Nuovo Masada

agosto 13, 2009

MASADA n° 968. 13-8-2009. EGOKRAZIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:58 am

Pero’ non e’ stata una buona idea mettere Bossi accanto a B
Se accanto a uno ci metti un cretino, da lontano sembrano due cretini.
(io)

Brunetta sfora di 35 miliardi – Jackpot 131 – La CEI e le ermetiche rampogne – B querelera’ la stampa mondiale? – Ennesima smentita di B sulle gabbie salariali – Il deficit di bilancio sforera’ di altri 80 miliardi? – B e l’occupazione dei media – L’eclissi delle Camere: una democrazia zoppa – Attacco al tg3 – A B piace la Prava – Federalismo all’impronta

Ci sono milioni di persone di buona volonta’, ma le loro voci ancora non si levano…e’ a questi milioni che noi facciamo appello…la storia dovra’ registrare il fatto che la piu’ grande tragedia di quest’epoca di transizione sociale non fu costituita dalle parole velenose e dalle azioni violente della gente malvagia, ma dall’orribile silenzio e dall’indifferenza della gente perbene. La nostra generazione dovra’ avere rimorso non soltanto delle parole e degli atti dei ‘figli delle tenebre’, ma altresi’ dell’ignavia e dei timori dei ‘figli della luce’…”.
Martin Luther King Jr.
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D’Avanzo conia per B il termine EGOCRAZIA
Viviana Vivarelli

Krazia e’ una parola greca che vuol dire potere. Cosi’ democrazia e’ potere del popolo. Aristocrazia e’ potere di una casta che si ritiene migliore degli altri. Plutocrazia e’ potere dei piu’ ricchi ecc.
D’Avanzo crea dunque la parola Egocrazia per il boss nazionale che vuole assumere su di se’ ogni potere, anche quello di pensare.
A parte le sue attitudini rivoltanti e spregevoli che lo rendono un pessimo modello civile e morale, chi tra noi rinuncerebbe al proprio modo di essere e di pensare per essere riassunto dalla Krazia di un mezzo tappo esoso come B?
Chi rinuncerebbe all’orgoglio del proprio spirito e del proprio pensiero, senza i quali l’uomo non e’ niente e non e’ nessuno?
E’ lecito sopportare che questa ambizione di ogni uomo di essere se stesso e di pensare con la propria testa e di esprimersi con la propria voce sia soppiantata dal pensiero unico e dalla volonta’ assoluto di un piccolo imbecille, supportato dalla mafia e dalla P2 e retto da una corte di piccoli imbelli viziosi e corrotti?

Brunetta fa i conti
Viviana Vivarelli

Il caro Brunetta, tanto spocchioso, e’ responsabile della spesa pubblica, responsabile si fa per dire perche’ in questo paese ormai non e’ piu’ responsabile nessuno, guastatore semmai.
Comunque Tremonti ha documentato uno sfondamento di 35 miliardi sulla spesa del carrozzone pubblico. Repubblica gli ha chiesto a che si deve tale sfondamento.
A Tremonti, come al solito, non e’ fregato un piffero di dare una spiegazione, invece Brunetta si e’ premurato di dichiarare che in un anno le spese per i dipendenti della Pubblica Amministrazione sono aumentate di 4 miliardi. E che la sua spesa in consumi “interni” e’ aumentata quasi di altri 4.
Non ne spiega le cause.
Poiche’ lo sforamento e’ di ben 35 miliardi, qualcuno si degnera’ di darne qualche giustificativo ai cittadini o risultera’ che, se il giornale Repubblica fa domande sui conti pubblici, e’ solo perche’ e’ fazioso e fa ”domande deviate”?
Eppure questi signori, se qualche persona al loro servizio facesse fuori il patrimonio di famiglia, le domande le farebbero eccome!
Che bello un Governo che spende e non dice come e, quando uno chiede qualche conto, risponde con supponenza o lanciando intimidazioni!! Facile governare cosi’! Il massimo dell’arroganza, il minimo della trasparenza. Un governo mafioso, appunto.
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Anni luce
Viviana Vivarelli

Superenalotto. Montepremi 131 milioni.
Ma perche’ rendere pazza una sola persona con una cifra che, come dice Sofri, raddoppierebbe la pensione sociale a 2000 pensionati o ci toglierebbe dalla vergogna di non aver ancora pagato quanto abbiamo promesso ai paesi poveri, o potrebbe permettere 100.000 borse di studio ai nostri ragazzi migliori?
E se li vincessi io? Ci comprerei una casa senza scale per me, una casa a mia figlia, un’auto per me e una per lei, i mobili, un appartamento al mare e uno in montagna per gli amici che non possono andare in vacanza.. e con questo ho speso un milione e mezzo.
E gli altri?
Potrei dare 100.000 euro ad ogni amico, non li farebbe impazzire ma si leverebbero qualche sfizio, finirebbero di pagare il mutuo o qualche debito, avrebbero i soldi per far studiare i figli, supererebbero meglio un periodo di disoccupazione o di magra…
Ma avanzano un sacco di soldi. E fare della beneficenza di nascosto non sarebbe facile. Mani teste, Lilliput, padre Zanotelli, padre Zichito, la Caritas, banca etica…Se scoperta, sarei preda di mafiosi, sequestratori, assassini, pazzi…
Ma questi soldi sono tanti. Una cifra troppo alta perche’ io la possa gestire. E non mi potrei fidare delle altre banche, avide quanto assassine e capacissime di farti fuori un intero patrimonio, come hanno gia’ abbondantemente fatto.
Poi penso che quella cifra sbalorditiva e’ solo un terzo del valore di Villa Certosa, non ci comprerei nemmeno il vulcano.
Questo da’ l’idea di cosa sia Berlusconi, e di come abbia bisogno di sfruttare un intero paese per tenersi ricco. Perche’ non e’ solo ricco, o ricco ricco, e’ sbalorditivamente, impunemente, sfacciatamente ricco, ricco in un modo che non riesco nemmeno a immaginare..
Non ce la fa un povero a fare sogni da ricco.
Non ce la fa un ricco ad avere pensieri da povero.
I veri anni luce stanno qui.
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Cautamente, pianamente, oscuramente…
Viviana Vivarelli

Per la terza volta il direttore di Avvenire rampogna B, ma le sue sono parole oscure “..la tracotante messa in mora di uno stile di vita sobrio, ci mette a disagio”.
Eminenza, sia piu’ chiaro! Cosa ci capisce della tracotante messa in mora una vecchina?
Dica nettamente: “Non sopportiamo piu’ le porcate di Berlusconi!” cosi’ anche la vecchina capisce.
Non dice forse il Vangelo “Il tuo no sia no, e il tuo si’ sia si’”?
Comanda la chiarezza, mi pare. Una frase come “la tracotante messa in mora..” non avrebbe reso celebre il Vangelo, immagino.
Gesu’ non lo avrebbe capito nessuno e il cristianesimo sarebbe finito tra i movimenti ermetici.
Ci credo che B continua a ripetere che non gli risulta che la CEI gli abbia fatto delle critiche. A momenti ci credevo pure io.
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Ennesima smentita
Viviana Vivarelli

