Nuovo Masada

settembre 19, 2009

MASADA n° 994. 16-9-2009- L’ENERGIA SOTTILE. Lezione 8. IL CORPO AURICO

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(Questa è la lezione 8 di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Vie sensoriali e non – Lo scienziato e il mistico – Percepire oltre la banda del visibile – Kirlian – L’aura – La percezione crepuscolare: i corpi aurici – Il corpo eterico- Esperienze paranormali – I Chakra – testare i cakra col biotensor

Il vero viaggio della scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”
Marcel Proust

Vie sensoriale ed extrasensoriali
Le vie della conoscenza possono essere molte, ordinarie e straordinarie.
La conoscenza non si identifica solo con la scienza, soprattutto non con la sola scienza occidentale della materia visibile.
I nostri sensi sono limitati, percepiscono solo una banda ristretta di fenomeni. All’interno delle onde potenziali apriamo in genere solo piccole finestre percettive, cioe’ riusciamo a trasformare in percezione (esperienza sensibile) solo una gamma ristretta di lunghezze d’onda.
Nel mondo occidentale i sensi sono considerati 5 (vista, udito, tatto, olfatto e gusto), il mondo orientale ne aggiunge un sesto 6: la mente, considerata un senso a tutti gli effetti. Ma ognuno di questi strumenti e’ potenzialmente capace di gradi diversi e di qualita’ diverse di esperienza.
Facciamo un esempio: nell’occhio abbiamo molte cellule visive, i coni, che sono recettori sensibili ai colori; in un mosaicista esse permettono di percepire 6.000 sfumature di colori diversi e non solo 300 come un occhio normale, e un maschio occidentale su 12 e’ daltonico, cioe’ non e’ in grado di distinguere tra il giallo, il verde, l’arancione, il rosso e il marrone, il che gli crea qualche difficolta’ coi semafori.
Si chiama sensorialita’ l’uso degli strumenti percettivi entro la finestra ordinaria che riguarda, in una immaginaria piramide umana, l’immensa base. La sensitivita’ e’ invece la capacita’ di usare gli strumenti percettivi oltre le capacita’ ordinarie, aprendo la percezione di una realta’ straordinaria o parallela, che sta oltre la soglia e riguarda solo poche persone che stanno nella vetta ristretta della piramide.

In Occidente si e’ scandagliato il mondo attraverso i sensi tradizionali o si sono costruite protesi tecnologiche (microscopi, telescopi, spettrogrammi, oscilloscopi ecc.). In Oriente si e’ allargata la finestra percettiva con tecniche di modificazione sottile di tutto l’arco sensoriale, comprendendo in esso anche la percezione mentale.
La realta’ in se’, tutta intera (noumenica, come dicono i filosofi) restera’ comunque sempre al di fuori di ogni nostro possibile approccio, ne’ i sensi ne’ la mente potranno avere mai una visione esaustiva di tutto cio’ che e’, ma chi e’ in grado di ampliare o modificare le proprie facolta’ percettive e mentali, sa che si possono percepire molti altri tipi di fenomeni oltre l’ordinario e che ci sono modalita’ ‘altre’ di percezione della realta’ che sconvolgono la visione ordinaria che e’ propria della base della piramide.
Lo scienziato occidentale, non essendo in genere un sensitivo e appartenendo all’immensa base umana, continua ad escludere questa possibilita’ che non e’ mai entrata nella sua esperienza, il che non vuol dire che abbia ragione, ma solo che la sua visione del mondo e’ simile a quella di qualche miliardo di persone.
Il sensitivo sa invece che il mondo puo’ apparire molto piu’ ampio di cio’ che vede la massa e sa di appartenere ad una fetta ristretta di umanita’ che ha una percezione allargata, puo’ confrontarla tra i suoi partecipati e dimostrare che nel tempo e’ sempre esistita una percentuale d’umanita’ dotata di strumenti diversi che hanno portato a risultati percettivi simili.
Cio’ che appare della realta’ entra nella nostra conoscenza e si fa contenuto di coscienza a seconda della finezza degli strumenti che riusciamo ad usare. Non c’e’ nulla di male a somigliare a una massa sterminata di persone, ma sembra abbastanza bizzarro che si possa negare una fetta di umanita’ diversificata. Sarebbe come se un soggetto che vede solo 300 sfumature di colori si mettesse a negare la possibilità di un mosaicista di distinguerne seimila o fondasse delle associazioni per combatterlo come un ciarlatano.
Allargare l’uso delle percezioni significa avere una espansione di coscienza. In Oriente danno a chi e’ in grado di farlo in modo molto superiore, il nome di ‘illuminato’.
Gli Orientali hanno cercato da migliaia di anni di modificare i mezzi fisiologici di captazione del reale, ampliando la percezione umana oltre l’ordinario, ed hanno creato strutture di pensiero filosofico-religiose che distinguono due realta’, quella ‘illusoria’, che rientra nella percezione ordinaria e coglie solo l’aspetto grossolano della realta’, e quella ‘vera’ che viene afferrata dalla percezione straordinaria e coglie l’aspetto sottile di cio’ che esiste, per quanto cio’ e’ possibile alla configurazione umana.
C’e’ un punto in cui lo scienziato, colui che sa, si identifica col mistico, colui che vede; e, contro lo specialista occidentale che si fossilizza nello studio di un frammento di vita frammentando l’esistente in particelle non comunicanti, il saggio e’ invece colui che vede tutto e intuisce i legami profondi che legano ogni parte all’altra all’interno di un universo globale.
Accade cosi’ che alcuni riescano ad avere percezioni straordinarie con l’intuizione di un’altra realta’.
Anche il pensiero orientale si basa sull’esperienza, ma e’ un’esperienza allargata molto oltre l’ordinario che non nega il mondo sottile ma ritiene che esso sia enormemente superiore al mondo grossolano.
In Occidente, invece, chi si aggira nel mondo di secondo ordine ha ricevuto dalla cultura il potere di deridere qualunque visione della realta’ diversa, facendo della sua visione ristretta un feudo e un monopolio, che in realta’ discende solo da un uso ristretto dei sensi e da un uso ristretto della mente.

Con la nuova fisica siamo arrivati al concetto dell’uomo come insieme di campi di forze. Un campo di forze e’ una zona dello spazio in cui abbiamo movimenti, come le ramificazioni di un fulmine o gli assoni di un neurone. Gettando un sasso nell’acqua, possiamo vedere una zona dove le onde d’urto si allargano visibilmente.
Accendendo una candela, possiamo distinguere una zona di luminosita’ che si irradia dalla candela e via via degrada assumendo vari colori dal giallo al violetto. Una zona simile esiste attorno all’uomo, in essa ritroviamo un nucleo, o zona di maggiore addensamento d’onda, il corpo visibile o grossolano, percepibile dalle persone comuni, e attorno ad esso alcuni possono vedere che si irradiano in modo sempre piu’ sottile dei campi di energia.
La percezione ordinaria coglie la zona di massima risonanza, cioe’ il corpo grossolano, il nucleo visibile.
La percezione straordinaria, extra-sensoriale o extra-psichica penetra nella parte crepuscolare, dove gli effetti di campo sono piu’ sottili e meno palesi e riesce a intravedere molti altri campi di forze.
Analogamente al corpo, la coscienza ordinaria e’ la parte piu’ spessa di una luce da cui si irradiano parti via via piu’ sottili e piu’ penetranti della totalita’ della vita.

La coscienza comincia ad apparire nel bambino molto piccolo, ma puo’ subire molti cambiamenti, puo’ ottundersi o amplificarsi a seguito dell’educazione che e‘ una profonda manipolazione della natura primitiva del bambino, una natura che non e’ mai vacua, non e’ mai la pagina bianca di cui parlano certi filosofi, ma nasce gia’ impressa di memorie dalle vite precedenti e da un approccio non manipolato verso il reale, che puo’ anche essere piu’ ricco di quello di un adulto perche’ meno inibito dalla cultura, ma puo’ anche ridursi, oscurarsi, moltiplicarsi (schizofrenia) o scomparire (coma o estasi…).
Quando la coscienza visibile accoglie anche alcune parti dell’intelligenza invisibile, parliamo di coscienza straordinaria o percezione extrasensoriale. Questa particolarita’ non ha niente a che fare con l’intelligenza logica come comunemente la intendiamo, per esempio il mistico indiano Krishnamurti non era molto intelligente ma la sua capacita’ extrasensoriale era elevatissima.

