Nuovo Masada

giugno 11, 2009

MASADA n. 940. 11-6-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA. LEZIONE 10. SUGGESTIONE E IPNOSI

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(Questa e’ l’ultima di dieci lezioni tenute a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

L’ipnosi e’ uno stato modificato di coscienza di cui sappiamo molto poco e che per questo non andrebbe cercato perche’ presenta gravi pericoli.
Abbiamo due soggetti, uno passivo e uno attivo. Il soggetto passivo viene messo in uno stato in cui perde la sua vigilanza e puo’ solo ubbedire alle suggestioni indotte dall’ipnotizzatore. Questa situazione di perdita di vigilanza non e’ un ‘sonno’, perche’ mancano le variazioni fisiologiche del sonno, e non e’ una ‘trance’ perche’ manca la fenomenologia della trance, non ci sono comunicazioni con spiriti o viaggi astrali e non si acquisiscono conoscenze o poteri, si cade solo in una transitoria schiavitu’ mentale, ma puo’ essere anche una situazione da cui permangono comandi pos ipnotici che continuano ad agire anche dopo l’apparente risveglio.

L’ipnosi e’ un fenomeno ancora ignoto, non abbiamo nemmeno criteri per stabilire se il soggetto e’ in ipnosi o no, puo’ darsi che egli creda di essere stato ipnotizzato mentre non lo e’ stato o che ritenga di essere rimasto sveglio mentre era sotto ipnosi.
Noi potremmo pensare che l’ipnosi non ci riguardi a meno che non lo vogliamo. Ma il problema grave e’ che non si riescono a individuare i confini tra suggestione e ipnosi e purtroppo la suggestione ci riguarda tutti e tutti ogni giorno, i confini tra le due situazioni sono labili, percio’ tratteremo entrambi i fenomeni. Oltre a cio’ sono numerosissimi i casi di persone, specie anziani, che sono state ipnotizzate e poi derubate dopo aver aperto la porta a sconosciuti o addirittura per strada.
Per quel che riguarda le suggestioni continuo a cui siamo sottoposti, soprattutto dalla pubblicita’ commerciale, dalla propaganda politica e dalla tv, questo fenomeno e’ tanto piu’ allarmante per il fatto che ci investono a getto continuo e la nostra mente non possiede difese. Beppe Grillo diceva; “Abbiamo gli anticorpi per difendere il corpo dalle infezioni organiche, non abbiamo gli ’antimente’ per difendere la mente da quelle psichiche”.
I neurologi non sanno definire l’ipnosi, possono solo descriverla. Non ne trovano tracce nei potenziali corticali, nel ritmo delle pulsazioni, nella resistenza cutanea e negli altri dati di sistema. Sul piano scientifico mancano dati univoci su questo stato, la cui natura resta misteriosa.
Eppure si parla di ipnosi da tempo infinito. Un papiro egiziano del 3°sec. d.C. narra di un ragazzo che viene ipnotizzato fissando un oggetto brillante e nei templi greci di Esculapio o nei riti eleusini sicuramente si provocavano situazioni di suggestione.
Nell’ipnosi distinguiamo: il suono, la parola, lo sguardo, il gesto, la luce, e infine certi caratteri del suggestionato che presenta una propria disposizione a cadere in balia dell’altro, non tutti, infatti, siamo suggestionabili o ipnotizzabili. Lo e’ di meno chi e’ abituato a usare l’emisfero sinistro, chi e’ per abitudine molto critico, chi per temperamento e’ piu’ contro le idee altrui che a favore ecc.
Il suono puo’ essere ipnotico di per se’, si pensi al rumore di un treno o al ronzio delle auto da corsa quando guardiamo un Gran Premio alla tv.
Anche certe luci possono avere un effetto ipnotico, dissestando i circuiti cerebrali, come accade con certi videogiochi o le luci da discoteche o con tutte le luci intermittenti che creano dei black out cerebrali abbassando il tono dell’attenzione. Sappiamo, per es. che i soggetti epilettici non dovrebbero andare in discoteca perche’ le luci intermittenti possono scatenare la crisi. Le stesse luci abbassano la soglia di attenzione e ridurre i tempi di reazione, per cui ci aspettiamo che i giovani che escono da una discoteca abbiano ridotte capacita’ di guida. Lo stesso fenomeno delle reazioni rallentate si puo’ avere guidando di notte con scarsa visibilita’ incontrando fari che vengono nella direzione opposta, il fenomeno stesso della luce intermittente puo’ avere conseguenze negative sul guidatore.
La tv stessa, per il modo con cui il tubo catodico fa passare avanti e indietro la luce, il movimento dei fotoni, costituisce un potente strumento di ipnosi collettiva.
Ma anche la luce oscillante di una candela o il suo riflesso in uno specchio d’acqua puo’ provocare torpore. Nostradamus usava la luce tremolante delle candele, di notte, riflessa in un bacile d’acqua per provocarsi una autoipnosi.
Ci sono poi persone che hanno lo sguardo magnetico, e anche in natura sappiamo che lo sguardo dei serpenti ipnotizza gli uccellini e che ci sono persone il cui sguardo fisso e morto fa cadere in una leggera sonnolenza in cui puo’ passare piu’ facilmente un messaggio semplice e ripetuto che viene preso per vero qualunque sia il suo contenuto, anche il piu’ inverosimile.

In quanto al gesto, esistono dei gesti ipnotici che possono essere introdotti nel discorso senza che l’altro se ne accorga, sortendo effetti particolari. In natura osserviamo che, tirando una linea davanti alla testa di una gallina o di un gamberetto, questi animali risultano ipnotizzati. Il perche’ non e’ chiaro. Abbiamo evidentemente un gesto che li ipnotizza mandando in tillt i suoi circuiti cerebrali. Dunque e’ possibile che anche per l’uomo ci siano dei gesti che creano particolari black out mentali.
Probabilmente l’aura che circonda i gesti magici fin dai tempi piu’ antichi ha un qualche fondamento neurologico e qualche abile avventuriero moderno potrebbe conoscere questi trucchi e avvantaggiarsene. Hitler uso’ per i suoi manifesti le foto del piu’ grande mago del suo tempo. Hanussen, che muoveva il corpo e le mani in precisi modi suggestivi e col montaggio fotografico su questo corpo con questi gesti venne appiccicata la testa di Hitler. Sappiamo poi che costitui’ una commissione di specialisti che mando’ nelle piu’ remote parti del mondo, America, Tibet, Africa.. per studiare gli sciamani, gli stregoni, i grandi sacerdoti e carpire loro le tecniche di suggestione delle folle.

Si dice generalmente, tuttavia, che l’ipnosi si basa sulla parola.

La parola e’ un potente suscitatore di emozioni, stati d’animo e anche modificazioni di coscienza. Prim’ancora di trasmettere significati, e’ suono, dunque vibrazione, energia. La parola puo’ calmare la paura, lenire il dolore, suscitare la gioia, anche col suo solo torno; la mamma puo’ far dormire un neonato con la ninna nanna, puo’ farlo ridere o piangere o spaventare solo cambiando il tono di voce: il bambino non capisce le parole ma comprende benissimo i toni.
La voce e’ potere. Con la voce il sacerdote invita alla serenita’ della preghiera, con i canti magici il druido atterriva i nemici, li faceva piangere, ridere o dormire. La voce suscita emozioni. La parola e’ suono. Il suono e’ un variatore dell’energia psichica e fisica, un variatore cerebrale.

Molte delle modificazioni che sono indotte da suoni avvengono a livelli intrapsichici, subconsci o inconsci. Quando qualcosa sortisce effetto sotto il livello della coscienza, noi diciamo che e’ ‘subliminale’ (sub limine =sotto la soglia). Noi abbiamo delle soglie, minima e massima, oltre cui la percezione non arriva piu’ al cervello, si vedano per es. gli ultrarossi o gli ultrasuoni. Un segnale subliminale, visivo o auditivo, e’ sotto la soglia di percezione, l’organo lo riceve ma la mente non lo realizza. Per es., per vedere una immagine in un film occorrono 15 fotogrammi: se i fotogrammi sono meno di 15 l’immagine entra nell’inconscio ma non viene vista dal cervello, lo stimolo ci colpisce ma noi non ne siamo consapevoli.

Un messaggio subliminale puo’ essere trasmesso attraverso scritte, suoni o immagini che trattano un qualsiasi argomento che nasconde al suo interno, come in un codice cifrato, altre frasi o immagini diverse dal contesto iniziale che rimarrebbero inconsapevolmente nella memoria dell’osservatore.”

Si comincio’ a parlare di “messaggi subliminali” nel 1957 quando comparve il libro di Vance Packard “I persuasori occulti”. Poco dopo James Vicary fece uno studio in cui cerco’ di dimostrare che se una platea vedeva un film in cui venivano inseriti brevi messaggi subliminali come “bevi Coca-Cola” e “mangia popcorn”, aumentavano i consumi di questi prodotti. Se questo fosse vero, sarebbe possibile indurre gli spettatori della tv a votare per un certo partito o per un certo personaggio inviando alla loro mente dei messaggi subliminali. La tv funzionerebbe come un ipnotizzatore. Ma non e’ molto chiaro se questo accada davvero e in che misura.
Il nostro occhio riesce a mandare al cervello solo un certo numero di fotogrammi al secondo, il che vuol dire che, se l’occhio ne riceve di piu’, essi non arrivano al cervello. Restano inconsci. Sono stati fatti dei film in cui sono stati inseriti dei messaggi tra un fotogramma e l’altro, quel messaggio non arriva alla mente vigile ma tuttavia viene percepito. Come questa informazione arrivo’ al mercato, la pubblicita’ si butto’ sulla scoperta e in America si inserirono flash pubblicitari di pochi fotogrammi nei film. Oggi questo tipo di spot e’ stato vietato, ma chi puo’ dire che non sia ancora usato e quali ne siano gli effetti. Tutto quello che possiamo dire e’ che non esistono controlli.
La cosa e’ molto pericolosa perche’, in questo modo, si potrebbero imporre subdolamente consumi, ideologie politiche, comportamenti ecc.

Alcuni ricercatori hanno sostenuto di aver trovato messaggi “subliminali” anche nella musica, non solo messaggi subliminali politici o commerciali ma anche satanici o che istigavano alla depressione e al suicidio. Sono stati messi sotto accusa i Beatles, Queen, Led Zeppelin, Judas Priest, Eminem e altri. Ma e’ difficile dimostrare che la cosa sia attendibile.
Ma il fatto poi che alcuni brani musicali abbiano incorporati dei messaggi che si sentono solo girando il disco a rovescio rende inapplicabile qualunque ipotesi di induzione inconscia.

