Nuovo Masada

agosto 27, 2009

MASADA n° 976. 25-8-2009. ENERGIA SOTTILE. Lezione 5. SCIENZA E FILOSOFIA

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(Lezione 5 di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Visione olistica – Anche la mente puà essere globale – Il mondo come vibrazione – Conoscenza come illuminazione – La vita come energia organica – La Bellezza – Interazione e armonia – L’universo vibrazionale

Dopo la mente analitica la mente globale

Io penso che siano rari, nella nostra vita, i momenti di assoluta e solare chiarezza. E altrettanto rari, credo, i momenti di assoluta oscurita’ e di disperato scetticismo. Potremmo dire che il regime abituale della nostra esistenza, cosi’ come dell’esercizio della conoscenza, e’ piuttosto il chiaroscuro, una ricerca che si fa strada verso la conoscenza della verita’ grazie all’insonne inquietudine del dubbio”.
Cardinale Carlo Maria Martini

La fisica e’ avanzata in modo discontinuo, Newton abbatte’ la vecchia fisica, Einstein ricomincio’ da capo e, con la fisica quantistica si sali’ su un nuovo scalino, poi la teoria del caos rivide la concezione dell’universo. Ogni volta si distrusse quello che c’era prima.

C’e’ una storia di Coelho che dice proprio questo.

IL VASO DI PORCELLANA E LA ROSA
Il Grande Maestro e il Guardiano condividevano l’amministrazione di un monastero zen. Un giorno, il Guardiano mori’ e fu necessario sostituirlo. Il Grande Maestro riuni’ tutti i discepoli per scegliere chi avrebbe avuto l’onore di lavorare direttamente al suo fianco. “Vi esporro’ un problema – disse il Grande Maestro -, e colui che lo risolvera’ per primo sara’ il nuovo Guardiano del tempio”. Terminato il suo brevissimo discorso, colloco’ uno sgabellino al centro della stanza. Sopra c’era un vaso di porcellana costosissimo, con una rosa rossa che lo abbelliva. “Ecco il problema”, disse il Grande Maestro. I discepoli contemplavano, perplessi, cio’ che vedevano: i disegni raffinati e rari della porcellana, la freschezza e l’eleganza del fiore. Che cosa rappresentava tutto cio’? Cosa fare? Qual era l’enigma? Dopo alcuni minuti, uno dei discepoli si alzo’, guardo’ il Grande Maestro e gli allievi tutt’intorno. Poi, si avvio’ risolutamente al vaso e lo scaglio’ per terra, mandandolo in frantumi. “Tu sarai il nuovo Guardiano”, disse il Grande Maestro all’allievo. E non appena questi fu tornato al suo posto, spiego’: “Io sono stato molto chiaro: ho detto che vi trovavate davanti a un problema. Non importa quanto bello e affascinante esso sia, un problema deve essere eliminato. “Un problema e’ un problema; puo’ trattarsi di un rarissimo vaso di porcellana, di un meraviglioso amore che non ha piu’ senso, o di un cammino che deve essere abbandonato, ma che noi ci ostiniamo a percorrere perche’ ci fa comodo… C’e’ solo una maniera di affrontare un problema: attaccandolo di petto. In quei momenti, non si puo’ ne’ avere pieta’, ne’ lasciarsi tentare dall’aspetto affascinante che qualsiasi conflitto porta con se’”.

A volte attaccarsi al passato perpetua vecchi conflitti e antiche ambivalenze, in cui cerchiamo palliativi o rimedi temporanei, finche’ con uno scossone non si riesca a mandare in pezzi la vecchia struttura e ad iniziare una vita nuova.

I campi di forze
Con la meccanica quantistica e la teoria del caos invecchio’ di colpo la fisica newtoniana, basata sui corpuscoli, trascinando con se’ l’illusione di un mondo materiale.
Newton, figlio di un tempo dominato da orologi e macchine idrauliche, vedeva il mondo come un enorme meccanismo. Dopo Einstein, la fisica ha abbandonato in parte il concetto di materia parlando di movimenti puri, campi di forze, zone dello spazio in cui si verificano eventi.
La realta’ e’ formata da particelle subatomiche, ognuna e’ un’onda e queste formano un universo vibrazionale.
L’universo e’ un insieme di vibrazioni, di movimenti, di energie correlate.
Le cose come ci appaiono sono immagini virtuali, in realta’ esse sono configurazioni di atomi, insiemi di oscillazioni, vibrazioni in relazione le une con le altre.
Il mondo e’ una danza. Il cosmo e’ un insieme di moti armonici interagenti in cui ogni vibrazione costituisce una informazione. L’universo e’ un insieme di informazioni, come un enorme pensiero.
Nuove metafore vengono dall’elettricita’ e dai computer. In un computer sono le oscillazioni dei cristalli liquidi a dare le informazioni.
Il cosmo ha una struttura vibratoria, come dice la Genesi dei Veda, “Il mondo e’ un sommovimento”. ”Non c’era nulla, poi in quel nulla comincio’ una vibrazione”.
Ogni cosa e’ un insieme di oscillazioni. Persino un atomo a riposo e’ una situazione altamente dinamica in cui piu’ oscillazioni stanno insieme in virtu’ di una coesistenza di movimenti simmetrici; un atomo e’ una danza sincronica, con una forza di coesione interna e un equilibrio periferico temporaneo. Quando uno o piu’ elettroni fanno un salto o escono dall’orbita, abbiamo il variare dell’atomo, si passa da una coreografia a un’altra e, grazie a queste variazioni di traiettoria: le molecole, i colori…tutto. (Quando si uniscono due atomi di idrogeno, uno di sodio, 4 di ossigeno e si ha l’acido solforico, oppure si hanno cambi di stato, per es. si passa dallo stato solido al liquido o al gassoso, sempre per interazione di onde. )

Energia e’ movimento, vibrazione

Tutto cio’ che possiamo pensare o percepire e’ ENERGIA. Tutto l’esistente e’ EN-ERGON, ’un atto’, ‘un movimento’.
Il mondo e’ un’incredibile danza, un dinamismo continuo, un gioco di rapidissimi movimenti interconnessi. La realta’ e’ vibrazionale e ogni vibrazione si espande in un campo e si collega ad altri campi.
I protoni sono una danza di onde lente ed ampie cosi’ fortemente connesse che allontanarle e separarle libera l’energia nucleare (fissione atomica).
Gli elettroni sono danze piu’ mobili collegate da forze piu’ deboli.
Il rigoroso ordine dell’universo sembra l’ordine di un maestro danzatore, un dio coreografo, e, con la teoria del caos, si comincia a vedere le sue bellissime figure di danza.
Gli scienziati avanzano per passi progressivi, ma c’e’ chi e’ gratificato da visioni, intuizioni fulminee, immagini come fu per Bohr o Eistein. Non solo i guru o i mistici hanno visioni, a volte anche scienziati o uomini comuni. Attraverso visioni intessute di pensiero logico la conoscenza avanza.
Sri AUROBINDO, che fu forse il piu’ grande mistico indiano, ha detto: “Cio’ che sta dentro di voi e cerca di conoscere e progredire, non e’ la mente ordinaria, ma qualcosa che sta dietro di essa e ne fa uso”.

Conoscenza come illuminazione
Noi non possiamo piu’ sperare solo nella luce dell’intelligenza. L’intelligenza senza cuore ci ha portati troppo lontano dalla realta’ e da noi stessi. A questo punto possiamo solo sperare nell’illuminazione.

