Nuovo Masada

novembre 8, 2009

MASADA n° 1027. 8-11-2009. DISTRAZIONI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:36 am

BeffaTotale

Se l’occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l’uomo non immagina, si spegne.

E se l’uomo non ride
è come
un cerino
spento

Ellekappa

Berlusconi ha lo stesso problema con le sentenze e con le donne: se non le paga non sono carine con lui.
..
La situazione è disperata ma non è seria
La crisi c’è ma non è tragica
La democrazia non c’è
ma a tutto
si fa l’abitudine

Viviana
..
La democrazia è in pericolo? Lo sapremo dopo la pubblicità.

Berlusconi
aveva un boss
che gli girava
per casa
ma non lo sapeva
ne era solo
l’utilizzatore finale

ELLEKAPPA
..
Essere cattivi
fa crescere
la solidarietà
Adesso quando un naziskin
vede picchiare un negro
va subito a dargli
una mano

Ellekappa
..

spinoza.it

Don Verzè :”B è un regalo di Dio”. Beh, bastava il pensiero.

Primarie Pd, vince Bersani. Ora può rimettersi i baffi.

Eletto Bersani, ora B dovrà preoccuparsi. Già faticava a gestire un partito solo.

Il primo a telefonare a Bersani è stato D’Alema. Voleva i complimenti.

Rutelli intanto dice addio al Pd: “Tragitti differenti”. Capita, brancolando nel buio.
(Vuole mettere la sua mancanza di idee a disposizione di un nuovo progetto)

Rutelli abbandona Bersani per allearsi con Casini. “È una decisione che ci sconcerta e certamente ci indebolirà”, ha dichiarato Casini.

Per fortuna ci sono le forze dell’ordine a ricordarci che la droga uccide.

Per Stefano Cucchi è stata scrupolosamente rispettata la procedura prevista dall’Arma: fermo, arresto, pestaggio, morte misteriosa.

Quest’anno nelle carceri italiane sono già morti 146 detenuti, di cui 59 suicidi. Tutti gli altri per ko tecnico.

Piero Marrazzo ricattato con un video compromettente: pare che in passato abbia lavorato per il Tg2.

Il governatore del Lazio era solito incontrare dei trans in un vecchio covo delle Br. Colpa dei tagli al bilancio. (Prima le Br, poi i trans. Una volta i servizi segreti sceglievano inquilini meno appariscenti)

L’ex giornalista Rai si giustifica: “Avevo nostalgia del secondo canale”.

Dopo le escort di B, i trans di Marrazzo. Finalmente ci si confronta sui programmi.

B avvisò Marrazzo. Si erano incontrati sulle scale.

Pare che B abbia custodito il filmato per parecchi mesi. Quando si dice unire l’utile al dilettevole.
(Di una cosa bisogna dare atto a Marrazzo: è sempre stato dalla parte dei consumatori)

Si sospettano mandanti occulti. Il filmato si chiude con il trans che dice “Italia uno!”.

Adesso è ospite di una struttura gestita da sacerdoti. Ha optato per una disintossicazione graduale. (Una scelta discutibile. Non ne ha abbastanza di uomini che vanno in giro con la gonna?)

Insistenti le voci su Gasparri frequentatore di trans. Che adesso temono per la loro reputazione.
..
Il Fannullone

..
Bassa definizione
Naima2

Lasciate a casa i parenti
ma non il taccuino
degli appunti visivi,
dice il maestro di grafica
.

Da anni invece
porto con me la fotocamera

Apro e chiudo il diaframma
(il mio), lo tendo e lo distendo,
respiro a fondo mentre
incido pixel per pixel
nella memoria (la mia).
Fotografo

per ricordare, dopo.

I luoghi ci trascendono,
serenamente eccedono
il nostro esserci, prescindono
da noi. Nostro malgrado
e comunque
ci comprendono
.

Fotografo
per comprendere come sto
nei luoghi che mi attraversano.

Fotografo
e i luoghi esterni si fanno
mappa, paesaggio mio,
luoghi della mia mente
.
..
ART BRUT
Naima2

Si scrive a volte per meglio tacere.