Nel mondo odierno noi sappiamo che ci sono leader politici particolarmente dotati che sanno sedurre in modo subliminale, usando un particolare timbro di voce o particolari tecniche di comunicazione. Alcune di queste cose sono naturali, altre dipendono da tecniche di tipo teatrale o pubblicitario.
Possiamo ipotizzare che alcune di questi voci predisposte alla suggestione siano voci naturalmente doppie, che hanno al loro interno una doppia scala di frequenze.
Per esempio Greta Garbo si appoggiava su note androgine leggermente inquietanti e cosi’ comunicava una doppia valenza sessuale, una agiva sia sulla parte maschile, un’altra su quella femminile dello spettatore, provocando una doppia seduzione. La stessa cosa avviene con Amanda Lear.
In genere le voci pericolose sono quelle che contengono delle modulazioni di tipo musicale, dei sotto echi, la cui sovrapposizione divide l’attenzione per la capacita’ tipica dall’orecchio di isolare e seguire i singoli suoni, e questa attenzione inconscia a un doppio registro agisce in modo da allentare le difese del cervello.
Di solito chi ha queste qualita’ vocali suggestive le ha per nascita, ma puo’ aumentarne l’impatto con tecniche e strategie apposite, che si perfezionano con studi di recitazione o conoscenze psicologiche.

Sicuramente la voce modifica la percezione di una persona.
Il potere di Hitler si baso’ fortemente sulla sua voce. Hitler, come molti leader politici, aveva studiato recitazione e si era molto occupato di tecniche di fascinamento e di magia. Che le sue doti di suggestione delle folle raggiungevano il massimo del successo non c’e’ bisogno di dimostrarlo.
I primitivi parlano tutti del potere del suono. Gli aborigeni australiani narrano addirittura di un urlo che uccide e in tutte le culture si parla del suono come di un grande potere. Gli siamani sono collegati agli uccelli, signori del suono che porta in alto, e portano spesso piume di uccello.
La magia e’ per eccellenza il luogo delle suggestioni in cui sono sempre stati presenti i sortilegi, le fatture fatte con la voce, le maledizioni… E dalle culture indiane e tibetane sappiamo il potente valore energetico dei mantra come nelle culture occidentali agiscono litanie, cantilene, inni sacri ecc..

I poteri della voce sono infiniti e cominciano ad agire su di noi fin da prima della nascita quando sono percepiti nel ventre materno. Prima ancora di nascere o di conoscere le parole, il feto e’ colpito e modificato dai suoni che riescono ad arrivargli. Questi suoni sono morfogenetici, cioe’ scolpiscono, modellano il suo corpo. (Interessantissimi a questo proposito i libri di Alfred Tomatis sulle reazioni all’ascolto).
La voce e’ vibrazione. L’energia e’ vibrazione. La voce e’ energia che fa vibrare altra energia e dunque la modella, la conforma. E, se gli scienziati non sanno comprendere l’ipnosi, e’ anche perche’ continuano a studiare l’uomo come materia e non sanno comprenderlo come energia.

L’ipnosi e’ una modificazione sottile dell’energia attuata soprattutto con lo sguardo, la voce e il tono.
In particolare la voce comunica direttamente con la mente da cui dipendono il corpo e la psiche. Potremmo dire meglio che comunica con un luogo particolare della mente: quello dove si creano le immagini matrici del nostro essere. Queste immagini possono essere virtuali ma prese per vere.
La voce e’ una chiave che penetra direttamente nei centri direzionali dell’uomo.
E l’ipnosi e’ un modo subdolo, traverso, di usare la voce per penetrare la mente di un altro e disattivarla in parte, rendendola succube ai voleri di un altro. Pertanto essa e’ una forte lesione alla nostra autonomia e liberta’ e deve essere trattata con molta cautela.

Noi siamo in stato di veglia quando siamo vigili, attenti, critici, capaci di valutare e di scegliere, il che, comunque, avviene molto di rado. Solitamente viviamo in un regime di dormiveglia, dove chi e’ piu’ sveglio di noi, puo’ vincerci o abbindolarci.
Ma l’ipnosi disattiva completamente il senso critico e riduce lo stato di vigilanza, dunque di autodifesa, ci riduce alla merce’ dell’altro. Ma il compito umano e’ svegliarci e difenderci, essere consapevoli e all’erta, non diventare schiavi di altre persone e servire i loro interessi.

Quando una persona dorme, il tronco encefalico si stacca con ricaduta del tono muscolare, il corpo e’ come morto, il soggetto non sente piu’ i messaggi deboli che provengono dall’ambiente esterno, non controlla piu’ i propri pensieri ed ha un abbassamento delle onde cerebrali. Ma tutto questo e’ registrato dalle onde cerebrali.
Invece con l’ipnosi il cervello del soggetto conserva apparentemente i caratteri della veglia, puo’ udire, parlare, muoversi, rispondere, pero’ si riduce la sua percezione globale e ambientale, con una restrizione del fuoco cosciente, la sua attenzione si restringe all’ipnotista e ai suoi comandi, ma lo strano e’ che il cervello presenta le onde cerebrali tipiche della veglia anche se il soggetto sembra essere in uno stato intermedio che fa vagamente pensare a una trance.

Possiamo distinguere tipi diversi di trance:
c’e’ una trance medianica, in cui il soggetto apre e limita la sua comunicazione a intelligenze sottili, che sembrano extradimensionali, e da cui sembra dipendere come canale o strumento, fino alla possessione;
c’e’ poi una trance sciamanica, in cui il soggetto si apre alla comunicazione con presunti spiriti che richiama lui stesso e che sembra in grado di dominare;
e possiamo parlare impropriamente di trance ipnotica, quando la comunicazione si restringe alla sola persona del suggestionatore.
Ma queste definizioni sono insoddisfacenti e i confini di queste categorie sono confusi. Nell’ipnosi noi sappiamo ben poco di cosa avvenga ma sappiamo che qualcosa sta avvenendo e in tutti i casi rischiamo invasioni indebite nella nostra mente e nella nostra volonta’.

La coscienza e’ lo stato lucido in cui esiste attenzione, valutazione, volonta’, liberta’, risposta consapevole. Il senso critico riceve, conosce, valuta e sceglie.
Il sonno e’ uno stato modificato in cui mancano questi requisiti.
Lo stato ipnotico sembra uno stato intermedio, crepuscolare (da creper = oscuro), posto tra luce e ombra, in cui abbiamo una limitata possibilita’ di attenzione, movimento e risposta, ma mancano senso critico e volonta’ e soprattutto manca la valutazione soggettiva di cio’ che sta succedendo.
Nell’ipnosi vera e propria il soggetto ipnotizzato sembra un automa, uno zombi nelle mani dell’ipnotizzatore, e riprende coscienza di se’ quando lo stato di ipnosi finisce; lo stato acritico sembra transitorio e non e’ molto chiaro se egli abbia amnesia di quanto gli e’ accaduto sotto ipnosi o se ne conservi qualche remota memoria.

Nei casi di suggestione, invece, non c’e’ perdita di memoria o passaggio brusco da uno stato all’altro, ma il soggetto sembra maggiormente modificato nelle sue valutazioni, come se vi consentisse, e puo’ entrare in uno stato di dipendenza mentale verso chi lo ha suggestionato fino al plagio, che e’ la totale perdita di liberta’ personale ed e’ un reato penale punito dalla legge. Nel plagio la sudditanza mentale e psicologica permane all’infinito. E’ un vero e proprio stato di schiavitu’ mentale, torbido e persistente, molto pericoloso. Si dice che nessuno puo’ essere ipnotizzato e convinto a fare atti che vanno contro la sua morale, ma questo non e’ vero affatto, purtroppo la situazione e’ molto peggiore dell’immaginabile e persone prive di scrupolo possono fare qualsiasi cosa alla mente umana e le possono far fare qualsiasi cosa, dal subire molestie sessuali a dare il loro intero patrimonio a commettere reati fino a indurre pesanti forme di depressione o di destrutturazione della personalita’, da ultimo l’omicidio anche dei propri figli o il suicidio.

Ci sono nel mondo e specialmente negli USA delle sette che tengono i loro adepti in uno stato di plagio, cioe’ dipendenza permanente, non solo rubano i loro patrimoni, ma possono costringerli a veri reati, si pensi alle sette sataniche, e in certi casi hanno spinto gruppi anche di centinaia di persone a uccidere se stessi e i loro bambini. Si vedano i 32 adepti del Tempio del Sole a Santa Cruz de Tenerife, salvati all’ultimo momento.
Il caso piu’ famoso fu quello, a Los Angeles, della setta satanica di Charles Manson che voleva punire i corrotti del mondo e uccise 5 persone, tra cui Sharon Tate, moglie del regista Polanski.
Il suicidio di massa piu’ impressionante fu invece quello di 911 membri della setta Tempio del popolo che si tolsero la vita col cianuro, tra loro c’erano 219 bambini. La comunita’ era stata trasformata in una vera prigione da cui nessuno poteva fuggire, pena la morte.
Nell’isola di Mindanao nelle Filippine si avvelenarono 60 persone con un pesticida pe ordine del Gran Sacerdote che aveva promesso loro la visione di Dio.
Nella Corea del sud altre 32 persone si avvelenarono o strangolarono altre.
In Texas 84 Darvidiani dettero fuoco alla loro fattoria mentre erano assediati dalla polizia.
In Vietnam 53 abitanti di un villaggio si dettero la morte sparandosi per raggiungere la felicita’ eterna promessa da un santone.
Abbiamo poi una setta neobuddista che sparse un gas micidiale nella metropolitana con 11 morti e 5.000 intossicati.
Questi casi sono moltissimi e hanno prodotto migliaia di morti.

