Nuovo Masada

novembre 1, 2009

MASADA n° 1023. 31-10-2009. Calvario

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:18 am

Un paese stritolato tra il controllo della mafia e la perversione dei custodi- Il calvario di Stefano Cucchi e di altre 3 piccoli fumatori di marijuana – Il caso Marrazzo e il Comune di Fondi – Killeraggio politico – Pronto un Lodo Ghedini per mandare tutto al porto delle nebbie – Una stampa profumatamente pagata – Caro poliziotto di regime – La rimonta di D’Alema – Un vaccino pericoloso

L’ omerta’, lo squallore e la dimostrazione che gli uomini delle istituzione hanno in mente tutto fuorche’ i bisogni della gente”. (Gila)

Perche’ il caso Marrazzo salta fuori in una intercettazione sul clan dei casalesi?
Perche’ il capo dei casalesi viene arrestato lo stesso giorno della festa di Noemi Letizia?
Com’e’ che i Letizia sono ammanicati con i Letizia del clan del casalesi?
Perche’ il pusher di Brenda, la trans di Marrazzo, quello che e’ stato indicato come confidente dei cinque carabinieri sul caso Marrazzo, e’ stato assassinato?
Cosa lega questi episodi?
Davvero dobbiamo pensare che non ci sia nessun nesso tra politica e mafia e si tratti solo di una faccenda di piccola ricettazione?
Perche’ i 5 carabinieri implicati in questa vicenda sono stati gia’ scarcerati?
Come si puo’ pensare che non inquinino le prove?
Perche’ nessun giornale riporta i loro nomi e le loro facce?
Sono gia’ sicuri che il processo su di loro finira’ in una promozione come e’ avvenuto con i macellai di Genova?

L’Unita’

Cercavano la droga e un boss latitante, sono inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi precipitati nel video sex di Marrazzo. E’ un altro lato della storia. Uno di cui si parla poco, ancora confuso perchè c’è di mezzo un morto, i clan, un’inchiesta più grande che inciampa in una, sotto il profilo criminale, sicuramente piu’ piccola. Entrambe non si sa che fine faranno. La rovina dell’ex governatore del Lazio comincia quando gli investigatori del Ros, verso la metà di settembre, seguendo una pista di narcotraffico e di criminalita’ organizzata ascoltano una frase: “Dobbiamo vendere il video del Presidente”. Mentre gli investigatori sono sulle tracce di un pericoloso latitante seguendo i percorsi del mercato della cocaina che dalla provincia di Caserta risale verso Roma passando per il basso Lazio, s’imbattono nel telefono di uno dei quattro carabinieri poi arrestati. Da quel momento l’indagine devia, va decisamente fuori strada, finisce in un pantano di trans, ricatti e reputazioni rovinate e svela una storia di ritorsioni e vendette.
I punti certi. Da 13 anni i militari del Ros danno la caccia ad Antonio Iovine, 45 anni compiuti meno di un mese fa, vicerè dei Casalesi ancora a piede libero insieme con Michele Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. A settembre, poco prima che venga intercettata la frase sul «video del Presidente», un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisa che ‘o Ninno (Iovine), potrebbe aver trovato rifugio per la sua latitanza nel tratto di territorio che va dal litorale domitio fino al golfo di Gaeta, il sud pontino, il basso Lazio, in un posto qualsiasi tra Formia, Latina, Fondi e Sperlonga dove i clan da anni, raccontano le inchieste, riciclano danaro, fanno arrivare la droga e la smistano verso nord, soprattutto verso la Capitale. Ora, originario di Sperlonga, e’ proprio Gianguarino Cafassi, il pusher delle trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri della compagnia Trionfale: colui che secondo i verbali degli arrestati aveva soffiato la presenza del Governatore in via Gradoli. Uno dei protagonisti del caso ma di cui finora e’ stato, forse, detto molto poco. Cafassi e’ anche l’uomo che, hanno raccontato le croniste di Libero Brunella Bolloli e Fabiana Ferri, il 18 luglio le contatta e offre il video di Marrazzo per 500 mila euro. «Ho bisogno di questi soldi, la mia vita e’ in pericolo» dice loro in modo confuso. L’uomo che ha avuto tutte queste parti in commedia, e’ stato trovato morto il 12 settembre in una stanza d’albergo della Capitale. Arresto cardiocircolatorio, diceva il referto redatto dalla polizia. Overdose, e’ molto probabile. «Grossi problemi di salute, pesava 200 chili» dicono oggi gli investigatori. I quali pero’ hanno deciso, su indicazione dei magistrati, di «fare verifiche sul fascicolo di Cafasso». Andare a vedere meglio e piu’ a fondo di cosa e’ morto, come, perche’. Anche la sua abitazione sara’ analizzata meglio. Cercando altro.
Esistevano rapporti tra i Casalesi del basso pontino e Cafasso? Era, per dirla in chiaro, colui che garantiva copertura, ad esempio, nel ricco mercato dei trans? E poi, che rapporti c’erano tra Cafasso e Marrazzo? Qualcuno bisbiglia oggi che tra i due ci fosse «un rapporto diretto». Certo e’ che le visite di Marrazzo in via Gradoli, cosi’ frequenti, spesso di mattina, e con cosi’ tanti soldi (5 mila ma forse anche 15 mila in mazzette da 500) farebbero ipotizzare visite piu’ legate al bisogno di consumare droga che al sesso.
Mancano tanti pezzi importanti alla storia. Cafasso non puo’ piu’ parlare. Brenda e Michelle, altri due trans frequentati da Marrazzo in via Gradoli, non sono piu’ stati trovati. I 4 carabinieri cercano di allontanare da se’ il maggior numero di responsabilita’: il video, per esempio, lo avrebbe girato Cafasso (il gip non ci crede e lo addebita a loro). I trans parlano, anche troppo, ma le loro parole vanno riscontrate una per una. Marrazzo dovra’ dire molto perchè finora ha detto poco e in modo confuso. Un fatto e’ certo, e torniamo al sud pontino controllato dai clan: il governatore tra agosto e settembre ha dato qualche dispiacere a chi gestisce gli affari in quella zona. A fine agosto, nonostante le resistenze, ha fatto nominare un nuovo direttore del Mercato ortofrutticolo, un tecnico in grado di tenere i clan lontano dagli affari del mercato. Due settimane fa, sempre a Fondi, aveva detto no ad un’altra nomina importante che vede coinvolti Mof e Imof, la societa’ che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno. Il no di Marrazzo e’ stato ignorato. Dopo pochi giorni lo hanno chiamato i carabinieri. E la sua vita politica e’ finita per sempre.

www.unita.it/news/politica/90562/camorra_la_minaccia_dei_casalesi_su_marrazzo
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Quel che non si dice su Marrazzo
Viviana Vivarelli

Poiche’ l’informazione e’ serva del potere, l’informazione dice quel che il potere vuole sia detto. Tace sul resto. Il popolo la segue come il cane segue la coda della volpe e va dove il potere lo manda.
Oggi la tv e’ tutta un chiacchiericcio osceno su Marrazzo e le trans. Non una parola sullo scontro tra Marrazzo e il Comune di Fondi colluso con la mafia.
A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della mafia. La mafia conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta. Il Governo aveva rinunciato a commissariare il comune di Fondi, ponendosi nei fatti dalla parte della mafia, per un ordine “che viene dall’alto”. B, facendo gli interessi suoi e quelli di qualcun’altro, telefona a Marrazzo avvisandolo del filmato. E’ una intimidazione che dice: “Sei nelle nostre mani, farai quello che vogliamo”.
Marrazzo aveva posto ai vertici del mercato ortofrutticolo di Fondi un tecnico dalle note capacita’, per bloccare le infiltrazioni della camorra. E aveva espresso parere negativo su una nomina in cui sono coinvolte due societa’, IMOF e MOF, che gestiscono il mercato immobiliare con personaggi legati alla ‘ndrangheta e alla camorra. E’ tutto nelle accuse formulate dal prefetto Frattasi e dai magistrati competenti quando hanno chiesto il commissariamento. Perfino uno come Storace arriva a dire che “sarebbe interessante capire quali atti (relativi al governo della Regione) siano stati compiuti tra la fine di giugno e ottobre per capire chi facesse pressione su chi”.
Chi e’ ricattato dalla criminalita’ non si limita a pagare in denari, paga anche in altri modi.
Marrazzo aveva detto: “Le istituzioni devono immediatamente dare un segnale inequivocabile sul Comune di Fondi. Anche questa bomba testimonia l’esistenza di un clima di violenza e illegalita’ che mette sotto assedio la citta’ e i cittadini. In questa situazione lo scioglimento e’ un atto indifferibile. Il Comune di Fondi va sciolto senza piu’ dubbi perche’ non possiamo consentire che la cittadinanza resti prigioniera di questa emergenza legalita’ e sicurezza.”
Ma B non vuole.
La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi per pesanti condizionamenti mafiosi sull’attivita’ amministrativa risale al febbraio 2009. Sebbene richiesta per 2 volte anche dal Ministro dell’Interno Maroni, il Governo l’ha respinta con giustificazioni paradossali, rifiutando il commissariamento. Alla fine Sindaco e maggioranza hanno scelto di dimettersi da soli.
All’interno del Governo c’erano forti resistenze allo scioglimento. Il Comune di Fondi e’ governato dal 2006 da una maggioranza in cui prevale FI per il 46%.
Dopo le dimissioni dell’amministrazione, accusata di infiltrazione mafiosa, il Governo sceglie ancora non sciogliere il Comune, ma si limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di MARONI. Di Pietro chiede le dimissioni di Maroni.
Minniti: “Al di la’ delle chiacchiere di Maroni, non sciogliere il comune di Fondi costituisce una Caporetto dello Stato di diritto e della lotta contro la mafia”.
Altrettanto duro e’ l’affondo unitario di tutto il gruppo Pd della commissione Antimafia: ”La mafia ha sconfitto lo Stato ancora una volta. Il governo ha ceduto alle pressioni dei partiti locali del cdx dunque esponendo il prefetto e tutte le forze dell’ordine ai poteri mafiosi”. Dovendo scegliere tra mafia e Stato, B ha scelto la mafia. Su questa strada ci stava Marrazzo e Marrazzo e’ stato fatto fuori. Il fascismo ammazzava gli avversari politici. Oggi alla morte si sceglie la gogna.
La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto.
Pedica (IdV): “E’ una vergogna assoluta che il Consiglio dei ministri abbia bocciato la tesi di Maroni e su pressione di alcuni ministri abbia deciso di tenere il commissariamento e far tornare al voto gli stessi consiglieri che si sono dimessi. Il Comune non e’ stato sciolto. Maroni e’ stato sconfitto e se e’ coerente dovrebbe dimettersi».
Napolitano non dovrebbe firmare questa porcata ma firmera’ perche’ ha svenduto il suo potere ed e’ ostaggio di una forza bruta a cui non tenta nemmeno di opporsi. Questo e’ lo stato dell’Italia attuale. Ancora una volta il gossip politico vince sull’informazione.
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15 ottobre. La ‘Triste mietitrice’: l’immagine della morte con cappuccio in testa e falce in mano, anche se disegnata con tratti fumettistici. Nel cappuccio del saio, anziche’ il solito teschio, la faccia del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Sono questi i manifesti apparsi a Roma, affissi dal gruppo Pdl della Regione Lazio, che firma i manifesti. Il motivo delle affissioni sono le critiche al Piano Sanitario Regionale. La scritta che campeggia sul manifesto recita: “Marrazzo ha dato il colpo di grazia alla sanita’ del Lazio”. Ma il tutto suona ora come una minaccia di morte.