Buttavano, gli infermieri dell’atelier dell’ospedale,
le “pitture sporche” i disegni scomposti
tremolanti (“mal riusciti”, dicevano) dei matti.
Che bei quadri di art-therapy ne uscivano,
genio e sregolatezza, ma con misura.
Il sangue, il marcio finalmente esternato
il muco il guasto il vomito lo sperma
quel liquame organico, vitale… via, via….
che non si offendano i raffinati e coltivati sensi
.
Lo sfaldamento del mondo, l’inelegante crollo
il trascinarsi pietoso del corpo vulnerato…
ma no, testa e coda vanno tagliate, nella grappa
e nella bestia da macello, che nessuno mangerebbe
carne rossa, se vedesse il sangue sparso ovunque
nei capannoni da cui escono incorniciati di bianco
filetti e roast-beef. Che bei quadri di art brut,
all’ospedale

nell’atelier ben riordinato, quando il peggio
è stato mondato, cessato il grido, il fremito
l’urlo inarticolato.
E’ il lamento educato
che va privilegiato.

Così a volte si parla per meglio tacere
..
Recensione di un’opera d’arte involontaria: il grembiule del Maestro grafico F. Vecchietti
Naima2

“Non uno di meno”, dice il Maestro
rifiutando l’alternativa binaria
e riduttiva tra il bianco e il nero,
spaccando in tre il capello… il campo il foglio,
deragliando deciso dal binario banale
degli aut-aut, coi consueti opposti
da elidere. Il bianco e il nero dapprincipio
si oppongono si escludono si sfuggono
come nell’infanzia i due generi:

bambine e bambini si odiano,
si sa, ma poi da grandi si sposano
.

“Tertium datur”, dice tacendo il grembiule
del Maestro, c’è una strada
una linea di fuga, rossa, che regge.
Nella lotta corpo a corpo
di chiari e scuri, sulla bianca distesa
del foglio c’è dell’Eros, c’è passione.
Lottano il segno fermo, ieratico
univoco, che di nulla si intriga
e l’empatico muoversi di Dioniso
fluido e manesco, che tutto tocca e sfuma

nell’hibris di tutto segnare e marchiare
col proprio odore. Nella stoffa-scudo
al corpo del sacerdos, rimane traccia
del combattimento tra due vettori,
due colori, due amori in tutto opposti
e paralleli. Sarà il terzo elemento,
il fil rouge della mano che cala e torce
e imprime, che stampando

rivelerà ogni cosa.

Su quella veste il campo resta chiaro,
(traspare ancora il candore primo)
ma un sole nero allude, a oriente,
nel brumoso mattino, al lungo itinere
della lotta amorosa ed impari, da cui
si sa, nessuno pulito o intonso uscirà.

Ecco il maestro colto nell’atto
di valutare la morsura dell’acido:
dapprima distaccato, controllato,
poi coinvolto; prima diffidente, irridente,
e poi, finalmente “…ma si’, proviamo!”
Tarlatane nere come il peccato subito
sfiorano, tolgono, spalmano
lastre incise che mal sopportano il velo
nero e se ne liberano sotto pressione
mute rassegnate torchiate a morte.
Opera al nero, l’acquaforte
.

Testimone del duro travaglio
quel lino rituale, quel limes
che torna di stampa in stampa
a distillar sostanza, a separar nel foglio
sporco e pulito, e a ricordare
il filo rosso salvifico, sorprendente
che porta avanti l’artista, oltre sè stesso
e altrove, nell’arte senza tempo
e lo rende già pronto ad un altro viaggio
sul foglio bianco libero e leggero.

