Nuovo Masada

settembre 6, 2009

MASADA n° 984. 6-9-2009. THE INTOUCHABLE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:53 am

Due fazioni in Vaticano – Manovre per il Grande Centro – Sull’attacco al Vaticano e giornalisti scrivono Maria Novella Oppo, Massimo Giannini, Benigni, Marco Travaglio, Pietro Ancona, Giuseppe D’Avanzo, Raniero la Valle e altri – Cronistoria di un killer: Feltri
ANGELO AQUARO

“L’Intoccabile” ti guarda dai muri di New York: nelle strade di Soho, il quartiere alla moda, nei vicoli di Little Italy, nei vialoni del Lower East Side, l’ex ghetto di ebrei, italiani e banditi che oggi e’ tutto localini e botteghe chic. “L’Intoccabile” naturalmente e’ lui, Silvio B,
Quello-Che-Comanda-Tutto che anche gli americani stanno imparando a conoscere:
grazie ai reportage del settimanale radical The Nation, agli speciali della conservatrice Fox tv, alle cronache dell’allarmato Wall Street Journal e, ieri mattina, del compassato New York Times, che ha portato in prima pagina lo scandaloso “licenziamento” di Dino Boffo. Ma da un paio di giorni il premier che alle domande dei giornalisti risponde chiamando la magistratura e’ finito anche al muro, a New York. Una serie di manifesti – avvistati da un giornalista che da anni vive e lavora negli States, Alberto Baudo, che li ha subito fotografati – ispirata agli “Intoccabili”, il capolavoro di Brian De Palma dedicato, guarda un
po’, ad Al Capone, con il faccione del primo ministro e la scritta: “L’intoccabile”. Sotto, un gioco di parole tra “Untouchable” e “Unimpeachable”, cioe’ che in Italia sfugge all’impeachment che pure in America sfioro’ perfino Clinton. E ancora: “Nessuno puo’ toccarlo, nessuno puo’ fermarlo”. Il mistero dei poster potrebbe essere presto risolto: dietro all’iniziativa ci sarebbe un gruppo di studenti e professionisti, da tempo negli Usa, che si definiscono “I nuovi carbonari”. L’operazione sarebbe costata 4 migliaia di dollari (“Autotassazione…”) ma i manifesti sarebbero solo l’inizio e nuovi blitz sono allo studio. Per la cronaca, tra un paio di settimane B l’Intoccabile qui dovra’ sbarcare, atteso con gli altri leader mondiali per il vertice Onu.

Dichiarazione di conformita’
FLAVIO ALMERIGHI

Io, mio nome e cognome,
mio luogo e data di nascita, mio indirizzo,
proprietario della mia stessa faccia
e dei vuoti di ogni giorno, cittadino italiano,
dichiaro di avere vissuto non un giorno in piu’
rispetto all’eta’ da me dichiarata, e di avere paura
per ogni bambino che nasce dalla follia degli dei
perche’ sono folli,

che la mia pelle e’ chiara,
ma piu’ bianca in inverno,
di possedere sicuri mezzi di sostentamento
almeno finche’ mi sara’ permesso,
che un giorno mia figlia sara’ l’unica donna bianca
rimasta a vivere nel suo quartiere,
premesso che altro quartiere ci sia
purche’ non si tratti di Venezia o Atlantide.

Io, mio nome e cognome,
dichiaro di avere amato
ogni volta come fosse stata l’ultima,
di esistere in vita
fino al giorno di mia morte
di non conoscere del tutto l’italiano,
ma di scriverlo e parlarlo a orecchio,
senza esagerare in inchiostro e birra
.

Dichiaro che gli opportunisti possono
accodarsi alla banderuola di turno,
fare peana e cori come gatte in estro
salvo patto di recesso entro giorni sette,
e per tutto quanto non afferisce
i bordelli a circuito chiuso nei televisori
facciano riferimento alla carta stampata,
in caso contrario dichiarino il falso
.

Dichiaro di sentirmi profondamente triste
per quanto vedo e non posso cambiare,
di avere paura della mia stessa ombra,
di ricordare sempre meno date e anniversari,
io, mio nome e cognome, ammetto
di essermi accorto della migrazione delle rondini
sempre con giorni di ritardo, a cielo vuoto,
e di non averle mai viste andare via
.

Io, mio nome e cognome, dichiaro
di non avere piu’ nulla a pretendere
se non il prossimo maggio,
rilascio contestualmente al lettore di turno
ampia e liberatoria quietanza
.
..
Il sonno della ragione genera Berlusconi
Dario Brenno

Intimidazioni
Anonimo

Richiamato in agosto al “Giornale”, Feltri parte subito con la campagna piu’ desiderata dal suo editore, puntando a tre obiettivi: intimidire i giornalisti non allineati (occhio che se critichi il premier ma poi paghi la colf in nero o non versi gli alimenti all’ex moglie, io lo scrivo in prima pagina); livellare tutti nel fango per provare che B non e’ peggiore di chi lo attacca, in base al “cosi’ fan tutti” autoassolutorio; far fuori quanti nella Chiesa osano criticare il premier.
Cosi’ in poche settimane “il Giornale” diventa una fabbrica di linciaggi in serie: da Eugenio Scalfari a Enrico Mentana, da Gustavo Zagrebelsky a Concita De Gregorio, da Dino Boffo a Ezio Mauro, fino a Ted Kennedy e Gianni Agnelli (a Feltri infatti piace sparare anche sui morti).
A proposito: negli ultimi anni di vita, Indro Montanelli diceva che non riconosceva piu’ il suo “Giornale”, gli sembrava “un figlio drogato”. Adesso pare entrato in un’overdose senza ritorno.
..
Vaticano diviso
Viviana Vivarelli