Vista la rapida ondata di dissenso e di critica sulle gabbie salariali, B smentisce vigorosamente di aver appoggiato Bossi. Ancora una volta, come dicono a Bologna “non sta capito”. E’ la stampa comunista che devia faziosamente ogni sua dichiarazione.
Non voleva fare le gabbie salariali, intendeva dire che la contrattazioni aziendali potrebbero derogare alle minime garanzie previste dai contratti nazionali, al ribasso, si capisce, e quando mai un datore di lavoro ha cercato di derogare ai contratti nazionali con condizioni migliorative?
Col che stendiamo un velo pietoso su quanti si erano illusi che la cosa significasse aumenti di stipendio la’ dove il costo della vita era piu’ alto. Ci potrebbero essere invece compensi piu’ bassi, anche sotto il minimo sindacale la’ dove i leghisti dimostrino che il costo della vita e’ piu’ basso. Insomma si vuol dare un colpo basso ai sindacati e, attraverso loro, ai lavoratori, peggiorando le loro condizioni ancora di piu’.
Rispetto alla prima dichiarazione che dire? Se non e’ zuppa, e’ pan bagnato.

Continua il bombardamento della stampa mondiale su B

L’ex direttore di Le Monde scrive: “B si comporta come se l’esercizio del suo potere non dovesse mai conoscere limiti” e rileva “il potere della Lega estremizza il Governo ma B e’ piu’ preoccupato di difendere la sua immagine personale”.”in una democrazia normale un politico coinvolto in un tale scandalo sarebbe gia’ finito fuori dal Palazzo” e infine: “resta misterioso il sostegno pervicace concesso della Chiesa, senza la quale B avrebbe gia’ perduto consensi”.
Non c’e’ giornale al mondo che non rida di noi e ci accomuni alla volgarita’ di B. Dicono che ci va bene perche’ “siamo come lui”. Dovremmo fare una class action contro B perche’ infama la nostra reputazione.
Ghedini querela l’osservatore francese, querela il Daily Man… potra’ querelare tutta la stampa mondiale? MAVALAAA’’’’
E poi secondo quali leggi? Quelle italiane sempre piu’ repressive o quelle dei paesi democratici che rispettano la liberta’ di informazione?
E poi cosa fara’? Querelera’ le televisioni straniere che non sono tutte modello Minzolini?
Stiamo affondando nel ridicolo e nella vergogna. E anche la Chiesa sta affondando nell’onta e nell’ignominia. Tutta la CEI sembra impegnata allo spasimo nella lotta contro il TAR per difendere il minimo granello di potere dei preti dentro le scuole. Ma chi difendera’ il minimo granello di morale pubblica in questo paese?
Financial Times: “l’abilita’ di B nel sopravvivere agli scandali sembra essere particolarmente italiana”. “Riflette le caratteristiche del paese?”
Il Globe: “ B e’ un fenomeno solo italiano”.
Persino lo Zimbabwe Telegraph : “B e’ un editore, forse con gli scandali vuole vendere piu’ giornali”.
Il neozelandese Timaru Herald: “L’ipocrisia di B e’ andata troppo in la’, persino per gli italiani. Vuol multare i clienti delle prostitute e intanto ci va a letto”.
Il Guatemala Times non riesce a capire perche’ B sia sempre in sella: “Solo una politica immobile puo’ tollerarlo”. Siamo amaramente d’accordo. Forse B non e’ solo corrotto ma all’opposizione ha dato il bromuro.
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Deficit di bilancio
Viviana Vivarelli

Cinque paesi europei hanno un deficit di bilancio superiore ai massimali previsti dall’UE che avevano indicato nel 3% del PIL il tetto da non superare.
In Francia in un anno il deficit di bilancio e’ salito da 41 miliardi a 71, 5,4% del PIL.
La Spagna e’ all’8,3% del PIL, 20 miliardi di euro.
Le stime per l’Italia sono pessime, quelle che Tremonti disdegna con tracotanza in nome del nuovo corso italiano: “Le cifre le dico io, del resto me ne infischio, chi non beve con me peste lo colga. Manipolo come mi pare ogni tipo di informazione, anche finanziaria”.
Ma gli istituti internazionali che sono sordi alle bugie di Tremonti ci dicono che il nostro disavanzo pubblico salira’ al 6,1% del Pil nel 2009, il doppio di quanto previsto dall’UE, con un aumento di 52 miliardi in un anno. Le previsioni dell’OCSE sono sempre peggiori della nostra oca giuliva. Ma c’e’ chi e’ anche piu’ nero: “300 miliardi del debito pubblico italiano maturano nel 2009 e lo stesso nel 2010, il deficit di bilancio avra’ bisogno di nuovi prestiti per 80 miliardi di euro!”
Bene. E’ saltato fuori che il tanto elegante avvocato Agnelli aveva un miliardo incettato in Svizzera. Si presume che l’evasione italiana ammonti almeno a 200 miliardi di euro l’anno.
Non e’ dato sapere a quanto ammonti l’enorme patrimonio rubato al fisco dal Cavalier Berlusconi che nei suoi 53 paradisi fiscali non ci avra’ incettato noccioline.
Non ci vuole molto a calcolare che, se vigesse qui un sistema fiscale di tipo scandinavo, non solo verrebbero allo scoperto tutte le nefandezze italiane, mafia compresa, ma non avremmo alcun deficit pubblico, crisi o non crisi, e questo sarebbe un paese decisamente migliore.

Sauro segnala: Da l’Espresso
Silvio all news
Denise Pardo

L’occupazione dei Tg e delle reti Rai. La militarizzazione dei giornali di famiglia. Le minacce al Tg3. La lunga marcia del Cavaliere per blindare l’informazione

San Goderanno (e sara’ probabile), ristorante del circuito politico e giornalistico a due passi da Montecitorio. Intorno a un tavolo, esponenti del gran mondo, nuovo, del potere tv: Mario Orfeo, fresco direttore del Tg2, carriera inappuntabile, votato all’unanimita’ dal cda Rai, stimato da Carfagna, Bocchino e dal Cavaliere in persona. Al suo fianco, Massimo Liofredi, noto come ‘Phon man’ o ‘Bellicapelli’ e si puo’ immaginare perche’. Da anni capo struttura di RaiUno, da poco assurto al vertice di RaiDue, in quota FI, a lui dovra’ rispondere Michele Santoro, ha al suo attivo una comparsata nell’inchiesta della banda della Magliana: colpa dell’acquisto di una macchina, spiego’ lui, intercettato mentre Antonio Nicoletti, figlio del cassiere della nota band, gli segnalava, tanto per cambiare, una bella figliola. Terzo uomo: Antonio Verro, consigliere Rai, scelto (c’e’ bisogno di dirlo?) dai notabili azzurroni.