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Cauti ma determinati
Viviana Vivarelli

Ci pare evidente che Santoro eviti le risse e faccia di tutto per non perdere la sua trasmissione per sempre. In fondo gli hanno rinnovato il contratto solo all’ultimo minuto e solo per 4 mesi (non 3 anni come a Vespa), il che la dice lunga sulla sua precarieta’ in una Rai ormai dominata dalla furia devastatrice e livellatrice di B. Il tema della serata era scottante:”….non solo Marrazzo”.
Siamo arrivati ad un punto in cui e’ facile pensare che ci sia chi tesse una tela in cui l’Italia e’ preda come la mosca del ragno e non e’ difficile capire chi gestisce i servizi segreti, comanda le forze dell’ordine, guida la linea aggressiva di troppi giornali, usa la diffamazione su avversari politici come arma impunita, scaglia giornalisti gia’ collusi coi servizi deviati e gia’ infiltrati in Telecom per costruire dossier ricattatori o distruggere la reputazione di persone, e ha validi agganci con la mafia, con cui, secondi i pentiti, commissionerebbe anche attentati contro lo Stato, e risulta evidente anche dalla cauta trasmissione di Santoro che c’e’ qualcuno che sa come tenere in pugno centinaia di persone con armi mafiose, la compravendita o la minaccia.
Ma Santoro non poteva mostrare questo intento in modo scoperto, pena la sua testa. Credo allora che la ricostruzione minuziosa del caso Marrazzo e il parlare insistentemente del mondo delle trans non avesse solo un intento di pruderie e di richiamo agli uccelli italici ben usi di trans e dintorni, ma mirasse proprio a seminare sospetti negli spettatori, da una parte sui vizi di un’intera casta politica, e dall’altra di chi ne approfitta per tirare le fila del gioco sporco e abietto dei ricatti politici.
Spero che nessuno abbia piu’ dubbi che nel caso Marrazzo quei poliziotti “deviati” non avevano alcuna intenzione di trarre denaro dal video quanto di spargere veleno. Non avrebbero, altrimenti, evitato di riscuotere i tre assegni da 20.000 euro, non avrebbero lasciato il video a giornali di mezza Italia, che lo hanno religiosamente copiato e ritrasmesso ad altri in un cineforum continuo, non lo avrebbero, infine, abbandonato all’ultimo giornale gratuitamente. Lo scopo, insomma, non era l’estorsione ma il ricatto politico. E la telefonata suadente di B a Marrazzo per fargli sapere che il video era in possesso della sua stampa aveva tutto il carattere di una intimidazione.
Santoro non poteva dirlo, ma se uno non aveva la testa in pappa, la domanda successiva era: su quanti politici e’ stata fatta questa operazione? Quanti sono quelli che non sono finiti in scandalo ma si sono assuefatti ai comandi del ricattatore? Quante utili assenze hanno permesso a B di non cadere e di far passare il peggio del peggio? Chi e’ ancora libero nel csx e chi non e’ sotto ricatto?
Il fatto che il contraddittorio fosse affidato a una personcina garbata ma disinformata come la Serracchiani e non a un magistrato gia’ esperto di ricatti politici la dice lunga sulla sua intenzione di dire e non dire.
L’invito accolto a Storace, che sullo spionaggio e sul ricatto ha fondato la sua campagna elettorale nel Lazio e’ stato la ciliegina sulla torta.
Santoro e’ stato accusato di essere troppo morbido con i suoi interlocutori, quasi consenziente. Accuse stolte, quando alla minima parola sbagliata rischi quel posto di lavoro per cui hai rinunciato a un seggio europeo e hai combattuto giudizialmente coi denti.
Santoro non poteva dirlo, ma se uno non aveva la testa in pappa, la domanda successiva era: su quanti politici e’ stata fatta questa operazione? Quanti solo quelli che non sono finiti in scandalo ma si sono assuefatti ai comandi del ricattatore? Quante utili assenze hanno permesso a B di non cadere e di far passare il peggio del peggio? Chi e’ ancora libero nel csx e chi non e’ sotto ricatto?
Il fatto che il contraddittorio fosse affidato a una personcina garbata ma disinformata come la Serracchiani e non a un magistrato gia’ esperto di ricatti politici la dice lunga sulla sua intenzione di dire e non dire.
L’invito accolto a Storace, che sullo spionaggio e sul ricatto ha fondato la sua campagna elettorale nel Lazio e’ stato la ciliegina sulla torta. Un vero ossimoro.
Santoro e’ stato accusato di essere troppo morbido con i suoi interlocutori, quasi consenziente. Accuse stolte, quando alla minima parola sbagliata rischi quel posto di lavoro per cui hai rinunciato a un seggio europeo e hai combattuto giudizialmente coi denti.
Dal punto di vista etico, purtroppo, l’opposizione mostra di non avere capito molto del gioco di B e di prestarsi ad esso o per venalita’ o per idiozia o per viziosita’ congenita. Prova ne e’ il fatto che ci sono persone che con B hanno ormai patti di ferro, come quel D’Alema che B candida a ministro degli esteri europeo e che, tramite Bersani, sta per riproporre una nuova bicameralina, i cui esiti ci fanno agghiacciare. Ma gli elettori, ignari di tutto cio’, rieleggono il dalemiano Bersani alla segreteria, riproponendo tutte le aberrazioni degli inciuci precedenti.
E tutto l’incubo ricomincia.

Intanto Santoro incassa un nuovo brillante risultato di audience: Annozero e’ stato seguito da 6.125.216 telespettatori con il 24,53% di share.
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La macchina del fango partita da Milano come un manuale di killeraggio politico
Giuseppe D’Avanzo