Resta, quale spoglia sacrificale
o gloriosa vecchia bandiera,
appeso in luogo recondito e riposto
quel lino frusto e nobile:
salvifica armatura
distanza che difende
.
..
Fermenti
Naima2

Non sopravvivono alle glaciazioni
domestiche i bacilli del bulgaricus, generoso
artefice di casalinghe preparazioni
(yogurt dal latticello acidulo…). Non tutto
nel freezer puo’ venir ibernato e resuscitato.
Il tempo non si doma, e mentre scorre
sfiorisce il fiore e svanisce lo splendore.
Cosi’ il talento.
Ogni creatura, allo stato nascente,
possiede un suo “fermento” vivente

valore da spendere, moneta da investire
e negoziare… che non si puo’ congelare
aspettando tempi migliori, stagioni
propizie, come le cinquecento ghinee
della pensione che libera le ore
finalmente, o una casa tutta per sé,
senza più bimbi da nutrire
e vecchi da accudire

Come il bulgaricus, scaduto il tempo
annegheremo nel buon latte intero
che non ci ha nutrito al momento giusto
né reso forti abbastanza per superare
il gelo.

..
Armadio
Naima2

La porta di noce apre
la scatola di un gioco di ruolo
ammiccante. Dentro
si fingono altre porte,
eco visuale di antichi
specchi di famiglia,
cento abiti per cento aspetti
intercambiabili ma indifferenti
al corpo. Basta,
voglio cambiare gioco,
chiarire

l’equivoco trasparenza/opacità,
voglio una nuova nudità
.

Il nudo riporta alla verità
e non vuole sguardi,
né essere guardato né guardare.
Non vuole attenzione,
non distrarsi né distrarre.
Veicola senza veli
una spoglia spiritualità
.

Chiudo gli occhi al vecchio
gioco di immagini e invoco
un luminoso nirvana
di luce senza forma.
L’abito forse ri-significherà
quando avrò toccato
la prima identità
.

quasi-adatti.splinder.com/
..
Il Capitalismo liberista secondo Berluska
Rosario Amico Roxas

Il cavaliere compra due cavalli per la sua tenuta di Arcore; senza cavalli che cavaliere sarebbe !!!
Assume Vittorio Mangano come stalliere ma deve fargli spiegare cos’e’ un cavallo: “….un cavallo e’ un animale quadrupede, ha quattro lati, dx, sx, sopra e sotto; quando si sente belare non e’ il cavallo che bela, ma la pecora di quel comunista del vicino… etc.etc. “
Con quei due cavalli ne vende 4 a mediaset utilizzando lettere di credito aperte dal fratello presso la banca diretta dal padre.
Disponendo di una lettera di credito per 4 cavalli, fa uno scambio di lettere con una societa’ soggetta a OPA, nello scambio di lettere guadagna 6 cavalli (sarebbero stati 8, ma 2 sono serviti per corrompere l’addetto alla conta dei cavalli !), cosi’ puo’ godere del finanziamento europeo riservato agli allevamenti con almeno 10 cavalli.
I diritti sportivi dei 10 cavalli, per partecipazione a gare, vengono trasferiti, da un intermediario panamense, sul conto di una societa’ cinese con sede nelle isole Cayman, posseduta clandestinamente da un finanziere che rivende alla societa’ iniziale ad Arcore i diritti sportivi di 18 cavalli.
Nei libri contabili di questa societa’ figurano 18 cavalli, con una opzione al 50% per l’acquisto di altri 15 cavalli.
Intanto Vittorio Mangano scambia i due cavalli iniziali per delfini e li catapulta nella piscina olimpionica, impedendo loro di uscire da quello che “eroicamente” riteneva fosse il loro habitat naturale.
I cavalli muoiono barbaramente annegati, con grande stupore di Vittorio Mangano, che giornalmente portava loro il pesce fresco.
Quando viene scoperta la truffa e stanno per scattare le manette…. diventa presidente del consiglio: nasce cosi’ il capitalismo liberista secondo Berluska.
..
E a voi Checco ZALONE!!!

YouTube – Checco Zalone Show – Parodia Patrizia D’Addario

www.youtube.com/watch?v=fLWH4UP8upo

Perche’ sempre a me?

www.youtube.com/watch?v=yMkPWQ7lpxA

Non sono un figlio di pooh

www.youtube.com/watch?v=kJkNVCsPfwY&feature=rec-LGOUT-exp_stronger_r2-HM

..
spinoza.it

I banchieri svizzeri: “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe”. Allora ce lo dicano con uno jodel!
..

