Nuovo Masada

settembre 7, 2009

MASADA n° 985. 7-9-2009. La stagione dei veleni

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:03 pm

Manifestazione in difesa della liberta’ di stampa il 19 settembre – B attacca la stampa che lo critica come una minoranza eversiva cattocomunista – Il pitbull attacca Fini – La Rai toglie la tutela legale a Report – Vorrei le scuse di D’Alema – Una democrazia di capre – Torna alla ribalta Noemi – 41 preti di vaglia – Kirchner studia da caimano – Il Partito pirata svedese – Convegno radicale sull’agora’ digitale

Follia che continua

Alle querele a repubblica Unita’ sono seguite proteste accese che sfoceranno in una manifestazione in difesa della liberta’ di stampa il 19 settembre a Roma.
B definisce queste proteste «Una barzelletta di questa minoranza comunista e cattocomunista, che detiene la proprieta’ del 90% dei giornali. Loro intendono la liberta’ di stampa come liberta’ di mistificare, di insultare e di calunniare e quindi sono stato costretto a rivolgermi alla magistratura per difendere il principio importante della liberta’ di stampa». «Se c’e’ un pericolo e’ quello degli attacchi alla riservatezza delle persone. Nei confronti del Governo e di me e’ in atto una campagna eversiva che punta alle dimissioni del governo contro la volonta’ del popolo. Oltre alla feroce campagna per chiedere di fatto le mie dimissioni contro la volonta’ del popolo, quindi una campagna eversiva, io mi vedo attribuire quotidianamente cose che non ho mai detto o pensato. Con questa informazione, povera Italia! Gli italiani sono con me, ho il 70% dei consensi. Sanno che non rubo, che non uso il potere a mio vantaggio come hanno invece fatto coloro che mi hanno preceduto in questa difficile responsabilita’, che difendo la sicurezza di tutti evitando che la sx apra le frontiere a chiunque per poi concedere loro la cittadinanza e il diritto al voto. E questo non e’ altro che un subdolo stratagemma cattocomunista per garantirsi una futura preminenza elettorale».

Berlusconi ha detto poi: che la crisi e’ finita, che il governo sta riducendo la spesa pubblica e che occorreranno altri militari nelle citta’. Ha anche sostenuto che con la Chiesa i rapporti sono eccellenti e che il caso Boffo non ha minimamente influito.
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Sulle ultime uscite spropositate di B la penso come il senatore Pd Vincenzo Vita:

“B vuol fare passare l’osceno principio che la critica al governo sia un abuso eversivo di una minoranza catto-comunista. Ci mancherebbe! La liberta’ di critica al governo e’ un diritto sacrosanto e conclamato che connota un sistema democratico, senza cui non esiste nemmeno una democrazia.
E’ totalmente fuori di cervello, poi la risumazione dell’aggettivo ‘catto-comunista’!
A cosa tende? A resuscitare l’aggettivo opposto di ‘clerico-fascista’? A quali livelli minimi si vuole fra scadere la discussione?
Ma 300 anni di evoluzione verso la civilta’ in Italia devono essere spazzati via dal ritorno ad un assolutismo dittatoriale?
Si ribatte che, se c’e’ critica, non c’e’ fascismo, contraddicendo il fatto che, se uno prova a fare una critica, viene querelato o diffamato come Boffo. Certo che ancora non siamo in pieno fascismo! Ma ci sono tutti i segnali di chi il fascismo lo vorrebbe reimpiantare, cominciando col chiudere la bocca in modo violento a chiunque dissenta!
Ormai l’italiano che si trova all’estero subisce attacchi continui di chi collega il nome dell’Italia alle sconcezze di B e al suo desiderio spasmodico di potere. Tutti ridono di noi. E’ una continua amarezza!
Ma i giornali mondiali che criticano B sono tutti ‘catto-comunisti’? Il Guardian? L’Independent? Il Financial Times? Non sono ne’ catto ne’ comunisti.
La capacita’ di rovesciare le cose di B e’ spettacolare. Ha fatto dalla sua vita privata un manifesto per vincere le elezioni, ha venduto la sua immagine privata agli italiani con un dossier sulla sua famiglia fatto da Bondi, usa le sue ville private per decidere le nomine Rai o per ricevere premier stranieri, mescola pubblico e privato come nessuno ha mai fatto prima, usa persino il suo vigore sessuale e il suo successo con le donne come arma di propaganda, e ora che il privato gli si ritorce conto chiede che nessuno si occupi piu’ delle sue cose private!?”

Un es. classico di rovesciamento della realtà e’ Ghedini che dichiara sul Corriere che B dimostrera’ agli italiani che non e’ impotente. Come non si sa e la cosa ovviamente suscita un uragano di risate perche’ e’ abbastanza osceno e grottesco che un presidente del Consiglio dichiari per bocca del suo avvocato che dara’ prova della sua virilita’. Cosa fara’? Un programma a luci rosse? Dopo di che, quando tutti schiamazzano e ridono, Brignano dice: “Ecco, come scade la stampa comunista!”
A parte che il Corriere e’ tutto fuorche’ stampa comunista, ma la dichiarazione oscena e’ stata dell’avv. di B, non del direttore del Corriere! Come la tremenda battuta sull’”utilizzatore finale” che e’ suonata come un autogol maledetto.
Brignano e’ un giornalista poco tagliente che doveva diventare direttore di Libero, e poi B gli ha preferito il pitbull maestro di cazzate. L’incoerenza di Brignano e’ pietosa e la sua difesa finisce col diventare il contrario.
Ora il pubblico italiano ha mandato giu’ ogni sorta di porcheria, ma il direttore dell’Ordine dei giornalisti afferma che il vento e’ cambiato e che la gente che conosce questa raffica di querele con cui B ha attaccato 200 giornalisti tentando di ricostruirsi una verginita’ impossibile sta reagendo con molto fastidio.

