Nuovo Masada

maggio 7, 2009

MASADA n° 919. 7-5-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA – SOGNI RELIGIOSI O MISTICI

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Viviana Vivarelli

I sogni religiosi o mistici sono quelli attinenti al Sacro e possono sembrare vie verso il Divino o comunque sogni sciamanici che parlano dell’energia universale in modi simbolici.
Si riconoscono dalla forza dei loro contenuti, o dall’effetto estraniante che suscitano in noi.
Qualche volta portano i simboli della nostra religione di appartenenza, altre volte contengono simboli di religioni che nemmeno conosciamo o immagini per noi aliene come se indicassero un Sacro che si manifesta oltre i nostri confini cultulturali.
Non e’ detto che comprendiamo immediatamente questo tipo di sogni. Il loro senso puo’ insediarsi nel nostro subconscio a lungo e svilupparsi lentamente.
I primitivi non distinguevano tra i sogni religiosi e rivelazione.
Questi sogni possono essere pervasivi e maturare col tempo producendo una lenta modificazione di coscienza. Per cui possono essere capiti quando l’evoluzione e’ avvenuta.

I primitivi riconoscevano i sogni religiosi e li chiamavano “Grandi Sogni”, attribuendone la capacita’ alle grandi figure carismatiche della tribu’, il re, lo stregone, la guaritrice… che erano figure carismatiche, di tutela del gruppo e avevano il compito di sognare per tutta la tribu’, proprio perche’ la loro vita si svolgeva su un piano soper-individuale.
Alcuni sogni sembrano messaggi diretta della divinita’ all’uomo, una via diretta tra il dio e la creatura.
Nei profeti biblici ritroviamo questo carattere di comunicazione divina. In sogno Dio avverte di pericoli o da’ insegnamenti, qualche volta sembrano ordini assurdi, come quando Dio parlo’ a un uomo pio come Osea e gli disse di sposare una prostituta.

Matteo riporta i due sogni fondamentali per la venuta del Cristo, in cui un angelo avverte Giuseppe che puo’ sposare Maria, anche se e’ incinta, perche’ e’ senza macchia e partorira’ un redentore.

Sempre un angelo avverte in sogno Giuseppe di fuggire con la sposa e il bambino per metterlo in salvo dalla strage degli innocenti.

Il sogno puo’ essere un comando, un avvertimento, una profezia, che vengono considerati dono di Dio o opera dello Spirito Santo.

Paolo sogno’ un macedone che lo supplico’ di andare in Macedonia e aiutare il suo popolo, ed egli subito parti’ per la Macedonia.

C’e poi nella Bibbia il famoso sogno del faraone delle 7 vacche grasse e 7 magre che Giuseppe interpreta come una profezia di 7 anni di crisi per l’Egitto che vengono dopo 7 anni di abbondanza. Il sogno viene fatto due volte, per indicare la sua importanza.

In sogno l’energia divina puo’ anche parlare di se stessa. Come il sogno di Mose’ in cui Dio si descrive: “Io sono colui che e’”. Questo caso viene chiamato ‘diafania’.

A volte e’ una allucinazione a parlarci dei modi di Dio. Sempre Mose’ ha una allucinazone visiva in cui Dio gli appare come un roveto ardente.

Il primo sogno profetico scritto appartiene all’epopea di Gilgamesh (2000 a. C.) a Ninive, su una tavoletta di creta (civilta’ assira).
Gilgamesch e’ un re, figlio di una sacerdotessa, e sogna di incontrare Enkidu. Questi prima lotta con lui, poi gli diventa amico. Il re lo porta dalla madre che lo riconosce come il suo gemello.
Il re si sveglia e racconta il sogno alla madre che ne da’ questa interpretazione: “Un compagno forte verra’ da te, uno che puo’ salvare la vita di un amico, egli e’ potente nella montagna, egli possiede la forza. La sua forza e’ cosi’ grande come quella del firmamento di An. Tu lo amerai come una moglie, e lo terrai stretto a te, ed egli avra’ sempre cura della tua salute. Il tuo sogno e’ buono e favorevole.”

