Nuovo Masada

settembre 14, 2009

MASADA n° 990. 14-9-2009. Il corpo strappato

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:36 am

Ultimi in Europa, in fondo nel mondo – Separazione delle carriere e reati a discrezione del premier – Un continente di immondizia – Moltitudine inarrestabile – Violenza sugli omosessuali – Lo scandalo in Parlamento – Il Pd morti silenti – Lubna Hossein e i pantaloni del peccato

E’ il tempo del silenzio.
Non ovunque,
ma in Italia si’.
Assistiamo in silenzio all’uccisione delle natura,
alla decapitazione dei diritti,
alla menomazione delle donne,
alla morte dei doveri.
Assistiamo in silenzio all’atrofizzazione delle coscienze,
e diamo il nostro consenso a gente che la coscienza non ce l’ha piu’ da tempo e considera suicidio rispettare l’umanita’ proprio mentre dichiara le sue radici cristiane,
o che pretende di dominare con imposizioni sessuofobiche o ginofobiche proprio mentre si proclama religione universale ,
o che impone che si creda alle sue menzogne pena l’alienazione dal mondo civile.
E tutto questo insistiamo a chiamarlo cristianesimo, democrazia e liberta’.
Abbiamo perso la nozione del senso comune e continuiamo a chiamarci uomini.

Viviana Vivarelli
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Graduatorie

Siamo l’ultimo paese d’Europa e continuiamo a scendere nelle graduatorie mondiali in diritti e civilta’. Quando ci sara’ la ripresa economica europea, noi resteremo fuori per l’inettitudine di questo governo. E per le energie alternative non ci siamo nemmeno mossi. Mentre continuano sprechi colossali dalla pubblica amministrazione e lentezze di ogni tipo. La giustizia e’ imbavagliata. I ricchi si svincolano e i poveri affollano le carceri. Cresce la poverta’ e la banche straripano di denaro che non prestano. La mafia avanza e la criminalita’ finanziaria pure.
Ma la Lega pensa bene di combattere questi scempi coi seguenti provvedimenti:

-On. Salvini: Sul metro’ carrozze riservate ai milanesi
-Vicenza: No ai presidi del Sud, proposta dell’assessore Morena Martini (Pdl) fatta propria dalla Lega
-Test di dialetto e di cultura regionale per i professori. Paola Golsis (dep. leghista li propone all’interno della riforma in discussione a Montecitorio
-L’efficienza del Corpo degli alpini e’ inficiata da troppi volontari provenienti da Sud. Dal ddl del leghista Caparini
-Al Sud la vita costa meno che al Nord. Il ministro Calderoli lancia cosi’ le gabbie salariali
-Il tricolore non basta piu’. La Lega propone al Senato di modificare l’art.12 della Costituzione: bandiere regionali accanto a quella nazionale
-Fiction in dialetto sulle reti Rai. Proposta del ministro leghista Zaia
-Bossi pone la questione dell’inno: Quello di Mameli non lo sa nessuno.Meglio Va’ Pensiero
-Il sindaco leghista di Varallo Sesia (Piemonte) decide di multare di 500 € chi indossera’ in piscina e sulle spiagge di fiumi e torrenti il burkini
-Venditori immigrati non potranno aprire attivita’ nel centro storico di Bergamo

Il 73% degli italiani considera queste richieste “un colpo di calore”
Dunque siamo governati da un presidente arrapato e da una Lega preda di un colpo di calore (metafora per indicare uno che e’ fuori di testa)

Carceri, giustizia e separazione delle carriere
Bruno Tinti

Il 27 agosto il Telegiornale de La 7 ha ospitato il senatore Marco Perduca.
Google, Perduca appartiene al gruppo radicale anche se e’ stato eletto nelle liste del PD (misteri della politica).
…L’argomento che il senatore Perduca ha trattato e’ stato quello carcerario, di cui dice di avere buona esperienza avendo passato l’estate a visitare le carceri italiane, superaffollate perche’ ci sono circa 64.000 detenuti e solo circa 41.000 posti. Niente di nuovo, lo sappiamo da molti anni, in particolare dal luglio 2006, quando l’argomento e’ stato utilizzato come pretesto per un indulto calibrato sulla necessita’ di far evadere Previti dalla detenzione dorata nel suo mega appartamento di Piazza Farnese a Roma. Da allora, sorprendentemente (?), nulla e’ stato fatto per risolvere il problema; in particolare non e’ stato costruito alcun nuovo carcere, il che sarebbe stata una delle prime cose da fare.
Ma le soluzioni di Perduca sono altre:
Ci vuole, dice, una riforma completa della giustizia e, in particolare, la separazione delle
carriere (tra giudici e pubblici ministeri) e la discrezionalita’ dell’azione penale.
Nessuno, nemmeno Perduca, spiega si degna di spiegare in cosa consistano queste due epocali riforme e chi non ha competenza giuridica non sa cosa significhino.
Separazione delle carriere vuol dire che i giudici devono fare solo i giudici e i pubblici
ministeri, che adesso sono magistrati anche loro, diventano “avvocati della polizia” (la definizione e’ di B).
Oggi i PM, che di mestiere fanno le indagini, sostengono l’accusa solo per quelli che ritengono colpevoli; poi il giudice decidera’ se condannarli o no. Una sorta di doppio filtro: prima un magistrato PM che indaga solo quelli che ritiene colpevoli e che chiede l’assoluzione per quelli che ritiene innocenti; e poi un magistrato giudice che (di questi) condanna solo quelli che anche lui ritiene colpevoli e assolve quelli che ritiene innocenti. Domani, se passa questa riforma, i PM faranno come qualsiasi avvocato: il loro cliente sara’ lo Stato (la Polizia, i CC, la GdF); il loro mestiere sara’ quello di difendere le tesi dello Stato davanti ai giudici.
La domanda e’; se i Pm diventano gli avvocati dello Stato, cioe’ del potere politico, abbiamo le garanzie che non sara’ automaticamente ritenuto innocente l’imputato se e’ un politico o amico o parente di un politico?
Abbiamo dei dubbi. Si veda il caso di Previti. O degli imputati del processo Abu Omar.
E se poi l’imputato e’ un avversario politico di chi governa?
Il Pm dovra’ fare gli interessi dei suoi clienti (potere politico del momento) e non quelli della nazione.
Con tanti saluti per l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Con la discrezionalita’ dell’azione penale si scelgono i processi che di devono fare quelli che si possono non fare. Siamo nella stessa situazione di prima. E’ una cosa che B aveva gia’ chiesto tempo fa: che il Governo decidesse anno per anno i reati che si dovevano processare prima. Oggi non e’ cosi’: la nostra Costituzione dice che l’azione penale e’ obbligatoria, cioe’ per ogni reato si deve fare un processo: che sia un furto in alloggio o il falso in bilancio di B. Se passasse questa riforma ci sarebbero reati che non sarebbero processati Mai: corruzione, frode fiscale, falsi in bilancio, peculati etc., cioe’ i reati dei politici corrotti.

Perduca ha detto dunque che, se si procedera’ alla separazione delle carriere e alla discrezionalita’ dell’azione penale, il problema carcerario sara’ risolto.
In che modo?
Se il PM diventa l’avvocato della Polizia, in teoria dovrebbe sostenere l’accusa in un numero di processi maggiore.
Oggi se il Pm non ha prove sufficienti deve chiedere che l’imputato sia assolto; e, in genere, il giudice la pensa come lui. Oggi molti extracomunitari, arrestati per uno dei vari reati previsti dalla legislazione in materia di immigrazione, sono assolti e scarcerati (quindi in prigione non ci vanno) perche’ prima il PM e poi il giudice scoprono che le condizioni legali per procedere all’arresto e alla denuncia non c’erano. Un certo numero di presunti spacciatori sono assolti e scarcerati perche’ le prove sull’effettivo spaccio della bustina sono carenti, prove processualmente valide. Insomma, oggi il PM una certa scrematura la fa. Ma domani, quando il suo dovere sara’ solo quello di sostenere le tesi della Polizia (ce lo ha detto B, ricordatevelo), e’ ragionevole pensare che di condanne e di detenuti ce ne saranno di piu’.
Mi pare ovvio che la separazione delle carriere non ha nulla a che fare con il problema carcerario; in realta’ il PM-magistrato produce meno condannati e quindi meno detenuti.

Si potrebbe dire: se l’azione penale non e’ obbligatoria, se ogni anno si fanno meno processi, ci saranno meno condannati e le carceri saranno meno affollate. Ma la teoria e’ sballata.
Facciamo un esempio. Tutti sappiamo che gli ospedali sono sovraffollati: non ci sono abbastanza letti. Se stabiliamo per legge che alcuni malati non possono essere curati, il posto in ospedale diventa sufficiente. Ma sta bene che la gente malata sia lasciata a morire sotto i ponti?
Ma ci sarebbe da vedere quali sono i malati che decidiamo di non curare. Se decidessimo di non curare gli infarti, i tumori, le infezioni polmonari fulminanti, insomma le malattie piu’
gravi ma numericamente meno incidenti, di posti se ne farebbero pochini.
Ma qui quando si parla di sgombrare la carceri, si parla di corruzione, falso in bilancio, frode fiscale, peculato ecc., e i casi sono pochi e condannati meno ancora, mentre continuerebbero a finire in carcere i rei di furto, spaccio di droga, oltraggio a pubblico ufficiale, reato di clandestinita’, e tutta la immensa quantita’ di illeciti che porta all’affollamento delle carceri.
Abbiamo una maggioranza che ha vinto le elezioni battendo sul tasto dell’insicurezza sociale e del pericolo degli extracomunitari, pensate che proporrebbe di non processare i ladri, gli spacciatori, quelli che violano le leggi sull’immigrazione e insomma la sterminata platea che ogni giorno affolla le aule di giustizia?
Ma se prendiamo solo rei di corruzione finanziaria, ladri di stato ecc, quanti carcerati in meno avremmo? Ben pochi.
L’85 % dei detenuti e’ composto da ladri, spacciatori di droga e extracomunitari che hanno violato le leggi sull’immigrazione. Il restante 15 % di assassini, rapinatori, violentatori e altri imputati o condannati per gravissimi delitti. Di falsificatori di bilancio, bancarottieri, corruttori, corrotti, evasori fiscali e gente di questo tipo ce ne sono poche decine. Ecco con la discrezionalita’ dell’azione penale sarebbero queste poche decine a non intasare le carceri. Gran risultato!

