Nuovo Masada

ottobre 28, 2009

MASADA n° 1021. 27-10-2009. La societa’ del ricatto

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:55 pm

B a Ballaro’- Travaglio: i ricatti a Di Pietro, Poi a Boffo, infine a Marrazzo – Lo scandalo trans fa tremare la Roma dei Vip – Raddoppiata la droga in tempo di crisi – Narcotraffico – Spionaggi e ricatti – I 4 carabinieri – Tremonti e’ un disastro ma i suoi critici sono peggio – Siamo un paese off-shore

Quando un esercito di predatori attacca un villaggio, essi non hanno interesse a lasciare forme di vita o possibilita’ di vita. Saccheggiano e devastano tutti quello che c’e’. Per un predatore non esiste futuro ma solo presente, e nel presente c’e’ solo quello che possono mettere nelle loro saccocce o sui loro carri come bottino. Quando se ne vanno, il villaggio e’ messo a ferro e fuoco e ai superstiti non resta che andarsene altrove.

Davanti allo scudo Alfano o al massacro della Costituzione non riusciamo a pensare ad alcunche’ di diverso.

Viviana

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Non basta che la Lega dichiari di difendere in Europa le radici cristiane quando quelle radici le sconfessa e le calpesta nelle pratiche di repulsione e demonizzazone dei migranti.

La Chiesa combatte nel modo piu’ assoluto il pacchetto sicurezza di Maroni e ne chiede tassativamente il ritiro in nome di un nuovo pacchetto “per l’integrazione”.

La Chiesa spiega come l’avversione ai migranti abbia contrassegnato molti paesi europei che negli ultimi anni sono approdati ad una nuova visione di accoglienza e integrazione ricevendone immediato beneficio. Tra essi la Germania da cui avremmo molto da imparare.

Siamo una civilta’ dell’opposizione, dove non si riesce a parlare altra lingua che quella antagonista e non si riesce a produrre altra azione che quella contendente. Concetti come integrazione o complementarieta’, sussidarieta’ o amicizia sembrano estranei e fuori posto.

E cosi’, nella lotta di tutti contro tutti, si creano transitorie fazioni per opportunismo o predazione comune, dove fragili equilibri si spezzano immediatamente per la difesa di nuovi interessi e nessuno e’ amico di nessuno ma l’uomo e’ sempre lupo all’uomo, anche nel temporaneo branco, chiuso nella solitudine feroce di coloro che si aggregano per un interesse e non per un ideale.

Viviana

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Appena si comincia a parlare una lingua straniera, cambiano le espressioni del viso, delle mani, il linguaggio del corpo. Si e’ gia’ qualcun altro.”

Isabelle Adjani

Un Ministro incostituzionale

Viviana Vivarelli

Ho sentito a Ballaro’ una infame bestemmia e a pronunziarla e’ stato proprio il Ministro della Giustizia, a prova di come sono cadute in basso le istituzioni.

Ha detto costui, ripetendo quanto imposto dal suo padrone, che B, essendo stato eletto da 18 milioni di cittadini, non e’ processabile o imputabile, e che qualora sorgessero prove che ha commesso reati, l’unico punto che il cittadino deve capire bene e’ solo che aver eletto un Presidente del Consiglio equivale ad avergli dato una sinecura che lo assolve da qualunque reato possibile, come se in quella elezione fossero di colpo sanate le colpe passate e future ed egli diventasse di colpo un monarca ‘absolutus’, cioe’ sciolto da qualsiasi obbedienza di legge e pertanto in giudicabile, in virtu’ di quei 18 milioni di elettori che lo hanno scelto.

Abbiamo appreso cosi’ che la sconcezza di quel Lodo Alfano che e’ stato presentato due volte e per due volte e’ stato dichiarato incostituzionale, e per cui qualcuno voleva porre se steso sopra le legge, e’ caduta, si’, ma solo formalmente, mentre sostanzialmente e’ piu’ viva e forte che mai e viene imposta come realta’ di fatto da un Ministro e dalla sua fazione. E tutto il Pdl in coro non fa che ripetere questo copione, che sarebbe rigettato come insensato in qualunque democrazia civile, secondo cui non e’ criticabile in alcun modo un Presidente eletto, come se realmente fosse un unto del Signore, una persona che solo in virtu’ delle elezioni ha pieno diritto di ergersi sopra la legge e sopra ogni altro cittadino per essere valutato diverso da ogni altro. Ora mi chiedo: ma il Ministro Alfano ha giurato fedelta’ alla Costituzione? Ha capito che essa riposa sull’eguaglianza di tutti davanti alla legge e sulla tripartizione del potere? O obbedisce solo a quanto gli viene di volta in volta comandato?

Altre emerite sciocchezze ha detto il Ministro Alfano a Ballaro’ che portano davvero in basso la sua figura:

-che il processo Mills non deve riguardarci perche’ Mills e’ cittadino inglese (sigh)

-che, pur essendo condannato, non si vedono rapporti tra Mills e Berlusconi (doppio sigh)

-e che essendo Berlusconi presidente del Consiglio grazie all’elezione popolare, non puo’ essere processato ne’ condannato. (??)

-che ci dobbiamo preoccupare solo di quanto Berlusconi ha governato bene in questi 18 mesi, di come ha saputo contrastare bene la crisi economica, e di quanto fa rifulgere l’immagine del nostro paese all’estero.

Non ho nemmeno la forza di commentare tante atrocita’ che nemmeno al Cottolengo, con tutto rispetto per il Cottolengo…

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A Ballaro’ ormai il premier entra a ruota libera con le sue telefonate in cui ingiuria e diffama e chiama mezzo paese ‘comunista’.

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Il berlusconismo: la vera malattia

Paolo De Gregorio

Il piccolo episodio di ieri sera a Ballaro’ ci consente di dedurre dai fatti alcune certezze:

-la primaria importanza che il nostro duce attribuisce al mezzo televisivo, che non e’ superato come sostiene Grillo

-che le menzogne e la calunnia sono le armi che quotidianamente usa il cavaliere, vero caposcuola di un imbarbarimento della nostra democrazia

-egli mente spudoratamente quando parla della RAI come “servizio pubblico” di proprieta’ di tutti gli italiani, poiche’ l’unico italiano che può interrompere un programma in diretta e’ lui, ed e’ l’unico italiano che ha tramato per ottenere che i massimi dirigenti di Rai1 e Rai2 fossero del suo partito

-e’ prassi consolidata del “berlusconismo” l’inaudita delegittimazione dei giudici, che quando emettono sentenze sfavorevoli al padrone di mezza Italia, sono comunisti o illustrati come “stravaganti” a cura dei servizi televisivi dalle sue reti di giornalisti “indipendenti” e “liberi” (di obbedire)

-e’ incredibile che, sempre in televisione, abbia fatto un appello agli italiani a non pagare il canone Rai perche’ vi sono un paio di trasmissioni a lui sgradite, senza le quali il regime del “pensiero unico” sarebbe totale

-il “conflitto di interessi” non regolamentato ne’ dal governo Prodi, ne’ dal governo D’Alema (colpevoli di non aver capito la natura dittatoriale del “berlusconismo”), e’ enormemente presente non solo nel ridimensionamento della RAI a favore della raccolta pubblicitaria del suo gruppo, ma anche nei confronti della Confindustria a cui chiede di non dare la pubblicita’ ai pochi giornali suoi avversari, in cambio della riduzione dell’IRAP.

Solo un uomo con questo potere economico alle spalle puo’ piegare la politica ai suoi interessi, e alle proprie vicende processuali, con lo stravolgimento della Costituzione prima del “lodo Schifani”, poi di quello Alfano, solo per ottenere una personale immunita’ per legge.

E poi c’e’ qualche fetentone che sostiene che il problema non e’ il “berlusconismo”!

E’ su questa profonda anomalia che bisogna insistere, non sulle sue manie sessuali senili, di cui peraltro non ci frega niente, e far cessare questa deriva di allontanamento dalla democrazia, imbarazzante anche per uomini come Fini, ormai in aperto dissenso con strategia e metodi da repubblica presidenziale, populista, autoritaria, fuori dalla tradizione collegiale e parlamentare.

Qui ci vuole un movimento, non partitico, con un “MANIFESTO PER IL RIENTRO NELLA DEMOCRAZIA”, che possa portare in piazza anche la destra legalitaria ed istituzionale, con il chiaro obiettivo di allontanare B dalla vita politica del nostro paese. La cosa si deve accompagnare ad un pacchetto di nuove leggi, che impediscano il ripetersi del “berlusconismo”, fra le quali:

-nessun cittadino puo’ candidarsi alle elezioni se possiede direttamente o controlla mezzi di informazione, siano anche un giornale locale o una Tv privata urbana o regionale o nazionale

-la nomina del presidente della RAI, con tutti i poteri, deve essere affidata ai suoi azionisti, che sono i cittadini che pagano il canone. Il presidente puo’ essere scelto con regolari elezioni (canone pagato alla mano), solo tra personalita’ indipendenti dal potere economico e politico, che faranno una campagna elettorale con il proprio programma, e non rieleggibili dopo due mandati

-una nuova legge elettorale che preveda le preferenze, e soprattutto l’esclusione di candidati con processi in corso, i condannati, e che non vi sia la possibilita’ di essere eletti per piu’ di 2 legislature, per chiudere per sempre con i vecchi burattinai di lungo corso

-lo smembramento del monopolio Fininvest, con la regola che nessun soggetto privato puo’ possedere piu’i un canale nazionale.