Per analogia riprendiamo l’esempio cromatico della luce e pensiamo alla banda cromatica normalmente visibile, intesa come successione di onde di diversa frequenza; la luce danza anche prima e dopo la parte visibile allo sguardo (infrarossi e ultravioletti), ma l’occhio dell’osservatore non riesce a percepirla, cioe’ il movimento delle sue cellule sensorie non entra in risonanza. E’ un po’ come se avessimo molte serrature che aprono molte porte ma poche chiavi, per cui ognuno di noi puo’ aprire solo un numero ridotto di porte. Se le chiavi fossero di piu’, cioe’ se la danza fosse allargata, vedremmo nuovi colori e nuove forme (per es. cosa c’e’ negli ultrarossi o ultravoletti). Quando si costruirono le prime macchine fotografiche, esse erano sensibili alla banda degli ultravioletti e cio’ porto’ a fotografie strane in cui comparivano, oltre agli oggetti osservati, fenomeni luminosi, sfere di luce, visi ecc.

Per esempio questa foto agli ultravioletti di questa Potentilla rivela un disegno invisibile ai nostri occhi ma visibile a un’ape che vede nell’ultravioletto e ne e’ attratta per suggere il miele. In modo simile possiamo diagnosticare certe malattie della pelle o scoprire sotto la superficie di una tela dipinta un quadro dipinto in precedenza o scoprire documenti falsi.

Per es. foto agli ultravioletti, ultrarossi e col microscopio a scansione elettronica hanno rivelato che le statue antiche romane che noi crediamo candide, erano invece colorate a colori violenti. L’imperatore Augusta di Prima Porta aveva il rossetto sulle labbra, ciglia e sopracciglia truccate, capelli rosso mattone, mantello rosso porpora…

Questa invece e’ una foto fatta da Daniele Gulla’ in cui sembra che si veda la parte aurica, ovvero il corpo sottile o energetico, come lo vedono i sensitivi. Luminescenza a infrarossi.

Per pochi euro si puo’ comprare una torcia a raggi ultravioletti con cui si riconoscono le monete false, si vedono le tracce di urina negli alberghi e ci si puo’ divertire a dare la caccia ai fantasmi. : – )

Le foto negli ultrarossi e negli ultravioletti dettero un notevole impulso a ipotesi spiritiche. Poi le nuove macchine fotografiche riuscirono a spostarsi nella banda della luce visibile, producendo foto a colori, e i fenomeni di interferenza sparirono.

Tuttavia anche con macchine fotografiche normali si hanno a volte effetti stupefacenti. Io feci una foto alla statuetta della Madonna a Chartres che, secondo la leggenda, indosserebbe un vero lembo del mantello della Madonna, e la foto riprodusse l’interno della Chiesa in modo nitido e normale ma al posto della statuetta della Vergine rese una immagine analoga di luce totale.
Affascinanti anche le foto della mia amica Giuliana alla cagna di sua figlia, poco dopo la sua morte per cancro, ancora giovane. Questa cagna era molto amata dalla figlia perduta. Nelle foto la cagna appare sempre stranamente come una forma luminosa. Il suo nome e’ Luce.

Ci sono in Italia gruppi che studiano la possibilita’ di percepire oltre la banda visibile con macchine fotografiche particolari che lavorano negli ultravioletti o negli ultrarossi. Daniele Gulla’ e Dinicastro, di Bologna, hanno ottenuto foto notevoli con pellicole a 400 ASA, evidenziando movimenti di luci, luminescenze ecc. C’e’, per esempio, una foto in cui appare lo spettro di una casa distrutta durante la guerra e inesistente al momento dello scatto.
In particolare si e’ cercato di fare foto agli ultravioletti al momento della morte di animali o persone evidenziando aloni biancastri che si staccano dal corpo e aleggiano sopra di esso.

Foto del famoso fantasma di cavaliere del castello di Bardi.

Vedi l’intera storia a www.fantasmitalia.it/bardi.htm

Con macchine Kirlian si possono evidenziare luci che circondano le parti del nostro corpo, il terzo occhio, flussi di luce che escono da alcuni dei nostri chakra ecc..

Foto Kirlian

In Russia (in ambito rigidamente scientifico e non certo spiritista o spiritualista) si sono fatti esperimenti con macchine particolari sensibili a un ampio spettro di frequenze, e si e’ fotografata una nuvola bianca che si stacca dai morenti o che esce dal corpo di uno Yogi che esegue una OBE. Non sappiamo di che energia si tratti ma certamente la realta’ e’ molto piu’ ampia di quello che percepiamo. Strumentazioni particolari mostrano luminescenze che contornano ogni essere, anche una pianta o una casa.

Medianita’
L’uomo sembra essere un insieme di campi elettromagnetici, vortici che contengono altri vortici, come dice il pensiero indiano. Il corpo visibile e’ la zona centrale o nucleo di maggior visibilita’, attorno ad esso ci sono zone crepuscolari con frequenze diverse che stanno fuori dal visibile.
Alcune persone sono predisposte a oltrepassare la visione ordinaria, altre riescono a farlo in condizioni particolari, e possono vedere anche dentro la zona crepuscolare, nell’alone di luminosita’ fioca che irradia dal corpo. Esse riescono a vibrare cioe’ a sentire anche in corrispondenza delle zone liminari al corpo e percepiscono realta’ normalmente fuori campo. Questa capacita’ e’ un tipo particolare di sensitivita’.
Il Medium e’ un soggetto che sta in mezzo, confina tra stati diversi e dunque tra realta’ diverse, e’ un viaggiatore che oltrepassa i confini del conosciuto per ampliare la sua visione in regioni limitrofe.
Alcuni sensitivi vedono l’uomo come un vortice e scorgono i campi di energia che lo circondano come luminescenze, luci dorate, lampi, aloni… Questa e’ anche la concezione orientale che probabilmente discende dalla visione extrasensoriale dei grandi santi.
La parte visibile del corpo e’ solo il nucleo dell’intero, e attorno ad essa ci sono campi energetici meno visibili.
L’uomo e’ l’insieme di tutti questi campi di onde, che stanno uno dentro l’altro, campi energetici, ognuno con la sua frequenza, e questo insieme vibrante viene chiamato AURA=luce dorata, perche’ i sensitivi lo vedono come un alone giallo chiaro, dorato.