..
Il motto di Mussolini: Me me frego!
Il motto di Berlusconi: Embè?!
..
Pia manda
Cade a marzo? Per grazia ricevuta vado a San Luca anche con le stampelle.

“B? Cade a marzo”
Intervista a Daniele Luttazzi
dal blog di Andrea Scanzi

Il satirico più amato e odiato d’Italia non si ferma. Nuova stagione teatrale (Va’ dove ti porta il clito), tournèe musicale per i club, palestra comica nel suo blog, blitz a RaiNews (“la giornalista è una mia amica”) e un libro per Feltrinelli (La guerra civile fredda). Daniele Luttazzi è ovunque, tranne che in tivù. E ha una certezza: “Silvio B è finito, a marzo cade”. Ecco un’intervista senza rete, in esclusiva per questo blog.

Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?
“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.

Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.
“Con la bocciatura del Lodo Alfano, B giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. B è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi B ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. B è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. B è finito, il Bsmo no”.

Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché B cadrà a marzo?
“Alcuni indicatori – settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA- segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che B anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. B andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come B demolisca i fondamenti della Costituzione”.

C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?
“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e B, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.

Anche il Vaticano ha scaricato B?
“Sì. La Chiesa è così: finché B ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però B va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di B. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.

Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?
“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di “amalgama non riuscito” e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.

Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?
“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi Berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sx, clan di dx, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.

Internet è più libero?
“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’aria del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua “democrazia dal basso” non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.

Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.
“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.

Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?
“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satirico inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.

Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?
“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.

Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?
“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.

Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.
“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.

Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.
“Non faccio satira “per andare in tv”. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.

www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=200&ID_sezione=&sezione=
..
Le forze del male e il cavaliere
Rosario Amico Roxas

Il primo pensiero che viene spontaneo nella mente, alla luce del ripetersi degli eventi disastrosi che si stanno succedendo, è quello di affermare che il cavaliere porta una jella stramaledetta; le coincidenze sono troppe per rassegnarci a considerarle pure e semplici coincidenze.
Ma sembra proprio che non si tratti di semplice jella da contrastare con gli scongiuri.
Quando emerse lo scandalo delle escort, delle feste a luci rosse, delle foto compromettenti, dei matrimoni per farsa nel corso delle festicciole per soli adulti; quando la stessa moglie lo identificò come un maniaco assatanato, che va con le minorenni, che candida nel suo partito il ciarpame politico elevando le più attive al rango di ministro, quando il suo stesso maggior alleato Fini si ribellò alle candidature pornografiche alle europee, utilizzate per piazzare in ruoli parlamentari quell’harem che si era costruito, magari illudendosi di avere conquistato con il suo settantatreenne fascino ricucito, stiracchiato chirurgicamente, e delegarne i compensi pattuiti per le prestazioni da “fruitore ultimo”, ai contribuenti italiani, ecco che la natura sconvolse l’Abruzzo con un terremoto che attirò la pietosa attenzione degli italiani.
Come uno sciacallo, il cavaliere si precipito sui morti, sulle distruzioni, sullo sfacelo per esibirsi come il salvatore, svendendo anche il più doveroso degli atti come un eccezionale intervento di un grande statista.
Ora riesplodono ulteriori momenti di sfacelo morale e comportamentale, nel quale emerge la parte peggiore dell’uomo, aggravata dalla sua visibilità in quanto presidente del consiglio. Si tratta di un momento critico che vede il cavaliere in balia di una tempesta che rischia di affogarlo.
Ma anche stavolta la natura viene incontro al cavaliere con un nubifragio a Messina e dintorni che provoca morti, dispersi, distruzione. Lo sciacallo che alberga nell’animo del cavaliere si risveglia dal torpore dell’abbattimento e si precipita sui morti, chiedendo loro di restituirgli visibilità, credibilità, consensi e punti percentuali di popolarità, scesa ben sotto i tacchi delle scarpe.
Sembra proprio che le forze del male siano all’erta per correre in soccorso del loro beniamino, del loro massimo rappresentante in terra, altro che jella, altro che scaramanzia, si tratta di una mobilitazione massiccia di quelle forze che restituiscono al cavaliere i servizi loro resi.
Mi chiedo cos’altro accadrà quanto, fra giorni, la Consulta consegnerà la sentenza che dichiara incostituzionale il Lodo Schifani/Alfano e spoglierà il cavaliere delle prerogative che si era cucito addosso per nascondere la ben più pertinente divisa a righe ? Cos’altro dovrà succedere in questa martoriata italietta gestita da un governicchio composto da ominicchi, nani, ballerine, truffatori, mafiosi condannati per mafia, inquisiti, ora che l’azienda leader del cavaliere è stata condannata a pagare, solo come “danno emergente” 750 milioni (1.500 miliardi delle vecchie lire !) di euro alla CIR, per riaprire, immediatamente, il conto in altra sede per il “lucro cessante”?
Se i due fatti dovessero sommare la loro potenzialità distruttiva, c’è da attendersi un cataclisma per potere distrarre l’attenzione degli italiani.
..

