Nuovo Masada

settembre 18, 2009

MASADA n° 993. 18-9-2009. Una faglia sotto il trono

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Sei soldati italiani nel paese dei morti – La crepa bellica- La ricostruzione mai effettuata – La crepa mafiosa – La crepa con Fini – Rinviata per lutto la manifestazione del 19 – L’uomo dei dossier – Insegnanti abbandonati – L’elettricita’ fatta in casa

Riflessione: “L’Italia e’ l’unico paese al mondo a mandare i soldati in guerra e a pretendere pure che non li uccidano!
Giandecaro
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Che ci facciamo ancora in Afghanistan?
Di Pietro

La maggioranza degli italiani non sa cosa rispondere. A forza di starci, e di restarci, in Afghanistan abbiamo perso anche la conoscenza delle ragioni per le quali ci siamo andati. Ragioni che, magari all’inizio, potevano pure essere nobili, anche se non possono mai esserle per chi ripudia per principio la violenza e la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, ma che ora si sono totalmente trasformate.
Coloro che un tempo sembravano battersi per la liberta’ del loro popolo e la democrazia di quel paese ora appaiono, agli occhi della Comunita’ internazionale, e anche del popolo che volevano liberare dal tiranno, solo un “cambio della guardia” di un altro regime che vuole sbarazzarsi del precedente per affermare il proprio.

Non c’e’ piu’ una guerra di liberazione del popolo afghano dai terroristi e dai fondamentalisti talebani. C’e’ una guerra guerreggiata fra opposte fazioni. Gia’ per le elezioni un milione e mezzo di di schede sono false. Lo dice la commissione internazionale inviata dall’Onu e dall’UE
La nostra missione e’ ancora e solo una “missione di pace” o si sta trasformando – sulla pelle dei nostri soldati – in un’azione di protettorato a favore di una fazione e contro un’altra?
Siamo andati in Afghanistan per aiutare il popolo afghano e non il tiranno di turno a sbarazzarsi dei suoi avversari. La nostra Costituzione parla chiaro sul punto: l’Italia non puo’ e non deve partecipare ad azioni di guerra, ne’ tantomeno deve schierarsi con qualcuno in caso di regolamenti di conti.
Chi stiamo difendendo in Afghanistan? Che ci facciamo ancora li’? E fino a quando dobbiamo restarci?
Quel che e’ successo oggi e’ una tragedia annunciata e, finora, solo rinviata per un concorso fortuito di circostanze. E domani cosa accadra’? Fino a quando dobbiamo restare ad aspettare la prossima bomba terroristica? E d’altro canto: possiamo mai anche noi cadere nella trappola americana della ritorsione “bombarola”, buttando giu’ bombe indiscriminatamente sul popolo afghano e colpendo si’ qualche obiettivo terroristico, ma facendo di tutt’erba un fascio anche delle popolazioni civili (magari colpevoli solo di essersi riunite per un matrimonio o per un funerale)?

Enrico Peyretti

Dio perdoni chi si e’ ucciso per uccidere i soldati italiani.
Dio perdoni i sei soldati italiani, morti in guerra a Kabul, e li accolga nella sua pace, che noi non sappiamo coltivare sulla terra.
Dio perdoni chi li ha mandati a rischio di uccidere e morire.
Confortiamo le famiglie, condividiamo il loro dolore, che e’ di tutti.
Gli “esperti” stanno dicendo alla radio: “Rafforzare le nostre truppe e mezzi, impossibile il ritiro. Avanti fino alla vittoria. La Nato non puo’ perdere”.
Abbiamo gia’ visto simili vicoli ciechi di guerra.
Gli “esperti”, dal 2001 di un Bush puramente vendicativo fino ad oggi, non hanno alcuna idea alternativa alla riproduzione della violenza.
La guerra non ha ridotto il potere integralista e violento dei talebani. Le finalita’ dichiarate di ricostruzione e addestramento dell’Afghanistan sono evidentemente sopraffatte dalla presenza e dalle relazioni a carattere bellico.
La storia lunga e le culture delle popolazioni della regione afghana (pensiamo alla nonviolenza attiva, ispirata all’ islam, di Badshah Khan e dei pashtun, nella resistenza all’impero inglese) avrebbero consentito e possono consentire ancora la ricerca di rapporti civili ed economici alternativi alla cultura e ai metodi, da ogni parte, della violenza armata.
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Morte a Kabul

Le espressioni di cordoglio, di solidarieta’ e di vicinanza non bastano piu’.
E’ giunto il tempo di cambiare strada.
Pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio.
A seguito della strage di Kabul, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha diffuso la seguente riflessione:

“Mi unisco al dolore dei familiari dei soldati italiani e di tutti i civili innocenti uccisi oggi a Kabul. Non sappiamo ancora quanti sono. Di molti non sapremo mai neanche il nome. Sappiamo solo che i loro corpi sono stati dilaniati da una bomba nel centro della capitale dell’Afghanistan. L’ennesima bomba per l’ennesima strage. Seduto davanti alla tastiera del mio computer sento che nessuna parola, nessuna espressione riesce a dire quello che i miei occhi esprimono con le lacrime. E chiudendo gli occhi, vedo chi, proprio in questo momento sta piangendo, con disperazione, i corpi straziati dei propri cari.
Ma non e’ che l’ennesima volta. E allora sento che le espressioni di cordoglio, di solidarieta’ e di vicinanza non bastano piu’. E mi domando: Come possiamo tollerare che queste cose accadano? Come possiamo fingere di non sapere che queste stragi in Afghanistan sono cosa di tutti i giorni? Che questa storia continua da ben otto anni senza aver risolto uno solo dei problemi che pretendeva di risolvere?
Il dolore che oggi unisce tanti italiani ci deve spingere a fare qualcosa per fermare e non per continuare a combattere questa guerra.
Il dibattito non puo’ essere, ancora una volta, sulle iniziative da assumere per aumentare la sicurezza dei nostri soldati ma sulle iniziative che dobbiamo assumere per mettere fine a questa guerra e per aumentare la sicurezza degli afghani. Invece di continuare con i bombardamenti dei Tornado che fanno stragi di civili innocenti, forse e’ giunto il tempo di cambiare strada.
La societa’ civile italiana e la Tavola della pace hanno avanzato da tempo precise proposte sia ai responsabili della politica che al mondo dell’informazione. Ma il silenzio e’ assordante.
E’ tempo che anche in Italia, come accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, si discuta in modo chiaro e aperto su quello che l’Italia e gli altri paesi della coalizione stanno facendo in Afghanistan. E’ tempo che si faccia un bilancio serio e rigoroso degli otto anni di guerra che ci stanno alle spalle e del disastro che hanno provocato. E’ tempo che si discuta cosa l’Italia deve fare per aiutare gli afgani ad uscire da questa trappola mortale. Lo deve fare immediatamente il Parlamento. Lo deve fare la politica. Ma lo deve fare anche l’informazione e la Rai, servizio pubblico, che non ha mai organizzato un solo serio dibattito per aiutare gli italiani a capire cosa e’ accaduto, cosa sta succedendo e come si puo’ fare per evitare di continuare a piangere inutilmente.
Anche per questo avremmo partecipato alla manifestazione per la liberta’ d’informazione del 19 settembre e ora rinviata per la strage di Kabul. Perche’ pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio. Perche’ la pace si nutre di un’informazione e di una comunicazione libera, attenta al bene comune, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua dignita’. Perche’ senza un’informazione di pace non c’e’ neanche una politica di pace.
La manifestazione di Roma per la liberta’ d’informazione che verra’ presto riconvocata dovra’ ricordarlo a tutti.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace
http://www.perlapace.it

Subito, tutte le associazioni e movimenti italiani per la pace nonviolenta, si riuniscano in una conferenza propositiva per indicare e volere dal Parlamento e dal governo la netta sostituzione della guerra con autentiche iniziative civili di aiuto ai problemi dell’Afghanistan, in ascolto e rispetto di quel popolo.
Che sia non solo una forte protesta di popolo, ma anche una proposta dei migliori competenti e studiosi delle alternative politiche di pace in luogo della guerra; una proposta morale e politica, articolata e concreta, come quelle gia’ fatte negli anni passati, ma inascoltate, ed altre nuove eventuali.
Ora che verra’ l’onda retorica militaristica ed eroicizzante a seppellire quei poveri ragazzi spinti a fare la guerra, diciamo pensieri e parole nuove, piu’ rispettose dei morti, sia militari che civili, e costruttive di vita giusta per tutti.

