Nuovo Masada

novembre 14, 2009

MASADA n° 1031. 13-11-2009. Impunito a vita

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:15 am

Ma se proprio si vuol fare uno snellimento dei processi italiani perché non si fa una seria class action, dove al posto di 200.000 processi se ne fa un solo?
E perché non si elimina un grado di giudizio?
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Come fare un campo di battaglia per occultare un morto
..
Quando penso al mio paese, alla mia vita, mi vedo in condizioni “che non l’avrei mai penso”, ma così è e quindi prendere o lasciare
Mariapia
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Incensurato = che non ha riportato condanne penali
..
Che cosa accadrà ad un paese dove il maggior corrotto e corruttore riceve da stolti e delinquenti tanto potere da cambiare a suo piacere le leggi così da restare incensurato a vita?
Viviana

Nella più totale indifferenza
l’incoerenza
è virtù.
La pagliacciata
giustificata.
Il reato
perdonato.
Il diritto
riformato.
E il popolo
risucchiato.

Viviana
..
Questa fatica spaventosa di vedere ogni giorno il male escogitato!
…. e non quetano mai

Viviana
..
Non al potere, ma a chi lo nutre

Il potere è tale solo se al suo cospetto
si radunano le nostre intelligenze.
Non inchinate i vostri talenti a quanti
li consumeranno per il proprio gozzoviglio.
Non mercificate di padrone in padrone

ciò che non può essere passato di mano in mano.
Non permettete che i compromessi
smarriscano il confine fra la necessità di sopravvivere
e la cupidigia di accumulare a discapito dell’altro.
Se di rado è possibile decidere del proprio talento,
sempre si può scegliere il limite entro il quale sottometterlo.
In un mondo dove ciascuna eccellenza si offrisse
non al servizio dell’uno ma dell’umanità tutta,
il potere perderebbe la radice del proprio sostentamento

in favore di una diffusa possibilità di esistere,
che voi negate,
sovente a voi medesimi
.

Giorgia Vezzoli
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La spada di Damocle
Viviana Vivarelli

Lo storico Timeo. e dopo di lui Cicerone, raccontano che alla corte di Dionigi, tiranno di Siracusa, c’era un principe adulatore di nome Damocle che invidiava Dionigi per il suo immenso potere. Allora Dionigi gli offrì di prendere il suo posto per un giorno per poter assaporare tale fortuna. Damocle accettò. La sera si tenne un banchetto e Damocle si accorse che, sopra la sua testa, c’era una spada affilata, sostenuta da un esile crine di cavallo. Sembra invidiabile la posizione di un tiranno, in realtà non c’è persona più minacciata di lui. Damocle capisce immediatamente che invidiare un tiranno è da stupidi. In verità chi ha troppo potere è in una crisi continua perché è sempre a rischio di perderlo. Nel passato il tiranno temeva per la propria incolumità, oggi chi ha preso per sé troppo potere non può averlo fatto che in modo illecito o associandosi a criminali e teme due volte di essere defraudato di quel che ha rubato: o perché cade sotto le maglie della giustizia per i suoi reati, o perché viene tradito dai suoi stessi soci in affari.

Con 3 processi che lo incalzano da presso e senza quel lodo Alfano che gli avrebbe dato una copertura di ferro, B calpesta i bisogni e gli interessi dello Stato e pensa solo a rendersi impunito, macellando la giustizia italiana con una legge fatta a sua misura che manda al macero centomila processi e in pratica uccide la giustizia per salvare lui solo, una legge per cui, se ogni grado di giudizio non si esaurisce in 2 anni, il processo si annulla e l’imputato va libero, una legge truffa, per cui chi è incensurato (come lui) e per reati al di sotto dei 10 anni di pena (come i suoi) gode di una scorciatoia che gli garantisce la libertà assoluta, non solo ora, ma anche in futuro, in quanto ogni volta gli permette di avvalersi di un processo che non riuscirà a finire per legge, mantenendolo in uno stato perenne di incensurato che continuerà a godere tale beneficio, restando per sempre impunibile.

Nel caso Mills risulta da sentenza che l’avvocato inglese ha ricevuto da B 600.000 euro per testimoniare il falso su una grave truffa della Fininvest per evadere il fisco. La truffa è stata provata, Mills è già stato condannato per corruzione a 4 anni e 6 mesi, c’è già stata la sentenza. Si deve ora processare B che lo ha corrotto, e il processo dovrebbe essere breve perché non c’è da provare più niente. Ma non solo il processo ricomincerà da capo come se niente fosse, non solo non si terrà conto della sentenza già emessa, ma si intende presentare centinaia di testimoni, è un diritto della difesa, e il giudice ha l’obbligo di ascoltarli tutti. Ce la farà questo processo che dovrebbe essere ormai brevissimo e scontato a finire? Con la nuova legge certamente no. E B andrà libero. Non libero in quanto innocente, perché la sua colpevolezza è già stata provata, libero per decadenza dei termini processuali.

Ascolta l’audio di Caselli
temi.repubblica.it/micromega-online/legge-salva-premier-caselli-una-mannaia-sulla-giustizia-audio/

Caselli dice che dal 1950 al 2003 il numero di processi registrati è aumentato paurosamente, da 380.000 a 2.500.000 nel penale, raggiungendo i 5 milioni nel civile, si pensi solo alle denunce per malasanità, ma non c’è stato un aumento proporzionale dei magistrati o dei fondi a loro disposizione per l’organico giudiziario, anzi, siamo arrivati al punto che per mancanza delle segretarie del cancelliere le udienze si tengono solo due giorni la settimana, mentre la distribuzione delle sedi giudiziarie sul territorio è arcaica e irrazionale con sedi giudiziarie quasi disoccupate ed altre sovraccariche; la razionalizzazione di questa distribuzione dovrebbe essere il1° passo, il 2° dovrebbe essere mettere i giudici nelle condizioni materiali di celebrare i processi, sia dando loro fondi sufficienti, che alleggerendo il dibattimento di tutte quelle pastoie che sono state via via aggiunte per allungare i tempi a dismisura. E’ vero che la lunghezza dei processi italiani è una vergogna di cui l’UE ci fa carico e che non esiste in Europa nessun paese dove la giustizia sia amministrata male come in Italia, ma fare questa legge sarebbe come risolvere il problema di un malato che viene curato con medicine sbagliate, dicendo che si lasciano le cattive cure ma se lui non guarisce entro 2 anni si smetterà di curarlo.
Non solo questa legge è irrazionale e balza agli occhi che è stata costruita a tavolino nel completo menefreghismo dei diritti dei cittadini italiani, in 1° luogo che i delinquenti siano puniti, ed è stata fatta solo per gli interessi strettissimi di B, ma essa è totalmente incostituzionale, mancando di ogni rispetto per l’eguaglianza di tutti verso la legge.
Si pensi solo al fatto che se uno è incensurato e commette un reato con pena di 9 anni non sarà punito affatto, ma se è stato condannato a una lieve pena in precedenza e commette lo stesso reato sarà sicuramente punito, per lo stesso reato avremo da una parte nessuna pena, dall’altra una pena alta.
Se lo stesso reato, per esempio una rapina, è commesso da due persone, una incensurata e una no, una potrebbe beccarsi 9 anni e l’altra niente. E’ palese l’enorme disparità. Non solo, ma se ci fosse un successivo processo per un successivo reato, l’incensurato continuerebbe a non prendere nessuna condanna e a restare incensurato a vita, godendo di un privilegio infinito.
Insomma se tu rubi una mela potresti avere le peggiori pene in ogni successivo processo, se invece fai un incendio doloso in cui muoiono delle persone o un sequestro o una pesantissima truffa finanziaria puoi restare improcessabile a vita.
Con questa legge vanno liberi i responsabili di una truffa come quella della Parmalat, il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa, un crac di 600 milioni di euro su 200.00 azionisti truffati (e senza un governo che abbia permesso l’action class). Mentre viene condannato uno che ha truffato pochi euro ma non è incensurato.
A Torino si hanno processi che durano da poche ore a 124 giorni, e in genere ora tutti scelgono il rito abbreviato, ma se la legge passa nessuno vorrà il rito abbreviato, tutti vorranno la procedura più lunga così da arrivare belli sicuri all’annullamento del processo dopo 2 anni, un annullamento garantito per chi può permettersi costosi avvocati e cavilli pretenziosi e astuti, ma basta la richiesta di un alto numero di testimoni per garantire assoluzione perenne. E con tale annullamento accade anche una cosa più grave: il reato è dichiarato “estinto”. Dunque non lo hai più commesso. E’ come per i matrimoni annullati dalla Sacra Rota che magari lo sono per impotentia generadi, anche se hai tre figli.