A fine settembre ci sara’ un convegno della CEI. E molte cose saranno da chiarire. Prima di tutto la gerarchia di potere.
Con Voitila, quando il Papa non parlava direttamente, era ben chiaro un preciso triangolo di potere:
-Sodano, segretario del Vaticano
-il cardinale Re per le finanze e lo IOR
-Ruini, presidente della CEI, cioe’ dei vescovi
Esiste oggi una triade unitaria in tal senso? Non sembra.
Bertone e’ succeduto a Sodano come segretario di stato.
Bagnasco e’ succeduto a Ruini come presidente della CEI.
Ma quali sono oggi i rapporti tra Bertone e Bagnasco?
L’organo ufficiale della CEI e’ il quotidiano Avvenire.
Il giornale dello stato vaticano e’ l’Osservatore romano.
Com’e’ stato possibile che negli stessi giorni in cui il direttore dell’Avvenire veniva messo in croce, il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, dichiarasse che i rapporti tra B e la Santa Sede erano eccellenti? Che non c’erano problemi tra le due sponde del Tevere? E che lo stesso giornale del Papa non abbia mai detto una parola di critica contro B? Possibile che un giornale della Chiesa dichiari una cosa e un altro un’altra?
Queste discrasie confondono l’elettorato cattolico e indicano una gestione ai vertici perlomeno contraddittoria. L’ipotesi piu’ facile e’ che vi sia nella Chiesa una parte che intende lasciar perdere B e ripartire con un nuovo centro, magari non socio della mafia e della P2, e che un’altra parte intenda, invece, malgrado tutto, proseguire con le vecchie alleanze.
Il direttore dell’Osservatore romano si e’ vantato di “non aver mai criticato i festini di B”. Non so cosa pensino i cattolici osservanti di questa morale lassa e marcia, che non ha nulla ne’ di cattolico ne’ di civile, resta il fatto che queste parole suonano servili e cortigiane, qualcosa che non fa certo onore al Vaticano.
Per quel che riguarda lo Stato italiano, noi sappiamo chiaramente una cosa: ogni qual volta B si e’ trovato ad essere in difficolta’ interna o internazionale e’ risalito dando via diritti e beni dei cittadini italiani, si trattasse con gli USA della base militare di Verona o dell’acquisto di 141 cacciabombardieri o del mantenimento delle nostre truppe in USA con la conversione, mai votata in Parlamento, della nostra missione da pacifica in attaccante, o dei 5 miliardi regalati a Gheddafi, o della dichiarazione via tv che Mangano e’ un eroe, o della richiesta che nel condono fosse inserito il voto di scambio mafioso o del premiante scudo fiscale ai capitali neri di grani evasori e criminalita’ organizzata.
Se oggi dovesse prevalere, non la corrente di porporati che vogliono mollare B per rifare il Nuovo centro, ma quella che e’ attaccata a lui come una ventosa, cosa dobbiamo aspettarci?
E’ chiaro che in ogni caso di PACS non si parlera’ piu’, ne’ di testamento biologico o di diritti agli omosessuali, potrebbe essere ritirata la R104 e la 194, niente fecondazione assistita e chiusura dei consultori e magari veto al condom. Un bel futuro ci aspetta!
Si profilano sempre piu’ nettamente due gruppi di potere nella Chiesa.
Uno fa capo alla CEI e a Bagnasco e sta pensando di mollare B per rifare la Democrazia Cristiana.
L’altro mantiene ben saldi alcuni porporati conservatori che intendono proseguire verso un’Italia ancora piu’ fascista e confessionale a patto che certe pregiudiziali integraliste della Chiesa siano rafforzate e diventi piu’ dura la lotta alle donne, ai gay, ai laici, alle persone di sinistra, alla modernita’, al progresso…
Stanno con la prima parte tutte le diocesi, le parrocchie, le associazioni di volontariato cattoliche, le ACLI, la maggior parte dei cattolici, i missionari….
Stanno con i secondo Comunione e Liberazione con la parte della Chiesa piu’ retriva e alcuni vescovi e cardinali.
Purtroppo temiamo che il Papa stia con i secondi.
Nulla nel suo comportamento fa sperare che la collusione con una dittatura a sua volta collusa con mafia e massoneria gli faccia schifo.
A settembre, al convegno della CEI, si vedra’ qual’e’ la sorte di questo paese.
Ma qualunque cosa succeda, di una cosa possiamo stare ben sicuri, che il Pd non se ne interessera’, ne’ per dritto ne’ per rovescio.
Lo dovrebbero mettere in un museo insieme a Napolitano, come pezzi estinti.
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Io credo che, se la Chiesa avesse tenuto alla propria immagine piu’ che al suo ossequio al Potere, le dimissioni di Boffo le avrebbe energicamente rifiutate.
Feltri ha infamato il direttore di Avvenire ad un punto tale da ammazzare la sua immagine sociale e infangare la sua dignita’ di persona. Quello che esce da questo bieco attacco e’ la morte civile di un cittadino.
Ma quando la Cei ha accettato le sue dimissioni coatte ha ammazzato se stessa.
Ora chinque sara’ autorizzato a pensare che ogni passo successivo nella storia dell’Avvenire o nei rapporti tra Stato e Chiesa sara’ marchiato da questa sconfitta che vede la CEI subalterna a B. E ogni legge che ci sara’ da oggi in poi e che riguardera’ i voleri di B e del Vaticano non potra’ che essere considerata la conseguenza spregevole di un indegno patto in cui ciascuno giochera’ la sua primazia, ma in cui uno ha gia’ fatto prevalere la violenza delle sue imposizioni.
Ora il posto di direttore dell’Avvenire e’ vuoto.
Una Chiesa che voglia essere rispettata chiamerebbe come nuovo direttore Dino Boffo.
Il primo modo per far vincere il male e’ cominciare a piegarsi al male. Questo segnera’ la sua vittoria definitiva.
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Manovre per il Grande Centro?
Lalla di Arezzo

Per tutto il giorno, negli ambienti politici, si e’ parlato di questa cosa a cui oggi ha dato voce Giannini su Repubblica, il presunto piano della Chiesa per portare a palazzo Chigi un Casini o un Montezemolo, tutti contenti con una Dc reloaded e andate in pace.
Ho impressione tuttavia che le cose oggi siano un filo piu’ complicate e piu’ pericolose.
Perche’ lo scenario del Grande Centro Tranquillo e Cattolico che si sostituisce all’impresentabile premier furioso non tiene conto di due o tre elementi.
Primo, B e’ un uomo che si arrendera’ solo di fronte alla sua fine biologica: mai, mai, mai accettera’ di concludere la sua parabola con una messa da parte pilotata e pacifica.
Secondo, le divisioni armate e i missili balistici ancora nelle sue mani sono enormi. Uomini, soldi, media, servizi e anche consenso in una fascia importante dell’opinione pubblica.
A cio’ si aggiunge l’impressionante china psichiatrica che il premier ha preso negli ultimi mesi. Una situazione mentalmente alterata che, da aprile a oggi, gli ha fatto sbagliare tutto: basta vedere come ha trasformato una vicenda di escort – in se’ recuperabile – in un attacco alla stampa, all’Europa, alla Chiesa. Aggiungendo la follia dell’omaggio a Gheddafi che gli ha definitivamente alienato ogni rapporto con Obama.
Ormai il premier ascolta solo un consigliere – Ghedini – e di qui gli errori a ripetizione, le aggressioni maldestre, l’isolamento crescente.
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Quando Gelli parla di B, e’ lapidario: “Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto“, dichiara all’Indipendente nel febbraio 1996”

www.Bsilvio.com/p2pianodirinascita.htm
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Ma quanto ci costa questa Chiesa?
Meri

Boffo se n’e’ andato, con tutta la solidarieta’ possibile della CEI. Se ci fosse coerenza l’Avvenire dovrebbe continuare a bacchettare il nano, cosi’ come altri giornali cattolici.
MA COSA C’E’ IN BALLO? Facciamo la “squadratura” del cerchio:
Secondo il matematico Piergiorgio Odifreddi la Chiesa cattolica COSTA allo stato italiano (CIOE’ A TUTTI I CITTADINI) circa 9 MILIARDI di euro ogni anno (la manovra finanziaria del 2006 era di 20 miliardi) cosi’ suddivisi:

-l’8 per mille dell’IRPEF donato dai contribuenti alla chiesa e’ quantificato in 1 MILIARDO di euro annui

Nel 2004, dati in euro dallo Stato (senza contare regioni- province- comuni)
-478 milioni per stipendi agli insegnati di religione
-258 milioni per finanziamenti a scuole cattoliche
-25 milioni per servizi idrici citta’ del Vaticano
-20 milioni all’Universita’ Campus biomedico dell’Opus Dei
-19 milioni per assunzione in ruolo insegnanti di religione
-18 milioni per buoni scuola studenti scuole cattoliche
-9 milioni fondi di sicurezza sociale per dipendenti vaticani e loro familiari
-8 milioni per stipendi ai cappellani militari
-7 milioni fondo di previdenza clero
-5 milioni all’ospedale Padre Pio di s. Giovanni Rotondo
-2,5 milioni per finanziamento a oratori
-2 milioni per costruzione edifici di culto
-1 miliardo circa per finanziamento alla sanita’ gestita da istituzioni cattoliche
(Fanno 862 milioni) piu’:
-Esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa ( es. l’ICI) che comportano mancate entrate per l’erario valutate sui 6 miliardi di euro
Sono quasi 8 miliardi e si parla del 2004, adesso le cifre sono enormemente al rialzo. 8 Miliardi di doni che il solo stato italiano fa allo stato del Vaticano, quando non esiste al mondo nessun altro stato che gratifichi con un esborso tanto alto una propria chiesa.
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L’insostenibile fastidio della democrazia
Edy

Gasparri: “Bocciano il Lodo Alfano?
Gli avvocati troveranno un cavillo”

Non so cosa fara’ la Consulta ma in qualche modo troveremo la soluzione. Avendo un consenso forte supereremo un eventuale vizio negativo. Troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che trovera’ un cavillo“.
Cosi’ il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, nel corso della Summer School del partito a Frascati, risponde a una domanda sull’ipotetica bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta. Il sei ottobre, infatti, la Corte comincera’ a discutere la costituzionalita’ della legge.
Altro che cavilli vi servono !
E siate veloci a decollare con gli elicotteri
che altro che monetine vi arrivano a questo giro !
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MAANCHISMO
Viviana Vivarelli