Enrico Peyretti
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Repubblica

Il Pentagono ha confermato che tra breve annuncera’ «importanti cambiamenti» al piano Bush di scudo antimissile che doveva essere basato su installazioni radar in Polonia e Repubblica Ceca. Il presidente Barack Obama avrebbe valutato con il suo staff di consiglieri che l’arsenale a disposizione dell’Iran non costituisce una seria minaccia per gli alleati europei e avrebbe considerato l’ipotesi di rinunciare all’installazione di batterie missilistiche di difesa nell’Est europeo, cosi’ da favorire la distensione nei rapporti con la Russia, da sempre avversa al rinforzamento dell’apparato militare Nato ai suoi confini. La dichiarazione del Pentagono conferma quindi l’anticipazione e’ del Wall Street Journal che citava fonti vicine alla Casa Bianca.
«Gli Stati Uniti», spiegavano le fonti, «fondano la loro decisione sulla valutazione secondo cui il programma dell’Iran per dotarsi di missili a lunga gittata non ha compiuto progressi tanto rapidi quanto era stato stimato prima, riducendo cosi’ la portata della minaccia per il territorio continentale statunitense e per le principali capitali europee». Si tratta, e’ sottolineato nell’articolo, di una mossa prevedibilmente destinata a «placare la Russia», ma anche a «inasprire il dibattito sulla sicurezza in Europa».
La Russia e’ sempre stata una fiera oppositrice del piano di estensione dello scudo anti-missile promosso da Bush, ritenuto un’iniziativa volta proprio contro il Cremlino. «Le conclusioni, che si prevede saranno completate per l’inizio della prossima settimana al termine di un periodo di analisi di sessanta giorni ordinato dal presidente Obama, costituiranno», prosegue il Wall Street Journal, «un’essenziale inversione di tendenza rispetto all’amministrazione di Bush che, prima di lasciare l’incarico lo scorso gennaio, premette aggressivamente per intraprendere la costruzione del segmento est-europeo del sistema». Ufficialmente, l’ampliamento dello ‘scudo’ all’Europa orientale avrebbe dovuto avere una funzione protettiva, e dissuasiva, nei confronti di eventuali atti di aggressione da parte di ‘Stati-canaglia’ quali la Corea del Nord o, per l’appunto, lo stesso Iran.
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La crepa mafiosa
Viviana Vivarelli
(Dati presi da un articolo di Marco Travaglio)

Sotto il trono di B si e’ aperta un’altra preoccupante crepa: la confessione di un pentito che confessa rapporti della mafia con mandanti politici per le famose stragi che uccisero alcuni magistrati e tentarono di destabilizzare il paese attentando alla popolazione. La reazione di B e’ stata brutale. Prim’ancora che qualche cittadino ne sapesse qualcosa, ha mandato una intimidazione alla procura di Palermo. Shock immediato. E subito Fini si e’ dissociato.
A Gubbio ha dichiarato: “Noi non dobbiamo dare neanche l’impressione lontanamente di non volere la verita’ sui mandanti delle stragi del 92 e del 93”, e: “Io non ho mai avuto dimestichezza con grembiulini e compassi, con la massoneria, a cominciare dalla Pd2 che era addirittura la peggiore massoneria che abbia avuto il nostro paese”. Una doppia dichiarazione: dissociarsi da Berlusconi e parlare direttamente di rapporti tra mafia e P2.
Questo e’ un segnale di guerra molto preoccupante. Questa non e’ una crepa, e’ una faglia.
Se un mafioso parla e rivela fatti nuovi sulle stragi di mafia, che deve fare la procura? Affogarlo in un pilastro di cemento? Ma per il nostro esimio presdelcons che di giorno dice di combattere la mafia e di notte ci va a nozze, ecco che i magistrati non dovrebbero riaprire alcuna inchiesta sulle peggiori stragi del nostro paese. Che vuol fare? Mandare tutto in prescrizione? Come avvenne per Andreotti? Non piu’ imputabile per i delitti di mafia fino al 1980?
Fini dice: “Noi non abbiamo niente da nascondere, cari amici, per quale motivo dovremmo dirci contrari alla riapertura delle indagini?” Ma Berlusconi insorge e si sente minacciato. Perche’? Che ha fatto? Quali sono i suoi rapporti con l’assassinio di Falcone e Borsellino?
Difende se stesso o quella P2 di cui e’ l’esecutore?
Travaglio scrive: “Fini ha detto cio’ che neanche il centro-sx ha detto, perche’ lo sapete, in questi anni il centro-sx non ha mai detto nulla di nulla, salvo rarissime e poco importanti eccezioni sulla necessita’ di scoprire i mandanti occulti delle stragi, e la ragione e’ molto semplice, che le trattative che nascondono i mandanti occulti delle stragi, almeno dalla strage di Borsellino a quelle di Roma, Firenze e Milano, si svolgono a cavallo tra la prima e la seconda repubblica”. Dobbiamo pensare che ci siano dentro tutti.
E ora le crepe di questa costruzione di cartapesta che ha sotto il malaffare e le collusioni con la criminalita’ organizzata diventano voragini: il pentito Spatuzza, il figlio di Ciancimino che parla di mandanti politici, i papelli di Provenzano a B che si scoprono adesso e su cui qualcuno (Grasso) ha fatto la sua fortuna seppellendoli, segnali allarmanti di rapporti che dovrebbero inquietare il popolo italiano, se solo la televisione ne parlasse…
Il problema e’ che questi segnali non sono di oggi, sono di un tempo in cui c’era il Governo Amato col ministro dell’interno Mancino e di questo hanno parlato Brusca e il figlio di Ciancimino, e di questo parlava Borsellino nel suo diario: incontri di un ministro con un capo della mafia. Ecco perche’ i segnali sono emersi e sono stati affondati. Ma ora ritornano.
La sentenza Dell’Utri e’ esplicativa. Ci fu una trattativa tra Stato e mafia. Dell’Utri tratto’ con Provenzano, con Mangano che teneva i collegamenti e Fi che nasceva riciclando soldi mafiosi con la mafia gli assicurava i voti siciliani, e il silenzio tacito, sembra, di membri del csx di allora.
A questo punto la frittata e’ totale. Ci sono dentro tutti. E tutti sono ricattabili.
Ora Spatuzza parla, Berlusconi insorge, Fini si dissocia.
Non e’ di questo che dovrebbe parlare Vespa nei suoi salottini? Non e’ di questo che dovrebbero parlare i tre candidati alla segreteria Pd? Non e’ su questo che si dovrebbero fare gli speciali del tg?
Fini non ha nulla da nascondere, puo’ permettersi di difendere i magistrati, quei magistrati che da D’Alema non hanno mai avuto nulla da sperare, e che nella bicamerale gli hanno visto esibire dalla sx gli stessi famigerati propositi di smantellamento del potere giudiziario di B. Quei magistrati che ora dovrebbero essere incaprettati da propositi censori col veto delle intercettazioni e il ricatto sulle carriere, in modo bypartisan.
Nessun giornalista ha sottolineato la bizzarria di un B che si scagliava contro la procura di Palermo, quando a indagare sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio e’ la procura di Caltanisetta. Ci sono dei giochi occulti. B sa quello che i giornali non dicono. Delle stragi si occupa Caltanisetta perche’ la legge vieta che sia la stessa procura dove sono stati uccisi dei magistrati a occuparsene. Ma B vuol mandare un segnale a Palermo. Perche’? Perche’ nelle carte ci sono ancora rivelazioni che non sono uscite? E che inchioderebbero proprio lui? O quelli che lo hanno sempre sostenuto? I mandanti dei mandanti? E’ un’altra crepa sotto la sua poltrona che non dobbiamo minimizzare. In fondo quest’uomo che era nessuno e’ diventato un impero partendo dal riciclaggio presunto di denaro del narcotraffico. I suoi rapporti con la mafia dovrebbero essere strettissimi. Ma i rapporti del csx con la mafia o la P2 come sono?
Sull’assassinio di Borsellino escono dunque la rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, capo della Famiglia di Brancaccio, ed escono le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio del boss Ciancimino, ed esce il famoso papello con cui Provenzano chiede confidenzialmente a B una televisione. Dunque il processo Borsellino si deve riaprire. E se B lo vieta, reagendo con furia esagerata, per difendere se o altri, gatta ci cova.
Le rivelazioni di Spatuzza cambiano famiglia mafiosa e creano un mandante politico.
Chi chiese a Riina di far fuori i magistrati molesti?
Palermo non puo’ indagare sulle stragi perche’ le vittime delle stragi erano magistrati palermitani Falcone e Borsellino. Ma puo’ indagare sulle trattative che si svolsero tra mafia e politica. Ecco perche’ B scatta e intimidisce.
Fu tutto in rapida successione: strage di Capaci, Via D’Amelio, strage di Firenze, attentato a Costanzo, due stragi a Milano, attentato in due basiliche romane. Una sola strategia.
Di alcune di queste cose si sta occupando Ilda Bocassini, futuro capo della direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano, sempre che non le facciano le scarpe, come e’ stato per Caselli.
Di cosa si sta occupando la Bocassini? Del contesto politico dietro le stragi. Delle indicazioni precise che i killer ebbero da altra fonte sui luoghi e le persone, obiettivi particolari che non rientravano certo nella cultura mafiosa.
Spatuzza si e’ accusato della strage Borsellino, come capo del mandamento di Brancaccio, capitanato dalla famiglia Graviano, quella che ha fatto fuori Don Puglisi e si ha fatto materialmente le stragi del 93. Spatuzza dice che i Graviano a Milano erano in rapporto con Dell’Utri. C’e’ agli atti un intero volume sui rapporti del caro amico siciliano di B con i vari capi mafia, specie del clan Graviano, che nel 93 erano a Milano, e uno mise addirittura suo figlio nel Milan.
Spatuzza dichiara ai magistrati di Firenze: “Giuseppe Graviano mi disse che, per quell’attentato, avevamo la copertura politica del nostro compaesano” Il compaesano e’ Dell’Utri? La Boccassini sta appunto lavorando sui rapporti che i Graviano ebbero a Milano con vari imprenditori, e il mediatore verosimile e’ Dell’Utri.
Travaglio: ”Gia’ negli atti del processo che ha condannato Dell’Utri a nove anni per collusione mafiosa ci sono prove inconfutabili. Dell’Utri fu ideatore e creatore del movimento politico di Publitalia e poi del movimento politico Forza Italia, ed e’ stato l’anello di congiunzione tra Cosa Nostra e B. Ci sono le prove della posizione assunta da Dell’Utri nei confronti di noti esponenti di Cosa Nostra, dei suoi contatti diretti e personali con alcuni di essi (Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Vittorio Mangano, Tanino Cina’), del ruolo ricoperto da Dell’Utri nell’attivita’ di costante mediazione tra il sodalizio criminoso, cioe’ la mafia, il piu’ pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo e gli ambienti imprenditoriali e finanziari milanesi, con particolare riguardo alla Fininvest. Ci sono le prove sulle funzioni di garanzia svolte da Dell’Utri nei confronti di B, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, e che si adopero’ affinche’ B assumesse il mafioso Mangano nella sua villa, come fattore.. pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello stesso, e anzi, proprio per tale sua qualita’ delinquenziale“. “Con questa assunzione B ottenne l’avallo compiaciuto di Stefano Bontate e Girolamo Teresi che erano i due uomini d’onore piu’ importanti di Cosa Nostra a Palermo. E poi abbiamo le prove sugli ulteriori rapporti di Dell’Utri con Cosa Nostra, favoriti, in alcuni casi, dalla fattiva opera di mediazione del suo amico Tanino Cina’, protrattisi per un trentennio”.
“Nel corso di quel trentennio abbiamo le prove che Dell’Utri ha continuato la sua amichevole relazione con il mafioso Cina’ e con il mafioso Mangano che, nel frattempo, era diventato il capo del mandamento di Porta Nuova, il mandamento mafioso di Porta Nuova a Palermo e palesava, a Mangano, una disponibilita’ non solo fittizia: lo incontrava ripetutamente nel corso del tempo, consentendo che Cosa Nostra percepisse lauti guadagni a titolo estorsivo dall’azienda milanese facente capo a B”, ossia Dell’Utri consentiva che la mafia prendesse dei soldi dalla Fininvest, intervenendo nei momenti di crisi tra l’organizzazione mafiosa e il gruppo Fininvest, per esempio quando la mafia mette le bombe alla Standa, Dell’Utri interviene per fare cessare gli attentati, pero’ l’azienda di B paga il pizzo alla mafia, quindi Dell’Utri non si sa mai bene da che parte sta: sta da tutte e due le parti, dell’estorto e dell’estortore, promettendo appoggi in campo politico e giudiziario alla mafia. Abbiamo le prove che queste condotte sono state dimostrate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali, conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e B, Mangano, Cina’, dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Insomma, abbiamo la prova che la sua attivita’ in quei 30 anni ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo a mantenere, consolidare e rafforzare Cosa Nostra, alla quale e’ stata, tra l’altro, offerta l’opportunita’, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, per esempio la Fininvest, cosi’ agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici… e poi quando la mafia aveva necessita’ di rapportarsi a un nuovo partito, visto che quelli vecchi erano scomparsi Dell’Utri mise addirittura a disposizione un partito e l’idea, nel 93, la ebbe lui. “