Un pomeriggio d’inverno di otto anni fa, nella palestra Sirani di Bologna, me ne stavo seduta dopo un rilassamento, aspettando che le altre finissero la meditazione. Improvvisamente, nella penombra della palestra, vidi sopra il capo di tre mie compagne delle luci fluorescenti. Questo fu il mio primo incontro con l’aura. Sul capo di una si era formata una specie di irradiazione arancione chiaro, su un’altra verdolina e su una terza grigio cenere. Era come un’esalazione di luce fluorescente, abbastanza luminosa come la luce del neon ma con colori ambrati appena riconoscibili. Giudicai la prima la piu’ interessante e, piu’ tardi, avvicinai la signora (che poi sarebbe diventata una delle mie piu’ care amiche, Laura bionda) e le chiesi se c’erano problemi tra mente e cuore. La sua risposta fu “Non si conoscono nemmeno!” Considerai che la luce era la mescolanza di una luce dorata, tipica delle persone molto spirituali e evolute, e di una luce rossa, che indicava pulsioni sessuali molto forti, passionalita’ e disturbi sessuali, e che le due cose, spiritualita’ e pulsioni erotico-affettive, erano in conflitto.
La persona dalla luce verdolina, come la luce di un sottobosco lacustre, la giudicai introversa e schiva, forse una biologa, persona che doveva vivere nell’osservazione tranquilla di fenomeni della natura, contemplativa di se’, e la lasciai perdere.
Invece la signora anziana dalla luce grigia fredda mi fece una cattiva impressione di depressione e morte ed ebbi immediatamente una visualizzazione. La visualizzazione e’ una specie di flash mentale, come un sogno che attraversa rapidamente la coscienza, immagine statica o dinamica, di solito di tipo simbolico, cioe’ analogica, equivalente a una certa realta’ letta per simboli, che scaturisce dal nostro emisfero destro e non dal mondo esterno. La visualizzazione e’ una risposta del nostro immaginario inconscio ad uno stimolo esterno invisibile, e’ una lettura di campo sottile, e, come ogni produzione inconscia, si esprime attraverso simboli e metafore, come un sogno.
Di fronte all’anziana signora visualizzai una cucina di una casa colonica, vuota e povera, dove lei si aggirava disorientata. Fissava le ceneri grigie del camino, dove non ardeva piu’ fuoco e diceva: “Non ci sono piu’ i bambini, non ci sono piu’ i bambini!”. Poi si avvicinava a una finestrella con sbarre di ferro e guardava alienata un orto pieno di sole che stava al di la’, ma non le interessava di uscire ed era come prigioniera di se stessa e in preda a un dolore mortale. Pensai che era molto depressa e con desideri di morte. Piu’ tardi venni a sapere che si trattava di una donna che era stata maestra d’asilo, ma che dopo il pensionamento era caduta in grande depressione con tentativi di suicidio. Una delle amiche del gruppo del martedi’, presa da pieta’, la prese in cura per qualche tempo cercando di farla uscire e di distrarla, ma poi dovette abbandonarla non reggendo la sua profonda tristezza, perche’ la depressione a livelli alti e’ come una nebbia che perturba anche coloro che la contattano da fuori.

Il fenomeno che avevo intravisto per caso e’ molto noto in Oriente ed era noto anche in Occidente in epoche molto antiche. L’aura e’ formata da molti livelli sempre piu’ ampi e impercettibili. Se e’ relativamente facile vedere quelli piu’ vicini al corpo fisico, e’ quasi impossibile vedere quelli piu’ lontani. Percepire una parte dell’aura significa percepire uno stato vibrazionale contiguo al corpo che resta fuori dalla banda della percezione ordinaria.

Altre volte, ma sempre per caso, ho intravisto questa formazione luminosa attorno al corpo. Una volta, ad una conferenza di parapsicologia, vidi l’aura di una donna attraversata da una trave scura, sopra il capo, e ebbi una visualizzazione per cui mandai a questa donna un foglietto dove avevo scritto che un dramma l’aveva colpita in una delle figlie ma doveva fare qualcosa per migliorare l’atmosfera familiare affinche’ l’altra si salvasse. La donna ebbe una reazione furente, non mi rivolse la parola, ma, alla fine della conferenza, si precipito’ nell’ufficio del direttore lamentandosi con aggressivita’ del mio foglietto. Non mi parlo’ ne’ allora ne’ mai e ritenni di averla gravemente offesa. Piu’ tardi una sua conoscente mi avverti’ che aveva effettivamente due figlie e una si era uccisa impiccandosi, forse era questo il senso della trave scura che avevo visto attraversarle l’aura.

La percezione crepuscolare
Non so spiegarvi come e perche’ la visione dell’aura diventi possibile, ma per i primi strati non e’ impossibile insegnare a vederla.
Ritengo che sia relativamente facile per tutti vedere il primo corpo sottile, che viene chiama corpo della vitalita’ e che si puo’ percepire in certe condizioni di luce e di sguardo; il secondo corpo o corpo delle emozioni e’ anch’esso visibile come corpo pulsante, a sprazzi, e sempre in certe condizioni di contrasto. Per gli altri non saprei, non li ho mai visti e non posso dire come siano.
Il primo e’ relativamente continuo anche se fluido e azzurrino, il secondo appare come una serie di lampi un po’ sfalsati rispetto al corpo. Gli altri non li ho mai visti ma dicono che ci sia, specie in Tibet, chi e’ in grado di vedere altri corpi di energia e di vedere anche il guscio aurico su cui, si dice, si possono vedere i riflessi delle vite precedenti.
La visione dei primi corpi aurici si e’ accentuata dopo una strana esperienza:

Una mattina, mentre ero appena desta nel mio letto, ma ancora con gli occhi chiusi, cioe’ sospesa tra il mondo del sonno e quello della veglia (stato ipnagogico=che cammina fuori dal sonno), dovendo restare ferma per non svegliare mio marito e passare il tempo, chiesi a qualcuno sopra di me di darmi una lezione sulla visione. Restando nel mio rilassamento totale, immediatamente avvertii un contatto sul lato destro del corpo (ero in posizione fetale) come fosse una nuvola nera informe che in tempi brevissimi divenne sempre piu’ pesante fin quasi a schiacciarmi. La sensazione di schiacciamento, anche se potevo essere ancora in un sogno, fu cosi’ violenta e concreta che in preda al panico mi bloccai in un “no” deciso e immediatamente il peso scomparve. Allora spalancai gli occhi e ‘vidi’ nello specchio dell’armadio una scena colorata. Il mezzo busto di un giovanetto molto vivido stava davanti a una balaustra dietro cui si vedeva un cielo azzurro e del verde. Il ragazzo aveva capelli neri e ricci e un pullover blu elettrico. Un pensiero dentro di me ordino’: “Guarda!” e automaticamente contrassi lo sguardo in un certo modo, a quell’atto il giovanetto divento’ totalmente nero. La voce spiego’: “Ecco, questa e’ la morte!”. Ancora piu’ spaventata aprii del tutto gli occhi e l’immagine scomparve.
Lo sguardo ritratto mi fece pensare a un gioco che facevo da piccola. Poiche’ sono nata con una malformazione bronchiale che mi doveva portare alla morte, avevo spesso l’asma o la bronchite, e, passavo lunghi periodi da sola a letto in una camera a nord della casa, molto fredda, separata dalle scale. Giocattoli non ce n’erano, erano tempi di grande poverta’, come unico divertimento avevo una scatola di bottoni e conchiglie. Passavo la giornata a fissare il cielo dai due finestroni alti che avevo di fronte da cui vedevo qualche tetto. Spesso mi fissavo le mani muovendole in controluce con lo sguardo ritratto, come fanno i neonati. Trattavo lo sguardo come un elastico che univa l’occhio all’oggetto. Ritirando l’elastico lo sguardo non si ancorava all’oggetto ma restava sospeso a mezz’aria. Allora si potevano vedere cose strane e misteriose, come oggetti vaganti, bolle di luce leggera, o rapidi passaggi bianchi come di forme, cose che normalmente non vengono messe a fuoco perche’ sono attraversate dallo sguardo. E’ un gioco che faccio qualche volta ancora, quando sono stanca e intravedo strane forme, luci, sfere luminose, qualche volta figure che appaiono e scompaiono silenziosamente. Fissando le mie mani, vedevo un alone che si sdoppiava lentamente e si muoveva qua e la’. Poiche’ i problemi respiratori ostacolavano l’arrivo di ossigeno al cervello credo di aver avuto piccoli stati modificati di coscienza prodotti da un’anossia parziale, che facilitava le visioni. In caso di ipoventilazione (ma l’iperventilazione fa lo stesso effetto) la stanza si riempiva di sfere vaganti molto luminose che si accendevano e si spegnevano silenziosamente. Molti sensitivi hanno raccontato questo fenomeno delle bolle o sfere lucenti. Altre volte nella vita ho visto di colpo queste sfere o anche delle meteore molto luminose come spirali esplosive anche molto colorate nella stanza, in genere in momenti di forte eccitazione emotiva che probabilmente mi collassavano la pressione e anche la ventilazione polmonare (collasso circolatorio e apnea). Cosi’ certi fenomeni potevano dipendere da calo improvviso di ossigeno al cervello o da cadute improvvise della pressione, come succede prima e dopo uno svenimento o in situazioni postoperatorie o sotto l’assunzione di droghe o anche per scompensi dovuti a banali farmaci antinfluenzali a cui si e’ allergici o in dosaggio eccessivo.

