Nuovo Masada

settembre 4, 2009

MASADA n° 982. 4-9-2009 – Un golpe a forza di querele

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:51 am

Dino Boffo, direttore dell’Avvenire si e’ dimesso – Citata per 2 milioni anche l’Unita’ – La difesa dell’informazione e’ difesa della liberta’ – Mandante e utilizzatore – I peccati della Lega – L’inaudito video di Silvio il maghrebino – L’agosto caldo dell’informazione – Paradossi di governo – La ripresa? Improbabile e precaria – FILM: Il pranzo di ferragosto – E’ morta la fondatrice di Emergency

Cesare Beccaria

Gli e’ stato concesso tutto, qualunque conflitto di interessi, ogni legge porcata, ogni condannato in Parlamento. Con la benedizione degli intellettuali …..
Direi piuttosto per colpa della sinistra, sinistra bertinottiana ( lo considerava geniale sul predellino), poi D’Alema, Veltroni, Violante, Fassino e la moglie, Prodi, Rutelli, la sinistra di Mussi, la sinistra socialista, la sinistra radicale, la sinistra repubblicana, la sinistra, cioè l’assenza dell’opposizione, la complicita’ dell’opposizione, la scalata alle banche, la Coop miliardaria, gli affari, i giudici di destra e corrotti, i giudici di sinistra ben pasciuti e vagabondi.
Ne restano pochi a resistere, ricordate Borrelli, il pool di mani pulite, De Magistris, Forleo, gli eroi morti, i giornalisti sani, pochi, ma occorre molta pazienza per ricostruire una tragedia .
si deve distinguere, i cattivi, i meno cattivi, i buoni i molti buoni e gli eroi.
Distinguere per ricostruire, e ricordare tutti i voltagabbana, in testa Violante, Pansa, Polito, gli ex comunisti berlusconiani, gli ex socialisti berlusconiani, gli ex fascisti berlusconiani, gli ex DC berlusconiani, e poi gli eterni Vespa, Minzolini, ecc.

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“La verita’ e’ cio’ che conta, la verita’ e’ anche buona memoria.”
Flavio Amerighi
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Da quando l’ignoranza e’ diventata un punto di vista?
Scott Adams
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Da quando la prevaricazione e’ diventata diritto”
Viviana
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Un tempo olio di ricino e legnate. Oggi querele milionarie e diffamazioni.
Viviana

Il diretto di Avvenire, quotidiano dei vescovi, Dino Boffo, si e’ dimesso

E tuttavia le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera e’ lungi dall’attenuarsi e che LA PERVICACE VOLONTA’ DEL SOPRAFFATTORE E’ DI DARSI RAGIONE ANCHE CONTRO RAGIONE. Un dirigente politico lunedì sera osava dichiarare che qualcuno vuole intimorire Feltri; era lo stesso che nei giorni precedenti aveva incredibilmente affermato che l’aggredito era proprio il direttore del ‘Giornale’, e tutto questo per chiamare a raccolta uomini e mezzi in una battaglia che evidentemente si vuole ad oltranza”.

Stanno accadendo cose gravissime.
Cosa fa il Parlamento?
Cosa fa la Magistratura?
Cosa fanno i partiti che hanno ancora la faccia di chiamarsi democratici?
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Ma B intende chiudere la bocca ai suoi detrattori a suon di avvocati?

Vuol fare il golpe delle querele?
Un uomo solo, echeggiato dai suoi cortigiani, contro tutti gli altri ridotti al silenzio?
La democrazia incaprettata?
Uno squilibrio di poteri inimmaginabile in un sistema democratico.
E per di piu’ B vuol fare questo golpe sotto lo scudo del Lodo Alfano?
La Corte Costituzionale sta per rivederne la costituzionalita’ del Lodo che dava completa improcessabilita’ a 5 cariche dello Stato per tutto il tempo del loro mandato. La prima volta lo dichiaro’ anticostituzionale. Oggi lo dichiarera’ costituzionale solo per ossequiare la violenza bruta di un simile dittatore? Un uomo che intende prevaricare la Costituzione, la democrazia, la Chiesa e perfino l’UE. Possiamo fidarci del suo insindacabile giudizio? Possiamo fidarci di uno come Mancino? Ormai non possiamo fidarci piu’ di nessuno.
Fermate questo dittatore prima che ci distrugga tutti!

Le dimissioni di Boffo mostrano un uomo distrutto. Possiamo solo sperare che l’attacco, attraverso lui alla CEI segni irrimediabilmente una crepa nei rapporti tra B e il Vaticano e aumenti quel discredito che ormai sta portano a fondo questo premieri sempre piu’ indegno del la sua carica e che si stanno mostrando anche nei continui ‘distinguo’ con cui Fini si smarca dalla politica di Governo e con cui Bossi e Calderoli hanno chiesto un colloquio con Bagnasco.
Intanto Feltri commenta: “Boffo si dimette? Affari interni della Chiesa”. La sua impudenza aggiunge sprezzo a colpa.
Oggi Avvenire pubblica un documento di accusa
“Dieci falsita’: le deformazioni del Giornale e la realta’ dei fatti”

www.partitodemocratico.it/allegatidef/boffo85408.pdf

-Boffo viene chiamato ‘noto omosessuale e ci fa credere che cio’ sia detto da una nota informativa giudiziario
FALSO: si tratta di una volgare lettera anonima che dice calunnie mentre nulla in tal senso compare dal procedimento giudiziario

-Si dice che Boffo e’ ‘attenzionato dalla polizia di Stato’
FALSO. Non risulta alcuna schedatura ufficiale ne’ alcuno mai ha fatto riferimento alle sue tendenze sessuali

-Si dice che Boffo e’ stato querelato da una signora di Terni
FALSO. Fu presentata querela contro ignoti e la querela poi fu rimessa

-Si dice che ci sono intercettazioni che incastrano Boffo
FALSO. Le intercettazioni appaiono falsamente dalla solita lettera di calunnia. Agli atti ci sono solo tabulati che si riferiscono al cellulare di Boffo

-si dice che Boffo dichiara di non conoscere questa donna
FALSO. In realta’ Boffo ha dichiarato di conoscere i destinatari di quelle telefonate

-Si dice che Boffo ha indicato un’altra persona come omosessuale
FALSO. Feltri ha tirato in ballo l’omosessualita’ per aumentare la diffamazione. Nei fatti Boffo disse di sapere che quel cellulare rimasto nel suo ufficio poteva essere stato usato da altra persona, ma questo particolare non fu approfondito

-Feltri parla di molestie sessuali e di pedinamenti
FALSO. I pedinamenti furono fatti dalla donna al suo compagno, e le telefonate non avevano carattere sessuale

-Secondo Feltri, Boffo si disse colpevole e patteggio’ la pena
FALSO. Boffo rifiuto’ sempre di essere colpevole, non patteggio’, non assunse alcun avvocato, e la querela fu ritirata

-Si dice che Boffo ha ricostruito pubblicamente la vicenda
FALSO. Non c’è stata alcuna ricostruzione pubblica. Boffo non ha chiamato in causa nessuno nonostante il pesantissimo attacco diffamatorio

-Pur essendo chiaro che la lettera anonima e’ una patacca, tuttavia si insiste che essa ripete i contenuti di un decreto penale
FALSO. La lettera anonima e’ un testo gravemente diffamatorio mai scritto in sede giudiziaria e contiene gravissime affermazioni e deformazioni.
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B cita per due milioni anche l’Unita’
per “affermazioni false e lesive del suo onore”, in particolare per aver parlato delle sue difficolta’ di erezione.
Una proposta per Grillo: citare per danni B per danno all’onore dell’Italia.
Leonardo
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Qui potete leggere gli atti con cui B querela l’Unita’ per due milioni

www.unita.it/file/CITAZIONE_B_VS_UNITA_02092009.pdf

B non ha querelato la Padania quando nel 68 lancio’ contro di lui accuse pesantissime (che si possono leggere in riassunto in Masada 981).
Non ha querelata Noemi per le sue dichiarazioni comprovanti rapporti molto stretti quando era solo una ragazzina. Ha negato persino la sua amicizia con lei quando ci sono prove fotografiche e non dei suoi rapporti con la giovane.
Non ha denunciato la D’Addario che ha raccolto anche prove registrate.
Ha ordinato alla procura di Napoli di secretare le intercettazioni in cui diceva a Sacca’ le stesse cose che qui adesso nega e che chiama diffamazioni, essendo lui stesso il primo testimone contro se stesso, e, per scendere nel dettaglio, essendo lui stesso che con Sacca’ si lamentava della propria impotenza, e non e’ servito a molto ordinare la distruzione delle intercettazioni in quanto il loro contenuto era molto uscito ovunque.
E non ha querelato nessuna delle tante attricette che hanno protestato sulla stampa per aver avuto da lui promesse di cariche politiche in cambio di favori sessuali e che hanno riferito gli stessi comportamenti che sono finite sui giornali
Non ha querelato ovviamente la moglie che e’ stata la sua prima accusatrice e che ha detto su di lui cose intense, brevi ma pesantissime e che sui fatti da ui negati ha incentrato la sua richiesta di divorzio.
Non ha querelato ovviamente la figlia Barbara che pure con molta buona educazione ha sollevato alcune pesanti obiezioni su certi comportamenti disdicevoli.
Ma ha la faccia di querelare due giornali di sinistra e Di Pietro, usando in modo plateale l’arma della querela per far fuori degli avversari politici, una cosa che non e’ mai accaduta da parte di nessun governo in occidente e che mai potrebbe accadere negli Stati uniti, ma lui ha la faccia addirittura di querelare dei quotidiani europei, nella presunzione di castrare ogni critica sulla sua condotta oscena e di usare l’arma della querela miliardaria come arma di deterrenza politica.
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Filiberto

La direzione dell’Unita’ annuncia in una nota di aver ricevuto nella mattinata di oggi due citazioni per danni per un totale di due milioni di euro dal presidente del Consiglio, Silvio B, per il tramite del suo legale romano Fabio Lepri. Il capo del governo chiede inoltre la condanna a una pena pecuniaria di 200mila euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, per le giornalista Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, per l’opinionista Maria Novella Oppo e per la scrittrice Silvia Ballestra.
La richiesta, informa la nota della direzione dell’Unita’, “si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il premier pubblicati sui numeri del 13 luglio e del 6 agosto del quotidiano.