Adesso la domanda finale: ma il senatore Perduca lo sa cosa vuol dire separazione delle carriere e discrezionalita’ dell’azione penale? oppure recita il mantra della fazione politica a cui appartiene? E, se lo sa, perche’ va a raccontare queste cose in televisione?
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Foucault
Mariapia

Leggendo un poco Michel Foucault nel libro “le parole e le cose” ho capito che il mio maestro sarto era un grande maestro, ma non aveva “le parole per dirlo” compiutamente quanto andava dicendo.
Mi sono arrabbiata con lui per tutti i tredici anni – e pure successivamente – in cui ho lavorato nella sua sartoria; dagli undici ai ventiquattro anni.
L’ ho amato moltissimo, il suo spirito era in simpatia con il mio, ma quando diceva “se qualcuno dice o fa una cosa tre volte, lo dira’ e lo fara’ per sempre”, nove, tra bambine e giovani donne, strillavano come aquile a questa affermazione; ci toglieva la speranza che la Vita possa migliorare.
Puo’ veramente migliorare la Vita, ma quello che non poteva dire e’ che puo’ migliorare se si conosce la regola o legge sottostante ai miliardi di accadimenti della Vita, in particolare quella umana. Ecco, Foucault ritiene che si possano scoprire le “Regole Sottostanti” del vivere, di ogni creatura vivente e del linguaggio che nascondono le predette regole. Il linguaggio umano nasconde. Occorre un’archeologia del linguaggio.
Anche Noam Chomski esamina il linguaggio e cio’ che dice nelle sue fumose profondita’ del parlare umano, svelandone il segreto sottostante, ma io non ero pronta a comprendere profondamente quanto stava dicendo, e quindi ne comprendevo solo il senso letterale astratto, quasi che le parole e i discorsi delle persone con cui entravo in contatto non fossero impostate sulle regole che andava spiegando.
Si’, si sbatte la testa contro il muro fino a quando le parole e la loro comprensione non diventano carne, il nostro sangue, allora tutto il corpo capisce.
Sembra che tra il mio cervello e il resto ci sia una frattura, per cui sono molto lenta nel comprendere la complessita’.
Ma io ho le mie regole sottostanti, dettate da DNA ritardato e geni stupidi.
Ci sono parole di Mere (1) che mi hanno lasciato un profondo segno e tra queste, quelle relative alla separazione tra corpo e mente, che sono” io insegno al mio corpo imbecille, alle mie cellule che sono in ritardo”
Buona giornata.
Mariapia

(1)Mirra Alfassa, nota con il nome di Mere (Parigi, 21 febbraio 1878 – Pondich’ry, India, 17 novembre 1973), e’ stata una mistica francese, seguace e compagna spirituale di Sri Aurobindo. Nata a Parigi nel 1878 da madre egiziana e padre turco, ricevette un’educazione scientifica e matematica.
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Lalla
Io non ce la faccio piu’
www.jacopofo.com/great-pacific-garbage-patch-continente-spazzatura-oceano

Il settimo continente

E’ noto anche col nome di Great Pacific Garbage Patch, si trova nell’Oceano Pacifico ed e’ la piu’ grande discarica di spazzatura del mondo: si tratta di un vero e proprio disastro ecologico scoperto per caso nella primavera del 1997 dall’oceanografico americano Charles Moore.
A bordo del suo catamarano per le ricerche scientifiche “Arguita”, Moore si trovava tra Giappone e Hawai quando decise di seguire una rotta non battuta dalle normali navigazioni, a causa di strane correnti marine.
Ed e’ cosi’ che si imbatte’ nella North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica a spirale che preleva rifiuti e rottami dalle coste e dai fondali e li accumula in mezzo al mare, in vere e proprie isole di spazzatura.
Il fenomeno e’ naturale, i rifiuti sono roba nostra!
La misura totale della Pacific Garbage non e’ ancora nota: si parla di 700mila/15 milioni di kmq, con una profondita’ di 30 metri. La sua dimensione si stima sia tra lo 0,41% e l’8,1% dell’intero Oceano Pacifico, con oltre 3,5 milioni di tonnellate di detriti (100 milioni di tonnellate secondo quanto riporta La Stampa).
La Pacific Garbage, formatasi tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, e’ costituita per l’80% da plastica che si e’ fotodegradata negli anni, spaccandosi in miliardi e miliardi di piccoli pezzi, fino a raggiungere le dimensioni dei polimeri che la compongono. Difficili da raccogliere, questi “pezzettini di inquinamento” sono entrati nella catena alimentare dei pesci e dei molluschi, tanto che in alcuni campioni di acqua marina prelevati nel 2001 la quantita’ di plastica superava di sei volte quella dello zooplancton (la vita animale dominante dell’area).
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Moltitudine inarrestabile
Come e’ nato il piu’ grande movimento al mondo e perche’ nessuno se ne e’ accorto

Paul Hawken insegna: la piu’ potente forza rivoluzionaria del tempo nostro e’ imprevedibile, eterogenea, deideologizzata e radicata in tutte le nazioni; e’ quella delle organizzazioni e delle associazioni che rivendicano sostenibilita’ ecologica e giustizia sociale. Questa forza da’ vita a un movimento “frammentato, non organizzato e orgogliosamente indipendente”; interconnesso (via Web) ed estraneo a leader o capi carismatici: niente manifesto, niente dottrina. Linee di condotta: difesa del pianeta, lotta contro il degrado ecologico, rivendicazione dei diritti dei cittadini. E’ unito dalle idee, non dalle ideologie. Perche’ “le idee fanno domande e liberano; le ideologie giustificano e comandano”. Il movimento e’ pragmatico, non utopico. Pretende coinvolgimento e compassione, non fedelta’ a un dogma o a un partito. Domanda partecipazione, non vuota simpatia.
Si tratta del movimento sociale piu’ grande della storia (“il movimento dei movimenti” secondo la madrina del “No Logo”, Naomi Klein). Ha tre radici, spiega Hawken, necessariamente interdipendenti: l’attivismo ambientalista, le iniziative per la giustizia sociale, la resistenza delle culture indigene alla globalizzazione. Perche’ si e’ creata questa convergenza?

“Un nativo americano mi spiego’ che la separazione fra ecologia e diritti umani e’ artificiale, che i movimenti ambientalisti e quelli per la giustizia sociale affrontano due aspetti dello stesso, grande dilemma. I danni inflitti alla Terra ricadono su tutte le persone e il modo in cui un uomo tratta un altro uomo si riflette sul nostro modo di trattare il pianeta”. Questa e’ una visione solo apparentemente mistica. E cosi’, e’ necessario ribadire che nessun uomo puo’ essere ridotto in schiavitu’, tenuto in condizione di servitu’, torturato; nessuno puo’ essere arbitrariamente imprigionato o esiliato. Tutti gli uomini hanno diritto a educazione, mezzi di sussistenza ed eque condizioni lavorative: si rimane fedeli alla lettera della Dichiarazione universale dei diritti umani ratificata dalle Nazioni Unite nel 1948.
Sostiene Hawken che sebbene non esista un collegamento tra poverta’ e cambiamenti climatici, entrambi abbiano radici comuni: perche’ noi “siamo la natura, in ogni nostra molecola e neurone. Conteniamo argilla, minerali e acqua; traiamo il nostro nutrimento dal sole attraverso le piante e siamo strettamente collegati a tutte le altre specie, dai funghi ai marsupiali e ai batteri”.
Assieme alla natura, si difendono lingue e culture in via di estinzione. Perche’ se oggi 362 specie di animali e di uccelli sono “in pericolo critico”, 438 sono le lingue a rischiare la sparizione: le parlano meno di 50 persone. Assieme, ci sono 6.800 lingue espressione di culture che domandano sopravvivenza. Ogni anno spariscono circa 30 culture, con grave danno della memoria e del patrimonio delle nuove generazioni. Stesso accade nell’alimentazione: “Quando perdiamo un sapore, perdiamo una ricetta; quando si perde una ricetta, si perde l’uso di un alimento naturale; quando si perde l’uso di un alimento, anche la coltivazione e l’origine di quell’alimento vanno perse; quando la produzione di un alimento viene persa, sono persi anche i semi o la razza rara; e quando si perde la produzione degli alimenti locali, le persone sono costrette a consumare cibi prodotti da multinazionali in luoghi lontani”.
“Causa primaria dell’estinzione di specie e culture e’ la globalizzazione, la ricerca del progresso attraverso l’estrazione di risorse e l’espansione economica” “il sentiero di lotta e’ quello dell’autonomia nella diversita’”

C’e’ un’altra strada per presentare questo ricco libro. Quella di accennare alle curiosita’ disseminate nel testo. Quanti di voi conoscono, ad esempio, l’etimo della parola “sabotaggio”? Quei pochi sapranno ricondurre il famoso lancio d’una scarpa irachena a un’antica ribelle tradizione operaia. E quanti hanno una vaga idea di come sia nato il nome “Terra del Fuoco” ? E di cosa significhi realmente “antropocene”? Conoscete la strategia dei kludge? No? Metteteci una pezza. Avete mai letto delle vicinanze culturali tra la Bibbia e la tradizione tolteca ? Avete una vaga idea dei numeri dello sterminio degli amerindi? Tra 90 e 112 milioni di persone. Si potrebbe continuare: accenno rapidamente alla presenza di interessanti dati sulla disoccupazione negli States alla memoria delle proteste anti-yankee per l’aggressione all’Irak , e ai fondi dedicati dagli States alla guerra (con riflessioni sull’ONU, e sinistre meditazioni sul Consiglio di Sicurezza; interessanti, infine, le note sui luddisti e sui neoluddisti.

