Nuovo Masada

settembre 23, 2009

MASADA n° 996. 22-9-2009. IL PENSIERO BECERO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:25 am

Il penoso Viale del Tramonto del Cavaliere – Pellizzeri contro Berlusconi– Messe militari di Stato – Un berretto da para’ in testa a un bambino – Rampini e il tunnel americano – La democrazia non si esporta, Zucconi – Dai trespoli del potere – Die Welt e B – Brunetta, la cimice – Scagionato de Magistris – Programma di Beppe Grillo

L’aggettivo ‘becero’ e’ toscano.
Significa insolente, maleducato, villano, maleducata, insolente, rozzo, incolto, cafone, volgare, triviale, villano….deriva probabilmente da Beco, nomignolo popolare per Domenico, che indicava un contadino, una persona qualunque di scarsa educazione, triviale, di basso livello. Una becerata e’ una chiassata sguaiata da popolana.

Es. dell’uso della parola ‘becero’ presi a caso dal web:

Sulla biblioteca che deve cambiare di nome e lasciare la dedica a Impastato: “”Solo una visione becera dell’autonomismo poteva arrivare a una simile decisione a cui oggi si tenta maldestramente di correre ai ripari, malcelando in verita’ un’insofferenza verso i modelli positivi nella lotta alla mafia che Peppino Impastato ha coraggiosamente interpretato“.

Il giochino del chi è più a destra sta snaturando il profilo del Popolo della libertà e tradendo la sua stessa denominazione con l’immagine di un partito becero, nevrastenico, con la bava alla bocca, che abbia contro gli avversari e adesso anche contro gli alleati con un furore non giustificato dai fatti”, editoriale di Flavia Perina sulle pagine del Secolo d’Italia .

Un becero l’è uno che sparla. / L’e’ uno che bocia! / Che vocia e, e parl, e sparla “. Che sparla, che, che dice delle ose… L’e’ un chiacchierone, l’è un boccalone… Pe me becero l’e’ uno che sì, pe fassi apire e’ vocia, ma anche dice le ose (ch)e un son vere, l’è un becero….Quando chello portò l’amìo ‘n casa che l’era tanto che non era stato , chest’amìo, entrò ‘n casa, fec’i’ caffe’, e poi chesto cominciò a bociare….Cominc’a dire: Ma icché tu boci, becero, se un c’è, se un c’è nessuno!?!?…. E’ bocio pecche’ un c’e’ nessuno, se c’era la mi’ moglie stao zitto!….

Con Berlusconi il becero e’ cresciuto di classe, passando dal volgo infimo alle soglie regali.
Sgarbi docet e Brunetta iterat.
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Pellizzetti parla del ‘pensiero becero’

Quello per cui americani scendono in piazza contro Obama che vuole allargare l’assistenza sanitaria ai 50 milioni che non ne hanno diritto, al grido osceno di
«Stalin riprenditi i nostri politici» e «la sanita’ di Obama ci rendera’ malati».
Da noi il pensiero becero e’ quello di chi minaccia sfracelli se qualcuno osa criticare i respingimenti di poveri cristi in balia del Mediterraneo, ammassati da settimane in precari barconi, e quelli stessi si dicono ‘di radici cristiane’ e poi “organizzano riti bislacchi di ampolle versate alle foci del Po in onore di una misteriosa entita’ tribale chiamata Eridano”.

“Pure qui sono saltati tutti gli argini preposti a fungere da diga alle pulsioni piu’ rozze e primitive. Peggio: si e’ permesso loro di occupare la scena politica.. visto che «l’ipocrisia e’ l’omaggio che il vizio rende alla virtu’»
“Intanto la vita pubblica si e’ trasformata in una sequenza ininterrotta di colpi bassi e porcate. Vera goduria da avvinazzati valligiani. Nel caso del ministro Brunetta, l’opportunita’ di dare sfogo ad antiche frustrazioni da mezza tacca craxiana”
“Siamo arrivati ai dossier tarocchi usati a mo’ di clava per spaccare la testa e fare a pezzi la reputazione a chi non riga dritto e fa la fronda contro il Capo..imitando la “rivoluzione conservatrice” che ha trionfato – prima in America, poi in casa nostra – coniugando cinismo e fanatismo; praticando la diffamazione e la menzogna come armi mortali”
“Siamo al becero andante.. che va dallo sciovinismo xenofobo ai risentimenti vari. Diffondendo paura e rabbia attraverso un martellamento mediatico …azione di involgarimento irresponsabile della vita pubblica che – mentre sovverte le agende delle priorita’, azzerando ragionevolezza e senso di responsabilita’ – mette in politica un personale basso. Sicche’, al posto di competenza e capacita’ decisionali, ora valgono polmoni possenti per strillare truculenze da cerebrolesi; in cui possono identificarsi moltitudini plebee, prive di qualsivoglia educazione alle regole e ai principi della democrazia.
Il pensiero becero che diventa classe dirigente.”
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Il penoso Viale del Tramonto del Cavaliere
Lidia Ravera