Anche senza arrivare a questi estremi esistono nel mondo migliaia e migliaia di sette che inducono stati di sudditanza psicologica nei loro adepti, in modo da impossessarsi della loro volonta’, dei loro averi e della loro vita. In America il fenomeno e’ cosi’ diffuso che si sono creati centri di destrutturazione per rieducare le persone plagiate.
Del resto, anche in politica abbiamo visto frequentemente casi di suggestione di massa eclatanti, si pensi al nazismo.
La lunga epopea della lotta alle streghe fu una catastrofe in cui la Chiesa e la superstizione popolare indussero vere suggestioni di massa. Nel mondo dell’integralismo
islamico vediamo situazioni della stessa gravita’.
Anche in Italia la proliferazione di psicosette che inducono comportamenti di dipendenze negli iscritti ha destato la preoccupazione delle autorita’ (si veda Napolitano). Esse si presentano in genere come movimenti per lo sviluppo del potenziale umano o di super poteri (guarigione, autoguarigione, liberazione ecc.) e finiscono col mettere le mani sui beni dei loro iscritti. Esse ricorrono a sistemi scientificamente studiari per indebolire le difese psichiche dei soggetti, portarli all’ubbidienza, indurle ad atteggiamenti a critici e spillare loro denaro. I meccanismo di fascinazione producono veri e propri lavaggi del cervello (si veda Mamma Ebe o Vanna Marchi), brainwashing, allo scopo di tenerli legati e procurare nuovi proseliti. Alla fine questi soggetti sono indotti a rigettare i loro principi morali precedenti, a uscire dai loro gruppi famigliari, a dare i loro beni ai capi, a ubbidire loro, a conformarsi ai loro comandi ecc. Le psicosette possono operare una totale destrutturazione mentale degli adepti fino all’autodistruzione. Molti di questi capi sono psicologi o psichiatri abituati ad indurre una situazione di transfert in cui legano a se’ i pazienti in modo idolatrino, stimolando invece che l’autonomia, la dipendenza.
Ora noi non dobbiamo assolutamente permettere che questi fenomeni di dipendenza accadano ne’ li dobbiamo cercare. Per cui possiamo solo mettere in guardia coloro che cercano facili modi per sfuggire alla banalita’ della vita quotidiana, irretiti da miracolistici poteri magici o paranormali.
Il nosto compito esistenziale non e’ certo cadere nelle trappole di qualcuno o diventare meno coscienti.
L’ideale dell’uomo non e’ diventare schiavo ma fare di tutto per diventare libero.
E’ una questione di etica.
Dunque il nostro compito non e’ addormentarci bensi’ svegliarci. Dobbiamo essere vigili, autonomi, indipendenti e autoeducarci ad usare la nostra coscienza e il nostro senso di responsabilita’.
Coscienza viene da ‘cum esse, cum scire’, essere presente a se stesso, avere consapevolezza di se’, del proprio corpo, delle proprie emozioni, pensieri o volizioni.
La coscienza si collega all’autonomia e alla liberta’.
Coscienza e’ quella situazione ottimale in cui la persona si rende conto con sufficiente realismo di cio’ che accade e di cio’ che fa o di quello che le viene fatto e che dunque puo’ decidere lucidamente di conseguenza le proprie azioni o valutazioni.
Nello stato ipnotico eteroindotto, invece, la coscienza e’ oscurata. Il soggetto non valuta ne’ decide le proprie azioni o i propri pensieri, ma dipende da un’altra volonta’, ubbidisce ai comandi, come uno zombi, e’ schiavo del volere altrui.
E’ chiaro che questa situazione succube puo’ avere i suoi vantaggi per i tiranni politici o quelli religiosi o economici perche’ facilita il loro compito. Ma siamo fuori da un ambito di civilta’.
Possiamo dunque dire che il potere politico, religioso o commerciale, e’ sempre legato a forme di suggestione.

I caratteri tipici dell’ipnosi eteroindotta sono: riduzione del senso critico, suggestionabilita’, restringimento dell’attenzione che si focalizza sull’ipnotista, scomparsa del mondo circostante, dipendenza mentale e ideativa.
Ma lo strano e’ che, malgrado questo forte restringimento della coscienza, il tracciato elettroencefalografico resta identico a quello di una persona sveglia.
Dunque nell’ipnosi eteroindotta abbiamo un soggetto con tutti i valori fisiologici di una persona sveglia, che puo’ muoversi e parlare, ma e’ ricettivo solo nei riguardi dell’ipnotista, ubbidisce come un automa ai suoi comandi, reifica le sue parole, cioe’ le prende sempre per vere, e vive secondo le immagini che costui gli crea: se l’ipnotista gli dice’ che una sedia e’ un gatto, lui vedra’ un gatto. Non vivra’ in una realta’ reale ma in quella virtuale creata dall’altro.

Esiste anche una autoipnosi, che puo’ essere fatta allo specchio o mediante stati di autorilassamento e che ha caratteri diversi da quanto detto, e puo’ essere terapeutica, all’interno di pratiche molto simili a quelle della meditazione, per produrre calma o caduta di stati ansiosi o dolorosi, con limitazione della percezione di realta’ esterna, sedazione dell’ansia o distacco di quella interna. La possiamo trovare anche all’interno di percorsi religiosi e spirituali o sciamanici, in cui e’ il soggetto stesso per propria volonta’ il campo coscienziale e non si ha dipendenza da ordini esterni che possono ledere la sua autonomia.

In quell’istante intermedio non eravate svegli, cioe’ in luce, non eravate addormentati, cioe’ in buio, eravate in uno stato intermedio, crepuscolare, un leggero stato autoipnotico da cui potevate uscire a vostro piacere in ogni momento, eravate rilassati e vi siete autoindotti un piccolo restringimento della coscienza, che puo’ essere benefico e riequilibrante per la salute o per la mente, o puo’ anche indurre visioni di realta’ intermedie.
La stessa cosa potete farla fissando una candela o tenendo in mano uno specchio o una sfera di cristallo. Nostradamus si provocava uno stato di trance, la notte, fissando un bacile di rame pieno d’acqua alla luce tremolante delle candele ed e’ cosi’ che ha scritto le sue profezie. E’ come cadere in una leggera sonnolenza, ipnos vuol dire sonno, uno strano stato intermedio, produttivo, almeno di quiete, e qualche volta di visioni.

Ma c’e’ chi utilizza questa ipnosi autoindotta per avere visioni dei defunti, in una camera speciale, con effetti ombra/luce, e un grande specchio.
L’americano Maudy ha creato stanze particolari per questo, rifacendosi a rituali molto antichi. La divinazione o il contatto coi defunti attraverso lo specchio concavo e’ del resto pratica antichissima. Maudy porta i suoi visitatori a un livello di alterazione per cui essi vedono nello specchio i loro morti e parlano con loro (almeno cosi’ dice).
L’occhio e’ come l’obiettivo di una macchina fotografica, se accorciate la messa a fuoco rispetto a un oggetto, esso risultera’ sfocato, la stessa cosa si puo’ fare con lo sguardo e l’attenzione, sfocandole gradatamente e si puo’ vedere allora nell’invisibile.
Io sono stata molto malata nella mia vita, e da piccola ho passato mesi e mesi a letto in una stanza isolata con poca luce e mi sono allenata per gioco da sempre a ritrarre lo sguardo e a vedere quello che di solito non si vede. Usavo la pratica dell’autoipnosi leggera per leggere nella mente degli altri e spesso le immagini ricevute erano molto esatte, non solo cose che riguardano loro ma spesso anche persone di famiglia fino ai nonni e alle loro vite. Ma qui siamo nel terreno della veggenza.

Nell’ipnosi vera e propria, indotta da una seconda persona, la realta’ percepita diventa la realta’ virtuale evocata dall’ipnotista, la mente non elabora piu’ da se’ la realta’ ma riceve passivamente una realta’ comunicata. Si vive per immagini virtuali, come se si attivasse una falsa percezione che attiva film irreali, e li crede veri. La percezione e la volonta’ diventano passive, dipendenti; l’occhio diventa uno schermo dove viene proiettato un film altrui. Cosi’ se qualcuno ci dice che c’e’ il sole, mentre piove, vedremo un film col sole.
La parola diventa il sostituto della realta’, la realta’ non e’ cio’ che e’ o cio’ che si potrebbe dedurre, ma e’ cio’ che viene detto, anche contro ogni logica o prova dei fatti, questo si chiama in senso lato suggestione, ed e’ il peggior condizionamento che l’uomo possa subire perche’ porta a deificare immagini virtuali indotte e dunque a perdere il rapporto con la realta’ oggettiva.
Sappiamo di avere tutti una forte facolta’ immaginativa, evocatrice di immagini, per esempio possiamo pensare a un pit bull e vederlo nella nostra mente, ma un adulto ha in genere tanto senso critico e di realta’ da distinguere l’immagine solo mentale dal cane in carne e ossa. Un bambino e’ piu’ incerto, non distingue sogno da veglia, e puo’ mettersi a piangere se vede un pit bull in televisione, se ne ha paura; un bambino che ha paura dei ragni non tocchera’ la foto di un ragno. Ma l’adulto dovrebbe distinguere l’immagine virtuale da quella reale.
I fatti si complicano se abbiamo avuto un trauma, per es. perche’ siamo stati azzannati da un pit bull reale, allora puo’ darsi che la paura insorga al solo sentirlo nominare.
Allo stesso modo, la ragazza stuprata avra’ un parossismo di terrore al solo nome del suo aggressore. O viceversa il nome della donna amata suscitera’ un accesso di passione nel suo amante. In una persona che ha avuto un lutto, citare il caro perduto scatenera’ il pianto. O, banalmente, pensiamo alla reazione di chi ha appena deciso di smettere di fumare, se gli si dice la marca delle sue sigarette. O di un dipendente dal cioccolato se gli si nomina il cioccolato. Il nome evoca una serie di processi e meccanismi del tutto involontari che coinvolgono l’intera persona fisica e psichica.
La parola e’ un grande segno scatenante, ma, mentre in genere sappiamo distinguere il nome della rosa dalla rosa, nell’ipnosi no, questa distinzione salta, il nome della rosa ‘e’’ la rosa. Il segno diventa il significato. Ne siamo condizionati.

