Nuovo Masada

ottobre 16, 2009

MASADA n° 1009. 16-10-2009. La cattedrale sullo stretto

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:40 am

Dato il via al Ponte di Messina – La Camera vota No all’abolizione delle Province – I loschi avvocati del Cavaliere – Bocciata in Parlamento l’aggravante dell’omosessualita’ per le aggressioni- Libro “La Siciliana ribelle” di Petra Reski – Generali accusano le truppe italiane di aver dato mazzette ai talebani – Gli ululati del Cavaliere

Siamo rimasti davvero in pochi a coltivare il vizio della memoria.
Cristina
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Ormai l’italiano medio non ha piu’ convinzioni ma convenienze.
Ma chi e’ in fondo alla scala sociale si ritrova senza convenienze e purtroppo anche senza convinzioni
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Viviana
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La Binetti dice che sull’omofobia il suo voto e’ ininfluente
Invece sullo scudo fiscale il suo voto era assente
Che aspetta ad andarsene con una decisione impellente?
La Binetti dice: “Mi sento una minoranza, voglio essere tutelata”
Credevo che le minoranze che dovevano essere tutelate fossero quelle delle vittime, non degli oppressori
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Viviana

La cattedrale sullo stretto
Viviana Vivarelli

B ha annunciato che il 23 dicembre dara’ inizio al ponte sullo stretto. Forse ha avuto un ultimatum dalla mafia (che per l’occasione ha fatto un patto di spartizione con la ‘ndrangheta) di iniziare entro l’anno, insomma un altro papello. Ma e’ abbastanza grottesco cominciare i lavori in pieno inverno e il giorno prima di Natale. Avete mai visto qualcosa di simile?
B paragona questa opera (lunga 3 km) al tunnel della Manica (lungo 50 km) e da’ lo stesso preventivo: 5 miliardi. L’intera Finanziaria per il 2009 e’ di 3 miliardi. Peccato che il tunnel della Manica alla fine e’ costata 14 miliardi e sappiamo come lievitino le spese dei lavori italiani anche di 10 volte. La Salerno-Reggio Calabria e’ costata 17 volte piu’ della cifra preventiva fino a superare i 10 miliardi e cade a pezzi, ben lontana dall’essere finita. Vale come esempio anche per i tempi, il ponte dovrebbe essere finito in 6 anni, sulla Salerno-Reggio Calabria si sta lavorando dal 1990, 19 anni, fu iniziata da Craxi e doveva essere finita in 5 anni, vediamo purtroppo a che punto sta. Ovunque gli appalti siano gestiti dalla criminalita’, i lavori sono pessimi, si specula anche sul cemento e l’opera non finisce mai. Qua l’opera sara’ controllata dalle cosche siculo-calabresi in una zona ad alta densita’ mafiosa.
Col Ponte andra’ anche peggio che con l’autostrada.
Non riescono a finire un’autostrada, come si puo’ credere che saranno in grado di finire un ponte? Ma a B preme tranquillizzare i veri committenti dell’opera che sono le societa’ mafiose e il fatto che scelga questa strana data di inizio e che parli di pericolo di attentato alla sua persona fa ben capire che i suoi committenti non hanno piu’ tempo da perdere e si sono fatti minacciosi.
Questa opera, insieme alla rinata Cassa del mezzogiorno, portera’ nelle mani delle grandi associazioni criminali del Sud una massa enorme di miliardi senza che le popolazioni abbiano beneficio e siccome Berlusconi sul loro controllo del voto ci conta, “l’opera s’ha da fare”.
Ci dicono che B ha perso 17 punti di consenso. Ancora pochi. Quel che non sappiamo e’ se i gruppi criminali intendano confermargli l’appoggio e dunque i tempi stringono.
In effetti, il potere di B si basa ormai su pochi fattori: molti opportunisti che contano in vantaggi propri, alcuni fanatici per DNA, Confindustria che ha tutto interesse a tenere soldi in nero e avere sovvenzioni e leggi di comodo dallo Stato, poi mafia, camorra e ‘ndrangheta e gruppi diversamente criminali e golpisti. Per tutti costoro l’opera va benissimo e si puo’ salutare B con ovazioni ridendo scompisciatamente alle sue barzellette anche se e’ la decima volta che le racconta.
Il tunnel della Manica e’ stato costruito completamente con soldi di privati e non e’ stato un buon affare nemmeno per loro. I privati staranno alla larga dall’opera, a meno che non si speri che la mafia e la ‘ndrangheta investano qui parte degli immenso capitali neri che lo scudo fiscale ha permesso loro di lavare con poca spesa e di riportare a casa.
Il tunnel e’ stato 20 anni in rosso e dopo 20 anni finalmente le sua azioni hanno prodotto un dividendo di 4 centesimi. Il Ponte di Messina invece sara’ costruito quasi interamente con soldi pubblici, il che vuol dire che pesera’ sulle nostre spalle (leggi: tasse) per decine e decine di anni; pesera’ dunque sui nostri figli e sui figli dei nostri figli, inutile e pesantissimo.
Stiamo gia’ sostenendo i danni ambientali e fiscali dell’Alta Velocita’ (18 anni di lavori) che e’ stata un massacro per l’ambiente e i cui costi diretti e indiretti risultano enormi. Quella doveva essere addirittura un’opera a costo zero, e’ costata 5 volte piu’ della Francia, piu’ della Spagna e del Giappone, dove hanno speso 9,7 milioni di euro a km, noi 60,7 milioni. Giuravano che sarebbe servita a trasportare merci alleggerendo le autostrada ma di merci nemmeno l’ombra. E hanno fatto la TAV quand’ancora non erano finite le infrastrutture di accoglienza, come la stazione di Bologna che sara’ finita nel 2014.
Notiamo poi che, mentre il tunnel della Manica collega un binario a un binario, il Ponte collega un deserto a un deserto. Nessuno parla di potenziare la viabilita’ siciliana o calabrese o di ammodernare la rete ferroviaria Sicilia (al momento per andare da Palermo a Catania, 210 km, ci vogliono 4 ore).
E tutto questo per risparmiare 30 minuti! L’assurdita’ dell’impresa appare evidente.

Copio:
Il rapporto “Sos Impresa 2007” di Confesercenti definisce la Salerno-Reggio come ‘il corpo di reato piu’ lungo d’Italia’. Un tracciato che disegna la spartizione del potere, le betoniere e gli escavatori segnalano le ‘famiglie’ dominanti sul territorio. Cosi’ la cartina stradale diventa un organigramma mafioso”. Le ‘ndrine coinvolte nelle diverse inchieste aperte dalla magistratura sono le stesse che “infiltrarono”, secondo la terminologia corrente, i lavori degli anni ’70, quando la costruzione dell’autostrada segno’ il passaggio definitivo dalla mafia rurale specializzata in sequestri ad una criminalita’ imprenditrice che iniziava a prendere confidenza con compravendite, fatture, partite Iva. I soliti nomi: Piromalli, Mole’, Mancuso. Capaci quindi di spezzare in due un paese ed impedire la circolazione che si vanta di essere una “potenza industriale dell’Occidente”….
Nel corso degli anni si e’ passati senza pudore dall’esaltazione del mercato, dell’iniziativa privata, del General Contractor e del Project Financing ad un interventismo statale degno dell’IRI. La cantilena delle “infiltrazioni mafiose” lascia pensare ad organismi infetti che provano ad inserirsi in un corpo sano, gli enti dello Stato e le imprese, ma questo e’ tutto da dimostrare.
“Adeguamenti”, procedure d’emergenza, criminali che si arricchiscono, lavoratori ricattati e licenziati, concentrazione di poteri. E perenni stanziamenti di denaro pubblico. Con le stesse tecniche della Salerno-Reggio Calabria, stanno costruendo il loro Ponte. Ora e coi nostri soldi.

Leggi l’articolo molto interessante
Per la Salerno-Reggio Calabria
napoli.indymedia.org/node/9539

Per i preavvisi della Dia sui patti tra le cosche siciliane e calabresi per la spartizione degli appalti
www.uonna.it/noponte1.htm
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Aboliamo le Province. Proposta di Di Pietro

Le province, fin dal tempo della Costituzione, sono state ritenute un ente dispendioso, un inutile carrozzone, una burocrazia che raddoppia i tempi, le spese, le procedure. La loro soppressione consente la realizzazione di un assetto politico-istituzionale piu’ lineare, piu’ funzionale. Permette un enorme risparmio per le casse dello Stato (15 miliardi l’anno) quanto una Finanziaria.
Stiamo parlando di 2900 consiglieri e di 900 assessori, 50 presidenti e vicepresidenti, oltre 100 presidenti di giunta, miliardi per spesa corrente che potrebbero essere risparmiati proprio in quella logica di lotta agli sprechi, alle spese pubbliche pazze e ai doppioni che tutte le forze politiche ripetono di voler abolire durante le elezioni, ma il giorno dopo tendono a mantenere perche’ sono fonte per sistemare questo o quel notabile
La legge che proponiamo serve come presupposto per fare proprio quelle riforme che voi dite di voler fare ma che continuate a rinviare. Voi mentite al vostro elettorato
Berlusconi, in la campagna elettorale, ha detto testualmente: delle province non parlo, perche’ tanto vanno abolite. Questa e’ stata la campagna elettorale del cdx: abolire le province. Lo stesso ha detto il Pd.
Entrambi hanno promesso ai loro elettori che avrebbero messo al 1° posto l’abolizione delle province
Vediamo se vi sono partiti che prendono in giro i loro elettori o i che mantengono le promesse elettorali.
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Abolizione delle Province? No grazie
Viviana Vivarelli