Un vecchio, piu’ vecchio dei suoi anni, un uomo che non riesce piu’ a controllare le sue emozioni, che ha perso, o sta perdendo, il contatto con la realta’. Questa e’ l’impressione diffusa di fronte al Berlusconi piu’ recente. Quello dell’aggressione ai giornalisti “incontrollabili”, a ogni opposizione (anche minima), ai meno subalterni dei suoi partner.
Colpisce la voce stridula, l’arrancare in cerca di una costruzione sintattica condivisa, di un aggettivo appropriato, di un epiteto efficace. E’ stupefacente l’infantilismo burbanzoso delle lodi rivolte a se stesso: io sono il miglior Presidente del Consiglio da prima che nascesse il mondo, io sono il piu’ bravo di tutti e il piu’ ricco e il piu’ fico e tutti quelli che dicono il contrario sono invidiosi e a tutte le ragazze piace moltissimo stare alle mie cene con me medesimo e figuriamoci se le pago che fanno la fila per baciarmi le babbucce.
E’ quell’allentarsi dei freni inibitori, quel “me ne frego” che sottende ogni esibizione di protervia tipica dell’estrema vecchiaia e debolezza, quando, in fondo, non te ne importa piu’ niente del giudizio degli altri, vedi soltanto te stesso e la fine che si avvicina. Allora gridi e ridi e rilanci, perche’ ti senti solo e hai paura.
Non per tutti la vecchiaia e’ cosi’ brutta, ma per i narcisisti assoluti si’. Infatti, nonostante tutto, mi fa pena, B contestato dal cinquantenne Fini, cosi’ padrone di se’ stesso, dignitoso, quasi solenne, minacciato dal neosessantenne Bossi, cosi’ ruspante da essere radicato nel territorio come un tubero vincente, rifiutato dal cinquantenne Casini, cosi’ pericoloso da quando la Cei ha rivelato che nel Regno dei Cieli non si possono portare le escort.
Mi fa pena come tutte le “Star” quando imboccano il Viale del Tramonto.
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CAMILLERI

Per Camilleri siamo in una fase di emergenza per la nostra democrazia. In un’intervista
dipinge «l’oscurita’ del panorama politico italiano» e attacca B chiamandolo «buffone delirante»
Camilleri rivendica «la sua vecchia rabbia comunista» come «antidoto morale» per un’Italia che vota e ammira Berlusconi. Un’Italia che «ama il buffone delirante perche’ riflette il peggio di ciascuno e suscita l’invidia che ogni italiano prova per le motociclette che non rispettano nessuna regola del codice»
Camilleri giudica «inquietante» il silenzio su Berlusconi in Italia. «La politica ha sostituito la magistratura».
L’opposizione e’ stata sostituita due giornali. La Repubblica e l’Unita’ e un canale tv (Rai3). «Tutti gli altri tacciono»

Parla invece la stampa straniera, «che ha supplito alla nostra in questa fase di emergenza della nostra democrazia».
“In Italia non ci sono pesi e contrappesi, corpi e anticorpi, la malattia Berlusconi si e’ estesa e non incontra resistenza. Berlusconi non chiude i giornali solo perche’ non puo’. Ma censura. E insulta i giornalisti, gli avversari, li chiama farabutti, coglioni… Dove si e’ mai visto un Primo ministro che insulta?». Per insultare usa spesso la parola ‘comunista’ e cio’ rivela una cosa: e’ innamorato del fascismo, ma e’ peggio dei fascisti perche’ alcuni fascisti si sono evoluti»
Perche’ gli italiani amano tanto Berlusconi? «Perche’ si guardano nel suo specchio e sono uguali», risponde Camilleri. Ma egli non crede che l’Italia possa andare avanti altri 4 anni cosi’: «Siamo sull’orlo di un’implosione». “Gianfranco Fini persegue un obiettivo: staccarsi da lui. Dice cose giuste, laiche, moderne. Una destra finalmente rispettabile».
“Nonostante le critiche venute dai vescovi, non sara’ la Chiesa a farla finita con lui. Il dogma assoluto della Chiesa e’ il denaro, l’esenzione fiscale… Basta non toccare il denaro del Santo Padre. No, non sara’ la Chiesa a chiudere con Berlusconi. Spero che lo facciano i cittadini».

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(D’accordo su tutto. In quanto a Fini, e’ un opportunista pigro, che ha detto tutto e il contrario di tutto. Parla all’impronta, secondo quello che gli sembra il suo scopo momentaneo. Pertanto non e’ proprio una destra stimabile, ma solo un furbo che fa i suoi conti. Viviana)
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Enrico Peyretti

L’occasione luttuosa ha portato altre messe militari di stato. Questo uso funebre e strumentale dell’eucarestia, non richiede alcuna adesione interiore a Cristo, e’ totalmente estraneo alla fede personale, e’ la formalita’ piu’ socialmente disponibile, offerta dalla chiesa del sistema, per sublimare e sacralizzare le vittime pubbliche. Esigenza comprensibile del dolore familiare. Ma e’ sempre meno comprensibile che la chiesa che si dice di Cristo – condannato a morte dalla religione e dalla politica associate – si presti a questo uso. Ci sono pure state solenni e serie celebrazioni laiche di commiato (Berlinguer, Pertini, …). Questi militari erano tutti cattolici per loro scelta? Le famiglie hanno chiesto la messa? E lo stato per onorare chi e’ morto nella sua guerra deve farlo col linguaggio e il gesto e il significato del maggiore sacramento cristiano-cattolico, rifiuto di violenza e fondamento di pace? Non e’ una novita’, certo, ma e’ sempre meno accettabile. Siamo nel regno della follia, della falsificazione, dello stravolgimento. Da dove verra’ una parola di semplice verita’?
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(Come si vede, lo scopo delle messe militari di Stato non ha nulla di religioso, intende solo mostrare ai cittadini che la Chiesa appoggia le azioni belliche dello Stato e con la sua pompa e il suo rito aggiunge ad esse quella credibilita’ che di per se’ non avrebbero. La messa, da strumento di fede, diventa strumento di propaganda governativa. E siccome questa guerra, oltre a essere inutile e devastante, poggia solo sulla forza di una propaganda menzognera, che la Chiesa dia ad essa il suo avvallo e’ oltremodo vergognoso e offende i principi stessi del Cristo.
Ma da che tempo e’ tempo e’ sempre stato cosi’. Almeno nei regimi non democratici.
Se la fede contasse per cio’ che significa e se la pace fosse uno dei veri principi di un vero cristiano e non l’esaltazione della guerra, una Chiesa perbene si rifiuterebbe di partecipare alle pagliacciate rafforzative di un regime, impartirebbe solo riti privati per i famigliari e lascerebbe le sceneggiate governative a manifestazioni laiche e pubbliche.
Viviana)
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Un bambino, un berretto militare, un simbolo
Paolo Farinella, prete

