “sogno” appunto. “Ma come spesso accade e speriamo che sarà così anche per la Decrescita – osserva Latouche – le utopie di oggi possono diventare almeno in parte la realtà di domani“. Quella di Adam Smith lo diventa intorno al 1850, grazie all’invenzione del sistema termoindustriale, basato sull’energia fossile, che nell’arco di un secolo porta al compimento della società “dei consumi”. Essa, secondo Latouche, poggia su tre piedi: la pubblicità, che spinge al consumo “rendendoci infelici di ciò che abbiamo”, il credito, che dà i mezzi per realizzare l’impulso consumistico e “l’obsolescenza programmata” che forza a consumare di continuo.

Questi elementi,fanno della società dei consumi una “società totalitaria soft“, in cui l’uomo non è più padrone del suo destino perché è sottomesso “all’imperialismo dei mercati”, al “dominio della mano invisibile”. Una società simile è destinata pertanto a condurci inesorabilmente a quella che gli esperti chiamano “la sesta scomparsa delle specie”, un’estinzione di massa come quella che cancellò dal pianeta i dinosauri. La differenza è che stavolta si viaggia a una velocità impressionante. “Bisogna stare seduti bene per sentire quello che sto per dire – ha avvertito Latouche rivolto al pubblico in sala – ogni giorno si estinguono tra le 50 e le 200 specie”.
Campanelli di allarme talmente clamorosi che portano Latouche a dire: “Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe“. L’ultimo rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) afferma infatti che anche se smettessimo da oggi di bruciare anche una sola goccia di petrolio non potremmo comunque evitare l’innalzamento di due gradi della temperatura globale entro la fine del secolo. Conseguenze? “Centinaia di milioni di emigrati dell’ambiente, la metà del Bangladesh sott’acqua, ma anche una buona parte dell’Italia“. E questo, secondo il professore francese, è “lo scenario migliore”, perché i due gradi potrebbero diventare sei e allora possiamo “dire addio alla specie umana”.

Occorre creare una alternativa alla società della crescita per uscire dalla crisi. Arriviamo cioè alla Decrescita. Il progetto politico di Latouche è “l’utopia concreta della Decrescita”. 8 parole d’ordine:
rivalutare (prima di tutto la sobrietà),
riconcettualizzare (la scarsità e l’abbondanza, il pubblico e il privato),
ristrutturare (il sistema produttivo, costruendo cose più utili),
rilocalizzare (“non è possibile che 8.000 camion trasportino ogni giorno acqua San Pellegrino dall’Italia alla Francia e acqua Evian dalla Francia all’Italia”),
ridistribuire (“l’occidente rappresenta il 20% della popolazione mondiale e consuma più dell’86% delle risorse naturali”),
riutilizzare (“per risparmiare risorse naturali e creare posti di lavoro”),
riciclare (“ciò che non è possibile riutilizzare”),
ridurre (“la nostra impronta ecologica, ma anche gli orari di lavoro”).

Ho sognato che mi candidavo alle elezioni presidenziali con un programma elettorale in pochi punti. Proponevo di ridurre del 75% la nostra impronta ecologica, introducendo una tassa ambientale sui trasporti, per favorire il consumo a ‘chilometri zero’. Al tempo stesso proponevo di ricostruire l’agricoltura contadina, rinunciando all’uso dei pesticidi, di trasformare i guadagni di produttività in riduzione dell’orario di lavoro e altre cose simili. Sulla base di questo programma mi sono candidato, sono stato eletto con il 51% e ho iniziato ad applicare il programma. La settimana dopo sono stato assassinato“.

Quale è la morale della favola?
“1° Ciò che non è ancora possibile a livello globale, può comunque esserlo a livello locale o individuale.
2° Ciò che non è possibile oggi potrebbe esserlo domani.
3° Ciò che non è possibile qua è già possibile altrove, come in America Latina.
La Decrescita è una scommessa che non siamo sicuri di vincere. Ma in ogni caso, vale la pena di tentare”.

