Nuovo Masada

novembre 10, 2009

MASADA n° 1029. 10-11-2009. Aguzzini

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:41 pm

Il delirio di Giovanardi – In onore delle vittime innocenti – Uno Stato basato sul vizio – Solo il 2,9% dei parlamentari accetta la prova del capello – La dittatura continua

E in quel frastuono assordante in difesa di un crocefisso
si fece di colpo un inquietante silenzio
e quelli che prima si azzannavano
la chiesa, i politici, gli osservanti, i ricchi di opinione,
gli straricchi di culto, i democratici, i teodem, i progressisti, i nazionalisti, i tradizionalisti, gli amanti di arredi sacri, i difensori della fede…
ebbero improvvisamente molte cose da fare
e svanirono chi da una parte chi dall’altra
variamente affaccendati

Giaceva il morto solo
il crocefisso vivente.

Viviana
..

Parafrasando Guccini “E voi politici ipocriti che a parole difendete la vita se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito guardatevi nel cuore, l’avete già tradito”.
Agi 63
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Restiamo impietriti alle parole ciniche e in malafede di Giovanardi: “Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo. Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili. La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi c’è il fatto che in 5 giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così. La droga ha svolto un ruolo determinante, perchè è stata la causa della fragilità di Stefano, anoressico, tossicodipendente e soggetto a crisi di epilessia, secondo le sue dichiarazioni: ma proprio le sue patologie non dovevano e non potevano indurre i medici a prendere per oro colato le sue presunte volontà”.

Dunque proprio per il fatto che era malato, Stefano non poteva e non doveva esigere rispetto per la sua vita? Ma cosa dice costui?
Stefano non era tossicodipendente e non era uno spacciatore abituale. E’ stato arrestato per pochi grammi di droga. Gli è stato rifiutato di vedere il suo avvocato e la sua famiglia. E’ stato abbandonato nelle mani di feroci aguzzini, che resteranno impuniti, perché in Italia, mentre si dibatte sui crocifissi, la tortura da parte della polizia non è reato, e nemmeno l’omicidio e nessuno si cura dei delitti dello Stato, come se nessuno di noi potesse essere la prossima vittima. Già l’inchiesta è cominciata con una presunzione di omicidio colposo, come se questa morte fosse accidentale e preludesse a una soluzione certa di irresponsabilità. Ma sulle responsabilità dello Stato Giovanardi non dice una parola. Sì, è vero, Stefano era un ragazzo giovanissimo, fragilissimo e malato, ma cosa c’entra questo col giustificare la sua esecuzione? Dunque siamo in uno Stato dove è lecito giustiziare un debole, come è lecito assolvere un potente, e lo dimostra la furia di B per una prescrizione breve che ammazzerà tutti i processi di chi può permettersi costosi avvocati e riempirà le carceri di innocenti.
Anoressia ed epilessia sono malattie che dovevano semmai evitare a Stefano il carcere o implicare una maggiore cura dell’ente carcerario per la sua fragilità. Per molto meno qualunque politico avrebbe ottenuto immediatamente i domiciliari. Le parole di Giovanardi sono odiose e ripugnanti. Non c’è un solo riferimento al fatto che un ragazzo sia stato pestato a morte e il suo corpo mostri tracce evidentissime di sevizie, ossa rotte, un occhio sfondato… Il cinismo di quest’uomo impuro che ha la faccia di chiamarsi cattolico ci riempie di schifo. Giovanardi sentenzia e accusa, quando di questo ragazzo non sa niente e non è uscito niente. Come ogni laido Inquisitore pieno del proprio lerciume e della propria arroganza, trasforma la vittima in colpevole e con ciò lava le mani sporche dello Stato e prepara altre esecuzioni. Non così si difende il bene pubblico. Non così si onorano il cristianesimo e la democrazia.
Stefano non è morto perché pesava 45 chili. Stefano è morto perché è stato consegnato a uno Stato che protegge i suoi carnefici perché ha perso ogni senso dello Stato. Se questo arresto non fosse stato fatto, Stefano avrebbe pesato sempre 45 kg ma sarebbe vivo.
In quali mani è finito questo disgraziato paese?

Reazioni di protesta ovunque, centinaia di lettere ai giornali. Nell’IdV Stefano Pedica attacca Giovanardi: “Ha perso una buona occasione per tacere. Non si puo’ fare sterile propaganda politica su un ragazzo morto per circostanze ancora tutte da verificare”. Massimo Donadi chiede le sue dimissioni. Durissimo il Pd: “Parole vergognose, Giovanardi taccia e non sproloqui per ragioni propagandistiche sulla pelle di un ragazzo che non c’è più”.
Nicola Zingaretti: “Quelle di Giovanardi sono parole disumane. Si scusi o intervenga Berlusconi”.
Della vicenda si potrebbe occupare anche Amnesty International.
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I commenti per le ignobili parole di Giovanardi sono stati raccolti da Repubblica solo per un giorno e mezzo, poi il giornale li ha chiusi per la valanga unanime di insulti alla persona di Giovanardi. Solo uno o due lettori hanno tentato una debole difesa o forse era proprio lui che tentava di difendere se stesso. Del resto la legge che Giovanardi ha firmato come Ministro è una delle peggiori nella storia di questo Stato e fu infilata di contrabbando in un enorme polpettone che riguardava i giochi invernali a Torino. La legge Fini-Giovanardi sulla droga e la legge Bossi-Fini sui migranti sono due delle più vergognose leggi italiane e il fatto che Fini le abbia firmate tutte e due toglie ogni attendibilità a chi spera che qualcosa di civile sia difeso da Fini in questa legislatura o mai.
Prendiamo alcuni di questo commenti:

Quando sento parlare così uno che si definisce cattolico sono contentissimo di essere ateo
Michele51

Da una fervida intelligenza come quella di Giovanardi non ci si poteva aspettare altro. Era da molto che non lo si sentiva delirare. Il livello di bigottismo di questa persona è tale da oscurare in modo totale ogni capacità cognitiva. E’ tale il pregiudizio che neanche a cose così gravi perde quella indelicatezza che dovrebbe avere qualsiasi essere umano davanti a un microfono. Non pensa neanche un attimo alla situazione che stanno vivendo i familiari. Non riesce proprio a pensare prima di parlare. E questo, forse è il suo più grande limite: riuscire a fare due cose, semplici, semplici in una volta, pensare e parlare contemporaneamente.
Neusciremo

Una cosa è certa, questo non è uno Stato di Diritto.
Eknate

Ovviamente la droga tra i suoi tanti effetti ha anche il potere di romperti le vertebre, spezzarti le costole, riempirti di ecchimosi il volto…. Non ho mai avuto la benché minima stima per un politico come Giovanardi e dopo questa ennesima deliberata e gratuita stupidaggine gradirei che chi di dovere prendesse le giuste misure nei confronti di un uomo che è un insulto vivente alla capacità di intelligenza dell’homo sapiens
Sbllok