«Affermazioni false e lesive dell’onore del premier, del quale, scrive il legale, hanno leso anche l’identita’ personale presentando l’onorevole B come soggetto che di certo non e’, ossia come una persona con problemi di erezione»

Se non fosse tragico sarebbe comico: Erezione?
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La difesa dell’informazione e’ difesa della liberta’
Gianni Vattimo (IdV)

E’ ormai evidente che il regime di B sta procedendo ad una aggressione della stampa e dei media che travalica le Alpi.
Dopo la crociata interna, ora lo sguardo del premier, politicamente barcollante, si rivolge all’estero, e la crociata diventa transnazionale. Cosi’ oltre a La Repubblica e L’Unita’, i nemici si chiamano anche The Times, Le Figaro, The Guardian ma soprattutto, stando alle dichiarazioni del suo fido avvocato Ghedini, Le Nouvel Observateur ed El Pais. Una virulenza tale da interessare ormai tutto il Vecchio Continente.
Non a caso proprio il portavoce della Commissione Ue, Leitenberger, in riferimento alle denunce del presidente del Consiglio verso la stampa estera, ha ricordato (e ammonito) che l’Europa tutela la liberta’ di espressione. In un clima di guerra ormai aperta a tutta l’informazione, le istituzioni comunitarie non possono non reagire restando in silenzio.
Per questo ho informato la Commissione Cultura e Istruzione, per mezzo di una lettera indirizzata alla sua presidente, l’On. Doris Pack, dell’appello pubblicato su La Repubblica e promosso dai tre giuristi Cordero, Rodota’ e Zagrebelsky, gia’ sottoscritto da migliaia di cittadini e cittadine, esponenti politici, uomini e donne della cultura e dello spettacolo, personalita’ pubbliche.
Nel mio intervento odierno alla Commissione Cultura, nel quadro della presentazione del programma della presidenza svedese, ho fatto riferimento alle famose 10 domande che il quotidiano diretto da Mauro ha avanzato al presidente del Consiglio, pagando per questo il prezzo della denuncia da parte di Sua remittenza, e ho suscitato l’interesse della presidenza svedese stessa, che per tramite dei suoi ministri ha definito l’anomalia italiana un problema che merita di essere discusso e del quale si discutera’.
La minaccia alla liberta’, quella primaria di sapere ed essere informati, e’ ormai un’emergenza non solo italiana. Per questo il Parlamento europeo deve essere pienamente a conoscenza di quanto sta accadendo per poter intervenire. Si e’ celebrato nelle scorse ore l’anniversario della II Guerra mondiale, che chiama in causa anche quella politica dell’appeasement che l’Europa adotto’ verso l’allora nascituro nazismo.
Oggi l’Europa e’ in dovere di non ripetere la debolezza passata e di non sottovalutare i semi che, in Italia, potrebbero far germogliare l’insana pianta del regime. Sotto altre vesti, forse, ma non meno dannosa e tragica.
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L’articolo di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica “Mandante e utilizzatore” ci torna indietro dal Brasile.
Scrive don Aldo Antonelli:

Dal lontano Brasile mi viene questo messaggio che sento fortemente mio, che sottoscrivo e che vi inoltro.
Ormai non c’e’ più spazio neppure per salvare la “nuona fede” e il “non sapere” non e’ piu’ innocente. Tutti coloro che lo assecondano o lo difendono o lo sterilizzano con i “si’, ma….” sono conniventi e responsabili di questo degrado morale e di questa morte della democrazia.
Responsabili e assassini!
Come lui.
Aldo

Noi, da dodicimila chilometri di distanza, siamo convinti che verra’ il giorno in cui molti italiani, molti cattolici italiani, anche ad alti, altissimi livelli della gerarchia, si vergogneranno dell’appoggio dato (o del silenzio e dell’indifferenza con cui avranno accompagnato) questo lento suicidio della democrazia, della liberta’ e della giustizia, di cui il vostro Paese sta dando spettacolo. Non meno di coloro che plaudirono o tacquero all’avvento del famigerato ventennio, in Italia, o della tragica avventura nazionalsocialista in Germania”.
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Sconforto
Viviana Vivarelli

Mentre il quadro presentato dal nostro paese diventa ogni giorno peggiore, mente nessuno sembra reagire alla dittatura avanzante e la cosiddetta opposizione appare sempre piu’ bolsa a pera nei suoi labirinti personali, non appare all’orizzonte alcuna ideologia politica. L’intero quadro e’ dominato dall’avidita’ perversa di B nella sua avanzata brutale in un potere assoluto che calpesta ogni diritto civile e ogni dovere istituzionale, senza che si riescano a vedere i tratti forti di una contrapposizione politica degna di questo nome.
E magari avessimo visto qualcosa di ideologico a sinistra in questi ultimi 15 anni!
Quello che appare purtroppo con grande amarezza nei residuati insulsi del csx è un incicciamento volgare e prolisso col peggio del peggio, con le contiguita’ piu’ omologate alla dittatura piduista e mafiosa di B, dalla bicamerale di D’Alema al presidenzialismo di Franceschini, dalla guerra in Kossovo alla permanenza in Afghanistan, dai 42 miliardi in armi di prodi ai 141 cacciabombardieri di B, dal regalo delle frequenze a un unico gestore al mai risolto conflitto di interessi, dall’assenza nella difesa dei diritti del cittadino alle cessioni alle pretese integraliste del Vaticano, dal precariato selvaggio alle privatizzazioni dei beni pubblici, dalla lotta alle intercettazioni e alla magistratura alle collusioni coi ladri di stato, dal nepotismo e clientelismo come stile di vita alla difesa degli interessi di casta… ovunque non appare che la morte di qualsiasi ideale, idea, connessione che leghi questa presunta opposizione ad un quadro politico coeso e radicato che possa ancora chiamarsi di sx e che la differenzi nettamente col sudiciume berlusconiano. Lo stesso e’ da dire dei partiti di centro che hanno come ulteriore aggravante i diritti civili calpestati e la collusione mafiosa.

Per chi si rallegra della caduta di Boffo per odio alla CEI
Viviana Vivarelli

La battaglia per Avvenire poteva essere ed e’ una battaglia di civilta’.
Ma alcuni sono caduti in due trappole:
-l’odio personale contro il quotidiano della Cei e la Chiesa
-l’odio personale contro chiunque sia un presunto omosessuale.
Costoro hanno dunque perduto di vista il punto essenziale, trascinati dai loro odi personali, facendo alla fine fa il gioco di B.
E’ lo stesso motivo per cui due governi di csx sono falliti. Troppe divisioni sui particolari, nessuna unione sulle cose fondamentali.
Oggi la posta in gioco e’ la libertà di stampa che deve restare uno dei maggiori punti della democrazia e per cui dovremmo tutti combattere, uno dei nostri ideali massimi e dei nostri massimi diritti, senza cui non c’e’ democrazia e cessiamo di essere cittadini per diventare i sudditi di uno stato fascista.
E se oggi la vittima e’ il direttore del quotidiano della CEI, gli odi personali dovrebbero passare in secondo piano di fronte all’attentato cannibalico che si sta facendo dell’informazione.
In uno Stato civile nessuno deve aver la presunzione di attentare alla stampa costringendo alle dimissioni con calunnie infami un giornalista, e il fatto che uno possa avere un odio personale anche giustificato contro le campagne che Avvenire ha svolto contro i diritti civili e le liberta’ italiane dovrebbe passare oggi in secondo piano.
Le liberta’ civili sono una cosa troppo importante perche’ possano essere discriminate solo per antipatia alla vittima di oggi.
Noi rivendichiamo i diritti civili per i nostri amici e per i nostri nemici, perche’ i diritti civili, e la liberta’ di stampa innanzi tutto, sono qualcosa che non deve valere ora si’ e ora no, si’ per me ma non per te, ma e’ un diritto fondamentale che deve valere sempre e per tutti, in un quadro indissolubile senza il quale non esiste il valore della liberta’ per nessuno.
Per questo ritengo che la soddisfazione personalistica di veder cadere uno come Boffo sia fuori luogo di fronte all’indignazione che dovrebbe prevalere nel vedere calpestata con arrogante diffamazione la liberta’ di stampa, valore che deve valere per tutti.
In primo piano ci deve essere, oggi, solo il fatto che la dittatura ha fatto una vittima, e che questa sara’ solo la prima, segnale gravissimo di una caduta irreversibile che travolgera’ interamente l’intero paese se non verra’ arrestata.
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Mandante e utilizzatore
Giuseppe D’Avanzo