Un mio amico trapiantato di fegato ha avuto lunghi giorni di visioni scatenate dai farmaci antirigetto. Certe medicine hanno effetti allucinatori. Del resto i popoli antichi hanno sempre usato allucinogeni (funghi, radici, boccioli di cactus ecc.) per allargare la coscienza e comunicare col cosiddetto mondo degli spiriti o della realta’ allargata.

Un effetto simile, che modifica il modo di usare la mente, e dunque di percepire, si ha in alta montagna (tipico l’Himalaya) a causa della composizione e della pressione dell’aria. Si hanno effetti sulla ventilazione polmonare e sulla pressione del sangue che modificano gli stati di coscienza e la qualita’ delle percezioni. Piu’ si sale e piu’ si alterano le onde mentali e cambia la loro frequenza. La vibrazione si sposta dalla fascia vibrazionale ordinaria a zone di confine, entrando nella percezione crepuscolare. ‘Creper’ vuol dire oscuro; il crepuscolo e’ la qualita’ incerta di luce che c’e’ prima dell’alba o dopo il tramonto.
Si esce dalla fascia del noto e si entra nell’ignoto. E’ la possibilita’ di una esperienza diversa, una dilatazione di coscienza, in cui cambiano le rappresentazioni. Queste zone liminari sono molto interessanti perche’ modificano la nostra idea di realta’.
Paesi con montagne molto alte e aria molto rarefatta permettono esperienze di realta’ molto interessanti. Il paese di grande altitudine che per eccellenza ha favorito esperienze extrasensoriali e’ il TIBET. Possiamo pensare ai monaci tibetani come a persone che, grazie a circostanze multiple, (alimentazione, respirazione, tecniche di vita ecc.) hanno prodotto modificazioni permanenti nel movimento delle onde mentali, sviluppando percezioni extrasensoriali, entrando cioe’ nelle zone di confine, nelle zone cosiddette creouscolari.
Le montagne dunque, ma anche i deserti per altri motivi, sono le zone preferenziali per chi vuole sperimentare stati modificati di coscienza. Del resto anche normali turisti hanno testimoniato straordinari effetti che a volte si realizzano ad alte quote (visioni, voci, stati d’animo eccezionali ecc.). Salendo molto in alto, si hanno variazioni nella pressione dell’aria, nella sua composizione chimica, nella ionizzazione delle particelle (spostamenti di cariche elettriche) ecc., che possono perturbare le onde mentali e portare a stati alterati di conoscenza.

Luminescenze
Abbiamo visto come le foto agli ultravioletti o ultrarossi o anche normali foto possano rilevare curiosi effetti di luce, a volte immagini di volti, spesso riconoscibili in defunti. Ma anche in stato modificato di coscienza o per capacita’ particolari gli occhi dei sensitivi, come certe macchine fotografiche molto sensibili, possono rilevare attorno ai corpi una emissione luminosa molto debole, quella che i fotografi chiamano effetto corona o effetto fantasma. Vi sono persone che hanno da sempre questa capacita’ di cogliere la luminescenza detta, una luminescenza che a volte si articola in colori, e che possono, in base ad essi, dire qualcosa sulla salute o sul carattere del portatore.
In India questa AURA o luce dorata viene studiata dai santoni, in Tibet dai monaci, e si usano tecniche per aumentarne la percezione. Sembra che in Tibet sensitivi particolari siano addestrati a fare diagnosi mediche o caratteriali attraverso la visione dell’aura. Essa riflette non solo la parte corporea ma anche quella emotiva, mentale e spirituale, e i suoi colori risponderebbero alle condizioni dei piani energetici.
Noi sappiamo che le cellule comunicano tra loro con una debolissima emissione di luce nella banda dell’ultravioletto, una luce coerente come il laser, cioe’ non ondulatoria ma lineare. Quello che vediamo potrebbe essere il suo corrispettivo.

Mi e’ capitato di fare sogni in colori che vanno dall’azzurro al violetto, e contengono una gamma di sfumature azzurre enormemente piu’ grande di quella normalmente sperimentata
.

Attorno ai corpi si irradia una luminescenza debolissima che va dai 10 ai 100 fotoni; al momento della morte essa puo’ aumentare fino a mille volte, al punto che si e’ potuta fotografarla, non solo negli uomini ma anche negli animali. Ho visto per es. le foto dell’alone che lasciava il corpo morto di una gallina. Alcuni medium o sensitivi durante una trance sembrano in grado di aumentare questo tipo di luminosita’ fino renderla visibile. Ho visto le riprese in un laboratorio di fisica di Milano della luminosita’ che usciva a tratti dalle mani di un pranoterapeuta (Cutolo), colta attraverso strumenti particolari, che amplificavano il fenomeno luminoso, mentre egli imponeva la sua energia a una coltura cellulare, e questa emissione appariva accendersi di colpo come una piccola e improvvisa nube di scintille elettriche (fotoni). I ricercatori erano molto stupiti di quanto riuscivano a registrare e la crescita delle colture risultava poi accelerata. Ancora pero’ non abbiamo spiegazioni scientifiche che convalidino la possibilita’ di un pranoterapeuta di potenziare energie positive di vita e di inibire meccanismi patologici, ma solo prove fattuali.
L’essere umano e’ un insieme energetico, tutto quello che avviene in lui puo’ aumentare o diminuire l’energia dei suoi campi. Il biotensor pur nella sua semplicita’ e’ in grado di segnalare questo aumento di energia.
Io non riesco a differenziare questi campi tra loro, ma ho testato una persona di cui vedevo una certa luminosita’ e, quando si e’ messo in uno stato di meditazione Kun Fu, ho visto chiaramente la sua luminosita’ aumentare di grandezza. E’ come una fluorescenza giallo chiaro come quella di un neon, abbastanza viva e oscillante che cambia continuamente dimensione e luminosita’. In essa possono apparire macchie scure e credo che da esse si possa fare diagnosi. Non credo che appaia sempre alla percezione visiva normale, anche se gli occhi possono veicolarla, perche’ ci sono casi in cui essa appare piu’ chiara ad occhi chiusi.

Ricordo che in un cerchio Yoga, i cui componenti non mi erano noti, a occhi chiusi ho visto una di loro, Elisabetta, circondata da un forte alone dorato e seduta in alto, come fosse su una pedana luminosa. Risulto’ poi che si trattava di una maestra yoga dedita alla meditazione. In un altro caso sempre ad occhi chiusi si evidenzio’ un ragazzo del gruppo che risulto’ essere capo di un gruppo spiritualista ( i Pentecostali).