Da notare che B voleva all’inizio “la prescrizione breve PER TUTTI I REATI” e Fini non ha accettato, anche se poi ha accolto vilmente questa ulteriore porcheria. Insomma, per rendere impunibile se stesso, B voleva annientare la giustizia italiana PER TUTTI I REATI, rendendo impunibili tutti i delitti italiani!!!! La sua idea di giustizia e sicurezza, quella per cui ha vinto le elezioni grazie a una massa di rincoglioniti o corrotti, si basa solo sul rafforzamento del suo potere con una giustizia e sicurezza a orologeria che nascono e muoiono sulla mera impunità di se stesso, favorendo al contempo l’infierire del crimine impunito in tutto il paese.
E noi dobbiamo anche sentire brutti ceffi come Lupi, o Capezzone, o Alfano o Bricolo che giurano in tv che questa legge non è affatto incostituzionale e che risolverebbe in un colpo solo tutti i problemi della giustizia italiana, quando questa menzogna è di una tale evidente sfacciataggine da farci venire i conati di vomito.

Dice Caselli, noi usiamo il sistema accusatorio, ma in nessun paese dove ci sia il sistema accusatorio esistono 3 gradi di giudizio, c’è al contrario “un solo grado di giudizio” che finisce con assoluzione o condanna, e solo in rarissimi casi dopo una condanna ci può essere un appello e solo perché sono intervenuti motivi nuovi e fondamentali che danno una svolta inattesa al giudizio. Invece da noi ricorrere è norma corrente come è norma allungare più che si può il processo, perché può sempre sopravvenire un condono, una compravendita di giudice, una virgola fuori posto in un incartamento, una nuova norma di prescrizione, o una legge berlusconiana che depenalizza il reato o abbrevia o annulla il processo. Insomma il fine non è amministrare la giustizia ma tenere in stato di libertà e impunità i colpevoli.
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Stanno per cadere 600.000 processi…
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L’Associazione Nazionale Magistrati parla decisamente di una “sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravità”.
Ed elenca tutti i reati destinati ad andare in prescrizione: “abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino”.

Persino la Bongiorno, del Pdl, ha qualche perplessità:
“Suscita un certo stupore la scelta di includere nell’elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l’immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda”.

E anche il Presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, ritenuto vicino alla destra, definisce il ddl sul processo breve “incostituzionale” e “imbarazzante”. E spiega, dicendosi “desolato innanzitutto come cittadino”, che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a “reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione” mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni “lievi”.

La Finocchiaro dice: “Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero”.

Di Pietro: “L’Italia dei valori è pronta a chiedere il referendum contro la legge sul processo breve targata Pdl.
Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l’impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. – dice Di Pietro – La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia”.

Ma intanto Bersani parte col piede sbagliato e si dissocia dalla manifestazione. Opposizione sì, ma con prudenza. Non si vorrà contrastare l’ascesa di D’Alema a Ministro degli Esteri europeo!?
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Le Associazioni dei Consumatori sono in grave allarme

Il testo sulla riforma della giustizia è stato depositato in Senato dal Pdl e ad esso si associa la Lega.
Le associazioni dei consumatori dichiarano:

“ Non siamo disposti ad accettare che si camuffi come una legge destinata a migliorare la giustizia una riforma vergognosa ed inaccettabili”

“Non è una riforma ma una vera e propria sanatoria, che, di fatto, per salvare una sola persona, permetterà a bancarottieri ed avvelenatori di cibi di scampare alla giustizia”.

“Cadrebbero in prescrizione tutti i processi che riguardano risparmiatori truffati, cittadini avvelenati dalle frodi alimentari, oltre che lavoratori gravemente danneggiati dalla mancata sicurezza degli impianti. I cittadini vedrebbero ridursi drasticamente la possibilità di ottenere giustizia per gravi torti subiti, come tutti i processi riguardanti il risparmio tradito, i crack Parmalat e Cirio. Per ridurre veramente la durata dei processi è indispensabile una riforma organica, che preveda maggiori fondi al sistema giudiziario ed una riorganizzazione tesa ad aumentarne l’efficienza. Quella che si sta mettendo in atto, invece, è una manovra che, al posto di abbreviare i tempi, rischia di annullare del tutto l’efficacia dei processi e la certezza della giustizia”.

“Nel caso si intenda procedere in questa direzione le nostre associazioni avvieranno iniziative, ricorrendo in ogni sede a tutti i mezzi possibili, dalla Corte Costituzionale, alla Corte Europea, al Referendum, per fare in modo che un tale scempio non entri nel nostro ordinamento”.

“Imporre per legge una durata di due anni finirebbe con lo svuotare completamente di significato la stessa funzione del servizio giustizia. Forse avremo anche processi di due anni ma non avremo giustizia. La prescrizione del reato è un vero e proprio buco nero del sistema penale che finisce per inghiottire un numero spropositato di processi. In questo modo non solo viene vanificato il lavoro di innumerevoli operatori giudiziari e bruciate enormi risorse finanziarie, ma l’accertamento processuale diventa virtuale e privo di esito utile”.

“La legge finirebbe per colpire i più deboli nel processo, cioè le vittime dei reati. Che ne uscirebbero danneggiati proprio nei procedimenti più delicati per il loro aspetto sociale, come l’errore medico, un reato che già oggi finisce quasi sempre sotto la scure della prescrizione, o il risparmio tradito, come i casi Parmalat e Cirio”. “Inoltre creare diversità di trattamento tra tipologie di reati,e dunque tra tipologie di colpevoli, va contro il principio costituzionale della parità di trattamento”.

“Infine rischiano di cadere in prescrizione anche importanti processi in tema di corruzione. Non si dimentichiamo che il nostro paese risulta uno con la corruzione più alta tra i paesi dell’Occidente.”

“Questa è “una legge contro i cittadini, un insulto, una vera e propria amnistia campata in aria che danneggia ancora una volta i cittadini”. “E’ folle pensare che i processi in corso possano essere eliminati con un colpo di spugna. Una prescrizione che ci porta a subire una condizione di profonda e di inaccettabile ingiustizia”.
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Ma ancora non basta. Agli scempi con Berlusconi non c’è mai fine e il Pdl chiede, con firma della Boniver, il ritorno dell’immunità parlamentare. Non c’è crisi che tenga. L’unica crisi evidente è la mancanza di credibilità e la furia difensiva della casta che comanda.

Cicchitto: “L’immunità parlamentare era un tassello di un sistema concepito per regolare in modo equilibrato i rapporti fra politica e magistratura. Aver fatto saltare nel 1993 dalla Costituzione quel tassello ha contribuito a mettere in crisi il delicato equilibrio fra politica e magistratura. Oggi quell’equilibrio va ricostruito, meglio se nell’ambito di una grande riforma costituzionale e di una globale riforma della giustizia”.