E ora B tenta di mettere a tacere ogni riapertura di processo?

Tutte queste cose sono scritte agli atti nel processo di Palermo.
Su B in quel processo emersero cose pesantissime, ma nei tempi processuali non ne uscirono di sufficienti a una condanna penale, per cui il tutto fu archiviato. Archiviare vuol dire metterle da parte in attesa di altre prove. E ora Spatuzza sembra portare materiale nuovo. E B che sa tutto benissimo scatta e tenta di intimidire i magistrati di Palermo.
B ha paura. Con molta probabilita’ il Lodo Alfano sara’ dichiarato anticostituzionale e B potrebbe tornare ad essere processabile, e se si riapre questo processo potrebbe andargli molto male. I pentiti potrebbero diventare una fiumana, perche’ quando la mafia scarica qualcuno perche’ non piu’ affidabile, lo scarica proprio e i pentiti si trovano.
Nel processo di Firenze e’ scritto in chiaro: “B e Dell’Utri hanno intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali che hanno fatto le stragi”.
“Esiste un’obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra, rispetto al programma di FI”
“L’ipotesi iniziale, di un coinvolgimento di B e Dell’Utri nelle stragi del 93 a Milano, Firenze e Roma, ha aumentato la sua plausibilita’”, ma e’ scaduto il termine massimo per indagare.
A Caltanisetta sull’inchiesta su Dell’Utri e B come mandanti delle stragi di Capaci e’ scritto: “E’ stata ampiamente dimostrata l’ampia possibilita’ di contatto tra mafia e esponenti e gruppi societari controllati da B e Dell’Utri”. “La mafia li individuo’ come nuovi interlocutori”
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Lo sconcertante rinvio della manifestazione di sabato 19
Flores d’Arcais

Il cordoglio e l’umana pieta’ per i militari italiani morti a Kabul sono incompatibili con la difesa della liberta’ di stampa? Solo a chi coltiva a una follia del genere poteva venire in mente di spostare la manifestazione di sabato, quasi che essa, in quanto di denuncia dell’attuale governo (anzi regime) debba essere vissuta come ipso facto anti-nazionale, anziche’ in sommo grado patriottica, come in effetti era, poiche’ con l’obiettivo di salvare il paese dall’abiezione in cui il Bsmo lo sta precipitando.
La verita’ e’ che da molti quella manifestazione era stata indetta controvoglia. Nella Federazione della Stampa convive di tutto, infatti, dai giornalisti-giornalisti agli aficionados del killeraggio mediatico contro gli oppositori del regime (o anche i sostenitori del governo che solo accennino alla fronda), passando per tutte le gradazioni del giornalismo d’establishment. Le cause milionarie (megamiliardarie, se calcolate in vecchie lire) con cui l’egocrazia vuole piegare ogni residuo di liberta’ critica non sono cominciate infatti con i recenti casi di l’Unita’ e la Repubblica. Ne sanno qualcosa Antonio Tabucchi, per il quale si sono mobilitati scrittori di tutto il mondo, o Gianni Barbacetto, per non parlare delle infinite cause intentate contro Marco Travaglio. Ma non risulta che fino ad oggi la Federazione della Stampa si sia mossa in loro difesa, chiamando a manifestare.
La verita’ e’ che la manifestazione avrebbero dovuto indirla i partiti dell’opposizione, dispiegando tutte le loro forze organizzative e comunicative, affidando poi ai tre giuristi dell’appello che sta sfiorando 400 mila adesioni, Cordero, Rodota’ e Zagrebelsky, tre tra le figure piu’ alte dell’Italia di oggi, ogni decisione sugli interventi dal palco e lo svolgimento della manifestazione.
Rinunciando alla manifestazione non si dimostra un maggior cordoglio per i soldati italiani uccisi a Kabul. Si confessa solo il timore per il linciaggio mediatico che il regime avrebbe scatenato proprio con questo aberrante pretesto. Si confessa cioe’ la propria inadeguatezza a contrastarlo e rovesciarlo, quel linciaggio, facendo appello alla ragione e alla passione civile di decine di milioni di italiani che sarebbero stati certamente in grado di capire, e di condannare con ancora piu’ forte convinzione un regime che avesse cinicamente strumentalizzato i morti per oltraggiare una manifestazione di liberta’.
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Bernard-Henri Levy non voleva essere da meno del suo vecchio compagno di strada (nel frattempo passato a dx) Andre’ Glucksmann, ed ha firmato, anche lui, l’appello per la liberta’ di stampa di Repubblica.

