Nuovo Masada

agosto 18, 2009

MASADA n° 974. 18-8-2009. Dracula contro le forze del Male

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:33 am

Paradossi orwelliani – La via della razzia – Confindustria sovvenziona Rifondazione- La lotta al crimine si fa disarmando la polizia – E la lotta all’evasione si fa premiandola – Lotta ai paradisi fiscali: l’Italia e’ assente – Fratelli d’Italia – Cosa nostra nello Stato – Crollo del PIl a meno 4,8

Siamo passati dal “Partito dell’Amore” alla “Lotta contro il Male”.
Queste frammistioni di parole abusate a discorsi di perfido opportunismo politico sono di uno squallore che rasenta la blasfemia.

Pare di sentire Bush quando aggredi’ l’Irak senza alcun pretesto plausibile e solo per mettere le grinfie sopra i giacimenti di petrolio:

“Sono molto confuso- diceva Bush – di fronte ai malintesi che esistono verso il nostro Paese e di fronte al fatto che la gente ci possa odiare… Semplicemente non riesco a credervi, perche’ io so quanto siamo BUONI. Dobbiamo fare un lavoro migliore di presentazione del nostro Paese al mondo. Per esempio, dobbiamo spiegare meglio alle popolazioni del Medio Oriente… che stiamo soltanto lottando contro il Male, non contro di loro… Noi siamo il paese piu’ pacifico della terra… Esercitiamo il potere senza conquiste e facciamo sacrifici per la liberta’ di stranieri sconosciuti. Gli americani sono un popolo libero, che sa che la liberta’ costituisce il diritto e il futuro di ogni nazione. Questa nazione combatte contro la propria volonta’… cerchiamo la pace; lottiamo per la pace; a volte la pace deve essere difesa… Ti ringraziamo, Signore, perche’ non siamo come gli altri popoli, terroristi e senza libero mercato…I terroristi odiano la nostra liberta’… Sono cosi’ cattivi da odiare il bene perche’ e’ bene. Questa e’ una lotta colossale tra il Bene e il Male ma nessuno si inganni: il Bene vincera’… I terroristi odiano il fatto che siamo liberi di adorare Dio come ci pare… Essi sono l’asse del Male”.

Ora questo gaglioffo si appropria delle parole di Bush cosi’ come nel suo esordio si approprio’ delle parole di Martin Luther King: “Ho fatto un sogno…”
Manipola parole della storia senza far caso se vengono da despoti o da liberatori, ne fa abuso senza cultura e senza coscienza, da quel guitto pubblicitario che e’. Una cosa che fa solo vomitare.

Dopo aver calpestato la Costituzione
dopo aver imbavagliato l’elettorato
dopo aver degradato il parlamento
dopo aver distrutto la magistratura
dopo aver disarmato le forze di sicurezza
dopo aver incaprettato l’informazione
dopo aver bloccato le intercettazioni
dopo aver imposto il 3° rientro dei capitali sporchi
e aver depenalizzato i reati finanziari

B preannuncia che sconfiggera’ le forze del Male
Non parlava diversamente il Duce prima dell’assassinio di Matteotti
B ci sta annunciando forse il suo suicidio?
Piu’ facilmente ha in saccoccia la distruzione
del sistema penale
per il trionfo definitivo del crimine
.

Viviana
..
LA VIA DELLA RAZZIA
Mariapia

siamo davanti a un salto epocale antropologico. E’ vero. Nulla somiglia a quanto era giusto o sbagliato nel comportamento umano e sociale nel nostro paese soltanto una decina di anni fa.
Come in ogni cambiamento sociale, prima si va in basso rispetto al passato, poi si sale facendo un balzo.
Il grande balzo all’ingiu’?
Nasce con Craxi LA “NUOVA VIA LUNGIMIRANTE” e la maggioranza dei politici e dei cittadini la segue.
Poi arriva B che, intelligentissimo, stravolge quel poco dell’antico modo di fare politica e la maggioranza dei politici lo segue.
La nuova via e’ “FARE RAZZIA”.
Gli italiani, popolo obbediente e intelligente, segue l’indirizzo unitario e la cleptocrazia ha successo.
“L’immagine del nostro paese e’ talmente compromessa che Cosa Nostra pensa di far causa allo Stato: “Prima, chi pensava all’Italia, pensava alla mafia. Adesso guarda che figura!” (Alessandro Brescia)
“Cambiare l’ormai obsoleto Inno di Mameli col piu’ coerente tema del film “Il Padrino”.(Michele Palmarini)
Ma il cielo e’ sempre e’ sempre piu’ blu….

Il Cielo E’ Sempre Piu’ Blu

Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l’amore e i sogni di gloria
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia chi va a Porta Pia
chi trova scontato, chi come ha trovato
na na na na na na na na na
Ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh
,
ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh, uh uh…
Chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
chi gioca coi fili chi ha fatto l’indiano
chi fa il contadino, chi spazza i cortili
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
na na na na na na na na na
Ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh,
ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh, uh uh…

Chi e’ assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d’amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
na na na na na na na na na
Ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh
,
ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh,
ma il cielo e’ sempre piu’ blu
Chi e’ assicurato, chi e’ stato multato
chi possiede ed e’ avuto, chi va in farmacia
chi e’ morto di invidia o di gelosia
chi ha torto o ragione, chi e’ Napoleone
chi grida “al ladro!”, chi ha l’antifurto
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
chi reagisce d’istinto, chi ha perso, chi ha vinto
chi mangia una volta, chi vuole l’aumento

chi cambia la barca felice e contento
chi come ha trovato,chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
chi e’ stato multato, chi odia i terroni
chi canta Pre’vert, chi copia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi e’ morto d’invidia o di gelosia
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesie, chi tira le reti

chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
na na na na na na na na na
Ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh,
ma il cielo e’ sempre piu’ blu uh uh, uh uh, uh uh
..
..
Le poesie incivili di Camilleri

Video

temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-legge-camilleri-dieci-poesie-incivili-video/

..
B: Non ho scheletri nell’armadio
Camilleri

Ha piu’ scheletri nell’armadio lui
che la cripta dei Capuccini a Palermo.
Ogni tanto, di notte quando passa il tram
le ossa vibrano leggermente.
e a quel suono gli si rizzano i capelli sintetici,
teme che le ante dell’armadio si aprano.
Che torme, non di fantasmi, ma di giudici in toga
balzino fuori agitando come nacchere scintillanti manette.

..
B voleva ricevere Obama
ma Obama in Italia non e’ venuto

B voleva essere ricevuto dal Papa
ma il Papa non ha mandato l’invito
e B ha detto che di andare dal Papa non ci aveva manco pensato

Camilleri aveva scritto:

Non importa che abbia avuto due mogli
e che le sgualdrinelle confortino le sue notti
Non importa che la sua morale abbia piu’ buchi di un colabrodo
che abbia corrotto, falsificato bilanci, giurato il falso,
prevaricato, adottando la menzogna come stile di vita.
Non importa.
Sia ricevuto in Vaticano con tutti gli onori.