E’ stata la droga? Si, Giovanardi? E’ stata la droga, vero? In Italia siamo arrivati al punto, che per detenzione di qualche grammo di cannabis, si viene sequestrati dalle forze dell’ordine, condannati a morte e in seguito uccisi con la metodologia fascista del pestaggio collettivo. Per un “reato” che nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale comporta al massimo una multa, o una lieve sanzione amministrativa. Per lo stesso “reato”, in Italia, da qualche anno, si viene condannati a morte senza processo, e uccisi nel segreto di un carcere. Non è la prima volta che accade, non sarà l’ultima. Per cosa? Per qualche spinello. Che differenza c’è con il Cile di Pinochet?
Chinask64

Capita a volte che il livello intellettuale e culturale siano anche un indice del livello morale. Ciò è sicuramente vero nel caso di Giovanardi. Prima che ripugnante uno così è pericoloso. A renderlo tale non sono le parole che ha pronunciato, ma la posizione che occupa e quindi il potere che ha di affliggere il paese e la società con le conseguenze della sua miseria.
Desmond99

Ricordo a tutti che quest’uomo è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile,mentre in questa intervista ,oltre alla sua assurdità,si evince una profonda ignoranza circa le materie che dovrebbero essere di sua competenza,vedi le sostanze. Detto questo,non dovrebbero permettere a nessuno di parlare in questo modo in vicende del genere,soprattutto un politico.
Crisss83

Questa dichiarazione è riuscita a farmi venire le lacrime agli occhi dalla rabbia. Giovanardi…sei veramente un uomo piccolo così…
Saltatempo78

Questa terribile frase, nella sua banale stupida gratuità, è la riprova che non basta avere crocefissi dappertutto, per essere illuminati da un minimo di buon senso e pietà. L’on. Giovanardi si vergogni
Alixest

Neanche la pietà, per questo sedicente cristiano, può nulla: è più forte l’ignoranza, è devastante l’arroganza.
Brunovalenti
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La prova del capello
Viviana Vivarelli

In verità ti dico che è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che uno solo di questi politici vada in paradiso

Mentre piccoli consumatori di spinelli sono trucidati in carcere nel silenzio dei partiti e delle istituzioni, e mentre la diffusione in Italia della cocaina batte i record europei e la mafia domina più incontrastata che mai, la proposta della prova del capello per vedere chi tra gli onorevoli si droga o no ha portato a soli 28 parlamentari che si sono offerti di farla. 28 su 952! Il 2,9% del totale! Davvero vergognoso!
Ed è questa la gente che ha votato la legge Fini-Giovanardi sulla droga, incarcera anche il ragazzo portatore di pochi grammi di hashish e implicitamente ne permette l’assassinio?
Stefano è stato massacrato da tutori dell’ordine e i suoi assassini resteranno impuniti. La Chiesa tace su questa ulteriore vergogna, mentre le carceri scoppiano di poveri cristi e in 15 anni, malgrado tante chiacchiere a vuoto, non è stato costruito un solo carcere, né si sono eliminate quelle leggi malvagie e anticristiane come la Fini-Giovanardi sulla droga e la Bossi-Fini sui clandestini che hanno reso le carceri italiane simili alle carceri turche. Ma si continua a blaterare di crocefisso e radici cristiane!
L’onorevole Miccicché si fa venire il pusher fin nell’ufficio per fiutare la coca a suo comodo mentre il presidente B onora alla sua mensa un narcotrafficante pluriassassino, lo dichiara eroe nazionale e fa il vergognoso scudo fiscale per il rientro dei capitali dei narcotrafficanti e dei mafiosi con l’applauso di una Confindustria spudorata quanto iniqua. Il luogo del potere pone se stesso sopra la legge e vota decreti che non valgono per la casta o che aumentano l’impunibilità della casta. I leader di partito e massimamente B continuano a sgretolare la giustizia e ora vogliono la prescrizione breve, dopo aver appesantito il processo di ogni sorta di rimando, per un’impunità garantita che legalizzi i loro reati per continuare a delinquere in pace. B ha detto che per i suoi processi avrebbe tolto “qualche ora” alla sua presenza in Parlamento mentre non si fanno leggi ormai altro che per aumentare la sua impunità e persino i governatorati di Regione diventano merce di scambio per garantirgli una giustizia dimezzata. Mezzo parlamento è colluso con narcotrafficanti, mafia, camorra e ‘ndragheta e si continua spudoratamente a candidare pregiudicati nelle amministrazioni locali (vedi Cosentino) mentre l’opposizione affoga nelle sue stesse incertezze e nella mancanza cronica di una questione morale.
Una simile genia merita solo di essere distrutta!

Oggi io riconosco un solo crocefisso e si chiama Stefano Cucchi.
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Mariapia scrive:

Non siamo mostri, ma siamo incivili, questo sì.
Se la nostra inciviltà sia genetica o storica o entrambe, non lo so, ma nelle varie ipotesi presentate c’è del vero.
Non possiamo pensare che una storia o una caratteristica genetica nata tanto tempo fa sia sanabile in un tempo breve, ma cominciare si deve.
Siamo animali gregari che si cercano naturalmente un capo, come i canidi, come i topi,
e senza capo facciamo fatica ad uscire dal branco, a diventare protagonisti come gli operai, le mondine, i braccianti del secolo scorso, che avevano uomini-capo che li indirizzavano allo sviluppo.
Qui servirebbe un antropologo molto acuto per capire cosa è successo al branco Italia.

Tieni alta la tua speranza, che e’ indispensabile in tempi come questi.
Tutti quelli che hanno avuto un sogno di civiltà, giustizia, fratellanza
ci hanno lasciato la pelle ma hanno portato avanti
la fiaccola dello spirito umano.

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Sauro scrive:

Siamo mostri. Tutti. Anche noi. Perchè con ciò che è successo ad un ragazzo, Stefano Cucchi, dovremmo scendere tutti in piazza e chiedere giustizia.
Anche sommaria. Come ai tempi della rivoluzione russa.
Invece nulla ci tocca più.
Niente ci inorridisce. NULLA CI SCONVOLGE, non proviamo più un sussulto, il vuoto. La pace dei sensi.
Possono farci quello che vogliono. Io sono veramente veramente preoccupato.
Non è possibile vivere in un paese dove per un qualsiasi motivo per cui finisci in carcere, non importa quale, corri il rischio di finire ammazzato come nell’Argentina del sanguinario generale Jorge Videla. NON DEVE ESSERE POSSIBILE. Io mi rifiuto di credere che vivo in un paese così.
MA DOV’E’ L’EUROPA?
Quale Europa?
E NON PENSIATE CHE FINISCANO IN CARCERE SOLO I DELINQUENTI. DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO è ancora valido, più che mai.
Io mi rifiuto di accettare di vivere in un paese dove un onorevole liquida la faccenda in maniera sbrigativa e cinica da far rabbrividire: “Cucchi era in carcere perché spacciatore abituale; la verità verrà fuori: è morto soprattutto perché pesava 42 chili”.
Dietro questa frase sentenziante e tranciante io ci leggo: era un drogato, CAZZI SUOI.
Non possiamo continuare ad andare avanti così, facendo finta di niente. NON PUO’ ANDARE.
Quanti altri Aldovandi e Cucchi dovremo offrire a questi mostri prima che qualcuno si ribelli?