Dicevano gli antichi che spesso il nome indica il destino di chi lo porta. Questa massima mi e’ venuta in mente mentre vedevo l’immagine di Simone, due anni, figlio di uno dei sei militari ucciso, in braccio a sua mamma. Stavano li’, in attesa del padre/marito morto. Simone, due anni, ignaro di quello che succedeva attorno a lui, era al suo posto, perche’ un bambino deve stare in braccio alla mamma. Solo una cosa era fuori luogo e, per me, costituisce il segno della perdita della ragione: il berretto da para’ in testa a Simone.
Quella immagine e’ terribile perche’ proietta la pazzia degli adulti nel mondo e nell’immaginario dei bambini perche’ li usa per alimentare la commozione e condizionare il mondo infantile degli adulti. Quel berretto da para’ in testa a Simone e’ un’ipoteca sul suo futuro perche’ lo trasforma in simbolo che continua la «missione» del padre. Crescendo ne restera’ schiacciato e non potra’ uscirne perche’ gli adulti irresponsabili lo hanno caricato di un compito che e’ la sua condanna.
Appena ne avra’ la possibilita’, Simone vorra’ seguire le orme del padre e diventera’ para’ anche lui, anche perche’ avra’ un canale privilegiato, una corsia preferenziale, in quanto orfano di un «eroe». Non lo fara’ per scelta, ma per dovere: per non tradire l’aspettativa del padre (lui immagina) e del mondo che da lui si aspetta l’unica scelta possibile per realizzare l’«incompiuta» paterna. Non e’ piu’ Simone che deve trovare in se’ la «sua» ragione di vita, ma e’ la morte del padre che gli impone chi e come deve essere.
Il vangelo di Giovanni, mettendo a confronto il Battista e Gesu’, fa dire al primo: «Lui deve crescere; io, invece, diminuire» (Gv 3,30) che e’ la massima pedagogica che ogni educatore, maestro, genitore, ecc. dovrebbe avere come obiettivo: i figli non devono crescere secondo la nostra immagine, quasi sempre per realizzare le frustrazioni dei genitori. Essi devono vivere da se’ per se’ proiettati verso un ideale che compia la loro vita e coroni i loro sogni.
Camillo Sbarbaro, poeta genovese, al figlio che compiva diciotto anni scriveva: «ubbidirti a crescere e’ la mia vanita’», quasi un anacoluto concettuale che esprime in modo magistrale l’ansia dell’adulto di essere «in ascolto» esistenziale del figlio per capirne la direzione di volo e per sostenerne la dinamica della «sua» vita.
A Simone, due anni, figlio di un para’ ucciso, col berretto militare in testa, per la volonta’ macabra di una retorica di morte che trasforma in eroismo anche le scelte piu’ indecenti, tutto questo sara’ negato. In compenso il mondo avra’ un disadattato in piu’ che vivra’ per conto terzi. Povero Simone! Ti auguro di ribellarti e di seppellire quel brutto berretto nella tomba con tuo padre. Tu meriti la vita. Null’altro. Caro Simone, da grande, se potrai, perdona gli adulti che lo hanno fatto apposta e corri verso il tuo «domani» che e’ diverso dal «ieri» che ti vogliono appioppare.
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Ecco come uscira’ dal tunnel della crisi
Federico Rampini

Dopo la strigliata a Wall Street, Obama e’ accorso al capezzale dell´industria automobilistica Ma, a differenza dei mercati finanziari, per le quattro ruote di tutto il mondo, la ripresa resta ancora un´incognita. Solo quando finira’ l´onda lunga delle rottamazioni si capira’ se aiuti pubblici, ristrutturazioni industriali e nuovi modelli avranno davvero segnato una svolta.
A settembre negli Usa si prevede un calo delle immatricolazioni del 19%. E il Wsj lancia l´allarme sulla Chrysler .