La Camera ha votato quasi compatta ‘contro’ l’abolizione delle Province, anche la Lega, anche il Pd, anche B che lo aveva promesso in campagna elettorale. Un bello schifo! Ma le Province sono uno dei poteri elettorali ed economici della Casta e la Casta promette quel che il cittadino chiede, ma mantiene quel che i suoi interessi vogliono.
Nell’esaminare l’utilita’ di un ente pubblico si deve guardare non tanto alle funzioni che lo Stato precostituisce per esso ma a quelle che riesce o sa effettivamente svolgere e anche a quelle con cui si trova in conflitto di competenza con altri organismi.
Le Province italiane sono 110.
Per quanto il territorio italiano non sia cambiato e la popolazione in molte zone sia addirittura diminuita, le Province non hanno fatto che aumentare senza che, nel contempo si eliminassero enti inutili o doppioni.
Per quanto le forze di maggioranza dicano di voler passare al federalismo, nessuno, neanche Calderoli o Bossi, ha fatto alcun accenno di abolire le Province o di accorpare le loro funzioni non espletate in altri organi. Eppure il federalismo sposterebbe molte competenze alle Regioni e ai Comuni, riformulando l’intero assetto dello Stato. Sulle Province silenzio. La Lega non apre bocca, e addirittura ha votato appena ora contro la loro abolizione, bene appoggiata dal Pdl e dal Pd.
Dell’abolizione delle Province si parla dai tempi della Costituente, cioe’ si era incerti se metterle o no nella Costituzione.
In teoria avrebbero varie funzioni relative al territorio, alla viabilita’, alle scuole, all’ambiente, ai fiumi, alla pesca, alla caccia, ai rifiuti, alle discariche.. in pratica, non avendo risorse altro che per pagare i loro impiegati, non possono svolgerle. Lo Stato ha dato loro competenze ma non ha dato fondi. Malgrado questa inutilita’ manifesta,le Province continuano ad aumentare, vedi Castrovillari, Rossano Calabro, Lamezia Terme, Monza…
Uno si immagina che ci sia una gerarchia di competenze: Regione, Provincia, Comune.. invece spesso le competenze vanno deserte o si accumulano in conflitti per cui essendoci troppi soggetti adibiti allo stesso settore, non se ne occupa nessuno e i problemi restano insoluti. Per es. di strade si occupa la Regione, se ne occupa la Provincia, se ne occupa il Comune, le competenze si sovrappongono e alla fine il cittadino che ha un problema si trova in un gioco di rimandi e di scaricabarili con dispersione di energie, tempo e fondi e la strada rotta resta rotta.
Due cose risultano chiare: le Province sono un mezzo per creare occupazione (ma abolirle sposterebbe solo gli impiegati su altri enti pubblici o potrebbe far parlare finalmente di merito sgombrando gli impiegati lavativi), ma sono soprattutto un bacino elettorale che serve ai politici nei due sensi: di promettere posti di lavoro per avere voti e di allocare persone del loro schieramento per avere fondi.
Ma in questo giochetto gli interessi collettivi vengono calpestati.
Questo giochino di interessi e’ stato complicato da una perversa legge della Lega che permette ai Comuni di passare a una regione diversa anche se non confinante, per cui un Comune puo’ avere interesse a passare a una Regione che riesce a ottenere piu’ fondi pubblici.
Questo interessarsi a sottrarre fondi pubblici con utilita’ collettiva zero e’ cosi’ avido che per es. Cagliari ha 3 Province, questo vuol dire altri uffici, altri presidenti, altri coniglieri, altri impiegati.. una moltiplicazione senza senso, soprattutto una moltiplicazione di poltrone a base politica.
Sempre in Sardegna abbiamo la piu’ piccola Provincia d’Italia: Ogliastra, 58.000 abitanti, che corrisponde a due capoluoghi, piccoli anch’essi: Tortoli’ e Lanusei.
Ogni volta che le Province crescono, cresce naturalmente il costo del personale, ma non e’ che migliorano le funzioni. Per es. se in una scuola crolla il tetto, quello continua a crollare. Abbiamo solo una deviazione della spese in attivita’ inutili. E siccome la spesa e’ di 16 miliardi l’anno, e’ chiaro che di tetti di scuole o di strade provinciali ne uscirebbero parecchi. Per questo tutti i partiti in campagna elettorale hanno promesso che avrebbero abolito le Province. Poi si e’ vista la vergogna della votazione in Parlamento.
In Sardegna Soru ha cercato di fermare scempio del territorio e sprechi inutili, prima ha avuto contro la sua stessa giunta di sx, poi alle elezioni e’ stato trombato.
L’Italia e’ il paese delle cose inutili, che costano molto, che si danno per clientelismo, e che tolgono allo Stato funzioni utili. Lo Stato ristagna, la manomorta cresce.
Cosi’ si creano nuovi palazzi, nuovi uffici, nuovi arredamenti.. cito gli arredamenti perche’, e’ noto, ogni volta che c’e’ un nuovo arrivato al vertice, la prima cosa che fa e’ cambiare l’arredamento. Ho visto dai rottamai arredamenti da ufficio sontuosi, nuovissimi, con pezzi ancora imballati. Ma il potere si manifesta anche cosi’, soprattutto cosi’: nel fasto privo di senso.
Poi c’e’ il problema delle assunzioni, che in Italia hanno sempre costituito la leva del potere politico. Piu’ potere hai, piu’ assunzioni puoi fare; e piu’ assunzioni fai, piu’ hai elettori che aumentano il tuo potere politico. Indipendentemente dal tuo merito. Anzi questo e’ proprio escluso, perche’ chi ha meno merito e piu’ corruzione acquista piu’ elettori e piu’ potere.
Il cittadino paga le tasse per avere dei servizi, ma piu’ gli enti si moltiplicano, meno arrivano i servizi. Ci sono solo aumenti di poltrone e di costi. Questi costi spesso vengono ridivisi in forma di finanziamenti a collaterali che organizzano feste, spettacoli, sagre.. e’ tutto un gioco di interessi parentali in circolo.
E’ chiaro che poi mancano i fondi, per es., per la manutenzione delle scuole o delle strade. Di strade si occupa anche l’ Anas, i Comuni, i consorzi e i privati. E spesso si chiudono strade perche’ tutti questi soggetti non sono d’accordo su chi deve fare la mantenzione.
La Provincia di Napoli gestisce 700 km di strade. Gestisce e’ una parola grossa, e infatti non lo fa. Manca la segnaletica, le strade sono in cattive condizioni, gli incidenti aumentano, se piove ci sono tratti che si allagano, sotto le rampe ci sono mercatini e parcheggi abusivi, ci sono cumuli di munnezza..E la Provincia cha fa? La Madame Butterfly.
Siamo messi cosi’. Nessuno controlla nessuno.
Diceva la Gabanelli in Report “le competenze fra enti sullo stesso territorio si sovrappongono, e questi enti hanno un costo, sono spesso in concorrenza fra loro a seconda del colore, e non sempre collaborano. Succede che Provincia, Comuni e Regioni si occupano contemporaneamente di protezione Civile, di servizi sociali, di sport, di cultura, di agricoltura, di turismo. E poi fra i Comuni e le Province ci sono anche le Comunita’ Montane. Sono 356, costano allo Stato 190 milioni di euro all’anno, e sono nate negli anni ‘70 per portare sviluppo e servizi nei paesi di montagna, diciamo montagna. Ma le troviamo anche Orbetello che e’ sul mare, o in Riviera di Gallura, che e’ in Costa Smeralda. Ogni comunita’ ha uffici, personale, un presidente, assessori e consiglieri tutti retribuiti, insomma spendono troppo per mantenere se stesse, e poco sul territorio. Poi ci sono gli esperti: geologhi, architetti ecc. Ognuno ha i suoi. Ogni ente ha il suo cast di spezialisti, pagati ovviamente da noi(poi abbiamo la sciagura di Messina o di S. Giuliano).
Come se gli enti inutili non bastassero, si sono inventati le Circoscrizioni Comunali, ognuna col suo parlamentino, presidenti, assessori e consiglieri, tutti retribuiti. A Napoli le circoscrizioni sono diventate municipi, come a Roma e Milano. Non contano nulla ma creano un’altra manomorta a spese dello stato. Le Circoscrizioni si pagano con un gettone di presenza a seduta, 40 euro, a Napoli 80. A Napoli il presidente, che, ripetiamo, non fa niente e non serve a niente, prende 3000 euro e ha l’auto blu.”
Il cittadino soffre, fa le sue petizioni, queste si sperdono in una miriade di uffici inutili in modo kafkiano. La manomorta cresce. Poi si arriva a votare l’abolizone delle Province e tutti i partiti, meno di Pietro, votano contro.
Gabanelli: “Ad ascoltare il cittadino ci sono anche le 280 unioni dei Comuni con il loro parlamentino e poi gli ato, le societa’ partecipate, 10.000 commissari straordinari, i circondari, le agenzie: per il lavoro, per lo sviluppo,per il turismo, per rifiuti, per l’ambiente, per la cultura. Un esercito che e’ li’ a fornire servizi, prevenire problemi e se e’ il caso risolverli. Non e’ cosi’. Qualcuno se ne e’ accorto e adesso si cambia musica. Il governo Prodi ha varato il nuovo codice per le autonomie che ridefinisce le funzioni degli enti locali e quindi, sta scritto, “la riduzione degli enti e mai l’aumento. Ognuno deve avere compiti precisi e non ci saranno piu’ 2 enti che fanno la stessa cosa”.
Era una proposta di Prodi. Credete che si sia sgombrata questa selva di enti inutili? Levatevelo dalla testa. Lo stesso governo Prodi ha smentito se stesso
Certo ci sono anche Province che funzionano. La provincia di Bologna di km di strade ne gestisce 1300, il doppio di Napoli. Ogni giorno 180 cantonieri controllano a coppia un tronco di 10 km. La manutenzione e’ ordinaria amministrazione e non una stranezza come a Napoli, si investe sulla sicurezza, si fanno decine e decine di rotonde (tra l’altro le paga l’UE, sono anche convenienti) che hanno eliminato gli incidenti negli incroci. A Bologna e intorno ci sono rotonde dappertutto. A Napoli?
L’80% del bilancio della Provincia se ne va in spese correnti, e solo qualche briciola in scuole e strade, ma gli amministratori crescono in modo elefantiaco, e vogliono anche l’auto blu. Alla Provincia di Napoli hanno 15 auto blu. A Bologna una.
Le risorse della Provincia arrivano da Stato e Regione, ma anche da tributi, tasse su auto, assicurazione, bolletta Enel, e rifiuti. Quando paghiamo l’assicurazione auto, diamo un 12,5% alla Provincia. E’ giusto?
Io credo che tutti questi soldi potrebbero essere spesi meglio.
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D’Alema l’intelligente
Viviana Vivarelli