Corpo eterico o vitale
-Il corpo eterico o corpo brillante – Il ‘CORPO CHE CORRE’.
Nelle splendide mattine di prima estate, nel dondolio dell’autobus che facilita uno stato di rilassamento, i corpi di ragazzi molto giovani, nelle zone scoperte, braccia, mani, testa, appaiono immediatamente circondate da una stretta fascia luminescente e dinamica. Basta ritrarre lo sguardo, come un elastico che si raccorcia, cambiando il punto di focalizzazione, e spostarlo leggermente fuori del bordo della pelle e risulta visibile una striscia di energia vibrante, translucida, che e’ simile al bordo di una bolla di sapone, una sostanza acquosa, luminescente, in continuo movimento, ‘il corpo che corre’, appunto.
Questo campo di energia in continuo fluire circonda tutto il corpo fisico un poco oltre la pelle, ed e’ leggermente piu’ ampio per un tratto uniforme che va da 1 o 2 millimetri fino a 1 cm e mezzo circa, in condizioni di grande energia fisica. La fascia visibile e’ perfettamente uguale in ogni punto, ma varia nella giornata, e’ piu’ alta al mattino e, verso sera, quando siamo piu’ stanchi, si abbassa fin quasi a sparire. Poiche’ un sano ragazzo di 17-18 anni gonfio di salute e di energia mostra una fascia piu’ alta e vibrante e di colore piu’ vivo, posso pensare che questo corpo, detto Corpo Eterico, rappresenti la nostra vitalita’, il radicamento al vitale, il grado di salute e di forza fisica, il tono vitale dell’individuo, la brillantezza della vita. Fissando questo bordo si vedono continuamente apparire e subito scomparire dei piccoli globuli con un nucleo piu’ scuro al centro che guizzare con una codina come dei girini, come piccoli vortici. Questo apparire e scomparire crea nel bordo luminescente una impressione di scorrimento continuo velocissimo.
Il colore del bordo luminescente varia come la sua estensione, e’ una leggera fluorescenza che va da un lilla molto sottile ma luminoso, che indica salute e vitalita’, a un grigio opaco e smorto, che indica malattia, stanchezza, esaurimento dell’energia vitale, depressione.
Il corpo eterico o vitale, oltre a essere visto, puo’ essere percepito in altro modo, per es. con i polpastrelli. Ma occorrerebbe prima fare degli allenamenti per sensibilizzarli alla ricezione dell’energia. L’energia e’ formata da onde che possiamo ricevere attraverso percezioni tattili, caldo o freddo, oppure movimenti elettrici, a spirale. Se tocchiamo la pelle, abbiamo impressioni dermiche, ma per toccare il corpo eterico dovremmo stare con la mano nella zona molto vicina alla pelle senza pero’ toccarla; curiosamente, anche se non tocchiamo la pelle, la persona si sente sfiorata lo stesso; qui le percezioni sono piu’ sottili, per cui dovremmo sensibilizzare di piu’ i polpastrelli.

Leggere con le dita. Uno dei modi per amplificare certe percezioni e’ quello di imparare a distinguere delle forme geometriche di colore diverso (ritagli da carte lucide per collage) tenendo le mani sopra di essere a 1 mm, a occhi chiusi cosi’ da imparare a riconoscere le onde emesse dai colori freddi, nero, blu.. da quelle brulicanti e vive dei colori caldi, giallo, rosso. Con un po’ di pazienza si puo’ arrivare a distinguere un colore dall’altro e si puo’ arrivare a distinguere la forma di una figura geometrica dal piano bianco su cui e’ posta. Con l’esercizio si arriva anche a leggere parole stampatello abbastanza grandi. Io l’ho fatto, chiunque puo’ farlo, pochi hanno la pazienza necessaria a tale sensibilizzazione, che pero’ potrebbe essere utile per chi vuol sperimentare la pranoterapia o la diagnosi energetica.
A quel punto siamo pronti. Possiamo passare la mano sul corpo senza vestiti, senza toccare la pelle, a occhi chiusi o in stato di grande rilassamento, e si riesce ad avvertire le zone patogene dal fatto che emettono radiazioni fredde; la malattia si esprime come mancanza di energia e dunque emana un senso di freddo. Se siamo sani e se abbiamo una buona energia, la mano puo’ diventare un ponte per far passare l’energia dal sano al malato, e’ una circolazione di ioni benefica, che il soggetto percepisce come calore e formicolamento.

Corpo eterico vuol dire corpo brillante. Il nome viene da ‘etere’ (dall’indoeuropeo ‘brillare’ ‘ardere’). Nel Medioevo lo chiamavano ‘quintessenza’. Aristotele indicava una quinta sostanza che compone i cieli oltre le quattro fondamentali (aria, acqua, terra, fuoco) che formano le cose. Per gli alchimisti (Paracelso) l’etere e’ l’elemento dominante di ogni composto e contiene ‘gli arcani’, forze operanti nel corpo, sia esso minerale, vegetale o animale, gli arcani sono le vie dell’energia, le sue modalita’. Il corpo eterico e’ il principio attivo, l’energia che tiene insieme il corpo e gli da’ il suo valore piu’ profondo.
L’erboristeria, l’omeopatia, la medicina spagirica o altre terapie sottili contattano i principi attivi, cioe’ i valori energetici, di una sostanza per sintonizzarli sui campi energetici del corpo umano, secondo un’interazione da forza a forza, da sistema a sistema, in cui la ‘quantita’’ del farmaco e’ ininfluente, anzi, paradossalmente, piu’ la dose materiale e’ diluita piu’ il principio attivo e’ liberato.
Potremmo dire che la sostanza ha un campo di vibrazione, una propria frequenza; per risonanza esso attiva la stessa frequenza nell’organismo umano. Questa risonanza pero’ e’ tanto piu’ grande quanto meno si disperde nella fisicita’.
In effetti, quando l’antico filosofo greco Empedocle diceva che l’aria e’ il principio di tutte le cose, non intendeva propriamente l’aria che si respira ma un principio attivo diffuso ovunque.
Aristotele dice: “Gli uomini, volendo indicare che il primo corpo (elemento) e’ qualcosa di diverso da aria, acqua, terra e fuoco, lo chiamarono ‘etere’, per il fatto che esso ‘corre sempre’ per un’eternita’ di tempo“, dunque e’ un principio eterno. Aither vuol dire ‘che brilla’. L’etere cosmico e’ un “ipotetico mezzo imponderabile ed elastico che si supponeva riempisse tutto l’universo e trasmettesse la luce vibrando”. La nozione di etere e’ presente nella tradizione medievale e fu ripresa ai primi del 1700 da Fresnel per designare un ipotetico mezzo elastico che facesse da supporto alle onde luminose. L’ipotesi e’ rimasta fino alla teoria di Einstein, che l’ha resa pero’ inutile e ora ricompare nei moderni sistemi esoterici o pseudo orientali. Nel 1887 Michelson e Morley provarono che la velocita’ della luce e’ indipendente dalla direzione di propagazione e fecero cadere l’ipotesi dell’etere come supporto, la dimostrazione apri’ la via alla teoria della relativita’. Se l’etere cadde in fisica, resto’ pero’ con altri nomi in altri sistemi conoscitivi.

