Nuovo Masada

agosto 3, 2009

MASADA n° 963. 2 agosto 2009-08-02. La bella estate

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:03 pm

L’ulteriore offesa di B: mandare Bondi per la strage di Bologna – Il passante di Mestre – Le ridicole misure anti crisi – Versailles e Villa Certosa – Tutti i media stranieri ridono di B, detto il buffone di Europa. Noi no – I santini del veltronismo, il paraculismo d’essai: Fabio Fazio

La bella estate di espiazione con i figli e nipoti, senza donne a pagamento giovani e belle, soltanto sommi poeti come Bondi ed Apicella che gli canteranno le lodi di uomo probo, generoso, santo e pio.

La bella estate del fallimento dell’economia capitalistica, del trionfo dell’economia magiosa, delle banche rapinatrici, degli evasori fiscale senza scrupoli che vanno in chiesa alla domenica con la benedizione della santa Romana Chiesa S.P.A.

Cesare Beccaria

..

Chi e’ mai l’uomo, che ti ricordi di lui?

Nicola Muschitiello

(poesia detta da una bambina, la vittima piu’ picola della strage della stazione di Bologna)

Sapevo poco del mondo

e non lo rimpiango.

Prima di venire al mondo

non sapevo niente,

ma avevo compreso

che l´acqua e l´aria

insieme fanno il fuoco

della vita sulla Terra–come in sogno

(anche se non conoscevo

la parola sogno),

mi ricordo d´averlo compreso

quand´ero dentro a mia madre

che non mi lascia mai,

neanche in questa

che i vivi chiamano morte

(neanche questa parola

io conoscevo).

A un tratto, fui

dissolta nell´aria

e in quel momento capii

(fu straordinario)

che anch´io

ero fatto d´aria –e lo dimostrai

in modo esemplare,

come un segno di cui

non si puo’ dubitare,

e un insegnamento

persino, come quello

che puo’ dare

la parola dell´angelo.

Scoppia un palloncino

e resta nell´aria confusa,

oltre allo strazio bambino,

un brindello –

l´ultimo palloncino che c´era,

che la bambina aveva.

Toccava a me,

la piu’ piccola dei morti,

far vedere

che neanche il nostro brindello

resta veramente,

che l´aria e’ dentro al cuore

e respira

con gioia e con dolore,

aspira a una stella

che sembra la piu’ lontana,

tanto che non si puo’ vedere,

ed e’ di tutte la piu’ vicina –

e’ il fiato che noi siamo,

che ero e che sono,

non un´ombra

o un fantasma di luce,

ma un´orma nel respiro

di chi mi ricorda,

un volo che rimane

dopo il volo, dopo

che l´ala e’ volata lontano –

tutte le volte che uno

guarda nel cielo del suo cuore,

che guarda in basso

come guardasse in alto.

Giocavo.

Ero piccola

ancora come un tesoro

sepolto piu’ in fondo

e piu’ prezioso,

un granello di senape, un uovo

di donna deposto sulla terra,

una lettera d´oro

nel nome piu’ lungo

che ci sia nell´universo,

una doppia alfa

senza niente in mezzo,

ero la prescelta

di un silenzio d´amore –

un boato dite?

ma chi l´ha sentito?

una disintegrazione del corpo,

ma chi l´ha provata?

Mi ritrovai

dov´ero, ma non c´ero,

mi sentii rinchiusa

in un atomo di fiato,

ma ero aperta

come non lo ero mai stata,

mi e’ mancata l´aria

(ma solo per un momento)

perche’ ero diventata

il mio stesso respiro

e non c´era altra aria

da respirare –

ho sorriso a mia madre

che mi era vicina

e tutto era come prima,

salvo che da allora non distinguo

il suo sorriso dal

mio. La grande pena

che sempre mi resta,

bambina come sono, e’ quella

di non sapere consolare

chi e’ rimasto solo

a vivere, i vivi

che ricordano e quelli

che non ricordano –

come faccio a dire loro

che essi piangono la loro vita,

che il loro dolore vivo

e’ pena per i morti?

che la parola vita

e’ la piu’ difficile da comprendere,

da accettare? I morti…

Un palloncino che scoppia…

Come voi noi

siamo fatti d´aria,

ma sempre meno di voi,

incredibilmente.

Ero figlia

e ora sono madre –

ricordami come tua madre,

accanto a lei –

una foglia invisibile d´aria

che caduta si posa

nella mano cupa,

quella del dono e del perdono…

..

La liberta’ riservata soltanto ai sostenitori di un governo, soltanto ai membri di un partito, per numerosi che siano, non e’ la liberta’. La liberta’ e’ sempre la liberta di chi la pensa diversamente.”

Rosa Luxemburg

Citata da Gerardo Orsi

Il 2 agosto a Bologna

avapxos.blogspot.com/

Forse ieri, nel servo Bondi, gli italiani, i bolognesi, hanno rivisto decenni di bugie, false promesse, sorrisi di cera, forse, in lui, hanno visto tutta la falsita’ del regime, la colata di cioccolato sulla montagna di merda, che ormai si e’ incrinata,e dalla quale esce,in tutto il suo dilagante squallore, il piu’ putrido dei miasmi.

Forse gli italiani, i bolognesi, sentendo le parole vuote, esanimi, di un discorso scritto in fretta e furia, da chissa’ chi, in pochi minuti, in un assolato pomeriggio di agosto, prima delle vacanze, hanno avuto un sussulto, un moto spontaneo, forse i fratelli bolognesi, hanno deciso, anche loro di ribellarsi, forse le parole mal recitate da uno dei tanti buffoni personali del re, li hanno offesi, forse molti di loro sapevano che LICIO GELLI noto e fiero fascista, capo della loggia segreta eversiva P2, inventore sponsor e fautore del “piano di rinascita democratica”,a suo tempo fu condannato per il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna (it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna )

Forse vedere un fiero scudiero, del suo erede, a commemorare le vittime di una strage tutt’ora oscura, li ha fatti incazzare, forse gli ha fatto capire molte cose.

Il Bondi non ci sta, e parla di democrazia, lui che da anni serve il piu’ schifoso degli antidemocratici, lui che da anni e’ al fianco di un fiancheggiatore della mafia, lui che da anni venera e tesse apologie del vecchio lurido maiale schifoso, invischiato fino al collo, tra sporchi malaffari, corruzione, mafia ed abusi di potere e non solo…proprio lui parla di democrazia, lui che ha un padrone amico socio ed erede di una loggia massonica eversiva, attentatrice dalla Repubblica, proprio lui, sotto un sole torrido di agosto, ha tentato l’ ennesima beffa, avverso i normali cittadini, che in quella strage hanno perso la moglie, il marito, i figlioli, o i genitori,

MA E LA GENTE A NON STARCI PIU’, E LA GENTE CHE S’ INCAZZA, E LA GENTE CHE FINALMENTE HA CAPITO I VOSTRI SPORCHI LURIDI MALAFFARI, E LA GENTE CHE ORMAI NON SI FA PIU’ PRENDERE PER IL CULO, E LA GENTE CHE NON CI STA PIU’ A VEDERVI SORRIDENTI E FELICI, MENTRE AFFONDA,A SENTIRE LE VOSTRE PRESE PER IL CULO, MENTRE VOI DISTRUGGETE TUTTO, E VI MASCHERATE, FALSI DISGUSTOSI IPOCRITI, DIETRO UNA FALSA FACCIATA DI DEMOCRAZIA, MENTRE LORO PIANGONO I MORTI

E LA GENTE CHE ORMAI VI CACCIA OVUNQUE ANDIATE, ORMAI VI POTETE MUOVERE SOLO CON LA SCORTA, IL POPOLO VI STA BRACCANDO, SIETE SENZA SCAMPO, E’ FINITA! E LA GENTE CHE HA INIZIATO UN MERAVIGLIOSO RISVEGLIO, AL QUALE VOI DOVRETE ASSISTERE, STAVOLTA VOI IMPOTENTI E CACCIATI VIA COME MERITATE, STAVOLTA NON CI CASCHERANNO PIU’, STAVOLTA PER VOI E’ LA FINE.