La fase e’ nuova. Non nella sostanza, che e’ ben nota. Ma nella potenza. Nella forma. Nella avidita’ esibita nelle minacce persino al Tg3. Da viale Mazzini a Cologno Monzese, dal laghetto di Segrate (Mondadori) a via Negri (sede del ‘Giornale’), a via Asiago (storico indirizzo della radio pubblica) sull’impero dell’informazione nell’orbita berlusconiana non dovra’ tramontare mai il sole. La marcia trionfale del Cavaliere va avanti alla grande.

L’autunno e’ alle porte. E il patriarca avra’ bisogno di una primavera nei media. Lo aspettano mesi duri. Il lodo Alfano. Le trame degli alleati. Le questione etiche, eretiche, erotiche. Le elezioni amministrative del 2010. E sullo sfondo, la battaglia delle battaglie, il sogno dei sogni, il Colle dei colli. Impossibile affrontare tutto questo senza una gioiosa macchina da guerra mediatica in cui seggiole e poltrone non siano state approvate, se non scelte, da lui in persona. Cosi’ ha voluto. Cosi’ e’ stato.

Prima, l’addio da Canale 5 dello scomodo grillo parlante Enrico Mentana. Dopo, il contratto per la conduzione di ‘Matrix’ ad Alessio Vinci che, nuovo dell’ambiente, e non autorevole come il fondatore del Tg5, e’ sotto continuo tentativo di mediasettizzazione (“Una puntata su Vito Ciancimino? Fantastico: aspettiamo, pero’, che vada in onda la fiction sulla mafia”, gestiscono i capi dei palinsesti e del marketing). Poi Augusto Minzolini, il giornalista del cuore, l’ombra del Cavaliere piazzato alfine a firmare il Tg1, il piu’ importante d’Italia. Circondato anche da un cordoncino sanitario di neo nominati: i vice direttori Susanna Petruni, giornalista assennata che rispose di preferire una serata con il Cavaliere a una con George Clooney, e Gennaro Sangiuliano, culo di pietra e cervello fino, lobby Gianfranco Fini.
Al Tg2, ecco salire la stella di Mario Orfeo, figura non organica, molto apprezzata nei raid napoletani dal premier, poi scritturata fra i direttori ‘Door to door’ , quelli delle poltrone bianche di Bruno Vespa, quando l’ospite e’ B. Risultato: vari piccioni con varie fave, visto che al posto di Orfeo alla direzione del ‘Mattino’ del pluto-editore Franco Caltagirone, e’ stato nominato il vice, Virman Cusenza, professionista a modo, quasi di casa berlusconiana, cresciuto al ‘Giornale’ dove ha lavorato piu’ di dieci anni prima di passare al ‘Messaggero’.
Poi il fausto ritorno di Vittorio Feltri alla direzione del ‘Giornale’ (con tanto di entourage ex ‘Libero’: l’alter ego ed ex direttore responsabile Alessandro Sallusti, l’ex direttore generale Gianni Di Giore, forse Renato Farina e anche la santa firma Antonio Socci) con il compito di farne un quotidiano da bombardamento con licenza per artiglieria pesante e armi nucleari, pronto a piazzare 4 fotografi sotto casa di Antonio Di Pietro e capace di contrastare gli attacchi della stampa nemica. E anche di affiancare la fronda amica ma scapigliata, a volte poco pop del ‘Foglio’ di Giuliano Ferrara. Dopo aver disdegnato a lungo la carta stampata (“In Italia i giornali vengono letti con attenzione solo da 5 mila persona”, era il refrain che faceva uscire pazzo Gianni Letta), ora il premier sembra rendersi improvvisamente conto che, per es., le cancellerie internazionali non accendono il Tg5 del caro fedele Mimun o il Tg4 dell’ancor piu’ caro e fedelissimo Fede per farsi un opinione. Ma traducono, invece, i giornali.

espresso.repubblica.it/dettaglio/silvio-all-news/2106854/2/0

Michele Serra: io non ho invidia

Dice Michele Serra: “Ci sono i berlusconiani.. poi ci sono tutti gli altri che non hanno rappresentanza sociale e mediatica e nemmeno la cercano. Se ne stanno quatti, a migliaia, a milioni, sperando che l’epoca alla fine trascorra. Sono quelli “che non invidiano” che “non vogliono diventare come..”.
Curiosamente i padroni d’Italia nominano spesso l’invidia come fosse il motore psicologico dei loro nemici. E’ vero il contrario: chi li invidia e’ dei loro. Il loro vero nemico e’ chi non li invidia. Il loro vero nemico e’ chi sa come sopravvivere ignorandoli”.
Non e’ vero che tutti i maschi desiderano fare come B.
Questo fa girare le scatole. E parecchio. C’e’ una marea di italiani che non ha mai avuto non dico la necessita’ ma neppure la curiosita’ di frequentare la D’Addario e le sue socie e piuttosto che “fare come Berlusconi” farebbe l’orango in uno zoo.
Bisognerebbe per amore di dignita’ e di verita’ organizzare una controffensiva degli italiani che non fanno come Berlusconi e delle italiane che non fanno come la D’Addario
Dovremmo scriverlo sulla maglietta “Io non pago le escort”, “a me non mi paga Berlusconi”, e anche”Sono del Nord ma non c’entro niente con la Lega”, “Sono meridionale ma non c’entro niente con l’assistenza”. “Sono un libero professionista ma pago le tasse”. Solo che non basterebbe una maglietta taglia XXXI.”
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Democrazia zoppa d’Italia
Michele Ainis

www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6229&ID_sezione=&sezione=