Già un equilibrio tanto delicato che la Magistratura non ha ancora capito che l’equilibrio dei poteri è una emerita balla e che in uno stato “diversamente democratico” l’unica giustizia praticabile è quella che i signori della casta li onora e basta qualunque reato commettano.
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Da Tafanus
http://www.tafanus.it

Il testo integrale dell’orrendo DDL sul processo brevissimo: “tana libera tutti”

www.adnkronos.com/IGN/Assets/Pdf/ddl_giustizia.pdf

Angelino Alfano ha parlato: di questa autentica porcheria “condivide lo spirito”. E chi lo avrebbe messo in dubbio??? Uno che “condivide” non solo lo spirito, ma anche il contenuto dell’omonimo “Lodo Alfano”, sonoramente segato dalla suprema corte, può condividere lo spirito di qualsiasi cagata. Però questa cagata non poteva, per decenza, essere di origine governativa. Bisognava trovare qualcuno disposte a far passare questa porcheria come un DDL di origine parlamentare. Non ci hanno messo molto, a trovarlo. Ecco i giuristi che su questa porcheria hanno messo la firma e la faccia:
Gasparri, Quagliariello, Bricolo, Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti Valentini, Delogu, Gallone, Mazzatorta, Mugnai, Valentino.
L’Utilizzatore Finale è riuscito a fare il capolavoro di trovare, come primo firmatario, tale Gasparri, AN, in modo da poter dire che non solo in questa porcheria non c’è la mano del governo, ma neanche quella di Forza Italia. Insomma, una porcheria nata per germinazione spontanea dalla Volontà del Parlamento Sovrano. Di che meravigliarsi? Caligola ha nominato senatore un cavallo, B ha nominato senatori tali Gasparri e Bricolo (quello dalla fronte inutilmente spaziosa).
Chissà cosa pensano di questo DDL gli ubriaconi della spianata di Pontida, sacra ad Alberto da Giussano…
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Firmatari

Maurizio Gasparri: negli anni novanta, nel mezzo dello sconvolgimento politico di Tangentopoli che azzera una parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione e appoggio delle indagini portate avanti dal pubblico ministero Antonio Di Pietro con fermezza, e non accetta un atteggiamento ostile da parte dei suoi alleati verso il magistrato, affermando “per noi è un mito” – Poi ha cambiato idea

Gaetano Quagliariello: scritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull’aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata – Poi ha cambiato idea…

Federico Bricolo: noto per aver presentato una legge che obbliga alla esposizione del crocifisso nelle scuole, ispirato ai “regi decreti” fascisti del 1924 e del 1928.

Oreste Tofani: nel 2005 è stato nominato “Personaggio Illustre della Città” dal Presidente del Consiglio Comunale di Mar del Plata (Argentina), è stato insignito della qualifica di “Profesor Extraordinario Visitante” dell’Università FASTA di Mar del Plata (Argentina). Azz….

Francesco Casoli: di lui Wikipedia sa solo che è nato. Nel 1961, per la precisione.

Cosimo Izzo. Forza Italia. Avvocato (ma va??!…)
Roberto Centaro: Forza Italia, siciliano come Alfano, magistrato (ma non erano solo “rosse”, le toghe???) e membro della Commissione Giustizia. Insomma, non si fa mancare niente…

Piero Longo, figlio d’arte: alla morte del penalista padovano Giuseppe Ghedini, subentra nello studio legale di quest’ultimo costituendo un’associazione professionale con le figlie Nicoletta e Ippolita Ghedini; alcuni anni più tardi entrerà nello studio anche Niccolò Ghedini […] Longo non ha mai nascosto le sue simpatie per l’estrema dx, e ha difeso alcuni imputati nel processo celebrato nel 1975 per la riorganizzazione del disciolto partito fascista.

Laura Allegrini, AN, ha maturato una grande esperienza politica e sulla giustizia come Presidente della scuola musicale comunale di Viterbo (…esticazzi…)
Alberto Balboni, AN: è membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (…così ci garantiamo l’ennesimo conflittino d’interessi…)

Domenico Benedetti Valentini: AN, Avvocato (…ma va??!…)

Mariano Delogu: AN, Avvocato (…ma va??!…)

Maria Alessandra Gallone: si sa solo che è nata, e che è entrata in parlamento per la morte di Scotti. PdL

Sandro Mazzatorta: si sa solo che è un avvocato (…ma va??!:::)

Franco Mugnai: AN, avvocato (ma va??!…) E’ stato membro della fantastica Commissione Mitrokhin, ed è membro della Commissione per i procedimenti d’accusa (…ma va??!…)

Giuseppe Valentino: AN, Avvocato (…ma va??!…)
Insomma, un parterre de roi… quasi tutti avvocati, quasi tutti siciliani… quasi tutti di provenienza AN, il Partito delle Mani Pulite; il partito di quello statista che risponde al nome di Gianfranco Fini, quello che “mai accetterò una legge che vada a favore di una sola persona”. Il berluska ha compiuto l’ennesimo capolavoro. Lui non si è sporcato le mani. Né come governo (il DDL è “di origine parlamentare”), nè come partito di casa (Forza Italia), avendo trovato un bel gruppo di peones di AN, capitanati dal mitico Gasparri, disposti a fare il lavoro sporco per conto suo.

Domani potrà urlare nei microfoni di Minzolini che lui con questa porcheria non c’entra, perchè è un DDL fortemente voluto dal parlamento sovrano, e in particolare dai seguaci di Fini. Complimenti vivissimi allo statista subacqueo. Tafanus
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LA PERLA FINALE

Articolo 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte
d’appello o alla Corte di cassazione.».
Come tutti sanno, “si applica”, in primis, ai processi del Sig. B Silvio, in corso al momento in cui la legge dovesse entrare in vigore, e che non è ancora in appello o in cassazione. Fantastico, questo Ghedini! E con la Costituzione come la mettiamo?
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Da Dazebao
Decreto giustizia: una amnistia mascherata per tutelare il premier

www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7465%3Addl-giustizia-una-amnistia-mascherata-per-tutelare-il-premier&catid=37%3Apolitica-interna&Itemid=154&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)

Mariafrancesca Ricciardulli

Presentato al Senato il disegno di Legge nel segno dell’accordo Fini-B. Gasparri annuncia altre misure devastanti
Elaborato dal consigliere giuridico del premier, Niccolò Ghedini, porta le firme del capogruppo Maurizio Gasparri, del vice capogruppo Gaetano Quagliariello e di altri senatori del Pdl (Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti Valentini, Delogu, Gallone, Mugnai, Valentino) ed è stato siglato anche dal presidente dei senatori della Lega Federico Bricolo e dal senatore Sandro Mazzatorta.
Il titolo è «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo». Ecco il disegno di legge sul “processo breve” arrivato questa mattina in Senato. Solo uno dei primi passi verso il compimento di un progetto più grande, definito da Gasparri stesso come il «decalogo sulla giustizia» che il centrodx intende portare avanti e che comprende fra le altre cose «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia».
Il documento si compone di tre articoli. E’ proprio sfogliando il cosiddetto decalogo della giustizia si comprende bene come in realtà si punti ad una vera e propria devastazione di uno dei pilastri fondamentali della società italiana. In effetti, quando si giunge al termine della lettura del disegno di Legge, mettendo insieme i vari tasselli, si scopre che di riforma c’è ben poco, ma si tratta di un provvedimento che è un’amnistia mascherata.

RAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI – Il primo articolo modifica la legge Pinto che, approvata nel 2001, introduce una riparazione per chi ha subito processi troppo lunghi. Finora, il giudice doveva decidere a sua discrezione se fosse stato violato il principio della ragionevole durata dei processi, mentre ora per la prima volta viene esplicitato che il processo, per non essere ingiusto, ma in linea con le sollecitazioni del Consiglio d’Europa, non deve durare più di 2 anni in primo grado, 2 anni in appello e altri 2 in Cassazione, cui si aggiunge un altro anno se viene disposto il rinvio. In pratica tutti i processi – penali, civili e amministrativi – non dovranno durare nel complesso più di 6 anni, termine oltre il quale il cittadino può reclamare un risarcimento danni dallo Stato per violazione della ragionevole durata del processo. ”L’obiettivo – è scritto nella relazione illustrativa al ddl – è quello di rendere più certi i presupposti, la procedura e la quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla ragionevole durata dei processi”. Prima della richiesta di indennizzo, però, la “vittima” dovrà presentare al giudice un’istanza di accelerazione che farebbe scattare una corsia preferenziale per definire il processo in tempi brevi, con tanto di sentenza motivata in modo sintetico.