E’ LA GENTE, I CITTADINI, IL POPOLO ,CHE HA RITROVATO L’ ORGOGLIO, NEL RISVEGLIO.

IL GRIDO DEI BOLOGNESI E’ IL GRIDO DELL’ ITALIA PER BENE, E ‘ IL GRIDO DELLA BRAVA GENTE, E’ IL GRIDO DI TUTTI NOI

LA VOSTRA FINE E’ ORMAI VICINA E IL DESTINO SEGNATO

VIVA L’ ITALIA, VIVA I BOLOGNESI!

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Uno dei tanti video sulla reazione dei bolognesi alle fregnacce di Bondi

www.wikio.it/video/1484315

Gli altri sono dello stesso tipo, ognuno da una parte diversa della piazza e ognuno che amplificava grida diverse vicine di aggressivita’ nei confronti di quel pallone flaccido e idiota di Bondi, il cortigiano di B, ma quella piazza ha urlato contro i portaborse di ogni Governi in carica. Quando Bondi ha anche alzato la voce per sovrastare le urla e vantare le parole “democrazia” e “liberta’” la piazza e’ esplosa. Se avessero sputato sarebbe annegato.

Sono 29 anni che le famiglie delle vittime chiedono giustizia e 29 anni che sono state prese per il culo in ogni modo, lo Stato ha fatto a gara con tutti i suoi sporchi figuri, Cossiga in testa e i servizi segreti dietro, a depistare, imbrogliare le carte, nascondere, ingannare. 88 vittime sono ancora li’ che urlano GIUSTIZIA! Il sangue che ancora cola e riempie l’aria di morte. E nemmeno dopo 29 anni e’ stato sollevato quel segreto di Stato!

E Bondi ci viene anche a prendere per il culo con le parole democrazia e liberta’!!! Ma come si permette questo idiota? E i tg delinquenziali e cialtroni che ci ritroviamo hanno anche avuto la facciaccia di fare servizi immondi in cui demonizzavano la folla che urlava come ci fossero centri sociali e eversori. A Bologna i centri sociali sono quelli dei vecchietti che giocano a carte, IDIOTI!! E gli unici eversori che abbiamo visto sono quelli dello Stato che con tutti i suoi governi ha coperto i mandanti di destra e gli assassini di destra. E ora quel maledetto di Cossiga arriva a insinuare che la bomba la devono aver messo “per sbaglio” i servizi palestinesi (vai a capire perche’) o le stesse Brigate Rosse. Si’, quelle assunte da Gladio!!

..

Mi sento di dire un GRAZIE a caratteri cubitali alla civile Bologna e ai miei cari amici e fratelli bolognesi.

Grazie per quello che avete fatto oggi al cospetto di quel triste figuro chiamato Bondi, verme strisciante al servizio del suo padrone malato.

Gente senza vergogna, senza morale che dopo aver ammazzato tanta gente innocente e indifesa, si permette poi di commemorarne la memoria.

Fate schifo voi, le vostre mogli, i vostri figli, le vostre combriccole di mafiosi opportunisti di lecca culo dell’ultima ora.

Il tempo e’ a nostro favore, avete il tempo contato; come siete apparsi, scomparirete, senza lasciare rimorsi in chi vi fara’ sparire.

Grazie di nuovo agli italiani ONESTI.

Bloggher

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Noi non abbiamo un Ministero alla Sanita’ ma Sacconi presiede, senza averne i diritti anche a quella, pertanto sua moglie e’ stata assunta alla direzione generale di Farmindustria.

Tutto in casa.

Viviana

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Lo scettico

La storia vista da un arteriosclerotico, in arte Giorgio I il Rincoglionito. “La strage di Bologna fu figlia di un periodo di follia?”. Niente di piu’ falso. E’ stata una mente lucida e crudele che ha guidato la mano delle stragi da piazza Fontana all’assassinio di Aldo Moro. Sono caduti molti servitori dello stato e cittadini colpevoli soltanto di trovarsi al momento giusto nel posto sbagliato. Una moria dalla quale sembra si siano salvati soltanto i peggiori e i leghisti dei decreti salva ladri a getto continuo.

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Kasap Aia

E’ terminata l’epoca dei cittadini “ruminanti” e col fegato grosso, e’ cominciata l’epoca dei cittadini “carnivori” coi canini a sciabola !

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Il discorso in piazza di Paolo Bolognesi

www.radioradicale.it/scheda/284786/strage-di-bologna-1980-2009-per-non-dimenticare

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Repubblica

Fischi in piazza per il ministro Sandro Bondi venuto a Bologna per commemorare la strage del Due Agosto a nome del governo. Sul palco davanti alla stazione colpita dalla bomba di 29 anni fa, il responsabile della Cultura ha dovuto interrompere piu’ volte la lettura del discorso e ha smesso di parlare senza averlo completato. “Chi ha fischiato ha umiliato la memoria”, e’ il suo commento lasciato ai giornalisti al termine della cerimonia.

Appena dal palco viene annunciato il suo turno, dopo gli interventi del presidente dell’Associazione famigliari delle vittime Paolo Bolognesi e del sindaco di Bologna Flavio Delbono, il pubblico comincia a fischiare e molti si allontanano dalla piazza in segno di protesta contro il delegato del governo. Il ministro tenta piu’ volte di iniziare la lettura dello scritto, ma deve rinunciare. Poi si decide a leggere nonostante dal piazzale sia praticamente impossibile decifrarne le parole, tale e’ il frastuono. L’insurrezione quando il ministro dei Beni culturali attacca coloro che protestano urlando “Io so cosa sia la democrazia e la liberta’”. A quel punto il ministro e’ costretto ad abbandonare il palco. Mentre da sotto fioccano insulti diretti anche “al tuo padrone che ti paga…” e inviti ad andare “a troie in Sardegna”.

Bolognesi ha voluto ricordare il percorso minato che ha subito la giustizia, ostacolata da forze interne ed esterne alla politica, per arrivare alla verita’: “La strage si poteva evitare ma la loggia massonica P2 lo impedi’. Ogni anno emergono ipotesi alternative alla verita’ giudiziaria che sono solo fuorvianti. Come quelle dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Bolognesi ha poi citato tanto i responsabili accertati della strage, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, quanto “coloro che hanno pagato con la vita la loro militanza democratica: Petri, Rossa, D’Antona e Biagi”.

