Nuovo Masada

novembre 6, 2009

MASADA n° 1025. 6-11-2009. JUNG 1- PSICOANALISI. LEZIONE 5- MALATTIE PSICOSOMATICHE

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Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli e fa parte di un libro della stessa dal titolo: LO SPECCHIO PIU’ CHIARO, non pubblicato ma scaricabile gratuitamente sul web e rintracciabile su http://masadaweb.org, sulla parte destra della Home alla dizione PSICOANALISI

Dobbiamo tener presente una regola fondamentale: noi siamo formati da molte parti. Ognuna di queste parla il suo linguaggio. Abbiamo un linguaggio del corpo, della psiche, dell’anima, dello spirito. Se vogliamo comunicare con una di queste parti, dobbiamo imparare il suo linguaggio, come se imparassimo una lingua straniera.
Noi siamo formati da molte parti, ognuna col suo linguaggio e la sua intelligenza. Abbiamo un linguaggio del corpo, della psiche, dell’anima, dello spirito. Se vogliamo comunicare con una di queste parti, dobbiamo imparare il suo linguaggio, come se fosse una lingua straniera.
Il corpo ci manda dei messaggi usando un linguaggio corporeo. Può usare dei simboli generali o specifici, per cui non ci ammaliamo mai a caso ma secondo un codice. E ognuno ha delle parti bersaglio che si fanno carico di comunicare qualcosa alla mente, secondo il nostro temperamento.
Quando qualcosa nella nostra vita non va, il corpo ce lo dice usando il sintomo. E’ quello che si chiama ‘somatizzazione’. Attraverso il sintomo, l’inconscio ci parla, è un indicatore o una spia di un disagio esistenziale. Dunque quello che il corpo dice ha un significato psichico e può arrivare alla nostra consapevolezza. Questa fu l’intuizione non solo di Freud ma anche di un brillante medico, suo contemporaneo, Georg Groddeck (“Il linguaggio dell’Es”), il quale introdusse il concetto di ‘malattia psicosomatica’.

Groddeck riteneva che quasi tutte le malattie organiche fossero modi con cui l’inconscio parlava. Analizzava quindi i suoi disturbi, per esempio una tonsillite, e ne usava la forma come una metafora, perché il linguaggio dell’inconscio è figurativo. La gola gonfia poteva significare per esempio che essa rifiuta di ingoiare un boccone amaro del vissuto. Nel suo caso specifico, una volta, indicò la ferita dell’orgoglio di dover riconoscere che certe dinamiche dell’inconscio erano state scoperte da Freud e non da lui. Una volta decodificato il messaggio, il sintomo spariva. Non era una via facile, ma si poteva usare il metodo delle associazioni automatiche, creando una catena di parole che portava a galla il problema, lo stesso metodo che Freud usava per interpretare i sogni.
I nostri medici sono divisi in scuole di pensiero diverse. Ci sono medici, e perfino analisti, organicistici, che pensano che la causa del sintomo sia sempre e solo organica e cercano di curare il corpo attraverso il corpo con prodotti per lo più chimici. Nella scuola di Pisa, per esempio, anche le depressioni sono considerate malattie organiche e curate attraverso prodotti ormonali; osservando che nella depressione si hanno variazioni nella secrezione di alcuni ormoni, questa secrezione, che è un sintomo, viene trasformata in causa e si agisce per modificare il sintomo.
Ci sono poi medici che pensano di curare il corpo in relazione al vissuto e al temperamento, usando farmaci non chimici, come gli omeopati o i naturisti.
Ci sono infine gli analisti della parola che cercano di trovare la causa del sintomo nel vissuto e mirano a modificare le reazioni psichiche del paziente.