Sulle frasi di Giovanardi sono piovute critiche da sinistra, destra e centro e una valanga di contestazioni su Facebook. “Quando in politica, come nella vita”, attacca Lorenzo Cesa, segretario Udc, “manca ogni senso di umanità, si diventa barbari: oggi è Giovanardi il nuovo barbaro”.
“E pensare”, dice Antonio Di Pietro, segretario Idv, “che Giovanardi ha le deleghe alle Politiche giovanili: si dimetta per manifesta incapacità”.
“È vergognoso”, commenta Paolo Ferrero, segretario del Prc, “che chi si scandalizza per la sentenza sul crocifisso non abbia alcun rispetto per la vita umana”.”
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Doriana Goracci scrive:
www.reset-italia.net/2009/11/10/e-ancora-non-la-sai-tutta-la-cattiveria-del-mondo/

Anna Magnani in Mamma Roma in preda ad un’angoscia grande infinita quanto il suo amore, grida con la sua voce roca al figlio: “E ancora non la sai tutta la cattiveria del mondo!”.
Ho letto che altre madri di Roma chiamano a raccolta sabato 14 novembre, le altre, anche quelle che non lo sono, non lo saranno mai, quelle sparse in ogni angolo della Terra, che aspettano un ritorno, quelle che non aspettano più e cercano una spiegazione, non vogliono stare sole nel loro dolore, nell’assenza allora ho pensato a quella dimora del tempo sospeso… “Spegniamo il fuoco e torniamo a vivere e a morire nelle nostre case. Non cerchiamo mai di opprimere o di rassegnarci ma di essere liberi, innanzitutto. Di sorprendere e meravigliarci. Mai dormire in sè stessi ma addormentarsi fuori di sé, per uscire dai nostri corpi, lasciando a chi resta l’insegnamento del sogno e qualche gesto da ricordare“.

Morire di Stato
Salutare un figlio. Rivederlo morto.
E’ il dramma di Patrizia, madre di Federico Aldovrandi, ucciso da quattro poliziotti durante un fermo.
E’ il dramma di Ornella madre di Niki Aprile Gatti, morto nel carcere di Sollicciano (Firenze).
E’ il dramma di Maria, madre di Manuel Eliantonio, morto nel carcere di Marassi a 22 anni.
E’ il dramma della mamma di Stefano Cucchi, morto in carcere a Roma dopo un arresto per pochi grammi di droga.
Uno stato che sottrae un figlio e lo restituisce morto, negando ogni possibilità di avvicinarlo, di esercitare il diritto di ogni madre di constatare la salute e le condizioni del proprio figlio, anche di chi si trovi in carcere.
In ricordo di Renato, accoltellato per odio e intolleranza nel 2006, le Madri per Roma Città Aperta vogliono interrogarsi su questi eventi, su queste maternità negate che calpestano i diritti dell’individuo e rappresentano un gravissimo segnale di deriva della nostra democrazia. Anche queste morti appartengono al tema della sicurezza. Sicurezza anche dei cittadini quando hanno a che fare con le istituzioni repressive e carcerarie. Per questo come madri non vogliamo dimenticare Nabruka Mimuni, la donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio di quest’anno nel lager di Ponte Galeria, alle porte di Roma.
Abbiamo contestato ai vari sindaci la risposta xenofoba e repressiva delle istituzioni a fenomeni di grave disagio e precarietà, che ha alimentato episodi di razzismo e violenza, opponendo, praticando e sostenendo la cultura della diversità e del rispetto.
Vogliamo affrontare il tema della sicurezza portandolo anche dietro le mura di un carcere o di un CIE. Vogliamo riproporre il tema dei diritti dentro la città e soprattutto nei luoghi dove sembra che rappresentanti dello Stato possano esercitare un diritto di vita e di morte su cittadini italiani e stranieri.
Come le madri argentine di Plaza de Majo, le madri cinesi di Piazza Tien a men e le madri iraniane hanno chiesto giustizia e verità per i loro figli, le Madri per Roma Città Aperta vogliono sostenere e dar voce ad ogni madre che voglia rivendicare la dignità e i diritti dei suoi figli strappati alla vita.

Comitato Madri per Roma Città Aperta
madrixromacittaperta@libero.it
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Carceri. Nel 2009 già 61 suicidi, 300-400 tentati suicidi l’anno, troppe morti sospette
Viviana Vivarelli

Stefano Cucchi, 31 anni, deceduto in carcere.
Riccardo Rasman, 34 anni, deceduto durante l’arresto.
Federico Aldrovandi, 18 anni, deceduto durante l’arresto.
Domenico Palumbo, 30 anni, deceduto durante l’arresto.
Manuel Eliantonio, 22 anni, deceduto in carcere.
Gabriele Sandri, 28 anni, ucciso da un agente.
Niki Aprile Gatti, 26 anni, deceduto in carcere.
Marcello Lonzi, 29 anni, deceduto in carcere.
Sorin Calin, 24 anni, deceduto durante l’arresto.
Giuseppe Turrisi, 58 anni, deceduto durante l’arresto.
Aldo Bianzino, 44 anni, deceduto in carcere.
Stefano Frapporti, 48 anni, deceduto in carcere.
Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, deceduto in reparto psichiatrico.
Dibe Rachid Salah, 35 anni, deceduto in carcere.
Antonio Virelli, 24 anni, deceduto in carcere.

Che cosa è successo in Italia dell’habeas corpus?
Quel diritto che ogni uomo ha per nascita, anche in un carcere, anche in un ufficio di polizia, anche in una manifestazione di piazza, di essere rispettato dalle autorità di sicurezza o penitenziarie nella sua integrità psicofisica?
Perché in Italia la tortura non è reato? Perché la gente può essere massacrata in carcere o negli interrogatori senza che nessun responsabile sia punito? Perché le sevizie di Genova si ammucchiano come reati abnormi e si aggiungono alle sevizie quotidiane subite da poveri Cristi deboli e indifesi che cadono nelle mani di sadici assassini in divisa che agiscono indisturbati? Cosa ha a che fare tutto questo con la democrazia e la civiltà?
La Corte Europea si occupa di salvaguardare i diritti fondamentali dell’uomo, ma, sembra, agisce solo su richiesta.
E allora, se una privata cittadina ha potuto essere ascoltata dalla Corte europea per una faccenda dopo tutto minimale e solo rappresentativa come quella del crocefisso, perché non salgono voci potenti e collettive verso la Comunità Europea, magari convogliate dal nostro solerte Grillo o da qualcuno di questi giuristi che tanto spesso dicono il loro parere richiesto o non richiesto? Perché non si può mandare qualche migliaia di firme all’UE affinché anche in Italia diventi reato il crimine di tortura, maltrattamento e morte perpetrato dagli organi di polizia o carcerari?
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Per la morte di Stefano
Viviana

Cosa si può dire alla madre
cosa si può dirle del suo figlio
ora che è morto
ora che belve senza nome
gliel’hanno ammazzato?
Un uomo di Stato ha detto:
“Era solo un tossico!”
Lo avrebbe detto la iena
se avesse parlato

Lo avrebbe detto lo sciacallo
che si ciba di cadaveri
Non lo avrebbe detto il lupo
che pure ha un cuore
E nemmeno lo scorpione
che pure difende i suoi nati
Cosa si può dire alla madre
di quel suo figlio distrutto
a pugni a calci, a sprangate
da uno Stato che non può dirsi più Stato

Cosa dirà quello Stato solo di nome
ma marcio ormai nell’infamia
nel midollo
nelle viscere
ad una madre
di quel suo figlio rubato
a lei
che lo ha portato in seno
a lei

che lo ha allattato
che ha giocato con lui bambino?
che lo ha visto crescere, bene, male,
una madre è sempre in ansia
per il suo bene e il suo male
una madre è sempre felice o malata
del bene e del male di suo figlio
una madre è sempre in lui
nasce e muore con lui
una madre dovrebbe capire

cos’è un buono Stato
e cos’è un carnefice di figli
di madri
Chi gliela renderà a quella madre
quella parte di lei
strappata per la crudeltà di carnefici
carne e sangue e vita
rapita a morte precoce
da aguzzini pagati
da uomini dello Stato?
Il nemico dovrebbe essere là fuori

-noi in casa sicuri-
Il nemico non può essere dentro
o siamo tutti finiti
o non c’è salvezza per nessuno.

