Nuovo Masada

novembre 12, 2009

MASADA n° 1030. 11-11-2009. Numicco

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Nunzio Miccoli ha inviato tanti articoli a Masada. Oggi li pubblichiamo tutti.

IL SISTEMA DELLE BANCHE CENTRALI – GLOBALIZZAZIONE E DEMOCRAZIA – NOTE SULL’IRAN – LA SX ITALIANA OGGI – LA SCUOLA IN ITALIA – NUOVO ORDINE MONDIALE – IL SISTEMA DELLE BANCHE CENTRALI – LA FIDUCIA NELLA CATTEDRA – NOTE SUL DIRITTO E LA GIUSTIZIA – LA LIBERTA’ DI PENSIERO – LA DEMOCRAZIA – LIBERISMO E STATALISMO

Com’è noto, compito delle banche centrale dovrebbe essere controllare le altre banche ordinarie, emettere banconote, finanziare lo stato, contrastare le speculazioni sulla valuta nazionale e contrastare l’inflazione, evitando che l’incremento annuale di banconote superi l’incremento del reddito nazionale. Di fatto, queste sono astrazioni, come quelle della costituzione, spesso baipassata dalle leggi ordinarie, del resto si sa che in Italia i controlli non si fanno o non funzionano.
Il commendatore Giambattista Giuffrè, uomo dalla chiesa e detto banchiere di Dio, raccoglieva denaro a tassi elevati da organizzazioni religiose, al di fuori della legge bancaria, finché non sospese i rimborsi; la Banca d’Italia, per sollevarlo dai guai, precisò che la sola raccolta o il solo impiego del risparmio senza sua autorizzazione, non violava la legge bancaria; in secondo tempo, la Banca d’Italia si pronunciò contro le casse peote del Veneto che, a favore di comitati laici locali, facevano lo stesso mestiere di Giuffrè, ma a tassi più bassi.

La Banca d’Italia conosceva le irregolarità delle banche di Sindona, che avrebbero dovuto portare all’estromissione degli amministratori, all’amministrazione straordinaria ed alla loro liquidazione, ma non intervenne tempestivamente; anche Banca di Roma, Banco di Napoli e Banco di Sicilia, con il mancato controllo della Banca d’Italia, sono arrivate al dissesto ripianato dallo stato.
La Banca d’Italia si decise in ritardo a sottoporre ad ispezione le banche di Sindona, che portarono alla scoperta di gravi irregolarità, però all’inizio preferì non procedere, affermando che non voleva provocare serie turbative al sistema bancario; Andreotti difendeva Sindona e lo chiamava salvatore della lira, anche se aveva speculato sulla lira, d’accordo con Calvi e Ior, la banca del Vaticano.
La Banca d’Italia accordò protezione a Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, non difese adeguatamente la lira dagli attacchi speculativi, non perseguì per truffa e falso in bilancio Calvi, bene introdotto in Vaticano come Sindona, mentre Guido Carli, governatore della Banca d’Italia, a favore dei dirigenti del Banco di Sicilia, propose l’irresponsabilità penale dei banchieri. Sulla vicenda Calvi, ci fu poca collaborazione da parte della Banca d’Italia con la magistratura ed omissione di atti d’ufficio da parte della Banca Centrale, passarono mesi prima che la Banca d’Italia mandasse ispettori alla banca di Calvi.
L’emissione di banconote inconvertibili e con circolazione fiduciaria, sono il più grosso business della terra; con l’emissione di banconote da parte degli istituti centrali, lo stato paga alla banca centrale interessi passivi che aumentano il suo debito; ciò è accaduto perché lo stato ha rinunciato ad emettere direttamente denaro, vietandone la stampa anche ai privati, ma permettendone la stampa ad un’istituzione privata come la Banca Centrale, controllata da banche ordinarie. Oggi però, in alcuni paesi, si emettono anche banconote locali senza interessi.
Dopo l’unità, diverse banche italiane emettevano banconote, poi questa facoltà fu riservata alla Banca d’Italia; fin dalla prima guerra mondiale, il Banco di Roma e il Banco di Sconto erano alleate della Banca d’Italia, mentre le banche commerciali del nord, come il Credito Italiano e la Banca Commerciale, erano all’opposizione, la Banca d’Italia preferiva essere a fianco di banche speculative.
Oggi le prerogative e l’autonomia delle Banca d’Italia e delle banche in generale sono difese strenuamente dalla sx, le banche sono lobby che finanziano i partiti; prima del recente crack finanziario, nei tribunali italiani giacevano tante denunce a carico delle banche ed i magistrati non procedevano contro di esse, tante volte i magistrati hanno rinunciato volontariamente alla loro indipendenza, per favorire lo stato, un partito o potenti in generale.
Bisogna ricordare che il mercato, indipendentemente dal fatto che sia una cosa buona o cattiva, è stato spesso contrastato da stato e corporazioni, però ha sempre dominato nelle istituzioni; nella Roma dei papi si faceva mercato di sentenze e la Sacra Rota non volle correggersi, il peccato di simonia dei papi era quasi una costante; perciò oggi le lobby commissionano a parlamento e governo leggi a loro favorevoli, inviando in cambio cesti di denaro; è così che funziona la nostra democrazia, la sovranità del popolo è una chimera.
Già nel III secolo i vescovi facevano gli strozzini, ad Antiochia, Alessandria e Roma e questa pratica continuò nei secoli, i vescovi erano spesso usurai o banchieri, anche se generalmente si avvalevano di prestanomi; anche Gregorio XVI (1831-1846) aprì scuole d’usura e nel XX secolo il cardinale Giordano di Napoli è stato inquisito per usura, poi prosciolto dalla magistratura; a Venezia erano stati usurai il doge Sebastiano Ziani (1172-1178) e il doge Nicola Tron (1471-1473); chi faceva l’usuraio, non disdegnava fare anche il pirata e lo schiavista, comunque, i potenti esercitavano l’usura o la finanza tramite prestanomi, spesso ebrei, che erano poi odiati dal popolo.
Il denaro amministrato da finanzieri ebrei non è stato mai loro perché le banche, per definizione, amministrano denaro degli altri, anche quelle che operano all’ingrosso ed anche le finanziarie di famiglia quotate in borsa; i principi autorizzavano gli ebrei a fare tassi usurai perché guadagnavano di più sui loro capitali e li potevano passare meglio, poi gli ebrei erano indicati al popolo come usurai.
Per prevenire l’usura, nel 1492 nacque a Perugia il primo Monte di Pietà, queste nuove istituzioni prestavano ai poveri ad interessi bassi, che servivano a coprire solo le spese, erano cioè senza profitto, i loro capitali erano forniti dai comuni e dalla carità. Oggi i monti di pietà sono stati assorbiti dalle banche ordinarie, fanno prestiti con garanzie in oro e quindi i relativi tassi dovrebbero essere più bassi di quelli dei comuni prestiti bancari, ma non è così, anzi sono più alti; forse le banche non si vogliono fare troppi danni agli usurai, i quali sono in aumento, hanno affidamenti in banca a tassi di favore, cioè sono amici delle banche e, come le banche, sono raramente perseguiti dalla magistratura “indipendente”.
Per quanto riguarda le norme contro il riciclaggio di denaro mafioso, che ha previsto i certificati antimafia, che hanno creato complicazioni solo ai piccoli imprenditori onesti, questo riciclaggio in attività legali è stato ostacolato in Italia ma è tranquillamente accettato negli altri paesi dell’Europa occidentale, dove i capitali mafiosi sono regolarmente investiti; è come se ci fosse un accordo tacito dell’élite mondialista, in Italia si delinque, però i relativi alti proventi si possono investire legalmente solo all’estero.
In passato l’economia criminale, basata su traffico di schiavi, usura, racket, brigantaggio, pirateria e contrabbando, ha arricchito dei centri marittimi in tutto il mondo, ora pare che dall’elite sia venuta una direttiva che tollera le attività illegali in Italia, ma i relativi profitti devono essere investi all’estero, in Svizzera, Germania, Scozia e Spagna, dove chi beneficia di questi investimenti ne conosce l’origine ma fa finta di niente e li accetta. Sarebbe meglio che lo stato italiano, invece di ospitare a palazzo e tollerare i mafiosi, perseguisse i loro crimini invece di inseguire il riciclaggio.
Speculatori italiani e internazionali si sono arricchiti con le periodiche svalutazioni della lira, con la passività della Banca d’Italia che doveva prevenirle e contrastarle; per favorire le svalutazioni della lira, si alimentarono anche crisi di governo e terrorismo; allora gli italiani, che sono sempre contro tutti i loro governi ma vanno a votare, erano anche vittime del dogma dell’Unione Europea.
Tanto denaro italiano, provento d’attività illecite criminali, evasioni, speculazioni sui cambi, speculazioni in generale, furti allo stato, alle aziende ed ai piccoli azionisti, affluì all’estero, principalmente in Svizzera e Usa e poi nei paradisi fiscali; fino a venti anni fa, questi miliardi andarono a pareggiare le rimesse che i poveri emigranti italiani facevano dall’estero in Italia, un’altra pagina di vergogna della classe dirigente italiana.
Ancora, maggiori tasse, maggiori costi, maggiore burocrazia e omessi rimborsi fiscali alle imprese, sono serviti ad incentivare gli investimenti all’estero ed a delocalizzare industrie, provocando crisi occupazionale e di consumi in Italia; il fatto è che i gli imprenditori capitani di ventura, prestanome e soci dell’élite, non sono ideologici come i militanti di partito e seguono solo i loro interessi, perciò sono stati protezionisti quando in Italia i costi erano bassi e il paese si voleva industrializzare, mentre oggi sono liberisti perché preferiscono produrre all’estero a costi più bassi e poi importare i loro prodotti in Italia.
Mentre in Italia non affluivano investimenti dall’estero, fino a poco tempo fa, l’esportazione di capitali dall’Italia era soprattutto di provenienza illecita oppure erano esportazioni valutarie del Vaticano; ora, grazie alla nostra classe politica ottusa, con la liberalizzazione del movimento dei capitali, attraverso i moderni circuiti finanziari, anche i piccoli risparmiatori esportano all’estero i loro risparmi di una vita, risparmi che poi sono polverizzati dalla note insolvenze finanziarie; ciò è accadito mentre la nostra costituzione afferma di tutelare il risparmio (art.47), un’altra delle promesse della costituzione.
Ci sono dirigenti politici, bancari e industriali che, al servizio dell’élite, hanno promosso speculazioni, però, poiché rispondevano di atti ispirati dai loro padroni occulti e potevano ricattare, erano remunerati bene; purtroppo poi hanno affidato i loro risparmi alla speculazione internazionale e li hanno perduti ed oggi non hanno il coraggio di lamentarsi perché dovrebbero spiegare dove hanno preso tutti quei soldi.
Il progetto di nascita di un nuovo Nuovo Ordine Mondiale si fonda anche su una valuta unica per il commercio internazionale, ma anche su un unico governo mondiale autoritario; oggi, per prevenire la crisi del dollaro, pare che anche Russia e Cina non siano contrarie alla moneta unica. Le grandi emissioni di dollari da parte della Federal Reserve, giustificate dalla crisi americana e dalle necessità di bilancio americane, possono alimentare inflazione e svalutazione del tasso di cambio del dollaro.
La Cina teme questa svalutazione perché è il primo creditore degli Usa e non vuole che i suoi crediti si svalutino, perciò propone di ampliare il ruolo dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale e propone anche il ritorno ad un regime di cambi fissi, come al tempo degli accordi di Bretton Woods, il che però presuppone più valute e non una valuta unica. Bisogna dire però che i cambi fissi non erano sempre fissi, perché erano periodicamente aggiustati dalle autorità monetarie, spesso in accordo, con le svalutazioni, cioè erano fissi ma periodicamente aggiustabili; sulle svalutazioni c’era chi guadagnava e chi perdeva, come in borsa.
Attualmente i Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale si fondano su quattro valute, cioè dollaro, euro, yen e sterlina, perciò la Cina ha chiesto un allargamento del paniere; i cinesi temono che, visto che attualmente esiste la contrarietà ad accettare il dollaro come moneta di pagamento, si potrebbe arrivare ad un blocco del commercio internazionale e ad una grande depressione, con la caduta delle loro esportazioni e della loro produzione.
Nel Nuovo Ordine Mondiale, la banca centrale del sistema, presumibilmente la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, avrebbe la funzione di sorveglianza e godrebbe di linee di credito da parte delle banche centrali nazionali, non sarebbe alla mercé delle legislazioni nazionali e dei governi, ma potrebbe essere sotto il controllo del G20 o di un’Autorità Monetaria Globale, banche e finanziarie dovrebbero registrarsi presso questa autorità.
Un sistema monetario basato su cartamoneta o moneta di conto elettronica si finanzia da se e non ha bisogno di contributi statali o di banche o finanziarie, funzione monetaria e contributi statali servirebbero a rafforzare il governo mondiale perché, con il controllo della moneta, si controllano gli stati. Si dice che la nuova banca centrale e la moneta unica dovrebbero servire a scongiurare un’altra crisi finanziaria, ma nessuno lo può garantire; attualmente fondi speculativi, fondi sovrani islamici e private equity, diversamente dalle banche, sono esenti da regolamentazione, perciò un nuovo regolamento dovrebbe disciplinare queste attività e prevedere sanzioni, però i sudditi non devono sperare molto.
Anche il barone David Rothschild è a favore del progetto di un Nuovo Ordine Mondiale, la moneta unica riduce la sovranità degli stati e dei popoli, supera il concetto di collaborazione economica e di alleanza tra nazioni, implicherebbe un corpo di leggi imposte agli stati aderenti, secondo il modello dell’Unione Europea; anche l’Europa dispone di leggi, di una corte suprema ed di una valuta, perciò l’Europa potrebbe essere l’esempio per il nuovo progetto.
Un mercato finanziario globale implicherebbe un dominio globale di certe leggi su tutta la terra o sui paesi che partecipano al sistema; poiché il nuovo governo globale tenderebbe all’efficienza, sarebbe per forza antidemocratico, infatti, la democrazia è anche paralizzante. L’esperienza insegna che quando i singoli paesi dell’Unione Europea si sono rivolti agli elettori su dei progetti di maggiore coesione, sono stati anche sconfitti, anche per questo l’Italia preferisce non consultarli, quindi questi referendum dovrebbero essere banditi; oggi le democrazie sono in crisi o sono una truffa, mentre soprattutto i regimi autoritari del terzo mondo paiono poco efficienti, perciò, secondo il Nuovo Ordine Mondiale, tutti gli stati necessitano di regolamentazione o direzione esterna.
Come data fatidica per il progetto si prospetta il 2025, per quella data alcuni integralisti islamici affermano che il mondo sarà islamizzato, strana coincidenza, forse pianificata dall’élite che desidera un nuovo ordine medievale ed uomini schiavi. Un’altra data fatidica è il 2012, che è vicina, per allora vedremo cosa ci stanno preparando.
Oggi. accanto al progetto della valuta unica, accanto alle valute nazionali, esistono progetti di valute regionali asiatiche, americane, eccetera, con accordi continentali tra paesi; purtroppo, sono tanti i paesi che considerano più importane lo sviluppo economico che la democrazia, la quale nello stesso occidente è falsata da leggi, politica, religione ed economia; con il Nuovo Governo Mondiale, il popolo consegnerà totalmente il potere nelle mani di èlite internazionali, mentre attualmente lo fa, con una delega in bianco, nelle mani di politici nazionali, con il sistema elettorale rappresentativo.
Le banche centrali nazionali, che sono istituzioni private in mano a banche, fino ad oggi hanno agito in coordinamento, anche per svalutare valute, sotto il controllo della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, che è pure un’istituzione privata, perché sotto il controllo delle banche centrali. Lo schema è lo stesso della Banca d’Italia, della Banca d’Inghilterra e delle Federal Reserve, che appartengono alle banche, ma dovrebbero controllare le banche.
Prima della banconote degli Istituti centrali, erano esistiti certificati rappresentativi di beni emessi da privati che circolavano come denaro, biglietti di stato che attestavano un credito verso lo stato e circolavano come denaro, inoltre esistevano gli assegnati della rivoluzione francese, che all’inizio erano garantiti dalla terra espropriata agli aristocratici e alla chiesa. Con le banconote inconvertibili delle banche centrali, sulle quali gli stati pagano interessi, tutto cambiò e la circolazione divenne solo fiduciaria, quindi oggi le banconote ufficiali sono garantite da niente, cioè sono a corso forzoso e inconvertibili in oro.
Durante la Grande depressione degli anni trenta, poiché la disoccupazione era alta e mancava il denaro, nacquero valute complementari locali in Europa e Usa, queste favorirono scambi e produzione; attualmente le valute locali operano legalmente il 35 paesi. Queste monete locali pare che rimettano in moto l’economia e non prevedono interessi a favore della Banca Centrale, come avviene con la moneta nazionale.
Nel 1995, forse a causa delle ricette del FMI sulle privatizzazioni, l’Argentina subì il tracollo e in quel paese la gente cedeva beni in cambio di tagliandi regionali, poi nacque una Rete di Scambio Globale con una valuta complementare, l’iniziativa fu poi imitata da altri paesi sudamericani; oggi queste valute locali potrebbero affiancare quella unica mondiale, dopo aver debellato stati nazionali e relative monete.
Oggi in Nordamerica sono disponibili oltre 30 valute cartacee complementari, gli americani sono spesso senza dollari e tanti dollari, a causa del deficit della bilancia valutaria americane e del ruolo del dollaro come moneta di riserva, sono detenuti all’estero; queste monete, se sono accettate, stimolano l’economia locale, creano posti di lavoro e sono garantite solo dal lavoro muscolare; sono valute indipendenti dal governo e dalle banche, ragguagliate in dollari od ore lavoro; sono rappresentate da tagliandi, tengono unite le comunità locali ed aiutano agricoltori e commercio.
Oggi non è più necessario stampare moneta, perché i regolamenti monetari possono avvenire per via elettronica, perciò negli Usa la moneta elettronica è anche moneta complementare, non prevede né imposte, né interessi, né scadenze, né riserve; si prendono a credito beni e servizi e si restituiscono altri beni e servizi, come nel baratto che precedeva la moneta, questi sistemi di pagamento si sono diffusi. Purtroppo, poiché a volte questi debiti non sono restituiti, si sono richieste garanzie a copertura dei debiti; è da notare che, con queste valute complementari, riconosciute solo da comunità locali, tasse, utenze e benzina sono comunque pretese in valute nazionali, perciò, chi vuole certi servizi, ha bisogno della valuta legale.
Per quando riguarda l’Islam, con i suoi ricchi fondi sovrani, poiché il corano vieta l’usura, con artifici si è tentato di eliminare l’interesse, sostituito da contratti di riporto, società di venture capital anche temporanee e tassi di mora e rate maggiorate, che sono modi surrettizi per reintrodurre l’interesse e l’utile che scaturisce dalla finanza; però nell’Islam si progetta anche di reintrodurre l’oro come moneta.
La crisi monetaria e finanziaria non significa solo carenza di denaro, ma anche inflazione, la quale può essere sanata con il ritorno all’oro, assieme a platino, argento, carte di credito e moneta elettronica; sarebbe una scelta valida ma è osteggiata dalle banche e da chi sta loro dietro, perché prosperano e s’ingrassano con il signoraggio bancario ed il signoraggio monetario; poi, quando decidono di far sparire i soldi guadagnati, nascondere scandali e speculazioni, si dicono insolventi e chiedono aiuto alla comunità.
Le banche centrali lavorano segretamente ed in coordinamento, sotto la Banca dei Regolamenti Internazionali, tutte istituzioni private controllate da banche, le quali sanciscono il dominio di un sistema monetario speculativo, per favorire il quale in Usa, come in Italia, si abolì la separazione tra banche commerciali e banche d’affari. Da allora, le speculazioni finanziarie sono cresciute fino alla bancarotta attuale, con il declino dell’economia reale americana e lo sviluppo dei derivati, che sono spesso solo un gioco d’azzardo; però lo stato non dovrebbe garantire i debiti di gioco, ma aiutare famiglie e piccole imprese produttive indebitate, la politica ha deciso una strada diversa.
La dittatura dei banchieri di Maastricht e Lisbona, affermando di voler preservare il patto di stabilità, impone multe agli stati che superano il debito consentito, il che porta al restringimento del credito e fissa un limite al credito produttivo ma non ai salvataggi bancari. Attualmente l’economia è dominata dai sistemi monetari, invece che da quelli creditizi, con ridotta sovranità degli stati, perché il controllo centrale sulla moneta è un modo surrettizio di governare, in barba alla sovranità popolare.
La costituzione italiana tutela il risparmio (art. 47), è uno dei tanti sproloqui della nostra costituzione; i governi italiani, anche a causa della sudditanza verso l’oligarchia mondialista e verso la Banca dei Regolamenti Internazionali, alla quale è soggetta la Banca d’Italia, hanno portato a sistemi d’insolvenze che mortificano il risparmio, senza i necessari controlli statali o della banca centrale; a tale proposito, di fronte ad un crollo generalizzato del sistema finanziario, a nulla servono le garanzie statali sul risparmio, si sa che gli stati non mantengono promesse, cambiano le leggi in corso d’opera e, con le emissioni monetarie e l’aumento delle tariffe pubbliche, alimentano l’inflazione; generalmente, ciò che è lecito per lo stato, non è lecito per i privati.
Fascismo e nazismo furono sostenuti da un’alleanza internazionale di banchieri, il progetto dei sinarchisti voleva una fratellanza di finanzieri ed un’Europa autoritaria, perciò nel 1930 diedero vita alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS); gli artefici furono Montagiu Norman, governatore della Banca d’Inghilterra, Hjalmar Schacht, che divenne ministro dell’economia di Hitler e capo della Banca centrale tedesca e l’italiano Alberto Benedice, a capo della politica economica del fascismo.
Benedice garantì la massima indipendenza della Banca d’Italia dal fascismo e perciò divenne vicepresidente della BIS, questa indipendenza della banca dal governo rimase anche in era repubblicana ed oggi è caldamente tutelata dalla sx; lo scopo ufficiale era assicurare stabilità al sistema economico finanziario, controllare le anticipazioni al Tesoro, influenzare attività economica e commercio e regolare i cambi; erano tutti bluff perché si favorirono, soprattutto da parte dei banchieri, anche le speculazioni sui cambi, senza i necessari controlli da parte della Banca d’Italia.