Mai come oggi, i caratteri del “male italiano” sono il conformismo, l’obbedienza, l’inazione. Anche ora che un assassinio e’ stato commesso sotto i nostri occhi. Assassinio.
Con quale altra formula si puo’ definire la deliberata e brutale demolizione morale e professionale di Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, “reo” di prudentissimi rilievi allo stile di vita di Quello-Che-Comanda-Tutto? Un funzionario addetto al rito distruttivo – ha la “livrea” di Brighella, dirige il Giornale del Padrone – “carica il fucile”. Cosi’ dice. Il proiettile e’ un foglietto calunnioso, anonimo, privo di alcun valore. Si legge che Boffo e’ un “noto omossessuale”. La diceria medial-poliziesca ripetuta 3 o 4 volte assume presto la qualita’ di un prova storica. Non lo e’. Non lo e’ mai stata. Brighella e’ un imbroglione e lo sa, ma e’ li’ per sbrigare un lavoro sporco. Gli piace farlo. Se lo cucina, goloso. Colto con le mani nel sacco delle menzogne, parla ora d’altro: qualcuno gli crede perche’ sciocco o pavido. Non e’ Brighella a intimorire. E’ Quello-Che-Comanda-Tutto. E’ lui il mandante di quel delitto. E’ lui il responsabile politico. Contro Silvio B ci sono 4 indizi. Gia’ in numero di 3, si dice, valgono una prova.
Il 1° ha un carattere professionale. Qualsiasi editore che si fosse trovato tra i piedi un direttore che, con un indiscutibile falso, solleva uno scandalo che mette in imbarazzo Santa Sede, Conferenza episcopale, comunita’ cattoliche gli avrebbe chiesto una convincente spiegazione per l’infortunio professionale. In caso contrario, a casa.
A maggior ragione se quell’editore e’ anche (come puo’ accadere solo in Italia) un capo di governo che tiene in gran conto i rapporti con il Papa, i vescovi, l’opinione pubblica cattolica. Non e’ accaduto nulla di tutto questo. Gianni Letta ha dovuto minacciare le dimissioni per convincere B a mettere giu’ due righe di “dissociazione”. Puo’ dissociarsi soltanto chi e’ associato e tuttavia nei giorni successivi, mentre il lento assassinio di Boffo continua, non si ode una parola di disagio dell’editore-premier a dimostrazione che il vincolo dell’associazione e’ ben piu’ stretto di quella rituale presa di distanza: B vuole far sapere Oltretevere che non ammette ne’ critici ne’ interlocutori ne’ regole.
Il 2° indizio e’ documentale. Il 21 agosto, Mario Giordano, direttore del Giornale, e’ costretto a lasciare la poltrona a Brighella. Ne spiega cosi’ le ragioni ai suoi lettori: “Nelle battaglie politiche non ci siamo certi tirati indietro (…) Ma quello che fanno le persone dentro le loro camere da letto (siano essi premier, direttori di giornali, editori, ingegneri, first lady, body guard o avvocati) riteniamo siano solo fatti loro. E siamo convinti che i lettori del Giornale non apprezzerebbero una battaglia politica che non riuscisse a fermare la barbarie e si trasformasse nel gioco dello sputtanamento sulle rispettive alcove”. Giordano non poteva essere piu’ chiaro: mi e’ stato chiesto (e da chi, se non dall’editore-premier?) di fare del mio quotidiano una bottega di miasmi, per decenza non me la sono sentita e lascio l’incarico a chi quel lavoro sporco e’ disposto a farlo. Che il Giornale sia diventato un’officina di veleni lo conferma un redattore in fuga. Luca Telese, sul suo blog, racconta di dossier e schifezze gia’ pronte al Giornale contro “giornalisti o parenti di giornalisti di Repubblica”. L’indiscrezione e’ confermata in Parlamento da “uomini vicini al premier” (la Stampa, 29 agosto)
Il 3° indizio e’, diciamo cosi’, politico e cronachistico. B, incapace di governare nonostante i numeri in eccesso e un’opposizione fragile, ha “rinunciato al suo profilo riformatore” (Il Foglio, 31 agosto). Non ha piu’ alcun “fine”. Difende soltanto “i mezzi”, il suo potere personale. Lo vuole assoluto. Conosce un unico metodo per tenerselo ben stretto nelle mani: un giornalismo pubblicitario e servile che consenta di annullare cio’ che accade nel Paese a vantaggio di una narrazione fatta di emozioni e immagini composte e ricomposte secondo convenienza; un racconto che elimina ogni criterio di verita’; un caleidoscopio mediatico che produce un’ignoranza delle cose utile a credere in un’Italia meravigliosa senza alcun grave problema, in pace con se stessa, governata da un “Superman”.
Per questa ragione B ingaggia l’obbediente Augusto Minzolini al telegiornale del servizio pubblico Rai. Per la stessa ragione, liquida in un paio di mesi 3 direttori di giornale.
Il Corriere della sera e la Stampa rilevano il conflitto d’interessi dietro la decisione di inasprire l’Iva per Sky. Da Tirana, B lancia il suo “editto”: “I direttori di giornali, come la Stampa e il Corriere dovrebbero cambiare mestiere”.
Enrico Mentana non riesce a ottenere uno spazio informativo da Canale5 per raccontare la morte di Eluana Englaro. Protesta. L’Egoarca lo licenzia su due piedi. In aprile l’editto di Tirana trova il suo esito. Il 6, Mieli lascia il Corriere. Il 20, tocca ad Anselmi. Mentana non e’ piu’ tornato in video. Anselmi e Mieli non fanno piu’ i giornalisti. Hanno davvero cambiato mestiere.
Il 4° indizio contro B e’ concreto, diretto e recente. Quando non puo’ licenziare o far licenziare i giornalisti che hanno rispetto di se stessi, Quello-Che-Comanda-Tutto organizza contro di loro intimidazioni: trascina in tribunale Repubblica colpevole di avergli proposto 10 domande e l’Unita’ per gli editoriali che pubblica.
O dispone selvagge aggressioni. E’ il responsabile politico dell’assassino morale di Boffo preparato da Brighella. La maschera salmodiante combina campagne di denigrazione contro l’editore e il direttore di questo giornale. Poi l’editore-premier – come utilizzatore finale – si incarica di far esplodere quelle calunnie con pubbliche dichiarazioni rilanciate al tiggi’ della sera dall’obbediente Minzolini, che tace su tutto il resto.
Questa e’ la scena del delitto perfetto della realta’ e del giornalismo. Sono in piena luce gli assassinii, gli assassinati, gli uccisori, il mandante. Vi si scorge anche un coro soi-disant neutrale. Vi fanno parte politici di prima e seconda fila che dicono: basta, torniamo alla realta’ dei problemi del Paese. E’ proprio vero che “la pratica del potere ispessisce le cotenne”. Queste teste gloriose, soffocate nella propria autoreferenzialita’, non comprendono che e’ appunto questa la posta in gioco: la possibilita’ stessa di portare alla luce la realta’, di evitarne la distruzione, di raccontarla; di non fare incerta la distinzione tra reale e fittizio come B pretende dai giornalisti anche a costo di annientare chi non accetta di farsi complice o disciplinato. Il dominio di Quello-Che-Comanda-Tutto passa, oggi e prima di ogni altra cosa, da questa porta. La volonta’ di tanti giornalisti “normali” che chiedono soltanto di fare il proprio lavoro con onesta’ e dignita’ ne esce umiliata. La loro inazione oggi non ha piu’ una ragion d’essere di fronte alla brutalita’ dei “delitti” che abbiamo sotto gli occhi. La prudenza che induce tanti, troppi a decidere che qualsiasi azione o reazione sia impossibile, non li salvera’. Il conformismo non li proteggera’. Il mandante dei delitti e’ un proprietario che conosce soltanto dipendenti docili e fedeli. Se non lo sei, ti bracca, ti sbrana, ti digerisce.

www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/B-divorzio-24/davanzo-3-settembre/davanzo-3-settembre.html
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I peccati della Lega
Viviana

Io posso anche capire che vi sia qualche anziano ignorante e teleutente che legge solo il suo giornaletto locale o che non legge nessun giornale, che poco sappia della vicende italiane, che caschi nella rete dell’amaliatore telecratico per ignoranza o stupidita’ o pigrizia mentale..ma la Padania e’ stata l’unico giornale che ha fatto ricerche a fondo sul riciclaggio dei patrimoni lerci del narcotraffico mafioso, Bossi ha fatto scrivere ogni particolare di questi turpi affari che invischiavano B sui suoi fogli, nulla e’ stato scritto di altrettanto urtante e dettagliato e preciso, i leghisti questi fatti e questi sudici rapporti li hanno letti; Bossi, Calderoli e Borghezio hanno rovesciato in piazza i truci legami di B con la criminalità organizzata, che sono fatti ben più gravi per il nostro paese di queste faccende di letto; Bossi ha addirittura fatto un video con una intervista alla polizia elvetica che denunciava senza mezzi termini le compromissioni di B col narcotraffico colombiano… non esiste nessun partito, nessun giornale che abbia fatto uno scandaglio così accurato e puntuale sul merdaio su cui riposa la ricchezza e la forza di B e che lo abbia dato in pasto ai suoi elettori con tanta virulenza, non certo il Pd o l’Unità o il Manifesto o Rifondazione. Solo la Lega è stata capace di rovesciare il secchio del marciume e i leghisti non possono accampare scuse che non sapevano.
Poi, di colpo, come si e’ aperto un ingresso a Roma ladrona, queste bella congrega che era stata cosi’ brava e denunciare, oplà, zitta e mosca. In cambio del piatto del potere tutto e’ stato accantonato e la furia leghista e’ stata deviata contro omosessuali e migranti COME SE NIENTE FOSSE!!
E ora questa gente viene avanti a pretendere di essere la legittima ala delle radici cristiane d’Europa!? Dopo aver fatto anche patti diretti e scellerati con la mafia siciliana!! Non posso credere che siano stati portati da dove erano a dove sono adesso E CHE CI POSSANO CREDERE!? CHE ABBIANO ANCORA LA FACCIA DI PRESENTARSI AL MONDO!!??

Per le 11 domande della Lega che sono ben peggio di quelle di Repubblica, perche’ coinvolgono il riciclaggio del denaro sporco della mafia, si veda Masada n° 981. L’IMPERO DEL CRIMINE

masadaweb.org/2009/09/03/masada-n%C2%B0-981-3-9-2009-l%E2%80%99impero-del-crimine/
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UNA PUTTANATA: SILVIO IL MAGHREBINO

Questo video guardatelo perche’ e’ una cosa da non credere. La doppiezza di B e’ spaventosa, ha qualcosa di ultraterreno. Non e’ nemmeno immaginabile che si possa raggiungere simili vertici di immonda bugia.
Scrive Don Aldo
Grazie a Daniele Sensi, inizia a circolare un po’ in Rete la surreale intervista di B a Nessma tv, che si candida a diventare la Rete4 maghrebina

www.youtube.com/watch?v=buOLH4UwAaA

A lasciare esterrefatti sono soprattutto alcune uscite finalizzate a lisciare il pelo al pubblico maghrebino, come la presunta volonta’ del premier ad “aumentare i canali di ingresso legali” in Italia e a “garantire ai migranti casa, lavoro, istruzione”, “aprendo tutti i nostri ospedali alle loro necessità”, perche’ “pure gli italiani sono stati emigranti, e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia”.
“Per chi vuole provare nuove possibilita’ di vita e di lavoro bisogna aumentare le possibilita’ di entrare legalmente in Italia e negli altri paesi europei”, ha detto B “abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia, la possibilita’ di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli”. “E questa è la politica del mio governo”.
Trattandosi di una tivu’ di sua proprietà, nessuno dei presenti gli ha fatto notare che la linea del suo governo va nel senso esattamente contrario. Anzi, la conduttrice ha detto: “E’ incredibile, signor presidente, non posso trattenermi dall’applaudire!”.
La rete Nessma – per la quale B si e’ speso in uno spot finale – ha un bacino di ascolto di quasi 100 milioni di persone, che – con immaginabile gioia dell’alleato Bossi – ora sono convinte che l’Italia le accogliera’ a braccia aperte.
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Paradossi di governo
Monica Murgia

Ormai siamo al paradosso e alla macchietta. Abbiamo un ministro che vorrebbe migliorare la qualita’ della scuola pubblica semplicemente tagliandole i fondi e dandoli alle private e riducendo il numero del personale senza alcun riferimento alla capacita’ lavorativa di ciascuno. Nel frattempo parla a vanvera di meritocrazia, lei che per l’abilitazione ha barato alla grande andando a sostenerla laddove sapeva sarebbe stato piu’ facile.
Abbiamo un ministro che difende la Cristianita’ dell’Europa ma si sposa con rito celtico ignorante tanto da non conoscere la differenza tra il mangiare carne suina (proibito ai musulmani) e costruire dove piscia un maiale (assolutamente indifferente alla religione musulmana).
Un altro ministro tuona un giorno contro i meridionali scansafatiche e un altro contro i meridionali che rubano il lavoro ai settentrionali. Lui che non ha mai lavorato in vita sua e che con la prima moglie ha millantato, cosa che e’ stata causa del divorzio, una laurea in Medicina e un lavoro ospedaliero, andandosi a sposare in seconde nozze a una Siciliana. Abbiamo un altro ministro che, pur avendo avuto come unico merito quello di avere un bel corpo e di averlo mostrato senza veli in vari tabloid, cerca di legiferare sulla moralita’ altrui. Abbiamo un ministro degli interni scissionista e contrario al tricolore e uno della funzione pubblica che da grande assenteista lotta per impedire l’assenteismo altrui.
E abbiamo un Premier leader di un partito che si definisce delle libertà, che ben tutela le proprie cercando di limitare quelle altrui se non sono gradite alla sua persona, che si definisce anticomunista mentre va a braccetto con il suo amico Putin e manda in prima linea i figli altrui a combattere dittatori, e nel tempo libero va a braccetto con Gheddafi. Appoggia la Lega per i respingimenti ma invita i nordafricani a venire nel nostro Paese per essere accolti a braccia aperte e integrati. La cosa peggiore e’ che ancora molti danno loro credito.
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Ipnosi e serial
Mariapia

Ogni tanto qualche popolo cade in una strana storia, talmente strana che non pare possibile, come ben descrive Thomas Mann nel lungo racconto “Mario e il mago”, in cui il mago, il cavalier Cipolla, riesce a teatro, ad ipnotizzare il pubblico e a renderlo schiavo dei suoi voleri e inoltre, chi si ribella, lo fa in modo fiacco e infine viene eliminato.
Ma non sara’ qualcosa che ci sta capitando? Forse abbiamo i tubi catodici avvelenati? Ci stanno trasformando in porci? Cittadini stretti all’angolo e sconfitti?
Quest’anno l’estate non mi ha fatto bene e ho qualche allucinazione.
Va tutto bene, vivo in un paese che va a gonfie vele!
Leggo tutte le storie fantasy che si scrivono oggi sul potere politico italiano e vedo che la creativita’ non manca: storie talmente fantastiche che serviranno per un serial aperto, di quelli che non finiscono mai.
Se realizzeranno quel serial, e’ un peccato che io non possa guardare la TV poiche’ mi viene male alla testa per via di un disturbo visivo.
Una delle storie fantastiche e’ incollata qui sotto e penso che se ne possano fare parecchie puntate di una serie affidata, a piacere, o a un attore drammatico o a un comico, a seconda del temperamento di un regista di storie fantasy.
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Agosto, il mese piu’ caldo per l’informazione
Francesco Palladino

Puo’ essere utile compilare un promemoria breve, riferito solo al mese di agosto, sulle minacce alla liberta’ di stampa e le intimidazioni ai giornalisti, compiute con insistenza e costanza dal premier Silvio B. Per non dimenticare.
Il mese e’ iniziato da pochi giorni allorche’ B rivolgendosi ai giornalisti sportivi a Milanello, marca la differenza dai colleghi della stampa politica “che insistono sempre per fare delle domande” ! Ohibo’, una colpa grave, per il premier (come si capira’ meglio a fine mese).