Parlamento in vacanza. In realta’ le vacanze dei parlamentari durano dall’avvio della legislatura. Anzi: i nostri rappresentanti non sono in ferie, sono gia’ in pensione.
Pensionamento anticipato, come succede nelle aziende in crisi. Perche’ le due Camere hanno ormai una funzione puramente ornamentale. Non dettano piu’ l’agenda del Paese, semmai la scrivono sotto dettatura. I dati sono fin troppo eloquenti. Per esempio quelli diffusi il mese scorso dall’Osservatorio civico sul Parlamento italiano. Su 4.016 proposte
legislative depositate alla Camera e al Senato, soltanto 68 si sono trasformate in legge. Neanche poche, giacche’ fra i nostri guai c’e’ il gran numero di leggi e di leggine che abbiamo sul groppone. Ma il guaio maggiore dipende dalla circostanza che fra queste 68 leggi, 61 sono nate su iniziativa del governo: il 90%. Dunque l’officina del diritto ha
traslocato, il suo nuovo indirizzo e’ a palazzo Chigi.
Per conseguenza i parlamentari della maggioranza sono i piu’ assidui nelle votazioni (83% di presenze), quando c’e’ da mettere un timbro sugli ordini del Capo; diventano altrettanti desaparecidos se si tratta di prendere parola in aula, o d’imbastire a propria volta qualche iniziativa (il Pdl ha il piu’ basso grado d’efficienza: 2,01 in una scala da 0 a 10). Ma in
generale solo 24 onorevoli su un migliaio lavorano a pieno ritmo. Colpa loro? Forse. Ma sta di fatto che in Parlamento non c’e’ piu’ lavoro. Perfino il sindacato ispettivo sul governo e’ via via sfumato come un ricordo dell’infanzia, se e’ vero che attualmente sono appena 2 le commissioni bicamerali d’inchiesta: quella sulla mafia e quella sui rifiuti.
L’asservimento delle Camere al governo dipende da tre cause. Una originaria: la legge elettorale, che ha trasformato gli eletti in nominati, privandoli d’indipendenza e dignita’. Due successive: l’abuso dei decreti legge e dei voti di fiducia. I primi sono ormai una quarantina in questo scorcio di legislatura, benche’ i costituenti ne avessero immaginato
l’adozione soltanto dopo un terremoto. Quanto alle fiducie, fin qui ne abbiamo contate 23, per lo piu’ imposte dall’esecutivo durante la conversione dei decreti, com’e’ appena accaduto sul decreto anticrisi. Una tenaglia perfetta, stretta alla gola delle assemblee parlamentari in nome dell’urgenza. Ma che cos’e’ la questione di fiducia? Uno strumento estraneo alla Costituzione, che pero’ il governo sfodera come una sorta di ricatto: o fai come ti dico o tutti a casa. Sicche’ i parlamentari non votano piu’ misure normative, bensi’ continue dichiarazioni d’amore verso la carovana dei ministri. Hai fiducia, mi vuoi bene? Dimmelo di nuovo, dimmelo una volta a settimana. Tutto questo sarebbe perfino ridicolo, se non fosse viceversa tragico. In primo luogo perche’ la smobilitazione delle Camere
implica uno sfratto per l’opposizione, dato che quest’ultima ha casa proprio li’, non certo nelle stanze dell’esecutivo. Quando si chiede alle minoranze di collaborare, o almeno d’evitare grida e strepiti, bisognerebbe almeno dire dove si trovi la sede del confronto, quale edificio abbia rimpiazzato il Parlamento.
In secondo luogo perche’ il nuovo andazzo nega l’attributo basilare delle democrazie: il principio di pubblicita’. Le discussioni parlamentari sono per definizione pubbliche, ma chi mai viene a sapere quale mano ha scritto il decreto del governo o il maxiemendamento? E chi potra’ appurare di quali occulte trattative siano figli questi testi? In terzo luogo – e
soprattutto – perche’ l’eclissi delle Camere ci restituisce un sistema sbilanciato, dove il potere non ha contropoteri, dove la separazione cara al vecchio Montesquieu gira in subordinazione, in accentramento verticale del comando. No, non c’e’ da rallegrarsi del nuovo abito che indossano le nostre istituzioni. In quest’ultimo anno e’ andata in crisi la democrazia rappresentativa, ma altresi’ quella diretta, dopo il fiasco del referendum
elettorale, con un misero 23 % di votanti. Significa che la democrazia italiana e’ zoppa di ambedue le gambe. O chiamiamo di corsa un ortopedico, o altrimenti dovremo rassegnarci alla sedia a rotelle.
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Figuracce storiche
Viviana

In questo momento la presidenza semestrale dell’UE e’ svedese.
Vi pare che essa desti scandalo? Vi pare che abbia destato in qualche modo scandalo la presidenza che c’era prima ? O quella ancora precedente?
Solo il pagliaccio B ha riempito di chiasso volgare e di strida l’austero parlamento europeo con una bagarre indecente che non sara’ mai dimenticata, e non perche’, come dicono i suoi, sa portare una nota di sana allegria anche a un funerale, ma per la vergogna che tutto l’emiciclo provo’ per lui.
Per la storia, cio’ avvenne tre ore e 14 secondi dopo il suo insediamento. Insomma arrivato e sputtanato. Cosi’ era e cosi’ si vide. Venit, dixit et ammerdavit.
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Queste leggi senza senso comune: pacchetto sicurezza e gabbie salariali
Viviana Vivarelli

Non basta l’odio viscerale per fare una buona legge, anzi la visceralita’ unita all’ignoranza e’ l’ingrediente peggiore nel campo del diritto.
Una legge non e’ una dichiarazione di intenti o peggio di passioni ma implica una inappuntabile organizzazione del diritto e un sempre notevole esborso, tanto che la Corte dei Conti esiste proprio per valutare negativamente quelle leggi che non hanno copertura finanziaria.
Ma le leggi a testa di cavolo della Lega non prevedono ne’ questo ne’ quello. Come la Bossi-Fini, che impose lunghi calvari a quei lavoratori stranieri che chiedevano un permesso di soggiorno senza rinforzare gli uffici competenti e imponendo carichi ingiustificati a poste o prefetture.
Ne’ prevedono nuove forme organizzative o capitoli di spesa le nuove leggi leghiste del famigerato pacchetto sicurezza che inventano il reato di clandestinita’, unico in Europa, senza curarsi dell’aggravio per la magistratura penale, o dei centri di accoglienza o di identificazione che stanno gia’ scoppiando. Si legifera. Punto. Il resto sia il diluvio!
La Lega procede come un bulldozer indifferente ai vetri, come un infante che avanza nei suoi inarrestabili capricci, calpestando ogni sostenibilita’ e buon senso.
E la Corte dei Conti? B e la Lega hanno tentato di far fuori anche quella!
Bossi intanto ha la faccia di dichiarare che i nostri emigranti lavoravano, non uccidevano.
Dimentica che la mafia americana fu un grazioso regalino che esportammo insieme ai lavoratori. Si difendono, i leghisti, dicendo che la mafia fu un export meridionale, ma e’ tutto il discorso che va a puttana, perche’, coi loro principi, anche gli emigrati veneti avrebbero dovuto essere espulsi. Ma ormai “mafia” e’ parola degradata anche presso la Lega che dopo essere stata rinfacciata a B nelle piazze leghiste, ora e’ rientrata in un cassetto diventando verbo impronunciabile perche’ “band oblige” e sui soci politici non ci si sputa ma si spartisce. Ora la Lega e’ tutta pappa e ciccia con i padrini, con la parola “mafia” e con la parola fascio” stanno tra i termini ormai sdoganati e indifferenti che hanno perso ogni significato. Desemantizzati. Sempre che la Lega capisca cosa vuol dire.
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Dialetti e scemenze
Viviana Vivarelli