Il libro di Hawken e’ un’iniezione di fiducia per tutti quei cittadini italiani ed europei che hanno smarrito ogni fede nella politica partitica. Il sentiero di protesta e di coscienza del movimento e’ caotico e difforme, ma sembra avviarsi a un progressivo ordine armonioso: e’ paradossale pensare di poter guardare con serenita’ e speranza al futuro, considerando “what they’ve done to the earth” (che cosa hanno fatto alla Terra), come cantava il vecchio sciamano, e considerando quanto male le nazioni imperialiste e le multinazionali continuano a fare ai popoli e alla natura. Tuttavia si direbbe davvero che stia sorgendo una prepotente voglia di rovesciare il sistema: a partire dalla base. Quella dei partiti s’e’ gia’ sgretolata; adesso vediamo di puntare quella delle grandi aziende. Quelle che, la Klein ce lo insegno’ tanti anni fa, puntano sul lavoro minorile e sottopagato nelle nazioni povere; sull’inquinamento assoluto; sul profitto. A dispetto di tutto. La strategia di resistenza prima e’ studiare e difendere le proprie culture – la propria cultura – di origine, da tutti i punti di vista: alimentari, letterari, folkloristici. La tradizione, cosi’, irrompe nel presente: ecco, s’e’ fatta necessaria: diventera’ un’arma.

www.youtube.com/watch?v=bmIXlhHmnBU

Estratto del primo capitolo del libro

Negli ultimi quindici anni ho tenuto circa mille conferenze sull’ambiente e, ogni volta, mi sono sentito come un funambolo alla ricerca dell’equilibrio perfetto. Le persone desiderano sapere cosa sta succedendo al loro pianeta, ma nessuno vorrebbe mai deprimere il proprio pubblico, per quanto cupo e preoccupante sia il futuro previsto dalla scienza che studia i tassi di perdita ambientale. Tuttavia, essere ottimisti riguardo al futuro richiede delle basi convincenti per un’azione costruttiva: e’ impossibile descrivere le possibilita’ future senza prima definire accuratamente le problematiche attuali. Colmare tale divario ha sempre costituito per me una sfida e le platee, ignorando soavemente il mio turbamento intellettuale, mi hanno fornito un insolito punto di vista. Dopo ogni conferenza, una piccola folla mi circondava per parlare, porre domande e scambiare biglietti da visita.
Generalmente, queste persone si occupavano delle tematiche piu’ dibattute ai nostri giorni: cambiamenti climatici, poverta’, deforestazione, pace, risorse idriche, fame, conservazione, diritti umani. Provenivano dal mondo del non profit e delle organizzazioni non governative, noto anche come “societa’ civile”: si erano presi cura di fiumi e golfi, avevano insegnato ai consumatori i principi dell’agricoltura sostenibile, installato pannelli solari sulle loro abitazioni, esercitato azioni di lobby sui legislatori nazionali per contrastare l’inquinamento, lottato contro politiche commerciali tagliate a misura d’impresa, lavorato per rendere verdi le principali metropoli e fornito un’istruzione ai bambini in materia di ambiente. Semplicemente, avevano dedicato le loro esistenze a cercare di salvaguardare la natura e a difendere diritti.
Malgrado fossimo negli anni Novanta e i mezzi d’informazione ignorassero queste persone, queste occasioni mi offrivano la possibilita’ di ascoltare le loro preoccupazioni. Incontravo studenti, nonne, adolescenti, membri di tribu’, uomini d’affari, architetti, insegnanti, professori in pensione e genitori preoccupati. Dato che mi spostavo continuamente e che le organizzazioni rappresentate da queste persone erano radicate nelle loro comunita’, in un anno iniziai a farmi un’idea della varieta’ di questi gruppi e del loro numero complessivo. I miei interlocutori avevano molto da dire. Erano informati, ricchi d’immaginazione e di vitalita’; offrivano idee, spunti e intuizioni. In un certo senso, Moltitudine inarrestabile rappresenta la somma di cio’ che mi hanno donato. I miei nuovi amici mi davano libri e articoli, infilavano piccoli regali nel mio zaino o avanzavano proposte per imprese verdi. Un nativo americano mi spiego’ che la separazione fra ecologia e diritti umani e’ artificiale, che i movimenti ambientalisti e quelli per la giustizia sociale affrontano due aspetti dello stesso, grande dilemma. I danni inflitti alla Terra ricadono su tutte le persone e il modo in cui un uomo tratta un altro uomo si riflette sul nostro modo di trattare il pianeta. Mano a mano che le mie conferenze iniziavano a rispecchiare una maggiore consapevolezza, il numero e la varieta’ di persone che offrivano biglietti da visita crebbero. A ogni conferenza collezionavo dai cinque ai trenta biglietti da visita e, dopo una settimana o due di viaggi, tornavo a casa con qualche centinaio di biglietti ficcati in tutte le tasche. Li disponevo sul tavolo della mia cucina, leggevo i nomi, guardavo i loghi, esaminavo la missione e rimanevo meravigliato dalla diversita’ di azioni e scopi che questi gruppi perseguivano a favore di altri. Quindi, conservavo i biglietti in cassetti o sacchetti di carta, come ricordi di viaggio. Negli anni, avevo raccolto migliaia di questi biglietti e, ogni volta che li guardavo, mi sorgeva spontanea la stessa domanda: esiste qualcuno realmente in grado di valutare il numero enorme di gruppi e organizzazioni coinvolti in queste cause? Dapprima, si tratto’ di semplice curiosita’, ma lentamente si trasformo’ nella sensazione che qualcosa di molto piu’ grande stesse nascendo, un importante movimento sociale che stava eludendo i radar della cultura di massa.
Sempre piu’ curioso, iniziai a contarli. Consultai i documenti governativi disponibili per i diversi paesi e, utilizzando i dati dei censimenti fiscali, valutai in circa 30.000 il numero delle organizzazioni ambientaliste sparse per il mondo; quando poi presi in considerazione anche quelle per la giustizia sociale e per i diritti delle popolazioni indigene il numero supero’ le 100.000. Successivamente, feci delle ricerche per capire se era mai esistito un movimento uguale a questo per dimensioni o finalita’, ma non riuscii a trovarne uno, passato o presente che fosse. Piu’ indagavo, piu’ approfondivo e piu’ il numero continuava a salire: trovavo elenchi, indici e piccoli database specifici per settori o aree geografiche. Avevo iniziato un percorso che mi avrebbe portato molto piu’ lontano di quanto avessi immaginato. Realizzai subito che la mia valutazione iniziale di 100.000 organizzazioni era sottostimata di almeno dieci volte, e attualmente credo che esistano piu’ di un milione, forse anche due, di organizzazioni che operano per la sostenibilita’ ecologica e la giustizia sociale.
In base alle definizioni convenzionali, questa immensa varieta’ di individui impegnati non costituisce un movimento. I movimenti hanno leader e ideologie. Le persone “aderiscono” ai movimenti, ne studiano i testi e si identificano con un gruppo. Leggono le biografie del fondatore e ascoltano i suoi discorsi, con registrazioni o dal vivo. In breve, i movimenti hanno dei seguaci. Tuttavia, questo movimento non corrisponde ai modelli tradizionali. E’ frammentato, non organizzato e orgogliosamente indipendente. Nessun manifesto o dottrina, nessuna autorita’ che eserciti un controllo. Prende forma in scuole, fattorie, giungle, villaggi, aziende, deserti, aree di pesca, slum, persino negli alberghi di lusso di New York. Uno dei tratti che lo caratterizza consiste nel suo essere un movimento umanitario globale che, timidamente, sta emergendo dal basso verso l’alto. Una moltitudine unita da una condizione che non ha precedenti: il pianeta ha una malattia, caratterizzata da pesante degrado ecologico e rapidi cambiamenti climatici, che mette a rischio la sua esistenza.
A mano a mano che calcolavo il numero delle organizzazioni, nella mia testa si affaccio’ il dubbio di essere testimone della crescita di qualcosa di organico, se non biologico. Piuttosto che un movimento nel senso tradizionale del termine, non potrebbe trattarsi di una risposta istintiva e collettiva alla minaccia? La sua natura frammentaria non potrebbe rispondere a esigenze connaturate ai suoi scopi? Quali sono i meccanismi alla base del suo funzionamento? Qual e’ la sua velocita’ di crescita? E la natura dei suoi collegamenti? Perche’ continua a essere ignorato? Ha una storia? Riuscira’ a fronteggiare con successo quelle problematiche che i governi non sono stati in grado di risolvere: energia, occupazione, conservazione, poverta’ e riscaldamento globale? Diventera’ centralizzato o continuera’ a essere frammentario? Si sfaldera’ davanti a ideologie e fondamentalismi?
Ho cercato un nome per questo movimento, ma non ne esistono. Ho incontrato persone che volevano conferirgli un assetto o dargli un’organizzazione, un compito difficile, si tratta del movimento piu’ complesso che l’umanita’ abbia mai costituito. Molte persone esterne lo considerano privo di forza, ma cio’ non arresta la sua crescita. Quando lo descrivo a politici, accademici e uomini d’affari, mi rendo conto che molti credono ggia’ di conoscere il movimento, i suoi modi d’operare, la sua natura e le sue dimensioni approssimative. Basano le loro convinzioni sui rapporti dei mezzi d’informazione su Amnesty International, Sierra Club, Oxfam o altre rispettabili istituzioni. Possono essere direttamente informati in merito ad alcune organizzazioni piu’ piccole e possono addirittura far parte del consiglio direttivo di qualche piccolo gruppo. Per loro, e per altri, il movimento e’ piccolo, noto e circoscritto, e’ un tipo nuovo di volontariato con una manciata di attivisti fuori controllo che occasionalmente gli procurano una cattiva fama. Anche le persone all’interno del movimento possono sottostimarne l’ampiezza, basando il loro giudizio solo sull’organizzazione a cui appartengono, anche se i network sono in grado di comprendere solo una parte del tutto. Dopo aver trascorso anni a studiare il fenomeno e aver creato insieme ad alcuni colleghi un database globale delle organizzazioni coinvolte, sono giunto alla seguente conclusione: si tratta del piu’ grande movimento sociale in tutta la storia dell’umanita’. Nessuno conosce il suo scopo e i meccanismi del suo funzionamento sono piu’ misteriosi di quanto sembri. Quello che salta agli occhi e’ indiscutibile: aggregazioni coerenti, organiche, autorganizzate, che riuniscono decine di milioni di persone che operano per un cambiamento.
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Viviana Vivarelli