Perfino in Asia c´e’ inquietudine. Il mercato cinese “tira” piu’ di ogni altro ma e’ affollato da troppi produttori, la selezione sara’ inevitabile e feroce. E nessuno sembra avere una risposta all´interrogativo esistenziale: come sara’ l´auto del futuro, e sara’ in grado di garantire un sussulto di vitalita’ a questo settore?
«So quanto avete sofferto quest´anno, quando da tre turni di lavoro al giorno siete dovuti scendere a uno»: era mesto il tono di Obama ieri, mentre parlava agli operai della fabbrica General Motors nella citta’ di Lordstown, Ohio. Ben diverso dalle parole sfoderate alla vigilia per sferzare i banchieri di Wall Street. Ironia della sorte, gli operai fanno parte della constituency del presidente democratico certo piu’ dei banchieri. Il sindacato dei colletti blu, Afl-Cio, e’ uno dei “grandi elettori” di Obama. Ma la terapia usata dalla Casa Bianca per rianimare l´industria automobilistica ha effetti lenti e ancora aleatori. A differenza dell´anniversario del crac Lehman, ieri Obama non ha potuto presentarsi ai metalmeccanici con la certezza che il peggio sia passato. «La disoccupazione resta insopportabilmente alta», ha dovuto ammettere il presidente in una zona decimata dalla deindustrializzazione. «La vostra comunita’ e’ sull´orlo del baratro».
Eppure, come nel caso delle banche, l´Amministrazione Obama ce l´ha messa tutta. Ha nazionalizzato la Gm. Ha accompagnato con robusti interventi di Stato il passaggio di Chrysler sotto la guida della Fiat. Per la prima volta nella storia americana il governo ha fatto ricorso agli incentivi della rottamazione, e con una generosita’ sconosciuta perfino in Europa: 4.500 dollari di sussidio pubblico per ogni vecchio modello rottamato, in cambio di un´auto nuova e meno inquinante. Un successo, nel breve termine. In agosto le vendite di vetture sul mercato Usa sono balzate all´insu’ del 12%. Hanno trainato loro la ripresa dei consumi, interamente dovuta alla corsa verso i concessionari. Ma i fondi stanziati per la rottamazione si sono esauriti e non c´e’ l´intenzione di ricominciare, il deficit pubblico non consentirebbe altre elargizioni.
E cosi’ ora tutti si attendono l´effetto-boomerang. La rottamazione, com´e’ accaduto tante volte in Europa, puo’ essere una droga. Risveglia il mercato, finche’ questo e’ sotto l´effetto dell´eccitante. Poi c´e’ la crisi d´astinenza. Gli incentivi speciali spingono i consumatori ad anticipare acquisti che altrimenti avrebbero spalmato su un periodo piu’ lungo. Ora arriva la calma piatta, torna la bonaccia. E´ quello che ci si attende in America, dove a settembre nel primo mese post-rottamazione si prevede un calo del 19% delle vendite. Una ricaduta che coglie in condizioni particolarmente vulnerabili la Chrysler controllata dagli italiani. Il Wall Street Journal lancia l´allarme con un titolo su “L´autunno gelido della Chrysler”. Il quotidiano economico avverte: «Dopo un anno difficile, altre cattive notizie sono in arrivo». La Chrysler sembra destinata a subire un tracollo di vendite piu’ brutale rispetto alla media delle altre case: meno 30% secondo le previsioni dell´istituto Ihs Global Insight. «Per Marchionne – commenta il Wall Street Journal – il lavoro e’ piu’ difficile di quanto si aspettava». Resuscitare la piu’ piccola delle tre sorelle di Detroit si scontra con ostacoli oggettivi, eredita’ del passato: «La partenza in massa di tanti ingegneri negli ultimi anni (anche per effetto degli esodi incentivati) ha indebolito le capacita’ di sviluppo della Chrysler e rallenta i progressi nelle nuove linee di produzione».
Intanto le ricadute della crisi americana presentano i conti in Europa. Dopo il lungo tira-e-molla politico sulla vendita a Magna, la filiale europea della General Motors avra’ finalmente un nuovo azionista di maggioranza. Al tempo stesso dovra’ avviare i tagli all´occupazione preannunciati: 10.500 licenziamenti, su un totale di 50.000 dipendenti della Opel. Le pressioni dei politici tedeschi, in un periodo condizionato dalle prossime scadenze elettorali, hanno forse diluito e sicuramente rallentato questa emorragi’a di posti di lavoro. Il colpo ci sara’ lo stesso, sia pure a scoppio ritardato. Non basta il “modello sociale europeo” a impedire che arrivino al pettine i nodi di una dolorosa ristrutturazione. Perche’ tutte le case europee lo sanno, la questione di fondo e’ l´eccesso di capacita’ produttiva. Il conto dei caduti non e’ ancora finito.
Neanche l´Asia e’ al riparo dagli choc, malgrado le apparenze. Certo in Oriente ci sono gli unici mercati dove la domanda ha continuato a tirare in modo spettacolare anche negli ultimi dodici mesi: la Cina e l´India. In Oriente ci sono anche i colossi in testa alla classifiche per vendite, qualita’, affidabilita’, risparmio energetico. Ma perfino sua maesta’ la Toyota, regina mondiale, quest´anno ha dovuto subi’re due sconfitte gravi. Il primo bilancio in rosso della sua storia, e la prima chiusura di uno stabilimento in California. In quanto a Cina e India, hanno vantaggi pressoche’ incolmabili: le due popolazioni piu’ vaste del pianeta, e due mercati di prima motorizzazione. Questo non toglie che siano malate di sovraffollamento industriale anche loro. Dovranno selezionare un numero piu’ ristretto di marche e di produttori. Sara’ un consolidamento pilotato dal governo nel caso cinese, ma non per questo indolore.
In Occidente il settore dell´automobile e’ ormai un mercato di sostituzione. Afflitto dai problemi del congestionamento urbano. Penalizzato da nuovi vincoli di risparmio energetico e riduzione delle emissioni carboniche. La speranza di uscire definitivamente dal tunnel, dopo quest´anno di sofferenze indicibili, e’ affidata a scommesse azzardate. Barack Obama ieri parlando ai metalmeccanici della General Motors ha esaltato la capacita’ delle case di Detroit di puntare su nuovi modelli. La Gm, obbediente alle direttive del suo nuovo padrone pubblico, punta molto sul prossimo lancio della Volt: il modello con motore elettrico. Ma al di la’ delle sincere aspirazioni “verdi” dell´Amministrazione Obama, resta da verificare se la Volt avra’ un tale mercato da risollevare Gm. La rete di alimentazione per ricaricare le batterie e’ ancora troppo modesta se questa vettura vuole conquistarsi uno spazio significativo. Tutto il fervore della Silicon Valley californiana per sfornare vetture elettriche finora ha prodotto dei modelli di nicchia. «Non sono diventato presidente – ha detto ieri Obama – per fare l´amministratore di case automobilistiche». E´ una battuta che suona amara, e un po´ preoccupata. Segnala il fatto che il governo di Washington non vuole tenersi all´infinito la responsabilita’ di gestire la Gm. Ma per vendere il 60% del capitale che possiede, deve convincere il mercato e i capitalisti privati che l´automobile e’ alla vigilia di una seconda giovinezza.
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Dalla newsletter di Gerardo Orsi

Gli eserciti non sono fatti per accompagnare i bambini a scuola.
zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/09/17/?ref=hpsbsx