«Credo che interi Stati cadranno sotto il colpo di mafie planetarie; e se non sotto i loro colpi, cadranno nelle loro mani. Per rendersene conto non occorre andare fino in Colombia. E’ sufficiente vedere come in Italia la loggia P2 abbia alla fine realizzato il suo putsch – a viso scoperto: quello di Silvio B» (La purete’ dangereuse)

«Silvio B conservera’, o no, il suo impero? La sua Fininvest soffochera’, o no, cio’ che resta della televisione pubblica italiana? L’industria dello svago, il suo abbrutimento programmato, i suoi giochi, le sue stupide fiction, avranno alla fine la meglio sull’intelligenza?»

«L’ingresso nella post-storia, ovvero il fenomeno B. Possiamo qualificare B come “neofascista”. Possiamo, dei suoi due alleati, il “postfascista” Gianfranco Fini e il “criptofascista” Umberto Bossi, sottolineare questo o quel tratto che ne attestino la fedelta’ alle vecchie ideologie. Possiamo, dobbiamo indignarci quando li sentiamo proporre la costruzione di un “muro anti-immigrati” da Treviso a Tarvisio o inveire contro “l’alleanza tra banchieri e franco-massoni” che “governa l’Europa insieme alla lobby dei gay”. E ci si stupisce di vedere come i responsabili europei tanto severi, lo scorso anno, con Haider, all’improvviso non fiatino piu’ di fronte a simili slittamenti – per non parlare dello stesso B, di questo trafficante di alto livello, ex membro della loggia P2, un cui luogotenente, Fedele Confalonieri, ha recentemente confidato: “se non avessimo fondato Forza Italia oggi saremmo sotto un ponte o in galera”. Ma parlare semplicemente di “fascismo” significa non cogliere il miscuglio di populismo vigoroso, di telecrazia festiva, di trionfo del denaro, di odio per le “e’lite che ci hanno fatto tanto male” che costituisce l’originalita’ di una ideologia senza idee» (Le Point)

«Un gran delinquente, uno specialista dell’abuso e della confusione dei poteri, un buffone, un padrino. Che vergogna!» (Le Point).

danielesensi.blogspot.com/2009/09/buffone-delinquente-e-piduista.html
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Il sistema bancario e’ uscito dalla crisi coi soldi nostri
La Borsa va alla grande e non ha cambiato una regola una del suo malaffare
I forzieri delle banche sono pieni che scoppiano
Gli evasori fiscali fanno affari e hanno aumentato l’evasione tanto nessuno li becca
I paradisi fiscali vanno meglio di prima
I politici vanno alla grande e fiutano coca come piovesse
B aumenta il suo fatturato
Le escort non hanno mai fatto tanti affari come ora
Il carrozzone dello stato aumenta i suoi costi fregandosene di tutto il resto
Non si sono mai venduti tanto caviale, macchine di lusso, panfili e gioielli
Siamo il primo paese consumatore di coca d’Europa
I venditori di armi fanno grasse risate
Il gap tra ricchissimi e poveri sta diventando stratosferico
Insomma chi i soldi ce li ha li aumenta
E chi non li ha fischia
Questa e’ la crisi
E chi cambia qualcosa?
Chi potrebbe farlo non ci guadagna e chi non puo’ farlo, non puo’ e basta
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L’uomo dei dossier
Viviana

La prima cosa che B ha fatto in ognuno dei suoi governi e’ mettere a suo diretto servizio i servizi segreti, ora comprendiamo perche’, non certo per trovare terroristi, ma per ricattare gli italiani, per ordinare biechi spionaggi interni su alleati e oppositori, e infatti chi non ha scheletri nell’armadio? cosi’ da usare tutto contro tutti. Come se non bastasse, ha infiltrato in telecom agenti e giornalisti dei suoi giornali (vd il Farina di Libero) pagandoli perche’ spiassero gli italiani e mettendo le cose in modo che non fossero mai puniti.
Ed e’ lui quello che sbraita contro le intercettazioni telefoniche?!? Da non credere! Il massimo della perfidia! Un despota che crede di spiare e ricattare tutto il paese ma che impone leggi perche’ nessuno possa spiare o colpire lui!
E ora il materiale che e’ stato cosi’ trovato lo usa addirittura contro il primo dei suoi alleati!?!? Siamo al delirio!! La megalomania sta sfociando nella pazzia pura e pericolosa.
Tanta perfidia lo travolgera’.
Chi di veleno ferisce di veleno perisce. Questa e’ la norma. Ormai il puzzo di marcio e’ intollerabile. Morira’ affogando nei suoi stessi miasmi.
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I numeretti di Vespa
Viviana Vivarelli

B aveva proclamato di avere dalla sua parte il 78% di italiani.
A guardare Vespa c’era il 13%, e moltissimi di questi spettatori erano orripilati e si sentivano decisamente contro B. L’hanno guardato con orrore solo per vedere fin dove riusciva ad arrivare. E hanno visto che il suo delirio non ha limiti.
Possiamo calcolare che di questi spettatori riusciva a essere con B credendo alle sue balle la meta’, a star larghi? Si scende al 6%.
Si chiede a Chi l’ha visto? o al Sismi dove e’ finito l’altro 72% di italiani che tifano B secondo B?
Vespa viene pagato con i nostri soldi 1.187.000 euro l’anno, che fanno due miliardi e 300 milioni di vecchie lire, per fare lo schifo di programmi che fa.
Il suo Porta a Porta e’ tra i dieci programmi giudicati piu’ schifevoli dai teleutenti italiani.
Possiamo permetterci di pagare cosi’ tanto un programma giudicato un totale schifo dalla maggioranza degli spettatori?
Se B intende usare la televisione nazionale come il suo scendiletto per fare i suoi lunghissimi spot elettorali infarciti di menzogne e di insulti, perche’ non se li fa sulle sue reti e non li paga coi suoi soldi?
E dove e’ andata a finire la par condicio? Quella per cui persino se si parla della mafia qualcuno viene a pretendere l’avvocato della mafia.
Cosa dice di questo obbrobrio l’osservatorio di Pavia?
Cosa si aspetta a licenziare Mauro Masi, l’iperzelante direttore RAI, e a mandarlo a Mediaset o alla tv maghrebina?
Pensate a una qualunque persona che si possa permettere l’abuso che fa tranquillamente e continuamente B? Certo, era incazzato nero per il flop, si aspettava almeno il 30% degli ascolti e aggrediva tutti, ma non sara’ con queste aggressioni che fara’ risalire l’audience,
E l’Ordine della stampa ci viene pure a dire che per ‘cordoglio’ ai morti in Afghanistan e’ doveroso rinunciare alla manifestazione del 19?
Dilazionare oggi la difesa di un diritto non fara’ diventare piu’ giustificabile l’abuso che commettiamo sugli afgani da ben otto anni.
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Stefania Pezzopane

A Onna, la Provincia autonoma di Trento ha ultimato 91 case provvisorie in legno, con un fondo di 5 milioni stanziato dalla Croce rossa, impegnata anche nella costruzione di alloggi in legno a Villa Sant’Angelo e San Demetrio ne’ Vestini. Queste case, per di piu’, vengono dal Presidente Dellai che e’ del csx, ma sono state usate nell’interminabile spot di Berlusconi come fossero il suo record e come fossero state costruite dalla Protezione Civile e con soldi dello Stato mentre non e’ cosi’. Lo Stato, con Bertolaso, Berlusconi e la Protezione Civile, e’ enormemente indietro, ha fatto molto meno di quanto e’ stato fatto precedentemente in terremoti peggiori. Eppure da un sondaggio risulta che il 79% degli italiani e’ convinto che sul terremoto l’operato del Governo e’ stato eccellente, potenza della pubblicita’. Ma i terremotati, i sindaci e i presidenti di provincia non fanno parte d quel 79% di italiani imbecheriti dalla pubblicita’. Siamo un paese virtuale dove chi controlla l’informazione fa credere lucciole per lanterne e dove la gente non crede ai fatti ma crede a chi dice di essere il partito del fare, ma non e’ la stessa cosa.