E’ dal 2001, dalla feroce repressione fascista di Genova e dal violento rigetto che mi produsse contro tutti i partiti, quelli che agirono e quelli che consentirono, e’ da allora che io e la mia famiglia siamo entrati idealmente e spesso materialmente nel mondo no global.
Abbiamo cominciato subito dalla campagna delle bandiere di pace in cui sono fiera di essere stata promotrice iniziale, anche se l’idea fu di mia figlia e di due amici che idearono e prepararono la campagna per l’intera Italia. E abbiamo continuato come abbiamo potuto, soprattutto mia figlia, che si e’ mossa nel mondo del volontariato e della protesta civile prima in Italia poi in Inghilterra, mentre io mi sono occupata soprattutto di un blog di informazione e nell’insegnamento e mio marito ha lavorato concretamente nell’aiuto umano.
Quello che l’autore di questo bellissimo video dice mi e’ noto da molto tempo ma sono rimasta comunque fortemente emozionata dal suo tono e dal suo modo di presentare cio’ che avviene.
Quando su questo blog o altrove vengo attaccata da persone di dx o di sx che si divertono a darmi qualifiche politiche secondo le etichette di un mondo che muore, mi sembra di vedere dei dinosauri che sembrano vivi ma sono ormai defunti da tempo e agitano vanamente le loro ombre.
Quando Beppe Grillo porta avanti i suoi temi universali per la pace e per la salvezza dell’ambiente mi sento a casa.
Ma di nuovo contro di lui sento agitare vecchi orpelli, fantasmi di mondi morenti che niente piu’ hanno a che fare con un futuro sostenibile e umanizzabile. Eppure questi fantasmi continuano ad avanzare pretese obsolete sulla stampa, sulle televisioni, nei convegni dei partiti, nei governi, in tutto cio’ che ha a che fare col potere ma che non ha piu’ niente a che vedere con la nostra vita, con la nostra possibilita’ di un futuro migliore, con le nostre speranze, con valori collettivi e universali.
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Della liberta’ di gestire la propria liberta’ sessuale
Te la sei cercata la violenza
Doriana Goracci

Invio una lettera che chiede conoscenza e diffusione, di un’amica, una donna cosiddetta “normale”, Stefania di Lino, ad un suo amico omosessuale, Simone, testimone di una delle tante serate nazionali all’insegna della violenza: Roma a San Giovanni tra le bombe carta. Ci sarebbe da discutere fino a diventare vecchi su questa parola, la violenza, molto simile anche in altre lingue e paesi. Ti amo come sei? Non ho mai bazzicato i ghetti, neanche quelli spontaneamente aperti come rifugio dei diversi : diventano mercificazione dei corpi ma ci si passa, capita di viverci nel ghetto. Lascia il segno.

Caro Simone,
ho saputo da Simona, e poi da internet, degli attentati criminali di cui sei stato testimone fin troppo diretto. Simona mi ha pero’ tranquillizzata, rassicurandomi sulla tua integrita’ fisica (a parte l’inevitabile trauma psicologico). Sono felice che tu ne sia uscito illeso e che il tuo corpo sia integro.
Rimane pero’ la forte preoccupazione per quest’atto di enorme violenza e intimidazione, che, ritengo, non coinvolga solo uomini e donne che scelgono un orientamento sessuale piuttosto di un altro.
Penso infatti che siamo tutti dentro quanto c’e’ in gioco la liberta’ di qualcuno. Perche’ e’ proprio in quel corner piu’ o meno ampio, che si dibattono i principi fondamentali della liberta’ di un popolo e di un paese.
Dicasi democratico quello stato che riesce a tutelare i diritti dei “pochi”.
E in Italia, caro Simone, in quanto a diritti, siamo ormai tutti “minoranze”, in quanto soli, frammentati, chiusi nelle nostre scatoline che ci hanno costretto a comprare a caro prezzo… Chiusi nei nostri problemi come se veramente fossero solo nostri.
E cosi’ non e’!
Forse sarebbe importante capire che, omo o etero, insegnante o operaio, italiano o non, tutti abbiamo l’inalienabile diritto di scegliere, tra adulti consenzienti, i nostri amori.
Tutti abbiamo diritto a ri-prendere in mano la nostra vita visto che UNA ne abbiamo!
Tutti abbiamo diritto di usare la nostra esistenza per cercare e attuare cio’ che piu’ si avvicina alla nostra idea di piacere e di usare il nostro corpo come ci pare e con chi ci pare.
Tutti abbiamo diritto a perseguire la felicita’.
E nessuna bomba carta, nessuna politica come nessuna religione, puo’ impedirci di ricercare gli strumenti piu’ idonei per concretizzare i nostri sogni.
E costruire magari, una societa’ composta da individui piu’ felici.
E’ per questo che sto dalla tua parte Simone, pronta a difendere il tuo diritto ad una sessualita’ felice ed esplicata.
D’amore si parla, no? E noi donne sappiamo bene cosa significhi liberta’ di scelta del nostro corpo visto che da sempre ce ne vogliono espropriare.
Questo o quel governo. Inquisizione e/o Giuliano Ferrara.
Il tuo corpo come il mio. Se difendo l’autonomia del tuo corpo, insieme alla tua, ribadisco la mia liberta’.
Liberta’ del corpo e’ liberta’ di pensiero.
Il corpo E’ politica.
E allora riprendiamoci anche quella!
Spero di vederti presto. Ti abbraccio. Stefania
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Una privacy intermittente
Manuela

…Il Giornale e Libero hanno persino pubblicato la foto della ragazza molestata da Boffo: e il Garante della Privacy, quello che strilla per le foto di Zappadu a Villa Certosa e all’aeroporto di Olbia, zitto e muto. E la Procura di Roma, quella che incrimina Zappadu e sequestra le sue foto a gentile richiesta di Palazzo Chigi, ferma immobile. Stiamo parlando delle foto di una ragazza che e’ stata vittima di un reato di molestie e che si vede sbattuta sui giornali, cosi’ adesso tutti sanno chi e’. E nessuno dice niente. E nessuno fa niente. Nemmeno i sedicenti “liberali” che tromboneggiano in difesa della privacy sul Corrierone….
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Donne di straordinario coraggio

UNA RAGAZZA CORAGGIOSA E LA MALAFEDE DELL’OCCIDENTE
Pietro Ancona
medioevosociale-pietro.blogspot.com

Mi piace accostare a Lubna Hussein, la coraggiosa ed intelligente ragazza di Kartoum, altre due donne di straordinario coraggio civile che hanno contributo a cambiare la cultura del mondo: Franca Viola, la diciassettenne che nel 1966 rifiuto’ di sposare il suo stupratore e lo mando’ in galera rompendo tabu’ cristallizzati nella cultura italiana e Rosa Parks l’afroamericana che nel 1955 rifiuto’ di cedere il suo posto in autobus ad un bianco e diede luogo ad un movimento antiapartheid che, nonostante le lugubri incursioni del Ku Klux Clan si sviluppo’ fino a diventare un un grosso problema politico per le istituzioni USA.
I rifiuti opposti da queste tre donne hanno un comune movente: la rivendicazione del diritto alla liberta’ ed alla liberazione da pastoie e pregiudizi che imprigionano nel sottosuolo oscuro della subalternita’ di genere e razziale. Lubna Hossein e’ stata condannata a subire 40 frustrate commutate in una pena pecuniaria. Ha rifiutato di pagare la multa ed ha preferito subire un mese di prigione per non dare legittimita’ alla condanna subita in base alla Sharia, la legge che fa del Corano e della tradizione islamica una sorta di codice penale per tutti i cittadini. La sua contestazione della legge e’ radicale! Lubna Hussein ha suscitato un movimento che e’ ancora minoritario ma che non manchera’ di produrre splendidi frutti di liberta’, parita’ e democrazia. Un movimento che vuole il rispetto della donna e la sua liberazione dai ceppi clericali.
L’Occidente in malafede ha molto speculato e strumentalizzato la questione della posizione della donna nella societa’ islamica a partire dal Burka. Ha promosso due sanguinosissime guerre contro l’Afghanistan e l’Irak che avrebbero portato assieme ai bombardamenti ed all’occupazione militare un vento di liberta’ per le donne. I risultati sono disastrosi: l’Irak di oggi e’ assai piu’ reazionario e clericale di quello di Sadam Hussein che aveva laicizzato profondamente la societa’ attraverso una opera di acculturazione dei ceti popolari di grande rilievo.
In Afghanistan abbiamo assistito alle file di donne intabarrate nei burka piu’ pesanti ed oppressivi ai seggi elettorali. Certo non andavano a votare di loro spontanea volonta’ ed a viso scoperto per Karzai che ha introdotto leggi di inaudita violenza contro le donne come lo stupro consentito al marito e la punizione con il digiuno forzato alla moglie che rifiuta rapporti sessuali e vieta loro di uscire di casa senza permesso.
La vicenda sudanese dimostra che esistono forze dentro la societa’ anche la piu’ compressa dal conservatorismo clericale che sono in grado di aprirsi un varco verso il futuro.
La criminalizzazione della intera societa’ islamica con tutto quello che ribolle nel suo seno e’ un errore funesto dal momento che la pulsione di liberta’ e di democrazia e’ incomprimibile. La liberta’ delle donne da sempre seviziate dalle grandi religioni monoteiste deve essere una conquista, il frutto di una crescita civile attraverso conflitti, sacrifici, pene.
Il fondamentalismo religioso e la sua coincidenza con le leggi dello Stato che Papa Ratzinger vorrebbe imporre in Italia attraverso un Governo opportunista ed un Parlamento vile ed intimidito.
Presto avremo la legge “mai piu’ Englaro” che neghera’ il diritto a morire con dignita’.
Non dimentichiamo che una professoressa di religione e’ stata allontanata dalla scuola pubblica e privata dell’insegnamento perche’ portava la minigomma. A nulla sono valse la testimonianza del Preside sulla serieta’ personale e professionale dell’insegnante. Ha perduto il posto di lavoro e questo e’ l’equivalente delle 40 frustrate alla ragazza sudanese.
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No question
Viviana

B ha fatto il suo show davanti ai ragazzi di Alleanza nazionale ma anche a loro ha proibito fare domande.
Ormai e’ proibito a tutti di fare domande al premier,
pena la querela.
Chi non ha risposte decenti per domande ragionevoli
puo’ solo riempire totalmente gli spazi della democrazia con la sua presenza ingormbrante e totale, impedendo alla democrazia di respirare.
Fino a quando?
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Lettera di ripudio
Paolo Farinella, prete