Lo scienziato russo PAVLOV studio’ i riflessi condizionati nei cani. Creo’ associazioni tra segni e fatti. Condiziono’ i cani in modo che, se compariva un cerchio arrivava una bistecca, e se compariva un’ellisse, arrivava qualcosa di doloroso. Cosi’ il cane di Pavlov appena vedeva un cerchio cominciava a salivare, se vedeva un’ellisse guaiva di paura. I guai cominciarono quando Pavlov subdolamente comincio’ a variare il cerchio in modo che sembrasse una ellisse e i cani davano di matto.
Questo condizionamento fisiologico dice che la mente, e non solo quella dei cani, puo’ essere programmata a rispondere in modo automatico. Per la mente avere delle aspettative equivale a credere in certi risultati e si puo’ portarla a confondere aspettative a risultati (come e’ accaduto per es. nei paesi dittatoriali e come sanno tutti i manipolatori politici che si avvalgono di suggestioni).
Se qualcosa viene promesso in modo semplice e con grande forza ripetitiva, nasce nella mente la convinzione che la promessa sia stata realizzata. Una forte promessa equivale a un fatto. Ripetere molte volte una bugia equivale a crederla vera. Leggere qualcosa su un giornale o sentirlo in tv da’ una immediata garanzia di veridicita’. Se la bugia viene dichiarata da un politico ai massimi livelli si tende a credere che sia verita’. E cosi’ via. Parlare con forza di socialismo reale ha fatto credere a milioni di persone di vivere nel socialismo reale, mentre nei fatti era chiaro che vivevano in una dittatura. Pensare che si potesse esportare una democrazia con le armi e’ una cosa che non sta in piedi eppure e’ stata diffusa come vera e troppi ci hanno creduto. Imporre dogmi religiosi fa credere che i loro contenuti siano veri al di la’ di qualunque prova contraria.
Se una teoria viene presentata da un premio Nobel o un’alta autorita’ scientifica nessuno si permette di metterla in dubbio. In economia gli analisti e gli esperti ci hanno presentato per decenni come verita’ di fatto ipotesi che erano anche sconfessate dai fatti. Una medicina puo’ essere solo un placebo e fare bene lo stesso. Una massaia puo’ credere realmente che un detersivo di marca o di prezzo superiore lavi piu’ bianco.
Come si vede, i campi di applicazione delle suggestioni sono infinite.

La manipolazione mentale puo’ creare una realta’ virtuale che sembra piu’ reale di quella effettiva (si pensi alla virtualita’ dell’Italia fascista come la presentava Mussolini e com’era; c’e’ gente convinta tuttora che quell’Italia era meglio, che si stava meglio ‘quando c’era Lui’ e che e’ alla ricerca di un altro LUI forte cui delegare tutto, un altro Uomo della Provvidenza). Lo stesso e’ accaduto nei regimi socialisti dove troppi continuano ancora oggi a negare l’evidenza di quello che e’ successo.
In nome di una realta’ virtuale le masse indotte sono pronte a fare sacrifici e rinunce inimmaginabili, e questo lo hanno capito bene i fautori di ideologie o religioni estreme come gli squali del mercato.

La dipendenza da una realta’ immaginaria puo’ portare un gruppo fino al sacrificio della propria vita e di quella dei propri figli, come abbiamo visto per le sette o per certe religioni.
Jung parlava di ipnosi di massa, ‘retorica del megafono’, ‘appelli infuocati’, ‘sermoni capaci di toccare il cuore’. Eppure anche lui, nei primi tempi dell’ascesa di Hitler, era rimasto affascinato da questo personaggio.
Queste forme di suggestione ideologica finalizzata al potere purtroppo sono oggi piu’ frequenti che mai, ci sono leader che fanno un vero lavaggio del cervello alle masse, per accrescere il loro potere personale, in una megalomania senza freni. E vedere a che punto possa arrivare certa dipendenza dell’elettorato che semplicemente ignora tutte le prove contrarie e’ spaventoso.
Purtroppo questa presa del potere attraverso la suggestione e’ una cosa che e’ sempre accaduta nella storia e continua ad accadere. Il mondo moderno non ci ha resi piu’ liberi e piu’ difesi, anzi, anzi oggi ci sono forme suggestive, piu’ sottili e pervasive che ci colgono impreparati nella nostra vita quotidiana, che entrano subdolamente nelle nostre case e teste, e che subiamo in modo martellante sia nella pubblicita’ economica che nella propaganda politica. L’infezione e’ tanto piu’ perniciosa quanto piu’ viene usata in modo cinico da persone senza scrupoli che possiedono i mezzi di diffusione di massa, in particolare la televisione, che e’ in assoluto lo strumento di maggior capacita’ ipnotica.
Tutta la vita attuale e’ una forma di ipnosi di massa, la societa’ usa mass media altamente narcotizzanti, che bombardano continuamente la coscienza con una massa enorme di stimoli, cosi’ che essa non e’ in grado di schermarsi.
La saturazione dell’informazione produce appiattimento mentale, isolamento e aumento della distanza sociale con una progressiva disumanizzazione fino alla narcosi della coscienza. Quando le informazioni sono troppe, nessuna riesce a essere elaborata e si ha una atrofia dei sentimenti.
In questo stato indotto, si vive per interposta persona, su binari indotti, secondo stati mentali preconfezionati, la creatura si sente sempre piu’ sola e vive una vita sempre piu’ artificiale, anche se non ne e’ consapevole, perde il controllo della propria esistenza e delle sue finalita’ intrinseche. Noi viviamo come sonnambuli, ognuno pensa di essere relativamente libero e di operare scelte autonome, in realta’ si muove solo sulla superficie della vita, producendo scelte apparenti.

Il comportamento e’ attivato da una reazione, l’uomo e’ un animale reattivo. L’intelligenza e’ la capacita’ di analizzare piu’ stimoli e di reagire ad essi nel modo migliore, scegliendo quello che piu’ ci serve. Gli stimoli vengono in primo luogo dai sensi, e, se i sensi sono narcotizzati, l’intelligenza si muove male, il bombardamento che ci colpisce ci porta a scegliere non nel modo migliore ma secondo modi precostituiti da altri per gli interessi di altri.
Il primitivo che si muoveva in un ambiente pieno di insidie aveva meccanismi di protezione che scattavano al minimo pericolo, ma l’uomo moderno che si muove bombardato da una enorme massa di informazioni non ha nessun meccanismo di difesa, e’ sempre meno lucido e privo della capacita’ che dovrebbe difenderlo dai pericoli. Le informazioni sono troppe e non riusciamo piu’ a gestirle, possiamo solo subire quelle che ci vengono imposte in modo piu’ abile.
Il problema della societa’ moderna non e’ entrare in ipnosi quanto piuttosto uscirne, de-ipnotizzarsi, perche’ siamo gia’ immersi in un sonno ipnotico.

La scelta di vivere svegli dipende dalla nostra lucidita’, dalla chiarezza con cui viviamo le esperienze, dalla profondita’ con cui percepiamo, dalla possibilita’ di essere qui-ora, ma spesso noi attraversiamo le esperienze senza viverle veramente, restando alla superficie o addirittura separandoi dalla realta’. Viviamo piu’ ‘fuori’ della vita che ‘nella’ vita, senza radicarci in niente, siamo come navicelle senza zavorra che vanno dove tira il vento.
L’uomo moderno e’ sempre piu’ in balia di suggestioni fallaci e sempre meno in grado di fare esperienze concrete, profonde, reali, per questo il desiderio di ognuno e’ proprio ‘fare esperienza’, provare sensazioni, perche’ ognuno si rende conto della poverta’ del suo mondo esperenziale e ne soffre come se avesse sete o fame.
Noi incameriamo una quantita’ esagerata di stimoli futili e in modo tanto superficiale da restare fermi la superficie, abbiamo intenso bisogno di freschezza e immediatezza perche’ abbiamo perso le capacta’ naturali di produzione e reazione.
Siamo spesso cosi’ separati dalla vita da restare intontiti in una solitudine fangosa. E’ raro che uno si senta toccato nel profondo, nell’essenza, da qualcosa. Un ovattato stato di narcosi copre le informazioni e ce le fa giungere a stento. Stiamo perdendo le capacita’ percettive e comunicative. Non riusciamo piu’ a distinguere un omicidio televisivo da uno reale, un albero virtuale da un albero vero, l’immagine che ci hanno messo addosso da quella che potremmo sentire vivamente di noi, un oggetto naturale da uno artificiale. Camminiamo come sonnambuli e viviamo spesso in una routine di superficie.
E, in questa separazione dall’anima e dalla percezione, quando ci troviamo di fronte a una cosa nuova, entriamo nella paralisi o nel panico, anche scelte modeste possono bloccarci (Vogliamo pollo o pesce? Quest’uomo o quello? Questo lavoro o un altro?).
Non occorrono corsi di ulteriore ipnosi ma tecniche per riacquistare la freschezza del pensiero, l’immediatezza della reazione, la percezione viva della vita.

La vita e’ sperimentazione, guardiamo il bambino, si getta sulle esperienze nuove come su magnifiche novita’, le elabora con tutto se stesso, con una forza vitale straordinaria, una capacita’ ricchissima di assaporare e godere, di sperimentare e di mettersi in gioco, poi, via via che cresce aumentano le inibizioni e i compromessi, la vita viene vissuta sempre meno, e’ sostituita dalla convenzione, dall’abitudine, dalla routine. La vita e’ sostituita da immagini.
Siamo esseri pensanti ma sempre meno consapevoli e vitali, sempre piu’ vecchi e rigidi. Pensiero e consapevolezza sono cose diverse, il pensiero e’ una macchina che mulina, macina e ruota. La consapevolezza e’ l’esserci, essere ora qui, presenti a noi stessi e vivere intensamente il presente, abitare cio’ che siamo.
Quando questo non e’ possibile, la persona si ripiega su se stessa, si ammala, intristisce, diventa inerte o abitudinaria, crea gusci e corazze, sotto cui c’e’ solo la paura di essere. Se le nostre esperienze non sono state coinvolgenti ma virtuali, se abbiamo vissuto la vita in superficie, sparira’ a poco a poco il senso di cio’ che siamo, si formera’ una perdita di personalita’ e di identita’, una perdita di vita.

La televisione e’ stato un pesante fattore di allontanamento dalla realta’. Ha imbambolato le masse, le ha rese passive. In America hanno costruito proiezioni televisive tridimensionali che immettono in mondi virtuali (per es. si entra in un acquario e ci si muove tra i pesci) del tutto simili a quelle concrete, solo che le cose apparenti possono essere attraversate dalle mani, il mondo e’ allucinatorio, irreale, ed e’ difficile poi passare da quel mondo al vero ‘noi stessi’. Per molti la vita reale e’ come quell’acquario. Si sta dentro qualcosa di inventato, non dentro se stessi. Nella mente la tigre virtuale e’ la stessa di quella reale, ma quella reale ti sbrana.
La televisione ci porta a essere vittime facili e indifese, e’ uno strumento politico. Chi domina la televisione, domina il paese.