Passano alcune ore e a palazzo Chigi in piena conferenza stampa, B accusa i giornali di “orchestrare una campagna di calunnie” a suo danno e si rivolge ad una collega del Tg3 affermando di “non poter piu’ sopportare gli”attacchi al governo portati dalla tv pubblica”. Anzi, precisa, “il servizio pubblico non dovrebbe attaccare ne’ me, ne’ il governo, ne’ l’opposizione”. Solo applausi per tutti, pare di capire.

Non contento, rivolgendosi ad un cronista di Repubblica si lascia sfuggire un “quelli sono dei delinquenti”, riferito ai giornalisti del settimanale L’ Espresso.

Il 10 agosto in una intervista al Gr1, il premier insiste: “E’ inaccettabile che la tv pubblica sia l’unica al mondo ad essere sempre contro il governo, quando al governo ci siamo noi”. E ancora, ossessionato dai servizi, dalle inchieste e dalle domande di “Repubblica”, prende il randello e accusa: “A me pare che di questi tempi di deviato ci sia solo un certo giornalismo”. Gli risponde il segretario della Fnsi, Franco Siddi: “Se c’e’ un maestro di deviazioni e’ proprio lui, B, capace di disegnare volta per volta solo la realta’ che gli piace”.

E’ in questo contesto che, l’8 agosto, Sandra Bonsanti presidente di “Liberta’ e Giustizia”, lancia un “disperato allarme” a Giorgio Napolitano. “La misura e’ colma, quando la stampa e l’informazione sono vilipese e intimidite….cosa resta della democrazia?”.

Appena giunto a villa Certosa per il Ferragosto, B viene fotografato sul pontile della residenza: si scatena la sua ira: “E’ l’ennesima violazione della privacy. E’ un tema sempre piu’ urgente che dobbiamo affrontare e risolvere”. Un capo del governo che annuncia un proposito simile non puo’ lasciare tranquilli….Intanto denuncia e querela i fotografi curiosi.

Anche il leader della Lega, Bossi, non si lascia sfuggire l’occasione di prendersela con la stampa, subito dopo il 15 agosto: “Hanno inventato la storia dell’inno di Mameli” (meglio il “Va pensiero”). Conclusione: “Dovrebbero metterli in galera, i giornalisti!”.

L’ultima decade di agosto si apre con la indimenticabile intervista del premier a Chi (a palazzo Grazioli “ho partecipato solo a cene simpatiche” rivela) nella quale nuovamente avverte che “violare la privacy e’ un reato grave, non basta una multa a sanzionarlo, come fosse un divieto di sosta”.

Cosi’ ben preparato il terreno, il 27 agosto si apprende che B fa causa per diffamazione a Repubblica (un milione di euro di risarcimento) per le dieci domande che da due-tre mesi gli vengono quotidianamente rivolte, senza risposte. E’ la prima volta a memoria di giornalisti, che un presidente del consiglio (che ha il dovere di praticare la ‘trasparenza’ nei suoi atti, pubblici o privati) in Italia, o in altro paese democratico, fa causa per le domande rivoltegli. Come se Bill Clinton presidente Usa avesse citato per diffamazione tutta la stampa americana che per anni, dal 1998, lo ha accusato di aver avuto rapporti privati, diciamo cosi’ “impropri” con Monica Lewinsky, nella Sala ovale della Casa Bianca, rivolgendogli domande insinuanti in tutte le conferenze stampa ufficiali. Prima e dopo il lungo procedimento giudiziario per le accuse di spergiuro.

A proposito di privacy (e di liberta’ di stampa), Cherie Blair, moglie dell’ex premier britannico, nel libro di memorie dal titolo “La vita in una palla di cristallo”, rivela che “non tutto e’ permesso a Downing Street. Non ci si puo’ rilassare un attimo”. Appunto, come da noi…..

Da ultimo, un ricordo personale: nel 1994 (lavoravo come inviato politico al settimanale Oggi), a dicembre, chiesi una intervista a B, capo del governo (alla vigilia della crisi) e anticipai il tema di alcune domande, certo non ossequiose ne’ in ginocchio. Poco prima della visita a palazzo Chigi per il colloquio, l’amico Jas Gawronsky, dell’ufficio stampa del premier, mi telefono’ per avvertirmi che ”le mie domande erano tutte all’attacco e che B non intendeva rispondermi, perche’ l’intervista lo costringeva a difendersi”. Naturalmente non realizzai l’intervista

www.libertaegiustizia.it/index.php
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La ripresa? Improbabile e precaria
Paolo De Gregorio

Operai e abusivi di sinistra, affratellati con padroni e banchieri, fanno il tifo per una ennesima ripresa capitalista della economia, senza essere capaci di guardare oltre il proprio naso e fermare la vera emergenza della distruzione ambientale e della sovrappopolazione. Tutti si affidano alla speranza di uscire dalla crisi e il piu’ piccolo segnale di rallentamento della stessa viene subito speso in termini di ritrovato ottimismo. Ma nessuna crisi globale e’ mai uguale alle altre, quella attuale non e’ ciclica, ma strutturale, in quanto si sono affacciati ai mercati internazionali nuovi grandi produttori in grado di produrre merci di tutti i tipi, anche di tecnologia avanzata, sottraendo ai paesi occidentali, in maniera definitiva, segmenti di mercato importanti, anche in settori come l’acciaio e il petrolio.
Non solo, ma a livello finanziario gli USA, e anche l’Italia, hanno un debito pubblico fuori controllo, mentre un paese come la Cina ha riserve di 2.000 miliardi di dollari (molti investiti in buoni del tesoro Usa che, se fossero disinvestiti improvvisamente farebbero chiudere l’America per fallimento e bancarotta). Naturalmente il peso dell’interscambio USA-CINA non rende conveniente fare questo passo, ma la novita’ e’ che parte del surplus di bilancio cinese e’ gia’ usato per acquistare molte imprese e materie prime in tutto il mondo e, a shopping avvenuto, nulla nell’economia mondiale sara’ come prima.
Pero’ questa redistribuzione della ricchezza e dei mercati, in cui l’Occidente risulta perdente, accentua enormemente il processo globale di distribuzione delle merci, con il grande inquinamento che ne deriva, e con il problema che l’infernale meccanismo si puo’ fermare in ogni momento per la diminuita capacita’ di acquisto e di consumo di milioni di persone. Nel mercato se uno vince c’e’ anche chi perde in modo direttamente proporzionale.
Di fronte a queste storiche e galoppanti novita’ gli Usa e L’Europa non hanno messo in campo una nuova strategia e anche il verbo piu’ usato, che e’ sperare, ci rivela che non si affidano alla razionalita’ e allo studio della realta’.
La sola mossa, parziale, capace di cambiare le cose, e’ la scelta di Obama di investire centinaia di miliardi di dollari nella riconversione energetica con le rinnovabili, che e’ un gigantesco passo in avanti verso l’autosufficienza energetica degli USA, che presto potrebbero constatare che tutte le loro flotte, i loro eserciti, le 900 basi militari sparse nel mondo per difendere gli interessi petroliferi e commerciali non servirebbero piu’ a nulla e quei mille miliardi di dollari che costano ogni anno, se investiti nel proprio paese, risolverebbero tutti gli attuali problemi.
Gli Usa possiedono anche un territorio che, in proporzione al numero di abitanti (300 milioni) e’ in grado di dare una larga autosufficienza alimentare, e questo ostinarsi al dominio militare e alla globalizzazione dei mercati, che li vede perdenti anche sui campi di battaglia, appare come una ossessione patologica, che non ha niente a che fare con la democrazia e con il senso comune.
Comunque lo scenario da contrapporre al mondo come lo conosciamo ora, che continua a proporre solo l’aumento del PIL e gli interventi militari, e non pone rimedi risolutivi per l’ambiente e la sovrappopolazione, e’ quello della SOSTENIBILITA’, in cui ogni nazione lavora per mettere in armonia il numero degli abitanti con le proprie risorse alimentari. I soldi meglio investiti non sono quelli che aumentano la produzione, ma quelli che vengono usati per offrire a tutte le donne, gratis, mezzi contraccettivi che facciano diminuire le bocche da sfamare.
Affermo con certezza assoluta che vi sono due potenti entita’ che impediscono questo razionale cammino, le religioni e i teorici capitalisti dello sviluppo infinito. Qui bisogna cominciare a puntare il dito contro le religioni (islamica e cristiana) e bisogna lavorare per una nuova politica che decide al posto del liberismo, e si lavori dovunque per una autosufficienza energetica ed alimentare. I responsabili delle catastrofi prossime venture sono oggi al potere, sta a noi cacciarli ed indicare l’alternativa.

Banner-record sul Monte Rosa

Abbiamo posizionato sul Monte Rosa il piu’ grande ‘messaggio’ di tutti i tempi.
Un banner di 5200 metri quadri, con la scritta «Our Climate – Your Decision!».
Tra poco piu’ di cento giorni ci sara’ la Conferenza sul clima di Copenhagen.
Per i capi di governo e’ il momento delle decisioni importanti sul proseguimento del Protocollo di Kyoto.