..e poi si ridicolizzava (giustamente) Veltroni
chiamandolo “..ma anche”
Mi sembra che col “maanchismo” B ci marci alla grande.
Punisce col reato di clandestino e lo chiude in carcere anche chi ha diritto di asilo europeo ma anche parla dalla sua televisione maghrebina a 90 milioni di africani dicendo che l’Italia difende e accoglie il clandestino come un buon padre di famiglia e li invita a venire qua perche’ troveranno asilo, lavoro, scuole e ospedali.
Quando poi si passa al “maanchismo” della Lega siamo al vertice dell’ilarita’ e dell’insensatezza.
La Lega ha attaccato sulle pubbliche piazze B come riciclatore di denaro sporco della mafia e ha giurato con Maroni che combattera’ la mafia a muso duro… ma anche appoggia tutte le leggi che non solo favoriscono il malaffare di B ma anche tutta la criminalita’ organizzata, a principiare dal terzo rientro premiato dei capitali sporchi, dalle prescrizioni, dalle opere pubbliche appaltate a mafiosi, dalle scarcerazioni facili, dalle evasioni fiscali facilissime, dai condoni edilizi…
Attacca Roma ladrona.. ma anche ci partecipa….
Attacca con Tremonti il malaffare dei banchieri, ma con la Banca di Lodi…..
Odia piu’ che puo’ i migranti ma poi appoggia tutti gli interessi di un simile soggetto che ne invita 90 milioni in una volta sola
E ora si appresta ad aiutare il simil-mafioso con una bella riforma penale!
EVVIVA la coerenza del maanchismo!
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Il giorno piu’ brutto e credi di non farcela….ricominciamo
Mariapia

Ieri per me e’ stato un giorno molto difficile, avrei incenerito la maggior parte degli italiani.
Ma sono sorretta dal sapere che la legge o le regole disposte da un solo essere umano o da un piccolo gruppo per sfruttarle, abusarle o ammazzarle hanno un nome “dittatura”.
Si’, avrei commesso “un “piccolo abuso”.
Ripeto che ieri e’ stata una giornata dura: il risvolto politico della vicenda di Boffo ha azzerato la mia speranza di un rinnovamento politico del paese entro breve tempo.
Ma ci sono due creature illuminate (ora solo creature di spirito) che amo moltissimo. Teresa di Calcutta e Gandhi e loro mi sono sempre d’aiuto.
Non e’ un fatto di legami piu’ o meno banalmente religiosi con loro che me li fa amare, no, ma il loro spirito, la loro esistenza e quanto hanno fatto.
(Nei legami psichici che si stabiliscono tra spiriti e spiriti ci sono complessita’ che non sono facili da spiegare, quindi non m’inoltro in spiegazioni esistenziali e filosofiche)
Quando sono disperata e’ a loro che mi rivolgo, a quanto hanno scritto, a quanto hanno lasciato e la mia vita puo’ ripartire, sempre un po’ piu’ flebile .
Si, la mia vita riparte e quindi t’invio le parole di Teresa di Calcutta che mi ha aiutato, e questa notte mi sono ripresa leggendo.
Le parole mi hanno rimesso in moto; certo che solo il motore e’ acceso, ma prima o poi entrera’ anche la prima marcia
Ricominciamo.

Il giorno piu’ bello? OGGI
La cosa piu’ facile? SBAGLIARE
L’ostacolo piu’ grande? LA PAURA
Lo sbaglio peggiore? ARRENDERSI
La radice di tutti i mali? L’EGOISMO
La distrazione piu’ bella? IL LAVORO
La peggiore sconfitta? LO SCORAGGIAMENTO
I migliori insegnanti? I BAMBINI
La prima necessita’? PARLARE CON GLI ALTRI
La cosa che fa piu’ felici? ESSERE DI AIUTO AGLI ALTRI
La persona piu’ pericolosa? IL BUGIARDO
La strada piu’ rapida? IL CAMMINO GIUSTO
La sensazione piu’ gratificante? LA PACE INTERIORE
Il gesto piu’ efficace? IL SORRISO
Il miglior rimedio? L’OTTIMISMO
La maggiore soddisfazione? IL DOVERE COMPIUTO

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Misteri
Viviana

Un uomo, ridicolizzato da tutto il mondo, deriso dagli Stati Europei, messo alla gogna persino da tutti i giornali economici conservatori, che ha come soli amici il gangster PUTIN e il dittatore pagliaccio GHEDDAFI
E l’opposizione ancora e’ cauta e traccheggia???? E c’e’ ancora chi vuole proporre un regime presidenziale forte!!?? O intende accompagnarlo nella sua campagna contro la magistratura o contro le intercettazioni telefoniche^
E ancora c’e’ chi intende votare B?!!??
Ma come puo’ questa gente non vergognarsi di se stessa?
Non vedere le proprie tare e non rabbrividire
L’abissale incoerenza tra i principi che grida e le alleanze che stipula,
il rinnegamento costante dei valori umani nel voto a una casta di degenerati,
lo sputo sul proprio paese,
la distruzione di ogni valore collettivo e universale,
la propagazione e la difesa della menzogna,
l’appoggio ad un potere totalitario che non puo’ che divenire sempre piu’ assoluto e bieco e antiumano,
la distruzione progressiva della democrazia,
la devastazione economica e morale che lascia ai propri figli,
l’uccisione costante e odiosa del paese, dell’ambiente naturale, umano,
il rinnegamento della dignita’ della persona in se stessa e negli altri,
il calpestamento di diritti fondamentali senza i quali non esiste civilta’ o democrazia.

E non mi riferisco solo ai Berlusconiani incalliti,
ai leghisti che fanno ogni giorno di piu’ la figura degli idioti,
ai biechi fascisti che non muoiono mai
…ma Comunione e Liberazione?
Cosa dobbiamo pensare di una associazione che si presenta come cristiana ma che ha sopra ogni fede e valore religioso il fiero principio di ossequiare sempre e comunque il Potere?
E che dire poi di questa opposizione fiacca e barlacca, che addirittura attacca il suo unico socio Di Pietro quando denuncia piu’ forte, che in qualche modo col Potere fascista sempre si accomoda, che ha dimenticato tutto della sua storia e dei suoi valori e che non rappresenta ormai piu’ nulla in una sistema di sopravvissuti privi di spina dorsale che tentano solo di salvare una poltrona dimentichi dei loro valori e obblighi?
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Infingimenti
Viviana Vivarelli

Veramente quest’uomo e’ la spregevolezza fatta persona.
Una volta, per radio, ho sentito un suo discorso registrato in Russia davanti a Putin e a non so chi in cui giurava, fragorosamente applaudito, che c’era un certo problema del Bosforo (?) che premeva molto ai russi e lui dichiarava con perfetta faccia tosta che tutti noi italiani eravamo loro vicini e avremmo fatto di tutto perche’ Putin ne avesse la vittoria.
Ma quale problema? Ma quale Bosforo? Ma di che stava parlando? Con quale faccia tosta metteva voi italiani di mezzo in problemi di cui nemmeno sapevamo qualcosa?
Ricordo quando era alla conferenza europea e perdeva tempo sulla riva del Danubio in telefonate che poi risultarono fatte a Sacca’ per raccomandare certe sue protette e se ne usci’ a dire che telefonava a Erdogan per perorare la scusa dell’ingresso in UE della Turchia.
O quando arrivo’ inatteso alla firma dell’accordo tra Russia e Turchia sul gasdotto Southstream e rivendico’ di aver svolto una grande azione diplomatica su mandato europeo quando non era affatto vero e tutti lo presero per il culo, pure russi e turchi.
O quando si presento’ come fautore della Road map ad Israele e poi non convoco’ nemmeno i vertici palestinesi, con chi la voleva fare la road map? Tra Israele e Israele?
Un blagone, un mentitore, un pallone gonfiato, un millantatore..
E ora va a dire a 90 milioni di maghrebini di venirsene pure in Italia che li aspettiamo a braccia aperte!!!
Cosa vorrebbe diventare adesso? Presidente del Maghreb?