Stefania Pezzopane, pres. della provincia dell’Aquila andra’ alla manifestazione di Roma per la liberta’ di stampa.
Considera pazzesca la sceneggiata ignobile di B. L’Aquila aveva chiesto efficienza e non c’e’ stata. Aveva chiesto rispetto e non l’ha avuta. Aveva chiesto decenza e ha avuto uno spettacolo da circo. B se n’e’ fregato dalla gravita’ della situazione, ha usato i morti per fare uno show con i grandi del G8, ha usato la televisione per farsi grande lui stesso.
Ha consegnato 91 case e per di piu’ regalo di una amministrazione del csx, che non sono niente rispetto alle migliaia di sfollati…ma su questo niente si e’ fatto della pubblicita’, come un piazzista da due soldi.
Le case consegnate di fronte al disastro sono un passo piccolissimo, molto meno di quanto e’ stato fatto in altri terremoti. 200 famiglie hanno avuto una casa dopo 5 mesi, bene, ma non era proprio il caso di farci sopra queste celebrazioni. Oltre tutto gli abitanti avevano chiesto case vicine alle loro di un tempo e hanno rifiutato il Progetto case della Protezione Civile che li alienava dai loro territori. Ma non sono stati ascoltati. 30mila persone sono ancora sulla costa e 16mila nelle tende. L’assurdo e’ che l’unica promessa che e’ stata mantenuta e’ stata quella di chiudere le tendopoli con la gente che non sa dove andare o che si rifiuta di lasciare la tenda per l’ignoto. E’ stata chiusa una tendopoli ma le persone, tranne poche decine, non sono potute andare nelle case e la gran parte e’ rimasta negli alberghi dell’Aquila o di comuni vicini. Le prime case dovevano essere consegnate il 4 e non e’ avvenuto. Anche l’apertura delle scuole e’ stata annunciata ma molte scuole non sono pronte.
La Presidente Pezzopane chiede un atteggiamento radicalmente diverso, basta con autorefenzialita’. Si vuole dare l’idea che il problema e’ risolto quando decine di migliaia di persone sono ancora senza casa. Si e’ creato un arco di trionfo per un uomo solo, ignorando le migliaia di persone sbattute ancora non si sa dove. La Presidente chiede un po’ di decenza. Dal devastante terremoto sono trascorsi 5 mesi caratterizzati dalla totale disinformazione. Le tv hanno dipinto una realta’ molto diversa da quella reale oscurando i problemi veri. E non e’ cosi’ che si fa in un paese serio. Gli elettori possono anche illudersi che quello che dice Berlusconi sia vero, ma chi vive la realta’ sulla sua pelle misura il divario tra promesse propagandistiche e la cruda realta’ ed e’ sempre piu’ incazzato.
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Alfano ha detto che il Pd fa un congresso perche’ e’ in difficolta’
Bersani gli ha ribattuto che il Pd fa un congresso non perche’ e’ in difficolta’ ma perche’ e’ un partito.
Un partito fa i suoi congressi, non li fa se ha un padrone.
Bella risposta!
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Crepe con Fini
Viviana

Ha ripetuto fino alla nausea che i rapporti tra lui e Fini sono eccellenti (come quelli con la Chiesa, si immagina) ma Fini ha querelato il direttore del Giornale attraverso il suo avvocato Giulia Bongiorno.
Intanto 60 deputati di An scrivono una lettera di protesta contro B, a firma di Italo Bocchino, chiedendo un “patto di consultazione permanente” tra i “cofondatori” del Pdl B e Fini, di fronte alla “vicenda pericolosa e incomprensibile” degli attacchi del Giornale.
An non intende mettere in discussione la leadership ne’ prefigurare “scenari diversi” dal bipolarismo, ma chiede un intervento di B per evitare uno sbilanciamento in favore della Lega e impedire “un corto circuito interno”.
Contro i turpi attacchi del Giornale, Fini attacca con il Secolo: ”Strategia dell’infamia”,”non sara’ certo Feltri con i suoi sgangherati ultimatum (”Fini o cambia rotta o lascia il Pdl”) a determinare i prossimi eventi all’interno del cdx”. “E’ intollerabile la ‘minacciosa allusione mafiosa”.
Farefuturo, la fondazione vicina a Fini, che aveva attaccato B per prima per la sua debosciata condotta sessuale, parla di un premier al sbando che delira di elezioni anticipate, un’ipotesi totalmente folle che si preannuncia come l’estrema deriva bonapartista del Bsmo – lo dice il direttore Alessandro Campi – un plebiscito bonapartista che rischia di aprire la strada ad una forma di autoritarismo soft”.
Inutilmente B ripete in ogni dove che ci sono solo sporchi complotti comunisti a suo danno.
Non ci pare che An sia in alcun modo definibile comunista.
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Disdire il canone
Di Pietro

Aderisco all’iniziativa lanciata ormai da piu’ parti per disdire il canone Rai ed invito i cittadini a fare altrettanto, e aggiungo “sostituendolo con Sky”. Non mi esprimo su Mediaset perche’, al di fuori delle proiezioni cinematografiche, ai suoi programmi preferirei perfino le televendite.
La Rai e’ caduta in un profondo stato vegetativo, le ingerenze politiche sono da voltastomaco, e ritengo possano esserci gli estremi per azioni legali nei confronti del direttivo e del governo come artefici di questo degrado, verifica che ho fatto predisporre ai miei legali.
Quello a cui stiamo assistendo e’ una vergognosa gestione di un patrimonio pubblico che dissolve conti economici, share, patrimoni culturali delle tre reti oltre a danneggiare la popolazione lasciandola al buio dell’informazione.
La dirigenza Rai, costola di governo, da una parte boicotta le trasmissioni di punta ad altissimo indice di gradimento come Report della Gabanelli (video), Annozero di Santoro (video) e Ballaro’ di Floris (video), dall’altra elabora strategie fallimentari come TivuSat e promuove l’informazione faziosa di soggetti come Minzolini o Vespa, che stanno al giornalismo come la sedia elettrica alla vita umana.
Viviamo ormai in un Paese privo delle piu’ elementari liberta’ democratiche, dove l’arroganza di un manipolo saldamente ancorato alle istituzioni, e protetto per assurdo proprio dalle stesse, sta divorando lo Stato dall’interno attaccandone gli organi vitali come un cancro invisibile ma mortale. I membri di questo governo, quando toglieranno il disturbo, e presto, non si dissolveranno nella melassa del Parlamento, come le passate legislature, ma dovranno rispondere dei danni causati alla res pubblica affinche’ siano allontanati per non nuocere piu’ al Paese.
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“Se penso che Forza Italia e’ nato da B con Dell’Utri con l’appoggio della mafia, e gli altri che “non c’erano o se c’erano dormivano”, come dice sempre Travaglio, mi vien voglia di battere la testa contro il muro” (Paola)
Ed e’ a questa gente che il Pd ha fatto le gentili concessioni delle televisioni e del conflitto di interessi?
E ora pretendono che ci si appassioni alle loro nomine interne? Dovremmo essere matti. Se non e’ zuppa e’ pan bagnato.
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Decadenza e agonia della democrazia
Paolo De Gregorio