PRESCRIZIONE PROCESSUALE – Il secondo punto del ddl riguarda la prescrizione processuale con la creazione di una nuova norma del codice di procedura penale (l’articolo 346 bis). Il testo prevede che, in caso di processi per reati con pene non superiori a 10 anni, ciascuna fase del processo non possa durare più di due anni (sei in totale), altrimenti scatterà la prescrizione. Tale norma non si applicherà ai recidivi e ai delinquenti professionali o abituali e nei processi relativi a delitti come: associazione a delinquere, incendio, pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, furto aggravato, circonvenzione d’incapace, delitti in violazione di norme sulla sicurezza e l’igiene sul lavoro e sulla circolazione stradale, reati previsti dal testo unico di disciplina dell’immigrazione, traffico illecito di rifiuti.

ENTRATA IN VIGORE – Tutto ciò, forse, almeno in parte, sarebbe indiscutibile se non avesse effetti retroattivi. In realtà il “tranello” arriva al terzo articolo, dove cioè si legge che la prescrizione viene applicata anche ai processi in corso, ma limitatamente a quelli pendenti in primo grado. In questo modo, rientrano nella previsione sia il processo sui diritti tv Mediaset, in cui il premier è imputato per reati societari, sia quello Mills, nel quale B deve rispondere per corruzione in atti giudiziari. Ma insieme a questi andranno estinti altre migliaia di processi. E più che di riforma allora si dovrebbe parlare di amnistia.
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Avanti camorra!!

Da dazebao
Fini smentito: Casentino si candida col consenso di B

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Ancora un colpo per Gianfranco Fini assestato da B. Il sottosegretario all’Economia e coordinatore del Pdl della Campania, Nicola Cosentino, per il quale pende la richiesta di arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, ha reso noto che “mantiene la candidatura” a presidente della Regione. L’annuncio dopo un incontro a Palazzo Grazioli con B che – dice Cosentino – ” ha preso atto di questa posizione” e gli ha espresso “la più ampia solidarietà”.
Una smentita, uno schiaffo in faccia per il presidente della Camera che proprio ieri aveva sostenuto che il sottosegretario non sarebbe stato candidato e che anche B aveva espresso identica posizione. Cosentino sarebbe rimasto sotto se non fosse stato presentato ma, assicurava Fini, non sarebbe stato presente alle elezioni regionali di marzo. Dagli ambienti del presidente della Camera si faceva circolare la notizia che l’intesa fra Fini e B sulla esclusione del sottosegretario dalle liste elettorali faceva parte dell’accordo che ha portato al disegno di legge che evita al premier di essere processato.
Parlando dell’incontro con B chiarisce. “Gli ho spiegato le ragioni del territorio, non possono essere i procuratori a decidere l’evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c’è un largo consenso” e “non faccio un passo indietro”. 
 Il sottosegretario ha illustrato la situazione al premier, ma lui “conosceva un po’ le carte processuali”. B ha preso atto della decisione di Cosentino di andare avanti e – spiega il sottosegretario “non saranno brevissimi i tempi per la scelta delle candidature”. “B – assicura – non mi ha chiesto di fare un passo indietro”. 
Riferendosi alle posizioni sostenute da Gianfranco Fini ha detto: ” E’ giusto che lo faccia, ma lui deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio”

“La mia candidatura – afferma Cosentino – non nasce dal nulla, ma è espressione dell’intera regione Campania. Mantengo questa candidatura perché è ancora forte e nasce dal territorio. Qualsiasi scelta diversa dovrà tenere conto delle indicazioni del territorio” E la dx fa muro attorno a Cosentino e spara palle infuocate contro il magistrati napoletani. 30 senatori del Pdl hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia sollevando, così come aveva fatto un gruppo di deputati della Camera qualche giorno fa, il problema “del clima di preoccupante conflittualità che regna presso la procura della Repubblica di Napoli”. “I senatori hanno chiesto un’ispezione urgente alla Procura di Napoli avanzando pesanti accuse sulla gestione di quell’ufficio.Hanno chiesto addirittura di conoscere se” i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l’equidistanza e l’indipendenza dei magistrati che procedono alle indagini”. Insomma da accusatori i magistrati che hanno la sola colpa di esercitare la loro funzione, di battersi contro la camorra, di mettere a nudo il torbido intreccio fra criminalità e certa politica diventano per i parlamentari della maggioranza , per la corte Bana, degli accusati. La riprova del potere che in Campania come in Sicilia, in Calabria, ma anche in Lombardia, nelle regioni del Nord, hanno i clan camorristi mafiosi.
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Da Dazebao
Decreto giustizia seppellito in un coro di critiche

www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7479:ddl-giustizia-seppellito-da-un-coro-di-critiche-casini-una-vera-porcheria&catid=93:giustizia&Itemid=292

Fulvio Lo Cicero (sunto)

Gli sherpa del Cavaliere ci provano ma sono sfiancati, i barellieri non riescono più ad arginare le critiche e a cercare di dimostrare che il provvedimento è a favore di tutti gli italiani che soffrono principalmente, non per la crisi economica e la disoccupazione, ma per la lunghezza dei processi.
Il più eroico è Gasparri. A “Radio anch’io” ha maltrattato il conduttore perché aveva riferito critiche di radioascoltatori infuriati e poi è arrivato a dichiarare sfidando l’ilarità degli ascoltatori che «era urgente farlo perché l’Unione europea ci multa ogni anno per 30 milioni per processi troppo lunghi”. Questa ancora non si era sentita, perché forse nessuno aveva avuto il coraggio di dirla (e ora diverrà il tormentone del Pdl).
Sfiniti per l’impossibilità di giudicare positivamente il ddl, i barellieri cominciano a cedere. Uno dei primi firmatari, Quagliarello, ha precisato: «Non ci nascondiamo dietro un dito. Non siamo ipocriti. Ci assumiamo le nostre responsabilità. Il disegno di legge serve a risolvere il dissidio tra il verdetto della sovranità popolare e le sentenze di quella piccola parte della magistratura politicizzata». Insomma, il “processo breve” serve a dare una nuova impunità al pluripregiudicato B. Un ddl contro le toghe rosse.
Casini: «Questa è una vera porcheria. Facciano il Lodo Alfano per B e non se ne parli più! Almeno salviamo il resto dei processi!”
Intanto la Boniver deposita una proposta per il ripristino dell’immunità parlamentare. Si oppone la Lega.
Anche Tabacci è d’accordo con Casini: “La riforma della giustizia non può essere confusa con gli interessi di B. Chi è investito di responsabilità non può dare ai suoi concittadini l’esempio di porsi al di sopra della legge».
Per Giuseppe Lumia (Pd), membro della commissione parlamentare antimafia, «Questo è un provvedimento per i delinquenti furbi e facoltosi che hanno la possibilità di pagare avvocati per allungare i tempi dei processi e non giungere mai al giudizio definitivo. I cittadini onesti non vogliono che i processi cadano in prescrizione, ma che si celebrino in tempi rapidi».
Le critiche di incostituzionalità fioccano.
Il processo Mills, con giudici nuovi e ripreso dall’inizio, cadrebbe subito sotto i colpi di maglio del “processo breve” a meno che i giudici non sollevino la questione di legittimità costituzionale, che sospenderebbe il computo della prescrizione del processo. Tanto che B è terrorizzato, e infatti non si sente. Capisce che (anche coi suoi scherani schierati ndv) non ha affatto vinto lo scontro con i giudici.
Dice Luca Palamara, segretario dell’ANM, «ma come? Un anno fa il Governo ci obbligava a dare priorità ai processi per i recidivi. Oggi ci dice il contrario, perché bisogna invece darla a quelli che hanno imputati incensurati?!?!».
La maionese è impazzita. B e i suoi avvocati danno botte a caso, come folli, senza alcuna logica giuridica scardinando il sistema in modo sempre più rozzo.
Altro che riforma seria della giustizia!
19 leggi ad personam in 15 anni!!!! E la crisi di B diventa sempre più profonda.
Bersani: “Dobbiamo fermare in ogni modo quelle leggi che buttano sempre questo Paese è sempre nel tritacarne dei problemi di Berlusconi».
(E come? Restando assenti quando si vota, come con lo scudo fiscale, o non andando alla manifestazione di Roma, o attaccando Di Pietro, o sostenendo un regime presidenziale forte ??? ndv)
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Da Dazebao (sunto)
Evaporano 100.000 processi (ma si dice 600.000 ndv)

www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7482%3Aevaporano-centomila-processithyssen-cirio-parmalat-vittime-senza-giustizia&catid=93%3Agiustizia&Itemid=292&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)
Mariafrancesca Ricciardulli

Il Consiglio superiore della Magistratura convoca i presidenti dei Tribunali e i procuratori capo. Delinquenti in libertà. I procedimenti a rischio estinzione

Il Csm si prepara ad esprimere il suo parere, con tanto di avvio di istruttoria sull’impatto che le norme proposte avranno sul sistema giudiziario. Convoca per il 24 novembre i presidenti di Tribunale e i procuratori capo dei maggiori distretti giudiziari italiani, per avere dati precisi sul numero di processi che sarebbero a rischio estinzione.
Molti processi salteranno – almeno centomila secondo le prime stime – con il duplice effetto di rimettere in libertà dei delinquenti e di non rendere giustizia alle vittime.
Sono a rischio di prescrizione processi per reati gravi:
abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino.