Poiche’ il sogno e’ una delle vie privilegiata per contattare il divino, i popoli antichi usavano l’incubazione sacra in cui le veggenti, sacerdotesse o guaritrici, andavano in luoghi privilegiati, in genere caverne sotterranee, e dormivano, a volte scavando in essa una fossa per essere ancora piu’ in contatto con le energie profonde della terra, dopo riti propiziatori, pozioni stupefacenti (per i greci era l’oppio) o fumi di sostanze psichedeliche che facilitavano l’induzione di sogni straordinari.
Ritroviamo questa ritualita’ presso gli aborigeni australiani ma essa e’ presente in tutti i popoli antichi della Terra, dall’incubazione sacra delle sacerdotesse di Malta alle tende del sudore dei nativi americani alle domus de janas sarde. In Grecia ci furono per secoli templi appositi dedicati al sogno, come il tempio di Epidauro, tempi in cui in genre il dio dava una diagnosi e una terapia ai malati secondo figure simboliche che le sacerdotesse sapevano interpretare come psicoanaliste ante litteram.
Possiamo pensare addirittura che molti dei poemi sacri degli antichi popoli non siano che la trasposizione di sogni straordinari in cui si muovono grandi archetipi.
Tutta la comsologia australiana viene considerata la narrazione di sogni e gli stessi dei vengono chiamati ‘i maestri del Sogno’.
In tutto il mondo antico sono conosciute erbe o sostanze in grado di produrre alterazioni di coscienza, funghi allucinogeni, boccioli di cactus ecc., si pensi ad es. al pejote messicano o all’oppio e persino, inizialmente, al tabacco. Le sostanze stupefacenti nel mondo antico non servivano come svago ma erano sussidi al viaggi sacro, in quanto destrutturavano la mente tradizionale per farla uscire dai suoi confini e permetterle di fare esperienze sacre.

Anche negli scritti ecclesiastici medievali troviamo Dio che puo’ parlare in sogno. Oggi mi sembra che la Chiesa escluda tale possibilita’ e abbia una certa riluttanza a occuparsi di sogni in genere. Molte delle vie del sacro sono attualmente dimenticate dalle chiese ufficiali che sembrano occuparsi piu’ di politica e di potere che di spiritualita’.
L’uomo moderno si e’ alienato dalla sua anima e dal Sacro e per lui essi sono un evento piu’ raro e incomprensibile. Allo stesso modo gli e’ difficile avere visioni a carattere religioso o riconoscerle come tali, ma ogni tanto questo ugualmente accade.
In Australia, come abbiamo ricordato, gli aborigeni pensano da migliaia di anni che certi sogni ci colleghino a una dimensione particolare che chiamano ‘Il Tempo del Sogno’, e, per comunicare conesso, dormono in caverne particolari che sono considerate tunnel extradimensionali, ci sono caverne per uomini e caverne per donne perche’ si pensa che la loro energia abbia frequenza diversa. In queste caverne, con l’aiuto di droghe o rituali, si possono contattare entita’ superiori e ricevere da loro informazioni sul divino o sul territorio, soluzioni a problemi, diagnosi di malattie. Non tutti possono avere questi contatti e nel gruppo vengono selezionati i sensitivi che possono fare da tramite. Dal Tempo del Sogno arriva la saggezza della tribu’, che concerne i percorsi, le sorgenti, le cure, i riti, le leggi…

Nelle culture antiche si credeva che, quando un uomo era destinato dagli dei ad un compito altamente sociale, cio’ potesse essergli rivelato da un sogno straordinario. Sempre Gilgamesh, l’antichissimo re sumerico del regno di Uruk, sogno’ UNA STELLA.
La stella e’ il simbolo di un grande archetipo, rappresenta il nostro destino, un compito alto che dobbiamo realizzare per il bene di tutti, un grande progetto interiore, una grande fortuna. La stella e’ un simbolo culturale molto antico, si pensi alla stella di Betlemme che segnala la nascita del Redentore.
Gli antichi credevano che ogni stella cadente segnalasse una nuova nascita e che una stella cometa indicasse la nascita di un Bambino Divino, l’Eroe, il salvatore.. e’ un grande archetipo presente in tutte le culture.
I Cinesi credono che, quando una persona importante muore, la sua anima salga al cielo formando una nuova stella.
Noi non siamo fatti solo di carne e di sangue, siamo fatti anche di stelle.
Nel linguaggio comune diciamo ‘seguo la mia buona stella” “ritrovare la propria stella”.. e parliamo della luce interiore che ci guida verso il compimento del compito per cui siamo nati. La stella in un sogno puo’ indicare anche l’anima.
Ci sono molti modi in cui l’anima appare in sogno, una piccola piuma bianca, un uccello bianco, una farfalla chiara, un piccolo fumo bianco che si leva verso l’alto.