Oltre al banner-record, Greenpeace ha installato sul ghiacciaio di Gorner un campo di protezione del clima, con lo scopo di mostrare la pericolosita’ dei cambiamenti climatici e la necessita’ di un’azione urgente.
In quanto paesi alpini, l’Italia e la Svizzera sono toccati in modo particolare dal riscaldamento globale, con gran parte dei ghiacciai in ritirata.
Le conseguenze sul clima – come indicato dagli scienziati membri dell’Ipcc (il panel dell’Onu che studia i cambiamenti climatici) – sono potenzialmente devastanti.

www.greenpeace.org/italy/news/monte-rosa
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FILM: Il pranzo di ferragosto
Nicolai Caiazza

Il film e’ uscito giá da un anno ma converrebbe ancora parlarne (e vederlo) per le implicazioni che mostra a proposito della vita sociale in Italia negli ultimi decenni.
La storia e’ quella di un uomo quarantenne che vive con la madre in un appartamento di Roma. L’amministratore del condominio si presenta da lui con un conto spese arretrate.
Tuttavia e’ disposto a soprassedere per il momento se lui e’ disposto ad ospitare la propria madre per i giorni di ferragosto. Lui accetta e poi vede dalla finestra che l’amministratore, dopo avergli consegnata la madre, parte in auto con una ragazza. Lo stesso giorno un suo amico medico gli propone in cambio di assistenza medica di accettare di ospitare la madre e la zia per qualche giorno a ferragosto. Tutti comunque si sdebitano anche con soldi che lui accetta di buon grado perche’ il denaro gli difetta sempre. La storia poi si svolge a ritmo di commedia ed e’ gradevole seguirla.
La prima situazione che tocca l’attenzione e’ il vedere un uomo che e’ totalmente dipendente sia finanziariamente che sentimentalmente dalla convivenza con la madre. C’e’ tenerezza, comprensione, tolleranza, pazienza, tutti sentimenti che rendono soffice l’esistenza. Ma sorge allora con allarme la domanda: si puo’ sfuggire alle responsabilita’ della vita perpetuando un rapporto madre-figlio? E’ un fatto positivo mantenere un legame stretto fino alla morte dei genitori da parte dei figli?
Lo sviluppo industriale in Italia, a differenza degli altri paesi europei non e’ stato accompagnato da una evoluzione delle forme di relazioni sociali. In Francia nel dopoguerra fu promossa e sviluppata la realizzazione di “Maison des jeunes” nelle grandi citta’. Cosí che i giovani che lasciavano la famiglia per andare a lavorare o a studiare nella citta’ avevano la possibilita’ di abitare a un prezzo irrisorio in questi centri dove c’era anche un ristorante e uno spazio comune per la comunicazione. Diversamente in Italia la Fiat ospitava gli operai nei sottotetti dei palazzi del centro in piu’ persone in uno stanzino alla merce’’ degli affittuari-strozzini.
La classe capitalista dominante in Italia non ha mai promosso una politica abitativa che permettesse ai giovani di rendersi indipendenti dai propri genitori e costruire una propria vita autonoma. Naturalmente la Chiesa si e’ servita anche di questa arretratezza per poter meglio controllare i costumi della gente. La famiglia era diventato il luogo dove si produceva il controllo della societa’. I giovani per fare l’amore hanno bisogno della “macchina”(che e’ diventata in tutti i sensi il luogo dell’autonomia), perche’ non dispongono di una propria casa e nella casa paterna c’e’ sempre qualcuno. Questa e’ anche forse la causa della relativa arretratezza sessuale degli italiani rispetto agli altri paesi sviluppati. Indubbiamente il prodotto attuale di questa arretratezza e’ l’individuo che sta a capo del governo, che maschera la propria miseria sessuale alzando un polverone di finte orge insieme ad altri vecchietti.
In Italia non e’ stata mai prodotta una politica del welfare cosi’ che per poter disporre di una propria abitazione i giovani devono aspettare di avere una “sistemazione” e un reddito sicuro. Nessun governo ha mai voluto risolvere il problema delle abitazioni sociali per non indispettire i proprietari di immobili, cosa che ha fatto si’ che i giovani restassero nella casa dei genitori e a loro carico il piu’ a lungo possibile.
Nel film la scena dell’amministratore che deve scaricare la propria madre per poter permettersi di passare qualche giorno con la sua amica e’ tipica di questa situazione.
Il film e’ stato visto, anche dal suo stesso autore come un omaggio alla buona disposizione di non abbandonare i propri genitori. La difesa degli anziani in una societa’ e’ giustamente un misura del suo grado di civilta’. Garantire una pensione decente e una assistenza adeguata e’ un punto indispensabile. Ma cio’ di cui si tratta e’ di rivendicare allo stesso tempo liberta’ e autonomia per i giovani perche’ possano organizzare la propria vita senza dover dormire sotto i ponti, e disponendo di un reddito minimo per organizzare la propria sopravvivenza in modo indipendente dai genitori.
La situazione della dipendenza dei figli, e’ diventata cosi’ generale che ormai e’ vista come una cosa naturale, laddove produce invece delle malformazioni a livello psichico.
Nel 1992 vinse il festival di Sanremo la canzone “portami a ballare” che parlava di un ragazzo che si rivolgeva alla propria madre come se fosse una ragazza da invitare in discoteca. Si potrebbe definire “incesto psichico”? E’ comunque un segno di involuzione della societa’ anche dal momento che tutti furono felici che la canzone fosse premiata, invece di denunciarne il carattere regressivo.
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E’ morta Teresa Sarti Strada
Viviana Vivarelli

L’ho conosciuta e ammirata, una donna dignitosa, gentile, sensibile, molto dolce ma determinata.
Aveva 63 anni. Nel 93 fondo’, col marito Gino Strada, Emergency per aiutare i poveri colpiti dalle guerre nei paesi dove nessun ospedale li avrebbe accolti. Lavoro’ tutta la vita per la pace e per questo fu messa all’indice, lei e il marito, dai malvagi che desiderano l’abbrutimento delle guerre.
Dice Sergio Paronetto, vicepres. di Pax Christi: “Sento il forte bisogno di onorare la memoria di Teresa Sarti Strada cui mi unisce l’impegno credente per la pace. Mi colpiva la sua determinata concretezza unita a un sobrio richiamo ai grandi ideali che avvertivo come adesione ad essi tanto piu’ profonda quanto piu’ discreta e gentile.
Nell’attuale convulsione mediatica, e’ importante pensarla sia come donna italiana, cittadina attiva, sia come parte integrante del “popolo della pace” che presenta al suo interno lo splendore della nonviolenza femminile che significa, come osservava Gandhi, “amore infinito capace di assumere il dolore” e “capacita’ di insegnare la pace a un mondo lacerato”
Grazia e pace a lei e a tutti noi”
Milly Moratti: «Teresa ha sacrificato l’inizio della sua vita famigliare per venire incontro alle speranze di un medico che andava in giro per il mondo a curare le piaghe di chi soffriva. E le e’ venuta la pazza idea di fondare un’associazione cosi’ agile da poter restare nei paesi martoriati anche quando le guerre diventavano pericolose e gli altri se ne andavano»
Don Luigi Ciotti: «E’ stata una seminatrice di speranza»
E’ di queste persone e di questa speranza che abbiamo bisogno ogni giorno di piu’, mentre stiamo affondando in una palude creata da gente spietata che pensa solo al proprio potere personale, ai propri vizi e abusi dimenticando i mali del mondo.

Don Rigoldi ha detto:
«Le grandi anime non muoiono mai, continuano a girare intorno a noi».

Foto di Teresa Sarti

JUNG E IL COLORE VERDE
Viviana

Ho trovato una rara testimonianza di una conferenza che Carl Gustav Jung fece sul significato simbolico dei colori.
Il verde vi compariva come il colore di chi non ha un territorio, una patria, i beduini del deserto per es., costretti sempre a migrare. Era il colore della tribu’ di chi non riconosce di appartenere a una nazione. Non a caso il verde e’ il colore del profeta Maometto che era un conduttore di cammelli.
E’ verde la bandiera di
Algeria
Bangladesh
Libia
Brasile
Repubblica dominicana
Arabia saudita
Mauritania
Nigeria
Pakistan
Tukmenistan
Zambia

e naturalmente della Padania
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Sputtanamento
Vi

Sto vedendo in tv le facce che ridono dei membri europei di fronte all’uscita di B che pretende che i commissari non diano valutazioni di giudizio
La cosa e’ stata presentata dalle nostre tv ‘intellettuali’ come ‘un forte attacco di B all’Europa’.
Piu’ che forte attacco sembra che ridano di una barzelletta e stanno attenti a non scompisciarsi per rispetto al luogo.
Almunia stava chiedendo ridacchiando a chi si doveva o non si doveva chiedere un parere e rideva proprio.
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RIDIAMARO : – )

Viviana

A B piacciono i giornalisti alla Marzullo: “B, si faccia una domanda e si dia una risposta”.
Poi metta su anche il disco degli applausi.
Ma il signor B ha detto ai giornalisti: “Mi raccomando, scrivete che io dico queste cose, ma le dico sol sorriso”
E infatti ha querelato 200 persone, ha cercato di affossare due giornali dell’opposizione e Di Pietro, ha attaccato persino la CEI e l’UE, ma lo ha fatto “col sorriso”!
Un sorriso da squalo, ma il suo non e’ forse il partito dell’amore?
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Scrive Don Aldo

La surreale intervista di B a Nessma tv, che si candida a diventare la Rete4 maghrebina
(grazie a Daniele Sensi)

www.youtube.com/watch?v=buOLH4UwAaA

A lasciare esterrefatti sono soprattutto alcune uscite finalizzate a lisciare il pelo al pubblico maghrebino, come la presunta volonta’ del premier ad “aumentare i canali di ingresso legali” in Italia e a garantire ai migranti, casa, lavoro, istruzione, aprendo tutti i nostri ospedali alle loro necessita’, perche’ pure gli italiani sono stati emigranti, e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia”.
“Per chi vuole provare nuove possibilita’ di vita e di lavoro bisogna aumentare le possibilita’ di entrare legalmente in Italia e negli altri paesi europei. Abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia, la possibilita’ di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli. E questa e’ la politica del mio governo”.
Trattandosi di una tivu’ di sua proprieta’, nessuno dei presenti gli ha fatto notare che la linea del suo governo va nel senso esattamente contrario. Anzi, la conduttrice ha detto: “E’ incredibile, signor presidente, non posso trattenermi dall’applaudire!”.
La rete Nessma – per la quale B si e’ speso in uno spot finale – ha un bacino di ascolto di quasi 100 milioni di persone, che – con immaginabile gioia dell’alleato Bossi – ora sono convinte che l’Italia le accogliera’ a braccia aperte.
Ma insomma gli asini volano? Si’, se lo dice B.
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Liberazioni bibliche
Vi

“Allora B che era nel tempio, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesu’ Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”.
E Gesu’ lo sgrido’: “Taci! Esci da quell’uomo”.
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, usci’ da B” (Marco 1, 23-26)
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i Bani. Tutta la citta’ era riunita davanti alla porta a vedere.
“Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”
E lui gridava: “Esci, spirito immondo, da quest’uomo!”.
E al diavolo domando’: “Come ti chiami?”. “Mi chiamo Legione, gli rispose, perche’ siamo in molti”.
E il diavolo prese a scongiurarlo con insistenza perche’ non lo cacciasse fuori da quella regione. Ora c’era la’, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: “Mandaci da quei porci, perche’ entriamo in essi”. Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipito’ dal burrone nel mare; era tutto il Pdl al completo piu’ la Lega che era ancora piu’ brutta e affogarono uno dopo l’altro nel mare. I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in citta’ e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto” (Marco 5, 1-14)
E il paese fu liberato da B
E ognuno respiro’ finalmente felice.
E un grande buco resto’ nella televisione di stato e privata ma ognuno penso’ che era molto meglio cosi’.
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Lalla segnala