..
Iacopone da Todi (1200)
Canto della Madonna sul figlio morto

O figlio, figlio, figlio !
figlio, amoroso giglio,
figlio, chi dà consiglio
al cor mio angustiato ?
Figlio, occhi giocondi,
figlio, co’ non respondi ?
figlio, perché t’ascondi
dal petto o’ se’ lattato ?

Se glie tollete ‘l vestire,
lassàtelme vedire
come ‘l crudel ferire
Figliolo, mio deporto,
figlio, chi me t’ha morto,
figlio mio delicato ?
Meglio averìen fatto
che ‘l cor m’avesser tratto,
che, nella croce tratto,
starce descilïato.
Figlio, che m’agio anvito,

figlio, patre e marito,
figlio, chi t’ha ferito ?
figlio, chi t’ha spogliato ?
Figlio, questo non dire,
voglio teco morire,
non me voglio partire,
fin che mò m’esce il fiato.
Figlio, l’alma t’è uscita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossicato !

Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio
figlio a chi m’appiglio ?
figlio, pur m’hai lassato.
Figlio bianco e biondo,
figlio, volto iocondo,
figlio, perché t’ha el mondo,
figlio, così sprezato ?
Figlio, dolce e piacente,
figlio de la dolente,
figlio, hatte la gente

malamente trattato !

..
A mio figlio
Camilla

Vorrei leggessi questi versi,
nelle pieghe che il tempo porterà,
forse solo allora capirai il tuo passato, le mie paure,
la nostra vita scivolata via.
Ricordami, perchè ti ho amato più di quanto hai visto
e più di quanto ho detto.
Non pensare che abbia calpestato i tuoi occhi tristi
girando l’angolo,
ho solo provato a guardarli,
nello specchio dei miei
e ho buttato all’aria quel velo nero
per un abito di fiori

che avresti visto su di me.
Per il tempo non vissuto e per quello perduto,
prendi la mia mano ancora,
come una volta e per sempre,
se lo vorrai,
serenamente, adesso,
ti guiderò.

..
Istinto proprietario
Viviana Vivarelli

Parlo a chi difende B, a chi si appoggia a questi nuovi potenti, tanti potenti da distruggere questo paese senza che nessuno li freni, a chi segue solo l’interesse avido e smisurato di uno che preclude ogni futuro a tutti gli altri
Parlo a chi considera sua proprietà suolo, leggi e diritti, escludendo tutti gli altri.

Caro ‘istinto proprietario’, tutto parte dalla visione che si ha delle cose.
Tu consideri la nazionalità come una proprietà esclusiva da cui si devono cacciare gli estranei, pensi con un duro senso proprietario, un senso che, quando è ristretto e meschino, spinge avanti solo l’avidità e l’egoismo e mette l’io in lotta contro tutto e tutti nella difesa spasmodica del proprio possesso esclusivo.
Io invece considero l’uomo come un abitante del mondo, uno che nemmeno verso il mondo può attivare istinti proprietari esclusivi, come se la natura o l’umanità fossero cose da usare, sfruttare o distruggere a proprio piacere.
L’istinto del possesso risiede nel cervello più antico dell’uomo, quello animale, detto cervello rettile, perché è proprio dei rettili, degli alligatori, dei serpenti.. esso comanda di marcare il proprio territorio e di difenderlo dagli invasori con violenza, non conosce accoglienza e alleanza, partecipazione o cooperazione, divide il mondo in possessori e invasori in una lotta smisurata.
Ma sopra il cervello rettile gli uomini più evoluti hanno sviluppato un cervello mammifero, che elabora discorsi più complessi e si allarga dal territorio personale ai valori collettivi. E sopra ancora la natura ha voluto un cervello razionale e uno intuitivo, e infine una mente fatta di ideali e valori collettivi e universali che trascendono l’egoismo.
Ora, sarebbe auspicabile che fosse questa mente a governare la vita umana e il mondo, e avremmo pace, benessere per tutti e giustizia, ma siamo ancora dominati da chi usa la forza bruta, colpisce, mente, truffa, uccide… per il proprio potere, il cervello rettile.
Questo cervello è in tutti. Sta a noi non lasciarcene dominare e portare avanti, invece, al governo e non al potere, coloro che sono i saggi della società, non i bruti.
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Don Santoro. Discriminazione
Da vita di streghe

Voglio parlare di un caso di discriminazione di genere che traccia in maniera sempre più evidente un solco profondo fra la Chiesa delle alte cariche e la Chiesa “dal basso”, quella che i valori di Cristo li incarna ogni giorno con gesti rivoluzionari, appassionati e d’amore senza misura. E che non ha bisogno del crocefisso in classe per diffondere i suoi valori.
A Firenze ho conosciuto un prete che l’amore di Cristo verso gli ultimi ce l’aveva tutto addosso. Mi occupavo di promuovere il microcredito ed una delle realtà italiane pioneristiche di queste iniziative era stata proprio la Comunità delle Piaggie, alla periferia di Firenze. Un territorio difficile eppure da qualche tempo ricco di fermento, proprio grazie a Don Santoro, che con una lucidità ed una passione che mille politici insieme non avrebbero, aveva capito anzitempo come creare uno stato sociale alternativo e prospero, partendo dai più disagiati: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracitta’ alla casa editrice Edizioni Piagge.
Don Santoro nei giorni scorsi aveva celebrato un matrimonio decisamente non convenzionale: quello fra Fortunato e Sandra,64enne cattolica praticante, che aveva una particolarità: era nata uomo ed ora, 30 anni dopo essere diventata donna anche per la legge italiana, è stata finalmente trattata come una qualsiasi altra fedele.
Le gerarchie ecclesiastiche hanno minacciato di invalidare il matrimonio e di far pagare un prezzo molto alto ad Alessandro Santoro per questo atto di “disobbedienza”. Ma il prete non ha desistito.
Ora Don Santoro è stato rimosso dalla comunità delle Piagge dal Vescovo di Firenze ma a don Santoro va il nostro GRAZIE per aver avuto il coraggio di stare dalla parte dell’amore anche a costo dell’esilio. Rivedo il suo volto e la sciarpa della pace legata al suo collo e penso a quanti Cristi che si schierano dalla parte degli ultimi continuiamo a crocefiggere, mentre ci indigniamo per la rimozione del suo simbolo.

