Nuovo Masada

maggio 29, 2009

MASADA n° 930. 29-5-2009 LO SCIAMANESIMO- Parte prima

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Prof.Viviana Vivarelli
Corso su GLI STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

Racconto africano – Incontro con uno sciamano azteco – Il nato due volte –
Rituali di trasformazione – La tranverberazione – Albero sciamanico – Poteri

Possiamo definire lo sciamano come un veggente ispirato che gode di prestigio sociale ed e’ assistito da spiriti guardiani, egli entra in una trance profonda, nella quale il suo io sognante tesse relazioni con poteri spirituali”.
(Ake Hultkranz)

C’era una volta una ragazza africana che si ammalo’ di depressione.
Ando’ dal medico che la curo’ con psicofarmaci, ma la depressione non guari’. Ando’ dallo psichiatra che la curo’ con prodotti ormonali, ma la depressione continuava. Il neurologo propose allora di mandarla in una clinica. La ragazza aspetto’ finche’ la sofferenza non divenne troppo grande. A quel punto si rivolse allo sciamano della tribu’.
Egli l’ascolto’ in silenzio. Quando ebbe finito, le parlo’. Le disse che gli antenati l’avevano scelta per darle una missione. Il suo dolore significava che la vita che aveva fatto fino adesso era finita e quella pelle non le bastava piu’, doveva salire su un gradino piu’ alto e prepararsi per un nuovo compito. Avrebbe cambiato pelle perche’ avrebbe cambiato anima.
Doveva spalmarsi tutto il corpo ed il viso, tutta la pelle meno gli occhi, di argilla bianca, senza toglierla mai per un tempo molto lungo, una bianca argilla che l’avrebbe curata nel corpo e nell’anima, si sarebbe vestita di bianco e avrebbe fasciato il capo di stoffa bianca. Cosi’, tutta bianca, come un morto o un neonato, un fantasma o un angelo, sarebbe rinata, sarebbe stata visibile agli Antenati e loro l’avrebbero trovata facilmente e sarebbero venuti a parlarle nei sogni.
Ogni mattina la ragazza sarebbe andata alla capanna dello sciamano e gli avrebbe raccontato i suoi sogni, perche’ nei sogni gli dei ci parlano ma noi non ne comprendiamo il messaggio. Ogni mattina lo sciamano avrebbe aiutato la ragazza a capire i suoi sogni. E insieme l’avrebbe addestrata, con altri allievi, ad imparare i segreti della natura e delle erbe e delle sostanze naturali che guariscono. In particolare le avrebbe insegnato i segreti dell’argilla bianca, che ha il potere di dare un nuovo corpo e una nuova conoscenza.
L’argilla bianca poteva guarire ogni male, cosi’ la ragazza sarebbe andata ogni giorno con la sua tanica di plastica a prendere l’argilla, in cima a un dosso ripido, dentro una grotta dove zampillavano piccoli sbocchi vulcanici di argilla medicamentosa piena di minerali. E, quando fosse stata nella caverna, la ragazza avrebbe mangiato anche un po’ di questa argilla e avrebbe avuto spaventosi dolori di pancia che l’avrebbero purificata anche nell’interno. Poi sarebbe iniziata la guarigione.
Con questa argilla la ragazza africana avrebbe guarito prima se stessa e poi gli altri, avrebbe imparato a curare gli storpi e i sordi e i malati di ogni male.
Per 17 anni la ragazza imparo’. Imparo’ a guarire se stessa, guarendo gli altri. Imparo’ a cambiare. Si trasformo’. Dopo 17 anni era molto diversa, era diventata una vera sciamana e pote’ lavarsi via l’argilla bianca e ritrovare il suo corpo tenero e indifeso, come rinato, pote’ lasciare il suo maestro e andare di villaggio in villaggio a curare da sola le persone malate, tristi o sofferenti.

Quando la malattia viene, la vita si ferma. Quando la vita si ferma, ci fa soffrire perche’ ci chiede di cambiare. Senza sofferenza non cambieremmo mai. Stare fermi sul luogo del cambiamento non serve. La vita puo’ andare avanti solo quando il cambiamento sara’ accettato. Rifiutare il cambiamento significa rifiutare la vita e restare nella malattia, e a quel punto il dolore diverra’ ancora piu’ forte. Potremmo pensare che il dolore e’ un segno. Ma ci vuole molta saggezza per capirne il senso. Il dolore e’ una moneta con due facce, la prima fa molto male, ma e’ molto difficile voltare la moneta e leggerne il valore, perche’ cio’ significa cambiare pelle e diventare un’altra persona, e questo all’inizio e’ quasi impossibile. Cosi’ si puo’ continuare a soffrire per molto tempo, ci si puo’ persino affezionare alla malattia come se fosse la parte piu’ importante di noi stessi, se ne puo’ anche morire. Ma non si fa un buon lavoro per noi e non si fa un buon lavoro per la vita.

Molti credono che la via sciamanica sia attraente perche’ e’ una via di potere e noi viviamo in una civilta’ dove il potere e’ venerato sopra ogni altra cosa. Se ne hanno i requisiti, alcuni possono diventare suggestionatori di folle, come Hitler, che istitui’ una commissione apposita per studiare lo sciamanesimo nel mondo come strumento di manipolazione mentale, o come i moderni ipnotizzatori del video che si avvalgono di strategie del marketing o della psicologia del subconscio per creare induzioni mentali nei telespettatori a fini politici o commerciali, o come fanno i venditori di magia a caro prezzo che creano veri fenomeni di plagio mentale.
Ma la via dello sciamanesimo e’ una via di conoscenza e usarla come via di potere crea solo una confusione che puo’ essere pericolosa a chi la fa e a chi la riceve.
La conoscenza e’ essa stessa terapeutica, perche’ e’ luce, e agisce in quanto illumina e non perche’ suggestiona con effetti speciali.
Cio’ a cui le persone devono rivolgersi e’ la consapevolezza, non il potere.
Non conta tanto diventare onnipotenti, quanto capire meglio come condurre la propria vita, individuare il nostro scopo esistenziale, fonderci coi principi profondi dell’universo ed aprirci ad un maggiore aiuto verso gli altri.
In questo compito il potere e’ un ostacolo, aumenta l’egocentrismo e il senso di possesso e non e’ in linea con quanto la magia richiede.
Il potere e l’amore sono opposti. E quanto piu’ cresce l’uno, diminuisce l’altro.

Sciamano viene da sha man, uomo di conoscenza, che non vuol dire uomo di potere. Ma nessuno vuol intendere questo fino in fondo. Nessuno e’ disposto a sacrificare tempo e pazienza per un risultato che vuole rapido e veloce, mentre senza lo sforzo nel tempo, non c’e’ cosa che non resti sterile o non sia di poco conto. E l’unico sforzo nel tempo che vale e’ quello che produce la trasformazione di se stessi.
Questo i veri sciamani lo sanno e impongono ai loro discepoli lunghe prove di resistenza per saggiare quanti di loro meritano di andare avanti e quanti sono li’ solo per qualche facile risultato.

Tre tipi di uomini andarono al mercato – dice il filosofo – gli uni per comprare, gli altri per vendere. Migliori erano quelli che vennero per vedere”.

Ogni uomo tende, che lo sappia o meno, a diventare uno sciamano o a venerare chi lo sia diventato”.

Non e’ lui che cerca le conoscenza sciamaniche ma esse che cercano lui. Ha reciso la sua volonta’, rinuncia a dirigersi e si fa guidare dal destino”.
Ellemire Zolla

INCONTRO CON UNO SCIAMANO AZTECO

Al Convegno di parapsicologia di Riccione del 2000 ero con la mia amica Daniela e le raccontavo la bellissima storia della Madonna di Guadalupe che apparve all’indio azteco nel 1500. Le descrivevo l’indio scalzo e vestito poveramente e, mentre raccontavo, ci siamo alzate da tavola e nella hall, seduto sul divanetto blu elettrico c’era un autentico sciamano azteco che ci guardava. La mia amica e’ restata un po’ sbalordita e mi ha dato una gomitata, chiedendomi: “Ma quello, e’ vero?”, perche’ qualche volta, a quel tempo, io vedevo delle forme fantasmatiche e avevo la strana caratteristica di allargarne la visione anche a chi mi era vicino.
L’indio era uno sciamano, ci ha sorriso e ha detto, in un fluido spagnolo: “Noi siamo creature di luce e veniamo da lontano. Gli spiriti di luce si incontrano ovunque. E questo non e’ un incontro, ma e’ un appuntamento”.
Era un indio di eta’ indefinita, non piu’ giovanissimo, tonico nella pelle abbronzata e nelle gambe nude, ma i suoi lunghissimi capelli avevano fili grigi. Era scalzo, con una fascia rossa e nera sulla fronte (colori che nella cultura azteca indicano conoscenza e saggezza), le collane rituali di ceramica erano molto antiche, e aveva un solo occhio, perche’, da piccolo uno degli occhi era rimasto chiuso e formava una stretta fessura. E, guarda caso, era proprio uno sciamano azteco che veniva da Guadalupe. Mi disse che quella era la montagna sacra a una dea della terra azteca per cui l’apparizione della Vergine incinta fu per loro normale, perche’ corrispondeva a una dea gia’ conosciuta.
Per quanto avesse un solo occhio era affascinante e la mia amica Daniela rimase immediatamente presa di lui e prese a confondersi, come succede alle persone che hanno un colpo di fulmine, e diceva cose di cui subito si pentiva, tipo: “Si vede che tu hai un terzo occhio!”, frase non corretta per uno che di occhi ne ha solo uno e cosi’ via.
Cosi’ abbiamo parlato. Avevo a quel tempo un piccolo fantasma triste in casa, a Bologna. Lo sciamano mi parlo’ da pari a pari e mi insegno’ un rituale per liberare le anime perdute, insieme mi regalo’ un pezzo grezzo di coppale..
Il rituale era molto bello, e suonava profondo nel suo spagnolo grave e carismatico:

Si mettono al centro della stanza infestata sul tavolo o in terra un frutto, una coppa d’acqua, una candela accesa. Si accende il coppale e lo si porta a coppa prima nel centro della stanza invocando la dea della terra e il dio del cielo, basso e alto, poi nei quattro angoli della stanza invocando i 4 dei del mondo. Occorre muoversi girando da sinistra, in senso orario (come si muovono i Buddhisti attorno agli stupa). Si gira nel senso est- sud- ovest e nord. Dopo che i 4 angoli sono stati purificati dal coppale (e dunque sono stati invocati i 6 dei del mondo) lo si porta al centro, il fumo del coppale avra’ attratto a se’ l’anima perduta. Essa ha fame e lo porteremo al frutto perche’ mangi, il frutto restera’ visibile perche’ lo spirito mangera’ l’essenza del frutto, restera’ li’ ma non avra’ piu’ sapore; lo porteremo all’acqua e lo spirito ha sete e berra’ l’acqua, l’acqua restera’ visibile ma non avra’ piu’ l’essenza di acqua, lo porteremo infine alla candela, lo spirito e’ nel buio e la luce della candela lo guidera’ e lo portera’ a liberarsi salendo verso l’alto“.

Il rituale era bello, anche se poi io non l’ho seguito, perche’ solo chi ha lo spirito del rituale puo’ farlo, gli atti esterni sono solo indicatori fisici, ma la via viene aperta dall’anima e io non avevo l’anima giusta per liberare lo spirito imprigionato. Io non eseguo mai rituali. Li studio solamente per amore di cultura. Ma in qualche modo, anche da lontano, il mio fantasma e’ stato curato con preghiere, incenso e mirra, e alla fine e’ sparito lo stesso e nessuno piu’ lo ha visto.
Ci sono stati altri fenomeni ma quello e’ scomparso, portandosi dietro quella cappa di depressione angosciosa che gravava sulla casa.

Lo sciamano si chiamava Pioggia di fuoco. Con un suo amico azteco (‘Colui che scrive dipingendo’) era a Riccione per farci vedere i rituali sciamanici, che furono presentati quella sera nel teatro ed erano bellissimi.
L’incontro fu bizzarro e straordinario. Parlammo altre volte. Ogni volta, dopo aver parlato con lui, camminavo a lunghi passi come fossi diventata piu’ alta e mi sentivo piu’ sana e piena di forza. Forse ho visto solo un danzatore per turisti, forse ho incontrato davvero uno spirito di luce.

Pioggia di fuoco ci racconto’ una sua esperienza pericolosa con il pejote, in cui il suo cuore si era fermato. Diceva che ognuno proietta cio’ che ha in se’. E con l’elemento psicotropo (la droga allucinogena) uno tende sempre a ritrovare cio’ che ha. Il pejote aumenta la bonta’ del buono e il male del perverso, percio’ il suo potere puo’ avere risultati buoni come no.

COS’E’ LO SCIAMANESIMO

Lo sciamanesimo e’ un antichissimo ma ancora usato sistema di conoscenza e di guarigione: shaman vuol dire appunto ‘uomo di conoscenza’, e’ un termine tunguso, e nasce nelle popolazioni nomadi siberiane o del centro Asia. Indica un insieme di operazioni coscienziali che si ritrovano su tutta la faccia della Terra, Indonesia, Africa, Australia, America…
Ci sono analogie con termini simili: Saman = tunguso; samana = lingua pali; sramana = sanscrito; cha-men =cinese; samane =monaco buddhista in tocarico.
Lo sciamanesimo e’ un fenomeno antichissimo presente gia’ al tempo dei cacciatori nomadi del paleolitico. Nelle antiche cerimonie di caccia lo sciamano aiutava i cacciatori con la chiaroveggenza, indicando dove avrebbero trovato gli animali. Le pitture di Lascaux rappresentano proprio trance sciamaniche relative alla caccia.
Il tamburo, che e’ lo strumento per eccellenza dello sciamano, e’ probabilmente uno degli strumenti piu’ antichi del mondo. Si sono trovate bacchette di tamburo, di osso, di 50.000 anni fa.
Lo sciamanesimo e’ un fenomeno transculturale. Corrisponde, piu’ che a una tecnica, a una capacita’ ed a un potere che presso molti popoli viene attribuito al re. Nell’antica Cina il sovrano era anche uno sciamano e persino i re di Francia ebbero poteri terapeutici fino alla fine del 1700: una volta l’anno essi guarivano con il tocco certe malattie della pelle come la scabbia. Del resto anche i dermatologi di oggi ritengono che le malattie della pelle abbiamo una origine psicosomatica; alcune di esse come porri o verruche spariscono con l’ipnosi, altre, come i fuochi di D. Antonio o gli orzaioli vengono fatti sparire ancora oggi dalle mammane con formule rituali nelle nostre campagne.

Dove le figure del capo spirituale e del capo materiale erano incarnate da due soggetti diversi, lo sciamano poteva avere poteri superiori a quelli del re, come avvenne presso i Celti.
In tempi molto antichi sembra che lo sciamanesimo sia stato retaggio femminile, il che fa pensare che le donne siano state predisposte a questa attivita’ da sempre, per costituzione naturale, oppure che in ere molto antiche la struttura tribale fosse patriarcale e anche il sacerdozio che si accompagnava alla profezia puo’ essere stato femminile, per migliaia di anni, fino all’era cristiana.

In Cina medium e guaritrici incorporavano gli spiriti e le anime dei morti. Delle donne Wu si diceva che potessero rendersi invisibili, tagliarsi la lingua, inghiottire spade e sputare fuoco. Esse ballavano in circolo (come le streghe del sabba medievale) e conoscevano il linguaggio degli spiriti; attorno a loro gli oggetti si sollevavano, cozzando tra loro e avvenivano vari fenomeni medianici. Tutto questo e’ ancora vivo nelle campagne cinesi piu’ remote, malgrado la propaganda materialista. Le donne Wu sono medium per incorporazione e identificano l’esorcista con la posseduta.

Anche presso le antiche culture mediterranee abbiamo, in epoche antiche, il sacerdozio femminile, accompagnato da trance, sonno incubatorio e divinazione (una statuetta di Malta mostra l’incubazione di una sacerdotessa-medium che in sogno vede la diagnosi e la terapia).

I luoghi di culto e di trance erano sotterranei, caverne, fiumi segreti, sorgenti nascoste con divinita’ che avevano a che fare con l’energia della terra, della luna e delle acque.
Le divinita’ invocate erano in genere divinita’ nere e da loro nasce l’infinita serie delle Madonne nere o divinita’ femminili scure collegate alla terra e alla guarigione (in Egitto la dea della terra e’ Iside, parola che vuol dire ‘pietra nera’, come nero e’ Sobek, il dio coccodrillo, corrispondente all’energia minus (polarita’ negativa) della terra e dell’acqua (o energia yin del Tao).

Di questi riti alla dea nera abbiamo traccia a Bologna nel gruppo delle sette chiese, dove c’e’ un pozzo costruito nel tardo impero romano in un antico tempio egizio dedicato a Iside. Il pozzo (mundus) era in realta’ ancora piu’ antico e risaliva ad un punto speciale scelto dagli Etruschi al centro del primitivo insediamento, per far emergere le energie della terra. Nel Medioevo si arrivava a queste acque in pellegrinaggio per chiedere miracoli di guarigione, come oggi andiamo a Lourdes.
Un altro punto sacro e taumaturgico di Bologna era a San Luca, sul colle, dove esisteva una sorgente di acque sotterranee che guariva i malati, attorno ad essa fu innalzato un tempio pagano e poi, in era cristiana, un santuario dedicato, naturalmente alla Madonna nera, simbolo dell’energia profonda della Terra.
Il punto del tempio centrale, sotto la cupola, e’ il punto che ha l’energia piu’ alta di tutta l’Italia. Si puo’ misurarlo con gli strumenti della radioestesia.

RINASCITA

“Il segreto e’ scoprire che veramente Materia e Spirito sono mescolati, che l’una e’ solo il riflesso dell’altro, e che attraverso l’una esistono chiavi d’accesso per raggiungere l’altro. L’importante era sopprimere la barriera, i meschini limiti imposti dalla ragione, che blocca la percezione, che deve invece essere libera per poter accedere al Mistero
Agnese Sartori (antropologa)

Lo sciamano si distingue dagli altri uomini per essere un ‘nato due volte’, una persona che e’ morta alla sua realta’ primaria (fisio-psichica o spirituale), alla sua configurazione umana iniziale, per rinascere diverso. “In verita’ se non morirete nella carne, non rinascerete nello spirito”, dice il Cristo.
La morte puo’ essere stata fisica o psicologica, fortuita o rituale, individuale o guidata, ma comporta sempre una trasformazione, uno scardinamento delle strutture cognitive di base, una nuova configurazione.
Questa seconda nascita e’ presente in tutti i sistemi culturali, e’ un archetipo, cioe’ una grande immagine psichica primaria, rappresentato dal mito del dio che muore e rinasce, un grande simbolo presente in tutte le religioni antiche.