Dieci domande a Umberto Bossi

1) E’ vero, signor Bossi, che lei si rivolge affettuosamente a suo figlio Renzo chiamandolo “trota” e se si’ perche’?
2) Dopo aver lanciato su Facebook il gioco “Rimbalza il clandestino”, suo figlio Renzo e’ stato nominato membro di un osservatorio dell’Expo di Milano. Attraverso quali canali di reclutamento e in ossequio a quali criteri suo figlio ha ottenuto tale nomina da 12mila euro al mese?
3) Prima di intraprendere l’attivita’ politica lei ha per molti anni svolto l’attivita’ di cantante col nome d’arte di Donato arrivando a partecipare (e venendo bocciato) al festival di Castrocaro. Perche’ ha smesso?
4) Nel 1995 lei definiva B un mafioso con cui non si sarebbe mai alleato. Quando e perche’ ha cambiato idea?
5) Signor Bossi, ha rinunciato all’idea della secessione da “Roma ladrona”? Chi ha la proprieta’ sul “marchio” della Lega?
6) Dopo aver ottenuto il diploma di perito tecnico elettronico presso la scuola per corrispondenza Radio Elettra, lei da 22 anni siede ininterrotamente in Parlamento. Che lavoro farebbe, signor Bossi, se non facesse il deputato?
7) Dice il vero la sua prima moglie, Gigliola Guidali, quando afferma in un’intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che lei usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore (dicendole “ciao amore, vado in ospedale”) senza essersi pero’ mai laureato?
8) Nel 1992 esplode Tangentopoli, un evento epocale che vide lei fra i piu’ convinti sostenitori del pool di magistrati intenti ad indagare sui fenomeni di corruzione. Nel 1993 lei venne coinvolto in una questione legata a un finanziamento illecito di duecento milioni, ricevuti dagli allora dirigenti Montedison. Smise per questo di sostenere i magistrati?
9) Che fine ha fatto il Parlamento del Nord?
10) Il 26 luglio del 1997 lei affermo’ testualmente: “Il Tricolore lo uso per pulirmi il culo”. Signor Bossi, ricorre ancora a questa pratica palesemente anti italiana?
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Gennaro Esposito

(adenokronos) – Da qualche giorno spopola su internet un giochino online da titolo “Nomina B e fai tremare il conduttore!”
Sulla falsariga del gioco ideato da Renzo Bozzi “Respingi l’intelligenza”, occorre essere veloci ad intercettare col mouse le nuvolette con il nome del premier e piu’ ne vengono centrate piu’ tremano le icone degli attuali conduttori della tv di stato.
“Avrei voluto chiamarlo ‘veline’ oppure ‘autocensura’ – ha detto il suo autore, che preferisce restare anonimo – ma col primo avrebbero pensato e belle ragazze e col secondo non avrebbero capito visto il clima del mondo dell’informazione”.
“L’idea m’e’ venuta – ha spiegato – vedendo come diventassero nervosi i conduttori televisivi, sino a giungere alla censura per esempio di Margherita Hack, allorche’ gli ospiti delle varie trasmissioni nominavano il capo del governo”.
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DINO COLOMBO

L’opposizione sta a B come una rete da pescatori sta al mare.
Se non PRENDE PESCI e’ qualcosa che esiste ma non serve assolutamente a niente.
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Non cercare di diventare un B, ma piuttosto un uomo di valore.
Albert Einstein (riveduto e corretto)
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La teoria e’ quando si sa tutto e niente funziona. La pratica e’ quando tutto funziona e nessuno sa il perche’. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’e’ niente che funzioni… e nessuno sa il perche’!
Albert Einstein

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidita’ del Nano di Arcore, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
Albert Einstein
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Una nuova scoperta scientifica in Brianza.
Trovato il cranio di un antico ominide…
Gli archeologi lo hanno soprannominato ‘Homo Feltricus’…
Ad una attenta osservazione dello stesso i paleontologi hanno osservato alcune stranezze…
La mancanza di tracce di quello che doveva essere un cervello…al suo posto invece hanno notato con meraviglia la presenza di sterco di cavallo e un particolare biglietto bianco riportante alcune cifre… molto somigliante a quello che potrebbe essere l’indicazione di un prezzo.
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Massimo Solari

Il benefattore
Sesso e affari. Tarantini reclutava disoccupate

R. Leo

Ultime notizie Ansia:
B ha querelato anche il suo cane!
Non scodinzolava!!!
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Ettore Chiacchio

Dalla chimica…
“La “camicia verde” e’ un composto che si ottiene immergendo la “camicia nera” in un bagno di stronzio”
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Aldo

Brunetta ha dichiarato che da quando e’ ministro le donne lo corteggiano.
Tutte lo vorrebbero nel loro giardino.
Insieme a Biancaneve.
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Antonio Castaldi

Berlusconi, Fini, Bossi
LE FECCE TRICOLORI

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Viviana

Pasolini aveva un incubo
Il peggio è che hanno fatto di tutto per farlo diventare reale

Ma insomma su B abbiamo detto di tutto e di più
mafia, P2, narcotraffico, evasione…
e la cosa che proprio gli e’ andata di traverso
è stato quel fatto dell’erezione perduta…!
E’ proprio vero che il lupo perde il pene ma non il vizio
ma a saperlo si poteva fare tutta una campagna di poster incentrata sul pene di Berlusconi e lo schiacciavamo
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Paolo

A proposito di intellettuali, oggi Zanda, il portavoce del PDmenoL ha dichiarato: “Una democrazia che imbavaglia la stampa è una democrazia INCOMPLETA”.
I me cojoooni!!! Che coraggio! Che lungimiranza! Che profondità di analisi politica! Siamo in pieno regime fascistoide con tanto di patetico ducetto, e la democrazia è “incompleta”?????
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Viviana
Me pare la raccolta delle figurine Panini, me pare.

Lalla copia:
Vanity Fair
Mentre nel mare blu tra Malta e Lampedusa galleggiano ancora i cadaveri freschi dei nostri fratelli africani ci tocca ascoltare Umberto Bossi, due mogli, quattro figli, condanne per tangenti e vilipendio, vantarsi di essere un buon cristiano. Anzi un crociato. Pronto a varcare la soglia del Vaticano per offrire la propria fede – piu’ qualche legge sul fine vita, piu’ qualche spicciolo alla scuola cattolica, piu’ qualche intoppo alla pillola RU 486 – per risarcire la Dottrina e i vescovi dalle commoventi intemperanze sessuali (e dalle bugie) del sultano di Arcore ammalato di solitudini notturne.
“Ci andiamo per un chiarimento – ha detto Bossi -. Per ricordare che la nostra matrice e’ cristiano cattolica”. Strana davvero questa matrice. Coltivata da un quarto di secolo tra gli alberi del fuoco delle foreste intorno a Varese, dove con rito celtico si sono sposati numerosi adepti tra cui i pluri ministri Calderoli e Castelli. Irrigata dalle acque di Eridano, il dio Po. Alla cui sorgente, ogni anno, la Lega innalza l’ampolla secondo un rito pagano di ere leggendarie, quando in Padania esisteva la nebbia, ma non ancora lo scontrino fiscale.
“Siamo il baluardo contro l’islamizzazione dell’Europa dei banchieri”, assicurano i nuovi crociati. L’argine alla chiesa conciliare, cattocomunista e “alleata dei poteri forti”. I difensori dei crocefissi a scuola. I custodi della famiglia, delle tradizioni, del dialetto, dei giardini pubblici. Il presidio contro “l’invasione degli immigrati”. Verso i quali, come ha detto di recente Roberto Maroni, ministro dell’Interno “bisogna essere cattivi”. Usare il carcere, l’esercito, il mare. E poi, al massimo, il pentimento dopo la confessione.
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Stefania

Gli onesti e pii in pellegrinaggio…tutti assieme appassionatamente…Ma chi sovvenziona? I soliti noti?
PARLAMENTO: DA OGGI DEPUTATI IN PELLEGRINAGGIO IN SIRIA SU ORME SAN PAOLO Roma, 3 set. (Adnkronos) – Pellegrinaggio in Siria, sulle orme di san Paolo, da oggi al prossimo 9 settembre, per i deputati e le loro famiglie, accompagnati dal ‘cappellano’ di Montecitorio monsignor Rino Fisichella. Un appuntamento diventato ormai una tradizione prima della ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva e che negli anni scorsi si svolse in Terra santa, in Portogallo, in Turchia e in Grecia. Damasco, Aleppo, Maalula e Crac de Chevalier le tappe lungo le quali si snodera’ il viaggio di quest’anno, riflettendo sul tema: “Questo e’ l’amore che vale piu’ del potere: quando e’ salva la fede che garantisce il potere”. “L’esperienza che ormai da alcuni anni portiamo avanti -sottolinea Fisichella nella lettera d’invito- riscuote l’interesse dei parlamentari e delle loro famiglie, che trovano in questo pellegrinaggio non solo un motivo religioso, ma anche la possibilita’ di una conoscenza reciproa nella stima e nell’amicizia”. Tra gli aderenti all’iniziativa, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il sottosegretario all’Economia Stefano Saglia. E poi Enzo Carra, Paola Binetti e Livia Turco del Pd, Massimo Polledri e Paola Goisis della Lega, Francesco Bosi dell’Udc. Costo del pellegrinaggio, 1.900 euro a persona, 2.300 per chi va in camera singola.
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Lalla segnala
Como, nozze e centralino in dialetto, le invenzioni dell’assessore leghista

Peverelli non e’ nuovo a iniziative clamorose: un anno fa inventò il centralino comunale in vernacolo. Basta comporre il numero e si sente la sua voce che in dialetto comasco invita: “Se ta vret parlaà cun l’operaduù schiscia ul quater”
“E adess v’el disi bèl ciaàr: da quest mumènt chì sii marì e mijèè”. A Palazzo Cernezzi, sede del municipio di Como, si è celebrato il primo matrimonio in vernacolo. Davanti all’assessore all’Ambiente, il leghista Diego Peverelli, una coppia di comaschi di mezza età che ha scelto di unirsi con rito civile, ma celebrandolo anche in dialetto. Peverelli, tuttavia, come prevedono le leggi in materia, ha dovuto pronunciare il “vi dichiaro marito e moglie” anche in italiano, come pure in doppia lingua ha letto i diritti-doveri dei due coniugi. A volere che il rito fosse in lingua dialettale sono stati i due sposi, circondati da amici e parenti. Presente anche il consigliere regionale leghista Edgardo Arosio. La Lega ha già presentato in parlamento una proposta di legge a firma del deputato Pierguido Vanalli, peraltro, intitolata “Introduzione dell’articolo 107-bis del Codice civile per la celebrazione dei matrimoni in lingua locale”.

Littizzetto risponde a Berlusconi

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http://masadaweb.org

17 commenti »

  1. Non si può chiedere a BLOB di mandare in onda il filmato?

    E LA LEGA CHE DICE? (sto proprio urlando, Non ne posso più)
    Lo trasmette la Lega questo filmato ai suoi festival di mentecatti coglioni stile Salvini?

    Berlusconi sta provocando l’alluvione dei maghrebini con palesi inviti a venire da noi.
    I maghrebini sono gli abitanti del Sahara occidentale, Marocco, Algeria e Tunisia

    Sono 90 milioni di persone!!!!!

    Berlusconi le ha invitate tutte in Italia!!!!
    …e per fortuna che sono tanto poveri che la tv non ce l’hanno….
    Ora che si fa? Aspettiamo l’onda d’urto dei maghrebini???? gentilmente invitati da un premier tanto ospitale qquanto falso e spregevole???? Che per loro ha preparato il carcere o il rinvio.
    Ma nel filmato non lo dice, il fabarutto!!!