Quelli più a rischio sono per i reati economico-finanziari. Ovviamente i due processi riguardanti Berlusconi (in quello per la vicenda Mills la richiesta di rinvio a giudizio è del 10 marzo 2006, mentre in quello per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici è del 22 aprile 2005), se la legge passa finiscono processi importantissimi come quello contro l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, il tentativo di scalata ad Antonveneta, le tangenti pagate da ex manager di Enelpower ed Enipower, il crack Parmalat, il processo Cirio e quello contro Eternit per la morte da amianto di oltre 2mila lavoratori.

La richiesta di giudizio per il crac Parmalat è a luglio del 2007 e la prima udienza è stata fissata a marzo 2008, 8 mesi dopo. Calisto Tanzi andrà certamente a giudizio, ma non chi è stato accusato di bancarotta preferenziale.

Stesso discorso per il processo Cirio, i cui 2 anni sono già trascorsi.

E’ in bilico il processo Thyssen, perché con le attenuanti generiche la pena scende sotto i 10 anni. Il processo è cominciato il 13 gennaio 2009. La prescrizione scatterebbe a maggio del 2010. i 5 imputati di omicidio colposo andrebbero liberi.

Cadrebbe il processo per i rifiuti in Campania a Bassolino e soci. Reati come la truffa e la corruzione cadrebbero come un domino..

E anche il processo per lo scandalo alla clinica Santa Rita di Milano, dove anziani vennero operati inutilmente o morirono per avere rimborsi dallo Stato. 85 casi di lesioni gravissime e truffa.
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Capolinea
Viviana Vivarelli

Al capolinea non c’è solo l’economia, c’è anche l’informazione, c’è sempre la giustizia, c’è infine tutto lo Stato nelle mani di uno che, come dice uno del Pdl, “è come un animale braccato capace di tutto”.
Caduto il Lodo Alfano con la sua impunità e improcessabilità, B è come pazzo, sente il cappio della giustizia sul collo, e non dedica certo poche ore ai suoi processi come promesso, bensì si butta in un corpo a corpo sullo Stato per stravolgerlo a colpi di legge ordinaria per una prescrizione immonda che gli accorci tutti i suoi processi e gli regali la liberazione a vita, là dove non gli riesca comprare giudici, testimoni, Guardie di Finanza, avvocati, giornalisti, deputati e senatori.. e resta sempre quel margine di spazio non controllato e non controllabile che l’Iniquo non riesce a mettere ai suoi ordini nel disegno infame di quella monocrazia che vuole in modo furibondo.
Così, per avere a forza quella prescrizione senza la quale rischia accuse pesantissime di truffa ai danni dello Stato e di corruzione, B ha litigato con Fini per due ore per far passare quella che più che una prescrizione breve è una mannaia che taglierebbe migliaia di processi, e ci dicono che Fini ha resistito almeno per evitare quello sfracello giudiziario che persino il succube Napolitano avrebbe dovuto non firmare. Una resistenza? Ma dove?
A parte il fatto gravissimo della tepidezza costante dell’opposizione, che quando non dorme è assente, a parte il fatto gravissimo della Lega che per avere il suo piatto di lenticchie regala a un golpista mafioso il paese nel silenzio-assenso di un popolo di rimbambiti a cui basta l’odio al migrante … a parte una situazione gravissima con una stampa e tv imbavagliate a forza di dikat bulgari in cui si vuole azzerare rai3… ma non hanno detto che il Parlamento era in ferie per 10 giorni perché “non si potevano votare, nella crisi attuale, leggi prive di copertura finanziaria?” E allora perché presentare un ddl che accorcia i tempi dei processi, quando fare processi celeri, MA FARLI, implica “destinare più risorse alla sicurezza e alla magistratura”, perché la crisi attuale della giustizia, non si dimentichi, è stata voluta con feroce proposito di paralisi e libera-tutti, e allora via persino i cancellieri, gli impiegati, la carta, i pc, la benzina, i giubbotti antiproiettile, le scorte .. e non si è fatto che tagliare e tagliare..,.fino alla paralisi?
“…la giustizia, che quando c’è il presidente del Consiglio di mezzo è un modo elegante per indicare la sua personale tutela dai guai processuali.”
Ma questa sconcia tv pubblica alla Minzolini cosa ci dice della gravissima cosa che sta accadendo e in cui un reo tenta in ogni modo di bloccare la giustizia per impedire i suoi processi?
Non è umano che si taglino tutti i modi e i mezzi per amministrare la giustizia, e si prolunghino ad libitum tutti i rimandi e le lungaggini per non arrivare mai a sentenza, e poi si intenda accorciare i tempi per annullare quei processi che non ce l’hanno fatta alla data prevista.
In tv ci vengono a dire che la giustizia è avere processi che finiscono in tempi brevi. Eccellente! Perché non ci dicono però che invece di rendere più efficienti i giudici e più agili i processi, c’è qualcuno che tenta di annullare migliaia di processi solo per salvarsi il culo?
Ora la giustizia è lenta, domani sarà morta.
Avremo sentenze veloci e abbiamo già incarceramenti veloci solo per i poveracci, mentre per i ricchi avremo, peggio di adesso, processi impaniati da freni di vario tipo fino al rapido scadere dei tempi e la fine certa in prescrizione. In pratica l’impunità garantita.
Sento dei tipi del Pdl dire che in altri paesi occidentali si danno meno fondi alla Magistratura e si hanno sentenze più celeri, qui la falsità del discorso diventa disinformazione dolosa, menzogna. Perché non aggiungono che altrove non ci sono 3 gradi di giudizio, e si permette un ricorso dopo la sentenza di 1° grado solo nei casi gravissimi in cui siano emerse prove nuove e schiaccianti? Perché non dicono che negli ultimi 15 anni in Italia è stato un continuo sopravvenire di legge che legavano i giudici, li sguarnivano di risorse, ne impedivano l’agilità, rimettevano tutto nelle mani dell’avvocato difensore più bravo, tentavano di far diventare avvocati persino i Pm con la separazione delle carriere, operavano solo per bloccare o falsare il processo?
E ora si vuole aggiungere a questo scempio la prescrizione breve? Sarebbe la morte certa.
E noi ci dobbiamo fidare di gente come Fini, Bossi, Napolitano e Bersani? Ma andiamo….! Qui ci stanno massacrando tutti!
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Armando Di Napoli
Sonia Alfano

Fra ricatti minacce ed intimidazioni
la tua energia di una verita’ cristallina
si inerpica sui monti della giustizia

strisciano vermi ai tuoi piedi
su monti di corruzioni e omerta’
esseri feroci ricamati di menzogne

provano ancora una volta
a giocare sporco con carte truccate
ti ammiro mio gigante imperterrito

mentre io ex poeta mezzo clandestino
e mezzo esiliato ti spio di nascosto
dal buco della serratura

della piu’ luminoso stella
che indica il mio tortuoso cammino
che mi permette di seguirti da lontano

incantato dal tuo infinito splendore
odo battiti di ali di una lotta
che indica la strada della resistenza..
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Un altro caro amico che scrive articoli per Masada è
Rosario Amico Roxas

“No B day”, certezza di infiltrazioni violente.