La capacita’ di distinguere il mondo allucinatorio da quello vero e’ fondamentale per la liberta’ e la vita. Si parla di ‘campagna per l’analfabetismo emotivo’, tecniche per dominare il cittadino passando per il cuore, le hanno usate capi di stato da Blair a Berlusconi, il primo, lavorando sulle emozioni e’ riuscito a sciogliere anche quel ghiacciolo della regina Elisabetta, il secondo, cavalcando le passioni, dal calcio alla tv al sesso, ha rivoluzionato la comunicazione della politica; entrambi si sono avvalsi dei migliori image-makers del mondo, con trucchi per manipolare la psiche, vere suggestioni ipnotiche studiate a tavolino.
Nel grande mondo mass-mediatico l’uomo non vive piu’ realta’ concrete ma e’ agito da emozioni virtuali e senza la tv non e’ ormai piu’ niente. Nel Grande Fratello si illude di vivere la vita degli altri. Nello sport passivo si illude di partecipare a uno sport.
La tv e’ fondamentale per la nuova ipnosi di massa.
Un ipnotista diceva: “Se scoppia una bomba scappiamo, ma se continuiamo a vedere bombe in tv, non scappiamo piu’; tutto diventa astratto, ci abitua a reagire alla realta’ vera come fosse virtuale, a credere piu’ alle suggestioni che ai fatti, e alla fine a non reagire piu’ a nulla.”

Chiudete gli occhi e chiedetevi “Cosa sono io? “Cosa sento?”
Va bene se rispondete: caldo, freddo, va bene se sentite ancora qualcosa di tattile, avete almeno un corpo e siete presenti al vostro corpo, il dolore va benissimo, il dolore fisico sta diventando la cosa che ci fa essere piu’ presenti a noi stessi, un tempo gli uomini avevano la fede, gli ideali, lo spirito del gruppo, le credenze, il rapporto con la natura; a noi e’ rimasto il dolore; il male e’ ancora una realta’ vera che ci rende consapevoli, che si sveglia al nostro presente.

Provate ora a pensare:
Vedo il colore arancione… sento l’odore di un’arancia… ricordo il sapore del limone, sento l’impressione del velluto…sento la ruvidezza del tronco di un albero, sento il profumo di una viola…
Se avete fatto fatica a evocare, gia’ il mondo sensoriale e’ deteriorato.

E’ impegnativo descrivere la propria vita attraverso sensazioni concrete. Siamo sotto ipnosi, perche’ siamo saturi di informazioni di superficie.
L’ipnotista dice: “Dormi.. dormi… dormi”, e intanto satura la mente con informazioni di superficie, introduce in uno stato virtuale, astratto, staccato dal reale. Parla, parla… parla solo lui…parla solo lui. Non c’e’ contraddittorio, non c’e’ confronto. Il dittatore non si confronta. Non risponde alle domande. Parla, parla, come Fidel Castro che parlava 8-12 ore di seguito.

Spesso noi non reagiamo alle cose, ai fatti, ma ai gesti, siamo trattati come polli e gamberi, diffidate particolarmente di coloro che hanno gesti apparentemente non in linea col discorso, puo’ darsi che vi sia un doppio discorso che viene rivolto, uno palese e uno occulto, e voi obbedirete a quello occulto.
Il gran Maestro della Massoneria diceva: “Quando parlo, mando dei segnali con le mani, l’adepto mi comprende, gli altri no”, qui e’ peggio, nessuno comprende, tutti sono convinti.

Facciamo un piccolo gioco:
alzate la mano destra (farlo insieme a loro)
mettetela sulla spalla sinistra
poi su quella destra
sul petto
indice in alto (allungare il braccio avanti col pollice alto)
(Tutti obbediscono al comando della mano non a quello della parola)
A questo punto siete pronti per comprare una lavatrice.

L’ipnotista suggestiona il paziente dondolando davanti a lui un oggetto luccicante, per es. un orologio a catena, la tv funziona cosi’: una specie di pennello catodico pennella rapidamente una riga dopo l’altra dall’alto, e’ lo stesso movimento dell’orologio a pendolo, la coscienza non lo vede, l’inconscio si’ e si addormenta; in genere noi siamo a un livello piu’ basso dello schermo, posizione perfetta per essere ipnotizzati, dopodiche’ possiamo votare un delinquente credendolo un dio. Il primo passo della liberazione consiste nel non guardare la tv.
Questa manda messaggi in forma ipnotica, distrugge la forza psichica, l’autonomia della mente al punto che se ne ha bisogno come di una droga, un po’ come avviene per la Coca Cola che contiene una piccola sostanza che crea dipendenza e non toglie la sete, una sostanza giustamente non denunciata perche’ una societa’ contraria alle droghe come quella americana l’avrebbe subito messa all’indice, invece cosi’ puo’ assumerla senza saperlo. Questa e’ l’ipocrisia del potere: vendere qualcosa affermando che e’ l’opposto di quello che e’.
Guardare tv addormenta, se volete svegliarvi fate qualcosa in contemporanea o in sostituzione: leggete, scrivere, dipingete, usate l’immaginazione, soprattutto sperimentatevi in esperienze nuove, conoscete persone, mettete alla prova i sentimenti.
La tv fa invecchiare perche’ distrugge i circuiti nervosi, mette il cervello in stato di inazione, intorpidisce, come il Tavor, che e’ depressivo e fa diventare zombi, onibisce la capacita’ di sognare e dunque soffoca l’uomo.

La televisione e’ basata soprattutto sulle immagini, produce messaggi prevalentemente visivi e noi li seguiamo abbindolati, come seguissimo il ciondolo scintillante che ci addormenta.

L’immagine vale piu’ della parola e molto piu’ del concetto.
Se un padre gridera’ al figlio: “Stai calmo non essere agitato”, lui sentira’ l’agitazione, non la calma. Il padre sara’ imitato per il messaggio non verbale, non per quello verbale. Se gli insegnera’ la pace con due ceffoni, lui imparera’ i ceffoni, non la pace. Il gesto arriva piu’ a fondo della parola, per questo gli ipnotisti usano il gesto oltre la parola. La parola e’ astratta, ma il gesto si imprime al di la’ del verbo.
Ascoltate un discorso di Mussolini, le parole sono stupide, ma c’e’ la sceneggiata, il tono, la postura, la posizione della mascella, tutti elementi che creano suggestione.
Il gesto puo’ essere studiato ad arte oppure essere naturale e rivelatore, per es. se vi avvicinate a un giovanotto e lui allarga le pupille, vuol dire che gli piacete, e’ la prova del fuoco. Il gesto fa parte della messinscena, per questo i politici abili curano ogni particolare del mezzobusto, ogni parola, ogni inflessione. Ci sono forme di potere che sono meccanismi artificiosi ma redditizi. Macchine per conquistare la fiducia senza passare per l’intelligenza.

Il primo passo per riacquistare il senso di noi stessi, per tornare alla nostra radice, e’ il senso critico, la riflessione, incentivare la mente razionale, quella razionalita’ che le chiese totalitario vedono peggio del diavolo perche’ e’ il contrario del fideismo cieco e assoluto, e che per lo stesso motivo e’ odiato dai regimi.
In un secondo momento la via della liberazione puo’essere qualcosa di molto diverso: la meditazione.
La meditazione e’ priva della parola e del pensiero, e’ priva del gesto e del corpo, e’ il contrario della saturazione mentale, e’ lo svuotamento del pensiero, la liberazione dai condizionamenti, la camera interiore che si libera delle cianfrusaglie, il far pulito, ricominciare da zero, e’ dunque la prima mossa per riprendere contatto con emozioni, stati d’essere, consapevolezze, piu’ profonde, e rigenerare il nostro essere intero.
Come si fa per riprenderci dallo stress urbano? Si va in campagna, si fa una pausa, si cambia ambiente, si cambia aria. Come si fa a uscire dallo stress psicofisico? Si esce dal dinamismo coatto, si purifica la mente, si rilassa il corpo, si svuota il pensiero, si esce dal noi narcotizzato e stressato creando uno spazio interiore.
Con passi successivi si puo’ arrivare al centro interiore, si allarga la coscienza, si supera la nostra esistenza epidermica e contingente per attraversare tempo e spazio e suscitare nuove energie dinamiche. La meditazione puo’ aiutare a disidentificarci, puo’, per esempio, migliorare una scelta che spesso e’ coatta e legata ad associazioni con esperienze del passato, che possono impedire una valutazione piu’ libera.
La meditazione puo’ aiutarmi a svincolarmi da questi condizionamenti.
Noi viviamo immersi in cosi’ tante suggestioni che possiamo sostituirle alla realta’, perche’ siamo soggetti passivi, dipendenti e non liberi ed evolutivi.
La memoria si trova a dover selezionare una massa enorme di input, scarta cio’ che non le serve o che l’affatica o non le piace, ma se non facciamo esperienze reali nuove e rigeneranti, la memoria finira’ col scartare se stessa. Perderemo il senso di cio’ che siamo.
La manipolazione politica di massa, come quella ipnotica, si avvalgono di tecniche negative per la liberta’. Il dittatore abitua la gente a rispondere in modo automatico alle sue parole, non vuole avere uomini autonomi intorno a se’ ma servitori che gli somiglino come cloni. Il dittatore non fa che creare repliche inferiori di se’, creando una realta’ virtuale a sua somiglianza, non si confronta, si fa copiare o aggredisce.
In televisione si comporta secondo molti stereotipi che abbiamo visto nell’ipnosi.

-focalizza l’attenzione dello spettatore sulla meta’ superiore del suo corpo, usa il mezzo busto, muove le mani in un certo mdo
-conserva una certa fissita’ e presenta uno sguardo vacuo e inespressivo
-e’ sempre vestito allo stesso modo
-dice sempre le stesse cose e le ripete piu’ volte con una voce controllata e calma, da padrone
-la voce e’ modulata, doppia, e sentiamo al suo interno inflessioni musicali, che comunicano benessere e sonnolenza
-i termini usati sono duali: affettivi e confortanti per i seguaci che sono presi per il cuore, distruttivi e odiosi per il nemico, il mondo e’ diviso in colori opposti
-gli argomenti usati non sono mai razionali, anzi spesso sfidano ogni logica o verosimiglianza, ma contengono input di tipo passionale
-i comandi sono semplici e brevi
-i comandi sono ripetuti usando sempre esattamente le stesse parole con lo stesso tono..