Il neosindaco di Bologna Flavio Delbono ha detto: “Non conosciamo le facce degli uomini che hanno ideato le stragi, ma le facce di chi depisto’ le indagini e chi la favori’. L’obiettivo era impedire lo sviluppo democratico dell’Italia e il simbolo di Bologna dava fastidio. Volevano ricattarci, non ci sono riusciti. Anche senza prove giudiziare sappiamo perche’ quella strage e’ stata commessa. E dobbiamo rinnovarne il ricordo, non come un dolore del passato: raccontarlo a chi non c’era, per tramandarne la lezione. La memoria non deve andare perduta. Abbiamo bisogno di rituali ma questi non soddisfano piu’ lo scopo per cui erano stati pensati. La democrazia cammina sulle gambe di chi ci crede“.

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Ripresa dalla newsletter di Gerardo Orsi orsig.blogspot.com/

La contro-Cernobbio in casa del diavolo

www.sbilanciamoci.info/Rubriche/La-contro-Cernobbio-in-casa-del-diavolo

La crisi economica e finanziaria ha gia’ prodotto pesanti conseguenze sociali, ma nuovi effetti gravissimi arriveranno nei prossimi mesi con la perdita di altri centinaia di migliaia di posti di lavoro, l’aumento della poverta’, la chiusura di fabbriche e la riduzione del volume delle attivita’ produttive. Ma non c’e’ da preoccuparsi perche’ c’e’ chi sta peggio di noi.

Il governo italiano si e’ contraddistinto per l’ assenza di strategia e di interventi significativi e incisivi. La gran parte delle misure messe in campo sino ad ora sono simboliche, modeste e senza effetti sul corso di una crisi, che anche in Italia, nei prossimi mesi si preannuncia pesantissima.

Si propone di rilanciare l’economia aumentando la cubatura degli edifici, e la stessa retorica viene anche riciclata per ricostruire l’Aquila, ma sui soldi per farlo non c’e’ certezza. Si dice di voler combattere evasione e paradisi fiscali, ma poi si propone lo scudo, ennesimo condono fiscale che salvera’ gli evasori e incentivera’ ancor di piu’ in futuro l’uso dei conti offshore. Si propone qualche spiccio per la social card per i piu’ poveri, ma, mentre l’Istat mostra come la poverta’ in Italia cresca inarrestabile, si sottraggono centinaia di milioni al Fondo per le politiche sociali che andrebbero a beneficio di milioni di famiglie. Si regolarizzano le badanti pensando ai nostri anziani mentre si azzera il Fondo per la non autosufficienza che dovrebbe sostenere un civile sistema di welfare. Si parlera’ di nucleare per i prossimi decenni ma non esiste un piano efficace per le energie rinnovabili.

Sono quelli che la campagna Sbilanciamoci ha chiamato i bluff del Governo e che saranno presentati a Cernobbio parallelamente al workshop dello Studio Ambrosetti.

Infatti quest’anno il Forum di Sbilanciamoci! – L’impresa di un’economia diversa – arriva a Cernobbio in una edizione speciale di una sola giornata, il 5 settembre, dedicata alla crisi economica e finanziaria globale e ai suoi riflessi in Italia. Dopo anni in cui il Forum itinerante ha cercato un confronto con quanto si diceva sulle rive del Lago di Como, quest’anno ha deciso di andare proprio li’ a portare, assieme all’analisi critica, anche le proposte della societa’ civile italiana per uscire dalla crisi

Mentre i ministri del governo andranno al workshop dello Studio Ambrosetti a illustare e a rivendicare i “meriti” dell’azione di un governo – Sbilanciamoci! a poche centinaia di metri dal forum ufficiale spieghera’ – con documenti e analisi circostanziate – il bluff delle misure del governo contro la crisi, molte ancora da attuare e altre con impatto modesto o addirittura inesistente, altre ancora completamente negative.

Nello stesso tempo mettera’ in campo le 10 proposte per uscire dalla crisi, per orientare l’economia verso un nuovo modello di sviluppo che sia sostenibile, equo e di qualita’: le alternative per uno sviluppo fondato sulla riconversione ecologica dell’economia, la qualita’ sociale e collettiva dei consumi, il ruolo positivo dell’intervento pubblico, i diritti e la dignita’ del lavoro.

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B IRRISO ALL’ESTERO MA AGLI ITALIANI VA BENE COSI’?

Nei giorni del G8 ero in Corsica, ho comprato l’Expresse e sono sobbalzato. Il titolo di copertina recitava a tutta pagina: “Enquête sur le bouffon de l’Europe: B“. Era il culmine di una serie di pesantissime critiche portate al premier italiano da vari giornali europei americani, giapponesi, buona parte dei quali liberali: Financial Times, Daily Telegraph, Wall Street Journal, Herald Tribune, El Pais, El Mundo, Youmuri Shimbun, Vremia Novosti, Tagespiel, Le Monde, The Guardian, The New York Times. Poi il G8 e’ andato bene (nel senso che non e’ successo nulla di male) e Obama ha risdoganato, sul piano internazionale, B definendolo una “leadership forte”, ma i problemi posti dalla figura del Cavaliere al nostro Paese sono rimasti tali e quali. Sono quelli indicati dall’Express che, dopo il titolo irridente, si limita a farne una nuda elencazione.

1) Nel maggio del 1990, quando nessun “accanimento giudiziario” di tipo politico poteva essere ipotizzato nei suoi confronti, B e’ stato dichiarato “testimone spergiuro” dalla Corte d’Appello di Venezia (aveva cioe’ giurato il falso in tribunale dichiarando che stava nella P2 solo da 3 giorni mentre era iscritto da 3 anni). Fu salvato da un’amnistia voluta dagli odiati comunisti per ripulirsi delle loro rogne (finanziamenti illeciti da Mosca).

2) Proprietario di meta’ del sistema televisivo nazionale, la’ dove in nessun Paese liberaldemocratico un uomo politico puo’ possedere nemmeno un giornale di quartiere. Per cercare di spiegare l’”anomalia” italiana, altrimenti incomprensibile ai suoi lettori, il columnist del New York Times Robert Mackey ha scritto:

“Immaginate un mondo dove Donald Trump possedesse la NBC, fosse presidente degli Stati Uniti, offrisse a Miss California, in cambio dei suoi favori, un seggio al Senato, e sarete solo a meta’ per capire che cosa succede in Italia”.

3) Un colossale conflitto di interessi che si estende dalla Tv all’editoria di carta stampata (e’ proprietario della piu’ grande casa editrice italiana e di un importante quotidiano) al settore immobiliare, finanziario, assicurativo e persino al calcio, che B promise di risolvere nel 1994 ma che da quindici anni sta li’ e pesa come un macigno sulla vita politica ed economica italiana.

4) Una serie di leggi “ad personam” e “ad personas” per cavare dagli “impicci giudiziari” se’ e i suoi amici, leggi che hanno scardinato codici penali italiani rendendo quasi impossibile il perseguimento di alcuni reati. B e’ stato processato per falso in bilancio, fondi neri, frode fiscale, finanziamenti illeciti, corruzione della Guardia di Finanza, corruzione di magistrati. In alcuni casi se l’e’ cavata abolendo, per legge, il reato di cui era imputato, in altri con la prescrizione, ma almeno in due occasioni la Cassazione, giudicando sul processo connesso, ha accertato che il Cavaliere quei reati li aveva commessi anche se non erano piu’ perseguibili per il decorso del tempo.

5) “Lodo Alfano” che sottrae il premier a ogni tipo di processo (anche per omicidio) fino alla conclusione del suo mandato, violando il principio-cardine della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

6) Sentenza di 1°grado del Tribunale di Milano che ha accertato che B ha corrotto con 600mila dollari un testimone, l’avvocato inglese David Mills, perche’ rendesse testimonianze false (testimonianze che gli hanno consentito di essere assolto in altri processi).