Descrizione di uno stato mentale modificato:
Il mio cervello e’ passato in uno stato di completa sospensione, come nel sonno profondo, pero’ non c’e’ la minima traccia di perdita di coscienza… Sono al centro di un oceano di luce che divampa. Abbraccio tutto il creato con un profondo senso di ‘empatia. Capisco nella maniera piu’ profonda che conoscere tutto e tutti equivale non solo a perdonare, ma ad amare tutto e tutti
Paul Brunton (giornalista)

FRITJOF CAPRA, scriveva ne “IL TAO DELLA FISICA”:
Cinque anni fa ebbi una magnifica esperienza…..In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva dell’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando, all’improvviso, ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca DANZA COSMICA. Essendo un fisico, sapevo che la sabbia, le rocce, l’acqua e l’aria che mi circondavano erano composte da molecole e da atomi in vibrazione, e che questi a loro volta erano costituiti da particelle…ma fino a quel momento ne avevo avuto esperienza solo attraverso grafici, diagrammi e teorie matematiche. Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze presero vita. “Vidi” scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti. “Vidi” gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia; “percepii” il suo ritmo e ne “sentii” la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di SHIVA, il Dio dei danzatori, adorato dagli Indu’“.

Qui la danza della vita appare come percezione mistica. Mistico vuol dire iniziato ma anche mescolato, perche’ quando si ha questo tipo di visione si e’ mescolati al tutto, non piu’ separati ma partecipi, implicati. L’illuminazione e’ un grande atto di partecipazione globale all’Essere che si rivela improvvisamente.
Per avere una illuminazione occorre uscire dalla sfera puramente razionale per entrare nel mondo del sentire e del comunicare, con un’esperienza totale (non limitatamente logica), che e’ allo stesso tempo estetica, etica, emozionale, conoscitiva e relazionale. L’autore ‘sente’ qui la vibrazione dell’universo che danza attorno a lui, e sente di essere parte vivente di questa danza. L’aridita’ della logica separativa scompare, l’energia che e’ fuori si unisce a quella che e’ dentro, l’uomo si fonde con l’universo e si ‘percepisce’ nell’interezza danzante dell’intero. Ha un’esperienza conoscitiva mistica. ‘Mistico’, da myein=chiudere gli occhi fuori per aprirsi dentro.
Questo e’ WU LI. Percepire il mondo della vibrazione e’ vibrare con esso. Atto esperienziale unico.

L’emisfero sinistro-logico si stacca dalla cosa e la analizza e scompone, l’emisfero destro-intuitivo percepisce la cosa, la sente e si unisce a lei.
Il primo e’ volto al dettaglio, scompone; l’altro e’ sistemico, crea reti e relazioni, vede per insiemi, e’ volto al Tutto e reagisce simpateticamente col suo oggetto.
Intuire la realta’ come vibrazione vuol dire sentire che la realta’ non e’ un orologio o un meccanismo scomponibile, ma una danza di danze, dove ogni movimento si lega agli altri e si legge totalmente. Come dicono i canti degli indiani Lakota: “Tutto e’ legato insieme”.
Il mondo non e’ piu’ una macchina inerte e automatica, ma e’ energia viva e creativa, che ci coinvolge. Dice un eminente fisico: “Il mondo appare sempre meno come una macchina e sempre piu’ come un immenso pensiero.”
E’ questa visione che crea la possibilita’ di un conoscere diverso.

Quando insegnavo alle Caserme Rosse ed esordii con un corso come questo, prima di cominciare sognai proprio un balletto: vidi alle Caserme Rosse un lago azzurro e bellissimo e sopra questo un grande cielo e un mezzo arcobaleno, coi colori alti dello spettro, azzurro, indaco e violetto, di qua dove ero io c’era molta gente in festa e sull’altra sponda del lago si danzava un balletto classico, la danza dei cigni, con esili ballerine in tutu’ e una grande musica di archi. Era uno spettacolo di rara bellezza e armonia e io ne ero affascinata. Ma, quando cercai di vedere i particolari con un binocolo, la scena si spezzo’, vidi che alcune ballerine inciampavano e che addirittura una giaceva morta nel lago. Aver voluto vedere da vicino produsse una degradazione dell’intera scena. Tutti presero a gridare e fuggire, anch’io fuggii con gli altri attraverso l’edificio che crollava in macerie, mentre una grande voce rimbombava esortando “a non guardare le cose troppo da vicino”.
Il sogno ha un valore etico e conoscitivo. Io sono un ariete dunque un essere in cui prevale la testa e nella testa il giudizio. Ma la mente analitica o giudicante ha in se’ una componente distruttiva, si fissa nella disarmonia del dettaglio, vede il negativo e ne soffre, perde di vista la bellezza dell’insieme, e finisce col non essere piu’ etica o contemplativa, cioe’ diventa distruttiva di vita. La mente sistemica invece e’ olistica, vede i valori superiori, entra nella grandiosa totalita’ e rispetta il ritmo della vita.

Vogliamo una conoscenza partecipativa e una espansione di coscienza che si apra al kayros, cioè all’illuminazione.
Vogliamo una conoscenza globale che sia armonica all’uomo e migliori la vita, e vogliamo un nuovo tipo di scienziato, che riesca a vivere dal di dentro cio’ che studia fuori e riesca a parteciparlo agli altri ciò che intuisce e sente, vogliamo un atteggiamento nuovo della mente che produca una vita piu’ sana e consapevole.
Il sapiente deve essere un iniziato, che unisce alla ragione l’intuizione, che e’ una facolta’ partecipativa, per aprirsi, cosi’ arricchito, al mistero della vita.

Ecco come parla un grande poeta indiano, Tagore, premio Nobel per la poesia, in un bellissimo libro, Esperienze delle vette di Piero Ferrucci (Astrolabio).
Una mattina ero sulla veranda della casa…il sole stava sorgendo e appariva attraverso il fogliame degli alberi che mi stavano davanti. Ad un tratto, mentre stavo osservando questo spettacolo, mi sembro’ che un velo mi cadesse dagli occhi e vidi il mondo permeato da un meraviglioso splendore, con ondate di bellezza e di gioia che sorgevano da ogni lato. Questo splendore penetro’ in un istante attraverso i cumuli di tristezza e depressione che opprimevano il mio cuore e lo inondo’ di luce universale.”

Questa e’ una rara illuminazione, un kayros, o atto di grazia, di grande chiarezza, una luce, “un chiaro” (per questo si dice ‘chiaroveggenza’) in cui si produce una espansione di coscienza, il bagliore di una interezza totale, che porta luce, benessere, felicita’…un momento di partecipazione del fuori col dentro, in cui esplode un altro livello di conoscenza. La nuova conoscenza puo’ apparire come intuizione, atto di percezione pura in cui colgo improvvisamente il fulgore della vita.

Differenza tra ricerca razionale e intuizione
La cultura occidentale si basa prevalentemente sulla razionalita’. Quella orientale sull’intuizione o illuminazione. La prima considera il mondo come un meccanismo di cui vuole conoscere le leggi, l’altra come un organismo con cui vuole entrare in contatto.
La definizione del WU LI e’ significativa, ‘schemi di energia organica’; danza in cui ‘io stesso danzo’. L’Oriente cerca di comunicare empaticamente con l’energia del Tutto in modo olistico (globale e integro) e non separa medicina da filosofia, astronomia da astrologia… ma pone ogni sapere all’interno di una stessa sapienza del mondo, e’ conoscenza unitiva e sistemica che non vuole congelare il vivente sul tavolo della dissezione ma respirare con lui la danza della vita.
Anche gli scopi delle due vie sono diversi. La ricerca scientifica occidentale vede la natura come un territorio da invadere e depredare dall’esterno, con strumenti materiali; l’Oriente guarda il mondo come un organismo vivente con cui relazionarsi attraverso atti spirituali autotrasformativi.
In quanto io danzo con l’energia, cambia la mia stessa energia, sono onda tra le onde.
L’atteggiamento predatorio e’ ancora piu’ accentuato nel mondo attuale, in cui si sta progressivamente abbandonando la ricerca di base per una ricerca applicativa tesa a conseguire brevetti su cui fare business, in quanto la ricerca scientifica e’ sempre piu’ finanziata da grossi speculatori, nell’abbandono crescente dello Stato che diminuisce progressivamente i suoi finanziamenti, mentre la privatizzazione delle universita’ e presto anche dei policlinici li mette nelle mani dei finanziatori privati e dei loro business. Il WTO preme per liberalizzare sanita’ e scuole e i governi di destra lo favoriranno.Purtroppo siamo in un tempo in cui solo le leggi del mercato e del profitto contano e sono leggi spietate. La ricerca ha solo due contribuenti: la guerra e il mercato, e questi due settori non hanno come scopo il progresso ma il potere. Tutto il resto sta scomparendo. Ma, senza la ricerca di base, anche il nostro mondo finira’ per scomparire. Come diceva una ricercatrice biologa: “Diventeremo tutti capre ignoranti”.
Ma non possiamo fare una ricerca sul mondo solo perche’ qualcuno la ritiene importante per avere un risultato monetizzabile, un brevetto, una merce.