    Quest’uomo mente come respira
    Ma come fanno gli idioti a credergli?
    Ma come fanno questi idioti integrali che lo votano? Questi dementi a piede libero? Questi farabutti rei di associazione con un farabutto?
    Ormai l’idiozia non scusa più nessuno
    I figli del diavolo difendono il diavolo
    Non gli credono ma a loro non gliene importa una sega, gli basta stare dalla sua parte
    Anzi più il diavolo mente
    e più i succubi godono

    (Nel Medioevo i diavoli di secondo ordine erano detti incubi e succubi. Figure del male a metà tra il demonio e non si sa cosa.
    L’Incubo è un diavolo che prende l’aspetto di un uomo e giace con una donna, mentre il Succubo prende l’aspetto di una donna e si accompagna nottetempo con una persona di sesso maschile. Di questi mostriciattoli sembra che oggi in Italia ce ne sia una invasione. Altro che i maghrebini!)

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 8:19 am | Rispondi

  2. Nessuna particolare simpatia per la CEI … anzi ….

    Ma sono d’accordo con Viviana sul fatto che qui la questione è un’altra, è l’attacco alla libertà di espressione.

    L’atteggiamento di chi “si rallegra in odio alla CEI” fa il paio con quello, molto più diffuso, di chi da posizioni di presunta sinistra è riuscito a magnificare anche qua sopra la politica estera del Berlusca nei confronti di Putin o Gheddafi “in odio agli Usa e/o all’Inghilterra”.

    La verità è che ormai si sono persi i “fondamentali” ……

    E la cosa è assai triste !

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 9:04 am | Rispondi

  3. Mi fanno ribollire il sangue, le cose che mandi. Mi ricordano quanto sia furiosa, disgustata, e anche disperata – nel senso letterale di non vedere speranze di incanalare tutta questa furia e disgusto in un “che fare”. Oggi alle sei vado alla manifestazione pro omosessuali, ma è un refolo d’aria, o meno …
    Insomma, non riesco a leggerle, ma di quel poco che riesco penso: è proprio quel che va detto, e gridato.
    Non so se ringraziarti o mandarti al diavolo 🙂
    Simona

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 10:07 am | Rispondi

  4. Si vivrebbe meglio non sapendo niente, ci arrabbieremo meno, ma sarebbe una vita da bestie
    baci
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 10:07 am | Rispondi

  5. lo so perfettamente, e mi colpì, a suo tempo, che tu parlassi di “resistenza”, perché penso da tempo che organizzare la resistenza sia esattamente il nostro compito. Penso anche che per svogerlo ci vogliano tenacia, pazienza e determinazione, e trovare dei compagni, come avrebbe detto Capitini – e in te ne cerco una, per esempio. Penso che dobbiamo smetterla di correre dietro all’ultima indignazione del momento e pensare a costruire un discorso, una risposta dura e coerente a questa pece.

    Ma ogni tanto, spesso, mi viene l’impazienza; per esempio quando leggo Masada. Non dico mica che l’impazienza non sia buona e salutare: mi ricordi che fare qualcosa è urgente. Nello stesso tempo mi dico che a forza di “fare qualcosa” continuiamo a sparare cartucce contro gli specchietti per le allodole.

    un abbraccio
    S.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 12:07 pm | Rispondi

  6. E’ Berlusconi ed ho detto tutto, aspettarsi coerenza da lui è come aspettarsi che un mulo declami la Divina Commedia. In realtà lui ha tanto bisogno di affetto e comprensione che dice qualunque cosa il suo ascoltatore vorrebbe sentirsi dire!Uno zelig,lui diventa musulmano in mezzo ai musulmani, Bushista con Bush, Obamiano con Obama, padano con i padani!
    Michele

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:04 pm | Rispondi

  7. ed intanto (anche) attorno a questa cosa stanno ponendo le basi per il nuovo grande centro… Fini e Casini sono già stati convocati…

    Lu

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:05 pm | Rispondi

  8. Ti dirò in tutta franchezza che sarebbe sempre meglio – o più compiutamente meno peggio – della situazione attuale.

    E’ triste dirlo ma mi sembra un dato oggettivo.

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:05 pm | Rispondi

  9. Il delitto è compiuto

    di GIUSEPPE D’AVANZO

    DINO BOFFO, direttore dell’Avvenire, si è dimesso e non tiene conto discutere del sicario. È stato pagato per fare il suo sporco lavoro, se l’è sbrigata in fretta. Ora se ne vanta e si stropiccia le mani, lo sciagurato. Appare oggi più rilevante ricordare come è stato compiuto il delitto; chi lo ha commissionato e perché; quali sono le conseguenze per noi tutti: per noi che viviamo in questa democrazia; per voi che leggete i giornali; per noi che li facciamo.

    Dino Boffo è stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna che non ha nulla a che fare – né di diritto né di rovescio – con il giornalismo, ma con una tecnica sovietica di disinformazione che altera il giornalismo in calunnia. Il mondo anglosassone ha un’espressione per definire quel che è accaduto al direttore dell’Avvenire, character assassination, assassinio mediatico. Il potere che ci governa ha messo in mano a chi dirige il Giornale del capo del governo – una sorta di autoalimentazione dell’alambicco venefico a uso politico – un foglio anonimo, redatto nel retrobottega di qualche burocrazia della sicurezza da un infedele servitore dello Stato. C’era scritto di Boffo come di “un noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato”. L’assassino presenta quella diceria poliziesca come un fatto, addirittura come un documento giudiziario.

    È un imbroglio, è un inganno. Non c’è alcuna “nota informativa”. È soltanto una ciancia utile al rito di degradazione. L’assassino la usa come un bastone chiodato e, nel silenzio degli osservatori, spacca la testa all’errante. L’errore di Boffo? Ha criticato, con i toni prudentissimi che gli sono propri e propri della Chiesa, lo stile di vita di Silvio Berlusconi. Ha lasciato che comparissero sulle pagine del quotidiano della Conferenza episcopale l’amarezza delle parrocchie e dei parroci, il disagio dei credenti e del mondo cattolico più popolare dinanzi all’esempio di vita di Quello-Che-Comanda-Tutto.

    Ora che c’è un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, nell’infelice Paese di Berlusconi, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale. Ma soltanto le prefiche e gli ipocriti se ne possono meravigliare. Da mesi, il presidente del Consiglio ha rinunciato ad affermare la legittimità del suo governo per mostrare, senza alcuna finzione ideologica, come la natura più nascosta del suo potere sia la violenza pura. Con l’assassinio di Dino Boffo, prima vittima della “campagna d’autunno” pianificata con lucidità da Berlusconi (ha lavorato a questo programma in agosto dimenticando la promessa di andare all’Aquila a controllare i cantieri della ricostruzione), questa tecnica di dominio politico si libera di ogni impaccio, di ogni decenza o scrupolo democratico.

    Berlusconi decide di muovere contro i suoi avversari, autentici e presunti, tutte intere le articolazioni del multiforme potere che si è assicurato con un maestoso conflitto d’interesse. Stila una lista di nemici. Vuole demolirli. Licenzia quelli tra i suoi che gli appaiono pirla, fessi, cacaminuzzoli. Vuole sicari pronti a sporcarsi le mani. È il padrone di quell’industria di notizie di carta e di immagini. Muove come vuole. È anche il presidente del Consiglio e governa le burocrazie della sicurezza (già abbiamo visto in un’altra stagione i suoi servizi segreti pianificare la demolizione dei “nemici in toga”).

    Il potere che ci governa chiede e raccoglie nelle sue mani le informazioni – vere, false, mezze vere, mezze false, sudicie, fresche o ammuffite – che possano tornare utili per il programma di vendetta e punizione che ha preparato. Quelle informazioni, opportunamente manipolate, sono rilanciate dai giornali del premier nel silenzio dei telegiornali del servizio pubblico che controlla, nell’acquiescenza di gruppi editoriali docili o intimiditi. È questo il palcoscenico che ha visto il sacrificio di Dino Boffo ordinato da Quello-Che-Comanda-Tutto.

    È la scena dove ora salmodiano il coro soi-disant neutrale, le anime fioche e prudenti in cerca di un alibi per la loro arrendevolezza, gli ipocriti in malafede che, riscoprendo fuori tempo e oltre ogni logica la teoria degli “opposti estremismi” mediatici, accomunano senza pudore le domande di Repubblica alle calunnie del Giornale; un’inchiesta giornalistica a un rito di degradazione sovietico; la vita privata di un libero cittadino alla vita di un capo di governo che liberamente ha deciso di rendere pubblica la sua; la ricerca della verità all’uso deliberato della menzogna.

    È questa la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare chiunque. Per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato, nella sua stessa identità, da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il potere della politica, dello Stato, dell’informazione, dei giornali di proprietà del premier usati come arma politica impropria. Nei cromosomi della democrazia c’è la libertà di stampa e, come si legge nell’articolo 21 della Costituzione, “il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. È questa libertà che è stata umiliata e schiacciata con l’assassinio di Dino Boffo. Lo si vede a occhio nudo, anche da lontano. “Un giornalista è l’ultima vittima di Berlusconi”, scrive il New York Times. Chi, in Italia, non lo vuole vedere e preferisce chiudere gli occhi è un complice degli uccisori e di chi ha commissionato quel character assassination.

    http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-25/delitto-compiuto/delitto-compiuto.html

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:06 pm | Rispondi

  10. Perchè i giornalisti non fanno il loro mestiere,invece di sdraiarsi di fronte ai politici tutti non hanno mai fatto domande in tal senso? Perchè bertinotti e compani non hanno mai fatto manifesatazioni e divulgato tramite il giornale queste notizie compreso il manifesto? Forse, come la lega, hanno sperato che le bricciole venissero anche a loro. ho pensato male, ma a pensar male si indovina speranza
    speranza

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:07 pm | Rispondi

  11. Le responsabilità di questo schifo di cose e del aver consegnato tutto il potere mediatico finanziario mafioso ecc.al B è tutta della ’sinistra chic’ e dei giornalisti lecca c…lo!!!!!!!!!!

    Nando

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:07 pm | Rispondi

  12. FERMIAMO B, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!!!!!!!!!!!
    Leonardo

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 4:09 pm | Rispondi

  13. Grazie VIVIANA per avermi fatto conoscere MASADA. Non sono un intellettuale, ma un semplice uomo di mare con
    l’abitudine, avendone il tempo,di pensare. Sono convito del pratico contributo dato dalla Gente di mare,quando questo Paese era in ginocchio,e noi con le navi fatiscenti (le carrette del mare) a rischio della vita, portavamo le materie prime (grano, carbone, petrolio, ferraccio ecc.ecc.)per permettene la crescita, oggi divenuta opulenza per pochi. Il Nano canticchiando canzonette, e raccontando barzellette sulle navi passeggeri iniziò la sua fortuna. Sulle navi circolavano tante cose e tante storie di cui si sono perse le veline.
    Un caro saluto a VIVIANA.
    Salvatore FONTANA

    Commento di MasadaAdmin — settembre 5, 2009 @ 6:03 pm | Rispondi

  14. Giusta l’analisi sui due gruppi di potere ai vertidi della Chiesa ma Comunione e Liberazione appartiene chiaramente al primo schieramento e non al secondo.

    A dimostrazione palese che in questa questione non esistono “buoni” e “cattivi” ma è sostanzialmente una lotta di potere.