Accecati dal sogno padano e fissati a trasformare l’intera Italia una appendice della Padania, i leghisti procedono “in quadra”, ben duri nelle loro convinzioni di essere l’unica razza ariana d’Italia senza contaminazioni sudiste (ma almeno Bossi la seconda moglie se la poteva prendere di Ponte di Legno e non di Favara, Agrigento, cosi’ non intorbidava la razza imbastardendo i figli di sangue siciliano, e per di piu’ una maestra meridionale che insegna a Nord! Un’eresia!)
Malgrado quste violente contraddizioni, i leghisti hanno 4 idee in testa e quelle vogliono.
Dopo aver chiesto insegnanti territoriali, e presidi, e giudici indigeni, e scuole e pronti soccorsi aperti solo agli aborigeni, e ronde e esami in dialetto, e bandiere padane accanto a quelle eruopee, ora pretendono le fiction in dialetto! Il massimo del successo politico!
Vi immaginate Montalbano che parla bergamasco! “A che’ la a’ca la’ che la ‘a ‘nchela ca’ la’”. E che invece di dire: M’han scassato i gabassisi” dice: “Mi soi sbusat il budiel
O i Cesaroni in friulano!
O il dottor Hause che dice “Viva la brogna e chi la spalpogna!”
Ma lo spasso maggiore sarebbe Dallas nel dialetto della baita di Ornago! Con B nei panni di Erving “l’uomo che tutti amavano odiare”.
Immaginate Pamela che dice: “I tuoi mi butteranno fuori dal ranch?” con la lingua stretta dei bovari della val Brembana.
L’unica cosa seria sarebbe la sostanza di Dallas. «Alcolismo, droga, vendette familiari, divorzi, figli illegittimi e bugie sono la faccia che mostra nel privato una classe dominante che vuole restare tale, e per riuscirci deve imporsi con ogni mezzo sugli agguerriti concorrenti», ma questo, piu’ che alla Lega, sembra riferirsi alle storie del Cavaliere, che stanno in tutt’altra baita.
.. io continuo a pensare ai dieci comandamenti e a Mose’ che dice in venexiano: “ndemo in mona coi sghei, a fondar la tera promisa, cio’!”
Sara’ meglio che i leghisti prima di tradurre le fiction in lumbard imparino a scriverle!

Stranieri, non lasciateci soli coi leghisti” (Grido di anonimo)
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I reati a convenienza
Viviana

Si registra una diminuzione dei reati in Europa. Il numero dei reati e’ sceso di 8 punti e l’Italia si conferma come uno dei paesi piu’ sicuri.
Eppure B non lo dice anche se e’ stato eletto sulla furia degli stupri dei rumeni e delle rapine in villa. Ma una volta eletto, quell’informazione non gli serviva piu’, il microcrimine in tv e’ crollato del 50% e soprattutto sul tg5. Insomma non e’ il reato che fa opinione ma come lo si racconta. Eppure le ronde non sono ancora in opera e i 4500 militari diffusi sul territorio sono una spesa superflua e del tutto inutile.
Si va per mode. Per elezioni era di moda il crimine, oggi e’ di moda l’ottimismo. E non puoi diffondere ottimismo parlando di crimine.
Non e’ vero, come dice B, che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura e’ la paura.
E’ vero invece che dobbiamo guardarci da chi manipola la paura e la usa come uno strumento mediatico, ora si’ ora no, secondo il suo interesse.
Dice Ilvo Diamanti: “La paura e’ un ingrediente del potere. Compare e scompare a (tele) comando“.
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Attacco al tg3
Viviana Vivarelli

B avanza. Attacca il tg3. Cosi’ anche l’incolore e tiepido tg3 fa vomitare B, l’inventore del partito delle liberta’ senza le liberta’, dove le liberta’ sono una licenza poetica, mentre l’assolutismo e’ una verita’ di fatto.
“L’unica tv al mondo, cosi’ B definisce il tg3, che coi soldi pubblici attacca il Governo”.
Risalta in questa frase tutta la sua innaturale natura.
B sottende che coi soldi pubblici, che sono i Suoi, il tg3 attacca il Governo, che e’ Suo e che quindi compie un delitto di lesa maestra sul Re, che e’ Lui.
Dunque, con una frase sola, B calpesta completamente il senso dell’informazione, la necessita’ di una opposizione e il fatto che su tre canali pubblici, due siano gia’ al suo servizio, accompagnando i suoi ulteriori tre supini.
La povera Rai 3 e’ gia’ rea di mandare in onda filmati (autentici) sul fascismo e di fare accenno agli scandali sessuali (autentici) su B, una Rai cosi’ pavida da non essere stata capace in 8 mesi di campagna delle bandiere di pace di mandare in onda una sola bandiera arcobaleno, e in 8 anni di guerra in Medio Oriente di sconfessare una missione di pace svolta con bombe o arresti per il carcere delle torture, una Rai cosi’ vile da non aver mandato in onda nessuna manifestazioni di piazza, nemmeno quella dei tre milioni di Cofferati, una rai3 di strana gente come quella tal La Rosa che con la sua equipe calpesto’ ben bene il covo di Provenzano caso mai fosse restata qualche impronta sospetta. Un tg pavido, imbelle, timido, educatino e informativo di quasi niente. Eppure quel niente che qui trapela, pur cosi’ niente, basta a mandare su tutte le furie B che lo accoglie come un rigurgito terrorista. Ora, pensare a terroristi guardando Mannoni, la Sciarelli, la Berlinguer o la Bottero, si sembra, scusatemi, una vera cazzata.
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Nodi che arrivano al pettine
Viviana Vivarelli

Ha un bell’essere isterico, il Silvio!
Ancora un mese e siamo in autunno e tutti i nodi dello sciagurato verranno al pettine e si intorcineranno. Migliaia di imprese che chiudono alla faccia dell’ottimismo e della crisi gia’ passata, centinaia di migliaia di disoccupati contro il suo chiasso demenziale, i terremotati ancora senza casa ma piu’ incazzati che mai, altro che record di ricostruzione! Il Vaticano che alla fine si sara’ risvegliato dal coma letargico, e magari si sara’ risvegliato anche Napolitano anche se non ci scommetto su nessuno dei due essendo il coma troppo inoltrato e dunque irreversibile, l’UE che considera sempre piu’ indigesto il boccone B, il deficit che aumenta nelle mani dell’inetto Tremonti, gli infidi alleati piu’ infidi che mai, la Lega che chissa’ cosa chiedera’ ancora, il partito del Sud che non c’e’ ma invece c’e’.. e in autunno le piazze si riempiranno di gente delusa e incazzata e allora, speriamo, la pera marcia sara’ pronta a cadere dal ramo per essere divorata dai vermi.
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Pravde berlusconiane
Viviana Vivarelli