In Oriente il discorso conoscitivo e’ piu’ antico, si e’ sviluppato in 6000 anni, contro i nostri 4 secoli.
Duemila anni fa c’erano gia’ in India una settantina di universita’ in cui si studiavano piu’ di 60 stati modificati di coscienza, quando noi ne conosciamo oggi appena 4 o 5.

La vita come energia organica
Vediamo un bel libro facile sulla fisica quantistica, “La danza dei maestri WU LI” di Gary Zukav, (ed. Corbaccio). Il titolo e’ interessante e indica la commistione di fisica e filosofia del pensiero scientifico attuale, e in particolare il convergere della nuova fisica verso le posizioni filosofiche orientali, la filosofia taoista o induista.
Lo stesso vediamo ne “Il Tao della fisica”, scritto dal fisico Fritjof Capra, (ed. Adelphi).
Zukav non e’ un fisico ma un ex ufficiale dell’esercito con la passione della fisica ed ha sottoposto il suo libro al vaglio di 4 grandi fisici. Ci racconta di un convegno di fisici in California, e tra questi un maestro cinese di Tai Chi, capo di un laboratorio di fisica. Egli spiego’ che il concetto cinese di fisica era molto diverso da quello occidentale.
Fisica si dice in Cina “WU LI, che vuol dire ‘schemi di energia organica’”. Cio’ indica che la vita si trasforma continuamente secondo configurazioni d’ordine che sono esempi di armonia. (come nella teoria del caos). Il mondo e’ una danza di coreografie, ognuna delle quali e’ bellezza.

Nella lingua cinese non ci sono lettere dell’alfabeto ma disegni, ideogrammi. WU LI e’ un disegno che tanto materia quanto energia. LI e’ una parola altamente poetica che vuol dire tanto ordine universale che schema organico.
La grana di un taglio del legno e’ LI, il disegno di una foglia e’ LI, come la tessitura di un petalo di rosa. Il divenire della vita nelle sue configurazioni fluttuanti e’ LI.
Non si deve studiare il mondo come materia, spiega il Taoismo, ma come configurazione vivente, il mondo e’ vita ordinata e armonia, un divenire intelligente e animato, un armonico tutto vivente.
Il maestro cinese dice: “Immaginiamo di essere alle spalle di un maestro tessitore che lavora al suo telaio, dapprima non vediamo nulla, egli mette un filo qua, un colore la’, poi a poco a poco appare qualcosa, i colori si fondono, i fili si uniscono ed ecco all’improvviso emerge un disegno.”
Ugualmente, sul telaio della conoscenza, noi riflettiamo sugli schemi di energia organica, ognuno alla sua maniera, ognuno stretto alle proprie idee, poi, d’improvviso, emerge un’illuminazione. Ma accade anche un’altra cosa: quando l’osservatore vede il disegno globale, intuisce di colpo che nel disegno c’e’ lui stesso, che lui non e’ fuori dell’arazzo ma dentro. Questa e’ la scoperta della fisica quantistica.
Il Maestro WU LI e’ diverso dai maestri occidentali, non spiega ne’ definisce, aspetta il momento opportuno, non insegna all’allievo tecniche o regole. Inizia dai bordi e non dal centro, dall’insieme e non dalle parti. Insegna una cosa solo quando l’allievo per suo conto si apre verso di essa. Parla della gravita’ solo quando l’allievo si meraviglia del petalo di rosa che cade. Aspetta l’arrivo dell’esperienza e solo dopo interviene. “In questo modo il maestro WU LI danza col suo allievo, non e’ il maestro WU LI che insegna ma l’allievo che apprende.” “Il WU LI non ha a che fare con la conoscenza, che e’ riferita al passato, ma con l’immaginazione, che e’ fisica vivente”.
La realta’ e’ il mondo, la fisica vuole spiegare il mondo, ma un maestro di fisica cinese sa solo che “sta danzando col mondo”. “E ogni danza e’ la prima, ed e’ qualcosa di nuovo, personale e vivente”.

Conoscenza come esperienza estetica
Con la teoria del Caos abbiamo raggiunto nella scienza l’esperienza estetica. Anche Einstein aveva detto che l’equazione migliore era la piu’ bella e la sua teoria della relativita’ e’ stata considerata la piu’ bella opera scientifica mai stata scritta.
Il mondo non e’ solo Ordine, e’ Bellezza.
La fisica classica aveva dato l’illusione che l’uomo dominasse il mondo. Cartesio, Bacone e Newton credevano di poter osservare la natura da fuori. Ma PRIGOGINE ci dice: “Al posto della descrizione classica del mondo come automa, sarebbe meglio vedere il mondo come opera d’arte“.
Con la fisica del caos abbiamo cominciato a vedere il mondo come capolavoro. Ma dobbiamo arrivare ad avere non solo la conoscenza ma anche l’esperienza del mondo. Marcel Proust diceva: “Il vero viaggio della scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.
Ogni ricerca della verita’, e’ innanzitutto un atto esperenziale che ogni uomo fa per se’ e, quando raggiunge un risultato importante, gli regala la bellezza.
Quando feci la mia prima tesi di laurea ed ero molto eccitata di questa prova, quando avevo un’idea brillante, essa esplodeva dentro di me come un fuoco d’artificio, perdevo la vista e la stanza si riempiva di meteore lucenti silenziose, bellezza pura. Cosi’ deve essere apparso l’atomo a Niels Bohr, una immagine semplice e armonica di pura bellezza.
Il vero scienziato non e’ un tecnico che applica regole, e’ un creatore d’ignoto, un danzatore che danza con l’infinito, uno sperimentatore di vita vivente. Crea le cose come può fare un poeta o un pittore che le rivivono con altri occhi ed altri sensi. Se non e’ su questa via, egli e’ solo un tecnico.
La scienza e’ arte e l’arte e’ intuizione. Ogni illuminazione e’ in primo luogo un atto di esperienza, un sentire personale, e poi un atto globale simbiotico di partecipazione con l’universo.
Einstein diceva: “L’immaginazione e’ piu’ importante della conoscenza.”
Cosi’ Einstein usava l’immaginazione e cercava la conoscenza attraverso la bellezza.

Noi non siamo davanti al mondo, noi siamo il mondo
Nell’esempio Wu Li, quando l’osservatore che guarda il lavoro del telaio intuisce finalmente il disegno globale, vede che nell’arazzo c’e’ lui stesso! Questa e’ la grande intuizione della meccanica quantistica, una intuizione filosofica, che la vecchia fisica di Newton o Galilei non avrebbe mai potuto avere e che e’ difficilmente esprimibile in formule o definizioni, questa intuizione costituisce l’atto fondante della nuova fisica, della nuova visione del mondo. E’ in questa illuminazione che l’Occidente si incontra con l’Oriente, che l’emisfero sinistro si lega col destro, che la mente dell’uomo comincia a produrre la sovramente.
Io dico che in ogni cosa, sia essa economia o politica o fisica, il nuovo mondo si riconoscera’ da questo: che io non saro’ fuori dall’oggetto e non lo sentiro’ separato da me, ma saro’ in lui e partecipero’ della sua essenza..
Questa e’ arte ma e’ anche etica.