Da Berlusconi a Signorini, tutti i burattinai del caso Marrazzo
Combinato anche un incontro tra l’editore di “Libero” e la titolare dell’agenzia Masi
Quei carabinieri che aggrediscono Piero Marrazzo in un appartamento privato, in compagnia di un viado, non sono canaglie a caccia di un bottino. Non stanno preparando un’estorsione contro il governatore. Stanno raccogliendo il “materiale” per un ricatto che sara’ utilizzato da altri, in altro modo, in un’altra citta’, con un altro obiettivo da quello del denaro (si e’ mai visto un estorsore che rinuncia al prezzo dell’estorsione?). Sono canaglie che forse bisognera’ cominciare a definire rat-fuckers, come si chiamavano tra loro, orgogliosi, gli operativi dell’affare Watergate. Schiacciano con violenza Marrazzo contro un muro. Lo obbligano a calarsi i pantaloni. Lo fotografano. Trasferiscono il video a Milano.
E’ Milano, con la sua industria editoriale, la scena del delitto. Perche’ e’ solo li’ che quelle immagini possono trovare la mano che le pubblica. E’ da questo momento che l’affaire mostra un significato pubblico e un senso politico che rende oziosa, peggio incoerente con i fatti, la tiritera “chi di sesso ferisce, di sesso perisce”. Che cosa succede? Qualcosa che si puo’ leggere nei manuali di un “assassino politico”. Il political hitman deve uccidere ma non lasciare la sua impronta. Cosi’ si deve “provocare una fuga di notizie verso i media rimanendo al di fuori della mischia mentre l’avversario viene tempestato da rispettabili giornalisti”. Accade nel nostro caso. Le immagini vengono proposte a Oggi. La direzione le rifiuta. Bisogna venire allo scoperto, allora. Accettare il rischio di compromettersi. E’ questo il momento in cui la scena s’illumina e appaiono al proscenio i protagonisti, le comparse, il mattatore. Nel primo atto, il protagonista assoluto e’ Alfonso Signorini. Che soltanto una irresponsabile ingenuita’ potrebbe far definire semplicemente “il direttore di Chi”. A leggere le testimonianze di un carabiniere canaglia, di un fotografo, della titolare della Photo Masi che ha l’incarico di commercializzare il video del ricatto, Signorini e’ il padrone del gioco. Riceve in Mediaset e tratta in Mondadori. Dispone per l’intera gamma dei periodici del gruppo editoriale. Lo dice con chiarezza, nei giorni successivi, informando costantemente B.
E’ esplicito uno dei carabinieri canaglia, Antonio Tamburrino: “A me fu detto che Signorini ne avrebbe dovuto parlare con B. E’ un fatto che Signorini e’ il playmaker in quella compagnia e nell’affaire. Consiglia, indica, sollecita. Combina non soltanto le scelte dei direttori dei media berlusconiani, sovraordinato a Vittorio Feltri, capataz del giornale di famiglia, ma anche delle testate del gruppo Angelucci (Libero, il Riformista). Organizza un incontro di Photo Masi con il direttore di Libero, Belpietro, il 12 ottobre. Due giorni dopo, Signorini combina un breafing tra Carmen Masi e Angelucci. Dice la Masi: “Angelucci visiona il filmato, si dimostra interessato, promette una risposta entro le ore 19 della stessa sera. Ho informato Signorini. Verso le 17, mi ha contattato telefonicamente. Mi ha detto di fermare tutto perche’ Panorama era molto interessato al tutto e dovevano decidere chi doveva pubblicare il tutto”.
Mente dunque Signorini quando, con voce rotta di falso sdegno, protesta che “lui e soltanto lui ha deciso di non pubblicare le immagini di Marrazzo”. Sua e’ la guida della “macchina”. Chi ne decide direzione, percorso e velocita’ non e’ Signorini. E’, come appare chiaro nel secondo atto di questa vicenda, B il mattatore. Sa del video, lo vede, lo valuta. Misura le convenienze per due settimane (5/19 ottobre). E’ piu’ utile pubblicarlo subito o conservarlo per tempi politicamente piu’ opportuni? Il 19 ottobre, l’imprevisto. Lo informano che i carabinieri sono a caccia di un “video del presidente”. B non puo’ starsene con quelle immagini sul tavolo: il “presidente” non e’ lui, ma quel disgraziato di Marrazzo. Lo chiama, gli dice che deve comprarselo in fretta, il video. Signorini lo aiutera’, ma – se e’ vero quel che riferisce lo staff del governatore a Esterino Montino (oggi governatore vicario) – aggiunge: “Rivolgiti a Giampaolo Angelucci, ti liberera’ dai guai”. Il capo del governo non rinuncia agli utili. Con quella mossa, sa di poter avere in futuro la piena disponibilita’ del destino di Marrazzo. Per intanto, consegna il governatore, commissario straordinario alla sanita’, al maggiore imprenditore regionale della sanita’ privata. Sempre ci sono anche gli affari, propri e degli amici, nelle manovre del capo del governo. Non e’ il solo contatto del premier con Marrazzo. Il 21 ottobre, B comunica al governatore che e’ tutto finito, i carabinieri sono ormai in azione, hanno arrestato i furfanti e stanno perquisendo la redazione di Chi. Esterino Montino, che e’ li’ accanto a lui, vede Marrazzo sbiancare come per un malore. Bisogna ora dire quel che vediamo. Furfanti delle burocrazie della sicurezza incastrano un politico. Le immagini, estorte con la violenza in un appartamento privato, vengono consegnate a un alto funzionario (Signorini) di un sistema editoriale (Mondadori, Mediaset e indirettamente Tosinvest di Angelucci) governato direttamente da un proprietario che e’ anche presidente del consiglio. E’ una macchina organizzata per seppellire nel fango chiunque osi dissentire.
Quel che accade in via Gradoli, ha dunque la stessa rilevanza di un prologo, in questa storia. Con buona pace di chi, come Ferrara, parla di “deriva sessuofobica”. L’affaire Marrazzo non e’ una storia di sesso e il sesso non e’ il focus della storia. L’affaire ci espone, nei suoi ingranaggi, una “macchina del fango” di cui gia’ avevamo avvertito la pericolosita’. E’ la “macchina del fango”, il cuore di questa storia. Il sesso l’alimenta. Le abitudini private di un ceto politico, amministrativo, professionale, imprenditoriale sono o possono diventare il propellente di un dispositivo di dominio capace di modificare equilibri, risolvere conflitti, guadagnarsi un silenzio servile, azzittire e punire chi non si conforma, mettere in fuori gioco o espellere dalla competizione politica gli avversari.
L’affaire Marrazzo svela, come meglio non si potrebbe, le pratiche e le tecniche di un potere che, per volonta’ e per metodo, abusa di se stesso mostrandosi come pura violenza. Nessuno puo’ meravigliarsene. B, come gli autentici bugiardi, lascia sempre capire che cosa ha in mente perche’ – sempre – dice quel che fa e fa quel che dice. Scombussolato dalla “crisi di primavera” quando salta fuori la “commistione tra boudoir e selezione della classe dirigente politica”, arruffato da una minorenne che confessa come e quando Papi gli ha promesso o la ribalta dello spettacolo televisivo o un seggio in Parlamento come custode della volonta’ di quel popolo sovrano evocato in ogni occasione, Berlusconi in luglio riordina le idee e lancia la “campagna di autunno”. Cambia squadra. Feltri al Giornale. Belpietro a Libero. Signorini su tutti. Gli avversari, veri o presunti, sono colpiti come birilli. Accade al giudice Mesiano, spiato e calunniato dalle telecamere di Canale5. Al direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, colpevole di aver dato voce all’imbarazzo delle parrocchie per la vita disonorevole del premier. Accade al presidente della Camera Fini, minacciato di “uno scandalo a luci rosse” perche’ responsabile di un civile dissenso politico. Accade a Veronica Lario, moglie ribelle dipinta come un’adultera. E’ accaduto ora a Marrazzo, ma quanti ora temono che possa accadere anche a loro? Altro che le puzzette al naso di chi ancora ci annoia con lo sproloquio sul gossip. Non parliamo di letto, di pubblico/privato e ormai nemmeno piu’ di trasparenza e fragilita’ della responsabilita’ pubblica. Discutiamo di liberta’.

www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso-2/davanzo-31ott/davanzo-31ott.html
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Il calvario di Stefano
ADRIANO SOFRI
www.altroquotidiano.it/?p=14589