Credo che tutti i sinceri democratici possano riconoscersi in queste regole, ma se ci affidiamo ai partiti non caviamo un ragno dal buco.

Aderisco entusiasticamente al NO Berlusconi DAY.

La “manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”, iniziativa apartitica, indetta da alcuni blogger su Facebook, a cui alla data del 27 ottobre avevano gia’derito oltre 130.000 persone, si terrà a Roma il 5 dicembre 2009.

Hanno ufficialmente dato l’adesione anche docenti universitari e artisti noti, e sara’ tenuto un concerto che accogliera’ i partecipanti a piazza San Giovanni, il corteo partira’ da piazza della Repubblica.

Aderisci tramite

Facebook.com/no.berlusconi.day

Blog: noberlusconiday.wordpress.com

Email: noberlusconiday chiocciola hotmail.it

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Dicono che Marino non doveva nemmeno provarci

Viviana Vivarelli

Posso rispondere con una frase di Chesterton in cui si riassume lo sforzo di tutti coloro, e sono tanti, che hanno tentato qualcosa di nuovo col loro apporto personale in condizioni impossibili (e qualcuno ci e’ anche riuscito): “E’ impossibile, ma tentero’”. Abbiamo apprezzato Marino per questo, per aver voluto rappresentare qualcosa di nuovo, per aver avuto la forza di portare avanti cio’ in cui credeva, per aver voluto significare qualcosa in questo partito bloccato e insabbiato ormai da tempo. Lo sforzo era notevole e dobbiamo rendergli onore. Da solo, contro le correnti, contro uno zoccolo duro di vecchi abituati a una reverenza totale ai vecchi totem, contro un paese disinformato e abituato a procedere a blocchi fissi senza critica e conoscenza.

Nulla di quello che lui ha proposto e per cui ha lottato sara’ buttato via.

Se nella vita dovessimo impegnarci solo in cose che hanno un successo sicuro e garantito, il 90% degli sforzi umani e tutte le lotte dei migliori non comincerebbero nemmeno. Le grandi vittorie sociali non sono state conseguite da persone pragmatiche che si fermavano a valutare puntualmente i pro e i contro, ma da idealisti che non avevano alcuna speranza certa e anzi avevano di fronte a se’ un sicuro fallimento. Essi sono andati avanti malgrado le batoste iniziali e lo stesso fara’ Marino se non tradisce chi crede in lui.

Io Marino lo ammiro e credo che nessuno di quelli che ha ascoltato il suo programma sia oggi lo stesso di prima. E’ portatore di istanze che ha sviluppato con estrema coerenza, senza le logiche del potere e il peso delle correnti o gli inciuci del potere. Che sia stato seguito solo da un 15% di votanti non permette di dire che, vedendo l’impossibilita’ di una vittoria, non doveva partecipare. Se la lotta si misurasse dalla vittoria, gran parte di quellic he sperano in un mondo migliore dovrebbero tacere.

Io lo stimo, altre centinaia di migliaia di cittadini lo stimano. Le parole sono come l’acqua: si infiltrano nella mente e nel cuore e possono creare correnti sotterranee pronte a emergere come sorgenti.

B insiste a dire che con Bersani hanno vinto i comunisti. Io non vedo piu’ comunisti da nessuna parte in parlamento e temo di non vederne quasi piu’ anche nel paese. Bersani e’ un abile affarista e portera’ avanti i suoi interessi concreti, ma non saranno proprio interessi di sxa quanto quelli di precise formazioni economiche (le coop per es.) o territoriali, che di sinistra non hanno proprio niente. Con Bersani ha vinto un’altra forma di neoliberismo grazie alla logica delle correnti, lo zoccolo duro, la vecchia impostazione dalemiana, la democrazia esercitata da una segreteria di capetti assoluti, ancorati al politicismo piu’ massiccio. Noi non vediamo null’altro che non sia vecchio potere che ritorna.. ritorna la bicameralina, ritornano i dalemiani, ritorna la Melandri.. si riparla di cambiare la Costituzione per un regime presidenziale forte, di vietare le intercettazioni, di separare le carriere dei magistrati.. torna tutto l’armamentario dalemiano e soprattutto quella capacita’ di inciucio di D’Alema che ha portato il Pd a questo punto di innaffidabilita’. E se le centrali nucleari vedranno anche la partecipazione delle Coop, le Coop andranno li’ come sono andate a costruire la base militare di Vicenza, come hanno messo le mani in pasta nel ponte di Messina. Solo affari! Temo che Bersani portera’ avanti il solito comitato di affari. E rivedremo i soliti inciuci anche nelle scalate bancarie. Qualcuno crede che la storia sara’ diversa? Con le stesse persone, noi temiamo di no.

E di fronte a questa prospettiva Marino non doveva nemmeno partire?! Non siamo d’accordo. La sua voce idealista e solitaria ha reso ancora piu’ stridenti le contraddizioni di un partito che si dice di sx ma la cui deriva verso l’affarismo di dx e’ sempre piu’ evidente.

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Sunto di Travaglio

Ricatti ieri a Di Pietro, poi a Boffo, infine a Marrazzo

15 anni fa, novembre 1994, B inaugurava Napoli un convegno internazionale sulla criminalita’ e il pool di Milano gli mando’ i Carabinieri con un invito a comparire per le tangenti della Fininvest alla GdF. L’interrogatorio avrebbe dovuto avvenire contestualmente in due stanze, con B da una parte B, e dall’altra l’avv. Berruti, consulente Fininvest, sorpreso a inquinare le prove dell’indagine sulle tangenti avendo ordinato il depistaggio subito dopo un incontro con B. Di Pietro era sicuro di provare la colpevolezza di B tanto da dire: “io quello lo sfascio”, cioe’: “abbiamo gli elementi sufficienti a farlo condannare”.

Ma gli telefono’ l’allora Ministro della Difesa Previti (B lo voleva alla Giustizia ma dovette ripiegare su Biondi per imposizione di Scalfaro), che avverti’ Di Pietro per avvertirlo di una ispezione disciplinare contro di lui avviata da Biondi, in base al dossier Gorrini. Era un assicuratore che conosceva Di Pietro, proprietario della Maa Assicurazioni, sotto processo per bancarotta e reati societari, con l’acqua alla gola che cercando aiuto era andato da Paolo Berlusconi a raccontargli di un collaboratore della Maa, certo Rocca, amico di Di Pietro che andava a caccia con lui e gli aveva prestato 100 milioni per la casetta di suo figlio, soldi che poi Di Pietro aveva reso. Era una leggerezza perche’ un magistrato non dovrebbe dei favori e nessuno e sarebbe stato meglio se quei soldi li avesse chiesti a una banca. Rocca aveva dato a Di Pietro la sua Mercedes usata che Di Pietro aveva usato per un po’ e l’aveva poi venduta al suo avvocato. Ora, nel racconto del Gorrini, Di Pietro avrebbe ottenuto quei soldi e quella Mercedes in cambio di un trattamento di favore nei processi di Gorrini.

B manda il dossier a Previti, che lo gira a Biondi, il quale apre la famosa ispezione ministeriale riservata, di cui Di Pietro non doveva sapere nulla, solo che Previti lo avvisa. Nel processo si stabilisce che quei soldi sono un prestito tra amici, non c’e’ nessuna estorsione o concussione, non ci sono reati.

Di Pietro aveva giu’ in mente di passare alla politica. Sente che il momento e’ pronto. Mani pulite si stava inaridendo, non c’erano piu’ imprenditori che collaboravano e rivelavano le tangenti e i politici si stavano chiudendo a riccio; con l’arrivo di B e l’inizio della Seconda Repubblica tutto si sarebbe spento. Dunque Di Pietro si ritira come aveva fatto Falcone, o Colombo (come fara’ poi De Magistris). C’e’ un momento in cui il magistrato si rende conto che la sua opera e’ piu’ utile da un’altra parte e allora decide di cambiare mestiere.

Il 27 novembre a Palazzo di Giustizia, Di Pietro si confida con Davigo su questo tentativo di ricatto ai suoi danni, ne parlano con Borrelli, Di Pietro annuncia che lascia il pool.

Ci sono minacce di morte contro Di Pietro, il 1° dicembre Di Pietro annuncia che se ne andra’ a tutto il pool, Borrelli tenta un’ultima volta di trattenerlo, ma invano.