Pure la Littizzetto
Farfallina

B e’ riuscito ad attaccare pure Luciana Littizzetto a proposito dell’utilizzo, da parte del premier, di speciali accorgimenti contro l’impotenza sessuale. ”Affermazioni false e lesive dell’onore” del premier del quale, scrive Ghedini, ”hanno leso anche la identita’ personale presentando l’on. B come soggetto che di certo non e’, ossia come una persona con problemi di erezione”.
A 73 anni?
E che e’ Batman?
Ha subito anche un’operazione alla prostata!

Francesco Pace

A dare la notizia che B era impotente e’ stato quest’estate Feltri con un articolo su “Libero” per difenderlo dalle accuse di fare sesso con prostitute e minorenni. Quindi nella causa all’Unita’ e alla Littizzetto, B e’ destinato a perdere per direttissima con rito abbreviato addirittura. Non so quanto convenga a B intentare cause perse in partenza a ripetizione. Anche questo sarebbe un danno alla sua immagine e alla sua credibilita’. O no? O basta sollevare un polverone?
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Ma nelle famose intercettazioni dell’inchiesta di Napoli telefonate con Sacca’ non era lui stesso a dichiararsi impotente? Malgrado l’ordine immediato alla procura di Napoli di distruggere queste intercettazioni, qualcosa è rimasto. Qui B introduce due belle-gnocche in Rai. In un’altra si lamenta con Sacca’ che gli era venuta voglia della Carfagna e che lei era subito accorsa per un servizietto ma per quanto lei si desse da fare non gli si rizzava.

www.youtube.com/watch?v=_zWFKDPX6l4

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Questa e’ la dichiarazione sulla mignottocrazia di Guzzanti

oknotizie.virgilio.it/go.php?us=182552d9966c7b68

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Un Comune a fondo
Viviana

Certo piacerebbe anche a me rilassarmi e pensare a cose gradevoli ma non c’e’ momento in cui non arrivino da parte del governo nuove incazzature. Guarda il comune di Fondi controllato dalla mafia, che per far capire bene chi comanda fa esplodere un furgone carico di esplosivo. Il prefetto arresta 17 persone e manda al governo una accusatoria di 500 pagine, chiedendo lo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa e B che fa? Nulla. Passano 7 mesi e la domanda e’ ancora li’. Ma B nicchia. La mafia non la tocca. Passano le vacanze estive, il governo si riunisce di nuovo e di nuovo avanza la richiesta di scioglimento dell’amministrazione comunale di Fondi per infiltrazione mafiosa. E B che fa? Niente! Meglio mafiosa che comunista, immagino! L’IdV protesta vivamente e occupa la sala stampa. E dobbiamo anche sentire Napolitano che celebra con parole inutili l’anniversario della morte di Dalla Chiesa! E intanto firma tutti i decreti del pagliaccio!
Chiaro che queste cose mi fanno incazzare.
E quando mi sono incazzata, mi devo anche sentir dire che il mio e’ “accanimento prezzolato”! Ma prezzolato da chi?
L’accanimento non e’ piu’ di chi il male lo fa ma di chi protesta vedendolo fare?!
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Grande Benigni

Boffo ha ricevuto la solidarieta’ del Papa e Feltri di Papi”.
“Ha venduto Kaka’ per comprare Feltri: costa meno e non sbaglia le punizioni
” .
Ricevo e leggo con piacere questo comunicato. Che esistano persone di questo stampo non puo’ che farci ancora sperare.
Aldo
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Nessuno comprera’ le nostre parole
Maria Novella Oppo

Mi sto montando la testa. A parte il merito e il demerito delle accuse che B rivolge a me e alle altre compagne dell’Unita’ tramite il suo avvocato Fabio Lepri (notevole scrittore porno), non posso fare a meno di sorprendermi per il valore che il capo del governo attribuisce alle mie modestissime parole. Nell’atto di citazione e’ riportato un brevissimo brano di mio pugno, praticamente questo: «Qualcuno poteva pensare che il governo cercasse almeno di nascondere lo scandaloso conflitto di interessi del boss. Invece no, B spinge la Rai contro Murdoch, perche’ si rompa le corna. Due nemici colpiti al costo di uno. Costo che naturalmente e’ pagato dagli italiani». Ora, per queste scarse paroline, l’uomo piu’ ricco d’Italia pretenderebbe da me ben 200.000 euro, praticamente 5000 euro a parola. Tralascio il costo delle sillabe perche’ la matematica non e’ il mio forte. Francamente, se le parole sono pietre, d’ora in avanti mi vantero’ che le mie sono pietre preziose. E ringrazio B per avermelo fatto scoprire. Anche se, questa valutazione monetaria delle singole sillabe lui deve averla praticata fin da piccolo, quando vendeva i compiti ai compagni di scuola. Ma io, essendomi sempre limitata a credere che le parole valgono per la verita’ che possono contenere, scopro adesso di essere miliardaria di parole e di verita’. Senza che lui possa farci niente, visto che neppure uno dei suoi miliardi puo’ comprare una delle mie parole.
E cosi’, per la prima volta nella vita, mi sento talmente piu’ ricca di lui, che mi suscita perfino una certa pena. Poveretto. Costretto a pagare ogni sillaba dei suoi portavoce, portaborse e porta-a-casa-Lassie, crede di valutare allo stesso modo tutto. Si sbaglia di grosso: sappia che le mie, le nostre parole costano care e lui non se le puo’ permettere. E anche ammesso che ci sia un giudice disposto a dargli ragione, non avra’ mai i miei soldi. Intanto perche’ non ce li ho. E poi perche’ sarei disposta a versare una lira nelle sue
mani solo se fosse l’uomo piu’ povero d’Italia e me la chiedesse in elemosina all’angolo della strada.
..
LA TESTA DI BOFFO A BERLUSCONI
Pietro Ancona

Dopo aver ricevuto la solidarieta’ della Cei e financo quella del Papa, il direttore dell’Avvenire e’ stato indotto alle dimissioni. Esce di scena lasciando una lettera piena di amarezza per la violenza che e’ stata esercitata su di lui e la sua famiglia.
Nello stesso giorno in cui matura questa drammatica decisione che non sara’ respinta, il Cardinale Bagnasco incontra il capo della Lega Bossi ed il Ministro Calderoli e discutono per almeno un’ora si dice di emigrazione ma sicuramente di diritti civili che la Chiesa non gradisce a cominciare dal testamento biologico e di tutto il contenzioso aperto su vari fronte tra laici e clericali.
Il recupero di buoni rapporti tra governo e chiesa sara’ pagato in sostanziale perdita di laicita’ a favore di nuove ondate di clericalizzazione della legislazione e della societa’ civile.
La testa di Boffo e’ stata consegnata. La Chiesa non aveva alcuna convenienza a difenderlo ad oltranza dal momento che e’ diventato un impedimento, una zeppa, nei ben oliati rapporti tra la destra italiana ed il Vaticano. Difendere Boffo significa tenere aperto il fronte di guerra non solo con Feltri ma con lo stesso B che certamente non ha gradito di non essere stato ricevuto per la perdonanza e di essere criticato da molti ambienti cattolici (ma mai dall’Osservatore Romano, organo della Chiesa globale che si e’ vantato di non avere mai riprovato i festini di villa Certosa).
Se mai c’e’ stata una corrente dentro le gerarchie favorevole alla difesa ad oltranza di Boffo questa e’ stata sconfitta dalla realpolitick e dal calcolo di alto opportunismo sugli interessi generali e permanenti della Chiesa in Italia che non possono perdere o incrinare una sponda servizievole ed adesiva al massimo come il Partito ed il Governo di B.

Il Governo si accinge a licenziare 40.000 insegnanti ma tra questi nessuno dei 25.000 insegnanti di religione scelti dalle Curie Vescovili e pagati dallo Stato.

Il Tar del Lazio sentenzia sulla illegittimita’ del credito all’insegnante di religione ed il Ministro Gelmini violando la legge accondiscende alle pretese della Chiesa e concede l’ingiusto che la magistratura amministrativa aveva negato.

L’Aifa ammette l’uso della pillola RU 484 con limitazioni che, dopo le proteste di Greccia, Sacconi si affretta ad appesantire per negare in via burocratica quanto deve ammettere in linea di diritto.