Avvertiva il generale Colin Powell dal Vietnam che “gli eserciti non sono fatti per accompagnare i bambini a scuola e aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Sono fatti per uccidere nemici e per distruggere cose. Reparti militari in funzione di polizia hanno senso solo se la popolazione li accetta come temporanei strumenti per arrivare “. Tutti i falsi paralleli con l’Italia, la Germania e il Giappone del 45 liberati dagli alleati, non hanno senso di fronte all’arroganza occidentale che l’umanita’, se fosse lasciata libera di scegliere, sceglierebbe di diventare “come noi”. La democrazia non puo’ essere esportata come un’automobile, L’idea che organizzare un’elezione possa da sola far sbocciare la civilta’ politica e’ da accecati.
Mi sono venuti i brividi ad ascoltare il grigio ministro Frattini dire al TG1 che “dobbiamo conquistare le menti e i cuori degli Afghani”. E’ esattamente quello che 500 mila soldati americani cercarono di fare per quasi 15 anni in Vietnam, lasciando sul campo quasi 60 mila americani e milioni di vietnamiti uccisi. Il cordoglio per queste 6 morti non puo’ nascondere la futilita’ di un progetto politico-strategico, condannato a fallire se, e fino a quando, non saranno le nazioni coinvolte a scegliere – se lo vorranno – diverse forme di governo e ad espellere le tossine del fanatismo e del dispotismo. Il ocialismo Reale non fu abbattuto dai cannoni di altre nazioni, ma dal peso del proprio fallimento. Cosi’ come la Cina rossa sta, per propria scelta, evolvendo verso forme diverse di sviluppo e di governo. La democrazia non si esposta, si autoproduce. E se il terreno non e’ favorevole, e’ vano credere di poter coltivare noci di cocco nelle valli Alpine o grano in Antartide.
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La lingua nazionale e il dialetto
Viviana Vivarelli

In molti paesi asiatici o africani la gente anche piu’ povera conosce due o piu’ lingue (il dialetto e’ spesso una lingua vera e propria). In India ci sono 500 grandi dialetti e 22 lingue nazionali, in piu’ moltissimi conoscono l’inglese, in molti paesi africani conoscono anche il francese ecc.
Ascoltando Bossi & soci viene il fondato sospetto che non si voglia salvare il dialetto affiancandolo all’italiano ma che l’operazione rafforzativa del dialetto abbia come scopo quello di affossare l’italiano.
In verita’ tutte queste manfrine localistiche di Bossi hanno sempre meno a che vedere con l’ideologia di un partito forte che ha come scopo il governo di uno Stato, quando un calcolo meschino che intende ridurre l’Italia agli interessi territoriali di una piccola tribu’ locale. Il che, essendo noi in Europa e soggiacendo ai valori, diritti e principi di una serie di organizzazioni planetarie, non e’ solo ridicolo, e’ penoso.
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Luigi Stefanini

A chi… ( non e’ la canzone di F. Leali )

A chi si crede l’ “unto dal Signore”,
a chi si crede un grande (non di statura) premier,
a chi si crede superiore a De Gasperi,
a chi dice che “ essere un piduista non e’ un titolo di demerito ” ,
a chi dice: “non ho mai fatto affari con la politica”,
a chi, d’accordo con Dell’Utri, considera Mangano un eroe,
a chi considera i giudici “mentalmente disturbati” e “metastasi della democrazia”,
a chi crede di potersi comprare tutto (anche il Vaticano e l’immunita’ morale),
a chi vuole imbavagliare l’informazione,
a chi sistematicamente mente,
a chi dice che “il popolo italiano vuole essere come lui ”…
io dico (mi consenta): “ma VAFFANCULO!!! ”

Chi si loda si imbroda

Detto lucano: “Ci s’avant’ sul’ sul’ … je’ propr’ nu fasul’ ” = chi si vanta da solo e’ veramente un fagiolo ( vale poco).

“Putin ha ritirato le sue truppe dalla Georgia solo perche’ gliel’ho chiesto io”.
“Il problema dei rifiuti ormai e’ totalmente risolto!”
“Gli italiani ci danno il 70% di gradimento”
“Sono il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni”
“Sono superiore a De Gasperi”
La consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo 162 giorni rappresenta “il cantiere piu’ grande del mondo e l’opera di ricostruzione piu’ rapida e imponente della storia dell’umanita’.”
“Io sono assolutamente certo di essere l’uomo piu’ democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d’Italia”. (ASCA, 25 gennaio 2002)
Alla trasmissione televisiva Matrix, 10 febbraio 2006, riferendosi al numero di riforme :
“Solo Napoleone aveva fatto di piu’”.
“Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate”. (Corriere della sera, 11 dicembre 2007)
Parlando della sua rinuncia ad andare alla cerimonia di insediamento del neo presidente statunitense Barack Obama : “Io sono un protagonista, non una comparsa”. (Corriere della Sera, 14 gennaio 2009)

Dai trespoli del potere
Rosario Amico Roxas

Comandante Usa e Nato: rinforzi entro 12 mesi, o perdiamo
Perdiamo …. ????
Si perde una partita di calcio, si puo’ perdere un treno o un aereo, si puo’ perdere la bussola, si puo’ perdere la testa; ma si puo’, anche, perdere l’onore, la dignita’, le serieta’, il comune senso del pudore.
Ma come si fa a “perdere la pace” in una missione di pace ?????
Allora si tratta di una missione di guerra, malgrado e contro l’art.11 della Costituzione !!!!
Attrezzati per una missione di pace, i nostri contingenti si ritrovano in un teatro di guerra, che si puo’ anche perdere.
I produttori ed esportatori italiani di armi certamente soffrono per questa tragedia; rischiano il rallentamento degli affari, il rinvio delle ricche commesse, la scadenza dell’infame baratto con la droga.
Il mercato ha le sue esigenze; tanta pubblicita’ rischia di diventare negativa, ma non c’e’ pericolo, le cose continueranno come prima e, forse, meglio di prima.
Ci pensera’ questo interessato governo ad impedire che la guerra finisca per proseguire in quell’infame baratto con le mafie, che produce punti del PIL e mette in condizione questo governicchio di vantare una ripresa economica che, pero’, gronda sangue.
La Russa, ministro della difesa: “resteremo…”
Frattini, ministro degli esteri: “continueremo la nostra opera”.
Come se loro fossero sul posto !!!!
Si’… certo… ma dall’interno dei rispettivi ministeri, comodamente e lautamente appollaiati nei trespoli del potere.
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Die Welt