Riguardiamo le fotografie di Stefano Cucchi, un giovane magro, un geometra, che ha avuto a che fare con la droga e sa che gli potra’ succedere ancora, e intanto vive, sorride, lavora, abbraccia sua madre, scherza con la sorella. I giornali in genere hanno preferito pubblicare queste. Guardiamo ora le foto di Stefano morto, scheletrito, tumefatto, infranto, il viso che eclissa quello del grido di Munch e delle mummie che lo ispirarono, il corpo di una settimana di Passione dell’ottobre 2009.
Nessuno e’ tenuto a guardarle. Ma nessuno e’ autorizzato a parlare di questa morte, senza guardarle. Per una volta, sembra che tutti ne provino orrore e sdegno, e vogliano la verita’ e la punizione. E’ consolante che sia cosi’. Ma e’ difficile rassegnarsi alle frasi generiche, anche le piu’ belle e sentite. C’e’ un andamento provato delle cose, e le parole devono almeno partire da li’. Certo, le parole possono osare l’inosabile. Possono, l’hanno fatto perfino questa volta, dire e ripetere che Stefano Cucchi “e’ caduto dalle scale”.
Non e’ nemmeno una provocazione, sapete: e’ una battuta proverbiale. Se incontrate uno gonfio di botte in galera, lo salutate cosi’: “Sei caduto dalle scale?”. Hanno un gran senso dell’humour, in galera. Lo si puo’ anche mettere per iscritto e firmare. Sembra che anche Stefano l’abbia messo a verbale presso il medico del carcere: “Sono caduto dalle scale”. E’ un modo per evitare di cadere di nuovo dalle scale. Il meritorio dossier Morire in carcere curato da “Ristretti orizzonti” certifica che le morti per “cause da accertare” sono piu’ numerose di quelle per “malattia”.
Tuttavia bisogna guardarsi dall’assegnare senz’altro il calvario di Stefano il capitolo carcerario. Per due ragioni, gia’ documentate a sufficienza. La prima: che fra la persona integra arrestata col suo piccolo gruzzolo di sostanze proibite e la persona cui vengono certificate nell’ambulatorio del tribunale “lesioni ecchimodiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente”, e che lamenta “lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori” (i medici del carcere le preciseranno come “ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione”, e quelli dell’ospedale come “frattura del corpo vertebrale L3 dell’emisoma sinistra e frattura della vertebra coccigea”) fra quelle due condizioni c’e’ stata solo una notte trascorsa in una caserma di carabinieri.
Il ministro della Difesa – un avvocato penalista – pur declinando ogni competenza nel caso, ha creduto ieri di dichiarare: “Di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione”. Non so come abbia fatto. So che qualcuno vorra’ ammonirmi: “Ci risiamo”. Infatti: ci risiamo. I medici e la polizia penitenziaria che dichiarano che Stefano “e’ arrivato in carcere cosi’” hanno dalla loro una sequenza temporale interamente vidimata.
Questa era la prima ragione. La seconda e’ che nell’agonia di Stefano – i suoi ultimi sette giorni – sono intervenute tante di quelle autorita’ costituite da far rabbrividire.
Carabinieri, dall’arresto fino al trasporto al processo e alla consegna al carcere. Magistrati, uno dell’accusa e uno giudicante, che in un processo per direttissima per un reato irrisorio e con un giovane imputato cosi’ palesemente malmesso da suggerire la visita medica nei locali stessi del tribunale, rinviano l’udienza al 13 novembre e lo rimandano in carcere ammanettato.
Agenti di polizia penitenziaria, che piantonano cosi’ rigorosamente il pericoloso detenuto nell'(orrendo) reparto carcerario dell’ospedale al punto di impedire ai famigliari del giovane di chiederne una qualche notizia ai medici, facendo intendere che occorra un’autorizzazione del magistrato: espediente indecente, perche’ per parlare col personale sanitario non occorre l’autorizzazione di nessuno. (Sono stato moribondo e piantonato in un ospedale, e nessuno si sogno’ di dire ai miei che non potevano interpellare i medici: e vale per chiunque). Espediente, oltretutto, che costringe a chiedersi quale movente lo ispirasse.
Una sovrintendente e, a suo dire, un medico di turno, che, anche ammesso che non abbiano saputo delle visite ripetute e trepidanti dei famigliari, hanno dichiarato di non aver notato i segni delle lesioni sul volto di Stefano, “in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia”! Frase che insegue l’altra sulla caduta dalle scale: un detenuto malconcio al punto di essere tradotto in ospedale non viene visto da chi lo sorveglia e da chi lo cura perche’ si tiene il lenzuolo sulla faccia.
Non hanno visto “il volto devastato, quasi completamente tumefatto, l’occhio destro rientrato a fondo nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme, la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una frattura, la dentatura rovinata”… Non era un lenzuolo: era l’anticipazione di un sudario. Questo non ha impedito a un medico di turno di stilare un certificato in cui si legge che Stefano e’ morto “di presunta morte naturale”.
Infine, c’e’ l’autopsia eseguita sul cadavere straziato, nel corso della quale si proibisce al consulente di parte di eseguire delle foto. (Quelle che guardiamo oggi, chi ne ha la forza, sono state prese per la famiglia dal personale delle pompe funebri). E’ stata, la settimana di agonia di Stefano, una breve marcia attraverso le istituzioni. Questo sono infatti, al dunque, le istituzioni: persone che per conto di tutti si trovano a turno ad avere in balia dei loro simili: persone delle forze dell’ordine, giudici, medici, e anche politici e giornalisti…
Tutti (quasi) chiedono giustizia e verita’. Bene. Un pubblico ministero ha gia’ imputato di omicidio preterintenzionale degli ignoti, ieri. I colpevoli non sono certo noti, e non lo saranno fino a prova provata: ma gli imputati sono noti. Quanto al preterintenzionale, e’ un segno di garantismo notevole, venendo da una magistratura che quando l’aria tira imputa di omicidio volontario lo sciagurato che abbia travolto qualcuno con l’automobile.
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Berlusconi: “Non mi dimettero’ neanche in caso di condanna”
Viviana

Mi dispiace, e’ irrefrenabile, so che puo’ essere considerato un reato, so che non dovrei dirlo perche’ e’ pericoloso, ma non posso fare a meno di pensare a quella vecchietta che cadde dall’8°piano, ma non mori’ perche’ rimbalzo’ su un telone, ma non mori’ perche’ ricadde su un tappeto elastico, ma non mori’ perche’ rimbalzo’ su un tetto, ma non mori’ perche’ scivolo’ sulla grondaia, ma non mori’ perche’….
E alla fine? Alla fine abbiamo dovuto abbatterla!

Vista certa la condanna di Berlusconi come corruttore del caso Mills per nascondere montagne di denaro rubato al fisco italiano mediante scatole cinesi, truffe e inghipppi di ogni tipo, in un caso di evasione melagalattica che ha mandato a fondo il nostro gia’ grave deficit di bilancio…
visto certo che non solo abbiamo il debito pubblico piu’ grande del mondo, ma abbiamo nella persona del premier il piu’ grande evasore e truffatore planetario, quello che ruba ai poveri per arricchire se stesso..
visto che e’ gia’ pronto un Lodo Ghedini per far confluire a Roma qualunque processo ricada sulle massime cariche dello Stato..
e’ abbastanza discutibile che vi siano nel paese delle toghe rosse, ma sembra assolutamente certo che nel famoso porto delle nebbie della procura di Roma ci siano tante pecore Dolly clonate su Alfano, l’esperimento di fotocopia umana meglio riuscito del mondo.
L’83% degli italiani pensa che su Berlusconi ci sia un accanimento della Magistratura. Sono d’accordo. L’accanimento c’e’ e ha tutte le ragioni.
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Sembrano gli ultimi atti frenetici di ‘Caccia al ladro’’
Viviana

B ruba la Mondadori corrompendo i giudici, non la rende al legittimo proprietario, e non gli vuole nemmeno pagare i 750 milioni di danni.
Prepara di corsa il “lodo Cassazione”, mettendo in Finanziaria 2 emendamenti per salvarsi e chi se ne frega se annullano migliaia di processi tributari con danno enorme alle finanze dello Stato.
1° allunga l’eta’ pensionabile dei magistrati cosi’ non va in pensione l’amico Vincenzo Carbone, 1° presidente di Cassazione, che resta altri 3 anni per sistemare le cose, e sottrae il contenzioso al collegio e al presidente Enrico Altieri, che ha fama di giudice inflessibile, spostandolo dal vertice della Corte alle sezioni unite.
2° poi stabilisce che i processi tributari in cui l’imputato ha avuto ragione in 1° e 2° grado si chiudano pagando solo il 5% (Lodo Cassazione). Immaginate quanta gente deve soldi allo Stato per reati finanziari e che bel premio avrebbe lasciando vuote le casse dello Stato. Ma a B che gliene frega dello Stato?
Ma Fini lo stoppa rompendo le uova nel paniere.
La Suprema corte e’ esterrefatta: per non pagare la sua multa B vuol fare una autentica follia che farebbe perdere allo Stato centinaia di miliardi di euro (su circa 20.000 processi)
Ma a Berlusconi questo non importa. Al momento grazie a Fini l’emendamento e’ congelato.
Siamo in pieno abuso del diritto.
Prima B ha sanato i capitali illeciti facendoli rientrare col 10%, ora vuol sanare i reati finanziari, sanandoli al 5%. Lo Stato e’ in liquidazione. Berlusconi pure.
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In piena crisi continuano massicciamente i fondi pubblici per la stampa, e che stampa!

Beppe Grillo

Alcuni dati:
Libero (diventato una Onlus per i contributi) 7.794.367 euro,
Il Riformista 2.530.638,
Il Foglio 3.745.345,
La Padania (serva di Roma Iddio la creo’) 4.028.363,
L’Unita’ 6.377.209, Europa (organo del rutellone) 3.599.203,
Il Secolo d’Italia 2.959.948,
Il Campanile (organo del mastellone) 1.150.919,
Avvenire 6.174.758 (ma non gli basta l’otto per mille?),
Il Denaro (il nostro?) 2.459.799
L’Avanti (i socialisti sono sempre presenti) 2.530.638.
Non mancano neppure le elemosine folcloristiche elargite con le nostre tasse come: Il Granchio 88.444 euro, Motocross 506.660, Chitarre 273.126, Car Audio e FM 290.400, Italia Ornitologica 40.000 e il misterioso Adista 117.000.
Mancano i soldi per la Scuola, per la Polizia, per le case antisismiche, per il sussidio di disoccupazione ai padri di famiglia disoccupati.
Non mancano mai per i giornalisti di regime. Il Dipartimento per l’informazione e per l’editoria e’ presieduto da Paolo Bonaiuti del PDL. Senza la cortina fumogena dell’informazione a tassametro il regime Pdl-pdmenoelle non durerebbe un giorno, Senza lo Stato la maggior parte dei giornali fallirebbe.
Lo stipendio a Belpietro, Ferrara, Polito, Boriani lo decide lo psiconano e lo paghiamo noi. Gli editori sono i camerieri dei politici, i giornalisti scrivono il menu su ordinazione.
I contributi pubblici all’editoria e gli sgravi fiscali di cui godono i grandi gruppi editoriali vanno aboliti. Se lettore compra, giornalista vive. Altrimenti faccia un altro mestiere.
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Altri esempi:
109 mila euro,”Il messaggero di S.Antonio”!
516 mila euro,”L’annuario delle barche a vela”!
2 milioni 580 mila euro,”I cavalli”!
3 milioni 703 mila euro,”L’amore vince”!
Decine e decine di milioni di euro per Liberazione, Il Foglio ecc.