Perche’ non si fa un sondaggio su questo? E’ accettabile che il capo di un Governo chiuda la bocca a chi lo critica o lo diffami con lettere anonime?
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Il pitbull attacca anche Fini
Viviana Vivarelli

Sappiamo come le aggressioni del pitbull di Libero sono cominciate ma non sappiamo come continueranno.
Sotto sbranamento oggi anche Fini per essersi varie volte lievemente distaccato dalle pretese berlusconiane.
Ormai la paranoia del Cavaliere e’ totale e gli fa vedere nemici dappertutto.
I suoi possono anche far finta di dimenticare (ma lui non ha certo dimenticato) che l’inizio di tutta questa bagarre di denunce delle oscenita’ di B non e’ stata affatto la stampa comunista come i suoi cortigiani si affrettano a ripetere, ma la fondazione ‘Fare futuro’ di Gianfranco Fini che si e’ sdegnata del modo con cui B tratta le donne.
Titola il pitbull: “Dove vuole andare il compagno Fini?” Notate lo spregiativo ‘il compagno’!
E lo accusa di essersi comportato in modo vergognoso sulla faccenda Boffo, di aver sparato per il piacere di sparare, unendosi al coro della crocifissione. Dice il pitbull a Fini:
”Sulla faccenda gay hai virato a sx? Sulla questione degli immigrati parli come un vescovo, sul testamento biologico parli come Marino. Ti sta a cuore la sx o miri al Quirinale? Guarda che la sx ti usa perche’ le fai comodo, sei il suo tassi’. Al momento di eleggere il Presidente della Repubblica ai progressisti sara’ passata la cotta e da loro non beccherai un voto. Consiglio non richiesto: rientra nei ranghi, torna a dx per recitare una parte in cui sei piu’ credibile, non rischierai piu’ di essere ridicolo, come lo sei stato spesso negli ultimi tempi»
Belle parole davvero da dire alla terza carica dello stato!
La stagione dei veleni continua. Inutile dire che non sono i comunisti a crearla.
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La dignita’ di una carica

Ovviamente i berlusconiani cercano di dare addosso a Boffo adducendo a ragione il fatto che non si riveste una carica tanto importante quando si hanno pagine non brillanti nella casella penale che possono sporcare una immacolata reputazione.
Certo che ne hanno faccia costoro a dire questo quando la piu’ importante carica dello Stato, il loro eroe, emerge da una sequela di pendenze penali a cui si e’ sottratto, modificando le leggi che lo riguardavano o mandando con apposite correzioni penali i suoi processi in prescrizione, ordinando alla procura di Napoli di distruggere le intercettazioni che lo mettevano in cattiva luce e bloccando col Lodo Alfano sia il processo in cui compare come pagatore del testimone falso Mills, condannato a 4 anni e mezzo, sia come corruttore dei giudici che gli assegnarono la Mondadori!
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Vorrei le scuse di D’Alema
Viviana Vivarelli

Ogni volta che non sanno come rispondere, i berlusconiani chiedono perche’ D’Alema o Prodi in 5 anni di governo di csx non regolarono mai il conflitto di interessi.
I neo piddini rispondono che tentarono di farlo ma l’opposizione di allora reagi’ con un violento ostruzionismo.
Io di questi tentativi poco ricordo, dunque non dovettero essere proprio battaglie campali, mentre ricordo benissimo molte cose errate imposte a suon di fiducia e se B ha chiesto la fiducia 28 volte, Prodi in 18 mesi la chiese 27 volte, ma per il conflitto di interessi non ricordo che sia stata chiesta alcuna fiducia, e la domanda resta inevasa.
Come cittadina vorrei delle scuse per cio’ che fu tentato e non riusci’, e anche per cio’ che nemmeno fu tentato e per cio’ che passo’ con la forza.
Vorrei le scuse di D’Alema, meglio ancora vorrei le sue dimissioni da qualunque carica politica, pubblica o sociale.
Scuse per aver regalato a B le televisioni e per aver lasciato un Petruccioli alla RAI.
Scuse per non aver mai voluto regolare il conflitto di interessi.
Scuse per aver tramato con B per distruggere la Costituzione con la bicamerale.
Scuse per aver tramato e tramare tutt’ora per trasformare una repubblica parlamentare in un regime presidenziale forte, trascinando in questa follia anche Franceschini.
Scuse per i suoi intrighi per una banca di partito, per la vergogna dello scandalo Unipol e i legami con Fazio e i suoi illeciti che sporcarono tutto il partito.
Scuse per aver messo l’Italia in guerra e aver impestato il Kossovo di uranio impoverito. E per aver tirato piu’ che poteva dalla parte di Bush.
Scuse per aver affossato l’Unita’ e averne stroncato il direttore Colombo.
E per aver attaccato la CGIL con un precariato sempre piu’ assurdo e selvaggio e non aver detto una sola sillaba contro la Direttiva Bokestein, che avrebbe spazzato via lo statuto dei lavoratori e i sindacati.
Scuse per aver iniziato la storia tribolata delle querele alla stampa con tre querele (tra l’altro non c’e’ aberrazione portata avanti da B che non abbia avuto il suo inizio con D’Alema).
Scuse per la sua supponenza, il suo dispotismo, la sua mancanza di collegamento con gli elettori, il suo vuoto di democrazia, le sue velleita’ assolutistiche.
Scuse per aver ridotto al lastrico il terzo partito della sinistra in Europa. E per aver sostenuto persone come Bassolino che hanno infangato il Pd per sempre.
Scuse per aver inciuciato con la parte peggiore del Vaticano, che lo invito’ anche alla santificazione del fondatore dell’Opus Dei.
O per aver sempre protetto deputati che dovevano essere inquisiti.
E oggi si arriva all’abisso di Pannella che chiede all’Europa di farsi un suo ministro degli Esteri e propone D’Alema. Io D’Alema lo manderei all’estero, altro che farlo Ministro degli Esteri!!!! Lui e la cricca di collusi con lui che non si spiccica da questo partito e che lo manda sempre piu’ a fondo.
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Una democrazia di capre
Viviana Vivarelli