Chi ormai celebra da solo i suoi atti eroici e’ divenuto un monumento di se stesso che si sta sgretolando“, scrive Paul Badde, a lungo corrispondente da Roma della Welt. Continua ricordando la conferenza stampa insieme a Zapatero: “Il piccolo uomo con i tacchi rialzati si e’ definito un superman, la sua popolarita’ lo conferma, e (ha detto di) essere il premier italiano di maggior successo negli ultimi 150 anni“. Poi Badde commenta: “sembra di assistere all’ultimo atto di uno spettacolo triste, uno spettacolo in cui la vecchia commedia con Silvio Berlusconi protagonista sembra trasformarsi sotto gli occhi di tutti. “Chi si presenta di persona come un Superman non lo e’ piu’, chi celebra da solo i suoi atti eroici e’ diventato un monumento di se stesso che si sgretola… qualcosa e’ successo con il premier“.
B e’ preda di un nuovo nervosismo, con accenti isterici… certo, forse anche prima egli avrebbe ricorso ai suoi avvocati per denunciare una serie di media. Ma e’ “assolutamente nuovo” l’attacco condotto ‘dal suo giornale di casa’, il Giornale, che ha aperto un conflitto con la conferenza episcopale italiana. Il premier ha perso il suo istinto strategico? Con la vittoria di Pirro delle dimissioni di Boffo per la prima volta ha arrecato gravi danni al principio-tattica ‘vivi e lascia vivere’, in base al quale la Chiesa cattolica ha tollerato finora gli spiriti liberi e i massoni nei partiti di Berlusconi. Il Giornale ha attaccato persino Fini con l’allusione a dossier piccanti. E rammenta che non e’ l’opposizione ad averlo indebolito, ma piuttosto la causa con Veronica che disse in aprile a Repubblica che suo marito e’ ‘malato’. Da allora, secondo die Welt, egli ha perso il suo senso d’orientamento del potere, finora preciso come quello d’un sonnambulo… sua moglie ha aperto nell’Ego di Silvio una ferita che non vuole guarire.
Die Welt conclude: “L’autunno del patriarca dunque? Non necessariamente, perche’ Silvio Berlusconi, al contrario per esempio di Giulio Andreotti, non e’ mai stato un patriarca. Non e’ nemmeno un dittatore, ma piuttosto un sultano, come il politologo Giovanni Sartori ha affermato di recente. Ma come che sia, si fa autunno attorno a lui. E’pero’ improbabile che dopo venga una Primavera nel sistema politico italiano. Verra’ Gianfranco Fini, il resto e’ incertezza“.
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Brunetta, la cimice
Viviana Vivarelli

Accanto agli onorevoli pregiudicati,
ci sono gli onorevoli impresentabili,
quelli che ci fanno vergognare di essere italiani.
Brunetta e’ uno di questi,
‘indecoroso’ e’ il minimo che si possa dirgli,
non e’ solo basso fisicamente, il che puo’ dipendere da anomalie genetiche, ghiandolari o altro, e’ basso moralmente, ha una statura morale bassa, e questa e’ una cosa che si e’ andata a cercare e di cui non puo’ incolpare la sorte.
E sembra faccia apposta per presentare se stesso in modo osceno. Osceno e’ il brutto che spettacolarizza se stesso richiamano l’attenzione per forza e richiama la battuta laida (vedi il costante richiamo sui blog o sulla stampa al ‘Giudice’ di Andre’ che il cervello vicino al culo).
Ci sono stati molti piccoli personaggi nella storia: Napoleone, Benito Juarez, Dollfuss, Ben Gourion, Denh Xiaoping…Gandhi stesso era un uomo piccolo, epr non parlare di Madre Teresa che era piccola e minuta.
Essere piccolo non vuol dire niente in se’.
Sono stati molto amati attori di piccola statura come Alan Ladd, Al Pacino, Paul Newman, Woody Allen, Tom Cruise….
Ma Brunetta non e’ solo piccolo, e’ odioso, e non si capisce come faccia B a tenersi vicino uno tanto odioso, e piu’ passa il tempo piu’ Brunetta sembra legato a un destino crudele che lo costringe a diventare sempre piu’ odioso, finche’ l’unico desiderio che provoca e’ quello di schiacciarlo. Col tacco. Come una cimice.
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Grandioso!
La caduta di Berlusconi sulla falsariga de La caduta delle aquile
www.youtube.com/watch?v=hWxnU01HGSo&feature=player_embedded

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Scagionato de Magistris
Luigi de Magistris