Altracitta.org
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L’amarezza di una cittadina
Viviana Vivarelli

Se un carcerato muore massacrato di botte per pochi grammi di droga, sembra che il fatto sia etichettabile come eccesso di zelo. Non troverete mai nessun responsabile tra le guardie carcerarie che venga punito per questo delitto. Se anche si trovasse, la canaglia si aspetterebbe non una punizione ma una promozione, sulla falsariga dei macellai del G8 di Genova. La lezione che e’ stata data e’ questa: ammazza la plebaglia e difendi il potere, te ne sarà reso merito.
Non sapete che in Italia non esiste il reato di tortura nelle carceri?
E che tra poco il Trattato di Lisbona reintrodurra’ la pena di morte da comminarsi nel caso specifico di un popolo che si ribelli al proprio governo, per quanto questo governo sia dittatoriale e corrotto?
Vi risulta che uno qualsiasi dei tre candidati alla segreteria del Pd si sia mai occupato di questa lesione dell’habeas corpus? Persino Di Pietro, che e’ il piu’ attento ai diritti civili, vi risulta sia mai stato dalla parte di coloro che furono massacrati a Genova o a Napoli o che muoiono oggi nelle carceri del regime?

Si dice che ci sono 15000 trans e 70.000 prostitute, sterile dividerle tra dx e sx, e’ fisiologico che raccattino in modo bypartisan. Si ilude chi crede che la dx vada a escort e la sx a trans, come se una cosa fosse meglio dell’altra. Tra B che prende la D’Addario da dietro e Marrazzo che prende la Brenda da dietro, mi dite come si fa a fare una graduatoria del meglio?
In quanto a droga ne scorre a fiumi ormai ovunque e le leggi puniscono solo i piccoli consumatori, ma lasciano intatti i grandi centri del narcotraffico.
Maroni dice che sta combattendo la mafia. Viste le infiltrazioni negli organi di potere, potremmo dire piuttosto che lo Stato combatte ormai le cosche avversarie in regolamenti di conti interni, per cui la mafia stessa dirige le operazioni contro la criminalità così da liberarsi dei concorrenti e lo fa col concorso della polizia.
Il problema non e’ trovare chi va a trans o a escort, ma chi non ci va affatto. Come dice Michele Serra: “Pagare per avere sesso mercenario non e’ un obbligo ma una scelta; qualcuno ha scelto di non farlo mai. Per completezza sociologica ogni tanto si parli anche di lui”.
..
Io sono un cittadino modello, non rubo, non delinquo, non uccido, non mento, pago le tasse, pago persino il canone di una televisione che mi fa schifo, non commetto reati, non faccio del male al prossimo, anzi il prossimo ogni giorno lo aiuto, sono regolarmente sposata e non tradisco mio marito né lo infamo, ho mandato un figlio all’estero per non farlo pesare sul bilancio di uno stato che non dà lavoro ma corruzione e malaffare, non bevo, non fumo, non mi drogo, lavoro e non sottraggo niente a nessuno. Sono un cittadino operoso e onesto.
Ho solo la mia opinione.
Ma quando scrivo la mia opinione sul web sono assalita e insultata da gente che sostiene ladri, assassini, narcotrafficanti, eversori. Persino sono stata minacciata di morte o di stupro per aver sempre difeso l’onestà, la Costituzione, l’osservanza alle leggi civili, il rispetto della persona e della Terra.
Io so che la mia esistenza dà noia a qualcuno.
Io so che quando dovessi avere bisogno, questo Stato me lo troverò sempre contro.
Io non potrà mai essere dalla parte di questo potere. Io sarà per solidarietà sempre dalla parte delle sue vittime.
Come è difficile essere cittadini in uno Stato come questo!
..
Il vizio e la casta
Viviana Vivarelli

Bormioli, quello dei vetri gialli, un riccone d’Italia, si è svenato per la dipendenza da droga. I suoi persecutori non gli hanno solo sottratto immensi patrimoni, lo hanno messo in ginocchio, umiliato, avvilito. La polizia in una retata ha ripreso una parte del bottino: orologi di grandissimo valore, quadri da 400.000 euro l’uno…; altra merce rubata è passata nelle mani compiacenti di orefici, orologiai, antiquari, ricettatori d’arte, tutta gente del mondo per bene, che ha una solida reputazione, che gira nei salotti dei vip, che non paga le tasse, incetta merce rubata, affianca gli spacciatori e la mafia, e viene alla fine gratificata dal caro Berlusconi che permette loro di legalizzare i capitali rubati e di ripulirli riportandoli in Italia.
Un vizio non è solo un vizio. E’ un mondo, un mondo di miseria e abbrutimento, di ricatti e circonvenzione, di schiavitù materiale e morale, di privazione di libertà e autodistruzione, un mondo di cui il lerciume di Marrazzo è stato solo uno spiraglio, subito chiuso (non si sono interrogati nemmeno i pusher) perché interessava far fuori Marrazzo sul feltri-style ma a nessuno importava poi veramente far luce completa sul fenomeno della droga e dei suoi succubi altolocati.
Un vizio non e’ qualcosa a cui si indulge una tantum, e’ una dipendenza grave da qualcosa di illecito o di vergognoso a cui si soggiace in una specie di schiavita’ cieca e folle che ottunde il cervello al punto da far disertare azioni o presenze fondamentali della vita, come la propria famiglia, la propria immagine sociale, il proprio lavoro, e al punto che per perpetuare questa schiavitu’ si accetta di soggiacere a ricatti, intimidazioni, situazioni di grande rischio vitale.
B che telefona al procacciatore di donne e droga Tarantino dieci volte al giorno e che non esista a gettare nel puttanaio la propria famiglia e la propria immagine e farsi ridere dietro dai giornali di tutto il mondo con foto grottesche e indecenti e disertando riunioni ufficiali e internazionali…. Marrazzo che deve andare in quel lurido cesso di Via Gradoli due volte a settimana e che continua per 4 mesi a frequentare quell’immondezzaio, pur sapendosi ricattato… Sono cose da neurodeliri.
E sentire anche dire da B a Ballaro’ che a quell’ora in genere “lavora”, quando sanno tutti come occupi le sue serate e le sue notti in un bordello continuo e in compagnia di spacciatori, sarebbe come sentir dire a Marrazzo che in Via Gradoli c’era andato a fare un sopralluogo delle Belle Arti.
Ci sono prese per il culo che non tolleriamo piu’.
Ci sono vizi che stanno facendo pagare un prezzo troppo alto alla democrazia.
Una palude di immondizia e scorie tossiche, ecco l’immagine che il potere sta dando di se stesso. E votare affinche’ questo letamaio continui e’ la peggior cosa che un italiano possa fare al suo paese.

In quanto agli omofobi, ovvero a coloro che detestano gli omosessuali in modo compulsivo e cercano anche di massacrarli, si tiene proprio in questi giorni a Roma il convegno “Omosessualita’ e terapia” in cui si afferma che nei casi di omofobia spinta e’ facile che ci sia una omosessualita’ latente, per cui il soggetto cerca di difendersi dalle proprie pulsioni sessuali aggredendo i gay per il timore di essere riconosciuto come uno di loro.
L’uomo vero non ha bisogno di queste sceneggiate spettacolari, lo sa da solo a che genere appartiene, e non deve dimostrarlo con scene d’odio spinto che semmai provano proprio il contrario.

