Nuovo Masada

agosto 15, 2009

MASADA n° 971. 13-9-2009. Ipocrisia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:38 pm

(Foto scelta da Doriana Goracci)

Ci sono silenzi che uccidono, l’ipocrisia della Chiesa – B. un premio all’ipocrisia tosta – Mamme italiane – 150 deputati fanno il ferragosto in carcere – Mariagiovanna e le compagne – L’ipocrisia della legge Fini-Giovanardi – L’ipocrisia della scomunica – Pubblica insicurezza – Un po’ di numeri sui penitenziari – Bilanci di Giustizia – Accusa al governo Prodi – Michele Serra

In tutti questi giorni non abbiamo mai perso la speranza. Passavamo il tempo discutendo. Questa vicenda ha dimostrato che abbassando la testa non si va da nessuna parte”. Roberto, il sindacalista della Fiom, barricato per otto giorni insieme con gli operai della Innse.

Cesare Beccaria
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e cosi’ continuiamo a remar barche contro corrente
sospinti senza sosta nel passato

Scott Fitzgerald
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Ci sono silenzi che uccidono
Don Aldo

Non prendetela, per favore, come resa o come atto di debolezza o di scoramento. No, amiche ed amici. E’ semplicemente una confidenziale confessione. Una presa d’atto di una impotenza che mi scheletrifica. Non ho piu’ parole!
Tra i molti e interesanti libri che Cittadella Editrice stampa, ce n’e’ uno del 1998, molto bello: “Un Dio per il duemila” (Sottotitolo: contro la guerra e per la felicita’).

A pagina 68 Juan Arias, l’autore, scrive: “La prosa volgare del potere ha prostituito le parole, che ormai non significano nulla, non commuovono piu’, non gridano dentro, non innamorano“…
C’est vrai, direbbero i francesi!
E non trovando piu’ parole che gridano e che appassionano, che denunciano e che innamorano il silenzio sembra essere il destino di noi tutti, irriducibili sognatori. Ma in questo caso non si tratta del silenzio ricco, che ti porta il mondo dentro e che Jung diceva essere “piu’ profondo della parola“. No. Si tratta del silenzio muto e vuoto, quello che evidenzia le nostre quotidiane crocifissioni, la cifra massima delle nostre impotenze e che don Mazzolari diceva essere il “silenzio omicida”.
Quando il reale appare alla mia anima con troppo forza, mi viene meno il respiro delle parole” scriveva dal carcere Dietrich Bonhoeffer in una delle sue tante lettere alla fidanzata.
Qualcuno dei miei corrispondenti ha scambiato questa mia sofferenza nel trovare parole non mute e che gridino, per un innato e viscerale odio contro di lui, il seviziatore del popolo italiano, lo scotennatore della democrazia, il pifferaio del nulla.
Pace all’anima sua. Pensi pure cosi’, se cosi’ gli aggrada.
Molto probabilmente abbiamo una percezione diversa della realta’ nella quale siamo ingolfati: disprezzo per le regole, insofferenza per le critiche, clandestini sinonimizzati come delinquenti, ronde, gabbie salariali, minorenni usate come vuoti a perdere, candidature caramellate, il parlamento ridotto ad uno zoo di animali di ogni sorta, istituzionalizzazione della cortigianeria come dovere e chi piu’ ne puo’ piu’ ne metta.
L’Italia tutta e’ diventata una discarica di rifiuti tossici che nessuna strategia di raccolta differenziata riuscira’ a smaltire, almeno a breve raggio di tempo.
Questo sul versante civile. E sul versante religioso?
Peggio e piu’ che peggio: questa chiesa ammutinata e viscidamente passiva che reagisce solo quando le si toccano le tasche fa piu’ schifo che mai.
I suoi incerti e flebili vagiti fanno spazio al grido di scandalo solo quando si vedono in gioco i suoi privilegi acquisiti: scuola di religione e leggi ad moralem.
Queste le interessano molto piu’ che lo stato di coscienza dei cittadini per i quali soltanto ha senso il suo esserci.
Dove sono finiti i vescovi che nel Concilio, con orgoglio, scrivevano: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Gaudium et Spese)?
Non piu’ sentinelle e profeti, ma taccagni contabili di una chiesa sempre piu’ simile ad una azienda.
Le nostre sono grida di rabbia e non di odio, cosi’ come i nostri silenzi: silenzi di proteste e non di connivenza.
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Un premio alla faccia tosta
Viviana

Berlusconi: “I miei rapporti col Papa non sono cambiati”.
Intende avvertire i suoi elettori cattolici che lui e’ un modello di cattolico e rappresenta un modello di capo-famiglia?
Per non essere da meno, Libero titola in prima pagina un articolone contro i paradisi fiscali.
Quelli di Berlusconi passano nel dimenticatoio.
Come cosa senza importanza.
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Sunto-Francesco Merlo

Il gossip dispensa dal pensare. Non e’ una novita’ ne’ lo e’ l´asservimento della tv pubblica ai vizi del principe, con Porta a porta che diventa Letto a letto.
Vorremmo sapere quanti sono i dicasteri erotici e quanti sono il dono del mattino.
Siamo l’unico Paese dell´Occidente tornato a quando i posti di Stato erano appaltati ai favoriti, ai mariti delle amanti, alle amanti.
B ha portato il letto al potere.
E’ divertente che Avvenire gli rimproveri la mancanza di sobrieta’, un favore a un B che si bea delle sue marachelle e non si rende conto che chiedere a un´assessora: «posso palpeggiarla un po´?» durante una visita nelle zone terremotate non e’ una pulsione ma e’ una patologia.
Eppure Avvenire ha certificato l´eterna adolescenza nella quale B finge di vivere. Doveva vedervi la decadenza di quell´infoiamento, il sesso ossessione, il sesso fantasma, il sesso che nessun concetto dalla psicologia puo’ spiegare e nessuna velina puo’ addomesticare; lo spettacolo degli anziani uomini di potere che esibiscono puttane e le ricompensano con la politica.
Ma perche’ i vescovi non chiedono conto di questo? Un peccato mortale contro l´Italia e gli italiani? La simonia laica, il compensare l´avvenenza con posti in Parlamento e ministeri
Frasi piu’ o meno volgari accompagnano la Carfagna, la Gelmini, la Brambilla e l´intera troupe di attrici, veline e ballerine che sono ormai una degenerazione del potere italiano
La distruzione delle intercettazioni non smonta l´infamia. Non deve passare l’idea della politica come vita sregolata e romanzesca, che fluisce nel viso rifatto e nei capelli che ricrescono, nella prostata che guarisce e nel seduttore che ringiovanisce, nel padre in pericolo e nel marito monello: e’ una ipnosi che non solo restaura il mito guasto e avariato del Silvio Priapo ma nasconde il vero scandalo di un´Italia non piu’ governata dal conflitto di interessi, ma dal conflitto di piaceri: prurito di interessi, conflitto di pruriti, conflitto di interessi pruriginosi.

Mamma
Viviana

La mamma e’ un passepartout che anche i ladri usano quando vogliono entrare.
Non diversamente fa B che parlava spesso della sua mamma.
Oggi lei non c’e’ piu’, ma ci pare che non citi piu’ nemmeno le zie suore. Sono morte anche loro?
Senno’ ci piacerebbe sapere, in una intervista da Vespa, le famose zie suore cosa pensano di Villa Certosa. Vespa potrebbe ripetere il famoso show in cui decanto’ la vita libertina di Fellini o Mastroianni come licenza poetica che tutti i grandi uomini si prendono.
Cosi’ e’ la morale all’italiana: una specie di chewingum che lo tiri o lo accorci secondo il piacere.
C’e’ la famiglia alla Mele. Quella alla Fini.
Quella alla Bondi. Quella alla Casini.
Ma sono tutti figli di mamma. E tutti pronti ad elogiare una idilliaca famiglia cattolica all’italiana che non c’e’. Il pallone gonfiato dal cattolicesimo rampante. Con CL e Formigoni in ovazione permanente, anche per chi e’ in erezione permanente, preti pedofili in prima fila.