Dacci oggi la nostra polemica quotidiana, sembra invocare il mondo politico che e’ sempre piu’ lontano da strategie e programmi e ben volentieri si butta su episodi marginali o personali pur di non parlare delle cose serie che riguardano la nostra vita, la salute nostra e dell’ambiente, le prospettive della economia.
Ogni tanto riciccia Bossi con le minacce di secessione della Padania, ecco Casini che ripropone il “grande centro” (con Fini, Rutelli e Montezemolo), e la “sx sparita” e’ avvitata in una eterna fase precongressuale in cui non sono ancora venuti fuori i programmi dei 3 candidati che ci consentano di capire quali sono le reali differenze di strategia fra di loro.
Persino la Chiesa, il PV (partito Vaticano), e’ spaccata, almeno in tre. Vi e’ una frazione che fa capo all’Osservatore Romano, in mano alla Curia, che ha criticato il direttore dell’Avvenire Boffo per aver parlato male di B (da cui intende ottenere impegni sul testamento biologico e soldi alle scuole cattoliche), vi e’ una frazione che da’ ragione all’Avvenire ed e’ costituita dalla CEI (i vescovi italiani) e ritiene che l’amorale B. sia un problema, vi e’ una parte, legata al culto di S. Antonio con alle spalle una rivista (il Messaggero di S. Antonio) che diffonde 600.000 copie,che tace e fa capire che di ben altro si dovrebbe occupare la Chiesa.
In questa fase il “pastore tedesco” Ratzinger sembra contare poco e si e’ limitato ad auspicare una pacificazione tra le “correnti” interne alla Chiesa, facendo forse un autogol.
E’ tragicamente evidente che istituzioni che dovrebbero rappresentare un chiaro punto di rifornimento per il cittadino, nel caso della Chiesa, un severo e unanime giudizio di immoralita’ su B. al posto di tatticismi politici e diplomatici, nel caso dei partiti, il rispetto dei programmi elettorali (in cui non compaiono “secessioni”) e tutti si tengono le mani libere per ogni inciucio politico,ebbene queste istituzioni sono anguille che sfuggono a qualsiasi regola e controllo.
Entrando nel merito della fase congressuale del PD, non viene rispettato nemmeno l’abc della democrazia, in quanto Bersani, Franceschini, Marino, si sono autocandidati o meglio sono stati espressi dalla nomenklatura del partito, mentre le primarie, dei soli iscritti, avevano il diritto di indicare le persone che la base riteneva adatte a guidare il partito, liberamente, senza una lista imposta dai vertici.
Come al solito la democrazia sarebbe una cosa valida e seria, peccato che tutti la aggirano e la mortificano.
Ci ritroveremo, a congresso finito, rimbambiti da fumose relazioni, a non capire se il PD e’ un partito di centro o di sx e a non vedere una frasetta semplice semplice che ci dica che, in caso di vittoria elettorale, il primo atto ufficiale sara’ quello di approvare una legge sul conflitto di interesse che reciti cosi’: nessun soggetto che possiede mezzi di informazione di qualunque tipo ad esso riconducibili puo’ partecipare alla competizione elettorale, perche’ lui parte a cavallo e gli altri a piedi e cio’ e’ contrario alla democrazia.
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Puntate
Viviana

I bookmakers di tutto il mondo B ormai lo danno uno a mille. Nessuno e’ pronto a scommettere su di lui e presto la mafia lo abbandonera’ presto. L’uomo che si fa passare dal Sismi i segreti piu’ ricattatori di tutta Italia, e’ lui stesso altamente ricattabile e basta che la mafia faccia un paio di soffiate ed e’ gia’ fritto.
Alla Camera B, piu’ Lega, piu’ Movimento di Lombardo dispone di 340 deputati.
B da solo gestisce 284 voti, ma di questi 50 sono di Fini, 47 della Lega, 9 di Lombardo. Se Fini fa astenere i suoi dal voto, restano a B da solo 178 voti, non molti, contro i 240 dell’opposizione e basterebbe qualche assenza dei suoi per mandarlo sotto.
Il Pd ha preso 210 deputati, 31 l’Italia dei valori, 34 l’Udc, 2 le minoranze linguistiche (mancano qui i voti dall’estero)
Sono 6 formazioni politiche.
Al Senato B ha 167 seggi contro i 137 dell’opposizione. Quanti senatori ha Fini? Abbastanza da mettere in crisi il governo B se F continua a sparare a zero e Fini decide di non farli votare.
Non c’e’ nulla che si avvicini anche minimamente a quel 78,4% di favore degli italiani che B sbandiera continuamente. Ma c’e’ molto su cui stare in pensiero. La maggioranza decantata da B e’ molto meno forte di quel che vuol far credere.
Ma davvero gli conviene continuare con questo massacro di Libero e avvocati vari ? Alla fine sta diventando un accanimento suicida. Sta a vedere che dove non ci ha nemmeno provato la debosciata sx fara’ lui tutto da solo. Un hara kiri in piena regola.
La megalomania e’ una brutta bestia e gli sta facendo perdere ogni controllo della situazione.
Stiamo aspettando che Capezzone passi al Nuovo Centro insieme a De Gregorio. Saranno gli indicatori del fallimento annunciato.
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La cattiva politica
Mariapia

La vecchiaia ha cose varie come tutta la vita, di buone e di meno buone, ma la fragilita’ di ogni genere, nell’eta’ avanzata diventa una nota dominante.
Ieri sera alle 10,30 circa qui c’e’ stata una scossa di terremoto.
Non ho gioito, ma sono rimasta tranquilla.
Quando avvicino la politica e la vita italiana del momento, mi viene l’asma, si accelera il battito cardiaco e arriva la stretta alle coronarie superiori.
A vent’anni conoscevo gia’ questa cosa, per cui so che ci si puo’ vivere, ma ora ne farei a meno
Ho un’amica psicologa che mi dice che questo accade perche’ io voglio vincere.
Le rispondo che se lei e’ buddhista ed e’ arrivata li’, mi fa piacere, ma non accetto l’accusa di essere guerrafondaia.
Poi ora che ci penso, ho una voglia primordiale di una guerra civile, un impulso nuovo nella mia vita. Il mio pensiero razionale rifiuta il conflitto armato, non ha mai risolto niente, ma quando la Vita umana torna nella foresta, nei precipizi, nel fango….. io non ho i mezzi psicologici abbastanza evoluti per resistere al mio impulso e dico che si’, l’idea del sangue degli avversari non mi turba.
Come si fa presto a perdere le novita’ degli ultimi cinquemila anni di evoluzione: ragione e sentimento. Pero’ e’ legittima, in qualche modo e’ legittima la rabbia che sento. Ne ho diritto. Non e’ una reazione evoluta, ma quando ci si sente con la gola chiusa e davanti a degli assassini, solo Gandhi poteva resistere.
Io vorrei vivere in pace.
“El mundo” unido jamas sera vencido….
Le preghiere, antico mezzo valido scoperto dalla nostra specie, servono e questo disco ora mi serve. Io parlo della preghiera come grande mezzo evolutivo, non dell’uso che poi gli uomini fanno dei mezzi scoperti.
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Armando di Napoli

Anime sudate costruite nell’officina dell’umanita’
forgiando atti di verita’ unendo fili di speranza
snodando ingarbugliati nodi di dimenticanze proibite
albergati negli abissi di purulenti sabbie mobili
creatore di testimoni oculari oppositori di scempi nucleari
persecutori di maledette nane particelle o particelle nane
che con infamanti corruzioni penetrano nel sangue impoverendo
il sangue imprigionando nelle celle del ricatto la trasparenza
smascheratore di laidi truffatori e mercanti osceni di acqua pubblica
svenduta al mercato dello sfruttamento inquinatori di falde acquifere
impostori impastatori di affari senza scrupoli mettendo a rischio

incoscientemente le vite di generazioni intere
sei riuscito a tramutare le parole in dinamite che esplodono
urlando sacrosanti diritti nei palazzi sordi del potere
smuovendo merda infetta incrostata nelle viscere malate
di un riciclaggio omertoso di associazioni mafiose
ricamare nei giardini della tenacia dove sbocciano versi diversi
imbavagliati e deportati nei lager delle menzogne
sopraluogo nei meandri dorati di una musicalita’ piumata
dove il soave risveglio del germogliare sublime
riesce a riabilitare coscienze tramortite che oggi svolazzano

appese ai battiti di ali di poesie infangate
nutrendoci all’alba al forno dell’intelligenza
migliaia di voci silenziose si alzano nei cieli della splendente ribellione
labbra cucite dalla rassegnazione spezzato le catene delle torture
teste abbassate che affogavano nella mortificazione di sguardi
di occhi sconfitti rinascono seguendo le cinque stelle
che con fragranza sfamano il sacro ritrovato
la battuta piu’ esilarante che scavalca le tue labbra
cavalcando l’umorismo che sveste i nostri cuori
di tristezza e li induce a scompisciarsi dalle risate

e quando in una luce millenaria illuminerai migliaia di corpi spenti
donandogli una vitalita’ senza precedenza
annunciando il vaffanculo day 3..
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Promesse mai mantenute
Viviana Vivarelli