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GLOBALIZZAZIONE E DEMOCRAZIA

Oggi oltre un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile; nel 2020 saranno piu’ di tre miliardi. E’ un’utopia pensare che tutti nel mondo potranno disporre dell’acqua fra vent’anni? Quali sono le soluzioni percorribili? E’ giusto privatizzare e lasciare al mercato il compito di risolvere il problema?
Un’alternativa esiste, ed e’ quella che viene proposta dal Manifesto dell’acqua, pubblicato ora anche in Italia, vincitore nel 2000 del Premio Internazionale delle scritture d’acqua.
L’acqua non deve diventare il petrolio di domani.
Contrariamente all’idea che l’acqua sia “l’oro blu”, questo testo afferma che essa deve essere considerata come bene comune, patrimonio dell’Umanita’.
Propone inoltre la definizione e la messa in opera di un sistema pubblico di gestione delle risorse idriche organizzate dal livello locale a quello mondiale, avente anche la funzione di “tribunale” per la risoluzione dei conflitti e di garante dell’accesso per tutti nella quantita’ e qualita’ sufficiente alla vita.
La sfida lanciata dal Manifesto dell’acqua si inserisce nella Campagna mondiale che coinvolge ONG, enti pubblici, governi e imprese private, e che sara’ portata avanti nelle scuole fino al 2006.
Riccardo Petrella, economista politico (studi all’Universita’ di Firenze), e’ consigliere della Commissione Europea a Bruxelles e professore di mondializzazione presso l’Universita’ Cattolica di Lovanio (Belgio). Insegna anche alla “Libera Universita’ di Bruxelles” (sessione olandese).
Presidente del Gruppo di Lisbona e’ collaboratore di “Le Monde Diplomatique” ed e’ stato per cinque anni presidente dell’Associatión des Amis de Le Monde Diplomatique.
Militante, e’ un “operaio della parola” presente ovunque e’ possibile proporre soluzioni alternative alla mondializzazione dell’economia capitalistica di mercato.
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NOTE SULL’IRAN

Ciro in Grande (558-529 a.c.) adorava il dio del bene o Ahura Mazda, da cui derivò il mazdeismo o zoroastrismo; in una visione dialettica, i persiani credevano anche ad un dio del male, corrispondente al nostro diavolo; dopo la caduta di Babilonia, nel 538 a.c., Ciro consentì agli ebrei di tornare in Giudea. Il mazdeismo, durante la diaspora ebraica o esilio o cattività babilonese (586-538 a.c.) influenzò la teologia dei rabbini, i rabbini divennero dei riformatori religiosi e dei revisionisti dell’ebraismo, prendendo dai persiani la credenza nella resurrezione, nell’immortalità dell’anima e nell’inferno.
Nel 331 a.c. Alessandro Magno conquistò l’impero persiano, però dalla metà del II secolo a.c. la Persia era di nuovo indipendente sotto la dinastia persiana dei Parti, nel 227 d.c. questa fu sostituita da quella persiana dei Sassanidi; nel 648 la capitale persiana, Persepoli, fu presa dagli Arabi, ma i persiani si convertirono completamente all’islamismo solo nell’IX secolo
Nel 661 Alì, genero e cugino di Maometto ed erede legittimo, nel corso di una congiura fu ucciso e andò al potere la dinastia araba Omayyade, che diede vita al canone islamico, nel 750 questa fu sostituita dalla dinastia persiana degli Abassidi, che governò a Bagdad fino al XIII secolo; i persiani, spesso in polemica con gli arabi, non solo per motivi religiosi, seguivano i diritti del legittimo successore di Maometto, Alì, e perciò fondarono la versione islamica dello sciitismo, che aveva il clero dei mullah, monaci sufi ed aspettava un messia, il Mahadi.
Il dominio turco sulla Persia andò dalla metà dell’XI secolo all’inizio del XIII, quello mongolo dal XIII al XIV secolo; nel XVI secolo il paese, sotto la dinastia dei Safavidi, originaria dell’Arzebaigian, ottenne l’indipendenza. Gli sciiti avevano una gerarchia religiosa con a capo un Imam o Guida ed al disotto il clero dei mullah; ogni Imam riceveva il suo potere dal precedente, l’Imam era la legge e la successione e degli Imam si riteneva miracolosa.
Secondo lo sciitismo duedecimano, il dodicesimo Imam, al Mahadi, perseguitato da un califfo, era stato nascosto da Allah in attesa del giorno in cui sarebbe stato rimesso sul trono, come nella parusia o regno di dio cristiano; alla fine dei tempi, questo salvatore sciita avrebbe ripristinato la giustizia sulla terra. Nel XVIII secolo la dinastia safavide cadde sotto i colpi di russi e afgani, questi secondi erano sunniti, poi il paese tornò formalmente sotto una dinastia turca, ma fu diviso in sfere d’influenza tra russi ed inglesi; un trattato del 1907 sancì definitivamente che era un protettorato anglo-russo.
Da quel momento, l’interesse per il paese da parte degli stranieri era dato principalmente dai suoi giacimenti petroliferi; alla fine del primo conflitto mondiale, la Russia si ritirò dal paese e vi dominò l’impero britannico con le sue compagnie petrolifere, mentre tra gli intellettuali del paese si diffondevano gli ideali marxisti d’origine bolscevica. Nel 1925 il generale Reza Khan, sostenuto dall’occidente, depose il re e si proclamò scià, nel 1935 cambiò nome al paese chiamandolo Iran o paese degli Arii; lo scià cercò di recuperare autonomia rispetto alle potenze estere e si accostò ai nazisti, perciò nel 1941 gli inglesi lo costrinsero ad abdicare.
Gli successe il figlio Reza Pahlavi, che tentò alcune riforme, a cominciare dalla distribuzione della terra, il clero sciita era padrone di vasti latifondi, perciò nel 1961 lo scià fece una riforma agraria, nel 1967 per emancipare la donna, abolì il vecchio codice familiare d’influenza sciita, e abolì il velo; cercò anche di contenere lo strapotere delle compagnia petrolifere anglo-americane, accordandosi con la compagnia italiana l’Eni.
Il clero sciita, colpito nei suoi interessi economici, utilizzò la fede dei contadini, che erano inebetiti dalla religione, per alimentare una rivolta contro lo scià, ora inviso anche alle compagnie petrolifere, che probabilmente tramavano nell’ombra. Vista la coalizione di forze contrarie allo scià Reza Pahlavi, nel 1979 anche l’esercito e la polizia lo abbandonarono e questo lasciò il paese. Nello stesso anno tornò a Teheran l’ayatollah Khomeini, osannato come fosse il dodicesimo Imam nascosto e tanto atteso.
Così nacque una repubblica islamica teocratica, che combatté il dissenso e volle subordinare lo stato alla religione; la costituzione prevedeva un parlamento e un presidente, però le proposte di legge dovevano essere esaminate dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione, fatto di dodici membri, sei erano teologi scelti dall’ayatollah, e sei erano giuristi nominati dal potere giudiziario; anche oggi il consiglio controlla che nessuna legge contrasti con il corano e con la visione sciita duodecimana sull’Islam.
Ogni potere è nelle mani dall’ayatollah o Guida suprema, negli ultimi anni il nuovo ayatollah è divenuto Khamenei, che dirige anche le forze armate; il regime è sempre sostenuto dai contadini, che sono molto religiosi, anche se, con l’industrializzazione, sono in parte immigrati in città. Il regime persegue liberi pensatori politici e religiosi, gay ed è contro i diritti delle donne, ha abrogato le riforme civili dello scià e fin dal 1979 ha imposto nuovamente il velo alle donne.
Con l’avvento alla direzione del potere civile di Ahmadinejad, un ex pasdaran (in Iran i pasdaran sono i guardiani della rivoluzione o meglio della teocrazia, anche il fascismo fu definita una ruivoluzione); Ahmadinejad è sempre sotto il controllo della Guida religiosa, anche se i poteri di uno stato non sempre lavorano in sintonia; comunque, oggi sembra che il paese abbia perso il consenso popolare, è avversato da donne e studenti, gli iraniani vorrebbero sottrarsi alla Sharia e recuperare i diritti civili.
Agenti della polizia religiosa controllano la moralità pubblica, che le donne non siano scoperte, che non usino smalto alle unghie e vesti attillate, che non mostrino i capelli e il volto o si bacino in pubblico; però il paese non è rassegnato a queste imposizioni, infatti, l’8.3.2007 la piazza a Teheran ha reagito e ci sono state, solo tra le donne, 40 arresti; il 21/4/2007 le donne arrestate furono 1300.
Anche se nel paese, per merito dello scià e di questo regime, l’istruzione femminile si è diffusa, con la teocrazia, le donne laureate che sostengono i diritti della donna, sono ostacolate nella carriera; spesso le donne sono torturate, frustate e impiccate per adulterio. Oggi in Persia una bambina è penalmente responsabile a 9 anni, mentre i ragazzi a 15 anni; però, a causa soprattutto della reazione delle donne e degli studenti, il regime persiano pare molto nervoso e più insicuro di prima, perciò a volte pare più disponibile a fare concessioni.