Per Jung, la pelle è la pagina su cui scrive la psiche. Le malattie della pelle possono essere di origine emotiva: nei, porri, formazioni sottocutanee, cisti, fibromi ecc. Questi segnali possono essere messaggi che si scrivono sulla mappa corporea visibile per indicare una situazione di forte disagio e squilibrio interiore. La psiche si manifesta sul corpo. Eritemi, esantemi, eczemi, psoriasi, macchie bianche, ragadi, angiomi, screpolature, essudazioni, pelle seborroica, acne, colore rossastro o giallastro, edemi, couperose ecc., possono rientrare in un codice di espressività corporea, che rivela un disagio psichico.
Il fatto poi che possiamo nascere già con certi indicatori (es. angiomi o ittero, la mia bambina è nata con due angiomi, uno sulla spalla sinistra e uno sotto il tallone destro) potrebbe indicare che anche nella vita fetale l’essere reagisce emotivamente a energie perturbanti e le segnala sulla sua pelle. Ma alcuni pensano che anche eventi di vite precedenti possano segnarci.
La pelle è il primo codice di comunicazione, il primo schermo per lo sguardo, dove l’energia invisibile si manifesta nel visibile. Soprattutto quando la sofferenza e il malessere non riescono a diventare parola, lo schema corporeo può diventare schermo di comunicazione.
La mia nipotina Veronica, che a tre anni è rimasta orfana del padre, manifestò la sua angoscia da deprivazione con macchie bianche.
Il bianco è l’assenza del pigmento, cioè assenza del colore vitale e indica per eccellenza la perdita, la mancanza, tanto che in Oriente, come in Occidente fino al Medioevo, il bianco è stato usato come colore di lutto. Dunque la pelle della mia nipotina, che non riusciva ad elaborare la perdita del padre, si vestiva a lutto. Le sue macchie furono diagnosticate inguaribili, in realtà poi sono sparite con la crescita, quando la vita ha surrogato con altre emozioni il lutto della perdita.
Nelle chiazze bianco-latte della pelle viene meno la melanina, ma possono esserci anche piccole parti di ciglia, sopracciglia o ciocche di capelli completamente bianchi. E’ la ‘vitiligine’, detta così da una malattia dei vitelli. Compare all’improvviso prima dei vent’anni e può anche coprire tutto il corpo. La guarigione completa sembra essere impossibile. Eppure non è sempre cosi. In questa morbosità scompare la melanina che è il colorante della pelle, ma c’è anche un abbassamento del sistema immunitario, come avviene spesso in un lutto molto doloroso. E sappiamo che la depressione produce lo stesso abbassamento di difese. Spesso nei bambini la vitiligine compare alla nascita di un fratellino, oppure nei bambini più emotivi di fronte alle difficoltà scolastiche. Il bambino, che è sottoposto al trauma di un cambiamento che non è in grado di elaborare, è particolarmente predisposto alle malattie esantemiche, i medici direbbero che molte di queste dipendono solo da contagio. Nella scuola materna per es. si scatenano molte malattie della pelle (morbillo, rosolia, scarlattina, sesta malattia…) o dell’intestino (diarree, dissenterie…, che dicono: “voglio liberarmi da questa condizione o da questo luogo”).

Marco racconta di come da bambino odiasse partecipare alle feste di Carnevale e di come si sentisse ridicolo nel vestitino da maschera, per cui ogni volta che si avvicinava il temuto momento della festa, gli veniva una malattia esantemica che lo dispensava dal partecipare

Ci sono periodi della vita in cui dobbiamo affrontare cambiamenti di ambiente o di abitudini, situazioni stressanti e ristrutturazioni violente della nostra energia psichica, e si producono, anche per gruppi, manifestazioni patologiche, come predisposizioni comuni ad ammalarsi allo stesso tempo e della stessa cosa, come segnali omogenei del vissuto.
La lettura della malattia può oscillare tra virale (agente esterno) o emozionale (agente interno). Ci sono malattie, come l’ulcera, che sono state lette in passato come risposte emozionali (rabbia, stress) e ora sono diagnosticate come risposte virali. Ma non è sempre molto chiaro se la causa del disturbo sia organica o psichica, perché le due cose sono legate. Per esempio, quando uno è depresso, è abbattuto, si ha un abbassamento del sistema immunitario e questo lo rende più sensibile alle infezioni. La depressione è allo stesso tempo una diminuzione della vitalità psichica e delle difese immunitarie. Nel nostro organismo sono presenti virus che non creano di per sé patologie. Ma, se siamo di umore negativo, è facile che emergano spiacevolmente. Allo stesso modo, se arriva un nuovo virus influenzale, non tutti lo prendono, perché? Condizioni psichiche e organiche spesso sono correlate.
Il messaggio è uno solo e si manifesta su livelli diversi. Vi sono lutti o traumi che possono aumentare la propensione ad ammalarsi fino a generare forme tumorali. Anche il cancro, diceva Jung, può avere connessioni psicosomatiche. Egli fece uno studio sulle connessioni psichiche delle malattie bronchiali. Agenti esogeni nocivi, sommati a condizioni psichiche vulnerabili, facilitano l’insorgere della malattia. Jung diceva che i fattori emotivi possono creare patologie nuove o accentuare quelle in corso. Siamo equilibri globali molto fragili e correlati e le malattie a volte si manifestano in modo mirato come segnali. La pelle dunque può essere la prima spia di un malessere profondo.