7) Cena con due giudici della Suprema Corte che dovranno decidere sulla costituzionalita’ del “lodo Alfano”.

8) Intercettazione delle telefonate B-Sacca’ da cui si evince che il premier usa la Rai-Tv, Ente di Stato, per piazzare favorite, sue o dei suoi amici (i cosidetti casi Noemi ed escort, di cui pur l’Express si occupa, non li prendiamo in considerazione perche’ le vicende private del premier, come quelle di qualsiasi altro cittadino, se non si concretano in reati, sono fatti suoi).

Domenica scorsa il Daily Telegraph, quotidiano conservatore britannico, ripercorrendo questa lista ha scritto: “In qualsiasi altro Paese B, come politico, sarebbe morto e sepolto da tempo”.

Agli italiani invece va bene cosi’ ?

Massimo Fini www.massimofini.it/

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La migliore protezione per un potere iniquo e’ che nessuno creda ai crimini che sta commettendo“.

(anonimo)

Scelta da Antonella Randazzo

lanuovaenergia.blogspot.com/

Passanti leghisti

Viviana

Sembra che a Roma ci siano 215 buche e due voragini da piu’ di un mese, e non buche piccole ma sgrane pericolose che producono incidenti ai motociclisti e rotture di femori agli anziani.

B ha detto alla Moratti che Milano sembra una citta’ araba per prendersi i voti dei razzisti

Cosa dice delle buche di Roma? Che sembra una citta’ sfascista?

Va bene che ’ la citta’ dei ruderi, ma aggiungerci anche le macerie non ci sembra il caso.

O deve occuparsene Bertolaso anche di questo? Ruderi, macerie, terremoti e buche?

Qui al piu’ possiamo sperare in un’ode celebrativa di Bondi.

Ma e’ vero che in 32 km di traffico fittissimo non e’ stata prevista nemmeno una piazzola di sosta?

I leghisti si difendono e si arrabbiano pure, vantando meriti che non hanno, intanto fioccano le richieste di danni di chi ha dovuto rimandare le vacanze di 24 ore.

E l’organizzazione era cosi’ efficiente che, mentre il passante di Mestre era paralizzato e la vecchia tangenziale era deserta, sui pannelli luminosi dell’autostrada nessuno scriveva di cambiare strada perche’ c’era un intasamento pazzesco e qualche idiota ha continuato a mandare scritte generiche come “Consultate il sito della societa’ autostrade” o “Un incidente su due e’ dovuto alla distrazione”.

No, un intasamento su due e’ dovuto all’idiozia di chi gestiva autostrade, leghisti anche questi, immagino.

E anche Galan ha fatto la sua bella figura da pirla arrogante e supponente.

E avanti con le disfunzioni, verdi o azzurre, sempre obbrobri sono.

Ma sono anche a pagamento i 32 km insulsi di Mestre?

In Veneto si sentono alla radio solo canali leghisti e si comprano edicola solo quotidiani leghisti. Avanti, ignoranza, marciate compatti e unilaterali verso la grande ed eccelsa rovina!

Mi fa davvero ridere chi difende il passante di Mestre dicendo che il luned’ successivo all’esodo la circolazione e’ normale come dovrebbe essere. Non dice costui che il lunedi’ 3 agosto non e’ propriamente un giorno normale ma ha una circolazione di tutte le strade e’ al minimo, essendo la maggior parte degli italiani in ferie e la maggior parte di uffici e lavori chiusi.

E cosi’ abbiamo due bei simboli di inefficienza:

il passante di Mestre al nord (ma ci possiamo mettere anche una citta’ come Milano priva di depuratore mentre Formigoni ride di gusto applaudendo B come fosse tanto moderno e civile).

e la Salerno-Reggio Calabria al sud, che non e’ nemmeno una autostrada e non e’ nemmeno una superstrada e non e’ nemmeno una decente strada ma e’ un aborto infame e spregevole di camorra e mafia, su cui non e’ caduta mai la mannaia del carcere e che non e’ degna nemmeno di un paese del terzo mondo.

Eppure basterebbe una sola semplice legge come hanno tutti i paesi civili: quando uno si prende in appalto un lavoro diventa “responsabile” della sua qualita’ ed efficienza e se sfora sul merito o oltrepassa i termini contrattuali paga una multa cosi’ bruciante che gli passa per sempre la voglia di prendere in appalto qualcosa e viene estromesso da ogni lavoro futuro ora e sempre, e’ una legge americana e in USA non si sgarra nemmeno di un’ora su quanto pattuito e la multa e’ tale da mandare in fallimento, e dove pero’ si fa un grattacielo in tre mesi e con cemento buono, non fatto di sabbia.

Ma come ci si puo’ aspettare che, se in un paese comanda la mafia, la parola reponsabilita’ diventi di moda?

La “responsabilita’” per inadempienza, lavoro da schifo o danni all’utente e’ una parola che ne’ B ne’ i leghisti suoi compari sanno minimamente cosa sia, e il nord come il sud in questo campo pari sono, altro che amore per il territorio!!!!

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Armando di Napoli

Debito pubblico

Sei un prete pedofilo

che si ruba le lacrime di cristo

e la purezza di bambini innocenti

con squallidi trabocchetti mercenari

sei una banca gestita dai piu’ orridi strozzini

un’agenzia di prestito che ricicla

denaro sporco vendendo il sangue delle vergini

al mercato dei vampiri

l’usuraio con i tassi piu’ infami d’interessi

quasi 1700 miliardi di euro rimangono immutabile

mentre da decenni ti fotti 80 miliardi all’anno d’interessi

premendoci come un limone fino all’ultima goccia

chi sei che ci imponi il pizzo da anni

con la complicita’ omertosa di politici compiacenti

che campano di mazzette e corruzione

affogando lo stivale in un mare di merda

sei una svastica tatuata in eterno

sulla pelle degli animi di bambini appena partoriti

e marchiati a fuoco con un codice barra

da mettere in saldo ad ogni occasione di guadagno

sei un sole nero senza faccia

senza cuore senza anima un corpo infetto

che ad ogni scopata tramanda virus mortali

all’esigenze della povera sopravvivenza

persecutore immorale ed immortale

che riesci ad imbrogliarci da secoli

con metodi astuti studiati alla perfezione

alla scuola serale della mafia

dove sono i servi antiusura

antitrust antistupro antitruffa

con le coscienze di dracula ti permettono

senza ostacoli di stuprare truffare usurare e storcere

mentre noi ignari cercando di spezzare

gli anelli delle tue ignobili catene

che ci tengono prigionieni nelle celle

della miseria e fame con le fronti sudate

i cuori malati d’igiustizie

chiediamo la tua abolizione

e il carcere a vita per i tuoi complici

che sgignazzano ad ogni nostra nuova crocifissione…

..

Dedicata alla mia piu’ assidua collaboratrice: Mariapia Folli, una vera combattente della vita:

Emily Dickinson

Per il cuore di donna piu’ possente

che mai conobbi, posso fare poco –

pure, il cuore di donna piu’ possente

puo’ anche esser trafitto da una freccia –

cosi’, seguendo gli ordini del mio,

con maggior tenerezza a lei mi volgo.

Bellissima!

Nessun poeta mi collega al mondo del profondo sentimento femminile come la Dickinson.