L’idea di una giornata di protesta popolare per chiedere le dimissione di questo premier, sarebbe libera e democratica in uno Stato libero e democratico, ma l’Italia non lo è; non sappiamo rendercene conto ma siamo ostaggio di un uomo, spregiudicato, arrogante, convinto di potere dominare una nazione intera e turlupinare il resto del mondo.
Ha inventato una dx che dx non è, basando il suo potere sull’entusiasmo più o meno pilotato e sull’indignazione contro chiunque si ritrovasse a dissentire; stimola ammirazione ma anche disgusto. Non riesce ad essere riflessivo, perché necessiterebbe di autocritica, cos’ cede alla reazione; da qui le reazioni, le contraddizioni, le affermazioni seguite da smentite, sempre emotive e mai ragionate, di fronte a qualunque evento, per cui ne risulta il limite di fermarsi sempre alla superficialità degli eventi, alla divinizzazione dei sondaggi, alla religione delle ricerche di mercato, descrivendo una mosca come un elefante e un elefante come un insignificante parassita, ma sempre evitando di analizzare e valutare le vere cause.
Da questa serie di contraddizioni che appartengono all’uomo nella sua reale natura, discende la teorizzazione del complottismo, che arriva al delirio interpretativo.
Una manifestazione come quella programmata per il 5 dicembre, giorno del “ No B Day”, non può essere accettata dal personaggio come manifestazione democratica, ma verrà manipolata come cospirazione, come tenebrose alleanze, per cui reagirà e lo farà a suo modo.
Intanto saranno incrementati i soldati nelle strade di Roma, quindi la tecnica dell’infiltrazione facilmente realizzabile. Bastano poche centinaia di euro a testa (o anche niente ndv) per raccogliere un paio di centinaia di ragazzotti ansiosi di scatenare la loro repressa violenza. Anche a formalizzarsi una manifestazione pacifica, basteranno quei pochi giovani per scatenare la violenza; basterà bruciare qualche cassonetto, fracassare qualche vetrina, e, se la necessità dovesse richiederlo, anche il lancio di qualche bomba molotov. Il tutto sufficiente a scatenare la verve repressiva di selezionati reparti delle forze dell’ordine, che dichiareranno di essere insufficienti per contrastare la folla (per la prima volta sarà aumentata la stima dei presenti, per innalzare il livello di pericolo); interverranno i ministri competenti, in pieno accordo con il CdM e con il presidente del consiglio, per allertare rinforzi fino alla “necessità” di esercitare la repressione, la più violenta possibile.
Si dirà che la democrazia era in pericolo, perché il complotto super-nazionale voleva sovvertire l’ordine voluto dagli elettori; così democraticamente, in difesa della democrazia, verrà soffocata (non è improbabile anche nel sangue !) una libera e democratica manifestazione che ha osato chiedere le dimissioni dell’incensurato in forza delle sue stesse leggi che lo assolvono.
Spero che gli organizzatori della manifestazione provvedano a chiedere la presenza di osservatori internazionali, palesando i rischi che si presentano come certezze.
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Non vorrà prendersi il merito !
Rosario Amico Roxas

L’Ocse vede la ripresa, Italia al top
B: noi sesta nazione più ricca

(Il Messaggero del 7 novembre)

Quando il cavaliere predicava la sua criminale ricetta contro la crisi, invitando, sollecitando, stimolando la gente a spendere, a sperperare. Come se nulla fosse, per avvantaggiare i soliti sciacalli che vendono apparenze, superficialità, il popolo italiano ha reagito a suo modo, riversandosi nel risparmio, nelle certezze dell’economia familiare.
Così la massa dei risparmi degli italiani supera il volume del debito pubblico, offrendo all’analisi delle valutazioni internazionali un panorama unico nel mondo occidentale.
Se il popolo avesse seguito i suggerimenti provenienti dalla incosciente e incompetente predicazione del cavaliere, oggi, con la perdita dei posti di lavoro, con il consolidarsi della crisi rivolta verso il superfluo, ci ritroveremmo nelle condizioni di quella incosciente America che ha provocato questa crisi dilatando enormemente il GAP tra pochi ricchissimi (lobby delle armi, dell’energia, petrolieri, case farmaceutiche –con in testa la Roche e l’imposizione del panico planetario per vendere quel suo inconcludente tamil-) e l’intera popolazione afflitta dall’aumento dei prezzi e dalla disoccupazione galoppante.
L’Italia supererà questa crisi meglio di molte nazioni occidentali, MALGRADO questo presidente del consiglio abbia esercitato tutti i mezzi a sua disposizione per condurre la nazione allo sfacelo.
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Mariapia

Questo è il paese dei balocchi, il paese di Pinocchio, e quelli che lo guidano stanno cercando di portare i cittadini italiani al mercato per venderli come somari, e attraverso la pubblicità, e ci stanno quasi riuscendo.
Resto sempre con la piccola speranza che ci si possa svegliare, uscire dalla favola becera del mago-nano e diventare cittadini normali.

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Pia segnala:
Campo della Gloria del cimitero monumentale di Milano , 1 novembre 2009- Intervento di Mons. Gianfranco Bottoni a nome dell’arcivescovado della Diocesi di Milano