Il 6 dicembre Di Pietro conclude la requisitoria del processo Enimont, si leva la toga e se ne va. Viene invitato ad Arcore da B, che gli propone di entrare in FI e di diventare il numero 2 di Forza Italia e poi gli dice di scegliersi un incarico istituzionale: o capo dei servizi segreti, o capo di questa autorita’ anticorruzione, insomma quello che vuole. Perche’? Perche’ Di Pietro e’ l’uomo piu’ popolare d’Italia. Ma lui dice no. Dice che non intende fare politica subito, perche’ ha appena smesso di fare il magistrato e comunque, se la facesse, non la farebbe in un partito gia’ esistente, ne’ tantomeno nel partito di uno che lui stesso ha appena incriminato per corruzione della GdF e quindi da questo momento B smette di difendere pubblicamente Di Pietro, e i suoi giornali e le sue televisioni cominciano a massacrarlo, fino a quando, con opportune denunce riesce a attivare una serie innumerevole di processi contro Di Pietro a Brescia che dureranno 2 anni e terranno Di Pietro per 2 anni fuori dalla politica: perche’? Perche’ e’ evidente che uno che ha detto che non bisogna fare politica da indagati, essendo indagato lui, non puo’ certamente contraddirsi e conseguentemente aspettera’ di essere prosciolto da tutto per poter entrare in politica dopo le elezioni del 96, quelle vinte da Prodi, alle quali lui non partecipa. Di Pietro accettera’ poi il Ministero dei Lavori Pubblici nel 1° governo Prodi, salvo poi dimettersi di nuovo quando verra’ di nuovo indagato a Brescia per il dossier D’Adamo /Pacini Battaglia.

Oggi sui giornali c’e’ un’altra storia che ricorda molto da vicino questa: c’e’ un signore che ha le mani molto lunghe, una specie di polipo e che qualunque dossier circoli, qualunque video o polpetta piu’ o meno avvelenata, riesce, con i suoi mille tentacoli, a intercettarla. Perche’ la intercetta? Intanto perche’ e’ il Presidente del Consiglio, poi perche’ e’ il capo dei servizi segreti, poi perche’ e’ il capo di un governo che ha sotto di se’ tutte le forze dell’ordine: i Carabinieri, la Polizia, la GdF e poi perche’ e’ un editore di giornali il cui pane quotidiano e’ quello di visionare foto piu’ o meno rubate, filmati piu’ o meno rubati, filmati che molto spesso vengono addirittura realizzati dalle sue tv, perche’ lui e’ anche proprietario di tv e quindi, quando i filmati non arrivano, vengono fabbricati in casa: per esempio, quello per screditare il giudice Mesiano.

Oggi il filmato non e’ di produzione di casa Silvio, e’ stato realizzato a scopi ricattatori da 4 Carabinieri mascalzoni che, avendo saputo che il governatore del Lazio frequenta un giro di trans ovviamente per scopi sessuali ma anche, probabilmente per la cocaina, perche’ il sesso a pagamento costa ma la cocaina costa ancora di piu’, e quei 3. 000 € sul tavolo che spariscono sono un pesante indizio, perche’ e’ evidente che non sono la marchetta del trans, ma anche il prezzo della droga. I Carabinieri girano questo video e poi lo danno a un fotografo specialista nel ramo trans, lo stesso che becco’ il portavoce di Prodi, Sircana, mentre dalla macchina incontrava un trans in una strada di Roma e questo fotografo, Scarfone, che lavorava per l’agenzia Corona, cosa fa? Si rivolge alle agenzie che intermediano i giornali scandalistici. All’epoca le foto di Sircana furono acquistate dal settimanale Oggi, che poi non le pubblico’, ma prima erano state visionate anche dalla Mondadori.

Se uno viene a sapere una cosa compromettente di un politico, quel politico non e’ piu’ libero; se qualcuno gli fa sapere di averlo filmato e di possedere il filmato, preghera’ tutti i giorni che quel giornale non pubblichi le sue foto e, se appartiene al gruppo Rizzoli, dentro il quale c’e’ tutto il gota della Confindustria e del sistema bancario italiano, e’ evidente che quel gruppo lo terra’ sotto scacco. Ecco perche’, quando Belpietro pubblico’ la notizia, che c’erano le foto con Sircana alle prese con trans, scrissi “anche se l’ha fatto Belpietro ha fatto bene a dirlo, perche’ solo facendo uscire queste cose finiscono i ricatti.

Lo stesso oggi. Il fotografo Scarfone cerca di piazzare il videotape in cui Marrazzo e’ con un trans e della droga. L’agenzia va dai soliti media scandalistici, il video e’ offerto a 200.000 € trattabili. Il settimanale Oggi lo rifiuta. Sappiamo che esiste anche una registrazione della D’Addario con B e spero che a nessuno verra’ in mente di venderla insieme a qualche giornale! L’agenzia allora si rivolge a Chi?, giornale di gossip, diretta da Alfonso Signorini che ne parla coi vertici Mondadori. Marrazzo e’ davvero stato astuto come una volpe, perche’ gia’ 4 anni fa gli spioni del cdx tentarono di incastrarlo con una storia di trans e lui sempre li’, con l’autoblu sempre nello stesso posto.

Signorini e’ un direttore di un giornale che, col gossip, e’ in grado di orientare la politica e l’elettorato con i milioni di lettori che leggono o che comprano Chi. Non dimenticate che e’ a lui che B rilascia le uniche dichiarazioni approfondite sui suoi scandali sessuali. ‘Chi’ e’ il Micromega del mondo berlusconiano, senza offesa per Micromega naturalmente, quello e’ il livello culturale del nostro cdx, purtroppo! Signorini informa la Presidente Marina Berlusconi e l’amministratore delegato Maurizio Costa e concordano di rifiutare la proposta.

B visiona le immagini prima di partire per la Dacia di Putin, poi chiama Marrazzo, lo informa che il video e’ nelle mani della Mondadori, gli assicura che non e’ interessato all’acquisto e gli fornisce addirittura i contatti dell’agenzia affinche’ Marrazzo, pagando o meno, riesca a fare sparire dalla circolazione il video. Ecco perche’ Marrazzo all’inizio tenta disperatamente di negare tutto. Ma qualcuno ha avvertito gli uomini del Ros che c’e’ un ricatto da parte di questi 4 Carabinieri contro Marrazzo e che l’arma del ricatto e’ il videotape.

Ora, visto che Marrazzo e’ convinto che a saperlo sono talmente pochi persone che si puo’ mettere tutto a tacere, chi ha parlato?

A saperlo erano: la figlia di B, B, e i carabinieri che sono sotto B.

Ecco perche’ dico che Marrazzo non deve limitarsi a autosospendersi, ma deve proprio dimettersi, anche a costo di fare andare il Lazio alle elezioni, tanto andare alle elezioni adesso o andarci tra 3 o 6 mesi non e’ che faccia questa grande differenza, trovassero qualcuno spendibile, possibilmente non ricattabile.

D’altra parte anche il cdx ha visto cadere la sua Giunta per uno scandalo ben peggiore. Storace fu costretto a dimettersi da Ministro della Sanita’ dopo che si erano scoperte delle brutte faccende che riguardavano la gestione della sanita’ nel Lazio ai tempi in cui lui era governatore.

Marrazzo aveva fatto delle cose buone e anche delle cose pessime, soprattutto in materia ambientale, ma e’ evidente che, chi ha ceduto a un ricatto pagando, consegnando assegni a sua firma ai ricattatori e mettendosi quindi nelle loro mani, non puo’ ricoprire una carica pubblica, esattamente per la stessa ragione per cui anche B dovrebbe dimettersi, visto che da tempo immemorabile e’ sottoposto a ricatti prima da parte della mafia, poi da parte delle escort, poi da parte delle ragazzine che piazzava Sacca’, “perche’ senno’ parlano”, adesso si e’ scoperto che perfino Ciancimino padre dal carcere lo ricattava mandandogli delle lettere in cui diceva “ se passa molto tempo senza che succeda qualcosa saro’ costretto a uscire dal mio riserbo, che dura da anni”.

B ha il problema che ci sono centinaia di persone che, se escono dal loro riserbo, lo rovinano. Vive da decenni in una situazione oggettivamente ricattatoria, pensate se parlasse Mills, o Previti, o Dell’Utri, pensate se parlano quelli che pagano le tangenti alla GdF e si sono presi tutta la colpa e la condanna per salvare B e adesso pero’ sono in Parlamento, pensate se parla un’altra di quelle decine di ragazze che andavano nelle sue varie residenze, pensate se parlasse un’altra Stefania Ariosto, che ha semplicemente visto alcune cose che avvenivano nell’entourage di B, di Previti e della magistratura romana.

Il terrore di quest’uomo e’ che parli qualcuno, lui vive in una situazione oggettivamente ricattatoria da ben prima addirittura che entrasse in politica, ma e’ chiaro che il prezzo del ricatto, quando entri in politica, decuplica. Il problema e’ che quello che si dice a proposito di Marrazzo sul fatto che uno che ha ceduto a un ricatto non puo’ stare li’ dove sta, non si riesce a dirlo a proposito di B, che e’ in una situazione ricattatoria per fatti molto peggiori.