Non ignoro che maschile e femminile sono un’unita’, come una moneta, ma hanno due facce

e insieme, in futuro, costituiranno la vita “finalmente” umana.

Per ora maschile e femminile son uniti dalla cintola in giu’; io per tutto il resto, dalla cintola

in su preferisco il femminile.

Ho avuto la fortuna d’incontrare abbastanza uomini che erano integrati al loro femminile, per il resto,

alla larga!

Sono sempre scioperata, ma confortata dal doloroso fatto che quest’anno molte persone, pur consapevoli

che ci sono stati anni ben piu’ torridi, soffrono di una strana mancanza di vitalita’.

Mal comune mezzo gaudio ha sempre funzionato.

mp

..

Le differenze tra Versailles e Villa Certosa

I re dei media nudi di fronte alle tecnologie

Carlo Gubitosa

Nella corte di Versailles per il re era molto piu’ facile fare promesse, elargire favori, intrattenere conversazioni piccanti con le favorite: a quei tempi “verba volant” e solo molti secoli piu’ tardi la voce sarebbe stata catturata in un supporto meccanico grazie ai rulli di cera del “fonografo” di Thomas Alva Edison.

Oggi non abbiamo piu’ i re coi boccoli, ma i presidenti col riporto, e al posto delle ancelle tenute nell’ignoranza da una classe nobiliare bene attenta a non diffondere i suoi privilegi, abbiamo una generazione tecnologica di ragazze abituate ad usare sin da bambine apparecchi di videoregistrazione, telefonini con videocamera e computer, per fare quello che solo dieci anni fa era possibile solo ai servizi segreti e alla Rai messi insieme: registrare una conversazione telefonica compromettente e porgerla all’attenzione di milioni di cittadini.

Per una curiosa nemesi, l’ascesa e la caduta del prestigio di B coincidono esattamente con la parabola delle tecnologie sociali che gli hanno regalato il potere. L’uomo che ha conquistato l’Italia grazie alle antenne televisive, oggi e’ messo alla berlina dalle antenne dei telefonini che permettono di registrare le conversazioni.

I profitti della pubblicita’ concentrati nel duopolio Publitalia – Sipra sono sempre piu’ erosi dalla pubblicita’ diffusa della rete, dove anche i piccoli blog reclamano i loro micropagamenti grazie ai servizi diffusi di advertising come Google Adsense.

L’immagine di uomo forte costruita grazie al bombardamento televisivo a senso unico sta sbiadendo di fronte alla comunicazione bidirezionale che al di la’ di ogni colore politico sta trasformando le reti sociali di Internet in un potentissimo strumento di informazione e di relazione.

Un impero televisivo costruito con l’avvio simultaneo di registrazioni su videocassetta che aggiravano i divieti di trasmettere a livello nazionale, oggi e’ minacciato dalle microregistrazioni individuali che rendono sempre piu’ difficile mantenere segreto, nascosto e sconosciuto cio’ che il Re Sole poteva permettersi di dire e fare senza preoccuparsi troppo degli apparecchi utilizzati e posseduti dalle sue damigelle.

Da questo punto di vista non ci fanno paura le nubi all’orizzonte che fanno presagire una dura battaglia per il controllo della Tv Digitale a pagamento tra Sky e l’alleanza Telecom-Mediaset-Rai, ovvero tra il potere economico globale di un tycoon dei media come Murdoch e il potentato locale costruito dal suo omologo italiano.

A guardarla con un certo distacco, questa lotta appare come quella di due dinosauri che si contendono una preda (l’audience della televisione tradizionale e generalista) senza accorgersi dell’arrivo del meteorite che li portera’ all’estinzione nello spazio di un mattino (il broadcasting personale sulle reti sociali in cui ogni individuo e’ al tempo stesso produttore, fruitore e canale di propagazione di contenuti che combaciano esattamente con i suoi interessi).

E questa rivoluzione dei costumi innescata dalle tecnologie non colpisce solo il re, ma anche tutti i dignitari che vivono all’ombra della reggia. Pochi minuti dopo le infelici dichiarazioni di Franceschini sulle coppie di fatto, che allargano l’abisso gia’ enorme che divide questo ex democristiano da Obama e Zapatero, la rete rispondeva con migliaia di segnalazioni del video sull’apologia dell’amore senza etichette, declamata da Roberto Benigni nell’edizione 2009 del Festival di Sanremo. La risposta all’oscurantismo ottuso puo’ arrivare solo dalla cultura e dall’arte.

In campagna elettorale B si descriveva come “un anziano signore che ancora scrive a penna tutti i suoi interventi e anche quelli che scrive per gli altri” e a chi gli faceva domande su internet confessava “una conoscenza del mezzo che francamente non ho.

Io uso il computer e internet, ma lo usano soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno”.

Ma l’anagrafe non conta: ho conosciuto novantenni perfettamente a loro agio con la posta elettronica e con la pubblicazione dei loro siti web personali. Si tratta di scegliere se abbracciare l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione a vantaggio di tutti o rimanere abbarbicati agli antennoni televisivi sulle montagne per mantenere i propri vantaggi individuali.

L’unica cosa che resta da fare agli uomini di potere che stanno tramontando assieme alle vecchie tecnologie e’ dotarsi di strateghi della comunicazione e leader di partito piu’ giovani ed efficaci dei Ghedini e dei D’Alema di turno, perche’ gli unici dinosauri che usciranno vivi da questa rivoluzione saranno quelli che riusciranno a trasformarsi in agili lucertole. E poi non dite che non vi avevamo avvertito.

carlo@gubi.it – www.giornalismi.info/gubi

Vignetta di Mauro Biani

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RIDIAMARO : – )

“Se la montagna viene verso di te e non sei Maometto…CORRI IMBECILLE!!! e’ ‘na frana !

Manuela

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Testi cult: Andrea Scanzi

Fabio Fazio (e non solo): i santini del veltronismo

da MicroMega

Fazio, Benigni, Celentanotti: i santini del veltronismo. Ognuno diverso, ognuno uguale.

Il piu’ santino di tutti e’ Fabio Fazio, che andrebbe forse scritto tutto attaccato, come un’orazione, come un’omelia, come un rosario progressista: Fabiofazio, alla Daniele Luttazzi. Oppure Faziofabio, alla Antonio Albanese.

Fazio e’ un fantasista che ha smesso di essere prestissimo tale. Inizialmente smarrito tra l’arte dell’imitazione e quella della conduzione, Fazio ha presto abbracciato un arborismo iper-familiare. Mansueto per scelta, disinnescato per vocazione.

Negli anni ha saputo costruire un proprio codice mediatico, divenendo straordinario creatore di consenso, intercettando l’auditel e imponendo l’unanimismo fazioso: qualcosa che va (quasi) al di la’ delle fazioni e dello share.

Il successo definitivo e’ coinciso con la sua definitiva elezione a Paolo Limiti di sx, prima con Quelli che il calcio (che ai tempi di Odeon Tv si chiamava Forza Italia) e poi con Anima mia.

Che tempo che fa ha sancito un ulteriore passaggio. Il conduttore si e’ fatto demiurgo, simulacro. Il padrone di casa e’ divenuto sacerdote culturale, per meglio dire dispensatore primo dell’idea che un elettore medio del Partito democratico puo’ avere della cultura in un programma su RaiTre.