Ricordo una signora che, pur essendo stata colpita da malattie gravissime (stava anche per essere operata di tumore alla gola), manifestava una smisurata preoccupazione per tre puntini piccolissimi che le erano comparsi tra pollice e indice. Tra tutti i mali che aveva, la comparsa di questi tre microscopici puntini che non riuscivo a vedere, le dava forte agitazione per la loro visibilità, mentre gli altri mali per quanto gravissimi erano però invisibili. Non mi poteva indicare i mali interni e cercava di attrarre la mia attenzione nell’unico luogo in cui la sua sofferenza sembrava manifestarsi visibilmente. Chirologicamente, la zona era relativa alla donazione di sé agli altri (ogni punto del corpo ha un significato simbolico), la sua apertura pollice-indice era eccessiva. La microscopica costellazione era per lei un segnale grave da prendere in considerazione. Così ho lavorato con lei prendendo per buona l’indicazione chirologica (angolo pollice-indice troppo aperto), e programmando la sua vita futura, dopo l’immediata operazione al tumore, per una ristrutturazione della sua vita in modo che si occupasse meno degli altri, come aveva fatto fino a quel momento, ma recuperasse la propria centralità narcisistica e felice e la propria creatività soddisfatta.

Se si parte dal paziente e si considera il sintomo in relazione alla sua complessità, nasce poi l’esigenza di inserire il paziente stesso in una TIPOLOGIA psico-fisica, perché non solo egli parla un linguaggio corporeo, ma può avere delle tipicità in relazione al suo temperamento specifico.
Le tipologie sono antichissime e non risalgono solo all’antica Grecia.
Ippocrate (460 a.C.) pensava che l’uomo fosse la mescolanza di 4 umori: flegma, sangue, bile gialla e bile nera, e l’umore che prevaleva dava luogo al temperamento flemmatico, sanguigno, bilioso e malinconico. Ognuno aveva le sue caratteristiche fisiche e psichiche. La malattia derivava dall’eccesso di uno dei 4 umori.
Nella medicina cinese (Taoismo) le energie principali sono chiamate Yin e Yang e si ritiene che possano formare 64 configurazioni psicofisiche, che però variano di giorno in giorno. In più abbiamo, come in tutti i mondi antichi, le configurazioni astrali che dipendono dalla posizione dei pianeti al momento della nascita. L’astrologia cinese si basa su metafore animali (il cane, la scimmia ecc.), quella greca su costellazioni relazionate a figure mitiche (il Leone, il Cancro ecc.). I Celti avevano tipologie mensili collegate agli alberi.

Noi possiamo parlare dei 12 tipi dello Zodiaco (configurazioni basate sulla somiglianza che certe formazioni siderali hanno con figure di animali, Leone, o personaggi mitologici, il Sagittario per es., che è un centauro). Possiamo farlo in quanto Jung era un appassionato di astrologia (e anche sua figlia lo era), usava l’astrologia per i suoi pazienti (più tardi userà l’I Ching taoista) e aveva anche tentato di dimostrare un collegamento tra segni zodiacali e riuscita di coppia col suo amico Pauli, che era premio Nobel per la fisica, solo che il tentativo non riuscì per le profonde differenze interpretative dei vari astrologi.
Possiamo quindi tentare un collegamento tra tipi astrologici e organi bersaglio, precisando però che molto raramente uno è un tipo astrologico puro e che vedere dove ha il Sole al momento della nascita non basta, perché un Sole per es. in un segno di Fuoco può contrastare col resto del tema natale in una valenza diversa, Terra o Acqua o Aria, per cui le nostre complessità restano comunque troppe per poter essere etichettate in tipologie semplici.

Comunque, accettando che l’astrologia occidentale possa darci qualche lume, si dice genericamente che ogni segno zodiacale può avere un organo bersaglio, cioè che somatizza più di altri certi disagi della vita.
La ripartizione astrologica è:

Ariete 21 marzo 20 aprile
Toro 21 aprile 20 maggio
Gemelli 21 maggio 21 giugno
Cancro 22 giugno 22 luglio
Leone 23 luglio 23 agosto
Vergine 24 agosto 22 settembre
Bilancia 23 settembre 23 ottobre
Scorpione 23 ottobre 23 novembre
Sagittario 23 novembre 21 dicembre
Capricorno 22 dicembre 20 gennaio
Acquario 21 gennaio 19 febbraio
Pesci 20 febbraio 20 marzo