Per disgrazia oltre ad avere al potere una manica di incompetenti, una manica di lacche’ (basta vedere quel gambero lesso di Alfano), una manica di escort (anche al maschile) e una manica di delinquenti, abbiamo anche dei ministri e dei parlamentari idioti (non staro’ qui a citare Gasparri o Sacconi o Larussa..)
Ma D’Alema, nella cosiddetta opposizione, e’ anche un intelligente. Sa parlare, sa difendersi, sa attaccare, ha eccellenti capacita’ logiche (non come Berlusconi che non tollera alcun contraddittorio perche’ non sa nemmeno reggerlo e non sa rispondere nemmeno alle domande dei giornalisti e parla solo su copione imparato a memoria).
Dal punto di vista delle capacita’ mentali non c’e’ nessuno che gli possa stare dietro, e non ci piove che Marino, Bersani o Franceschini siano al suo pari per capacita’ dialettiche.
Avrebbe potuto essere un magnifico capo dell’opposizione se:
-l’opposizione avesse voluto farla e non avesse chiuso tutti e due gli occhi sulla discesa in campo di Berlusconi e sul conflitto di interessi
-non lo avesse addirittura favorito
-non avesse fatto con lui l’immonda bicamerale
-non avesse sempre avuto l’intenzione di spezzare la magistratura e imporre un bavaglio sull’informazione, avendo sempre odiato i giornalisti liberi
-non nutrisse tutt’ora la bieca intenzione di un regime presidenziale forte a diretta elezione popolare
-non avesse fatto ereditare queste nefandezze e Bersani e Franceschini
D’Alema e’ il piu’ grosso tentativo fallito di capo dell’opposizione
Come lui non ce ne saranno piu’. Non so se dire per fortuna o per disgrazia
Certo, se al posto di D’Alema avesse continuato a esserci Berlinguer, la storia della sinistra italiana avrebbe potuto essere un’altra.
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D’Alema?
Come diceva mia nonna. “Poteva essere un magnifico souffle’. Mi e’ venuta una frittata”

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Accuse alle truppe italiane di mazzette ai talebani
Viviana Vivarelli

Accuse pesanti dal Times di Londra che accusa i servizi segreti italiani e il governo Berlusconi (non Prodi!) di aver pagato delle “mazzette” ai capi taliban in Afghanistan per evitare attacchi terroristici alla base di Surobi, 65 chilometri a est di Kabul.
Le truppe italiane pagarono mazzette ai talebani per essere lasciate in pace.
Sara’ stata gente abituata a pagare il pizzo a casa sua. E che sara’ mai? Abitudini del sud sono.
Il governo B smentisce clamorosamente: “Non ho mai autorizzato ne’ consentito alcuna forma di pagamento di somme di denaro in favore di membri dell’insorgenza di matrice talebana”. Si dice sempre cosi’, anche al tempo delle due Simone o degli altri ostaggi si disse che nessuno aveva pagato quei miliardi, e invece pure. Vorrai mica che il premier o il ministro delle guerra o quello degli esteri confermino queste dicerie!?
Fatto sta che i pagamenti clandestini degli 007 italiani contribuirono alla morte di 10 soldati francesi coinvolti in un attentato alla base di Surobi, dove erano subentrati agli italiani un mese prima. Il Times dice che gli italiani tennero nascosta la storia dei pagamenti ai francesi, i quali, vedendoli cosi’ tranquilli, non presero particolari precauzioni. Beh, qui non solo c’e’ un complotto dei giornali ‘sinistri’ ma rischiamo una bega internazionale.
Ma chi le comandava le operazioni? Provenzano?
“..decine di migliaia di dollari, che gli italiani “versavano regolarmente”, un pizzo in piena regola”. Anche Prodi è implicato, sembra. Si parla del 2008 e i tempi si sovrappongono.
Vedi te quanti soldi ci vogliono per una guerra utile e giusta! Chissa’ com’e’ contento Obama. Riusciamo a fare i pianisti anche qui. Riusciamo a non esserci anche quando ci siamo. Gli italiani si arrangiano sempre, si sa.
E quanti soldi ci vogliono pure in nero! Per fortuna che ora risolvono tutto penalizzando le pensioni!
Frattini e’ infuriato. E che ne sa lui? Era occupato nei falsi corsi per bellegnocche da candidare prima al lettore di Putin e poi all’europarlamento! E’ infuriato anche Larussa, che pure di quei corsi era il maestro in seconda. Avrebbero anche da dire qualcosa?

sempre peso mi fu quell’empio colle
e questa casta, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude

Dunque sembra che in queste missioni fasulle si fa finta di partecipare ma si tiene di piu’ a scampare la pelle. Molti Paesi della Nato impegnati in Afghanistan pagano gli insorti per fare in modo che i loro soldati non vengano attaccati; tra questi c’e’ anche l’Italia”. Lo ha rivelato all’agenzia di stampa francese (Afp) un alto funzionario afgano, che ha preferito mantenere l’anonimato. “Sappiamo con certezza che le forze italiane hanno pagato l’opposizione armata a Surobi per non essere attaccate”, ha dichiarato un’altra fonte militare citata dalla Afp. “Accordi simili esistono anche nella provincia di Herat, secondo le nostre informazioni, da parte delle forze italiane li’ schierate. Si tratta di una pratica comune tra i soldati che operano nelle zone rurali afgane, salvo che tra i britannici e gli americani”. (Dal che si evince che l’informatore e’ anglosassone).
Che buffonata! Otto anni di guerra per di piu’ finta, con mercenari pacatissimi per fare niente, e con stragi della popolazione per non cavare un ragno da un buco, venire a patti col nemico, straziare il territorio e fare elezioni false con un Karzai che porta un milione e mezzo di schede taroccate e viene anche lui a patti coi capi talebani! Un macello! La guerra delle finzioni e dei brogli. Solo i morti afgani sono veri!

Sullo scandalo delle mazzette afgane i berlusconi si arrampicano sugli specchi, chi vuol dimostrare che i fatti si riferiscono al governo Prodi, chi da’ la colpa agli agenti segreti, chi dice che il Times scrive quel che gli detta Murdock, chi dice che e’ pratica comune, mai uno che facesse l’unica domanda seria: ma in Afghanistan cosa ci stiamo a fare?
Dare la colpa al Sisdi poi e’ ridicolo. Qualcuno si ricorda che Berlusconi ha avocato a se stesso il comando totale del servizi segreti?
Aspettiamo una un bel panegirico di Panebianco, dopo l’apologia delle tortura su Abu Graib, che elogi finemente l’utilita’ delle mazzette date al nemico.
In fondo, dal pizzo mafioso al pizzo talebano, che differenza c’e’?

LaRussa minaccia querele al Times, orami bocciato come ‘quotidiano comunista’.
Scrive Lynyrd
“Tra un giornale che puo’ vantare 224 anni di storia gloriosa di giornalismo, che dai tempi della Rivoluzione Francese e’ considerato la fonte di notizie piu’ autorevole d’Europa, e un governo che fa della menzogna sistematica la sua principale arma politica, direi che non c’e’ dubbio a chi bisogna dar credito. Inoltre nell’articolo del Times, si parla di “a number of high-ranking officers in Nato” che confermano questa storia. Alti ufficiali NATO, non generiche “fonti occidentali”. LaRussa puo’ denunciare chi vuole, sprechera’ solo altro denaro pubblico per farsi prendere a pesci in faccia. “
Ma sembra che per questo governo sia ormai lo sport nazionale.