Mamme italiane
Viviana Vivarelli

Le mamme italiane stravedono per i loro pupi e i commercianti ne approfittano in modo vergognoso, alzando i prezzi di tutti i prodotti per bambini, vestiti e altro, in modo esoso
Ma per una madre italiana non comprare cio’ che e’ piu’ caro sul mercato sarebbe una prova di scarso affetto.
Non c’e’ paese al mondo dove questo mammismo fragile da insicurezza profonda non sia sfruttato così vergognosamente.
Altrove questo ricatto affettivo non esiste.
Un es: a Londra non si superano i 26° e anche quelli di rado per cui i vestitini da mare leggeri non vanno molto. Quando mia figlia e’ venuta a Cesenatico con la bimba, ha ordinato su ebay 3 pacchi di vestitini di cotone a 2 pound il pacco, ed e’ arrivato un guardaroba intero di usato, fornito di tutto, costumini, cappellini, vestitini, calzoncini, magliette, cose anche molto carine. Con 6 sterline ha riempito una valigia.
Io in Italia con 7 € non le prendevo neanche un paio di mutandine.
Quello che in Italia viene messo in vendita, giocattoli come vestiti, come altro, viene tutto fatto in Asia con forme di sfruttamento coloniali e poi rivenduto a prezzi altissimi.
Il ricarico di questi commercianti e’ una cosa talmente sporca che dovrebbe essere messo sotto processo.
Quando uscì lo scandalo dei giocattoli made in Cina che avevano coloranti pericolosi, uscì anche, ma con molta discrezione, che anche la Chicco come tutte le altre case di prodotti infantili si facevano fare regolarmente ogni cosa in Asia, per di piu’ senza alcun controllo sulla qualita’ e sicurezza e senza subire alcuna verifica da organi europei che dovrebbero verificarle secondo precise leggi europee.
I ministeri che dovrebbero vigilare su queste forme di latrocinio non ci pensano nemmeno a farlo, ben intenti a farsi pagare laute mazzette dalle ditte produttrici, prime fra tutti quelle che forniscono latte in polvere, per cui persino per il latte in polvere fatto in Italia si sono pagate cifre doppie e triple che in Europa.

Per sottolineare la coglionaggine delle mamme italiane, ricordo che e’ perfettamente normale per un bambino che comincia a camminare avere i piedi piatti. I piedi si arcuano nel corso della crescita. E tuttavia milioni di mamme sono state convinte a precocizzare l’arco del piede con costosissime scarpe ortopediche che costano un occhio e rendono solo piu’ faticoso il camminare ai poveri pupi.
Ma un chirurgo di Bologna si sta facendo ricco con una geniale trovata: convince le madri a fare ai disgraziati bambini un intervento chirurgico all’arco del piede così da precocizzare la curvatura e ovviamente poi occorrera’ un secondo intervento per riparare ai danni del primo, ma la trovata geniale va a ruba e le mamme fanno a cazzotti per operare i disgraziati pupi, senza che nessun istituto di sanita’ si faccia avanti per bloccare lo scempio.
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Ferragosto in carcere, basta dare del tu ai detenuti
Pietro Ancona

Leggo che oltre 150 tra deputati, senatori, consiglieri regionali, dirigenti di associazioni di volontariato hanno aderito alla iniziativa promossa dai radicali per una visita ferragostana alle prigioni italiane. Dato il clima esistente in Italia, da anni avvelenato da campagne securitarie, di odio razziale, di allarmismo per i malviventi che una volta erano solo meridionali ed oggi sono i migranti che, per dirla con Bossi, vengono in Italia per ammazzare, c’e’ da registrare positivamente l’adesione di tante e qualificate persone. Le carceri italiane ospitano 63 mila detenuti. Oltre 20.000 persone in piu’ di quanto ne dovrebbero accogliere. Una popolazione sofferente, stipata in celle che arrivano a contenere anche dieci persone, una popolazione povera e proveniente dalla parte piu’ povera della societa’.
Non credo che ci siano molte persone in carcere che possiedono un reddito superiore a ventimila euro l’anno. I ricchi non stanno in carcere dal momento che sono assistiti da studi legali supercorazzati e, se proprio debbono varcarne la soglia, ci stanno pochissimo tempo e quasi tutto in infermeria. Basta vedere all’opera gli avvocati dei grandi scandali finanziari del paese per comprendere come sia difficile per la borghesia benestante e denarosa scontare dietro le sbarre una qualche condanna.
Per quanto il problema del sovraffollamento sia diventato cruciale e sia simile a quello che precedette il condono non e’ chiedendo la costruzione di nuovi penitenziari che si risolve la questione. Intanto per costruire nuove prigioni ci vuole tempo e sopratutto denaro. Pare che il denaro non ci sia e, a voler essere ottimista, altre migliaia di posti-carcere si potranno avere tra alcuni anni.
Bisognerebbe considerare l’idea di una forte depenalizzazione di molti reati senza incrudelire le sanzioni pecuniarie che moltissimi non sarebbero in grado di pagare; stabilire pene da scontare all’esterno del carcere con affidamento dei condannati ad istituzioni disponibili ad assumersene la responsabilita’.
Ma l’orientamento del Parlamento dominato dal centro-destra e’ in direzione opposta alle richieste che sono alla base dell’iniziativa radicale e delle associazioni dei carcerati. Il Parlamento ha incrudelito le pene per gli immigrati (un terzo in piu’ della pena se sono sans papiers) e ha criminalizzato comportamenti sociali come quelli dei Writers. Ha reintrodotto il reato di oltraggio a pubblico ufficiale cancellato dieci anni fa.
Nel giro degli ultimi due anni le leggi “sicurezza” approvate sono tutte rivolte ad un appesantimento delle pene carcerarie. Questo naturalmente non comprende i reati tipici degli imprenditori alcuni dei quali vengono cancellati come il falso in bilancio o neutralizzati da prescrizioni consistenti che il sistema giudiziario non e’ in grado di contenere.
Un grande e potente riflettore dovrebbe essere puntato sulla condizione esistenziale del carcerato costretto a subire denudamenti, a doversi flettere per consentire perquisizioni corporali umilianti, a subire “tu” dalle guardie carcerarie che vengono appellate come “superiori”, a dovere percorrere vari gironi dell’inferno per le differenziazioni del 41 bis e non solo.
Sono convinto che bisognerebbe obbligare quanti hanno a che fare con i detenuti a rivolgersi loro con il “lei”.
Con questa maggioranza e con questo governo non credo che ci sara’ un benche’ minimo miglioramento della situazione penitenziaria italiana.
Spero che per molti dei “visitatori” ferragostani deputati e senatori non si trattera’ di un uno spot pubblicitario, una dichiarazione resa a Radio Radicale, un fioretto da bravi boy scout da fare diligentemente e subito dopo dimenticare per occuparsi di altro.. . Magari di organizzare altre ronde e di allargare le celle di sicurezza dei vigili urbani che a Parma ed altrove ambiscono mostrare i muscoli….

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
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L’assurdita’ della Fini-Giovanardi
Viviana Vivarelli