La trasformazione prevede tre momenti: passione, morte e resurrezione.
Nel rituale, il corpo fisico viene smembrato, gli organi interni si rigenerano, nasce un uomo nuovo che risorge e puo’ comunicare con gli spiriti.
Una leggenda indiana dice che il Buddha, quando torno’ alla sua citta’ natale, si alzo’ nello spazio, taglio’ a pezzi il proprio corpo, fece cadere i pezzi e poi li rimise insieme. La leggenda riprende il tema dello smembramento iniziatico e dell’ascesa al cielo.
Similmente il corpo del Cristo viene torturato e crocifisso ma poi risorge come corpo splendente. Il corpo rimesso insieme e’ un corpo nuovo che ha poteri nuovi.

In modo grossolano questo smembramento del corpo fisico viene rappresentato dal fachiro ai turisti con una messa in scena che mostra una corda si solleva verso un albero, un ragazzo sale sull’albero e vi si nasconde, il fachiro lancia il coltello in alto e dall’albero cadono falsi pezzi di membra.
La corda simboleggia l’ascesa dalla Terra al cielo, in Tibet essa e’ immaginata come un vortice di energia che sale da uno dei chakra (in genere il 2°, il 4° o il 7°) verso altre dimensioni.

Il mito del dio ucciso e resuscitato e’ presente in molte mitologie. Nei poemi degli antichi Celti abbiamo il dio Odino, ferito da spada, che da se stesso si appende per 3 giorni e 3 notti (o 9) al grande Frassino, o Albero del Mondo, senza mangiare ne’ bere, finche’ al culmine del supplizio riceve l’illuminazione e le Rune gli rivelano il loro potere. Esse sono i sacri simboli della conoscenza. Da Odino viene la simbologia di un arcano maggiore dei tarocchi, l’Appeso, la cui comparsa indica il sacrificio dell’Ego primario e la sua trasformazione spirituale; questa si accompagna al ‘vedere’ oltre le cose, la chiaroveggenza.

Presso gli antichi Egizi abbiamo il dio Osiride fatto in 14 pezzi (mezzo ciclo lunare, 14 e’ il numero della prigionia e dell’impotenza) dal cattivo fratello Seth (Satana) e dai 72 compari. Seth sparge i pezzi in tutto il paese, ma la sposa Iside li cerca e li rimette insieme per farlo risorgere, trova tutti i pezzi meno il membro, ma ugualmente alitando su di lui, Iside riesce a rimanere fecondata.
72 e’ un numero simbolico negativo che rappresenta la Terra e il Male. 72 sono le lingue che Dio confuse nella torre di Babele, 72 i mali nell’Islam.
Per gli antichi Greci il dio fatto a pezzi e poi ricostituito e’ Dioniso divorato dai Titani, bruciati dal fulmine di Giove e infine per suo volere resuscitato dalla cenere.
Per i Cristiani e’ il Cristo ferito e appeso all’albero della Croce e risorto dopo tre giorni.

L’archetipo di morte e resurrezione segna la storia sciamanica; il mito narra l’archetipo attraverso una storia; il rito ne riattiva emozionalmente l’energia, e la vita dello sciamano ripete il tutto nella sua carne e nel suo cuore. Cosi’ fa lo stigmatizzato cristiano quando incorpora e somatizza la passione del Cristo il Venerdi’ Santo.

Il passaggio alla situazione sciamanica puo’ essere rituale, dove ci sia una iniziazione ma questa puo’ anche essere spontanea e involontaria, e destruttura di colpo la persona, senza alcuna preparazione preliminare, in modo traumatico.
Il cambiamento puo’ presentarsi all’improvviso a seguito di eventi forti, in particolare una morte da cui si ritorna, una malattia molto grave, una grave depressione, un trauma, un lutto… Questo e’ cio’ che avviene in genere in Occidente.

I segnali dell’iniziazione avvenuta sono: la variazione del modi di percepire, le OBE, la veggenza, una visione alterata del mondo e del suo significato, un diverso rapporto con cose o persone, la vista dei campi energetici ecc.

RITUALI DI TRASFORMAZIONE

Presso gli eschimesi il vecchio sciamano estrae l’anima dal suo discepolo, la toglie dagli occhi, dal cervello e dalle viscere, dopodiche’ l’anima conservera’ il suo potere di uscire dal corpo per fare viaggi astrali.
Poi il maestro gli trasmette l’angakok, che e’ una illuminazione, “una luce misteriosa che lo sciamano sente d’un tratto nel corpo, dentro la testa, dentro il cuore, dentro il cervello, un faro che gli fa vedere eventi futuri e segreti.”
Alcuni sono educati ad essere sciamani e ricevono una iniziazione, vivendo una morte iniziatica. Altri diventano sciamani in modo naturale, perche’ sono giunti vicino alla morte o l’hanno attraversata e sono tornati indietro, oppure hanno subito una morte psichica come una depressione o un lutto molto gravi. In ogni caso hanno vissuto una trasformazione violenta, lasciando la configurazione energetica iniziale per una profonda metamorfosi.
Il mito del dio morto e risorto indica che l’uomo puo’ oltrepassare la sua condizione materiale, morire alla materia o alla sua egoicita’ per rinascere nello spirito.

Dal Vangelo secondo Giovanni
C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei. Egli ando’ da Gesu’, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti puo’ fare i segni che tu fai, se Dio non e’ con lui”.
Gli rispose Gesu’: “In verita’, in verita’ ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non puo’ vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodemo: “Come puo’ un uomo nascere quando e’ vecchio? Puo’ forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.
Gli rispose Gesù: “In verita’, in verita’ ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non puo’ entrare nel regno di Dio. Quel che e’’ nato dalla carne e’ carne e quel che e’ nato dallo Spirito, e’ Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: cosi’ e’ di chiunque e’ nato dallo Spirito
”.

Lo sciamano dunque e’ un uomo trasformato. I popoli antichi conoscevano molti rituali per accompagnare la trasformazione da uomo in sciamano.
Presso gli aborigeni australiani gli iniziati dormono dentro precise caverne sacre, che sono punti nodali tra due dimensioni, dove si incontrano i Signori del Tempo del Sogno. Queste caverne sono diverse per gli uomini e per le donne; qua l’iniziato dorme o entra in trance e allora gli Esseri del Tempo del Sogno verranno e faranno a pezzi il suo corpo visibile per ricostruirlo come corpo di luce, questo passaggio all’energia cristallizzata e’ visto come intervento degli spiriti che tolgono alcuni organi dall’interno del corpo umano e li sostituiscono con cristalli di quarzo, che hanno poteri magici. I quarzi sono gettati giu’ dal cielo dagli Esseri Supremi per trasformare gli esseri con la loro forza magico-religiosa.
Nel rito di iniziazione si beve acqua in cui sono stati dei quarzi, che dunque sono sensibilizzati sulla loro onda di energia, energizzati. La trasformazione e’ affidata a forze sovrumane che fanno evolvere i veggenti.
Lo smembramento del corpo ordinario e la successiva ricomposizione come corpo magico forma l’uomo nuovo, l’uomo magico.

La meditazione o il sonno in caverne speciali e’ presente anche in Cile, e presso gli Eschimesi o i nativi americani.
Ritroviamo il motivo dei cristalli di rocca in tutto il mondo, Sudamerica, Malacca ecc. E c’e’ una simbologia di potere collegata a 13 teschi di quarzo, a mandibola fissa o mobile, ritrovati in Amazzonia, che venivano probabilmente usati a scopo divinatorio.
Il primo fu trovato nel 1927 nelle rovine maia del Guatemala, pesa 5 kg ed e’ lungo 18 cm. Fu scolpito lungo l’asse principale del cristallo con una tecnica estremamente avanzata che sfrutta l’asse di simmetria su cui si sistemano gli atomi e che abbassa notevolmente la possibilita’ di frantumare il pezzo. Sulla superficie del teschio non c’era la piu’ minima e microscopica graffiatura.
La leggenda parla di 13 teschi e dice che quando saranno riuniti in un solo luogo finira’ il mondo, oppure (e’ l’altra versione della leggenda Maya) essi trasmetteranno all’uomo tutta la loro conoscenza e avremo un mondo nuovo con uomini nuovi.

Uno di questi teschi di cristallo e’ di Anna Mitchell-Hedges ed e’ antico di 3600 anni fa. Un altro e’ al British Museum. Un terzo al Musée de l’Homme di Parigi, un 4° a Washington, un 5° e’ della famiglia Parks, sempre scoperto in Guatemala e che si chiama di ametista perche’ e’ di quarzo viola, ma ce ne sono altri. Sono detti anche ‘teschi del destino’ e gli indigeni li collegano alla malattia e alla morte, come se il loro potere fosse tanto benefico quanto malefico.
Il mistero su come siano effettivamente create queste fedeli riproduzioni anatomiche non e’ mai stato risolto.
Com’e’ stato possibile creare simili oggetti? E qual e’ il loro scopo? Gli esperti non hanno saputo dare una spiegazione chiara e plausibile a nessun interrogativo.
Certo e’ che il quarzo e’ un minerale curioso che e’ in grado di risuonare, trasmettere, amplificare, immagazzinare, mettere a fuoco e strutturare l’energia. Ed e’ capace di entrare in contatto telepatico con la mente umana. Questi teschi potrebbero, dunque, ipoteticamente, contenere realmente delle informazioni, allo stesso modo dei cristalli liquidi dei nostri pc.