E dunque si dice che ci sono in astrologia 4 gruppi di segni principali che percepiscono il mondo attraverso i sensi (Terra), l’intuito (Fuoco), la mente (Aria), i sentimenti (Acqua).
le persone nate nei segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno) percepiscono il mondo attraverso i sensi e il contatto fisico che amano moltissimo. Pragmatici e zelanti, non credono a nulla che non sia dimostrabile empiricamente. Tenaci, sanno attendere per ottenere dei risultati ma rischiano di divenire inerti e temporeggiatori.
I segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) confidano essenzialmente nel proprio intuito. Nonostante siano spesso accusati di egocentrismo, questi tre segni dimostrano insofferenza verso espressioni di esplicita intimità da parte di qualcuno. Più passionali che sensuali, riescono, nonostante l’impulsività, ad applicarsi scrupolosamente per conseguire progetti a lunga scadenza.
I segni d’Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) percepiscono il mondo attraverso il pensiero. Idealisti, rischiano di essere ostacolati da impedimenti materiali non previsti. Ipersensibili agli stimoli esterni come suoni o gusti, i segni d’Aria sono divertenti, ottimisti e amanti dei giochi intellettuali.
I segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) vivono attraverso i sentimenti e le emozioni. Dotati di grande comprensione per gli altri, rimangono delusi quando non si dimostra loro la stessa attenzione. Abili nell’individuare le esigenze altrui per soddisfarle e raggiungere così i propri obiettivi, i segni d’Acqua sono sensibili alle critiche e ai consensi. Hanno spesso pochi amici intimi ma amano essere circondati da conoscenti. Per questa ragione affinano doti sociali come l’ironia.

Ogni segno ha una prevalenza nel somatizzare, ha un organo bersaglio che si ammala quando qualcosa non va.

ARIETE = Il capo, la testa. E’ un eccessivo e ha il metabolismo alto, tende a bruciare rapidamente tutte le energie presenti. Ha malattie da eccesso. Quando è molto squilibrato ha brevi febbri che bruciano le scorie, spesso perché mangia male e accumula tossine, le sue sono febbri terapeutiche come valvole di sicurezza. In genere non riesce a seguire posologie mediche, dopo un po’ smette di prendere le medicine, o addirittura non comincia nemmeno una cura. Può soffrire di mal di testa o di occhi e orecchi, ed è suscettibile a infezioni, ferite e scottature. L’Ariete rappresenta la testa, fa un grosso lavoro mentale, può avere problemi agli occhi (specie se c’è un ascendente Toro che riguarda la vista), o ai denti e alle gengive, può avere dolore alle tempie; è poco stabile e cade spesso, come il bambino che inciampa e batte la testa e dunque ci rimette di persona.
La prima decade ha problemi alla tempia sinistra. La seconda alla calotta cranica. La terza alla tempia destra.

ACQUARIO = vola via dalle radici. Le parti del corpo interessate sono le caviglie (ma su questo non sono tutti d’accordo). Le caviglie sono uno snodo importantissimo del corpo, quello dove si hanno le fratture peggiori. Indicano lo sviluppo delle radici.
CANCRO = rappresenta la madre, il cibo. La parte del corpo che gli compete è quella femminile o materna: pancia, seni, ventre, stomaco, il luogo dove nasce la vita, dove si assimila il nutrimento o si dà il nutrimento. Spesso soffre di stitichezza, perché tende a trattenere tutto anche gli affetti. Sistema nervoso fragile. Somatizza facilmente l’ansia.

GEMELLI = la comunicazione. I suoi punti deboli sono braccia e polsi, orecchi, timpani e polmoni ma anche fegato, che si stressa facilmente per troppa ambizione o accumula rabbia.
Prima decade: polsi, bronchi, orecchi, timpani. Seconda: gomiti. Terza: polmoni, braccia e spalle.

SCORPIONE = morte e trasformazione. Corrisponde alle ghiandole di riproduzione. Ovaie. Attenti all’apparato gastrointestinale (più facili le coliti della stipsi; buona l’argilla).
Prima decade: ghiandole a secrezione esterna; seconda: intestino, retto e ano; terza: nell’uomo problemi ai testicoli, agli spermatozoi, alla capacità di procreare.

SAGITTARIO = la freccia. Il punto del corpo focale per il Sagittario sono le gambe. Molti Sagittari sono podisti, corridori, sciatori, viaggiatori e anche ballerini. Gambe, caviglie, ginocchia, cosce sono esposte e a rischio. Parti molto usate ma anche fragili, per cui possono avere qui della sofferenza.
La prima decade è interessata alle caviglie, la seconda alle ginocchia,
la terza alle cosce.

PESCI = l’inquietudine. E’ sempre un po’ nevrotico. Il suo punto debole sono i piedi, che non stanno mai fermi, mossi da eterna inquietudine, e non stanno mai comodi nelle scarpe, che sono sempre avvertite come strette o rigide.
La prima decade ha piedi artistici legati al ballo, alla danza classica e alla coreografia. Negli ultimi gradi abbiamo corridori e podisti.