Queste mazzette al nemico non sono proprio edificanti, si dice che cose simili siano sempre successe per ogni esercito. Il fatto strano e’ che normalmente sono tenute ben segrete e non finiscono su un quotidiano di rilevanza internazionale. Ma se questo oggi accade, dobbiamo pensare che non sia solo la mafia a minacciare di scaricare Berlusconi. Insomma, qualunque sia, grazie a B, il credito internazionale del nostro paese, peggio non si poteva finire.
B continua a ripetere a manetta che e’ una vendetta di Murdock, editore del Times, e un complotto comunista. Mai saputo che Murdock sia comunista. In ogni caso, se fosse lui la causa di tanto discredito mondiale, ci pare chi gli ha consigliato di attaccare Murdock forse non gli ha fatto un gran favore.
Comunque stiano le cose, non passa giorno che una valanga di accuse colpiscono ormai il Cavaliere. Complotto comunista? Non facciamo ridere. I nemici di Berlusconi aumentano, il suo consenso diminuisce, certo sempre meno di quanto sarebbe fisiologico che accadesse, ma diminuisce. Possiamo sperare che questo consenso scenda oltre il minimo? Sicuramente. Non sara’ la richiesta di un killer fatta da uno sprovveduto membro di un circolo di Vignola (subito cacciato dal Pd), ma sara’ il discredito internazionale e, speriamo, anche quello nazionale. Lo speriamo, anche se diciamo sempre che tra i sostenitori di B c’e’ la grande criminalita’ finanziaria o mafiosa, ma poi, quando guardiamo i sondaggi del consenso, ce ne dimentichiamo.
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Sembra che gli americani sapessero delle mazzette al nemico da intercettazioni telefoniche ma abbiano taciuto per non sollevare un incubo diplomatico.
LaRussa dice che lo faceva anche Alessandro Magno. Ah, allora!
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Della serie ‘gli idioti non finiscono mai’
Viviana Vivarelli

La Comunita’ Europa ci bacchetta dicendo che siamo in condizioni insostenibili sul lungo termine e dei 4 paesi consimili in Europa siamo i peggiori e Tremonti se ne sbatte e dice che siamo “A medio rischio”!
Insomma il medico dice che il malato non ce la fara’ piu’ per molto perche’ e’ gia’ mezzo morto, e la moglie dice: “Ah, bene! Vuol dire che e’ mezzo vivo!”
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Un miliardo di poveri a rischio di morte per fame

E tutti i livelli, meno le vette, che fanno un passo indietro verso nuove poverta’.
E’ il risultato di un neoliberismo esasperato.
E pensare che ancora prende la maggioranza in Italia e in Europa senza aver fatto la minima mossa di autocorrezione e anzi con masse di imbecilli che non hanno occhi per vedere gli scempi del sistema perche’ troppo occupati a odiare ‘i sinistri’ fa veramente ribrezzo.
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Salvatore segnala:
I loschi avvocati del Cavaliere
Articolo di Giustizia, pubblicato venerdi’ 9 ottobre 2009 in Spagna.
[El País]

Gaetano Pecorella ha difeso un capo mafioso, Cesare Previti e’ stato condannato per tangenti e Niccolo’ Ghedini e Piero Longo erano simpatizzanti del Partito Fascista
L’Italia e’ il paese d’Europa con piu’ avvocati: 210.000 (in Francia sono 44.000). Un lungo elenco da cui poter attingere: un giurista ogni 283 abitanti. Il sogno di molti di essi, il cliente perfetto (nel bene e nel male) si chiama Silvio Berlusconi. Secondo il suo amico Bruno Vespa, e’ stato processato 66 volte e si e’ sempre liberato dalle condanne, percio’ essere il suo avvocato e’ meglio di una vincita alla lotteria. Ma la questione e’ anche logorante e rischiosa.
Niccolo’ Ghedini (Padova, 1959), ad esempio. Due metri di ossa, una grande mente giuridica, un marcato accento veneto. Da 10 anni si prodiga per salvare l’uomo piu’ ricco d’Italia, pensando ed elaborando leggi ad personam, chiedendo e ottenendo rinvii. Ha presieduto la commissione Giustizia della Camera, e’ deputato dal 2001 e passera’ alla storia per una frase tecnica pronunciata in un contesto sbagliato. “Non vedo nessuna rilevanza penale”, ha detto dopo che gli era stata posta una domanda riguardante la relazione di Berlusconi con la prostituta Patrizia D’Addario. “Lui era solo l’utilizzatore finale”.
Ghedini e’ uno dei tre giuristi che ha difeso il Lodo Alfano davanti alla Corte Costituzionale. Gli altri due sono il suo maestro e senatore Piero Longo (Alano di Piave, 1944) e un altro deputato, Gaetano Pecorella (Milano, 1948).
Sia Longo che Ghedini sono stati vicini agli ambienti dell’estrema destra. Longo non ha mai nascosto le sue simpatie e, nel 1975, difese alcuni imputati nel processo riguardante la riorganizzazione del disciolto Partito Fascista.
Nel 1986 si occupo’ della difesa di un componente della banda Ludwig che aveva commesso diversi omicidi. In quel processo aveva fatto il suo debutto l’allora neolaureato Ghedini, militante del Movimento Sociale Italiano, il partito post-fascista.
Pecorella invece ha una storia diversa, e’ una specie di convertito. Considerato la grande mente giuridica di Forza Italia, il partito fondato nel 1994 da Berlusconi e dall’amico siciliano Marcello Dell’Utri (condannato in primo grado per associazione mafiosa), aveva iniziato la sua carriera politica in Potere Operaio e successivamente era passato al Partito Socialista di Bettino Craxi. L’anno scorso e’ stato accusato di aver aiutato Delfo Zorzi a eludere le imputazioni per la strage neofascista di Piazza della Loggia a Brescia che, nel 1974, aveva provocato la morte di otto persone.
Ha raggiunto l’apice della sua carriera due anni fa, quando, in qualita’ di presidente della Commissione Giustizia della Camera, ha difeso Nunzio De Falco, il sanguinario capo camorrista dei Casalesi. De Falco e’ stato condannato all’ergastolo per aver ordinato l’assassinio di don Peppino Diana, avvenuto nel 1994 per mano di due sicari nella sacrestia della sua chiesa di Casal di Principe. Diana era una figura di spicco nella formazione della societa’ campana contro il dominio della mafia. Qualche mese fa, Pecorella ha detto che don Peppino e’ stato sicuramente ucciso dalla Camorra, aggiungendo pero’ che cio’ non doveva farlo diventare un martire, giacche’ la sua lotta non era altro che uno dei possibili moventi della sua morte emersi durante il processo. Tali dichiarazioni sono state confutate da Roberto Saviano. Pecorella ha rettificato e ha chiesto scusa.
In ogni caso, il suo cognome rimarra’ legato, come quello di Ghedini e di Longo, al corpus legislativo elaborato con un obiettivo: fare in modo che Silvio Berlusconi eluda l’azione della giustizia sovvertendo l’ordine penale vigente. Quando il precedente governo Berlusconi era agonizzante, nel febbraio del 2006, Pecorella firmo’ una legge che prevedeva che l’accusa non potesse appellare le sentenze assolutorie. Quando la Corte Costituzionale la dichiaro’ incostituzionale, Pecorella affermo’: “E’ vero, abbiamo fatto leggi in funzione di determinati processi … per permettere a Berlusconi di governare”. Detto questo, i tre moschettieri non hanno comunque sostituito nel cuore di Berlusconi il mitico e caro calabrese Cesare Previti, confessore e avvocato di camera del Cavaliere per quasi 40 anni. La settimana scorsa un giudice milanese ha dichiarato Berlusconi “corresponsabile di corruzione” nel caso del Lodo Mondadori, che nel 1991 aveva assegnato una delle case editrici piu’ grandi d’Europa all’attuale primo ministro, sottraendola all’ingegner Carlo De Benedetti. Il giudice afferma che Berlusconi fece si’ che Previti e altri due avvocati corrompessero con 1,5 milioni di euro il giudice Vittorio Metta. Previti, Metta e altri due furono condannati al carcere nel 2007.
Berlusconi dovra’ pagare 750 milioni di euro per i danni e gli interessi derivati. Previti sconta ora la sua condanna in un buio ufficio di Roma, svolgendo servizi sociali.

[Articolo originale “Los turbios abogados de Il Cavaliere” di MIGUEL MORA
italiadallestero.info/archives/8038
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Europa e mafia
Viviana Vivarelli

Un bloggher, Carlo Bidoia, chiede molto giustamente se la mafia non potrebbe diventare un nemico pubblico n° 1 a livello europeo ed essere combattuta da leggi comunitarie.
La proposta e’ giustissima.
La mafia e’ una organizzazione criminale a livello internazionale che minaccia tutti gli stati e, come si sta infiltrando in tutte le regioni italiane, sta anche penetrando tutti i paesi europei. E non si vede allora perche’ non dovrebbe essere combattuta come un nemico comune a livello almeno comunitario.
Da tale prospettiva, una legge infame come lo scudo fiscale che favorisce in modo lapalissiano il rientro dei capitali sporchi della mafia col miglior sistema di pulitura che sia mai stato inventato da una mente criminale, dovrebbe essere messa al bando dalla Comunita’ Europea stessa.
E dovrebbe essere contestato anche perche’ si risolve in un favoreggiamento al terrorismo internazionale che si avvale sempre di soldi sporchi per armarsi, pagare guerriglieri e preparare attentati.
Lo scudo fiscale e’ l’atto criminale piu’ efferato che un governo possa mai fare. E’ un’autodenuncia chiarissima che questo Governo favorisce le grandi associazioni criminali.
E il fatto che Confindustria (nella persona del vicepresidente Bombassei) parteggi per questa efferatezza boccia immediatamente Confindustria come protettrice di capitali evasi e come fiancheggiatrice della mafia. Il che paradossalmente avviene poco dopo che la stessa ha minacciato di cacciar via gli imprenditori che pagano il pizzo. Il pizzo no, ma il rientro dei capitali sporchi si’! Siamo all’aberrazione mentale e legale!
Non si puo’ far nulla in questo senso?
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Bocciata in Parlamento l’aggravante dell’omosessualita’ per le aggressioni
Viviana Vivarelli