Il Parlamento dovra’ presto esitare la legge sul testamento biologico e questa sara’ quella che vorra’ il Vaticano “mai piu’ un caso Englaro” cioe’ il divieto assoluto al morituro di tutelare la propria dignita’.

Di quelli che una volta si chiamavano PACS non se ne parla piu’ e sempre piu’ forte e’ la pressione su medici e farmacisti per rendere piu’ difficile la possibilita’ di abortire e di accedere a farmaci malvisti dalla Chiesa.

A questo bisogna aggiungere gli enormi interessi economici per diversi miliardi di euro che la Chiesa ricava dall’Italia a cominciare dalla esenzione dell’Ici fino al calcolo truffaldino e telescopico dell’otto per mille che estende alla intera massa dei contribuenti la percentuale di quanti dichiarano la loro preferenza. Inoltre ha giocato anche l’imbarazzo della Chiesa per la denunziata omosessualita’ del Direttore dell’Avvenire. Fino a quando la cosa non era conclamata e risaputa come e’ stato dopo l’attacco di Feltri tutti sapevano e tutti facevano finta di niente. La Chiesa e’ ancora omofoba anche se mostra qualche apertura. Il catechismo e’ chiaro: 2357 “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualita’ sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarita’ affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.” 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Percio’ devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si evitera’ ogni marchio di ingiusta discriminazione. 2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castita’. ” Insomma, si puo’ essere omosessuali ma si deve essere casti. Rispetto, compassione, delicatezza ma non debbono esprimere la loro natura. Specialmente se sono sposati ed hanno figli.

La Chiesa di Papa Ratzinger con la sua ossessione di lotta al relativismo e’ in sintonia con la destra italiana cosi’ come a livello internazionale pur comiziando contro la guerra ritiene giusta la presenta dell’Occidente in Afghanistan ed in Irak.
Il Cardinale primate dell’Honduras non sostiene forse i golpisti quando ingiunge al Presidente deposto di non tornare in patria?

Aspettiamoci quindi nelle prossime settimane un pieno recupero di B con la Chiesa. Non escludiamo financo che possa essere ricevuto presto magari dopo il varo di alcune significative quanto oscurantiste leggi gradite oltretevere.
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STANNO TUTTI BENE
Bruno Pirrozzi

-Disoccupazione Italia 6,5%. Entro fine anno si aggiungera’ un nuovo milione di disoccupati.
-Passaggio cassa integrazione a 0 ore, stipendio al 60% fino a licenziamento.
-Respingimenti in aumento, sanatoria colf e badanti
-Precari 1 su 6 professori e’ precario. Con la riforma gelmini e’ in mezzo a una strada.
-Cementificazione:in aumento.
-Inquinamento:in aumento
-Approvazione delle ronde. Criminalita’ in aumento.
Le forze dell’ordine sono scomparse forse per boigottaggio o perche’ senza stipendio.
-Terremotati:dalla tenda alle camerate.
-Progetti per la ripresa:nessuno
-Incentivazione al nucleare e disincentivazione al rinnovabile.
-Credibilita’ politica ed economica in Europa:0
-Coesione sociale:0
-Lotta all’evasione:una goccia nel mare
-Diminuzione pressione fiscale:manco a parlarne
-Banche, incentivi alle imprese:chi li ha visti ne dia testimonianza.
-Fabbisogno statale:61 miliardi, il doppio del 2008.
-Debito pubblico:ad aprile e’ cresciuto di 1750 miliardi.
-Scandali e corruzione:alle stelle
-Aumento salari:aumentarli con l’aumento dei prezzi a scapito di competitivita’ e produttivita’.
-Rappresentanza politica:una oligarchia di maggioranza, opposizione e sindacati.
-Comparazione degli stipendi di montecitorio(circa 20.000 euro) a quelli europei:una bestemmia.
-Auto blu e privilegi:a go go.
Allora se nessuno si ribella e’ perche’ stiamo tutti bene:
O siamo tutti parlamentari, oppure tutti mafiosi, oppure tutti imprenditori corrotti, oppure grandi evasori.
Le voci su un possibile tracollo dell’italia sono frutto di menti fantapolitiche e pessimiste.
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Una piccola precisazione sull’evasione fiscale
Alessio

Le buone leggi contro l’evasione del precedente esecutivo sono state abrogate e nel decreto legge n. 112 sulla semplificazione tributaria e’ stata inserita una norma che consente la possibilita’ di aderire alle contestazioni fiscali pagando solo 1/8 delle sanzioni.
Se consideriamo che il personale per i controlli e’ stato ridotto e che su oltre 5 milioni di partite Iva ci sono 200mila controlli all’anno e’ evidente che questa norma e’ un bel regalino per gli evasori.
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Il delitto e’ compiuto
GIUSEPPE D’AVANZO

DINO BOFFO, direttore dell’Avvenire, si e’ dimesso e non tiene conto discutere del sicario. E’ stato pagato per fare il suo sporco lavoro, se l’e’ sbrigata in fretta. Ora se ne vanta e si stropiccia le mani, lo sciagurato. Appare oggi piu’ rilevante ricordare come e’ stato compiuto il delitto; chi lo ha commissionato e perche’; quali sono le conseguenze per noi tutti: per noi che viviamo in questa democrazia; per voi che leggete i giornali; per noi che li facciamo.
Dino Boffo e’ stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna che non ha nulla a che fare – ne’ di diritto ne’ di rovescio – con il giornalismo, ma con una tecnica sovietica di disinformazione che altera il giornalismo in calunnia. Il mondo anglosassone ha un’espressione per definire quel che e’ accaduto al direttore dell’Avvenire, character assassination, assassinio mediatico. Il potere che ci governa ha messo in mano a chi dirige il Giornale del capo del governo – una sorta di autoalimentazione dell’alambicco venefico a uso politico – un foglio anonimo, redatto nel retrobottega di qualche burocrazia della sicurezza da un infedele servitore dello Stato. C’era scritto di Boffo come di “un noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato”. L’assassino presenta quella diceria poliziesca come un fatto, addirittura come un documento giudiziario.
E’ un imbroglio, e’ un inganno. Non c’e’ alcuna “nota informativa”. E’ soltanto una ciancia utile al rito di degradazione. L’assassino la usa come un bastone chiodato e, nel silenzio degli osservatori, spacca la testa all’errante. L’errore di Boffo? Ha criticato, con i toni prudentissimi che gli sono propri e propri della Chiesa, lo stile di vita di Silvio B. Ha lasciato che comparissero sulle pagine del quotidiano della Conferenza episcopale l’amarezza delle parrocchie e dei parroci, il disagio dei credenti e del mondo cattolico piu’ popolare dinanzi all’esempio di vita di Quello-Che-Comanda-Tutto.
Ora che c’e’ un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione puo’ valere, nell’infelice Paese di B, il prezzo piu’ alto: la distruzione morale e professionale. Ma soltanto le prefiche e gli ipocriti se ne possono meravigliare. Da mesi, il presidente del Consiglio ha rinunciato ad affermare la legittimita’ del suo governo per mostrare, senza alcuna finzione ideologica, come la natura piu’ nascosta del suo potere sia la violenza pura. Con l’assassinio di Dino Boffo, prima vittima della “campagna d’autunno” pianificata con lucidita’ da B (ha lavorato a questo programma in agosto dimenticando la promessa di andare all’Aquila a controllare i cantieri della ricostruzione), questa tecnica di dominio politico si libera di ogni impaccio, di ogni decenza o scrupolo democratico.
B decide di muovere contro i suoi avversari, autentici e presunti, tutte intere le articolazioni del multiforme potere che si e’ assicurato con un maestoso conflitto d’interesse. Stila una lista di nemici. Vuole demolirli. Licenzia quelli tra i suoi che gli appaiono pirla, fessi, cacaminuzzoli. Vuole sicari pronti a sporcarsi le mani. E’ il padrone di quell’industria di notizie di carta e di immagini. Muove come vuole. E’ anche il presidente del Consiglio e governa le burocrazie della sicurezza (gia’ abbiamo visto in un’altra stagione i suoi servizi segreti pianificare la demolizione dei “nemici in toga”).
Il potere che ci governa chiede e raccoglie nelle sue mani le informazioni – vere, false, mezze vere, mezze false, sudicie, fresche o ammuffite – che possano tornare utili per il programma di vendetta e punizione che ha preparato. Quelle informazioni, opportunamente manipolate, sono rilanciate dai giornali del premier nel silenzio dei telegiornali del servizio pubblico che controlla, nell’acquiescenza di gruppi editoriali docili o intimiditi. E’ questo il palcoscenico che ha visto il sacrificio di Dino Boffo ordinato da Quello-Che-Comanda-Tutto.
E’ la scena dove ora salmodiano il coro soi-disant neutrale, le anime fioche e prudenti in cerca di un alibi per la loro arrendevolezza, gli ipocriti in malafede che, riscoprendo fuori tempo e oltre ogni logica la teoria degli “opposti estremismi” mediatici, accomunano senza pudore le domande di Repubblica alle calunnie del Giornale; un’inchiesta giornalistica a un rito di degradazione sovietico; la vita privata di un libero cittadino alla vita di un capo di governo che liberamente ha deciso di rendere pubblica la sua; la ricerca della verita’ all’uso deliberato della menzogna.
E’ questa la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare chiunque. Per punirlo delle sue opinioni, un uomo e’ stato disseccato, nella sua stessa identita’, da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il potere della politica, dello Stato, dell’informazione, dei giornali di proprieta’ del premier usati come arma politica impropria. Nei cromosomi della democrazia c’e’ la liberta’ di stampa e, come si legge nell’articolo 21 della Costituzione, “il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. E’ questa liberta’ che e’ stata umiliata e schiacciata con l’assassinio di Dino Boffo. Lo si vede a occhio nudo, anche da lontano. “Un giornalista e’ l’ultima vittima di B”, scrive il New York Times. Chi, in Italia, non lo vuole vedere e preferisce chiudere gli occhi e’ un complice degli uccisori e di chi ha commissionato quel character assassination.
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Nella frattura fra Bertone e Bagnasco spunta il piano per il “Nuovo Centro”
MASSIMO GIANNINI