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LA SX ITALIANA OGGI

Premesso che in politica esiste un gap tra teoria e pratica, cioè tra democrazia teorica e quella pratica, tra socialismo teorico e quello pratico, tra liberismo teorico e quello pratico e tra comunismo teorico e quello pratico; la prima considerazione banale da fare è che in politica la teoria è sempre meglio della pratica. Oggi la sx italiana, fatta di catto-comunisti ossequiosi alla chiesa e affini e laici timorosi di farsi sentire, ha le mani in pasta nell’economia e nel sottogoverno, è collusa con banche e Vaticano, che sono la stessa cosa, non vuole in realtà le riforme e non vuole cambiare niente.
Come la dx, vuole conservare i privilegi; quando è stata al governo, per fare un esempio, non propose la reintroduzione della scala mobile per i lavoratori o la restituzione del fiscal dreg, tuttavia è sempre preoccupata di salvaguardare l’autonomia delle banche, che in Italia sono controllate dalla chiesa e finanziano i partiti, ma contano soprattutto sulla sx. La sua rivoluzione, la sx l’ha fatto occupando in gran parte l’apparato dello stato, il che ha favorito la carriera di alcuni dirigenti di sx, dimenticando i lavoratori, però pare che queste cose siano accadute in tutte le rivoluzioni, le quali servono solo a creare una nuova classe dirigente, cioè a favorire una rivoluzione ristretta a vantaggio di pochi.
L’argomento della scala mobile non è ozioso, perché l’inflazione è dovuta anche al deficit di bilancio, all’emissioni monetarie, agli incrementi delle tariffe pubbliche, agli aumenti del costo delle materie prime, all’usura bancaria ed alle tangenti pagate dal sistema alla mafia ed alla politica, che pure incidono sui prezzi finali; per combattere l’inflazione, con l’eliminazione della scala mobile, pagarono solo i lavoratori, mentre le imprese, con l’aumento dei costi, periodicamente aggiornavano i listini prezzi.
In Italia si pagano più tasse che negli altri paesi, l’evasione parziale per alcuni è un modo per sopravvivere, le piccole imprese sono strangolate anche da banche e usura; invece i grandi o evadono le tasse o possono eluderle legalmente, grazie a leggi di favore della repubblica; oggi nessuno più propone di abolire l’evasione legale o elusione; questi grandi evasori dell’elusione sono amici del sistema, sono soci e prestanome del governo occulto, possono ricattare e perciò sono trattati meglio degli altri cittadini.
Se si guarda agli ultimi 20 anni, si vede che ad un aumento medio reale annuo del 2% del reddito nazionale, a causa dell’inflazione al 2%, corrispondeva un aumento nominale del 4%; l’inflazione però alimentava il fiscal dreg, che faceva aumentare la pressione tributaria e perciò le entrate dello stato aumentavano del 6% l’anno. Se questo fiscal drag non è restituito, a questi tassi, in 15 anni lo stato si prende con le imposte tutto il reddito nazionale.
Come si può chiedere ai lavoratori di produrre, pagare tasse, fare la guerra e fare figli senza un reddito spendibile; è chiaro che una restituzione va fatta, però la voce della sx è timida al riguardo, soprattutto quando è maggioranza, non vuole guastarsi i padroni dello stato che vivono su queste rendite e parla solo di lotta all’evasione. B aveva promesso una riduzione delle tasse e poi, per rispetto verso il Vaticano, non mantenne la promessa, però anche suoi alleati di dx e la sx allora si pronunciarono contro questa riduzione.
Il paese è pieno di conflitti d’interesse, la Banca d’Italia è controllata dalle banche e svolge servizio ispettivo sulle stesse o, viste le recenti malefatte, fa finta di svolgerlo, esistono conflitti d’interesse anche alla RAI (Radio Apostolica Italiana), i sindacalisti, grazie alla rivoluzione promessa, fanno carriera nei posti di lavoro e così, da dirigenti, finiscono con il rappresentare contemporaneamente lavoratori e datori di lavoro; malgrado questi fatti si denuncia solo il conflitto d’interesse televisivo di B.
B passera ma oggi è diventato un comodo alibi per la sx, la quale, come la dx, è incapace di promuovere riforme; se non ci fosse B con i suoi scandali, i suoi processi, la sx si dovrebbe inventare un altro nemico, per dimostrare che fa opposizione; B, è divenuto un capro espiatorio come Craxi, però, morto B, l’Italia non è destinata a cambiare perché nemmeno la sx la vuole cambiare, perché è collusa con i poteri forti a tutti i livelli, lo ha detto anche il ministro Brunetta.
La magistratura è stata tante volte distratta e collusa; per rispetto verso chi conta, tante volte ha girato la testa dall’altra parte, infatti, contro le banche le erano state presentate tante denunce senza che procedesse; forse B non è innocente delle colpe che gli fa la magistratura, però i responsabili dell’andazzo italiano sono tanti e lo zelo della magistratura contro B è sospetto, ma rivela che oggi la magistratura, se vuole, in Italia può essere indipendente dal governo.
Storicamente la magistratura è sempre stata soggetta allo stato, salvo alcune eccezioni personali con gravi conseguenze, ciò era quasi inevitabile perché era selezionata dallo stato, applicava le leggi dello stato ed era pagata dallo stato, il che incideva sulla sua indipendenza; generalmente la magistratura vuole solo servire un partito, mi riferisco a tutti i paesi, salvo alcune epoche e alcune persone a titolo personale, però può essere divisa al suo interno ed in conflitto con altri organi dello stato; non è interessata veramente ad affermare che tutti gli italiani sono uguali davanti alla legge, ma nemmeno il legislatore, cioè governo, dx e sx, sono interessati ad affermare questo principio e perciò si mettono sotto i piedi l’articolo 3 della costituzione.
Si accusa B di aver voluto introdurre la sua irresponsabilità penale, ma questa irresponsabilità del re fu ereditata già dal presidente della Repubblica ed, in misura minore, dai parlamentari, a detrimento dell’articolo 3 della costituzione, anche il papa è irresponsabile; si ignora che i comunisti, collusi dopo la guerra con la DC, dopo aver ottenuto posti di sottogoverno, hanno conservato tutte le leggi fasciste, cioè concordato, legge sulla stampa, codice Rocco, reati d’opinione e leggi di polizia.
Non si può dire che B minaccia la libertà di stampa se la libertà di stampa, per legge, non esiste; in Italia esiste solo una tolleranza pratica verso la stampa, per allontanare il sospetto che il paese sia antidemocratico, però, con queste leggi, lo stato, se vuole, può colpire qualunque giornalista o scrittore, in qualunque momento; è la solita ambiguità italiana. In Italia alcuni organi, costituzionali o meno, cioè governo, parlamento, magistratura, stampa, sindacati, partiti, ecc., sono teoricamente o per legge indipendenti e perciò possono ricattare il potere, poi contrattano la loro dipendenza chiedendo privilegi, favori, carriere, soldi, esenzioni fiscali, esenzioni giudiziarie ed irresponsabilità; in pratica immunità e privilegi.
Il potere occulto che dirige l’Italia sa che i sergenti ed i capitani di ventura gracidano ma si fanno comprare, ma non con una stecca di tabacco; infatti i manager bancari sono pagati tanto per assumersi responsabilità del governo occulto e per portarsi i segreti nella tomba; senza questi privilegi, questi signori farebbero un servizio al popolo invece che ai veri sovrani, le candidature al parlamento, al governo ed ai posti nevralgici sono vagliate accuratamente dai soliti ignoti, questi signori sono i garanti locali di un sistema.
Dalla fine della seconda guerra, ricattando, i comunisti non hanno solo rinunciato alla rivoluzione, la quale però ha deluso spesso in tutto il mondo, ma hanno avuto l’amnistia per tutti gli atti della resistenza, hanno occupato scuola, magistratura, stampa, banche, televisione, ecc. In questi settori, la maggioranza dei lavoratori e dei dirigenti si collocano a sx, però in questi comparti dello stato la vere scelte politiche sono decise solo dalla chiesa, di fronte alla quale la sx s’inginocchia, anche i cani sanno a chi devono muovere la coda; l’Italia non è uno stato sovrano.
Nella TV pubblica, con redazioni di sx, non si fa pubblicità a B, né si affrontano i veri mali del paese, cioè, generalmente si nascondono le notizie, si fa pubblicità solo al papa e al sistema sanitario nazionale, che è un grosso affare con tanti scandali e dissipazione di risorse; la trasmissione Report è un’eccezione ed ha il merito di non fare da battistrada ad un partito.
Non è B il padrone d’Italia, lo dimostra un’indagine del Ministero della Finanza, ma la chiesa, non è B che controlla la televisione pubblica, ma il Vaticano, il primo socio di Mediaset è la conferenza Episcopale Italiana; non è B che controlla i grandi giornali, ma i grandi centri di potere che li finanziano; le redazioni di sx di questi giornali offrono loro dirigente collaborazione, nascondendo le vere notizie e, per dimostrare che servono a qualche cosa, attaccano solo B, invece di denunciare i mali d’Italia. La conseguenza è che gli italiani non leggono più i giornali ma seguono Internet e oggi comprano più libri.
Sono curioso di vedere cosa succederà quando finirà B, quale nemico si sceglierà la sx invece di cambiare l’Italia; però la sx, invece di tutelare i lavoratori, si è data delle altre bandiere, si dice per l’Europa, l’Onu, la resistenza e la costituzione, sono questi i dogmi moderni della sx.
L’Europa vuole calpestare la sovranità popolare e degli stati europei, l’ONU è un’Assemblea faziosa e una tribuna retorica che tutto fa meno che salvaguardare la pace, civetta con le dittature, non lotta contro la schiavitù e sembra che abbia a cuore solo il problema palestinese; la resistenza è servita anche a coprire malefatte gratuite e senza giustificazione, la costituzione è stata tradita dai legislatori repubblicani che hanno fatto passare tante leggi anticostituzionali, lesive dell’articolo 3, regolarmente promulgate dai presidenti della repubblica che, con ciò, attentavano alla costituzione.
Il governo è il palo della cuccagna dei partiti, per questo la lotta politica è così aspra, al governo se ne hanno dei privilegi, si possono fare favori agli amici e si ricevono regalie dalle lobby, in cambio di leggi che calpestano il diritto del popolo. La sx, per cercare di arrivare al governo, ha investito molto, compromettendosi con tutti i poteri e perdendo in credibilità, scaricando il popolo; quando è stata maggioranza, per tranquillizzare il Vaticano, si è fatta guidare da leaders cattolici come Prodi e Franceschini.
Io non faccio il tifo per l’estremismo ma mi limito a denunciare un fatto, grazie alla sua disponibilità verso i poteri forti, la sx è stata premiata con sottogoverno, posti, carriere e appalti, ha piazzato i suoi uomini in posti chiave, ha occupato organi costituzionali e non costituzionali; pertanto è stata coinvolta in tangentopoli e corruzione e suoi dirigenti locali sono stati collusi con la mafia; inevitabilmente, ha perso alla urne la maggioranza degli italiani. B non può essere usato per celare tutti gli altri scandali del paese e gli scandali che coinvolgono la sx, gli italiani non sono scemi.
Non facciamoci forviare, in Italia hanno risorse illimitate solo la chiesa e la mafia e per i loro affari si servono di prestanome, la mafia è stata sempre ospitata nel palazzo dai tempi dei papi, dei Borboni e dei Savoia; i signori, al riparo delle leggi fatte per i sudditi e coperti di privilegi, si sono sempre circondati di sgherri e di bravi, un vera democrazia non esiste ed il popolo non è stato mai sovrano. Gli italiani che lavorano devono ritrovare dei rappresentanti che non li rimproverino solo di evadere le tasse; a proposito, B non vuole più ridurre le tasse, ma pare che stia lottando contro l’evasione, anche se questa era una battaglia della sx.
Non c’è niente da fare, il popolo si deve rassegnare, non troverò mai avvocati sinceri della sua parte, non sarà mai rappresentato, non sarò mai sovrano, lo stato è un grande inganno; però la sx serve allo stato perché lo difende e perché difende gli esattori dello stato, oggi la sx è statalista, mentre i primi comunisti, che volevano la salvezza in terra, l’eguaglianza e la rivoluzione, non lo erano. Se lo stato è un’impresa economica occulta, nata per riscuotere le tasse in cambio di una generica protezione, cioè di sicurezza pubblica, i padroni occulti dello stato, sanno che devono sostenere soprattutto quelli che difendono lo stato e non quelli che chiedono giustizia, eguaglianza o riforme.