Leggi d’insolita durezza colpiscono in Italia chi consuma spinelli. La Fini-Giovanardi non distingue nemmeno droghe leggere o pesanti. Di contro in Parlamento la cocaina scorre a fiumi e nessuno dice nulla, ci sono addirittura pusher che hanno un pass per portarla prima agli onorevoli. Il nostro premier, poi, si e’ fatto ricco riciclando denaro sporco del narcotraffico e ha avuto stretti legami col narcotrafficante Mangano che svolgeva i suoi traffici dalla villa stessa, con l’aiuto di Dell’Utri (come risulta dalle telefonate), quel mafioso che e’ stato chiamato eroe dalle tv da B “per non aver parlato”. L’ipocrisia domina incontrastata.
Troppi sono i casi di poveretti arrestati per avere in casa una piantina di marijuana e pestati dalla polizia senza che si aprisse nessuna inchiesta governativa, da Aldo Branzino a Stefano Frapporti.
Pannella, che ha sempre difeso il libero uso di droghe leggere, lancia un nuovo appello per la loro depenalizzazione. In molti paesi d’Europa la marijuana e’ libera. In Italia c’e’ la libera circolazione delle droghe pesanti e l’arresto di poveri diavoli per un spinello. Si pensa che a Milano i consumatori di cocaina siano 150.000 e Gioia Tauro permette l’ingresso per ogni tipo di droga in Europa.
Le nostre prigioni contengono 60.000 detenuti e scoppiano perche’ la loro capienza e’ per 20.000 detenuti in meno, basterebbe depenalizzare la marijuana per renderle piu’ vivibili.
Grazie all’assurdita’ della Fini-Giovanardi, per pochi spinelli si finisce in carcere e le condizioni sono talmente inumane che si accompagnano a suicidi o a morti per pestaggi, ma la tortura da parte delle forze dell’ordine non e’ nemmeno reato.
Nel 1993 la proposta radicale di eliminare il proibizionismo ebbe il 54% dei consensi ma i vari governi hanno poi fatto diversamente. Ma il proibizionismo non fa che aumentare gli interessi della mafia come avvenne in America per il proibizionismo delle bevande alcoliche.
La droga rappresenta il massimo utile della mafia. Ma persino in America ci sono ripensamenti sul divieto di droghe leggere.
L’uso di droghe e’ antichissimo e ogni popolo ne conosce, sono state usate da tempo immemorabile per usi rituali o per alleviare la fame. In Sudamerica si mastica da tempi antichissimi la foglia di coca, che non e’ nociva e permette di tirare avanti.
In Afghanistan i talebani avevano eliminato le coltivazione di papavero da oppio; con l’arrivo degli americani queste si sono ricostituite in modo anche eccessivo fornendo tutto il mondo.
L’ipocrisia massima e’ vedere governi che si professano proibizionisti e poi hanno rapporti collaborativi con i centri del narcotraffico e fanno addirittura leggi che li favoriscono, come questo premio fiscale di Tremonti al rientro dei capitali sporchi dai paradisi fiscali.
Grazie al proibizionismo, si e’ ottenuto di dare piu’ potere e piu’ danaro ai gruppi dei narcotrafficanti e di mettere in commercio droga tagliata e dunque mortale.
Ora i tribunali sono paralizzati, le carceri scoppiano, mentre le leggi di B non fanno altro che carcerare persone non pericolose, mentre nel contempo depenalizzano i reati finanziari e trovano scappatoie per ricchi e onorevoli. Quando la situazione diventa esplosiva si fa un condono, che serve a liberare amici di corruzione e aggiunge ingiustizia a ingiustizia.
Gasparri ha giurato che in Italia non si avra’ mai una libera circolazione di droghe leggere e intanto uno dei migliori amici del premier e’ uno spacciatore di cocaina, Tarantini, che nelle sue ville gliela fa girare a fiumi e la fa provare a minorenni. Ma la Chiesa tace anche su questi orrori.
In Italia sembrano ignorare che la marijuana non da’ dipendenza, puo’ essere utilizzata come medicinale, come analgesico al posto della morfina, per i malati terminali. Ma qui la lotta contro il dolore non e’ mai cominciata e si continua a ritenere che sia una buona esperienza per i malati, forse li purifica, quando chiunque abbia assistito a un’agonia spaventosa sa benissimo che non c’e’ nessuna purificazione nel dolore ma solo l’estinzione miserevole di ogni tratto umano.
Eppure si dovrebbe sapere che ci sono elementi medicinali nella cannabis, per es. il cannabinolo combatte gli effetti dell’osteoporosi negli anziani
Con tanta criminalizzazione (la legge Fini Giovanardi e’ un capolavoro di idiozia e cattiveria), il risultato e’ che l’Italia e’ il paese con piu’ consumatori di spinelli, l’ 11,2% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ne fa uso.
Il direttore dell’Unodc dice che siamo l’unico paese in cui il tasso di cannabis e’ addirittura in crescita. Basterebbe solo questo per decretare la follia della Fini Giovanardi.
L’Italia, inoltre, conta circa 300 mila consumatori di eroina, il totale piu’ alto di Europa dopo l’Inghilterra, e gli italiani sono tra i principali consumatori anche di cocaina in Europa: il 2,2% della popolazione la usa almeno una volta l’anno, e i nostri parlamentari probabilmente tutti i giorni, siamo al 3° posto dopo Inghilterra e Spagna.
La Ue spende 40 miliardi di dollari all’anno per combattere il narcotraffico.
Dai dati del 2008 del Dipartimento della pubblica sicurezza si sa che sono stati 42.196 i chili di droga sequestrati in Italia, 32% piu’ del 2007, e piu’ 48 % per la cannabis.
La droga ha un giro d’affari di 320 miliardi di dollari all’anno.
Di fronte all’offensiva delle forze dell’ordine, il mercato della droga ha reagito con piu’ fantasia e risorse. La coltivazione dell’oppio si e’ spostata dalla Turchia e dalla Thailandia per approdare in Birmania e al sud dell’Afghanistan. Le campagne per combattere le coltivazioni di coca in Sudamerica ha portato il solo risultato che queste piantagioni si sono spostate in luoghi piu’ nascosti. Secondo l’Onu, se esistesse un Paese basato sul commercio della droga questo sarebbe la 21a economia mondiale con un PIL di 243 miliardi di euro. Sempre l’Onu fa sapere che il 42% della produzione mondiale di cocaina viene sequestrata ma il consumo sale e i prezzi sono scesi del 10-30%.
Abbiamo anche l’assurdo che legalmente droga e narcotraffico non sarebbero competenze dirette della polizia locale visto che il parlamento rinvia di anno in anno la riforma che gliele attribuirebbe.
La lotta contro il narcotraffico, gestito da camorra e n’drangheta, e’ impari e persa in partenza perche’ la mafia dispone di mezzi economici inimmaginabili e le forze dell’ordine invece sono sempre piu’ indebolite dai progressivi tagli dei governi che
I governi di cdx e di csx hanno fatto a gara a spuntare le armi alla difesa contro il crimine per aiutare il crimine stesso, con tagli di fondi, mezzi, organici e stipendi a polizia, GdF e carabinieri, con leggi che, per liberare politici corrotti, hanno fatto anche il gioco della mafia
Andrea Bandini, portavoce del sito http://www.poliziamunicipale.it dice: “Chi consuma la coca non si considera un tossicodipendente. Considera tossico chi si buca di eroina e quindi per lui consumare coca e’ normale e non e’ un reato”.
Il reato e’ sempre quello di qualcun altro.
Per i nostri onorevoli e’ anche peggio, ci vogliono far passare che loro che si fanno di coca e di eroina non sono tossici, ma lo e’ il ragazzo che si fa uno spinello.
Se sono tanto proibizionisti perche’ non si fanno monitorare di frequente la saliva o il sangue? Perche’ sono invece tanto ipocriti da dare in escandescenze quando un Caruso mette provocatoriamente delle canne nei vasi da fiori del Transatlantico?
Le cifre spese dai governi per la lotta al narco-traffico sono smisurate e i risultati sono minimi. Anzi aumentare la severita’ delle leggi e’ risultato controproducente
Arrivati a questo punto, e’ la stessa miseria dei risultati rispetto ai capitali investiti a spingere a prendere in esame proprio la legalizzazione delle droghe leggere, il che in Italia segnerebbe uno ulteriore fallimento delle politiche sciatte e assassine del Pdl.
Persino quotidiani conservatori come l’Economist o il Washington Post hanno cominciato a sostenere la legalizzazione della marijuana, e anche negli USA questa idea si fa strada (vedi lo stesso Schwarzenegger ), il che la dice lunga perche’, se perfino la patria del proibizionismo ci ripensa, vuol dire che il suo fallimento e’ conclamato
I governi potrebbero distinguere droghe leggere e non (proprio quello che la Fini Giovanardi non fa), e usare il denaro liberato per la prevenzione, la sensibilizzazione dei giovani e la cura dei tossici. Qualcosa che lo stato italiano quasi non fa.
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Exidor
L’angolo dei figli di botanica
MARIA SENZA PECCATO