“La democrazia vive se c’e’ un buon livello di cultura diffusa” (De Mauro).
Spesso leggo o sento dire che ormai su B tutti sanno tutto e dunque se lo votano lo stesso vuol dire che va bene.
Non e’ vero che tutti sanno tutto.
Questo e’ un paese di analfabeti.
Poi ci sono gli analfabeti di ritorno.
5 italiani su 100 sono analfabeti totali, cioe’ non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali!
38 su 100 leggono “con difficolta’” una scritta semplice, non distinguono bene le cifre, non saprebbero scrivere un milione e un miliardo e non sanno la differenza! Non sono in grado di capire un articolo facile di un quotidiano! Sono 38 su 100!
33 su 100 superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto su fatti collettivi o di rilievo e’ oltre la portata delle loro capacita’ di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale e’ indecifrabile e non parliamo di un articolo economico o finanziario o della Costituzione che non e’ conosciuta nemmeno dal Governo.
Leggono libri solo 10 italiani su 100 ma pochi.
Alla democrazia italiana mancano le basi fondamentali della comprensione di un minimo che sarebbe necessario per vivere figuriamoci per votare!
Poi ci sono:
i drogati del calcio
i drogati e basta
la droga televisiva
i giornaletti come CHI o Novella 2000
chi non sa nemmeno cosa sia internet
la piaga della disinformazione dei giornalucoli locali
la piaga di una chiesa che dice solo quello che le fa comodo e finge di ignorare il resto
la piaga dei partiti che fanno altrettanto e aggiungono la loro quota di disinformazione
Soltanto il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una societa’ contemporanea.
L’Istat dice che il 60% degli italiani non legge nemmeno un libro l’anno. Soltanto nel 20% delle famiglie c’e’ l’abitudine alla lettura, mentre l’80% degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione. Questa televisione!
E’ chiaro adesso perche’ B deprima la scuola!
E perche’ la Chiesa odi la cultura!
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Sauro segnala
Se persino Severgnini….

Come ci vedono (male) all’estero.
Reagire alla dichiarazione d’un portavoce, minacciando di bloccare il Consiglio Europeo, pare eccessivo. Scegliere Danzica e l’anniversario dell’invasione tedesca per riprendere le beghe italiane e’ inopportuno. Ma B sembra disinteressato e’ il 1° ambasciatore del suo Paese.
B non puo’ dire e fare quello che gli pare e piace. L’atteggiamento porta voti in pa¬tria e crea imbarazzo e difficol¬ta’ all’estero. Il coro dei media internazionali e’ unanime. Giornali e televisioni, popolari e in¬tellettuali, liberali e conservatori, europei e americani: non e’ pensabile che si siano messi tutti d’accordo. Ogni due per tre l’interessato inventa qualcosa per scatenare nuovamente la bagarre. Lo fa appo¬sta? Non credo. Da qualche tempo, le rivelazioni sulle abitu¬dini personali, poco coerenti con le dichiara¬zioni pubbliche, hanno scatenato i media stra¬nieri. Gli uomini della maggioranza, con diversa effi¬cacia e convinzione, fanno quadrato intorno al loro leader. Ma se lo specchio offre sempre la stessa immagine, ha senso prendersela con lo specchio? L’Italia e’ presa di mira? Forse si’. Ogni Paese e’ perseguitato dai luoghi co¬muni. Per limitare il danno, e indirizzare la sto¬ria, basta smentirli con i comportamenti (pen¬sate a com’e’ cambiata, in meglio, la reputazio¬ne tedesca). B invece sembra divertirsi a confermare tutto cio’ che i detratto¬ri pensano di noi. Se vogliamo stare nel mondo, dobbia¬mo accettare le regole del mondo. Non e’ piu’ tempo, per fortuna, di autarchia orgogliosa: serviva solo ad illudersi, e perseverare nei pro¬pri errori.
Se avete conoscenti che vivono, viaggiano, studiano o lavorano al¬l’estero vi avranno detto quant’e’ irritante esse¬re compatiti o derisi. Dice una studentessa a Toronto: “ Non credevo che avrei incontrato tanta gente che ci considera cosi’ poco, e’ un mese che mi ritrovo a difendere con le unghie e con i denti il nostro Paese (vocazione politica a par¬te)!
Il mondo e’ brutale: una frase infelice o un comportamento sconve¬niente , se arrivano dall’alto, rischiano di copri¬re le molte cose buone che noi italiani faccia¬mo, dentro e fuori d’Italia. A Palazzo Chigi e alla Farnesi¬na c’e’ qualcuno che ha il coraggio di dire al capo come stanno le cose? Sarebbe importan¬te e utile. Il rispettoso silenzio, oltre un certo limite, diventa colpevole adulazione.
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Silvanetta riporta
La Rai taglia la tutela legale a Report

Non solo non sono stati rinnovati i contratti a Santoro e a Travaglio, ma Report da quest’anno e’ priva della copertura legale della Rai, cosi’ ha deciso il direttore Masi. L’ufficio legale di Viale Mazzini non si occupera’ piu’ delle cause della trasmissione di Milena Gabanelli. Un tentativo ’subdolo’ di far tacere Report?
Riflettendo sul futuro assetto della rete e sui possibili rapporti tra la dirigenza e il canale piu’ vicino al csx (tanto che, in piena lottizzazione si attende la nomina del nuovo segretario del PD per avviare le procedura di nomina), Grasso fa ’scivolare’ una news che lascia davvero perplessi, per non dire altro: “Chiunque dirigera’ Raitre o il Tg3, al di la’ della propria professionalita’, si portera’ dietro l’equivoco di trattative segrete, di patteggiamenti occulti.”
Come se i meriti, il lavoro svolto, l’impegno siano le ultime cose che interessano ai vertici di Viale Mazzini. Non e’ un mistero che una trasmissione come quella di Milena Gabanelli sia a rischio. Non solo per compatibilita’ con la nuova dirigenza ma anche perche’ il dg Masi le ha tolto lo scudo dell’assistenza legale nonostante non abbia mai perso una causa. “Ogni autore dei servizi sara’ responsabile in proprio di eventuali azioni legali”, un

www.televisionando.it/articolo/report-la-rai-taglia-la-tutela-legale/16587/
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A chi trova disgustoso paragonare B a Mussolini, perche’ “dopotutto non ha ammazzato nessuno”