All’eta’ di 35 anni in un sanatorio mi diagnosticarono la morte in pochi mesi per manifesta impossibilita’ respiratoria a causa dell’aggravarsi di una forte malformazione bronchiale, congenita e irreversibile, per cui non si poteva fare nulla. Dopo la diagnosi, paradossalmente, guarii, il bronco doppio divento’ di colpo normale, per quei casi imponderabili che la fede chiama miracoli, la malattia irreversibile scomparve improvvisamente e, alla faccia dei dottori, ho cominciato a respirare bene, ho smesso di colpo di avere le lunghissimi bronchiti e stati asmatici, e sono diventata fisicamente normale. Dopo la diagnosi letale, pero’, per due anni, restai in stato di shock,convinta che sarei morta lo stesso. Il trauma fu cosi’ potente da sballare tutto il mio sistema energetico, il mio software di base, e di colpo cominciai a vedere, a percepire e a pensare in modo diverso, come fossi diventata un’altra persona. Per cui, tra le cause di modificazione percettiva dovremmo metterci anche la diagnosi traumatica. Una analoga modificazione di coscienza capita anche a chi e’ entrato in coma e poi ne e’ uscito e si ritrova con capacita’ percettive modificate.
Io ho avuto un’improvvisa dilatazione di coscienza, nel senso che ho immediatamente percepito fenomeni che prima stavano oltre la soglia percettiva e quindi mi erano ignoti. Questo mutamento improvviso nella percezione della realta’ mi ha spaventato molto, al punto che ho passato gli anni successivi nel tentativo di tornare a essere come ero prima, ma questo per 29 anni non e’ stato possibile. Dovevo accettare il fatto che respiravo bene ma percepivo in un altro modo. I primi tempi furono di pura angoscia. Nelle lunghe notti insonni ero preda di una forte inquietudine, mi alzavo dal letto e vagavo per la casa. Avevo la precisa impressione di essere una cipolla. Anni dopo ho letto la stessa espressione nei libri di Castaneda e la cosa mi ha colpito, del resto ho trovato nei libri di Castaneda molte esperienze strane che ho vissuto in prima persona.
Dunque l’impressione era di essere formata da molti corpi sottili come i veli di una cipolla. All’epoca ero una normale insegnante di filosofia che non sapeva niente di culture orientali o di percezioni paranormali. L’esperienza era vivissima e perturbante.
Non solo ero una cipolla, cioe’ una unita’ formata da molti piani, ma sentivo in modo terrificante che il mio punto di coscienza, cioe’ la mia consapevolezza, un qualcosa che teneva insieme tutti questo piani, poteva spostarsi dal suo baricentro, e che questo non era piu’ un punto fisso ben radicato, ma poteva oscillare. Se questo avveniva, se avveniva lo scivolamento, si aveva qualcosa che potrei paragonare alla scissione nucleare; come un atomo puo’ scindersi in due atomi, la mia unita’ di energia poteva dare luogo a delle unita’ distinte, piani di essenza, che si separavano. Io ero terrorizzata da questa possibilita’ reale di poter scivolare via, disintegrandomi in piani separabili, dunque di non essere piu’ io e di scompormi in qualcosa di ignoto. Mi sembrava che se avessi lasciato avvenire questo spostamento, sarei morta, non sarei stata piu’ l’unita’ che mi costituiva e che conoscevo. La mia coscienza era un punto di connessione che teneva piani diversi uniti tra loro nella formazione di quello che conoscevo come un individuo; se quel punto si sconnetteva, il mio essere si disintegrava. Non era la morte della vita perche’ ogni velo o piano avrebbe continuato a esistere, ma era la fine dell’individualita’ che discendeva appunto dalla loro unione, era l afine dle mio ‘io’.
Visivamente mi sembrava che questi piani fossero a una sola dimensione, come tanti strati di carta velina sottilissima sovrapposti, tanti veli pinzati da una punta di spillo che era la mia coscienza, e che, sfilata questa, si sarebbero separati, scivolando via ognuno a suo modo. Cosi’ ero terrorizzata e mi sembrava addirittura (ora la cosa mi sembra ridicola) che ci fossero dei gesti che dovevo evitare, per es. non dovevo unire i polpastrelli o le mani tra loro, come se questo equivalesse a innestare una spina che connetteva tra loro correnti di energia opposte, il che avrebbe facilitato la sconnessione. Del resto si uniscono le mani per pregare e dunque per comunicare con altri piani di realta’, il gesto ha appunto la funzione di sconnettersi dalla materia per unirsi allo spirito, e i ‘mudra’, i gesti rituali indiani, prevedono l’unione di alcuni polpastrelli, per es. pollice e medio, per favorire la circolazione delle energie e, anche qui, la sconnessione con la fisicita’. Qualunque ritualita’ prevede anche l’uso delle mani in modi specifici e cio’ non puo’ essere casuale.
Fu allora che presi a vedere le mie mani come diverse. Una era rossa e calda, l’altra blu e fredda, una lavorava irradiando, l’altra attirando, come due magneti polarizzati diversamente. Unendole, avrebbe potuto accadere qualcosa, come innestando una spina.
Questa paurosa percezione di molteplicita’ e scollamento io l’ho provata altre volte in situazione di OBE (Over Body Experiences), uscite fuori del corpo, che avvennero poi varie volte del tutto spontaneamente e imprevedibilmente con mio grande spavento. Insomma capivo in modo terrificato che la mia coscienza non solo era poco radicata al corpo ma poteva scivolare via e avere una sua esistenza autonoma altrove con altri tipi di esperienze che non si conciliavano affatto con questo corpo e ne prescindevano. Pur separandosi dal corpo, questa capacita’ di consapevolezza conservava tutte le funzioni che normalmente noi attribuiamo all’avere un corpo (un cervello, un sistema nervoso, un sistema percettivo, un sistema limbico, una struttura emotiva….), cioe’ io continuavo a vedere, sentire, pensare, temere… anche in assenza di organi, funzioni e strutture fisiche, come se la coscienza potesse esistere anche fuori dalla struttura fisiopsichica, anzi sentivo chiaramente che, senza di essa, tutte le percezioni erano piu’ forti, come liberate da impedimenti. Il corpo non era affatto il mezzo necessario per avere esperienze, anche fisiche, ma sembrava anzi impedirle e condizionarle. A quel punto pero’ io ero terrorizzata dall’idea di essere un pensiero senza corpo, per cui vivevo la mia nuova condizione di coscienza scorporata con disgusto e terrore come qualcosa di enormemente pericoloso e perturbante, uno stato che poteva impedirmi di tornare alla mia primitiva condizione umana, il che significava per me una sola cosa: la morte.
Da tutto questo ho capito di non essere fatta per i viaggi astrali e di avere troppi legami col mio guscio terreno per abbandonarmi a esperienze tanto aliene e ho evitato sempre in modo fermo di farmi trascinare in una OBE, il che ha significato spesso paura di addormentarsi o di rilassarmi o di fare meditazione, per non correre il rischio di entrare in un processo irreversibile e incontrollabile.

Coscienza
Da queste esperienze mi e’ parso che la coscienza non fosse il risultato dei nostri campi energetici e dei nostri organi fisici, ma fosse piuttosto una forma di intelligenza o conoscenza percettiva ed elaborativa a se’ stante, che puo’ anche usare i piani funzionali e gli organi fisici, cioe’ il corpo, ma come un cosmonauta puo’ usare una navicella spaziale per fare un viaggio cioe’ un certo tipo di esperienza limitata e ridotta, relativa alle condizioni della navicella e al suo viaggio, o puo’ esistere disincarnata; anzi, se usa un corpo, avra’ esperienze limitate dal corpo e di una qualita’ particolare che solo quel corpo puo’ dare e, se non lo usa, avra’ un altro genere di esperienze che possono essere molto piu’ ampie. L’attrazione ‘magnetica’ ad un corpo costituisce solo il mezzo per fare un certo tipo di esperienze condizionanti, che, chissa’ perche’, dobbiamo o vogliamo fare.
Del resto il mito dell’anima che scende nel corpo o lo abbandona (Platone), conservando una sua realta’ autonoma, e’ una intuizione antichissima nella storia del mondo, e pervade miti religiosi di tutti i popoli.
Rita Levy Montalcino, premio Nobel per la ricerca fisiopsiconeuroendocrinologica afferma che “Il pensiero e’ un epifenomeno del cervello” cioe’ un prodotto secondario “come il sudore e’ un prodotto della pelle“, una affermazione che mi fa orrore.
Sono indotta invece a credere che il pensiero usi il cervello, come io uso il telefono o l’auto, come uno strumento che puo’ essere limitato o difettoso, ma il pensiero non e’ un prodotto del cervello come io non sono il prodotto del telefono o dell’auto che uso. La coscienza e’ una forma di intelligenza e di conoscenza, ma corpo o cervello sono eventuali strumenti, piu’ limitativi che funzionali, abiti che la coscienza puo’ indossare, mezzi di cui puo’ servirsi, salvo abbandonarli quando il tempo dell’esperienza terrena e’ finito, cosi’ come si lascia la cornetta del telefono finita la telefonata.