Pecunia, antica saggezza, non olet.
..
Tredicimila anni di storia
Mariapia

io invoco una nuova educazione, io chiedo di uscire dalla cultura dei primi tredicimila anni di storia.
Tredici anni: l’eta’ dell’adolescenza: per noi un millennio per ogni anno della nostra crescita umana.
E’ ora di uscire senza buttare nulla, sapendo che la cultura e la conoscenza antropologica del domani sono solo un abbozzo, cosi’ restiamo attaccati alle favole delle migliaia di anni del passato.
Edgar Morin: “Noi oggi siamo la vita della Vita. Dobbiamo trovare la strada e la cultura per diventare la VITA della Vita della vita”.
Avverra’ certamente, in particolare se cominciamo subito ad abbandonare sogni, favole, aspettative che da migliaia di anni ci torturano lo spirito.
Questo senso di urgenza mi viene quando vedo quanto ci mancano nuovi saperi per vivere oggi la nostra vita.
E stata mia ospite per qualche giorno una cugina che vive a Roma. Ho vissuto insieme a lei una delle tante crisi di coppia di sua figlia e del suo compagno.
Ogni sei mesi vanno in crisi e questo da quattro anni, da quando vivono insieme. Prima, non ancora conviventi, se la cavavano meglio.
La vita a due crea troppo problemi?
Non siamo adatti alla vita? No, siamo perfettamente adatti pero’ ogni tanto vanno rinnovate le regole della nostra interiorita’.
Come nelle scienze empiriche, di tanto in tanto le leggi che le guidano vengono modificate e fanno un balzo in avanti. Purtroppo nelle scienze dello spirito umano siamo rimasti all’eta’ della pietra e ora ci serve un balzo all’insu’.
Vecchi codici d’amore, d’arte, di civilta’,di politica e di ogni cosa che riguarda l’uomo stanno aspettando i nuovi scienziati e le nuove regole per andare a riposo negli archivi della nostra storia.
Non esiste piu’ il nostro vecchio pianeta, sia dentro sia fuori.
Rivedo vecchie storie d’amore addosso a giovani che non hanno il nostro passato ma non hanno codici, regole,sentimenti adatti per realizzare il loro futuro.
Sono in mezzo a un guado; ne’ carne ne’ pesce.
Mi irrito costantemente davanti a queste cose, quasi che fossimo in ritardo a costruire il nuovo, ma e’ solo il frutto del mio dolore e della mia ignoranza.
Inventare i modelli del futuro davanti a modelli di tredicimila anni scritti dentro di noi… sette paia di scarpe ho consumato…
Pure l’estate, che un tempo ci piaceva, ci sta stretta.
..
.. e poi gli operai votano Lega!
Paolo De Gregorio

A pagina 16 dell’ultimo “Espresso” vi e’ un piccolo specchietto in rosso che, senza commenti, ci informa di una inchiesta sui conti di Rifondazione Comunista che mi ha lasciato allibito. . Avevo ben presente i ridicoli ed incomprensibili discorsi del cachemirato Fausto, le sue frequentazioni dei salotti della borghesia romana, le sue crisi mistiche, ricordo la mummia bolscevica Cossutta. Mi rendevo conto che era solo il simbolo rosso della falce e martello a far votare i nostalgici, lo sradicamento dalle masse era palese, i linguaggi astrusi, ma arrivare a sapere che i palazzinari romani finanziano regolarmente Rifondazione e’ veramente clamoroso.
Contributi regolarmente incassati dalla Federazione romana del PRC nel 2008: 130.000 euro da imprese come Bricofer, Cam, Euro Servizi, Italiana Costruzioni, Ecoflora, Geim, Cogeim, Societa’ Appalti Costruzioni, Caffaro, e dalla Associazione dei Costruttori Edili Romani 50.000 euro.
L’amara considerazione che mi viene da fare e’ che, se i padroni finanziano una organizzazione comunista, e’ segno che non temono questi comunisti, anzi li ritengono utili e li proteggono come fa il WWF con le specie in via di estinzione.
I rimasugli del vecchio PCI, senza alcuna velleita’, ne’ alcun peso nella societa’ reale, cercano di sopravvivere a qualunque costo, poiche’ fuori dal Palazzo, dalla Casta e dal finanziamento pubblico dei partiti si scioglierebbero come neve al sole. Rifondazione e tutti gli altri partitini che costituivano il sostegno al governo Prodi, per fortuna tutti trombati dal provvidenziale sbarramento elettorale del 3%, sono ancora un ostacolo al formarsi di un fronte antagonista, antiberlusconiano, mentre dovrebbero sciogliersi e rendere disponibile quel 5-6% di voti che ora vengono buttati. Le uniche realta’ su cui far convergere i voti sono quella di Di Pietro e il movimento di Grillo, che peraltro devono concordare qualche iniziativa comune, a cominciare dalla raccolta di firme contro il nucleare, l’abolizione del “Lodo Alfano” e una nuova legge elettorale che ci riporti in democrazia.
..
Beppe Grillo
I crimini sono diminuiti afferma Zanna Bianca Maroni

“Siamo l’esecutivo che ha avuto maggiori risultati nella lotta alla mafia, tutti i reati, anche furti e rapine, sono diminuiti: rispettivamente, del 18 e del 20%. In media, l’attivita’ criminale e’ diminuita del 14%” Le carceri intanto scoppiano con 63.700 detenuti e Alfano l’Incostituzionale afferma che: “Contiamo di portare il piano carceri in Consiglio dei ministri entro il 15 settembre”.
Se i crimini diminuiscono e i detenuti aumentano, la domanda e’: “Chi c’e’ in carcere?”.
Se la cura Maroni funziona perche’ costruire nuove carceri. Per chi? Se i reati sono diminuiti e diminuiranno?
Una risposta viene dallo psiconano impegnato in una personale lotta contro il Male. Testa d’Asfalto e’ stato fulminato come San Paolo sulla via di Damasco. Ha visto Vittorio Mangano al posto di Gesu’ a Villa Certosa. Era in cielo su un “cavallo bianco”, uno dei tanti curati dallo stalliere eroe. Lo psiconano ne e’ uscito trasfigurato e ha pronunciato parole incredibili, ha affermato che “mettera’ in atto un piano a lungo termine e si spera definitivo contro le forze del male… non solo contro la criminalita’ diffusa ma anche contro la criminalita’ organizzata”. Quali sono queste forze del male? Gli operai che usciranno a centinaia di migliaia dalle fabbriche? Gli studenti dell’Onda condannati a call center, al precariato o all’emigrazione che sfileranno nelle citta’? Le popolazioni meridionali che devono subire le mafie grazie a politici conniventi? I Meetup? I mascalzoni alla Di Pietro e i giornalisti non a libro paga come Gomez e Travaglio? Il Movimento a Cinque Stelle che fa riferimento a questo blog e i suoi consiglieri comunali? Un Movimento definito ostile dagli alleati di Berlusconi del PDmenoelle, i Desaparecidos della politica italiana. C’e’ solo l’imbarazzo della scelta.
Lo psiconano ha meglio articolato il suo pensiero debole: “Uno Stato ha il compito di difendersi anche dagli attacchi interni, mettendo in campo l’esercito del bene”. Attacchi interni? E chi e’ l’esercito del bene? I condannati in via definitiva del PDL? I generali Dell’Utri e Previti? Gli attendenti Ghedini, Alfano e Schifani schierati contro la magistratura?
Accappatoio Sevaggio ha precisato: “E’ un compito che il governo deve porsi con estrema decisione e i rappresentanti delle forze dell’ordine condividono questa necessita’”. E qui casca l’asino. Che cosa condividono esattamente le Forze dell’Ordine ? I Capi di Polizia, Carabinieri e dell’Esercito sanno molto bene chi c’e’ al Governo e la sua storia personale. Cosa possono condividere in termini di ordine pubblico con uno cosi’? Io ho il sospetto, forse la speranza, che condividano poco o nulla. Piu’ militari nelle strade questo autunno non serviranno a niente, la miseria non si ferma. L’Italia sta cambiando e le pale dell’elicottero sono gia’ in moto.
..
La Lotta al Male della Banda Bassotti
Viviana Vivarelli