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I SUMMIT DEL NULLA

Ma i Grandi del mondo si sono riuniti per l’inquinamento dell’atmosfera e non hanno concluso niente. Usa e Cina si oppongono a qualunque limitazione industriale.
Al convegno della FAO su un miliardo di persone a rischio di morte per fame e sete nono sono nemmeno andati. 6 bambini muoiono ogni 6 secondi, ma loro non sono nemmeno andati, mentre tutto l’Occidente si preoccupa solo dell’influenza.
Tassare le transazioni finanziarie? Lo aveva proposto il premier britannico. Si sono riuniti e non hanno concluso nulla! Per un istante le parole di Brown hanno fatto balenare un vecchio sogno di Attak: la Tobin Tax. Truman Brown chiedeva una riforma condivisa dei sistemi finanziari e bancari globali, che “devono avere maggiore allineamento con i valori della maggioranza delle persone: duro lavoro, responsabilità, integrità e giustizia… non può essere accettabile che i benefici del successo di questo settore siano raccolti da pochi ma i costi del fallimento siano sopportati da tutti noi”. Da qui la proposta di tassazione delle operazioni finanziarie. Ma l’invito è caduto nel nulla, Un altro vertice sprecato, mentre riprende la speculazione bancaria e borsistica. Le banche ormai straripano di denaro ma le porte sono chiuse ai presiti, mentre le aziende per mancanza di liquidità chiudono aumentando la disoccupazione, e i tassi di chi lascia i suoi soldi in banca sono ormai un insulto al risparmiatore. Unicredit lancia con grande grancassa un’offerta incredibile che è un vero schiaffo all’intelligenza: apri un conto corrente da noi con almeno 50.000 euro che non siano già sui nostri conti e ti daremo l’ 1’% di interesse. Naturalmente lordo!
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La Tobin Tax
Carlo Clericetti

La Tobin tax prende nome dal premio Nobel per l’economia James Tobin che la propose nel 1972 è stata discussa spesso, soprattutto dopo le 3 maggiori crisi finanziarie, quella del 1992, che scardinò il Sistema monetario europeo e portò l’Italia sull’orlo della bancarotta, con una svalutazione della lira del 30%; e quella asiatica del 1997, che mise in ginocchio numerosi paesi dell’Estremo Oriente arrivando a provocare disordini per fame.
Consisterebbe in una tassazione delle transazioni finanziarie con un’aliquota molto bassa, per es. lo 0,5%, e anche così si diminuirebbe la quantità enorme di transazioni, rendendole non più convenienti. Nella finanza ormai completamente gestita attraverso pc, infatti, è sufficiente che i guadagni siano infinitesimali, perché l’altissima frequenza delle operazioni e l’enormità delle somme spostate permettono lo stesso di ottenere profitti stellari.
In pratica, una grossa fetta dei movimenti puramente speculativi sarebbe cancellata dai mercati, che ne guadagnerebbero in stabilità.
Inoltre il gettito della tassa sarebbe comunque ingente e si avrebbero oltre 80 miliardi di dollari l’anno, sufficienti ad eliminare la povertà estrema in tutto il mondo.
Ma questa tassa ha sempre incontrato la fortissima opposizione di tutti gli operatori finanziari e anche di molti economisti perché frenerebbe la speculazione.
Persino George Soros, lo speculatore che provocò la crisi valutaria del ’92, ha dichiarato che sicuramente avrebbe danneggiato i suoi interessi, ma sarebbe stata positiva per l’economia mondiale.
La Tobin tax è chiesta da tutti i movimenti no-global per lottare contro la povertà nel mondo, ma Tobin precisò che a lui premeva solo di far funzionare meglio l’economia mondiale.
Da molti anni esiste un’organizzazione che sostiene questa tassa: si chiama Attac (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e per l’Aiuto dei Cittadini).
Sembrava che fosse favorevole anche il ministro francese dell’Ecologia Jean-Louis Borloo e la Merkel e ora anche Brown. Ma occorrerebbe il consenso del G20 al completo. Ma il G20 l’ha rifiutata.