Dense nubi avanzano sull’orizzonte:
In Afganistan: i brogli legittimati mantengono un dittatore al governo con l’appoggio dei paesi guerrafondai.
In Iran: i brogli santificati dagli Ahiatollah hanno confermato un altro dittatore.
In Libia: un dittatore sanguinario detta legge al dittatorello Bjad.
In Tunisia: Berluskonijad ha inaugurato personalmente una nuova tv e durante la prima intervista ha dichiarato a tutta l’Africa che l’Italia accoglie tutti quelli che vengono, ai quali il suo governo offre scuole, ospedali, case e lavoro.
In Italia: il Corto ci prova ad eliminare ogni residuo di critica, ma non riuscira’ perche’ e’ cominciato l’inizio della sua fine. Ha avuto il coraggio di dire la verita’ (una volta tanto): «Povera Italia, con questo sistema di informazione». Peccato, che non era lui, ma lui travestito da suo sosia.
Il Vaticano prende la rincorsa per accelerare il soccorso al «povero Berluskonijad», abbandonando a se stessa la povera Italia.
Michele Santoro (Annozero) ha chiesto a tutti di diffondere gli spot che ha preparato perche’ sembra che il padrone non voglia Annozero, ma specialmente non vuole Marco Travaglio. Non permettiamo che sia minzolinizzata anche Rai3 che pur nella sua morbida diversita’, resta l’unica riserva di informazione non addomesticata.
Da qui ad ottobre e poi al congresso, potrebbe cambiare lo scenario generale, esserci una guerra civile, la fine del mondo, ma intanto quelli discutono di strategie. Per quanto presto possono arrivare, saranno sempre in grave ritardo, anche con eiaculatio precox.
PS. Sembra che la congregazione che ha inquisito i 40 preti che hanno firmato l’appello su MicroMega non sia la congregazione della fede, ma quella del clero. Nel protocollo vaticano, e’ un gradino inferiore. Se fosse vero, non si tratterebbe di questioni “di fede e di morale” e quindi di dottrina, ma di mere questioni di disciplina e quindi di opportunita’; come dire non e’ opportuno scrivere su MicroMega”. Stiano tranquilli i preti perche’ se dovessi essere convocato dal genovese mons. Mauro Piacenza, segretario della congregazione del clero, e’ probabile che sia io a chiedere conto a lui e non lui a me che ricuserei come giudice o inquisitore.
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Il PD e i morti silenti
don Paolo Farinella

Il discorso sul PD andrebbe chiuso una volta per tutte perche’ e’ un partito che nasce per rincorrere indistintamente il centro, inseguendo la dx. Risultato: ha buttato a mare il meglio della tradizione di «sx» senza uno straccio di riflessione critica sulla realta’ sociale e politica e ancora meno sul proprio passato. Il PD e’ destinato al fallimento. Per qualcuno non vale nemmeno il premio di consolazione che il PD sia l’unica barriera per fronteggiare insieme a IdV la tracotanza del governo e della maggioranza. Una cosa e’ certa: con questa opposizione non si sconfigge l’osceno B.
A volte e’ meglio piombare nella disperazione, consapevoli di essere schiacciati perche’ dall’abisso, forse, si puo’ trovare una soluzione diversa e significativa, magari aspirando a guardare al futuro e non all’ombelico del PD che e’ un teorema sulla carta senza soluzioni. Un lettore ammette con tristezza che «del resto, non si puo’ continuare a interrogare il morto: non rispondera’». In questo momento, alle soglie del 150° anniversario della fondazione dello Stato sovrano, il governo riporta l’Italia indietro di 100 anni con l’oscenita’ delle gabbie salariali, con le amene stupidaggini che propone la Lega, con la diminuzione delle entrate fiscali di 6 miliardi di euro, con gli «omicidi» dei giornalisti non sottomessi, con la diminuzione della democrazia appaltata alle cosche, agli affaristi e agli intrallazzatori.
Se l’Italia piange, la Liguria non ride perche’ solo a Genova oltre ottomila persone chiedono soccorso (sic! «soccorso»!) ai servizi sociali e restano senza risposta. Non sono conteggiati coloro, singoli, ex carcerati e famiglie che si rivolgono alle parrocchie o ai centri di ascolto: un esercito di sopravvissuti, molti dei quali con gli artigli delle banche addosso, pronte a zampare la preda per spogliarla di tutto, casa compresa. Le banche sono l’usura legalizzata e la causa prima e impunita della crisi attuale.
A Genova pero’ sono arrivati i militari che, alla prima uscita, in 5 non sono riusciti a contenere uno sventurato che ne ha mandati 3 in ospedale, se non fosse una tragedia, sarebbe una barzelletta.
Di fronte all’emergenza nazionale e locale, di fronte all’assassinio della liberta’ di stampa e della democrazia, di fronte all’agonia dei lavoratori e alla morte certa dei precari, il PD va alla ricerca dell’araba fenice e gioca a trovare un segretario regionale che non fara’ il segretario… L’uccisione dell’Ulivo e il rigetto di Prodi sta portando frutti: la morte della sinistra, le cui trame, camarille, lottizzazioni di interessi e di tessere, portano solo acqua al Berlusconismo di ricatto che si prepara a cogliere il frutto maturo di Regione e Comune su un piatto d’argento, senza nemmeno lo sforzo di fare campagna elettorale. A volte ho la sensazione che parecchi, a sx, siano a libro paga del «papi» nazionale.
Se dovessi sintetizzare tutto con una frase evangelica, amaramente, non avrei dubbi: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti» (Mt 8,22).
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Il fine di Fini
Nicolai Caiazza

Da un po’ di tempo Fini sembra sorprendere con le sue prese di posizioni, con le sue enunciazioni di principi in difesa della democrazia. Addirittura osa prendere posizioni contro il capo del suo partito.
Nel 2001 era nella stanza della regia della questura di Genova a coordinare e garantire la complicita’ del governo in quella che poi fu definita “macelleria messicana”. Successivamente fu autore con Bossi della legge contro gli immigranti. Negli ultimi tempi sta accelerando le sue prese di posizione per la “integrazione”degli immigrati regolari, per il loro diritto di voto, rivendica un funzionamento democratico all’interno del Pdl (lui che e’ sempre stato un dittatore all’interno di An), distingue gli italiani tra “laici e clericali” piuttosto che tra “laici e cattolici”, vorrebbe trovare una soluzione legale alla questione
della fine della vita, etc.
La questione e’ se Fini ha cambiato posizione, oppure il suo e’ solo opportunismo per guadagnare appoggi in vista della decadenza di B? In realta’, credo, che ci sia abbastanza continuita’ e coerenza nella sua politica. Fini ha sempre appoggiato le posizione della dx piú retriva quando la sx aveva un certo potere di condizionamento della politica dei vari governi e a livello sociale poteva ancora contare con una indubbia forza d’urto. La dx era per Fini la forza sui contare e ne aveva bisogno per avere il modo di neutralizzare la sx. Nello scontro era indispensabile un allineamento compatto della ds.
Dal 2001 pero’ e’ cominciata l’odissea nello spazio della sx. Non solo i suoi partiti si sono frantumati e dispersi ma le stesse organizzazioni di lavoratori hanno perso punti di riferimento organizzativo e politico. Per Fini il nemico da battere e’ stato battuto. Ora puo’ dispiegare il suo obbiettivo politico.
Creare una dx di governo capace di governare per gli interessi del capitalismo senza dover necessariamente ricorrere ai mezzi estremi della repressione di tipo fascista, ma utilizzando il potere repressivo dello stato, allo stesso tempo rispettando i principi della democrazia parlamentare.
Cosí come accade negli altri paesi europei, dove il capitalismo ha il controllo di tutta la societa’ senza essere necessariamente bigotto o sottomesso al clero. D’Alema si lamentava spesso che in Italia non esistesse una dx “moderna”come nel resto dell’Europa. Fini probabilmente sta proprio andando nella direzione di una dx “normale” che interverrebbe senza problemi militarmente nella scena internazionale per partecipare al bottino dell’imperialismo. Cosí come accetterebbe di trattare con i lavoratori a condizione che le loro proposte siano “ragionevoli”e sopratutto presentate da istituzioni non “strumentalizzate”. Prendere gli immigrati che servono all’economia, respingere gli altri rispettando peró certe forme in modo da poter essere considerati political correct. Anche per il Meridione si e’ reso conto che la situazione puó sfuggire di mano e che bisognerá fare qualcosa di concreto, ma cosa non lo dice. Comunque si sta presentando e proponendo come continuatore del potere capitalista e con la capacitá di mediare i conflitti con la societá civile prospettando anche una certa indipendenza dal Vaticano. E in un momento in cui la tensione tra la popolazione e il Vaticano si accresce continuamente
una presa di posizione autonoma puó guadagnare l’appoggio di buona parte della borghesia che si sente prigioniera del Vaticano, allo stesso tempo che e’ fautrice di una politica sociale di destra.
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Lo scandalo in Parlamento