Nel dicembre del 2008 l’ONU decise una grande campagna per depenalizzare l’omosessualita’ nel mondo, contro paesi barbari, come l’Iran, in cui essa era punita anche con la morte. 90 Stati puniscono ancora l’omosessualita’ o con la morte o con pene gravissime come il carcere a vita, molti di questi sono africani, tutti sono islamici. Desto’ allora grande scandalo la posizione dura del Vaticano, il cui rappresentante all’ONU si oppose violentemente schierandosi dalla parte dei paesi che discriminavano gli omosessuali, come l’Iran, dove vengono impiccati, o altri dove vengono torturati. L’ONU chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualita’ nel mondo. Le oppose un netto rifiuto l’arcivescovo Mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu. La proposta era della Francia e fu subito sottoscritta dagli altri 26 Paesi dell’UE. Solo il rappresentante del Vaticano insorse, dicendo che la Chiesa di Roma non era a favore della criminalizzazione dei gay, ma pensava che l’iniziativa equivalesse a mettere le coppie gay sullo stesso piano di quelle eterosessuali, punto su cui la Chiesa era inflessibile. Dunque la Chiesa cattolica non esitava a schierarsi a fianco dei peggiori paesi del mondo in fatto di diritti civili. La paura della Chiesa era che le si togliesse quel monopolio sul sesso e sulla famiglia su cui ha messo ormai tutto il suo potere. E per difendere questa primazia non esitava a mettersi a fianco di un Ahmadinejad o peggio. La Chiesa attaccava anche ogni politica di prevenzione dell’Aids e ogni pubblicizzazione e diffusione di preservativi.
Come se lo scandalo non fosse sufficiente, la Chiesa si oppose poi all’ulteriore decisione dell’ONU di agire contro i paesi che discriminavano i disabili, decisione questa ancor piu’ incomprensibile!
E’ chiaro che essa basa tutto il suo potere non sull’amore reciproco, l’aiuto, la partecipazione o la misericordia, ma sul controllo del sesso, come ganglio fondamentale per controllare l’intero uomo, cos’ che, per non perdere quel controllo monopolistico, non esita a schierarsi dalla parte di chi gli omosessuali li incarcera, li tortura o li impicca. Siamo all’abominio! E ci chiediamo dove nei Vangeli una tale politica sciagurata sia stata mai predicata dal Cristo!

Vedi su questo una ricerca di Repubblica

ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/02/frustate-carcere-lapidazione-ecco-cosa-si-rischia.html
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Puntuale e netta e’ arrivata la condanna dell’ONU sul fallimento della legge a favore degli omosessuali
“L’ Italia ha fatto un passo indietro”. Cosi’ l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay ha commentato la battuta d’arresto, ieri in Parlamento, della legge sull’omofobia. “E necessaria ovunque la piena protezione – ha detto a margine dell’inaugurazione dell’ufficio di Bruxelles – l’omosessualita’ e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni paesi ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo a violenza ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita”.
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Cos’e’ la Binetti?
E’ una integralista cattolica assoluta, non diversamente nociva di un integralista islamico fanatico, pericoloso a se’ e alla collettivita’.

Definizione di integralismo religioso = un tipo di integralismo che ubbidisce ac perinde cadaver (come si fosse degli zombi) ai comandi che vegono da un’autorita’ religiosa ritenuta sacrosanta e infallibile, cosi’ da fare di tutto per applicare i suoi comandi nella vita politica, economica e sociale della collettivita’. A questo scopo si tende a eliminare il pluralismo filosofico, ideologico e d’azione, rigettando le idee differenti. Per raggiungere tale obiettivo, gli integralisti sottomettono la politica e le leggi dello stato ai precetti della religione, operazione che portata alle sue estreme conseguenze si traduce nell’instaurazione di una teocrazia.
Ergo: i teodem sono contro la democrazia, la politica e lo Stato. Sono incompatibili con qualunque partito. Possono solo costituire la punta di attacco di una fazione eversiva. E come tali devono tassativamente essere espulsi da cariche pubbliche o istituzioni.
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Salvatore segnala:
‘La mafia non e’ folklore’
Articolo di Giustizia, pubblicato mercoledi’ 7 ottobre 2009 in Belgio.

Libro “La Siciliana ribelle” di Petra Reski

Petra Reski, minacciata dalla mafia – Nel libro “La siciliana ribelle” Petra Reski racconta la storia vera e triste della pentita diciassettenne Rita Atria. Reski: ‘E’ l’ignoranza a mantenere i cliches romantici sulla mafia.’
La piccola cittadina siciliana di Partanna e’ un bastione della mafia, dove il detto ‘non vedo e non sento’ appartiene alla quotidianita’. Chi non parla troppo e si fa gli affari propri non si mette nei guai. Non e’ un caso che la parola omerta’ derivi da umilta’.
Rita Atria cresce in una famiglia mafiosa. Ma si decide a rompere l’omerta’ dopo che l’amato padre in un primo tempo ed il fratello in seguito vengono assassinati dalla mafia. Insieme alla vedova del fratello si reca in un tribunale italiano per far un po’ di luce sulla mafia di Partanna. Rita Atria e’ allora sedicenne.
Entrambe le donne iniziano a collaborare strettamente con Paolo Borsellino e affidano la propria vita al famoso giudice siciliano. Si trasferiscono a Roma, ricevono una nuova identita’ e rimangono 24 ore al giorno sotto protezione della polizia.
Nel 1992 Paolo Borsellino viene brutalmente eliminato dalla mafia, pochi mesi dopo Giovanni Falcone, suo collega giudice e amico di gioventu’. Una settimana piu’ tardi Rita Atria si getta dalla finestra del proprio appartamento. All’epoca ha diciassette anni.
La storia di Rita Atria e’ particolarmente straziante. Perche’ la mafia viente ancora cosi’ spesso romanticizzata in film e romanzi?
‘La mafia e’ molto efficiente nel diffondere la propria propaganda. A sentire loro, i mafiosi sono una sorta di “eroi buoni” che proteggono i poveri italiani da uno Stato disperatamente assente, o che prendono le difese dei poveri contadini della campagna siciliana. Tutto molto bello e romantico, solo che e’ completamente falso.
Non sono solo i romanzieri ed i registi ad abbuffarsi dei cliche’s sulla mafia. Purtroppo sono anche i giornalisti a riprenderli.’
‘Fuori dall’Italia gli incredibili cliche’s sulla mafia italiana rimangono in piedi per pura ignoranza. La mafia ha edificato il proprio potere sulla paura e sull’intimidazione. Chi, qui in Belgio, dovesse entrare in contatto anche solo una volta con l’intimidazione mafiosa, perderebbe molto rapidamente quest’immagine romantica.’
Secondo lei non e’ cambiato quasi nulla dal 1992, quando la mafia ha assassinato i giudici Falcone e Borsellino.
‘Sono andata a vivere in Italia nel 1989, in un momento di grande speranza per l’Italia. Vi erano buoni motivi all’epoca. I giudici Falcone e Borsellino, attraverso il loro lavoro, riuscivano a trasmettere il messaggio che la mafia non era invincibile. Ma la mafia ha tappato loro la bocca.’
‘E non fini’ li’, perche’ i mafiosi avevano complici influenti. La legislazione antimafia in Italia e’ stata indebolita un po’ alla volta negli ultimi quindici anni. I pentiti ricevono ora sconti di pena minori di prima, e devono confessare tutto in 180 giorni. Cio’ che si ricordano dopo, non conta piu’. Per vari motivi, ad un mafioso non conviene piu’ collaborare con la giustizia.’
Lei ritiene i politici italiani responsabili di questo?
‘Mafia e politica vanno mano nella mano in Italia. I processi politici alla mafia diventano sempre piu’ difficili. E’ gia’ stato impossibile condannare l’ex premier Giulio Andreotti. Marcello dell’Utri, il braccio destro di Berlusconi , e’ stato condannato a 9 anni per associazione con la mafia siciliana. Solo che in Italia non ti fai neanche un giorno in cella finche’ le due procedure di appello, molto lunghe, non si sono concluse. Quindi il pregiudicato Dell’Utri non solo puo’ muoversi liberamente, ma e’ tuttora senatore ed e’ stato per anni al Parlamento Europeo.’
‘I partiti di centrosinistra non ne escono per nulla meglio. In Italia nessun partito, di sinistra o di destra, puo’ permettersi di andare contro la mafia. Perche’ essa continua ad influenzare pesantemente il comportamento elettorale.’
Gli inummerevoli arresti di mafiosi siciliani e napoletani sono quindi solo operazioni di facciata?
‘Gli investigatori e gli agenti di polizia italiani fanno quello che possono. Ma se catturano un solo boss, ve ne sono subito pronti altri quattro o cinque. Non cambiera’ mai niente, finche’ il problema non verra’ affrontato alla radice. E per questo deve prima avere fine la politica dell’impunita’ in Italia.’
E non crede che cio’ succedera’ presto?
‘Non finche’ l’Italia viene lasciata sola. Il resto dell’Europa considera con piacere la mafia come un misto di folklore italiano e un fenomeno criminale proveniente da un Paese mediterraneo e retrogrado. Questa mentalita’ e’ ipocrita. Le famiglie mafiose italiane investono miliardi nel mio Paese, la Germania, ma anche qui in Belgio e nel resto del mondo. Ma fino a quando qualcuno non viene assassinato, sembra che per la Germania e per il Belgio non stia succedendo nulla. Quindi l’influenza politica non e’ pericolosa? Cosa pensa che uno come Marcello Dell’Utri abbia realmente combinato al Parlamento Europeo? Questo tipo di uomini ha avuto accesso per anni ai fondi con le sovvenzioni per la Sicilia, ma anche per l’Europa Centrale e dell’Est. Tutti soldi che anche li’ poi giungono nelle mani della mafia grazie ai contratti pubblici.’
In questo senso, il suo racconto su Rita Atria lascia poche speranze. L’adolescente siciliana si e’ effettivamente ribellata contro la mafia, ma ha dovuto soccombere alla propria vulnerabilita’
‘Rita Atria mi ha sempre affascinata, perche’ la sua storia non ammette un’unica interpretazione. Non era ne buona ne cattiva, ma entrambe le cose. Rita Atria non voleva assolutamente essere definita una ‘pentita’. Descriveva i pentiti come “spazzatura”, per lei erano ignobili traditori dell’onore della famiglia. Questo prova che Rita Atria era una piccola mafiosa, che ando’ in tribunale per vendicare gli omicidi mafiosi del padre e del fratello.
Rita era molto fiera della propria famiglia e delle proprie origini. Quando ando’ dal giudice Borsellino per far luce sulla mafia nella sua cittadina Partanna, era solo alla ricerca della propria vendetta personale, la propria vendetta mafiosa.’Grazie al giudice Borsellino Rita Atria arrivo’ a capire che suo fratello e suo padre erano dei criminali infami. E’ per questo che si e’ suicidata? O aveva paura che, dopo la morte di Borsellino, sarebbe toccato a lei?
‘I suoi motivi non erano univoci, era un po’ per entrambi. Prima che andasse a parlare in tribunale, Rita credeva profondamente che suo padre e suo fratello fossero rappresentanti della mafia “buona” e onesta.
Ma poi arrivo’ a capire che il padre non era affatto un santo, ed il fratello solo un comune trafficante di droga. Questo fu un primo duro colpo.’
‘Dopodiche’ sviluppo’ un attaccamento malato nei confronti di Paolo Borsellino. Rita Adria in quel momento non aveva quasi piu’ nessuno. Suo padre e suo fratello erano stati assassinati, e la sorella e la madre la consideravano una traditrice che aveva infangato l’onore della famiglia. Quando Borsellino fu assassinato, il mondo crollo’ addosso a Rita per la seconda volta.