Presso i nativi americani l’iniziazione comincia con un periodo di digiuno e solitudine in un luogo aspro e desolato, anche qui, lo sciamano, per morire col corpo materiale e rinascere col corpo spirituale, deve affrontare delle prove.
Il candidato siberiano sta da tre a nove giorni in un luogo isolato, senza parlare, senza mangiare, limitando il respiro. Si immagina che gli spiriti dilanino il suo corpo, raschino la carne dalle ossa e bollano le ossa stesse in acqua bollente.
Gli Jakuti pensano che la testa venga mozzata o trafitta da una lancia, perche’ occorre acquisire un’altra mente che pensa un altro pensiero.

La trafittura della lancia e’ presente in tutto il misticismo cristiano, con i buchi visibili delle stigmate, che comprovano l’immedesimazione con la passione del Cristo e l’apertura angelica del corpo tramite il dolore alla sacra conoscenza.
Gli stigmatizzati sono uomini che si identificano con l’energia del sacrificio. La simbologia della lancia e’ frequente in tutto il misticismo cristiano.
Essere trafitti da una lancia invisibile attraverso il corpo viene chiamato transverberazione.

Santa Teresa d’Avila:
Gli vedevo nelle mani un lungo dardo doro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a piu’ riprese nel cuore, cosi’ profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era cosi’ vivo che mi faceva emettere quei gemiti di cui ho parlato, ma era cosi’ grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, ne’ l’anima poteva appagarsi che di Dio. Non e’ un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralasci di parteciparvi un po, anzi molto. E un idillio cosi’ soave quello che si svolge tra lanima e Dio, che io supplico la divina bonta’ di farlo provare a chi pensasse che io mento”.

Nel complesso marmoreo del Bernini l’estasi di santa Teresa mostra la santa stravolta mentre un angelo la colpisce con una freccia.

Prima transverberazione di Padre Pio.
La sera del 5 agosto 1918 egli ebbe di colpo una visione terribile: “Stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando d’un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presento’ dinanzi all’occhio dell’intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata da cui sembrava uscisse fuoco. Vedere tutto questo e osservarlo scagliarmi con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutt’uno. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire… Dissi al ragazzo che si ritirasse perche’ mi sentivo male… Questo martirio duro’ senza interruzione fino al mattino del giorno sette. Cosa soffrii in questo periodo non so dirlo. Persino le viscere vedevo che mi venivano strappate dietro quell’arnese e il tutto era messo a ferro e fuoco. Da quel giorno io sono ferito a morte.

Chiara da Montefeltro, monaca agostiniana umbra del 1600, ebbe la visione di un Cristo affaticato che portava sulle spalle una croce. Il Cristo le disse: “Sono andato in tutto il mondo, cercando un luogo dove piantare la croce, ma non l’ho trovato”. Allora Chiara offri’ il suo cuore e Cristo affondo’ la croce nel suo cuore. Da allora essa visse consapevole di aver radicato nel cuore la passione di Cristo, essa diceva, nel suo dialetto umbro medievale: “Amo lo Cristo Crocefisso entro lu core meo”. Quando la santa mori’, l’autopsia rivelo’ che nel suo cuore la muscolatura si era aggrovigliata, rappresentando visivamente i simboli del Golgota: la croce, la lancia, ecc.

Nel mondo australiano troviamo: “Una lancia invisibile gli entra dalla nuca, gli traversa la lingua, gli esce dalla bocca. Questo buco sulla lingua gli restera’ per sempre”.
La lingua ha del resto una funzione di tramite tra il mondo inferiore e quello superiore: nella meditazione yoga le labbra sono semiaperte e la punta della lingua tocca il palato (rapporto tra i 5 chakra inferiore e i 2 superiori).

Lo sciamano e’ uno che e’ salito sulla scala dell’essere.
Le sue funzioni sono: la conoscenza oltre lo spazio e il tempo; la guarigione del corpo e dell’anima; il contatto con le energie del cielo e della terra; il colloquio con i morti o gli spiriti (e’ un mediatore tra mondi, uno psicopompo) ma cio’ che fa non lo fa per se’ ma per gli altri.

I passi della cerimonia iniziatica comprendono:
-isolamento o ritiro, nel deserto, nella caverna, sulla montagna…
-esistenza larvale simile a quella dei morti: digiuno, immobilita’, divieto di usare le dita, abiti o biacche di colore bianco che rendono simile a morto o spettro, o maschere funerarie bianche. Il bianco e’ il colore della morte e della nuova rinascita.
-inumazione simbolica.

La seduta sciamanica e’ un’opera d’arte potentemente drammatica in un’atmosfera di alta suggestione, uno spettacolo straordinario, con i fuochi, i canti, la danza, il costume, i miracoli, in uno spazio sacro dove tutto diventa possibile, dove i morti tornano vivi, e i vivi vanno nel regno dei morti, dove spiriti o energie sovrumane si manifestano e dove l’uomo esplica poteri impensabili. Per noi e’ difficile capire l’effetto di un simile spettacolo su una mente primitiva. Si rafforza il credo, si nutre l’immaginario, si potenzia il mito, si aprono varchi su mondi abitati da morti o spiriti, in una grande opera coinvolgente e intensa veramente trasformativi della psiche.
I nostri riti al confronto sono povera cosa.
Spesso, durante queste sedute, appaiono fenomeni paranormali: caduta di pietre dall’alto, apporti, luci, visioni, oggetti che volano ecc.
Lo sciamano e’ un guaritore che crede che l’anima possa essere invasa, portata via o che possa perdersi staccandosi dal corpo… e lavora su un piano astrale per guarire il malato ricercando la sua anima, liberandola e reintegrandola.

ALBERO SCIAMANICO

Nella tradizione sciamanica, il “sacro” significa riconoscere che il controllo non e’ nelle nostre mani, che non governiamo totalmente la trama delle nostre vite, e che esistono sistemi di energie superiori che dirigono il nostro cammino. Lo sciamano rispetta questi sistema piu’ ampi, riconosce la loro coscienza e le loro intenzioni e collabora con essi”.
(Jeanne Achtenberg)

Presso molte culture troviamo due concetti centrali: il Centro del Mondo e l’Asse del Mondo. Il centro riguarda lo Spazio sacro. L’Asse o Albero o Pilastro e’ idea universale, presente tanto in sistemi primitivi quanto in culture piu’ evolute (Grecia o Mesopotamia).
Ogni abitazione umana, ogni anima, e’ il Centro del Mondo e da essa e’ possibile l’ascesa al cielo. Il fedele compie le sue offerte e i sacrifici, ma lo sciamano ha il passaggio diretto e reale verso l’altra dimensione. Il suo viaggio e’ rappresentato come una salita sull’asse del mondo, albero mitico, frassino ventoso di Odino, albero di Osiride, betulla tungusa, albero della conoscenza, Zed o Jed egizio, croce cristiana o precristiana, che da tempo immemorabile rappresenta l’albero del mondo e la possibilita’ di passare a un livello superiore: scala dell’Essere, Montagna sacra, Pilastro, Olimpo o Meru, Sumur o Sambur, ziqurrat babilonese, piramide a gradoni egizia, stupa indiano….
L’asse cosmico ha i suoi livelli, 5, 7 o 9, secondo il livello evolutivo sottile.
L’albero cosmico a 7 rami corrisponde alla montagna a sette piani, la piramide a sette gradoni, sette cieli, sette sfere. Il numero puo’ variare ed e’ in genere dispari, 3, 5 7, 9.
Gli aborigeni australiani credono che l’uomo medicina di notte si arrampichi su una corda invisibile che raggiunge il cielo, dove puo’ conversare con gli spiriti. Nella religione Bon del Tibet, spiriti e morti raggiungono il cielo arrampicandosi su una corda. Gli sciamani Bon-po sono chiamati ‘i possessori della corda celeste’. La magia tibetana inizialmente era una magia nera per dare o togliere il malocchio e continua a essere usata accanto al Buddhismo, il Lamaismo ha conservato quasi interamente la tradizione sciamanica Bon, medium che non dipendono dal monastero, spesso sono medium a incorporazione e parlano per voce dei morti durante la trance. L’esorcista tibetano va alla ricerca dell’anima perduta.
Anche la croce, simbolo presente in molte culture, e’ spesso collegata al significato di scala celeste o albero che va dalla terra al cielo. Una delle croci piu’ note e’ quella chiamata ‘croce della vita’.

Io ho fatto sette anni di depressione, una cosa molto dura che mi ha portato sull’orlo del suicidio. Da quando sono uscita dalla depressione, e cioe’ da 12 anni, porto al collo una croce egizia, o croce della vita, simbolo dell’energia di Dio. E’ un simbolo molto piu’ antico del Cristianesimo ma il suo significato non e’ molto diverso. Questa particolare croce appare in Egitto a opera del faraone Akenaton. La croce ansata o nodo magico e’ detta ‘il vivente’, ed e’ simbolo di infinito; il geroglifico che la rappresenta augura ‘milioni di anni di vita futura’. Questa croce e’ uno degli attributi di Iside, la dea che resuscito’ il suo sposo fatto a pezzi e appare nella mano di quasi tutte le divinita’ egizie, come emblema di vita divina e di eternita’. In alto un cerchio indica cio’ che non ha inizio ne’ fine, cioe’ l’anima che e’ eterna. Sotto: l’albero che rappresenta la possibilita’ di ascendere a livelli diversi di coscienza, la trance dell’iniziato e la sua ascesi. La croce raffigura lo stato di estasi, la condizione di morte e rinascita. Nei riti iniziatici egiziani l’eletto era steso su una croce sdraiata a terra e cosi’ appare nei disegni dei templi. La croce ansata o di Ankh era applicata sulla fronte dei faraoni e degli iniziati, per indicare che il loro terzo occhio si sarebbe aperto sui segreti eterni, e gli dei la presentano ai morti quando arrivano nell’al di la’ come segno di vita eterna. In Egitto molti amuleti erano in questa forma (in legno, diaspro o quarzo) e venivano appesi al collo delle mummie. Chi possedeva la chiave dei misteri esoterici poteva aprire le porte dei morti e penetrare il senso nascosto della vita. Nel corso delle cerimonie funebri il sacerdote impugnava la croce come una chiave per aprire le porte dell’eternita’