Questo individuo ha portato al potere la mafia. Credi che la mafia non si sia macchiata di crimini sanguinosi? Ti ricordi o no di un Mangano pluriassassino che B ha indicato come eroe d’Italia perche’ “non aveva parlato”? Di cosa credi che lo ringraziasse?
Ricordi o no che il massimo consigliere di B e’ un dell’Utri colluso con la mafia e condannato per questo a 9 anni di carcere?
Ricordi o no che tutto l’arricchimento di questo individuo e’ partito dal riciclaggio di denaro sporco del narcotraffico? Cosa credi significhi? Elemosine e opere di bene?
Lo sai quanti morti ammazzati ci sono dietro la criminalita’ organizzata che sorregge costui e gli fornisce un bacino elettorale? Ma non ricordi nemmeno che costui ha portato al potere o aiutato lo stragismo nero? Credi che non ci siano stati morti con l’Italicus, Ustica, la strage di Bologna, l’attentato dei Georgofili, Borsellino, Falcone? Tutte manovre di destabilizzazione che dovevano portare al potere la dx fascista. Lo sai o no che dell’Utri porto’ al convegno dei giovani azzurri di Firenze i terroristi Mambro e Fioravanti? Puliti anche quelli? Ma in che mondo vivi?
Credi che per essere responsabile di assassini occorra farli personalmente? Credi che il Duce abbia strozzato personalmente qualcuno? O che lo abbiano fatto Riina o Provenzano? Personalmente?!
Perche’ non ti va a rileggere ‘Masada, L’impero del crimine’, con le 11 domande che Bossi fece a B, quando ancora diceva qualcosa di vero e non si era venduto mani e piedi a Roma ladrona?

masadaweb.org/2009/09/03/masada-n%C2%B0-981-3-9-2009-l%E2%80%99impero-del-crimine/

E con la P2 la mafia ci e’ sempre andata pappa e ciccia, hanno sempre fatto affari comuni, Gelli era di casa con la mafia. Non riesci a vedere quanto questi affari goccino sangue?
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Liberta’ di stampa
Viviana Vivarelli

La prima molla per avere idee e’ avere informazione.
Se non sai, non pensi.
La seconda molla e’ potersi confrontare con una molteplicita’ di posizioni.
Se lo stato comanda una sola posizione e’ difficile confrontarsi col diverso e riflettere.
La condizione sottostante a tutto e’ avere buone scuole che non instillino sottomissione e servilismo, ma indipendenza di idee e coraggio, e che insegnino ad amare la conoscenza e ad essere creatori di conoscenza.
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Mi fanno ridere quelli che dicono, se siamo qui a criticare Berlusconi, allora non si puo’ parlare di attentato alla liberta’ di espressione
Quando sei attaccato da una malattia cosa devi aspettare a curarti? Di essere morto?
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La libera stampa puo’ dire tutto, tranne la verita’
Paolo De Gregorio

Apprendo che il “New York Times”,a proposito dell’impero editoriale berlusconiano, ha scritto: “I giornalisti italiani si dividono in due categorie, quelli che lavorano per B e quelli che lo faranno”.
Certo fa un po’ impressione sentire le recenti uscite del cavaliere contro la stampa, visto che ne possiede il 90% e sta brigando per prendersi La7 e mettere Minoli (uomo di Craxi) a Rai3.
Comunque anche gli americani non sono cosi’ ben messi.
Il Pentagono alza la voce perche’ non gradisce che il popolo americano veda e sappia cio’ che accade veramente in Afghanistan, e chiede che non sia piu’ pubblicata la foto di un “marine” agonizzante, mostrata da qualche giornale e che ha destato molta impressione.
Quanto e’ libera una stampa che accetta ordini dal “ministero delle guerre eterne americane”, quel Pentagono che dalla fine della 2° guerra mondiale ad oggi manda a morire la meglio gioventu’ Usa per ragioni innominabili?
Quando mai le associazioni dei giornalisti americani hanno protestato per essere esclusi dalla presenza nei luoghi dei combattimenti e le sole notizie che circolano sono quelle confezionate dagli addetti stampa militari che dicono solo cio’ che gli fa comodo?
Come mai negli Usa e’ vietato anche filmare e far vedere in TV la sconvolgente verita’ di migliaia di bare che sbarcano dagli aerei militari?
E cosi’ per tutto il resto, il sistema informativo e’ tutto in mani private, molto sensibili alle decisioni della politica e del Pentagono, da cui vengono affari, appalti, concessioni, in un intreccio inscindibile che rende impossibile una qualsiasi liberta’ di stampa di un certo peso.
Esattamente come e’ la situazione oggi in Italia, soltanto che la parte del Pentagono la fa Berlusconi.
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Torna alla ribalta Noemi
Da repubblica

Noemi e’ pronta per cominciare la sua carriera nel mondo dello spettacolo e si rivolge a Papi perche’ attende che le promesse diventino realta’. Non chiede piu’ un seggio in Parlamento, ma un contratto televisivo o un ingaggio cinematografico.
Boemi: “Papi e’ nella mia vita da sempre, da quando ha memoria”.
B: “Suo padre era l’autista di Craxi” Falso.
“Elio e’ un mio amico da tanti anni, con lui ho discusso delle candidature europee”. Falso
“Conosco i genitori, punto e basta. Ho incontrato la ragazza 3 o 4 volte e sempre alla presenza dei genitori”. Falso.
Noemi: “Andavo da lui ogni volta che lo voleva”.
Elio Letizia: “La vera conoscenza con Silvio ci fu nel 2001. Io e mia moglie andammo a Roma per acquisti e pensai di presentare a B mia moglie e mia figlia” Noemi aveva 10 anni.
B: “La prima volta che ho visto questa ragazza e’ stato a una sfilata”. Era una sfilata Pitti bimbo?
Ogni volta che salta fuori questa storia di Noemi, B appare “un baro preso con l’asso nella manica”, Giuliano Ferrara.
Franco Corsero: “In Italia le memorie deperiscono e i fatti fluttuano”.
“Puo’ la nuova classe dirigente del Paese essere selezionata negli studi televisivi?” (fondazione farefuturo di Fini) “Assistiamo a una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto da fare”.
Veronica: “ Quello che emerge oggi, attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e’ la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilita’ di tutte le donne. Qualcuno ha scritto che tutto questo e’ a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali e’ un ciarpame senza pudore”.
Solo chi vuol essere cieco non vede.
E’ assennato e conveniente per il futuro del Paese che il leader di una voluminosa maggioranza lo faccia nei backstage delle sue tv o durante le feste a Palazzo o in Villa? Possono essere affidate responsabilita’ pubbliche o rappresentanza parlamentari a giovani fanciulle che hanno il solo merito di essere le “favorite” dell'”imperatore”?
Non puo’ essere un’ossessione prendere B sul serio e chiedergliene conto se quelle sue spiegazioni sono risultate tutte farlocche, dalle candidature delle veline alla sua frequentazione di minorenni. Non puo’ essere moralismo tenere il filo di un “primato della menzogna” che oggi appare il piu’ autentico paradigma del potere berlusconiano, utile a confondere l’opinione pubblica e, da 7 giorni, il venefico carburante per alimentare una macchina della calunnia lanciata, forte di un maestoso conflitto di interessi, contro i suoi avversari, veri o presunti che siano.
Noemi, che chiede a papi il sostegno che lei ha promesso, ripropone il carattere politico di uno scandalo che non e’ mai stato privato. Che non e’ ne’ un’ossessione ne’ un pettegolezzo, ma il ragionevole discorso pubblico di una decente democrazia occidentale.
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41 preti di vaglia
Viviana Vivarelli