Una volta, durante un corso di parapsicologia, facevo fare delle induzioni telemetriche a distanza ad un gruppo di adulti su oggetti nascosti in una scatola, oggetti di cui al momento nemmeno io sapevo la natura. Un giovane particolarmente dotato vide cose curiose in relazione all’oggetto che consisteva in una pietra (che non vedeva) presa in una necropoli etrusca. L’esercizio si faceva a occhi chiusi e siccome il gruppo era numeroso, la telemetria non poteva essere esercitata con l’imposizione delle mani o il contatto diretto con l’oggetto, come di solito, ma avveniva, ovviamente con piu’ difficolta’, tenendo gli occhi chiusi e osservando le proprie immagini interiori..
Il giovane racconto’ di una cerimonia funebre in un bosco sacro, con un morto avvolto in panni rossi e portato a braccia da un gruppo di donne, disse che si usavano unguenti posti in ampolline di alabastro. Quando il corpo fu messo in una celletta sotterranea, racconto’ di un piccolo fumo bianco che si era alzato da esso verso il cielo.

Anche in Egitto l’anima, o BA, era raffigurata come un uccello o una stella. E abbiamo detto che in alcuni sogni la morte e’ stata vista come un uccello bianco.
Citiamo ancora un sogno del re Gilgamesh.

Il re di Uruk, Gilgamesch, fece un sogno e lo fece scolpire nella pietra: “Nel mezzo della notte mi aggiravo con orgoglio tra la mia gente. Vi erano stelle in cielo. Improvvisamente una delle stelle del dio del cielo Anu cadde su di me. Tentai di sollevarla ma era troppo pesante per me. Tutta Uruk si raccolse intorno a questa stella e la gente ne bacio’ la base”.

Il sogno e’ di 4600 anni fa ma l’inconscio parla con le stesse immagini che userebbe oggi, perche’ l’inconscio non ha eta’, e’ eterno e universale.
Il sogno dice che Gilgamesh era predestinato a un grande destino collettivo e tutto il suo popolo lo avrebbe adorato come un dio per questo. Egli avrebbe dovuto impersonare il mito del Dio-Eroe e costruire l’epopea del popolo di Uruk.
Quando il sogno arriva, il re e’ a meta’ della sua vita e non ha fatto ancora molte cose ma di colpo un grande destino cade su di lui dal cielo, e’ un destino cosi’ faticoso che nel sogno egli non riesce a sollevarlo, e’ come la croce di Cristo, una pietra, un fardello ma anche un compito ineliminabile. Il destino di Gilgamesh e’ piu’ grande di lui. Nel sogno l’inconscio gli dice: “Tu sei solo un uomo, il popolo non venera te ma la stella che ti e’ caduta addosso. Da oggi tu non rappresenterai piu’ solo te stesso ma il destino del tuo popolo”. Da quel momento Gilgamesh cessa di cercare la potenza per se’ e diventa un Eroe, mettendosi al servizio del suo grande compito di cui si fa strumento.

Si puo’ dire che ogni anima ha una stella, cioe’ una parte universale o cosmica, che ci guida, non per noi stessi, ma per tutti. Capire il proprio destino vuol dire capire il nostro compito nell’universo, mettersi al servizio di qualcosa che ci trascende ed e’ utile al mondo.
Sognare la propria stella, sognare la stella polare, vuol dire cercare la propria direzione e guida, cambiare strada o atteggiamento, diventare noi stessi stella e guida per gli altri. Vivere interamente la propria vita significa capire che essa non e’ piu’ un destino individuale ma parte di un destino collettivo, per cui essa si fa strumento del mondo.
Disegnando un mandala, alcuni istintivamente creano una stella, spesso una stella a 4 o 8 punte, orientata, come se anche in un disegno l’anima indicasse la ricerca di una stella polare.