Fabio Fazio ha meriti innegabili. E’ capace di portare in tivu’ coloro che la tivu’ non la amano, da Nanni Moretti a Umberto Eco, da Roberto Saviano al compianto Enzo Biagi. Per fare anche solo un es., il suo colloquio con Beppino Englaro – lo scorso 10 gennaio – e’ stato un toccante momento di televisione «civica».

Fazio ha un talento naturale nell’essere «amico di». Quasi tutte le migliori menti italiane si fidano di lui, o piu’ prosaicamente sanno che oggi il convento mediatico non passa di meglio, sin dai tempi delle feste di Cuore. Se Massimo Troisi ironizzava sulla rubrica magica di Gianni Mina, a Fazio nulla e’ precluso. Persino edificare una riuscita serata-tributo per il decennale della scomparsa di Fabrizio De Andre’. Persino orchestrare una puntata monografica su Celentano, dopo che il Molleggiato lo aveva definito (nel 2001) «un ipocrita dai modi gentilini e perbenini esperto in lavaggi del cervello». Opinione tranciante, ma non cosi’ isolata, se si oltrepassa il velo di intoccabilita’ che ammanta Fazio.

Il quale, seguendo la regola del «meno peggio», e’ uno dei primi da salvare. Chiaro che meglio lui (o meno peggio lui) di molti altri burattinai dell’etere. E poi Che tempo che fa non e’ solo Fazio: e’ la Littizzetto, e’ Albanese.

Dov’e’, allora, il problema? Da nessuna parte, per chi si accontenta. Per i piu’ esigenti risiede invece nel santino, nel simulacro. Nel Fabiofazio, nel Faziofabio. Nella sensazione che i suoi programmi siano belli nonostante lui. Come una macchina di Formula Uno cosi’ ben congegnata da vincere a dispetto di un pilota che pare piu’ che altro un tassista.

Gli ospiti sono quasi sempre notevoli. Basterebbe poco, una stimolazione minima, per esaltarli. Ma Fazio non stimola: titilla. Per scelta. Tutto, in lui, e’ calcolato.

Quando era solo un imitatore, un quasi-fantasista, si divertiva a raffigurare Biagi (il suo mito) come un inquisitore che crivellava implacabilmente l’intervistato. Fabiofazio e’ esattamente l’opposto, a partire dal declassamento (che per lui e’ atto d’educazione) a cui sottopone gli amici che siedono come apostoli accondiscendenti: non «intervistati», bensi’ «ospiti». Il perche’ e’ evidente, lo ha spiegato lui stesso: «Le domande scomode sono un mito, che bisogno c’e’ di essere cattivi?».

Certo, che bisogno c’e’? Perche’ scoperchiare disgraziatamente qualche verita’ e rischiare – ancor piu’ disgraziatamente – il posto di lavoro e i 2 milioni di euro annui che percepisce dalla Rai? «Nel talk show le persone sono ospiti, non intervistati. Le tratto in modo gentile non perche’ sia la strada piu’ comoda, ma per educazione».

Il Codice di Fabiofazio e’ la non-intervista. Non e’ che lui insegua la 1a domanda, men che meno la 2a: no, lui rinuncia a prescindere alla con-versazione filosoficamente intesa. E’ un intervistatore senza interviste, un domandante senza domande, un colloquiante senza colloquio. Ossimori tanto bizzarri quanto redditizi.

Una sua tecnica consolidata e’ quella di declinare la discussione in cazzeggio, disinnescandola a priori. In questo e’ maestro. Cosi’, di fronte a Vialli, uno dei suoi ottomila miti, Fazio si guarda bene dal toccare argomenti scabrosi come doping e processo Juventus, preferendo buttarla democraticamente in vacca, chiedendo all’acme del colloquio: «E’ vero che in Inghilterra non c’e’ il bidet?»

Domande vibranti, si converra’. Come quelle con cui ha accolto Margherita Hack. Si poteva incentrare la conversazione su temi come testamento biologico, eutanasia. Oltretutto era la stessa puntata di Beppino Englaro. Anche qui, Fazio ha indossato il sorrisetto di default – perche’ non solo il cosa, anche il come (gesti, sguardi, prossemica) deve rassicurare – e ha sciorinato il suo rosario di facezie: «Come stanno i suoi gatti? Perche’ le piace Pinocchio ma non Harry Potter?»

Chiamatelo, se volete, giornalismo d’assalto. O, forse, giornalismo assaltato.

Naturale che, di fronte a una Iper-Nemesi come Travaglio, da lui verosimilmente invitato sotto gli stessi fumi che portarono John Lennon a scrivere I am the walrus, Fazio (che e’ si’ beatlesiano, ma ovviamente mccartneiano), sia sbiancato.

Dal canto suo, Travaglio ha finto di non sapere che, se si va da Fazio, lo si fa per fini commerciali (per gli esperti una sua ospitata frutta 20 mila copie di libri venduti). Se si accetta l’invito, bisogna stare al gioco. Da Fazio non c’e’ contenuto, solo forma. Si parla, ma non si dice nulla. Si muove la bocca, ma quel che ne esce e’ solo suono. Da Fazio si e’ pesci con l’audio. Travaglio invece prendeva ogni pretesto per tornare sul contingente, tramutando la fumosita’ consapevole delle domande («Il senso di apocalisse decadente che si esprime nei tuoi libri, e’ qualcosa di nuovo o ha ragione Baricco che ci ha insegnato come da sempre viviamo in una perenne mutazione dei barbari?») in appiglio per parlare di mafia. E Fazio, sempre col sorriso sulle labbra (guai a corrucciarsi), ripeteva afflitto: «Mi tocca dissociarmi, non sono d’accordo su niente con te». Poi, nei giorni successivi, l’eroica Via Crucis. Prima ha letto diligentemente le scuse Rai a firma Claudio Cappon, poi si e’ cosparso il cherubino crine di cenere penitenziale, asserendo – con ammiccamento a Schifani – che «rispettare la doppia liberta’, quella di chi c’e’ e di chi non c’e’, e’ sempre stato e rimarra’ l’obiettivo di questa trasmissione». E giu’, applausi dalla claque radical-chic.

Fazio sta all’urticanza televisiva come Rocco Buttiglione alla filosofia. E’ intimamente terrorizzato all’idea di essere oscurato, e il bello e’ che lui crede veramente di correre questo rischio. Gli e’ bastato un allentamento da La7 – con una buonuscita che da sola sfamerebbe il Belize – per convincersi di poter essere percepito come reale minaccia politica.

Ogni volta che viene minimamente criticato, quasi sempre da un eminente statista di cdx – tipo Maurizio Gasparri – lui si dissocia da se stesso e chiede scusa. Come nel dicembre scorso, quando di fronte alle lamentele di Gasparri (appunto), che sosteneva come a Che tempo che fa andassero solo ospiti di csx, Fazio ha pugnacemente difeso la liberta’. Come? Dando interamente ragione al potere (che per il «suo» De Andre’, ontologicamente, non poteva essere buono): «Gasparri, per quanto mi riguarda, ha perfettamente ragione. Sono pero’ certo che entro maggio rispetteremo i numeri che ci hanno sempre contraddistinto, con una sostanziale parita’ tra csx e cdx».

Si’, ma non e’ un approccio un po’ troppo sussiegoso? «La politica non e’ il mio editore», replica lui. «Non posso scendere al livello di chi parla di lacche’, servi e quelle altre definizioni. Non rispondo che al pubblico e devo avere rispetto del pubblico. Se sento di riuscire in questo non mi interessa altro».