Hai mai sentito di qualcuno che per fare una lotta, si spunta le armi che gli servono? Eppure il faccia-tosta B fa proprio questo: la madre di tutte le truffe. Fa grandi proclami sulla lotta contro il Male, poi tutto quello che esce e’ la lotta contro i deboli e il rafforzamento dei piu’ corrotti, in modo che il Male sia di due categorie: chi ha troppo e puo’ permettersi di fare anche peggio per avere sempre di piu’, e chi ha poco o nulla e deve essere trattato con enorme durezza per essere sempre piu’ emarginato da diritti e possibilita’.
C’e’ un Male dei potenti e un Male dei cafoni e ovviamente la lotta di B va solo contro questi ultimi.
E ditemi voi se il Male non e’ proprio questo: separare il mondo tra potenti e impotenti e inferire su questi poveretti.
Tanto per cominciare tutte le leggi di B per deformare i processi e liberare colpevoli sono sempre andate a vantaggio di mafiosi, criminali incalliti, ladri di stato, compreso lui stesso che copre tutte e tre le categorie.
E ora ci si mette anche la Lega col suo odio razzista e peggiorare la disumanita’ e le disuguaglianza delle leggi italiane! Altro che Va pensiero! L’inno di questi due compari dovrebbe essere quello dei bucanieri della Tortuga
Sapete voi che gli extracomunitari sono esclusi da ogni norma concessiva e permissiva, arresti domiciliari, premi, attesa di giudizio a casa propria…? E la chiamate democrazia questa?
Ma B non si arresta nella sua paradossale lotta al Male che il Male lo alimenta e protegge.
E comincia subito con tagli alle forze di sicurezza, che sono demolite come piu’ non si puo.’
E mentre lui e Maroni blaterano di ronde e di militari, i tagli proseguono spietati e senza limite.
Davvero una bella lotta al Male! Ci possono credere solo i citrulli.
Ma vediamole le cifre di questa famigerata quanto truffaldina “Lotta al Male”:
Berlusconi ha tagliato per il 2009 i fondi per la polizia di Stato di 263 milioni 497.000 euro !
Li ha tagliati, non potenziati!
Eccoli i fatti!
Ma non gli basta:
per il 2010 B ha preteso altri tagli: 283 milioni di euro, e ale’!
Ma gli e’ sembrato ancora poco, cosi’ per il 2011 i tagli saliranno al doppio: 492 milioni 726.000 euro!!!! Sta mirando a sicurezza zero? Per la gioia degli attuali capi mafia! Bella la “Lotta al Male” fatta in queste condizioni!
Tremonti in totale vuol talmente fare la lotta al Male da impoverire chi lotta contro il Male di 3 miliardi e mezzo. E scusatemi se e’ poco.
Se invece B il famoso proclama non lo faceva, le radeva a zero subito le forze di pubblica sicurezza?
Se poi prendiamo Milano come simbolo della famosa “efficienza padana” il quadro e’ desolante: polizia in ginocchio: organico bloccato da 18 anni, 250 auto della polizia su 487 ferme per rotture e le altre sconquassate o prive di benzina, uffici piccoli dove la gente vive ammassata o i vetri sono piombati, situazioni invivibili, per non parlare della miseria degli stipendi che da soli consentirebbero una rivoluzione civile oltre che uno sciopero!
Su 17 commissariati solo 5 riescono funzionare!!! In una citta’ di quasi un milione e 300.000 abitanti con 3 milioni della provincia e tutti i problemi che possiamo immaginare, funzionano solo 5 commissariati!!! CINQUE!!?
Perche’ B non sciorina questi dati quando straparla spudoratamente di “Lotta al Male”? Eppure e’ capace di recitare la litania di tutte le chiese e musei italiani imparata a memoria alle sue escort e puttane, come fece ridicolmente alla sua terza ora di semestre europeo coprendoci di ridicolo!

Hanno fatto una legge Fini-Giovanardi che non solo e’ una mostruosita’ legale e un affronto ad ogni criterio di umanita’ e democrazia ma che e’ sempre stata priva dei fondi necessari per la sua applicazione ed ha appesantito di inutile e torturanti pratiche burocratiche uffici che gia’ erano al collasso per proprio conto, e ora l’applicazione della deforme legge leghista sul reato di clandestinita’ aggravera’ ulteriormente una macchina statale farraginosa, carente e sconquassata, aumentando il numero di carcerati, legge fatta di nuovo alla padana, coi piedi nelle ciaspole, senza prevedere a un aumento dell’organico di chi materialmente si dovra’ occupare di tutta la massa di clandestini considerati nuovi rei, e il Ministro Calderoli si guarda bene dallo snellire questo casino, visto che i suoi ce la mettono tutta per aumentarlo.
Cialtroneria unita a malvagita’. Mancanza di democrazia che va a nozze con inefficienza e sopra a tutto il disordine malevole e malintenzionati di quanti su questo casino ci guadagneranno. Uno Stato che va in malora in mezzo ai proclami di uno sciagurato, che domina sull’ignoranza crassa dei cittadini!

Sono partiti con una legge-quadro federalista che e’ priva di tutti i decreti di attuazione e che ridurra’ a un bordello quel che resta, solo per le duplicazioni e i conflitti di competenza, e si guardano bene dal creare collegamenti tra le varie forze di sicurezza che eliminano doppioni o rivalita’ o altri conflitti di competenza in modo che la polizia sappia cosa fanno i carabinieri o cosa ha scovato la Guardia di Finanza.
Decreti su decreti hanno sollevato un grande polverone che copre il vuoto e permettera’ nuovi massacri su una legislazione penale che e’ gia’ la peggiore d’Europa.

Dice un commissario a Milano: “…ho 7 uomini per presidiare una zona con 90 mila residenti. Che razza di sicurezza posso garantire?”.
Abbiamo una polizia postale (che deve vigilare sui reati commessi sul web) in carenza di pc!? E che lavora in condizioni pazzesche senza aria condizionata! E che ha computer vecchi di 20 anni!
Abbiamo una polizia della strada che e’ PRIVA DI AUTO!
Per non parlare di chi deve dare la caccia alla mafia che e’ senza giubbotti antiproiettile, armi e benzina!
Abbiamo una polizia investigativa che porta i faldoni dei processi da una sede all’altra delle citta’ in autobus!!!
E i faldoni stessi stanno in luoghi aperti a chiunque e non protetti! Poi i ministri fanno decreti per punire severamente chiunque pubblichi atti di processi anche scaduti!
Siamo il paradosso dei paradossi! La vergogna delle vergogne!
Continuano i reclami per bagagli dispersi o rubati sia sui treni che negli aerei, ma la polfer e’ sotto organico e le stazioni, vedi la stazione di Milano, continuano a essere covi di traffici di droga o donne.
Alla stazione di Milano il famoso proclama di B sulla “Lotta al Male” non ha regalato un agente in piu’.
E’ la “Lotta delle Cattive Intenzioni”! Predicare bene e razzolare malissimo.
Le decisioni del caro Tremonti unito al caro Berlusconi in combutta col caro Maroni, un vero terzetto di massacratori della sicurezza, hanno portato a tagli alla polizia di Stato per: 5,1 milioni di euro per le missioni nazionali, 2,3 per quelle all’estero, 3,8 per i servizi di pulizia, 10,8 per le spese telefoniche, 6,2 milioni agli armamenti.
In totale in nome della sbandierata sicurezza hanno fatto tagli alla polizia dell’84,72%!!
E’ cosi che la fanno la Lotta al Male? E poi ci vengono a rimbombare le orecchie con le loro inutile ronde e i loro inutilissimi 4.500 militari spari sul territorio, che non possono investigare, non possono fare arresti, non possono nemmeno fare delle semplici multe. Ma che ci stanno a fare?
Lo Stato non paga alle forze di sicurezza nemmeno i debiti passati.
E con questa situazione da Terzo Mondo B ha la faccia tosta di parlare di “Lotta al Male”! E Brunetta se ne esce a dire: “Ci sono troppi PANZONI dietro le scrivanie!”
Ne hanno di faccia di tolla costoro!
..
Ve lo spiego io come si fa la “lotta al Male”
Viviana Vivarelli