Giuseppe D’Avanzo dice che e’ tempo che B vada in Parlamento ad affrontare uno scandalo diventato ormai gigantesco, che rivela il disordine della sua vita privata, ed e’ incompatibile con la sua immagine pubblica. Il caso e’ troppo grave e dimostra con quanta sciatteria B assolva ai suoi doveri pubblici inventandosi torcicolli e mal di schiena quando preferisce occuparsi dei suoi vizi privati, e come sia ricattabile di fronte a troppe persone che possono ricattarlo o avere da lui benefici indebiti che riguardano cariche di stato, o appoggi in affari illeciti. Il controllo delle date dei festini in un Palazzo che fino a prova contraria e’ istituzionale ha mostrato un via vai di prostitute, cene, feste, sesso, orge in cui la satiriasi prevale ormai sui compiti pubblici.
Foto e registrazioni della D’Addario sono tremende e lo inchiodano senza pieta’ eppure B la D’Addario con la querela? Attacca la Littizzetto!?!? Teme qualcosa di peggio? Teme le rivelazioni che la D’Addario potrebbe fare in tribunale? Con tanto di prove? Teme chi sta dietro di lei’? Quante foto o registrazioni compromettenti ci sono in giro? Le foto uscite potrebbero essere solo la punta dell’iceberg.
E anche se Canale 5 si premura di farci sapere che per la procura di Roma (sigh) nessuna delle 6 inchieste su Tarantini accusa B, non sara’ spacciandosi per il miglior presidente italiano che puo’ pensare di scamparla. Tarantini e’ un corrotto ambizioso che si costruisce un potere immenso sui vizi di personaggi piu’ corrotti di lui, avvicina B sollecitando le sue ossessioni personali, gli porta mucchi di puttane, non le paga certo aggratis. Porta anche cocaina che in certi ambienti scorre a fiumi senza che si veda una solo delle GdF, o si applichi la Fini-Giovanardi, in cambio chiede a B appoggio per affari con lo Stato. E’ privato tutto questo? E’ privacy, come insistono certi idioti di B? Non ci pare proprio.
B ha dato a Tarantini tutto quello che Tarantini ha chiesto in cambio di festini, prostitute e droga. E Tarantini si e’ fatto un patrimonio miliardario. Siamo alla catastrofe. Quale Stato potrebbe tenersi un presidente puttaniere corrotto come B? Che usa il suo potere come moneta di scambio per la figa? Quale chiesa? Siamo in una situazione cosi’ buia che ogni concessione, ogni appalto, ogni affare di stato puzzano ormai di ricatto. Hanno dietro non solo l’ombra buia della mafia e della p2 ma anche quella di piccoli avventurieri da strapazzo che hanno trovato la strada per i vizi dell’imperatore. Lo Stato e’ in mano a lestofanti, spacciatori e troie. E questo non e’ un affare privato, per quanto i servi continuino a ripeterlo. Minaccia le istituzioni e la sicurezza nazionale. Quante sono le ragazze che possono umiliare pubblicamente o addirittura compromettere B? Solo le amiche di Tarantini sono una trentina. Poi ci sono tutte le attricette, le veline, le ragazzette in carriera, le protagoniste di squallide foto per camionisti, presentate o meno da Fede, che premono per farsi notare da B e ricevere appartamenti, auto, migliaia di euro, con accompagnamento di candidature amministrative o posti in parlamento. Cosa c’e’ di privato in tutto questo? Quest’uomo e’ malato di potere, sessualita’ viziata e narcisismo ipermaniaco, incapace di provvedere al suo ruolo pubblico e privato, su una china tutta in discesa che getta ogni giorno nel fango l’immagine dell’Italia nel mondo. E Tarantini e’ solo uno dei tanti ruffiani di un presidente insaziabile.
Non c’e’ nessuna privacy in quello che accade, ci sono istituzioni che affondano sempre piu’ nella merda, mentre il mondo ride di noi e ci schifa e l’economia italiana e’ scesa al punto piu’ basso delle economie occidentali, in un paese privo di controllo politico. Non si riesce nemmeno a vedere quanti saranno i danni che il paese dovra’ pagare per le vergogne di B.
D’Avanzo dice: ”Per difendere i rapporti con una minorenne, B e’ salito su un ottovolante di dinieghi, abusi, aggressivita’, conflitti brutali che non gli ha portato e non gli puo’ portare fortuna. La festa di Casoria; le rivelazioni degli incontri con Noemi allora minorenne lo hanno costretto a mentire in televisione.
Quella menzogna non l’ha avuta vinta e sono saltati fuori i book che vengono consegnati a B per scegliere i “volti angelici”; la cerchia dei ruffiani che gli riempie il Palazzo e la Villa di donne a pagamento; migliaia di foto che lo ritraggono, solo, circondato da decine di ragazze di volta in volta diverse; i ricordi imbarazzati e imbarazzanti di capi di Stato che gli hanno fatto visita; la confessione di una prostituta pagata per una cena e per una notte di sesso con in piu’ la promessa di una candidatura alle Europee e poi in consiglio comunale; un centinaio di intercettazioni telefoniche con cui gli vengono annunciate “brune” e “bionde”, indimenticabili che giustificano la diserzione del premier da appuntamenti ufficiali.”
B si e’ messo in una strada cieca, non ha vie di uscita. Non riesce nemmeno a difendersi in modo civile, tenta di arginare tutto con le intimidazioni, le querele, le strombazzate come questa che lui e’ il miglior presidente in 150 anni, ma non gli servira’ a nulla, sta affondando miserevolmente e ogni giorno di piu’ i servi che ripetono vanamente le sue fesserie appaiono piu’ turpi, mentre la nave affonda e i topi cominciano a dare segni di nervosismo e a segnare dei distinguo.
Fin quando durera’ il silenzio di B, il suo rifiuto di rispondere alla stampa quando e’ un obbligo per qualunque uomo politico dell’Occidente, perche’ la stampa e’ il controllo della nazione e se questo controllo manca, manca la democrazia. Cosa c’e’ di ancora piu’ grave che lo costringe a tacere, a mentire, a rifiutarsi di rispondere a domande che sono un diritto degli elettori con una alterigia e una supponenza che lo rendono ogni giorno piu’ colpevole? Un silenzio simile a quello di certi mafiosi che negano persino l’esistenza della mafia e non rivelano nulla nemmeno su fatti piccoli per non rivelare le atrocita’ di fatti ben piu’ grandi
Dice D’Avanzo: “Il dramma di un uomo e di una leadership puo’ diventare la tragedia di un Paese? Vada in Parlamento, finalmente, e si racconti, ci racconti. Non puo’ cavarsela consigliando, al solito, di non leggere i giornali. L’informazione non ha altra possibilita’ che continuare a raccontarlo. La questione e’ se B puo’ raccontare se stesso. In pubblico e senza complicita’.”
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Il declino non si vede ma e’ gia’ cominciato
EUGENIO SCALFARI

Dopo il suo intervento dell’altro ieri a Gubbio e quello di ieri a Chianciano dove Casini ha riunito i dirigenti dell’Udc, si fanno previsioni e perfino scommesse sugli obiettivi di Gianfranco Fini nel prossimo futuro. E se lo domanda anche, con qualche preoccupazione, Silvio B. Vuole dargli una spallata approfittando d’un momento di oggettiva difficolta’ che il premier sta attraversando? Vuole uscire dal partito e fondarne un altro? Vuole prepararsi a prendere il posto di Napolitano quando il mandato del Capo dello Stato scadra’ (nel 2013)? Vuole esser pronto a qualunque evenienza e a qualunque emergenza che potrebbe verificarsi nel quadro agitato e anomalo della politica italiana?
Tutto considerato e mettendo in fila gli interventi che si susseguono da tempo, compreso quello di ieri in casa d’un partito d’opposizione, la conclusione logica e’ questa: Fini si prepara a succedere a B quando il premier dovra’ cedere il comando per ragioni di calendario. Nel 2013 avra’ 77 anni ed avra’ governato o comunque occupato la scena politica da diciotto. Dopo quanto e’ accaduto in questi mesi e’ esclusa una sua candidatura al Quirinale e neppure il lodo Alfano potrebbe impedire che i processi a suo carico vengano riaperti.
A quel punto – ma in realta’ almeno un anno prima – il problema della successione si porra’ inevitabilmente e la rosa dei candidati vedrebbe Fini in “pole position”. Gli altri sulla carta sono tre: Formigoni, Letta, Tremonti. Ma per valutare le rispettive “chance” occorre tener presente che il successore prescelto dovra’ guidare il centrodestra alle elezioni politiche.
Deve dunque essere in grado di sostituire un formidabile comunicatore dotato di capacita’ seduttive e ipnotiche senza pari. Chi puo’ vantare un carisma che si avvicini a quello del Cavaliere? Basta porre la domanda per scartare tutti e tre i nomi dei “competitors”, soprattutto Formigoni e Letta. Tremonti ha l’appoggio della Lega, ma la scelta del leader del Pdl non spetta alla Lega.
Quindi Fini, verso il quale rifluirebbero agevolmente quasi tutti gli ex di Alleanza nazionale una volta sgombrato il campo da B.
Aggiungo un’altra considerazione. Qualora un’emergenza istituzionale dovesse prodursi all’improvviso (e la sentenza della Consulta sul lodo Alfano o altre questioni di analogo rilievo potrebbero determinarla anche a breve termine) la candidatura di Fini a sostituire l’attuale premier avrebbe forti probabilita’ di successo. Un governo Fini poggiato anche sul sostegno dell’Udc e su un’amichevole astensione del centrosinistra potrebbe essere la via d’uscita verso le riforme sempre auspicate ma mai portate in Parlamento, nonche’ su una normalizzazione della vita democratica dopo gli sconquassi del Bsmo rampante.
La conclusione dunque e’ questa: Fini si propone di essere il successore di B alla guida d’un partito di destra democratica profondamente diverso dalla gestione “eversiva” e assolutistica del Cavaliere di Arcore. Successore, non delfino. Del resto con B i delfini non sono previsti salvo Letta che piu’ che un delfino sarebbe un perfetto luogotenente.
Ma c’e’ gia’ ora un declino di B nella percezione degli italiani? E’ cominciato uno smottamento del consenso? L’insensata guerra contro le gerarchie cattoliche e contro i sentimenti morali dei cattolici ha prodotto crepe importanti? Il killeraggio contro gli avversari, le bravate crescenti del premier, il massimalismo leghista, la disistima internazionale che ormai si e’ diffusa non solo nella stampa estera ma anche nelle cancellerie europee e americane, hanno aperto falle significative nel consenso Bsta?
Qualche crepa e’ visibile. L’ultimo sondaggio Ipsos commissionato da Palazzo Chigi registra un calo di 4 punti collocando il consenso attorno ad uno stentato 50 per cento. Le intenzioni di voto vedono il Pdl attorno al 38 per cento. Il Foglio di ieri ha pubblicato in prima pagina dieci domande (la formula delle dieci domande ha ormai fatto strada) che sollevano altrettanti problemi non risolti dal governo e molto scomodi da risolvere.
Ma il blocco e’ ancora sostanzialmente intatto. E tuttavia il declino e’ percepibile e il nervosismo del premier non fa che ingrandirlo. Chi ha visto la versione integrale del suo “show” nell’incontro italo-spagnolo avvenuto nell’isola di Maddalena e’ rimasto allibito, a cominciare da Zapatero che l’ha commentato ieri pubblicamente con parole che parlano da sole. E chi ha ascoltato il discorso di Fini a Gubbio ha percepito la differenza abissale che separa i due co – fondatori del Pdl. Del resto non e’ un caso se il neo – ambasciatore Usa a Roma ha cominciato le sue visite di presentazione da Fini anziche’ dal premier.
L’opinione di tutti gli stranieri che capita di incontrare da qualche mese a questa parte e’ unanime: “Non ci stupisce piu’ il vostro premier, ma ci stupiscono gli italiani che ancora sopportano di esser rappresentati da un simile personaggio”.
La sua debolezza oggettiva si riduce ad una sola parola: ricattabile. Abbiamo un premier ricattabile e ricattato. Quindi debolissimo. E alle sue spalle un partito che vive e vince in virtu’ del suo carisma personale. Il carisma, come tutti sanno, e’ un fenomeno di massima fragilita’: se s’infrange, tutta la costruzione che su di esso si appoggia crolla.
L’insieme di questi elementi porta alla conclusione che il declino e’ in corso anche se il carisma regge ancora. Per quanto?
Queste riflessioni su Fini e su B ci portano a considerare la situazione del Partito democratico, quello che nella percezione sia degli avversari sia dei suoi ex sostenitori e sia infine di molti osservatori viene definito un partito fantasma o il partito che non c’e’; comunque un relitto che nessuno riuscira’ a portare in salvo proprio nel momento in cui il paese avrebbe maggior bisogno d’un partito d’opposizione capace di attirare su di se’ il disagio che sia pur lentamente si diffonde e che acquisterebbe peso e velocita’ dalla presenza di una valida alternativa.
Su questa delicata ma essenziale questione faccio le seguenti considerazioni (come persona informata dei fatti).
1. Conosco bene i tre candidati alla segreteria del Pd e in particolare i due maggiormente favoriti, Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani. Sono due persone perbene. Nessuno dei due ha scheletri nell’armadio. Si battono con vigore come deve accadere in una sfida politica e come non accadde ne’ nelle primarie che insediarono Prodi alla leadership del centrosinistra sia in quelle che insediarono Veltroni alla guida del Pd. Questa volta sta accadendo, su questioni di visione politica, senza alcun colpo sotto la cintura. Non e’ quello che i simpatizzanti e gli iscritti al partito volevano?
2. Chiunque dei due vincera’, il compito di costruire un partito riformista in un paese dove il riformismo ha sempre avuto vita stentata non sara’ agevole anche se – ne sono convinto – ciascuno di loro ce la mettera’ tutta.
3. La condizione necessaria affinche’ questa costruzione avvenga e sia solida non sta nel programma e tantomeno nelle ragioni che hanno condotto forze culturali e politiche con storie diverse a dar vita ad un partito comune. Sia le ragioni che presiedettero alla nascita del Pd sia la sua visione d’una societa’ “riformata” furono elencate, illustrate e unanimemente approvate nell’assemblea del Lingotto che insedio’ Veltroni alla guida del Pd. Si puo’ aggiornare il programma, ma le linee di fondo di quella visione del bene comune c’e’ gia’ stata ed e’ tuttora pienamente valida.
4. In realta’ la condizione necessaria affinche’ la nave di questo partito esca dalla darsena e riprenda orgogliosamente il mare dipende soltanto da chi sente profondamente la necessita’ d’un partito seriamente riformista, capace di dar voce a tutte le speranze, le attese e i bisogni del centrosinistra italiano, da un socialismo liberale ad un laicismo che possa esser sostenuto con vigore sia da laici non credenti sia da cattolici di discendenza degasperiana; infine dai grandi valori della liberta’ e dell’eguaglianza che non possono mai esser disgiunti e che vanno vissuti e applicati nel quadro d’una solidarieta’ sentita come impegno civile.
Se almeno due milioni di elettori esprimessero quest’impegno nelle votazioni alle primarie del prossimo 25 ottobre, credo che il varo della nave democratica segnerebbe la riscossa che molti hanno nel cuore senza sapere in che modo tradurla in atto.
L’atto decisivo e’ quello: un varo effettuato sulle braccia e sulle spalle di qualche milione di persone.
Sabato prossimo si svolgera’ a Roma in piazza del Popolo una manifestazione popolare in difesa della libera stampa. Noi che della libera stampa facciamo parte sappiamo quale importanza abbia quest’appuntamento. Non si identifica con i partiti perche’ non e’ una visione di parte ma con la difesa d’un delicatissimo diritto costituzionale che l’attuale governo ha leso e continua a ledere pervicacemente con continue intimidazioni e prevaricazioni che tra poco verranno allo scoperto anche nella Rai. Ci auguriamo che quella piazza sia gremita e faccia sentire la sua presenza e la sua voce.
Il rinascimento della democrazia italiana e’ affidato agli italiani, agli uomini e alle donne di buona volonta’, a chi non teme di impegnarsi in battaglie civili che ci riscattino dall’ipnosi in cui il paese sembra precipitato. Nessun dorma: non e’ questa la condizione necessaria per riprendere il cammino?
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Servaggio della RAI
Libero dalla Guerra