“E adesso niente sara’ piu’ come prima…”. Non e’ un anatema. Piuttosto e’ una presa d’atto, dura ma netta, quella che si raccoglie Oltre Tevere in queste ore difficili e amare. Se e’ vero che Dino Boffo e’ “l’ultima vittima di B”, come scrive persino il New York Times, e’ chiaro che questa vicenda apre una doppia, profonda ferita. Sul corpo della Chiesa, gia’ attraversato da divisioni latenti. E nel rapporto tra Santa Sede e governo, gia’ destabilizzato da incomprensioni crescenti.
Per la Chiesa, il doloroso sacrificio di Boffo nasconde la frattura che si e’ aperta tra Segreteria di Stato e Conferenza Episcopale. Per rendersene conto basta ricostruire le tappe che hanno portato alla drammatica uscita di scena del direttore di Avvenire. Venerdi’ scorso si consuma il primo atto, con l’operazione di killeraggio del Giornale e il conseguente annullamento della Cena della Perdonanza tra Bertone e B. Un colpo a freddo, che nelle alte gerarchie nessuno si aspettava, ma che innesca reazioni differenti. Nel fine settimana Boffo comincia a meditare sull’ipotesi delle dimissioni. L’idea prende materialmente corpo lunedi’ mattina, quando sul Corriere della Sera esce un’intervista al direttore dell’Osservatore Romano. Una sortita altrettanto inaspettata, quella di Gian Maria Vian, che giudica “imprudente ed esagerato” un certo modo di fare giornalismo dell’Avvenire e conclude con un sibillino “noi non ci occupiamo di polemiche politiche contingenti”.
Per l’intera mattinata Boffo aspetta una correzione di tiro della Segreteria di Stato. Ma non arriva nulla. Oltre Tevere si racconta di una telefonata di Bagnasco: “Scusate, ma quell’intervista e’ cosa vostra?”, avrebbe chiesto a Bertone. “Non lo e’ – sarebbe stata la risposta – e ci siamo anche lamentati con Vian, che ha impropriamente parlato in prima persona plurale”. Ma questo e’ tutto. Dalla Segreteria di Stato non esce nulla di pubblico. Cosi’, lunedi’ pomeriggio Boffo va personalmente da Bagnasco, e gli consegna la sua lettera di dimissioni. Mentre il direttore parla con il cardinale, arriva la telefonata di Ratzinger, che chiede: “Il dottor Boffo come sta? Mi raccomando, deve andare avanti…”. Il presidente della Cei riferisce a Boffo, che di fronte al Papa non puo’ certo tirarsi indietro.
Martedi’ mattina lo scenario in parte cambia. Repubblica da’ la notizia: solidarieta’ del Pontefice a Boffo. Solo a quel punto, molte ore dopo, il direttore della Sala Stampa Vaticana padre Lombardi annuncia che Bertone ha effettivamente telefonato al direttore di Avvenire, per offrirgli il suo sostegno. Ma sono passati ben cinque giorni dal siluro di Feltri, prima che la Segreteria di Stato muovesse un passo ufficiale. Intanto Boffo e’ rimasto sulla graticola. E nel frattempo persino monsignor Fisichella, nel silenzio della Curia, contesta apertamente il quotidiano per le critiche al governo sull’immigrazione.
ercoledi’ Feltri torna all’attacco, e sostiene che la “nota informativa” che getta fango sulla vita privata di Boffo e’ una velina uscita dal Vaticano. Padre Lombardi smentisce. E aggiunge l’ultima novita’: papa Ratzinger ha chiamato il cardinal Bagnasco, per avere notizie “sulla situazione in atto”. Ma dalla Segreteria di Stato ancora silenzio. Cosi’ si arriva al colpo di scena di ieri: dopo una settimana di fuoco incrociato, il direttore di Avvenire getta la spugna e se ne va.
Ma perche’ all’offensiva volgare e violenta del Giornale la Santa Sede ha fatto scudo in modo cosi’ discontinuo e frammentato? “Qui – secondo la ricostruzione che si raccoglie negli ambienti della Cei – si apre la frattura con l’episcopato”. Il cardinal Bertone, due anni fa, aveva lanciato la candidatura di Bagnasco alla Conferenza episcopale con una convinzione, che la realta’ dei fatti ha presto svilito in pia illusione: trasformare la conferenza dei vescovi in una “cinghia di trasmissione” della Santa Sede, dopo la stagione troppo lunga dell’autoreferenzialita’ ruiniana. Il tentativo e’ fallito, ben prima che scoppiasse il caso Avvenire e che scattasse l’imboscata mediatica ordita dal Cavaliere e dai suoi giornali ai danni del direttore.
“Lo stesso Bertone lo ha riconosciuto – raccontano Oltre Tevere – quando qualche settimana fa si e’ lasciato scappare che la nomina di Bagnasco e’ stato il suo errore piu’ grave. E certe cose, in questi palazzi, si vengono a sapere molto presto…”. Secondo questa stessa ricostruzione, il caso Boffo precipita proprio in questa faglia, che divide Bertone da Bagnasco. E in questa faglia si inserisce anche l’ultima, clamorosa indiscrezione di queste ore: cioe’ quello che Oltre Tevere qualcuno definisce “il Piano Esterno”. Contrariamente a quello che si pensa – raccontano – “il Segretario di Stato non vuole una Cei schierata con B, che considera ormai gia’ fuori dai giochi. Il vero progetto che sta a cuore alla Santa Sede riguarda la nuova aggregazione di centro, che ora avrebbe Pierferdinando Casini come perno politico, e che in futuro vedrebbe Luca di Montezemolo come punto di riferimento finale”.
A questo “Piano Esterno” si starebbe lavorando da tempo, tra Segreteria di Stato e una piccola, ristretta cerchia di intellettuali esterni, laici e cattolici, che orbitano intorno al Vaticano e allo stesso direttore dell’Osservatore Vian. Vera o falsa che sia, questa ipotesi spiega molto di quello che e’ accaduto e puo’ ancora accadere. Bertone – sostengono ambienti vicini alla Cei – potrebbe aver gestito il caso Boffo proprio in questa logica: usare l’aggressione al direttore di Avvenire prima per rimettere in riga l’episcopato, e poi per assestare il colpo finale contro il presidente del Consiglio, aprendo le porte del paradiso alla Cosa Bianca di Casini e Montezemolo. Di qui, fino a ieri, la difesa intermittente e quasi forzata a Boffo. Di qui, da domani in poi, la rottura definitiva e irrimediabile con B. “Niente sara’ piu’ come prima”, appunto. Vale per la Chiesa di Roma, ma vale anche per il Cavaliere di Arcore.