www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/g20/tobintax-7nov/tobintax-7nov.html
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Il bianco Natale del sindaco di Coccaglio
Don Aldo

Le cronache di questi giorni, dal tema fisso del satrapo che continua a stracciare costituzione e democrazia, all’ammutinamento dei due rami del parlamento su temi che scottano la società ma rinfrescano le loro tasche, non ultimo quello dell’acqua, non fanno altro che dare mazzate in testa alla nostra voglia di riscatto e al desiderio di continuare a sperare nonostante tutto.
Questa mattina, poi, la notizia anticipata del Buon Natale!
Non c’è ormai più limite al dilagare di fango e di impudenza che straripano dalle menti malate ed ossessionate di leghisti, ex-forzitalioti e nuovi pidiellisti. Così, dopo averle provate tutte (dallo sradicamento delle panchine a Treviso all’erezione del muro di via Anelli a Padova, dal fossato anticaravan di Schio alle panchine anticlochard di Trieste) arriviamo a programmare un bellissimo e cristianisssimo”White Christmas” in quel di Brescia. Un Natale tutto “Bianco” come la loro nera coscienza.
A Coccaglio, un paese di montagna nel Bresciano, l’assessore alla sicurezza, il leghista Claudio Abiendi, ha avuto la brillante idea di voler “ripulire” il paese dagli extracomunitari; di qui l’idea del “Bianco Natale”.
“Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”, ha dichiarato.
Straordinario. Meriterebbe un monumento all’imbecillità suprema!
Ma cosa si intende per “tradiziomne cristiana”? Forse le truppe conquistatrici che al grido di “Cristo Re” scotennavano gli indios d’America Latina non prima di averli però battezzati? O le truppe di mercanti che sempre da quelle terre hanno importato in Europa tanto e tanto di quell’oro e argento che non basterebbe la lunghezza dell’equatore per scriverne l’attuale valore? O gli imperi coloniali che hanno schiavizzato continenti interi mercificando la bibbia e sacralizzando diamanti? Se queste sono le radici cristiane io mi dichiaro anticristiano. E se questa è la civiltà europeaoccidentale io mi dichiaro apolide e clandestino!
Alla fine del 900 un cittadino americano agnostico si appellò alla Costituzione degli Stati Uniti, la quale non prevede feste religiose nel calendario nazionale e chiese la soppressione del Natale come giornata festiva. La Corte Suprema, dopo lungo esame, respinse l’appello, sentenziando che già da tempo il Natale aveva cessato di essere una festa religiosa. C’est vrai! Ma finora c’eravamo anche adattati a questa profanazione dal Natale trasformato in una festa di luci e di suoni e di dolci e di regali…. Ma mai che mai avremmo pensato di dover assistere al suo tradimento, facendone una sagra di egoismi etnici e di razzismi xenofobi.
E di sicuro non finisce qui.
Il domani ci serberà ancora altre corbellerie!
Aspettiamo, ma non in silenzio.

Il sindaco di Coccaglio, 6000 abitanti (Franco Claretti e tre assessori leghisti), altri che difendono le “radici cristiane” e leggono il cristianesimo “in nome dell’identità”! Quale identità? Quella del razzismo?
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Citazione da Doriana Goracci
Una impiegata della scuola