Allora, ricapitoliamo:
-“AnnoZero” non viene chiuso, pero’ viene boicottato. I contratti dei collaboratori come Travaglio non vengono firmati e gli spot non vengono mandati in onda a 10 giorni dall’inizio.
-A “Report” della Gabanelli viene tolta l’assistenza legale. E questo significa che le inchieste scomode non verranno più fatte (come quella che ha sbugiardato quel TRUFFATORE di TREMORTI). Non tutti i collaboratori di “Report” si possono permettere di sborsare migliaia di Euro in studi legali.
-A LA7 Crozza (“CrozzaItalia” era un programma riuscito e seguitissimo) lo hanno praticamente fatto fuori, sostituito da uno scialbo Barbareschi.
-A Fabio Fazio minacciano di tagliargli i viveri: non hanno gradito gli ospiti “troppo” di sinistra e le battute della Littizzetto.
-Nei giorni scorsi sono state ventilate minacce di chiusura e tagli fondi anche a Bertolino e il suo “Glob”.
-Chicco Mentana non si puo’ neanche minimamente avvicinare ad una redazione di TG o similari che viene subito fulminato preventivamente.
-I TG del servizio pubblico vengono affidati a gentaglia che definire SERVI SCODINZOLANTI è un complimento per loro, ed una offesa per i cani. I cani almeno sono piu’ leali.
-E adesso, la ciliegina sulla torta, “L’Ultimo dei Moicani” aka Floris viene trattato come una pezza da piedi, ed il suo programma viene spostato per non creare concorrenza al DISGUSTOSO spettacolo del NANODUCE che regala magnanimamente le case (pagate dalle nostre tasse) ai primi fortunati terremotati. Chissa’ se faranno anche lo stesso servizio quando, e se, verranno consegnate le case anche agli ultimi disgraziati.
Tutti bersagli di sinistra o vicini a sinistra.
E poi dicevano che non avrebbe fatto un altro Editto Bulgaro…
E’ UN NUOVO EDITTO BULGARO!!!
Diverso nei tempi e nei modi, non si usa la censura ma il boicottaggio e la minaccia, ma sempre di massacro dell’informazione si tratta!!!
Abruzzesi, se avete veramente le PALLE, martedì le chiavi al Nano fategliele MANGIARE!!!
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FNSI: IL SERVIZIO PUBBLICO RIDOTTO A MEGAFONO DEL GOVERNO

“Il servizio pubblico si piega ad essere megafono politico del governo: lo dice il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, commentando la decisione dela Rai di spostare Ballaro’, martedi’ prossimo, a vantaggio di una prima serata di Porta a Porta sul tema della consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi.
‘Il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignita’ del servizio pubblico – dice Natale -. La decisione della Direzione Generale di spostare ‘Ballaro’ perche’ nulla infastidisca, nella prima serata di martedi’, il ‘Porta a Porta’ speciale dedicato alla riconsegna delle prime case ai terremotati abruzzesi, ha il carattere della propaganda piu’ smaccata, con il servizio pubblico piegato al ruolo di megafono governativo. E’ la stessa Rai che si inventa motivazioni pretestuose per non mandare in onda i trailers di ‘Videocracy’, che lascia privi di copertura legale gli autori delle inchieste di ‘Report’, che fa sabotaggio burocratico di ‘Annozero’. Di una sola cosa bisogna ringraziare il vertice Rai: con queste ripetute azioni di censura sta facendo uno spot dietro l’altro a favore della manifestazione che la Fnsi ha convocato per sabato 19 settembre a piazza del Popolo. E’ sempre piu’ chiaro che ad essere colpito non e’ soltanto il nostro dovere di giornalisti di raccontare le cose, ma il diritto di un intero Paese a conoscere, a non essere travolto da rutilanti campagne mediatiche. La piazza piena – conclude Natale – sara’ la migliore risposta a questo zelo servile’.
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Travaglio: «Se in America il giornalismo e’ il cane da guardia del potere, in Italia e’ il cane da compagnia. O da riporto
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RIDIAMARO : – )

Massimo D’Alema, quello che il burro lo porta lui
B. Grillo.
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11 commenti »

  1. Carissima Viviana buon giorno.
    In questa lettera di Doriana Goracci si parte con un errore di fondo piuttosto grave che mi dà la sensazione, che seppur dalla parte della causa, non si sono capite delle cose che sono fondamentali. La persona omosessuale “non sceglie” di essere omosessuale!
    E’ la “sua natura”, così come una persona ha gli occhi verdi anzichè neri. Non si sceglie il colore degli occhi, è dato dalla natura!
    Se questo aspetto non è ben chiaro e stampigliato nella mente dell’opinione pubblica ogni dibattito sull’omosessualità parte con un vizio di forma fuorviante.
    S.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 9:06 am | Rispondi

    • Caro S. nella mia famiglia, allargata, ho vari “casi” di giovani e vecchi omosessuali,lesbo, bisessuali ed etero “naturalmente”! Un vero casino? No, il quotidiano che emerge, se si vuole farlo.Non hanno guadagnato “naturalmente” questo appellativo ma hanno scelto di viversi la propria sessualità, come al momento credevano e magari anche di cambiare. Il movimento dei corpi e delle menti parte anche da questo presupposto, che non ci dà la natura una definizione o un dio seppure pagano. Così come scelgo l’amico, la compagna di viaggio, con chi camminare e non mi porto sulla schiena per sempre, la persona con la quale ho fatto un pezzo del sentiero se per caso cambio strada.Quanto a te Viviana,”hai perfettamente ragione” come ho appena scritto, giustamente e sul tuo blog non devi farti carico di chi stai scaricando perchè è “da un po’ è come se non fossimo sulla stessa linea, o sull’oggetto, o sulla valutazione, o sul tipo di esposizione… Mah” Ma, senza h, ti prego e con molto affetto e stima, scrivi ciò che credi ma non usare tu, parole come censura “mi spiace censurarle quasi tutti gli scritti, che in altri tempi ho trovato centrati e originali”. Conosci perfettamente, come io l’abbia subita e non entrandomene niente, in termini di libertà d’espressione ed immagine.
      Grazie Viviana per l’ospitalità “pansessuale”.Sull’argomento, fallo passare per favore, ho scritto anche questo http://www.reset-italia.net/?p=16747
      Doriana Goracci
      p.s. ho appena visto che hai inserito il commento che ti avevo inviato per mail, scusami se si è ampiato ma non ho la segnalazione dal tuo e a volte da altri siti dei commenti che mi riguardano e purtroppo il tempo è tiranno, ci strappa il corpo e a volte anche il pensiero.