Marco Travaglio

Reduce da un piccolo intervento chirurgico in anestesia totale, riprendo la lettura dei giornali, ma non capisco alcune cose.
Davvero s’e’ dimesso Dino Boffo e non Silvio B?
Davvero La Stampa, a proposito degli ultimi sviluppo di Puttanopoli, ieri ha titolato “B gia’ cerca Casini”?
Davvero il direttore del Giornale di B, cioe’ del massimo difensore della privacy e del segreto investigativo al mondo, ha pubblicato la foto della vittima delle molestie di Dino Boffo e il certificato del casellario giudiziale del Boffo medesimo, che per legge e’ accessibile soltanto agli inquirenti e all’interessato?
Davvero B ha detto “povera Italia con questa informazione che pubblica tutto il contrario della realta’”, dopo aver nominato o fatto nominare una ventina di direttori di tg, reti televisive e giornali e aver fatto cacciare e/o denunciare e/o sputtanare quelli che osano non appartenergli e/o non obbedirgli?
Davvero Maurizio Gasparri, capogruppo del partito di maggioranza relativa al Senato, ha detto alla Summer School del Pdl a Frascati che, se la Consulta dovesse bocciare la legge Alfano, “troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che trovera’ un cavillo”?
Davvero l’on. avv. prof. Ghedini (o Ghedoni) ha dichiarato testualmente al Corriere della Sera che, nel processo civile intentato all’Unita’, “B e’ pronto ad andare in aula a spiegare che non solo non e’ un gran porco, ma nemmeno impotente”, anzi, di piu’: vuole “spiegare a 20 milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che e’ perfettamente funzionante” (per maggiore precisione: un utilizzatore finale perfettamente funzionante)?
Davvero il cardinale Bagnasco ha ricevuto in udienza privata il ministro divorziato Umberto Bossi, da sempre molto devoto a Santa Romana Chiesa (“Il Sud e’ quello che e’ grazie all’Atea Romana Chiesa, con i suoi vescovoni falsoni che girano con la croce d’oro nei paesi dove si muore di fame: il principale potere antagonista dei padani”, 3 agosto 1997; “E’ ora di mandare la Guardia di Finanza da certi vescovoni per sapere dove vanno i soldi che hanno raccolto per i poveri. I veri razzisti sono i buonisti, associazioni caritatevoli, tipo Caritas. Agiscono per un solo scopo: riempirsi il portafogli. Come il caporalato delle parrocchie: miliardi di euro in nero gestendo badanti, cameriere eccetera. Sappiamo chi c’e’ dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo col dio denaro”, 9 settembre 2002), e il ministro divorziato Roberto Calderoli, talmente affezionato al cattolicesimo da aver proposto nel 1997 lo “sciopero della messa” e da essersi sposato col rito celtico fra simboli nibelungici, druidi, calici di sidro (“che le mani delle nostre donne hanno spremuto dai frutti della terra genitrice”) e giuramenti a Odino (“Sabina, giuro davanti al fuoco che mi purifica: esso fondera’ questo metallo come le nostre vite nuovamente generate”)?
No, e’ tutto impossibile perfino per l’Italia. E’ chiaro che sto ancora delirando. Ma quanto durano queste anestesie?

antefatto.ilcannocchiale.it/?r=168704
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LA SCOSSA
Raniero La Valle

La nostra vita politica e’ entrata in una fase selvaggia a causa dell’anomalia, tutta italiana, di un potere che e’ finito, ma che non c’e’ modo di rimuovere con i mezzi politici normali, a causa di un sistema istituzionale perverso che lo tiene in vita oltre ogni decenza. La lotta politica prende allora altre strade, scava ferite, semina vittime, travolge venerande istituzioni; in tal modo il crepuscolo del Bsmo manifesta tutta la forza distruttiva e corruttrice che questa forma politica ha avuto fin dall’inizio. La settimana di fuoco culminata con le dimissioni di Boffo dall’Avvenire ne e’ stata un’impressionante conferma.
Ricordiamo i fatti. B e’ assediato dalle macerie della sua reputazione. Non puo’ andare in TV, non puo’ andare in Parlamento, non puo’ fare una vera conferenza stampa, non puo’ fare una politica; debole com’e’, se non fa quello che gli chiedono perde Bossi, o perde Fini, o perde la Chiesa. Allora decide la sortita. I giornalisti devono cambiare mestiere, gli accusatori devono essere diffamati, i moralisti accusati di immoralita’. C’e’ lo strumento mediatico: Il Giornale. Ma il suo direttore, Mario Giordano, a suo modo e’ un idealista; ha in mente ancora la dignita’ professionale di Montanelli, i toni mai esagerati del fondatore Mario Cervi. E il 21 agosto annuncia: “Cari lettori, mi dispiace ma vi devo dire addio”: lui non vorrebbe, ma non ci sta a fare un giornale “che non riuscisse a fermare la barbarie e si trasformasse nel gioco dello sputtanamento sulle rispettive alcove”. E svela, in una parentesi, che le camere da letto predestinate a questo gioco al massacro sono, nell’ordine, dopo quella del premier, quelle di “direttori di giornali, editori, ingegneri” e, via assortendo, “first lady, body guard o avvocati”. Incautamente scopriva le carte; ed era lui il primo direttore a cadere.
Non passava una settimana e il 28 agosto il nuovo direttore Vittorio Feltri passava alla barbarie, e aggrediva Dino Boffo con il trasparente sottinteso che se tutti sono colpevoli, nessuno e’ colpevole. Ma qui c’era una eterogenesi dei fini: perche’ Boffo e’ l’Avvenire, l’Avvenire e’ la Chiesa, la Chiesa sono il Papa, il segretario di Stato e i Vescovi, e nella solidarieta’ a Dino Boffo saltava il lavacro della Perdonanza per B all’Aquila e c’era la rottura tra Chiesa e governo, un governo con cui la Chiesa aveva avuto i piu’ stretti rapporti (“eccellenti”, continuava a dire il direttore dell’Osservatore Romano) e che aveva apprezzato siccome omogeneo ai valori cristiani, come neanche nei riguardi dei governi democristiani era mai avvenuto.
A quel punto la partita si faceva grossa; ed era lo stesso Dino Boffo, nella sua lettera di dimissioni, ad evocarla: “Feltri non si illuda. C’e’ gia’ dietro di lui chi, fregandosi le mani, si sta preparando a incamerare il risultato di questa insperata operazione”; nei giornali di quei giorni, aggiunge, “non si menavano solo fendenti micidiali, l’operazione e’ presto diventata qualcosa di piu’ articolato”.
Quale operazione? Si puo’ fare l’ipotesi che si sia aperta una partita di potere nella destra italiana, nel capitalismo italiano (la sinistra non c’e’ piu’), e che la sua ala non confessionale voglia chiudere i conti non solo con B, ormai inaffidabile, ma anche con la Chiesa, sofferta come troppo invasiva.
Sarebbe sbagliato, pero’, per la Chiesa, rispondere sullo stesso terreno, cercando di ricostruire, in altre forme, un fronte clerico-moderato. La lezione e’ che la saldatura tra la Chiesa e un governo espone a un fortissimo disagio la variegata e pluralistica base cattolica che spesso si sente ferita nelle sue convinzioni piu’ profonde; in questo caso, essa si e’ fatta largo a forza attraverso il pur prudente filtro delle lettere al direttore dell’Avvenire.
E l’altra lezione e’ che forse l’esperimento di un giornale “dei vescovi”, dove ogni parola, magari scritta alle undici di sera sotto l’urgenza della chiusura, viene fatta risalire alla CEI, al Papa, o addirittura al Vangelo, non ha dato buoni risultati. Si crea un corto circuito che trasmette la scossa da una modesta scrivania redazionale alla suprema cattedra nei Sacri Palazzi. Forse la Chiesa ha bisogno non di un giornale in tal modo “cattolico”, ma di un giornale cristiano. Ricordandosi di tutte quelle belle cose che si e’ detto dovrebbero fare i laici, senza “rivendicare esclusivamente in favore della propria opinione l’autorita’ della Chiesa” e senza pensare “che i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, ad ogni nuovo problema che sorge, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una soluzione concreta, o che proprio a questo li chiami la loro missione”. E’ il Concilio, alla lettera, interpretato nella Tradizione.
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Ma cosa fa Napolitano?
Viviana Vivarelli