B ha detto con ira: “Repubblica fa un giornalismo deviato.”
In quanto a lui, ha eliminato satira e dissenso. Se non fosse per l’estetica, avrebbe gia’ cambiato il titolo de ‘Il giornale’ in ‘La Prava’, molto piu’ consono, La Prava, infatti, era cosi’ elogiativa del regime che non pubblicava nemmeno terremoti e uragani. Sotto Mussolini non si poteva nemmeno dire che il pane era cattivo o che c’erano disoccupati. La censura aveva eliminato anche quelli.
B quelli che non compra o che non fa sparire li querela.
Ma i suoi cloni continuano a ripetere che se riusciamo ancora a scrivere critiche cosi’, allora vuol dire che siamo ancora in liberta’.
Anche nei lager c’era chi criticava il nazismo, ma nel lager ci stava lo stesso. E a chi sta soffocando non si puo’ ribattere che deve star contento perche’ non e’ ancora totalmente morto.
La Pravda aveva consegne molto rigide, mai criticare il potere, mai parlare di malcontento, mai riportare notizie negative. Non che oggi sotto Putin le cose siano cambiate molto e le giornaliste piu’ audaci vengono uccise come da noi ieri i Pecorelli.
B guarda alla Pravda come a un modello non dichiarato. E la ciurma leghista e forzista supinamente obbedisce.
Quando le liberta’ di tutti saranno spente nella liberta’ di uno solo, non ci sara’ modo di informare, valutare o recriminare e tutto sara’ affogato in una melma di regime.
In autunno ci sara’ anche una manifestazione per la libera stampa. E’ un tipo di manifestazione a cui questo popolo telemanipolato, disinformato e analfabeta, in genere non partecipa. Ma e’ un male, perche’ se non difendi la liberta’ di parlare non difendi l’uomo che parla e non potrai mai dire di difendere la liberta’ nemmeno se B si ripetesse per un migliaio di anni.
B e’ talmente prevaricatore che tenta di far sparire le notizie. Ma non si puo’ forzare l’irrealta’ nella testa della gente oltre un certo limite, poi la forza della verita’ esplode. E alla fine l’unica soluzione verso un B che fa sparire la verita’ sara’ di far sparire proprio B.
A settembre saranno smantellate due tendopoli ma non ci saranno le case per 60.000 persone. Con quali bugie B coprira’ i terremotati dall’inverno che avanza?
Ci saranno due milioni e mezzo di disoccupati alla fine del 2009. Sara’ duro farli sparire a suon di chiacchiere!
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VACANZIELLE
Viviana

Vorrei far notare che il povero “malato” di quest’epoca era gia’ in lauta vacanza da quel di’, per due mesi almeno, occupato lietamente in ristrutturazioni di facciata, mentre quest’anno dovendosi rifare “la facciata” in altro senso e’ stato costretto dai consiglieri a un tour de force da stakanovista cosi’ da sprizzare efficienza e produttivita’, in modo assolutamente stroncante per un settantreenne gia’ gravato da orgasmi estenuanti, droghe promiscue, medicine miracolose e non, e ora anche dall’abbandono del suo mago della giovinezza estrema, Scapagnini, che e’ in fin di vita.
Per il povero vecchietto priapico costretto a galoppare a destra e a manca per far vedere che il governo esiste, nemmeno un po’ di pieta’?
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Federalismo all’impronta
Viviana Vivarelli

A settembre sta per scoccare il federalismo fiscale, ambito scopo della Lega che ad esso ha dedicato ogni sorta di razzismo, antimeridionalismo, barbarie e follia, e che coronera’ il suo sogno di creare una Padania anche meglio che secessionata dall’Italia: una Padania che addirittura riesce ad asservire l’Italia ai propri interessi.
Ma come tutte le opere della Lega, la cialtronaggine del progetto si e’ riversata in una legge-quadro fosca e preoccupante che in qualche modo avra’ bisogno di essere riempita da leggi di esecuzione la cui preparazione e’ alquanto incerta.
E anche qui, come accade per ogni sua pretesa roboante ma becera, il problema si fara’ duro.
Per questo con buone ragioni Calderoli i conti in tasca al federalismo non li ha fatti mai, non ha mai detto quanto costa o dove si prendera’ la massa di denaro che occorrera’ per realizzarlo. Raddoppiera’ il gia’ enorme carrozzone dello Stato? E come si conciliera’ l’assolutismo centralistico di B con una secessione fiscale? Di un B che addirittura nomina se stesso gestore della Cassa del Mezzogiorno! E manda il suo Ministro delle Finanze a razzolare nelle riserve auree di Bankitalia contro lo stesso parere UE.
Non serve ricordare che una precisa legge dello Stato impone a ogni legge di calcolare il proprio costo e di dire come lo coprira’.
Zittita la Corte dei Conti, la Lega procede impavida e irresponsabile come un bambino libero nella fabbrica di cioccolato che non calcola il mal di pancia che gliene verra’.
Aggiungiamo che 3 governi B non hanno fatto che togliere autonomia agli enti locali e che la sua linea accentratrice e’ totalmente opposta a quella territoriale della Lega.
Oltre a cio’ la criminalita’ finanziaria e mafiosa e gli stessi guai giudiziari di B premono per una riforma del sistema penale che ridurra’ ancor piu’ a brandelli i sistemi processuale e penale, sancendo la totale soggezione della Magistratura allo strapotere dei criminali piu’ agguerriti. Dunque in autunno ci sara’ proprio da ridere. O da piangere.
Scalfari crede che la Lega si renda conto che e’ arrivata un punto critico e allora, come fece Garibaldi a Calatafimi, confida di sollevare un gran polverone in cui c’e’ dentro di tutto: ronde e clandestini, ritiro di truppe e dialetti locali, gabbie salariali e bandiere padane, tutto va bene, tutto fa ammuina, che, tradotto in dialetto padano, vuol dire: se sta per andare tutto in mona, allora manda tu per primo tutto in mona.
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Un milione di clandestini
M. Antonietta Calabro’
www.eddyburg.it/article/articleview/13640/0/153/]