In molte fasi della mia vita ho progredito guidata da frasi enigmatiche che mi arrivavano come dettato automatico e che spesso non capivo. Una di queste frasi fu: “Il soggetto deve diventare l’oggetto”.
In realta’ noi siamo sempre l’oggetto ma un atto di presunzione egocentrica spezza l’unione, creando l’illusione della separazione e dell’egotismo, e solo un atto di illuminazione puo’ riportarci all’unita’ a cui apparteniamo.

Una mia allieva, Roberta Piccaglia, una signora gentile con nessuna esperienza di fisica ma con grande sensibilita’ espresse questo concetto in modo perfetto. Nei miei corsi con adulti chiedo spesso agli allievi di scrivere delle idee, o di portarmi frasi lette che li hanno colpiti profondamente e spesso resto sorpresa da quello che raccolgo. Non do temi fissi, ho piena fiducia che la scelta sara’ sempre ottima e che lo spirito si manifestera’ secondo fini alti, quando e’ il momento giusto per farlo.
Quello che Roberta mi porto’ e’ una delle definizioni migliori dell’energia che abbia mai letto, e nacque come pura illuminazione. Roberta scrisse:
Una sera, mentre ero seduta sul divano, ho guardato il tappeto che avevo davanti a me e ho visto non il solito tappeto ma una formazione di uno spessore di circa 30 cm, nella quale i colori non erano piu’ ben definiti ma si mescolavano, si compenetravano uno nell’altro e questo spessore aveva una propria vita.
Ho capito cosi’, perche’ l’ho visto con i miei occhi, che la forma “normale” delle cose dipende da un nostro modo di vederle e che noi non siamo sopra il tappeto, ma ‘dentro’ il tappeto, cosi’ come siamo continuamente mescolati con quanto ci circonda
”.

Frammentazione e perdita dell’unita’
Alla base della scienza moderna c’e’ un’aspirazione fondamentale: trovare uno schema semplice dell’universo, ridurre la complessita’ ad un ordine esplicativo ridotto, trovare l’elemento elementare, corpuscolo o pacchetto o legge o forza, che sia base di tutto.
La fisica occidentale ha fatto una ricerca analitica sulla natura intesa come materia, l’ha scomposta in parti sempre piu’ piccole, cercando le forze che le tenevano aggregate o disgregate, e’ diventata sempre piu’ matematica e specialistica. Sempre piu’ la scienza si e’ parcellizzata e frammentata in vie separate, allontanandosi da una visione globale. Noi stessi siamo dissociati e indotti a comportamenti schizoidi, privi di coerenza interna. Abbiamo perso i punti di riferimento, non sappiamo piu’ chi siamo e dove sia il nostro bene, non ci sentiamo piu’ inseriti in un quadro ideale o naturale, in un ‘cosmos’, cioe’ in un ordine bello. In questa scomposizione progressiva del reale sono nati tanti linguaggi diversi.

Nel ’95 gli operatori scientifici si sono riuniti in un convegno a Firenze nel tentativo di discutere un codice comune, perche’ un endocrinologo non capisce un chimico, che non capisce un semiologo che non capisce un informatico….. Non solo non li capisce l’uomo comune, ma non si intendono nemmeno tra loro. Il convegno e’ finito male, alla fine litigavano tutti e ognuno difendeva il suo territorio. Una vera torre di Babele, la confusione dei codici linguistici.
Dovremmo tornare al concetto fondamentale di “Conoscenza”: (cum scire), che vuol dire “sapere insieme”, realizzare cioe’ una conoscenza integra che faccia parte dell’uomo.
Questo distacco del sapere dall’uomo, la proliferazione in tanti percorsi schizoidi, l’astrattezza e insensibilita’ di ognuno, la sua incomunicabilita’, la sua alienazione dal mondo dei valori, producono insicurezza e disordine.
Tra tante cittadelle separate non comunicabili e non comunicate, tra tanti percorsi relativi, l’uomo comune resta solo, senza riferimenti o trame d’ordine universale con cui pensare la sua vita, con cui rinvenire il senso del mondo e quello della sua vita e la sua capacita’ di armonizzare il dentro col fuori.
Cosi’ dovremmo esaminare di nuovo il concetto di conoscenza e la nozione di verita’.
La scienza di per se’ non si autogiustifica piu’. Non ha senso una ricerca per la sola ricerca perche’ produrrebbe un mondo vuoto cosi’ come non ha senso una ricerca per il mercato perche’ produrrebbe un mondo schiavo. L’unica cosa che puo’ dare coerenza alla scienza e’ un contesto etico.
Un discorso scientifico separato da uno etico non puo’ andar bene e nutre in se’ pericoli troppo grandi perche’ lo si possa perseguire.
In Oriente questa separazione non esiste perche’ la conoscenza e’ sempre stata diretta ai valori della vita. Tuttavia, anche in Oriente si pensa che il nostro tempo sia un brutto tempo e che esso stia per finire.
Siamo ancora al momento del vitello d’oro, di Sodoma e Gomorra, della Torre di Babele, un mondo senza Dio in cui ci chiediamo:cosa fara’ Dio?

Ere
Il pensiero indiano, come altri pensieri antichi, vede la storia dell’umanita’ nello sviluppo di grandi ERE.
Oggi siamo in un tempo di transizione, dopo la fine dei duemila anni di storia della civilta’ occidentale, l’Era dei Pesci, e prima di un tempo nuovo, detto l’Era dell’Acquario.
Questi ultimi duemila anni sono stati per l’Occidente un periodo molto denso, che ha visto l’ascesa del Cristianesimo, il monopolio della ragione logica, l’Illuminismo, la nascita dei sistemi democratici con tutte le loro degenerazioni, i diritti dell’uomo e del cittadino, i progressi di scienza e tecnica…ma anche ideologie terribili come il nazismo e il comunismo, il colonialismo economico, due guerre mondiali e una miriade di guerre localizzate, lo sfruttamento cinico del Terzo Mondo, una globalizzazione economica letale e il rischio sempre incombente di una terza guerra mondiale.
L’Era futura, sempre che ci sia, dovrebbe essere diversa, o almeno cosi’ la speriamo,. con una nuova sensibilita’ e spiritualita’, nuovi modi mentali, nuovi rapporti tra gli uomini, un diverso approccio alla natura e all’ambiente, una diversa posizione verso la propria interiorita’.Se questi auspici non si verificheranno possiamo pensare a una catastrofe a livello mondiale.
Negli ultimi 40 anni sembrava miracolosamente che qualcosa di nuovo stesse nascendo, una nuova concezione della spiritualita’ umana e dei rapporti tra gli uomini, un nuovo modo piu’ responsabile di guardare alla natura, un universalismo diffuso in nome di un villaggio globale che aspirava a stessi diritti, nuove forme di rispetto e conoscenza per le reciproche diversita’… poi gli andamenti dei governi e delle Borse ha volto nuovamente tutto verso il basso.
Per qualche tempo e’ apparsa qualche via di ragionevolezza poi si sono riaccesi bagliori di guerra, i governi si sono guardati bene dal cogliere i segnali della crisi ecologica, i popoli sono tornati a vecchi schemi separativi e pregiudiziali, e adesso sembra di rivedere le esplosioni di una irrazionalita’ collettiva, che trova il suo radicamento nelle pulsioni piu’ primitive e barbariche dell’umanita’.
La globalizzazione economica ha acuito lo sfruttamento delle vite umane e della natura senza rispetto per alcun valore che non sia il profitto, si sta riprendendo l’uso dell’energia nucleare senza ritegno, il potere accentua il suo volto oscuro per dominare gli uomini calpestando i loro diritti, addirittura le chiese regrediscono a fasi che credevamo superate…tutto porta a credere che stiamo precipitando nella rovina.