Ha ricevuto un’altissima carica, un appannaggio regale, una magione con 1400 persone al suo servizio che supera qualunque magione presidenziale, persino quella di Obama o della regina di Inghilterra.
E tutto per un solo nobilissimo compito: difendere la Costituzione.
Ha forse dimenticato che uno dei principi fondamentali della Costituzione prescrive di rispettare la liberta’ di espressione e la liberta’ di stampa.
Forse non ricorda che, se si inficia con intimidazioni vergognose, calunnie, minacce e querele, la liberta’ di stampa, cessa di esistere di conseguenza ogni democrazia e ogni civilta’ ed entriamo direttamente in una dittatura?
Come puo’ assistere senza reagire a quello che sta avvenendo in Italia, dove il Presidente del Consiglio si permette di mettere un bavaglio a ogni critica o dissenso, quando sulla liberta’ di critica e dissenso poggia il minimo di un sistema democratico?
Come puo’ assistere senza fare niente a una deriva democratica di stampo fascista?
Come puo’ comportarsi come un dovuto passacarte che mette sempre e in fretta la sua firma di assenso su qualunque sproposito antidemocratico venga in mente a B?
Come ha potuto firmare tanto in fretta quel Lodo Alfano che era gia’ stato presentato ed era gia’ stato considerato incostituzionale dalla Corte?
Come potra’ domani firmare altrettanto in fretta la legge-bavaglio che impedira’ non solo di fare intercettazioni su presunti rei politici ma addirittura di informare i cittadini di denunzie, accuse e processi a loro carico?
La storia domani gli chiedera’ conto. Oggi noi gridiamo affinche’ si svegli dal suo sonno di morte, che costera’ la morte civile di noi tutti.
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186 testate diocesane stanno per uscire con parole durissime contro il killeraggio di B e l’atto volgare e disgustoso con cui si e’ accanito contro il quotidiano dei vescovi
Come si vede, i rapporti col mondo cattolico non sono affatto ottimi, come B pretende di far credere.
E’ stata una frase parecchio offensiva quella con cui diceva di dissociarsi dal suo pitbull.
Quando lanci il tuo pitbull contro un vicino a quello lo sbrana, te ne liberi immediatamente, non gli vai a dire che “ti dissoci” e poi continui a tenertelo.
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Cronistoria del fenomeno Feltri

un misto di falsi scoop, rivalutazioni del fascismo e linguaggio da bar. Fino al ritorno al ’Giornale’, da trasformare in una fabbrica di linciaggi in serie

La prima patacca accertata e’ del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso; e’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.
Nasce cosi’, quasi 20 anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile “assassinato da Lotta Continua”, mentre e’ stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo (“Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza”) e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: “Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano”, da cui si deduce che i “negri” non appartengono alla categoria ne’ degli uomini ne’ delle donne.
Nel 92 Feltri e’ contattato da Andrea Zanussi, editore de “L’indipendente”, al quale spiega che il quotidiano “ha bisogno di una bella iniezione di merda”. Detto, fatto. e’ il periodo di Mani Pulite e lui lo cavalca proponendo titoli come “Cieco, ma i soldi li vedeva benissimo”, riferito a un presunto tangentista non vedente.
Segue un falso scoop sulla morte di Pinelli, un attacco a Indro Montanelli (“e’ arrivato il tuo 25 luglio”), e il linciaggio di Norberto Bobbio (“mandante morale dell’omicidio Calabresi”), piu’ un po’ di insulti alla Guardia di Finanza (che in quel periodo sta indagando sul Cavaliere). Quasi inevitabile nel 94 la promozione al “Giornale”, appena lasciato da Montanelli. Qui Feltri si fa riconoscere subito per i titoli farlocchi tra cui un mitico “La lebbra sbarca in Sicilia, contagiati a Messina quattro italiani” (vero niente). Notevole anche “B vende la Fininvest”, cosi’ come la patacca sui miliardi di Milosevic “trasportati in sacchi di juta dalla Serbia all’Italia”.
Altrettanto sballate le accuse ai giudici Piercamillo Davigo e Francesco Di Maggio di essere soci in una cooperativa edilizia con Curto’ e Ligresti. Non mancano nuove “inchieste” revisioniste sul fascismo, come quella sull’attentato di via Rasella corredata da una foto falsificata della testa di un bambino staccata dal tronco: la cosa arrivera’ alla Cassazione, che nell’agosto 2007 condannera’ il direttore parlando di un “quadro di vere e proprie false affermazioni”. Avanti cosi’, e nel 95 Feltri si inventa che “la scorta del presidente Scalfaro ha sparato a un elicottero dei pompieri” (ovviamente e’ il periodo dello scontro politico fra il Quirinale e B).
Di due anni dopo e’ un’intervista taroccata a Francesco De Gregori contro il Pci, un pezzo per cui il cantante porta Feltri in tribunale ottenendone la condanna. Sempre nel 97 una nuova – piu’ grave – patacca costa a Feltri il posto: e’ quella sul presunto “tesoro” di Antonio Di Pietro, cinque miliardi di lire che l’ex pm e’ accusato di aver preso da Francesco Pacini Battaglia.
Dopo parecchie querele, alla fine e’ lo stesso direttore a dover ammettere che si tratta di “una bufala”. Segue per Feltri un periodo al “Borghese” e al gruppo Riffeser, fino alla fondazione di “Libero”, dove chiama a scrivere il puparo di Calciopoli Luciano Moggi e l’ex agente del Sismi Renato “Betulla” Farina. Per lanciarsi, il quotidiano ha bisogno di fuochi artificali: di qui la falsa notizia che un centro sociale milanese e’ un covo dell’Eta basca, di qui uno “scoop” su Donna Rachele titolato “Mussolini era cornuto”. Poi arrivano le accuse trasversali a Sergio Cofferati per l’omicidio Biagi (“La Cgil indica i bersagli da colpire”) e un altro falso scoop su B (“Vuole lasciare la politica”).
Ma non basta, e allora Feltri parla di pedofilia pubblicando 5 foto di bambini nudi che vengono sodimizzati (con conseguente radiazione dall’Ordine, poi tramutata in “censura”). Di questa fase resta pero’ ai posteri soprattutto l’elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di B.

espresso.repubblica.it/dettaglio/feltri-e-una-mandria-di-bufale/2108531
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Videocracy all’italiana, lo spot censurato dal governo
Fonte Fandango

In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per piu’ di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio B ha creato un binomio perfetto: politica + intrattenimento televisivo. Erik Gandini, regista, ha prodotto il film Videocracy, che uscira’ il 4 settembre, per raccontare le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da 30 anni, in un Paese in cui il passaggio da showgirl a Ministro e’ naturale. Ma il trailer del film e’ stato censurato sia dalla Rai che da Mediaset.

video.unita.it/?video=1315

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RIDIAMARO : – )

Uno dei video in cui Littizzetto risponde a Berlusconi

www.youtube.com/watch?v=Cn8UpyQsmKI

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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Chi è Vittorio Feltri? La trombetta dell’editore.Gianni De Falco,
    direttore IRES Campania.

    http://www.officinavolturno.com/2009/09/03/chi-e-vittorio-feltri-la-trombetta-dell%E2%80%99editoregianni-de-falco-direttore-ires-campania/

    Graziano

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2009 @ 9:23 am | Rispondi


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