Notiamo che troppi di questi zozzoni che ci comandano sono ormai a un livello di corruzione insostenibile, non si sa piu’ cosa cercano e cosa vogliono
Sono i piu’ grandi assenteisti d’Italia, anche se Brunetta continua ad ignorarlo, ora gli onorevoli hanno fatto dieci giorni di “pausa” parlamentare perche’ tanto le leggi che dovrebbero discutere sono prive di copertura finanziaria e il loro compito si e’ ridotto ad approvare leggi e decreti discussi altrove sui quali la loro presenza e’ quasi superflua, fanno una vita lussuosa, hanno belle mogli e belle case, spesso comprate per niente, non lavorano quasi affatto, hanno scorte, privilegi, esenzioni, impunita’… possono far perfino entrare il pusher o le escort nelle stanze del potere, o candidare mafiosi e puttane ad altre cariche, godono della possibilita’ di perpetrare impunemente clientelismo, nepotismo, voto di scambio, addirittura strage, sono protetti dai processi, tutelati nell’incolumita’, incensati dai media.. possono avere gratis le piu’ belle donne d’Italia ed essere accolti nei salotti migliori, hanno soldi, potere, lusso, spreco, applausi, incensi
e tutto quello che desiderano e’ infilarsi in un lupanare lercio, nel puzzo di fritto e di cavolo, in caseggiati fatiscenti, stanzette anguste, sporchi, mobili barcollanti, su pagliericci scomposti e sporchi, tra le urla di brasiliane immonde e toccare la volutta’ di sprofondare nella abiezione piu’ assoluta
Ma se e’ questo che vogliono, essendosi saziati ormai di tutto, mettiamoli a 800 euro al mese, senza provvigioni ed emolumenti, in situazioni da fame, con la paura di uno sfratto, lavoro insicuro, nelle lentezze insostenibili della USSL, senza cliniche di lusso o avvocati o guardie del corpo, senza auto blu, coi figli che hanno fame e l’impossibilita’ di un futuro, e vediamo se la perdono quella smania di persone viziose, corrotte e arroganti, perche’ l’Italia ne ha piene le tasche delle loro escort, dei loro trans, della loro coca, della loro mafia, della loro sbobbia e di tutte le sporche cose impestate con cui ci rovinano la vita!
..
Attacco a Rai3
Da dazebao
Vincenzo Vita

Un colpo di mano. Di questo si tratta vista la telefonata con cui il direttore generale della Rai, Mauro Masi, avrebbe annunciato a Paolo Ruffini, direttore di Rai 3 che dovrà lasciare l’incarico. Motivazione: nessuna.
Un colpo di mano devastante non solo perché si tenta l’assalto finale alla rete televisiva che ha ottenuto significativi risultati ma è invisa a Berlusconi. In effetti nelle intenzioni di Masi si intravede una vera e propria devastazione della Rai. Addirittura si rfimettono in gioco non solo Rai news 24,RaiCinema, ma anche gli incarichi di Giuliana Del Bufalo Fabrizio Del Noce Evidentemente il Pdl ha bisogno di posti. Al tempo stesso c’è chiaro e dichiarato l’obiettivo di indebolire la Rai. Disarticolare Rai3 fa parte di questo piano. Non a caso il consigliere Nizzo Nervo ha chiesto che si facciano nomine là dove ci sono incarichi scoperti affermando che “ Paolo Ruffini è la linea del Piave. Non si tratto solo della difesa di una professionalità che è patrimonio prezioso dell’azienda. Ma di un punto di resistenza che chiama in causa l’intero Consiglio di amministrazione, il Presidente Garimberti, la Commissione di vigilanza, una difesa dell’autonomia del servizio pubblico, il suo sviluppo, il pluralismo dell’informazione. Non è un caso che l’attacco finale venga portato a Rai3. Qualche giorno fa il “ Fatto quortidiano” non smentito, ha anticipato i contenuti della proposta del nuovo contratto di servizio tra lo Stato e la Rai. Ovviamente, il percorso decisionale deve ancora passare per la Commissione parlamentare di vigilanza dove la battaglia sarà assai aspra. Se davvero il testo assomiglierà a quanto scritto, si cancellerà di fatto la terza rete televisiva, secondo i voleri di Berlusconi. Infatti, il canale tornerebbe esattamente come trent’anni fa ad essere regionalizzato con la probabile fine delle trasmissioni considerate scomode a Villa Grazioli. Senza nulla togliere al decentramento, quest’ultimo dovrebbe riguardare l’insieme del servizio pubblico e non solo la terza rete. Inoltre, entrerebbe in scena una sorta di comitato di valutazione delle trasmissioni, una specie di gran giurì.
E poi vengono quasi abolite le quote obbligatorie di produzione di film audiovisivi italiani ed europei, e così via.
Il contratto di servizio era nato come uno strumento “pattizio”, volto a regolamentare le attività tecniche e organizzative dell’azienda pubblica. Non è una legge e neppure un suo decreto attuativo. Insomma, è un “colpetto” di mano che si aggiunge al tentativo di queste ore di cambiare la legge sulla par condicio. Il resto è tristemente noto, a cominciare dal conflitto di interessi. Per non sbagliare, comunque, la Direzione generale , secondo una lista di proscrizione lungamente annunciata, rende noto il siluramento di Ruffini.
Il 3 ottobre vi fu una straordinaria mobilitazione in Piazza del Popolo a Roma promossa dalla Federazione della stampa. Evidentemente non è bastata. L’iniziativa democratica non può avere pause ed è l’occasione per riunire tutte le opposizioni.
In ogni caso si è chiesto al Presidente della vigilanza Sergio Zavoli di convocare urgentemente la commissione, che chiaramente la destra vuole cancellare

www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7393%3Arai3-assalto-finale-dei-berluscones-vogliono-cacciare-il-direttore-ruffini&catid=39%3Aopinioni&Itemid=156
..
Ha tre televisioni e ne domina due della tv pubblica mentre ne tiene addomesticata una quarta. Ma non gli basta. Non gli basta. Non gli basta mai. Vuole tutto nel suo pugno. Non sopporta democrazia. Non sopporta libertà. Non sopporta opinione. Come un faraone egizio ordina solo venerazione.
E con tutto questo si deve sentire di stolti che gridano di 60 anni di dominio della sinistra, di una televisione in mano alla sinistra, di una magistratura che fa sentenze da sinistra. Cani che ululano alla preda affiancando i cacciatori spietati, ma la preda, qui, è l’uomo. La preda siamo noi.
..
Supplica a mia madre
Pasolini

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio
.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore
.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia
.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data
.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima
.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù
:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso
.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita
.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione
.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile

http://masadaweb.org

12 commenti »

  1. Cara Viviana, in italia però esiste ancora il reato di omicidio volontario, che però quando viene commesso da appartenenti a forze dell’ordine viene sempre derubricato in omicidio colposo od in “caduta accidentale” dalle scale o dalla finestra !!