Questi sono i 41 preti che hanno firmato un documento in cui si chiede rispetto per liberta’ di scelta sulla fine della vita contro le forzature che si vogliono fare al testamento biologico, e che per questo sono stati censurati dalla Chiesa imperante:

don Paolo Farinella, don Vitaliano della Sala, don Enzo Mazzi, don Raffaele Garofalo, p. Fausto Marinetti, don Andrea Tanda, don Ferdinando Sudati, don Adolfo Percelsi, don Giovanni Marco Gerbaldo, don Pierantonio Monteccucco, don Chino Piraccini, don Marcello Marbetta, p. Tiziano Donini, don Aldo Antonelli, don Roberto Fiorini, don Luigi Consonni, don Angelo Cassano, don Renzo Fanfani, don Nicola De Blasio, don Guglielmo Sanucci, p. Benito Maria Fusco, p. Pierangelo Marchi, don Paolo Tornambe’, don Carlo Sansonetti, don Franco Brescia, don Carlo Carlevaris, p. Nino Fasullo, don Andrea Gallo, don Angelo Bertucci, don Alessandro Santoro, don Giorgio De Capitani, don Francesco Capponi, don Alessandro Raccagni, don Salvatore Corso, don Riccardo Betto, don Albino Bizzotto, don Sandro Artioli; inoltre dom Giovanni Franzoni, don Franco Barbero e p. Gino Barsella, gia’ dimessi dallo stato clericale.

Io guardo a costoro non come a membri di una Chiesa ottusa e reazionaria, ma come uomini sani e integri e li apprezzo. Ma c’e’ chi non ha ancora imparato a distinguere il bene dal male e scaglia il suo fuoco su ogni campo, senza separare il grano dall’oglio. Allo stesso modo giudica e condanna in base a pregiudizi senza nemmeno capire chi e’ e cosa pensa quello che gli sta davanti. E’ a causa di persone cosi’ dai pregiudizi assoluti e dalla mente che pensa a blocchi che l’estrema sx ha sempre fallito. Perche’ la sx non e’ compatta accanto a questi preti? Perche’ piu’ spesso e’ stata accanto a Berlusconi?
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Sauro manda:
Leggi ad hoc e tv: in Argentina Kirchner studia da Caimano
Fernando A. Iglesias

Correvano gli anni Ottanta. Lavoravo a Potenza e avevo un amico che ad ogni assurdita’ della politica italiana diceva, con espressione disincantata: «Caro mio, qui si va a finire come in Argentina». Pare che ci siamo. Non certo per quanto riguarda il livello, irraggiungibile oggi in Europa, di sottosviluppo e poverta’ che noi argentini siamo riusciti ad auto-amministrarci. Si’, invece, per il degrado e la corruzione della politica che – se guardiamo il percorso argentino – non preannuncia niente di buono per l’Italia. Come se le scene di berlusconismo esplicito che i giornali riportano ogni giorno alla mia Buenos Aires non bastassero, leggendo Luigi de Magistris su l’Unita’ di questi giorni trovo descrizioni che paiono fatte per l’Argentina dei Kirchner. Ma forse la coincidenza tra il populismo destroso di Berlusconi e quello sinistroso dei Kirchner e’ quella piu’ inaspettata: la nuova legge sui mezzi audiovisivi che i Kirchner stanno cercando di far approvare prima che la maggioranza al Congresso argentino cambi a dicembre dopo la loro sconfitta del 28 giugno (si’, in Argentina e’ possibile anticipare l’elezioni di sei mesi se ti fa comodo per cercare di vincere, anche se poi comunque ti becchi una bella sconfitta e il paese si deve tenere per mezzo anno un Parlamento che non corrisponde ai voti gia’ espressi). La legge presentata, che menziona l’espressione «Potere Esecutivo» 31 volte ma non usa mai, neanche una volta, le voci «Congresso», «Parlamento»ed «opposizione», merita la creazione di una nuova categoria politica: il kirchnoberlusconismo.
Il kirchnoberlusconismo si definisce per l’ambizione, se non la capacita’, di far passare come «la realta’» un orrendo flusso di volgarita’ e menzogne create e distribuite da una catena pubblico-privata di mezzi subordinati al regime politico. Autorita’ di applicazione e commissioni bicamerali in mano alla maggioranza, garanti scelti dall’Esecutivo, mezzi pubblici usati come agenzie di pubblicita’ governative, imprenditori amici del potere che comprano giornali e radio come caramelle e si mettono subito a radiare i giornalisti critici e tante altre violazioni del pluralismo votate alla costruzione di un monopolio mediatico cui effetti a lungo termine sulla politica gli italiani conoscono bene, sono la parte centrale del progetto kirchnerista di questi giorni, difeso da alcuni settori politici che si dicono progressisti con la scusa della guerra al giornale Clarín, ex socio del Governo.
Con il fiuto del demagogi, i Kirchner sono riusciti a mettere dietro di se’ anche qualche settore popolare con una manovra da manuale: il «fútbol gratis» alla tv. Con tanto di Maradona e di Julio Grondona, presidente dell’AFA (30 anni di poteri assoluti a capo del calcio argentino cominciati in piena dittatura) ad applaudire alla cerimonia d’inaugurazione trasmessa in direttissima per catena nazionale e la Presidente Cristina Kirchner ad equiparare gli abbonamenti calcio-tv con l’orrenda tragedia dei desaparecidos. Ci manca solo Luciano Moggi e ci siamo anche noi.