L’ascesa rituale dell’albero simbolico, cosmico, compare presso moltissimi popoli.
Lo sciamano costruisce il proprio tamburo con un ramo dell’albero cosmico, ricevuto durante un sogno iniziatico. L’Albero cosmico, come l’albero della croce, mette in contatto i vari livelli dell’Essere. Il suono del tamburo scardina la mente ordinaria e apre le porte dell’estasi, della trance o della possessione, come nei riti vudu di Haiti. I Celti chiamavano il tamburo ‘cavallo’, i Mongoli ‘renna’, i Samoiedi ‘arco’ perche’ scaglia lo stregone come una freccia verso il cielo divino. Col tamburo lo sciamano scala l’albero del mondo o asse del mondo.
L’albero cosmico affonda le radici nella terra e sale attraversando i mondi, in Gallia era la quercia, in Irlanda e Scandinavia il frassino, presso i Germani il tiglio, nell’Islam l’olivo, in Siberia la betulla o il larice. I Sioux danzano attorno all’albero totemico. L’albero cinese Chien-mu (legno diritto) attraversa nove mondi, ha nove rami e nove radici con cui si raggiungono nove cieli e nove fonti, dove sono le dimore dei morti. Attorno a questi alberi salgono e scendono uccelli o angeli, spesso in numero di 12, numero dell’ordine universale, cifra cosmica, o ci sono 12 frutti, come nell’albero della vita dell’Eden, o 12 radici…
Possiamo leggere il mito di Adamo ed Eva e dell’albero della conoscenza come una metafora dell’uomo che volle superare la condizione primaria, non vi riusci’ e fu ricacciato nella materia.
Nell’esoterismo ismaelita l’albero che supera il settimo cielo e’ la GNOSI, la conoscenza sacra. Anche l’albero della bhodi sotto cui Buddha riceve l’illuminazione e’ considerato un Albero del Mondo o Albero della Vita.

Un simbolo di grande interesse e’ lo ZED o Jed, che si presenta frequentemente nelle piramidi.

Nell’iconografia egizia questo simbolo compare spesso, per es. nelle colonne o nei geroglifici. E’ detto ‘colonna dorsale di Osiride’ e si collega al mito di Osiride, ucciso dal fratello e fatto a pezzi, la moglie Iside raccoglie i pezzi e rimette insieme il corpo (archetipo dello smembramento e della riunificazione), riportandolo in vita, dopodiche’ Osiride diventa il dio dei morti. Il figlio Horus lo vendica uccidendo lo zio Seth,diventando cosi’ ‘il vittorioso’= vittoria della luce sulle tenebre. Osiride rappresenta l’archetipo della ‘morte e resurrezione’, e indica anche l’Egitto secco e morto che si rigenera grazie alle piene del Nilo, identificandosi con la natura che muore e risorge, per questo e’ chiamato ‘colui che controlla le coltivazioni’. Rappresenta anche la speranza in una vita nell’al di la’.
Una delle leggende parla del corpo di Osiride messo in una cassa che viene portata a Biblo, sulla cassa cresce un albero che e’ poi tagliato e disperso. Lo ZED e’ probabilmente questo albero e indica l’asse del mondo, il simbolo e’ molto piu’ antico degli Egizi, e e’ presente addirittura nella preistoria.
Nel periodo predinastico lo troviamo scolpito in un tempio 2700 anni prima di Cristo. Sotto Akenaton (Amenofi IV) lo JED o ZED viene innalzato a simbolo supremo nel rito importantissimo dell’incoronazione del faraone.
In Egitto le energie sono rappresentate da molte divinita’. Osiride diventa importante dopo la quinta dinastia. Giza era il luogo di Osiride, signore delle gallerie sotterranee. Quando un egiziano moriva, il mito diceva che Horus lo conduceva alla Camera del Giudizio, la’ il suo cuore era pesato e confrontato con una piuma, sotto il controllo di Osiride.
Lo Zed compare per la prima volta in una tomba della 2° dinastia, ma sembra riferirsi a divinita’ piu’ antiche anche se confluisce poi su Osiride. Anche Erodoto narra i riti celebrati attorno allo Zed. Questo simbolo e’ associata alla chiave della vita che veniva data al faraone defunto per l’ingresso nell’al di la’. Probabilmente lo Zed sorgeva sulla piramide a gradoni di Sakkara, che e’ la piu’ antica piramide egiziana e viene giudicata la piu’ antica costruzione della terra, ma veniva da molto lontano.

Anche il libro di Enoch ne parla. Enoch e’ uno scrittore antichissimo di cui ci restano tre lunghissimi frammenti in copto. Che dicono: “Tutti i santi del cielo furono attirati dal grande rumore per vedere i massi trasportati per la strana torre… sotto c’era una scala luminosa, e la vasca della vita e una grande luce”. Enoch dice che ‘la strana torre’ veniva dalla Mesopotamia.
Lo Zed di Sakkara era formato da 200 blocchi di granito numerati, orientati, con una linea rossa di minio che indicava nord-sud, e una nera che indicava est-ovest. Il simbolo dello Zed appare su molte tombe e le pareti della tomba di Nerfertari ne sono piene, poi di colpo scompare. C’e’ chi ha ipotizzato che la piramide di Cheope sia stata il contenitore di un enorme Zed interno.
Al Louvre abbiamo vari Zed trovati nelle tombe, il piu’ antico e’ a tre livelli, l’ultimo a 5. Si dice che rappresentino 5 ere o 5 livelli o dimensioni; se si riferisse ad ere storiche, l’ultima corrisponderebbe all’era cristiana.
Lo Zed puo’ essere considerato un condensatore dell’energia: a tre stadi indica Krishna; a 4 stadi Osiride; a 5 Cristo. Ma ci possono essere delle relazioni con l’astrologia.
Keplero, che era astronomo e astrologo, diceva che Gesu’ era nato con 3 pianeti in congiunzione nello sfondo della Costellazione dei Pesci e che, quando i pianeti piu’ lenti (Giove, Saturno ecc.) stanno insieme per settimane uno sull’altro come a formare il corpo e la testa di una grande donna col bambino, in quel momento nasce Gesu’.

BASTONE

Facilmente il saggio e’ raffigurato come un vecchio che porta un lungo bastone, spesso ricurvo sulla cima, e con una bisaccia dei suo pochi averi, come un saggio itinerante. Il bastone rileva le energie sottili, come l’antenna del rabdomante e si perpetua nei pastorali dei vescovi e negli scettri dei re. Portano questo bastone i druidi celti come gli auguri etruschi, Nelle societa’ segrete cinesi taoiste il saggio e’ raffigurato con in mano un bastone di bambu’ con 7 o 9 nodi (numero dei cieli), analogo al Brahma-danda indu’, i cui nodi indicano i Chakra, le ruote dell’energia, le aperture che l’iniziato deve poter passare per giungere alla conoscenza, similmente 7 o 9 sono le tacche del bastone dello sciamano tunguso.
I Tungusi drizzano due tronchi collegati da traverse (5 o 7 o 9) e gli spiriti si sposteranno su questa scala, oppure piantano una betulla da cui sono tolti i rami cosi’ da formare 7 o 9 tacche, che sono sempre scalini per il cielo. In Australia gli sciamani dicono di salire una corda magica verso il cielo, come fanno anche i fachiri indiani. Questa corda e’ un tunnel di energia, una specie di buco spazio-temporale che immette in un’altra dimensione o in tempi o spazi diversi, un tunnel che sembra simile a quello visualizzato nel momento della morte e che unisce questo mondo all’altro. Il ‘tunnel’ o ‘ponte’ sono grandi archetipi universali, da sempre presenti nella psiche umana. L’estasi implica il loro passaggio.
Questo archetipo si presenta anche nei nostri sogni, quando deve venire un grande cambiamento o quando qualcuno e’ vicino alla morte, e’ la porta stretta, l’arco, il passaggio paradossale, il tunnel, il braccio di mare, l’arcobaleno. Lo si attraverso prima della morte o nell’estasi o in altre modificazioni della coscienza.

Il passaggio viene immaginato in modo diversi: puo’ essere difficile, stretto come una lama, sottile come un capello, guardato da demoni, protetto da angeli….
Nel rito puo’ essere rappresentato dal palo totemico, la betulla a nove tacche, la scala di sette spade, il lancio di sette frecce concatenate.
Tutti i riti iniziatici tendono a costruire questo passaggio verso l’al di la’, realizzando una rottura di livello, dalla realta’ ordinaria a quella straordinaria.
S. Paolo ha una visione in cui appare un ponte sottile come un capello che va verso il paradiso, lo stesso lo ritroviamo nella mistica araba: i buoni passano, i cattivi precipitano nell’inferno.
Ponte-sciabola, piccolo sentiero, lama tagliente, spazio angusto tra due demoni, corridoio, tunnel, galleria, porta stretta….
Parmenide dice nel suo poema iniziatico (la sua filosofia appare come una rivelazione data dagli dei): “Salii alle sorgenti dell’alba, ai due pilastri del cielo, dove le dee sono di guardia”.
La porta e’ l’intervallo che separa due dimensioni spazio-temporali, si puo’ passare dall’una all’altra solo fulmineamente con un balzo discontinuo. Chi riesce a fare questo balzo paradossale, ha superato la condizione umana, e’ uno sciamano, un eroe o uno spirito.
Le leggende dicono che un tempo gli uomini andavano su e giu’ dal Cielo alla Terra, poi persero questa possibilita’, l’estasi riporta alla situazione originaria, creando una regressione al tempo mistico, la trance viceversa permette al dio o al defunto o allo spirito di scendere a noi, cosi’ come il dio puo’ scendere i gradini i gradini verso l’uomo. La scala si sale o si scende.
In Malesia si infiggono dei pali sulle tombe, detti ‘scale delle anime’. Gli Egizi parlano di una scala reale per vedere gli dei (forse lo Zed o Jed). La stessa scala appare sui loro amuleti nelle tombe piu’ antiche.
Maometto vede una scala che dal tempio di Gerusalemme (centro mistico del mondo) sale al Cielo con angeli a destra e a sinistra, e la stessa immagine appare nelle visioni cristiane.