Le chiedono:
Gli assassinii dei giudici di mafia ed il suicidio di Rita Atria hanno portato a qualcosa?
‘Non lo so, ma ho paura di no. Dobbiamo evitare di lavare le nostre coscienze sporche con le loro morti.’

E’ per questo che lei continua a documentare i crimini della mafia, anche se la sua vita e’ minacciata?
‘Stranamente la mafia mi ha minacciato per la prima volta solo recentemente, alla pubblicazione del mio libro Mafia. La mafia calabrese in Germania ha perfino censurato il mio libro. I vertici della ‘ndrangheta calabrese sono riusciti, con una causa in tribunale in Germania, a fare cancellare i loro nomi dal mio libro.’

Quanto concrete sono le minacce?
‘E’ raro che un mafioso sia concreto, la minaccia rimane sempre sottile ed implicita. Per esempio dice: “Ha veramente dei bei bambini. Ne ho anch’io, e la famiglia e’ l’unica cosa che conta veramente . Non potrei sopravvivere se qualcosa dovesse accadere ai miei figli…”‘
‘Durante la presentazione del libro “Mafia” ad Erfurt i mafiosi erano tranquillamente presenti in sala. Il presentatore tedesco si era gia’ presentato come “un caro amico di Spartaco Pitanti”. Pitanti e’ il boss della ‘ndrangheta di Erfurt. Piu’ tardi, durante la presentazione, sono stata presentata al pubblico come una bugiarda patologica, il cui unico obiettivo era di rovinare la reputazione di onesti uomini d’affari in Germania. Un dipendente del tribunale tedesco mi aveva fatto avere in precedenza quella sera un divieto scritto di fare i nomi, a voce o per iscritto, di questi “onesti uomini d’affari”. Solo allora gli Italiani in sala si sono fatti sentire.’

Cosa e’ successo allora?
“Un italiano si e’ alzato in piedi e mi ha accusato, oltre che di mentire e diffamare, anche di razzismo contro i meridionali. Ha raccolto l’approvazione di una ventina di altri italiani. Poi ha aggiunto, con una risatina: “Signora Reski, nutro veramente una grande ammirazione per il suo coraggio.” Il mio shock piu’ grande non e’ stata la minaccia in se,ma il fatto che ci trovassimo in Germania. In Italia, dopo una minaccia cosi’ aperta, verresti subito denunciato.’
‘Mafia’ e’ appena stato tradotto in italiano, e verra’ pubblicato in Italia a meta’ settembre. Ha paura di nuove minacce?
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Meno male che Silvio c’era
Paolo De Gregorio

Berlusconi risfodera il suo rozzo e tradizionale armamentario di bugie e di accuse, patetico e ridicolo nel suo senile delirio di onnipotenza e, udite udite, minaccia di andare in televisione per ribadire tesi che ormai tutti sanno a memoria.
Per prima cosa la capacita’ deduttiva di ognuno di noi ci dovrebbe dire che la “liberta’ di stampa” si esercita in TV ed e’ li’ che il Cavaliere e’ un monopolista con 5 reti nazionali su 6 ed e’ li’ che imperversa.
Personalmente lo farei andare a reti unificate a dire, senza contradditorio, cio’ che vuole, purche’ dopo la sua esposizione un attore o un comico, potesse leggere le seguenti cose:

-la “sinistra”, oggi sinistrata e in crisi per la scelta tutta interna a se stessa di assomigliare alla destra e di essere subalterna al capitalismo e alla chiesa, ha acquisito il diritto di parlare grazie al sangue versato da decine di migliaia di partigiani comunisti che furono la stragrande maggioranza della Resistenza, mentre tutti gli altri fecero finta, solo per sedersi al tavolo dei vincitori (il numero dei caduti parla chiaro)
-l’azione di questi uomini porto’ all’Assemblea Costituente molti uomini di sinistra che ebbero un ruolo decisivo nella stesura della Costituzione, carta che vogliamo difendere e che i giudici della Consulta hanno difeso dalla pretesa di sottrarre alla legge le alte cariche dello Stato
-non e’ un caso che la destra, sconfitta e svergognata con la responsabilita’ di un milione di morti italiani in una guerra a rimorchio di Hitler, cerchi proprio di colpire la Costituzione per evitare al suo ducetto la galera che meriterebbe
-e’ la destra che e’ abusiva nelle istituzioni repubblicane e antifasciste, non la “sinistra”
-la RAI, il servizio pubblico, e’ in mano alla sinistra! Altro ritornello per le orecchie dei deficienti. A parte che la RAI e’ al servizio dei partiti, in particolare della CASTA, e che vi sono trasmissioni tipo “porta a porta” che assomigliano a parate di regime tipo “bagaglino”, e che i direttori di Rai1 e Rai2 vengono nominati ad Arcore, il dovere di un eventuale “servizio pubblico”, dovrebbe essere quello di essere tutto di sinistra per fronteggiare e pareggiare la partita con le 3 reti Mediaset.
Se ci fosse democrazia in Italia, nessun soggetto,nemmeno la Rai,dovrebbe possedere piu’ di una rete nazionale, per lasciare le frequenze alla voce delle parti sociali organizzate presenti in Italia, cosa che rappresenterebbe un effettivo pluralismo.
Infatti, il monopolio e’ dittatura, ma 6 canali, ognuno in mano ad un capitalista diverso, non e’ pluralismo, ma l’orchestra degli oligarchi (e cio’ vale anche per i giornali)
-sono 15 anni che, oltre alla fissa della Rai in mano ai comunisti, abbiamo la ossessiva ripetizione della formuletta magica delle toghe rosse, della persecuzione giudiziaria, dei complotti dei giudici di sinistra per privarlo del potere che gli e’ stato consegnato dal popolo.
-Il “popolo” di Berlusconi rappresenta il 35% , che non sono il 35% del popolo ma il 35% dei votanti, e quindi minoranza, e quindi nessuna investitura divina.
-I complotti dei giudici di cui straparla, per essere tali, dovrebbero partire dalla fabbricazione di false prove, con testimoni pagati per dire il falso, cosa che verrebbe scoperta immediatamente, come nel caso delle false accuse a Di Pietro, smascherate e ridicolizzate, o come le accuse della “commissione Mitrokhin” che spacciava falsi documenti su fiancheggiatori italiani dell’URSS (Prodi compreso), con la regia del senatore Paolo Guzzanti.
-e’ invece evidente che un soggetto che si teneva in casa il mafioso Mangano, un soggetto che frequentava il delinquente Craxi, che aveva fatto ministro della difesa il delinquente Previti, che aveva come collaboratore della sua azienda di pubblicita’ Dell’Utri, condannato in primo grado per mafia a 9 anni, sia un soggetto pericoloso da tenere d’occhio e da indagare in tutte le sue attivita’. Per dovere di ufficio, altro che complotti!
-da 15 anni il “berlusconismo”, intreccio perverso tra affati-politica-televisioni-P2, ammorba la nostra democrazia che e’ in pericolo quando in un uomo solo si concentra tanto potere
-Cio’ e’ stato possibile grazie alla vilta’ e miopia dei governi Prodi e D’Alema che non hanno fatto una severissima legge sul conflitto di interessi e oggi ci troviamo al potere un gaglioffo che insulta l’alta Corte che difende la Costituzione, offende e delegittima quotidianamente i giudici, e’ un eversore che deve essere allontanato dal potere al piu’ presto possibile. E’ piu’ facile che cio’ lo facciano persone come Fini che quelli della “sinistra sparita”.
L’unico partito che con credibilita’ ci puo’ portare sul terreno della legalita’ democratica e’ quello di Di Pietro. Tutte le persone perbene devono fargli arrivare il proprio voto.
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Gli ululati del Cavaliere
Paolo de Gregorio

