Nuovo Masada

settembre 9, 2009

MASADA n° 987. 9-9-2009. Il gigante d’argilla

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:22 pm

Rampolli eccellenti – Elezioni anticipate? – Attacco ai magistrati che combattono la mafia – A che posto siamo nel mondo – Mike e l’utilizzatore finale – Manifesto per una nuova politica – Immigrazione, un problema globale – A che si devono i guai del capitalismo – La stegokrazia – B, una mente prigioniera – Strumenti civili – Nuove strategia per l’agricoltura

Rampolli eccellenti
Marco Travaglio

L’Europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni ha scelto un nuovo “assistente accreditato al Parlamento europeo”. Il fortunato e’ il figlio del leader della Lega Umberto Bossi: Renzo Bossi. Pare che il giovane rampollo del capo della Lega percepira’ la profumata somma di circa 12mila euro mensili. Renzo Bossi, noto per episodi di stupidita’, ignoranza, xenofobia, violenza e razzismo e gia’ entrato nel guinness dei primati per essersi fatto bocciare per ben tre volte all’esame di maturita’, e’ stato scelto per svolgere un lavoro dorato senza aver la benche’ minima preparazione, mentre fior di laureati in Scienze Politiche, Giurisprudenza, Relazioni Internazionali e via dicendo sono disoccupati, precari o sotto-occupati. In Occidente l’Italia e’ un paese arretrato e pratiche nepotistiche come quella della famiglia Bossi continuano a impedire lo sviluppo di una vera societa’ meritocratica, caratteristica di ogni paese moderno, giusto e sviluppato.
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Elezioni anticipate?
viviana Vivarelli

La notizia che B potrebbe chiedere elezioni anticipate il prossimo anno assemblandole alle amministrative e’ stata data oggi dal tg3. Ma e’ un po’ che questa possibile mossa sta circolando.
Fatto il Lodo Alfano, sembrava in un primo tempo che B fosse favorevole ad accorciare la legislatura in modo da farsi eleggere dalla sua forte maggioranza parlamentare a Presidente della Repubblica e conservare l’improcessabilita’ per altri 5 anni (arriverebbe cosi’ a 78 anni), ma le recenti svolte della sua politica, le escort che gli escono a fiotti dalle mutande, la cocaina che circola come piovesse, mafiosi che parla e soprattutto il demenziale attacco alla stampa e al Vaticano fanno dubitare che un Parlamento sia pure a maggioranza di destra avrebbe la faccia tosta di farlo Presidente della Repubblica. Ed e’ qui che Fini gioca le sue carte.

Ora la notizia ha preso di nuovo a circolare: le ipotesi sono tante: B sente che i suoi non sono piu’ la massa fedele di un tempo e teme i franchi tiratori che potrebbero moltiplicarsi (ora piu’ che mai visto che i seguaci di AN si sentono offesi), a quel punto addentrarsi in una riforma del sistema penale punitiva per i magistrati (che sono sempre stati difesi da AN) potrebbe rivelarsi un boomerang. Se AN vuole farlo cadere, basta che lui imponga la fiducia e che essi con altri ritirino il loro voto. I ribaltoni non li fanno solo i leghisti.
A quel punto B sarebbe fritto e bastonato.
E allora potrebbe preferire un colpo di scena in cui e’ lui che ribalta la situazione e si appella demagogicamente al popolo, offrendosi come una vittima, e facendo le solite promesse da mercante su tasse e occupazione.
Oggi l’associazione nazionale magistrati lo attacca accusandolo senza mezzi termini di favorire la mafia.
Ma nella sua Sicilia mafiosa le cose non vanno tanto bene. Si sente un vento di fronda, Lombardo suona la campana del secessionismo e dell’autonomismo e alle ultime politiche il bacino elettorale garantito finora dalla mafia e’ venuto di colpo a mancare.
Si parla di rifare il Grande Centro che potrebbe allearsi con AN, per un nuovo centrodestra, a cui potrebbe confluire parte del Pdl e Montezemolo potrebbe apparire un leader piu’ rappresentativo e non implica in scandali osceni. Il Vaticano potrebbe ritirare l’appoggio dei cattolici alla Formigoni. E l’Udc e’ pronta per il nuovo passo, con i pidiellini alla Rotondi.
A questo punto tutto e’ possibile.

Oggi, alla Fiera di Milano, B ha attaccato i magistrati che combattono contro la mafia come gentaglia che sciupa i soldi dello stato per cospirare contro il governo per follia pura”
Dura la replica dell’Associazione Magistrati:
“E’ del tutto inaccettabile paragonare a uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose. E’ del tutto inaccettabile che il Capo del Governo affermi che i magistrati impegnati in indagini difficilissime su fatti tra i piu’ gravi della storia del nostro Paese, quali le stragi mafiose dei primi anni ’90, sprecano i soldi dei contribuenti. Come se non fosse interesse di tutti fare piena luce, e con ogni mezzo, su vicende gravissime che presentano aspetti ancora oscuri. La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non puo’ tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell’ordine, esposti in prima linea contro la criminalita’ mafiosa”.
E’ solo la prima spallata che B tenta di dare alla magistratura, delegittimando persino il lavoro dei giudici antimafia (spesso vittime della mafia stessa), per aprire la strada ad una riforma penale che intende stroncare la magistratura, e che sarebbe l’ennesimo regalo alla criminalita’ organizzata.
I giudici ammazzati dalla mafia sono troppi perché si possano sentir dire parole cosi’ insolenti contro il loro impegno.

Agostino PIANTA, 4 colpi di arma da fuoco; Pietro SCAGLIONE, colpi di arma da fuoco; Francesco FERLAINO, Avvocato Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, due colpi di fucile; Francesco COCO, procuratore generale, colpi di rivoltella; Vittorio OCCORSIO, raffiche di mitra ; Riccardo PALMA, direttore dell’ufficio VIII della Direzione Generale per gli Istituti di prevenzione e pena, raffiche di mitra; Girolamo TARTAGLIONE, procuratore della Repubblica; Cesare TERRANOVA, giudice istruttore penale, colpi d’arma da fuoco; Nicola GIACUMBI colpi d’arma da fuoco; Girolamo MINERVINI, direttore degli Istituti di Prevenzione e Pena, azione terroristica; Guido GALLI, giudice istruttore penale, azione terroristica; Mario AMATO, procuratore, colpo di arma da fuoco alla testa;Gaetano COSTA,procuratore, tre colpi di pistola alla testa; Gian Giacomo CIACCIO-MONTALTO, sostituto procuratore, colpi di arma da fuoco; Bruno CACCIA, procuratore, svolgeva tutta la sua attività in magistratura espletando funzioni requirenti, prima come ferite da arma da fuoco al capo ed al corpo; Rocco CHINNICI, Consigliere istruttore, esplosione di un’auto piena di esplosivo; Alberto GIACOMELLI, presidente della Sezione penale, colpi di arma da fuoco; Antonino SAETTA, Presidente della 1ª Corte d’Assise d’Appello, colpi di arma da fuoco; Rosario Angelo LIVATINO, sostituto procuratore colpito in modo mortale; Antonio SCOPELLITI, Sostituto Procuratore Generale, colpi di arma da fuoco; Giovanni FALCONE, Direttore generale degli Affari Penali, esplosione; Francesca MORVILLO, moglie di Falcone, sostituto procuratore, attentato; Paolo BORSELLINO, procuratore, Esplosione; Luigi DAGA, sanguinoso attentato..