Dal provvedimento del GIP di Perugia si puo’ trarre la conclusione che magistrati di Catanzaro -destinatari di una legittima attivita’ d’indagine da parte della Procura di Salerno- indebitamente indagarono me e gli stessi magistrati di Salerno, producendo un mostro giuridico che non si e’ mai visto neanche nei Paesi in cui vige il codice militare di guerra.
Quella operazione illecita serviva per delegittimare e fermare le inchieste di un pool di magistrati che aveva il solo torto di ricercare la verita’. I magistrati di Catanzaro indagati per fatti gravissimi – alcuni dei quali ancora al loro posto grazie ad un CSM che si dimostra molto zelante nel trasferire i magistrati onesti – addirittura ipotizzarono una sorta di complotto della Procura di Salerno del quale io sarei stato l’ispiratore, semplicemente perche’ da uomo delle istituzioni mi sono recato a testimoniare in un ufficio giudiziario.
L’operazione era chiaramente strumentale per fermare le indagini di Salerno. Di fronte ad uno scempio giuridico di questa specie le Istituzioni competenti – CSM in testa – sarebbero dovuti intervenire per consentire ai magistrati di Salerno di lavorare serenamente e sanzionare le abnormi condotte dei magistrati indagati; la stampa di cui oggi difendiamo liberta’ e pluralismo fece passare il messaggio – tranne quei giornalisti che raccontarono con onesta’ e professionalita’ la verita’ – che era in atto una guerra tra procure (addirittura avallando letture che facessero intendere che vi fosse chi sa quale legame tra me e la Procura di Salerno); per non parlare della condotta dei vertici istituzionali sulla vicenda.
Questa archiviazionenon fa altro che confermare che le indagini di Salerno erano doverose. Questo mostro giuridico fu creato per fermare i magistrati di Salerno che stavano arrivando ad una verita’ sconvolgente – obiettivo raggiunto con evidenti complicita’ istituzionali – ed attraverso una strumentale fuga di notizie, quando il fascicolo si trovava presso la Procura di Roma , fu data notizia che ero indagato poche ore dopo che era stata resa nota la mia candidatura al Parlamento Europeo.
Le menti raffinatissime che ancora operano nelle Istituzioni – la cui vicenda Boffo e’ quasi una barzelletta rispetto a quello che dall’interno delle Istituzioni si e’ fatto e si fa per colpire servitori onesti dello Stato – hanno tentato anche di inquinare la mia campagna elettorale: in ogni trasmissione, in ogni luogo, in ogni dibattito mi si chiedeva conto del fatto che ero indagato insieme ai magistrati di Salerno.
Per questi fatti, per queste condotte (attive ed omissive) esterne ed interne alle Istituzioni, ci sono magistrati che sono stati esautorati dalle loro funzioni, addirittura il Procuratore della Repubblica di Salerno e’ stato sospeso. Una vergogna di cui il Paese dovrebbe chiedere conto a chi, dall’interno delle Istituzioni, ha consentito tale delitto.
Il provvedimento di Perugia disvela la polpetta avvelenata. I magistrati onesti che ancora si stanno occupando di queste vicende, se andranno a fondo, vedranno quali opacita’ contraddistinguono pezzi delle Istituzioni e magistrati che hanno agito ed ancora agiscono per inquinare ed impedire che siano rese pubbliche vicende nelle quali si evince un intreccio mortale tra criminalita’ organizzata e pezzi delle Istituzioni avvinte dalla forza eversiva di poteri occulti.
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Programma di Beppe Grillo

Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avra’ un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute, Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per Stato e cittadini per ricevere i vostri contributi.

STATO E CITTADINI
“L’organizzazione attuale dello Stato e’ burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta piu’ i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

– Abolizione delle province
– Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
– Abolizione del Lodo Alfano
– Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
– Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
– Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
– Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
– Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
– Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
– Non eleggibilita’ a cariche pubbliche per i cittadini condannati
– Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come gia’ avviene per Camera e Senato
– Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
– Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
– Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
– Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
– Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini”
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Accorpare i piccoli Comuni
Viviana Vivarelli

Nel programma delle liste di Beppe Grillo c’e’ l’accorpamento dei piccoli Comuni. Ma c’e’ chi protesta. Ma davvero qualcuno ha dei dubbi sulla soppressione dei piccoli Comuni?
Ci sono in Italia 5838 Comuni con meno di 5000 abitanti. In totale fanno il 72,1% dei Comuni del totale.
Morterone(prov. di Lecco) ha 33 residenti, praticamente sono tutti amministratori, ma ha senso?
Moltissimi Comuni sono formati da una famiglia o da 2. Perche’ si deve costringere lo Stato a sostenerne le spese?
In Piemonte abbiamo 1200 Comuni, di questi:
1074 (la metà) sotto i 5000 abitanti, così divisi:
96 hanno tra 3000 e 5000 abitanti
106 tra 2000 e 3000
260 tra 1000 e 2000
609 hanno mano di 1000 abitanti, e fanno il 50% del totale
E di quei piccoli 609:
268 sono tra 500 e 1000 abitanti
240 sono tra 200 e 500
69 tra 100 e 200
32 sono addirittura sotto i 100. Mi dite che senso ha?
In Italia abbiamo 3644 Comuni con meno di 2000 abitanti, 1867 di questi sono a rischio sparizione e sono il 23% del totale, in genere microscopici Comuni montani, concentrati soprattutto in Val d’Aosta (dove sono il 79% del totale), in Molise (73%), in Piemonte (73%), in Trentino (67%) e in Abruzzo (61%)
Che senso ha continuare a sopportare questi sprechi? E come fanno Comuni cosi’ piccoli a provvedere a tutto? Quanto costano in termini economici a noi tutti e quanto mancano di servizi alla popolazione? Come fa a esserci il medico, la posta, la scuola? Servono solo a mantenere dei posti di lavoro? Delle cariche pubbliche? Assurdo!
Eppure Tremonti se ne infischia e taglia invece cose essenziali.
La Lega, se avesse davvero a cuore il territorio, sarebbe la prima a razionalizzare migliorando.
L’accorpamento dei piccoli Comuni e l’abolizione delle Province sarebbe un immediato sollievo per le casse statali.
Solo le Province italiane costano ogni anno allo Stato 14 miliardi di €.
Se si pensa che hanno fatto una Finanziaria di 3 miliardi di euro, tagliando ogni spesa possibile, dagli ospedali, alle scuole alla sicurezza e mettendo in ginocchio il cittadino con un welfare che diventa sempre piu’ inefficiente e poi..
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RIDIAMARO : – )

Luca Popper
AAA utilizzatore finale della Appropriazione indebita necessita urgentemente del Lodo Alfano per evitare le patrie galere. Lauta mancia all’intermediario e pagamento anticipato.
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Maurizio Spina

Giorrrrrno scellerati….
Da piu’ parti si stabilisce il 2012 come termine massimo di questo stronzo pianeta……
Ho trovato un documento Nostradamico, in collaborazione con Giacobbo, scritto in MaccheroLatino…..veramente incredibile…..