LA SCUOLA IN ITALIA

Senza dubbio la cultura è necessaria, ma quella fornita dal sistema scolastico non è cultura, la scuola pubblica o privata serve a creare sudditi irregimentati che parlino una sola lingua e rafforzino lo spirito nazionale, che seguano una mistica ed una religione. A parte l’istruzione elementare, quello che s’insegna nella scuola è inutile per un mestiere o per la cultura, anzi l’insegnamento scolastico, poiché vuole programmare le menti, ostacola la ricerca personale e quindi la vera cultura.
Ciò che insegna a scuola è indottrinamento utile per la governabilità, cioè per il governo dei sudditi contribuenti, che devono lavorare, contribuire, combattere e fare figli per lo stato e la religione. Gli studenti che memorizzano nozioni sterili e spesso false sono plagiati e promossi e s’inseriranno nel mondo del lavoro; tra loro, i più zelanti diverranno sergenti, capitani di ventura e dirigenti; invece gli allievi che rifiutano la didattica scolastica escono dalla scuola e verranno adibiti a lavori manuali.
Che spreco, infatti, quanta scienza naturale esiste in un contadino e in un artigiano, queste sono le categorie che contribuiscono di più al nostro benessere, ma nella scala gerarchica sono anche quelle che contano di meno e sono le più disprezzate; perciò la schiavitù esiste ancora, non è tale solo quella che nasce dal debito.
Ci si lamenta che la scuola è carente, però in Italia si vuole riformare soprattutto la scuola, soprattutto le elementari, le altre riforme non si possono fare per non toccare importanti centri di potere e per non disturbare gli amici. Nessuno ama la scuola, però secondo un sondaggio di Sky, la scuola è la meno peggio tra le istituzioni italiane, in fondo alla classifica sono stampa, partiti e sindacati.
Quando lo stato non aiuta chi è capace ma non ha i mezzi, è il paese che ne perde; lo stato ed i partiti dimostrano di essere disposti a fare favori solo agli amici e non a chi ha solo dei mariti o delle capacità, ciò avviene anche nel mondo del lavoro; grazie ai partiti che hanno occupato e lottizzato lo stato, i concorsi pubblici sono una truffa e non sono un metodo per selezionare i migliori.
Il professor Israel, consulente del ministero dell’istruzione, doveva accennare anche a questo fatto, come alla questione dell’ora di religione, al fatto che in Italia la chiesa condiziona la scelta del ministro della pubblica istruzione, dei programmi e dei libri di testo; in Italia, dal punto di vista dei contenuti, non esiste differenza tra scuola pubblica e privata, perché lo stato è controllato dalla chiesa.
Ci si lamenta che nella scuola italiana si curi poco la scienza, matematica e lingue, si dimentica però di ricordare che la chiesa è stata sempre ostile alla scienza, che perciò in Italia si sono coltivati soprattutto le materia umanistiche (nel senso italiano e non europeo), cioè latino, italiano e religione, cioè catechismo, con il crocifisso in evidenza. In Italia, se in un liceo arriva un individuo eccezionalmente dotato in scienza e matematica, ma negato in disegno e latino, è costretto a cambiare scuola invece di essere valorizzato nelle sue materie preferite, professori e programmi vogliono così. Cioè alla colpa dei professori, evidenziata da Gelmini e Israel, si somma quella del legislatore, succube della chiesa.
Qualche studente, grazie ai pochi docenti originali ed al suo estro riesce ad interiorizzare dei contenuti culturali importanti che però non lo aiuteranno nella scalata sociale, ma gli forniranno il metodo per comprendere il mondo e per togliersi delle curiosità; praticamente, società e mondo del lavoro ci rimettono. A scuola nessuno impara veramente un mestiere.
Tanti professori e scienziati sono dogmatici, alla moda ed hanno certezze, sono opportunisti desiderosi di carriera, però sono affidabili per il sistema, perciò sono valorizzati dalla scuola e dallo stato controllato dalla chiesa; i veri scienziati non sono quelli che hanno cultura scolastica, ma quelli le cui scoperte sono il risultato d’intuizioni, di cambiamenti di paradigma, d’anticonformismo contro i dogmi della scienza e della cultura ufficiale; quelli che hanno un modo di pensare libero, sono creativi e sognatori, quelli che sono guidati da idee nuove.
Oggi nessun uomo del genere potrebbe imporsi all’attenzione del sistema, come accadeva al tempo di Giotto o di Leonardo da Vinci; tuttavia pare ci sia un’inflazione di scienziati e ricercatori, e si chiedono sempre più ricercatori che producono poco, certi pseudo-scienziati non fanno altro che spigolare su scoperte altrui; dopo essersi a lungo arrovellati con studi defaticanti che spesso non capiscono veramente, pontificano su tutto e, grazie alla politica, diventano accademici e consulenti.
Gli studenti, se vogliono essere promossi, devono stare all’insegnamento dei professori, alle loro interpretazioni ed alle loro valutazioni scientifiche; per avere il massimo dei voti si devono far plagiare, non devono essere troppo critici. In realtà, a scuola bisognerebbe studiare poche materie, avere classi poco numerose, puntare su alcuni argomenti centrali delle singole materie; gli approfondimenti e la ricerca andrebbero fatti assieme, tra studenti e professori; il professore dovrebbe più insegnare che giudicare, invece preferisce giudicare perché, in questa società, chi è chiamato a giudicare, ha potere; avviene in famiglia, in tribunale, a scuola e nel posto di lavoro.
Nella pubblica amministrazione i lavoratori sono giudicati dai capi, ma il mestiere lo imparano da se grazie ai colleghi, qualche insegnante ha cercato di introdurre il metodo anche a scuola, dove si dovrebbe imparare dai compagni e non dagli insegnanti. Gli esperti di corte ironizzano sugli studiosi improvvisati e intimidiscono i ricercatori indipendenti, ironizzano sulla loro scarsa preparazione scientifica, priva di riconoscimenti e pubblicazioni scientifiche; chiedono una laurea scientifica specifica, invitano gli autodidatti a tacere e studiare prima di parlare.
Per questi professori, bisogna imparare a memoria le formulette e le equazioni, altrimenti non si può asserire nulla d’importante; accade ciò puntualmente quanto certi accademici rivelano poca libertà di pensiero o coraggio quando s’inoltrano in territori di frontiera. Certi studiosi, scienziati, professori e accademici mescolano fisica quantistica e Dio, affermano d’essere razionali, ma credono alla presenza reale di Cristo nell’ostia; il loro opportunismo rivela solo arrivismo compiacente.
Queste persone si accaniscono contro chi pubblica articoli senza competenze riconosciute, vorrebbero che scrivere saggi fosse riservato solo a chi è iscritto ad un ennesimo albo, poi però pontificano sul liberismo. Attaccano quelli che attingono ai loro saggi, invece di avere a cuore che si diffondano le loro parole; però anche questi professori sono degli spigolatori, il risultato del loro tanto lavorio è la creazione di opere indigeste, cioè che non attraggono i lettori.
Quante volte abbiamo rimpianto i soldi spesi per un saggio, eppure l’autore era noto e reclamizzato! Per opportunismo, queste anime belle non osano sfiorare il sistema, con le sue colossali menzogne; non vogliono demistificare, ma accreditano la versione dei fatti dello stato, del padrone, della chiesa o di un partito; strizzano l’occhio ai padroni dei nostri destini e cercano di tenere i piedi in due staffe, servono contemporaneamente Dio e Mammona, scrivono prolissi e noiosi pamphlets.
Questi studiosi affermano che conoscono bene la lingua, perciò riprendono gli errori di scrittura degli altri, però la lingua serve a comunicare il pensiero, perciò ciò che conta sono le idee ed i contenuti; ad ogni modo, gli italiani si esprimono meglio oggi che all’unità d’Italia, quelli che allora parlavano in dialetto, se conoscevano la scrittura e non erano tanti, non potevano scrivere in italiano, al massimo lo comprendevano; oggi il dialetto è molto ridimensionato e l’istruzione è più diffusa, però i professori affermano che l’italiano era conosciuto dagli studenti meglio nel 1945 che oggi, ciò è molto strano perché allora erano tanti i figli di contadini ed in famiglia si parlava il dialetto.
Nei paesi anglosassoni s’impara a scrivere più tardi che in Italia, naturalmente è colpa della lingua e non della scuola, però colà si coltivano meglio le scienze, cioè la conoscenza e le idee; invece in Italia la lingua, soprattutto quella scritta, serve per esorcizzare le idee, per fare retorica con la bella forma senza contenuti, si parla e si scrive per non comunicare il pensiero più recondito; non è così che si aiuta il libero pensiero, la circolazione delle idee e la curiosità, ma s’incrementa la falsità, l’ipocrisia e la doppiezza.
Chi occupa tanto tempo a denigrare il pensiero delle persone fuori moda culturale o al di fuori dei circoli accademici riconosciuti, afferma che non sa come trovare il tempo per le sue ricerche. Tanti affermano di avere una verità condivisa con un partito, però sul piano pratico non offrono mai un contributo personale concreto; questi signori sanno che è facile discettare sullo scibile umano, nelle vesti paludate dello scienziato o dell’accademico, è facile sparare nel mucchio degli studenti, però è meglio non inimicarsi i potenti.
Gli accademici sono deboli con i forti e forti con i deboli, non dimenticano di appoggiare le religioni istituzionali, cioè gli ipnotizzatori e gli incantatori di. serpenti. Le religioni sono potentissimi mezzi di controllo e di manipolazione mentale; per rispetti verso chi conta, questi scienziati non vogliono che si aprano gli occhi dei sudditi, questi accademici, dopo essere stati imboccati dalla cultura dominante, sono intenti ad esaltare se stessi, perciò non possono essere né distratti, né interrotti, né contraddetti.
Non vogliono niente che scuota il loro pensare comune, sono codardi rivestiti di saggezza; a causa loro, dei programmi scolastici e delle direttive ministeriali, la scuola è divenuta espressione del perverso apparato di potere e serve solo a fornire i mattoni per il muro del sistema, eretto per nascondere le verità, per tenere fuori la verità, per delimitare un campo di prigionia dove; con la retorica, si mira ad illudere il popolo d’essere libero. La scuola e l’università producono persone istruite affinché siano integrate nel sistema e lo rafforzino; si sbarazzano di personaggi originali ma scomodi, perché il sistema sia legittimato e coperto nelle sue bieche strategie.
La sx lamenta sempre che si spende poco per la ricerca e quel poco che si spende si spende male, è meglio che ricercatori italiani rimangano all’estero, almeno producono qualche cosa. Il ministro istruzione Gelmini ha scoperto che i soldi per la ricerca sono sprecati dalle università, che i professori pagati per la ricerca poi non la fanno e s’intascano soldi; c’era da aspettarselo, queste cose si possono fare solo con la protezione della politica e di chi conta, lo stato è un grande inganno.

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NUOVO ORDINE MONDIALE

Le operazioni chimico-biologiche del scie chimiche sono uno degli strumenti del piano occulto di dominio globale; infatti, esiste ed è attivo un gruppo finanziario d’estrema potenza economica che programma gli eventi a livello mondiale. Questo gruppo finanziario internazionale, in nome del Nuovo Ordine Mondiale, controlla e ricatta i governi nazionali.
Il ministro Brunetta ha accennato a questo fatto, con il risentimento della sx, che sostiene le banche, che in Italia sono per lo più controllate dalla chiesa, però recentemente anche il Presidente
Napolitano, in un discorso pubblico e dinanzi alle telecamere, ha citato il Nuovo Ordine
Mondiale (visibile su Youtube digitando Napolitano + Nuovo ordine mondiale); forse il presidente voleva mandare un segnale tranquillizzante a chi comanda, dietro le quinte, il teatro politico mondiale; anche la Banca d’Italia, con Mario Draghi, sta a questo gioco.
La globalizzazione economica, preludio di quella politica, è il primo degli strumenti per imporre una progressiva esautorazione dei governi nazionali, a favore di entità soprannazionali; l’Unione Europea è il primo passo, queste unioni sono prive dei requisiti di democraticità e calpestano la sovranità dei popoli. Il trattato di Lisbona n’è la prova, infatti, prevede che le competenze principali degli stati-nazione siano affidate alla commissione europea, non eletta dal popolo, la quale potrà, a sua volta, delegarle ad entità superiori e, perfino, a società private.
In caso di disordini, il trattato prevede praticamente la pena di morte, anche se per mano della polizia, e la legge marziale, ne nasce cioè una nuova santa alleanza, un stato autoritario, la repressione del dissenso e lo stato di polizia. È un altro passo verso la costituzione del Governo Unico Mondiale, progettato dai grandi finanziari internazionali, di cui si conoscono nomi e cognomi e che fanno parte delle peggiori logge massoniche occulte.
Durante l’ultima campagna elettorale, Giulio Tremonti ha citato più volte, di fronte alle telecamere, i responsabili della globalizzazione selvaggia a tappe forzate, senza regole, definendoli “un gruppo di pazzi che si definiscono Illuminati” (vedi i filmati su Youtube digitando “Tremonti+illuminati”).
Gli illuminati ordiscono congiure, il loro obiettivo finale è stato sempre la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.
Il massone americano Albert Pike (1809-1891) progettava cospirazioni, anche Mazzini era un massone cospiratore, in collegamento con i servizi inglesi ed ancora oggi la City di Londra dirige un progetto di dominio mondiale, la massoneria moderna ha la sede in Gran Bretagna. Il 15.8.1871 Pike, per arrivare al Nuovo Ordine Mondiale, con una lettera, annunciò prima, seconda e terza guerra mondiale.
La prima guerra mondiale doveva servire ad abbattere gli zar in Russia ed a trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo, vagheggiato nel 1848 da Marx; il confronto tra pangermanesimo e panslavismo doveva servire a fomentare la guerra, il comunismo doveva servire ed indebolire le religioni; allora i massoni erano nemici della chiesa cattolica e anticlericali, oggi sono alleati e Roma, la città del papa, si è riconciliata con Londra, per gabbare assieme il popolo.
La seconda guerra mondiale, secondo Pike, si sarebbe nutrita d’antisemitismo e, caduto il nazismo, avrebbe favorito la nascita di Israele. La terza guerra mondiale sarebbe nata sfruttando la contesa tra sionismo e islamismo, fino ad arrivare al Nuovo Ordine Mondiale. Il sogno degli Illuminati è destabilizzare gli stati-nazione e sostituirli con un governo globale autoritario; questo traguardo sarà preceduto da disordini per cui sarà il popolo stesso, per fermare gli orrori, a rinunciare ad ogni forma di democrazia e di libertà.
Secondo il prof. Giacinto Auriti, il sistema monetario moderno è stato creato dalla Banca d’Inghilterra nel 1649 e poi si è diffuso in tutto il mondo, è responsabile di aver espropriato
illegittimamente i popoli del diritto naturale a stampare denaro, attribuendolo ad istituzioni private con a capo i soliti Illuminati; fornendo così loro le risorse finanziarie per attuare i loro piani.
Lord Palmerston (1784-1865), dal 1855 primo ministro inglese sotto la regina Vittoria (1837-1901), a capo della frammassoneria di rito scozzese fu l’artefice di tante cospirazioni, suo cancelliere era Gladstone che era anticlericale, avverso al papa e a favore dell’unità italiana; Palmerston intervenne nella guerra civile americana a favore dei confederati e nel risorgimento italiano, non con l’incoraggiamento ma con il denaro; allora Giovanni Mazzini era il capo della frammassoneria italiana ed agente di Londra asseme a Garibaldi. Del resto, anche il papa ha finanziato le rivolte antinglesi in Irlanda, come poi avrebbero fatto anche nazisti e comunisti.
Durante la guerra civile americana, i frammassoni erano in entrambi gli schieramenti, il presidente dei confederati era il framassone Jefferson Davis. Anche se il governo di Londra sosteneva militarmente i confederati, poiché la guerra è sempre un buon affare economico, anche Abramo Lincoln al nord era vicino ai banchieri massonici di Londra, ai quali promise la creazione di una banca centrale privata americana, ad imitazione della Banca centrale di Londra.
Così i frammassoni crearono in America una banca federale privata che emetteva banconote, in cambio di un certo tasso d’interesse; a favorirne l’innovazione fu anche il ministro del tesoro Salomon Chase; i frammassoni, per onorarne il nome, diedero il suo nome ad una banca, la Chase Manhattan Bank, controllata da David Rockefeller, pure ubbidiente a Londra.
Vinta la guerra, Lincoln fece un voltafaccia e capì che la stampa di banconote da parte di una banca centrale privata era una truffa, perciò fece stampare denaro direttamente dal governo, in modo da non essere costretto a pagare gli interessi alla banca centrale; nel 1865, per questo suo tradimento nei confronti dei frammassoni di Londra, fu assassinato. Era coinvolto nella congiura anche il generale confederato Albert Pike, gran maestro della loggia di rito scozzese dell’Arkansas, anche Pike come Mazzini, era agente inglese.
La Carboneria era una società segreta creata da Filippo Buonarrotti (m.1837), amico di Robespierre, per alimentare complotti ed insurrezioni, ed operava in Italia, Francia e Spagna. Mazzini sconfisse le tendenze napoleoniche all’interno della Carboneria, a vantaggio dei servizi segreti inglesi, per lui la Carboneria doveva costituire una società segreta all’interno della massoneria, per attività cospirative nell’interesse britannico, favorendo l’unità italiana, ostacolando l’espansionismo austro-francese in Europa e destabilizzando l’impero austriaco nei Balcani.
Nel 1870 Mazzini a Londra, seguendo le disposizioni dei servizi segreti inglesi SIS, riorganizzò la massoneria internazionale e, d’accordo con Albert Pike, agente segreto britannico, diede vita al Rito Supremo, una banca segreta all’interno del rito scozzese; questa banca si serviva dei suoi mezzi, cioè del denaro stampato dai frammassoni, per i complotti. Nel SIS Mazzini era un alto funzionario di collegamento tra gli interessi inglesi e quelli della nobiltà nera italiana, dedita alla finanza, con basi in Svizzera ma originaria dell’Italia centro-settentrionale, soprattutto genovese e veneziana, ma anche fiorentina, milanese e romana, cioè i guelfi neri del papa.
Negli anni in cui Mazzini era a Londra anche Marx era in quella città, come gli inglesi, era fiero nemico degli zar e ricevette aiuti dagli inglesi; oggi pare che anche Hamas abbia sede a Londra e il governo inglese è molto disponibile con l’Islam, pare che a Londra abbia la sede anche la Jihad egiziana, con le proteste del governo egiziano.
Nel 1864 la capitale era stata trasferita a Firenze e cominciarono le invasioni del Lazio da parte dei volontari garibaldini, il massone Adriano Lemmi aveva raccolto, a tale proposito, soldi a Londra che era sempre avversa al papa. Nel 1972 Adriano Lemmi prese il posto di Mazzini come gran maestro massonico, anche lui aveva dietro i servizi segreti britannici, dietro Lemmi c’era anche Francesco Crispi, seguace di Mazzini; Crispi fu massone di 33° grado e divenne primo ministro italiano dal 1887 al 1896.
Nel 1855, durante un viaggio a Malta, Crispi si era iscritto nella loggia massonica Zetland, a giurisdizione inglese, a Londra conobbe Mazzini, ne divenne amico e si legò anche a Lord Palmerston, gran maestro del rito scozzese antico e accettato; in pratica divenne agente inglese come Mazzini. L’ebreo d’origine veneziana Disraeli, rappresentante della nobiltà nera italiana dedita alla finanza, convertito al protestantesimo, fu nel 1859 cancelliere inglese e dal 1875 al 1880 primo ministro; seguendo l’ispirazione di Pike, fece una politica contraria agli zar che poi sfociò nella prima guerra mondiale