POTERI SCIAMANICI

Lo sciamano incontra vari nemici sulla via. Primo il terrore, tutti lo provano ma e’ meglio provarlo che non avere ‘conoscenza’. La lucidita’ di mente spegne la paura e da’ all’uomo la conoscenza dei suoi desideri. Ma essa e’ il secondo nemico: abbaglia,‘costringe’ l’uomo a non dubitare mai di se stesso. La piega chi la considera un mero strumento. Allora si raggiunge ‘la potenza’; ma anche ma anche questa puo’ diventare un nemico. La sbaraglia chi impara che il potere e’ solo un fardello sul proprio cammino” che “il potere non e’ mai suo”. Ecco infine l’uomo alla meta; ma proprio qui lo aspetta l’ultimo nemico, il desiderio di riposo, la vecchiaia. Di la’ si estende il mondo della conoscenza”.

L’uomo che giunge allo stato sciamanico e’ incommensurabile agli altri uomini. Per giungere a essere quel che e’ ha dovuto strapparsi di dosso se stesso. Quando si dipinge uno sciamano, in tutto il mondo, lo si raffigura come un corpo visto ai raggi x, con lo scheletro in evidenza, a significare che e’ denudato da tutte le illusioni. All’uomo in punto di morte la vita si presenta tutta in un baleno, lo sciamano procura di ottenere in anticipo questa esperienza liberatrice.”
(Ellemire Zolla)

Esiste un’altra realta’ che ci puo’ offrire aiutao nella vita, una realta’ piena di bellezza e di armonia, disposta ad offici lo stesso tipo di saggezza, del quale leggiamo nei libri di mistici e profeti
(Micheal Harner)

Lo sciamano e’ innanzitutto colui che comunica con gli spiriti, dunque conosce gli stati modificati di coscienza: la trance, cioe’ la perdita della propria identita’ corporea e mentale per attivare la comunicazione, e l’estasi, che vuol dire uscita de se’, ed e’ diversa dalla OBE proprio per il fatto di essere accompagnata dal contatto col divino.
I compiti dello sciamano sono molti: protegge la vita e la salute del gruppo, aiuta la fecondita’ della terra e delle donne, difende il mondo della luce contro le tenebre, lotta contro le potenze del male, e’ un operatore del Bene, conosce la morte, e’ un viaggiatore interdimensionale.
Egli apre le sue percezioni a un livello superiore, e’ un veggente, vede e sente cose che sfuggono alla maggior parte degli uomini, comunica con entita’ disincarnate, spiriti, animali, demoni, defunti, forze della natura, animali, vegetali e minerali. Spesso la sua trance e’ accompagnata da una fitta serie di fenomeni parapsicologici: levitazione di oggetti, tremore della tenda, caduta di pezzi di legno o pietre dal cielo, apporti… Lo Yoga Patanjali nomina varie siddhi, cioe’ facolta’, sciamaniche: volare negli spazi, sparire, diventare piccolo o grande… ma le siddhi hanno una importanza secondaria nell’Induismo, sono ancora un potere dell’umano, mentre il vero santo le trascende e non se ne cura.
Lo sciamano e’ un transcomunicatore tra mondi. I mondi possibili sono tanti, egli ne puo’ conoscere alcuni. Il materialismo pone solo il mondo visibile e tangibile come unica realta’, ma il viaggiatore coscienziale penetra in mondi altrimenti sconosciuti e incontra altre forme o forze, potenti e spesso temibili.
Lo sciamano puo’ avere la facolta’ del volo, cioe’ si muove in una dimensione astrale o in molte dimensioni, cosi’ da conoscere eventi situati in altri tempi o spazi. E’ un viaggiatore in tutti i sensi. L’anima puo’ staccarsi dal corpo e viaggiare in altri mondi nei sogni straordinari, nella meditazione profonda, nell’estasi, nella malattia…. L’esperienza di levitazione e del volo e’ presente in tutti i sistemi religiosi. La tecnica sciamanica per eccellenza e’ il viaggio, il passaggio da una regione cosmica all’altra per una rottura di livello.
Lo sciamano abbandona il proprio corpo grossolano e si muove a velocita’ rapidissima senza il suo peso, col corpo sottile o senza alcun corpo percepibile, questa esperienza viene a volte chiamata TUNNEL, perche’ assomiglia a una corsa in un buco nero. Questo viaggio puo’ avvenire anche nel sogno, per cui i libri sacri indiani raccomandano di non svegliare chi dorme profondamente, perche’ l’anima puo’ perdere il cammino di ritorno, il filo sottile che la lega ancora al corpo e che in Tibet viene chiamato CORDA D’ARGENTO. Si vola in altri mondi per conoscere altre realta’, o avere informazioni su questo o molto spesso per ritrovare o curare l’anima, a volte si pensa che vi siano molte anime e una di queste vada perduta, anche la malattia viene vista spesso come la perdita di una delle nostre anime. La trance permette il volo e anche l’estasi e’ una specie di volo.
Lo sciamano puo’vedere l’energia sotto forma di luce o di ombra. Anche nelle Upanishad si parla della luce e la meditazione buddista passa attraverso la visione di luci colorate. Il Libro Tibetano dei Morti narra l’esperienza del dopo morti come una esperienza di luci colorate, che il defunto deve scansare per volgersi all’unica luce indifferenziata e immortale.
Spesso lo sciamano e’ capace di vedere dentro il corpo. Il neofita eschimese deve superare una prova che consiste nel vedere il proprio scheletro senza carne ne’ ossa. Questa facolta’, che si chiama endoscopia, e’ presente anche nello sciamanesimo australiano. I dipinti nelle caverne mostrano uomini o animali visti in una trance. In realta’ molti dipinti mostrano, piu’ che lo scheletro, la circolazione interna delle energie.

Anche i monaci buddhisti dell’Asia Centrale hanno meditazioni in cui si vedono come scheletri, ma cio’ potrebbe essere metafora dell’azione meditativa che riduce la vita ad apparenza effimera (vedi l’Arcano della morte), perche’ occorre superare la parvenza umana per raggiungere una prospettiva ultratemporale. Comunque spesso sul costume dello sciamano e’ disegnato uno scheletro. Le maschere rituali tibetane rappresentano i mostri che si presentano nel bardo della morte e molti sono i costumi da scheletro. Anche l’iniziazione dello sciamano eschimese comporta la visione del proprio scheletro.

Questa e’ la descrizione di un rito tantrico tibetano:
Al suono di un tamburo fatto di crani umani e di una tromba ricavata da un femore, si danza e si invitano gli spiriti a venire. La potenza della meditazione fa sorgere una dea con una spada snudata, essa si slancia su chi offre il sacrificio e lo fa a pezzi, i demoni si gettano su questi avanzi palpitanti, divorando la carne e bevendone il sangue.”

Un rito simile e’ in alcune tribu’ nordamericane.
Lo sciamano puo’ conoscere i poteri terapeutici delle essenze animali o vegetali o minerali, e’ dunque un curatore, un trasformatore delle energie, un terapeuta; la sua funzione prevalente e’ la guarigione, ma anche la divinazione, la pioggia, la scoperta di colpevoli, la caccia, ecc.. Puo’ curare l’altro nella mente e nel corpo operando sui campi di energia, e’ un operatore energetico.
E’ chiamato per esperienze d’anima, dunque e’ medico, perche’ la malattia e’ considerata un problema dell’anima malata, invasa, frantumata o fuggitiva. Lo sciamano lappone va nel regno dei morti, acchiappa l’anima perduta e la tiene stretta in pugno; quando esce dalla trance la reintegra nel corpo facendola passare dall’orecchio destro. Anche in Cina malattia e morte sono viste come fuga dell’anima e nei Rig Veda indiani troviamo la guarigione sciamanica come richiamo dell’anima fuggitiva.
La malattia puo’ essere succhiata con la bocca (come avviene nel film ‘Il miglio verde’) o si usa un coltello per fare operazioni illusorie: lo spettatore vede il coltello che apre il corpo, vede persino i visceri o le parti interne, lo sciamano ficca la mano nel corpo e tira qualche cosa, poi tutto e’ finito, la carne si chiude senza tracce e la persona e’ guarita; questo avviene in tutta l’Asia; nelle Filippine c’e’ addirittura una scuola di guaritori molto famosa. Lo sciamano nepalese aspira il male con una cannuccia di ottone dalla pelle. Puo’ aspirare i calcoli che poi sputa.
In genere la malattia e’ prodotta da queste cause: perdita dell’anima, interferenza di spiriti cattivi, introduzione nel corpo di pietre, insetti ecc., che vengono estratti.
Lo sciamano deve sempre essere pagato, se non chiede compensi o li chiede troppo alti, puo’ ammalarsi.
Presso alcuni popoli si distinguono sciamani bianchi aiutati da spiriti buoni o celesti e sciamani neri che hanno a che fare con spiriti cattivi o demoniaci.
Gli sciamani esistono da tempo immemorabile. Nelle organizzazioni tribali primitive il loro apprendistato si inserisce nel sistema religioso e culturale senza discontinuita’, col pieno riconoscimento sociale, la societa’ li onora riconoscendo loro un carisma particolare.
Da noi non puo’ esserci riconoscimento ufficiale delle prerogative sciamaniche, l’integrazione dello sciamano nella comunita’ e’ esclusa, il sistema culturale, religioso e convenzionale lo rifiutano e possono anche estrometterlo duramente o punirlo.