Micciche’ fu ripreso dalle telecamere di Palazzo Madama mentre entrava con un sacchetto di farina boliviana. Lasagne istituzionali?
L’on. Mele fu beccato anch’egli in giri di farinacei esaltanti. Omelettes di Medellin?
..e il mito dell’avv. Agnelli che, a quanto sembra, sembra quasi che svezzo’ Lapo fin dalla tenera eta’?
Tutto regolare, nessun reato, nessun peccato.
Amen.
Poi ti beccano con delle piantine di canapa indiana in casa e, a meno che non dimostri di essere un rasta praticante, finisci nei casini come un delinquente qualsiasi.
In altre zone del mondo la cannabis e’ un rimedio naturale quasi miracoloso per mille afflizioni: anoressia, terapia del dolore, epilessia, tanto per citarne qualcuno.
Ma in Italia dobbiamo necessariamente rimanere radicati al vecchio, per rimanere in media con l’eta’ media della nostra classe dirigente.
A forza di guardare indietro, al passato, abbiamo tamponato il futuro.
E la colpa e’ nostra.
Chi tampona ha sempre torto.
Per fortuna che ci sono in giro tante constatazioni amichevoli: sei un bastardo, ma ti perdono.
Chi se la sente, faccia pure.
Il perdono e’ la miglior vendetta, disse qualcuno.
Ma e’ anche la linfa mortale, l’incentivo alla persistenza nell’errore.
Il ragazzo non potra’ mai perdonare chi gli ha tolto tutto, anche se qualcuno cerchera’ di convincerlo a farlo.
Che questo qualcuno, almeno, lo aiuti anche a portare il fardello della sua vita azzerata da uno Stato Comatoso ed ingiusto.
Per noialtri, non rimane che provare a versare una piccola goccia in una tinozza che, spero, possa servire almeno ad innaffiare un po’ di futuro.
Che e’ una pianta legalmente coltivabile, a quanto sembra.
Almeno per ora.
Buongiorno feisbuc.
Vi perdo’no o vi pe’rdono.
Basta spostare un accento, checcevo’?
Caffe’ espresso a disposizione.
E controllate che quella roba bianca nella zuccheriera sia davvero zucchero 🙂
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Alina
La legalizzazione e’ molto diversa dalla liberalizzazione. Pannella dice che ora, di fatto, c’e’ una liberalizzazione pressoche’ selvaggia, mentre con un intervento di legalizzazione ci sarebbe una regolamentazione dei sistemi di vendita e di circolazione delle sostanze stupefacenti. Occorrerebbe studiare bene come limitare il piu’ possibile il potere ed il guadagno dei cartelli della droga.
Buongiorno.
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Liliana
Piu’ di 4000 sostanze tossiche sono contenute nel fumo di tabacco. Chi fuma un pacchetto al giorno assorbe in un anno l’equivalente di una tazza di catrame e in 20 anni 6 chilogrammi di particelle di polvere. Nicotina, condensati (catrami o bituminosi), monossido di carbonio e certi gas irritanti (ossidi d’azoto, formaldeide, Acroleina, ecc.) sono gli agenti piu’ nocivi nel fumo per la salute. il fumo di sigaretta produce PM10 in modo analogo all’inquinamento da traffico
La nicotina: crea dipendenza
Il monossido di carbonio: ostacola l’azione dei muscoli e del cervello
L’arsenico e i derivati del cianuro. dei veri e propri veleni
L’acetone, proprio quello per togliere lo smalto dalle unghie!
La formaldeide: un gas irritante impiegato dalle industrie nella lavorazione delle stoffe, carta, legno e coloranti
Il catrame: si deposita nei bronchi e nei polmoni e puo’ provocare il cancro
L’ammoniaca: un gas tossico dall’odore caratteristico!
Additivi chimici come l’acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico; il diossido di titanio; prodotti sbiancanti delle ceneri; ecc.
Il polonio 210: UNA SOSTANZA RADIOATTIVA . Fumare 30 sigarette al giorno equivale, in un anno, a 300 radiografie al torace
Tante altre sostanze irritanti, tossiche e cancerogene.
Il fatturato delle multinazionali che producono sigarette e’ circa 60 volte superiore al bilancio dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. Le tasse sul tabacco rappresentano una parte rilevante delle entrate statali
tassare anche gli spinelli? vuoi vedere che e’ questa la soluzione dell’annosa questione?
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Medioevo 2

Quanta ipocrisia quando si parla di “droga”!
Le virgolette vorrebbero richiamare l’attenzione sulla definizione del termine: cos’e’ la droga?
E’droga la canapa, la cocaina, l’eroina, le droghe usualmente intese (per inciso:6/700 morti ogni anno) va bene, ma poi?
L’alcol (25 mila morti all’anno solo in Italia, quasi uno ogni 20 minuti)?
Il tabacco?
Gli psicofarmaci?
Ridurre tutto a un problema di divieti e’ un modo comodo per nascondere il problema vero (le dipendenze in senso lato) sotto il tappeto del “socialmente accettabile”…
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Dino Colombo

“Dal 1935 in poi e per tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale le finanze vaticane erano cosi’ ricche che lo stesso Mussolini ricorse a un prestito per sostenere la guerra in Etiopia.
Inoltre il Vaticano deteneva pacchetti azionari nelle principali industrie italiane, fra le quali le Officine Reggiane, la Breda, il comparto aeronautico e altre FABBRICHE DI ARMI(!!!).
Il governo “socialista” di Bettino Craxi con la legge 222 del 1985 istitui’ l’8 per mille. Secondo i dati del 2007 la Chiesa cattolica (o meglio la CEI) con il solo 8 per mille incassa UN MILIARDO DI EURO all’anno, di cui il 20% va in opere di carita’ e il restante 80 per cento rimane nelle sue casse, e vengono ovviamente investite, ma le aziende in cui ci sono le partecipazioni azionarie sono tenute molto segrete.
Inoltre lo Stato paga 950 milioni di euro per 22.000 insegnanti di religione nominati dalla Curia e 700 milioni per convenzioni con scuola e sanita’.
Nella dichiarazione dei redditi meno del 41% delle persone fa la scelta di devolvere l’8 per mille dell’IRPEF a una chiesa o allo Stato (precisamente il 36,7% sceglie la Chiesa cattolica, il 3,16 lo Stato, quote inferiori le altre chiese); ma i soldi di chi non ha fatto la scelta (perche’ non d’accordo a finanziare nessuno di questi soggetti), vengono egualmente devoluti nella stessa proporzione, per cui la Chiesa Cattolica riceve il 90% del totale stanziato.

italy.indymedia.org/it/2009/02/47858.shtml
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Pollo mannaro

Dai campi di Ketama alle pipe del Marocco, passando attraverso le culture Musulmane (da prima dell’XI sec) e Buddiste (dal VI sec) la produzione e il consumo della cannabis e’ un fatto culturalmente accettato.
Secondo alcuni studi si presume che l’uso della canapa indiana sia iniziata gia’ in eta’ neolitica dai territori sul Mar Caspio e diffusa poi verso la cina (XV sec A.C) e da li in tutto il mondo.
Culture indigene americane (gli indiani dei film western, per intenderci) fumavano il Calumet bruciando salvia e graminacee sostituite poi con la canapa indiana.
In alcuni paesi si fa “sesso orale” con le rane leccandogli il pancione o mangiando funghi.
E’ dalla notte dei tempi che vengono utilizzate queste sostanze.
Il problema non e’ l’utilizzo in se ma la disinformazione e l’abuso che portano inevitabilmente a qualche guaio (per se e per gli altri).
Il tabacco (anch’esso in origine coltivato per cultura e religione) e’ nocivo: dipendenza e tumori.
Legalizzare queste sostanze, definite droghe leggere, potrebbe essere il primo passo verso una “educazione”.
L’alcool e’ di gran lunga la sostanza piu’ nociva (i nativi americani ne sono stati decimati).
Certo e’ che l’uso indiscriminato e’ nocivo: un bicchiere di vino a pasto fa anche bene ma 2 litri… beh..
Fondamentalmente sono contrario ai divieti estremi (cfr. proibizionismo americano).
Fumarsi uno spinello e mettersi alla guida e’ male, ad esempio.
Fumarsi uno spinello ed essere consapevoli della mancanza di lucidita’ e comportarsi di conseguenza e’ un’ altra faccenda.
Legalizzare significa produzione controllata (in Colombia, dove e’ illegale, producono cocaina tagliandola con i carburanti dei camion!).
Educazione all’uso (e non all’abuso).
In Olanda la cannabis e’ legale e regolamentata.
Da noi, invece, e’ sempre piu’ facile proibire e punire che educare: tanto per cambiare, nella nostra cultura, manca un giusto equilibrio tra le cose.
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Della scomunica
Viviana