Come mai tutti i giornali sono sempre pronti a fare da cassa di risonanza alle promesse dei G8: regole per una finanza sana, abolizione dei paradisi fiscali, lotta alla fame e aiuti al 3° mondo, riduzione dell’effetto serra, pace nel mondo, Stato di Palestina…?
Poi non c’e’ un solo giornale che sappia rinfacciare ai signori dei vari G8 quante delle loro promesse sono risultate emerite balle.
… a proposito, quando lo facciamo un Porta a Porta speciale per gli aiuti italiani al 3° mondo?
L’anno scorso in Giappone, promisero 6.440 milioni di euro di aiuti all’Africa. Tre quarti non si sono visti.
B ha dato il 5% di quanto aveva promesso.
Sempre a Hokkaido si accordarono per dare una gran parte di 60 miliardi di dollari alla lotta alle pandemie ed al rafforzamento dei sistemi sanitari. B promise 2,5 miliardi di dollari in 5 anni. Mai dati.
L’Italia addirittura promosse il Global Fund a Genova nel 2001 per combattere Aids, TBC e malaria. I soldi non sono mai arrivati. Nel 2007 abbiamo rischiato l’espulsione per un debito di 280 milioni di € ancora non saldato. B si e’ giustificato dicendo che ha avuto il terremoto dell’Aquila e si e’ impegnato a versare prima possibile la sua quota annuale e altri 30 milioni per riparare al deficit del Fondo, poi non ha fatto niente.
Nel summit del 2005 a Gleneagles in Scozia, l’Italia promise di destinare almeno lo 0,51% del Pil all’Agenzia per gli stranieri e di salire allo 0,7% negli anni successivi. Nulla di fatto. L’Ocse-Dac ha rilevato che nel 2008 il governo di B ha destinato appena lo 0,22%, di un Pil diminuito significativamente a causa della crisi, mentre ha tagliato del 56% circa le risorse destinate alla cooperazione
Le promesse mancate sono tante. L’anno scorso a Roma, Conferenza FAO sulla Sicurezza Alimentare Mondiale, B assicuro’ un fondo di 22 miliardi di dollari per uscire dalla crisi alimentare strutturale. Ne ha dati 2.
I giornali zitti.
Sui paradisi fiscali poi stendiamo un velo pietoso.
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Mondo civile e non
Viviana Vivarelli

Si e’ chiuso con un grande successo il Festival della Letteratura di Mantova, 3-19 settembre, 200 eventi culturali, 90.000 intervenuti e piazze strapiene e attente.
La cultura ancora una volta ha vinto.
In contrappeso a Venezia si celebrava il festival dell’incultura, la manifestazione della Padania. Anche qui 90.000 intervenuti e piazze strapiene. Una capra per ogni testa pensante.
Durante la manifestazione leghista, un leghista ubriaco e’ stato allontanato da un ristorante. E’ tornato con altri amici di verde vestiti e ha maciullato il giovane cameriere albanese, un braccio rotto e il naso rotto, e un altro cameriere algerino, che tentava di difenderlo. Il gruppo di picchiatori ha spaccato tutto quello che ha trovato nel ristorante.
La Lega ha detto che si dissociava e che quello non era il suo stile.
Strano! Pareva proprio lo stile di Salvini, Borghezio e Calderoli!
Al Festival di Mantova invece non si e’ segnalata nessuna opera di teppisti. Segno che la cultura aiuta, il fanatismo bieco no.
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Maurizio Dati
A B.

Hai distrutto la scuola, tant’e’ che protestano insegnanti e studenti.
Hai smantellato la giustizia, infischiandotene dell’urgente bisogno di personale, giudici e risorse e facendoti solo leggi per non esser processato.
Hai collezionato il record di morti per malasanita’, rispondendo con la chiusura di ospedali e i regali agli amici in cambio di escort.
Hai respinto gli immigrati lasciandoli in mare senza pieta’, rinchiudendoli nel centri a 18 mesi o spedendoli in Libia che e’ pegpio ancora.
Ti sei attirato lo schifo della Chiesa, del Vaticano, dei vescovi e persino del Pontefice che ti ignora e ti evita appena ti sente nominare.
Hai distrutto la televisione, sparando sulle uniche trasmissioni libere alle quali hai negato contratti, fondi e persino il passaggio degli spot sulla rete pubblica.
Hai frequentato minorenni, escort e prega dio che non esca fuori pure qualche trans.
Ti sei prostituito a 4 camice verdi esaltate, xenofobe e impazzite, pur di escludere il Parlamento da ogni discussione democratica e rimanere a galla per un po.
Hai mortificato le frecce tricolori, messo a rischio la bandiera verde bianca e rossa, l’unita’ d’Italia, la lingua italiana e persino il 25 aprile!
In campagna elettorale dicevi “Rialzati Italia”, ma tu l’hai completamente rasa al suolo, tra la vergogna internazionale e l’insurrezione popolare che reprimi ogni giorno con manganelli e querele, inutili, ridicole e anche un po sceme.
Dici e smentisci, ridi e poi ti incazzi, parli senza rispondere, detti ordini e poi accucci alla Lega. Non sai nemmeno tu cosa vuoi fare.
Ma perche’ non ti fai una vacanza in Russia o in Libia?
Hai procurato danni che ci vogliono minimo 50 anni, se tutto va bene, per eliminarne una piccola parte.
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RIFIUTI, L’EMERGENZA COME STRATEGIA
Pietro Nardiello

Bruciano i rifiuti della Campania scomparsi, come per magia, dalle strade della Napoli bene e “improvvisamente” ricomparsi sia nei centri della provincia partenopea che di quella casertana. In una normale domenica di settembre tre grossi roghi sono divampati quasi contemporanemente a Marcianise, in fiamme un deposito dismesso di copertoni i cui fumi hanno costretto i visitatori del vicino centro commerciale a scappare via, a Torre del Greco, autostrada chiusa per via di rifiuti in fiamme, e infine a Napoli, dove i fumi di rifiuti bruciati al centro direzionale hanno causato non pochi problemi a chi percorreva la tangenziale. Tutto come qualche mese fa con la raccolta differenziata mai decollata veramente, con tanti Comuni che non hanno ancora avviato nemmeno un piano di studio per risolvere il problema e i soliti ignoti” che bruciano tutto quanto dovrebbe essere invece trattato con modalita’ di stoccaggio molto costose. Impossibile non ipotizzare un’unica regia, una “Biuti-ful Cauntri”, che come sempre si sostituisce agli amministratori locali che, pero’, non possono essere considerati solo dei semplici incapaci. Silenzio e immobilismo come quello mostrato dal commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, A Chiaiano i comitati dei cittadini sono ritornati in strada per protestare non solo per i miasmi che sono costretti a respirare o i rumori notturni ma anche per via di quell’autocom-pattatore fermato dai militari la notte tra il 7 e l’8 agosto scorso perche’ trasportava iodio 131, uria sostanza altamente radioattiva. Il contenuto sarebbe dovuto essere stato smaltito in altro loco ma il camion e’ ancora fermo li’ senza nessuna spiegazione. L’emergenza ambientale, se cosi’ possiamo chiamarla, in Campania si e’ estesa anche alle acque marine dopo quanto finalmente venuto alla ribalta durante la stagione estiva. Sversamenti illegali non solo lungo il litorale do-mizio ma anche nel golfo di Napoli, a Capri e a Ischia. Ma lArpac ha subito rassicurato i bagnanti e i turisti: «Il mare e’ da considerarsi balneabile tranne che in alcuni punti». Nessuna risposta concreta, pero’, alla risoluzione del problema se si escluda quella del ¦sottosegretario all’economia Nicola Cosentino coordinatore campano del Pdl che ha proposto un nuovo commissariato perla bonifica del litorale flegreo e domizio, 40 chilometri di costa inquinata tra Licola e il fiume Gariglia-no. Quanto di nuovo ci sia in questa proposta, subito recepita, a seguito di un vertice avvenuto presso la provincia di Napoli tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali e imprenditori degli stabilimenti balneari, dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesare e dall’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini, non ce lo sappiamo spiegare. La proposta di Cosentino prevedere il varo di una legge speciale attraverso un’intesa tra governo e Regione, ente alla cui presidenza lo stesso Cosentino vorra’ candidarsi alle prossime elezioni. In Campania si vuol proseguire a gestire lbr-dinarieta’ della Cosa Pubblica in modo straordinario ed emergenziale. Chi ha combattuto, solo sulla carta pero’, questo modo di fare politica gia’ annuncia di voler proseguire sulla stessa strada mentre la Campania brucia e soffoca con la diossina e affoga in acque non piu’ azzurre. Vuoi vedere cosi’, come sottolineato da Amato Lamberti proprio in queste pagine, che tra qualche anno Punica responsabile di tutto questo sara’ ancora una volta la camorra?
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Ocse, il rapporto-shock
Prof sottopagati e lasciati soli
MARIO REGGIO