Gherardo Colombo sulla bicamerale disse: “la politica italiana non conosce altro modo di fare le riforme se non con il consociativismo. Con tangentopoli abbiamo scoperto solo la punta dell’iceberg della corruzione, mentre il resto e’ rimasto sommerso e, su questo sommerso, si sono costruiti ricatti incrociati cosi’ inquietanti da indurre tutta la politica, senza distinzione di colori, a bloccare la magistratura prima che vi affondi ancora le mani. Chi non e’ stato toccato dalla magistratura e ha scheletri nell’armadio si sente non protetto, ma debole perche’ ricattabile: ecco, la societa’ del ricatto trova la sua forza su cio’ che non e’ stato scoperto”.

E Giuliano Ferrara a Micromega: “ oggi per fare politica devi essere ricattabile perche’ gli altri devono sapere fino a dove tu ti potrai spingere, quanto e’ lungo il tuo guinzaglio, quanto e’ lungo il tuo braccio”.

Abbiamo bisogno di gente che B non possa alzare il telefono e dirgli: “sai, ho saputo questa cosa, pero’ da noi e’ al sicuro, eh, te lo dico in amicizia, stai tranquillo che non la tiriamo fuori!”, da quel momento tu sei nelle sue mani.

Allo stesso modo, avremmo bisogno di qualcuno nel cdx che non fosse ricattabile dalla mafia, dalle prostitute, dai papponi e potesse fare politica invece di occuparsi quotidianamente di tappare la bocca a questo e a quello: da questo punto di vista nel cdx la situazione e’ disperata, perche’, finche’ c’e’ quello li’ e tutta la sua banda, esistera’ un giro di ricattatori e di ricattati, ma il problema c’e’ anche nel csx. Non ho nulla contro Bersani, ma temo che uno che fa politica da 40 anni e che diventa il leader di un nuovo partito nato nel terzo millennio.. non e’ una bene che diventi segretario del PD, perche’ se il principale partito dell’opposizione e’ formato da uno che ha fatto gia’ tutto, governatore della regione, Ministro 200. 000 volte etc., che e’ li’ dalla notte dei tempi e conosce vita, morte e miracoli, operazioni finanziarie etc.., e’ evidente che sara’ molto piu’ facile che qualcuno gli telefoni per dirgli “ ti ricordi quando quella volta..” Noi avremmo bisogno di qualcuno un po’ piu’ nuovo, non tanto per giovanilismo o per nuovismo, ma proprio per questa ricattabilita’.

Finche’ l’opposizione sara’ in mano a persone che possono ricevere quel tipo di telefonate non avremo un’opposizione.

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Lo scandalo fa tremare la Roma dei vip

Il viados Thaynna: scucivano migliaia di € in contanti o assegni. Ora abbiamo paura

MARIA ELENA VINCENZI

Avvocati, imprenditori, medici, professori universitari, politici, commercialisti, giornalisti, calciatori ed ex piloti di Formula 1. Il caso Marrazzo fa tremare la “Roma che conta”. Quella divisa tra una professione prestigiosa, un rapporto coniugale apparentemente normalissimo, e una vita segreta che racconta tutta un’altra realta’, fatta di appartamenti angusti, loculi fatiscenti in cui la televisione col satellite parla portoghese. Odore di fritto, urla da una porta all’altra, lametta e schiuma da barba appoggiate sul lavandino accanto a un reggiseno, spesso enorme.

Abitudini di tanti, tantissimi. Almeno fino a qualche tempo fa. Fino a che non e’ scoppiato lo scandalo di Marrazzo. Questa storia, nel mondo dei viados e dei loro clienti, era storia conosciuta da mesi ormai. E per i trans della capitale, da quel giorno la vita e’ cambiata.

Thaynna, brasiliana di Bahia, 36 anni, e’ una specie di “capetta” in via Due Ponti. Anche lei, a quanto dice, ha avuto una storia con l’ex governatore (“una sola notte”). E’ lei a raccontare il mondo dei viados e la tensione di questi mesi.

“Tutto e’ iniziato il 30 luglio quando Piero Marrazzo e’ andato con Natali’ a casa sua, in via Gradoli. La trans ha prima chiamato lo spacciatore di fiducia e poi i carabinieri. Il pusher non e’ mai arrivato, forse anche lui sapeva dell’irruzione. Era tutto organizzato, anche la droga che si vede nel filmino ce l’hanno messa i carabinieri. Il governatore viene trovato in atteggiamenti intimi, viene filmato e gli vengono chiesti dei soldi, 50 mila € a testa”.

E’ questo il giorno in cui il loro mondo viene stravolto e sconvolto. “Quando quei due militari hanno visto che il metodo funzionava, hanno iniziato a farlo sistematicamente, anche perche’ i nostri clienti sono persone facoltose. A volte filmavano, altre volte no. Entravano nell’appartamento, chiedevano soldi, rubavano quello che trovavano, computer, gioielli, profumi. Erano liberi di fare quello che volevano. Arrivavano anche fino a casa del cliente, non solo qui nei nostri appartamenti. A un ex pilota di Formula 1 hanno scucito 2 mila €, a un professionista 7.500. Ma non c’erano minacce telefoniche, tutto si svolgeva li’ per li’. Se avevi i soldi pagavi oppure facevi assegni, lasciavi il cellulare, il portafogli”. Denunce ai carabinieri non ne venivano fatte. “Nessuno ci avrebbe mai creduto, noi siamo solo trans. Ora ho troppa paura”. Il terrore delle divise qui, in via Due Ponti, e’ ovunque. Troppi permessi di soggiorno non in regola, il passato difficile alle spalle per alcuni, il timore di dover tornare in Brasile o di finire in galera.

E lo stesso e’ per i clienti, spaventati all’idea di finire sotto ricatto o minaccia. Video, foto (una che mostra Brenda e l’ex governatore era sul computer di Thaynna che giura di averla cancellata), minacce, irruzioni. Quella vita segreta che viene violentata. “I clienti ora ci chiedono di continuo se abbiamo foto o video sul cellulare, ci fanno spegnere i telefonini. Non vogliono piu’ venire a casa. E’ una cosa bella andare con i trans, una cosa normale. Ma ormai e’ tutto finito, almeno qui a Roma”.

I Quattro Carabinieri

Ugo Arcaini

Quello che sarebbe necessario chiedersi da subito e’ chi ai “quattro moschettieri” ha inizialmente dato l’ordine di sorvegliare attentamente chi e che cosa.

Pensare che costoro abbiano iniziato a muovere i primi passi da soli e’ quasi incredibile, e’ molto piu’ condivisibile credere che, inseriti da qualcuno nell’attivita’ spionistica, abbiano compreso i vantaggi che ne potevano derivare trascurando, scioccamente, i grandi svantaggi che sono loro precipitati addosso quando sono stati scaricati.

Ognuno di noi e’ oggetto di un “dossier”, penso sia il caso di cominciare a prendere in esame questa realta’.

Sui dossier e’ stata costruita l’immortalita’ di alcune divinita’ politiche la cui longevita’ operativa non si spiegherebbe altrimenti.

Quando nel 1994 il primo Governo Berlusconi crollo’ sotto i colpi della Lega Nord un esponente di spicco della compagine governativa affermo’ apertamente che per inesperienza non furono sufficientemente spietati.

Spietati……questa e’ la parola chiave della politica moderna che, sulla spietatezza, fonda la sua sopravvivenza ed i dossier sono una delle armi piu’ potenti per potersi permettere di essere spietati.

Ecco perche’ la guerra sulle intercettazioni telefoniche e non e’ cosi’ vemente.

Non e’ sicuramente il desiderio di interromperle che muove le falangi armate, ma e’ la necessita’ di possederle da soli…. “le intercettazioni”.

Chi le possiede ha il vero potere, chi non ne puo’ fare uso e’ comunque vittima.

L’uomo politico che non possiede i dossier e chi li produce, deve cominciare a capire che ogni sua scappatella, nel momento, opportuno sara’ utilizzata e lui, colpevole piu’ o meno, sara’ un uomo morto.

Solo gli “spietati invincibili” saranno piu’ forti di video ed intercettazioni, perche’ i loro dossier gli consentiranno di uccidere comunque gli avversari.

Giuliano Ferrara disse che solo chi e’ ricattabile puo’ aspirare a cariche importanti, la ricattabilita’ e’ il guinzaglio che consente a chi ti offre potere di poterti chiedere conto in ogni momento di cio’ che stai facendo, obbligandoti ad accondiscendere al suo volere sempre.

Gli atteggiamenti dei ricattati sono evidenti, qualsiasi trasmissione televisiva te lo mostra con una evidenza ormai dolorosa, sono perennemente in ginocchio al cospetto del potente.