Finora abbiamo imparato a leggere in superficie e a guardare la materialita’, ma per produrre una nuova generazione di uomini, non solo di scienziati occorre far crescere la coscienza.
Dovremmo smettere di alimentare le nostre forze egoistiche ed aggressive, dovremmo aprire nuove accoglienze e convivenze, nuove forme di solidarieta’ e di rispetto delle differenze. Dovremmo entrare nel mondo della relazione e non dell’antagonismo.
Oggi non sono i pacifici a governare ma i bellicosi, gli aggressivi, gli amanti del potere, i maestri dall’abuso, ed essi agitano ancora gli spettri del pregiudizio, della pretesa superiorita’, della vendetta, della prevaricazione e della guerra.
Il mondo dovrebbe essere governato dei pacifici e non dominato dagli aggressivi. La forza del tempo nuovo sta nella moltiplicazione di coloro che non si arrendono alle propagande che mettono uomo contro uomo e che lavorano silenziosamente ma fattivamente per aiutare il mondo: gli ecologisti, i volontari, le associazioni non profit, le persone di buona volonta’… sono loro la grande forza silenziosa cui e’ demandata ormai l’unica possibilita’ di salvare il mondo.
Non puo’ esserci scienza nella globalizzazione economica indiscriminata che si allarga sul mondo come un nuovo colonialismo ne’ nei nuovi poteri che vogliono il controllo assoluto delle materie prime o l’egemonia militare.

E’ chiaro che le energie nuove saranno chiamate sovversive da chi detiene il vecchio potere e lo conduce brutalmente al modo antico. Ma oggi piu’ che mai abbiamo bisogno di porre valori etici a questo mondo brutale o tutto andra’ in pezzi.
O si diffonde un pensiero nuovo che sia di salvezza al mondo o saremo tutti carne da macello.

CRISI
L’universo si evolve, come ogni organismo, ed anche la sua energia si trasforma, ma, in alcuni momenti, il passaggio a una energia diversa o superiore sembra piu’ veloce, come si chiudesse una grande ERA e ne cominciasse una nuova.
Forse veramente siamo entrati da alcuni decenni in un tempo di transizione, in un tempo critico, in cui si fa piu’ forte la necessita’ globale di un cambiamento pena il crollo totale di tutte le cose.
Come in fisica ogni equilibrio si mantiene finche’ i punti di squilibrio non diventano troppi e il sistema deve trovare un equilibrio nuovo, cosi’ il sistema mondo sta mostrando, oggi, troppe crepe nelle sue strutture sociali, finanziarie, di mercato, di abitudini di vita, di pretese di potere e fa troppa fatica a mantenere l’attuale configurazione; si fa strada allora la necessita’ di un cambiamento che non sia solo economico o finanziario ma coinvolga tutti i piani esistenziali dell’umanita’ offrendo un rinnovato quadro di valori e di punti di riferimento.
I Grandi del mondo avvertono questo nuovo bisogno, non possono fare a meno di vedere tutti i segnali di pericolo, economici, finanziari, politici, sociali, ecologici, naturali.. che indicano che i punti di squilibrio del sistema sono andati troppo oltre per essere ancora protraibili; il sistema non e’ piu’ sostenibile, ma essi sono troppo aggrappati al mondo che muore per essere capaci di fare il grande balzo verso il cambiamento e gli apporti inevitabili nelle societa’ avanzate di correttivi (energie verdi, welfare, correttivi finanziari..) non sono sufficienti a produrre la salvezza del pianeta. Da troppo tempo i G8 si succedono in una situazione di costante inutilita’, come se dai Governi fosse inutile ormai sperare.

Ma la Terra e’ un organismo con una propria energia e possiamo auspicare che questo organismo si rigeneri in modo autonomo per vie che nemmeno conosciamo e che riguardano l’energia sottile del pianeta e dei suoi abitanti, cosi’ da produrre una evoluzione positiva e salvica nonostante tutte le scelte scellerate dei suoi governanti.

In radioestesia e’ stato notato un fatto strano: nell’ultimo decennio sono cambiate di colpo certe frequenze, certe lunghezze d’onda sono scomparse, sostituite da altre.
Per esempio, dall’eclisse solare dell’estate del 2000, si e’ avuto un passaggio rapidissimo a una frequenza piu’ alta, che dovrebbe essere la frequenza propria dell’era dell’Acquario.
Certo la radioestesia non e’ una scienza accademica, ma possiamo sperare che quello che dice sia vero, e che stiano cambiando le lunghezze d’onda del cosmo.
Gli astronomi ci possono dire che tutto il sistema solare sta ruotando verso Sirio, astrologicamente questo presuppone grandi cambiamenti, per cui potremmo prevedere che una parte dell’umanita’ riuscira’ ad adeguarsi, superando il passaggio, un’altra morira’ o restera’ in una dimensione mentale arretrata.
Ma per chi guarda il mondo dal punto di vista della sua energia, considerandolo come un grande organismo vivente soggetto a una propria evoluzione, e’ pensabile che stiamo viaggiando verso campi nuovi dell’energia che muteranno molte delle cose che adesso ci sembrano statiche o peggiorative.
So che questo discorso suona mistico o filosofico ma non so cosa altro sperare, visto che ogni quadro concettuale diverso porta alla disperazione.ù

Il concetto delle Ere non appartiene alla nostra cultura ma e’ retaggio di molte civilta’, intanto e’ tipicamente induista ma lo ritroviamo presso i Maia, gli Atzechi, i nativi d’America, gli Etruschi…
Le ere non sono invenzioni dell’astrologia, le civilta’ si succedono, presentando corsi e ricorsi, secondo situazioni di equilibrio e squilibrio, come i sistemi fisici, e quando si eccede da un lato, secondo leggi di fisica culturale o di sociologia storica, si crea un movimento contrario di compensazione dall’altro.

Duemila anni di storia occidentale possono costituire un tempo a se’ stante, un tempo che e’ arrivato al suo limite, all’insegna del predominio della ragione predatrice fino al suo massimo abuso, oggi abbiamo davanti due vie possibili: una regressione all’istinto bestiale che spazzerebbero anche questi due millenni di civilta’ o la diffusione generalizzata di una via del cuore.
Quest’ultima puo’ parlare solo una lingua diversa da quella dell’egoismo e dal possesso, e puo’ svilupparsi solo alla luce della responsabilita’, responsabilita’ individuale di ognuno verso la propria evoluzione etica, responsabilita’ sociale verso ogni altro vivente della Terra, e responsabilita’ naturale verso la Terra stessa.
Non puo’ esistere scienza o politica o religione che prescinda da una coscienza collettiva e universale. Senza di questa, abbiamo solo di fronte la strada di un suicidio collettivo.
Abbiamo ecceduto nel dominio sulla materia, occorre tornare allo spirito prima che la marea del peggio ci sommerga. Occorre tornare a vivere questo pianeta alla luce di un kosmos, un ordine illuminato, in cui la vita di ognuno possa produrre il massimo della bellezza.
Ma per un mutamento epocale del nostro pensiero, dobbiamo cambiare i nostri strumenti mentali, per una nuova scienza che puo’ avvenire solo in un ampliamento della percezione ordinaria.
La fisica quantistica con i suoi schemi di ordine e di bellezza forse fa parte di un mutamento epocale che accompagnera’ la mutazione della percezione, un cambiamento che porta con se’ la modifica dei paradigmi di base, delle regole che il pensiero da’ a se stesso, delle modalita’ in cui il pensiero di sviluppa.
Occorre superare la scienza attuale e la politica attuale e l’operativita’ esistenziale attuale sperimentando nuovi modi di pensare.

Prima abbiamo sviluppato il cervello rettile, legato all’istinto, al dominio del territorio, al possesso e alla guerra; poi abbiamo sviluppato il cervello mammifero, che ha conosciuto le unioni nella famiglia, nella tribu’, nello Stato; infine abbiamo sviluppato il cervello superiore che si e’ specializzato nella razionalita’ e nell’intuizione; occorre ora lo sviluppo genetico di una quinta mente, che superi l’emozionalita’ dell’area limbica per progredire in una visione superiore che unifichi ragione, sentimento e illuminazione.