Berlusconi ha offeso persino la memoria di tutte queste vittime della mafia, dicendo che hanno rubato i soldi dello stato, hanno sprecato i soldi dei contribuenti… Non abbiamo parole per indicare quanto il suo attacco e’ stato spregevole e infame.
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Ha attaccato i pacifisti
Ha attaccato i volontari
Ha attaccato i magistrati
Ha attaccato i giornalisti italiani
Ha attaccato la stampa straniera
Ha attaccato Rai3
Ha attaccato la CGIL
Ha attaccato l’Europa
Ha attaccato la CEI
Ha attaccato FINI
Ha attaccato Casini
Ha attaccato gli Agnelli
Ha attaccato i banchieri
Ha attaccato gli economisti
Ha attaccato i clandestini
Ha attaccato gli studenti
Ha attaccato gli istituti finanziari internazionali
Ha attaccato l’Istat
Si è messo contro i leader di tutta Europa
Si e’ fatto ridere dietro dai governi e dalla stampa di tutto il mondo
Ha attaccato i ‘catto-comunisti’
Ha attaccato la moglie
Ha attaccato la figlia
Ha attaccato persino Letta preferendogli Ghedini e Feltri
Ha attaccato i magistrati uccisi dalla mafia

Cosa gli resta?
Gli manca di attaccare la mafia, la Lega, i nazi-fascisti, Comunione e Liberazione, Putin e Gheddafi e poi ha fatto l’en plein
Pero’ che bella compagnia!!!

Viviana Vivarelli
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Carlo Carli
Usciva con Bush, andava a cena con Blair, scherzava con Sarkosy, giocava con la Merkel …
Adesso gli e’ rimasto l’ex agente del kgb Putin, il terrorista Gheddafi, l’ islamico Erdogan e magari un giorno lo vedremo a colloquio con il presidente afghano Karzai che ha per fratello un grande boss della droga…
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Di Pietro

Il Governo ha lavorato per mettere alla porta gli immigrati: tutti dal clandestino all’ingegnere. Ha instillato nella popolazione il culto e la paura del diverso, ha scatenato la caccia all’omosessuale, ha promosso un nuovo costume etico e sociale fragile, distante dalla cultura laica, o cattolica che sia, del Paese.
L’obiettivo e’ sempre lo stesso: prendere voti per ottenere potere, dichiarando tutto ed il contrario di tutto. Per raggiungere lo scopo ha portato avanti leggi inique che hanno dato ossigeno alla criminalita’ e alla corruzione, ma hanno tolto le liberta’ ai cittadini.
B ha confuso il diritto alla privacy con il bavaglio alle intercettazioni, la liberta’ di parola con l’occupazione dell’informazione e la somministrazione della menzogna, la difesa della vita con la privazione della liberta’ della famiglia Englaro, il desiderio di costituire una famiglia per le giovani coppie con le restrizioni della legge 40. Ha lavorato per infondere nei giovani il culto dell’effimero e dell’apparire, offuscando i principi cristiani, laici ed etici col risultato di avvilire l’istituzione dello Stato e di chiunque si opponesse, Chiesa compresa.
Auspico che le gerarchie ecclesiastiche chiudano le porte all’arroganza di questi loschi personaggi senza lasciarsi abbindolare da inconsistenti promesse.
L’dV lo ha fatto con i toni ed i modi che questi signori comprendono e con un programma credibile su temi come la sicurezza e l’immigrazione che vedono come priorita’ la revisione della legge Bossi-Fini, l’introduzione dei controlli e delle restrizioni per Paesi da cui provengono il maggior numero di persone che delinquono, ma contemporaneamente apre all’immigrazione qualificata e professionale, al diritto di asilo, alla creazione di un contesto che favorisca l’insediamento nel nostro Paese. Alle gerarchie ecclesiastiche, ma soprattutto ai cittadini cattolici, ricordo che Gesu’ Cristo ha sempre invitato a porgere l’altra guancia ma non a chiudere entrambi gli occhi di fronte ad un Premier che si professa vicino ai valori della religione cattolica ma ne viola quotidianamente i principi.
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Sauro manda

Per giudicare gli ultimi governi possiamo vedere come siamo scivolati in basso.

A che posto siamo nel mondo?
Sole 24 ore pubblica una classifica del World Economic Forum sui primi 130 paesi
E l’Italia non e’ posizionata molto bene, e’ scesa sotto molti paesi del terzo mondo.
Su 9 indicatori l’Italia e’ superata anche dalla Polonia, in certe cose persino dalla Tunisia e resta lontanissima dai maggiori concorrenti europei. Per competivita’ e’ al 48° posto, dietro Germania 7°, Gran Bretagna 13° e Francia 16°, Spagna 33°, mentre in testa ci sono Svezia 4° posto, Danimarca 5°, Finlandia 6°.
I voti peggiori riguardano le istituzioni (92° posto).
Siamo al 107° posto per la fiducia pubblica nei politici, al 121° per spreco del denaro pubblico, 128° per efficienza del sistema legale, 109° per trasparenza delle decisioni politiche, 102 per lo stato delle finanze pubbliche All’ 85° posto per gli aeroporti,
59° per le infrastrutture
26°sanita’ e istruzione primaria
65° per la spesa per l’istruzione
87° per l’istruzione secondaria
118° per la formazione del personale
Agli ultimi posti, 124°, per la collaborazione nelle relazioni tra dipendenti e datori di lavoro, la scarsa flessibilita’ nella contrattazione salariale, le difficolta’ nelle pratiche di assunzione e licenziamento e il binomio salari e produttivita’
90° per la scarsa partecipazione delle donne
98°per l’accesso ai prestiti…
Uno sfacelo..
Ho detto “gli ultimi governi” e non “i governi berlusconiani”..
B ha piu’ responsabilita’ negative avendo governato peggio e con maggioranze superiori; un conto e’ decidere con 24.000 voti in piu’ e maggioranze parlamentari risicate e a rischio di sfiducia e un conto avere 100 deputati e 36 senatori in piu’, quando ricorrere a 28 fiducie o imporre decreti carrrozzone diventa grave abuso.
Per la legge del “qui nessuno e’ innocente” le colpe di questo degrado ce l’hanno tutti.
E anche oggi Franceschini ha la faccia di presentarsi come un bravo ragazzo e non ha vergogna a resuscitare parte della famigerata bicamerale di D’Alema con in testa proprio quel regime presidenziale forte che e’ sempre stato l’aspirazione suprema del dittatore B, e sia la dx che la sx hanno sempre visto come fumo negli occhi la magistratura libera, e non dimentichiamo che l’avocazione di De Magistris si deve all’assenso di uno di sx come Napolitano, capo della Magistratura, e addirittura di una di Rifondazione come la dottoressa Vacca. Se poi passiamo alle querele alla stampa, la serie degli attacchi inizia con le querele di D’Alema. La corruzione delle operazioni finanziarie vede D’Alema in testa a pari merito. E nella lotta contro la liberta’ di espressione sul web troviamo Fioroni, ministro del csx, mentre sulle botte al precariato dx e sx procedono a braccetto, e unite hanno votato per il vergognoso condono che ha liberato da pendenze penali in modo bypartisan troppi ladri di stato, mentre entrambe odiano le intercettazioni giudiziarie che possono rivelare troppi scheletri dei loro armadi.
Qualunque disastro italiano nominiamo ci sono dentro entrambi: armi, guerra, occhietto al Vaticano, affondo sui diritti civili, odio alla Costituzione.. e non migliora!!
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All’apparenza
Flavio Almerighi

Considerate – povera patria
questo paese d’olio e vino,
prossimo a interrarsi
di eleganti sfondi azzurri
portatori sani di macerie,
sull’onda al fard infetto
di puttanelle di regime
e rondoni gonfiati.