Questi sono gli stipendi LORDI, ANNUI,degli agenti di polizia

Vice questore aggiunto
23.175,00 €

Commissario capo
22.325,25 €

Commissario
21.475,50 €

Vice commissario
20.587,13 €

Ispettore superiore SUPS sostituto commissario
21.475,50 €

Ispettore superiore SUPS (con 8 anni nella qualifica)
20.934,75 €

Ispettore superiore SUPS
20.548,50 €

Ispettore capo
19.776,00 €

Ispettore
19.158,00 €

Vice Ispettore
18.655,88 €

Sovrintendente capo (con 8 anni nella qualifica)
18.926,25 €

Sovrintendente capo
18.578,63 €

Sovrintendente
17.960,63 €

Vice Sovrintendente
17.342,63 €

Assistente capo (con 8 anni nella qualifica)
17.535,75 €

Assistente capo
17.226,75 €

Assistente
16.686,00 €

Agente scelto
16.145,25 €

Agente
15.643,13 €

Sono Lordi, badate bene
Se vai caccia di criminali, tieni bene le tue armi. Ma se va a caccia di niente, le forze dell’ordine le tieni cosi’, degradate!
Aggiungeteci che la dichiarazione dei redditi in media dei gioiellieri e’ di 11.000 euro l’anno, (meno degli spazzini), quella dei ristoratori e’ di 19.000 euro (quasi come i pensionati), 11.000 euro hanno la faccia di denunciare i tassisti e 19.000 euro le agenzie di viaggio.. e avete una prima idea di cosa dovrebbe fare un Governo vero e serio che volesse condurre una “Lotta al Male”.
Ma questo tipo di Governo vero e serio, se non c’e’ platealmente e sfacciatamente a destra, non lo abbiamo visto, nemmeno piu’ modestamente e seriamente lo abbiamo visto a sinistra. Messi cosi’ cosa vuoi sperare?
..
Dal blog di Franca Rame
http://www.francarame.it/node/1187

ELIO VELTRI – EVASIONE FISCALE: “C’E’ PIU’ GUSTO AD ESSERE ITALIANI”

Obama fa sul serio. Ha trattato con il governo svizzero per farsi dare migliaia di nomi di americani evasori fiscali che avevano depositato i soldi presso il colosso bancario UBS. Poiche’ l’UBS, a causa di un enorme pacchetto di titoli tossici, rischiava di andare a fondo, trascinandosi dietro tutta la Svizzera, il governo di Berna li ha acquistati, ma con dollari ottenuti dalla Federal Reserve americana, scambiati con franchi svizzeri.
Forte della cessione di ben 60 miliardi di dollari, il governo Obama ha presentato il conto e ha chiesto i nomi degli evasori i quali, se vogliono evitare i tribunali penali e le manette, che in America non sono metaforiche, devono pagare tutte le tasse dovute allo Stato e una penale del 20 per cento.
Appena circolata la notizia che il Presidente faceva sul serio, centinaia di americani che avevano portato i soldi all’estero per evadere il fisco si sono presentati negli uffici dell’IRS, il fisco americano, per regolarizzare la loro posizione.
Poiche’ la fila degli evasori aumenta di giorno in giorno, l’IRS, per evitare l’intasamento degli uffici, li ha invitati ad autodenunciarsi on line.
Anche la Francia tratta con la Svizzera per avere i nomi dei suoi evasori e l’Inghilterra sta trattando con il Liechtenstein, altro noto paradiso fiscale con un segreto bancario impenetrabile.
E l’Italia?
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, attraverso il TG1, ci ha fatto sapere che gli italiani che hanno portato i soldi all’estero per evadere il fisco sono 170mila. Quindi molto di piu’ degli americani, dei francesi e degli inglesi messi insieme.
Poi, con l’avallo del ministro Tremonti, ha aggiunto che noi i nomi degli evasori non li avremo, ma saranno perseguiti lo stesso. Come? Avviando procedimenti giudiziari che durano anni? Chiedendo rogatorie internazionali impossibili per nomi che non sono certi? Sarebbe bene dire la verita’ agli italiani: non c’e’ bisogno di tutto questo per la semplice ragione che un americano evasore paga tutte le tasse con l’aggiunta di una multa del 20%. Un Italiano evasore, in forma anonima, utilizza lo scudo fiscale a paga il 5% (in realta’ paga solo l’1%) di quanto dovrebbe pagare ottenendo la cancellazione di tutti i reati commessi.
Le conseguenze sono disastrose perche’, oltre alla beffa del 5% (1%), meno di quanto costerebbe a un evasore la parcella del suo avvocato, l’anonimato favorisce l’arrivo di soldi sporchi di corruzione, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e di soldi sporchi di reati mafiosi come traffico di droga, di essere umani, smaltimento di rifiuti tossici e compagnia cantando.
Insomma, lo Stato decide di diventare il piu’ grande riciclatore di denaro sporco di ogni provenienza, a gratis o quasi.
Eppure il recente provvedimento dello Scudo Fiscale contiene una norma molto importante che potrebbe costituire un precedente da utilizzare per confiscare i beni mafiosi che si trovano in Italia e in qualsiasi parte del mondo. Mi riferisco all’inversione dell’onere della prova: non e’ piu’ lo Stato a dover dimostrare se un bene e’ stato acquistato con denaro sporco, ma e’ il proprietario del bene a dover dimostrare che il denaro era pulito e quindi lo e’ anche il bene.
Non si capisce perche’ un provvedimento tanto importante e innovativo, consigliato fin dagli anni 90 dalla commissione Fiandaca per la lotta alla mafia, lo si debba “sputtanare” con uno tanto grave come lo Scudo Fiscale.
Tralascio l’argomento della voragine dell’economia illegale e criminale.
..
Ovviamente la lotta ai paradisi fiscali in Italia non si puo’ fare. E come si potrebbe, quando la sola Fininvest ne usa 53 e Berlusconi addirittura se ne’e’comprato unop?
Sono i paradossi di Berlusconi: piu’ dice di fare, piu’ fa il contrario di quello che andrebbe fatto, per la gioia del crimine.
..
Antonio Borghesi (IdV)