VERGINE = la previdenza. Le parti del corpo che la riguardano sono mani, intestino tenue e crasso, cioè la pancia interna, la parte del corpo che digerisce. La Vergine soffre tipicamente di stitichezza, coliti, coliti spastiche, diarree. Non digerisce bene, perché il suo sforzo è concentrato molto all’interno. In psicoanalisi le passioni si concentrano negli intestini, nel controllo degli sfinteri e la Vergine è una passionale controllata.

BILANCIA = la seduzione. Venere ha il suo domicilio nella Bilancia e interessa una parte particolare della seduzione del corpo, la curva delle reni. Per la Bilancia i punti a rischio sono: vescica, fegato, pancreas, reni. Il rene serve a tutte le cellule e disintossica (qui abbiamo le ghiandole che filtrano e la Bilancia filtra e soppesa). La Bilancia deve stare attenta a fare diete leggere, a disintossicarsi spesso. Prima decade: vescica. Seconda: fegato e pancreas. Terza: reni.

TORO = la forza. Punto debole la gola, il collo: tonsille, asma, ghiandole sessuali, circolazione, tendenza all’obesità. Può avere un forte odore personale. Il Toro può essere individuato già sentendolo parlare, per le inflessioni della voce, la profondità, le pause, il tono della voce. E dunque si ammalerà nella gola, nelle tonsille. La prima decade corrisponde al naso. La seconda alla bocca e occhi. La terza alla gola, tonsille e corde vocali.

CAPRICORNO = l’ascensione. La parte del corpo che somatizza è la colonna vertebrale, le ossa, specie dopo i 50 anni, quando agisce la forza di Saturno.
La prima decade: vertebre lombari. La seconda: vertebre centrali. La terza: vertebre cervicali. Per cui sarebbe bene che il Capricorno facesse un po’ di nuoto o di ginnastica o anche del ballo.

LEONE = la solarità. Il suo organo è il cuore, il plesso solare e la circolazione. Se i Leoni controllano troppo il cuore o lo rifiutano come cosa pericolosa, scaricano sul cuore tutte le proprie pulsioni. Tendono a essere anemici e ad avere cadute dei globuli rossi. Dovrebbero mangiare carne di cavallo e fare ogni tanto un’analisi del sangue.

Potete constatare immediatamente che i casi personali possono non rientrare in questo schema, ma ogni individuo è unico e irripetibile ed è un’entità troppo complessa per poter essere inserita in un qualsiasi schema semplice. Malgrado questa continua possibilità di scarto da qualunque schematizzazione, in ogni tempo e luogo hanno provato a farne.

Se le somatizzazioni possono avere un organo bersaglio personale dove abbiamo maggiori reazioni organiche agli urti della vita, possiamo poi fare una lettura metaforica dei sintomi secondo una topografia generale e un’interpretazione simbolica delle varie parti del corpo.
In linea generale, per la maggior parte delle persone, il lato destro del corpo rappresenta le nostre valenze maschili o il rapporto col padre o il partner di sesso maschile, la parte sinistra del corpo rappresenta le nostre valenze femminili e il rapporto con la madre e il partner di sesso femminile. Per cui la prima cosa interessante è guardare in quale lato del corpo abbiamo più patologie.
Precisiamo che maschile e femminile per Freud sono due generi contrapposti ben distinti in base a differenze sessuali, mentre per Jung sono come lo Yin e Yang taoisti, due energie polari ma complementari, due valenze che coesistono nello stesso individuo, indipendentemente dal suo genere, due archetipi, cioè due vie dell’energia che come ogni archetipo possono avere un lato negativo e un lato positivo.
Per Freud esisteva solo il genere maschile, come genere sessuale vincente, prioritario e forte, mentre il genere femminile restò per lui sempre un enigma, quasi fosse difettato e mancante. L’omosessualità era per lui una patologia grave che doveva essere curata, una devianza patologica dalla normalità. In quanto alla sessualità femminile, la considerò un tale mistero, al punto da dire che, essendo le donne mancanti del pene, non poteva valere per loro un’idea di morale basata sulla minaccia arcaica di una castrazione ed erano perciò prive di qualsiasi morale.
Jung fece un balzo dalla considerazione sessuale del maschile freudiano all’intuizione di due valenze psichiche universali coesistenti nello stesso individuo, che dovevano trovare il loro equilibrio e il loro accordo, essendo ambedue necessarie all’armonia della vita. Qualora questo equilibrio fosse trovato nella cittadella della psiche, sarebbe stato più facile armonizzare nella vita famigliare e sociale uomini e donne, riconoscendo la loro diversità e la loro complementarietà, con un valido aiuto al benessere collettivo.