Il segreto consiste nell’apprendere il ritmo delle cose
nello sviluppare la capacita’ di vedere realmente
quello che si osserva

Ogni volta che un sistema cerca un nuovo equilibrio, deve spostarsi dai vecchi punti squilibranti, ma ognuno di essi lottera’ per conservare se stesso, perche’ ogni mutamento globale significhera’ la sua morte.
Cosi’, nella crisi di questo mondo occidentale cosi’ come noi lo conosciamo, ogni centro di potere accentuera’ la propria presa per non essere travolto: scienza, finanza, religione, filosofia, politica.. ognuno sara’ di ostacolo al mutamento e combattera’ con tutto se stesso accentuando il proprio peggio per impedirlo.
Cosi’ le scienze accademiche oggi sono diventate centri statici e fissi, che difendono pervicacemente i loro territori di potere, ostacolando il cambiamento, o si sono contaminate col potere economico entrando al servizio di chi non vuole conoscere ma possedere, lasciando gestire la ricerca da multinazionali o da sistemi militari con scopi di predazione e conquista.
Siamo dominati dallo scientismo, fede pregiudiziale e acritica nella scienza, che di per se’ e’ solo uno strumento e, se non guidata bene, puo’ diventare uno strumento diabolico. Lo scientismo non e’ piu’ l’amore per il progresso scientifico, ma l’abuso della scienza per giustificare abusi di mercato.
La scienza e’ idolatrata per consentire atti impropri e la sua parola viene usata dai mercanti per imporre piani di conquista, in cui gli scienziati sono appendici del potere economico e affermano cio’ che esso pretende.

La scienza come filosofia morale

Ama il possesso che fa tuoi
ma non toglie ad altri
cielo e terra

(Siro Angeli)

Nell’enciclica “Fides et ratio” (ottobre 98) Woitila riproponeva il tema della verita’. “Il mondo contemporaneo- diceva- ha bisogno di un pensiero forte per non galleggiare sull’effimero e sul relativo, e questo lo scientismo non lo produce”.
Con slancio il papa esorta gli uomini e le donne del nostro tempo a tornare a pensare.
Sapere aude” diceva Kant, “Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza e di conoscere!”.
Il papa riconosceva l’importanza dell’autonomia della ragione, anche se si augurava che portasse al trascendente. Tralasciamo di indagare se questo compito e’ stato portato avanti o no dal dogmatismo della Chiesa storica. “L’umanita’”, diceva il papa, “deve uscire dall’incubo del totalitarismo come dalla mercificazione del liberismo” (due atteggiamenti egualmente estremi e pericolosi) per riprendere il gusto di indagare, di interrogarsi sul senso dell’esistenza e sulle prospettive umane.
E’ passato un decennio ma questo due scopi sono stati elusi.
La scienza si e’ chiusa in vicoli ciechi e si e’ alienata dall’uomo, le grandi ideologie storiche sono tramontate nell’ignominia, i sistemi economici sono sempre piu’ vessatori, e si e’ persa nell’uomo comune la voglia di cercare il senso di una evoluzione comune. E’ aumentato il solipsismo. Ognuno per se’. E la ricaduta nel vuoto dei bassi istinti si fa sempre piu- pressante.
Avremmo bisogno di un individualismo senza egocentrismo, di un individualismo della responsabilita’ all’interno do una visione univerasalistica della coscienza.
Avremmo bisogno di un piano alto della mente, un piano universale che collegasse tutte le nostre vie possibili, come percorso conoscitivo ed etico, che fosse esperienza viva, volta al futuro e armonizzasse ognuno con tutti e tutti col Tutto.
Per questo la scienza deve essere filosofia.

Il concetto di interazione e di armonia, scoperto nella fisica, ha un significato che va ben oltre l’atomo.
Visione sistemica vuol dire mettere senso e significato universale in ogni cosa che facciamo.
Se prevalgono i particolarismi e gli egoismi, se avanzeranno le separazioni e gli odi reciproci, tutto finira’ per collassare, perdendo di vista la danza comune e ogni sua possibilita’ evolutiva.
La nuova fisica ci da’ concetti nuovi che possiamo trasformare in valori filosofici e morali: l’interazione, la partecipazione, l’armonia, l’equilibrio, la dinamicita’, l’essere il piu’ possibile dentro le cose e non fuori, sempre insieme e mai staccati, sempre coinvolti e responsabili e mai separati, una visione che nega l’egoismo del singolo o della parte, esaltando la dinamicita’ della struttura vivente in quanto organismo, in cui il bene particolare di ogni parte si armonizza col bene generale.
La scienza non e’ discorso che non ci riguarda, riguarda il mondo e la vita, e anche la visione del mondo e della vita, e dunque l’uomo nei rapporti con se stesso, con la natura e con gli altri.
Se la scienza vuole diventare sapere globale e riprendere il suo carisma, non puo’ fare a meno di porsi un sostrato filosofico. Quando degrada in tecnica o si asservisce al mercato, avvilisce se stessa. Deve tornare ad essere il frutto della mente totale.
Voitila invitava a riflettere sul “legame forte tra ragione, liberta’ e valori”. Se la scienza pretende di essere un discorso di potere non puo’ essere una buona scienza, perche’ una buona scienza si pone dei limiti in conseguenza della sua responsabilita’, cosi’ come un uomo buon si pone dei limiti. Come dice il Cardinal Martini: “Possiamo fare, ma e’ lecito fare?”
“La verita’ senza amore e’ imperialismo– dice il papa- La liberta’ senza verita’ e’ distruzione”. Come e’ rimasto inascoltato tutto questo!! Inascoltato dalla stessa Chiesa!
La scienza deve tornare alla morale, come visione ampia e non mercantile, perche’ la ricerca, anche quella personale, possa diventare dialogo e confronto per risolvere, insieme, i grandi problemi dell’umanita’, dell’ecologia, della pace, della conoscenza e della convivenza.
Horhkeimer e Adorno, nella Dialettica dell’Illuminismo, dicevano: “La terra interamente illuminata splende all’insegna di trionfale sventura”.
E il Cardinale Martini: “Difficile oggi credere a una ragione che vada di chiarezza in chiarezza, guidando l’inesorabile procedere dell’uomo in costante progresso verso il meglio!”
Avere il coraggio della ragione significa prendere atto anche dei limiti della ragione e dei suoi pericoli. “Assistiamo sempre piu’ alla riduzione della ragione a funzione di calcolo…una ragione in grado di calcolare gli strumenti ma non piu’ di scegliere i fini”.
Se le ricerche sui prodotti biotecnologici o farmaceutici sono sovvenzionate da poche multinazionali quotate in borsa, come posso sperare che le loro manovre sul mercato guardino al benessere sociale? Lo si e’ visto con gli OGM (Organismi Transgenici). Devo pensare che tali prodotti siano un bene per il mondo o che siamo spinti avanti in modo folle e dissennato solo per un business di pochi? La scienza, oggi, in quanto complice del potere economico piu’ spregiudicato, e’ diventata sospetta, e cosi’ i governi, che sono sovvenzionati da chi e’ piu’ quotato in Borsa.
La ragione calcolante che cerca i mezzi migliori per raggiungere certi fini, dovrebbe essere anche una ragione ‘valutante’, che si interroga sui fini migliori., sulla qualita’, e quindi sul senso della vita umana”…”Viviamo in una societa’ che e’ estremamente ricca di informazioni e tecnologie.. ma al centro e cuore di questo universo ricco di mezzi sta una sorta di punto interrogativo circa il senso di questo enorme accumulo. Se non ci interrogheremo sui fini e sui valori, entreremo in un atteggiamento di manipolazione della realta’ e dell’uomo stesso” (Cardinale Martini).