Anche colui che e’ scelto dagli spiriti per diventare sciamano riceve una specie di investitura attraverso un sogno particolare. I nativi americani hanno riti di iniziazione che accompagnavano le svolte importanti della crescita, per esempio il ragazzo che diventa adolescente, deve scegliere il suo ruolo futuro nell’economia del gruppo tribale e viene esposto a prove di sopravvivenza, isolarsi in luoghi pericolosi o solitari, deserti, selve o montagne, digiunare per alcuni giorni, dormire in terra esposto agli elementi, lottare con belve feroci e sognare. Il rituale di ricerca delle visioni e’ un viaggio solitario in seno alla natura, in cui digiuno e isolamento sollecitano messaggi onirici. Lo stress cui e’ sottoposto il corpo rallenta l’attivita’ della mente e la apre a una ricezione superiore.
Quando la rivelazione e’ avvenuta, il ragazzo puo’ tornare alla tribu’. Lo stregone analizza i suoi sogni, traendone indicazioni sul suo ruolo futuro, essi diranno se il ragazzo deve diventare guerriero o stregone.
Predizioni simili si possono avere nella capanna del sudore, dove erbe e acqua poste su pietre calde creano una atmosfera di purificazione arroventata, in cui possono possibili le trance.
I nativi americani considerano lo stato onirico piu’ reale di quello vigile e credono che in questa alterazione di coscienza sia piu’ facile per i Grandi Spiriti contattare la mente umana e dare soluzioni o consigli. Lo sciamano e’ per eccellenza un sognatore che contatta intelligenze superiori.
Ma anche nel nostro mondo moderno un sogno puo’ essere cosi’ importante da segnalare un compito futuro.

Giovanni Bosco ebbe a nove anni un sogno molto forte e vivido che raccontava spesso, in cui si vedeva circondato da ragazzi, i quali bestemmiavano e si comportavano malissimo e addirittura si trasformavano in un branco di animali che lottavano tra loro, ma apparve una figura luminosa che gli disse: “Non cosi’, ma con la dolcezza”. Lui chiese: “Chi sei?” “Sono colui che tua madre Margherita ti insegna a salutare tre volte al giorno” . Di colpo i ragazzi si trasformarono in pecore.”
Divenuto prete, il compito di Giovanni Bosco fu poi proprio quello di aiutare i ragazzi abbandonati, emarginati e dispersi e a salvarli dalla via del male.

Si narra che anche la madre del Buddha, quando lo aveva in seno, sogno’ il dio Ganesha dalla testa di elefante che le toccava il fianco, come a benedire il suo ventre e questo dio rappresentava la saggezza e la pazienza che il Buddha avrebbe poi manifestato a livelli superiori.

Spesso i sogni straordinari hanno colori vivissimi, acuti, quasi irreali, o una particolare aura di numinosita’ (numinoso da numen =sacro). Jung diceva che piu’ i colori sono intensi, piu’ i sogni provengono da una zona profondissima di noi o vengono dall’Altrove. I Greci dicevano “il dio e’ venuto a visitarti ed entra nella tua stanza”. Abbiamo dei messaggi che sembrano non provenire da noi. Tutti i popoli antichi li conoscevano e ne avevano reverenza.

In Grecia si tentava di provocare nei sogni il contatto col dio in templi particolari, templi del sognare. A OROPO c’era un tempio chiamato ANFIARAO, esso presentava una scena spettrale: di notte, sotto la luna, nel silenzio mortale del tempio, con una pallida luce smorzata tra fumi esalanti di erbe psicotrope, giacevano su tavole di pietra, avvolti in bianchi sudari, centinaia di corpi umani immersi un sonno di tomba. A un tratto uno di questi corpi si muoveva, gemendo. Una figura biancovestita arrivava di corsa, lo prendeva alle spalle, lo scuoteva e gli chiedeva: “Cos’hai visto?”. Scriveva le parole su una tavoletta, poi lo trascinava via. Funzionava cosi’ l’incubazione onirica, praticata in Egitto per Iside e Osiride, e in auge per tutta l’eta’ greco-romana.
L’Anfiarao di Oropo, a 50 km da Atene, era una fabbrica di sogni in cui i fedeli dormivano sotto droga per alcuni giorni e i loro sogni erano programmati per predire il futuro. Era un oracolo molto chich, con alberghi e ospedali per ricchi e intellettuali. I sacerdoti erano quasi degli psicoanalisti ante litteram. Dovranno

Non c’e’ nulla che colleghi questi sogni a cio’ che sappiamo, alla nostra vita di tutti i giorni, al nostro passato, alla nostra costituzione. Spesso arrivano quando siamo malati o depressi, in uno stato febbrile o angosciante, e abbiamo un crollo della mente attiva o una sua sospensione parziale. La mente pensante e’ un puntello che ci collega a un certo tipo di realta’ concreta e contingente, il lavorio del pensiero personale ci impedisce di ricevere messaggi diversi impersonali. Quanto piu’ siamo fissati ai nostri pensieri, tanto piu’ siamo radicati a questa prospettiva del mondo e ai nostri problemi e incapaci di ricevere altro.
Se pure questi sogni straordinari possono venire in stato di malattia o febbre, si distinguono tuttavia dai normali deliri. Mentre nei sogni febbrili abbiamo ripetizioni, sconquassi, sfilacciamenti, irrazionalita’, incoerenze, i sogni religiosi o mistici si distinguono per una particolare coerenza e anche perche’ formalmente somigliano alle visioni dei mistici, sia biblici che medievali, cristiani o non.