Leggendo le parti del corpo in modo simbolico, ogni patologia può essere letta come un’indicazione a carattere psicologico, un messaggio che già nella sua localizzazione dà delle indicazioni.
In modo molto semplice si può operare un check up da soli, mettendosi seduti su un tappeto in terra e saggiando col pollice i vari punti del corpo partendo dai piedi, sopra e sotto, e compiendo dei piccoli cerchietti sulla pelle, saggiando tutti i punti del corpo dove si può arrivare, premendo di più se si trovano punti dolenti.

I piedi sono la nostra base, il punto dove ci appoggiamo alla sicurezza della terra-madre e rappresentano il primo chakra, il radicamento, la stabilità, la sicurezza. Ma senza le dita dei piedi non staremmo eretti. Le dita dei piedi sono il primo rapporto con la madre, quando da neonati la nostra prensilità è simile a quella delle scimmie e ci aggrappiamo al dito che ci viene porto dalla madre o dalla nutrice e lo stringiamo in modo automatico con le dita dei piedi e delle mani, questo è il primo aggancio alla madre e alla sicurezza. La figura materna non ci dà solo cibo, ci dà amore. Latte e amore sono i nostri primi elementi nutritivi, senza i quali noi moriamo.
Nel metabolismo l’amore materno diventa il dolce del cibo, gli zuccheri. Il diabete, che è una mancata assimilazione degli zuccheri da parte del pancreas, provoca gravi scompensi fisici e chimici e potrebbe essere la conseguenza organica della mancanza di amore materno o della mancanza di amore in genere. Da notare che l’alzarsi della glicemia colpisce in modo particolare i piedi, e in modo doloroso la carne sotto le unghie finché, nei casi più gravi, le dita dei piedi non vanno in cancrena e devono essere amputate, situazione in cui il paziente non può più camminare. In particolare, dolore e amputazione possono colpire l’alluce, un dito del piede che corrisponde al pollice della mano e che, nella medicina cinese come in quella indiana, ha un enorme valore. Esso corrisponde al primo chakra, al radicamento, alla sicurezza, alla sopravvivenza materiale primaria, e, sempre secondo la medicina cinese, è attraversato da un meridiano importante che va al cuore.

Le spalle simboleggiano ‘il portare pesi’. La spalla destra si riferisce ai pesi del maschile, ovvero della volontà, per cui una volontà impedita può manifestarsi con problematiche alla spalla destra. All’opposto, quella sinistra simboleggi i pesi dipendenti da una affettività disturbata, per esempio da un abbandono o da un lutto o da una mancata corrispondenza.

Le ginocchia si riferiscono alla nostra duttilità, la capacità di adattarci o piegarci agli eventi negativi o alle figure parentali, per cui il ginocchio destro indica una volontà riottosa e indipendente che non si adatta ad essere succube di una volontà altrui, mentre il ginocchio sinistro indica l’insofferenza a doversi piegare o rassegnare dinanzi a ricatti d’amore.

Le caviglie sono il punto attraverso cui colleghiamo il corpo ai piedi, sono lo snodo, il punto in cui ci stacchiamo dalla sicurezza della terra. Slogarci o fratturarsi una caviglia è un evento che può capitare quando vengono meno le nostre certezze.
I polsi sono lo snodo della comunicazione rappresentata dal movimento in fuori delle braccia. Un difetto nella comunicazione con gli altri può evidenziarsi con problemi ai nervi delle braccia (artriti, infiammazioni ecc.) o con fratture o slogamenti ai polsi.