LA FIDUCIA NELLA CATTEDRA

Papa Pio IX (1846-1878) emanò un dogma che affermava l’infallibilità del papa, in materia di fede e di morale, quando parlava ex cattedra; allora vari vescovi, non solo protestanti, ma anche cattolici, protestarono contro questa pretesa, c’è da dire però che tanti dittatori, come Mussolini, hanno sostenuto la loro infallibilità. La domanda che viene da porsi non è tanto sull’infallibilità, sempre contestata, perché tutti gli uomini sono fallaci e seguono solo tornaconto e passioni personali, ma sulla voce ex-cattedra; risulta che il potere, soprattutto quello assoluto, rappresentato dal trono, dall’altare o dalla cattedra, ha cercato sempre di tutelarsi con un alone d’infallibilità.
La cattedra è il luogo in cui si hanno i titoli per sentenziare, mentre il popolo e costretto ad ascoltare la sua sorte ed i paternali; inoltre, il potere che si asside in cattedra ricorda ai colti ed agli autodidatti che non hanno i titoli per parlare e per avere credito; secondo il popolo e secondo Pio IX, in cattedra si acquista credito e si diventa degni di fede, cioè di fiducia. Accade perciò che se uno è laureato ed autodidatta in una materia, ma non accademico, se si addentra in questioni che non insegna, finisce con urtare gli accademici. Non si vuole che una persona istruita sollevi una questione interessante, con un punto di vista originale, preti e accademici lo redarguiscono, prima gli chiedono da chi a preso quell’idea, perché un’ignorante come lui non può esserne l’autore, se non fornisce la fonte, con fastidio, lo invitano a tacere.
Il cattedratico dice chiaro: “Il professore sono io” perciò solo io posso pontificare, è proprio questa pretesa che denuncia la sua intrinseca debolezza, a livello cognitivo; bisogna dire che le leggi italiane sulle corporazioni riservano certe facoltà solo agli iscritti ad ordini professionali, il che è ragione sufficiente per abolire questi ordini. La conseguenza di tutto questo che è sufficiente avere una cattedra, una targa professionale ed un titolo riconosciuto, per poter parlare saccentemente su problemi che riguardano la vita di tutti.
Il corollario di questo sistema è che diminuiscono le persone intelligenti e critiche ed aumentano quelle omologate che seguirono i protocolli, i dogmi e gli andazzi precedenti; si mira ai titoli di studio, non per la conoscenza recondita delle cose, ma per il titolo in se, che dà naturalmente credito; per raggiungere questo risultato, ci si fa plagiare dai professori, per poter diventare professori a nostra volta, in una catena infernale e inibente la vera conoscenza. Eppure, i medici buoni sono quelli che sanno osservare, sanno dialogare con i pazienti e sanno ascoltare e non quelli che seguono solo i protocolli.
In cattedra s’insegna e dalla cattedra si riceve autorità, però sarebbe opportuno che i docenti dicessero, ma non lo fanno mai, che sulla materia da loro insegnata, oltre a quello che loro sanno e insegnano, si potrebbero aggiungere tante altre cose che anche loro ignorano; sarebbe una prova di modestia e il giusto riconoscimento di una loro ignoranza relativa in materia. Così facendo darebbero spazio ad osservazioni critiche ed agli apporti originali da parte dell’auditorio, il quale sarebbe più coinvolto nella scuola.
A volte la scuola afferma di voler valorizzare la ricerca e lo spirito critico, ma ciò è raramente vero, la scuola è una macchina che tende a livellare ed omogeneizzare, perciò reprime, ammonisce e tenta di plagiare o condizionare i creativi, per normalizzarli. Superata la scuola dell’obbligo, il metodo scolastico dovrebbe fondarsi sulla ricerca in comune tra docenti e studenti, e non nel plagio o nel condizionamento degli studenti; invece la lezione in cattedra è solo apostolato e indottrinamento, è per questo che la chiesa ha sempre mirato al controllo della scuola, soprattutto quella dell’obbligo; sotto questo aspetto, anche i libri di testo possono essere dannosi, perché sono presentati come delle bibbie.
Dopo la scuola dell’obbligo, ognuno dovrebbe cercare di farsi culturalmente da se, perché nella scuola non c’è vera cultura, inoltre, a volte pare che docenti preferiscano giudicare invece che insegnare a ragionare ed a ricercare; in effetti, in questa società, più che ad insegnare, il potere mira a giudicare, il ruolo di giudice ce l’anno i datori di lavoro, i magistrati, gli insegnanti ed i genitori; eppure sappiamo che i giudizi sono spesso fallaci e quelli dei giudici sono riformati da altri giudici, il che dovrebbe far riflettere.
Io sono laureato e mi sarebbe piaciuto insegnare storia o economia, tuttavia, per paura di sbagliare, mi sarebbe dispiaciuto giudicare e avrei chiesto aiuto agli studenti, se i sudditi possono giudicare i governi, anche gli studenti possono giudicare professori ed altri studenti; è accaduto che troppo spesso persone straordinarie e innovative sono state sanzionate in una materia scolastica, ma poi nella vita hanno creato nuove teorie, nuovi teoremi e nuove correnti di pensiero, proprio nelle materie in cui la scuola li aveva bollati.
La nostra è una società clientelare ed una repubblica dei favori e delle corsie preferenziali, i furbi ed i privilegiati hanno corsie preferenziali a loro riservate, spesso gli stessi professori si acconciano a stendere tappeti ai piedi di questi studenti, che sono peggiori di altri ma destinati a fare splendida carriera, perciò il giudizio della scuola non può essere da meno. Con questo modo di procedere, si perdono competenze, comunque, e meglio che i ricercatori italiani rimangano all’estero, almeno producono qualche cosa.
L’ idea di abolire il titolo di studio non è sbagliata, perché anche il titolo di studio universitario fa cattedra ed aiuta a pontificare, tanti sono stati rimproverati per aver scritto di cose anche se privi di laurea; nessuno si deve pavoneggiare con titoli onorifico o legali, per dimostrare tesi che non sono sue e spesso sono sbagliate, però, a causa dell’indottrinamento, non se n’accorgono. Chi crede alla cattedra, è dogmatico e vuole certezze, non vuole fare ricerche e vuole formule preconfezionate, ciò va bene per i bambini, che sono fiduciosi verso chi li sovrasta, ma non per gli adulti.
Purtroppo oggi anche gli editori non sono più capaci di fare un esame autonomo e critico dei testi proposti, in base al loro contenuto; giudicano solo in base alla notorietà dell’autore, dal suo indirizzo ideologico e tengono conto del fatto che l’opera è stata già pubblicata all’estero; per questo oggi l’editoria italiana è ancora molto tributaria verso l’estero, come se gli italiani non fossero più capaci di produrre idee. Così l’editore non dimostra competenza e rifiuta il rischio; non ci si dimostra competenza nell’accogliere un cantante lirico reclamato da tutti, con questo metro, Giotto non sarebbe mai diventato un pittore; purtroppo, la nostra società è diventata un circolo chiuso ed una società autoreferenziale.
La cattedra è un simbolo che rappresenta l’autorità, per la chiesa imporre questo simbolo ha significato lottare contro le menti critiche ed aperte; è noto che dal potere della chiesa, dalla sua censura e dai suoi roghi, ne scaturì un potere accademico prostituito ai potenti. Fortunatamente, oggi la rete reagisce alla cultura preconfezionata della scuola, sia essa pubblica che privata, dell’informazione e degli storici di corte; reagisce contro la cultura di massa commissionata da chiesa, partiti e stato e si muove contro censure ed autocensure; se la rete è libera, è in grado di infrangere i pregiudizi ed i tabù, è in grado di stimolare la ricerca della verità e di mettere alle corde conformisti, arrivisti e falsi moralisti.
Il mondo e soprattutto la politica è un teatro che costringe i sudditi a guardare dal basso i teatranti in cattedra, sul trono o sull’altare; ti costringe a guardare dal basso chi è a te gerarchicamente superiore e dall’alto chi ti è inferiore. Chi non è capace di questo esercizio oculare, non s’immedesima nel suo ruolo di attore e perciò non sa fare l’attore.

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NOTE SUL DIRITTO E LA GIUSTIZIA

Lo stato di diritto è quello i cui esiste un principio di legalità diffusa, con una giustizia equa, celere ed economica, che riconosca l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, con un’amministrazione non vessatoria ed efficiente ed una partecipazione reali dei cittadini ala vita politica; in realtà, lo stato abusa spesso del suo ruolo, riducendo la libertà dei singoli, discriminando, facendo favori e stabilendo che ciò che non è concesso ai singoli è concesso allo stato.
La legge e le pene sono incerte, le leggi sono contraddittorie, le sentenze, con i loro gradi, arrivano in ritardo, vanificando qualsiasi giustizia, la carcerazione preventiva è troppo lunga. L’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è il primo principio rivoluzionario, mentre la giustizia è il primo compito dello stato derivante dal patto sociale. Malgrado ciò, lo stato imparò subito a fare favori, cioè fare discriminazioni con le leggi, inoltre, il potere ha sempre considerato la giustizia un lusso per i sudditi.
La classe dirigente era “legibus soluta”, cioè aveva immunità giudiziarie, in Italia, la cassazione ha cancellato sentenze scomode per lo stato, la corte costituzionale non ha eliminato le leggi anticostituzionali, il presidente della repubblica ne ha promulgate altre; la magistratura a volte ha fatto finta di non vedere su fatti gravi e delittuosi, previsti come tali dalla legge, ha archiviato e assolto quando non doveva.
L’esistenza di reati d’opinione, dei finanziamenti alla stampa e della legge sulla stampa, dimostra che in Italia non è facile esercitare la libertà di pensiero, la quale si esercita praticamente nell’informazione; l’articolo 3 della costituzione è regolarmente baipassato, in materia fiscale, si sono fatte leggi elusive per gli amici, i trattamenti pensionistici sono diversi nelle varie categorie e il diritto del lavoro viola spesso il principio d’eguaglianza, cioè è anticostituzionale.
I dipendenti pubblici, da un’amministrazione all’altra, a parità di qualifica e anzianità, hanno stipendi diversi, l’esercizio dei diritti politici è reso difficile dalle leggi elettorali e dal fatto che i partiti impongono i loro candidati; il cittadino è schiacciato dalla pubblica amministrazione, alla quale deve chiedere licenze, autorizzazioni e concessioni, perché tutto è vietato, salvo quello che è permesso, però il permesso, e non è un caso, si ottiene pagando.
Il sistema fiscale è espropriativo; con autotassazione e sostituto d’imposta, lo stato è veloce nel riscuotere e lento nel pagare, di questo fatto non è colpevole solo la burocrazia, ma anche di chi criminalmente fa le leggi e di chi, dietro le quinte, dirige le sorti dello stato; il popolo non governa mai realmente, nemmeno per interposta persona. Lo stato non è una democrazia trasparente, l’omertà statale si chiama segreto di stato, segreto militare e segreto della pubblica amministrazione.
I gusci vuoti della repubblica, della democrazia e del socialismo tradiscono la realtà perenne dell’oligarchia, in Italia rappresentata dalla chiesa; l’Italia è ancora uno stato confessionale ed è un protettorato Vaticano, che condiziona la vita pubblica italiana; se l’Italia è un paese democratico, anche per governi turchi la Turchia è un paese democratico.
Lo stato è la più grande sanguisuga mai inventata, è l’impresa economica di miglior successo; se un imprenditore opera con i suoi soldi e lavora dodici ore il giorno, alla fine dell’esercizio la sua impresa pagherà imposta sul reddito, i suoi dipendenti imposta sul reddito e i suoi clienti, l’Iva; lo stato, sommando queste imposte, dalla sua attività avrà guadagnato molto più di lui; servizi pubblici, deficit di bilancio dello stato e debiti dello stato sono un alibi per giustificare un’esazione così sfrontata. Forse l’evasione è nata anche come reazione a questi fatti.
Poiché lo stato non è giusto ed efficiente, non riesce a garantire la convivenza civile, come aveva promesso con il patto sociale; le diverse fortune economiche, certificate o favorite dallo stato, generano gelosie e divisioni, il lavoro subordinato ha conservato alcune caratteristiche della schiavitù, infatti, i salariati non sono autonomi, non sono liberi e non si autodeterminano.
Per garantire il lavoro agli avvocati, i processi sono lunghi, mentre i gradi di giudizio dovrebbero essere due, con sentenza esecutiva già in primo grado; nei processi penali si dovrebbe poter appellare solo l’avvocato difensore e non il pubblico ministero, la sentenza d’appello dovrebbe essere anche peggiorativa; invece oggi la giustizia pare conforme all’interesse degli avvocati, ben rappresentati in Parlamento.
Chi gode del gratuito patrocino, ha maggior ragione per appellarsi, perciò, con l’appello, questo diritto andrebbe sospeso; i dipendenti pubblici si appellano perché hanno diritto allo stipendio fino all’ultimo grado d’appello, se lo stipendio fosse sospeso dopo la prima sentenza, forse non si appellerebbero. La democrazia non si valuta in base ai gradi d’appello, i quali servono solo a ritardare il corso della giustizia.
Anche i fiscalisti sono favoriti dalle leggi dello stato, la macchinosità delle leggi fiscali ne garantisce il lavoro, è per questa ragione che tante norme non si possono semplificare; dopo il patto, statuto o costituzione, fatto con lo stato, la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, invece oggi è pagata ma non esiste; per lo stato, una giustizia giusta e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge sono un lusso per i cittadini, non vuole che rispondano dei loro atti i detentori del potere effettivo ed i loro politici e dirigenti tirapiedi.
Se i giudici non archiviano, se gli inquisiti eccellenti non sono assolti, ci sono sempre la corte d’appello e la corte di cassazione che possono cancellare le sentenze scomode, poi ci sono le grazie, gli indulti e le amnistie; perciò non esiste una giustizia operante in concreto. Agli uomini è stato inculcato il rispetto della legge, era così per ebrei, romani e oggi per l’Islam, però il diritto positivo è spesso iniquo, arbitrario e convenzionale, cioè irrazionale; nasce all’interno di una maggioranza e dal potere di legislazione illimitata da parte dello stato, mentre il diritto naturale e consuetudinario era un diritto circoscritto, limitato e legato al costume delle genti, cioè sentito dal popolo.
Se le norme sono di difficile interpretazione, favoriscono la litigiosità ed il lavoro degli avvocati; non tutto quello che è scritto nella norma è giusto, perché il diritto si trasforma con il tempo, i costumi ed i luoghi, oltre che con gli equilibri polittici, perciò deve essere continuamente riformato; quasi mai le leggi sono logiche, altrimenti sarebbero uguali in tutte le epoche ed in tutti i paesi, le leggi servono anche a tutelare precisi interessi.
Le leggi positive di diritto comune sono caduche come tutte le cose umane, furono definite sacre dagli ebrei, per facilitarne il rispetto e per tornaconto dello stato; comunque, in Italia oggi, malgrado quello che se ne dice da parte dei politici, manca civiltà giuridica e il paese non è un paese di diritto.