Un sogno antico che ricordo e’ questo:
Colori fortissimi, spettacolari. Sono un uomo giovane con lunghi capelli e una tunica bianca, seduto a una tavola rettangolare sopra un prato verdissimo, la scena appare come dilatata, gigantesca, Pur essendo seduto a un capo del tavolo vedo la scena come se fossi piu’ in basso, quasi a livello dell’erba verdissima e fitta, che sembra finta. Il tavolo, coperto da una tovaglia bianca, e’ come se fosse al centro di una grande scena all’aperto contro un cielo azzurrissimo. Attorno al tavolo sono seduti altri uomini con barbe e tuniche, che discutono animatamente. All’altro capo c’e’ il Signore. Sembra che il Signore debba andarsene e si sta discutendo sul suo successore. Ognuno difende concitatamente se stesso: “Io…io…io” Tutti sono pieni di pretese e di zelo o vantano titoli. Solo io sto zitto perche’ non sono nessuno e niente.. Sono preso a poco a poco da una sorta di stupefazione e svengo lentamente, scivolando dentro l’erba verde, mi sembra di cadere al rallentatore nell’erba fitta come in un lungo svenimento, comincio a sprofondare nel prato come se entrassi nel ventre della Terra, e diventassi io stesso erba. Tutti si affollano intorno, li vedo dal basso che formano un cerchio di volti sopra di me. Entro cosi’ tanto nell’erba che sono erba io stesso e sul cuore mi sboccia lentamente una grande rosa rossa.
Il Signore mi guarda dall’alto, la Sua voce dice: “Questo e’ il successore”.

Di questo sogno la cosa che ricordo meglio sono i colori e questa specie di deliquio, questo abbandono totale all’essere originario, all’energia naturale. Questo venir meno di me come individuo separato e lo sprofondare nel grembo della Madre Terra, in una pace infinita, in una inesistenza che e’ la vera esistenza, un non essere che e’ il vero essere, quella che Levi Strauss chiamava ‘partecipazione mistica’, mistes = essere mischiato all’energia universale, essere tutt’uno con essa.
Come dice Meister Eckart: “Cio’ che vi e’ di piu’ alto, nella sua insondabile deita’, corrisponde a cio’ che vi e’ di piu’ basso nel profondo dell’umilta’”.