“Guardo quì le forze dell’ Odine messe contro di noi…manco fossi la nipote di Riina… malpagata la Polizia come noi nella scuola…la smettano di parlare dei nostri morti, Falcone e Borsellino, noi diventati bacino di voti, raccolti in Sicilia ancora con i pacchi di pasta e le banconote tagliate a metà. Vengono nascoste le realtà nelle scuole del nostro Paese, le lezioni si fanno nell’illegalità più assolute…altro che la Gelmini che entra nelle carceri con le forze dell’Ordine…dobbiamo entrare nei negozi nelle case, dove le televisioni non ci permettono di parlare.
C’è un’ emergenza non solo sociale,emergenza della cultura, e vediamo donne che aprono le bocche per fare politica. E’ una vergogna n azionale…perchè un ragazzo dovrebbe entrare in una classe quando per affermarsi c ‘è Sgarbi che ci riempie dagli schermi di parolacce.
Maledetti punti, come fossimo in un supermercato, chi c’è prima e chi c’è dopo, dopo non c’è niente, i figli non hanno speranza, vadano all’estero, basta con le pacche sulle spalle, voglio le persone con me ogni giorno…
Lo dobbiamo spiegare, entrando nelle scuole, parlando con il nostro vicino di casa, fuori…
DOBBIAMO ANDARE AVANTI!”
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Ugo segnala:
Scopri l’eolico d’alta quota … SORPRENDENTE !

www.youtube.com/watch?v=Zl_tqnsN_Tc
….
RIDIAMARO : – )

Aniello
COLPO DI GENIO DI GHEDINI… LA SCADENZA DEL PROCESSO IN BASE ALL’ALTEZZA DELL’IMPUTATO……

Maroni

Grande battuta di un umorista da poco scomparso, Valter Veltroni: “Si può fare!”
Berlusconi sta ridendo ancora
Gepy
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“Si va alle elezioni anticipate”
“Nessuno ha mai detto che si va alle elezioni anticipate”
Berlusconi è uno che quando dice le bugie si eccita tanto che non gli si allunga solo il naso

Parafrasando Gepy
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Il Parlamento è proprio fatto da fankazzisti
Praticamente più che un Parlamento è un Paramento
Proprio nel senso di “parare il sacco”
Pensate che c’è un’opposizione
che sta a Roma
lavora a Roma
si riunisce a Roma
eppure quando parte una manifestazione di opposizione
a Roma
ha detto che si faticava a partecipare

Viviana

Berlusconi è un uomo che trasforma in oro tutto quello che tocca
Come trasforma il crimine in oro lui non ci riesce nessuno

Viviana

Certo pensare che Belen Rodriguez è una extracomunitaria
E che i leghisti caccerebbero pure lei….
Viviana
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D’Alema il nocchiere che ha sempre mandato la nave Italia sulle secche
Ottimo per gli affari esteri europei
Meglio di una mina vagante
Come dirotta una nave lui non la dirotta nessuno

Viviana
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Nonciclopedia

D’Alema: “Francamente non riesco a capire perché un uomo della mia smisurata cultura e intelligenza suprema non sia amato da tutti “

“Veltroni ha detto che è pronto a sacrificarsi per il bene della sx. Ci penso io.”

Sabrina Ferilli: “D’Alema mi piace per quella sua vaga aria da “Ma vattel’a pijà ‘nder culo”

D’Alema: “Ora capisco il motivo del lodo Alfano” (dopo un anno che è passata la legge. Quando si dice la smisurata intelligenza)

Nasce ad Auckland nel 49 dopo aver ordinato a sua madre di partorirlo. Lo mandano subito in un Collegio dei Gesuiti per nasconderlo ai mass media. La sua infanzia fu molto sola, i coetanei tendevano a non capire il suo genio onnicomprensivo, e il suo unico amico era Kissinger, che gli insegnò l’arte della vela e dell’arrangiarsi
Diplomato al Liceo Stalin di Vimodrone, è raccomandato per il ruolo di 1° lavapiatti aggiunto presso la mensa aziendale del Priorato di Sion dove incontra l’amico e futuro mentore Pino Eichmann che lo avvierà al comunismo, allo stalinismo e all’onanismo. Grande appassionato di enigmistica si iscrive alle Paraolimpiadi di matematica classificandosi 14°, ex aequo con uno gnu che sapeva contare fino a 12. “Senza esagerare sono il migliore”
Nel 56 gli crescono i baffi, e poiché dopo averli tagliati questi ricrebbero, decise di lasciar perdere e tenerseli. Sull’argomento ha anche scritto il saggio “Tempo perso”. Nel 60, in seguito ai successi nel campo della vela, fu eletto Presid. della Nuova Zelanda che fino ad allora non ne aveva mai avuto uno. Nel 62 risolse la crisi dei missili a Cuba, piantando un albero maestro alto 70 km al centro dell’isola diventata una gigantesca barca a vela, così da poterla spostare nelle acque territoriali russe. Per questo vinse il Premio No-bel per la pace