Amen.

Nessuno si era mai abbarbicato cosi’ ferocemente al quieto vivere, al volemosebenismo. Nessuno aveva mai saputo tramutare in ambito giornalistico la «pavidita’» in cifra stilistica. Men che meno a sx, parte (se ancora esiste) d’Italia teoricamente allignante di uomini esigenti, dallo spiccato senso critico e dalla fiera aspirazione a qualcosa che non ha mai intaccato le ambizioni di Fazio: andare oltre il senso e il luogo comune.

Laddove nessuno pare piu’ esigere dall’artista (o dal conduttore) un ulteriore batter d’ali affinche’ un minimo si elevi, per oltrepassare il fascio conformista e omologante, per alludere almeno a un gaberiano altrove, appare quasi fisiologico il successo di Fabiofazio. Un tempo con i comici ci si indignava, ad esempio con il Su la testa! di Paolo Rossi (che Fazio ha avuto il merito di riportare in tivu’). Oggi, no: in mancanza di meglio e surplus di meno peggio, va benissimo Faziofabio.

Se un programma cosi’ lo facesse Emilio Fede (e un po’ lo fa), la critica di sx lo demolirebbe (e infatti lo demolisce). Con Fazio no, non si puo’. La sua calibratissima esegesi del paraculismo d’essai piace a grandi e piccini, guru e vestali. Di piu’: chi si azzarda a muovergli un minimo appunto, subisce la mitraglia della sx perennemente a’ la page: «Cosi’ fate il gioco della dx».

Fabiofazio non e’ un giornalista: e’ un sacramento. L’11° comandamento del veltronismo. Se il Porta a porta di Bruno Vespa e’ la 3a Camera dello Stato, Che tempo che fa e’ l’attico della sx snob, convinta che gli spostamenti della storia seguano unicamente il vento che ogni giorno fa oscillare l’amaca di Michele Serra (toh, uno degli autori del programma).

…Se il credo di De Andre’ era procedere «in direzione ostinata e contraria», quello di Fazio e’ andare in autostrada in seconda corsia, mai contromano, mai a fari spenti nella notte. Un dolcemente viaggiare, rallentando senza mai accelerare.

Che tempo che fa e’ un programma che piace alla gente che (si) piace. Tutto e’ bello, nel Paese delle Meraviglie di Alice-Fazio. De Gregori e’ sempre bravo, Battiato e’ sempre bravo, perfino Vecchioni e’ sempre bravo. Sono tutti bravi. Anche quelli di cdx. Anche Christian De Sica, anche Boldi. Bravi. Tutti. E belli. E buoni. Perche’ noi di sx, lascia intendere Lui, i bambini mica li abbiamo mai mangiati. Noi siamo casti, illibati. Laici, ma anche (cit) cattolici e apostolici (e forse pure romani).

Che tempo che fa e’ l’Om Mani Padme Hum dei Democratici. La schiuma del csx: soffice, morbida, bianca. Lieve lieve. Sembra panna, sembra neve. E la schiuma, si sa, e’ una cosa buona: «come la mamma, che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco. Una mamma enorme, una mamma in bianco».

Ecco: Fabiofazio e’ lo shampoo del csx. La mamma enorme del veltronismo. Una mamma bianca, che dispensa sacramenti e benedice mischiamenti.

Ogni liturgia vive di rituali immutabili, e la trama della Messa Laica fabiofaziana non cambia mai. Di fronte a un comico, sia esso realmente dissacrante (Albanese) o sguaiatamente innocuo (Littizzetto), Fabiofazio si erge a pompiere, gesticola, si dissocia. Declina se stesso in caricatura, lascia che la sua spontaneita’ sia letta come sketch. Funziona perche’ e’ se stesso negando se stesso.

Se invece ha di fronte un ospite dotto, interpreta le vesti del fan perennemente abbacinato, del tifoso della Sampdoria che ad ogni gol agita il foulard (si noti: foulard, non sciarpa) come un bambino che fa «ooooh!» ogni volta che sale sulla giostra del Luna Park, anche se ormai e’ la settecentesima volta e conosce a menadito le impercettibili oscillazioni del volo a bassa quota. E’ un infante cresciuto, rimasto impigliato in un Viagra d’incanto, che non sai se reputare sincero, ingenuo o diabolicamente scaltro.

Guai a fare una domanda scomoda. Stonerebbe. Paragonato al parterre di cui dispone, Faziofabio e’ come un Diego Armando Maradona che colpisce solo di destro. Talento, e mezzi, sprecati. Dal Pibe de Oro al Chierichetto di Celle Ligure: poteva andarci meglio. A noi, piu’ che a lui.

Si’, perche’ in un momento nel quale il csx fa di tutto per adeguarsi al Berlusconismo pur di vincere (col risultato di perdere ancora di piu’), Fabiofazio e’ perfetto come Arcivescovo della Chiesa Veltroniana. Certo, non ha votato alle primarie; certo, ha osato scrivere che «sono confuso: anzi, grazie al Pd ho scoperto di essere confuso da un bel pezzo» (meglio tardi che mai). Buffetti, non critiche. Tenere carezze al Palazzo di riferimento. Del quale, ovviamente, non butta via niente. «Stimo moltissimo Veltroni, non capisco la storia del buonismo? Il contrario del cattivismo? E non capisco questa mania di voler mettere a tutti i costi uno contro l’altro D’Alema e Veltroni. Veltroni rappresenta la sx che abbiamo sempre sognato e mentre lo affermo dichiaro che anche D’Alema e’ uno statista clamoroso, importantissimo, bravissimo».

Se Fazio fosse il leader del Pd, per prima cosa farebbe una Bicamerale con B, e subito dopo lascerebbe interamente confluire il partito nel cdx: cosi’, per solidarieta’ nazionale. Per amor patrio. Per eccesso di zelo. Veltrusconista, direbbe Beppe Grillo. Quel Grillo che gli rinfaccia di essere stato troppo tenero con Veronesi sugli inceneritori. Quel Grillo di cui Fazio ha detto: «Sono piu’ pessimista di lui». Quasi a dire: sembro buono, ma in realta’ so cose che voi umani neanche osate immaginare. Ad esempio che non c’e’ speranza.

E qui si entra nell’ultimo aspetto della fenomenologia di Fabiofazio: la latente doppia personalita’, Dottor Fonzie e Mister Ricky Cunningham – ovviamente, come tutti i «leader di sx», Fazio si e’ vantato di essere cresciuto guardando Happy Days, che per Nanni Moretti (in Aprile) e’ una di quelle cose che «non c’entra ma c’entra» con il depauperamento culturale della immarcescibile nomenklatura sinistroide (piu’ che sxta) di cui Fabiofazio e’ parte integrante, nonche’ simbionte.

Il Fabio dominante e’ quello sussiegoso, che nelle interviste ricorda amenamente, col consueto feticcio per la nostalgia a prescindere (vanno bene tanto un Hulk che un Cugino di Campagna per commuoversi), come sua madre lo vestisse – «abito grigio cangiante, capelli lunghi, cravatta di pelle blu» – prima di andare dalla Carra’ a Pronto Raffaella. E’ un Fazio pentecostale, che al Messaggero non ce la faceva a parlar male dei programmi che non gli piacevano, cosi’ misericordioso da beccarsi la pitiriasi quando lo accusarono (ingiustamente) di abusivismo edilizio. Un Fazio mai abbaiante, sempre gaio: Sunday, Monday, Happy Days.