Riflettete sui ponti,
mentre amoreggiate
incogniti con voi stessi
su monitor opalescenti,
compatite almeno
il destino di chi vi e’ sotto,
tra citta’ prossime all’inciampo
per labirintite
.

Riflettete sui soldi,
cattiva moneta
per cui vi battete,
sulla solitudine senza poesia
che vi lasciate dietro,
su giornali in serie
letali diffusori di sondaggi
e ricette da cucina
.

Rimettete, per favore
la verginita’ ai preti
– banchieri degli uomini e di dio,
voi che amate l’apparenza,
voialtri che tradite
la stessa sensibilita’ dei treni,
considerate – ovunque siate
cosa vi potra’ salvare
.
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Mike e l’utilizzatore finale
Paolo De Gregorio

Pochi come Mike Buongiorno sono stati decisivi nel far nascere e sviluppare l’impero televisivo berlusconiano, portando in eredita’ la popolarità acquisita in RAI, in cambio di un bel po’ di miliardi, visto che in quella epoca mamma Rai lo pagava come un impiegato.
Francamente non ho mai capito se era ingenuo o furbo: non so se recitasse una parte per somigliare all’italiano medio, con la sua ignoranza, con il suo ottimismo, con la sua religiosita’ che proponeva nello stesso modo con cui vendeva il prosciutto Rovagnati, o era proprio cosi’, di natura.
Fatto sta che prese per mano quei ceti popolari, che sarebbero divenuti gli elettori del Cavaliere, e li fece incamminare sulla strada del consumismo, con dosi da cavallo di pubblicita’, che il suo faccione bonario e onesto riusci’ a far digerire.
Che forse fosse furbissimo mi viene da pensarlo, perche’ non profferi’ parola sul suo padrone piduista, mai un dubbio sull’onesta’ del medesimo, mai una valutazione sull’enorme vantaggio di possedere 3 Tv e sfruttarle in politica.
Come ricompensa per la sua ben pagata fedelta’, quest’anno non gli era stato rinnovato il contratto, e insieme a Fiorello si era spostato su SKY.
Parlava di una nuova avventura, era entusiasta, come al solito. Ma si trattava di servire un altro padrone, un altro pescecane, riproponendo i suoi quiz nozionistici dove un po’ di memoria veniva spacciata per intelligenza.
Allegria! Ripeteva sempre il “laborioso” Mike (usando la autorevole valutazione di Napolitano), ma le vere risate se le sono fatte gli “utilizzatori finali”, quelli che con i proventi pubblicitari ci hanno fatto un monopolio editoriale e poi ci hanno preso pure il potere politico.
W la liberta’.
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Manifesto per una nuova politica
Paolo De Gregorio

Abbiamo assistito alla fine del comunismo, la fine del capitalismo era segnata se non si fossero usati soldi pubblici (cioe’ nostri), in Cina il passaggio dal comunismo al capitalismo non e’ nemmeno stato comunicato ufficialmente alla popolazione.
Pur in presenza di un fallimento del capitalismo con la distruzione dell’ambiente, le guerre, la sovrappopolazione, un miliardo di affamati, nessuno parla di un urgente e necessario, epocale, cambiamento della economia e della politica.
Nessun vero cambiamento sara’ possibile se non si metteranno da parte ideologie e religioni, e se non si prevede che al primo posto deve essere messa la difesa nel nostro ecosistema.
La scienza ha gia’ parlato, ha emanato sentenza senza appello per l’attuale modo di produrre e consumare le merci, e ha definito questo modo INSOSTENIBILE.
Eppure noi tutti ce ne freghiamo di cio’ che migliaia di scienziati hanno scoperto con il loro duro impegno, e affidiamo il nostro futuro ad avidi industriali e a politicanti ignoranti, di destra o di sinistra, poiché destra e sinistra si affidano entrambe al metodo capitalista di produrre le merci.
Oggi la maggior parte delle merci che vengono prodotte per alimentare l’insaziabile consumismo sono inutili, i loro appariscenti involucri e confezioni vanno a riempire le discariche, e sempre nuovi bisogni e mode vengono creati dalla pubblicità che le TV commerciali e pubbliche riversano ogni ora di tutti i giorni e di tutti gli anni direttamente nelle nostre case.
Le scimmie ammaestrate al consumismo si fabbricano col potere mediatico.
Paghiamo qualsiasi cifra per essere alla moda, mangiamo frutta e verdura piene di veleni ma grandi e belle, respiriamo aria che ci fa venire il cancro, viviamo ammassati in orrendi condomini, viviamo ogni giorno per ore prigionieri del traffico, possiamo essere licenziati e rottamati in ogni momento, e questo lo chiamiamo progresso e libertà.
Per il potere industriale e quello politico uscire dalla crisi significa semplicemente riprendere con piu’ vigore la strada dei consumi. Che cio’ non sia sostenibile dall’ambiente non interessa.
E’ ora, è urgente, che le persone che comprendono che non c’e’ futuro insistendo in questo modello si sviluppo, si mettano insieme e comincino a fare, ad agire, uscendo dalle eterne analisi e dagli eterni dubbi.
Non penso ad un partito, ma ad un movimento che sia capace di proporre un reale e praticabile diverso modello di sviluppo che, partendo dalla indiscutibile base di uno sviluppo sostenibile, poggi le sue fondamenta su due pilastri: la riconversione energetica con le rinnovabili, e l’autosufficienza alimentare basata su una profonda riforma dell’agricoltura, con la produzione legata al territorio e al metodo biologico.
Tutto questo non sara’ mai concesso dalla attuale politica, ma bisognera’ cominciare a praticarlo in concreto e dal basso.
La strategia e’ quella di convincere migliaia di piccoli contadini a non lavorare piu’ per il mercato (ossia per la mafia, per la filiera dei mercati generali e i grossisti), ma organizzare una diffusa vendita diretta della propria produzione, con gruppi di acquisto o direttamente sul campo, con l’impegno di non usare veleni chimici, e creando la propria autosufficienza energetica con il fotovoltaico.
Bisogna solo crederci, essere convinti ed impegnarsi. Non vi e’ nulla di astruso o impossibile, anzi e’ una strada che possono scegliere molte persone che ritengono intollerabile la vita delle grandi citta’ e la precarieta’ del lavoro salariato o stipendiato, e puntino a mettere su vere e proprie “fattorie solari”, dove il reddito deriva dalla vendita di energia elettrica prodotta col fotovoltaico.
Qui si tratta di fondare una nuova cultura che non solo rispetta la natura, ma non prevede il lavoro salariato, o meglio la schiavitu’ salariata, perche’ queste iniziative devono essere di singoli, di famiglie o di soci di piccole cooperative.
Saranno poi le realizzazioni, i fatti, a dimostrare che un altro mondo e’ possibile, che si puo’ vivere facendo pace con l’ambiente, senza padroni, facendo a meno di tutte le cose inutili, facendo pochi figli in modo da decrescere fino ad entrare nel territorio virtuoso della sostenibilita’ nel rapporto tra risorse e numero di abitanti.
La vera utopia e’ pensare di avere un futuro con lo sviluppo infinito, nel continuare a non arginare la bomba demografica, con coltivazioni transgeniche che ibridano tutte le colture del pianeta, con l’energia atomica, con le grandi monocolture in mano alle multinazionali che tolgono terre ai paesi poveri per far arrivare il cibo ai ricchi e agli obesi.
E’ rispetto a questa realta’ che possiamo e dobbiamo essere alternativi, partendo dal basso, perche’ nessuno oggi presente in politica, ne’ di governo ne’ di opposizione, vede al di la’ del proprio naso e dei propri interessi.
Una sola previsione, ma certa. Se diffusamente sul territorio si realizzassero milioni di piccole e piccolissime produzioni di energia elettrica con il sole, la rete elettrica non avrebbe piu’ bisogno di costose centrali, tanto meno quelle atomiche.
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Immigrazione: problema globale
Paolo De Gregorio

