Nuovo Masada

ottobre 24, 2009

MASADA n° 1016. 24-10-2009. L’ENERGIA SOTTILE. Lezione 12. LA BIOENERGIA – LA KUNDALINI – L’ILLUMINAZIONE

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(Lezione di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Bioenergia
Il numero dei chakra principali e’ indicato in 7 o 9, il numero 9 e’ piu’ evoluto.
Fino a qualche tempo fa i sensitivi parlavano di 7 chakra, ora di 9, cio’ sta a significare un salto qualitativo nell’espansione di coscienza. La visione si e’ innalzata.
La materia non esiste, la vita e’ energia, l’abbiamo chiamata luce, ma forse la luce non e’ altro che un aspetto dell’energia. Potremo dire che l’energia e’ vita, parlare di Bios e’ parlare di BIOENERGIA, energia della vita. La sua propagazione e’ il movimento, la sua caratteristica e’ l’intelligenza. Puo’ apparire come un’oscillazione variabile per direzione, intensita’ e frequenza. Al variare di queste qualita’ e di altre che non conosciamo, il bios si manifesta a noi come colore, suono, essenza, stato d’animo, onda mentale.. o organizzazione di cellule, di atomi, movimento, mutamento…..
La vibrazione si ripercuote nel grande come nel piccolo e si manifesta con una serie di corrispondenze, per cui ogni nostra capacita’ ricettiva ne cogliera’ l’aspetto suo proprio. L’occhio il colore e la forma, il tatto la durezza, l’orecchio il suono…..la mente l’insieme.

L’universo si presenta a noi come un immenso mare di energia in movimento. Ma questo movimento e’ armonico e intenzionale, la vita non e’ il frutto di un urto casuale di atomi, come presupponeva Democrito. L’intelligenza esiste in quanto l’universo appare organizzato in forme che si ripetono e conservano una struttura originaria, una evoluzione mirata, una pulsione di tendenza, c’e’ una linea evolutiva, piu’ lenta o piu’ veloce, entro cui tutte le cose si dispongono, ognuna in concordanza con le variazioni dell’insieme.
L’intelligenza non solo predispone le singole individualita’ ma presiede al collegamento dell’ecosistema, per cui ogni variazione del singolo si riflette nella variazione dell’intero, nei rapporti tra parti e organo, come tra organo e organismo, o tra organismo e ambiente, in una legge di continue risonanze e perenni ritorni. C’e’ un rapporto continuo verticale tra il piccolo e il grande e un rapporto orizzontale tra esistenti paralleli.

Noi possiamo vedere questo ‘bios’ come informazione, per cui la realta’ ci appare come un flusso di informazioni, e in essa la nostra coscienza ci pone come un punto particolare di ricezione.
Se la vita e’ pura informazione intelligente, capace di assemblarsi ad altre informazioni, cioe’ di comunicare, la materia, il pensiero, la coscienza diventano omogenei.
Ogni informazione e’ interagente, nel senso che modifica ed e’ modificata, agisce come informazione che si da’ e come informazione che riceve. L’universo e’ una unita’ informazionale onnicomprensiva in un circuito totale.
Ogni ente (cio’ che e’) esistente (cio’ che e’ nel nostro qui-ora) non e’ altro che un’organizzazione di informazioni, con la duplice capacita’ di trasmettere e di ricevere. Questa capacita’ si mantiene, nei modi suoi propri, per ogni componente dell’insieme, come per l’intelligenza di gruppo. L’esempio che si puo’ prendere e’ quello dell’alveare delle api, in cui ogni membro e’ connesso a una finalita’ comune.

Potremmo definire la coscienza come un insieme intelligente di informazioni dotate di una stessa finalita’ in un certo tempo e per un certo scopo. Ma in tal senso anche la materia e’ una forma di coscienza, anche un sasso e’ un’unita’ vista come quell’insieme di informazioni che producono cio’ che io percepisco come sasso.
Anche il mio corpo organico ha una sua coscienza che e’ appunto la coscienza corporea (quella per intenderci che presiede alla sua identita’ e al suo funzionamento, ma anche quella che mi salva per esempio col guizzo improvviso con cui scanso un oggetto che mi cade in testa o quella che miracolosamente mi autoguarisce), cosi’ ogni mia cellula o ogni mia parte ha una sua coscienza particolare.
Coscienza e’ capacita’ di esistere, di conoscere e di comunicare, cioe’ di interagire. Possiamo pensare che i livelli dei tanti punti di coscienza siano gerarchicamente o funzionalmente diversi oppure che sia diversa in essi la capacita’ riflessiva, di essere cioe’ anche punti di autocoscienza.
Tutto e’ informazione a vari gradi, in-formazione vuol dire ‘formazione in se’’.