L’ Ocse (Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo) stima che nel nostro Paese vivano tra i 500 e i 750 mila immigrati clandestini. Sono l’1,09% della popolazione italiana e il 25,6% di tutti i residenti stranieri. Il dato emerge dal rapporto 2009 dedicato al fenomeno dell’immigrazione. Ed e’ assolutamente in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei (mentre gli illegali negli Usa sono addirittura il 3,94 della popolazione complessiva). Queste sono le ultime cifre «ufficiali» relative al fenomeno che sta infiammando il dibatto politico italiano dopo l’entrata in vigore del nuovo pacchetto sicurezza. Ma le valutazioni sull’impatto che avra’ il provvedimento di sanatoria (nel prossimo mese di settembre) per le colf e le badanti aiutano a correggere al «rialzo» il dato. Secondo il responsabile del Dossier statistico della Caritas Migrantes, Franco Pittau, — uno dei massimi esperti italiani di flussi migratori — la stima degli irregolari dovrebbe aggirarsi piu’ realisticamente «intorno a un milione di persone». In questo campo «vale la regola del doppio». E cioe’ per ogni colf e badante che chiede di «emergere» c’e’ almeno un altro immigrato irregolare sul territorio. «Ce lo insegna l’esperienza della regolarizzazione della Bossi-Fini del 2002 e dei decreti-flussi del 2006 e 2007».
Le badanti interessate dalla sanatoria dovrebbero essere circa 500.000 (ma repubblica parla del triplo). Meta’ sono in nero. E sono almeno il 50% di chi negli anni passati ha richiesto la regolarizzazione.
In quanto agli extracomunitari, si tratta spesso di persone che un lavoro gia’ ce l’hanno, ma che non hanno potuto ottenere il permesso di soggiorno, a causa di «quote d’ingresso» troppo basse rispetto alle richieste di privati e aziende. Insomma cadrebbero nel reatodi clandestinita’ per colpa dello Stato. Persone che in ogni caso fanno lavori che gli italiani rifiutano. Mentre senza di loro interi settori produttivi «non avrebbero personale.
La stragrande maggioranza degli irregolari entra in Italia legalmente e poi si sono trattenute piu’ di quanto consentito dal loro visto di ingresso. Un altro 25% dei clandestini giunge illegalmente da altri Paesi Schengen, approfittando dell’abolizione dei controlli alle frontiere. Soltanto il 15% dell’immigrazione irregolare arriva dal mare e dalle rotte del Mediterraneo. Mediamente, in un anno, pero’ non piu’ di 60.000 persone attraversano il Mediterraneo dirette in Europa. Dunque e’ difficile ridurre l’immigrazione irregolare attraverso misure di solo controllo delle frontiere.
I dati mostrano quindi come l’elemento principale per contrastare l’immigrazione illegale dovrebbe essere l’apertura di canali legali d’immigrazione.
C’e’ poi il secondo luogo comune sfatato. Non solo non e’ vero che gli immigrati, regolari e irregolari, «rubano» lavoro, ma addirittura aiutano a creare posti di lavoro. Si prenda ad esempio il caso delle badanti, che ormai esercitano buona parte delle attivita’ degli assistenti domiciliari: il numero di questi ultimi paradossalmente e’ cresciuto perche’ essi possono svolgere attualmente mansioni piu’ qualificate di un tempo.
La crisi sta rallentando il flusso, «per la prima volta dagli anni 80». Per quanto riguarda l’Italia, dopo quello dall’Albania, si stanno fermando anche gli arrivi dalla Romania. Trascurabili i nuovi ingressi dei polacchi, mentre sono sempre sostenuti quelli da Moldavia e Ucraina. Malgrado la crisi, comunque, il mercato del lavoro italiano resta appetibile.
«Finche’ ci saranno anche solo delle briciole le formichine si sposteranno.

Ci sarebbe da riflettere sul fatto che la difesa della permanenza dei “clandestini” e’ generalmente motivata dall’utilita’ del loro lavoro (sottopagato) per gli italiani, non dall’obbligo morale di difendere anche gli stranieri poveri dalla sottrazione del diritto di cittadinanza. E poi parlano di “valori” e di “princi’pi”, parlano di “difesa della civilta’”. E’ civilta’ questa?

Dalla newsletter di Gerardo Orsi
orsig.blogspot.com/
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Giovani rondoni cercasi
Doriana Goracci

www.reset-italia.net/2009/08/11/giovani-rondoni-cercasi/

La Ronde! La cronaca de La tua voce, giornale viterbese on line, mi ragguaglia sul futuro di certi Piccoli Uomini Italiani ma anche Piccole Donne Italiane che prima o poi saranno benvenute: crescono nel rispetto, facendo rispettare
LA SICUREZZA. Bene! Evviva l’Educazione!
La Giorgia, Meloni s’intende, scriveva sul suo sito in stagione autunnale passata, 8 ottobre 2008: “La giovane destra italiana dal ghetto al governo del Paese”. Mai premonizione fu piu’ veritiera, il peso della responsabilita’ “enorme” mentre veniva eletta ministro, le fece scrivere: “dimostrare all’Italia e alla storia che, messi alla prova dei fatti, i ragazzi della destra italiana non falliscono il salto”. Ed op…la’ e qua’ LA GIOVANE ITALIA RITORNA, il nome e’ stato proposto e disposto dalla stessa , con l’aiuto del new incaricato dirigente, Daniele Romeo, che vuole riavvicinare gli under 30 alla politica.
Uno dei problemi piu’ importanti della stagione estiva e’ stato questo: Ragazzi nelle Ronde Sindaci divisi.
Parola d’Avvenire italiano: “Qualcosa e’ gia’ filtrato nei giorni scorsi: ci si muove in gruppetti da tre, l’eta’ minima e’ di 18 anni (e non piu’ 25, come annunciato ieri dal ministro Maroni), niente armi, nessuna appartenenza politica. A poche ore dal provvedimento lanciano l’ultimo grido d’allarme anche i sindacati delle forze dell’ordine e della polizia municipale: «Le ronde non servono, investite su di noi». A dare il tono alla giornata sono Milano, Roma e Napoli. Nella citta’ ambrosiana la tensione dei giorni scorsi si e’ sciolta: il Viminale introdurra’ nel regolamento una clausola che permettera’ di mantenere in vigore i contratti (onerosi) gia’ stipulati, che la giunta aveva congelato perche’ la nuova norma non permette finanziamenti ai volontari della sicurezza. In questo modo torneranno subito operativi i poliziotti in pensione e i City angels. Lo annunciano il sindaco Letizia Moratti e il suo vice, Riccardo De Corato.
A Roma, invece, il primo cittadino Gianni Alemanno continua a contestare l’utilizzo del termine «ronde», che non gli e’ mai piaciuto, e a battere la ‘via capitolina’ alla sicurezza, che unisca al controllo l’azione sociale. Nei suoi confronti, in un’intervista al Corriere, Maroni e’ stato molto duro: si fa, questo il senso delle sue parole, come dice il decreto. Ma al termine della riunione con il prefetto Giuseppe Pecoraro sui danni della movida romana, Alemanno ribatte: «Rifiuto il termine ronde, e’ dispregiativo. Nella legge si parla di osservatori volontari». Questo non vuol dire, sottolinea con ironia il titolare del Viminale, che ne rifiuta l’uso. Il sindaco, invece, cita esperienze ’soft’ gia’ vive nella citta’, ad esempio nella comunita’ ebraica, fa appello, per infoltire il volontariato, ai «cittadini moderati», chiede che nell’attivita’ di controllo non ci siano «intolleranza, xenofobia, estremismo».
E cosi’, io che potrei essere nonna ma non lo sono, mi rincuoro nell’apprendere che c’e’ una generazione protagonista, geneticamente rivoluzionaria, barbarica con orgoglio: “Il nome dell’organizzazione “nasce dal basso” e’ stato scelto con un sondaggio su Internet, ottenendo “una larghissima maggioranza, il 78%”.
Quanto alle giovani uccelline, devono aspettare un po’ ad entrare nelle ronde ma le Pari Opportunita’ stanno studiando nuove occasioni come per Francesca Pascale, 24 enne che incassati 7.000 voti e consigliera provinciale napoletana, sogna Montecitorio.
Alle adolescenti si consiglia di continuare a giocare, ci sono mille “bimbo dollars” disponibili subito, in Italia, insegnano a diventare veline e poi chissa’…le vie del Signore sono infinite.
Quanto ai maschietti, che a Roma si dicono pischelli, possono ancora andare bene le “4Story dove si affrontano due imperi nemici, appartenenti al continente Iberia: Derion e Valorian. Decidi per quale impero vuoi combattere. Partecipa ad avvincenti battaglie per garantire la pace e per scoprire leggendari segreti. Il destino della tua terra e’ nelle tue mani. Scopri il mondo di 4Story e diventa protagonista di un appassionante gioco di ruolo con un sofisticato sistema di combattimento e con allettanti incarichi. Viaggia nel tempo, esplora luoghi sconosciuti e metti alla prova le tue capacita’ misurandoti con numerose accattivanti sfide”.
Tutti bambini e bambine di pace, che crescono in Sicurezza e Protezione e altrettanta ce ne daranno. Quelli di guerra, si sono visti a una mostra alla fine di giugno 2009, nella citta’ del Cupolone: “Bambini di guerra: l’infanzia spezzata”. Dal mondo intero a Piazza del Campidoglio. La cittadinanza tutta ringrazia e prosegue le vacanze, certa che con una rondine non si fa’ primavera.
Curiamo e cerchiamo rondoni, conserviamo la Specie!