Un esempio puo’ essere il caso dell’arcivescovo Milingo dello Zambia, che esegue pratiche esorciste, mescolando forme cristiane e pagane; la Chiesa, pur riconoscendo valore all’esorcismo (cacciata degli spiriti maligni), non e’ mai riuscita a tollerare la forte carica sciamanica di Milingo, una carica di energia terapeutica del corpo e dell’anima molto primitiva e lo ha ostacolato in vario modo. Lo ha pensionato a 70 anni e non 75, cosa che puo’ esser fatta solo per gravi motivi di salute, per quanto Milingo stia benissimo, la Chiesa lo ha mandato in pensione perche’ lo trova scomodo. Anche le sue esibizioni sessuali sono risultate imbarazzanti. E recentemente ha preso una posizione molto dura contro i guaritori o coloro che invocano poteri carismatici di guarigione.
..

La parte seconda dello sciamanesimo e’:

masadaweb.org/2009/06/02/masada-n%C2%B0-933-2-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-sciamanesimo-parte-seconda/

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INDICE STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

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masadaweb.org/2009/04/01/masada-898-1-4-2009-stati-modificati-di-coscienza-n%C2%B0-2/

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masadaweb.org/2009/06/11/masada-n-940-11-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-lezione-10-suggestione-e-ipnosi/

masadaweb.org/2009/07/11/masada-n%C2%B0-953-11-7-2009-storia-dell%E2%80%99ipnosi-parte-2/

http://www.masadaweb.org

19 commenti »

  1. Meravigliosi articoli! Complimenti, è raro trovare in italiano degli articoli sullo sciamanesimo e la gnosi così ben fatti, approfonditi e ricchi!

    Commento di Esta — giugno 22, 2009 @ 2:40 pm | Rispondi

  2. SI INVOCHI LO SPIRITO COSMICO DI LUCE INFINITA SUGLI UOMINI.

    Commento di JURM Ben ISman - Ioannoni Giovanni — agosto 5, 2009 @ 11:28 am | Rispondi

  3. Brava Viviana,sei davvero brava!!!

    Commento di Artemisia — agosto 14, 2009 @ 2:12 pm | Rispondi

  4. Leggere questi articoli mi ha arricchito e dato la viva conferma della autentica e profonda forza di energie superiori, cui ho avuto il privilegio di avvicinarmi attraverso il lavoro con il mio gruppo di ricerca Aiòn Teater. Visitate il nostro sito http://www.aionteater.com e se possibile tenetemi informata su incontri ed eventi riguardo Lo Sciamanesimo.
    Grazie,
    magda

    Commento di magda — settembre 1, 2009 @ 10:15 am | Rispondi

  5. COMPLIMENTI VIVIANA NON SO CHE DIRTI DI PIU’ SE NON: VAI AVANTI !!!

    Tempo fa mi trovai in un gruppo di fronte al Dalai Lama e uno chiese quello che tutti noi pensavamo: “Santita’ perche’ con i poteri che avete, che avete ereditato dallo sciamanesimo Bonpo e prebuddista non riuscite a liberarvi del giogo cinese ??
    Il Dalai Lama rispose: “Perche’ non siamo riusciti a liberarci da una societa’ feudale e clericale quale era il Tibet prima dell’invasione cinese, e’ il nostro Karma !!”

    Commento di massimo — ottobre 14, 2009 @ 12:44 pm | Rispondi

  6. C’e’ un grande maestro lama tibetano NAMKYAI NORBU RINPOCHE che ha il suo centro in Italia ad Arcidosso sul monte Amiata (montagna del ferro….)e insegna lo DZOG CHEN pratica spirituale e materiale prebuddista ….molto interessante ..con collaborazioni di mmaestri Bonpo…

    Commento di massimo — ottobre 14, 2009 @ 12:50 pm | Rispondi

  7. Splendido il tuo lavoro!! Sono stata veramente felice di scoprire una persona come te, perchè da qualche tempo mi sto interessando all’argomento!! Sarei veramente felice di conoscere altri tuoi scritti sul tema. Buon anno Viviana e un augurio di saggezza e serenità speciale in questo nuovo anno Rita Santoro

    Commento di Rita Santoro — gennaio 1, 2010 @ 6:53 pm | Rispondi

  8. .. si trovano cose buone qui sul web, basta saper cercare un po’, complimenti per il sito, interessante e di buon livello, argomenti difficili ma stimolanti, grazie …Ennio.

    Commento di ennio — giugno 7, 2010 @ 9:45 pm | Rispondi

  9. Salute!
    E’ stato aperto un Blog su alcuni aspetti delle Tradizioni nordiche.
    L’indirizzo è il seguente:
    http://viandantedelnord.wordpress.com
    Grazie per l’ospitalità e buona continuazione.

    Commento di viandantedelnord — giugno 9, 2010 @ 3:23 pm | Rispondi

  10. Gent.ma Viviana, mi incanto sempre più a leggere ciò che posta.
    Una domanda forse sciocca….che si intraprende per arrivare ad essere schiamano?
    Un abbraccio
    Rina

    Commento di Rina — gennaio 12, 2011 @ 7:36 pm | Rispondi

  11. Ciao Rina
    Cosa si deve fare per diventare sciamani? Non saprei cosa risponderti. Lo sciamano è in genere una persona che è morta e poi torna in vita. Io non sono proprio morta, sono solo stata in punto di morte con una diagnosi di morte a breve, stavo molto male, non riuscivo più a respirare, poi di colpo mi sono miracolata, tuttavia è successo che in seguito, per un mese ogni giorno sono morta, nel senso che mi addormentavo profondamente e facevo l’esperienza del tunnel ma ogni volta non arrivavo proprio alla luce e tornavo indietro
    Ma sono esperienze che non ti consiglio di provare
    ciao
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 12, 2011 @ 8:03 pm | Rispondi

  12. Ciao Viviana,
    la “ricerca” mi ha portata a leggere ciò che scrivi,alcune cose, è la prima volta che ti incontro.
    da tempo esperienze “bizzarre” mi guidano verso lo sciamanasimo,sento di stare per fare un altro passo su tale sentiero ed ecco che incontro i tuoi scritti.Ho avuto tra veglia e sonno l’immagine di una testa di lupo fusa con una testa umana ( non so se pellerossa, o sciamano vestito con testa di lupo Bho! e proprio questo non sapere mi ha spinta a cercare notizie, immagini ecc ho incontrato Te). Voglio chiederti se in italia , meglio verso il sud ( scrivo dalla prov. di Salerno)ci sono scuole di sciamanesimo o attinenti a ….
    Scusa se ti prendo un pò di tempo,spero di rendertelo in futuro arricchito per entrambe.
    grazie di cuore
    G&G

    Commento di G&G — febbraio 21, 2011 @ 11:19 am | Rispondi

  13. Ciao Gigia
    le immagini tra veglia e sonno si chiamano ipnagogiche o ipnopompe, possono essere prima del sonno o al momento del risveglio, sono molto interessanti perché avvengono in una fase ponte, tra la fase REM e la veglia e tutti gli stati-ponte aprono a realtà misteriose. Il lupo è un animale psicotropo, fa parte della natura selvaggia, ma è addomesticabile, quindi ha la funzione di guidare l’anima nell’al di là. Compare spesso tra gli animali totem ed è di frequente l’anima guida degli sciamani.

    Su eventuali scuole per sciamani non so che dire. Io non ne ho fatte. Per me tutto è avvenuto spontaneamente ed è sparito dopo 29 anni altrettanto spontaneamente. Nei miei corsi spesso ho fatto fare esperienze agli altri, ma di questi corsi-laboratorio io non ne faccio più. Molte cose le puoi leggere nel mio blog http://masadaweb.org
    Può aiutarti lo yoga, la meditazione trascendentale, sopratutto il kundalini yoga.
    Non ho la più pallida idea di che cosa ci sia nella tua zona. Ma spesso ci sono corsi in città che puoi raggiungere in treno e che durano due giorni. A marzo le Mediterranee terranno a Riccione una settimana di incontri e conferenze, cercala su internet.
    I maestri sciamani qui non esistono. Io ho fatto fare agli altri tantissime esperienze ma non mi sembra che ne siano usciti degli sciamani. Al massimo hanno provato qualcosa e hanno avuto qualche sporadica esperienza più strana di altre.
    I maggiori sciamani che ho incontrato lo erano per vocazione naturale o lo sono diventati dopo esperienze traumatiche come la morte, la depressione, la menopausa, il lutto….ma non te le auguro
    Esplora i tuoi sogni, specie quelli del mattino, e imapara a fare domande alla tua guida al momento del risveglio, molti insegnamenti li ho avuti lì. Ricorda che il 51% delle esperienze paranormali avvengono in sogno.
    Se vuoi leggere, io ho scritto moltissimo. In pratica ho messo sul web quasi tutti miei corsi. Se apri il mio blog vedi a destra la colonnina del Masada consigliati, lì c’è moltissimo per te
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 21, 2011 @ 11:36 am | Rispondi