Il concetto di vita come energia intelligente che intercomunica a livello di insieme, postula che:
-ogni elemento dell’insieme (atomo o cellula o particella subatomica o organo) sia un insieme informativo e formativo,
-sia in grado di determinarsi,
-possa comunicare con gli altri dello stesso ordine e degli ordini superiori per attuare corrispondenze di elaborazione,
-tutte queste corrispondenze si situino in un insieme finalizzato,
-l’organismo cosi’ organizzato e coeso sia a sua volta sintonizzato con altri organismi dello stesso ordine o superiori,
-anch’essi attuino corrispondenze di elaborazione, e cosi’ via.

Alcune scuole buddhiste non parlano di anima come sostrato di conoscenza ma pongono la coscienza come funzione, agglomerato di informazioni impermanenti, in cui emergono informazioni parziali, che sembrano dirette da una legge che potremmo chiamare tendenza alla totalita’. Tale legge comanda di completare ogni informazione per la parte mancante. Per esempio, se un uomo uccide un altro uomo, la sua informazione sull’evento e’ parziale, perche’ vissuta da lui solo come parte, l’informazione dovra’ rinascere per la parte mancante, cioe’ ricreare una nuova unita’ vivente che vivra’ l’altra parte dell’evento: l’uccisore rinascera’ per essere ucciso.
Questa e’ la legge del Kahrma. Essa non e’ la metempsicosi platonica, reincarnazione come trasmigrazione delle anime in corpi diversi, ma una specie di legge del completamento che si realizza quando ogni informazione parziale si e’ unita alla controparte ricostituendo l’intero.
La finalita’ e’ dunque una legge di eterno ritorno per cui cio’ che dall’Uno e’ nato all’Uno tende a tornare.

Il tempo e’ un completamento di tutte le informazioni, in cui ogni zona d’ombra dovra’ connettersi alla sua zona luce, ogni pieno al vuoto, ogni giorno alla notte, cosi’ che l’intero sempre sia, in un tempo non tempo, che non esiste per noi in quanto noi viviamo le separazioni una per volta senza la visione dell’Intero.
La legge del kahrma e’ un TAO esistenziale disteso nel tempo, un intero formato da infiniti poli mancanti che tendono a connettersi e a confluire l’uno nell’altro, per un intento di integrazione. Allo stesso modo l’informazione parziale del vissuto tende a integrarsi con la sua controparte distendendo il vissuto nel tempo.
Il Karma e’ l’informazione che si completa. La vita e’ l’informazione distesa nelle polarita’ che torna ad essere unica.
Il tempo esistenziale e’ lo spostamento della coscienza nella polarita’ dell’evento mentre il tempo assoluto o divino e’ l’assenza di movimento nella non-polarita’, perche’ l’assoluto, essendo tale, non ha bisogno di estendersi e di completarsi, ma e’ gia’ la totalita’ di tutto il possibile nella sua interezza.

L’universo diventa cosi’ un insieme di informazioni coscienti che noi distendiamo nel tempo e nello spazio.
Questa informazione cosciente che chiamiamo vita ha un grado di intensita’ che dipende dal grado dell’autocoscienza.
Per riprendere la metafora della luce, le unita’ viventi hanno un loro grado di luminosita’ e tendono per vie giuste o spezzate a recuperare l’intero.
Da Platone a Plotino a Dante l’essere e’ sempre visto come ipostasi (emanazioni) successive, discendendo da una autocoscienza assoluta a unita’ inferiori sempre piu’ opache e inconsce.
Dante definisce Dio come la luce massima, l’autocoscienza suprema.
Le creature si allontanano da Dio in quanto sono conoscenza a se’ non riflessa, in se’ limitata, per cui tendono alla luce come totalita’ assoluta. L’oscuro guarda alla luce come la mancanza guarda alla presenza.

Per capire l’energia abbiamo introdotto caratteristiche come intelligenza, coscienza, volizione, conoscenza, finalismo, che sono caratteristiche psichiche e non fisiche. La psiche e’ gia’ metafisica, usa determinazioni diverse, nei luoghi del capire e del volere, non nei luoghi dell’apparire o dello stare.
La fisica non basta per fare ipotesi sull’energia. Parole come finalismo e intelligenza non hanno giustificazioni in un universo solo fisico, ma un universo solo fisico a rigori nemmeno puo’ esistere, perche’ sarebbe incomprensibile a se stesso. Per questo noi pensiamo che l’universo sia piu’ facilmente spiegabile con coordinate psichiche.
Il passaggio dalla fisica alla psicologia o alla metafisica attraversa la parola intelligenza, in quanto guarda al mondo come a un finalismo consapevole.
Se tutto e’ energia, l’energia pero’ ha vari gradi di luce, alimenta e struttura ogni organismo, ma non e’ in se’ sempre la stessa. La sua intensita’ puo’ variare producendo una variazione di autocoscienza.