Solo il Fatto Quotidiano ha dichiarato di non voler fruire di contributi pubblici
(Ora permette anche di fare abbonamenti tramite coupon e questi danno anche il diritto di leggerlo direttamente online).
Travaglio, Lillo, Gomez non avrebbero mai potuto diventare editorialisti o direttori del Corriere della Sera o della Repubblica. Hanno dovuto farsi un loro giornale per scrivere.
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Franco

Le leggi ad personam, confezionate per salvare il capo del governo dagli innumerevoli guai giudiziari in cui si trova coinvolto, costituiscono tutte la cosiddetta estrema ratio.
Principalmente si cercano soluzioni alternative (per non dare troppo nell’occhio) e se non si trovano si ricorre alla leggina ad hoc, quasi sempre frutto del fertile cervello di mavala’ Ghedini.
Ad esempio il giudice di Milano che ha sospeso l’esecutivita’ della condanna contro la Fininvest al pagamento dei 750 milioni di euro come risarcimento danni per la truffa in danno di De Benedetti, e’, pensate un po’, il fratello di un ex deputato di Forza Italia.
Questa “fortunosa coincidenza” ha cosi’ evitato al Ghedini di inventarsi un’altra leggina, che piu’ o meno avrebbe sancito che “tutte le opposizioni all’esecutivita’ di una sentenza di condanna al risarcimento danni, solo se presentate da Berlusconi, fossero hic et nunc immediatamente accolte, stante il grave stato di indigenza in cui versa il ricorrente”.
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Viviana

Mai un risarcimento civile e’ stato rimandato. Per quel che ne so, non e’ rimandabile. Non e’ previsto dalle nostre leggi che si possa ricorrere contro un risarcimento gia’ stabilito con sentenza dopo una condanna, eppure Berlusconi gode di un trattamento extra legem. Ma vi pare possibile?
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Un’Italia deviata
Saviano e i casalesi: Parmalat e Cirio. 3 miliardi di liquidi, 30 miliardi di beni

www.youtube.com/watch?v=xhLMNVFwGUk

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Dopo le primarie
Viviana Vivarelli

Non credo proprio che le primarie abbiano dimostrato che quelli che hanno votato sono servi succubi, come qualcuno intende insinuare: quasi meta’ di quelli che hanno votato per il segretario del Pd, lo hanno fatto contro D’Alema & compani, nella speranza di cambiare qualcosa in questa fasulla opposizione.
Intanto come primi atti dell’elezione Bersani abbiamo:
-D’Alema che va a colloquio con B per accordarsi con lui
-D’Alema che ripropone la bicameralina, orrenda espressione per indicare il proseguimento dell’inciicio detto bicamerale
-D’Alema che accetta da B la candidatura a Ministro degli Esteri europeo, cosi’ B prende due piccioni con una fava: cerca di sbattere D’Alema in Europa cosi’ se lo leverebbe di torno, rinsalda i legami con D’Alema anche in vista di nuove porcate da votare, come la riforma processuale e penale, e il meschino, come sempre, ci casca e del resto e’ sempre stato d’accordo con la separazione delle carriere e il bavaglio alla stampa o alla magistratura, vedrete che passera’ anche il bieco tentativo di Alfano/Ghedini di dare tempi brevi ai processi per far scattare la prescrizioni in tempi brevissimi, dopo averli allungati a dimisura nel loro compimento, il quale diventeresse un optional inverificabile, praticamente un libera-tutti di micidiale violenza.Questo tanto per ribadire a quanti votano B “per la sicurezza”!
-Alla manifestazione indetta da Di Pietro contro B, il duo Bersani/D’Alema si nega
-Bersani ha gia’ detto che non fara’ campagna contro B e se non si fa campagna contro, allora si fa inciucio con
-Ripartono indegne candidature dalemiane per le regionali
-Riparte la strategia di trasformare la nostra repubblica parlamentare in regime presidenziale forte a diretta elezione popolare, disegno infame su cui D’Alema era d’accordo. Intanto si delegittima il Parlamento che parte subito con 10 giorni di autospensione vista la sua inutilita’ di fatto
-Riparte il proposito di rendere la maggioranza della Consulta a diretta nomina presidenziale…
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Caro poliziotto di regime
che scrivi ai blog per dichiarare la tua onesta’…

Mi pare a questo punto inutile fare discorsi fasulli. La buona fede si attesta solo con una responsabilita’ civile e questa ormai non esiste piu’ in Italia. I casi personali di onesta’ privata non ci interessano piu’, sono diventati solo l’eccezione alla regola. Se l’arma si e’ screditata, prova a farti un esame di coscienza e ad esaminare i fatti.
L’Italia subisce una deriva pesantissima antidemocratica e in questa deriva le forze di sicurezza hanno colpe che non possiamo trascendere.
Il fatto gravissimo e’ che in Italia nessun Governo ha voluto porre come reato la tortura da parte delle forze dell’ordine, come sarebbe giusto e lecito in qualunque democrazia, e queste forse, non piu’ di sicurezza, infieriscono a piede libero contro i cittadini e, quando arrivano anche a uccidere, sono premiate.
Questa e’ l’evidenza durissima che toglie ogni credibilita’ alle difese personali e alla pretesa di una onesta’ generale.
L’omerta’ esistente tra di voi e’ scandalosa. Di fronte a casi come quello di Marrazzo o del giovane Stefano Cucchi (quarta vittima dopo tre piccoli consumatori di marijuana massacrati in carcere), la stampa non pubblica nemmeno i nomi degli assassini o dei ricattatori. Maroni risponde alle domande dei giornalisti con supponenza o mutismo, quando dovrebbe fare una dichiarazione alla stampa per annunciare una inchiesta severissima. Nemmeno di fronte agli omicidi, qualche poliziotto o secondino testimonia contro i criminali interni.
A Genova la vostra condotta e’ stata schifosa e i processi sono finiti a suon di assoluzioni e scatti di carriera.
Persino nel caso della Uno bianca di Bologna, con sei poliziotti criminali che infierirono con torture in carcere, 103 crimini, 24 morti e 114 feriti, i cari compagni dell’arma non parlarono.
L’omerta’ interna tra di voi e’ sempre stata pari a quella di un gruppo mafioso.
Per Placanica si protesse un ufficiale di grado superiore stando bene attenti che il suo nome non venisse mai fuori e si attento’ anche alla vita di Placanica perche’ non parlasse.
Al G8 di Genova l’omerta’ copri’ i colpevoli con una pioggia di testimonianze false e tutto fini’ con l’abominio delle premiazioni e la conservazione del responsabile in capo che venne gelosamente ereditato dai governi successivi.
Nessuno hai mai testimoniato sul discorso di Fini alla caserma di Bolzaneto che in pratica incitava al massacro, alle torture e agli omicidi. Persino Di Pietro si tiro’ fuori dalla richiesta di una commissione parlamentare che indagasse sulle responsabilita’ politiche del massacro comandato.
La vostra condotta, quando pestate a morte un poveretto come avete fatto con Aldrovandi per strada o le altre 4 povere vittime in carcere, e’ infame.
E con un governo che ha tagliato 3 miliardi ancora alle sicurezza, avete anche la faccia di votare destra!
Ormai i tempi del ‘si dovrebbe’ ‘sarebbe bene’, sono finiti.
Stiamo diventando come l’Argentina, e questo anche grazie a voi.
Che ci veniate anche a scrivere lettere melense sull’onesta’ e il rispetto che il singolo poliziotto ha per le leggi e la persona del cittadino, ci sembra a questo punto una sfacciataggine enorme. Non viviamo nella telenovela ‘Carabinieri’. E la realta’ comincia a discostarsene troppo.
Siamo in un paese dove la ‘privacy’ di chi comanda e’ sacra e la si comanda con leggi che strangolano la magistratura, la stampa e i processi, ma l’’habeas corpus’ del cittadino e’ stato troppo calpestato da dx e da sx perche’ si possano ancora raccontare le favoline del buon poliziotto.
Caro poliziotto, non si possono perpetrare crimini e pretendere di salvare la reputazione!
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La rimonta di D’Alema
Viviana Vivarelli

Le nefandezze non hanno mai fine? Eletto Bersani, stiamo assistendo alla grande rimonta di D’Alema, piu’ insidioso e letale che mai.
Per soddisfare la sua infinita vanita’ personale, D’Alema si acconcerebbe a venir presentato in Europa da Berlusconi alla candidatura di Ministro degli Esteri. Capisco che l’inqualificabile Frattini, il maestro delle euroveline dei corsi da book, non goda di larga fama in Europa e la sua inettitudine in politica estera e’ sotto gli occhi di tutti. Capisco che B si guarda bene dal candidare persone come quel Renato Ruggiero che si dimise appena capi’ a cosa B voleva ridurre la sua carica, e certo un Ruggiero avrebbe avuto troppa stima di se’ per piegarsi a fare le maitre de chambre di B, e tanto meno B avrebbe candidato quel Mario Monti che, invitato a diventare Ministro degli Esteri, scappo’ a gambe levate dopo un breve colloquio. Ma che, non avendo tra i suoi tappetini una persona candidabile in Europa, B pensi al ‘caro amico’ D’Alema ci puzza, ma ci puzza parecchio.
A parte la chiara dimostrazione di un patto di scambio a livello dei piu’ squallidi suq, a parte che D’Alema in Europa c’e’ gia’ stato senza cavare un ragno da un buco e girovagando con incredibile noia e inettitudine nei corridoi di Bruxelles, ma poi il “patto” su cosa dovrebbe vertere?
Sul difendere in Europa cari soci del Cavaliere come Erdogan, Gheddafi e Putin? Quel Putin, tra l’altro, che non pago di avere affondato le elezioni russe governando ‘di fatto’ al posto dell’uomo di paglia eletto, non pago degli omicidi dei giornalisti che denunciano la sua dittatura, i suoi privati traffici col gas, e l’eccidio dei Ceceni, ora reintroduce persino la pena di morte.
Ed e’ per appoggiare costoro, che D’Alema si presta a questa pagliacciata immonda? Per difendere una politica estera, che sara’ anche redditizia per gli interessi privatissimi, televisivi o azionari, del cavaliere, ma e’ micidiale per il nostro paese?
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Spiegatemi
Viviana Vivarelli