Nei primi anni ’70 si iscrive all’Anormale di Pisa, dove si laurea in Tutto, con una tesi su Tutto, nel 74, pochi giorni dopo aver fregato la fidanzata a Mussi. In seguito si trasferisce definitivamente in Italia, attirato dal clima mite ma, soprattutto, dalla inferiorità della gente che si prestava maggiormente a essere disprezzata. Il padre Super Mario decise che era ormai giunto il momento di lanciare il figlio in politica. Così lanciarono sul mercato il Nintendo DS, che in breve conquistò prima i bambini e poi i genitori. Nel 96 finalmente vince le elezioni grazie all’alleanza con Prodi, ma subito dopo la vittoria Prodi con l’appoggio degli altri Superamici lo estromette dal potere
Dopo 2 anni di esilio e aver vinto quasi tutte le edizioni della Coppa America, organizza un colpo di stato contro Prodi: aiutato da Jack Sparrow e Capitan Uncino, comanda l’arrembaggio del traghetto con cui Prodi si stava recando in Sardegna a trovare Cossiga e lo costringe ad abdicare in suo favore. La trascinante simpatia e la congenita modestia gli permettono di governare per ben 1,5 anni prima di essere detronizzato da un altro colpo di stato, questa volta organizzato da Joe d’Amato
Dopo un’ulteriore Coppa America nel 2001 decide di far vincere le elezioni a B con uno stratagemma diabolico nella sua semplicità: vincere una Coppa America, proporre come candidato la persona con meno possibilità di vincere le elezioni cioè Rutelli, un uomo il cui unico sogno nella vita è di far bene l’imitazione di Alberto Sordi, e infine presentarsi come l’uomo della Provvidenza. Allo scopo di perdere ulteriormente voti durante la campagna elettorale affigge cartelloni concordati con B per impedire qualsiasi credibilità alla sx. Così D’Alema poteva finalmente dimostrare che nessuno era al suo livello e solo lui poteva riportare il csx alla vittoria
Rutelli perse con ignominia le elezioni anche perché lui stesso gli aveva consigliato di andare da Vespa a fare l’imitazione di Gigi Sabani e D’Alema procedette alla fase 2 del piano, vincere altre due Coppe America e ricandidarsi alle prossime elezioni con un potere incontrastato. Forte di questi risultati sportivi, alle elezioni 2006 organizzò vasti brogli elettorali conseguendo un notevole successo in termini di audience. Ovviamente fu lui il capo supremo del regime comunista italiano del Biennio Rosso 2006-2008, quello che vedevamo in tv non era Prodi bensì un costume disegnato da Rambaldi, cavo all’interno e dotato di frigobar, dove vive comodamente D’Alema. Il vero Prodi dal 98 è rinchiuso a Sant’Elena
Dopo la caduta del Governo Luxuria, la maggior parte delle funzioni vitali di D’Alema si sono svolte a bordo dell’Ikarus. Attualmente è impegnato a fondo nella Coppa America di Barcellona
D’Alema è un fervente agnostico mosconiano, anche se disconosciuto dal Vate Mosconi, che lo considera un aprostata, per avere preferito il Ministero degli Esteri a quello delle Poste e Telecomunicazioni