Potremmo definire l’autocoscienza come la capacita’ di conoscere piu’ ampiamente le informazioni potenziali.
Gran parte delle informazioni che giacciono nella nostra mente non sono usate, aprire questo archivio che la natura ha scritto in noi significa camminare nella luce dell’autoconsapevolezza.
L’autocoscienza o coscienza superiore e’ l’illuminazione.
Aprire un chakra significa attivare una zona del cervello, accedere a un’informazione piu’ ampia e dunque a un bios piu’ forte, ma vi puo’ essere un’apertura ancora piu’ grande, che illumina a giorno la nostra mente e la rende capace di riconoscere d’un colpo solo tutti i suoi contenuti potenziali. Questa energia che sviluppa improvvisamente l’illuminazione e dunque l’appropriazione di piu’ informazioni d’insieme viene chiamata in India IL POTERE DELLA KUNDALINI. La Kundalini e’ l’autoconsapevolezza superiore.

La Kundalini- il Samhadi
“La nostra mente e’ come un castello dalle mille stanze. Molte non possiamo usarle perche’ sono buie. Ogni volta che giriamo un chakra, esso illumina come un interruttore una delle stanze. Noi prendiamo cosi’ possesso della nostra mente. Ma c’e’ un interruttore, piu’ forte di ogni altro, che potrebbe illuminare di colpo tutto il nostro castello e si chiama la forza del serpente, quello e’ la Kundalini.
La luce e’ una forza come ogni altra forza. Usando quella fonte piu’ potente, potremmo vedere cose mai viste, o potremmo cadere fulminati. Noi non sappiamo quanta luce possiamo reggere. L’energia cresce nelle nostre mani tanto quanto impariamo a dominarla, perche’ se e’ lei a dominare noi, ci distruggera’. Per questo e’ meglio procedere lentamente e con prudenza, per evitare ogni sorta di guai possibili.
Vedere troppo senza capire e senza sostenere cio’ che si vede puo’ portare fantasmi e mostri, confusione o follia, schizofrenia o megalomania.
Credo che l’uomo abbia il diritto di rifiutare cio’ che non puo’ contenere e abbia il dovere di non cercare la’ dove non puo’ andare. E’ quello che puo’ accadere con l’uso di droghe o con l’uso incontrollato di funzioni vitali. Guai ad aprire i canali senza protezione! Il nostro sviluppo morale deve procedere a fianco della luce. Non possiamo desiderare piu’ di quanto possiamo permetterci, per quanto spesso gli uomini si autosuggestionino o su illusorie forme di potere, e parlino come mitomani. Si credono potenti perche’ fanno piccoli trucchi, ma recitano solo delle rappresentazioni, come dei bambini creduli, meravigliandosi l’un l’altro.
Sarebbe bene che la luce non fosse soltanto un potere, ma fosse principalmente un cammino.
Per colui che mangia il frutto infantilmente, per curiosita’ futile o trasgressione, per noia o per mercato, per piacere o potenza, c’e’ solo la cacciata dal Paradiso.
L’angelo di Hanna dice: “Non e’ il frutto che non e’ maturo,
ma colui che lo mangia.
E’ per questo che dobbiamo ancora custodire.
Il buon Padre non fa custodire i frutti per se’,
ma per i figli.
Il lattante ancora non puo’ mangiare i frutti.
Il Padre lo sa bene. ..
A noi il divieto.
A noi la vigilanza
Ma voi, voi non avete che da venire
Trionfate di noi!
Vi lasciaste sedurre da un’apparenza di gioia,
e avete mangiato la paura.
La nostra spada si abbatte solo su colui che ha paura
perche’ la spada nasce dalla paura .

Per spiegare la potenza della mente Satyananda racconta una storia:
“Una volta un viandante arrivo’ sotto l’albero dei desideri. Era molto stanco e penso’ che gli sarebbe piaciuto bere, ed ecco che ai suoi piedi comparve un ruscello fresco, bevve e penso’ che adesso aveva fame, ed ecco davanti a lui una tavola imbandita. Mangio’ ed ebbe sonno. Ed apparve per lui un magnifico letto. Sdraiandosi ebbe un brivido di paura e penso’: “Sta per venire la notte, potrebbero arrivare le tigri a divorarmi”.
E cosi’ infatti accadde.”