Come al solito la miglior difesa e’ l’attacco, e chi, con questa tecnica si e’ garantito 20 anni di impunita’, continua contro la sentenza della Corte Costituzionale che ha ovviamente difeso la Costituzione dal tentativo di infrangere il principio della uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Il dittatore mancato che voleva l’impunita’ per legge (“ad personam”) e’ stato ridimensionato e dovra’ subire regolare processi.
le sue accuse a tutto e a tutti ormai suonano come un disco rotto, sono una sceneggiata sentita troppe volte. Ridicole e patetiche le proteste contro una stampa di sinistra egemone, in un paese dove cio’ che conta e’ la TV e lui e’ un monopolista che controlla 5 canali nazionali su 6.
Eppure non avrebbe tanto da lamentarsi.
Esibisce un sondaggio che gli garantisce il 70% di consenso popolare, definisce i processi che lo aspettano a Milano una farsa, e con i collegi di avvocati che mette in campo che paura ha?
Ha di fronte una “sinistra sparita” impegnata in un eterno e temporalmente inopportuno congresso in cui emergono divisioni che possono portare a scissioni importanti, e non si vede l’ombra di un rinnovamento della sua nomenklatura, quindi nessun timore di affrontare eventuali elezioni anticipate.
Le manovre di Fini, Montezemolo, Casini appaiono ancora in embrione e l’impressione e’ che siedano in panchina aspettando un eventuale aggravarsi della crisi economica per proporre la “novita’” di un grande centro appoggiato dal Vaticano.
Non solo, ma i tempi biblici dei processi italiani, matematicamente lunghi, fino alla prescrizione, quando si tratta di processi che riguardano i potenti, tutelano per molti anni il Cavaliere che puo’ portare a termine la sua missione storica, che e’ quella di rimanere impunito e manovrare a favore delle sue aziende.
L’unico che lo puo’ fronteggiare e affondare e’ Di Pietro, ma solo se gli italiani cominceranno a ragionare come Berlusconi, ossia partendo dai loro interessi, che non coincidono con quelli del sultano, che minimizza la crisi e la disperazione dei disoccupati.
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RIDIAMARO : – )

Viviana

Sara’ che la D’Addario gli ha fatto un baffo..
Sara’ che la storia di Noemi gli italiani non l’hanno capita..
Sara’ che l’attacco dei giornali stranieri nessuno lo conosce..
Sara’ che il conflitto con la CEI non gli ha tolto consenso..
Sara’ che lo scudo fiscale e il lodo Alfano sono piaciuti tanto agli italiani..
Sara’ che contro la crisi si e’ fatto di tutto e di piu’..
..ma Berlusconi in pochi mesi ha perso 17 punti.
Ci dicono che e’ sempre sulla cresta dell’onda, anche se piu’ che un’onda ci sembra uno tsunami, ma, perdi punti oggi, perdili domani, ci sembra ormai che i punti che ancora si aggiudica vengano da un auditel all’incontrario e siano ormai punti negativi, come i gradi sotto lo zero.
..
Missy Eliott

Stamattina, ore 7.00, a casa mia:
Io, dopo il trauma della nascita che si ripete ogni volta che la sveglia mi strappa dalle braccia di Morfeo e dalle calde protettive coperte, sorseggio il caffe’. La nonna accende la tele a tutto volume perche’ ha problemi di udito (il volume alto la mattina presto quando ancora sei mezza addormentata…..)
La prima cosa che vedo e’ un titolone a tutto schermo: “Vogliono uccidere Berlusconi”. Immediatamente la parte cattiva di me si scatena in un entusiasmo smodato, ma la parte buona la stronca subito: “Vergogna!”.
Subito dopo il titolone sensazionale, appare Berlusconi che tranquillamente annuncia l’imminente costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, come nulla fosse.
Mentre tra le due parti di me infuria la battaglia, la nonna chiede:
“Ma cos’e’ questa Tv vegetale?”
“Digitale, nonna, digitale……”
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Draghi: innalzare l’eta’ pensionabile.
Caro signor Draghi, naturalmente lei si riferiva ai parlamentari che vanno in pensione dopo 2 anni di intenso e usurante lavoro a 4 ore la SETTIMANA (vedi anche il Fatto di oggi, 14 ottobre 2009)!
Spero non voglia infierire su lavoratori che in pensione ci andranno (se ci andranno…) dopo 40 anni e anche piu’ di lavoro a 900 euro al mese, spero.
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Per ripianare i debiti dello Stato Gordon Brown vuole vendere il tunnel sotto alla manica.
Per ripianare i suoi debiti verso l’Antistato (la mafia) il nano vuol costruire il ponte sullo stretto.

Meri
..
Le parole che non avrei mai voluto sentire
Non mi era stato spiegato bene che era un voto importante.

(Massimo D’Alema)
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Mauro medeot
obama, l’abbrozato, premio nobel per la pace
silvio, testa d’asfalto, premio nobel per la pece
..
Antonio d
Ecco deve andranno gli alluvionati di Messina:
Sotto il ponte
!
..
Ugo Arcaini

L’Italia paga mazzette ai Talebani per evitare attacchi.
ECCO IL VERO MADE IN ITALY.
Il ponte sullo stretto……
Il piu’ grosso finanziamento italiano alla Sicilia ed alla Calabria……ma quale Sicilia e quale Calabria?
Mentre il gradimento scende, specialmente al Sud, ecco il sangue di San Gennaro che si scioglie in una montagna di miliardi.
Che cosa ci resta da fare? Gli altri parlano ed il signorotto manda i suoi carri armati sotto forma di miliardi a distruggere quelle poche barricate ancora rimaste in piedi.
Non ci sono ne’ veline ne’ velini che tengano, i cerchi di fuoco sono pronti per i salti dei gerarchi panciuti e glabri. Speriamo che gli effetti geriatrici ci risparmino il ventennio.
..
Viviana
La congiura comunista

…che quelli del Times siano comunisti e’ assodato, come quelli del Financial Times, Die Welt, The Economist (Economist e’ il nome sotto copertura, il nome vero e’ The Comunist).. Lo hanno detto Farina, Ferrara e Feltri che sono i tre F pagati dalla CIA.
Comunque parola di premier e’ parola di Vangelo.
Al momento sono tutti comunisti, giornali italiani, giornali stranieri, giornalisti, giudici, giannizzeri, giacobini, G8, G20… persino il punto G gli si sta rivoltando contro.
E’ il complotto dei 101 G contro i 101 F (Gasparri si sta molto preoccupando e vuol cambiare nome in Fasparri ma questo non lo cambiera’ molto).
Il mondo e’ pieno di comunisti che sbucano da ogni buco, stiamo assistendo all’incomunistazione universale. Berlusconi non sa piu’ come ripararsi. Comunisti come piovesse. Li trova anche nella minestra. Ormai a chi lavora ad Arcore gli fa il terzo grado, devono presentare con una genealogia pura da comunisti che risale alla terza generazione. Ultimamente gli hanno detto che anche i corleonesi sono un po’ comunisti.
Gli rimangono come ultimi baluardi Putin, Gheddafi e D’Alema (i primi due non so, ma su D’Alema ci possiamo giurare che non e’ mai stato comunista). Ma sta cominciano a dubitare anche di Letta. Dopo tutto suo nipote e’ comunista e sangue non mente.
Di una cosa siamo certi: se un giorno saltasse su un bomba, fosse pure una bomba fabbricata da lui, sara’ una bomba comunista!
..
http://masadaweb.org

14 commenti »

  1. Buongiorno Viviana. A parte tutti i soldi che verranno buttati (sarà solo un immenso finanziamento ai soliti noti)l’opera è irrealizzabile tecnicamente. Molti studi di geologia lo dimostrano. Perchè incaponirsi?????
    meri

    Tra la mafia e gli studi di geologia, non credo che Berlusconi preferisce questi ultimi
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:50 am | Rispondi

  2. Noi non abbiamo un esercito, abbiamo un tentacolo politico mascherato da esercito
    Vito Farina

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:50 am | Rispondi

  3. Tra l’altro Gordon Brown vuol vendere la sua parte di tunnel perchè ha costi di gestione insostenibili ed ha il bilancio in rosso fin dall’inizio della sua storia
    meri

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:51 am | Rispondi

  4. Cara Viviana, è vero che abbiamo versato soldi ai talebani, però con la precisa clausola che li utilizzino per comprare le armi da noi : anzi in futuro gli forniremo direttamente le armi , così si semplifica tutta la procedura !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:52 am | Rispondi

  5. La costruzione del ponte è il prezzo da pagare a Lombardo e soci affinchè non costituiscano il Partito del Sud ed alla Mafia affinchè continui ad appoggiare i partiti di governo e non faccia tanto casino !!