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LA LIBERTA’ DI PENSIERO

In politica hanno successo non le ideologie ma i compromessi e chi si rende accetto alla parte avversa, il che può essere un tradimento verso i militanti; però è importante carpire il punto di vista degli avversari ed i settari difficilmente ci riescono, inoltre l’uomo ha diritto a cambiare idea, se non lo fa dopo essersi venduto al vecchio avversario. Chi rifiuta un’opinione libera è un militante, uno schiavo per libera scelta che non accetta la libertà di pensiero.
Analizziamo delle questioni dolenti care agli intellettuali, sulla pena di morte penso che si possa dire che il detenuto giustiziato costa meno, non può più fuggire, la pena di morte è stata vista come un deterrente e nelle società nomadi (lo sono state tutte le società umane) non esistono carceri come pena sostitutiva; d’altra parte, con il lavoro forzato dei condannati, lo stato fa profitto, sembra la carità pelosa di stati contrari alla pena di morte.
Il razzismo o antipatia verso i diversi sembra un pregiudizio e un condizionamento culturale, però può avere anche delle motivazioni perché non tutti i popoli sono ugualmente evoluti; infatti, esistono popoli che praticano schiavitù, pirateria, cannibalismo, mafia, hanno rivalità economiche, territoriali, politiche, culturali, religiose; tutti fatti che sfociano nell’avversione razziale, perciò pare che quasi tutti abbiano pregiudizi razziali, l’importante è non assumano comportamenti lesivi verso gli altri.
Si dice che le punizioni corporali sono sbagliate, però è proprio quello che fanno gli animali con i cuccioli, la religione cristiana non ha seguito solo la via del perdono, ma anche quella della vendetta e l’uomo è schizofrenico anche in queste cose; le rivoluzioni hanno ampiamente applicato tortura, detenzione e pena di morte. Il problema della pena di morte si è ripresentato periodicamente con i prigionieri di guerra, quando non si possono portare dietro o vendere come schiavi; mancando le carceri, non si possono rinchiudere, è lo stesso problema dei nomadi verso i condannati.
Tutte le ideologie rivoluzionarie di liberazione sono state contro la pena di morte, la violenza, la tortura e il carcere, poi, nella pratica di governo, hanno fatto scelte opposte; infatti, non è facile recuperare tutti quelli che delinquono e che mettono in pericolo il gruppo, con le loro tare; la preoccupazione maggiore deve nascere per gli innocenti e per i prigionieri politici che finiscono ingiustamente sotto i colpi dello stato.
Sulla prostituzione andrebbe anche detto che alcune donne la esercitano liberamente per guadagnare di più e perciò si considerano più emancipate; d’altra parte, tra gli uomini c’è chi vende le mani, chi la testa e chi il sesso. Quando si afferma che tutte le prostitute sono state costrette a quel mestiere, si afferma che le donne sono donne oggetto, il che è la peggiore offesa per le donne.
Con il plagio si può trasformare un individuo debole mentalmente in kamikaze o eroe di guerra, il lavaggio del cervello è stato praticato dai regimi autoritari e dalle religioni, con l’asservimento di un soggetto nella sfera di altri, poi le pratiche commerciali ne hanno mutuato i meccanismi persuasivi e suggestivi, limitando il libero arbitrio e disumanizzando le persone.
Sono stati plagiati eroi di guerra, consumatori e seguaci di religioni; per i persuasori occulti, una bugia ripetuta diventa una verità; il plagio conta sulla credulità popolare, coltivata normalmente da politica, religione e commercio; purtroppo, il plagio è difficile da provare, a plagiare non sono solo i maghi di turno, il plagio è l’imprinting collettivo che funziona sia sui bambini che sugli adulti.
I partiti sono sette, nate per la difesa d’interessi di clan e per la presa del potere, possono essere segreti e armati e sono più antichi del parlamento; sono partiti tutte le associazioni, le religioni, i sindacati e le società segrete, anche le femministe sono un partito.
La legge afferma che la patria potestà sui figli l’hanno padre e madre, però oggi in occidente, diversamente che nell’Islam, in famiglia pare che l’abbia più la madre che il padre; inoltre, anche lo stato esercita questa potestà sui figli, perché li chiama al servizio militare, attribuisce loro un codice fiscale che li fa contribuenti ad esclusivo vantaggio dello stato; inoltre, per esercitare certe libertà, i figli hanno bisogno del permesso dello stato come di quello dei genitori. Insomma, i figli non appartengono solo ai genitori, ma anche allo stato.
L’omosessualità non è normalità, perché la norma rappresenta il valore statistico più elevato, è forse un modo escogitato dalla natura per controllare le nascite; è giusto che gli omosessuali vengano tutelati, però non tutti sono discriminati. Nella chiesa gli omosessuali sono bollati ma possono essere anche favoriti nella carriera, nella chiesa storicamente esistono anche adulterio, incesto, pedofilia e pederastia, gli adulteri sono la categoria più numerosa; da questi fatti ne è derivata, a causa di un senso di colpa, l’avversione della gerarchia verso tutti gli aspetti della vita legati al sesso.
L’istruzione pubblica mira all’acculturamento dell’individuo ed ad omologarlo, soprattutto in materie come storia, filosofia, economia, diritto, lingua nazionale e religione; è un investimento per lo stato, calpesta la creatività e l’originalità individuale, rende simili scuola privata, in mano alla chiesa, e la scuola dello stato. La chiesa ha condannato libertà di coscienza, di stampa e di pensiero ma ha esaltato l’obbedienza, perciò voleva il controllo della scuola, ha simpatizzato anche per la vita militare.
Anche per Lutero, le scuole statali erano indispensabili per lottare contro il diavolo, cioè cattolici, ebrei e protestanti di altra corrente, l’istruzione scolastica obbligatoria è servita per combattere il dissenso religioso o politico e per inculcare nel suddito indisciplinato l’obbedienza allo stato; ha contribuito a far scomparire le minoranze linguistiche e culturali a favore del gruppo dominante. La scuola prepara i fanciulli all’obbedienza, perché i cultori dell’obbedienza cieca non credono alla legge della coscienza, la quale è una legge naturale e non statale o religiosa.
L’indipendenza della stampa è un grosso bluff, sarebbe meglio chiamarla dipendenza segreta e contrattata. De Gaulle denunciò che Italia e Germania avevano finanziato la stampa francese per tenere la Francia fuori dal secondo conflitto mondiale; Nitti ha scritto che l’Italia, per potere occupare la Libia, dovette far arrivare soldi ai giornali francesi; per spingere l’Italia a entrare in guerra a fianco della Francia o della Germania, alla vigilia della prima guerra mondiale arrivarono ai giornali italiani fiumi di denaro.
Il fascismo creò la figura del direttore responsabile, l’orientamento del giornale era determinato dall’editore, perciò ancora oggi giornalisti indipendenti non esistono, ma ne esistono di teleguidati; i problemi della stampa sono gli stessi della televisione e della radio, la stampa fa spesso propaganda e disinformazione, nasconde le notizie o fa parte di una tifoseria politica; i giornalisti d’influenza sono prostitute intellettuali al servizio di potenze straniere o di partiti; gli editori che controllano i giornali sono anche imprenditori, perciò possono ricattare con le notizie e, per conseguenza, ne hanno vantaggiosi contratti da paesi esteri e da partiti che decidono di fiancheggiare. I giornali sono anche condizionati da pubblicità e contributi pubblici, sempre veicolati con l’aiuto dei partiti.
Non è facile ricostruire l’evoluzione della conoscenza umana, a causa della censura, tanti libri sono stati distrutti e non sono arrivati fino a noi, i libri avevano offerto una sintesi della memoria dei popoli; poi però, grazie all’intervento di chiesa e stato, hanno cercato, più che di invitare alla riflessione, di sostituire le convinzioni personali, con le tesi altrui, cioè con la propaganda dello stato, di un partito o della religione.
La scrittura oltre a comunicare serve a dissimulare, inoltre, nemmeno la forma scritta ha un significato univoco, illuminante, sotto quest’aspetto, è la contraddittoria interpretazione delle leggi; si scrive per informare o disinformare, esiste anche un codice di lettura; certe reticenze possono essere anche nate per paura della censura, anche per questo nacquero gli pseudomini.
Tanti giornalisti italiani sono stati spie e agenti non disinteressati dello straniero, evidentemente l’amore patrio è preso poco sul serio; oggi stampa e scuola sono due facce della stessa medaglia, su di loro si allunga la mano della chiesa, tutti i partiti italiani prendono ordini dalla chiesa, mentre il popolo lavora, combatte e paga le tasse, costretto a vendere braccia e testa per sopravvivere.
Sui giornali e in televisione è difficile trovare la verità, l’ordine dei giornalisti difende mafie e interessi corporativi; l’albo dei giornalisti, in contrasto con l’articolo 21 della costituzione, nacque sotto il fascismo per controllare il loro lavoro. L’albo o corporazione dei giornalisti ha rappresentanti in parlamento che ne difendono gli interessi, è garantista verso gli aderenti, mentre sarebbbe meglio la liberalizzazione dell’accesso alla professione.
In Germania, Francia e Inghilterra non esiste un albo del genere, invece in Italia l’esame per l’iscrizione all’albo lo vincono i raccomandati, come avviene negli altri esami e nei concorsi; le commissioni sono fatte di giornalisti e magistrati, questi ultimi non si dissociano. Se lo stato paga magistrati e giornali, non esiste libertà di stampa e della magistratura, infatti, non può essere indipendente chi è nel libro paga dello stato; come ha fatto la chiesa con la scuola, i partiti controllano la stampa per fare propaganda e per formare l’opinione pubblica.