I paradisi fiscali sono lo strumento per il falso in bilancio e per la corruzione.
I Paesi piu’ ricchi del mondo hanno deciso che dovevano lottare contro i paradisi fiscali, e alcuni di questi si sono spaventati trovandosi nella cosiddetta “lista nera”, come il Principato di Monaco, il Liechtenstein, il Lussemburgo e San Marino. Alcuni di questi hanno deciso di mettersi in regola per passare alla “lista bianca”, passando alla cosiddetta “lista grigia”, dove dovranno fare 12 accordi bilaterali e internazionali con i Paesi dell’Osce per poter essere rivalutate.
La Germania, la Francia, l’Inghilterra e gli Stati Uniti hanno iniziato a fare questi accordi bilaterali, ma non risulta alcun accordo fatto dall’Italia. Che cosa potra’ succedere? Questi Paesi faranno i 12 accordi, andranno nella “lista bianca” pero’ non saranno obbligati a dare informazioni all’Italia. Cosa vuol dire? Che i nostri evasori fiscali potranno ancora portare, tranquillamente, i loro soldi in questi Paesi.
Abbiamo sentito che in questi giorni l’Agenzia delle entrate sta controllando 180 mila italiani. Un’altra falsita’, fumo buttato negli occhi dei cittadini, in realta’ il governo ha fatto “scappare fuori dalla stalla i buoi per poi chiuderla”. In che modo ha fatto “scappare i buoi”? Ha fatto lo scudo fiscale, dove chi ha portato i soldi all’estero puo’ riportarli in Italia pagando solo il 5%.
Per avere un confronto con la Gran Bretagna, attraverso gli accordi con i paradisi fiscali, gli inglesi che vorranno riportare i propri soldi in Inghilterra dovranno pagare le tasse per 10 anni senza sconto e una sanzione del 10% sulla somma. Gia’ questo confronto vi dice come noi, purtroppo, siamo in presenza di un governo colluso con l’evasione fiscale.
..
Bossi ora ce l’ha con l’inno d’Italia

Nell’autunno del 1847, Goffredo Mameli scrisse il testo de Il Canto degli Italiani, il 10 novembre lo invio’ al maestro Michele Novaro, che scrisse di getto la musica e l’inno pote’ debuttare il 10 dicembre, sul piazzale del Santuario di Oregina presentato ai cittadini genovesi e a vari patrioti italiani in occasione del centenario della cacciata degli austriaci suonato dalla banda municipale di Sestri P.
Era un momento di grande eccitazione: mancavano pochi mesi al celebre 1848, che era gia’ nell’aria: era stata abolita una legge che vietava assembramenti di piu’ di dieci persone, cosi’ ben 30.000 persone ascoltarono l’inno e l’impararono; nel frattempo Nino Bixio sulle montagne organizzava i falo’ della notte dell’Appennino.
Dopo pochi giorni, tutti conoscevano l’inno, che veniva cantato senza sosta in ogni manifestazione (piu’ o meno pacifica). Durante le Cinque giornate di Milano, gli insorti lo intonavano a squarciagola: il canto degli italiani era diventato un simbolo del Risorgimento. Gli inni patriottici come l’inno di Mameli (sicuramente il piu’ importante) ebbero il merito di propagandare gli ideali del Risorgimento e di incitare la popolazione all’insurrezione, senza di cui certamente non sarebbe stato emanato lo Statuto albertino, ne’ il re si sarebbe impegnato in un rischioso progetto di riunificazione nazionale che lo interessava poco, mentre era al centro dei pensieri dei genovesi, che erano sudditi leali (dal Congresso di Vienna) ma non rinunciavano ai propri ideali, guidati da personaggi come Mazzini, Garibaldi, Bixio e Mameli. Quando l’inno si diffuse, le autorita’ cercarono di vietarlo, considerandolo eversivo (per via dell’ispirazione repubblicana e anti-monarchica del suo autore); visto il totale fallimento, tentarono inutilmente di censurare almeno l’ultima parte, estremamente dura cogli Austriaci, al tempo ancora formalmente alleati.Dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, le bande militari lo suonarono senza posa, tanto che il Re fu COSTRETTO a ritirare ogni censura del testo e abrogo’ l’articolo dello Statuto albertino secondo cui l’unica bandiera del regno doveva essere la coccarda azzurra, rinunciando agli inutili tentativi di reprimere l’uso del tricolore verde, bianco e rosso, anch’esso impostosi come simbolo patriottico dopo essere stato adottato clandestinamente nel 1831 come simbolo della Giovine Italia.

Postato da W l’Italia
..
Giancarlo

Basta studiare la storia Italiana Non la storia di Bossi, allora si capiscono certe cose.

Dell’elmo di Scipio
L’Italia – ci dicono questi versi – si e’ scossa da un sonno secolare e ha indossato l’elmo di Scipio perche’, seguendo il suo esempio, ha deciso di liberarsi per sempre dagli invasori.
“Scipio” e’ Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, trionfatore sui cartaginesi nella battaglia di Zama, che mise fine alla seconda guerra punica.
Quella guerra aveva rappresentato uno dei momenti piu’ drammatici per la Repubblica Romana. Nel 218 a.C., Annibale aveva condotto l’esercito di Cartagine dalla Spagna, attraverso le Alpi, ad invadere l’Italia. Roma gli si era inutilmente opposta, andando incontro alle sanguinose sconfitte del Ticino, della Trebbia e del Trasimeno.
E a Canne, nel 216, Roma aveva subito una delle piu’ disastrose disfatte della sua storia. Ma Annibale non ritenne, o non fu in grado, di portare l’attacco definitivo all’Urbe. Cosi’ Roma ebbe il tempo per riprendersi, per riorganizzare le proprie forze e per portare la guerra direttamente in Africa.
Nel 202, sotto il comando di Scipione l’Africano, le legioni romane si scontrarono con l’esercito di Annibale a Zama (nell’attuale Algeria). Benche’ inferiori di numero, i Romani sbaragliarono i nemici, infliggendo loro una sconfitta che rappresento’ la fine della potenza cartaginese.

Le porga la chioma
Anticamente alle schiave venivano tagliate le chiome – per distinguerle dalla donne libere che portavano, invece, i capelli lunghi. La Vittoria, ci dice il poeta, deve porgere le chiome per farsele tagliare, in quanto schiava di “Roma semper victrix”, sempre vittoriosa.

Stringiamoci a coorte
La coorte (cohors) era un’unita’ della legione romana. Diversa per numero e composizione nelle varie epoche, poteva essere coorte legionaria (la decima parte di una legione), coorte ausiliaria (costituita da alleati dei Romani), coorte pretoria (la guardia del corpo dell’imperatore), coorte urbana (la guarnigione dell’Urbe). Il termine e’ passato ad indicare in generale una schiera di armati.
..
Fratelli d’Italia,
l’Italia s’e’ desta;
dell’elmo di Scipio
s’e’ cinta la testa.
Dov’e’ la Vittoria?
Le porga la chioma;
che’ schiava di Roma
Iddio la creo’.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamo’.
Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perche’ non siam popolo,
perche’ siam divisi.
Raccolgaci un’unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
gia’ l’ora suono’.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamo’.
Uniamoci, amiamoci;
l’unione e l’amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci puo’?
tringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamo’.
Dall’Alpe a Sicilia,
dovunque e’ Legnano;
ogn’uom di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d’Italia
si chiaman Balilla;
il suon d’ogni squilla
i Vespri suono’.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamo’.
Son giunchi che piegano
le spade vendute;
gia’ l’aquila d’Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia
e il sangue Polacco
beve’ col Cosacco, ma il cor le brucio’.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamo’.

..
(Be’, mettiamola come si vuole, l’inno e’ datato e sarebbe ora di cambiarlo. E’ brutto, la musica e’ brutta, le parole sono orrende. Ma da qui a cambiarlo con la musica pur bellissima del Va pensiero ci corre. Cosa abbiamo noi a che fare col Nabucco di Giuseppe Verdi? Prima di tutto non e’ che qui le parole siano meglio.

Va, pensiero, sull’ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L’aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
Di Sionne le torri atterrate…
Oh mia patria si bella e perduta!
O membranza si’ cara e fatal!
Arpa d’or dei fatidici vati,
Perche’ muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,

Ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t’ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtu’!