…ma poi non capisco questo schifoltosita’ per cui metterla in c a una minorenne o a una D’Addario e’ sano, se invece si chiama Brenda e’ patologico.
Cos’e’? Un rimasuglio faudal-cattolico?
Parlare di atti contro natura non ha senso, basta vedere cani e gatti.
Parlare di atto abominevole per il dettame papale ne ha ancora meno, e’ abominevole anche tradire la moglie, praticare la lussuria e usare il preservativo, tutte cose di cui il Cristo non ha fatto parola mentre ha tuonato contro la corruzione dei bambini, si cui invece il dettame papale sciata.
Se poi si intende affermare con vera faccia tosta che leghisti e fascisti si astengono fortemente da atti impuri, spero che 15000 trans e 70.000 puttane tolgano le ragnatale dalla testa di tutti ed e’ da giurarci che se quelli di AN avessero ottenuto i casini nazionali ci avrebbero messo anche le trans o ci sarebbe stato un fiorente mercato parallelo.

Spiegatemi anche cosa sarebbe quella stronzata per cui le banche svizzere, irritate dei controlli in Italia, minaccerebbero di tradire B?
La Svizzera basa la sua ricchezza sulle sue banche.
Le banche svizzere basano la loro garanzia sull’omerta’.
Se una banca tradisse questa omerta’, cascherebbe tutto il sistema delle banche svizzere. E’ ovvio che non parleranno nemmeno con la morte. E’ lapalissiano.
Ce lo vedete un paradiso fiscale che spiffera sui suoi clienti? Firmerebbe la fine di tutti i propri utili.
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Sergio Boschian segnala:
Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi
Nicoletta Forcheri
Fonte: stampalibera

Rauni Kilde e’ l’ex ufficiale nazionale sanitario per la Finlandia. L’intervista e’ di due mesi fa:
-Lei pensa che questi virus siano stati specificatamente selezionati da testare su di noi per operare mutazioni della specie o per ucciderci?
-Beh come minimo ci rendono molto malati, poiche’ lo scopo che ho letto dell’elite, se posso usare questa parola, e’ quello di ridurre la popolazione del pianeta Terra di almeno i due terzi, forse persino di 5 miliardi…
-Stiamo pero’ affrontando questa nuova patologia, la suina..
-Ma la suina e’ una enorme cavolata! Non e’ la suina a essere pericolosa, e’ l’iniezione del vaccino! Perche’ non e’ solo composto dal virus della suina ma e’ mescolato con virus umano e con virus aviario e dietro vi e’ l’intento di ridurre la popolazione, perche’ e’ molto tossico, e di fare guadagnare miliardi di miliardi di miliardi a coloro che li producono. Rumsfeld e’ uno dei proprietari di quelle aziende farmaceutiche.
Volendo ridurre la popolazione, iniziano dai bambini e dalle donne incinte, i primi da eliminare per la prossima generazione.
-Ha tentato di avvertire i governi?
-Non i governi ma ho scritto l’informazione alla Finlandia, non penso che funzionera’…
-Hanno gia’ provato alla fine degli anni 70…
-Si’, nel 1976, negli USA con l’influenza suina, ma i vaccini furono fermati dopo tre settimane perche’ ci furono cosi’ tanti morti e si ammalavano della sindrome che distrugge il sistema neurologico delle persone; questa volta hanno portato degli accorgimenti per ricominciare; pero’ prima hanno fatto in modo che le persone non possano piu’ essere risarcite, in caso di conseguenze nefaste sulla salute, perche’ prima negli USA si dovevano pagare importi enormi in caso di danneggiamento alla salute ma adesso e’ stata approvata una legge secondo cui queste aziende non sono responsabili e non devono pagare alcun risarcimento ne’ in caso di morte ne’ in caso di danno sanitario cronico. L’hanno pensata proprio bene.
-Quindi possono avvelenarci o ucciderci e farla franca?
-Esattamente.
-Ma come mai succede? Come mai cosi’ tanti governi lo permettono?
-Beh non lo stanno ancora permettendo perche’ non hanno ancora fatto niente. Stanno portando avanti un programma di terrore nei mass media, tutti i mass media: e’ una propaganda del terrore e le persone si spaventano perche’ non lo sanno.
L’OMS ha ordinato che tutti devono essere vaccinati obbligatoriamente. Precedentemente, l’OMS non aveva la facolta’ di costringere alcun governo, poteva formulare solo raccomandazioni ma nel 1986/87 si disse che in caso di pandemia, allora l’OMS poteva impartire ordini. All’inizio di giugno, l’OMS ha dichiarato la pandemia di livello 6, che e’ il massimo, ma viaggiando in qualsiasi paese del mondo si poteva constatare che non c’erano i milioni di malati di suina. E’ stato fatto solo per forzare le persone e per preparare i governi all’obbligo del vaccino.
-Lei pensa che le cifre fornite dall’OMS siano false?
-Certamente sono false. Si deve sempre tener presente perche’ lo fanno, e il cui prodest. Cui prodest? Secondo me, sono stati costretti, ma da chi? Da Big Pharma che gestisce la popolazione del mondo e il denaro del mondo, milioni e milioni.
-Qual e’ la strategia? Perche’ lo fanno? Qual e’ lo scopo?
-E’ quello di uccidere quante piu’ persone possibile e di fare quanti piu’ soldi possibile (per loro). Ma penso che abbiano mal calcolato questa volta. Perche’ gia’ alla riunione del Bilderberg il 14 e il 15 maggio scorso in Grecia, si e’ verificata quasi una spaccatura, quando ne hanno discusso. E posso immaginare benissimo che i partecipanti usuali al Bilderberg non siano sempre d’accordo con i piani di Kissinger di eliminare gran parte della popolazione mondiale. E ieri il governo finlandese ha preso la decisione di cambiare le leggi nel senso di non dichiarare piu’ questa malattia come pericolosa e contagiosa, il che significa che le persone dovranno comprarsi il vaccino. Ed e’ anche una questione giuridica perche’ secondo me se una malattia non e’ pericolosa e contagiosa, non possono obbligarti a vaccinarti. Sono stati furbi. Ho scritto anche all’Istituto sanitario della Norvegia il cui direttore mi ha risposto che non hanno l’intenzione di rendere il vaccino obbligatorio ma solo facoltativo; spero che nessuno lo fara’, soprattutto non le donne incinte e i bambini, spero nessuno.
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Aldo Antonelli manda:

www.segnidalcielo.it/vaccino_dannoso.html

E’ di pochi giorni fa la notizia della firma da parte del viceministro della sanita’ Ferruccio Fazio dell’ordinanza che portera’ alla vaccinazione contro l’influenza A, del 40% della popolazione italiana. Inizialmente – dal primo di ottobre – saranno i medici e le persone che lavorano nei servizi “essenziali” a subire il trattamento, poi tocchera’ alle categorie “a rischio” (malati cronici e bambini con gravi malattie cardio-respiratorie) infine, ai giovani fino a 27 anni, a partire da Gennaio 2010. Preso atto dei piani del governo, peraltro in linea con quanto succede in altri stati come Francia e Stati Uniti, che hanno gia’ speso piu’ di un miliardo di euro per il vaccino, la domanda che il cittadino comune si pone e che da giorni gira in internet e’ questa: cosa contiene il vaccino e quali sono le sue controindicazioni?
I componenti classici dei vaccini sono da sempre virus morti o depotenziati, in modo che sollecitino la risposta del nostro sistema immunitario, senza dare pericoli per la salute, ma anche sostanze chimiche e antibiotici. La domanda vera e’, quindi, quali sostanze?
Per la prima volta da quando si parla di vaccino per VH1N1 pare sia possibile sapere qualcosa della sua composizione (ho detto pare).
Nell’ordinanza di vaccinazione del viceministro e’ contenuta un’informazione passata in sordina, ma decisamente importante: il vaccino che verra’ somministrato in Italia conterra’ I’immuno-coadiuvante MF59, e non e’ una buona notizia.
L’MF59, conosciuto anche come squalene, ha lo scopo di aumentare la risposta immunitaria del nostro corpo a seguito della somministrazione dei vaccino. In un certo senso si puo’ quindi dire che rende il vaccino piu’ forte, ma questo non e’ tutto. Perche’ ci sono delle controindicazioni.
Lo squalene e’ una sostanza presente naturalmente nell’organismo umano, soprattutto nel sistema nervoso. Questo fatto non darebbe, in una situazione normale, alcuna ragione al sistema immunitario di aggredirlo. Il problema e’ che l’iniezione e’ una via d’ingresso “anormale” dello squalene nel corpo, ed e’ proprio questo che fa si’ che tale sostanza venga improvvisamente considerata estranea dal sistema immunitario e quindi aggredita, ovunque si trovi, nel sangue come nel sistema nervoso, dove pero’ e’ vitale.
A sostegno di questa affermazione c’e’ una ricerca condotta alla Tulane Medicai School sui veterani della Guerra del Golfo vaccinati contro l’antrace con un vaccino contenente l’immuno-coadiuvante MF59: “…la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome) aveva anticorpi verso lo squalene. Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio Tempesta del Deserto/Scudo del Deserto che non furono impiegati, ebbero gli stessi segni e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene. Per contro, nessuno (0%) dei veterani impiegati nel Golfo Persico senza segni e sintomi della GWS avevano anticorpi allo squalene. Ne’ i pazienti con malattie idiopatiche e autoimmuni, ne’ i controlli sulla salute mostravano un siero riconoscibile di anticorpi allo squalene.”
Ma se queste sono le conseguenze, per quale motivo la Novartis e la Glaxo, le due industrie che producono il vaccino, si’ prenderebbero un rischio simile? Non sarebbe sufficiente un vaccino che non contiene I’MF59?
In effetti, lo squalene aumenta la risposta immunitaria alla vaccinazione e questo ha come primaria conseguenza il fatto che ogni dose da somministrare necessiti di una quantita’ inferiore del vaccino stesso, con un conseguente aumento delle dosi a parita’ di vaccino disponibile. Ma allora viene il dubbio che l’uso dell’MF59 non e’ altro che la risposta delle due industrie alle necessita’ del mercato….
Che mercato? Semplice: milioni di persone che hanno paura dell’influenza che qualcuno ha etichettato come la “piu’ mortale della storia”, e chiede a gran voce un vaccino. Per fare i vaccini ci vogliono anni: bisogna isolare il virus, studiarlo, riprodurlo in laboratorio, mutarlo per ottenere la versione depotenziata, produrre il prototipo di vaccino, testarlo (ed i test anche durano anni, tra animali e uomo)…
La Novartis invece lo ha prodotto in 4 mesi, non ha avuto il tempo di testarlo adeguatamente, non c’e’ il tempo e poi e’ costoso farlo, e a questo aggiunge lo squalene, che lo rende piu’ potente e permette di venderne una quantita’ di dosi che risponde alle richieste.
Pazienza se poi gli anticorpi in piu’ che produrremo aggrediranno anche lo squalene naturale contenuto nei nostri nervi. Peccato che le conseguenze biologiche non siano state ancora valutate a fondo.
Domanda banale, fatta da persona banale (cioe’ io): non sarebbe sufficiente un vaccino che non contiene I’MF59?
Eh… il problema e’ che tutti voglio questo vaccino, per farlo in grandi quantita’…
Perche’ lo si fa? Per il mercato. Peccato che sia un mercato fittizio, creato dai media amplificando paure e gridando all’untore. Un mercato che varra’ qualche miliardo di dollari per le case farmaceutiche e che dara’ margini ancora maggiori con I’MF59, una sostanza che per le “qualita’” sopra descritte non e’ stata approvata dalla Food and Drug Amministration americana e che quindi non sara’ presente nella versione americana del vaccino. In Europa si’. In Italia si’.
I sintomi delle persona che hanno sviluppato anticorpi contro lo squalene includono: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria. In casi piu’ gravi e piu’ rari (rati vuoi dire fino a 5 casi ogni 100.000) puo’ causare: attacchi epilettici, cambi di umore, probelmi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ed altro. Questo secondo una ricerca effettuata (ahime’) oltre 10 anni fa dal ministero della Sanita’ australiano.
Certo qualcuno potrebbe pensare che questo e’ allarmismo alla rovescia. Probabile. Plausibile. Fatto sta che anche sull’influenza stessa e’ innegabile che sia stato fatto dell’allarmismo. Io, da parte mia, preferisco non concentrarmi su nessuno dei due allarmismi. Perche’ non mi interessano. Preferisco pensare ad un dato scientifico noto: i tempi.
I tempi: non si confeziona un vaccino in 4 mesi e soprattutto non lo si testa e controlla in sole 2 settimane. E pericoloso o quanto meno insicuro dichiarare il contrario.
Ad ogni modo, l’influenza A sembra avere un tasso di contagio e mortalita’ inferiore a quello di una normale influenza: solo in Italia nel 2008-2009 la temutissima “australiana” ha contagiato piu’ di 2.000.000 di persone, mentre fino ad oggi la “suina” conta nell’intera Europa non piu’ di 50.000 casi. Quindi la domanda finale e’: perche’ vaccinarsi? Il gioco vale la candela?
Per governi e case farmaceutiche pare di si’, per me no.
Per voi, beh pensateci da voi.

Per approfondire:
Francesco Amato – Meryl Nass
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VACCINARSI O NO?

Alcuni abitanti dell’Isere, nel sud del paese, si sono rivolti al tribunale di Grenoble sporgendo denuncia contro la campagna di vaccinazione per il virus H1N1, giudicata come ”un vero e proprio tentativo di avvelenamento della popolazione”. Si tratta della prima denuncia di questo tipo in Francia, ma altre dovrebbero seguire nei prossimi giorni a Parigi, Pau e Nantes. La denuncia e’ stata depositata stamane al tribunale di Grenoble da nove abitanti dell’Isere per ”tentativo di somministrazione di sostanze che possono causare la morte”, ha precisato il legale che li assiste. I querelanti, tra i quali ci sarebbero un sanitario, una presentatrice radiofonica ed un’insegnante, hanno sporto denuncia contro ignoti e si sono costituiti parte civile.(ANSA).
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IRAP: CGIA, DA ABOLIZIONE IRAP RISCHI PER PICCOLE IMPRESE

Il 78% del gettito Irap e’ in capo alle societa’ di capitali (che include pero’ anche le banche e le assicurazioni), un altro 12% circa grava sulle persone fisiche e il rimanente 10% circa sulle societa’ di persone. Il dato e’ calcolato dalla Cgia di Mestre e testimonia, afferma una nota dell’associazione, “che la maggior parte del gettito proveniente da questa imposta e’ sulle spalle delle grandi imprese”. Insomma, afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, “dalla lettura di queste cifre si capisce benissimo per quale motivo gli industriali ne chiedono un forte ridimensionamento. L’imposta grava soprattutto su di loro ma attenzione: una eventuale modifica dell’Irap, vista l’assenza di una sufficiente copertura finanziaria, potrebbe comportare una diversa ripartizione del gettito a danno di chi adesso paga meno. Ovvero, le piccole e micro imprese”. Ma c’e’ di piu’. “Da anni”, osserva Bortolussi, “il 50% circa delle societa’ di capitali dichiara zero euro di reddito e un altro 15-20% circa dichiara poche migliaia di euro. Cio’ vuol dire che per una parte di queste aziende l’Irap e’ forse l’unica grande imposta ad essere pagata. Per questo motivo molti imprenditori saluterebbero la sua progressiva eliminazione con grande sollievo”.

www.repubblica.it/ultimora/24ore/IRAP-CGIA-DA-ABOLIZIONE-RISCHI-PER-PICCOLE-IMRPESE/news-dettaglio/3731001

www.cgiamestre.it/
..
Se si vogliono veramente combattere ed annientare le mafie basterebbe abolire definitivamente il segreto bancario … e’ nelle banche che si nascondono tutti gli inconfessabili segreti delle mafie …. E NON SOLO QUELLI DELLE MAFIE … e forse e’ per questo che certi controlli nelle banche non vengono fatti …
K.
..
http://masadaweb.org

10 commenti »

  1. Un motivo di più per marrazzo per non frequentare luoghi pericolosi e controllati dalla malavita. Non avrebbe dovuto mettere a repentaglio se stesso, la fiducia di tantissimi cittadini, il decoro della sua famiglia.

    Merita calci in culo ed espulsione immediata dal Partito. Ma i partiti oggi hanno la pelle di rinoceronte.

    Pietro Ancona

    Commento di MasadaAdmin — novembre 1, 2009 @ 11:37 am | Rispondi

  2. Dal PD, anche come semplice iscrizione, Marrazzo se n’è già andato da solo.

    D’accordo sul fatto che è stato a dir poco stupido nei suoi comportamenti ed ancora di più nel fatto che, avendo già parlato coi magistrati, per una intera giornata ha continuato a negare l’innegabile.

    Ma tutto questo mi sembra oggi secondario rispetto a quanto sta uscendo fuori sull’utilizzo di quel filmato per lunghi tre mesi da parte dei pennivendoli al soldo di Berluskoni, di Berluskoni medesimo e di quelli del boss della sanità privata laziale Angelucci.

    Operazione che fa innegabilmente il paio con quelle precedenti contro Boffo, Mesiano, Veronica Lario, lo stesso Fini.

    Marrazzo per quanto mi riguarda, pur avendolo votato nel 2005, non è mai stato in cima alle mie simpatie … una gestione della Regione in larga continuità con quella precedente del fascista Storace …. progetti di opere faraoniche ed inutili in ossequio a certi poteri forti romani e laziali ecc. ecc.

    Ma evidentemente, costretto dalle cifre di bilancio a tagli significativi rispetto agli appalti della sanità privata, ha finito, persino non volendo, per dare fastidio a certi interessi precisi, quelli del padrone di “Libero” e del “Riformista”, a sua volta legato a filo doppio agli interessi politici direttamente berlusconiani …. e c’è poi anche la questione di Fondi segnalata nell’articolo iniziale di questa discussione.