Dino Colombo giustamente fa notare che la Chiesa usa la scomunica, che e’ la sua massima pena, in modi molto strani.
E in effetti ha scomunicato i medici brasiliani che hanno fatto abortire la gracile bambina di 9 anni violentata dal patrigno da quando ne aveva 6, ma non ha scomunicato il suo violentatore.
Ha sospeso a divinis don Vitaliano della Sala che stava dalla parte degli emarginati, ma non ha mai sospeso o scomunicato il cardinale Pio Laghi che fu complice degli orrori della dittatura argentina, omicidi, torture, carcere e sparizione di 30.000 persone.
Ha scomunicato 4 vescovi lefebvriani rei di disobbedienza ma non ha mai scomunicato i preti pedofili.
In Messico ha scomunicato i deputati che hanno votato per depenalizzare l’aborto ma non lo ha mai fatto con Pinochet, o Franco o Peron o Mussolini, e nemmeno per Hitler.
Ha avversato la Massoneria ma non ha mai scomunicato la P2 che e’ la sua loggia piu’ criminale.
Ha avversato persone come Don Milani, ma non ha mai scomunicato Riina, Provenzano, Andreotti, nessuno che sia stato mafioso o abbia aiutato potentemente la mafia.
Non ha mai scomunicato gli autori degli 8 assassini conseguenti al crack dell’Ambrosiano, nemmeno quel Marcinkus che era il maggior colpevole. E, al contrario, ha accolto in una basilica di Roma un criminale sanguinario come De Pedis della Banda della Magliana, seppellendolo con tutti gli onori come fosse un santo, mai scomunicato nemmeno quello, solo perche’ aveva investito fruttuosamente i denari della Chiesa.
Davvero la scomunica diventa cosi’ un abuso che fa schifo.
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B ha appena annunciato che varera’ un grandioso piano di lotta contro la criminalita’….
Conoscendolo, si immagina che stia meditando un secondo indulto. Con nuovi tagli alle forze dell’ordine.

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Brani da: Pubblica insicurezza
Riccardo Bocca

I tagli dei fondi rendono la vita degli agenti impossibile. E lasciano i cittadini senza protezione. Mentre partono le ronde, ecco in quali condizioni opera la polizia italiana
Gli agenti di pubblica sicurezza si dicono dimenticati. Stanchi. Avviliti. E delusi, soprattutto. “Episodi che altrove farebbero scandalo, mentre in Italia sono diventati normali”, dice Felice Romano, segretario generale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia): “Ormai la pubblica sicurezza e’ allo stremo in ogni parte d’Italia e su ogni fronte operativo: dalle scorte all’antidroga, dai commissariati di zona alle squadre volanti”.
Sul tavolo ha le carte dei tagli che il governo ha riservato alle forze dell’ordine.
Cifre paurose, quando si arriva al capitolo polizia di Stato: 263 milioni 497 mila euro cancellati nel 2009. Altri 283 milioni levati nel 2010. Ulteriori 492 milioni 726 mila euro eliminati nel 2011. Unica voce incoraggiante, i 100 milioni destinati alle polizie comunali, che sono un niente rispetto ai complessivi 3 miliardi e mezzo tagliati al comparto “L’opinione pubblica viene stordita con gli effetti speciali”, dall’altro si “trascura la gestione ordinaria”. Cioe’ l’indispensabile.
A Milano, il simbolo dell’efficienza padana, la polizia e’ in ginocchio: organico bloccato da 18 anni a 3.900 uomini, con una carenza di 50 sovrintendenti e ispettori, 30 funzionari, dieci dirigenti e oltre 500 agenti. Per non parlare delle 487 auto in dotazione alla questura, delle quali 250 ferme per riparazioni. O ancora, i 13 membri del pool antiterrorismo internazionale Digos, costretti a indagare fianco a fianco in un ufficio di 12 metri quadri.
Di 17 commissariati solo 5 riescono a garantire volanti per penuria di uomini e auto. Al commissariato Greco-Turro, ogni giorno confluisce un mare di extracomunitari per i permessi di soggiorno, e ad accoglierlo c’e’ il bagno dei disabili riadattato a stanzetta per le impronte. Il commissariato Porta Genova, invece, e’ un ex carcere minorile dove anche i settori aperti al pubblico hanno finestre sbarrate (in barba alle piu’ ovvie norme di sicurezza), mentre il pavimento dell’archivio e’ pericolosamente piegato sotto a una montagna di fascicoli.
“…ho 7 uomini per presidiare una zona con 90 mila residenti. Che razza di sicurezza posso garantire?”.
A Monza gli agenti della squadra investigativa hanno dovuto attraversare la citta’ in autobus, con i faldoni sottobraccio, perche’ tutte le auto erano fuori servizio.
Alla Stazione Centrale di Milano l’area di sorveglianza e’ stata quasi raddoppiata per l’apertura di nuovi spazi, ma senza aggiungere un solo agente alla gia’ misera polizia ferroviaria. …i tagli piu’ pesanti alla polizia di Stato: meno 5,1 milioni di euro per le missioni nazionali, meno 2,3 per quelle all’estero, meno 3,8 per i servizi di pulizia e meno 10,8 per le spese telefoniche. Fino alla batosta conclusiva: 6,2 milioni tagliati agli armamenti, pari a un meno 84,72%.
“La situazione”, scrive il Dipartimento, “e’ aggravata dal trascinamento di notevoli debiti dei passati esercizi”, i quali a quanto pare “non hanno trovato copertura nelle dotazioni di bilancio”. Parole chiare. Lapidarie. Sufficienti, insomma, per catalogare automaticamente sotto la voce ‘uscite infelici’ quella di Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, secondo cui il guaio della polizia e’ di avere troppi “panzoni” dietro le scrivanie e pochi Rambo in strada: dichiarazione dello scorso 28 maggio, poi rimediata con scuse generiche. “Una visione distorta della realta’”, la chiama uno dei sovrappeso sotto accusa: “Non siamo noi poliziotti da ufficio a essere scadenti, ma le strumentazioni che abbiamo e le strutture in cui operiamo”.
Caso esemplare, in questo senso, e’ la sede della polizia postale di viale Trastevere, a Roma, nella quale si combattono crimini tutt’altro che secondari come la pedofilia on line. Al primo piano del palazzo, solo in teoria inaccessibile agli estranei, gli uffici operativi hanno vetri blindati che non si possono aprire: “Neanche se scoppia un incendio”, testimoniano i dipendenti: “Inoltre, l’areazione e’ quasi sempre rotta, tant’e’ che una collega e’ svenuta dal caldo”. Quanto all’aspetto investigativo, “il 30 per cento dei computer risale a fine anni ’90: quindi e’ obsoleto, lento ed esposto ad hackeraggi”. Ragione per cui gli agenti, stufi di chiedere e non ricevere, si arrangiano portando avanti e indietro da casa i loro personal, “con comprensibili timori per la riservatezza dei dati”.
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Un po’ di numeri sui penitenziari
Manuela Bellandi

La percentuale di stranieri in carcere e’ del 37%, ma se prendiamo in considerazione le condanne comminate la percentuale scende al 26%. Nel 2004 infatti sono stati 62.000 gli stranieri che hanno ricevuto una condanna penale rispetto ai 177.000 italiani. Il 51% degli stranieri condannati e’ passato dal carcere ma solo il 27% degli italiani condannati ha subito la stessa sorte. La causa di questa disparita’ non e’ la maggiore gravita’ dei reati commessi dagli stranieri ma il minore accesso alle cosiddette misure alternative a parita’ di reato commesso.
“Abbiamo una Costituzione altamente democratica ma ancora lontana da una effettiva e concreta attuazione.
Le carceri in Italia sono piene, i detenuti sono circa sessantamila, gli extracomunitari superano i diecimila e i tossicodipendenti sono un quarto dei reclusi. Dando uno sguardo a quella che e’ oggi la situazione generale delle carceri, al loro degrado strutturale, al sovraffollamento, alla carenza di personale specializzato ci si puo’ rendere conto che la struttura carceraria non educa e non allevia i disagi dei reclusi.
Il carcere cosi’ strutturato e’ solo ‘criminogeno’, non serve a redimere le persone.
I diritti sono tali perche’ esigibili: cio’ richiede da parte dello Stato una attivazione particolare verso i detenuti, dovrebbe trattarsi di un intervento urgente di assoluta priorita’.
L’articolo 27 della Costituzione laddove prescrive il carattere delle pene come tendenti alla rieducazione del condannato, impone allo Stato di garantire azioni positive per il reinserimento sociale a vantaggio del singolo e della societa’. ”

www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=24531
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Salari
Harry Haller