Diciamo qualcosa sul diabete. Il diabete mellito (dal greco diabàino = passo attraverso + meli = miele) è una malattia nota fin dall’antichità e tende a crescere fortemente in Occidente. Nel 1994 c’erano nel mondo 110 milioni di diabetici, nel 2010 erano più che raddoppiati. Questa malattia è scarsa nelle comunità a basso livello di progresso e cresce nelle zone più progredite dell’Europa e degli USA.
Non c’è accordo sulle cause, può darsi che ci siano cause ereditarie specialmente per il diabete di primo tipo, ma per quello di secondo tipo che sopravviene con la vecchiaia le cause sono troppe: certamente troppo cibo o alimentazioni sbagliate, poco movimento, o anche alterazioni del metabolismo, come i corticosteroidi, le catecolamine e l’ormone tiroideo.
Ma sono visibili molte connessioni col variare della pressione atmosferica, i mutamenti stagionali, gli stati di nervosismo o ansia, le emozioni, per cui si parla sempre più spesso di malattia psicosomatica. Se c’è tensione emotiva, il pancreas rilascia più catecolamine inibendo il rilascio dell’insulina dalle cellule beta del pancreas. Quindi basta uno stress emotivo per alzare la glicemia che nel diabetico non viene compensata. La maggior parte dei diabetici sente maggiormente il dolore fisico, la perturbazione affettiva, l’ansia, lo stress e si sente per questo insicuro. Purtroppo il diabetico dovrebbe stare molto regolato col cibo, evitare farinacei, zuccheri, frutta, pasta.. ma il cibo è sempre stato una compensazione all’insicurezza, il cibo è un sostituto dell’amore, per cui toglierlo o limitarlo già da solo aumenta la sua insicurezza. Quando il diabetico percepisce una mancanza d’amore, ha fame, la sua è una fame emotiva che si vorrebbe saziare di cose dolci che sono gratificanti e sono sostituti immediati dell’amore. L’esperienza della fame in un diabetico è una esperienza emotiva, crede di avere fame di dolci o di cioccolata o di pasta, mentre ha fame d’amore. Più nella vita ci si sente soli abbandonati, più scatta il meccanismo della fame che fa salire la glicemia. Purtroppo le variazioni delle glicemia hanno eclatanti ripercussioni emozionali. Se la glicemia sale troppo, il soggetto è isterico e aggressivo, i pensieri vanno troppo veloci, c’è difficoltà di concentrazione e controllo. Se la glicemia scende troppo, c’è un ottundimento mentale, le forze vengono meno e si arriva allo svenimento. L’ideale sarebbe mangiare qualcosa ogni due ore e poco, scartare gli zuccheri e i farinacei, intervenire rapidamente sull’ipoglicemia con bevande zuccherate tipo la Fanta.
In genere il diabetico è un soggetto che si sente frustrato ma non riesce ad emanciparsi da legami di dipendenza, spesso ha stati d’animo ambivalenti, da un lato irrequietezza, fretta e ansia, dall’altro desiderio di pace e quiete.
In questa malattia è fondamentale il rapporto di fiducia che si instaura tra medico e paziente, perché già un cattivo rapporto personale può peggiora la situazione. D’altro canto un rapporto troppo stretto può creare dipendenza.
In genere il diabetico migliora se viene incoraggiato ad avere più fiducia in se stesso, se impara ad essere più autonomo, se sviluppa la propri creatività, quindi le terapia funziona meglio se è una psicoterapia.

Abbiamo parlato dell’importanza del pollice. Per es., in caso di innalzamento febbrile, si può bucare con un ago sterilizzato (basta metterlo sulla fiamma) la pelle presso l’angolo destro in basso dell’unghia del pollice sinistro e farne uscire una goccia di sangue e il piccolo salasso farà abbassare la temperatura di un grado.
In linea generale, le ginocchia rappresentano simbolicamente la nostra capacità di piegarci, di inchinarci, a una volontà superiore, maschile se è il ginocchio destro, femminile se è il sinistro.
Le zone femminili, zone ovariche o seni, hanno patologie per pene d’amore, abbandoni, lutti, divorzi. Il corpo percepisce la mancanza in modo fisico e reagisce compensandola con un eccesso di cellule, che però sono dannose all’organismo, come se volesse colmare una mancanza.
Caso tipico la morte o l’allontanamento di un figlio, o anche un suo matrimonio preso molto male, che portano a tumori al seno destro per i figli maschi, sinistro per le femmine. La reazione ad un matrimonio o ad un allontanamento di un figlio non è uguale per tutti i figli, ma risente di una complessità di situazioni. In casi più lievi al posto di un tumore si può avere un nodulo o una ciste, per es. una ciste ovarica, e anche qui la localizzazione porta il suo messaggio.
C’è un punto che nella medicina cinese è due dita sopra l’ombelico e nello schema induista corrisponde al terzo chakra, che è il luogo della volontà, del dominio, del potere. Un uomo ha in qualche modo la possibilità di esercitare su qualcuno questo potere, la donna meno. Per questo quando il potere di autonomia, libertà e indipendenza di una donna è leso, si genera una rabbia che può essere introiettata e non agita, e questa rabbia repressa fa gonfiare la pancia delle donne. La pancia gonfia di rabbia.
L’uomo invece quando eccede nella sua volontà di potere, può rendere massiccio lo stomaco. E’ difficile che un uomo abbia la pancia gonfia, più facile notare un ispessimento sullo stomaco che in certi uomini si irrigidisce come se portassero una corazza.
Ancora diciamo che nell’uomo la rabbia repressa porta a patologie del fegato.
Circa una malattia come l’ulcera si nota come nel tempo se ne sia parlato come di una malattia psicosomatica mentre oggi la si attribuisce a un batterio.
Per le reni si dice che trattengano le lacrime non piante che cristallizzano nei calcoli.
Le spalle riguardano ovviamente i pesi della vita e circa le patologie della colonna dorsale si dice che se la vita è pesa quanto un piccolo sacco di farina la si porta sul collo (artrosi cervicale), se il sacco è più grande, ci si deve piegare di più e sostenerla con la parte della schiena sopra la vita, se è ancora più pesante, si deve appoggiarlo fin sotto la vita (creste iliache).