    Insomma … è stato senz’altro un cretino ed ha fatto bene a dimettersi da ogni cosa ….. ma mi sembra innegabile che la vicenda presenta aspetti molto inquietanti che vanno al di là della figura di Marrazzo ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 1, 2009 @ 11:37 am | Rispondi

  3. Cara Viviana sto seguendo costantemente gli avvenimenti e mi sono fatto l’idea che questo Paese ormai è a corto di speranze,se non per qualche miracolo.La moltitudine , inebetita dai media,è diventata anoressica.Le forze intelletuali sono pigre o indisponibili a rischiare qualcosa di personale se non in sporadici casi.I partiti credono di vivere ancora in una democrazia che di fatto è ormai trapassata a regime autoritario.I tempi vorrebbero che si parlasse con enfasi di dura opposizione.Invece Bersanetor crede alla favola dell’alternativa. Conoscendo i personaggi è pensabile che riescano a fare una bella altalena. Tuttavia anche in questo desolante panorama è auspicabile fare qualcosa.Non sarebbe neanche male una massiccia restituzione delle tessere elettorali.
    Salvatore

    Sarebbe un Aventino come quello che lasciò mano libera al Duce. No, io credo che dobbiamo lottare più che possiamo, ognuno come può e per quel che può. Spero solo che la sx radicale smetta di dividersi all’infinito e impari a produrre dal suo seno unione, resistenza e e leader capaci di infrangere il muro di fango e di silenzio e non esibizionisti vacui alla Sansonetti

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 3, 2009 @ 5:42 am | Rispondi

  4. SONO D’ACCORDO CON K, PERCHè A PARTE LA STUPIDITà L’INGENUITà AVUTA SUL CASO DELLE PRESTAZIONI SESSUALI CON UNA PROSTITUTA ( IO NON FACCIO COME CERTI MORALISTI LA DIFFERENZE TRA ESCORT TRANS O PROSTITUTE) E SUL MEDIOCRITà POLITICA, CREDO POI CHE IL RESTO è OSCENO ED ORRENDO CIò CHE è SUCCESSO VEDI LE MINACCIE CON LA PISTOLA I VIDEO E L’ESTORSIONI SUBITE DAI CARABINIERI E QUì NESSUNO COMPRENDE CHE QUESTE COSE SONO INQUIETANTI E NON CAPISCONO CHE C’è SOTTO QUALCOSA DI GRAVE CHE VIENE DALLE PARTI E ALTE CARICHE ISTITUZIONALI E DA SERVIZI SEGRETI DEVIATI CHE TENGONO TUTTI NOI E I ’’MARRAZZO’’ NELLA LORO ’’RETE’’ E QUESTO VUOL DIRE PERDITA TOTALE DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTà IN ITALIA!! INFINE VOLEVO SAPERE DA K COSA NE PENSA DI LUCIA L’ANNUNZIATA CHE DIMOSTRA SEMPRE DI PIù DI ESSERE DI PARTE E UNA GIORNALISTA SUBALTERNA DELLA CHIESA E DEI POTERI FORTI TANTO CHE HA DICHIARATO OGGI NELLA SUA TRASMISSIONE CHE BERSANI FA PARTE DI QUELLA SINISTRA RADICALE E HA DIFESO QUELLA ’’NULLITà, OPPORTUNISTA E TRASFORMISTA’’ DI RUTELLI.PARAGONANDOPOI LA VICENDA DI MARRAZZO CON QUELLA DEL BERLUSKA ANZI DIFENDENDOLO!!! GRADIREI UNA TUA RISPOSTA. UN SALUTO NANDO

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:51 am | Rispondi

  5. Lucia Annunziata fu nominata direttrice di RaiTre dal primo governo Berluskoni ….. e non come oggi è capitato, ad esempio, per la nomina di Bianca Berlinguer al TG3 …

    Ovviamente personalmente aborrisco la lottizzazione televisiva … e quindi anche la nomina di Bianca Berlinguer, sia chiaro ….

    Ma la regola lottizzatrice è nota …. Rai Uno e Rai Due appartengono alla destra … Rai Tre al centrosinistra che deve indicare un nome che poi deve trovare il gradimento anche della destra al governo …

    Nel 1994 il centrosinistra fece nomi diversi da quello di Lucia Annunziata ed invece Berluskoni la nominò lo stesso ….

    E’ vero che successivamente non sono mancati momenti di tensione tra la Annunziata e Berluskoni … famoso il fatto che Berluskoni abbandonò a metà una intervista con la Annunziata a “In mezz’ora” ….

    Ma rimane il sapore amaro di quella antica vicenda …. del resto pressochè tutti i “terzisti” – tra i quali la Annunziata rivendica la propria appartenenza – pressochè sempre si comportano da berlusconiani in servizio permanente effettivo ….

    Aggiungete poi, nel caso della Annunziata, posizioni visceralmente filo amerikane e filo istraeliane in politica estera …. ed una notevole tendenza a fare “revisionismo storico” sulle vicende dei movimenti degli anni settanta cui pure prese personalmente parte …..

    In particolare mi colpì un suo racconto anni fa del tutto falso e strumentale dell’episodio settantesettino della sacrosanta cacciata di Lama dall’Università di Roma …..

    Insomma una ambiguità di fondo – se vogliamo limitarci ad una espressione eufemistica – che ormai data da almeno quindici anni …..

    Definire il liberal/liberista Bersani come uno della “sinistra radicale” è tutto dire ……

    K.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:51 am | Rispondi

  6. K. ti ringrazio di avermi risposto esauriamente come sempre, e mi hai dato conferma che la Annunziata è una pecora nera del giornalismo e del centro-sinistra, anzi con quelle tue parole mi hanno fatto capire ancora di più che questi sono stati la rovina della sinistra, anzi io li considero infiltrati di destra nella sinistra italiana. Grazie ancora e spero che continui e continuiamo ad avere dialoghi e confronti tra compagni che ormai c’è ne sono davvero pokissimi.
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:51 am | Rispondi

  7. può anche essere vero quello che dici…..ma come la metti con i tanti arresti di camorristi e mafiosi che sta attuando questo governo?
    Pippo

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:52 am | Rispondi

  8. Innanzitutto gli arresti li fanno magistratura, polizia e carabinieri e non il governo in quanto tale ….

    Chiarito questo, è senz’altro vero che da parte particolarmente del Ministro degli Interni, il leghista Maroni, ci sia certamente maggiore impegno e partecipazione rispetto ai precedenti ministri centrodestri …

    Maroni ovviamente non ha interesse a prendere voti dai mafiosi visto che il suo partito si presenta solo al Nord … ed innegabilmente accelerare sulla cattura dei mafiosi si presta anche “tout court” a certa propaganda leghista ….

    Ma la lotta alle mafie non è solo la cattura dei latitanti più o meno famosi, peraltro quasi sempre appartenenti al più becero “braccio armato” delle mafie medesime …

    Ma anche molto altro …. e molti altri provvedimenti di questo governo, in primis lo scudo fiscale o il modo di gestire i subappalti legati alle varie emergenze o alle quasi sempre inutili “grandi opere” … per non parlare poi della continua delegittimazione della magistratura …. sono invece un bel favore alle mafie …. quelle degli affari e dei “colletti bianchi” …. che non escludo affatto possano anche a volte, in cambio di certi provvedimenti a loro favorevoli, aver “bruciato” qualche loro esponente del “braccio militare” ricercato ….. da quello che sta uscendo fuori da certe inchieste, ad esempio, sembrerebbe che proprio qualcosa del genere sia avvenuto a suo tempo con la cattura di Totò Riina ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:52 am | Rispondi

  9. Questo articolo è l’esempio della barbaria che gli uomini di sinistra, della nostra nazione, sono capaci di fare. Utilizzare il caso Fondi per difendere un presidente di regione, figura istituzionale, che ha ammesso di fare uso di sostanze stupefacenti, di aver favorito la prostituzione e che ha anche il coraggio di fare della morale. Si vergogni l’autore dell’articolo, che fa delle supposizioni su di un argomento che non conosce bene. Ed ora potete anche continuare a sparare cazzate ed insulti.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:53 am | Rispondi

  10. Marrazzo non poteva fare altro che dimettersi e sparire per sempre dalla scena politica … questo è stato già ampiamente detto ….

    Ciò non toglie che, anche a voler mettere da parte la questione di Fondi, quanto è avvenuto nei suoi confronti è a dir poco inquietante … 3 carabinieri, cosiddette “mele marce”, che non solo fanno irruzione in una casa privata senza mandato … oltretutto la zona della Cassia non era nemmeno competenza della loro caserma …. rapinano sia lui che il trans … e poi soprattutto si mettono a fare mercato di un video oltretutto, nelle parti più pruriginose, i calzoni calati e la sceneggiata della cocaina vicino al tesserino dello stesso Marrazzo, vine costruito ad arte e sotto la minaccia delle pistole di ordinanza …. roba che ricorda più l’Argentina dei generali golpisti che non un paese a parole democratico …..

    E poi i vari destinatari dell’offerta del video, compresi altri uomini con incarichi istituzionali, che se lo trattengono per settimane, lo fanno vedere a mezzo mondo, cercano di utilizzarlo, ben sapendo che nessuno lo può pubblicare essendo materia ottenuta illegalmente, a fini personali e politici …..

    E tutto questo va ben al di là della ignobile figura di Marrazzo ….

    Quanto ai rapporti con spacciatori ed al favoreggiamento ( opsss … volevo dire utilizzo finale …) della prostituzione, mi risulta che la cosa riguardi anche altra più eminente figura istituzionale …. che non si è dimessa …..

    K.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 4, 2009 @ 6:53 am | Rispondi


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