Gli italiani sono agli ultimi posti nella classifica Ocse relativa agli stipendi. A pesare sulle nostre buste paga sarebbero imposte e contributi. Gli stipendi degli italiani sono tra i piu’ bassi dei Paesi Ocse. Sui trenta paesi che fanno riferimento all’organizzazione di Parigi, l’Italia, con un salario medio annuo netto di 21.374 dollari (16mila euro) si colloca al 23esimo posto.”
Davanti si piazzano Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia e tutti i Paesi europei, fatta eccezione del Portogallo e dei paesi dell’Allargamento. Ultimo il Messico. Salari penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552), secondo le statistiche relative al periodo 2008- 2009.
Il salario di un cittadino italiano raggiunge mediamente i 16.000 euro l’anno, poco piu’ di 1.300 euro al mese. Anche lo scorso anno l’Italia era in coda alla classifica, collocata al ventitreesimo posto. La classifica si riferisce al salario netto annuo di un lavoratore singolo ed e’ calcolato in dollari a parita’ di potere d’acquisto.
A far precipitosamente calare i soldi nella busta paga degli italiani sono imposte e contributi che rappresentano il 46,5% del totale. Tra i Paesi con tasse piu’ alte, l’Italia e’ sesta su trenta. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, commentando i dati Ocse, ha ammesso la necessita’ di rivedere il modello contrattuale e ridurre la pressione fiscale sui salari.

Bravo, Silvio: “Piu’ pezze al culo per tutti”
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Bilanci di Giustizia
Viviana Vivarelli

Le Famiglie dei Bilanci di Giustizia si incontrano ad Oropa dal 27 al 30 agosto 2009.
L’esperienza da loro vissuta all’interno della Campagna permette di vedere la crisi economica e finanziaria come un’ opportunita’ per delineare un nuovo modo di vivere che non metta l’economia al primo posto nella vita.
Da qui il tema proposto per l’Incontro: “Gustare la Bellezza. Costruire la speranza”.
Dal 1993 le famiglie dei Bilanci di Giustizia rivedono e selezionano i loro consumi per puntare ad una reale qualita’ della vita, attenti ad un rapporto di Giustizia con gli altri e con l’ambiente.
Le 1200 famiglie che attualmente aderiscono scelgono autonomamente la strada da percorrere: autoproducono il pane, fanno scambio di ospitalita’ con altre famiglie bilanciste, puntano ad una radicale riduzione dei rifiuti,…… e documentano i loro cambiamenti tenendo il bilancio mensile di famiglia.
Lo fanno collegate fra di loro da una rete informatica ma coltivando soprattutto l’incontro e il confronto diretto.
Il loro incontro annuale, aperto anche ai simpatizzanti e ai curiosi, iniziera’ giovedi’ 27 agosto con la proposta della pedagogista Grazia Honegger Fresco su come sviluppare nei i bambini il gusto della bellezza, per far crescere adulti capaci di stare nel mondo con senso critico, e con capacita’ creativa.
Venerdi’ mattina Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, parlera’ di come passare dal mito della crescita ad una nuova societa’ del benvivere, cioe’ “del saper convivere sostenendosi a vicenda” (Evo Morales).
Il venerdi’ pomeriggio sara’ possibile incontrare esperienze di Economia sostenibile, gia’ avviate in Italia: Reti di Economia Solidale e progetti di collaborazione con le Amministrazioni Locali.
Sabato mattina Carlo Molari, teologo che ha lavorato su modelli teologici che rispondano alle necessita’ spirituali dell’uomo di oggi, ci aiutera’ a scorgere i segni di speranza e di cambiamento.
I partecipanti potranno approfondire le sollecitazioni dei relatori in gruppi di lavoro in cui condividere le loro esperienze e progettare assieme piste di ricerca di un nuovo stile di vita.
I partecipanti all’Incontro scambieranno i loro saperi di autoproduzione, coinvolgendosi in laboratori pratici, nei campi piu’ disparati: dalla pasta fresca ai metodi di comunicazione per attivare meccanismi di cambiamento.
I bambini e gli adolescenti avranno momenti a loro dedicati, seguiti da educatori.
Le considerazioni da cui parte questo Incontro sono espresse da Luca Gaggioli, bilancista e Assessore al Comune di Quarrata (Pt):
“Trent’anni fa l’economia aveva un posto arginato nella nostra vita, dagli anni ’80 l’economia ha tracimato in ogni aspetto della vita quotidiana.
Nuovi stili di vita vengono alla luce, tutti caratterizzati, anche inconsapevolmente, dall’esigenza di rimettere dentro gli argini il ruolo dell’economia e del denaro nella vita delle persone, per restituire dignita’ e tempo alle altre dimensioni, a cio’ che ci fa stare meglio, a cio’ che davvero molti stanno riscoprendo di desiderare.
La post-economy e’ il ritorno dell’economia alla lucidita’ e razionalita’ dopo la sbronza della global economy.
La post-economy significa tornare ad ascoltare i sentimenti e la dimensione piu’ profonda dell’essere alla ricerca di tutto cio’ che vale tantissimo per la vita ma non ha prezzo ne’ collocazione sui mercati.”
Ogni anno la Campagna Bilanci di Giustizia redige un Rapporto Annuale con i dati di spesa degli aderenti alla Campagna, nel 2007 risulta che le famiglie bilanciste hanno speso, pro capite, 906 euro al mese, al posto dei 1064 della media italiana (ISTAT, “I consumi delle famiglie”), cioe’ il 15% in meno, ma con un notevole aumento della percezione del loro benessere.
Il movimento Bilanci di Giustizia nasce nel ‘93 a Verona in occasione di un raduno dei Beati Costruttori di Pace, per affermare una cultura della sobrieta’ contro la moda dello spreco e dello sperpero dissoluti che contraddistingue i paesi liberisti dove si incentiva solo il consumo sotto il dogma scellerato del PIL
Nei Bilanci di Giustizia troviamo molti dei punti su cui si e’ battuto Grillo (e’ incredibile come giornalisti del calibro di Scalfari intendano ignorarlo se non demonizzarlo! Un vero atto di colpevole idiozia!)
I Bilanci di Giustizia propongono uno stile di vita che nella sua razionalita’ e’ anche un modello etico per il mondo, in quanto, responsabilizzando ognuno, salva il mondo dall’autodistruzione
Mentre il neoliberismo esalta l’individualismo piu’ sfrenato e l’egoismo piu’ deleterio, i Bilanci di Giustizia, come tutto il Nuovo Modello di Sviluppo, propongono:
-gli acquisti di gruppo, all’ingrosso o alla produzione…
-il risparmio energetico e lo scostamento dal consumo di idrocarburi, l’isolamento della casa, le lampadine a basso consumo, gli elettrodomestici di classe A, A+, A++ ecc.
-la riduzione del consumo di carne, i cibi freschi, il latte fresco, l’ortofrutta presa dal produttore, l’eliminazione dei prodotti fuori stagione, i prodotti biologici, i dispenser per legumi sciolti o altro, i parafarmaceutici o la benzina venduti al supermercato,..
– la lotta alle borsine di plastica, agli imballaggi eccessivi..
..insomma o punti sono infiniti.
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Filippo