    La soluzione non è istituire nuovi reati , basterebbe riuscire a perseguire quelli commessi !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 6:02 pm | Rispondi

  2. Resterebbero sempre fuori il pestaggio, le torture e simili e non mi dire che esiste anche un reato per le lesioni. Il fatto gravissimo è che se si mette una cetagoria di eprsone al di fuori della responsabilità si nutre una casta di criminali e questo in un paese serio non dovrebbe succedere

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 6:02 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana, esiste anche quello :

    Libro secondo Codice Penale : Disposizioni speciali Titolo primo: Dei reati contro la vita e l’integrità della persona Art. 123 3. Lesioni personali. / Lesioni semplici

    Art. 121 3. Lesioni personali.

    Lesioni gravi

    Chiunque intenzionalmente ferisce una persona mettendone in pericolo la vita, chiunque intenzionalmente mutila il corpo, un organo o arto importante di una persona, o le produce la perdita dell’uso di un tale organo o arto, o le cagiona permanentemente incapacità al lavoro, infermità o malattia mentale, o le sfregia in modo grave e permanente il viso,chiunque intenzionalmente cagiona un altro grave danno al corpo od alla salute fisica o mentale di una persona, è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere.

    Come vedi il Codice Penale prevede e punisce severamente anche questa fattispecie di reato !!

    Il problema, come si diceva, è che anche questo reato non viene quasi mai identificato come tale. perchè, nel caso delle forze dell’ordine, chi è deputato ad accertarlo è spesso il responsabile o complice dello stesso e comunque in grado di depistare le indagini !!

    Nelle patrie galere ci sono poi detenuti “collaborazionisti” appositamente addestrati e incaricati di compiere pestaggi per conto dei “superiori” !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 6:02 pm | Rispondi

  4. è per questo che indipendentemente dal carcerato… non si può appoggiare alcuna forma detentiva che annulli l’individuo… è tutto figlio della stessa logica da ISTITUZIONE TOTALE sia esso un centro di permanenza, un “normale” carcere, un gabbio in questura o in caserama, un carcere speciale, un manicomio e via dicendo. Troppa voglia di legalità e di manette in questo paese… e non solo a destra!

    A

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 6:03 pm | Rispondi

  5. 41bis compreso…

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 6:03 pm | Rispondi

  6. Stefano Cucchi è uno delle tante vittime di un malgoverno che fa affari con la camorra e la mafia e molti politici si DROGANO ! purtroppo la droga obnubila il cervello ! si dovrebbe dimettere subito !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2009 @ 9:20 pm | Rispondi

  7. Ciao Viviana,
    quel p…o di Giovanardi e’ il protettore politico di quel truffatore di Cremonini dell’Inalca di modena, leader europeo nella carne gonfiata, inquisito tempo fa perche’ mandava navi di carne marcia in africa pagata dalle ONG come buona !!!

    In Italia o si spara per le strade o si fara’ la fine del topo !! …mi dispiace !
    Io ho lasciato l’Italia 20 anni fa perche’ non volevo fare il masaniello locale e poi prenderlo in quel posto !!

    Auguri Viviana !!

    Marcello

    Commento di MasadaAdmin — novembre 11, 2009 @ 7:15 am | Rispondi

  8. Cara Viviana,
    sono profondamente triste. Mi pare che tutto sia come sotto una specie di sortilegio. La cosa che più mi rende affranto è il dialogo coi miei cari, cui spesso sono costretto a spiegare anche le cose più ovvie. Come “la legge è uguale per tutti”, oppure “il delitto di stato”, oppure altre questioni così ovvie che è difficile spiegarle. Penso che i miei interlocutori, alla fine, sappiano già quello che cerco di dire ma non vogliano sentirlo. Alla fine, dopo estenuanti discussioni, la risposta di questi è “ormai non c’è soluzione, tutto è corrotto, bisogna imparare a conviverci”. E li mi sento a pezzi, e la rabbia mi fa perdere la ragione…

    Commento di Stefano — novembre 11, 2009 @ 12:51 pm | Rispondi

  9. Caro Stefano
    pensa a questo: anche nella crisi dell’impero romano, anche in qualunque momento critico della storia del mondo, ci sarà stato qualcuno che si arrendeva di fronte agli eventi e ci sarà stato qualcuno che invece reagiva, si ribellava, voleva cambiare le cose, ma ogni volta che la storia umana ha fatto qualche passo avanti è stato grazie a chi ha resistito. Anche oggi il compito di te che sei giovane e di me che sono irrimediabilmente giovane dentro è quello di resisstere. Io non mi arrendo. Tu nemmeno. Intanto siamo in due. In realtà siamo miliardi. Quando questi miliardi capiranno che sono una forza, le forze del male regrediranno e il mondo avrà una speranza per il futuro
    Intanto io ti ringrazio di esistere.
    Cerca di avere pazienza con chi ha perso questa capacità interiore di resistenza. Anche resistere è un dono che non tutti hanno, è una grazia della cui mancanza non possiamo incolpare nessuno. Siamo riconoscenti per essere nati così, non è una colpa né un merito, è un compito, che alcuni hanno e altri no e chi ce l’ha deve averlo anche per chi non ce l’ha

    un grosso abbraccio
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 11, 2009 @ 1:49 pm | Rispondi

  10. Cara Viviana, tu hai provato di persona e hai constatato lo sprofondo culturale e informativo che viene spacciato in tv, ma io lo constato giornalmente.
    Mi sono trasferita, stabilmente, da 10 anni, in un paese di Appennino dove da sempre ho trascorso l’ estate. Conosco, dunque tutti, fin dall’infanzia e, ad alcuni voglio anche bene o sono affezionata. Il luogo è incantevole e ne godo per le sue meraviglie. Gli abitanti sono al 90 per cento tra i 60 e i 90 anni (qui sono ancora longevi. La gente è semplice, vive per lo più di pensione e di risparmi, ha esigenze morigerate, non spreca nulla. La ricezione televisiva è stata sempre pessima, tanto che al momento del trasferimento ho istallato una parabola con un abbonamento a Sky. Parlo con i conoscenti, con le persone che mi supportano nei lavori casalinghi, con gli amici e mi fa piacere, ma quando si tocca l’argomento informazione capisco che essi vivono un altra vita in un altro mondo. Quasi nessuno ha una parabola e stanno davanti al televisore a guardare ed ascoltare ciò che passa … l’etere. Chi canale 5, altri Rete 4, quasi tutti Rai 1, alcuni anche Rai 2 o 3 a seconda della
    zona di residenza ! Ascoltano telegiornali, dibattiti e alla mattina al Bar, ne discutono Quando arrivo e cerco di dire la mia impressione, mi guardano stupiti e il minimo che mi sento dire è che … non sono informata che ho ascoltato o letto delle panzane e che sono ingenua perchè ci credo. Tutti, a cominciare dagli amministratori, che naturalmente sono della destra, non hanno la minima idea che cosa stia loro capitando e cosa sia in corso in Italia e per l’Italia. Quotidiani ne vendono pochi e per lo più anche essi di destra. Il Manifesto lo devi espressamente richiedere, Repubblica, Corriere e Stampa in copie contate. Il paese non è poi piccino, conta circa 3000 abitanti ed è a 28 Km da una Città e neanche 70 da Milano.
    I giovani scappano e quelli rimasti, seguono, ottusamente, le orme di famiglia. Vivo tutti i giorni questa realtà e sono disperata, per loro e anche per me che non riesco ad essere convincente. Penso che questo possa essere come un campionamento per capire come stanno veramente i cittadini che con un informazione deformata sono convinti di vivere un’ altra esistenza. E’ una situazione drammatica e senza rimedio. Tutti costoro passeranno, come si dice a miglior vita convinti che B sia davvero l’unto del signore. SPAVENTOSO.
    Come se non bastasse, Il paese dal quale parlo è quello d’origine di … BERSANI del quale, per altro i compaesani vanno orgogliosi, ma voti non gliene danno ! !
    Che fare ?
    Ciao, ciao
    Petra