  14. Viviana,
    mi sei già cara. La tua risposta così celere mi conforta di anni di sforzi e ricerche spesso vane.
    Anch’io ho avuto tante esperienze, che speravi mi risparmiassero,ma ormai mi sentivo ridicola anche solo a ricordarmele. Ora, da un po’ di tempo ho deciso, o loro hanno deciso, di riavere voce ed io
    sono determinata a non rinnegarle più nè ha sentire che senza un “istruttore” non posso farcela. Sento la presenza di maestri che mi guidano meglio delle mie capacità mentali-tradizionali, è solo che temo di peccare di presunzione, mi sento sola in questa direzione, dal punto di vista umano, e sono lieta di sapere che esisti.
    Pratico yoga da venti anni, conduco gruppi di pratica da circa quindici, sono formata come counselor e non smetto di sentirmi in crescita.
    Sotto “‘effetto” di semimari di crescita ho fatto sculture molto
    significative e sono sicura significanti più di quanto fino ad ora io abbia capito.
    Se ti interessa posso mandarti la foto del lupo-sogno che ho abbozzato con un gessetto e la foto dele sculture che custodisco segretamente perché per me sacre.
    Senza volerti annoiare ti dico che gradirei corrispondere con te se me lo permetti.
    Non ho fretta.
    Grazie per le informazioni di cui godrò pian piano, sperando di conoscerti meglio ,qualsiasi cosa tu faccia oggi, ti auguro buon
    lavoro. Om
    Giovanna Gilda
    Gigia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 23, 2011 @ 7:48 pm | Rispondi

  15. Scusa Viviana se ancora ti scrivo, sono Gigia, adesso ho avuto tempo di affacciarmi a questa pagina ed ho, come mi avevi anticipato, trovato già molte risposte nonchè stimoli.
    Leggerò sapendo di aver trovato ciò che cercavo. Non mi sento più sola. Se posso essere utile sono a disposizione.
    Sono così felice in questo momento che le parole sono superflue.
    ie ciananda wacatoia
    so che qui ora posso pronunciarle senza più dubbi pur sapendo che non so cosa vogliano dire.
    GRAZIE
    Gigia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 23, 2011 @ 7:49 pm | Rispondi

  16. Ciao Viviana,
    accolgo la tua apertura e ti invio la foto-lupo, è uno schizzo fatto su avagna di getto, non sono una disegnatrice. Ti invio anche altre foto di sculture ,” significative “, fatto dopo seminari di ricerca interiore, non sono una scultrice, desideravo esserlo, lo desidero ancora ma posso scolpire solo quando sento premere da dentro il
    desiderio o quando un materiale mi chiama dicendomi già esattamente cosa vuole che ne faccia a volte invece vedendo le mie mani muoversi e scopro solo alla fine cosa viene fuori.
    Durante l’ultimo incontro di pratica yoga, ad un certo punto ho sentito il “pelo” drizzarsi, la testa sembrava allungarsi in avanti gli occhi divenire lunghi lateralmente, gialli , luminosi , mi sembrava di guardare da dentro la faccia di un lupo.
    Se me lo permetti vorrei sottoporre alla tua attenzione anche una frase alla quale non ho ancora trovato risposta. Anche questa mi è risuonata in testa durante una meditazione, ho fatto qualche ricerca ma ancora non ho avuto risultati e francamente non mi va di
    accanarmi ma visto che ci stiamo incontrando sento di sottoportela.
    La scrivo come la pronunceremmo nella nostra lingua, non ho idea di come vada scritta: “ie ciananda wacatoia”.
    E’ una frase che a volte sento, dentro di me pronunciata in tono tra
    l’imperativo ed il supplichevole. Scusa ma mi sento come se mi avessero affidato la guida di un boing in volo senza avermi dato il manuale delle istruzioni. So di aver detto tanto ma ti assicuro che è poco rispetto a quello che ho vissuto, vivo, continuamente.
    Capisco che non puoi corrispondere con me su tutto e mi son permessa di arrivare fin qui perchè ho letto una risposta franca ad una lettrice che chideva di incontrarti, il modo in cui le hai detto no mi ha fatto capire che non mi “sopporteresti” e mi diresti no se ti dessi fastidio.
    Ti ringrazio sentitamente anche solo per la possibilità che ho avuto di scriverti così di getto, a cuore aperto.
    Om shanti
    Giovanna Gilda
    Gigia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 23, 2011 @ 7:53 pm | Rispondi

  17. Cara Gigia
    credo che tu stia vivendo una esperienza straordinaria, quella di
    ricordare non solo altre vite umane ma anche vite in forma di animale,
    del resto se in una vita precedente tu sei stata uno sciamano, è
    facile che egli ritualmente abbia vissuto una metamorfosi nel suo
    animale totem che per te era il lupo. Non so cosa significhi la frase
    che ricordi ma se sei fortunata potrai incontrare proprio qualcuno che
    te ne sappia dire il significato. Probabilmente era una invocazione
    rituale. La puoi ripetere anche adesso a mo’ di mantra anche se ne
    ignori il significato, le parole conserveranno tutta la loro potenza
    magica ugualmente, Anche la tua scultura è fortemente significativa e
    riporta allo stile di certe culture precolombiane. Spero che le tue
    memorie si riattivino, altrimenti andrà bene lo stesso, e sicuramente
    si riattiveranno in te i significati di cui le tue altre vite erano
    portatrici.
    Metti tutto in una cartellina e apriti al futuro possibile più che al
    passato dimenticato.
    Nulla si perde e tutto si riattiva assumendo forme nuove in vite nuove.
    Sono molto lieta di conoscere queste tue esperienze.
    Un grosso abbraccio
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 23, 2011 @ 7:55 pm | Rispondi

  18. Cara Viviana, bellissimi articoli! Volevo informarti di un libro interessantissimo sui viaggi astrali (purtroppo si trova solo in inglese), “Astral Dynamics” di Robert Bruce. Mi e` venuto in mente leggendo il tuo riferimento alla corda d`argento che puo` essere rotta svegliando il viaggiatore astrale e che l’autore sostiene invece essere indistruttibile fino all`ora della morte. Il libro e` molto tecnico, l`autore e` un tenace sperimentatore in prima persona di numerose esperienze extracorporee. Penso che potrebbe interessarti. Buon proseguimento! Claudia

    Commento di Claudia — settembre 16, 2012 @ 4:25 pm | Rispondi

  19. E come potrebbe da un corso uscire fuori uno sciamano? . Oppure come può uno sforzo personale far diventare uno sciamano? La morte dello sciamano o meglio dell’Iniziato spesso viene confusa con una morte psichica o simbolica o ancora viene confusa con stati di coma e di ritorno, ma non ha a che fare nè nel primo caso nè nel secondo . Un vero “Nato due Volte” nasce nello Spirito, ma Realmente, ricevendo una vera iniziazione esoterica, attenzione che ho scritto Esoterica e non exoterica: i riti umani o cerimonie non c’entrano nulla con questa grande iniziazione, che viene poi vissuta, dall’individuo prescelto, con il suo bagaglio culturale, ma che ha come punti di contatto sempre la stessa manifestazione ..In Sanscrito viene chiamato dvija il nato due volte. Un Heroe, un retaggio molto indoariano che vede l’atma o anima la vera e sola iniziata, ma che dopo secoli è diventato un crisma di fatto nei bramini, che spesso non sono affatto dei “nati due volte”..Un Ario o Heroe non lo è nella razza, ma lo è nell’anima poiché ha preso questa alta iniziazione della duplice nascita.
    Così come molti pontefici nella tradizione cattolica non hanno di fatto crismi “particolari”..allo stesso modo è oggi un brāhmaṇa, un bramino viene definito nato due volte, ma in realtà lo è solo tramite una mera cerimonia exoterica!…
    Sono concetti, verità di iniziazioni che vengono tramandate ma si è persa l’esperienza vera ed oggi sono solo etichette di appartenenza ad una shanga,ma sono false perché non vissute! Nella Tradizione occidentale troviamo le parole di Gesù: -in verità in verità vi dico che si Rinasce dall’Alto..- Gesù è stato chiarissimo su questo punto e poche persone sanno che questa è una delle prime Iniziazioni Maggiori per l’individuo della famiglia umana. Dunque mi permetto di far riflettere che un processo fisiologico causato da malattia o incidente come può essere una Nde..tunnel scuro e poi esperienze diversificate da svariate manifestazioni in individui che hanno vissuto tali eventi nella vita sono approcci..voli della Coscienza nella vera realtà spirituale dell’Essere, ma non hanno nulla a che vedere con l’Iniziazione Maggiore di un Dvija. Questa Iniziazione avviene con modalità diverse e porta direttamente non solo nella Luce..Divina.. ma Faccia a Faccia con l’Ente ..ed è proprio l’Ente che presiede questa Iniziazione dichiarando il Nuovo Nato, non in carne, non in materia, ma in Spirito..ovvero dall’Alto.. Ho scritto per dare delle informazioni corrette su questo oscuro punto che spesso fa sognare le persone ..e spesso le mette in Cammino..
    Tutte le “fasi” dello Sciamano..sono “passaggi” intimi, interiori di iniziazioni che possono essere ritrovate in altre scuole di pensiero, anche occidentali: fare sintesi è un passaggio Obbligato per chi vuole comprendere.
    Buon Proseguimento

    Commento di Amica — giugno 3, 2013 @ 3:42 pm | Rispondi


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