L’economia e’ accentrata in pochi gruppi di potere che monopolizzano sia le condizioni di lavoro sia la qualita’ dei prodotti.
Questa economia di cartello ha tolto la produzione alle piccole realta’ ed impedito una redistribuzione equa del benessere abbassando sempre piu’ gli standard qualitativi di vita e giustizia sociale.
Il riferimento e’ diventato solo la creazione di utili sempre maggiori.
Quindi se parliamo di ambiente da una parte abbiamo un’azienda dominante che per esempio utilizza plastica in quanto anche se inquinante da loro maggiore convenienza.
Le istituzioni che dovrebbero proibire qualcosa che reca danno, in nome del libero mercato (ed altro) lasciano fare ed i consumatori assuefatti dalla quotidianita’ di questi prodotti (pubblicizzati fino alla nausea)non fanno nessun tipo di selezione.
Se parliamo di lavoro da una parte abbiamo un’azienda dominante che accentrando la produzione elimina la concorrenza e detta le condizioni di stipendi e lavoro.
Le istituzioni in nome del libero mercato (ed altro)lasciano fare ed i lavoratori con minor capacita’ di spesa comprano dagli stessi datori che sono gli unici in grado di garantirgli prezzi piu’ competitivi ed alla loro portata.
La spirale comporta che quando gli utili non sono sufficienti si importino prodotti da luoghi in cui le condizioni di lavoro e la scarsa qualita’ sono piu’ vantaggiose creando inoltre disoccupazione interna e la perdita definitiva di potere d’acquisto sia per l’immediato sia per i debiti contratti(alimentati e concessi per non fermare la macchina produttiva).
Che finisse cosi’ era ampiamente prevedibile e non per lungimiranza ma per senso storico.
Il capitalismo era gia’ morto nel 29′.
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Il neoliberismo ha rovinato il mondo
Viviana

Dopo guerre di predazione e di sterminio, il mondo ridotto a un mercato di squali, l’inquinamento del pianeta, le truffe finanziarie e la degradazione dei desideri della gente fino alla disumanita’, la crisi delle banche e’ stato il non puls ultra per dimostrare l’abiezione del sistema capitalista.
E come sono intervenuti i governi?
Con paccate di soldi.
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Inflazione in Eurolandia

a luglio calo record: -0,7%
Secondo i dati diffusi oggi da Eurostat nel mese scorso l’indice dei prezzi al consumo e’ sceso a -0,7% (-0,1 in Italia).
In Italia non vi sono segni di ripresa, la crisi che nessuno potra’ nascondere, nemmeno il Governo, scoppiera’ a settembre, ottobre e durera’ quanto durera’.

Cesare Beccaria
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Accusa al governo Prodi
Mariapia

Ciao Vi’,
Il governo Prodi e tutti gli s-governanti ci hanno imposto un male gravissimo, che segnera’ l’Italia ancora per diversi anni.
Questi politici conoscevano bene le condizioni di degrado intervenute ad ogni livello nel paese (intendo dai gradi piu’ elevati del potere economico e politico fino alla gente piu’ minuta, nessuno escluso).
Questo degrado, o meglio, questo cancro, scoperto ufficialmente da Mani Pulite, era noto ai politici del governo Prodi, e nulla hanno fatto per impedire quel propagarsi della cosa, quindi significa chiaramente che:
-sono incapaci;
-sono coinvolti nelle stesse magagne di corruzione in ogni campo della vita civile;
-sono incapaci, sono coinvolti nelle stesse magagne di corruzione in ogni campo della vita civile;
-sono incapaci, sono coinvolti nelle stesse magagne di corruzione in ogni campo della vita civile, sono spaventati e se la fanno sotto.

“Non e’ ingiusto solamente chi commette il male, ma anche e soprattutto colui che lascia o che consente che quegli lo commetta”.
Senza Prodi, – senza la stentata “maggioranza “silenziosa”, forse ci sarebbe andata meglio.
Una sciagurata vittoria di Pirro quella del governo Prodi.
Ora drizzare la navicella Italia e’ piuttosto duro, e mi pare che anche i piu’ tenaci facciano fatica a tenere poiche’ la barca fa acqua da tutte le parti e io, dopo avere letto il tuo Masada del 13 agosto “egokrazia”, penso che il governo Prodi sia stata una grave sciagura; fino a pochi giorni fa non lo avevo pensato, ma ora lo penso e lo credo.
Una sciagura perche’ tutti i partiti e partitini di sinistra, affacciatisi alla pratica di governo, hanno chiesto soldi, successo, ricchezza.
Non hanno fatto politica e la loro incapacita’ di accordarsi sulla divisione delle ricchezze spettanti a ciascuno e’ risultata talmente grande che si sono ribaltati da soli.
Per il paese e’ stato” peso el tacon del buso”.
Meglio camminare rasenti al muro e con un bazooka a tracolla.
Pure la lingua italiana, tra amici, ci traballa, e ci sentiamo come i piu’ poveri dei poveri, per cui ci diciamo: io speriamo che me la cavo!
Nutriamoci da tutte le parti e in tutti i modi, poi visto che la Vita sulla Terra ha forse piu’ di tre miliardi di anni ed e’ solo a meta’ del suo cammino come pianeta, non dispero, cosi’ la poesia diventa un nutrimento.
………
La vita non fa sempre male
Gesualdo Bufalino

La vita non sempre fa male,
puo’ stracciarti le vele, rubarti il timone,
ammazzarti i compagni a uno a uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell’ora
dell’ultimo naufragio
sulle tue vergogne di vecchio
i grandi occhi, il radioso

innamorato stupore
di Nausicaa
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L’altro giorno si parlava con un’amico del governo Berlusconi (ma guarda te che coincidenza) e del ruolo della sinistra nel periodo pre-berlusconiano.
Le sue parole: “Hai presente La guerra di Piero di De Andre’? Ecco, la sinistra si e’ trovata nella condizione di Piero, non ha sparato quando poteva…”
Dove per sparare intendeva il non aver fatto una legge sul conflitto d’interesse che avebbe impedito a Berlusconi di scendere in campo.
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Doriana Goracci
Non avevo le parole

www.reset-italia.net/2009/08/14/non-avevo-le-parole/

Avevo conosciuta Daniela quando sostituiva il mio “medico di famiglia”, mancava spesso, era uno di Medici Senza Frontiere. Vivevo ancora a Roma e stavo in un periodo difficile: mobbing al lavoro, disagi personali ed esistenziali. Non ricordo nemmeno il motivo del mio andare li’, in studio…ne avrei avuti tanti. Era giovane, molto piu’ di me e mi colpi’ il suo aspetto: alta, una cascata di riccioli bruno-rossastri, autorevole malgrado l’abbigliamento informale e la dolcezza della sua voce, essere subito amica e fu cosi’…sara’ stato forse il 2002, ci siamo ritrovate in piazza, con la stessa passione contro la guerra, contro l’ingiustizia, per la liberta’ del pensiero e dei popoli: non erano solo parole e paroloni, ci credevamo. Poi io sono andata via da Roma, rimanevano alcune mail, dei messaggi, poi il silenzio. Daniela riapparve improvvisamente: “Ti penso tutti i giorni perche’ passo con il treno a Capranica! Lavoro tutte le mattine all’Asl di…Vivi ancora a Capranica? Vorrei chiamarti.Ti ricordi di me? Da tanto non ricevo la tua posta…”. Il giorno dopo, un venerdi’, Daniela era arrivata.
Andai a prenderla alla stazione, i capelli rossi, magica. Un abbraccio e poi poi, ci siamo immerse per vicoli, in casa, al bosco, al lago, tra amici, tra le donne del paese, mangiate regali, il festival di musica ad Oriolo e all’alba finalmente ho saputo la sua vita, la solitudine e la depressione. Viveva a Roma con il suo gatto, all’ultimo piano di un palazzone, amo’ subito il mio. Gli amici tutti via, all’estero, in altre citta’, 800 euro per un buco di periferia, 4 ore al giorno per andare e tornare dal lavoro, il 15 settembre si sa se il suo incarico a
tempo determinato le sara’ rinnovato ma c’e’ un altro collega che spera come lei.
E l’amore? Una risata roca e racconta come una cosa lontana, di anni prima. Daniela ha 42 anni, medico, una secchiona, una di quelle che ha speso la vita nello studio e nella lettura, mi racconta le storie dietro ai pazienti…le dico vieni qui’, lascia la citta’, ti trovo come ho fatto tante altre volte una casa. Quando e’ partita mi ha detto che le era sembrato di vivere una fiaba, una vacanza di un mese, un’energia ritrovata, l’appetito… stavamo parlando in campagna da altri amici e di corsa di nuovo il treno, l’ultimo ma presto presto ci risentiamo: vieni, torna.
Le faccio una telefonata alcuni giorni dopo, c’e’ un invito fatto con il cuore da un’amica tedesca, diventata comune…Daniela mi dice che deve andare alla posta, fare tutte quelle cose che non riesce a fare negli altri giorni, la spesa, le pulizie ma ci sara’ un’altro fine settimana e lei deve dormire. Le ho mandato un messaggio
ieri, le dicevo che l’aspettavo, che saremmo state insieme qui’ con persone care: perche’ era diventata zitta zitta? Oggi mi ha chiamata suo fratello, sapevo che era quanto le rimaneva della famiglia. Ha lasciato tutto scritto, anche chiamarmi, il funerale laico, la cremazione, il gatto che si e’ preso, i libri e mi dice : “se ne e’ andata”. Non ce l’ha fatta, si e’ presa due scatole di barbiturici, a dormire per sempre. Ho davanti il libro che mi aveva regalato: “Non avevo le parole” e la sua dedica scritta, scoperta solo quando l’ho cominciato a sfogliare: *a Doriana che ama ascoltare il mondo come da una conchiglia* L’ho fatto e’ vero, cosi’ felicemente con Daniela. Capisco ora perche’ mi sentivo ieri cosi’ in ansia e con la bocca amara e piangere e’ una grande consolazione, come ha fatto lei, ridendo, abbracciandoci, l’ultima volta, alla partenza e lei non torna. Mi manca l’amica.
Queste parole le avevo scritte per me, era il 15 agosto del 2008, le consegno a voi perche’ non le accolga solo una memoria o un cestino, tanto se i frutti sono da maturare, tanto se per buttarci dentro un nocciolo
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RIDIAMARO : – )