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LA DEMOCRAZIA

Le scelte della politica, cioè della maggioranza, non sono scelte scientifiche, perché la scienza non si pronuncia a maggioranza, le leggi sono commissionate dalle lobby; a livello legislativo, il popolo non conta niente, le maggioranze cambiano e le leggi sono cambiate, perciò e leggi sono solo il risultato di un compromesso; le decisioni prese a maggioranza non sono una caratteristica esclusiva della falsa democrazia, infatti, decidevano a maggioranza anche corsari e briganti. Le decisioni prese a maggioranza non sono infallibili, ma sono prese per scontentare il minor numero di persone possibili.
Oggi gli italiano votano soprattutto per ricevere dei favori, perciò nella nostra democrazia è stato falsato ed è stato stravolto l’uso del voto, si è perso il concetto di benessere comune. Il parlamento è nato per controllare il re, in altre parole la spesa pubblica e le tasse, la costituzione è nata per controllare il re e il parlamento, cioè per controllare la legislazione; però in Italia, soprattutto i controlli, a tutti i livelli, non funzionano, in Italia tutto ciò che è pubblico sembra proprietà dei partiti.
I parlamentari sono stati ricoperti di privilegi perché accettino il sistema senza cambiarlo, così hanno rinunciato a fare un servizio pubblico; oggi esistono i professionisti della politica, tanti hanno capito che la politica è la cuccagna; perciò i politici si ergono a difensori dell’ordine sociale esistente e, sostanzialmente, non vogliono cambiare più niente; d’altra parte, la pubblica amministrazione non corregge i vizi, perché i pubblici funzionari sono assunti grazie ai buoni uffici dei partiti.
L’oligarchia anonima ha interesse a porre suoi uomini nei gangli del potere, questi suoi garanti locali sono i suoi occhi e sue orecchie, non vuole uomini preparati, seri, indipendenti ed onesti, ma piuttosto servi e corruttibili, che si facciano condizionare dai privilegi e dal denaro; questi oscuri personaggi si assumono la responsabilità di scelte che non sono loro, ma dell’oligarchia anonima. Questi uomini nel medioevo si chiamavano capitani di ventura, nell’organizzazione mafiosa si chiamano teste di legno, uomini di paglia e pupazzi, perché privi di veri poteri d’iniziativa. La politica fa scelte per clientelismo, interessi privati e ricerca del voto, gli stessi tecnici non sono indipendenti dai partiti e sono mossi anche da interessi corporativi.
Gli sprechi della capitale sono emulati dalla periferia, così il deficit del bilancio dello stato è dovuto anche al deficit degli enti locali, dei quali non si riesce a controllare la spesa; lo stato moderno è posseduto da un gruppo di parassiti che hanno occupato lo stato che non può più essere riformarlo. Chi è vicino al Palazzo, diventa amico e complice di chi lo abita e non ascolta più le richieste di riforma che arrivano da fuori; chi frequenta classe dirigente ed oligarchia diventa suo cortigiano, tra questi cortigiani sono molti giornalisti. Giornali e televisione servono per ricattare o influenzare la politica, per avere aiuti dallo stato e per sostenere dei potentati; la televisione pubblica non è usata per l’informazione o per elevare il livello culturale della gente, in supporto alla scuola.
Secondo la sinistra che segue i suoi miti, i qualunquisti fanno di tutta l’erba un fascio, essi sono gli avversari dei manichei, perché non distinguono il partito del bene da quello del male; in pratica sono uomini regrediti a prima del peccato originale, mentre i manichei sono guidati da una fede incrollabile e da un’idea fissa, sono militanti organici di una fede, sono i portatori del regno del bene, mentre i loro avversari sono portatori del regno del male.
I militanti sono portatori di un’ideologia e ritengono di dover votare sempre lo stesso partito; come i militari, non possono disertare o evadere, anche se il loro partito cambia politica; per loro, il peccato d’apostasia è grave come quello di qualunquismo, sono degli schiavi per scelta libera. Se i partiti cambiano politica, i loro militanti devono seguirli lo stesso, i militari fanno lo stesso quando cambiano alleanze o nemici; allo stato, alla chiesa ed ai partiti convengono uomini che, grazie anche all’obbedienza ed alla disciplina, si possano manovrare come fossero un solo uomo.
E’ bello parlare senza preconcetti ideologici, cioè senza rete, tutte le ideologie politiche di liberazione sono state tradite, così, da un punto di vista pratico, sono diventate utopie democrazia, repubblica, stato di diritto, liberismo, socialismo, sovranità popolare. Quando i comunisti sollecitano l’intervento dello stato, lo rafforzano e così questo più diventare sempre più intromissivo e invasivo; lo stato è una finanziaria anonima al cubo che sfrutta con le tasse e fa pagare i servizi quattro volte quello che costano.
Furono trasformisti tutti i grossi politici italiani, cioè Giolitti, Crispi, Mussolini, Andreotti; accade che le ideologie, calate nella pratica, tendono ad avvicinarsi, forse perché sono tradite nei loro principi; mentre i militanti sono disposti a farsi scannare per principi astratti, i loro dirigenti di partito sono sempre disposti a vendersi e sanno che quei principi non li applicheranno mai; perciò, le ideologie vanno giudicate nelle realizzazioni pratiche e non in base alle promesse.
Cioè è vero anche per il cristianesimo, che un’ideologia religiosa per fare soldi e per il potere, le religioni bottega, con il loro clero, vivono parassitariamente sulle spalle dei sudditi. Il potere, in dittatura e in democrazia, rimane sostanzialmente esclusivo e non partecipativo, il governo è ancora l’emarginazione politica dei più da parte dei meno, le elezioni sono un inutile e stanco rituale e non cambiano sostanzialmente niente; le leggi si fanno su commissione delle lobbies, in cambio di cesti di denaro per i partiti.
Dalla fine della seconda guerra, in Europa e in Africa, i signori della guerra, della rivoluzione o della resistenza, sono diventati capi di stato, di governo, dell’esercito o ministri, poi, potendo ricattare poteri forti e multinazionali, in cambio di privilegi e regalie, si sono accordati con essi; in Italia il trasformismo è un costume normale della politica. La laicità dello stato italiano è un mito, lo stato italiano è quello che spende di più per la religione, i governi italiani sono controllati dalla chiesa. Dal punto di vista del popolo, ci sono state sempre delle ottime ragioni per fare la rivoluzione, la protesta fiscale o per secedere dallo stato centrale, ciò è vero ancora oggi, però tutte le rivoluzioni sono fallite o degenerate, così il potere, comprando alcuni capipopolo e perseguendo altri, ha riassorbito il dissenso ed il popolo è stato scaricato.
Vecchi dirigenti di sinistra sono stati cooptati dal potere e rivoluzionari politici e sindacalisti sono diventati dirigenti, resi inoffensivi dai privilegi, oggi anche il sindacato è ricchissimo di denari e privilegi. Non bisogna mai dimenticare che gli stati criminali e illiberali sono la maggioranza, che la corruzione è diffusa a livello politico, che notevoli sono i rapporti tra mafia e politica. L’informazione e gli intellettuali di sinistra hanno fatto fatica a riconoscere che i profughi di guerra non sono solo palestinesi, che russi e cinesi trattano i detenuti peggio degli americani, che la Cina e la Russia difendono i loro interessi economici all’estero ed usano la repressione contro i cittadini dissidenti.
Contro tutte i condizionamenti della politica, oggi i lavoratori preferiscono i padroncini allo stato, quando il loro padroni violano la legge non fanno la spia, cioè non li denunciano, entrano in conflitto con loro solo per difendere i loro diritti di lavoro. Esiste un trattato internazionale favore dell’autodeterminazione dei popoli, recepito nel 1956 dalla legislazione italiana, è inattuato come tanti buoni trattati, perciò in Italia è una bestemmia parlare di devolution, mentre bisognerebbe dire che se la chiedono la maggioranza dei votanti di una regione, è una richiesta legittima. Da sempre, dietro il terrorismo ci sono mandanti, che sono stati o multinazionali, il terrorismo è uno dei modi di fare politica, soprattutto quando non ci si vuole impegnare in una guerra.
Lo stato e la religione si nutrono di divieti, i tabù sono sempre serviti a condizionare gli uomini, i divieti calpestano la libertà, in Italia è tutto vietato, salvo ciò che è permesso. In barba a regolamenti o divieti, si possono ottenere favori, che sono come i miracoli; guai all’ipotesi che i cittadini abbiano uguali diritti, perché in questo caso non si potrebbe più fare un favore o un miracolo a nessuno; in queste cose, stato e religione si compenetrano a vicenda.
Per quanto riguarda il perdurare della criminalità organizzata, in tutta la storia d’Europa, la nobiltà e gli stati hanno protetto i briganti e i bravi, questi erano spesso delinquenti comuni, sottratti alla giustizia, cioè amnistiati di fatto dai potenti, ai quali erano affidate operazioni sporche; i papi avevano protetto i briganti poi evolutesi nella banda della Magliana, i borboni avevano favorito, per ragioni politiche e contro i piemontesi, lo sviluppo del brigantaggio; nello stato della chiesa, i briganti facevano politica a favore di clan familiari.
In tutta Europa la nobiltà accordava protezione alla criminalità ed ai briganti, dai quali si sentiva protetta ed attratta e con i quali aveva un’origine comune; infatti, in origine gli aristocratici furono capi clan e signori della guerra che esercitavano l’eversione e l’estorsione, prima di assumere il potere. Il Piemonte dopo l’unità non considerava immorale l’alleanza con il brigantaggio.
Si dice da più parti che lo stato deve essere laico, sovrano, di diritto, democratico, costituzionale, con libertà di pensiero e liberista. Lo stato italiano, per i condizionamenti politici e culturali che subisce da parte della chiesa cattolica, non è laico, anche in forza del concordato inserito come corpo estraneo, nella costituzione; non è sovrano ma protettorato vaticano, per le stesse ragioni di cui sopra, l’Italia non è stato di diritto perché privo di un vero servizio di giustizia, come testimoniano le numerose condanne della corte dei diritti europea. Non è uno stato democratico perché la democrazia presuppone il governo del popolo, in realtà i governi si fondano sull’emarginazione politica dei sudditi; la democrazia rappresentativa è un concetto assurdo, come la transustanziazione o presenza reale di Cristo nell’ostia.
In Italia non esiste la libertà di pensiero, che concretamente significa libertà di stampa, perché tutti sono liberi di pensare e poi di parlare in casa, perché esistono reati d’opinione e la legge fascista sulla stampa è ancora vigente; l’Italia non rispetta l’articolo 3 della costituzione, centrale in tutto l’impianto costituzionale, violato dallo stato clientelare e concordatario, perciò i cittadini non hanno gli stessi diritti davanti alla legge. Il mercato non esiste perché è sabotato da monopoli, corporazioni, regolamenti, concessioni, autorizzazioni e licenze, per avere le quali si paga.
La democrazia è una mistificazione, i rappresentanti non sono vincolati agli elettori ed in Italia i referendum sono invisi alla classe politica, che si sente scavalcata, li accettano solo per i rimborsi elettorali e poi li fa fallire, nel senso che non si raggiunge il quorum richiesto per i votanti. Diversamente dalla scienza, la politica fa promesse e gira sempre intorno, non vuole progredire, ma progredisce solo nella forma, forse ciò è accaduto per il fine primario della tassazione che ha giustificato la nascita dello stato; la sua vera vocazione, senza la quale lo stato si estinguerebbe, perché, quando l’oggetto sociale non si può raggiungere, un’impresa si estingue.
I militanti hanno culto dell’obbedienza, del dogma e dell’ortodossia, non vogliono dissentire o essere anticonformisti od originali, hanno rinunciato volontariamente alla libertà di pensiero, per i militanti, chi dissente rischia il linciaggio morale; sono manipolati dai partiti e dall’oligarchia che sa che se l’uomo non crede, non obbedisce e combatte ancora peggio ed allora le guerre giuste chi le fa?
In Italia la separazione dei poteri non esiste, perché sindacati, autorità, magistrati, partiti e governo hanno espropriato i poteri del parlamento, perciò la sovranità parlamentare è minata e la nostra non è più una democrazia parlamentare; i parlamentari hanno rinunciato a legiferare ed a proporre riforme e, per acquistarne la complicità, sono stati coperti d’oro. Tuttavia, nemmeno in Europa il parlamento conta, oggi anche in Usa il governo federale è prevalente sul congresso; in Italia, Europa e Usa la democrazia rappresentativa è in crisi; chi, in base alla costituzione ha il potere, non lo ha effettivamente ma è succube d’altri poteri, spesso soprannazionali e occulti.
Militari e basso clero sono gli ultimi schiavi dell’era democratica, soggetti a gerarchia, subordinazione, obbedienza, ordine, disciplina, omertà, devono reprimere la libertà di pensiero e di movimento. Durante il feudalesimo, i servi della gleba prestavano lavoro gratuito, non potevano allontanarsi dal fondo, non potevano sposarsi senza l’autorizzazione dei feudatario, facevano testamento a suo favore e non potevano cambiare mestiere. Oggi i preti cattolici non possono facilmente cambiare mestiere, non possono sposarsi e assieme ai membri degli ordini religiosi fanno testamento a favore della chiesa, le prestano lavoro gratuito perché sono pagati dallo stato; anche i militari sono limitati nelle libertà, nel movimento e nel matrimonio.
Con la schiavitù, un uomo normale può perdere l’autoconsiderazione verso se stesso, l’uomo non può essere usato come una macchina; però l’uomo obbedisce per abitudine alle gerarchie sociali, nate per ereditarietà, istruzione e clientelismo; alcuni uomini, per il ruolo rivestito, ne sono sopravvalutati ed altri sottovalutati, così alcuni si convincono, a torto, di valere più di altri e la società complessivamente ci rimette.
L’individuo è plagiato da religione e ideologia, è omologato e si sente più protetto dal gruppo, tuttavia l’individualismo di alcuni uomini sarebbe da coltivare e non da combattere, perché è critico, creativo e porta alla curiosità scientifica; purtroppo, stato e religione congiurano contro l’individualismo. I politici, una volta che sono stati screditati dalla politica loro imposta dai poteri occulti, sono messi da parte e sostituiti con volti nuovi, intanto il popolo continua a sperare nel giorno della salvezza e della liberazione.
Quando non esistono libere elezioni per cambiare il governo, si ricorre ai complotti ed agli omicidi politici, è accaduto sotto papi, sovrani assoluti e governi autoritari, che aspiravano a durare a lungo.
Prima che nascesse il parlamentarismo inglese, i partiti erano delle sette e le persone dabbene affermavano di non appartenere ad un partito ma di essere a favore della società; allora i partiti erano contrapposti alla società e rappresentavano etnie, religioni, classi, famiglie; comunque, volevano il controllo dello stato, contro il partito o la dinastia al potere e contro il bene comune.
I complotti, come le rivoluzioni, avevano programmi egualitari, ma favorivano solo alcuni che n’erano promossi cambiando di classe; i programmi dei partiti per il popolo sono una scusa, le promesse elettorali non sono mantenute. I signori della guerra, arrivati al potere, occupano i posti migliori e ne hanno una promozione sociale, mentre i contadini, come nel vecchio regime, continuano a lavorare la terra. In pratica, le rivoluzioni non hanno mai abolito le classi sociali.
La rivoluzione è causa di cambiamenti sociali solo per alcuni, cioè è una rivoluzione ristretta, le società segrete sono partiti segreti costituiti per il potere e gli affari; anche le gang sono società segrete mentre la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica trasparente, in realtà, il comune cittadino è emarginato dalla politica che serve solo ad avere il consenso delle masse. Lo stato è diretto da una società segreta in mano a pochi, avente per fino lo sfruttamento dei sudditi, con l’uso dello strumento monetario, delle tasse, delle requisizioni, degli espropri, del lavoro coatto, della coscrizione; i servizi concessi al cittadino sono da lui pagati a caro prezzo; con L’Unione Europea, il cittadino è ancora più estraneo di prima al potere.
La monarchia costituzionale fu un compromesso accettato dal liberalismo, che all’inizio reclamava la repubblica, però fu un inganno, se fosse nata, i monarchi avrebbero dovuto essere uguali agli altri cittadini davanti alla legge, invece, come in precedenza, il re rimase irresponsabile per i suoi atti, anche se il re ispirava l’azione di governo, al suo posto rispondevano i ministri; l’istituto dell’irresponsabilità del re è stato ereditato dal nostro presidente della repubblica.
L’irresponsabilità è anche tipica dei servizi segreti e dei poteri occulti come la massoneria, però il vero potere è quello anonimo dell’oligarchia che non risponde mai di niente, il vero potere si fonda sull’irresponsabilità e l’anonimato, è vero anche per le società commerciali. I poteri ufficiali sono chiamati a rispondere senza che abbiano vera libertà di decidere, sono strumenti pagati per assumersi la responsabilità di decisioni altrui, è ciò che accade in parlamento ed al governo.
Comunque, anche l’alta politica chiede di essere irresponsabile, alcuni vorrebbero far derivare l’irresponsabilità dal loro ruolo, non contenti delle protezioni delle loro corporazioni; l’hanno desiderata anche medici, fiscalisti, magistrati e governatori della Banca d’Italia. Stipendi, liquidazioni e pensioni favolose di dirigenti, diligentemente selezionati, sono il prezzo per comprare silenzio e complicità, per ottenere la loro discrezione e perché si portino i segreti nella tomba, altrimenti bisognerebbe ammazzarli.
A causa di questa pretesa discrezione, sono nati segreto d’uffici, segreti di stato, segreti militari e segreti d’impresa, i personaggi tenuti alla discrezione devono portarsi i segreti nella tomba, perché la schiavitù dell’uomo non deve cessare. Anche nella pubblica amministrazione esiste l’irresponsabilità, anche se non prevista dalla legge; dal punto di vista pratico, pochi rispondono dei loro atti.
L’indipendenza è un valore per tutte le istituzioni dello stato, per magistrati, sindacalisti dirigenti, insegnanti e giornalisti, non solo per gli organi costituzionali o per quelli di rilevanza costituzionale; di fatto, è raramente effettiva, perché gli uomini di successo, cioè che fanno carriera, si piegano al potere o ad un partito o sono vittime d’ideologie; non desiderano veramente fare un servizio al popolo, usano questo argomento per ricattare il potere e ricevere privilegi.
Giornalisti, sindacalisti, insegnanti e magistrati sono legati a partiti, i dirigenti sono condizionati nelle scelte riguardanti il personale e i contratti; il potere preferisce uomini servi, anche se di lusso, piuttosto che uomini indipendenti e responsabili, la chiesa li voleva obbedienti; al potere fanno paura gli uomini indipendenti e li controlla attraverso i suoi garanti locali, uomini posti ai vertici dell’amministrazione e garanti dell’oligarchia che possono provocare la caduta di un ministro o del governo interno, anche per mezzo di complotti e assassini.
L’uomo obbedisce al principio d’autorità e di gerarchia, l’obbedienza è insegnata in famiglia, a scuola, in caserma ed in convento; chi obbedisce, anche ad ordini sbagliati, ritiene di doverlo fare per dovere, con l’obbedienza, individui normali possono diventare sadici, perché la loro lealtà verso i superiori supera le considerazioni morali, questi uomini sono militanti o militari.
Lo stato è costituto da una popolazione stanziata su un territorio e soggetto all’autorità di un’oligarchia occulta, mediata dall’ordinaria classe politica che partecipa ai fasti dello stato; l’oligarchia opera in concreto attraverso forme di governo monarchica, aristocratica, repubblicana, dittatura, democrazia, ecc. Queste sono le forme apparenti del potere, il quale, in realtà, si concreta sempre in un’oligarchia, il testo è parodia, grancassa e messa in scena per abbagliare il popolo.
Gli stati riscuotono coattivamente le imposte, in cambio di una generica protezione accordata ai sudditi, però in realtà non riescono ad assicurare ordine pubblico e giustizia, però riescono sempre bene nella riscossione delle imposte, funzione originaria ed autentica vocazione dello stato. Lo stato ha punito duramente i cittadini che non pagavano le tasse o protezione, con espropriazioni e fino alla condanna a morte, ai contadini che non pagavano sequestravano le pecore e incendiavano la casa, la mafia non si comporta diversamente, il che rivela l’origine comune; lo stato è solo una mafia più evoluta, è un’organizzazione più scientifica; la mafia ordinaria contrasta il suo monopolio fiscale, però talvolta lavora anche in sintonia con lo stato.