Il sapere deve essere sapiente, cioe’ avere come fine il Bene
Nel mondo orientale cio’ e’ la norma, per cui chi e’ sapiente e’ anche saggio; non e’ pensabile la separazione tra conoscenza e bene. Il sapere e’ un potere, quindi deve stare in mani degne o diventera’ un cattivo potere. Non si separano vita privata e vita pubblica, c’e’ l’uomo nella sua interezza, armonico in tutto quello che fa. L’uomo di conoscenza, e tanto piu’ di potere, deve avere alti valori morali, o sara’ un pericolo per tutti, nella scienza come nel mercato, nell’economia come nella politica. Ma oggi vediamo ai vertici uomini spinti dall’ambizione e non dagli ideali e vediamo che per realizzare la loro ambizione calpestano indegnamente i valori e i principi per cui hanno lottato generazioni, e, mentre essi disprezzano gli uomini e le leggi per il loro vantaggio personale, rovinano cosi’ lo stato, diffondendo un cattivo esempio che corrompe anche i buoni.
Oggi le voci piu’ illuminate vengono non dai paesi ricchi ma da quelli con i maggiori problemi di poverta’. Troviamo molto significativo il Nobel per l’economia all’indiano AMARTYA SEN, uno dei piu’ grandi economisti viventi, che unisce economia a filosofia.
L’economia e’ una delle discipline piu’ aride ed e’ la piu’ amorale. Ma Sen ha due cattedre a Harvard, economia e filosofia morale, e cio’ e’ una buona cosa. Va contro il neoliberismo sfrenato, non cerca modelli di ulteriore arricchimento per quei 400 magnati che possiedono il 90% della ricchezza del mondo, ma indica ai poveri, che sono la carne del mondo, come poter uscire dalla poverta’ e dal sottosviluppo attraverso la democrazia.
Sen dice: “Un buon mondo e’ quello in cui gli sforzi di ognuno sono indirizzati a cio’ che ha scelto e non a cio’ che ha avuto per destino”.
Le tre chiavi di Sen, molto insolite per un economista, sono: uguaglianza, liberta’ e capacita’. Occorre avere fiducia nella nostra possibilita’ di fare e di cambiare, ma l’uomo si puo’ realizzare solo in una democrazia compiuta.
Come la fisica ha abbandonato la pretesa di leggi precise e sicure, come la mente ha scoperto che non tutto il mondo puo’ stare in assiomi logici, cosi’ l’economia deve scoprire che non ci sono regole fisse prestabilite o fini che soli pochi decidono, ma il mondo si muove per approssimazione, per tendenza, per tentativo e per errore, con l’intervento di molti. I dogmatismi anche economici sono finiti, ma soprattutto e’ finito l’alibi di uno scienziato che puo’ cambiare il mondo senza preoccuparsi delle conseguenze dei suoi atti. Il concetto di partecipazione e democrazia vivente di Sen e’ un nuovo modello di mondo, un altro modo per mostrare l’interazione della danza di ognuno con quella di tutti.
Il mondo e’ un organismo vivente in cui siamo immersi in modo coinvolgente e responsabile e in cui ognuno deve avere parte. La logica formale non puo’ essere fine a se stessa, e’ strumentale a un fine che non puo’ essere il profitto ma deve essere l’uomo.
Senza tensione morale non dovrebbe essere studiato nemmeno un atomo.
Abbiamo bisogno della scienza, perche’ e’ utile, ma vorremmo una scienza ‘umana’, filosofica, etica e antropologica, cioe’ vorremmo che, nella visione scientifica, ci fosse posto per l’uomo tutto intero, per l’uomo in relazione con la vita, la natura, gli altri, l’ambiente, l’Essere.

L’Universo vibrazionale
La meccanica quantistica ha aperto una nuova visione delle cose. La realta’ e’ fatta da ‘oscillazioni’ che sono ‘informazioni’. Ogni esistente e’ un tot di informazioni che si trasmettono come onde. L’universo e’ un enorme campo di campi, in cui danzano informazioni. Queste strutturano unita’ che ci appaiono come forme o qualita’ di forme. Cio’ che chiamiamo forma, (oggetto, atto, fenomeno, relazione…) e’ solo un insieme di unita’ informative temporaneamente unite.
La forma d’onda crea onde di forma. Noi siamo l’incontro di bande di oscillazione tenute insieme da una forza ignota che chiamiamo vita.
Nel Buddhismo ogni corpo, ogni fenomeno, e’ apparenza ed e’ impermanente, unione transitoria di flussi.
2600 anni fa il Buddha riceve questa intuizione della realta’ come movimento, flusso, unione di flussi. La visione buddhista e’ molto piu’ antica. L’universo corpuscolare lascia il posto all’universo vibrazionale, flussi di informazioni che percepiamo come forme.
La fisica occidentale confluisce nella visione orientale dell’energia e riappare l’uomo che sente, l’uomo vivo che era stato alienato dagli algoritmi matematici. Riappare la vita. Nello stesso momento in cui l’incontro avviene, nell’uomo comune occidentale comincia a diffondersi una nuova coscienza, una nuova sensibilita’. Si cercano vie diverse da quelle tradizionali, prima in America poi in Europa, aprendosi alla visione sottile dell’Oriente. L’incontro tra mondo occidentale e orientale produce l’unione fra mente e cuore, due livelli che la razionalita’ scientifica aveva separato. La scienza puo’ salvare il mondo solo se avra’ un cuore.
Per citare lo stregone tolteco Don Juan:
“Qualsiasi via e’ solo una via. Non c’e’ nessun affronto a se stessi e agli altri nell’abbandonarla, se questo e’ cio’ che il tuo cuore ti dice di fare… Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione. Provala tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso e a te stesso soltanto, una domanda: QUESTA VIA HA UN CUORE? Se lo ha, la via e’ buona. Se non lo ha non serve a niente” (Carlos Castaneda).
Quante volte, di fronte alle armi, le centrali nucleari, lo spreco delle risorse, le nascite in vitro, le clonazioni, gli inquinamenti, le deforestazioni, i giochi di Borsa, la disumanita’ del mercao, le tortuosita’ della politica, gli alibi della guerra…. ci siamo chiesti: “Ma questo ha un cuore? Dove sono i valori dell’uomo?”. Osserviamo impotenti la prevaricazione dell’uomo sulla natura, sul mondo animale, sugli altri uomini, fino alla minaccia della sopravvivenza per i nostri figli..! Dov’e’ l’interazione possibile? Dov’e’ l’evoluzione cosciente? E ancora piu’ forte lanciamo un grido di allarme. Prima che sia troppo tardi. Prima che la mancanza di cuore ci divori tutti senza pieta’.

La fisica puo’ parlare il linguaggio dell’iniziato
Questa unione consapevole della logica con l’intuizione caratterizza in modo precipuo i nuovi fisici. Il fisico e il poeta usano lo stesso linguaggio, parlano di danza, luce, gioia, splendore, nella sensazione dell’uomo-parte che per un istante diventa l’Intero. L’Atman o scintilla diventa il Brahman o luce totale. Abbiamo un altro tipo di interazione che e’ la partecipazione mistica con l’energia universale che per un istante entra senza la barriera del mentale ordinario. Questa potrebbe essere una nuova via di conoscenza.
Dall’India ci vengono tre premi Nobel: Tagore per la poesia , Madre Teresa di Calcutta per lo spirito umanitario diffuso per i reietti dell’India, e Amartya Sen per l’economia illuminata dalla filosofia. Dice Tagore:
La stessa corrente di vita
che scorre nelle mie vene
notte e giorno scorre per il mondo
e danza in ritmica misura.
E’ la stessa vita che germoglia
gioiosa attraverso la polvere
negli infiniti fili dell’erba
e prorompe in onde tumultuose
di foglie e di fiori.
E’ la stessa vita che viene cullata
nella culla oceanica di nascita e morte
nel flusso e riflusso della marea.
Sento le mie membra diventare splendide
al tocco di questo mondo pieno di vita.
E il mio orgoglio viene dall’eternita’
che danza nel mio sangue in questo istante.