Cosa abbiamo noi a che fare col coro di un gruppo di ebrei in esilio? Con gli Ebrei riuniti nel tempio di Gerusalemme che piangono la loro sconfitta nella guerra contro i babilonesi?
Lo dovremmo prendere a inno nazionale solo perche’ Bossi lo ha scelto come inno della Padania? E da quale terra sarebbero in esilio costoro?
Posso capire che gli italiani che erano sotto gli austriaci desiderassero riunirsi alla patria Italia. Ma questi semmai vogliono dividersi dall’Italia. Ho capito che questo inno e’ stato un grande simbolo del Risorgimento, ma il Risorgimento l’Italia voleva unirla, non farla a pezzi. E non basta dire che il librettista Temistocle Solera era un neoguelfo che parlava vagamente di federalismo. Probabilmente se vedesse oggi i massacri della Lega inorridirebbe e non li considererebbe italiani ma nemici della patria. La Padania non e’ una patria, e’ l’invenzione di un zuzzurellone ignorante e ciuco come Bossi che ha sventolato davanti a piazze di capre miti nuovi di zecca e senza radici storiche, la cui unica base comune e’ esprimere odio verso qualcuno e porre la propria ignoranza a legge dello Stato. Ma quale Stato? Uno Stato che considera suoi cittadini solo i tre milioni dei suoi elettori e con quelli pretende di imporre leggi xenofobe, localistiche e razziste a 60 milioni di persone!
E Berlusconi glielo lascia pure fare.

Cosa nostra nello Stato
Luigi de Magistris

La trattativa tra pezzi di Stato e la mafia, la strage di Capaci e di via D’Amelio, la strategia della tensione degli attentati di Roma, Firenze e Milano. Si intravede lo spiraglio di luce,grazie ai magistrati di Palermo e Caltanissetta. Questo spiraglio e’ rincorso dalla societa’ civile impegnata in prima linea nell’antimafia. Per la verita’ e la giustizia lottiamo in tanti, uno dei protagonisti di questa resistenza che ha come pilastro la sconfitta delle mafie e’ Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.

La forza di quest’uomo protesa in direzione di questo spiraglio e’ il termometro della sete di giustizia che la parte migliore del Paese pretende dallo Stato. Non consentiremo che non si persegua l’obiettivo fino in fondo, che ancora una volta rimanga la rabbia di chi procede in direzione ostinata e contraria verso la ricerca della verita’ che fara’ bene all’Italia. Potra’ consentire un nuovo patto sociale tra le forze sane.

Si tratta di ricostruire un periodo criminale, mafioso, intriso di politica,con il coinvolgimento di pezzi delle Istituzioni. Cosa Nostra negli anni che hanno preceduto la stagione stragista ha fondato la sua politica criminale in una duplice direzione: avvicinare persone all’interno delle istituzioni ed attuare la strategia militare contro i servitori dello Stato incorruttibili.

In questo periodo – che e’ quello a cavallo della sentenza del maxiprocesso che ha confermato l’impianto accusatorio di Falcone e Borsellino– si innestano anche gli omicidi dei cugini Salvo e di Lima, da un lato, e, dall’altro lato, quello del magistrato Scopelliti che doveva rappresentare l’accusa in Cassazione. La mafia che aveva garanzie dalla politica, con gli omicidi politici colpisce la corrente andreottiana della DC in Sicilia. Manda un segnale chiaro a Giulio Andreotti (ritenuto mafioso sino al 1980 da una sentenza definitiva).

Pensare che gli omicidi Falcone e Borsellino siano vendetta di Cosa Nostra per l’esito del maxiprocesso e’ offrire una lettura che ridimensiona il ruolo politico della mafia. La strage di Capaci –di tipo libanese– interrompe la probabile ascesa al Quirinale di Giulio Andreotti. Il segnale e’ chiaro: la stagione dei pacta sunt servanda che ha caratterizzato per decenni il rapporto mafia-politica e’ saltato. Capaci e’ stata una strage politica,soprattutto per gli effetti politici che doveva determinare.

Credo che la strage di mafia di via D’Amelio abbia,in parte,una matrice diversa. Vi sia un maggiore coinvolgimento di pezzi deviati delle Istituzioni. Borsellino forse aveva scoperto che accadeva e doveva essere ucciso subito in quanto avrebbe ostacolato la nuova strategia criminale,penso avesse individuato i percorsi iniziali della nuova politica di Cosa Nostra: trattare con lo Stato per poi penetrarlo nelle sue articolazioni tanto da divenire un cancro istituzionale; mafiosi direttamente nello Stato.

E’ questa la politica di Cosa Nostra che passa anche attraverso il progetto di golpe con la nascita di liste autonomiste-separatiste per giungere,poi,al sorgere del partito di Forza Italia di cui una delle colonne, il sen. Dell’Utri, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per mafia. Servizi segreti deviati (Bruno Contrada docet) colludevano con Cosa Nostra;pezzi del ROS dei Carabinieri avrebbero iniziato una trattativa con la mafia; la politica pare sia stata coinvolta ad altissimi livelli istituzionali. La mafia con la stagione stragista ha dimostrato che poteva mettere in ginocchio il Paese manu militari. Dal 1993 ha dismesso la strategia militare ed ha iniziato a governare il Paese dall’interno delle Istituzioni.

Che cosa e’ avvenuto tra il “92 ed il “93? Come e’ possibile che il Generale Mori (ai vertici del ROS e del SISDE) –gia’ imputato in vicende processuali per fatti di mafia attinenti l’omessa perquisizione del covo di Riina e la mancata cattura di Provenzano- possa oggi essere nominato consulente dal Presidente Formigoni quale esperto per le infiltrazioni della criminalita’ per l’Expo? Che cosa aveva scoperto Borsellino? Perche’ e’ stata sottratta l’agenda rossa? Perche’ Mancino (all’epoca Ministro dell’interno, poi Presidente del Senato e poi vicepresidente del CSM) non ricorda di aver incontrato Borsellino? Perche’ Violante (gia’ Presidente della Commissione Antimafia e Presidente della Camera) solo oggi dice di aver saputo della trattativa,di Mori e di Ciancimino?

Con la trattativa con lo Stato, Cosa Nostra e’ penetrata nelle Istituzioni, ha consolidato il suo ruolo nell’economia, ha corroso le fondamenta della democrazia. Con gli anni si e’ istituzionalizzata. Non e’ piu’ necessario ricorrere all’uso delle armi per eliminare i servitori dello Stato. La parte sana del Paese pretende che lo spiraglio diventi sole. La magistratura sia libera di lavorare in assoluta indipendenza. Il Paese e’ pronto per la verita’ e per un futuro migliore che si deve alle vittime delle mafie.
..
Ridolino

L’uno disse al due e al tre
Solo, vivo come un re
Per poter esser qualcuno
Ho bisogno di “nessuno”.
,,,
Com’e’ stupido quell’uno
Disse il due al tre convinto
Gia’ noi due siamo in cinque
E col quattro sarem nove
.

Nove teste contro una
Che risate ci faremo
Quello e’ stupido davvero
A pensar di vincer solo.


Voi sommate quelle teste
Disse l’uno alla terna
Fate somme da taverna
Non capite che “nessuno”
Messo dietro a me solo
Voi mi fa gia’ superare
Zero dietro che non fiata
Molto meglio mi fa stare.
Dieci, cento, mille zeri
Quanti zeri! sono tanti

Dietro a me, uno per volta
Solo per aprir la porta.

..
Bossi, Fini, la Carfagna
Mavala’ li accompagna
Tutti zeri, tutti in fila
Anche zeri in doppia fila
.