Durante i talk show guardate i loro occhi come si muovono rapidamente per verificare le immagini sugli schermi di servizio quando le telecamere li inquadrano, come marionette telecomandate immediatamente cominciano con gesti del capo a dissentire le parole avversarie, anche se non le hanno capite.

Come facciamo a dare retta a costoro e non buttarli dal balcone insieme alla TV.

Chi ha avuto un po’ di familiarita’ con il mondo delle telecomunicazioni puo’ comprendere facilmente cio’ che sto per dire, e spero possa capirlo anche chi questa familiarita’ non l’ha avuta.

Come e’ possibile dare in mano, senza nessuna cautela, la rete di telecomunicazioni ad un privato qualsiasi.

La rete consente senza alcuna difficolta’ di accedere a qualsivoglia informazione sensibile.

La rete delle telecomunicazioni e’ cio’ che consente la fabbricazione dei dossier.

Privatizzare la rete e come privatizzare i carabinieri cosa che, ahi noi, visti gli avvenimenti sembra stia avvenendo.

Il nuovo segretario del PD questa storia bene la conosce e sarebbe il caso che cominciasse a prendere enormi distanze dai fabbricatori di dossier, anche perche’ di vittime nella sua compagine gia’ due ne ha avute e non c’e’ il due senza il tre.

La caduta dell’impero che si regge su nani e ballerine tutto trascina con se e l’arroganza del piccolo premier di ieri sera dimostra lo stress accumulato che neanche il suicidio telecomandato del Presidente della Regione Lazio e’ riuscito a placare.

La crisi economica raddoppia la droga: coca ed eroina per dimenticare

Carlo Ruta

Raddoppiano le morti per overdose, raddoppia l’hashish a Milano.

USA e €pa, coscienze della democrazia, guidano il consumo di droga nel mondo

In Abruzzo raddoppiano i morti di overdose.

In Francia in un anno il giro d’affari del narcotraffico ha raggiunto la cifra record di circa 2 miliardi di €.

I sequestri di hashish nei primi 8 mesi del 2009 hanno superato di gran lunga quelli, gia’ in crescita, del 2008. E sta riprendendo quota l’eroina che sembrava in calo.

In UK la crisi economica sta portando ad una esplosione di traffici clandestini retti da gruppi inglesi e internazionali, con un giro d’affari record di 30 mld di sterline.

In Spagna i narcotrafficanti fanno addirittura vendite a domicilio!

L’aria stessa di Madrid e Barcellona reca tracce di cocaina, anfetamine, oppiacei, cannabis e acido lisergico.

I sequestri spagnoli di droga toccano un record €peo, con le 9 tonnellate di cocaina colombiana recuperate in pieno Atlantico.

Nell’€pa occidentale, capolinea con gli USA del mercato mondiale di droga, si stanno giocando partite importanti, tali da ridefinire gli assetti dell’intero traffico nei prossimi decenni.

Si aprono le porte a est all’eroina e agli oppiacei, alla cannabis e alle metamfetamine

Il crollo dei regimi socialisti ha fatto la fortuna dei narcotrafficanti russi, ucraini, turchi, serbi e montenegrini. Forte peso hanno le organizzazioni campane, pugliesi e calabresi, camorra e ‘ndrandheta.

Dal Sudamerica una montagna di coca arriva a Lisbona, Malaga, Marsiglia, Genova e Sicilia.

I narcos sudamericani hanno conquistato l’Africa E ne beneficiano e mafie campane e calabresi. Che hanno assunto, quasi per intero, la guida del business €peo. La Spagna apre al contatto coi narcos sudamericani, e le mafie italiane se ne servono grazie alle loro lussuose latitanze.

Spagna e Italia sono al 1° posto per consumo di coca.

Solo nel 2004 il business era di 7 miliardi di €.

Italiani e narcos godono di un favorevole terreno politico, vista la corruzione diffusa nella politica. E ora sono anche gruppi di poliziotti spagnoli a gestire l’affare. La strage di Duisburg ha rivelato il livello di penetrazione di clan come quello di San Luca.

La giornalista Petra Reski lancia l’allarme affermando che le cosche dell’estremo sud, con i loro traffici e la forza del cash, sono capaci di ingoiare la Germania. Essa, che nei decenni del dopoguerra era stata priva di serie emergenze criminali, occupa ora un ruolo centrale nell’€pa dell’€, dei finanziamenti a pioggia da nord a sud, e del grande riciclaggio Circondata da stati che hanno fissato regole duttili sulla circolazione di capitali, dall’Austria alla Svizzera, dal Belgio al Lussemburgo, agli occhi delle economie illegali occupa una posizione strategica per poter interloquire con le grandi banche, le sedi dell’UE, le maggiori borse continentali D’altronde, come i paesi anzidetti, manca di leggi assimilabili a quella, italiana, che prende il nome da Pio La Torre. La Germania non consente di operare confische sulla base di indizi e sospetti, ne’ considera reato l’associazione mafiosa, mentre giudica di poco conto l’associazione a delinquere. Si puo’ dire allora che se per i narcotrafficanti italiani la Spagna ha una postazione chiave sul piano della logistica, la Germania e’ una porta spalancata sui “paradisi” d’€pa, oltre che un “paradiso” essa stessa, per la custodia e l’impiego di ingenti patrimoni. Interi pezzi di citta’, a Duisburg come a Berlino,Dresda o Francoforte, sono stati acquisiti da societa’ ombra, impenetrabili, intangibili, dietro cui si staglia l’ombra del narcotraffico. Esistono evidentemente motivi di convergenza, prese di contatto con i poteri territoriali, sostegni ai maggiori livelli. Ed e’ in tale quadro, dominato dal denaro, che le etnie, pur rimanendo fedeli a se stesse, sono in grado di sciogliersi in un sistema.

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Narcotraffico

Viviana Vivarelli

Anche da profani, non possiamo che notare la crescita esponenziale dell’uso della droga in Italia sotto la vergognosa ‘protezione’ di una classe politica marcia e infetta, ricattata e ricattabile, preda di ‘debolezze’ ormai troppo infami per essere ancora tollerate

Le retate della polizia possono fare veramente poco di fronte a una legislazione che e’ durissima contro il ragazzo che fuma uno spinello e permette che i piccoli coltivatori di marijuana siano massacrati in carcere dai secondini, ma e’ assolutamente inesistente di fronte all’uso massiccio di cocaina ai piani alti, con pusher che entrano nei palazzi con pass di Stato, un premier, arrivato al comando grazie al riciclaggio del narcotraffico, che telefona dieci volte al giorno a uno spacciatore ben noto, presenta come eroe alla nazione uno spacciatore della mafia suo ospite per mesi, “elogiato perche’ non ha parlato”, favorisce l’ingresso della mafia in Parlamento, impone uno scudo fiscale per farle riportare i capitali sporchi in Italia, candida persone gia’ condannate per collusione mafiosa e organizza festini da bordello dove la coca scorre a fiumi

Da questo quadro sciagurato emerge che la diffusione di droga in Italia non potra’ che aumentare, che la legge Fini-Giovanardi e’ una buffonata e che la Chiesa dovrebbe recriminare il gravissimo fenomeno e non occuparsi solo delle donne e della pillola del giorno dopo.

La Fini-Giovanardi non reprime alcunche’ e permette solo di marcare il profondo dislivello tra vip a cui e’ permesso tutto e poveri cristi che rischiano di essere pestati a morte in carcere. E non ha certo represso la diffusione di droga, mentre il veto all’uso medico della marijuana, la mancanza di centri di disintossicazione statale, la penalizzazione estrema delle droghe leggere, la protezione sempre e comunque a tossici doc o spacciatori, la degenerazione dei politici costituiscono ormai un gravissimo quadro di depravazione

A fronte di casi impuniti di piccoli coltivatori di marijuana che vengono massacrati in carcere (siamo gia’ a 4), restano plateali gli esempi degenerati della politica. Marrazzo e Berlusconi non sono i soli.

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B e lo spionaggio interno

Viviana Vivarelli

Il primo atto di B al potere e’ stato prendere il diretto controllo dei servizi segreti, servizi che se da una parte si sono messi a ubbidire ai rapimenti concordati con Bush per le sue scuole delle torture della CIA, dall’altra hanno compilato doviziosi dossier che dovevano servire a tenere aggiogati sotto squallidi ricatti personaggi di spicco, della politica e non, per i comodi di B, nello stile del KGB sovietico o dell’OVRA fascista.

Che questo si denomini ancora democrazia o, peggio, popolo delle liberta’, e’ insano.

Come atti successivi della dx abbiamo visto la macchina di spionaggio a fini ricattatori messa su da Storace, e quella anche piu’ a largo raggio congegnata da personaggi come Farina o Pio Pompa con l’accondiscendenza di una Telecom mai punita per questo, un Ferrara che non faceva mistero di essere a libro paga della CIA, tentativi maldestri e grotteschi di infamare personaggi di spicco come e’ avvenuto col dossier Mitrokhin o Telecom Serbia, e giornali di famiglia impiegati per pubblicare parti di processi impubblicabili o scoop a orologeria per infamare questo o quello e togliere di mezzo gli avversari politici, anche solo i critici, attraverso utili rivelazioni diffamatorie sui vizi segreti e le private ‘debolezze’.

Accanto a queste manovre del potere, agivano piccoli individui spregevoli come quel deputato forzista Fabio Garagnani che voleva un telefono spia in cui gli studenti denunciassero gli insegnanti contrari al regime di B.

I metodi di governo di B comprendono diffamazione, spionaggio, dossier, ricatto, compravendita, minacce, intimidazione, querele, corruzione, scandalo… E’ tutto un armamentario pesantissimo che grava su interi settori della vita pubblica italiana e toglie ad essa vigore e liberta’.

Considerando che nessuno in politica ha un armadio privo di scheletri, la dipendenza turpe da un simile soggetto che usa simili metodi mi pare scontata.

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Neologismi

“Vulnerabilita’ politica”: nuovo modo di praticare la politica in Italia, situazione di chi ha scheletri nell’armadio e non vuole che lo si sappia e, per evitare indagini sui propri scheletri, mette in piazza quelli degli altri. Puo’ trattarsi di consumo di droga, di uso o stato non dichiarato di escort o trans, di contatti o contratti con ambienti mafiosi o camorristi, di raccomandazione di bellegnocche a fini istituzionali, di capitali tratti dal riciclaggio di denaro sporco… non c’e’ limite alla fantasia umana.

Data l’estensione del fenomeno criminogeno che porta alla ricattabilita’ politica e data l’esagerata diffusione di uso di dossier, spionaggi, ricatti, infamazioni, diffamazioni e intimidazioni, l’Istituto Mondiale della Sanita’ ritiene che in Italia la vera epidemia sia questa, e non l’influenza A1.

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Tremonti e’ diventato un “corpo estraneo” al Pdl

Viviana Vivarelli

Non ubbidisce “ac perinde cadaver“, esagera in autonomia, sfida il Cavaliere, pretende il posto di vice premier, porta B a perdere la pazienza e a dire che in un istante puo’ “sostituirlo con un tecnico qualsiasi, magari mediocre cosi’ non alza la testa”!

Dietro ha il sostegno della Lega che, al peggio, proporrebbe Giorgetti. Contro ha Draghi, Bankitalia, e Fini che non ha smesso di odiarlo e che lo costrinse, in altri tempi, alle dimissioni.

Abbiamo capito: ci vuole un altro Alfano.

Un Napolitano ce l’abbiamo gia’.

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Dovremmo smetterla con questa ipocrisia di dire che “ognuno nel suo privato fa quello che gli pare”

Viviana Vivarelli

Non so se chi scrive questo ha un privato parecchio discutibile che vuole difendere preventivamente, o se l’eloquio di Berlusconi ha fatto troppi proseliti.

Ma certo costoro non pensano o fanno finta di pensare che un uomo politico che siede in alto non ha alcuna vita privata ma solo una vita pubblica di cui deve rispondere a tutti 24 ore su 24, e che non esiste una vita di facciata che presenta a tutti, magari mentendo anche se stesso, e una vita privata in cui puo’ comportarsi in modo indecente e impresentabile e su cui puo’ essere messo sui media e ricattato.

Un uomo dell’amministrazione pubblica, per tutto il tempo in cui sta nell’amministrazione pubblica, deve essere ineccepibile e non possiamo nemmeno pensare che abbia un privato da nascondere perche’, anche se non coinvolto in reati, lo coprirebbe di vergogna davanti agli occhi della morale corrente, davanti agli occhi dei suoi elettori, davanti agli occhi del mondo.

In USA si pretende che chi si presenta a un’alta carica non abbia niente da nascondere da quando e’ nato al momento della sua elezione.

Forse in Italia questo sarebbe troppo (per Andreotti e Cossiga avremmo qualche problema) ma chiedere che almeno per tutta la durata della carica, uno si astenga dal comportarsi come un maiale mi pare proprio il minimo.

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Ora, nell’ambiente trans e coca di Brenda e le compagne, stanno per venire fuori video ecc, che infangano altri grossi politici.

Speriamo che siano di dx, almeno avremo qualcosa di bypartisan.

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Intanto ieri funerali del povero giovane Stefano, 31 anni, fermato in un parco per 20 grammi di fumo e 2 di coca, notte passata in fermo, senza poter vedere i suoi genitori, i poliziotti vanno a perquisire la sua stanza, udienza rinviata; al processo Stefano ha gia’ la faccia gonfia, mandibola fratturata, vertebre rotte, poi muore massacrato dalla polizia. Responsabile nessuno. Questa e’ l’Italia del 2000. Ogni partito si pregia di chiamarsi democratico. Per Stefano non c’e’ stata giustizia ne’ democrazia.

Mentre i ricchi vanno a trans, escort e coca, i giovani continuano a morire per una civilta’ che non esiste.

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E che si deve pensare di un B che per ministro della giustizia voleva il suo avvocato Previti?

Il magnaccione al potere e il suo avvocato alla giustizia. Un colpaccio perfetto!

Provenzano non lo avrebbe pensato meglio.

Ma i cloni illudono, deludono ed eludono.

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Un candidato per il Lazio

La corrente dalemiana ha gia’ cominciato a straripare.

D’Alema spinge la sua cocca, la Melandri!

Quella con la voce da gallina.

Quella che e’ una delle piu’ grandi assenteiste del Parlamento!

Quella che conta 185 presenze, 138 assenze, e la bellezza di 4370 missioni! Praticamente una che odia stare in parlamento ed e’ stata eletta per stare sempre in giro. Anche quando dal suo voto dipende la caduta di Berlusconi!

Competenze zero!

Quella che non sa mettere due parole in fila in un discorso e tio fa vergognare di avere un parlamento cosi’.

Quella che per lo scudo Alfano era in gitarella in Spagna.

No, la Melandri no!

Prima il Canaro.

Poi De Pedis.

Storace.

Il Papa.

Ora la Melandri.

Era meglio il sacco dei lanzichenecchi. Almeno si moriva una volta sola.

.. e allora ditelo che ce l’avete con Roma!!

47 anni. In parlamento da 14 anni! Praticamente da quando ne aveva 33.

A parte il gradevole aspetto fisico, nessuno e’

mai riuscito a capire per che cazzo di motivi sia sempre stata riconfermata! Pure da Prodi!

Governatore del Lazio??!! Ma mi faccia il piacere…

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Tremonti e’ un disastro ma i suoi critici sono peggio

Alfiero Grandi

Durante la seconda guerra mondiale i nazisti tentarono di mandare in bancarotta le economie dei paesi alleati stampando monete false, ora nel Governo della dx sta maturando l’insano disegno di promettere sgravi fiscali per decine di miliardi di € rischiando seriamente di mandare in bancarotta i conti pubblici dell’Italia

Le entrate dello Stato stanno andando a picco. La crisi economica spiega solo una parte della diminuzione delle entrate, il resto e’ dovuto alla ripresa dell’evasione e dell’elusione in grande stile. Anche le intemerate prediche contro l’evasione danno ben pochi risultati visto che chi evade ha capito bene la situazione e pensa che dopo l’orrido scudo fiscale (il perdono a prezzi da saldo per chi ha portato illegalmente i suoi soldi all’estero) arriveranno altri condoni e quindi per ora evade poi si vedra’.

Chi e’ costretto a pagare attraverso i sostituti d’imposta, che trattengono le imposte alla fonte, come i lavoratori dipendenti e i pensionati sta accumulando un consistente drenaggio fiscale. In altre parole si paga di piu’ solo per effetto dell’inflazione che fa aumentare i redditi nominali e provoca un aumento del prelievo fiscale ingiusto perche’ aumenta su un reddito che in realta’ e’ lo stesso di prima. Questo prelievo nascosto resta nelle casse dello Stato e il Governo non ha alcune intenzione di restituirlo.

L’intervento fiscale piu’ urgente oggi sarebbe quello a favore dei lavoratori cassaintegrati e disoccupati, dei pensionati a basso reddito che dovrebbero vedere riconosciuta dallo Stato la loro difficile situazione. Ma di questo il Governo non parla e invece i “coraggiosi” della dx, che stanno prendendo di mira Tremonti, propongono l’abolizione dell’IRAP. Ora i bollenti spiriti sembrano gia’ piu’ calmi e tuttavia circolano documenti ed emendamenti firmati da parlamentari della dx che riscrivono la legge finanziaria di Tremonti. In verita’ fanno poca fatica visto che la finanziaria 2010 praticamente non esiste, con la motivazione che non ce n’era bisogno visto che il Governo aveva gia’ fatto tutto il possibile.

Qualcuno nel Governo e nella maggioranza di dx deve averci ripensato perche’ la controfinanziaria di una parte della dx vale ben 37 miliardi di €. Una manovra ben piu’ impegnativa delle proposte presentate dall’opposizione presente oggi in parlamento. E’ come dire: Tremonti vada a casa. Per ora Tremonti resta perche’ cosi’ ha deciso la riunione di Arcore, ma nella dx molti cominciano a pensare che il Governo prima o poi verra’ chiamato a rispondere del nulla che ha fatto, salvo avere sbandierato interventi per molti miliardi di € di cui non c’e’ letteralmente traccia perche’ Tremonti sta cercando di fare tornare i conti spendendo il meno possibile, investimenti compresi, ormai al livello piu’ basso di sempre.

Quando e’ arrivato l’allarme sul milione di piccole imprese a rischio tutte le chiacchiere sulle banche che avrebbero dato piu’ credito, sugli interventi di sostegno dello Stato sono andate rapidamente a zero e non pochi a dx cominciano a preoccuparsi. Da qui la riscoperta dell’abolizione dell’IRAP, che pero’ vale 38 miliardi di € e rappresenta circa un terzo del finanziamento della sanita’ pubblica. Un boccone enorme e l’odiata IRAP ha sostituito una decina di altri tributi e i contributi sulla busta paga per la sanita’.

L’intervento sull’IRAP oggi e’ del tutto inutile perche’ al massimo aiuta le aziende che hanno meno problemi ma non certo quelle che hanno difficolta’. E’ una risposta del tutto ideologica alla pancia di settori imprenditoriali.

Se un’azienda non ha ordini a cosa serve ridurre l’IRAP ? Gli interventi del Governo dovrebbero semmai aiutare la ripresa della domanda interna che e’ in gran parte possibile se i lavoratori e i pensionati migliorano le loro condizioni, anche di reddito, e riprendono fiducia nel futuro. Il problema oggi e’ sostenere la domanda, altrimenti sono soldi buttati e il Governo ne ha gia’ buttati tanti senza costrutto, almeno 10 miliardi di €.

37 miliardi di € da trovare sono tanti e probabilmente il tutto si risolverebbe in un aumento del deficit pubblico come Tremonti malignamente non manca di sottolineare contro i suoi avversari interni, oggi piu’ pericolosi dell’opposizione parlamentare.

Una certa quantita’ di risorse si potrebbero trovare ma occorre che siano spese bene, a sostegno dei redditi piu’ colpiti, cosi’ potrebbero dare risultati importanti. Altro che intervenire sull’IRAP.

Un suggerimento del senatore Baldassarri (dx, congiurato contro Tremonti) potrebbe essere utile: ridurre il sostegno dello Stato alle imprese in campi che non servono. L’elenco l’ha fatto lui e potrebbe essere preso per buono. Il PD l’ha letto ? Cosa ne pensa ? Altre proposte potrebbero essere la tassazione di tutte le rendite come reddito normale, come e’ stato fatto per le stock option e una patrimoniale sui redditi piu’ alti come hanno fatto molti paesi in nome della solidarieta’ sociale. Un ritocco verso l’alto all’aliquota fiscale piu’ alta potrebbe aiutare ulteriormente.

Sarebbero misure a carico dei piu’ ricchi e i proventi andrebbero ad aiutare le aree piu’ colpite dalla crisi e per questa via aiuterebbero anche le imprese che oggi lamentano che non hanno ordini perche’ la domanda e’ in calo e l’appello di Berlusconi a comprare come prima evidentemente e’ andato a vuoto perche’ per farlo occorre il reddito che per alcuni milioni di persone e’ caduto drammaticamente e per altri milioni e’ comunque in discesa.

A proposito Scaiola (altro congiurato contro Tremonti ) ha nulla da dire di fronte alle montagne russe dei prezzi dei prodotti petroliferi che non hanno alcuna giustificazione economica visto che la crisi c’e’, purtroppo, con buona pace di chi l’ha data per finita ? Non gli viene il dubbio che sia in atto una mera speculazione ? Dove sono finite le sue bellicose intenzioni dell’estate ?

Anche intervenire sui prezzi e’ un modo per garantire il potere d’acquisto e quindi la domanda interna. Scaiola farebbe bene ad occuparsi anche dei suoi compiti istituzionali. La politica economica di Tremonti e’ un disastro, ma le proposte di Scaiola e c. sono un rimedio peggiore del male.

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Sempre piu’ giu’

La classifica annuale del World economic forum prende in esame 134 Paesi

In testa l’Islanda. Yemen fanalino di coda. L’Italia perde 3 posizioni ed e’ bocciata sulle pari opportunita’, 72a dopo la Cina.

“Scarsi risultati in materia di partecipazione economica delle donne”

La graduatoria e’ guidata quest’anno dall’Islanda, seguita da Finlandia, Norvegia, Svezia e Nuova Zelanda. Fanalino di coda, lo Yemen.

Secondo il Wef, “l’Italia continua ad occupare una delle ultime posizioni tra i Paesi europei ed ha perso 3 posti rispetto all’anno scorso a causa dei risultati sempre scarsi in materia di partecipazione economica delle donne”.

Decisamente allarmante l’ultima classifica, dove il Belpaese e’ preceduto da Lesotho Botswana, Kazakhstan, Cina e Vietnam. Peggio dell’Italia, invece, hanno fatto la Tanzania (73), la Repubblica Ceca (74) ed il Giappone (75).

Per il nostro Paese, il voto piu’ basso e’ quello per la partecipazione delle donne all’economia, indicatore per il quale si colloca al 96° posto.

Si vede che la Marcegaglia non fa testo e stare nel lettone grande nemmeno.

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Siamo un paese off-shore

Il Pm Greco spiega perche’ gli italiani sottovalutano la criminalita’ economica, come l’evasione.

Pubblichiamo ampi stralci dell’intervento tenuto sabato sera da Francesco Greco, procuratore aggiunto e coordinatore del pool “criminalita’ economica” della Procura di Milano, al Festival del Diritto organizzato a Piacenza dall’editore Laterza.

Abbiamo assistito nell’ultimo anno e mezzo a una forma di neo-interventismo degli Stati, i quali sostanzialmente si sono assunti le perdite della crisi finanziaria con impressionanti aiuti al sistema bancario internazionale. Un aiuto di Stato praticamente a fondo perduto, perche’ in cambio non sono state chieste nuove regole.

L’unico problema che hanno avvertito all’ultimo vertice del G20 e’ stato quello di bloccare i bonus ai manager: come se questa fosse la regola fondamentale per riparare ai guasti dell’economia finanziaria. Una cosa paradossale.

Ma in Italia i cittadini non hanno alcuna percezione dei danni provocati dalla criminalita’ economica. Ci siamo quasi assuefatti. Ciascun cittadino italiano paga ogni anno quella che io chiamo la “Tassa di Tangentopoli”.

L’enorme esplosione del debito pubblico dall’inizio alla fine degli anni 80 implica che, in ogni legge finanziaria, decine di miliardi di euro se ne vanno a pagare gli interessi passivi: tutte risorse sottratte allo sviluppo del Paese.

La Tassa Tangentopoli – che non era solo spesa impazzita, corruzione e malversazione del denaro pubblico, ma anche permissivismo fiscale, clientelismo, pensioni baby e invalidita’ fasulle – stiamo continuando a pagarla, poi tocchera’ ai nostri figli e ai figli dei nostri figli. Di questo non abbiamo percezione.

Questo atteggiamento dei cittadini deriva da quello dei media a proposito dei problemi della criminalita’ economica: si semina grande allarme sociale sulla criminalita’ di strada, sui reati contro la persona e il patrimonio, e si diffonde il giustificazionismo nei confronti della criminalita’ economica. Si sente dire: “Si’, vabbe’, quello ha portato i soldi all’estero perche’ le tasse erano troppo alte…”. Nessuno dice mai: “Si’, vabbe’, ha scippato la borsa a quella vecchietta perche’ aveva fame”. Per i reati della criminalita’ economica c’e’ sempre una scusa buona, forse per giustificare gli aiuti che lo Stato da sempre assicura alle imprese private e alle corporazioni.

Rispetto agli altri paesi, noi abbiamo alcune peculiarita’: siamo un paese off-shore. Chi altro paese assicura l’impunita’ fiscale che l’Italia garantisce agli evasori? Quale paese in Europa ha un sistema bancario meno trasparente del nostro? Se apro un conto in Svizzera o nel Liechtenstein, sono obbligato a indicarne il beneficiario economico; in Italia no, posso aprire un conto con una societa’ off-shore, nominare un procuratore svizzero e nessuno, banchiere ne’ bancario, mi verra’ mai a chiedere chi e’ l’effettivo proprietario di quel conto. Non solo: siamo l’unico grande paese d’Europa che non ha ancora adottato una normativa contro l’autoriciclaggio. In piu’ abbiamo sostanzialmente depenalizzato il falso in bilancio e smantellato l’intero comparto dei reati societari, che ora sono perseguibili solo a querela.

All’origine della crisi finanziaria ci sono anche dei fattori criminali: l’economia fuori bilancio, tutta spostata alle Cayman e dintorni; e l’uso intensivo di veicoli anonimi, i “cervelli morti” di cui parlano gli auditing interni delle banche.

Domandiamoci: che cos’e’ una banca? qual e’ la sua funzione? Sino alla fine degli anni 80 l’abbiamo considerata alla stregua di un “incaricato di pubblico servizio”. Poi una serie di sentenze della Corte costituzionale stabilirono che la banca e’ un organismo privato come gli altri. Ma c’e’ pur sempre l’articolo 47 della Costituzione: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito…”. Le banche, diversamente dalle imprese, non amministrano soldi propri, ma altrui. Il nostro governo ha affidato ai prefetti una funzione di controllo sul credito: emblematico e sintomatico di una concezione “pubblica” del ruolo delle banche. Dunque si puo’ tornare a concepire anche giuridicamente le banche come incaricati di pubblico servizio. Con tutte le conseguenze giuridiche del caso.

Oggi in Italia, dal punto di vista repressivo, l’armamentario giuridico dei reati che si possono azionare nei confronti del banchiere o del bancario che ruba (e i processi degli ultimi anni dimostrano che nelle banche si ruba parecchio) e’ ridicolo. A un banchiere che ha rubato milioni di euro alla sua banca, anche prelevandoli dalle casse dell’istituto o direttamente dai conti dei clienti, noi abbiamo dovuto contestare l’appropriazione indebita, con prescrizione assicurata, a meno che non sia cosi’ gentile da patteggiare subito restituendo un po’ di soldi. E poi mi vengono a parlare del caso Madoff e di quanto sono bravi gli americani che gli hanno affibbiato 150 anni. Beati loro! Noi non lo possiamo fare. Da noi, nella sostanza, non c’e’ contrasto alla criminalita’ economica.

Idem per l’evasione fiscale. La riforma del csx – perche’ qui tutti pari sono – dei reati tributari e’ una cosa ridicola. Per l’evasore totale, cioe’ ignoto al fisco, la pena massima e’ tre anni; per chi fa fatture false, dunque evade in parte ma e’ noto al fisco, la pena massima e’ sei anni. Ma non c’e’ proporzione: allora conviene essere ignoti al fisco, in Italia, piuttosto che arrabattarsi a nascondere qualcosa con le fatture false. E’ sistema schizofrenico, oppure voluto… Ora arriva un altro “scudo fiscale”, l’ennesimo condono. Mentre sbarriamo le frontiere agli immigrati clandestini, le spalanchiamo ai capitali clandestini. Anonimi e impuniti. Libera circolazione dei soldi, anche sporchi, ma non delle persone. Lasciamo pure perdere il giudizio etico sullo scudo: come al solito i furbetti la fanno franca, e da noi i furbetti sono tanti, basta vedere le cifre dei capitali accumulati all’estero.

Se chi li detiene pagasse le tasse dovute su quegli enormi capitali, roba da centinaia di miliardi di euro, ogni italiano avrebbe diritto a una scuola stupenda per i figli e a una vacanza gratis ogni anno ai Tropici, in piu’ non avremmo il buco dello Stato e magari potremmo pure andare tutti in pensione un po’ prima.

L’ultima volta che si fece il condono fiscale, la Banca d’Italia calcolo’ che all’estero fossero nascosti 700 mila miliardi di lire, di cui stimo’ che ne sarebbero rientrati 200. Quel che da’ fastidio e’ che si sa che ci sono questi soldi. E allora perche’ nessuno va mai a scovarli? A me interessa che l’evasione venga combattuta perche’ e’ la cosa piu’ antidemocratica che esista. In passato c’era chi proponeva di togliere l’elettorato attivo agli evasori: chi non paga le tasse non puo’ votare. Chi vota senza pagare le tasse decide come lo Stato usera’ i soldi delle tasse pagate dagli altri. Non occorre molta fantasia sulle nuove regole da approvare subito in Italia: ripristinare il falso in bilancio come reato perseguibile d’ufficio; riformare i reati fiscali e la normativa anti-riciclaggio (oggi applicata perlopiu’ a qualche carrozzeria di periferia che tarocca le auto rubate), inserire l’autoriciclaggio e ammodernare il sistema fiscale, a partire da commissioni tributarie che funzionano poco e male. Solo dopo si potra’ giustificare uno scudo fiscale. Ma non certo questo scudo senza regole, questa impunita’ totale in cambio di niente.

Se oggi apro un’inchiesta su un caso di corruzione internazionale e mi trovo 5 conti bancari in paradisi off-shore, so che impieghero’ almeno 3 anni per avere risposta alle rogatorie. Poi dovro’ finire le indagini e affrontare 3, anzi 4 gradi di giudizio (c’e’ pure l’udienza preliminare). Ricordo che la prescrizione decorre non da quando ho scoperto il reato, ma da quando il reato e’ stato commesso. Dunque e’ garantita. La domanda e’: ma chi fa queste leggi, perche’ non abolisce direttamente tutti i reati dei colletti bianchi? Perche’, se la corruzione e i reati di criminalita’ economica hanno la prescrizione garantita, ci fanno perdere tempo con le indagini e i processi?

A Milano abbiamo indagini su alcuni gruppi che nascondevano fondi neri per miliardi di euro e che hanno pagato tangenti in quasi tutti i paesi del mondo. Ho detto ai colleghi: i fatti risalgono al 2003 – 2004, oggi siamo nel 2009, anche se il processo iniziasse subito sarebbe destinato a morire e questi gruppi che hanno corrotto tutto il mondo la faranno franca. Fare quei processi significa inoltrare non meno di 250 rogatorie e intanto la prescrizione seguitera’ a galoppare; eppure l’inerzia non dipende da noi, ma dalle procedure dei paesi off-shore che hanno tutto l’interesse a non rispondere o ritardare o a darla incompleta, come spesso fanno.

Qualche tempo fa c’erano addirittura un paio di paesi off-shore che si facevano pubblicita’ sulla stampa internazionale, precisando: “Noi non diamo assistenza alle autorita’ giudiziarie, in particolare a quella di Milano”. Bellissime isole, peraltro…

..

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3 commenti »

  1. Forse sarebbe il caso che qualcuno ricordasse ai berluscones che:
    1) Berlusconi non è stato eletto da 18 miloni di italiani ma da una settantina di migliaia ed è presidente del consiglio non perchè votato dal popolo ma perché votato dal parlamento dato che in Italia non c’è democrazia diretta come negli S.U.
    2) Essere eletti non vuol dire avere un mandato divino ma sei fallibile come chiunque altro
    3) Essere eletti non ti pone al di sopra della legge ma al suo servizio
    4) Essere eletti anche con mandati popolari enormi non vuol dire che sei più saggio. Gli esempi di inetti votati a stragrande maggioranza sono decine e decine (vedi Hitler)
    5)Essere grandi affabulatori non vuol dire essere particolarmente intelligenti anzi,in genere, è il contrario.

    Poche semplici regole per il contraddittore di un berluscones
    Michele

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2009 @ 5:28 am | Rispondi

  2. ORMAI è CHIARO CHE I LEADER DI TUTTO IL MONDO PER ESSERE TALI NON HANNO BISOGNO DI UNA GRANDE PERSONALITà COMPRESO SAGGEZZA, UMILTA’, GENEROSITà E SOPPRATTUTTO CAPACITA’ E INTELLIGENZA. IL POTERE HA BISOGNO DI SCEGLIERE IL CONTRARIO. SE POI è ANCHE BUFFONE E MARCIO MEGLIO ANCORA!!

    Nando

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2009 @ 5:28 am | Rispondi

  3. Quando si uscirà da questo periodo buio di politica da incubo perchè fondata sul ricatto?
    Abbiamo una società intera sotto ricatto. Il caso Boffo, il caso Marrazzo, lo stesso caso Fini-An, per citare gli ultimi nel tempo, ci mostrano uno scenario preoccupante. Quando il ” popolo ” si sveglierà da questo ” intorpidimento “? Già, dimenticavo, il ” popolo ” fece crocifiggere Gesù. Un Presidente che con il suo esempio ha tutto imbruttito. E’ possibile lasciare ad un uomo fare tanto male alla società? Mi sono domandato negli ultimi tempi: Berlusconi ha frequentato decine di donne, ragazze, escort ecc. gli sono state presentate da un ” certo ” Tarantino o Tarantino” Lui non lo conosceva bene, però le ragazze sono state con Lui. A letto o no, non interessa, ma certo è, e me lo domando, è possibile che tra queste non ci sia stata un ” spia “nel vero senso del termine? Non dimentichiamo che la seconda guerra d’indipendenza prima che sui campi di battaglia – S. Martino e Solferino-, fu combattuta in una alcova tra Napoleone III e la Contessa di Castiglione, su suggerimento di Cavour. Questa può essere una domanda ingenua, certo di questi tempi?. Quindi oltre ai ricatti sottintesi dall’articolo è possibile anche uno come questi?
    Michele Renzulli

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2009 @ 5:34 am | Rispondi


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