Un tempo, quando non c’era la televisione, l’oratore doveva dominare la massa gridando e aggredendo (vedi Savonarola o Bossi quando parla in piazza, o Hitler che ipnotizzava le masse con veri attacchi isterici); l’ipnosi di massa si realizzava attraverso l’unione contro un comune nemico molto astratto e archetipico, innalzando con un crescendo i peggiori istinti viscerali di ognuno. In piazza l’oratore parla al nostro cervello rettile che conosce solo il possesso, la difesa del territorio, l’attacco al nemico, usa i toni che eccitano il rettile che e’ e le parole minimali che egli sa comprendere, perche’ la piazza e’ dominata dal cervello rettile. Il politico della piazza non parla all’uomo razionale superiore. Non parla all’uomo riflessivo o spirituale. La piazza non ha testa, ha pancia. In piazza non si elevano ideali e non si fa filosofia ma si aizzano guerre, si alza l’odio.
Famoso il discorso di Mussolini “ Popolo di terra, di cielo, di mare….” con cui dichiara la guerra e in cui la gente acclama prima ancora che egli abbia espresso il concetto, perche’ acclama la sua enfasi non la logica.

Oggi gli oratori hanno tre toni di discorso: quello che e’ diventato abbastanza raro della piazza, quello sempre piu’ frequente della televisione, e quello che puo’ capitare del teatro. Tre modi di contattare la gente che richiedono tre toni diversi e tre diversi approcci. Non parliamo qui della stampa, che richiede, al contrario, l’appello alla riflessione e alla razionalita’ e che un vero gerarca non usera’ mai. L’uomo di penna, solo in casi molto rari, sara’ un facinoroso, la Fallaci lo era. Il dittatore preferisce il teatro, ma la sua via preferenziale e’ l’imbonimento televisivo.

In televisione ci sono personaggi che sono come il serpente con la colomba: video-fascinatori. Per non essere sedotti dal serpente televisivo occorre liberare lo sguardo e decentrare l’attenzione, fare anche altre cose, scrivere per esempio, prendere appunti, parlare con altre persone, fare la maglia o fare ginnastica, scorrere internet… Ascoltare senza guardare rende gia’ piu’ liberi; leggere un discorso ha un effetto diverso che essere nell’ondata fascinatrice di un discorso; se leggiamo seguiamo un pensiero, se ascoltiamo siamo trascinati da una passione.
Un altro modo di liberarsi e’ pensare in modo critico mentre l’altro parla, non perdere il senso di se’ e delle proprie valutazioni, staccarsi ideologicamente, non creare immedesimazioni; se la cosa e’ difficile, si puo’ ascoltare con la tecnica di mettersi nei panni di un avversario, di uno straniero, di un marziano, di un uomo del futuro….

Tra gli esercizi che ci riportano al nostro io, il piu’ profondo e’ la scrittura, scrivere e’ un esercizio che impegna tutti i sensi, mente e cuore, l’esercizio sinestesico per eccellenza, che ci coinvolge in ogni parte, per questo scrivere e’ fondamentale in una analisi psichica, in una ricerca di conoscenza, di se’, in una analisi ideologica.
La televisione e’ il contrario della scrittura, scrivere salta l’io, la televisione lo abbrutisce. Permette solo il legame simbiotico ipnotista-ipnotizzato, un connubio di coppia come se l’oratore parlasse solo a te e fosse li’ solo per te, un’isola a due, dove c’e’ una sola volonta’, si crea una complicita’ dove tu sei perduto.

Berlusconi per esempio impara a memoria un discorso preparato da Ferrara o da Badget Bozzo, e lo recita in modo del tutto diverso se e’ in televisione (lento, continuo, monotono, cordiale, convincente) o in teatro (piu’ violento, aggressivo, urlato). Le parole sono esattamente le stesse (ha un’ottima memoria e si prepara puntigliosamente come un attore, nulla e’ lasciato al caso) ma la recitazione cambia. Non parla per comunicare un pensiero, ma per sortire un effetto, e si adegua al territorio di lotta. Il discorso diventa un’arma, siamo fuori del luogo della comunicazione spontanea. Tutto e’ studiato attentamente, usato come uno strumento. Il contraddittorio viene negato perche’ nulla e’ lasciato all’improvvisazione, ma costruito ad effetto.

Il condizionamento e’ un’arma che ha le sue tecniche. Per questo i condizionati odiano tanto gli anticonformisti, i non condizionati, perche’ essi fanno risaltare inconsciamente la loro schiavitu’.
Oggi economia, religione e politica sono conformi. Per conquistare il potere, una parrocchia o il mercato occorre diseducare il popolo al pensiero, abituarlo a reagire in modo condizionato, con la fissita’ del pollo.
Dunque e’ fondamentale possedere mezzi televisivi, la stampa e’ secondaria perche’ il popolo non legge, e puo’ essere imbavagliata in un secondo momento. Per questo oggi ogni dittatore che si rispetti fara’ un golpe violento o meno mirante in primo luogo alla presa delle antenne. Questo ha fatto Milosevic, che era il proprietario assoluto della televisione jugoslava, questo e’ stato fatto in Russia dove non esistono emittenti libere. In Cina anche Internet e’ proibita.

Tu credi cio’ che sai e sai prima di tutto cio’ che ti dicono i mezzi di diffusione culturale del tuo ambiente.
La televisione e’ il primo strumento ipnotico delle societa’ moderne. Una volta presa la televisione, essa deve essere usata per aumentare la passivita’ del cittadino e diminuirne il senso critico, per abituarlo lentamente a non pensare, non scegliere, non valutare, ma a ubbidire.
Se io volessi diventare un leader e qualcuno mi desse enormi capitali per farlo e moltiplicare cosi’ questi stessi capitali per gli sponsor, comincerei ad abituare il mio pubblico a vedere la televisione creando piu’ canali ricreativi mirati a utenti di gusti diversi, a livello culturale molto basso, con piu’ colori che idee, piu’ chiasso che sostanza, che si ripropongono con schemi ripetitivi adatti a creare abitudine e assuefazione. Ricordiamoci che l’abitudine e’ rassicurante, la ripetizione e’ tranquillizzante. Mike Bongiorno e’ meglio del Tavor. Finche’ vedro’ Mike Bongiorno pensero’ che tutto va bene, che il mondo e’ in ordine. Se Mike Bongiorno mi presentera’ una fetta della mortadella Bertagna pensero’ che anche mangiando la mortadella Bertagna contribuiro’ a mantenere il mondo in ordine. La suggestione diventera’ la mia etica. La ripetizione degli spot pubblicitari e’ essenziale per mantenere il cervello in encefalogramma piatto, ripetizione=abitudine=consenso= pace e ordine=fine della democrazia=massificazione=dittatura.
Tutto e’ uguale, tutto va bene. Vengo divorato senza accorgermene. Lentamente sono condizionato a comprare, il condizionamento all’acquisto e’ fondamentale per un condizionamento politico. Se saro’ abituato a obbedire a uno spot commerciale, credero’ piu’ facilmente a uno spot politico. Il condizionamento pubblicitario e’ la premessa ideale per un condizionamento ideologico. Il cane di Pavlov deve imparare a salivare, poi si potra’ sostituire la bistecca di manzo con quella di cane e sara’ pronto a sbranare un suo simile.
I messaggi pubblicitari preparano l’onda piatta del cervello, cio’ che conta e’ il messaggio ipnotico, meglio se si parte coi bambini, e’ bene addestrare un popolo fin dall’infanzia: brevita’ di comandi, sicurezza di tono, iterazione. “Bevi questo, mangia questo, vota questo”. La mente dell’utente deve essere condizionata ad accettare tutto allo stesso modo. Se sei abituato ad accettare cio’ che esce da una porta, accetterai alla fine in modo acritico ‘tutto’ quello che esce da quella porta.
Il manipolatore politico si presentera’ sempre allo stesso modo, vestito sempre allo stesso modo, al massimo con due mise: un vestito di rappresentanza e un vestito casual, che lo coprono interamente, e avra’ sempre la stessa espressione rilassante e cordiale, molto rassicurante ( i politici americani ridono sempre), sempre a mezzo busto, sempre con lo stesso sfondo neutro alle spalle (per es. degli anonimi libri colorati). La sua bocca sara’ sorridente ma gli occhi morti, bui, fissi nei tuoi. Lo sguardo e’ un ponte che si lancia da un uomo a un altro, ma il suo sguardo non arriva a te, ti risucchia.
Il timbro della voce sara’ accattivante, lento, continuo come un’onda, qua e la’ una parola insolita meglio se ridondante, barocca, un po’ insolita, che attira l’attenzione su di se’ slegandola dall’insieme. I messaggi devono essere brevi, semplici, ripetuti, come spot, devono evocare valori virtuali e generici come famiglia, casa, proprieta’, liberta’. L’emozione negativa deve essere convogliata contro un comune nemico dal nome generico e antico, un archetipo astratto. Il manipolatore televisivo deve essere solipsistico, evitare ogni dialettica o interrogatorio e direzionare su se’ l’intera attenzione, monopolizzando tutti gli spazi, cioe’ creare una focalizzazione assoluta della coscienza, ci sono solo io, io sono il tuo dio, non c’e’ nessun altro all’infuori di me.

Non a tutti e’ dato di saper fare questo. Ci vuole le fisique de role per recitare la parte giusta, ci vuole la voce, il ritmo, e poi ci vuole una montagna di soldi.
Alcuni sono completamente negati o senza mezzi. Alcuni sono fisicamente antipatici, altri inetti a sedurre. Il suggestionatore deve avere molte capacita’ e molti mezzi ed e’ abbastanza difficile trovarli in una persona sola, ma quando questo accade si hanno risultati straordinari, ai fini dell’ipnosi, ovviamente, non della liberta’. Predisposti: gli attori degli spot televisivi o del cinema o tra gli animatori turistici. Ci vuole feeling col pubblico, capacita’ di recitazione, molta memoria e una grande determinazione. Diventare dittatori e’ un’arte e richiede una disciplina durissima.