Questo e’ il modo in cui ‘i nuovi saggi’ ci insegnano a “conoscere”.
Se ci deve essere un’era nuova con una nuova etica o politica o scienza, auspichiamo che tenda a una visione di insieme, unendo il lato destro e sinistro dell’uomo, l’uomo all’uomo, l’uomo alla natura, l’uomo all’energia. Che sia insomma una danza totale. Tutto il resto non sara’ che tirannia d’accatto.

Esperienze d’anima
Le teorie orientali si concentrano sul concetto di ENERGIA, vita stessa, principio attivo esistente in ognuno, fuori di noi e attraverso noi, con cui possiamo entrare meglio in relazione.
In virtu’ di tale concetto unitario non ci spezziamo ne’ ci contrapponiamo ma siamo coesistenti, sincronici, e interconnessi con tutto l’esistente.
L’interazione primaria e’ quella dell’io con tutti i livelli di se’. Non e’ piu’ importante capire o definire, e’ importante trasformarsi.
Possiamo sperare in una nuova fisica che sia filosofia e opera d’arte, sistema esplicativo ma anche modo di vivere. Essa potrebbe portare a valori piu’ umani, secondo ‘esperienze’ di crescita e di espansione, individuali e collettive insieme.
Un numero sempre piu’ ampio di persone in vari luoghi del mondo, chiaramente o confusamente, chiede esperienze d’anima, a piu’ livelli, come una forma di liberazione. Chi soffoca questo bisogno cade nella depressione, nel vuoto, nella malattia fisica, nel non senso, perche’ la natura e’ viva e vuole vivere e, ovunque sia soffocata, la’ condensa il disagio della non vita. Non c’e’ solo una depressione economica, il mondo del profitto porta a un esaurimento d’umanita’.
Capire non basta piu’, si deve sperimentare, sentire, avvicinare la natura per diventare natura, avere una esperienza conoscitiva che sia anche estetica, etica, emozionale, relazionale e mistica… Vogliamo un uomo integro, che attinga a tutte le sue energie e nutra tutti i suoi livelli; solo se questo avverra’, ci sara’ da sperare.
..

L’ENERGIA SOTTILE, ELENCO DELLE LEZIONI

Lezione 1. L’ENERGIA SOTTILE
masadaweb.org/2009/08/13/masada-n%C2%B0-970-14-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-1/

Lezione 2. MATERIA E FORZE
masadaweb.org/2009/08/14/masada-n%C2%B0-971-14-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-2-materia-e-forze/

Lezione 3. GLI ELETTRONI
masadaweb.org/2009/08/16/masada-n%C2%B0-973-16-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-3-gli-elettroni/

Lezione 4. LA TEORIA DEL CAOS
masadaweb.org/2009/08/17/masada-n%C2%B0-974-16-8-2009-energia-sottile-lezione-4-la-teoria-del-caos/

Lezione 5. SCIENZA E FILOSOFIA
masadaweb.org/2009/08/27/masada-n%C2%B0-977-25-8-2009-energia-sottile-lezione-5-scienza-e-filosofia/

Lezione 6. L’UNIVERSO INTELLIGENTE
masadaweb.org/2009/09/04/masada-n%C2%B0-983-26-8-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-6-l%E2%80%99universo-intelligente/

Lezione 7. RELAZIONI TRA ENERGIE
masadaweb.org/2009/09/08/masada-n%C2%B0-986-8-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-7-le-relazioni-tra-le-energie/

Lezione 8. IL CORPO SOTTILE
masadaweb.org/2009/09/19/masada-n%C2%B0-992-16-9-2009-energia-sottile-lezione-8-il-corpo-sottile/

Lezione 9. LE FORME DELL’ENERGIA
masadaweb.org/2009/09/30/masada-%C2%B0-999-23-9-2009-l%E2%80%99energia-lezione-9-le-forme-dell%E2%80%99energia/

Lezione 10. I CHAKRA.
masadaweb.org/2009/10/19/masada-n%C2%B0-1012-30-9-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-10-i-chakra/

Lezione 11. SIMBOLI E MOVIMENTI DELL’ENERGIA
masadaweb.org/2009/10/20/masada-n%C2%B0-1013-20-10-2009-energia-sottile-simboli-e-movimenti-dellenergia/

Lezione 12. KUNDALINI E ILLUMINAZIONE
masadaweb.org/2009/10/24/masada-n%C2%B0-1016-24-10-2009-l%E2%80%99energia-sottile-lezione-11-la-bioenergia-la-kundalini-%E2%80%93-l%E2%80%99illuminazione/

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Grazie Viviana,
    in effetti gli articoli che mi hanno più appassionata sono
    quelli delle lezioni sull’ energia sottile, come pure sugli stati modificati di
    coscienza. Ho trovato un po’ difficile recuperarli perchè è necessario scorrere
    tutte le pagine, non essendo raggruppati per argomento. Comunque tutti i vostri
    articoli sono interessanti, e mi trovo in tutto allineata. Grazie per offrirmi
    questa opportunità di maggiore conoscenza a cui spero di contribuire.
    Valentina

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 12:26 pm | Rispondi

  2. E’ un piacere. Il corso sull’energia sottile è vecchio di 18 anni, e si
    sente. L’ho pubblicato non perché lo avessi aggiornato ma solo perché quando
    lavoro molto su una cosa poi mi dispiace buttarlo. Però considera che è
    datato, anche se qualche osservazione piò essere valida anche oggi. Spero
    tanto a ottobre di poter iniziare un nuovo corso, a Bologna, sulla
    psicoanalis idi Jung, mi piacerebbe tanto, ma ho dei malati in famiglia che
    mi preoccupano molto per cui chissà cosa farò
    Grazie tantissime
    un abbraccio
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 12:26 pm | Rispondi

  3. Sarà anche datato, ma rispetto a quello che si trova in giro (non parliamo
    della divulgazione scientifica) è un vero nutrimento. Se hai qualcosa di più
    recente da segnalare, te ne sarei infinitamente grata. Di tanti siti che ho
    girato per trovare argomenti interessanti, voglio dirti che questo, per me, ha
    il dono della leggerezza profonda, della tua saggezza vissuta e vivente e della
    semplice chiarezza senza vicoli torti. Si avverte il piacere della
    comunicazione e sono sorpresa che tu abbia risposto personalmente.
    Ti
    ringrazio e ti faccio tanti tanti auguri di risolvere al meglio i problemi
    della tua famiglia.
    Valentina

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 12:27 pm | Rispondi

  4. Sorpresa perché? Rispondo sempre prima che posso a tutto quello che mi arriva. Sarà per questo che ho rapporti epistolari che durano a volte molti anni. Ho tempo e disponibilità, e poi mi fa piacere. Da un po’ contatto dal vivo poche persone e così mi avanza tempo per le e mail.
    Non so esattamente quali sono i tuoi desideri, ma se sfogli i Masada vecchi magari puoi trovare qualcosa che ti interessa. Almeno spero. C’è un po’ di tutto: Gli I ching, Gli angeli, La medianità, La radioestesia, Il mondo celtico, L’inconscio, I sogni…vedi tu. Altrimenti chiedimi argomenti precisi e vedo di accontentarti.
    Per le tue letture, posso consigliarti La nuova energia di Antonella Randazzo, una persona molto seria, http://lanuovaenergia.blogspot.com/
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2009 @ 12:34 pm | Rispondi

  5. […] Lezione 5. SCIENZA E FILOSOFIA masadaweb.org/2009/08/27/masada-n%C2%B0-977-25-8-2009-energia-sottile-lezione-5-scienza-e-filosofia/ […]

    Pingback di MASADA n° 969. 14-8-2009. L’ENERGIA SOTTILE. Lezione 1 « Nuovo Masada — marzo 8, 2010 @ 6:20 am | Rispondi


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