Terram colpita da catastroficum evento, Gnomum cum cuoio cappellutum katramatum, portantem disastrorum biblicum.
Sfigam invadentis globum, 18 annorum presenzia maleficam amministrandum Pizzonia impossibilitatis resistenziam, perfin Fidum Emilium sventolorum bandieram bianca, impossibilitatis muscolaturam apparatum linguorum sostenentiam ritmo leccorum….
2012 non oltrem Planetum Terracqueum resistentiam jettatoria sfigam brianzolum tapporum

La veridicita’ del documento e’ provata….gratt, gratt, gratt…….
Scelleratezzam grattorum….
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-Presidente, il paese va a puttane
B. ridendo: -Ormai mi segue ovunque
PV
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Il camion anti-Brunetta per le strade di Roma

“A nome degli impiegati fannulloni, degli studenti guerriglieri, dei poliziotti panzoni, della sinistra golpista e degli italiani che non ti sopportano più. Brunetta, te potesse pija’ un colpo…a te! No allo Stato”.

L’associazione Radici ha deciso di rispondere per le rime al ministro Renato Brunetta, cosi’ ha affittato un camion pubblicitario con questa scritta e ha attraversato quasi tutta Roma. Alle 12 il camion ha sostato in piazza San Giovanni, dove “molte persone – ha spiegato il presidente di Radici Luigi Di Cesare – si sono avvicinate esprimendo l’appoggio all’iniziativa con molto calore e chiedendo a gran voce di proseguire nell’iniziativa

…a nome della “sinistra di merda” che deve andare a morire ammazzata (parole di Brunetta), mi associo rivoltando lo stesso appellativo e lo stesso augurio a chi l’ha formulato.

Brunetta, non ti sopportiamo piu’!
Sei la ciliegina di merda finale sul mucchio di merda totale!

INFLUENZA SUINA

Gira sul web

1200 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo
Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria.
I tg di questo non parlano.
Nel mondo, ogni anno muoiono 2 milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.
I tg di questo non parlano.
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
Non se parla.
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli, i tg mondiali si inondarono di notizie
un’epidemia piu’ pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza abbia causato la morte di 250 persone in 10 anni..25 morti l’anno!
L’influenza comune uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.Mezzo milione contro 25.
Perche’ un cosi’ grande scandalo con l’influenza dei polli?
Perche’ dietro questi polli c’era un “grande gallo”. La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico compro’ 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza,ottennero milioni di dollari di lucro
Prima con i polli, adesso con i suini: e cosi’ e’ iniziata la psicosi dell’influenza suina. E tutti i tg del mondo parlano di questo. E allora ci si chiede: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sara’ che dietro l’influenza suina ci sia un grande porco?
LA nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista e’ Donald Rumsfeld, il malefico segretario della difesa di Bush, artefice della guerra all’Iraq.
L’influenza suina e’ cosi’ terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’OMS e’ tanto preoccupata perche’ non dichiara la pandemia globale e non autorizza la produzione di un farmaco generico?

Considerazione ulteriore
Allarmismi
In tv non si fa che ripetere che non ci deve essere allarmismo. Intanto ogni persona che muore (pochissime in verita’( viene rigorosamente riportata in onda con dovizia di particolari, sistema invero demenziale per chi non voglia creare allarmismo. Ogni influenza generica ha prodotto in passato da 5 a 8.000 morti. Vi immaginate se, per ognuno di essi, la tv ci avesse fatto un bombardamento consimile? Una cosa da manicomio. Eppure e’ questo che fanno! Davvero la demenza si associa al potere e va a braccetto col paradosso. E nei media italiani per questa triade tragicomica non c’e’ che da scegliere.

Altra considerazione
Un vaccino all’Italiana

Ho 4 medici per amici e sento i loro commenti. Sull’influenza suina siamo alla burletta piu’ plateale. Come si dice, la situazione e’ tragica ma non seria.
Come sapete, B ha ritenuto buona cosa non nominare un Ministro alla Sanita’, segno che per lui la Sanita’ pubblica non ha titolo di esistere, lui almeno il problema dei medici non ce l’ha. Siamo nelle mani di un vice di Sacconi che fa poco o nulla, piu’ che altro sta li’ per figura. L’unica cosa che ha capito e’ che di soldi non puo’ disporre, non e’ un Ministro con portafoglio, non e’ nemmeno un Ministro, e’ un esecutore e dunque…. Dunque, dicevano i 4 medici, prima ci hanno detto di individuare l’influenza suina dall’esame del sangue, poi contr’ordine, costa troppo, basta il tampone, segue altro contrordine, si puo’ fare a meno anche del tampone (lo troviamo con la palla di cristallo questo virus?).
In quanto al vaccino sapete che inizialmente constava di DUE iniezioni, ma veniva a costare troppo, cosi’ chi si vaccinera’ lo fara’ con una iniezione sola.. per quel che serve!

Viviana
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http://www.masadaweb.org

1 commento »

  1. Grazie Obama ! è l’unico al mondo che ha il coraggio di dire e fare ! Dio lo proteggerà !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 23, 2009 @ 10:59 am | Rispondi


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