E cosi’ l’ipnosi e’ un’arte, come la pittura o la musica, per soggetti vocazionali predotati, ma si puo’ migliorare (Hitler ando’ a scuola di recitazione. Berlusconi parte da una tesi sulle tecniche pubblicitarie e dalla recitazione).
Anche essere ipnotizzati o suggestionati pero’ e’ vocazionale, non si reagisce tutti allo stesso modo. I soggetti che hanno uno spiccato senso critico e un senso esagerato della propria autonomia e liberta’ metteranno in atto difese automatiche, prenderanno immediatamente le distanze da un suggestionatore e lo riconosceranno anche sotto mentite spoglie. Jung diceva che uno puo’ essere convinto soprattutto sulle cose verso cui hai gia’ una propensione. Se hai una propensione alla passivita’, a non prendere decisioni, a ubbidire piuttosto che a scegliere, a tirarti indietro, a subire…..allora… allora.

La liberta’ non si inventa, si costruisce con una lotta continua… liberi non si nasce, si diventa con lotta altrettanto durissima, che non e’ per i piu’. La liberta’ non e’ un diritto, e’ una meta.

Un tempo si diceva che il soggetto piu’ facile da ipnotizzare era una casalinga di mezza eta’, bruna e frustrata. Forse si pensava che le brune erano piu’ fafettive e che una casalinga frustrata era una che si annoiava tanto che avrebbe creduto al volo a una
realta’ virtuale romantica e piu’ affascinante di quella trita di tutti i giorni. Oggi abbiamo i pensionati, ma siamo tutti buona carne da macello.

E’ la vita che ci fa cosi’ o siamo noi che siamo gia’ arresi? La mente cosciente, lucida, viva in se’ e attiva e’ il contrario della mente assopita, piatta, in stato di suggestione. Il torpore televisivo e’ una mano santa per chi voglia abbassare il livello della coscienza, equivale al prerilassamento ipnotico, una condizione in cui si beve tutto quello che viene. La coppia ipnotista e ipnotizzato costituiscono una diade con due corpi e una mente sola, quella dell’ipnotista. E’ la resa della razionalita’ e della percezione. Se il medico dice: “Qua c’e’ una sedia”, il paziente vedra’ una sedia. Se il medico dice: “Siedi”, il paziente si mettera’ a sedere nel vuoto. Il corpo puo’ piegarsi anche in modo innaturale, puo’ assumere pose impossibili e puo’ restarci a lungo senza avvertire disagio, come se le esigenze del corpo fossero totalmente secondarie rispetto a cio’ che la mente crede, rispetto a cio’ che alla mente e’ ordinato. La voce diventa il sostituto della realta’, un dio potente ma falso.

Qualcuno continua a dire che, se il senso critico scompare, non scompare pero’ il senso morale quando e’ solido, per cui, se per es. uno ha un forte senso del pudore, non obbedira’, in ipnosi, al comando si spogliarsi completamente. Il forte senso morale comparirebbe come un condizionamento piu’ forte rispetto a quello della suggestione.
Io questo non lo credo affatto e gli esempi terribili mostrati di sette sataniche provano proprio il contrario.
Tuttavia, per questi e altri motivi che destano non poche perplessita’, sarebbe bene che l’ipnosi avvenisse in presenza di un testimone di protezione e controllo, scelto dal paziente, anche per evitare atteggiamenti inutili da circo, con induzioni tipo “saltella come un gallo e di’ Chicchirichi’” comunque lesive del rispetto del paziente stesso.
Si e’ visto che l’ipnotista puo’ dare anche comandi postipnotici , per es. “Ora la sveglio, tra due ore lei non ricordera’ nulla ma aprira’ un ombrello”. Il soggetto si sveglia, passano due ore e lui apre un ombrello. Il medico chiede: “Perche’ apre un ombrello?” . L’altro risponde: “L’ho aperto perche’ mi sembrava che le mie chiavi ci fossero cadute dentro…” E’ una razionalizzazione a posteriori. Un inganno della mente. Molte volte abbiamo fatto scelte istintive, irrazionali, e ci siamo inventati spiegazioni a cui abbiamo finito per credere. Per questo i politici e gli ipnotisti odiano cordialmente gli svegli, i bastian contrari, i critici.. ma si sa in genere ‘la vida es suegno’, come diceva Calderon de la Barca e noi viviamo piu’ dormendo che vegliando.

Anche Socrate, 2500 anni fa, diceva “ Lo stato e’ un bel cavallo, con una propensione a dormire, e io sono il tafano che lo tiene sveglio”, per questo lo uccisero. Il potere come l’ipnotista preferisce tenere l’uomo in posizione crepuscolare per poterlo dominare, aumentando con la scuola, l’esercito, lo stato, i media, la religione.. la sua tendenza a dormire, perche’ chi dorme e’ piu’ facile da manovrare e cosi’ il potere fa meno fatica. Gia’ ai tempi di Socrate si imparava la sofistica ovvero l’arte dell’imbonimento ma ora i mezzi per farlo sono diventati piu’ pervasivi e sottili. Allora, voi direte, l’ipnosi e la politica sono due brutte cose? Non ci sono cose belle o brutte in assoluto. Molti mezzi possono essere usati bene o male, tutto sta nello scopo che uno si propone… Bisogna stare all’erta. Ci sono scopi personali e scopi sociali, liberatori o totalitari. Se un buon medico si avvale dell’ipnosi per aiutare un ragazzo tossico, la cosa puo’ essere buona. Se un ciarlatano ipnotizza una ragazza per abusare di lei, e’ chiaro che no.
Cosi’ la politica e’ una buona e utile attivita’ se cerca disinteressatamente il bene pubblico, o puo’ divenire, nelle mani di uno scellerato abile e senza scrupoli, la via per un potere smisurato.

C’e’ stato un periodo in Emilia, in cui la cronaca dei giornali locali riportava il ripetersi di un caso tipico: due tizi avvicinavano in piazza un anziano, un pensionato un po’ labile, lo ipnotizzavano, si facevano aprire la sua casa e lo derubavano, oppure gli facevano formare un assegno e lo portavano in banca a prelevare il suo denaro. Questo caso e’ successo anche alla madre di una mia amica, a Ferrara, lei dette tutti i suoi gioielli e vuoto’ il conto in banca. Poi i due sparivano e il soggetto ipnotizzato restava in uno stato di confusione mentale, incapace di ricordare quello che era successo. Altri casi riguardavano due zingare (sempre il numero 2, forse una ipnotizzava e l’altra agiva) che si facevano aprire la porta, sempre da pensionati single, e li derubavano, senza che questi si capacitassero di quel che accadeva.

Questa e’ l’ipnosi cattiva. Vediamo adesso quella buona. Dopo la seconda guerra mondiale e dopo altre devastanti guerre come quella del Vietnam, gli ospedali si riempirono di soldati traumatizzati da eventi insostenibili, le nevrosi di guerra. La coscienza aveva visto cose che non era in grado di elaborare, che la soverchiavano irreparabilmente; per sopravvivere rimuoveva l’orrore, spostando il contenuto perturbante in un luogo oscuro, lontano dalla vista e dalla memoria. Ma il contenuto rimosso non spariva e riversava la sua carica energetica sul comportamento che risultava disturbato. Come un boccone mal digerito che avvelena tutta la persona, la memoria rimossa teneva in uno stato patologico il soggetto. L’ipnosi regressiva poteva essere un modo protetto e graduale per rievocare, cautamente, l’evento terribile, sotto il controllo dello psicoterapeuta. Cosi’ in ipnoanalisi, passo a passo, si poteva ripercorrere la causa del trauma, corazzando la coscienza in modo che sostenesse l’impatto con l’emersione insostenibile, scaricandone l’energia con urla, pianti liberatori, scariche neuromotorie… Come un boccone maldigerito torna a gola per essere masticato di nuovo, cosi’ l’evento era rielaborato nell’alveo dell’ipnosi.
Cento anni fa Freud intui’ che l’ipnosi poteva servire a liberare contenuti rimossi, come gli stupri infantili. Questi costituivano una esperienza soverchiante per la debole mente infantile ma una mente adulta poteva rielaborare l’evento, cioe’ liberare le emozioni ad esso connesse, e metterlo in una memoria sostenibile che permetteva, sia pure con dolore, di continuare a vivere. In fondo la guarigione non e’ la felicita’, ma solo il passaggio a un equilibrio meno doloroso.
Ma Freud non aveva la vocazione all’ipnosi e, sul famoso divanetto, non faceva andare la sua paziente oltre un semplice rilassamento. Mi dicono che anche la M. Pompas in fondo non fa vere ipnosi ma semplici rilassamenti, del resto non e’ facile fare delle ipnosi di gruppo; l’ipnosi e’ una cosa seria che non dovrebbe esser fatta da un medico serio in grado di valutare eventuali scompensi respiratori o cardiaci. Oltre a cio’ deve muoversi cautamente perche’ la psiche umana e’ molto fragile e puo’ aver raggiunto equilibri molto precari difficili sa ricostituire. Puo’ essere relativamente molto facile scatenare tempeste emozionali fortissime, ma poi e’ piu’ difficile contenerle, indirizzarle e sanarle e non si puo’ certo farlo in un seminario.
La psiche e’ come un mare profondo che puo’ vomitare mostri che poi non vogliono piu’ tornare indietro. Un dilettante non ci mette nulla a scatenare una psicosi, e poi? Ricordatevi dell’apprendista stregone di ‘Fantasia’. Con l’ipnosi non si gioca, sotto il pelo d’acqua della psiche possono esserci mostri che l’inconscio e’ riuscito fin qui a neutralizzare, e scardinare le difese psichiche puo’ essere un processo irreversibile che toglie ogni controllo alla persona.
Ricordo una signora che in una semplice meditazione yoga comincio’ a vedere serpenti attorno alle sue braccia. I mostri non sono che i simboli in cui si proiettano le nostre paure, le minacce che sentiamo dentro o fuori, ma anche in quel caso il conduttore non seppe far nulla.
A Bologna c’e’ stato in questi ultimi anni un guru di grande successo che scatenava nei suoi adepti crisi di pianti e urla, senza poi essere in grado di contenerle e riequilibrarle. Una signora, dopo uno di questi corsi, si ritrovo’ con allucinazioni di grosse cavallette che volevano assalirla. Scatenare l’inconscio senza essere in grado di guidarlo puo’ significare evocare realta’ virtuali e spaventose.
Tutto va fatto bene, gradualmente e con scopi precisi e mirati.

Questi scopi possono anche essere molto ristretti: per es. l’ipnosi puo’ essere usata medicalmente per inibire processi patologici oscuri come i porri o le macchie bianche o i fuochi di S. Antonio o le verruche. Queste patologie dell’epidermide lasciano i dermatologi molto confusi. Probabilmente sono disturbi psicosomatici, per cui agire sulla mente e’ piu’ semplice che agire sul corpo.

La mia nipotina perse il padre quando aveva due anni: sul corpo le comparvero delle macchioline bianche renitenti a ogni cura. In quei punti decadde il pigmento che colora il derma. Anticamente il bianco era il colore del lutto, simboleggiava il venir meno del colore della vita, assenza di colore nel linguaggio analogico indica l’assenza di vita. Si puo’ dire che la pelle della bambina manifestava il colore del lutto.
Allo stesso modo una forte depressione puo’ portare a psoriasi o macchie bianche. Anche qui ricordiamo l’uso di popoli antichi di radersi il capo e sbiancarlo con cenere o crete bianche in segno di lutto. Nei sogni e nei disegni i capelli equivalgono alle idee che spuntano dalla testa, la depressione o il lutto svuotano la vitalita’ dei pensieri. Siamo nel linguaggio analogico. La malattia e’ spesso un messaggio in forme analogica.

Molte patologie psicosomatiche collegate a traumi e stati depressivi sono curabili con l’ipnosi. Se e’ la mente che sta male, la parola cura la mente e il disturbo che viene dalla mente scompare. Parliamo qui della mente emozionale. L’ipnosi estromette la mente logica e parla al cervello limbico o a una configurazione piu’ sottile non identificabile col cervello. Ma tutto questo puo’ essere tentato con molta cautela, solo con medici abilitati e iscritti all’albo degli ipnotismi ufficiali, guardarsi dai ciarlatani.

L’ipnosi non e’ una invenzione del nostro tempo. Tutti i popoli antichi la conoscevano. La magia, con la medicina e la religione si appuntavano spesso su un soggetto attivo (stregone, sciamano, uomo-medicina) che accompagnava i passi rituali o terapeutici con suggestioni ipnotiche, amplificate da un contesto vibrante di gramde suggestione fatto di mistero, oscurita’, suoni, canti, danze, strumenti musicali appositi, in genere percussioni. Gli stregoni inducevano un sonno magico durante il quale il fedele avrebbe avuto delle visioni.
Abbiamo reperti archeologici antichissimi che presentano riti magici associati al sonno. L’ipnosi si univa alla magia, alla religione e al soprannaturale. Lo strumento ipnotico per eccellenza e’ il tamburo, che e’ in grado di facilitare gli stati ipnotici e la trance. Il suono ritmato scardina il controllo della mente cosciente e produce variazioni d’onda cerebrale
Oggi l’ipnosi viene usata in contesti diversi e abbiamo cercato di spiegarvi quali.
Il mio consiglio non puo’ essere altro che quello di starne in guardia.
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4 commenti »

  1. molto molto bello. ciao masada.
    interessante e completo; così mi pare. non sono un esperto e quindi, pur lasciando in sospensione ciò che hai scritto, mi fido. ecco, se posso, consiglierei a tutti di sospendere sempre il giudizio su tutto e nello stesso tempo agire come se la posizione fosse presa. è la mia difesa. è efficace ma forse ha delle controindicazioni. la più comune è sembrare indeciso, apparire incapace di mantenere una linea ferma. critica che per me è un complimento ma, il senso comune, anche e soprattutto delle persone vicine, vuole che una persona di tal fatta sia un’indeciso. non capiscono che occorre molta più energia, e fiducia in sé, a lasciare costantemente la propria teoria del mondo aperta all’eterna evoluzione della vita.
    energia. ecco una cosa che manca nell’analisi sull’ipnotismo. per leggere tutto l’articolo ho impiegato molta energia. la maggior parte dei nostri simili lavora, attraversa il traffico, rimbalza nelle corsie di un centro commerciale e alla sera, quando ormai è debole riceve l’informazione mediata per la massa. informazione che per definizione è inconscia e dalla quale non è possibile difendersi. anzi è presuntuoso ritenersi immuni. quando ho smesso di guardare la televisione, e son quasi dieci anni, ho imparato un sacco di cose semplicemente osservando quello che mi accadeva intorno. la prima cosa che salta agli occhi e il dizionario della popolazione. l’agenda delle loro discussioni. tutti parlano delle stesse cose. tutti usano le stesse parole. tutti hanno le stesse emozioni. appena si smette diventa evidente. la mia compagna ha portato la tv in discarica da un paio di anni, cioè da quando ci conosciamo. era restia e perplessa. adesso capisce quello che dicevo. è stata lei ha farmi sentire l’uguaglianza nelle emozioni della gente. quando incontriamo i ns amici cerchiamo di portarli dalla ns parte. perché? per nn subirli. lo sò, sembra di voler esercitare una violenza ma non voglio discuterne adesso perché altrimenti scriverei un commento troppo lungo e divagherei ulteriormente.
    per tornare al discorso.. parlando con gli amici la loro resistenza a non abbandonare la televisione è fortissima. si accampano le solite scuse. la prima è che ci si ritiene immuni. poi che non si presta completamente attenzione e la si guarda distrattamente e che quindi nuovamente ci si illude di non subirla. qualcuno dice di guardarla proprio per farsi gli anticorpi.. e poi ci sono quelli che dicono che non hanno altri mezzi per essere informati. ovviamente non capiscono che chi di lavoro opera mediazioni di realtà non informa. solo l’esperienza diretta è scevra da mediazione. certamente è impossibile avere informazioni dirette di avvenimenti che ci sono lontani ma.. primo non vedo perché devo, per forza di cose, sapere fatti a me lontani. a meno che, chi sta mediando questa informazione, non voglia ottenere da me una particolare reazione. secondo, questa abitudine a ritenere vere e importanti, sempre e solo, esperienze esterne estrapolate, ci inibisce da quello che ci accade nell’immediato. cioè non si crede a quello che avviene sotto casa se non è stato mediato dall’autorità e dal suggello delle immagini. il famoso: l’ha detto la televisione. ipse dixit.
    oggi devi guardare la televisione come anticamente dovevi partecipare ai riti sociali. la televisione è l’atto di comunione che ci rende uguali. è un imperativo, un rito ineludibile. quando ho smesso di guardarla, la prima cosa che ho avvertito è stato di non appartenere più alla società. ero tagliato fuori. lavoravo in un bar e ascoltavo i discorsi dei miei coetanei perdendo il significato di quello che dicevano. perché non avevo più dentro di me le parole che la televisione aveva messo nella loro testa nello stesso modo.
    comunque, quello che più mi preme, è ricordare ancora una volta come il dizionario mentale delle persone venga uniformato attraverso la mediazione di massa delle immagini. e cosa sono le idee? come le rappresentiamo nella nostra testa? cosa accade quando pensiamo? escluso chi è in cammino verso stadi elevati di meditazione, quando pensiamo utilizziamo un linguaggio interno fatto di concetti presi in prestito dal linguaggio esterno costruito essenzialmente di immagini e suoni. un concetto è un’idea. se scrivo o dico rosa cosa pensi? la relazione tra la parola e l’idea che si accende è biunivoca ed esclusiva. è la descrizione del mondo in cui vivi. ma se la fonte delle parole e delle immagini che utilizzi, e quindi delle idee e dei concetti che hai è unica.. che descrizione del mondo vuoi avere? libera? certo.. non è ipnosi. ma è imposizione di un pensiero unico attraverso un processo inconscio. smettiamola di farci colonizzare il cervello. grazie e ciao. umbe@economiagaia.it

    Commento di 'mbé bi — giugno 11, 2009 @ 8:34 pm | Rispondi

  2. A proposito d’ipnosi politica: ci sarebbe anche l’uso dell’ipnosi come strumento di spionaggio. Mi sono sempre chiesto se gli assassini -sconosciuti spuntati dal nulla- di John Lennon, Gandhi e Kennedy e chissà quanti altri, fossero stati ipnotizzati.
    Poi, per avere un quadro completo della situazione, resta da capire perchè il potere “non vuole” un popolo nello stato di veglia e perchè il popolo, a sua volta, è così facilmente propenso a farsi addomesticare.

    Commento di F. M. — giugno 14, 2009 @ 12:00 pm | Rispondi

  3. Segnalo sul fenomeno dell’ipnosi animale, oggi più noto come “immobilità tonica” il documentario “La fuga impossibile; immobilità tonica come difesa” a cura di Carlo Alfredo Clerici, Concetta Feo e Laura Veneroni, realizzato e prodotto dal CTU dell’Università degli Studi di Milano. Sarà presentato martedì 23 novembre 2010 alle ore 17.30 presso lo studio televisivo del CTU dell’Università degli Studi di Milano, p.zza Montanelli 14, Sesto S. Giovanni Milano (metropolitana Sesto Marelli). E’ in corso di pubblicazione anche un volume sullo stesso argomento: Clerici CA, Veneroni L. “Ipnosi animale”, immobilità tonica e basi biologiche di trauma e dissociazione. Aracne, Roma 2010.

    Commento di psicologialibera — novembre 14, 2010 @ 10:27 am | Rispondi

  4. E’ disponibile su Youtube in forma integrale il documentario
    “La fuga impossibile. Immobilità tonica come difesa” al link:

    L’animale si paralizza di fronte al predatore quando non può scappare. Una persona resta inerme di fonte all’aggressore. In comune lo stesso meccanismo biologico, spesso alla base dell’intenso trauma che la vittima vive. Un documentario fra psicologia comparata, psicoterapia e medicina legale.
    Il documentario di Carlo Alfredo Clerici, Concetta Feo e Laura Veneroni è stato realizzato dal CTU dell’Università degli Studi di Milano.
    Sullo stesso tema è stato pubblicato il volume “Ipnosi animale, immobilità tonica e basi biologiche di trauma e dissociazione” di Carlo Alfredo Clerici e Laura Veneroni, con i contributi di Cesare Albasi e Concetta Feo. Prefazione di Marco Poli. Editrice Aracne, Roma 2011. Un’ampia anteprima è disponibile su http://www.scribd.com/doc/52192689/Ipnosi-animale-immobilita-tonica-e-basi-biologiche-di-trauma-e-dissociazione

    Commento di Carlo — maggio 15, 2011 @ 2:12 pm | Rispondi


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