Questa infine la morale
Il possesso dello zero
E’ il piu’ forte alleato
Batte tutti, per davvero.


ho paura, io Lino
con la mafia che ha vinto;
ve lo posto con l’inchino,
ve lo posta…..

..

UN CROLLO AL MESE
Di Pietro

Il prodotto interno lordo del Paese crollera’ a -4,8%, queste le nuove previsioni per il 2009.
In realta’ e’ l’ennesima previsione di crollo che viene rivista oramai a cadenza mensile, se non giornaliera, e che denota l’incompetenza di chi effettua le stime o l’incapacita’ di chi e’ al governo e dispone delle leve per gestire le variabili.
Mi domando con che attendibilita’ si parli nel 2010 di una bava di vento in poppa al Pil del +0,6% o di “ripresa” nel 2011 con un incremento dello 0,8%. L’impressione e’ che si stiano tirando i dadi e che, chi li ha in mano, sia un baro.
Chiuderemo nel 2009 con un Pil reale vicino al -8%, questa la realta’.
L’Italia, ad oggi, dicono abbia sentito meno la crisi rispetto agli altri Paesi occidentali, pura illusione riconducibile a tre motivi principali: da una parte non sono stati diffusi i numeri della crisi e della disoccupazione, che ad oggi continuano ad essere trattati come un’estrazione del Lotto, dall’altra sono state salvate le banche che pero’ non hanno salvato le aziende, ed infine l’amministrazione pubblica italiana, macchina imponente con qualche milione di dipendenti, ha riversato sul debito pubblico, sui servizi e su qualche migliaio di precari il costo della crisi.
Ad aver pagato il prezzo piu’ alto della recessione sono stati i lavoratori, soprattutto i precari, delle imprese private e dei colossi industriali in cassa integrazione o semplicemente sbattuti in strada.
L’arresto dell’emorragia del debito pubblico, un Golem da 1,8 mld di euro fuori controllo, e’ la cartina tornasole della ripresa economica oltre che condizione necessaria per restare in Europa.
E’ stato stimato che per mantenere la capacita’ di sostenere il livello pensionistico italiano la crescita “reale” dell’economia, il Pil quindi, debba segnare un +1.8%. Se oggi siamo ad un Pil di -4,8% (con un valore medio invece tra il 2008 ed il 2010, del -1,6%) qualcuno si e’ chiesto come stiamo pagando le pensioni con un differenziale sull’anno di -6,6% (e medio nel triennio di -3,4%)? Semplice, attingendo al Golem del debito pubblico.
Ma il gioco sta per finire, e finira’ in autunno, quando l’alchimia di governo non riuscira’ a spiegare ai cittadini come mai le aziende continueranno a chiudere copiose e prive di ammortizzatori sociali per i propri dipendenti, o come mai i pensionati vedranno ritoccare a ribasso le pensioni mentre loro, i governanti, a Palazzo Grazioli sorseggiano champagne serviti da escort vestite di nero e pensano ai dialetti, a Mediaset e a come fottere il Tricolore.
..
Pasquale Cirillo

Una critica in sei punti all’indicatore economico piu’ noto. “Politici, agenzie internazionali, economisti e media individuano nel PIL la cartina di tornasole della ricchezza e del benessere di una nazione. Un numero crescente di esperti, tuttavia, inizia a non essere piu’ d’accordo sull’utilizzo di un tale indicatore per misurare lo sviluppo economico di un paese. Lo scopo dell’economia, infatti, dovrebbe essere quello di individuare le strade piu’ appropriate per una crescita armonica e sostenibile della societa’, laddove il PIL non e’ in grado di distinguere tra costi e benefici sociali di una data operazione economica”. Cirillo elenca i sei paradossi principali del PIL: Primo. Se il crimine e le catastrofi naturali aumentano, l’economia cresce. Secondo. L’economia non di mercato non accresce il benessere. Il volontariato o la cura non remunerata dei figli e degli anziani non accrescono il PIL Terzo. Se s’impoveriscono le risorse naturali, l’economia migliora. Quarto. Inquinare ci fa stare meglio. Produrre un bene inquinando o non inquinando non modifica il PIL, dato che non si considerano le esternalita’ negative dell’inquinamento…Quinto La distribuzione del reddito non influisce sul benessere sociale. Se le transazioni monetarie aumentano, il PIL fa la stessa cosa, ignorando completamente i problemi distributivi……………..
..
Salvatore Ainiere

Tutti sanno che la crisi e partita dagli stati uniti e dalle bolle finanziarie fasulle, ma a questo modello si era ispirato il mondo intero e adesso tutti stiamo pagando il conto. Per fortuna da noi le banche non sono fallite, anche se per far questo pagheremo un po’ tutti, ma almeno sono salvi milioni di risparmiatori, gia pesantemente truffati dai vari Parmalat, Cirio ecc. e questo e il vero motivo della crisi in Italia. Da noi infatti i mutui sub prime che hanno scatenato la crisi USA non c’e’ stata e per un motivo semplicissimo, i mutui le nostre banche li hanno sempre concessi con il misurino, non solo garentendosi abbondatemente, ma speculando spodoratamente sui tassi variabili, e per questo trovo scandaloso che lo stato intervenga a supportare le presunte perdite di queste; e quando percepivano utili scandalosi spennando risparmiatori e clienti con chi li dividevano?. Illuminante e stato il commento di alcuni giornalisti alla condanna esemplare inflitta al responsabile del crac della lekman btothers, 150 anni di galera dopo un processo di 6 mesi. Da noi ci sarebbero voluti 150 anni di processi per infliggeri 6 mesi di galera ai vari truffatori Italiani.
..
RIDIAMARO : – )

Curzio Maltese
L’ESTATE DEL SIGNOR B
Il fantaracconto di ferragosto

Quell’estate, per il signor B, minacciava di essere l’estate della disfatta.
Netto calo nei sondaggi, i collaboratori che facevano di tutto per nascondergli la rassegna stampa estera e sostituirla con la benevola rassegna della stampa nazionale, qualche larvata critica della Chiesa nonostante i tanti favori economici e politici, la freddezza crescente di alcuni tra gli alleati piu’ fidati.
La cerchia degli ingrati (vera ossessione di ogni potente) che si allargava.
Ma soprattutto era il suo istinto, il suo infallibile fiuto, a dirgli che un ciclo era oramai chiuso.
In una delle sue ultime, rare apparizioni pubbliche, nelle quali il suo sguardo veloce e riassuntivo riusciva sempre a cogliere la media dei sentimenti della folla nei suoi confronti, il solito gruppetto di ragazzini comunisti, malvestiti e barbuti, lo aveva – come sempre – apostrofato con insolenza.
Copione scontato, il normale, insignificante prezzo da pagare, pensava il signor B, all’invidia degli infelici.
Ma nel preciso istante in cui la security allontanava quella sparuta rappresentanza nemica, in un rapido mulinello di minacce e occhiali neri, lo sguardo del signor B, ai margini del piccolo tumulto, incrocio’ quello di un ragazzo.
Il ragazzo non applaudiva e non fischiava.
Non acclamava e non inveiva.
Non lo amava e non lo odiava.
Sembrava annoiato, sembrava indifferente: cosi’ almeno lo classifico’ l’infallibile, velocissimo sguardo del signor B.
Con una delle sue formidabili zoomate, in un milionesimo di secondo lo sguardo del signor B mise a fuoco l’iride del ragazzo.
Dentro il grigio compatto della noia e dell’indifferenza, il signor B vide danzare qualche residua scintilla di disprezzo, che andava spegnendosi come un fuoco che aveva esaurito il suo ciclo..
Brace che si mutava in cenere.
Fine dello spettacolo.
Lo sguardo di quel ragazzo produsse al signor B uno sconvolgimento interiore che gli uomini del suo staff – una manica di inutili servi strapagati – non sarebbero mai stati in grado di capire.
Pur non avendo cognizione alcuna della sapienza degli antichi (il signor B non aveva mai letto i libri che pubblicava) interpreto’ quello sguardo come un presagio implacabile: il classico inizio della fine.
Per due notti dormi’ poco e male, nel grande letto solitario oramai sguarnito di ragazze a noleggio per evitare antipatiche discussioni con gli avvocati della moglie e strascichi polemici prodotti dall’invidia sessuale del nemico impotente.
Ma all’alba della seconda notte quasi insonne, a mezz’aria tra sogno e coscienza, vide sfilare sul soffitto della stanza tutti gli editoriali complimentosi degli ultimi vent’anni, udi’ il coro ammirato degli agiografi, l’applauso della folla, rivide i sorrisi affabili dei consiglieri, degli avvocati, dei portaborse; e tutti, come un esercito arrivato in soccorso, gli ripetevano la stessa frase:
“Tu sei l’uomo che trasforma le sconfitte in vittorie.
Lo hai sempre fatto e sempre lo farai.
E cosi’ sia”.
In quel momento il signor B seppe quello che doveva fare.
Si alzo’ dal letto e convoco’, al completo, il suo stato maggiore.