Michele Serra

E dunque sembra che parte del mondo cattolico consideri con fastidio il portamento sessuale del signor B. Quello che resta oscuro e’ che cosa, nel corso degli ultimi 20 anni, il suddetto mondo cattolico abbia pensato di tutto il resto: l’accumulo di potere, lo sfoggio di ricchezza, i mercanti nel tempio, l’umilta’ ignorata, le leggi piegate a interessi privati, la comunita’ mercificata, l’ingordigia lodata, la sobrieta’ dimenticata. C’era forse qualcosa di evangelico, nella parabola del signor B? Qualcosa di pio nei suoi palinsesti? Qualcosa di salvico in lui medesimo, come ebbe a dire nei suoi giorni estremi il povero Baget Bozzo? Possibile che per tanti cattolici sia sempre e solo il sesso, a produrre sobbalzi etici, ripensamenti morali? Non era gia’ abbastanza anticristiano un signore venuto al mondo per santificare i quattrini e la pacchianeria? C’entrava qualcosa con De Gasperi? Con Sturzo? Con il cristianesimo sociale? Con i canti ciellini? Sono stati muti e sordi per vent’anni. Li ha risvegliati uno sfarfallio di mutande.
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Nel descrivere la crisi come un sereno transito da un ottimismo appena decaduto a un altro di nuovo conio, B avrebbe maggior credito se non fosse seduto su una catasta di fantastiliardi, e su un potere smisurato. Volendo, si coglie nel suo continuo appello al sorriso persino un briciolo di umana sollecitudine. Ma la crisi in corso ci chiede un cosi’ radicale ripensamento delle nostre vite, dei nostri consumi, dei nostri quattrini e anche dei nostri sorrisi, da estromettere in partenza dal dibattito un signore come lui, che nel vecchio mondo, e nel vecchio modo, ha costruito la sua fortuna e le sue idee.
La cultura del limite, la ricerca di una nuova sobrieta’, la coscienza dell’iniquita’ sociale e dello scialo ambientale, la fiducia nelle tecnologie pulite sono, quasi per rimbalzo, gli ingredienti naturali del futuro. Se anche noi, che ricchi e potenti non siamo, avvertiamo la grande difficolta’ di riconvertirci, di correggerci e di migliorarci, figuriamoci uno come lui, che della dismisura ha fatto il suo vangelo. Berlusconi e’ il campione indiscusso di una mentalita’ ex vincente e di qui in poi certamente perdente: basta leggere mezza frase di Barack Obama per trovarci piu’ dinamismo e piu’ speranza che in cento convention berlusconiane. Chissa’ non sia per questo che Obama non sorride mai.
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Il limite della democrazia: troppi coglioni alle urne.

Come disse Bi alla sua dattilografa: “Io sono sempre stato contro tutte le dettature, sia di destra che di sinistra”.

Era uno che, quando le dicevano “Van Gogh”, rispondeva “Ci vada lei”.

Uno dei nostri vanti e’ quello di non avere mai creduto che la societa’ civile fosse meglio del Palazzo. A tal proposito, abbiamo fatto anche un titolo non eufemistico: l’uomo della strada e’ una merda.
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Congelamento delle madri Per conciliare scienza e morale, anziche’ congelare gli embrioni, pratica blasfema, potranno essere congelate le madri, gia’ fecondate o ancora da fecondare, con un rosario in mano e il camice da puerpera.

Donne. Il termine ‘donne’, fonte nei secoli di infinite ambiguita’, verra’ sostituito a norma di legge dal termine ‘madri’, che almeno chiarisce perche’ mai queste curiose creature figurino tra gli esseri viventi. Molti i mutamenti nel lessico corrente: “Stasera esco a cena con una madre”, “Ho visto un film sexy, era pieno di madri nude!”, “Madre al volante pericolo ambulante”, “Chi dice madre dice danno”, “Quello e’ un dongiovanni, e’ pieno di madri”, eccetera.

Fecondazione assistita. Ad ogni fecondazione dovra’ assistere un sacerdote.
..
Beppe Grillo

Continuano le incredibili, irresistibili, straordinarie dichiarazioni di Mavala’ Ghedini, deputato e avvocato di Silvio Berlusconi, detto anche Lurch (famiglia Addams). Il Daily Mail ha pubblicato delle foto dello psiconano in accappatoio. Un insulto a un uomo con il fisico come il suo, ai suoi ospiti in costume adamitico e alle ospiti in procaci topless. Ne va della sua reputazione di tombeur des putains. Il titolo del quotidiano inglese e’ infamante: “Berlusconi in accappatoio: Silvio si rilassa mentre e’ in vacanza in barca in Italia… circondato dalle guardie del corpo”. Da guardie del corpo, non da belle figliole seminude! Bene ha fatto Ghedini a querelare il Daily Mail perche’ quella foto: “concretizza un reato”. Se fotografano testa d’Asfalto in cappotto nella sua intimita’ privata, se la dovranno vedere con lui. Mavala’, mavala’, mavala’.

Ferragosto alternativo per 150 deputati nelle carceri italiane. Domanda: gli altri 795 resteranno a piede libero?
Mamma li turchi
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Massimo Gramellini

Il leghista di Treviso che aveva auspicato la decimazione degli extracomunitari secondo i metodi insuperabili delle SS ha chiesto scusa. Ho sbagliato, ha detto, ma dovete capirmi, un immigrato aveva minacciato la mia mamma e la mamma e’ sempre la mamma. Nessuno ha trovato nulla da replicare a questa sacrosanta affermazione, tratta dall’articolo 1 della Vera Carta Costituzionale (il testo letterale recita: l’Italia e’ una Repubblica di individualisti fondata sulla mamma). Anche quel bravo figlio di leghista tiene una mamma in fondo al cuor e questo giustifichera’ pure un peccatuccio di nazismo.
Non essendo stati nazione per quindici secoli, gli italiani non conoscono il senso dello Stato, semmai e’ lo Stato a far loro senso. In alternativa hanno maturato un fortissimo senso della mamma. Votavano Dc perche’ era un partito materno, tagliato sulla misura dei loro vizi, che usava le casse del Tesoro per garantire il massimo dell’anarchia con il minimo del rischio. Uno Stato mamma pronto a perdonare, sempre. E a pagare, tutto. Venuto meno lo Stato mamma, istintivamente gli italiani hanno buttato via lo Stato e si sono tenuti la mamma. Di uno Stato papa’, un papa’ con la faccia di Padoa-Schioppa poi, non sanno che farsene. L’emblema e’ Berlusconi, che considera lo Stato un impedimento al limpido dispiegarsi dell’egoismo, ma la mamma un totem dal quale attingere legittimazione. Prodi ha accusato Bertinotti di non avere senso dello Stato e adesso, al massimo, cadra’ il governo. L’avesse accusato di non avere il senso della mamma, sarebbe scoppiata la rivoluzione.
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Dio me ne guardi da uomini come Berlusconi.

    Commento di Giuseppe V. — agosto 15, 2009 @ 3:48 pm | Rispondi


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