    Tutto ha un prezzo e tutto si compra ed in questo, bisogna riconoscerlo, il Berluska è maestro !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:52 am | Rispondi

  6. Anche i bambini hanno capito che l ponte sullo stretto va bene solo a berluskones e mafia!!!!!!!!!!
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:56 am | Rispondi

  7. da bellaciao

    ma no, il ponte non si farà! In realtà sarà solo un affare per Impregilo(notoriamente amici di B.)come è già avvenuto in passato. Il copione è già stato scritto in precedenza: Impregilo vince l’appalto facendo un’offerta ridicolmente bassa, si firma il contratto ma, guarda caso si firma una clausola secondo la quale se il commitente(lo stato) rinuncia dovrà pagare una fortissima penale, lo stato rinuncia e paga la penale ad Impregilo le cui azioni si impennano. Come si vede è tutto già scritto.
    michele

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:56 am | Rispondi

  8. da bellaciao

    Trovo scandaloso che l’argomento “Ponte”, nell’interezza della sua problematica sia stato tenuto ultimamente sotto silenzio, e anzi si continui a parlare di apertura dei cantieri come fosse una cosa imminente. Vorrei fare notare alcuni aspetti:

    1°- Il progetto definitivo non è ancora stato approvato da parte del CIPE, e comunque c’è in sospeso una azione di ricorso al TAR da parte di cittadini lesi nei propri diritti; inoltre le risorse del ponte sarebbero di provenienza prevalentemente privata (5 miliardi su 6,3, per un importo pari all’80% del costo complessivo – AGI, 7 ottobre). Allo stato non risulta sussistere alcun finanziamento privato per l’infrastruttura. E d’altronde non sarebbe possibile averne, visto che il progetto ancora non esiste, se non nella sua versione preliminare del 2002. Esiste invece una delibera di stanziamento dal parte del CIPE, che impegna il governo a destinare all’opera 1,3 miliardi in più anni,secondo disponibilità di bilancio. Gli unici soldi potenzialmente esistenti per il ponte sono dunque in questo momento di provenienza esclusivamente pubblica: stanziati dal Governo, ma non resi disponibili dal Tesoro, che ha assunto un impegno futuro, imprecisato nei tempi e vincolato alle effettive disponibilità del bilancio pubblico. In altre parole, al momento, in termini reali, non ci sono fondi né privati né pubblici.

    2° – Le centinaia di famiglie residenti nella zona della eventuale apertura dei cantieri, non hanno ancora ricevuto alcun avviso di esproprio (non mi pare che si tratti di procedure celeri! Si dovrà avere il tempo di trovare altro alloggio in cui risiedere “previo pagamento dell’indennizzo”?!);

    3° – L’arroganza del Presidente del Consiglio e del ministro Matteoli è impressionante: ribadire l’avvio di un’opera del genere nel momento in cui Messina necessita davvero di tante altre cose molto più urgenti significa aggiungere un pesante onere ad una città già “martoriata”, e non solo dall’alluvione;e non mi si dica che il Ponte può far da traino alle altre opere, ciò significa offendere l’intelligenza dei cittadini!

    4° – Non si capisce perché è stata posta sotto silenzio la posizione del più importante tra gli ingegneri estensori del progetto (ing. Calzona), che ne propone uno completamente diverso e, a suo dire, più ed economico e di più agevole attuazione, scrivendo un libro in proposito. Si tratta di un grosso volume che, al di là degli aspetti tecnici non del tutto comprensibili per i non addetti ai lavori, è certamente degno di considerazione. Non capisco perché i politici, ma soprattutto gli organi di stampa, trascurano di considerare questo problema secondo me affatto marginale. L’ingegner Calzona, aveva fatto parte degli estensori del progetto preliminare approvato dal CIPE e dal quale si dovrebbe partire per l’attuazione definitiva del manufatto stabile. Adesso sostiene l’esistenza di una faglia nella zona in cui dovrebbe sorgere il pilastro principale dell’opera! Ora, delle due l’una: o mentiva prima, per motivi che non so immaginare, o mente adesso e allora vuole speculare su un futuro progetto di sempre più dubbia fattibilità! In ogni caso il tema, merita di essere approfondito e diffuso in ogni suo aspetto da tutti gli organi di stampa, magari con un input da parte dei politici di buon senso.

    Enza Lojacono (docente presso la fac. di Economia – Univ. di Messina)

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:56 am | Rispondi

  9. Buongiorno Viviana,
    una piccola precisazione.
    Per quanto non ci sarebbe di che vibrare di indignazione e stupore, se ci accorgessimo d’un tratto che l’attuale presidenza del consiglio è consona a pratiche corruttorie di varia natura, devo comunque segnalare che non è lì il problema sollevato dal Times.
    Da che mondo è mondo, ogni generale ha tentato di ridurre le perdite “comprando” il nemico, e mi pare fu Filippo il Macedone (e non Alessandro Magno come dice il bel La Russa) che disse che “ogni castello può essere espugnato da un asino carico d’oro”. Il problema piuttosto fu che il comandanti in capo delle unità italiane di stanza a Surobi, dimenticarono di avvisare delle consuete mazzette profuse alle tribù locali per garantirsi l’incolumità, i loro omologhi francesi giunti in quei luoghi in sostituzione delle nostre truppe e pare così che proprio a causa di questo “omesso passaggio di consegne” fu che tra le truppe d’oltralpe in dieci morirono in un agguato.
    Quindi, da sempre i belligeranti concorrono ad accattivarsi l’amicizia degli ostili locali con “favori” di ogni sorta, dalle mazzette all’edificazione di opere infrastrutturali e se questo può contribuire a ridurre le perdite in un conflitto beh, è una pratica che mi trova del tutto favorevole. Quindi, più del Times dovrebbero essere i francesi ad avercela con lo stato maggiore italiano e se così fosse, ne avrebbero ben donde. Ma poiché se si confermasse la responsabilità italiana nei fatti che portarono alla morte dei dieci soldati francesi ci sarebbe un terremoto diplomatico senza precedenti, temo che la questione non avrà seguito. E che il Times sarà querelato per diffamazione e con tutta probabilità, perderà.

    gentlegiant

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 11:41 am | Rispondi

  10. Ciao Viviana,

    ho inoltrato i tuoi commenti a tutta la mia agenda email……sono disgustato, dovrei fregarmene perche’ vivo all’estero in un ambiente veramente vivibile con problemi certo ma non una follia senza senso come in itaglia !! Questa feccia criminale agisce cosi’ perche’ sa bene che nessuno si muovera’ mai e per muoversi intendo un’azione decisa su larga scala ….e sanno che quello che non c’e’ in itaglia e’ proprio la “larga scala” ….e fanno quello che gli pare dileggiando perfino chi si oppone …non hanno nemmeno piu’ bisogno di sparare e mettere bombe….ci pensa la tv e i consiglieri americani esperti del ‘mass comunication’……La lettera di oggi di Roberto Saviano mi ha fatto sentire male, impotente e colpevole di inertia …..ma non ho lo spirito del masaniello…..anche se nel 77………ho fatto la mia parte, ma ora ……va be’ va’ ciao e grazie del tuo impegno sei una donna FORMIDABILE e fortunatamente come TANTE DONNE !!! SE NON VI MUOVETE VOI……..SIETE L’UNICA SPERANZA PER LA PENISOLA…..
    Massimo

    massimo

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 4:00 pm | Rispondi

  11. Grazie Massimo
    io faccio quanto posso ma sono una donna sola e vecchia
    Lo spirito da solo non basta. E qui le cose precipitano
    La tua forza mi sostiene di lontano
    Ti saluto
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 4:29 pm | Rispondi

  12. maiuscolo:

    SI E’ VECCHI QUANDO NON SI HA PIU’ CURIOSITA’, QUANDO SI SMETTE DI IMPARARE, QUANDO CI SI RILASSA, QUANDO SI SENTE IL BISOGNO DI RIPOSARE QUANDO SI DA’ SU LA LOTTA !!! ALLORA SI E’ VECCHI !!!
    HAI LA FORTUNA DI AVERE UNA DIALETTICA E UNA CAPACITA’ DI ANALISI INCREDIBILE, HAI MEMORIA PER INCROCIARE LE INFORMAZIONI……CHE VUOI FARE SE NON QUELLO CHE STAI FACENDO ?? HAI UNA CULTURA A TUTTO CAMPO INVIDIABILE ??

    GET UP STAND UP E UN ABBRACCIO

    MASSIMO

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 4:30 pm | Rispondi

  13. Grazie Viviana, leggo sempre con immenso piacere i suoi commenti ed alcuni li tengo anche presso di me nel mio blog, perchè sono davvero azzeccati, belli e frizzanti. Le poesie poi sono uno spasso. Un arrivederci di cuore.

    Commento di speradisole — ottobre 16, 2009 @ 8:41 pm | Rispondi

  14. Cara Viviana pensare solo che il PD possa accordarsi a sopprimere le Province, tanto per dire un ente che puo’ benissimo svolgere le sue funzioni senza politici eletti, avendo deleghe dalle Regioni da eseguire, da attuare, e’ un controsenso.
    Se parlassimo tutto cio’ che e’ inutile e costoso nella P.A. non finiremmo mai, e’ un posto ben retribuito per far sopravvivere i vecchi ed eterni tromboni, finche’ non spariscono fisicamente sono li. Un esempio per tutto: il consiglio provinciale, mediamente 40 membri, 1.000 euro mensili a consigliere,non ha piu’ competenze tolta quella di approvare il bilancio preventivo ed consuntivo. Solamente, Organi inutile per parlare della festa dell’uva per ore.

    Cesare Beccaria

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 16, 2009 @ 9:15 pm | Rispondi


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