Una volta caddi in piscina con uno strappo ai fasci muscolari di una gamba, il dolore fu cosi’ lancinante che diventi una sola onda di sofferenza e allora sentii distintamente qualcosa dentro di me scegliere di ritirarsi, cioe’ di non avere coscienza di quel dolore; svenni, cioe’ caddi in una specie di deliquio dove la coscienza del dolore era sparita, e la mia entita’ principale si era ritirata in una specie di sponda di sicurezza, guardando la scena di me a terra da fuori, quella parte stava benissimo, si era tirata fuori dal dolore del corpo e stava proprio bene, con grande comodita’ e rilassatezza, sentiva le voci di chi era attorno, ma aveva estromesso il dolore, un paradiso! A un certo punto quella parte decise di tornare dentro il corpo e dentro il dolore, e riaprii gli occhi, ma fu la decisione lucida di qualcuno fuori di me, come uno che scende da un’auto e poi decide di risalirci. E’ stato molto curioso assistere a questa specie di rapporto tra l’io, la coscienza e questa entita’. Fino a quel momento avrei potuto credere che l’io fosse l’esser coscienti; in quegli istanti mi sono resa conto di essere da una parte l’io che abitava il mio corpo sofferente e dall’altra una specie di entita’ superiore che poteva decidere cosa sperimentare e cosa no, se entrare nell’io-corpo e nell’io-psiche o trarsene fuori. Questa entita’ sembrava abitare il mio corpo-coscienza per fare delle esperienze, ma, essendo queste troppo sgradevoli, se ne poteva ritirare. Ho capito che la coscienza era un fare, una funzione che poteva essere aperta o chiusa, elaborata da una entita’ che usava il mio corpo e il mio io in modo strumentale, una specie di viaggiatore disincarnato che usava le forme del mio essere terreno ma poteva abbandonarle come si abbandona un veicolo.

I corpi invisibili
Se il corpo fisico e cio’ che chiamiamo coscienza sono strumenti di qualcos’altro, a maggior ragione lo sono i nostri corpi invisibili.
Oltre il corpo fisico, che vediamo, e il corpo eterico, che possiamo anche vedere, ci sono altri campi piu’ sottili, campi energetici multidimensionali a frequenza sempre piu’ alta.
Il range (gamma) di frequenza piu’ basso potenzia il campo fisico, quelli piu’ alti si riferiscono ai piu’ sottili aspetti della vita.
In India questi corpi non sono nominati, in genere si dice che un essere e’ formato da energia grossolana e energia sottile.
I maestri yoga parlano di un ‘corpo con segni’, che non si vede ma puo’ essere conosciuto da particolari segni, per cui si puo’ vederlo in quanto si proietta fuori del corpo fisico.
I nomi dei vari corpi sottili ci vengono non dall’Oriente ma dalla New Age, in particolare dalla certa baronessa Blawatski che negli anni 30 fu molto di moda per le sue conferenze sulle religioni indiane. E la sua classificazione esoterica dei corpi sottili e’ rimasta in Occidente. Ed e’ anche utile e interessante perche’ arricchisce la considerazione dell’uomo e delle sue componenti. A me va bene perche’ corrisponde meglio di ogni altra ipotesi alle esperienze che ho avuto. Teniamo conto che questa configurazione dei corpi aurici, se non viene nemmeno presa in considerazione dalla scienza occidentale, ha invece molte analogie con altre configurazioni di religioni cosiddette primitive e non contrasta la scienza giapponese e cinese.
Non e’ molto importante conoscere il numero e il nome di questi piani o corpi che teoricamente sono infiniti. Le classificazioni sono diverse, con nomi di fantasia. Tuttavia, se volete conoscere la classificazione piu’ nota in America, leggete i libri della ANN BRENNAN (MANI DI LUCE e LUCE EMERGENTE, Longanesi), una donna molto famosa, laureata in fisica che ha lavorata alla NASA, e che ora pratica tecniche esoteriche. Nei suoi libri trovate nomi come ‘corpo eterico, astrale, mentale o spirituale, causale…’
In Occidente e’ consuetudine usare il termine ‘Corpo astrale’ per indicare quello che fa i viaggi fuori del corpo, le OBE, che sono viaggi astrali, ma ogni autore sceglie i propri nomi e non c’e’ concordanza ne’ sui nomi ne’ sulle funzioni. Del resto questi corpi, supposto che ci siano, non sono visibili, anche se, con certe macchine fotografiche termiche, si pensa di rilevarne alcuni. Ma, lo ripeto, siamo fuori dalle scienze occidentali che restano ancorate al corpo grossolano o visibile.
Si dice che i campi o livelli aurici sono sistemi funzionali, relativi alla nostra vita fisica, emotiva, mentale, spirituale ecc., con una visione globale dell’uomo.

Nelle varie culture troviamo spesso il concetto di questi corpi, 7 sono i corpi sottili nel mondo indiano, 9 in quello tibetano, Castaneda parla di 6 centri vitali, gli Indiani d’America di 5. Il numero non e’ molto importante. Il Cristianesimo semplifica il tutto distinguendo solo 2 sostanze polari, materia e spirito. E la vecchia fisica materialistica semplifica ancora di piu’, occupandosi di una sola sostanza, la materia visibile. Per quanto la psicoanalisi siano nata ormai da un secolo, non si riesce nemmeno ad avere una medicina che colleghi corpo e psiche. Ma altrove si ipotizzano piu’ corpi come tante configurazioni di energia a frequenza diversa.

I sette livelli di energia
La nostra totalita’ sarebbe dunque formata da piu’ campi energetici, tutti comunicanti con l’energia universale. I modi di queste comunicazioni sono rappresentati diversamente dalle varie culture, In india si pensa che la nostra energia sia alimentata dall’energia cosmica attraverso delle ruote, a doppio vortice, che si chiamano CHAKRA, straordinariamente simili agli orbitali che troviano nella fisica delle particelle.
Nel sistema indo-tibetano i livelli di energia (o campi vibrazionali) sono 7 e ad essi corrispondono 7 porte principali di alimentazione, o 7 Chakra.
Il numero 7 e’ sacro in molte culture, e’ un numero magico che ha valenze sacre da tempo immemorabile. Del resto anche la nostra abitudine di dire che i colori fondamentali sono 7 risale a Newton e ai suoi studi sulla luce. Newton non era solo astronomo ma anche astrologo e scelse il numero 7 per i suoi significati simbolici e esoterici.
Noi saremmo dunque l’unione intenzionale e intelligente di piu’ campi di energia, 7 o piu’, ognuno con la sua funzione e struttura e la sua capacita’ di informazione.
Del resto sappiamo che ogni informazione e’ un’onda. Potremmo dire che siamo un insieme di campi elettromagnetici, ma il termine elettromagnetico non sarebbe esatto; l’elettromagnetismo e’ probabilmente solo una sottoqualita’ di situazioni che non conosciamo affatto.
Tutti questi campi energetici comunicano tra loro e interagiscono, si informano reciprocamente, il che vuol dire che cio’ che accade a livello fisico ha risonanza negli altri livelli e cosi’ via. E’ cio’ che si chiama ‘organismo’, la compresenza e interazioni di piani comunicanti e interagenti.
Il sensitivo che intravede l’aura dice per es. di vedere il tumore come una macchia scura, e legge nelle pulsazioni e nei colori dell’aura anche traumi del vissuto o perturbazioni del carattere. Ogni livello e’ una memoria, un insieme informativo, una energia formativa, un insieme di frequenze, un pacchetto d’onde.
Siamo passati dalla fisica alla metafisica, dalla scienza all’esoterismo, dalla percezione ordinaria a quella straordinaria. Il nuovo linguaggio non e’ piu’ analitico e definitorio, ma analogico e olistico.

I vortici
Scienza e misticismo sono due manifestazioni complementari della mente umana, l’una risponde alle sue facolta’ razionali, l’altra alle sue facolta’ intuitive. Il fisico moderno fa esperienza del mondo attraverso una specializzazione estrema della mente razionale; il mistico attraverso una specializzazione estrema della mente intuitiva.” (Fritjof Capra (Il Tao della Fisica)

I Veda, gli antichissimi libri della religione induista, dicono: “Nel nulla comincio’ un movimento“. La teoria quantistica ha introdotto il concetto di campo di energia e si e’ focalizzata sui movimenti, circolari, ondulatori o a spirale, aprendosi a realta’ sempre piu’ sottili. L’onda e’ un movimento oscillatorio, l’elettrone e’ una piccola spirale o un piccolo fascio di onde, l’atomo un sistema di movimenti circolari in equilibrio. Il movimento circolare o oscillatorio e’ una caratteristica universale della vita.
In Oriente il movimento circolare dei punti di comunicazione tra energia individuale e cosmica e’ chiamato CHAKRA, che vuol dire ruota, cerchio, energia che gira.
Il chakra e’ un doppio cono, in ingresso e uscita, di energia rotante.
Tutta la natura presenta movimenti a vortice: la tromba d’aria, il gorgo d’acqua, le galassie, la chiocciola, il labirinto dell’orecchio, la conchiglia….

