Nuovo Masada

luglio 11, 2009

MASADA n° 953. 11-7-2009. STORIA DELL’IPNOSI – PARTE 2

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« Se per mezzo dell’ipnosi lo spirito cosciente fosse indotto al sonno e fosse al tempo stesso risvegliata la sua parte subcosciente, il problema sarebbe risolto, le carceri della mente spalancherebbero le loro porte e i prigionieri ritornerebbero alla luce del sole. »
(Jack London)

Origini storiche nel 700 europeo: Mesmer,Cloquet

L’ipnosi e’ una pratica molto antica, ma nella storia della medicina occidentale si comincia a parlare di ipnosi dal 1766 con MESMER, un medico viennese, che non usava tecniche suggestive legate alla parola ma accarezzava il paziente fissandolo negli occhi.
Mesmer ipotizzava un fluido magnetico che permeava tutto l’universo e irradiava dai pianeti. Le qualita’ di un corpo dipendevano da concentrazioni diverse di questo fluido, che poteva dilatarsi o contrarsi. La malattia era uno squilibrio di questo fluido vitale.

Passando una calamita o il palmo della mano sulla parte malata, egli pensa di riequilibrare il flusso del fluido riportano la salute. Mesmer pensava anche che nell’ipnosi ci fosse un fluido magnetico che passava dall’ipnotista all’ipnotizzato.
Egli creo’ una terapia che si basava tanto sull’uso del magnete quanto sulla pranoterapia dell’ipnotista. Usava anche bastoni d’oro.
Diceva che il fluido magnetico e’ come il flusso elettrico, che si puo’ mandare a distanza.
Egli fissava intensamente il malato, lo toccava con bacchette d’oro o con un bastone col manico d’oro (magnetismo minerale), o lo accarezzava con le mani (magnetismo animale).
La sua teoria del magnetismo ebbe un rapido successo e Mesmer ne fece uno spettacolo molto richiesto nei salotti che alla fine divento’ una vera e propria moda molto ricercata dalle fanciulle e dalle dame dell’alta societa’ che facevano a gara per essere ipnotizzate. Mesmer usava metodi quasi erotici, sedeva davanti a loro ginocchia contro ginocchia, fissandole profondamente negli occhi, accarezzava le loro gambe e con questi ‘passi’ le porta fino allo svenimento. Alla societa’ puritana del tempo la cosa sembrava scandalosa e attraente allo stesso tempo, tanto che le seriose associazioni mediche insorsero.
Mesmer praticava anche terapie di gruppo, con una gran messa in scena: in una sala oscura c’era una grande vasca in cui erano disposte bottiglie piene d’acqua magnetizzata, i pazienti stavano attorno alla vasca, Mesmer passava silenziosamente tra loro sfiorandoli con la bacchetta ed essi scoppiavano in scene isteriche, pianti, risa in un contagio collettivo (come avveniva tra le isteriche di Charcot); se qualcuno entrava in convulsioni, altri lo imitavano con situazioni di isteria collettiva, e ogni tanto qualcuno guariva miracolosamente. A un certo punto desto’ scalpore la storia di una ragazzina isterica che avrebbe riacquistato la vista.
Qualcosa probabilmente succedeva, non tanto per la vasca miracolosa o il fluido mesmeriano quando per la suggestione di gruppo. Alla fine tutta l’Europa parlava di Mesmer e nel 1784 il re di Francia nomino’ due commissioni per indagare sul fluido misterioso scegliendo i migliori scienziati del tempo (Franklin, Lavoisier, Bailly…), che conclusero che i fenomeni erano immaginari e che non esisteva nessun magnetismo. Cosi’ tutto decadde e l’unico risultato interessante fu che dell’ipnosi si comincio’ a occupare la scienza ufficiale.

Nel 1829 il chirurgo CLOQUET asporto’ un tumore mammario a una paziente in ipnosi. Si poteva ordinare al paziente di non sentire il dolore e operare senza anestesia, anche senza la messa in scena di Mesmer. Cio’ era molto era interessante. L’ipnosi poteva inibire i percorsi del dolore.

Mesmer ebbe discepoli importanti, ma in Francia la scienza ufficiale respinse la sua teoria, che invece venne accettata in Germania e addirittura insegnata in Germania all’Universita’.

Anestesia in medicina

Ho visto un filmato recente con dolorose gastroscopie fatte in ipnosi: il paziente e’ in piedi, il chirurgo gli fa una breve suggestione ipnotica, poi infila nella sua gola il cannello senza che questi dia segni di fastidio, di vomito o tosse. Poiche’ io ho fatto una broncoscopia con molta sofferenza, sono rimasta strabiliata.
Si e’ pensato ai vantaggi di evitare anestesie in pazienti affetti da disturbi cardiaci o respiratori.
Ma anche un parto complesso puo’ essere facilitato, abolendo il dolore, con la gestante che ubbidisce ai comandi del ginecologo e non viene addormentata senza subire i rischi di una epidurale. Il dolore puo’ produrre contrazioni muscolari indesiderate che possono complicare il parto e l’ipnosi potrebbe alleviare fatica e dolore. Tecniche suggestive o auto suggestive di preparazione al parto per abbassare lo stress possono essere applicate negli ultimi mesi di gravidanza.
L’ipnosi del momento del parto non assicura l’assenza del dolore ma permette un travaglio piu’ rapido e fa percepire il dolore in modo piu’ tranquillo. Uno studio australiano aggiunge ai vantaggi dell’ipnosi un accresciuto tasso di parti naturali e una diminuzione del ricorso all’ossitocina, sostanza che stimola la contrazione dei muscoli lisci dell’utero.

Oltre ad alleviare i dolori del parto, l’ipnosi puo’ avere vari usi terapeutici, dal dolore cronico, alle fobie, agli stati ansiosi, ai porri, a certe malattie della pelle di origine psicosomatica come la vitiligine (macchie bianche) o la psoriasi. Ma gli usi sono infiniti: con l’ipnosi si possono dare induzioni per far smettere di fumare o per far mangiare meno persone obese. Anche nello sport la si puo’ usare per migliorare le prestazioni atletiche.
L’ipnosi ovviamente deve essere praticata in condizioni ottimali, da medici esperti iscritti a una categoria particolare. In Italia questi medici in grado di ipnotizzare sono un migliaio e gia’ un milione di pazienti ne ha usufruito,
L’Amisi, l’ Associazione medica italiana per lo studio dell’ ipnosi ha sede a Milano. L’Italia e’ stato il primo Paese europeo a riconoscere per legge l’ ipnosi come tecnica psicoterapica. Oggi possono praticarla medici e psicologi che seguono corsi riconosciuti dal ministero, come quelli promossi dell’ Amisi e della Sii, la Società italiana di ipnosi con sede a Roma. La crescente popolarita’ dell’ ipnosi si spiega con il fatto che oggi si tende a privilegiare le psicoterapie brevi che richiedono poche sedute, a differenza della psicoanalisi che puo durare anni, risultando impegnativa e costosa.
Le tecniche italiane derivano a quelle di Erickson sono diverse dall’ ipnosi classica, dove l’operatore usa la suggestione e induce nel paziente uno stato di trance profonda.
L’ ipnosi comporta una modificazione dello stato di coscienza di cui il paziente ha memoria e controllo: questo stato di trance permette all’ inconscio di esprimersi piu’ liberamente e accelera i tempi della psicoterapia. Il paziente, cioè, impara a modulare le sue sensazioni e a gestire quello che gli succede.
Che l’ ipnosi provochi modificazioni non solo nel comportamento, ma anche nel cervello lo ha dimostrato il canadese Pierre Rainville con uno studio sul Journal of cognitive neurosciences. Grazie a tecniche di imaging cerebrale, come la tomografia a emissione di positroni, egli e’ riuscito a fotografare l’ attivita’ di alcune aree del cervello in una ventina di pazienti sottoposti a ipnosi per il controllo del dolore. L’ attivita’ neuronale risultava aumentata nel cingolo, struttura cerebrale che ha a che fare con l’ attenzione e con il controllo del movimento, mentre si riduceva nel tronco cerebrale, area del cervello che stabilisce la distinzione fra corpo e ambiente, uno stato paragonabile a quello in cui si entra prima di addormentarci, in cui e’ possibile rimuovere blocchi emotivi e recuperare la memoria di comportamenti corretti che permettono al paziente di affrontare il suo problema.
Il primo a introdurre l’ ipnosi in Italia, negli anni Cinquanta, come tecnica di preparazione al parto e’ stato il ginecologo e psicoterapeuta Giampiero Mosconi, presidente dell’ Amisi e autore del libro «Questa è l’ ipnosi», appena edito da Mef. «Sotto ipnosi la donna rimuove le paure che la cultura ha costruito attorno al parto, impara ad ascoltare i segnali del corpo e ad assecondarli in modo da controllare il dolore.
Esiste anche un Drg, cioè un codice di rimborso del sistema sanitario nazionale, per la psicoterapia ipnotica che e’ considerata una prestazione medica. Ma non tutti gli ospedali italiani si comportano alla stessa maniera.
Negli ospedali di Varese e di Rho (Milano), si prepara al parto e al «Mauriziano» di Torino si affrontano con questa tecnica problemi legati alla sfera sessuale. Altrove l’ipnosi e’ del tutto assente.
All’ipnosi usata in sala chirurgia o sala parto dedicarono molta attenzione i medici russi, ma non sappiamo molto delle loro ricerche e in Italia sono ancora pochissimi gli ospedali che usano l’ipnosi per alleviare il dolore o anestetizzare.

Il marchese de Puysegur

Tra gli allievi di Mesmer ebbe notoritea’ DE CHATENET, MARCHESE DI PUYSEGUR, che descrisse il sonno medianico e i suoi caratteri: rilassamento, abbandono, passivita’, sonnolenza, amnesia spontanea… Il marchese stava sperimentando le suggestioni mesmeriane su un giovane contadino e si accorse che questi era caduto in una situazione ipnotica, in cui parlava al marchese come a un suo pari, ma svegliandosi aveva dimenticanza di quello che diceva. Chiamo’ questa condizione ‘sonnambulismo artificiale’.
Il soggetto sembrava addormentato ma obbediva agli ordini ricevuti.
Il metodo del marchese era diverso da quello di Mesmer. Mesmer portava il soggetto a crisi isteriche o convulsive, il marchese invece lo faceva rilassare. A seconda del procedimento usato si avevano risultati diversi. Da subito si scopri’ che in certi soggetti l’alterazione prodotta dall’ipnosi amplificava i poteri paranormali.

Ipnosi e telepatia

Milan Ryzl, fisico e chimico cecoslovacco, con l’ipnosi, ha potenziato le facolta’ paranormali dei soggetti coinvolti: “Erano persone assolutamente comuni e sono state in grado di riconoscere paranormalmente oggetti nascosti o carte Zener. Riuscivano a vedere da lontano scene che si svolgevano in luoghi distanti e le descrivevano senza uscire dal mio laboratorio”. Il suo libro di chiama ‘Ipnosi ed Esp” e puoi leggerlo intermente su internet a

books.google.it/books?id=RmjcsN0w0_8C&dq=Milan+Ryzl+ipnosi&printsec=frontcover&source=bl&ots=_rdpQQKEp0&sig=uhzTxdRBMG4Dd5846MhrzXIDl7E&hl=it&ei=25tYSuS9LJSmnQP7qdHdCQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2

Io ho visto Erica Fuchs, la figlia del piu’ famoso mago tedesco, Eric Jahn Hanussen, un grande sensitivo chiaroveggente che fu utilizzato anche da Hitler e poi fu fatto uccidere da lui dopo che aveva predetto la sua fine; questa signora sotto ipnosi sputava chiodi. Nel suo caso l’ipnosi era stata usata in Svizzera per farle perdere peso ma quando la signora era in questo stato produceva questo fenomeno stranissimo di chiodi che venivano sputati nascendo non si sa da dove, come fossero apporti interni.

Ed ho sentito una signora svedese che, quando veniva messa in una ipnosi leggera, incorporava lo spirito di cantanti defunte e cantava con la loro voce in modo meraviglioso e nelle loro lingue originali, per quanto in condizioni normali la signora fosse stonata, avesse una scarsa ampiezza vocale e non conoscesse lingue straniere. Questa signora aveva avuto un incidente terribile da cui era uscita molto lesionata e con gravi situazioni di dolore nel corpo. Aveva preso a frequentare un centro dove le praticava massaggi e sedute di rilassamento. Durante una di queste era andata in trance e aveva preso a incorporare personalita’ di cantanti defunte, cantando come loro. L’ho sentita incorporare, tra le altre cantanti, la Callas e cantare in modo sublime una Ave Maria che fece venire giu’ il teatro dall’entusiasmo per quanto la voce era pura e bella.
In ipnosi alcuni soggetti manifestano telepatia e chiaroveggenza. Infine l’ipnosi regressiva produce fenomeni molto interessanti.

L’abate Faria- Esdaile – Elliotson – Braid – Libeault e la scuola di Nancy- Bernheim

Un altro allievo di Mesmer fu l’ABATE FARIA, che studio’ sonno e ipnosi e le differenze individuali dei vari soggetti. Secondo lui le donne erano piu’ suscettibili all’ipnosi, come le persone impressionabili o isteriche, o chi era stato ipnotizzato altre volte. L’allenamento alla suggestione creava soggetti facilmente impressionabili.
La sua tecnica era diversa: faceva sedere comodo il soggetto a occhi chiusi, dicendogli di dormire. Se l’altro non era suggestionabile, gli metteva davanti una mano aperta, avvicinandola lentamente oppure lo toccava leggermente sul viso e sul corpo imponendogli di dormire. Una volta addormentato, dava ordini ai vari organi del corpo producendo allucinazioni sensoriali.

Il mesmerismo fu studiato anche in Inghilterra con una intensa sperimentazione da parte di grandi medici che ripresero i tentativi di operare con anestesia indotta eseguiti da ESDAILE in India. A Calcutta c’era nel 1850 un ospedale mesmeriano dove si praticava il parto in ipnosi. Poiche’ le operazioni del tempo erano senza anestesia e cio’ causava molte morti, poter inibire il dolore era un grande successo, tuttavia la cosa non venne accettata, e anche il piu’ grande medico inglese ELLIOTSON fu censurato pubblicamente per le sue ricerche. Non ci fu il riconoscimento che ci saremmo aspettati e alla fine del 1800 la scoperta degli anestetici volse in modo diverso la ricerca.

Nel 1800 il chirurgo inglese BRAID comincio’ a studiare l’ipnosi collegandola al sistema nervoso. Fu lui a introdurre il termine ‘ipnotismo’. ma solo per quello che lui chiamava sonno lucido o sonno nervoso. Parti’ da una teoria fisiologica ma fini’ per sottolineare l’importanza dei fattori psicologici; diceva che la mente si fissa su una sola idea (monoideismo) e la cosa riesce meglio in un quadro di credenze o aspettative.

In Francia LIEBEAULT pubblicava un libro sulle idee di Braid, mettendo in luce l’importanza della suggestione. Fondo’ la SCUOLA DI NANCY dove si ebbero notevoli guarigioni.
Nel 1882 a Nancy arrivo’ anche BERNHEAIM e poi altri finche’ si formo una vera scuola sull’ipnosi. Ormai era la suggestione il fattore principe dei fenomeni, un atto mentale per cui una idea entra nel cervello e lo domina in modo totalizzante.
I soggetti non erano tutti uguali nelle loro reazioni, alcuni erano piu’ suggestionabili, e la suggestione agiva con o senza sonno provocato.

Charcot e la Salpetriere- Bernheim

Le tesi di BERNHEIM vennero contrastate dal prestigioso neurologo CHARCOT, il grande professore della Salpetriere, che aveva idee diverse. La Salpetriere era un grande manicomio di Parigi dove finivano i reietti della societa’ e dove Charcot individuo’ una malattia che chiamo’ “isteria”. Secondo la sua teoria somatica, si poteva indurre una ipnosi, fisiologica solo con mezzi meccanici (anche Charcot usava la bacchetta e tecniche simili) e solo nelle isteriche o nei nevrotici. Quando il professore camminava nella corsia e toccava con la sua bacchetta le ricoverate, queste si ipnotizzavano come belle statuine in pose azzardate e alterate simulando misticismo o passione. Charcot induceva paralisi o cecita’ e miracolosamente ne guariva.
L’ipnosi era una alterazione sperimentale indotta, in cui distingueva tre fasi: la letargia, la catalessi e il sonnambulismo.
La fama di CHARCOT era cosi’ grande che l’Accademia delle Scienze gli dette ampi consensi ed egli divenne famosissimo in tutta Europa. Si andava alla Salpetriere in pellegrinaggio a vedere il grande Charcot che manovrava le sue isteriche come burattini.

Ma BERNHEIM dimostro’ che la tesi di Charcot era falsa. Non era vero che il sonnambulismo fosse sintomo di isteria, si poteva indurlo anche in persone normali con la sola suggestione, bastava far chiudere gli occhi e usare la voce in modo appropriato. Le tre fasi non si presentavano, a meno che uno non le richiamasse apposta, le pazienti che Charcot presentava erano sempre le stesse e di preparavano come a una rappresentazione, alcune erano diventate delle star davanti al pubblico degli allievi.
Bernheim osservo’ 6700 casi ed ebbe le tre fasi suddette solo in una paziente della Salpetriere. La teoria di Charcot era inconsistente. Ma gli scienziati, che avrebbero accettato volentieri una teoria di ipnosi somatica, si rifiutarono di accettare teorie basate sull’immaginazione e cosi’ di ipnosi si parlo’ sempre meno.
Eppure, in quegli stessi anni, si era destato in Europa un forte interesse per molti fenomeni particolari: la suggestione, il sonnambulismo naturale, quello artificiale o ipnosi, la scrittura automatica, la letargia, la catalessi, lo spiritismo, la trance medianica.
In quel tempo Jung, studente di psichiatria, fa la sua tesi di laurea sulle trances della cugina medium considerandola una isterica.
Le tecniche di suggestione, che erano sempre esistite nello sciamanesimo e nella magia, entravano in qualche modo anche nella teoria medica ma con scarsi risultati. Ma qualcuno aveva pensato che con l’ipnosi si potessero curare le nevrosi e Freud riprese questa idea quando apri’ il suo studio a Vienna.
Con la morte di Charcot, nel 1893, l’interesse per l’ipnosi si spense.

Sigmund Freud

Tra gli studenti della Salpetriere venuti ad ammirare il professor Charcot che dava spettacolo con le sue isteriche c’era il giovane FREUD che passo’ sei mesi alla Salpetriere e ando’ anche a visitare anche la scuola di Nancy.
Tornato a Vienna, pieno di ambizioni, Sigmund Freud apri’ uno studio con l’idea di miracolare con l’ipnosi le malattie nervose delle ricche signore viennesi, tanto che nel 1895 scrive con BREUER ‘Studi sull’isteria’.
Freud prova a ipnotizzare le signore che vengono nel suo studio e a suggestionarle ordinando loro la scomparsa dei sintomi, ma scopre che come ipnotista non vale niente, la sua voce non va bene, le signore stese sul lettino non perdono coscienza, restano sveglie.
Freud deve cambiare sistema e, non sapendo che fare, chiede loro di parlare di cio’ che vogliono ed esse parlano dei loro sogni. Nasce cosi’ l’interpretazione dei sogni, cioe’ la psicoanalisi, col metodo delle associazioni automatiche.
Grazie ai consigli del suo amico BREUER, Freud sostituisce la terapia ipnotica con quella catartica, la purificazione del sintomo mediante l’ab-reazione delle emozioni rimosse. Ma anche la catarsi ha bisogno di suggestioni che Freud non riesce a indurre, per cui resta all’interpretazione dei sogni mediante associazioni libere. Quando il suo libro sistematico “L’interpretazione dei sogni” esce ai primi del 1900 viene preso per un libro esoterico e in 8 anni se ne comprano solo 600 copie.
Comunque Freud scopre che, anche cosi’ senza ipnosi, si stabilisce tra analista e paziente un rapporto particolare, il transfert, il paziente investe la sua carica erotica sulla persona dell’analista, che impersona una figura rappresentativa di amore-odio dell’infanzia.
Il fallimento di Freud come ipnotista spiega perche’ tutti i seguaci di Freud aborriranno in seguito l’ipnosi.

Pavlov

E’ a questo punto che arriva uno studioso russo: PAVLOV, che tra il 1911 e il 1926, studia i riflessi condizionati sugli animali quando sono in una sonnolenza parziale, e propone una tesi organicistica.
Egli realizza una grande interpretazione fisiologica dei fenomeni ipnotici, parlando di riflessi condizionati, che si creano quando viene ‘inibita’ una gran parte della corteccia cerebrale. Attraverso varie tecniche si puo’ inibire la corteccia cerebrale, salvo alcuni piccoli punti che restano svegli e attivi. E’ proprio perche’ questi punti sono pochi che la suggestione vi si focalizza in modo potente.
La suggestione e’ un riflesso condizionato, anzi e’ ‘il riflesso condizionato’ piu’ semplice e tipico dell’uomo.
E nell’uomo e’ proprio la parola che lo produce, con la sua eccezionale potenza suggestiva.
Grazie a Pavlov, la Russia fa molte ricerche sull’ipnosi.

Jung

Anche JUNG da giovane prova l’ipnosi e con ottimi risultati, perche’, a differenza di Freud era particolarmente dotato per ipnotizzare i suoi pazienti.
Una volta presenta agli allievi una donna che non camminava piu’, la ipnotizza e quella riprende a camminare. Si grida al miracolo, ma Jung se ne vergogna moltissimo e si ripromette di non usare piu questo mezzo perche’ la creatura umana deve essere rispettata e deve percorrere la strada della propria guarigione in situazione di consapevolezza e non inibita e passiva come un automa.
A poco a poco la psicoanalisi abbandona l’ipnosi come mezzo catartico, in quanto impedisce la partecipazione del paziente alla propria guarigione e dunque appare provvisoria, ambigua e instabile.

Oggi sussistono due forme di terapia con ipnosi: l’ipnoterapia e l’ipnoanalisi. Esse sono sconsigliate nella patologie gravi come le psicosi perche’ possono avere effetti devastanti.
L’ipnoterapia e’ induzione di sonno, una specie di rilassamento profondo guidato e puo’ aiutare con certe suggestioni pazienti alcoolisti o tossici.
L’ipnoanalisi puo’ indurre regressioni e far affiorare rapidamente sogni, simboli, memorie dimenticate, utili per la cura. Ma queste non sono vere situazioni ipnotiche quanto situazioni di profondo rilassamento.

JUNG studia l’ipnosi varie volte nell’arco di 60 anni. Parla di automatismo. Osserva che il fatto che la coscienza dimentichi i comandi postipnotici ma che essi tuttavia appaiono sembra provare che esiste uno spazio psichico al di fuori della coscienza, extracoscienziale, in cui possono entrare contenuti dell’inconscio o anche contenuti esterni, senza che la coscienza ne sappia nulla. Se la coscienza viene inibita, questi contenuti possono irrompere nell’Io.
Jung non ama l’ipnosi, pensa che i suoi successi siano effimeri, che non sia una terapia di durata ne’ una tecnica etica. Ci sono metodi per rieducare la volonta’ migliori e piu’ resistenti nel tempo. La creatura umana non e’ un cane da condizionare ma un essere libero che deve crescere.
Infine Jung teme la pericolosa dipendenza che si crea nel paziente nei confronti del terapeuta, il rapporto succube che puo’ sfociare in possesso sessuale. Tra medico e paziente si esercita una suggestione potente in quanto il medico afferma di possedere un sapere ‘altro’, e sovrasta per questo il paziente. Jung vuole invece che via sia parita’ e collaborazione, che l’uno si ponga davanti all’altro nella sua integrita’, che il paziente sia informato della cura, che possa criticarla.
Lavorera’ molto per sfatare il carisma del medico e il suo potere gerarchico. Il medico non deve mai prevaricare il paziente, perche’ e’ al suo servizio, rispettoso della sua liberta’ e del suo giudizio.
Mentre nell’ipnosi si produce un abbassamento del livello mentale e il paziente viene reso simile a un automa, in analisi si deve rispettare l’unicita’ assoluta del soggetto, la natura specifica del suo problema, la relazione preziosa di collaborazione tra medico e paziente, la sua dignita’ e liberta’.
Tanto piu’ medico e paziente si comprendono e operano su un piano di parita’, tanto meno scatta un transfert sessuale o di dipendenza, transfert che invece per Freud e’ essenziale. Per questo Jung dira’ fino all’ultimo che l’ipnosi e’ pericolosa, perche’ lede la liberta’, non rispetta la persona, riduce la cura all’alternativa “Chi dominera’ e chi restera’ dominato”.
Jung dice che, se accogliamo una suggestione, anche politica, e’ perche’ abbiamo una predisposizione verso questa. Nella suggestione il soggetto subisce un contagio psichico, scatta una identificazione con l’ipnotizzatore. Questo fenomeno si ha soprattutto in soggetti deboli, incapaci di stabilire reali rapporti affettivi, e cio’ vale anche e soprattutto per l’ipnotista. Chi non sa amare ha molto spesso bisogno di legare a se’ gli altri, magicamente, dominandoli. L’amore e’ sostituito col possesso.
L’uomo- dice Jung- cerca di imitare e questo e’ bene, perche’ sull’imitazione si fondano l’educazione, la scuola, la famiglia, lo stato…ma troppa imitazione diventa suggestione ipnotica, plagio, contagio mentale” . Tutto cio’ e’ deleterio, per questo l’uomo che soffre deve essere rispettato e non plagiato, deve prendere coscienza delle cause del suo disagio e procedere consapevolmente verso la propria liberazione.
Prendere coscienza della realta’ e’ una via etica degna di un uomo libero, essere suggestionati e’ una via passiva, che rendera’ schiavi.
Ma oggi viviamo in tempi di eccitata pigrizia, in cui l’uomo persegue il culto del ‘tutto facile’ e i venditori di rapidi miracoli prosperano.
Io credo che nulla che sia conseguito troppo facilmente abbia durata ne’ valore e penso che, salvo pochi casi di ipnosi terapeutica sussidiaria a terapie piu’ complesse in mano a medici e non terapeuti avventuristi, il resto siano fanfaluche, buone per un pubblico di bocca buona, avido di miracoli a buon prezzo e poco desideroso di sforzi personali. Quindi accetto una leggera ipnosi per guarire i porri o aiutare e fumare meno, ma sono molto perplessa sulle ipnosi miracolistiche fonti di business. Certo e’ che sappiamo poco della nostra mente e sarebbe l’ora di saperne di piu’.
Dove la mente si muove, il corpo si muove.
Se due omaccioni fanno irruzione a casa vostra, vi spaventano, vi imbavagliano e dicono che vi bruceranno con le sigarette accese e poi vi toccano con carta assorbente bagnata fredda, vi si formera’ una ustione. La mente riceve la realta’ virtuale ‘ustione’ e il corpo produce la galla. Allo stesso modo se vi bendano e vi dicono ‘mangia questa mela’ e vi danno una cipolla, troverete che quella mela e’ buona.
La mente spesso mente. E’ bene saperlo. Dicono gli Orientali: “Se vedi nella tua casa un serpente in un angolo buio, avrai un soprassalto di terrore, ma potrebbe essere solo una corda arrotolata”.
La mente crede molte cose che non sono vere, ma non e’ bene che la mia mente creda quello che vuole un altro per il suo vantaggio. E’ cosi’ che la storia ha spacciato corde per serpenti, e li ha chiamati streghe, ebrei, comunisti, negri, rossi… Il problema non e’ come farsi addormentare la mente, ci pensano anche in troppi, il problema e’ come restare svegli, lucidi e critici, senza farsi abbindolare ne’ in privato ne’ in pubblico, svelando i tranelli dei suggestionatori occulti, ma questo richiede molta fatica e diligenza.
Le uniche forme di suggestione a cui posso guardare sono quelle in cui io stessa mi riprogrammo meglio, riequilibrio le mie tempeste, domino le mie emozioni negative, riporto la calma dentro di me. Ma questa non si chiama ipnosi. Si chiama saggezza.

Spostamento del livello mentale verso il basso o verso l’alto

Jung distingue due tipi di spostamento della soglia della coscienza (abbassamento del livello mentale), verso l’alto e verso il basso, o meglio verso l’inconscio individuale e quello collettivo.
Immaginate una scena teatrale in cui un faro illumina solo gli oggetti al centro. Se questa luce forte (coscienza) si attenua, diventano visibili gli oggetti che stanno di lato, per es. da una parte gli oggetti psichici che la coscienza non controlla piu’ (rimosso o contenuti intrapsichici), e dall’altra quelli che non controlla ancora (contenuti extrapsichici).
In modo analogo i riti religiosi con le loro suggestioni possono abbassare il livello di coscienza per rendere visibili altre realta’ (estasi e visioni).
Jung non usa l’ipnosi, ma ‘l’immaginazione attiva’, fonte di immagini che si apre nel rilassamento guidato o nell’attivita’ artistica e in cui si manifesta vita l’inconscio collettivo.
Ma il mondo delle visioni puo’ aprirsi anche nell’esperienza ordinaria casualmente. A volte basta un lieve affaticamento, una alterazione febbrile, perche’ il livello dell’attenzione si abbassi e sorgano fantasie arcaiche e rigeneranti. Quando la nostra attenzione lascia la presa sulla realta’ esterna, lascia emergere immagini.
Se lo stress aumenta e diminuisce l’autocontrollo, possono uscire subpersonalita’, per esempio un uomo mite e tranquillo sotto una lieve alterazione fisiopsichica puo’ avere scatti incontrollati aggressivi per piccoli screzi normalmente inosservati.

Ma possiamo immaginare la coscienza come una stanza in luce che sta sopra una stanza sottostante e ha sopra un attico. Quando il livello di coscienza si abbassa, possono emergere contenuti da sotto o da sopra. Dalle cantine possono venire su energie senza controllo di tipo primitivo e viscerale, dall’attico possono apparire idee geniali, creativita’, illuminazioni, intuizioni, visioni paranormali.

Van Gogh rappresenta bene un artista che aveva spesso un abbassamento del livello di coscienza con emersione delle parti basse della personalita’ o di quelle trascendenti.
Con uno spostamento della personalita’ verso il basso possono emergere anche improvvisi desideri di piangere, scatti isterici, una malinconia senza senso, o viceversa un desiderio quasi carnale di passione per le cose, o un senso acuto di inutilita’ della vita.
Dal basso vengono contenuti aggressivi o distruttivi.
Dall’alto intuizioni idee, visioni a carattere stabilizzante.
Le tecniche legate all’immaginazione attiva (per es. le tecniche espressive artistiche) tendono non a indebolire l’io, ma ad arricchirlo integrando in esso nuove energie positive rigeneranti.
Mentre l’ipnosi o le tecniche suggestive non producono conoscenza, l’immaginazione attiva e’ produttrice di metamorfosi positiva, di evoluzione, come la meditazione.
Il soggetto liberato non sprofonda nell’inconscio inferiore ma assimila l’inconscio superiore.
Se l’ipnosi eteroindotta richiede un abbandono totale della volonta’ e della liberta’ che vengono rimesse al potere dell’ipnotista, l’autoipnosi e ancora di piu’ la meditazione rientrano invece in un percorso liberamente scelto di pace o di crescita spirituale. L’individuo non abdica la propria volonta’ a quella discutibile di un altro, ma esercita il controllo di una parte della sua mente sull’altra o di una super mente sulla mente ordinaria.

Autoipnosi e meditazione: illuminazione o crescita d’anima

Potremmo fare l’ipotesi che oltre la coscienza esista un altro spazio ricettivo e creativo e che certe forme di rilassamento profondo possano accedervi.
Nell’autoipnosi il soggetto e’ in grado di fare un profondo rilassamento autogeno che rilassa le onde mentali, raggiungendo una posizione di pace. In genere questo diventa piu’ facile dopo un allenamento alla meditazione guidata o al training per esempio yoga. L’autoipnosi sfocia nella meditazione di tipo orientale quando e’ mirata.
Mentre il training tende solo a operare un rilassamento terapeutico della mente staccandola dai problemi esterni e interni, producendo una sospensione temporanea dallo stress, quindi ponendo il soggetto in uno stato di benessere, la meditazione vera e propria va oltre, in un processo di crescita spirituale, ed e’ bene che si situi in un contesto filosofico-religioso che parta da convincimenti metafisici, secondo una credenza spirituale globalizzante.
E’ solo all’interno di una fede vissuta con rigore che la mente ordinaria si illumina a poco a poco, allentando la sua presa nella realta’, fino a un punto in cui emerge una Mente Straordinaria, che travalica l’io del soggetto.
E’ la’ che l’autoipnosi o la meditazione possono diventare visione o estasi.
Dunque, mentre l’ipnosi e’ una situazione passiva in cui la direzione del vivere e’ temporaneamente ceduta ad un altro e solo su pochi precisi punti e non produce crescita ne’ progresso, ma puo’ servire per precisi scopi terapeutici (es. smettere di fumare), e mentre l’autoipnosi puo’ essere usata per indurre la calma, il sonno, o potenziare certi lati del carattere, la meditazione si situa in un percorso religioso, spirituale, molto piu’ ampio, di crescita d’anima.

Tecniche sportive

Abbiamo detto che le pratiche suggestive sono entrare nel training sportivo per migliorare le prestazioni atletiche e ormai fanno parte di un buon preparatore.
Si parla molto di doping nello sport, uso di sostanze chimiche per massimare i risultati, ma questo puo’ essere sostituito da tecniche mentali che non introducono negli atleti sostanze che li porteranno alla rovina.
Tecniche di suggestione sono oggi usate nell’allenamento sportivo con ottimi risultati e un forte miglioramento delle prestazioni. Fino a pochi decenni fa la preparazione era attuata solo con allenamento fisico, oggi si usano tecniche di rilassamento, di visualizzazione, di suggestione.
Si porta l’atleta a situazioni di rilassamento psico-fisico dove vengono ripetuti alcuni condizionamenti positivi.
Molti risultati si devono a LINDERMANN, medico e atleta, che grazie a suggestioni riusci’ ad attraversare l’Atlantico in 72 giorni con un canotto pieghevole (prova che era costata la morte di un centinaio di atleti); la prova era ardua, 72 giorni e 72 notti sempre seduto, a contatto con acqua salata, col timone da governare coi piedi anche dormendo, dovendo affrontare grandi tempeste, col rischio di allucinazioni insorgenti a causa della mancanza di sonno ecc.. L’atleta si era allenato su due comandi mentali: “Rotta ovest” “Ce la faccio”. Esse gli davano un senso di ‘sicurezza universale.’ L’allenamento fisico fu secondario rispetto alle autosuggestioni.

Autosuggestioni positive – Distensioni autogene

Molte sono le situazioni in cui autosuggestioni positive possono darci la vittoria, sciogliendo ‘l’ansia di partenza’, ‘il panico da palcoscenico’, ‘la paura dell’avversario’, ‘la paura dell’impotenza’ ecc. Con le suggestioni si sono diminuite le contratture e agitazioni alla partenza, quelle dovute a complessi di inferiorita’ o ad aspettative troppo alte, la rigidita’ degli arti, la debolezza nel giudicare la situazione, il nervosismo generalizzato, l’insonnia pre-gara, le coliti, la febbre..
Quando la calma e’ insegnata gradualmente e viene fissata con un’ultima suggestione pre-gara nasce una straordinaria sicurezza e l’atleta da’ il meglio di se’.
Oltre al training autogeno e alle suggestioni positive sono interessanti ‘gli esercizi anticipatori’, cioe’ se devi fare una gara, per es. una corsa a ostacoli, devi correrla mentalmente per dieci volte al giorno per dieci minuti ogni volta, cosi’ si programma la mente come fosse un computer a pensare a una corsa perfetta, vincente, senza un errore e al momento questo sara’ cio’ che la mente fara’. L’allenamento mentale a vincere fa vincere.
Occorre ripetersi alcune formule fisse vincenti: Es. mi alleno con piacere e amore/Corro completamente sciolto, libero e fluido/Scatto veloce e fluido/ecc.
Si e’ misurata la forza di contrazione massima di un bicipite, e’ risultata di kg 1,8 dopo assunzione di alcool, kg 2,3 dopo adrenalina, kg 4,7 anfetamine, kg 9,1 ipnosi, kg 7,6 comandi postipnotici.
La superiorita’ dei mezzi psichici rispetto a quelli farmacologici e’ risultata evidente. L’ipnosi e’ il miglior doping, ed e’ naturale e consentita. Ne fanno prova le medaglie d’oro e d’argento conseguite.
Chi pratica la distensione autogena consuma meno energie e meno calorie rispetto a un individuo teso. Ne riceve un senso di benessere. Affronta meglio i propri compiti, scioglie gli stati d’ansia.
Anche gli astronauti russi si riposano con pause di distensioni autogene.

Le scuole di ipnosi oggi abbondano, seguendo molte teorie possibili. Ci sono le scuole psiconeurolinguistiche, che insegnano a dare input positivi alla mente e le scuole che praticano il pranayama, cioe’ la tecnica del respiro, o altre vie yogiche.
La meditazione e’ una via molto importante. Si impara a meditare prendendo possesso del nostro corpo, delle sue tensioni, dei suoi rilassamenti (si entra nella nostra realta’ sentendo la nostra pesantezza, il modo con cui il corpo e’ attaccato alla sedia, il calore del corpo, la sua capacita’ spaziale o ponderale).

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La prima parte di Ipnosi è

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INDICE STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

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