RIDIAMARO : – )

Jena (La Stampa):

Berlusconi ha un motivo strettamente personale per introdurre le gabbie salariali: le sue escort sono tutte del Sud.
..
Il giornalismo e’ mio e lo gestisco io
Viviana

B ha un modello di giornalismo perfetto in mente, che non e’ nemmeno alla Riotta ma alla Minzolini, la feccia del giornalismo che risale il pozzo di Via Teulada, uno che mira a superare nel peggio persino Fede, uno che le notizie che a B non piacciono nemmeno le vede.
Come dice Ellekappa:
-Cos’e’ questo giornalismo deviato?
-Qualunque cosa che non corrisponda a un giornalismo scodinzolante.
..
Vanity Fair
“Tutte le donnacce porta a Roma”
“Negli anni ’50 B era un crooner: cantante da crociera.
Oggi e’ un miliardario ma ha sempre una personalita’ da crooner.
E’ un instancabile e dozzinale seduttore, un Sinatra da grande magazzino!
..
Dall’hominide a qualche altra cosa
Viviana

Seguendo una trafila evoluzionistica demode’ in quanto pluriottimista, che andasse verso una maggiore decenza della specie, l’uomo del futuro dovrebbe essere piu’ alto (gia’ B e Brunetta sono fuori), calvo (ci siamo), senza peli (Dalla addio), piu’ intelligente (qua si mettono fuori in parecchi, addio Gasparri), senza inutili denti del giudizio (fuori i caimani!), orecchie non piu’ grandi e appuntite (via Andreotti e Berlusconi), piu’ unisex e forse senza appendice, con 4 dita come Topolino, e con un sistema nervoso reso diverso dall’abuso delle tecnologie elettroniche. Aumenteranno obesita’ e depressione.
Dice il filosofo Cavalli Sforza “La cultura ha sopravanzato la nostra biologia”. Bisogna vedere; nel caso dei leghisti sono a pari. Pari basse.
Una volta ho visto passare nella stanza due tizi del futuro: alti, sottilini, calvi, glabri, teste lunghe e fronti altissime, occhi grandi e obliqui e nasi e bocche quasi inesistenti. Dita lunghissime e piedi lunghi e arcuati, botticelliani. Siccome avevano hot pans rosa translucidi posso dire che il sesso non era distinguibile. Sono passati cinguettando tra loro. Non mi hanno nemmeno degnato di uno sguardo, come e ‘ normale da parte di gente superiore.
Volevo fermarli, chiedergli: Ehi, sentite! Da voi c’e’ sempre un certo Berlusconi?”
..
Il presidente down
Viviana

Pero’ e’ bello avere un premier clown (o down), che passa alla storia non per le squallide barzellette che ricicla col suo stile da animatore di quart’ordine ma per le battute che lui crede di dire “da fine statista”o che provoca nelle persone serie!

Nino Cordola
“Quando nel ’94 B vinse le elezioni mi ripromisi che non mi sarei piu’ interessato di un popolo che aveva votato un personaggio simile. Mai avrei immaginato che proprio B mi rubasse l’idea.

Gino&Michele
La grandezza politica di B sta nella sua capacita’ di anticipare: lui dice le cose almeno due anni prima che i fatti lo smentiscano.

Carlo Turati
Se penso che hanno approvato una legge che depenalizza il falso in bilancio mi senti piu’ tranquillo. Sulle prime temevo che lo rendessero obbligatorio.

Daniele Luttazzi
Previti non smentisce la sua fama di cattivo. Quando e’ andato a vedere Titanic tifava per l’iceberg.

Della Sciucca
B afferma che certi giudici sono piu’ vicini ai delinquenti che alle istituzioni. E non e’ contento?

Anonimo
B. Allora siamo d’accordo? 100 miliardi per le carceri e 10 per le scuole..
Previti: Ma Silvio, converrebbe dare piu’ soldi alle scuole..
B: Perche’? Credi che io e te torneremo a scuola?

Severini
A certa gente in culo gli entra. In testa no.

Panariello
Partendo dall’Auditel, tutto va in percentuale.
B fa il 30% di quello che dice.
Tremonti capisce il 10% di quello che dice B.

Gino&Michele
Quando B sali’ per la 2° volta al governo, molti si convinsero che le sorti del paese fossero in mano a serial premier.

B, come Nixon
Non ho smentito. Ho detto cose che in seguito si sono rivelate non vere.

Bastardo dentro
Scontro Lega-Polo. Ditemi che ci sono stati dei morti!
..
http://masadaweb.org

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