*Deputato argentino (Coalicio’n Civica)
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Il Partito Pirata svedese

E’ un partito politico nato in Svezia nel 2006 per iniziativa di Rickard Falkvinge. L’intento era quello di presentare un partito, alle elezioni politiche svedesi, che cercasse di modificare, sia legalmente, sia concettualmente, il copyright e il diritto d’autore. Secondo il partito, il copyright e, piu’ in generale, il diritto d’autore sono attualmente troppo sbilanciati in favore dello sfruttamento economico a scapito dello sviluppo culturale della societa’.
Dopo l’esperienza svedese sono nate associazioni o veri e propri partiti in tutto il mondo col medesimo nome del partito svedese.
Ci sono Partiti Pirata ufficialmente registrati in Spagna, Austria e Germania, ci sono partiti pirati non registrati ma attivi negli Stati Uniti d’America, Regno Unito, Australia, Francia, Polonia, Italia (dove il Partito Pirata si dichiara Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro), Russia e Belgio. Ci sono discussioni sul Partito Pirata internazionale sulla fondazione di partiti in Paesi Bassi, Brasile, Canada, Svizzera, Nuova Zelanda, Serbia, Romania, Irlanda ed una lettera di notifica che il partito si sta formando in Peru’.
Per le elezioni europee del 2009 il Partito Pirata italiano ha candidato Alessandro Bottoni come indipendente con Sinistra e Liberta’.
Il Partito Pirata svedese si batte per la liberta’ dei contenuti su Internet e ha ottenuto un seggio al Parlamento europeo, secondo i risultati provvisori. Il partito ha raccolto il 7,1%, un risultato definito “fantastico” dal capolista. Il Partito Pirata chiede la riforma del diritto d’autore, l’abolizione del sistema dei brevetti e anche la diminuzione dei controlli sul web.
Ovviamente questa formazione sta nella compagine di sx. l’Italia e’ l’unico paese dove a sx troviamo partiti che appoggiano i tentativi di censura di Berlusconi, sia sul web che sulla stampa che nei riguardi della magistratura.
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Nel completo silenzio dei media ufficiali si e’ tenuto a Salerno il convegno sull’agora’ digitale, l’associazione radicale per le liberta’ e la democrazia digitali. Obiettivo “difendere le liberta’ e la democrazia digitali, dando voce a milioni di utenti di Internet e delle nuove tecnologie”.Tra i temi: le proposte per la legalizzazione del file sharing (condivisione di file all’interno di una rete comune), la riforma del diritto d’autore (si chiede che sia ristretto a 5 anni) e l’abolizione del monopolio Siae. La nuova associazione vuole ritagliarsi un ruolo di avanguardia nel campo delle tecnologie e delle liberta’ digitali sulle orme delle iniziative radicali degli anni 90, quando il Partito radicale promosse la nascita di Agora’ Telematica, uno dei primi fornitori di accesso a Internet in Italia. Per approfondire le questioni del controllo online, della privacy e della censura in rete e’ intervenuto anche il piu’ famoso ‘hacker etico’ italiano, Raul Chiesa, ora consulente delle Nazioni Unite sul cybercrime.
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Dall’agora’ digitale promossa dai radicali
Il fondatore del Partito Pirata svedese

Come fu inventata la stampa, Chiesa e Governo si preoccuparono perche’ l’invenzione di Gutemberg avrebbe favorito la diffusione delle idee e gia’ nel 1550 in Inghilterra nacque il monopolio nella stampa.
Con internet il lettore diventa creatore di idee e diffusore di informazione. Si ha una catena bidirezionale. Ma il governo e le lobbies intendono controllare questo flusso di idee e di informazione.
L’informazione e’ il 1° modo per confrontare le idee, per capire, per liberarsi dalla manipolazione del potere, per esercitare democrazia, per criticare cio’ che il governo fa.
L’informazione libera e’ estremamente destabilizzante per il sistema.
Apre un mondo di liberta’ incontrollabile.
Prima la gente non firmava quando esprimeva la sua opinione per paura. Oggi non piu’. Sono cadute vergogne e timori. La gente non ha piu’ bisogno di organizzazioni che organizzino le persone e questo e’ visto come molto pericoloso da tutti i partiti politici.
Ma il Partito Pirata svedese ha aperto una via nuova, diventando il 3° partito in Svezia e facendo parlare di se’ piu’ del 2° partito, ha raggiunto l’8.2% e conta 50.000 iscritti e 17.000 attivisti, eppure non ha organizzazione, ne’ fondi, ne’ banche ne’ appoggi potenti.
Le idee che non sono controllabili, che arrivano da luoghi inaspettati, che contestano i fatti raccontati dalla stampa. sono pericolose per il Potere. E’ una nuova realta’ che non puo’ discendere dal Parlamento, che non puo’ essere diretta dall’alto, che quando un Potente mente o sbaglia puo’ dirgli che mente o sbaglia.
La gente si organizza non piu’ attorno a partiti o a schieramenti ma attorno alle idee, e il potere non puo’ controllare tutte le idee. La gente con internet si scambia opinioni, informazioni, dati… e’ un flusso inarrestabile. Ma il Governo non lo vuole. (Anche in Italia la Carlucci ha tentato di fare una legge per cui qualunque cosa compariva in Internet dovesse essere firmata, questo e’ un abuso che parla di repressione. Ma Fioroni non parlo’ diversamente).
Non si puo’ togliere la possibilita’ dell’informazione non firmata o si da’ troppo potere a chi vuole il cittadino inerme e passivo, ma non sarebbe un cittadino felice.
Se la censura blocca la comunicazione uccide le idee, e allora si diventa come la censura della Cina che e’ una dittatura. Gli stati occidentali dicono di voler rispettare la privacy e la rispettano nella posta scritta ma la calpestano quando controllano il web. Si minacciano le persone di controllare i loro messaggi, si minaccia la loro privacy (e in Italia lo si fa mentre si difende la privacy nelle intercettazioni richieste dalla magistratura per i reati dei politici e della mafia. Evidentemente 2 criteri molto diversi per chi ha il potere e per chi non lo ha). La censura politica su internet e’ un fatto politico che portera’ solo male.
Il Partito Pirata svedese lotta per la liberta’ on line e off line.
Non ha senso dire che in Internet ci possono essere reati, anche il servizio postale e’ il piu’ grande distributore di narcotici ma il governo da 3 secoli non e’ autorizzato ad aprire le lettere cartacee, perche’ allora il governo deve essere autorizzato a punire o censurare le e mail?
Noi chiediamo il segreto postale e il rispetto della privacy anche su internet. In Cina il servizio postale controlla ogni lettera. In Occidente si vuole fare lo stesso con internet?
Noi lottiamo contro tutto questo. Se lo abbiamo fatto noi potete farlo voi!
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Google cinese