Fino a ieri, gli stessi soggetti che oggi pretendono leggi contro l’immigrazione clandestina (ma e’ sempre stata clandestina e mai programmata legalmente), e per cui intendiamo gli ultimi venti anni, hanno assunto nelle fabbriche del Nord Italia centinaia di migliaia di extra-comunitari nel ciclo economico favorevole. Anche nel Sud si e’ utilizzata questa manodopera per lavori stagionali di raccolta, sempre in nero e trattando queste persone come bestie.
Ora che il ciclo economico non e’ piu’ favorevole e difficilmente riprendera’ come prima, si vuole fermare il flusso della immigrazione, parlando dei “clandestini”, ma in realta’ ci si pente di aver causato un fenomeno che ha prodotto e produrra’ molti guasti.
Da’ molto fastidio il fatto che i soggetti imprenditoriali che hanno determinato questo fenomeno, notoriamente e naturalmente associati alla destra, siano alla testa, insieme alla Lega e a movimenti di stampo razzista, di un blocco totale e immediato, che, ripeto non e’ un blocco dei clandestini, ma la fine della immigrazione di cui non vi e’ piu’ bisogno.
Assomiglia moltissimo al muro di acciaio che gli USA hanno costruito per migliaia di km al confine con il Messico, perche’ l’economia americana non tira piu’.
E siccome un esempio ne tira un altro, mi scuserete se vado un po’ piu’ indietro nel tempo e ricordo che proprio negli USA, dopo la criminale politica dello schiavismo, voluta dai grandi proprietari di piantagioni, bianchi e timorati di Dio, che, dopo averli importati a un tot al chilo, finito lo schiavismo furono gli stessi a fondare associazioni razziste come il Ku Klux Kan, per cacciare coloro che essi avevano fatto deportare dall’Africa.
Il fenomeno della immigrazione dobbiamo sforzarci di giudicarlo non in termini ideologici o di compassione religiosa, ma analizzarlo freddamente e vedere bene a chi ha fatto comodo e quali guasti ha determinato in Europa.
Insieme ai lavoratori sono arrivati anche molti delinquenti, attivi nel mercato della droga, della prostituzione, la mafia nigeriana a Mondragone e a Castel Volturno e’ stata attaccata dalla camorra con 7 neri uccisi perche’ tocca interessi camorristi, nei quartieri popolari ad alta concentrazione di immigrati la vita e’ impossibile e gli italiani che vi vivono votano la destra perche’ non ne possono piu’ di questa situazione. In Francia e in Europa la insofferenza dei poveracci verso la immigrazione ha spostato il voto di questi verso destra e solo la Chiesa e una parte della “sinistra sparita” continuano a dire che bisogna aprire le porte a tutti.
Ora sgombriamo il campo da quella leggenda metropolitana che sostiene che l’immigrazione allevia la situazione demografica nei paesi di provenienza dei migranti e in qualche modo migliora le cose.
Se ci limitiamo all’esempio dell’Africa (i dati sono dell’Istituto Geografico De Agostini), vediamo i numeri della situazione demografica, che ci dicono senza equivoci come vanno le cose:
-nel 1950 nel continente africano vi erano 221 milioni di abitanti
-nel 1990 ai e’ arrivati a 642 milioni
-nel 2008, dopo venti anni di immigrazione in Europa, gli abitanti dell’Africa sono 955 milioni.
Con assoluta certezza possiamo affermare che l’immigrazione non attenua il problema della sovrappopolazione, con qualche dubbio potremmo affermare che addirittura lo peggiora. Con certezza possiamo dire che le due religioni prevalenti, quella islamica e quella cristiana, spingono affinche’ la bomba demografica deflagri, si impedisce qualsiasi razionale contenimento delle nascite a mezzo contraccezione meccanica o chimica.
Non dovrebbe essere mistero per nessuno, se escludiamo alcuni casi umani, che una parte fondamentale della strategia islamica di conquista delle nazioni “infedeli” sia quella di entrarci e fare un sacco di figli.
Ricordo che negli Usa, anche se la strategia islamica non e’ cosi’ evidente, per la prima volta la popolazione di colore e’ piu’ numerosa di quella bianca, e non e’ un caso che vi sia un presidente del colore di questa maggioranza.
Uno dei maggiori danni della immigrazione in generale, compresa quella comunitaria e asiatica, e’ che rende vano qualsiasi discorso sulla “sostenibilita’”, e qui il razzismo non c’entra proprio niente, vanificando quel processo in atto in Europa di spontanea diminuzione delle nascite, grazie ad una nuova cultura contraccettiva, l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro, la crisi della famiglia tradizionale, la diminuita influenza della Chiesa, che avevano generato una salutare decrescita della popolazione.
Possiamo riepilogare i guasti:
-sostenibilita’ vanificata
-galere che scoppiano con piu’ del 50% di ospiti stranieri
-quartieri popolari invivibili
-aumento di spaccio di droga e prostituzione
-spostamento dei voti popolari a destra
-previsione di un aumento esponenziale (grazie alla grande prolificita’) della percentuale di stranieri, rispetto ai nativi, fino alla maggioranza in pochi decenni.
Cio’ e’ gia’ avvenuto e peggiorera’ in futuro. Destra, sinistra, Chiesa, industriali sono egualmente responsabili.
In tutto in nome della globalizzazione che ci consegna un mondo che assomiglia ad un formicaio impazzito al collasso ambientale, superaffollato, comandato dai mercati e dai truffatori finanziari, che solo qualche “pandemia” letale, magari costruita subdolamente in laboratorio, potrebbe fermare.
Se io fossi all’ONU e avessi il potere di farlo, proporrei una dichiarazione solenne in cui ogni singola nazione si deve impegnare a costruire una autosufficienza agricola ed energetica (con il sole), e la strada maestra e’ la diminuzione di numero senza esportare con l’emigrazione la propria irresponsabilita’ riproduttiva.
Ogni contributo del FMI e aiuto internazionale dovrebbe essere tassativamente utilizzato per campagne sulla contraccezione.
La previsione degli studiosi di demografia sono agghiaccianti, parlano, entro 50 anni, di un raddoppio della popolazione mondiale, e quindi e’ necessario prendere subito delle contromisure, stupido e’ restare inerti.
La SOSTENIBILITA’ ognuno se la deve responsabilmente costruire a casa propria.
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Neologismo: Stegocrazia, dal greco stegos=tetto, cio’ che nasconde, nascosto, dominio di forze che si tengono nascoste.