    Diverso è il discorso delle associazioni di volontariato ( almeno della maggioranza di esse), dei missionari ecc. … questi in genere sono contro Berluskoni ma non vogliono nemmeno rifare la Democrazia Cristiana … diciamo che possono essere inquadrati in una specie di “sinistra sociale” cattolica che come un pò tutta la “sinistra sociale” in Italia non trova rappresentanza ….

    Comunque pure io sono arrivato alla conclusione che contro questo governo va bene tutto … anche un progetto di nuova DC come quello dei vescovi ….

    Poi, se rinascerà una sinistra politica degna di questo nome, ce la giocheremo ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2009 @ 6:06 am | Rispondi

  15. Lalla di Arezzo.

    Per tutto il giorno, negli ambienti politici, si è parlato di questa cosa a cui oggi ha dato voce Giannini su Repubblica, il presunto piano della Chiesa per portare a palazzo Chigi un Casini o un Montezemolo, tutti contenti con una Dc reloaded e andate in pace.

    Ho impressione tuttavia che le cose oggi siano un filo più complicate e più pericolose.

    Perché lo scenario del Grande Centro Tranquillo e Cattolico che si sostituisce all’impresentabile premier furioso non tiene conto di due o tre elementi.

    Primo, Berlusconi è un uomo che si arrenderà solo di fronte alla sua fine biologica: mai, mai, mai accetterà di concludere la sua parabola con una messa da parte pilotata e pacifica.

    Secondo, le divisioni armate e i missili balistici ancora nelle sue mani sono enormi. Uomini, soldi, media, servizi e anche consenso in una fascia importante dell’opinione pubblica.

    A ciò si aggiunge l’impressionante china psichiatrica che il premier ha preso negli ultimi mesi. Una situazione mentalmente alterata che, da aprile a oggi, gli ha fatto sbagliare tutto: basta vedere come ha trasformato una vicenda di escort – in sé recuperabile – in un attacco alla stampa, all’Europa, alla Chiesa. Aggiungendo la follia dell’omaggio a Gheddafi che gli ha definitivamente alienato ogni rapporto con Obama.

    Ormai il premier ascolta solo un consigliere – Ghedini – e di qui gli errori a ripetizione, le aggressioni maldestre, l’isolamento crescente.

    piovono rane giglioli

    Lalla di Arezzo

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2009 @ 6:06 am | Rispondi

  16. ….”e anche consenso in una fascia importante dell’opinione pubblica” ….

    Importante sì, ma se si considera anche l’elettorato, molto particolare della Lega, il consenso al governo – vedi ultime europee – non va oltre il 45% … ed è quindi comunque minoritario …

    Se poi si considerano anche il terzo abbondante di elettori astensionisti … si scopre che il consenso reale del governo è di poco più di un italiano su quattro ….

    Più o meno il consenso delle Neue Linke in Germania ….

    Ah… se esistesse pure in Italia una Neue Linke …. una sinistra non troppo ideologica ma che sui contenuti, soprattutto quelli sociali, fosse irriducibile ed intransigente ….

    Ma non esiste ….. questa è la vera forza di Berluskoni ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2009 @ 6:07 am | Rispondi

  17. EDITORIALE di + Giovanni Climaco Mapelli Arcivescovo

    I DUE DINO

    LA CHIESA DELLA SOLIDARIETA’ E LA CHIESA DELL’INDIFFERENZA E DEL SILENZIO Dino Boffo riceve la solidarietà di tutta la CEI e del Vaticano al completo, l’altro Dino, il gay accoltellato a Roma, solo indifferenza e silenzio

    Una breve riflessione mi ha suscitato tutto il baillame accaduto in questi giorni di fine vacanze in Italia intorno al cosiddetto “caso Boffo”: il Direttore di Avvenire, il quotidiano dei Vescovi italiani, si è dimesso dopo le accuse mossegli dal Giornale di Feltri (di proprietà casa Berlusconi) di essere un omosessuale, che nel 2002 aveva molestato pesantemente la moglie di un uomo col quale lui intratteneva una relazione omofila e di essere stato per ciò stesso condannato dal Tribunale di Terni . Ebbene, più di tutto il can can mediatico e politico che si è sollevato, con prese di posizione altisonanti, da politica di bettola italiana come di fatto è da tempo, mi ha colpito l’attestato unanime di tutta la Chiesa cattolica romana ai suoi vertici verso un gay tra l’altro processato per un reato di carattere passionale collegato ad una relazione omosessuale o omofila. Non può non balzare anche all’occhio del più distratto tra gli spettatori di questa kermesse della solidarietà cattolica una totale disparità di trattamento, un assoluto diverso e ingiusto modo di trattare le persone da parte dei Vescovi e Cardinali. Da una parte le solidarietà si sprecavano per Boffo, dall’altra nessuna parola, neanche una, neanche la più timida e semplice per i gay che in questi giorni stessi sono stati presi di mira da una escalation di omofobia e di violenza inaudita. A Roma un altro Dino, che non si chiamava Boffo, è stato aggredito e accoltellato e giaceva da giorni in un ospedale della capitale, quasi in fin di vita. Era un ragazzo gay che ha pagato un gesto di affetto, un bacio o un abbraccio, al suo compagno, con una coltellata in pancia, perchè non doveva esprimere in pubblico quell’amore, quel suo sentimento di amicizia e amore ad un altro ragazzo, ad un altro uomo. Era per difendere la purezza e illibatezza dei sentimenti di due ragazzini quattordicenni presenti alla scena di affetto tra gay, che quell’energumeno gli ha sferrato in pancia la lama di un coltello, dicendo poi di essere stato provocato. Oggi leggiamo però di minorenni che in gruppo, o in branco stuprano una ragazzina di sedici anni: le due cose sembrano distanti in realtà hanno qualche collegamento. I paladini dell’omofobia, dell’odio verso il gay perchè ama “diversamente”, sono gli stessi che disprezzano la donna, la sua dignità femminile, fino al punto da violentarla in tanti, a turno. E’ l’idea maschilista della società e dei rapporti umani: l’altro viene usato e abusato,l’altro non ha una dignità propria, è solo un oggetto che deve soddisfare i miei desideri o le mie pulsioni. Nel caso del gay è una persona indegna di vivere, perchè disorienta la mia pulsione eterosessuale di maschio pronto a dominare e a violentare e mette in crisi la mia idea di virilità, dall’altra la donna è l’oggetto da sfruttare e da dominare poichè è lei che suscita gli impulsi che non so dominare, ed è lei che deve pagare per ciò che mi provoca dentro. La donna che non si concede, colpevole di provocare le mie pulsioni, è la donna che merita di essere stuprata, poichè è solo col possesso e il soddisfacimento brutale dei miei istinti che io metto a tacere la debolezza che lei stessa mi fa’ provare quando sento il bisogno del suo corpo. E’ chiaro che non vi è educazione sentimentale e sessuale qui. A qualcuno poi forse potrà sembrare strano o addirittura sconvolgente, ma questo modo di pensare è il modo stesso di una cultura e di una teologia cattolica arcaica. Quella che metteva nella pulsione sessuale stessa un’idea originaria di male, una specie di peccato originale,e che poi trovava nella sublimazione della castità il bene supremo: è ovvio che una tale soluzione del problema sessuale non trovava molti adepti e che di fronte a pochi asceti, lunga era anche nella Chiesa la scia di coloro che vivevano nel compromesso. Ora, l’idea del sesso come demone da dominare ha prodotto menti giovanili demoniache,poichè di fatto del sesso non conoscono nulla (e non devono conoscere nulla! questo era l’imperativo moralista), e soprattutto non hanno neppure un’idea relazionale e interpersonale della sessualità, come scelta e libertà della persona, abituati come sono da famiglie e genitori sostanzialmente arcaicamente cattolici quand’anche nemmeno più praticanti, a trattare il sesso con disprezzo o sotto l’interdetto del silenzio (il classico tabù ) e come mero impulso: lo stesso impianto arcaico della dottrina sessuale della Chiesa cattolica romana mai del tutto venuto meno. E’ per questo che dilagano questi delinquentelli del sesso e dello stupro, poichè a fronte di una dottrina sessuale oppressiva, sono cadute tutte le remore e tutti i divieti antichi, e non si è costituita un’idea e una cultura nuova della sessualità a partire dalla positività della sessualità stessa e del valore della persona che la esprime. Si è caduti, nell’assenza di ogni riferimento valoriale, in un mero gioco animale, e si è passati all’istintualità fine a se stessa. La televisione e i media con le loro associazioni tra sesso droga e violenza (che sono gli ingredienti orma soliti di ogni fiction ) hanno fatto il resto. Oggi scindere il sesso dalla violenza e dall’abuso è ben difficile. Tornando – dopo questa digressione sui giovani e il sesso – al ragazzo gay accoltellato a Roma, dobbiamo dire che proprio i gay subiscono doppiamente questa cultura del peccato e della violenza, cioè sono attaccati quasi quotidianamente dalle gerarchie cattoliche perchè ritenuti colpevoli di introdurre un vulnus e un disordine in quella sessualità santa e giusta della famiglia, quella dell’uomo e della donna, (non fa’ nulla se anch’essa inficiata dalla violenza domestica e dal sopruso) e dall’altra vengono aggrediti da quella cultura generazionale giovanile omofoba che vede nel gay il debole e un affronto al proprio sessismo, che va soppresso. Omofobia sociale giovanile e condanna della Chiesa vanno di pari passo. Sesso unito a violenza sono gli ingredienti stessi anche della dottrina cattolica sulla sessualità, infatti i religiosi e i preti fanno una violenza su se stessi per dominare gli impulsi del sesso (quelli impersonali, in una visione del sesso impersonale e a-personale) mentre gli altri, i giovani non religiosi, non li dominano affatto e anzi li rovesciano violentente sui corpi delle loro vittime. Sulla donna con lo stupro e sul gay o la lesbica con le botte. Di fatto però è lo stesso impianto strutturale e la stessa visione del sesso che determina l’una e l’altra cosa. E il silenzio del cardinal Bagnasco e dei Vescovi, come del Vaticano, di Bertone o del Papa stesso, di fronte ai gay pestati e accoltellati, è il silenzio di coloro che -mentre a Boffo ignaro gay cattolico della moralità e della trasparenza si profondono in solidarietà di maniera più o meno sentite – ai gay che invece stanno nelle strade omofobe di Roma, incarnatori della sessualità non dominata, e colpevoli di essere il corpo stesso del desiderio loro inconscio mai sopito, non degna neanche una parola, neppure quando rischiano di morire o muoiono uccisi, perchè sono l’emblema stesso incarnato del peccato. Accadde così anche per gli Ebrei quando morivano deportati e uccisi dai nazisti: era l’antisemitismo arcaico e la percezione dell’ebreo come peccatore irriducibile (che rifiutava la salvezza di Cristo ) come il gay che non si pente oggi, che paralizzava la condanna del Vaticano e della Chiesa dell’antisemitismo stesso di allora, come dell’omofobia oggi! DINO BOFFO E DINO di ROMA NON SONO DUE PERSONE UGUALI PER LA CHIESA CATTOLICA ROMANA: UNO E’ DEGNO DI QUALCHE COSA, L’ALTRO NO!

    Centro Studi Teologici di Milano

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2009 @ 6:09 am | Rispondi


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