Kai-fu Lee, pres. di Google China si dimette dopo i forti contrasti con la censura cinese.
Una lotta lunga che Google e altre compagnie straniere contro la Grande Muraglia Digitale Cinese. Un sistema di censura del web altamente ramificato e gerarchizzato, controllato direttamente dai ministeri, che vuole monitorare e neutralizzare ogni contenuto ritenuto pericoloso per il regime. Un sistema in grado di schedare ogni opinione non conforme alle direttive del governo e del partito comunista al potere. Censura digitale che attraverso sofisticate procedure informatiche e’ capace di stanare i net-dissidenti, trattati poi alla stregua di criminali, migliaia di uomini addestrati per seguire e controllare le evoluzioni del web e imporre sempre nuove limitazioni alla liberta’ d’espressione. Blogger obbligati sottoscrivere una sorta di patto con il governo per non diffondere “messaggi erronei”. Video su You Tube sottoposti all’esame di commissioni. Un sistema piu’ volte denunciato da associazioni come Amnesty e Peace Reporters.
L’ultimo scontro e’ nato quando il governo ha chiesto a Google di eliminare qualunque pornografia e poi di fare ricerca sui siti esteri. La compagnia di Mountain View aveva accettato di autocensurarsi per non abbandonare le enormi potenzialita’ del mercato digitale cinese. Il controllo e’ molto difficile visto il boom che ha avuto internet in Cina negli ultimi anni, dovuto alla stesso governo che ha implementato il cablaggio del Paese, riducendo il digital divide interno tra aree urbane e zone rurali. Un sistema quasi impossibile da monitorare con piu’ di 350 milioni di utenti che attraverso l’enorme quantita’ di informazioni del web entrano in contatto con versioni dei fatti profondamente diversi dal racconto ufficiale del governo. Ma ora il governo ha bloccato non solo le ricerche su Google, ma anche la possibilita’ di usare Twitter e altri social network e di consultare siti d’informazione stranieri
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Sauro segnala:
Morire di frontiera

Accade da vent’anni lungo i confini dell’Europa. Sono soprattutto naufragi, ma non mancano incidenti stradali, morti di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi, piuttosto che uccisi da un’esplosione negli ultimi campi minati in Grecia, dagli spari dell’esercito turco o dalle violenze della polizia in Libia. Fortress Europe e’ una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera: 14.797 morti documentate, tra cui si contano 6.417 dispersi.
Nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 10.816 persone. Meta’ delle salme (6.417) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia le vittime sono 4.176, tra cui 3.056 dispersi. Altre 138 persone sono morte navigando dall’Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall’Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.445 persone di cui 2.253 risultano disperse. Nell’Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, ma anche dall’Egitto alla Grecia, hanno perso la vita 1.315 migranti, tra i quali si contano 823 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l’Albania, il Montenegro e l’Italia, negli anni passati sono morte 603 persone, delle quali 220 sono disperse. Inoltre, almeno 624 migranti sono annegati sulle rotte per l’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche su traghetti e mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container, ad esempio tra la Grecia e l’Italia. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 153 le morti accertate per soffocamento o annegamento.
Per chi viaggia da sud il Sahara e’ un pericoloso passaggio obbligato per arrivare al mare. Il grande deserto separa l’Africa occidentale e il Corno d’Africa dal Mediterraneo. Si attraversa sui camion e sui fuoristrada che battono le piste tra Sudan, Chad, Niger e Mali da un lato e Libia e Algeria dall’altro. Qui dal 1996 sono morte almeno 1.691 persone. Ma stando alle testimonianze dei sopravvissuti, quasi ogni viaggio conta i suoi morti. Pertanto le vittime censite sulla stampa potrebbero essere solo una sottostima. Tra i morti si contano anche le vittime delle deportazioni collettive praticate dai governi di Tripoli, Algeri e Rabat, abituati da anni ad abbandonare a se stessi gruppi di centinaia di persone in zone frontaliere in pieno deserto
In Libia si registrano gravi episodi di violenze contro i migranti. Non esistono dati sulla cronaca nera. Nel 2006 Human rights watch e Afvic hanno accusato Tripoli di arresti arbitrari e torture nei centri di detenzione per stranieri, tre dei quali sarebbero stati finanziati dall’Italia. Nel settembre 2000 a Zawiyah, nel nord-ovest del Paese, vennero uccisi almeno 560 migranti nel corso di sommosse razziste.
Viaggiando nascosti nei tir hanno perso la vita in seguito ad incidenti stradali, per soffocamento o schiacciati dal peso delle merci 358 persone. E almeno 208 migranti sono annegati attraversando i fiumi frontalieri: la maggior parte nell’Oder-Neisse tra Polonia e Germania, nell’Evros tra Turchia e Grecia, nel Sava tra Bosnia e Croazia e nel Morava, tra Slovacchia e Repubblica Ceka. Altre 112 persone sono invece morte di freddo percorrendo a piedi i valichi della frontiera, soprattutto in Turchia e Grecia. In Grecia, al confine nord-orientale con la Turchia, nella provincia di Evros, esistono ancora i campi minati. Qui, tentando di attraversare a piedi il confine, sono rimaste uccise 92 persone.
Sotto gli spari della polizia di frontiera, sono morti ammazzati 223 migranti, di cui 37 soltanto a Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole in Marocco, 50 in Gambia, 63 in Egitto – di cui 35 alla frontiera con Israele – e altri 32 lungo il confine turco con l’Iran e l’Iraq. Ma ad uccidere sono anche le procedure di espulsione in Francia, Belgio, Germania, Spagna, Svizzera e l’esternalizzazione dei controlli delle frontiere in Marocco e Libia. Infine 41 persone sono morte assiderate, viaggiando nascoste nel vano carrello di aerei diretti negli scali europei. E altre 29 hanno perso la vita tentando di raggiungere l’Inghilterra da Calais, nascosti nei camion o sotto i treni che attraversano il tunnel della Manica, oltre a 12 morti investiti dai treni in altre frontiere e 3 annegati nel Canale della Manica.