da bellaciao.org

LA CRISI E L’IMPREVEDIBILITA’ DEI SISTEMI COMPLESSI

In merito alla crisi economico-finanziaria, sui siti della controinformazione prevalgono due asserzioni apparentemente contraddittorie. La prima e’ che i Poteri semiocculti che governano il mondo (la stegocrazia, secondo una terminologia che va affermandosi) hanno concepito e manovrato la crisi ai loro fini, convogliando denaro pubblico nelle Banche e nelle imprese private, operazione che per essere accettata dai cittadini richiedeva uno stato d’allarme talmente esasperato sulle condizioni del sistema finanziario da far temere la perdita di tutti i risparmi nella catastrofe bancaria.
La seconda e’ che la crisi e’ reale e profonda, cosi’ devastante da lasciar presagire il prossimo crollo dell’intero sistema e della stessa civilta’ occidentale. Le frasi rassicuranti vorrebbero soltanto cercare di nascondere la verita’ e arginare il panico.
Le due asserzioni sono solo apparentemente contraddittorie, ma per dimostrare come possano coesistere occorre dare spessore all’argomentazione partendo un po’ piu’ da lontano.
Il comunismo e’ crollato negli anni dell’ultraliberismo reganian-thatcheriano, ma quell’ultima fase liberista non fece altro che raccogliere i frutti di una vittoria che era stata conseguita grazie alla fase socialdemocratica del capitalismo (intendendo con questa espressione non solo le socialdemocrazie europee ma anche i governi democratico- cristiani e alcune presidenze democratiche negli USA). La socialdemocrazia ha sconfitto il comunismo.
I comunisti vantavano il loro sistema che garantiva il lavoro, l’assistenza sociale, i servizi pressoche’ gratuiti. Ebbene, le socialdemocrazie consentivano salari e stipendi relativamente alti, proteggevano i lavoratori anche nel caso della perdita del lavoro, con sussidi, cassa integrazione, prepensionamenti; offrivano servizi a basso costo e ben piu’ efficienti di quelli del mondo sovietico; il tutto in un clima di liberta’ politica e di liberta’ di movimento ( le restrizioni ai viaggi all’estero, e addirittura all’interno del blocco sovietico, sono state fra le cause maggiori di malcontento). Gli stegocrati hanno accettato la socialdemocrazia per sconfiggere il comunismo, ma gli alti salari, la forza dei sindacati, i servizi sociali, non potevano essere tollerati ulteriormente. Lo dimostra il fatto che quel sistema di garanzie e’ stato progressivamente smantellato a partire dal crollo dell’URSS.
Per indebolire politicamente ed economicamente quei ceti, proletari e di piccola borghesia, che avevano usufruito delle riforme socialdemocratiche, i Poteri piu’ o meno occulti hanno fatto ricorso ai due strumenti che caratterizzano la globalizzazione: la delocalizzazione e la massiccia immigrazione. Con la delocalizzazione gli impianti produttivi sono stati trasferiti dove la mano d’opera costa meno e non e’ protetta dai sindacati. Incoraggiando la massiccia immigrazione di moltitudini di disperati, si sono create tensioni che hanno deviato il malcontento delle popolazioni occidentali verso i nuovi venuti e si e’ resa disponibile una mano d’opera pronta a offrirsi sul mercato del lavoro per compensi talmente ridotti da abbassare il livello generale di salari e stipendi.
In questo modo pero’ si sono attivate forze potenzialmente disgregatrici; si e’ favorita l’ascesa di Paesi come la Cina che potrebbero alterare gli equilibri geo-politici a scapito del mondo occidentale; si e’ dato spazio ai calcoli degli islamisti che approfittano della migrazione di milioni di musulmani per un disegno di penetrazione dell’Islam in Europa. In conclusione: i Poteri hanno usato la socialdemocrazia per sconfiggere il comunismo, ma la socialdemocrazia alla lunga sarebbe stata minacciosa per il sistema. Hanno usato cinicamente la delocalizzazione e l’immigrazione, ma hanno cosi’ messo in moto dinamiche dagli sviluppi imprevedibili.
Allo stesso modo, e’ probabile che abbiano manovrato la crisi economico-finanziaria ai loro fini, ma i rimedi escogitati, che consistono sostanzialmente nello stampare carta moneta e nell’approfondire il debito pubblico, possono essere il preludio di nuovi e piu’ devastanti cataclismi.
Ogni rimedio avvicina la resa dei conti finale. L’imprevedibilita’ dei sistemi complessi e’ un principio che vale anche in sociologia e in economia.
Per questo le due asserzioni con cui e’ iniziata questa breve riflessione non sono necessariamente contraddittorie. Gli stegocrati tramano e manovrano, ma si illudono di tenere il filo di un groviglio di contraddizioni non piu’ districabile. Allora il compito che devono prefiggersi tutti i gruppi che vanno costituendosi nella critica radicale del sistema, e’ quello di diventare laboratori di teoria politica e di concreta progettualita’ per il dopo disastro, per ricostruire sulle macerie del capitalismo che saranno anche le macerie della Modernita’.

Luciano Fuschini
www.movimentozero.org/mz/
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Commento