      Commento di Doriana Goracci — settembre 14, 2009 @ 11:29 am | Rispondi

  2. Caro S.
    E’ un po’ di tempo che non sono molto d’accordo con Doriana e mi spiace censurarle quasi tutti gli scritti, che in altri tempi ho trovato centrati e originali. Ma da un po’ è come se non fossim sulla stessa linea, o sull’oggetto, o sulla valutazione, o sul tipo di esposizione… Mah
    Le ho mandato il tuo commento. Hai perfettamente ragione
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 9:10 am | Rispondi

  3. Perchè salta Ballarò ? rimettetelo subito altrimenti facciamo lo sciopero degli ascolti !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 9:10 am | Rispondi

  4. Cara Graziella
    Berlusconi ha stilato la sua lista di ‘programmi canaglia’ da bombardare, quelli che non sono totalmente allineati sulla sua apologia e il povero Ballarò è uno di questi, insieme a Report e ad Annozero, per cui è partita una serie di rappresaglie. Non osa, per il momento, lanciare proclami bulgari di licenziamento in tronco, non sarebbe sensato, specie prima della grande manifestazione del 19 a favore della libertà di informazione, ma partono le prime avvisaglie di censura del dissenso anche piccolo, sulla Rai, e persino del confronto, ad opera di servi del regime che si annidano numerosi ai vertici della Tv nazionale pubblica ma che dipendono per organigramma informale da Berlusconi. Qu Masi e Garimberti fanno proprio schifo.
    Se si pensa che i suoi anatemi colpiscono persone neutre come Fabio Fazio o ridanciane come la Littizzetto, ci possiamo fare un’idea del suo delirio totalitario.
    Rai 3 fa parte di questi “programmi canaglia” che devono essere bombardati prima di una Falluja dell’informazione che cancelli totalmente Rai 3 dalla televisione italiana.
    Così si comincia con lo “spostare” i programmi, prima di una ghettizzazione che prelude ad una “soluzione finale”.
    Al posto di Ballarò, reo di incentivare un confronto, andrà in onda una puntata speciale propagandistica di Porta a Porta (trasmissione ritenuta abbastanza servile alla stregua dei tg4 di Fede), che servirà a Berlusconi di farsi uno spot sulla magnifica ed eccelsa ricostruzione dell’Aquila, che lo mostri nel culmine della sua efficienza e rapidità governativa, cosa che al momento gli serve molto di più di qualunque contraddittorio politico, visto che la sua popolarità sta andando miseramente a rotoli in Italia e nel mondo. Così prenderà due piccioni con una fava, o almeno spera. In realtà chiunque imbavagli l’informazione per sostituirla con la propria esaltazione personale dovrebbe guadagnarsi una popolarità pari a quella di un macigno che sprofonda in un cratere
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 9:25 am | Rispondi

  5. Nella mia famiglia, allargata, ho vari casi di giovani e vecchi omosessuali,lesbo, bisessuali ed etero. Un vero casino? No, il quotidiano che emerge, se si vuole farlo.Non hanno guadagnato “naturalmente” questo appellativo ma hanno scelto di viversi la propria sessualità, come al momento credevano e magari anche di cambiare. Il movimento dei corpi e delle menti parte anche da questo presupposto, che non ci fà la natura o un dio seppure pagano. Così come scelgo l’amico, la compagna di viaggio, con chi camminare e non mi porto sulla schiena per sempre, la persona con la quale ho fatto un pezzo del sentiero.
    Grazie Viviana per l’ospitalità “pansessuale”.
    Doriana Goracci

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 10:30 am | Rispondi

  6. Caro S.
    per ricordatelo, Doriana Goracci ma sicuramente è una che si è sempre battuta per la libertò sessuale, in piazza, sulla stampa, in ogni modo, direi che questo è un suo fiore all’occhiello
    baci
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 10:33 am | Rispondi

  7. Senti, ci sarebbe una cosa da chiarire:
    —————————————————
    Crisi democratica: un colpo di fortuna
    —————————————————
    Non passa giorno che non si aggiunga un appello in favore di un superamento di una presunta presente crisi democratica.
    Ebbene: occorre prendere coscienza che in realtà fino ad ora nè l’Italia nè il resto del mondo hanno mai vissuto una vera condizione di democrazia.
    La prego di considerare, molto gentilmente, la seguente sintesi esplicativa in due punti.

    1) Lo Stato italiano, sarebbe a dire l’accentramento di potere nelle mani di una Elite immutabile ed inamovibile, fu sostituito dalla Repubblica 63 anni fa. Significato territoriale a parte, la parola Stato è fuori luogo per indicare la nostra Repubblica. Per STATO s’intende il governo di una ELITE. REPUBBLICA presuppone invece una gestione collettiva del BENE COMUNE. Nei fatti, da un punto di vista politico, lo Stato italiano non esiste più, sostituito dalla Repubblica. Sono però rimasti, come nulla fosse accaduto, gli STATALI, retaggio della precedente epoca statalista!

    2) Nell’antichità, quando non vi era alcuna sviluppata organizzazione pubblica, il concetto di Repubblica poteva limitarsi ad una mera forma di governo, i cui ruoli venivano democraticamente periodicamente redistribuiti. Con il sorgere dell’imponente Funzione Pubblica moderna, il concetto di Repubblica non può, però, più prescindere dalla periodica redistribuzione dei suoi stessi ruoli (i quali sono una proprietà collettiva, una autentica “res publica”, un patrimonio comune!) tra la popolazione abile e desiderosa di ricoprirli.

    Insomma: la Repubblica Italiana è per una buona metà ancora da realizzare, e così pure la sua democrazia. Quest’ultima infatti non può non essere strettamente connessa e dipendente da una partecipazione diffusa e generalizzata nei fondamentali ed onnipresenti ruoli pubblici. Senza partecipazione non c’è democrazia nè vera repubblica ed inevitabilmente la società finisce per cadere in una grave condizione in cui è facile avvengano episodi come quelli che generano di continuo appelli ad una mai chiarita condizione democratica.

    Mi permetta quindi di proporle di intervenire in merito alla anomala situazione qui riferita. Se vuole, un certo sviluppo di idee e propositivo è già raccolto in questo progetto:

    http://Societa-Democratica.hyperlinker.org

    Ringraziando, molto, per l’attenzione, mi conceda un’ultima riformulazione: gli innumerevoli appelli che si susseguono ogni giorno in favore di una mai precisata, fantomatica democrazia, mostrano quanto noi umani siamo ancora sprovvisti di una consapevolezza tanto elementare quanto fondamentale come quella sopra riportata. Venendone a conoscenza, non disprezziamo l’opportunità di beneficiarne altri, per poterne infine trarre gran giovamento tutti insieme.

    La ringrazio ancora. Vive cordialità,
    Danilo D’Antonio

    Monti della Laga
    Teramo – Abruzzo

    “Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò
    di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non
    è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose
    tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una
    grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta,
    perché quella storia deve ancora essere messa in atto.”

    (Walt Whitman, Prospettive democratiche)

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 10:57 am | Rispondi

  8. Grazie. Sono d’accordo. La democrazia e’ una utopia, mai realizzata. Noi lottiamo appunto per avvicinarci all’utopia. E il fatto che la realta’ sia miserevole non ci fa demordere dal lottare per avvicinarla piu’ che possiamo
    La lotta si basa sulla perfezione e il fatto che la perfezione non sia raggiungibile non deve essere un fattore depressivo, altrimenti il peggio del mondo ci raggiungerebbe
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 10:57 am | Rispondi

  9. Caro S.
    nella mia famiglia, allargata, ho vari “casi” di giovani e vecchi omosessuali,lesbo, bisessuali ed etero “naturalmente”! Un vero casino? No, il quotidiano che emerge, se si vuole farlo.Non hanno guadagnato “naturalmente” questo appellativo ma hanno scelto di viversi la propria sessualità, come al momento credevano e magari anche di cambiare. Il movimento dei corpi e delle menti parte anche da questo presupposto, che non ci dà la natura una definizione o un dio seppure pagano. Così come scelgo l’amico, la compagna di viaggio, con chi camminare e non mi porto sulla schiena per sempre, la persona con la quale ho fatto un pezzo del sentiero se per caso cambio strada.Quanto a te Viviana,”hai perfettamente ragione” come ho appena scritto, giustamente e sul tuo blog non devi farti carico di chi stai scaricando perchè è “da un po’ è come se non fossimo sulla stessa linea, o sull’oggetto, o sulla valutazione, o sul tipo di esposizione… Mah” Ma, senza h, ti prego e con molto affetto e stima, scrivi ciò che credi ma non usare tu, parole come censura “mi spiace censurarle quasi tutti gli scritti, che in altri tempi ho trovato centrati e originali”. Conosci perfettamente, come io l’abbia subita e non entrandomene niente, in termini di libertà d’espressione ed immagine.
    Grazie Viviana per l’ospitalità “pansessuale”.Sull’argomento, fallo passare per favore, ho scritto anche questo http://www.reset-italia.net/?p=16747
    Doriana Goracci
    p.s. ho appena visto che hai inserito il commento che ti avevo inviato per mail, scusami se si è ampiato ma non ho la segnalazione dal tuo e a volte da altri siti dei commenti che mi riguardano e purtroppo il tempo è tiranno, ci strappa il corpo e a volte anche il pensiero.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 11:55 am | Rispondi

  10. A Doriana
    Ah, ma che lei non avesse atteggiamenti <> verso gli omosessuali l’avevo capito. E’ comunque il concetto di <> che contesto con totale fermezza. Non si sceglie di <> o <>, non è una condizione scelta, è subita. E’ una risultante della nostra natura, è nel DNA della persona. Non è una scelta volontaria come <>, <>. Non è un dettaglio, questa puntualizzazione, è alla base di tutto.

    S.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2009 @ 12:40 pm | Rispondi


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