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NOTE

1) La casa editrice Red, che è la casa junghiana per eccellenza, ha testi molto chiari e semplici con mappe del piede e della mano per il massaggio zonale che per ogni punto indicano la corrispondenza con i vari organi del corpo secondo la medicina cinese. In linea di massima il massaggio dell’orecchio, della mano e del piede fanno comunque bene e possono essere usati in forma diagnostica o terapeutica anche in modo autonomo. Potete provare subito a fare queste piccole pressioni circolari due dita sopra il malleolo interno della caviglia, questo punto corrisponde all’intestino ed è spesso dolente. Un altro punto dolente facilmente individuabile è sul palmo; tirate giù una linea dell’indice, un’altra dal pollice, formano una V, nella punta della V c’è come una buchetta che corrisponde alla vescica. Un altro punto che nelle donne è quasi sempre dolente e che dovremmo massaggiare spesso è sullo sterno tra i seni, ed è in relazione alle pene d’amore.
L’orecchio rappresenta un neonato in posizione fetale rovesciata, così che la testa viene a coincidere con il lobo e il bordo è la spina dorsale. Allo stesso modo la parte laterale del piede e della mano sono in corrispondenza con la spina dorsale.

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Questo numero di Masada riceve centinaia di lettori ogni giorno.
Per ritrovarlo, insieme ad argomenti simili, vi consiglio di leggere la serie intitolata Romanzo (autobiografico, di una sensitiva): Una seconda possibilità

CAPITOLO 1 : https://masadaweb.org/2014/07/13/masada-n-1545-13-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-1/

Regressioni a vite precedenti – La guarigione a distanza – Le visualizzazioni- I numeri simbolici

CAPITOLO 2 : https://masadaweb.org/2014/07/17/masada-n-1546-17-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-2/

Le malattie psicosomatiche – Induzione e ipnosi come forma di terapia – Le verruche

CAPITOLO 3 : https://masadaweb.org/2014/07/22/masada-n-1547-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-3/

Tutto comincia dalla testa – Talismani: la croce di Ankh – Rievocare altre vite o momenti traumatici del passato – Incubi ricorrenti – Leggere negli altri una storia fatta di tante storie

CAPITOLO 4 : https://masadaweb.org/2014/07/28/masada-n-1550-28-7-2014-una-seconda-possibilita-romanzo-capitolo-4/

Isobare psichiche – Rane – La lezione del dolore – La lezione del piacere – La sessualità sacra – La verginità eterna – Ma cos’è l’orgasmo? – Eiaculazione precoce, vaginismo e omosessualità

CAPITOLO 5 : https://masadaweb.org/2014/07/29/masada-n-1551-29-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-5/

e seguenti.

Questa lezione fa parte di un corso di psicoanalisi su Carl Gustav Jung che è stato pubblicato sul web come opera di 700 pagine e che potete scaricare gratuitamente o leggere. Metto qui i link delle prime lezioni
Il corso è stato tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli
Nel settembre del 2014 si ripeterà la seconda parte.

ELENCO PRIME LEZIONI di JUNG 1

Lezione 1: masadaweb.org/2009/10/06/masada-n%C2%B0-1003-6-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2009/10/13/masada-n%C2%B0-1007-13-10-2009-jung-1-lezione-2/

Lezione 3-4: masadaweb.org/2009/10/27/masada-n%C2%B0-1020-27-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-3-4/

Lezione 5: masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%C2%B0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/
.
Lezione 6 : https://masadaweb.org/2010/11/24/masada-n%C2%B0-1225-24-11-2010-jung-3-lezione-6-i-tipi-
psicologici/
.
Lezione 7 : https://masadaweb.org/2011/01/27/masada-n%C2%B0-1252-27-1-2011-modificazioni-di-coscienza/
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Lezione 8 : https://masadaweb.org/2010/12/07/masada-n%C2%B0-1231-7-12-2010-jung-3-lezione-8-sogni-e-segni-che-preannunziano-la-morte/
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Lezione 9 : https://masadaweb.org/2010/12/12/masada-n%C2%B0-1233-12-12-2010-jung-3-lezione-9-la-sincronicita/
.
ecc.
http://masadaweb.org

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