fortresseurope.blogspot.com/2006/01/fortezza-europa.html
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Migranti

Da quando sono cominciati i respingimenti in mare sono stati finora 800 gli uomini e le donne che le autorita’ italiane hanno riconsegnato alla Libia.
Eppure di tutti questi respingimenti non abbiamo mai visto neanche un’immagine : nessun telegiornale italiano, ne’ pubblico ne’ privato ha potuto documentare che cosa sia successo .
Presadiretta per la prima volta e’ riuscita ad alzare il velo sul primo respingimento, quello fatto nei giorni 6 e 7 maggio dalla motonave Bovienzo della guardia di finanza insieme ad altre due unita’ della capitaneria di porto . In esclusiva la RAI mandera’ in onda le foto scattate da Enrico Dagnino l’unico giornalista che si trovava a bordo della Bovienzo e che ha assistito al primo respingimento dal momento in cui e’ stato avvistato il gommone carico di migranti fino a quando sono stati letteralmente “buttati” sui pontili del porto di Tripoli .
Non solo, Presadiretta e’ riuscita anche a dare un nome e cognome a 24 dei primi respinti: 13 eritrei e 11 somali, tutta gente che scappa dalla guerra e dalla dittatura , gente che se fosse riuscita ad arrivare a Lampedusa avrebbe potuto ottenere lo status di rifugiato e il permesso di restare in Italia. E invece agli uomini e alle donne trovati allo stremo delle forze in mezzo al mare nessuno ha chiesto il nome e il cognome e sono stati rimessi nelle mani della polizia libica. Che fine hanno fatto? Che cosa succede nelle carceri libiche? Come vengono trattati i i migranti e hanno la possibilita’ in Libia di vedere riconosciuto il loro diritto di asilo come sostenuto da Berlusconi durante la conferenza stampa che ha fatto con Gheddafi durante la visita a Roma nel giugno scorso? E infine la politica dei respingimenti ha contribuito al successo elettorale della Lega Nord ?
Per capirlo Presadiretta e’ andata a Reggio Emilia dove la Lega e’ diventata il secondo partito della citta’ e il terzo della provincia.

www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208-1086278,00.html
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Cara Viviana
    sono entusiasta di averti scoperto e la mia intenzione e quella di continuare a seguirti perchè ritengo la
    tue analisi del sociale di grande levatura.Ho preso anche a leggere le tue lezioni che trovo comprensibili
    e appaganti alla mia sete di sapere.Di certo non possiedo le vostre capacità letterarie,ma con i miei mezzi
    semplici ci provo ad eprimere il mio pensiero sulla situazione Italiana.L’errore della sx è stato quello di
    non essere riuscita non dico a fermare,ma neanche a contenere,l’apparato che BERLUSCONI andava dispiegando
    in questi anni.Grazie alla poca avedutezza, chi si è assunto l’onere di guidare il popolo progressista o non è stato all’altezza e chi probabilmente lo era ha giocato a fare il furbo.E cosi’ hanno distrutto il cospicuo patrimonio di crescita sociale che il Paese ha avuto dalla nascita della Repubblica.
    Ora tutto questo sembra di essersi sgretolato a poco a poco sotto colpi non poderosi ma costanti di BERLUSC che non ha niente di chiaro nel suo incedere da imprenditore,figuriamoci come statura morale e politica.
    Ora ha dilagato e la sx pare non si sia ancora resa conto che il contenimento di questo apparato è difficile da contrastare.Lui oltre al suo esercito si è costruito il suo popolo specialmente con le sue televisioni.
    Basta avere visto NOEMI e le sue aspirazioni per capire che è un popolo che si identifica e glorifica il suo PAPI.Certo ci sarebbe da cosigliare di leggere” NIENTE ” (antropologia della povertà estrema ) di Alberto SALZA per almeno comprendere se a questo popolo interessano queste problematiche o proprio per convinzione è meglio andare a sfondare nella sfavillante America e allora capiremo se siamo diffronte ad nuovo Edonismo.
    Comunque BERLUSC ha fatto proprio un bel lavoro (sporco).Tutto si muove dal crogiuolo in modo frammentario.
    Ci vorrebbe la TIGRE,ma per il momento ha predisposto delle buone gabbie.
    Ciao VIVIANA
    Salvatore FONTANA

    Commento di MasadaAdmin — settembre 8, 2009 @ 5:46 am | Rispondi

  2. Complimenti per i contenuti di questo sito, e a tutti gli autori, un ringraziamento particolare per l’articolo su nostradamus, e piacevolissimo leggere opinioni corrette nel tentativo di spiegare che la realta classica possiede la consistenza di una nuvola, combinato a Nostradamus, unico propheta che riconosco per ora come tale

    propheta reticente

    Commento di MasadaAdmin — settembre 10, 2009 @ 7:25 pm | Rispondi


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