L’energia che forma la vita, che la struttura e la conserva, si chiama, nell’uomo, PRANA. I Cinesi la chiamano CHI, i Giapponesi KI. In tutto il mondo, presso tutte le culture, l’energia della vita e’ stata invocato con nomi diversi.
Ma c’e’ un’energia superiore ad essa, come una luce a voltaggio piu’ elevato, a cui cercano di accedere guru e sciamani, santi e mistici, e in India essa viene detta KUNDALINI, il potere del serpente.
Il serpente e’ un antico simbolo di coscienza. Il serpente si arrotola in spire, Spirale viene da spira (=ognuno dei giri che un punto percorre allontanandosi da un centro, a vortice). Combinando tre movimenti: uno circolare, uno in alto e uno in fuori, aggiungendo il tempo, abbiamo anche la quarta dimensione, e un giorno vi aggiungeremo le altre che ancora non percepiamo e non sappiamo rappresentare. Ci potrebbe essere una dimensione evolutiva: mentre nel tempo–spazio spostiamo un oggetto tridimensionale, in virtu’ dell’universo parallelo che scegliamo di porre in essere, avanziamo anche su una linea evolutiva ideale.
In greco speira e’ avvolgimento. La spirale e’ una successione di spire. Il riferimento al serpente e’ antichissimo, perche’ il serpente e’ collegato a tutte le antiche dee della Terra, e’ un simbolo ctonio (=sotterraneo), misterioso e potente, che indica l’energia che sale dal centro, dal profondo e apporta luce, vita e conoscenza.
Solo al cadere degli antichi culti matriarcali e con la vittoria del Cristianesimo, il simbolo del serpente ha assunto valenze negative, e’ stato demonizzato perche’ quando un sistema esautora un altro, dissacra i suoi simboli.
Se prendiamo la spirale, che indica una circolarita’ vista sulle tre dimensioni, e la poniamo su due dimensioni, cioe’ l’allunghiamo sulla carta, abbiamo una linea sinusoidale, ovvero una oscillazione o vibrazione, una serpentina.
Considerandola come un avvolgimento attorno a un asse centrale, otteniamo invece un’elica. Il moto elicoidale e’ quello di un punto che sale attorno a un ipotetico cilindro. Una particella carica che si muove in un campo magnetico percorre una traiettoria elicoidale. Un aereo che cade precipita secondo una spirale. Una galassia e’ ancora un movimento elicoidale, e lo e’ anche una tromba d’aria, un mulinello, un gorgo d’acqua. A spirale e’ la chiocciola dell’orecchio. A spirale si muovono gli elettroni nell’atomo e l’elettrone stesso.

Nella concezione induista e buddhista l’energia del corpo umano viene raffigurata con due movimenti a spirale che si incrociano piu’ volte, formando una serie di anelli. L’energia fondamentale nel corpo umano giace arrotolata su se stessa nella zona coccigeo sacrale, e, poiche’ in sanscrito “cio’ che e’ avvolto in spire” si dice KUNDAL, e KUNDA vuol dire “luogo oscuro e profondo”, questa grande forza cosmica che e’ in ognuno di noi viene chiamata KUNDALINI e rappresentata come due serpenti che si intrecciano.
Secondo alcune teorie, la Kundalini e’ arrotolata con le sue spire nel coccige, che la contiene come un tempio (osso sacro).
Essa e’ il riflesso nell’uomo dell’energia cosmica che pervade tutto l’universo, e’ la sua potenzialita’ creatrice. Viene immaginata come un seme piccolissimo, che puo’ crescere e salire come una forza immane, alimentando tutti i piani del nostro essere. Presiede al nostro risveglio spirituale, puo’ illuminarci quando siamo pronti, e, a volte, sale in noi quando entriamo in un luogo sacro o veniamo a contatto con una persona elevata. Vi sono santi indiani che riescono temporaneamente a risvegliare la Kundalini anche in masse enormi di persone, ma occorre avere molta fede.
La Kundalini e’ la grande madre universale, sale in noi come la linfa sale nell’albero ma ci nutre solo quando siamo pronti a sostenerla.

Chi ha una vita sessuale amorosa e piena di armonia fa salire la Kundalini al 2° chakra, il chakra della sessualita’, i suoi orgasmi possono essere simili a stati estatici, sia pur brevi. In Oriente non si demonizza il sesso, come ha fatto il Cristianesimo, e ci sono pratiche d’amore ritualizzate e sacralizzate, per condurre l’uomo all’estasi.

Con un rigoroso tipo di dieta si puo’ far risalire la Kundalini al 3° chakra. Il digiuno e’ in genere la tecnica migliore per avere un riequilibrio dei chakra e permettere la loro apertura. La pratica del digiuno rituale e’ seguita da tutti i popoli antichi, il digiuno e la meditazione sono le terapie del corpo e dell’anima piu’ facili e consigliabili. Anche la Madonna nelle sue varie apparizioni, sia a Medjugorje che a Lourdes, chiede ai fedeli preghiere e digiuno.

Pratiche yoga molto sviluppate possono far risalire la Kundalini al 4° chakra, come accadde al santone RAMANANDA, che studiosi americani tennero in una campana di vetro senza ossigeno per 48 ore e che ridusse al minimo l’attivita’ cardiaca e quella respiratoria, conservando la sua lucida attivita’ cerebrale.

Solo pochissimi possono far salire la Kundalini fino al 5° chakra, santi che vedono ovunque bene e amore. Il loro equilibrio energetico riequilibra l’energia del mondo.