Mi pare che il comunismo – ammesso che lo si potesse chiamare veramente cosi’ – dell’URSS sia caduto da solo.
La causa principale fu la vecchiaia.
La vecchiaia della classe dirigente che fu incapace di ringiovanirsi in tempo, sia nel fisico, sia nelle idee.
La vecchiaia dell’economia, rimasta aggrappata essenzialmente all’industria pesante, incapace di acciuffare la rivoluzione dell’industria dei semiconduttori, e quindi della miniaturizzazione e dell’informatica.
E’ pur vero che la strategia dell’onda lunga, messa in atto dagli USA aiuto’ il crollo. Si trattava di coinvolgere l’URSS in una competizione economica militare-spaziale, che col sistema che si teneva, alla lunga non avrebbe potuto reggere. Non tutti erano favorevoli a questa strategia USA, occorre dirlo.
Alla fine il crollo ci fu, essenzialmente dovuto al dissesto interno del sistema URSS e di quello Comecom ed all’emergere di rivendicazioni regionali/nazionali, che prima erano state soppresse dalla dura repressione stalinista.
I poteri occulti, o burattinai illuminati, o grandi famiglie di finanzieri, o come li si voglia poi chiamare, esistono ed agiscono. Non ci piove.
Pero’ si fa’ un errore a dimenticare che esiste anche una psicologia e mentalita’ aziendale. L’impresario brianzolo che decide di trasferire la produzione in Cina perche’ gli conviene (la manodopera costa infinitamente meno, non ci sono grandi vincoli sindacali, la’ lavorano a ritmi schiavistici, ecc. ecc.) non lo fa su ordine diretto dei grandi burattinai, ma per cultura d’impresa deviata, per cultura statale deviata (lo stato suo che lo strozza fiscalmente).
Esattamente come le banche si son messe a far scoppiare il settore finanziario per una cultura d’impresa deviata, aliena dalla societa’ civile. Il profitto a corto termine come unico termine di ragionamento.
Un Adriano Olivetti non avrebbe mai e poi mai ragionato cosi’. Se si perde di vista la societa’ questi sono i guai. Facendo modelli matematici ipercomplessi con dentro solo la parola mercato, mercato, e senza le parole uomo donna si arriva a questo. L’elite c’entra fino ad un certo punto.
E’ stato il degrado culturale dei direttori d’impresa, divenuti in gran parte dei manager di ventura, senza vere radici nell’impresa, il vero responsabile della crisi. Degrado che si rispecchia nel degrado culturale della classe politica e osiamo dire nella gran parte dei cittadini, obnubilati da circenses estremamente sofisticati e sotto la pressione di arrivare alla fine del mese perche’ il salario e’ misero. In questo sicuramente c’e’ stata una mano dell’elite. Ma da sola non basta a spiegare la grande svolta involutiva. La cultura del successo facile senza sforzo, ottenuto con l’apparire o con la svendita letterale di se stessi ha poco a che fare con l’elite. Ha a che fare con l’evoluzione di un popolo.
Sicuramente il vedere guerre a destra ed a manca non aiuta ad avere cittadini pieni di speranza e fiducia. Specialmente quando magari si vedono tornare a casa figli semimaciullati, pieni di radiazioni o di malattie stranissime. Figli che essendo stati allenati nelle grandi scuole d’istruzione per esempio dei marines han sentito per lo piu’ frasi del tipo “Cazzo prendi quel cazzo di fucile e spara a quel porco di figlio di cane”. Notoriamente frasi dall’alto contenuto educativo nonche’ dalle ampie panoramiche di vocabolario.
La forza emergente della Cina non e’ solo quella di giocare sporco, infiltrandosi coi suoi prodotti in un sistema globale, senza rispettare un gran che i diritti dei lavoratori ( cosa certo gravissima per il Partito che con Mao voleva essere “il faro della rivoluzione mondiale”) quindi facendo una concorrenza sleale a chi questi diritti li rispetta un minimo di piu’.
La sua forza sta nell’aver capito l’importanza dell’educazione. Cari miei, questi qua sfornano 1 milione di ingegneri all’anno. Hanno di sicuro giovani cervelli di grande levatura che stanno inventando nuovi prodotti, nuovi processi. Li mandano in giro nel mondo a raccogliere esperienza. Non stanno dormendo sulla cultura tecnico/scientifica.
Se domani andranno sulla luna da soli, non dovremmo meravigliarcene per nulla.
A quel punto la neolingua occidentale sara’ ridotta ad una sola parola, si indovini quale.

Vic
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Scott Turow

Io sono la pubblica accusa. Rappresento lo Stato. Sono qui per esporvi le prove di un reato. Il vostro compito e’ accertare i fatti. La verita’. C’e’ stata una vittima. C’e’ stata sofferenza. Voi dovete almeno cercare di accertare che cosa e’ accaduto veramente. Se non potete farlo, noi non sapremo se l’imputato merita di essere liberato o punito. Non sapremo chi e’ il colpevole. Se non possiamo scoprire la verita’, che speranza possiamo avere di giustizia?“.

Viviana
Io sono la repubblica, sono la Nazione. Sono qui per mostrarvi le prove di un reato. Il vostro compito e’ accertare i fatti. La verita’. Io sono la vittima. Io ho ricevuto sofferenza. Voi, politici e cittadini, dovete almeno cercare di accertare che cosa e’ accaduto veramente. Se non potete farlo, noi non sapremo se chi ha attentato allo Stato merita di essere liberato o punito. Non sapremo chi e’ il colpevole. Se non possiamo scoprire la verita’, che speranza puo’ avere una Nazione di giustizia?“.
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Quando aiuti una persona piu’ debole, diventi piu’ umano tu stesso ” (Wolfgang Nasser
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Una mente prigioniera
GIUSEPPE D’AVANZO