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LIBERISMO E STATALISMO

Secondo alcuni, il mercato dovrebbe premiare i migliori produttori ed abbassare i prezzi, in realtà gli accordi di monopolio impediscono questo risultato ed il prezzo di mercato, un altro dogma, pare esistere solo per le materie prime. Tutto sommato, il mercato esiste solo in parlamento, in chiesa, nel sindacato e in magistratura, cioè laddove si dovrebbe tutelare il popolo.
Gli intellettuali sollecitano a rimettere i debiti dei paesi poveri, nati con l’importazione d’armi, di generi di lusso da parte delle classi dirigenti e con esportazione di capitali rubati al popolo; questa remissione farebbe un favore ai creditori che non riescono più a riscuotere i loro crediti ed i debiti rimarrebbero a carico dei contribuenti dei paesi ricchi; perciò la proposta potrebbe essere stata alimentato da banche creditrici. Val la pena di rimarcare che, se al posto della remissione dei debiti, fosse stata proposta la loro denuncia da parte dei paesi debitori, a sopportare la perdita sarebbero stati i creditori, cioè le banche, perciò gli intellettuali teste di legno non fecero mai questa proposta.
Il liberismo nacque come reazione ai dazi interni ed ai dazi doganali, che ostacolavano la circolazione delle merci e facevano aumentare i prezzi, il liberismo quindi nacque anche come rivolta fiscale, poi la parola fu assunta a difesa della libertà; in Usa il liberismo difese la proprietà della terra perché in Europa, reduce dalla servitù della gleba, l’assenza di questa proprietà era associata alla servitù, alla povertà ed alla mancanza di libertà.
Purtroppo, aboliti i dazi, lo stato, che non voleva tassare i ricchi, già esentati in era precedente aristocratica, inventò le imposte di consumo a carico dei poveri; allora i produttori non erano tutti liberisti, chi doveva difendere la sua produzione dalle importazioni era protezionista, cioè per la reintroduzione di un dazio. Oggi sono liberisti i produttori che producono all’estero a prezzi più bassi e la politica, obbediente all’oligarchia, non coglie la contraddizione; produrre all’estero significa restringere in patria base produttiva, occupazione e, competenze tecniche che passano ad altri paesi; perciò anche il protezionismo, in certi casi, se si a cuore le sorti di un paese e di un popolo intero, può essere una scelta logica.
Gli imprenditori che esportano imprese sono spesso prestanomi dell’oligarchia che, avendo il controllo delle banche, fornisce loro tutti i mezzi economici di cui abbisognano; vale la pena di ricordare, che il marxismo, con un sistema industriale in crisi di sovrapproduzione, aveva profetizzato miseria crescente e disoccupazione, è quello che stiamo vivendo in questi giorni, però il marxismo non va seguito in blocco. Con la crisi del comunismo, il liberismo ha avuto nuovo impulso, però, come il comunismo, non è stato mai realizzato nella sua forma pura, coesiste con i monopoli, alleati con i parassiti di stato, e non premia le persone migliori ma i furbi.
Regolamenti, vincoli e legislazione statale minano l’automatismo di mercato; i monopoli legali sono favori di stato che, assieme ai privilegi fiscali, attestano che lo stato di diritto e l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, sono solo un’astrazione. Il prezzo unico di mercato non esiste per i prodotti finiti; il liberismo, favorendo lo scambio di prodotti uguali, intasa i trasporti e fa aumentare l’inquinamento; per quanto possibile, si dovrebbe privilegiare il consumo di produzioni locali. Le ideologie sono idee forti e degli strumenti di programmazione politica, in pratica, diventano un miraggio irraggiungibile perché i politici si vendono e fanno compromessi; perciò non è utopico solo il socialismo, ma tutte le ideologie amministrati da governi di bari venduti.
Per alcuni lo stato è un filantropo che, con poche tasse, fornisce tanti servizi e perciò è perennemente in deficit; in realtà, lo stato non può eliminare deficit di bilancio ed il debito pubblico, perché essi sono lo strumento per chiedere sempre maggiori sacrifici ai sudditi contribuenti; lo stato è l’impresa economica più redditizia, grazie alla quale, oltre l’oligarchia, vivono bene tanti parassiti, cioè superburocrati, dirigenti e politici.
Come esiste il plus valore d’impresa o profitto, esiste il plus valore di stato, come differenza tra imposte e valore dei servizi resi ai cittadini, complessivamente, il plus valore di stato è maggiore di quello privato; attraverso le tasse, anche lo statalismo sfrutta i lavoratori, lo stato li sfrutta anche quando è direttamente proprietario dei mezzi di produzione, ma si contenta di tasse minori.
Lo stato è distruttore netto di ricchezza, perché utilizza più della metà del risparmio nazionale e quasi metà del reddito nazionale con l’imposizione, ma fa un decimo degli investimenti complessivi, soprattutto in opere pubbliche. Se si obietta che lo stato italiano deve pagare anche 3.600.000 dipendenti, si può replicare che l’industria di dipendenti ne ha di più e fa più investimenti; lo stato è nato per riscuotere imposte, accordando in cambio una generica protezione ai sudditi.
I burocrati sono conformisti, bisognosi di protezione e timorosi di assumersi responsabilità, come i militari, confidano su ordini e regolamenti, che ufficialmente servono per combattere l’arbitrio personale del potere; oggi lo stato sembra servire più ai burocrati che ai cittadini. La spesa pubblica è cresciuta perché ogni partito di governo ha dovuto fare assunzioni e concedere miglioramenti ai dipendenti pubblici, i quali sono meglio pagati di quelli privati, possono andare in pensione prima, lavorano meno e non sono licenziati.
L’alta a burocrazia è ligia al potere, disprezza i sudditi e non ha il senso del servizio pubblico, nella storia è accaduto che la l’alta burocrazia si è anche sollevata contro i potenti troppo solleciti verso il popolo. Purtroppo, anche le rivoluzioni hanno moltiplicato la burocrazia, la classe burocratica è l’alleato ideale di un progetto di dominio e di sfruttamento del popolo, reso possibile in cambio di privilegi concessi ai burocrati; la burocrazia è stata nemica naturale del mercato ed ha visti gli imprenditori con sospetto, vedendoli sempre come evasori.
La politica premia cinici e furbi ed emargina gli idealisti indipendenti, invece lo stato ideale dovrebbe accogliere i reclami contro gli abusi della burocrazia e premiare i dipendenti pubblici disponibili verso il pubblico. Oggi i gangli del potere accademico, giornalistico, scientifico e giudiziario sono stati appaltati agli amici del regime, riempiti di privilegi, perciò non si riesce più a riparare ai guasti. Si è tentato di ridurre il numero dei disoccupati aumentando il numero dei burocrati, mettendoli a carico dei lavoratori del settore privato; gli alti burocrati dipendono dai politici per la loro sopravvivenza, i privilegi e la carriera, sono insicuri e irresponsabili, s’identificano con l’autorità e schiacciano il comune suddito.
I burocrati sacrificano la propria libertà alla propria sicurezza, non amano il rischio, vivono d’attività inutili e trovano godimento ad imporre procedure assurde, perseguitando cittadini e dipendenti; il loro rituale è assurdo, non capiscono lo scopo del loro lavoro ma sanno che devono obbedire agli ordini, il loro fine è ottenere note di merito e la promozione, come gli scolaretti. Ogni gerarchia è così, soprattutto quelle militari, queste personalità sono terrorizzate dall’idea di dover prendere delle decisioni autonome, con il rischio di svelare la loro inadeguatezza, perciò preferiscono obbedire. La sinistra ha affidato allo stato servizi pubblici essenziali, favorendo così lo sviluppo della burocrazia conformista e conservatrice.
Le cattedre universitarie sono state attribuite a discrezione di partito, premiando mediocri, conformisti, opportunisti ed isolando personalità creative ed indipendenti; così le università, i giornali e le istituzioni culturali sono cadute in mano ai fiduciari dei partiti e la cultura è venuta meno alla sua funzione di stimolo e di ricerca. Ormai in Italia gran parte della cultura è incapace di pensare in maniera innovativa; intimidita dai potentati politici, la cultura universitaria è diventata sterile, gli accademici sono caratterizzati da servilismo ed opportunismo; per aumentare i gravami del popolo, fanno dichiarazioni false in televisione e sulla stampa. Nei gradi più bassi della pubblica amministrazione personalità creative e indipendenti non mancano, ma sono messe sistematicamente da parte dagli alti burocrati al servizio dei partiti e dei potenti più in alto.
La politica spinge al dogmatismo e chiede fede in qualche cosa che non esiste, cioè nella repubblica, nella democrazia, nello stato di diritto, nella sovranità popolare, nel socialismo, nel liberismo; in tutte queste ideologie esiste un notevole gap tra teoria e pratica, dobbiamo essere consapevoli di ciò, l’uomo non ha conquistato la libertà di parola per rimunciare alla libertà di pensare.
Gli intellettuali dimenticano sempre di ricordare che tra le cause della povertà del terzo mondo c’è la concentrazoione della terra e la loro classe dirigente che è peggio della nostra e di norma non è stata imposta da multinazionali o dagli Usa; in quei paesi la proprietà si è concentrata, a causa di insolvenze, successione e cattiva gestione.
Anche se ci sono uomini affetti da sindrome di stato-dipendenza, la differenza tra stato capitalista e stato collettivista è oziosa, perché in entrambi i casi siamo tutti dipendenti dello stato, per il quale lavoriamo ed al quale versiamo le tasse; attraverso le tasse lo stato è proprietario indirettamente delle attività economiche. Mentre i problemi rimangono e non si risolvono; la politica chiede sempre d’essere pro o contro un partito, un’ideologia o un politico, gira sempre in tondo e non progredisce, il popolo non raggiunge mai la salvezza in terra.
Lavoratori e piccola impresa sono vessati dalle tasse, mentre la grande impresa, associata allo stato o ai suoi padroni, paga poche tasse e riceve aiuti dallo stato, cioè più di quello che paga in tasse. Lo stato è l’affare più redditizio; in America in origine le compagnie private o corporatios presero il controllo dello stato e, per non pagare le tasse all’Inghilterra, alimentarono la rivoluzione; la classe parassitaria sa che le tasse è meglio riscuoterle che pagarle, la ricchezza è più comodo rubarla che produrla, Giorgio Washington era socio di una di queste compagnie.
Non dobbiamo fare del mercato una religione, le virtù del mercato non sono illimitate, nel mercato dominano i furbi, con gli scambi si favoriscono gli inquinamenti, con gli accordi di cartello si fanno aumentare i prezzi. Se il deficit del bilancio dello stato serve a stimolare la domanda in periodi di crisi, come afferma la teoria economica, nei momenti di boom economico il bilancio avrebbe dovuto essere in attivo o in pareggio, ma non è così; il bilancio in deficit serve a chiedere altri sacrifici ai sudditi, lo stato si vendica con i sudditi perché, non si sono contentati della sola protezione e gli hanno estorto i servizi, perciò li ha messi loro in conto ad un prezzo quattro volte superiore al loro vero costo.
Purtroppo gli animali rubano e fanno i parassiti e l’uomo appartiene al regno animale, perciò sfrutta e ruba come può, magari anche aiutato dallo stato, la natura prevede sempre il sacrificio del più debole. Se siamo fisicamente schiavi, la nostra libertà nasce solo dall’indipendenza e dall’autonomia di giudizio, l’ateo è tale solo quando si mette al riparo anche dai condizionamenti ideologici e della politica, non solo quando rinnega dio.
La concentrazione della ricchezza crea diverse condizioni di partenza e non premia i migliori; da un punto di vista pratico, il mercato premia i furbi e quelli senza scrupoli e non i più capaci, sacrifica le persone indipendenti; le cose non vanno diversamente nello statalismo, infatti, delle persone indipendenti diffidano sia lo stato che gli imprenditori, perché si punta ad inquadrare le persone in una struttura gerarchica di lavoro; chi ha il potere, vuole strumenti ciechi da manovrare. Per lo stato è un lusso garantire la parità dei diritti ai cittadini avanti alla legge, anche se l’art .3 della costituzione, abusando della credulità polare, tenta di far credere che lo stato non fa favori a nessuno.
Se in politica non si vuole rispondere dei propri atti e con i propri beni, nemmeno nell’attività economica si vuole rispondere, perciò sono state inventate società di capitali, finanziarie, partecipazioni a catena, prestanome e paradisi fiscali; il tutto in frode allo stato, ai piccoli azionisti, ai creditori, ai dipendenti, ai clienti ed ai risparmiatori. Questo modo di procedere è perfettamente oleato e reso legale dallo stato, il quale solo eccezionalmente sembra perseguire gli autori delle speculazioni economiche.

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(Nelle figure: opere di Iog Mitoraj)
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1 commento »

  1. Ho letto il Masada con gli articoli di Miccoli e mi pareva di leggere il libro “Collasso” un libro di Jared Diamond che spiega come nascono e muoiono le
    civilta’, e mi pare che le storia si ripeta sempre uguale in quanto i dominanti e i dominati non hanno sufficiente capacita’ di comprendere che, dai loro atti, dipende il loro futuro.
    Il collasso attuale e’ enorme, l’Italia ha un rischio piu’ alto, ma nessuna parte del nostro mondo e’ sana visto che non siamo riusciti ad uscire dalla leggi dell’egocentrismo. Un paio di milioni di dominanti e diversi miliardi di dominati non potranno, a breve, vivere per le condizioni dell’economia disastrata, per la miseria che generara’ rivolte a non finire e per le condizioni del pianeta che non potra’ alimentare tutti i viventi.
    Quando penso allo stato delle cose mi ripeto quanto diceva Mère: questo, Signore, lo devi fare tu, oltre noi non possiamo andare.

    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2009 @ 8:11 pm | Rispondi


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