La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato.
Rispetto a questo interrogativo mai, finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro paese, ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. Non è per me facile prendere la parola e dare voce al sentimento di chi nella propria coscienza intende coniugare fede e impegno civile. Preferirei tacere, ma è l’evangelo che chiede di vigilare e di non perdere la speranza.
E’ giusto riconoscere che la nostra carenza del senso delle istituzioni pubbliche e della loro etica viene da lontano. Affonda le sue radici nella storia di un’Italia frammentata tra signorie e dominazioni, divisa tra guelfi e ghibellini. In essa tentativi di riforma spirituale non hanno potuto imprimere, come invece in altri paesi europei, un alto senso dello stato e della moralità pubblica. Infine, in questi ultimi 150 anni di storia della sua unità, l’Italia si è sempre ritrovata con la “questione democratica” aperta e irrisolta, anche se solo con il fascismo l’involuzione giunse alla morte della democrazia. La Liberazione e l’avvento della Costituzione repubblicana hanno invece fatto rinascere un’Italia democratica, che, per quanto segnata dal noto limite politico di una “democrazia bloccata” (come fu definito), è stata comunque democrazia a sovranità popolare.
La caduta del muro di Berlino aveva creato condizioni favorevoli per superare questo limite posto alla nostra sovranità popolare fin dai tempi di “Yalta”. Infatti la normale fisiologia di una libera democrazia comporta la reale possibilità di alternanze politiche nel governo della cosa pubblica. Ma proprio questo risulta sgradito a poteri che, già prima e ancora oggi, sottopongono a continui contraccolpi le istituzioni democratiche. L’elenco dei fatti che l’attestano sarebbe lungo ma è noto.
Tutti comunque riconosciamo che ad indebolire la tenuta democratica del paese possono, ad esempio, contribuire: campagne di discredito della cultura politica dei partiti; illecite operazioni dei poteri occulti; monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale; mancanza di rigorose norme per sancire incompatibilità e regolare i cosiddetti conflitti di interesse; alleanze segrete con le potenti mafie in cambio della loro sempre più capillare e garantita penetrazione economica e sociale; mito della governabilità a scapito della funzione parlamentare della rappresentanza; progressiva riduzione dello stato di diritto a favore dello stato padrone a conduzione tendenzialmente personale; sconfinamenti di potere dalle proprie competenze da parte di organi statali e conseguenti scontri tra istituzioni; tentativi di imbavagliare la giustizia e di piegarla a interessi privati; devastazione del costume sociale e dell’etica pubblica attraverso corruzioni, legittimazioni dell’illecito, spettacolari esibizioni della trasgressione quale liberatoria opportunità per tutti di dare stura ai più diversi appetiti…
Di questo degrado che indebolisce la democrazia dobbiamo sentirci tutti corresponsabili; nessuno è esente da colpe, neppure le istituzioni religiose. Differente invece resta la valutazione politica se oggi in Italia possiamo ancora, o non più, dire di essere in una reale democrazia. È una valutazione che non compete a questo mio intervento, che intende restare estraneo alla dialettica delle parti e delle opinioni. Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.
Fascismo di ieri e populismo di oggi sono fenomeni storicamente differenti, ma hanno in comune la necessità di disfarsi di tutto ciò che è democratico, ritenuto ingombro inutile e avverso. Allo scopo può persino servire la ridicola volgarità dell’ignoranza o della malafede di chi pensa di liquidare come “comunista” o “cattocomunista” ogni forma di difesa dei principi e delle regole della democrazia, ogni denuncia dei soprusi che sono sotto gli occhi di chiunque non sia affetto da miopia e che, non a caso, preoccupano la stampa democratica mondiale.
Il senso della realtà deve però condurci a prendere atto che non serve restare ancorati ad atteggiamenti nostalgici e recriminatori, ignorando i cambiamenti irreversibili avvenuti negli ultimi decenni. Servono invece proposte positivamente innovative e democraticamente qualificate, capaci di rispondere ai reali problemi, alle giuste attese della gente e, negli attuali tempi di crisi, ai sempre più gravi e urgenti bisogni del paese. Perché finisca la deriva dell’antipolitica e della sua abile strumentalizzazione è necessaria una politica nuova e intelligente.
Ci attendiamo non una politica che dica “cose nuove ma non giuste”, secondo la prassi oggi dominante. Neppure ci può bastare la retorica petulante che ripete “cose giuste ma non nuove”. È invece indispensabile che “giusto e nuovo” stiano insieme. Urge perciò progettualità politica, capacità di dire parole e realizzare fatti che sappiano coniugare novità e rettitudine, etica e cultura, unità nazionale e pluralismi, ecc. nel costruire libertà e democrazia, giustizia e pace.
Solo così, nella vita civile, può rinascere la speranza. Certamente la speranza cristiana guarda oltre le contingenza della città terrena. E desidero dirlo proprio pensando ai morti che ricordiamo in questi giorni. La fede ne attende la risurrezione dei corpi alla pienezza della vita e dello shalom biblico. Ma questa grande attesa alimenta anche la speranza umana per l’oggi della storia e per il suo prossimo futuro. Pertanto, perché questa speranza resti accesa, vorrei che idealmente qui, dal Campo della Gloria, si levasse come un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà.
Vorrei che l’appello si rivolgesse in particolare a coloro che, nell’una e nell’altra parte dei diversi e opposti schieramenti politici, dentro la maggioranza e l’opposizione, si richiamano ai principi della libertà e della democrazia e non hanno del tutto perso il senso delle istituzioni e dell’etica pubblica. A voi diciamo che dinanzi alla storia – e, per chi crede, dinanzi a Dio – avete la responsabilità di fermare l’eutanasia della Repubblica democratica. L’appello è invito a dialogare al di là della dialettica e conflittualità politica, a unirvi nel difendere e rilanciare la democrazia nei suoi fondamenti costituzionali. Non è tempo di contrapposizioni propagandistiche, né di beghe di basso profilo.
L’attuale emergenza e la memoria di chi ha combattuto per la Liberazione vi chiedono di cercare politicamente insieme come uscire, prima che sia troppo tardi, dal rischio di una possibile deriva delle istituzioni repubblicane. Prima delle giuste e necessarie battaglie politiche, ci sta a cuore la salute costituzionale della Repubblica, il bene supremo di un’Italia unitaria e pluralista, che insieme vogliamo “libera e democratica”.
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Un carcere a 5 stelle
Rosario Amico Roxas

Prestigiacomo convince Alfano: Pianosa non riaprirà, no carceri in gioielli naturali
(da Il Messaggero del 6 novembre)

Pianosa, perla dell’arcipelago toscano, adesso parco naturale, secondo Alfano potrebbe riaprire i battenti come carcere di massima sicurezza, ma con i comfort di alta ospitalità; ma si oppone la Prestigiacomo che non ha capito le vere intenzioni del guardasigilli.
L’idea iniziale sarebbe stata quella di operare ulteriori migliorie alla struttura carceraria, immersa in un parco naturale; una specie di carcere a 5 stelle, dove ospitare carcerari illustri, abituati a ville da mille e una escort.
Ma è intervenuta la Prestigiacomo a dirimere la controversia che sarebbe certamente sorta nella individuazione degli aventi diritto a tale trattamento. Facendo un rapidissimo calcolo la ministra ha evidenziato l’insufficienza dei posti per soddisfare la domanda.
Così per evitare un ulteriore e devastante conflitto di interesse, Pianosa non aprirà, piuttosto sarà costruito un carcere con i crismi richiesti dagli aspiranti… ma ci vorrà del tempo…!
Niente paura, tra una prescrizione e l’altra il tempo passa !!!
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L’acqua che non mi appartiene
(No alla privatizzazione dell’acqua)

Non ho diritto di bere.

Non ho diritto di possedere
ciò che mi compone.

Ogni goccia è mancanza
e reca con sé
il silenzio di chi non l’ha difesa.

Ogni respiro è sete d’affanno,

d’acqua che non arriva,
che non casca e non bagna la guerra,

o di noi,
prosciugati per terra
.

Giorgia Vezzoli
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Dove sono quelli
Viviana

Dove sono quelli che urlavano che si doveva votare Berlusconi per salvare la sicurezza in Italia, per rafforzare la giustizia, per impedire che il paese fosse razziato dagli albanesi che rubavano in villa o dai senegalesi che mettevano il tappetino?

Dove sono quelli che parlavano di democrazia diretta e diritti del territorio e ora il territorio lo scempiano la democrazia la strangolano per gli interessi di uno e dei suoi accoliti?

Dove sono quelli che urlavano che la Rai e l’informazione sono dei comunisti da 60 anni? che elencavano puntigliosamente come presunti comunisti pallidi organi di informazione dicendo che il povero B ne era accerchiato, che rifiutavano testardamente di vedere che l’unico nemico del pluralismo dell’informazione, della democrazia è proprio quel B di cui rifiutano di vedere l’avidità, la soperchieria, gli istinti dittatoriali in un disegno criminale e micidiale?

Dove sono quelli che attaccavano con accanimento Prodi per aver fatto una donazione ai figli usufruendo di una legge esistente, mentre rifiutano testardamente di vedere un B che le leggi le corrompe con interi sistemi legislativi e pezzi fondamentali della Costituzione smantellati, tradendo fin i principi fondamentali, per proseguire indisturbato i suoi sporchi interessi di furto, rapina e collusione con la criminalità a danno di un intero paese?

Dove sono quelli che urlavano alla necessità della guerra e della morte di interi popoli e alla devastazione di interi stati per “esportare la democrazia”, e ti sbattevano i loro insulti in faccia quando parlavi di pacifismo? E ancor oggi dopo un fallimento inenarrabile e cumuli di morti hanno la faccia di dire che dobbiamo stare in Afghanistan? E sono gli stessi che odiano i migranti e che aggrediscono i diversi?

Dove sono quelli che continuano a difendere il delirio di un neoliberismo davanti a un mondo in rovina, con un ecoclima devastato, rifiutando di salvare l’aria e la Terra e il mare, sull’orlo di un precipizio colossale che ci sterminerà tutti, con gli inutili G8 totalmente privi di volontà di bene, incapaci di migliorare l’ambiente, incapaci di mettere regole alla finanza, incapaci di frenare l’aumento della miseria e della fame, e continuano a elogiare il profitto, l’avidità, l’egoismo?

Sono sempre gli stessi, virus del mondo, sciagura della Terra, dominio di Satana, sempre gli stessi sciagurati che oggi agitano un crocefisso di cui non capiscono il senso perché l’unico loro dio è l’egoismo.