Il cavaliere va avanti….! Ma dove crede di andare ???
Rosario Amico Roxas
(Dal messaggero)

E’ frastornato, incredulo, sgomento; la sua intangibilità mostra crepe da tutte le parti, la musica è finita e …gli amici se ne vanno, ma gli avversari restano, perchè ormai adusi ad attendere sul greto del fiume.
Dice: vado avanti… e non si accorge di essere sull’orlo del precipizio e di trascinarsi appresso quel pochissimo che resta della nazione, ormai ridotta a raschiare il fondo del barile, svalutata a livello internazionale come mai era accaduto prima, con la sola robusta alleanza di…Gheddafi.
E’ diventato un anti-re-Mida… tutto ciò che tocca, o anche solamente sfiora, va a finire a puttane; i fedelissimi si guardano intorno atterriti e immaginano movimenti nazional-popolari a sostegno dell’imprenditore sull’orlo del collasso, confondendo il privato con il pubblico, a dimostrazione che da 15 anni privato e pubblico sono stati amministrati dalla medesima persona, con il medesimo intento personalistico. Anche la sorte del Milan è stata trascinata nel baratro del fallimento, in attesa che l’amico-socio-alleato Gheddafi acquisti l’equipe di calcio…ma con i quattrini dei contribuenti italiani; le due storie, del Milan e dell’Italia si somigliano troppo per non evidenziarne l’infausta sorte comune.
I tempi delle smargiassate sono finiti per entrambi, ed entrambi sono avviati alla medesima sorte, mentre il cavaliere comunica: “vado avanti”, ma dove crede di andare ?
Forse dal suo ex pupillo Kakà ?

Le stalle
Marco Travaglio

Colui che più volte è stato capace di spergiurare sulla testa dei figli (poveretti) ha detto, ancora spergiurando: “Non sono ricattabile”!
E allora, perché memoria non falla, ricordiamo che:
Nel 1975 B subisce un attentato mafioso in una delle sue ville e non lo denuncia.
Nel 1986, replay: stessa villa, stessa bomba; stavolta se ne accorgono i carabinieri; il Cavaliere, al telefono con Dell’Utri, parla di “segnale estorsivo” del suo ex “stalliere” Mangano e rivela di aver detto ai militari: “Se mi avesse telefonato, 30 milioni glieli davo!”.
Nel 1988 confida all’amico immobiliarista Renato Della Valle: “Mi han fatto estorsioni in maniera brutta. Mi è capitato altre volte, dieci anni fa, e son tornati fuori. Mi han detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza Duomo. Se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così non rompono più i coglioni”.
Nel 1990 la Standa di Catania è bersagliata da attentati mafiosi, finché i dirigenti Bani pagano il pizzo (180 milioni di lire); ma la Fininvest nega tutto e non denuncia gli estorsori, nemmeno quando vengono arrestati e processati.
Nel 2007 una gang di paparazzi minaccia di diffondere foto compromettenti di Barbara B: Papi cede al ricatto e paga 20 mila euro.

Ellekappa

Minzolini
al tg1
Mazza
a rai 1
il pluralismo
dell’adulazione
..
Ma cos’è questa crisi?

www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU

..

..
http://masadaweb.org

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