Esercizi
Si puo’ verificare che il biotensor, o bacchetta rabdomantica ad anello,messo di taglio, rivela che ogni chakra ha un suo senso specifico, orario o antiorario, cioe’ una sua polarita’. I chakra sono le porte attraverso cui l’energia cosmica entra continuamente in noi e ci alimenta. Sono commutatori dell’energia da cosmica a umana o viceversa, ma noi possiamo averli troppo chiusi o troppo aperti e cio’ puo’ creare squilibri. La persona perfettamente equilibrata e sana si alimenta di energia nel modo giusto in tutti i suoi chakra. La malattia e’ dovuta a uno squilibrio energetico che altera il normale funzionamento dei nostri livelli funzionali.

Un modo facile per testare la quantita’ e qualita’ di energia che passa attraverso i nostri chakra e’ quella di disegnare la sagoma di un corpo su un foglio abbastanza grande e di segnare con dei circoletti su tale sagoma i sette chakra, magari anche col colore che normalmente gli attribuiamo, rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto, partendo dal basso. Oppure possiamo fotocopiare la sagoma di uomo visto di lato con i doppi chakra, anteriori e posteriori, prendendo l’immagine dal libro della Brennan, Mani di Luce, o una sagoma simile.

Si tolgono le parole, si ritaglia la sagoma per fotocopiarla su un altro foglio bianco. La persona da testare passa le sue mani dal basso verso l’alto strofinando il foglio tre o quattro volte, a questo punto il suo bioplasma (cioe’ l’insieme delle sue informazioni) e’ passato temporaneamente sul foglio (per un’ora circa). Il foglio puo’ essere consultato e dara’ le informazioni sulla persona che lo ha impresso della sua energia.
Ci si mette In un punto dell’ambiente neutro, testato come tale in precedenza, si dice alla persona di toccare col medio sinistro i chakra partendo dal basso, si tiene la sua mano destra per fare da ponte e con la nostra mano destra si mette il biotensor su ogni chakra a pochi cm e si guarda come si muove.
La stessa cosa si puo’ farla con un pendolino, una fede, per es. legata a un capello.

Oppure: ambedue i soggetti sono in piedi uno di fronte all’altro. Si tiene con la destra il biotensor verticale, col braccio piegato. Si stringe un magnete nel pugno sinistro alzato di lato a braccio flesso. Si dirige il biotensor sempre alzato verso i chakra dell’altro e si guarda come si muove.
..

L’ENERGIA SOTTILE, ELENCO DELLE LEZIONI

Lezione 1. L’ENERGIA SOTTILE
masadaweb.org/2009/08/13/masada-n%C2%B0-970-14-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-1/

Lezione 2. MATERIA E FORZE
masadaweb.org/2009/08/14/masada-n%C2%B0-971-14-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-2-materia-e-forze/

Lezione 3. GLI ELETTRONI
masadaweb.org/2009/08/16/masada-n%C2%B0-973-16-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-3-gli-elettroni/

Lezione 4. LA TEORIA DEL CAOS
masadaweb.org/2009/08/17/masada-n%C2%B0-974-16-8-2009-energia-sottile-lezione-4-la-teoria-del-caos/

Lezione 5. SCIENZA E FILOSOFIA
masadaweb.org/2009/08/27/masada-n%C2%B0-977-25-8-2009-energia-sottile-lezione-5-scienza-e-filosofia/

Lezione 6. L’UNIVERSO INTELLIGENTE
masadaweb.org/2009/09/04/masada-n%C2%B0-983-26-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-6-l%E2%80%99universo-intelligente/

Lezione 7. RELAZIONI TRA ENERGIE
masadaweb.org/2009/09/08/masada-n%C2%B0-986-8-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-7-le-relazioni-tra-le-energie/

Lezione 8. IL CORPO SOTTILE
masadaweb.org/2009/09/19/masada-n%C2%B0-992-16-9-2009-energia-sottile-lezione-8-il-corpo-sottile/

Lezione 9. LE FORME DELL’ENERGIA
masadaweb.org/2009/09/30/masada-%C2%B0-999-23-9-2009-l%E2%80%99energia-lezione-9-le-forme-dell%E2%80%99energia/

Lezione 10. I CHAKRA.
masadaweb.org/2009/10/19/masada-n%C2%B0-1012-30-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-10-i-chakra/

Lezione 11. SIMBOLI E MOVIMENTI DELL’ENERGIA
masadaweb.org/2009/10/20/masada-n%C2%B0-1013-20-10-2009-energia-sottile-simboli-e-movimenti-dellenergia/

Lezione 12. KUNDALINI E ILLUMINAZIONE
masadaweb.org/2009/10/24/masada-n%C2%B0-1016-24-10-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-11-la-bioenergia-la-kundalini-%E2%80%93-l%E2%80%99illuminazione/

..
http://masadaweb.org,

3 commenti »

  1. posso solo dire che queste manifestazioni fanno parte ormai della mia vita non c’e’ sera in cui dopo essere andato a letto non veda aloni di diverso colore volteggiarmi innanzi e prima pensavo a dei disturbi ottici mai avuti comunque,ma dopo l’esperienza con una veggente pranoterapeuta che mi vide e mi spiego’ capi di assistere a qualcosa comunque bello e non e’ da tutti poter vedere cio’,io ne ho avuto la possibilita’ non mi sono mai messo paura e tutto cio’ dovessi non vederlo piu’ mi mancherebbe.

    Commento di vincenzo ribuffo — dicembre 20, 2009 @ 1:00 am | Rispondi

  2. […] Lezione 8. IL CORPO SOTTILE masadaweb.org/2009/09/19/masada-n%C2%B0-992-16-9-2009-energia-sottile-lezione-8-il-corpo-sottile/ […]

    Pingback di MASADA n° 969. 14-8-2009. L’ENERGIA SOTTILE. Lezione 1 « Nuovo Masada — marzo 8, 2010 @ 6:21 am | Rispondi

  3. La ringrazio per avere esposto la sua splendida esperienza per aumentare la consapevolezza delle persone che, purtroppo per loro, sono ancora legati
    alle percezioni materiali. come giustamente ha descritto,basterebbe effettuare delle costanti riflessioni interiori, fino a quando l’energia sottile deciderà di
    premiarci…in quanto, soltanto con un comportamento corretto verso il ns. prossimo e, aiutando i più bisognosi.. ci si accorgerà che l'”energia sottile
    intelligente” ci premierà con le sue enormi potenzialità… ( serenità- auto guarigione sensoriale- pranoterapia…ecc.) e, non ci abbandonerà mai in quanto,
    era da sempre dentro di noi dalla nascita.. e, ci accompagnerà sempre( leggermente spostata in avanti dal ns. corpo di circa 15cm..).come un reale angelo custode..) fino e oltre la ns. permanenza su questo e sull’altro mondo spirituale !

    Portata a termine la nostra esperienza terrena, in base alla maturità spirituale raggiunta….

    il maestro onnipresente incaricherà un angelo serafino, ad accompagnarci al piano spirituale che ci siamo meritati, stazionando, per un cero periodo
    di riflessione sulla ns. vita passata…aspettando in uno dei sette cieli.. un’altra incarnazione per correggere i ns. errori, oppure, gioire immensamente su tutto quello che abbiamo fatto sulla terra… assaporando, in eterno, l’amore meraviglioso del NS. SIGNORE……interrompendo le incarnazioni.. diventando angeli al servizio di DIO!

    Le comunico che quasi tutte le sue esperienze (eccetto la visualizzazione dell’aura) da Lei vissute, ho avuto la fortuna di provarle…(anche se all’inizio
    con un grande spavento)…come il viaggio astrale!
    Le porgo Distinti saluti

    Angius Giovanni

    Commento di giovanni angius — luglio 22, 2012 @ 5:10 pm | Rispondi


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