Lo spettacolo, che va in scena da 15 anni, ha avuto una nuova replica da una televisione di Casa Berlusconi. Consueto il paradigma del capo del governo: un manipolo di “comunisti e catto-comunisti” conduce una “campagna eversiva” per tirarlo giu’ dalla sedia dove e’ stato collocato dalla volonta’ popolare e inaugurare “una tirannia”. Addirittura, una tirannia. C’e’ qualcosa di disperante e di disperato in questa rappresentazione del discorso pubblico e domestico.
Parla piu’ di B, e delle sue ossessioni, che di un Paese governato con una maggioranza sovrabbondante e un’opposizione solida come il vapor acqueo. Ci dice molto di piu’ dei fantasmi che, in chiave paranoide, assediano il premier che delle critiche che gli vengono proposte, da qualche isolata voce, in Italia e, da un coro, nel mondo. Risoluto a fare dei nostri giorni una nera notte con un unico punto di luce – se stesso – B e’ oggi incapace di riconciliarsi con la realta’ o almeno con un suo succedaneo. E’ come se la strategia di comunicazione che lo ha condotto a uno straordinario successo, personale e politico, lo abbia imprigionato precludendogli ogni apprezzabile sguardo sul reale. Il Mago e’ stato sequestrato dallo specchio in cui ama guardarsi, dalle Lanterne che egli stesso ha costruito. Le relazioni con il Vaticano? Eccellenti. L’azione del governo? Irresistibile, dice. Gli italiani? Vogliono essere come me. Le domande che mi rivolgono? Insulti, mistificazioni, diffamazione.
E’ stupefacente che siano state 10 ordinarie domande a precipitarlo in questa sindrome che oggi preoccupa anche alleati, come Fini, ultima vittima delle sue fobie. B avrebbe fatto meglio a rispondere, a levarsi dallo stato di “minorita’ civile” che lo ha afferrato, come gli suggerivano i consiglieri piu’ sapienti. Non lo ha fatto e, peggio, ha chiesto l’intervento della magistratura perche’ non gli siano mai piu’ proposte, siano vietate per ordinanza di un giudice.
Un’intimidazione, concorda con qualche ritardo il Corriere della sera con Ernesto Galli Della Loggia. Dei suoi argomenti e’ utile discutere. Scrutiamo la trama del suo ragionamento. C’e’ una premessa: l’iniziativa giudiziaria del premier e’ “sbagliata e riprovevole, ha di fatto un innegabile contenuto di intimidazione censoria”. La premessa, che sembra richiamare un mondo comune – un codice e un metodo condiviso tra i media, qualche principio logico, un rispetto di regole, doveri e diritti, un’attitudine disinteressata alla discussione – e’ utile a preparare un giudizio (dubbio) e due risultati (stralunati). Il giudizio. Quelle domande sono un “puro strumento retorico” (e’ lo stesso argomento degli avvocati di B, ahime’, che giudicano quelle domande diffamatorie e ne chiedono la censura). Quindi, sono quesiti tendenziosi: “Quale risposta sensata si puo’ dare alla domanda: quali sono le sue condizioni di salute? Una domanda di quel tipo vuole affermare in modo indiretto, ma precisissimo, che non sarebbe adatto a fare il capo del governo”.
La valutazione apre la strada alla prescrizione di quel che la stampa non deve fare. Non e’ “compito della libera stampa l’organizzazione di interminabili, feroci campagne giornalistiche”. “Non e’ compito dei giornali decidere se qualunque persona e’ adatta o inadatta a guidare il governo, e’ compito degli elettori e soltanto degli elettori”.
E’ evidente che di “comune” nel mondo dell’informazione predicato da Galli Della Loggia c’e’ molto poco, quasi nulla. Domandare, vi appare un’offesa. Reiterare una domanda che non trova ostinatamente una risposta e’ addirittura “ferocia”. Chiedere poi della salute di chi ci governa, un passo a mezzo tra l’insensatezza e la provocazione. Cosi’ non e’, con buona pace del Corriere, in tutto il mondo occidentale. I candidati alla Casa Bianca presentano in pubblico, con le cartelle del fisco, le cartelle cliniche per dimostrare che le loro capacita’ psicofisiche sono adeguate alla responsabilita’ che chiedono agli elettori. Thomas Eagleton, vice di George McGovern, in piena campagna elettorale nel 1972, abbandono’ quando si scopri’ che era sottoposto ad elettroshock per curare la depressione. Nel 1984, al secondo mandato, l’eta’ di Ronald Reagan, 73 anni, fu motivo di perplessita’ e pressioni dei media. Nel match televisivo con Walter Mondale, 56 anni, Reagan esordi’ con una risposta strepitosa alla domanda di un giornalista: “Non faro’ della giovane eta’ e inesperienza del mio rivale un motivo di scontro”. Anche Mondale rise con il pubblico e il fattore eta’ non ebbe piu’ alcuna importanza. Ritorno’ rilevante quando Reagan fu operato per un cancro al colon. Lo staff medico rese trasparente i guai del presidente. Lo stesso e’ accaduto a John McCain quando Time (14 maggio 2008) chiese in copertina “Quanto e’ sano McCain?”. Il candidato non si tiro’ indietro e i medici della Mayo Clinic misero a disposizione dei cronisti le cartelle cliniche (Cnn, 23 maggio 2008). Anche in Italia e’ apparso legittimo – ne’ stravagante ne’ tendenzioso – interrogarsi sullo stato di salute di Cossiga, presidente della Repubblica a cavallo degli anni Novanta. Egli ammise “una depressione” e lo stesso Galli Della Loggia ne pavento’ una sindrome dietro “il suo ossessivo presenzialismo televisivo”. Il lato comodo dello scrivere in Italia e’ che basta esporre i fatti. E’ stata la moglie del premier a porre all’attenzione pubblica la questione della salute di B, dopo averla proposta in privato a Gianni Letta. “[Silvio] non sta bene. Ho chiesto al suo medico di aiutarlo come si fa con le persone che non stanno bene”, ha detto Veronica Lario e, anche le rivelazioni di Patrizia D’Addario, raccolte proprio dal Corriere, hanno confermato quell’ipotesi di sexual addiction che avvelena la vita del capo del governo. Dinanzi a quella denuncia pubblica, bisognava tacere forse? Chiudere gli occhi, far finta di niente? Non e’ compito dell’informazione accertare lo stato delle cose? Repubblica ha cercato di farlo. Nel modo piu’ diretto e corretto. Domenica 10 maggio, ha chiesto al sottosegretario Letta di incontrare il premier per rivolgergli alcune domande sollecitate dalle incoerenze emerse dal “caso Noemi”, una minorenne, e dalle sue personali difficolta’ svelate dalle parole di Veronica Lario. Si convenne che entro 72 ore ci sarebbe stata una risposta di Palazzo Chigi. Non e’ mai arrivata. Cosi’ si e’ deciso di rendere pubbliche le domande destinate al premier. E’ “feroce”, questo metodo o e’ una prassi ordinaria, accettata nel “mondo comune” dell’informazione occidentale che non pretende di sostituire naturalmente gli elettori nelle loro decisioni (che ovvieta’!), ma di renderli piu’ consapevoli e informati nelle loro scelte. Il ruolo dei media non e’ altro che questo, come ha dimostrato l’Economist quando giudico’ B “inadatto al governo” sia nel 2001 che nel 2008, senza guadagnarsi le reprimende etiche, politiche e deontologiche di un Galli Della Loggia forse distratto.
Quel che preoccupa (e dovrebbe preoccupare chiunque) nel ragionamento del Corriere della sera e’ l’accettazione che la realta’, quale che sia, non possa fare capolino nel discorso pubblico piu’ di tanto. Che evocarla, magari nelle prudenti anche se ostinate forme dell’interrogazione, sia una mossa abusiva e politicamente scorretta e faziosa. E’ una convinzione che appare del tutto egemonizzata culturalmente da un’idea di informazione effimera e istantanea. Disegna un mondo dove non esistono “fatti” ne’ alcun modo di stabilire cio’ che e’ vero perche’ non c’e’ piu’ alcun criterio di verita’ praticabile se si esclude “cio’ che viene dichiarato vero in ogni istante”. E’ il mondo, il metodo, il dispositivo di potere di B. Il premier pretende di confondere e confonderci avviluppandoci in un garbuglio di “credenze” che annullano eventi, circostanze, parole, ma il mestiere dell’informare non e’ accompagnare questa deriva, ma opporvicisi. E’ quello che ha fatto e fara’ Repubblica. Siamo certi che lo fara’ anche il Corriere quando accertera’ che non c’e’ alcun “complotto eversivo catto-comunista” alle viste ne’ alcuna “tirannia” alle porte, ma soltanto un uomo prigioniero dei suoi fantasmi e di una rabbia pericolosa per le istituzioni che rappresenta e il Paese che governa.
..
Mariapia
Strumenti civili.