Poi pero’ c’e’ l’altro Fazio, il non dominante, con la sua vocazione a imitare (e qui si torna all’imprinting) Luttazzi. Una tendenza nata fin dal 1990, quando Luttazzi preparo’ a Banane (Tmc) uno sketck in cui Marzullo intervistava Hitler e Gesu’. Il produttore Sandro Parenzo censuro’ la gag, che fece poi – edulcorandola – Fazio: alle sue spalle, c’era pure l’orologio di Luttazzi.

Nel 2001, Luttazzi porto’ in Italia il format del David Letterman Show, intervisto’ Travaglio a Satyricon e – a differenza di altri – non solo non si dissocio’, ma solidarizzo’ con il giornalista. A quel punto Fazio «non si fece scrupolo», ha scritto Luttazzi, «di approfittare della mia defenestrazione politica per rubarmi l’idea in blocco». Ovvero un Letterman all’italiana. Cioe’, no: un Letterman alla Fazio. Un Letterman senza Letterman, un Fazio con Fazio.

Il grado ultimo del paraculismo d’essai: dal partito liquido veltroniano alla tivu’ gassosa faziosa. Analcolica come una SevenUp, persistente come un Tavernello bianco.

Nel mezzo, l’ennesimo capolavoro mediatico: l’aver fatto credere a lungo, con il placet di politici (Fassino) e giornali (Repubblica), che nell’ukase bulgaro del 2002 il terzo censurato – accanto a Biagi e Santoro – fosse Fazio. Siamo al parossismo: la censura sognata. Il martirologio immaginario.

In realta’ Silvio B non ha neanche mai lontanamente pensato a Fabiofazio come a un avversario. Puo’ detestare alcuni ospiti, non Fazio. Perfino il format di Che tempo che fa e’ ora in concessione a B (Endemol). In merito, dopo le iniziali perplessita’ («E’ un’ipotesi che mi impressiona molto, per uno come me che crede che esiste il conflitto di interessi e’ un bel problema»), Fazio neanche 7 giorni dopo ha risolto lo struggimento: la sua unica condizione e’ la liberta’ autoriale, «a queste condizioni continuerei per i prossimi dieci anni».

Gia’ nell’80 B voleva scritturare Fazio. Il conduttore ha raccontato di avere rifiutato 150 milioni per Risatissima e Drive In, lasciando intendere che fu un atto di eroismo perche’ in Rai prendeva 80 mila lire a puntata. Diversa la versione di Dagospia: «A meta’ anni Ottanta, sotto raccomandazione del Partito del Garofano, Fabio Fazio incontro’ Silvio B in via Rovani a Milano. Il Berlusca gli propose di entrare a far parte del cast di Premiatissima, show della rete ammiraglia del suo Gruppo (allora Fininvest). Si racconta che Fazio – forte della sua raccomandazione – pretendeva pero’ di avere addirittura la conduzione, ma dopo averlo sperimentato ad una soiree di Capodanno tenutasi a Campione d’Italia, l’idea venne abbandonata».

Dici Garofano e pensi a Craxi. Quindi alla «querelle militare». Nel maggio del 2007, Luttazzi ha raccontato che Fazio gli aveva rivelato di non aver fatto il militare grazie a una raccomandazione di Craxi. L’ammissione era avvenuta di fronte a piu’ persone, nel 1992, durante T’amo tv (Tmc).

Conduceva Fazio, tra i comici c’era Luttazzi. Che, a un certo punto, fece una battuta sui militari. Fazio blocco’ tutto e gli chiese di non ironizzare sul tema. «Perche’ l’ho raccontato?», ha spiegato Luttazzi. «Perche’ il tema iniziale era la sua paraculaggine infinita».

Fazio l’ha presa malissimo. Ancor piu’ quando Antonio Ricci (che lo detesta) gli ha fatto consegnare il Tapiro. Di fronte a Valerio Staffelli si e’ mostrato monumentalmente stizzito, minacciando che «non vi autorizzo a mandare in onda» (ovviamente e’ andato tutto in onda). Di fatto non ha mai contraddetto efficacemente Luttazzi. Men che meno querelato. Ci ha solo scherzato piccatamente sopra: «Chiesi la raccomandazione a Reagan e Gorbacëv, poi cadde il Muro e fini’ li’». Variante ridanciana della smentita che non smentisce.

Questa ciclicita’ di intrecci Fazio-Luttazzi ha del freudiano. Quasi che, sotto le caste vesti, si celasse un rivoluzionario disatteso. Lo conferma il sogno recondito di Fazio: «Mi piacerebbe fare un colpo di testa, andare in televisione e dire una cosa pazzesca. Poi sparire per sempre».

Piu’ facile che Sandro Bondi scriva una bella poesia.

…I panini di Jovanotti non hanno sapore (non per nulla e’ vegetariano e quasi astemio). Per questo Chef Lorenzo piace a Veltroni: perche’ e’ insipido. L’ovvio di Walter, piu’ che del popolo. Perfetto come nuovo inno del Partito.

Troppo ambiziosa, quasi onirica, La canzone popolare di Fossati. Meglio, molto meglio Mi fido di te, a partire da quella strofa involontariamente auto-cassandrica: «Mi fido di te, cosa sei disposto a perdere?». Risposta: di sicuro le elezioni.

..

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Fischi, ma anche denunce. Nel suo discorso, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi ha fatto presente che, dal 23 luglio del 2008, giorno dell’incontro con il sottosegretario Gianni Letta, in merito al risarcimento delle vittime nessun passo in avanti è stato fatto. Bolognesi ha sottolineato come «anche la richiesta di un incontro per un bilancio della situazione viene sistematica ignorata». I parenti si sono rivolti anche al premier Silvio Berlusconi, ricevendo una risposta limitatamente alla sola definizione delle ricostituzioni delle pensioni senza una data certa». Per Bolognesi, insomma, «è deprecabile che questo Governo, come il precedente, in occasione degli anniversari dichiari la propria disponibilità a risolvere le problematiche in sospeso e dare immediata attuazione alla legge, ma se ne dimentichi sistematicamente il giorno dopo». Un comportamento, ha proseguito dal palco il presidente dell’associazione, che «la dice lunga sulla sincerità delle dichiarazioni governative che vengono fatte alla vigilia e durante gli anniversari». Ancora: «Nel nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi, sono state eseguite 14 stragi; in nessuna si è arrivati
    ai mandanti e agli ispiratori politici; delicate istituzioni dello Stato hanno operato in tutte, in modo attivo, per impedire ai giudici di giungere alla verità. La sensazione è che non si è arrivati a colpire i mandanti perchè non si dovevano colpire. Erano protetti. E lo sono tuttora. A questo
    proposito, sarà il regolamento per il segreto di Stato a misurare la volontà di questo Parlamento per il raggiungimento della verità» .

    http://www.ilsole24ore.com

    vogliamo pure rassegnarci a non vedere condannati i colpevoli, ma possibile che in 29 anni non si è riusciti a stanziare almeno un risarcimento materiale alle vittime e ai famigliari?

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 3, 2009 @ 5:20 pm | Rispondi

  2. Thanks very interesting blog!

    Commento di Спортске вести - фудбал — giugno 4, 2012 @ 9:53 pm | Rispondi


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