    Commento di MasadaAdmin — novembre 11, 2009 @ 6:42 pm | Rispondi

  11. Cara Petra
    So di cosa parli, sono nata in un microscopico paesino dell’appennino tosco
    emiliano; più tardi ho avuto una seconda casa in un altro paesetto sulle
    Alpi marittime, dove scappavamo ogni volta che potevamo da Milano e dove,
    con la bimba piccola, ho passato tre mesi ogni estate più tutti i fine
    settimana. Mio marito era proprio invaghito della vita semplice, dei lavori
    manuali ecc., io sono stata più riservata con gli adulti ma siccome adoro i
    bambini avevo fatto della mia casa la casa dei bambini e certe estati ne ho
    contati addirittura un centinaio. Con loro ho organizzato cose bellissime.
    Credo che i bambini mi abbiano salvato dal vedere e capire. Mio marito
    voleva addirittura prendere lì la residenza e passarci la sua vecchiaia. Mi
    vengono i brividi se ci penso. I momenti belli sono stati tanti, il contatto
    con la natura e anche certo modi di vita più semplici e antichi, ma
    l’informazione e le idee erano quelle che dici tu e le differenze sono
    sempre state profonde, più di quello che volevamo confessare. Tuttavia è
    stata una cosa idilliaca per dieci anni, un miracolo nel suo genere, che non
    è avvenuto con altri villeggianti che sono sempre stati emarginati, anche
    perché la contaminazione tra noi, gente di città e con vari titoli di
    studio, e loro sarebbe stata teoricamente impossibile, ci siamo anche illusi
    che convivere sarebbe stato possibile, io volevo addirittura fare una
    raccolta di detti popolari, antiche storie, canzoncine e salvare quel
    dialetto mezzo genovese e mezzo francese che mi piaceva tanto, poi, per
    banali divergenze di confine abbiamo subito un danno grave, abbiamo
    protestato, l’idillio si è rotto e ci siamo trovati mezzo paese contro,
    toccando con mano che la differenza culturale porta anche differenze di
    comportamento insanabili e fanno scattare elementi tribali. Morale: ci hanno
    costretti (noi e un altro confinante che aveva subito gli stessi danni) a
    svendere la casa che avevamo costruito con le nostre mani e ad andarcene per
    sempre. Loro contro noi. Noi, i diversi, rigettati come un boccone mai
    digerito. Se penso a quanto mio marito aveva fatto per questa gente mi viene
    male. E’ seguito un anno di depressione e ci è rimasta una grande amarezza.
    Casa in montagna mai più. Ora andiamo in albergo in posti diversi e non
    tentiamo nemmeno di comunicare con i paesani. Cerco di non pensare nemmeno
    alla mia casina così bella e così amata. Mio marito è una persona
    straordinaria e senza di lui quel paese non sarà più lo stesso, si era
    veramente svenato per loro, ma non credo che lo confesseranno mai. Ho
    toccato con mano l’emarginazione ed è una esperienza che non voglio fare mai
    più.
    In quel paese hanno sempre votato democrazia cristiana e, dopo, i partiti
    che più le somigliavano. Quando ci siamo andati noi avevano messo da poco la
    luce elettrica e funzionava male, non c’era ancora la strada e si saliva con
    una mulattiera spesso ingombra dai sassi delle frane. Solo per portare un
    morto al cimitero a spalla era un problema. In mezzo secolo di democrazia
    nessun governo ha fatto qualcosa per loro, ma in tempo di elezioni la Dc
    mandava a ognuno un pacco con pasta e riso. Quando morì Mussolini piansero.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 11, 2009 @ 6:46 pm | Rispondi

  12. Cara Viviana,
    il mio percorso è differente in quanto attualmente, anche io appartengo alla fascia d’ età tra i 60 e i 90 ! Sono cresciuta con questi miei compaesani dall’età di 4 anni, per tutte le lunghe estati della mia vita. Ed anche il percorso di questo paese è differente. E’ una località che è stata insignita della medaglia d’ argento al valore partigiano, perchè ha dato molto e resistito tanto quando era ora. Non per niente Bersani si è formato qui. Fino agli anni ’80 ha avuto la più frequentata e importante festa dell’Unità, di questa meravigliosa ed unica Valle.
    Per ciò è più grave e “involontario” il cambiamento ! A cosa si deve questo decadimento se non ad un informazione taroccata ?

    Qui si evince al vivo come è potuto accadere che ci troviamo Berlusconi e Co.

    Non sono in conflitto e nemmeno emarginata, in questo luogo, sono, bonariamente ed unicamente, non credibile, in quanto solo da parte mia e da qualche altro battitore libero, ascoltano cose che non conoscono delle quali nemmeno io ho strumenti che mi possono dare credibilità. Se gli parlo di Grillo, sono certissimi che sia solo .. un comico … ed anche simpatico !

    Umberto Eco in un suo scritto sulla comunicazione riassunse con un esempio, di carattere millenario, questo tipo di disinformazione. Isidoro di Siviglia, alto medioevo, conosceva esattamente la lunghezza dell’ equatore e sapeva pure che la Terra era rotonda, ma i suoi divulgatori artistici, la rappresentavano come un disco piatto con Gerusalemme al centro, ne più ne meno come oggi è stampata su un qualsiasi Atlante, senza altro spiegare. Tanto bastava ai più per prendere per buona la versione della terra piatta. Il sapere lo detenevano alcuni Dotti che lasciavano sia la popolazione che anche certi Potenti nelle credenza e nella superstizione, per avere più supremazia e sbrigarsi con più agio i loro propri interessi.

    D’altra parte lasciare nell’ignoranza la maggioranza dell’umanità è uno stratagemma usato da sempre, anche dalla religione, e, ancora oggi, in Iran si giustiziano i maestri che vanno sulle montagne ad alfabettizzare le genti.

    E’ molto difficile sollevare l’indignazione del popolo se non appaiono e sono spiegate e credute le ragioni. Peraltro la maggioranza è convinta che il mondo popolato “di unicorni e mostri silvani” raccontato dal potere non può essere che quello vero.

    Noi tutti che frequentiamo la rete, siamo in Italia, una minoranza nella minoranza ce la contiamo fra di noi e non c’è modo di raggiungere la massa se alla massa non vengono concessi gli strumenti consoni con istruzioni allegate.

    Complimenti per il tuo sito. Lo diffonderò

    ciao, ciao
    Petra

    Commento di MasadaAdmin — novembre 11, 2009 @ 7:02 pm | Rispondi


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