Vorrei avere qui davanti tanti con cui ho lottato sul web e di persona, che erano così pieni di insulti e di insolenza, tanti il cui fallimento palese è stato dimostrato dai fatti e che difendevano cose abominevoli e ne difendono ancora

Ricordo un assatanato che diceva di vivere in USA e difendeva a spada tratta il sistema sanitario americano respingendo come colossali bugie le critiche a un paese che si vanta di essere il più civile del mondo e vuole anche esportare la sua democrazia ed ergersi a sceriffo mondiale, quando 60 milioni dei suoi cittadini non hanno nemmeno cure sanitarie e vanno in crisi per una appendicite, uno Stato che non ha un servizio sanitario pubblico nazionale come ogni paese civile, dove, se una famiglia vuol mandare un proprio figlio all’università, deve cominciare a risparmiare appena nasce perché la cifra è pari all’acquisto di un appartamento di lusso.
Ma lui strepitava che non è vero e che si voleva solo parlar male degli Stati uniti da sporchi comunisti.

Io vorrei sapere dov’è oggi quello strepitante insolente che difendeva Bush e il sistema neoliberista come il migliore del mondo, quel sistema che il mondo oggi lo sta precipitando in un baratro senza che nessuno faccia nulla per modificarne le avide leggi di profitto e sopraffazione.

E vorrei sapere dove sono tutti i grandi difensori “dello stile anglosassone”, i grandi difensori del neoliberismo, del sistema plutocratico americano, del potere per il potere, della difesa della Banca Mondiale, della Banca Europea, dell’arbitrio folle dell Borsa, dello strapotere delle corporazioni, della dittatura dei grandi magnati, della svendita della politica agli squali sorretti dalla parte più marcia e corrotta del sistema.

Vorrei sapere dove sono tutti questi distruttori della Terra o di questo disgraziato paese che continuano a blaterare di un comunismo inesistente e continuano a degradare la democrazia e a rubare diritti agli uomini in nome della lotta a mostri immaginari mentre i mostri reali dominano indisturbati.

Vorrei averli tutti qui davanti e misurare la loro vergogna, salvo che il demonio continua a giurare il falso e la sua vergogna la sbandiera come un onore per trovare laidi imitatori.

Da dx o da sinistra solo chi ha i soldi governa e i partiti, di dx o di sinistra, gli fanno da scendiletto o ne sono soci di maggioranza. Rcordate i famosi ‘comunisti’ di Veltroni, di D’Alema, di Violante,…con Colaninno, Calearo, Fazio, De Benedetti..?
Il comunismo italiano è come il fantasma dell’opera, tutti ne parlano, nessuno ne ha mai visto la faccia. E’ l’alibi che permette al più feroce egoismo di procedere indisturbato.
Ma chi tiene realmente in ostaggio il paese non è una ideologia, è il capitale.
E il vero scomparso non è il comunismo, che qui non ha mai attecchito, è la democrazia.

Viviana Vivarelli
..
RIDIAMARO : – )

LA PAZIENZA DEL POPOLO E’ LA MANGIATOIA DEI POLITICI
Cosimo
..
Quindi la RAI come l’Alitalia, messa in ginocchio poi venduta per un pezzo di pane ad amici?
Panino
..
Sapete che i lavori parlamentari erano ricominciati dopo 10 giorni di ferie suppletive ma sono stati immediatamente rimandati “per assenza del numero legale”!!!!!!
Brunetta, dove sei, impiccati!!!!!
Viviana
..
Serenella
.. UN ALTRO MORTO IN CARCERE A PARMA..
Giuseppe Paladino.. 32 anni. Un pericolosissimo razziatore di monetine nei parchimetri.
..
Viviana
La barzelletta del giorno
De Benedetti propone di tassare i patrimoni!?!?
Ma non fatemi ridere che ci ho le labbra screpolate! : – )

…quali patrimoni tassiamo?
quelli rimpiattati nei paradisi fiscali?
quelli rientrati con lo scudo che impedisce di indagare sulla loro provenienza?
quelli che pagano la camorra per il lavoro nero?
quelli delle escort, dei trans e della coca?
quelli del caro B, il più grande evasore d’Italia che pure si lamenta di essere troppo indagato?
quelli dell’evasione più grande del mondo che ha permesso la formazione del deficit pubblico più grande del mondo?

Nel paese dei razziatori dove anche i vigilanti razzolano come possono e la polizia si allinea ai ricatti mafiosi, parlare di una taglia sulla razzia diventa particolarmente ridicolo.
Hai mai visto la volpe cedere benevolmente al pollaio parte del pollo?
..
Enzo de Rosa
D’Alema gli ha dato le frequenze nel ’99 e lui lo nomina ministro degli esteri europeo. Questa si che è opposizione
..
Un Cosentino oggi, un Corona domani
Viviana

Il fotografo Corona dice che se è condannato scappa in Brasile? Non scappa, non scappa..
Questo è un paese all’incontrario
Dove un paese in ostaggio si bea di mirare gli ostaggi del Grande Fratello invece di lottare per la sua libertà (grande metafora della stupidaggine umana).
Dove può accadere persino senza meraviglia che il Pdl candidi Corona alle prossime elezioni perché è un bel ragazzo, dopotutto ha candidato intelligenze e moralità ben peggiori, dopotutto ha fatto la ola al family day a uno come B!
Un paese dove il lavativo e inutile Sgarbi trova sempre consensi elettorali in qualche comune che lo vuole sindaco.
E dove l’insopportabile, megalomane e assenteista Brunetta diventi addirittura Ministro per chissà quali meriti.
E il più grande eversore, evasore e truffatore d’Italia è addirittura il padrone del vapore.
Dove si dà la vigilanza del pollaio a volpi e faine.
Dove non si può combattere la mafia per il semplice fatto che la politica viene ormai comandata dalla mafia.
E dove le piazze sono talmente rimbischerite da sostenere coloro per i quali avevano tuonato vendetta e vergogna.
Che ha di peggio Corona di fronte a certi candidati? Non capita forse che si candidi uno come Cosentino? O che si porti la propria succhiatrice preferita alla carica di Ministro? O che si affidi l’istruzione pubblica ad una tizietta presentata dal giardiniere? O si dia l’ambiente a una imprenditrice già accusata di offesa all’ambiente? O la commissione antimafia a chi ci racconta che Ilaria Alpi morì perché era andata a fare i bagni in Africa?
Non capita forse qui che al posto dello stanco Bertolaso si pensi di mettere quello Scelli che si coprì di infamità con la Croce Rossa?
E che si continui a proporre impresentabili come Bassolino o Loiero? O si porti ancora avanti la politica scellerata di inciuci di D’Alema?
Questo non è il paese del sole, è il paese all’incontrario, il paese degli scemi e dei folli
e in un tale paese io Corona lo farei Ministro della Cultura, cul-tura alternativa si intende.
..
Viviana
Bello il museo degli eroi di Arcore:

Provenzano
Ciancimino
Mangano
i Corleonesi
Previti
Dell’Utri
i Letizia
i boss del narcotraffico colombiano
Licio Gelli
la Banca Rasini

accanto agli eroi di casa nostra
gli eroi di Cosa Nostra
e Maroni ci viene pure a raccontare che combatte la mafia!
Dimenticavo Mambro e Fioravanti che furono presentati come eroi da Dell’Utri a Firenze ai giovani azzurri perché prendessero esempio!
A chi la raccontano della riforma della giustizia???? A chi????
..
Ber: Vogliono la banda larga
Bos: E tu che hai risposto?
Ber: Che nella banda ci siamo solo noi e non si allarga a nessuno!

Vukic

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1 commento »

  1. Questa notte, nel sogno, sono andata a vivere per sempre negli Stati Uniti, in un piccolo e bel paesino dove c’erano tanti italiani di recente immigrazione. In pratica il paese era Italia, e questi cittadini, già statunitensi, esercitavano tutte le attivita’ necessarie alla vita civile di un piccolo paese. Benestanti, modesti, colti, grandi viaggiatori ,e ogni anno tornavano in Europa ma non in Italia.
    Ne ho piene le tasche dell’Italia
    Ciao
    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — novembre 15, 2009 @ 9:34 am | Rispondi


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