Se la Kundalini salisse al 6° chakra, avremmo la chiaroveggenza totale.

Al 7° vive l’eterna beatitudine.

L’uomo non sopporta che la Kundalini resti a lungo a livelli elevati, e’ una forza che le nostre strutture non riescono a sopportare, la nostra aura non riesce a reggere il suo impatto; noi siamo come centraline limitate che non possono contenere troppo voltaggio, per questo gli stati di grazia o di illuminazione hanno tempi brevissimi, lampi folgoranti, che rapidamente si spengono, altrimenti moriremmo nella luce.
La Kundalini puo’ salire solo per brevi istanti e solo se tutti i chakra sono aperti.
Il serpente sacro dell’energia sta arrotolata nella zona del coccige e, eccezionalmente, quando l’uomo alimenta bene i propri chakra e riesce ad aprirli all’energia cosmica, sale attorno alla spina dorsale, che funziona da asse mediano, svolgendo le sue spire e irradiando energia ai vari livelli.

Il motivo sacro del doppio serpente o doppia spirale compare in molte civilta’ antiche, simbolo “apportatore di salute” come la croce svastica o gammata.
Nel mondo greco il doppio serpente era il simbolo di Esculapio, fondatore della medicina, nume della guarigione e compare nel CADUCEO di Mercurio, come un bastone centrale che termine con una testina alata (segno del divino) attorno a cui si avvolgono due serpenti. Mercurio usava il caduce’o per riportare la pace e ripristinare giustizia e salute. Il caduce’o fu nel Medioevo l’insegna dei farmacisti e appare in molte albarelle medievali. Mercurio e’ l’energia interdimensionale, il messaggero, il comunicatore, che porta le informazioni da un livello dell’essere all’altro, il vocabolo indoeuropeo e’ “karykos” = messaggero.
Curiosamente nella Bibbia e’ scritto “Due funi avvolte sono il segreto della vita”. E il DNA appare proprio come due strutture elicoidali che si avvolgono.

Ida e Pingala sono due serpenti attorcigliati.
Attraverso i suoi canali comunicativi, l’uomo puo’ contattare prima il proprio Se’ e poi il Se’ universale, cioe’ l’ATMAN (scintilla dello spirito nell’uomo) e il BRAHMAN (spirito universale), oppure puo’ avere l’illuminazione suprema e diventare un BUDDHA, un risvegliato.

L’uomo ha una duplice possibilita’: l’attaccamento al corpo fisico che si radica alla terra e alle sue illusioni, o il passaggio a campi di energia sempre piu’ sottili, a frequenza piu’ alta, spostando la consapevolezza in un’assunzione progressiva di coscienza cosmica.
La coscienza e’ come un viaggiatore che puo’ spostarsi in luoghi o piani o livelli diversi dell’essere, non appena il suo equipaggiamento materiale si sara’ fatto piu’ leggero.

In un sogno sono davanti a bellissimo deserto (l’ignoto) a forti colori, col mio equipaggiamento di bisacce e oggetti, e mi viene detto che, se voglio attraversarlo, devo lasciare piu’ che posso il mio bagaglio. Cosi’ conservo solo un piccolo zaino per salire sulla montagna piena di neve nella tormenta. L’angelo mi segue. Lui non ha bagaglio.

Via via che questo spostamento avviene, la Kundalini, o serpente sacro, prende a salire alimentando l’uomo di energia superiore.
Il cammino dell’uomo ordinario o del santo sono opposti, piu’ ci si attacca ai beni terreni e alla egoicita’ primaria, meno si comprendono i mondi superiori, dove la conoscenza si identifica con l’esperienza, dove conoscere e’ essere.

Swany Satyananda Saraswati, maestro di yoga tantrico, dice:
Stavo seduto sul Gange quando ebbi una esperienza. Pensavo a cose banali, quando la mia mente spontaneamente comincio’ ad essere piu’ introversa. All’improvviso sentii che la terra stava scorrendo sotto di me e il cielo si stava espandendo e allontanando. Un istante dopo feci esperienza di una forza terribile che si sprigionava dalla base del mio corpo come un’esplosione atomica. Sentii che stavo vibrando molto velocemente, i flussi di luce erano terrificanti. Feci esperienza della suprema beatitudine, cio’ che rappresenta il culmine del desiderio umano, e questa esperienza continuo’ a lungo. Il corpo intero si contraeva sempre di piu’, finche’ la sensazione di piacere divenne cosi’ insopportabile che persi completamente la consapevolezza del mio corpo.
Questo e’ il SAMHADI, l’en-stasi.

La Kundalini e’ la forza potenziale racchiusa nell’uomo. Non e’ solo una energia fisica, ma una intelligenza superiore che irradia intelligenza a ogni chakra. I suoi risultati sono infiniti, secondo quale funzione l’uomo intenda esplicare: creativita’, amore, capacita’ di invenzione poetica o letteraria o musicale o scientifica, preveggenza, spiritualita’, funzioni politiche superiori, volontariato, misticismo.
Tutte le culture conoscono gli effetti straordinari di questa forza che e’ stata chiamata ‘ispirazione, fiamma sacra, grazia, favore degli dei…’. In India si pensa che il risveglio della Kundalini sia facilitato dalle pratiche yoga. Mentre il prana e’ genericamente l’energia vitale che si appoggia al respiro, la Kundalini e’ l’energia in se’. Salendo come due spire che si intrecciano, essa attiva i vari chakra, e ognuno di essi, al suo passare, attiva la corrispondente parte del cervello.
Anche Einstein diceva che noi usiamo solo per 6% il nostro cervello e se ne usassimo una parte maggiore saremmo dei superuomini.
L’energia che mette in moto nuove parti della nostra potenzialita’ agisce come un’esplosione. Gli induisti dicono che noi usiamo solo un decimo del cervello, le altre aree dormono perche’ non sono attivate dall’energia. La Kundalini attiva i poteri psichici.
Il genio, il santo, il guru e’ colui che e’ riuscito a illuminare la sua parte dormiente. Il bambino prodigio, come Mozart, e’ nato con un canale gia’ aperto.

I vari chakra non si risvegliano secondo un ordine. Ognuno ha un diverso grado di evoluzione che permette l’apertura di alcuni chakra. Aprire un chakra vuol dire aprire un grado di consapevolezza nella sfera ad esso corrispondente. Puo’ essere un risveglio breve, come una rara illuminazione, esperienza straordinaria di illuminazione e forma specifica di conoscenza.
Il 1° chakra che si sveglia produce stabilita’, il 2°gioia, il 3° volonta’ buona, il 4° amore, il 5° saggezza, il 6° intuizione e chiaroveggenza, il 7° spiritualita’.
Se l’Era dell’Acquario vuole aprire una nuova coscienza, la via della meditazione puo’ essere una delle strade per attuare una profonda trasformazione dell’essere.
Vivere nel corpo fisico vuol dire essere radicati all’esperienza dei sensi e della materia, aprire la coscienza superiore vuol dire rendere la conoscenza indipendente dall’esperienza.

Nella mia esperienza in OBE (Over Body Experience, coscienza fuori del corpo) la conoscenza dell’ambiente attorno era enormemente piu’ nitida e chiara e non era offuscata dal buio della notte o dalla parzialita’ della prospettiva. Io potevo vedere, sentire, avere emozioni, udire…, pur non avendo un corpo fisico a cui far riferimento e attraverso cui filtrare la percezione.
Altri raccontano di vedere i mobili della stanza da tutti i lati contemporaneamente, conoscendo anche il loro interno o di vedere in modo endoscopico, cioe’ dall’interno, i corpi viventi, e di conoscere cosa c’era nella stanza o nelle stanze vicine o sopra il tetto contemporaneamente.
La mancanza dei sensi fisici sembra liberare la conoscenza e renderla molto piu’ ampia e sicura.
Il corpo e’ una modalita’ costrittiva del conoscere di cui dobbiamo far prova ma e’ limitativo del conoscere.
E’ come se avessimo la possibilita’ di vedere entro la stretta banda della luce visibile, gli occhi sono dei paraocchi, ma il vedere in se’ fosse la possibilita’ di cogliere, oltre la capacita’ limitata degli occhi, tutta la luce esistente.
La OBE di per se’ non apre una possibilita’ assoluta, ma, liberando dalle strettoie del corpo, aumenta la conoscenza al di la’ di quanto siamo abituati a sperimentare.

Il Prana e’ esistente in ognuno ma l’energia superiore, la Kundalini, e’ una possibilita’ rara. Il Prana e’ l’intelligenza naturale inconscia che produce ogni struttura vitale; la Kundalini e’ l’intelligenza superiore consapevole che permette all’uomo l’illuminazione.
In alcuni essa resta addormentata, in altri si irradia brevemente a risvegliare alcuni Chakra, solo in pochissimi porta una vera evoluzione. Essi sono ‘i risvegliati’, i Buddha viventi.
Nelle esperienze estatiche dei santi medievali questa forza e’ vista come una scala che porta al cielo e apre progressivamente la verita’.
Il risveglio alla aperta consapevolezza prende molti nomi: Nirvana o Samhadi (stato estatico in cui la coscienza individuale tocca quella universale), Moksa (liberazione dai cicli di nascita e morte), Comunione, unione, liberazione, stato di grazia, estasi…

Nello Yoga tantrica la Kundalini e’ una forza dai due volti. Selvaggia e indomabile, terrificante e distruttiva, prende il nome di KALI’ (la dea scura la cui collana porta 108 teschi umani), e’ l’inconscio inferiore che puo’ dissolvere l’uomo nella follia, in fantasmi e mostri. Quella dominabile a scopi benefici prende il nome di DURGA, e’ il potere che si puo’ cavalcare come una tigre, l’inconscio superiore, fonte di saggezza e forza, pace e gloria, porta una collana di 52 teste umane, 52 come i segni dell’alfabeto sanscrito, che manifestano Brahma in forma di suono.

La Kundalini e’ la forza primaria, serpente arrotolato su se stesso per 3 spire e mezzo, le tre spire intere sono: passato, presente e futuro, tre stati principali di coscienza (veglia, sonno e sogno), esperienza soggettiva, sensoriale e vuota, tre qualita’ della materia ecc. La mezza spira e’ lo stato di trascendenza, dove non e’ ne’ veglia, ne’ sonno, ne’ sogno. Tre spire e mezzo rappresentano l’esperienza totale.
Cosi’ il Caduceo di Apollo.
La Pizia, la sacerdotessa di Apollo delfico, era la profetessa del serpente, come le sacerdotesse delle antiche Dee madri. Kali e’ adorna di serpenti, Vishnu riposa su un grosso serpente. Il serpente e’ solo una forma, un simbolo, che indica il movimento dell’energia.

Quando la forza della Kundalini si desta, ogni cellula fisica viene attivata; se aveva perduto la sua funzionalita’, la riprende con una guarigione miracolosa. La Kundalini non risiede nel corpo fisico, ne’ mentale ne’ astrale, ma nel corpo causale che non conosce tempo, spazio e oggetto. La sua ascesi la porta a divenire sempre piu’ coscienti fino a giungere al settimo Chakra, sulla sommita’ del capo, dove si identifica con la consapevolezza cosmica.
All’interno del midollo spinale c’e’ il liquido cerebrospinale, la tecnica respiratoria del Pranayama lo stimola modificando le fasi della coscienza e portando avanti l’evoluzione. Il Pranayana e’ una pratica che opera sul flusso del Prana attraverso il controllo del respiro.
Gli Induisti sono convinti che la mente dell’uomo (Chitta), nei suoi aspetti di mente conscia, subconscia e inconscia, evolva poco finche’ e’ collegata al flusso di informazioni dei sensi, ma, se si interrompe questo flusso, possa salire molto rapidamente. Occorre staccarla dalle informazioni sensoriali e mentali, affievolendo sensi e pensieri, solo cosi’ Chitta, la mente, puo’ lavorare su esperienze diverse, del tutto interne con la MEDITAZIONE. Potremmo dire che, sospendendo il lavoro sugli stimoli esterni, gli impulsi nervosi si trovano a dover ruotare attorno alla corteccia cerebrale, e si creano correnti nervose di tipo diverso che danno luogo a un’altra forma di conoscenza, svincolata dai sensi. Il risultato e’ un forte sviluppo della coscienza, la realizzazione delle qualita’ migliori, la consapevolezza di essere una sola cosa con l’universo.

Teoria di Sheldrake
Si e’ cercato di valutare la sintonia di onde mentali in gruppi sufficientemente ampi di persone con un lavoro mentale sincronizzato.
In sociologia, la scienza che studia i comportamenti di gruppi, e qui troviamo la teoria di Sheldrake.

Nelle isole giapponesi fu fatta questa osservazione: c’erano delle scimmie che mangiavano le patate scavandole dalla terra. Un giorno una di queste scimmie mangiava la sua patata in riva al mare e la patata cadde nell’acqua, e cosi’ venne lavata dalle onde. La scimmia senti’ che la patata lavata era piu’ buona di quella sporca di terra e cosi’ da quel giorno lavo’ nel mare le sue patate prima di mangiarle, e le altre scimmie la copiarono una dopo l’altra e lavarono anche loro le patate, modificando quindi il loro comportamento. Ma, quando la 99° scimmia ebbe imparato la cosa, un’altra scimmia in una lontana isola prese la sua patata e, prima di mangiarla, la lavo’ nel mare.

La teoria sociologica del campo morfogenetico elaborata da Sheldrake e’ molto nota negli Stati Uniti. Si dice che, se un dato comportamento si diffonde oltre una certa soglia (la 99° scimmia), produca mutamenti significativi per la totalita’ dei campi simili (risonanza morfica ), cioe’ cambi la forma d’onda o struttura collettiva anche in coloro che non hanno materialmente percepito l’evento.
Se piu’ soggetti ripetono un comportamento nuovo e si forma un campo di una certa ampiezza, quel comportamento compare anche nei soggetti piu’ lontani e ignari che tuttavia appartengono allo stesso campo vibrazionale, come se l’informazione si propagasse nella fascia vibrazionale di appartenenza. Si ha un ampliamento per risonanza. Cioe’ cambia la forma d’onda degli esistenti di una certa specie.
Nel caso delle scimmie era come se fosse stato introdotto nel loro DNA un mutamento comportamentale relativo al cibo che diceva di lavare la patate prima di mangiarle, cioe’ si aveva una modificazione nel patrimonio cognitivo (l’onda e’ una informazione).
Un pensiero armonico collettivo costituisce un’onda che crea una nuova forma, cioe’ modifica la vibrazione di campo. Il che e’ come dire che qualunque variazione comportamentale riesca a diffondersi in un numero abbastanza alto di persone, puo’ cambiare le caratteristiche di una specie.
Questa teorema e’ usato per spiegare per risonanza gli effetti della meditazione collettiva. Meditare non e’ solo variare lo stato della coscienza o avanzare verso benessere e pace ma, se la meditazione e’ applicata su grandi numeri, puo’ essere UNO STRUMENTO EVOLUTIVO a livello della specie. Ognuno di noi potrebbe essere la centesima scimmia, quella che modifica l’umanita’ e da’ una nuova svolta alla storia del mondo.

La nostra meditazione normalmente e’ percettiva e apre l’emisfero destro, mentre la meditazione orientale e’ vacua, vuota e ricettiva, consiste nel rilassare il sistema muscolare, fermare la macchina del pensiero, concentrare la coscienza sul respiro e raggiungere una totale vacuita’. Per noi Occidentali questa vacuita’ e’ difficile da realizzare, e’ piu’ facile agire sulle visualizzazioni o sui colori, cosi’ da far lavorare l’immaginazione attiva partendo da pochi dati di ingresso, cioe’ attivando l’intuizione creativa e simbolica. L’effetto e’ estremamente costruttivo e rigenerante.
In Oriente si usano figure dell’energia ovvero Mandala come visualizzazioni grafiche o cromatiche o dinamiche o sonore dell’energia con effetti terapeutici o mistici, mentre la nostra visualizzazione occidentale e’ un mito-racconto-sogno emergente dall’inconscio, narrativo o rappresentativo, in cui la psiche profonda esprime con simboli e mutamenti d’anima le sue simmetrie e armonizzazioni.
Comunque sia, la visualizzazione o la meditazione vacua aprono uno stato di riposo che disattiva la mente sinistra e dunque attiva le onde ALFA, verdi, del cuore, lo stato dell’esistente in cui l’essere distinto si scioglie nell’universale.
Il rilassamento e’ favorito da musiche particolari, che creano pace e tranquillita’, facilitando il rilassamento profondo. Spesso la musica che contiene elementi naturali (uccelli, rumori d’acqua..) e’ tranquillizzante e suscita emozioni positive. Citiamo, tra i compositori piu’ facili: Ackerman, Kitaro, Brian Eno, Enya, Wollenweider, Vangelis, Oldfield, Winter, Sakamoto, Yann e Suzanne Ciani e Steven Halpern (la sua opera Spectrum Suite e’ uno dei primi lavori sulla correlazione chakra, note e colori).
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. GRAZIE MILLE VIVIANA……….DA COME ESPONI IL TUTTO SI CAPISCE CHE L’ARGOMENTO LO HAI REALIZZATO BENE…………LO DICO ANCHE SE NON HO I “TITOLI” PER UNA DICHIARAZIONE DEL GENERE…………..
    CIAO

    Marcello

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 24, 2009 @ 7:01 pm | Rispondi

  2. meravilgioso come sempre

    Commento di MArco — ottobre 25, 2009 @ 12:45 am | Rispondi

  3. Ciao Viviana
    provo sempre un grande piacere a scriverti.Ho passato moltissimi anni guardando l’orizonte dei mari e degli
    Oceani,cosi come caturavo gli astri più luminosi al tramonto e all’alba e lo facevo per necessità.Mi sentivo
    incompleto im mezzo a tanta beata immensità e pensavo che non mi sarebbe rimasto niente.Da quando ti ho
    scoperta ed ho preso a seguire le tue lezioni ripercorro gli Oceani e la mia vita,come un albatros in volo.
    Affetuosamente Salvatore

    Commento di Tor Brunen — ottobre 25, 2009 @ 8:33 pm | Rispondi

  4. […] Lezione 12. KUNDALINI E ILLUMINAZIONE masadaweb.org/2009/10/24/masada-n%C2%B0-1016-24-10-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-11-la-bioe… […]

    Pingback di MASADA n° 969. 14-8-2009. L’ENERGIA SOTTILE. Lezione 1 « Nuovo Masada — marzo 8, 2010 @ 6:21 am | Rispondi

  5. […] del brano – L’articolo da cui è tratto (Lezione di un corso tenuto dalla prof. Viviana Vivarelli) – Swami Satyananda Saraswati – macrolibrarsi – Satyananda – amazon […]

    Pingback di Potenza della mente - Satyananda | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualità) — ottobre 13, 2012 @ 10:33 pm | Rispondi


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