Vendette tutte le sue ville, alcune anzi le regalo’ ai poveri
(escort disoccupate, conduttori televisivi incapaci di adeguarsi al nuovo corso, la Lega).
Cedette ai cinque figli, in parti uguali, l’intero patrimonio e scrisse una lettera di scusa alla moglie Veronica, dicendo che le altre erano solo mignotte, e un’altra lettera di scuse alle mignotte, dicendo che l’altra era solo una moglie.
Si stabili’ in un bilocale alla periferia di Milano, quartiere Gratosoglio, (confinante con Rozzano frazione Quinto Stampi – mia nota) facendo impazzire la security che per i primi mesi dovette perquisire e presidiare ogni giorno quaranta caseggiati popolari e accompagnarlo tutte le mattine a fare la spesa alla Conad.
Non mise piu’ piede a Roma, ne’ in Parlamento ne’ a palazzo Chigi.
Governava da un tinello disadorno, senza televisione, con angolo di cottura, cucinandosi da solo pasta al sugo e poco altro.
Predicava la semplicita’, ma non piu’ in televisione, e nemmeno nelle fastose convention di una volta.
Lo faceva sul pianerottolo di casa, per pochi vicini, oppure nel cortile, verso sera, con tutto il condominio affacciato alle finestre.
Era profondamente cambiato.
I bulloni del lifting, non piu’ serrati da mani abili, si erano rilasciati fino a fargli spiovere le guance e la pappagorgia, come a tutti i vecchi di questo mondo.
Aveva licenziato tutto il pletorico staff per la sua immagine, sostituendolo con Gino, il barbiere dell’angolo, che l’aveva rasato a zero per bonificare quella povera testa bitumata, e farla finalmente respirare.
Era diventato grasso, calvo, brutto e vecchio.
Era casto, non possedeva piu’ niente se non un conto corrente postale con il necessario per mangiare e pagare la tintoria.
I nemici erano interdetti.
Molti vacillavano; un uomo cosi’ – scrisse Michele Serra sulla Repubblica – forse l’abbiamo giudicato male.
Forse non l’avevamo capito.
La Chiesa, incalzata dal suo esempio austero, portava con imbarazzo i suoi paramenti, i suoi fasti e le sue dorate vestigia.
Qualcuno, a voce sempre meno bassa, cominciava a perorare la sua santificazione.
I suoi elettori, con qualche fatica, abbandonavano pian piano i miti precedenti – il profitto, l’intrapresa, il condono fiscale e la fica – e cominciavano a seguirlo lungo le strade della virtu’, della modestia, della legge:
“Un semaforo rosso e’ un semaforo rosso”
Disse il signor B in uno dei suoi celebri discorsi nel cortile del condominio, passati di bocca in bocca in tutto il Paese
“ e anche chi ruba dieci centesimi e’ come se rubasse un miliardo”.
Nei sondaggi torno’ in poche settimane sopra il 50%.
Poi al 60, al 70, all’80%.
Nella tarda primavera del 2010 gia’ sfiorava il 90% dei consensi.
Portava un caftano bianco, segno di amicizia con gli immigrati, sandali francescani, e girava liberamente per le strade di Milano senza bisogno di security, perche’ tutti lo amavano.
Si, infine aveva l’amore di tutti, scopo ultimo della sua stessa vita, e la politica – lui lo sapeva bene – era stata solo una parentesi di questo lungo viaggio verso l’adorazione incontrastata dell’umanita’ intera nei suoi confronti.
Era stato il primo tra i primi, poi il primo tra gli ultimi, prima miliardario, poi povero, poi qualunque altra cosa, non era quello che importava.
Importava di essere amato.
Come capita a tutti – si vive per essere amati – ma su scala mondiale, assoluta, infinita.
La scala di Dio, che e’ la stessa scala dei bambini.
Amato in purezza, amato per sempre, perfettamente amato, completamente amato.
Un giorno passava da piazza del Duomo.
Per non disturbarlo, avendone colto la lezione di modestia e misura, i milanesi, incrociandolo, lo salutavano affettuosamente ma sobriamente, senza dare l’idea della massa o della folla che il signor B aveva insegnato ad essere una dimensione illusoria.
Un segno del capo, un sorriso grato e via, ognuno per la sua strada.
Anche le telecamere avevano ordine di evitarlo: la vanita’ di apparire era il primo tra i vizi che egli stesso usava condannare.
Grasso e curvo, con la faccia molle e bonaria da vecchio lombardo, la pelata lucente coperta da un berretto giamaicano acquistato da un ambulante, al signor B era pero’ rimasto, della vita precedente, lo sguardo.
Quello stesso sguardo attento, acuminato, che gli consentiva di riconoscere, anche in mezzo alla moltitudine, l’unica cosa che davvero gli interessava: il grado di affetto e di riconoscenza che la gente aveva per lui.
Lo vide a una cinquantina di metri di distanza, verso la Galleria, inconfondibile anche se in mezzo al caos di facce e voci di piazza Duomo.
Era lo stesso ragazzo che un anno prima, alla fine della prima Era del signor B, lo aveva guardato con indifferenza.
In un baleno, anzi nemmeno il tempo di un baleno, il signor B lo riconobbe e fece una zoomata verso quell’iride lontana per scoprire la verita’.
Con uno sgomento indicibile, del tutto simile ad un presagio di morte, il signor B vide che lo sguardo di quel giovane era ancora dominato, come l’anno precedente, dall’indifferenza.
Anzi: all’indifferenza di primo grado, quella per il signor B ricchissimo e gaudente, si era sommata un’indifferenza di secondo grado, quella per il signor B virtuoso e casto.
“Tu reciti”
Gli disse a bocca chiusa, da distante, il giovane dallo sguardo indifferente.
“Recitavi prima, reciti anche adesso.
Non mi interessi.
Se proprio deve interessarmi una recita, allora quella e’ la mia.
Non la tua.
Perche’ io sono piu’ importante di te”.
Il signor B chiamo gli uomini della security discretamente confusi nella folla, e lo fece arrestare.
°°°°°°°
Mia conclusione:
INGUARIBILE
..
http://masadaweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: