Nuovo Masada

ottobre 28, 2009

MASADA n° 1020. 28-10-2009. IL PROGRAMMA DI BEPPE GRILLO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:10 am

Questo e’ il programma di Beppe Grillo per le liste a 5 stelle che per ora si presentano solo su base locale, un programma in fieri, suscettibile di ulteriori applicazioni o miglioramenti, costruito in molti anni di lavoro da Beppe Grillo in rete, attraverso il suo blog, con l’ausilio di tecnici, specialisti ed esperti, alcuni dei quali di fama mondiale, per la presentazione progressiva di temi concreti che sono stati discussi in rete con l’apporto di decine di migliaia di persone, secondo una tecnica che gia’ di per se’ e’ democrazia partecipata. Non e’ un programma ideologico o filosofico sui massimi sistemi e non piacera’ a coloro che hanno bisogno di grandi schemi politici o metafisici. E’ un insieme di proposte concrete e pratiche in relazione ad esigenze concrete e pratiche dei cittadini, proposte che possono essere applicate da qualunque schieramento o partito che rispetti le regole fondamentali dell’ambiente, della democrazia e dell’uso razionale delle risorse.
Il programma offe materia di riflessione ad amministratori locali o nazionali, non e’ esaustivo di tutti i problemi italiani e non si propone di fondare un nuovo partito secondo i vecchi canoni della democrazia rappresentativa e verticistica. Offre spunti di riflessione critica e soluzioni di fattibilita’ all’interno di un quadro che educhi il cittadino alla responsabilita’ sociale e le sue proposte sono offerte all’esame di qualunque partito in nome di un uso della razionalita’ e del bene comune che non stia in una logica di interessi di casta. (Viviana Vivarelli)

STATO E CITTADINI

L’organizzazione attuale dello Stato e’ burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta piu’ i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito La Costituzione non e’ applicata. I partiti si sono sostituiti alla volonta’ popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
-Abolizione delle province
-Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
-Abolizione del Lodo Alfano
-Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
-Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
-Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
-Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato -Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
-Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
-Non eleggibilita’ a cariche pubbliche per i cittadini condannati
-Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come gia’ avviene per Camera e Senato
-Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
-Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
-Obbligatorieta’ della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
-Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
-Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.

ENERGIA
Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realta’ se ne consumano di piu’. Dal 2002 la legge tedesca, e piu’ di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della meta’ del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:
-Applicazione immediata della normativa, gia’ prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
-Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
-Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
-Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
-Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, gia’ applicata da altri Paesi europei. Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, e’ del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili ne’ tecnologicamente, ne’ economicamente, ne’ moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perche’ accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perche’ comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non e’ accettabile di per se’ togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, e’ inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non e’ necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare e’ accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sara’ ancora carente, si potra’ decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
-Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
-Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi piu’ efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici piu’ energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
-Estensione della possibilita’ di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
-Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
-Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano – Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
-Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a cio’
-Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
-Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

INFORMAZIONE

L’informazione e’ uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione e’ concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi e’ alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non puo’ decidere, non puo’ scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano. Le proposte:
-Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano
-Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
-Nessun canale televisivo con copertura nazionale puo’ essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprieta’ massima del 10%
-Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni
-Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisione
-Nessun quotidiano con copertura nazionale puo’ essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprieta’ massima del 10%
-Abolizione dell’Ordine dei giornalisti
-Vendita ad azionariato diffuso, con proprieta’ massima del 10%, di due canali televisivi pubblici
-Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicita’, informativo e culturale,indipendente dai partiti
-Abolizione della legge Gasparri
-Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale
-Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico
-Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete
-Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa
-Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee
-Tetto nazionale massimo del 5% per le societa’ di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato
-Riduzione del tempo di decorrenza della proprieta’ intellettuale a 20 anni
-Abolizione della legge Urbani sul copyright
-Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a societa’ editoriali
-Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all’atto della querela)
-Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi.

ECONOMIA

-Introduzione della class action
-Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
-Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di societa’ quotate
-Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle societa’ quotate
-Abolizione della legge Biagi
-Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
-Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
-Introdurre la responsabilita’ degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
-Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa societa’ se questa si e’ resa responsabile di gravi reati
-Impedire l’acquisto prevalente a debito di una societa’ (es. Telecom Italia)
-Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
-Abolizione delle stock option
-Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato
-Allineamento delle tariffe di energia, connettivita’, telefonia, elettricita’, trasporti agli altri Paesi europei
-Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
-Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
-Favorire le produzioni locali
-Sostenere le societa’ no profit
-Sussidio di disoccupazione garantito
-Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

TRASPORTI

-Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
-Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
-Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
-Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
-Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
-Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
-Blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
-Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
-Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
-Copertura dell’intero Paese con la banda larga
-Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
-Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
-Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
-Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
-Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
-Piano di mobilita’ per i disabili obbligatorio a livello comunale.

SALUTE

L’Italia e’ uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti pero’ stanno minando alle basi l’universalita’ e l’omogeneita’ del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanita’ privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad organizzare la Sanita’ come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualita’ dei servizi.
GRATUITA’ DELLE CURE ED EQUITA’ DI ACCESSO
-Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito
-Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali
-Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equita’ d’accesso alla Sanita’
FARMACI
-Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di piu’ che all’estero) e piu’ sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione
-Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialita’ (come avviene ad esempio in Gran Bretagna)
INFORMAZIONE
-Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici
-Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice
-Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attivita’ fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perche’ spesso risponde a logiche commerciali
-Sistema di misurazione della qualita’ degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalita’, volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio
MEDICI
-Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci
-separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di Operare nel privato
-Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata
-Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari
ORGANIZZAZIONE
-Liste di attesa pubbliche e on line
-Istituzione di centri unici di prenotazione on line
-Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line
-Investire sui consultori familiari
– Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione dei consigli di amministrazione
LOTTA PER IL DOLORE
-allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e simili)
RICERCA
-Possibilita’ dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica
-Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare
-Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorita’ ai ricercatori indipendenti – Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture nazionali – Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione

AMMINISTRATORI PUBBLICI

-Eliminazione degli inceneritori
-Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).
..

Note da Wikipedia

Il 26 giugno 2007 Grillo ha tenuto un discorso di oltre un’ora al parlamento europeo nel quale, oltre a parlare di nuove tecnologie, ha discusso anche dei problemi italiani, primo fra tutti il fatto che nel parlamento italiano risiedano 25 condannati in via definitiva. Ha anche annunciato l’organizzazione del Vaffanculo Day, l’8 settembre 2007 nelle piazze di varie città italiane, di fronte ad alcune ambasciate italiane all’estero. Nel corso del V day sono state raccolte circa 340 000 firme per tre proposte di legge di iniziativa popolare:
1-nessun cittadino italiano puo’ candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale;
2-nessun cittadino italiano puo’ essere eletto in Parlamento per piu’ di due legislature (8 anni). La regola e’ valida retroattivamente;
3-i candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Le proposte sono state consegnate il 14 dicembre del 2007 al presidente del Senato Marini a Palazzo Madama. Non sono state prese in considerazione, ne’ discusse per una loro eventuale modifica entro il termine della XV legislatura.
Il 23 febbraio 2008 si e’ tenuto a Napoli il Monnezza Day, contro la crisi dei rifiuti in Campania. Grillo ha sostenuto che per secoli il Sud Italia e’ stato sfruttato e martoriato. Nonostante la grande partecipazione dei cittadini e il grande appoggio della blogosfera, la manifestazione e’ stata ignorata dai media.
Il 25 aprile 2008 si e’ tenuto V2-Day, dedicato al tema della “libera informazione in libero stato” con la raccolta firme su 3 referendum abrogativi per abolire l’ordine dei giornalisti, i sussidi pubblici all’editoria e la legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo. Manifestazione a Torino.
L’8 marzo 2009 a Firenze si e’ svolto il 1° incontro ufficiale delle liste civiche e la redazione della “Carta di Firenze”, con la quale ogni lista si impegna a sostenere e promuovere in maniera trasparente i temi seguenti:
•Acqua pubblica
•Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
•Espansione del verde urbano
•Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
•Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
•Piano di mobilità per i disabili
•Connessione web gratuita per i residenti nel Comune
•Creazione di punti pubblici di telelavoro
•Rifiuti zero
•Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali
•Efficienza energetica
•Favorire le produzioni locali
I candidati devono non aver subito condanne in via definitiva, non essere stati eletti per piu’ di due mandati ed essere residenti nel comune per il quale sono candidati.
Grillo e’ autore di un blog aperto il 26 gennaio 2005, che e’ il 1° in lingua italiana per numero di collegamenti entranti e tra i primi al mondo per numero di accessi. Il 14 dicembre 2005 il blog ha vinto il Premio WWW istituito da Il Sole 24 Ore come miglior sito web italiano nella categoria news e informazione. Spesso vi pubblica lettere di personaggi illustri come premi Nobel, personaggi dello spettacolo, etc. La decisione di affidare il proprio pensiero ad un blog puo’ essere fatta risalire alle vicende che hanno portato al progressivo allontanamento di Grillo dalle emittenti televisive nazionali. Con l’apertura del suo blog Grillo utilizza la rete come fonte di informazione globale e di dirompente cambiamento sociale:
« In questo momento il mondo, senza accorgersene, sta vivendo la terza guerra mondiale: quella dell’informazione. L’unico modo per salvarsi e’ sapere. Conoscere le notizie. Noi abbiamo un mezzo, la Rete, che ci consente di arrivare dritti alle notizie. La politica, le televisioni, i giornali arrivano sempre dopo. »

Il 9 marzo 2008, l’Observer ha pubblicato una classifica dei 50 blog piu’ influenti al mondo, posizionando quello di Beppe Grillo al nono posto.
Grillo si definisce come un sostenitore della democrazia diretta e delle iniziative dal basso. Queste le iniziative lanciate attraverso il suo blog:
•”Via dall’Iraq”: durante il suo tour Beppegrillo.it ha invitato gli spettatori a scrivere al presidente Ciampi per il ritiro delle truppe dall’Iraq in quanto la loro presenza era considerata illegale.
•Ha aderito come testimonial alla campagna “Giu’ le mani dai bambini” contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai bambini, contro le multinazionali farmaceutiche che promuovono campagne dirette di marketing per aumentare il consumo di molecole psicoattive sui minori.
•”Tango Bond”: pubblicizzo’ la sentenza che condannava le banche che avevano consigliato i bond argentini a risarcire i consumatori.
•”La ricerca imbavagliata”: raccolta fondi per l’acquisto di un microscopio elettronico a scansione del costo di circa 350mila euro per la ricerca sulle nanoparticelle emesse dagli inceneritori; si trattava di microscopio che i ricercatori si erano visti sottrarre.
•”Parlamento pulito”: il 22 novembre 2005 ha pubblicato sul quotidiano internazionale International Herald Tribune, con il contributo economico dei visitatori del suo blog, un appello contro la rielezione dei deputati del Parlamento italiano ed europeo condannati per vari reati in via definitiva.
•”Gli schiavi moderni”: raccolta delle storie di giovani italiani che hanno vissuto e vivono esperienze di lavoro precario. Le storie sono raccolte in un libro scaricabile gratuitamente dal web di cui lui stesso e’ editore, Schiavi Moderni – Il precario nel Paese delle meraviglie.
•”Fazio vattene”: l’1 settembre 2005 ha pubblicato, insieme ad altri cittadini, una pagina su la Repubblica in cui si faceva un esplicito appello all’allora governatore della Banca d’Italia Fazio affinche’ desse le dimissioni in seguito allo scandalo sull’OPA Antonveneta.
•”Shareaction, riprendiamo Telecom”: Grillo ha tentato di organizzare cio’ che ha definito un'”OPA alla genovese”, chiedendo ai comuni cittadini possessori di azioni di Telecom Italia di essere dagli stessi delegato per presentarsi al consiglio di amministrazione dell’azienda e poter “licenziare” lo stesso CdA per ripagare utenti ed azionisti «delle umiliazioni subite in questi anni». Il 16 aprile 2007 Grillo e’ intervenuto all’assemblea dei soci parlando a nome dei piccoli azionisti con migliaia di deleghe. Le deleghe sono risultate non utilizzabili in sede d’assemblea, così che Grillo ha rappresentato solo formalmente, ma non sostanzialmente, i piccoli azionisti. Grillo ha poi chiesto le dimissioni dell’intero CdA
•Ha dato un rilevante contributo all’iniziativa per l’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini in linea con gli altri paesi europei, appoggiando la relativa petizione on-line. Questa iniziativa, che ha riscosso successo anche grazie alla notorietà del blog di Grillo ed ai suoi tour, fino a raggiungere la quota di oltre 820 000 firme, ha permesso di ottenere e mantenere vivo l’interessamento della Commissione Europea, dell’Antitrust e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che hanno indotto il governo a decretare l’abolizione di tale costo tramite un decreto legge firmato da Bersani.
•Gruppi Meetup”: tramite il suo blog, Grillo ha proposto la costituzione di gruppi autogestiti di cittadini, con sede nelle varie città italiane, che rimanendo in contatto tramite Internet, ma anche organizzando riunioni periodiche, si occupassero attivamente dei problemi del loro comune o quartiere. All’inizio del 2008 i gruppi erano già piu’ di 300, di cui una trentina nati in città estere, tra cui Parigi, New York, Mosca e Londra.
•V-day (“Vaffanculo-Day”): l’iniziativa, che ha avuto luogo davanti ai municipi di oltre 180 città italiane ed in 25 Paesi esteri l’8 settembre 2007, e’ stata proposta una legge di iniziativa popolare per “pulire” il Parlamento Italiano, che prevede principalmente l’impossibilità di un cittadino condannato in via definitiva di candidarsi, il limite massimo di due legislature per ogni cittadino eletto ad una carica politica, il voto ai candidati e non piu’ ai partiti. L’iniziativa ha raccolto 336 144 firme, ben oltre le 50 000 richieste dalla legge per la validità di una simile iniziativa. Il V2-Day, tenuto il 25 aprile 2008, e’ stato contro la “casta” dell’ordine dei giornalisti; ha portato come richiesta 3 proposte di referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, l’abolizione del Testo Unico del 31 luglio 2005.
•Il 17 giugno 2008 annuncia il V3-Day sulla giustizia, con un referendum contro il decreto legge sulle intercettazioni.
..
http:/masadaweb.org

3 commenti »

  1. “Divieto di cumulo tra diverse cariche politiche,ad esmpio sindacato e parlamentare”.

    Per statuto, nella Cgil, già fin da tempi immemorabili è fatto divieto ricoprire due incarichi contemporaneament tra il livello sindacale ed il livello parlamentare.
    E anche in caso di iniziale candidatura occorre rassegnare le dimissioni da organismi
    direttivi sindacali.
    Nel caso l’esperienza politica, anche da semplice assessore, termini, occorre rispettare un
    periodo di moratoria per poter rientrare in organismi direttivi sindacali.

    Dona

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 28, 2009 @ 7:00 pm | Rispondi

  2. “-Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).”
    AGGIUNGEREI: abolizione del balzello per la certificazione richiesto alle aziende agricole biologiche e introduzione di una TASSA per chi produce convenzionale. Queste in realtà sono le aziende che ci costano in smaltimento, inquinamento e salute pertanto devono pagare. Le aziende che producono pulito non devono più pagare al posto delle altre. Il controllo bio lo faccia lo Stato con i soldi incassati dalle aziende convenzionali e industriali. Credo che vedremmo tante, ma proprio tante conversioni al bio.

    Commento di Valentina — ottobre 29, 2009 @ 8:21 am | Rispondi

    • Ebbrava Valentina! Ma questa idea non mi sembra che venga presa molto in considerazione, fatto dovuto soprattutto (credo) allo scollegamento dell’urbano dalla propria radice terrestre. Blogghisti, diffondete!

      Commento di ernesto — ottobre 31, 2009 @ 9:18 am | Rispondi


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