Da quando e’ morto Berlinguer e molti rappresentanti della sinistra sono diventati vecchi (pure fragili, in troppi sensi, ma non e’ detto la l’eta’ avanzata renda il cervello fragile.. la Montalcini, Bocca, mille altri…), l’anima della sinistra soffre ed e’ in frantumi Quella del centro vive la medesima crisi
Io, che sono molto ignorante in fatto di storia della politica democratica, pensavo ingenuamente che, morto un vecchio partito obsoleto, se ne fa un altro.
Purtroppo osservo che costituirne un altro o altri, non e’ semplice come m’illudevo.
C’e’ molta gente che oggi aderirebbe a un partito che efficacemente contrastasse B., ma lo strumento “partito o partiti di sinistra e di centro” esiste solo nella sua rappresentazione di vertice. Pertanto l’opposizione di base, ampia ma senza strumenti, non puo’ coagularsi e manifestarsi.
Abbiamo pensato che Grillo potesse farcela, ma il potere politico e’ costituito di trame e orditi che occorre conoscere.
Quindi questa dittatura instaurata con il voto democratico, non puo’ essere rimossa poiche’ la democrazia azzoppata, senza partiti o un partito che faccia opposizione e sia portavoce della volonta’ popolare non ha strumenti civili attorno ai quali fare sentire quella volonta’
Mentre le classi sociali di una parte si sono organizzate immediatamente un strutture organizzate ed efficaci attorno a una figura (nel caso italiano attuale un “figuro”), la sinistra patisce la storia italiana della endemica ignoranza civile di questo paese, ma aggiungo, di ogni genere, e non sono certo eccessivamente critica.
I vecchi partiti di sinistra erano guidati da persone che avevano cultura e conoscevano il mondo dell’economia e del lavoro, cioe’ “avevano marcato il cartellino”, come dice la Serracchiani, ma oggi sappiamo che i partiti di sinistra, che hanno iniziato il loro rinnovamento negli anni settanta–ottanta del secolo scorso, sono guidati da persone che, nella maggioranza, non hanno cultura sufficiente; non hanno quasi mai portato a termine gli studi, se li avevano iniziati o non erano nella condizione sociale che ne consentisse l’accesso; non hanno mai marcato il cartellino, poi si sono ubriacati nel partecipare alle beatitudini di una vita facile e vissuta con scarso impegno reale, Bertinotti insegna.
Questo fatto, di una scarsa cultura ed esperienza del mondo, di una debole preparazione etica e morale, la stiamo scontando e dovremo riflettere.
Ho sempre sostenuto che ogni essere umano puo’ fare molte cose, e’ verissimo, ma serve una preparazione adeguata per farla, e la politica non e’ un ambito in cui ci si improvvisi.
Occorre una adeguata cultura e una vera passione sociale.
Oggi le passioni sociali, in Italia, mi pare siano quelle dettate dalla figura (o figuro) che dirige l’andamento (o andazzo) politico e sociale.
Quale vertice politico si svegliera’ da questa sbornia incivile di stampo primitivo,dove stanno tutti attorno allo stregone a danzare in barca con il cashmiretto e le labbra a canotto gonfiato?
Io sono abbastanza vecchia e qualcuno puo’ pensare che sia la vecchiaia che mi fa disapprovare certi modi vita, ci sara’ senza dubbio del vero in questo pensiero, ma non accetto che mi si dica che “va tutto ben, madama la marchesa”. L’Italia e’ su tutti i giornali del pianeta e non per la sua produzione di grande moda
Le conosciamo tutte le passione attuali del paese e di queste passioni siamo sia vittime sia protagonisti
E che Fini manifesti qualche dissenso, e’ una variante del balletto.
..
Andrea Agostini manda
Nuove strategie per l’agricoltura
Le piante riflettenti raffreddano la Terra

“E le metropoli dovranno colorarsi solo di bianco”.
L’agricoltura si trasforma nella nuova arma per raffreddare il Pianeta. Se i cambiamenti climatici sono una conseguenza dell’accumulo di gas serra nell’atmosfera, provocando un progressivo aumento della temperatura, alcuni studiosi pensano di intervenire sulle aree coltivate: oggi il terreno biologicamente produttivo sulla Terra e’ pari a 11,5 miliardi di ettari» valore che va diminuendo a causa della cementificazione, dell’erosione e dell’aumento della salinita’, due fattori, questi ultimi, causati in buona parte da pratiche agricole spesso sbagliate. Ecco perche’ Andy Ridgwell, scienziato dell’Universita’ di Bristol, propone un’interessante soluzione, pubblicata sulla rivista «Current Biology»: suggerisce di variare la copertura vegetale di ogni suolo in funzione delle sue caratteristiche in modo da trasformare le piante in veri e propri refrigeranti naturali.
«Giocare» con la luce
Alla base di questa strategia c’e’ la necessita’ di scegliere tra le tante varieta’ delle stesse specie vegetali coltivate: cosi’, se si coltivano patate, si continuera’ a coltivarle, ma cambiando il «tipo» e adottando quello che permette di massimizzare la riflessione della luce. Le specie vegetali, infatti, si differenziano per un’enormita’ di aspetti, tra cui la forma delle foglie e la loro disposizione sui rami. Individuando quelle che permettono di aumentare lo «schermo vegetale» delle foglie, vale a dire la superficie in grado di riflettere una quantita’ di radiazione solare con cui ridurre in Europa e in America la temperatura estiva di 1°, si otterrebbe un raffreddamento annuale complessivo di oltre 0,1°.
Il dato – calcola Ridgwell – corrisponde al 20% dell’incremento totale della temperatura della Terra dalla rivoluzione industriale a oggi. «Questa scelta – commenta -equivale a eliminare nel corso dei prossimi 100 anni gli effetti di 195 miliardi di tonnellate di anidride carbonica emesse nell’atmosfera».
Non e’ affatto un’idea azzardata. Si deve considerare il fatto che gia’ di per se’ la coltivazione delle specie vegetali determina, in generale, un raffreddamento rispetto alla presenza della sola vegetazione naturale (e’ la differenza che passa tra un campo di grano e un prato). Il motivo? La luce che viene riflessa nello spazio – il fenomeno dell’albedo – e’ infatti maggiore.
Le diverse varieta’ possiedono tipi di albedo differenti e, quindi, selezionando e utilizzando quelle con valori piu’ elevati, si puo’ ottenere un effetto significativo nel raffreddamento del pianeta. Cosi’, per i genetisti si apre uno scenario stimolante: cercare incroci selettivi tra le diverse varieta’ o modificazioni genetiche con cui ottimizzare l’albedo. E’ una strategia che puo’ essere perseguita senza modificare le produzioni agricole e che offre una soluzione al controverso problema dei biocarburanti, che, tranne qualche eccezione, hanno l’handicap di togliere spazi ai prodotti destinati all’alimentazione e quindi di affamare vaste zone. D’altra parte, il problema della «riflessione» non e’ limitato all’agricoltura: e’ risaputo che le case in molti Paesi caldi sono tinteggiate di bianco, perche’ le superfici chiare hanno il potere di esaltare l’albedo terrestre, vale a dire le quantita’ di radiazioni solari che vengono rispedite nello spazio. «Se le 100 maggiori citta’ del pianeta
dipingessero i tetti di bianco e scegliessero per la pavimentazione materiali piu’ riflettenti, sostituendo l’asfalto con il cemento, l’effetto di raffreddamento sarebbe massiccio», sostiene una recente ricerca realizzata in California.
Modificare i modi di produrre
E, intanto, nel settore agricolo le idee si moltiplicano. In Brasile, per esempio, si estende il movimento che riunisce milioni di contadini e a cui si insegna come modificare drasticamente il modo di produrre, trasformare e commercializzare, praticando un’agricoltura sostenibile “su piccola scala e per il consumo locale: l’obiettivo e’ ricorrere a pratiche che riducano le emissioni di anidride carbonica e i consumi energetici. E’ noto, per esempio, che i combustibili fossili usati per il trasporto di prodotti agricoli liberano enormi quantitativi di anidride carbonica nell’atmosfera.
Un caso significativo: un solo chilo di asparagi importati dal Messico necessita di 5 litri di petrolio per viaggiare via aerea fino alla Svizzera, mentre un chilo di asparagi prodotti a Ginevra per arrivare al consumatore ne richiede solo 0,3!
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RIDIAMARO : – )

Tiziana
Berlosco ha vinto nel momento esatto che ha ammazzato la cultura, piu’ o meno con l’avvento del drive in, 30anni fa
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Michele

IL VERO MIRACOLO ITALIANO 40 anni di DC e pentapartiti rappresentano il cancro d’Italia, lo psiconano la metastasi. Il vero miracolo Italiano e’ che siamo ancora in piedi
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http://masadaweb.org

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