Pagati poco. Senza un sistema di valutazione moderno. Abbandonati a se stessi. Sono gli insegnanti della scuola italiana. E’ l’impietoso quadro tracciato dal rapporto dell’Ocse. Eccessivo il numero delle ore d’insegnamento. Troppi i docenti rispetto agli studenti: uno ogni 11 rispetto ad una media di 1 a 16. L’Italia, e’ vero, investe meno degli altri Paesi nell’istruzione e nell’universita’. Ma i risultati dei livelli di apprendimento relegano l’Italia nelle parti basse della graduatoria internazionale.
Soddisfatto il ministro Gelmini: “I risultati della ricerca Ocse evidenziano una serie di criticita’ del sistema scolastico italiano che ho piu’ volte segnalato. In primo luogo serve la valutazione dei docenti legata alla progressione di carriera. Poi l’Ocse conferma che non sempre la qualita’ della scuola e’ legata alla quantita’ delle ore di lezione e alle risorse investite. E’ indispensabile accelerare le riforme”.
E riforma per il governo vuol dire tagli di personale: si parte da 42 mila insegnanti e 15 mila non docenti per poi proseguire nei prossimi due anni. Obiettivo: risparmiare 8 miliardi di euro. Questo cambiera’ in meglio la scuola italiana? Ne dubitiamo.
Forse la Gelmini non sa leggere i dati dell’Ocse. La comparazione sugli organici tra l’Italia e gli altri Paesi e’ impossibile. Da noi gli 80 mila insegnanti di sostegno sono a carico del ministero della Pubblica Istruzione, mentre in Europa, quando ci sono, dipendono dal ministero del Welfare. Noi abbiamo quasi 20 mila insegnanti di religione cattolica assunti con un contratto a tempo indeterminato, caso unico in Europa, per 100 mila: un ottavo dell’intero corpo docente”.
Si dice che gli studenti italiani passano in classe piu’ di mille ore l’anno rispetto le 900 degli altri Paesi Ocse. Nei Paesi con un sistema moderno d’istruzione, piu’ della meta’ delle ore d’insegnamento si fanno in laboratorio o all’esterno della scuola. Noi abbiamo un’organizzazione del lavoro ottocentesca, fatta di compiti in classe, esercizi, interrogazioni, quindi il confronto e’ improponibile”.
L’Ocse dice che e’ strategico investire in istruzione per battere la crisi e creare nuova occupazione, quindi sarebbe opportuno un radicale cambiamento della politica di governo che intende distruggere la scuola pubblica e mercificare i saperi.
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Davide Bertok segnala
punto-informatico.it/2705155/PI/News/germania-elettricita-fatta-casa.aspx

Germania, l’elettricita’ e’ fatta in casa
Giorgio Pontico

Un ambizioso progetto tedesco porterebbe alla creazione di un network energetico senza precedenti. Con il supporto di Volkswagen Roma – Un piccolo fornitore tedesco di energia elettrica vuole che gli scantinati dei suoi clienti ospitino delle mini centrali elettriche. Il nuovo di business model di Lichtblick, questo il nome dell’azienda, non segue il trend di altri grandi distributori di elettricita’.
Cio’ che i suoi dirigenti vogliono ottenere in futuro sembra essere una rete di clienti/produttori in grado autosostentarsi e di ridistribuire gli eccessi sulla rete elettrica locale. Il tutto nel rispetto dell’ambiente: e’ stato calcolato che i generatori domestici abbasserebbero del 60% il rilascio di anidride carbonica nell’atmosfera.
Se questo progetto dovesse concretizzarsi, dovrebbero essere in un prossimo futuro installate 500mila centrali alimentate con gas naturale.
Un network energetico composto da centinaia di migliaia di peer, unico nel suo genere e che sarebbe in grado di produrre quanto due centrali nucleari di grandi dimensioni.
Un progetto pilota sarebbe in atto gia’ da qualche tempo ad Amburgo, sede della societa’, ma con tutta probabilita’ e’ stato l’interessamento di un gigante dell’industria tedesca come Volkswagen a dettare i ritmi con cui Lichtblick sta approcciando il nuovo corso della sua esistenza. Puntando ad accelerare lo sviluppo di questa soluzione, magari recuperando terreno rispetto alle major del settore.
Volkswagen dovrebbe fornire il know how sotto forma di un motore a gas naturale utilizzato in alcune versioni della Golf. Sfruttandone le capacita’ al meglio i tecnici di Lichtblick sostengono di essere in grado di poter mantenere in esercizio una mini centrale elettrica con un’efficienza del 94 per cento, utilizzando il calore prodotto dal suo funzionamento per far funzionare l’impianto di riscaldamento domestico.
In settimana dovrebbe essere stipulato un accordo che garantirebbe a Volkswagen l’esclusiva per la costruzione delle mini-centrali nella fabbrica di Salzgitter. Per il CEO di Lichtblick Christian Friege si tratta di una rivoluzione del mercato energetico.
Tuttavia, non essendo questo il primo tentativo di produrre energia piu’ pulita su vasta scala, bisognera’ aspettare la reazione dei clienti prima di cantare vittoria.
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RIDIAMARO : -)

Viviana

Ministra Gelmini,
per favore, impari bene la lingua italiana!
In tivu’, al Tg1, ha esordito cosi’:
-…”in tutti i carceri”… noi vogliamo…
Le carceri, prego, le carceri…
L’ignorante puro non e’ uno stato che si acquisisce facilmente. Lei, cara signora, modestamente lo nacque.
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Ermanno Bartoli
TRAGEDIA IN DUE BATTUTE

“Ai confini della realta’”
Su un’astronave…
-Comandante, comandante! Il radar di bordo segnala un politico onesto
in navigazione a ore undici.
-Come? Impossibile!
-No, no!.. E’ proprio a ore undici!
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“Invenzioni”
E Gugu invento’ la ruota e la sistemo’ li’.
Poi tocco’ a Bugutu che invento’ la palla… E la mise li’. Poi Bugutu fece un’altra palla e la piazzo’ di fianco alla prima. Quindi, osservando ammirato le sue due opere, esclamo’:
“Ecco; queste dovrebbero girare!”
..
Viviana

E intanto che accadono questi fatti da notte dei cristalli, la Lega che fa?
Troppo ubriaca per reagire?
Troppo intenta a devastare trattorie e a pestare extracomunitari per accorgersi di quel che accade?

E il Pd? Troppo impegnato per mesi a decidere il segretario perche’ gliene possa importare una pippa di qualsiasi altra cosa?
L’Italia affonda.
E uno e’ assatanato a sguinzagliare killer contro presunti dissenzienti
Un altro fa la rincorsa dell’odio al migrante
Il terzo si fa le seghe con vecchie mani fritte e rifritte
Il quarto pensa bene di raccattare i coriandoli per rifarsi una verginita’ pescando un po’ nella mafia piu’ sporca e un po’ nel Vaticano piu’ nero
I brandelli del quinto hanno perso ogni visibilita’ ma non hanno acquisito alcuna criticita’
Sembra il castello dei demoni
E noi questi dovremmo votare?
La disgrazia peggiore e’ vedere il colosso di argilla che si frantuma e nessuno all’opposizione ad accogliere l’eredita’ di governo per mancanza di palle
Avremo la sorte tristissima di un dittatore sciagurato che crolla e che avra’ di nuovo la maggioranza dei voti per mancanza di una alternativa valida in grado di presentare un piano di governo che si differenzi da lui.
E addirittura sopravvivono gli idioti che ripetono: “Non demonizzate B o farete il suo gioco!” Questo e’ il manicomio dell’insipienza.
Va bene sbagliare ma perseverare nell’errore e’ da dementi.
..
La Rai toglie tutela legale alla Gabanelli. Il che e’ come dire aperta la libera caccia alle querele di Berlusconi. La Gabanelli protesta e la Rai risponde. “Fatti vostri’.
Chiede ‘intervistatore; “A chi date fastidio?’,
La Gabanelli risponde: “Puo’ farmi l’altra domanda, a chi non diamo fastidio?”.
..
http://masadaweb.org

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