Se D’Alema vi rivolge la parola è perché vi disprezza, se non vi rivolge mai la parola significa che non vi ritiene degni di essere disprezzati.
Gli amici lo chiamano “Baffino”, ma D’Alema non ha amici, quindi Nessuno lo chiama “Baffino”
Di notte esce dagli armadi per spaventare i bambini, incolpando il povero Babau, una volta usava gli armadi per rapire i bambini e portarli in qualche sede del pc per dividerli insieme agli alieni comunisti
D’Alema è l’inventore della famosa loffa pugliese, tipo di loffa pressocché mortale, capace di abbattere l’intero parlamento in seduta plenaria. Indubbiamente deve considerarsi il 1° alloffatore d’Italia ed è noto che i suoi viaggi in mare gli servono per sperimentare il potenziamento di quest’arma con la quale ha obbligato alla fuga sia Natta che Occhetto per rimanere lui segretario
D’Alema ha vinto il premio di politico più intelligente del 21°secolo. Il premio gli è stato consegnato con oltre 90 anni di anticipo per aver voluto avvisare il suo amico Consorte che era indagato e che quindi il suo telefono era sotto intercettazioni. Telefonandogli.
D’Alema è il più grande equilibrista del mondo con baffi. Di 2° lavoro fa il sarto nel senso che sarta da un membro all’altro
D’Alema si nutre principalmente di leader della sx
..
Una volta i comunisti mangiavano i bambini
Oggi non li mangiano più perché li mangia tutti D’Alema
Il suo metabolismo è straordinario
Berlusconi è invidiosissimo perché lui se mangia un solo bambino
gli viene una pancia così
Vi
..
Franco F
Sono giorni che nel PD Bersani cerca di presentarsi come il “nuovo che avanza”.
Un consiglio spassionato da un ex:
se è davvero questo il nuovo che “avanza” mettetelo subito in frigo, prima che finisca di marcire completamente.
..
http//masadaweb.org

4 commenti »

  1. complimenti per il blog. e’ veramente fuori dall’ordinario.

    Commento di franco beretta — novembre 19, 2009 @ 12:53 pm | Rispondi

  2. però, cara Viviana, continuo a preferire quei tromboni stonati de il manifesto ad il fatto. Non fosse altro che per i tentativi di analisi di classe che di tanto in tanto su il manifesta hanno aancora posta sualla crisi che attraversa la società… Non possiamo focalizzare le notizie sulle questioni giudiziarie (per quanto importanti e gravi)… oltre la LEGGE… c’è pure il REDDITO (che manca).
    Luana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 19, 2009 @ 7:40 pm | Rispondi

  3. Gent.le Luana questo non è il momento di soffermarsi sulle analisi di classe ,perchè oggi qello che traballa è la casa comune : la Democrazia.La base è la legge che ci dobbiamo riprendere subito prima che sia troppo tardi.Per questo io penso che il 5 Dicembre lo scopo deve essere sopratutto quello di affermare che la “LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.E su questo principio cosi forte non si possono fare sconti a nessuno,meno che mai ai politici.Se ci pensiamo bene la base su cui poggia la democrazia è sopratutto questa.E per questo motivo che sarebbe meglio una manifestazione senza bandiere di partito e da questo si avrebbe la misura di quanto questo popolo darebbe prova di non essere incline a subire il potere politico.
    Saluti
    Salvatore FONTANA

    Commento di MasadaAdmin — novembre 19, 2009 @ 7:40 pm | Rispondi

  4. Cara Viviana, ho lasciato anche un commento nel blog di Grillo per il tuo bellissimo post sul AH1/N1 detta influenza porcina. E ripeto
    ” Che belli che sono i post di Viviana!!!
    E’ chiara, didascalica, precisa, esustiva, esatta.
    Amo i post di Viviana…e un po’ amo Viviana, “via blog”
    Non siate gelosi(da BG ci sono molti gelosissimi ma sono poco intelligenti)e che il Signore la conservi.
    Smack Viviana!!! I Love You
    P.S. per il tuo partner: conosco solo i suoi post e blog, non essere geloso sono un vecchio idealista…..moooolto vecchio. Ciao”

    Commento di Andrea Fuseri — novembre 19, 2009 @ 7:41 pm | Rispondi


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