Non so se sono in grado di interpretare questo sogno. Un sogno religioso non e’ sempre interpretabile, puo’ anche non richiedere alcuna interpretazione. Il suo significato sta nella sua energia. E’ profondamente modificativo della coscienza a uno strato non razionale o verbalizzabile. Arriva a noi come una rivelazione che comunica al di la’ delle parole, come un atto esperienziale e trasformativi.
Jung direbbe che esso e’ ‘numinoso’, da numen=dio, in quanto fa riferimento a una esperienza totalizzante di Alterita’, qualcosa che sta fuori dell’esperienza dell’umano. Jung usa l’aggettivo numinoso per indicare la spiritualita’ che e’ a fondamento dell’esperienza del Sacro, il mysterium tremendum, che ispira venerazione e timore, qualcosa che si manifesta in modo ignoto come una forza che suggestiona e trasforma.
Questo mio sogno dunque non va interpretato. Insegna un fare che e’ un non fare. Un silenzio pieno in cui la parola e’ un sovrappiu’. Un perdere se stessi che significa trovare una completezza o esperienza di pace totale.
In India dicono: ‘Suscita il dio che e’ dentro di te!” Questo fanno i sogni mistici. Ma Eraclito dice: “Il dio non dice ne’ nasconde, accenna”.
Il sogno dice a me che sono sempre un fuoco di pensiero e che non accetto di smettere di pensare perche’ il mio parlare continuo e’ il mio essere, che se smetto questo lavoro verba, posso arrivare all’oltre, posso arrivare nel centro. Mi dice che l’essenza non sta in tutto questo agitarsi e vorticare e proporsi, ma nel lasciarsi andare, in un abbandono in cui si torna a essere natura, essenza di vita, erba o terra, sostanza primigenia dell’Universo.
Forse e’ questo il senso di un messaggio verbale ricevuto in chiaroudienza: “Il soggetto deve diventare l’oggetto”.
In quell’abbraccio naturale, in quell’accettarsi, in quel lasciarsi andare, il dio non si allontana ma rinasce dal cuore come un fiore rosso, rinasce da noi. E noi cessiamo di essere gli abbandonati, i perduti, gli esclusi, e ritroviamo la nostra pienezza, la nostra centralita’ divina.
Jung dice: “Lo spirito scende nella materia. Gli dei hanno abbandonato le chiese e non ritorneranno piu’. Il grande Pan e’ morto; il Tutto, il Dio e’ morto. Solo l’uomo rimane in vita, Dio stesso si e’ fatto uomo, un solo uomo, Cristo, ma anche Cristo e’ scomparso. Oggi tocca a ciascun uomo di portare Dio in se’. La discesa dello spirito nella Materia e’ compiuta. Tutti noi ora dobbiamo fare quello che fece Cristo, dobbiamo compiere la nostra prova, dobbiamo tradurre nella nostra vita la nostra visione della vita. Portate a compimento la vostra vita meglio che potete. Portate a termine il vostro esperimento. Allora forse riconosceremo lo Spirito che e’ vivo dentro ciascun individuo”.

C’e’ una distinzione che troviamo uguale in S. Paolo come dei dettati medianici, la distinzione tra CORPO, ANIMA e SPIRITO. I Cristiani immiserirono tutto indebolendo lo spirito e chiudendo l’uomo nell’antinomia corpo/anima. Ma Jung riprese la distinzione originaria e in molti sogni e visioni dei suoi pazienti riconobbe il tocco dello spirito. Ellemire Zolla scrive: “Corpo, anima e spirito non sono tre livelli continui dell’uomo”. Lo spirito e’ un elemento diverso e estraniante. “Lo spirito e’ uno schianto improvviso e abbagliante. Una rivelazione. La psiche e’ il groviglio di sentimenti e pensieri che ci domina quotidianamente. Siamo esseri quasi sempre confusi e annaspanti. Lo spirito balza su di noi come una rivelazione divina. Lo spirito non e’ una continuita’ della persona. E’ una luce che abbarbaglia la persona e la annienta. E’ fulmine, non uno stato. Una possibilita’ istantanea, non una condizione permanente”.
Questo e’ lo spirito: Altro da noi. La psiche puo’ essere solo ricettore di spirito.

Vediamo un sogno fatto da mia figlia.
Mia figlia sogna di essere sul crinale di un monte e davanti a lei c’e’ un Cristo nero nero, come quello del film di Pasolini, magro e terribile, con la barba nera, e questo Cristo corre e corre, e lei gli corre dietro per acchiapparlo, ma il Cristo corre cosi’ forte che non puo’ prenderlo. E’ una corsa disperata sul crinale della montagna, cosi’ disperata che Nicoletta capisce che non ce la fara’ mai a raggiungere il Cristo. E allora si ferma e incrocia le mani sul proprio cuore. E, come fa questo, si solleva e comincia a volare verso l’alto come un’immagine santa”.

Al tempo del sogno, qualcunomi lascio’ in casa un foglietto su cui era scritta questa litania:
Il linguaggio del cambiamento: chiudi gli occhi e guarderai.
Spezza i tuoi muri e costruirai.
Impara ad attendere e allora andrai.
Lasciati cadere e in piedi starai

Quello che noi vogliamo avere non e’ fuori (il Cristo che fugge); quello che a noi manca non e’ da raggiungere o conquistare o possedere ma da aprire. Per chi non e’ centrato su se stesso la ricerca puo’ sembrare impossibile, perche’ cerchiamo fuori cio’ che possiamo trovare attraverso la nostra interiorita’. Il bene desiderato diventa allora irraggiungibile. Per chi si centra su di se’, invece, l’elevazione e’ gia’ avvenuta. Chi entra in se stesso, si solleva in alto, come nel sogno di Nicoletta.

Questi sogni sono molto seri, ma il sogno puo’ essere anche solo bello e rilassante:
Era un sogno molto allegro. Ero circondata da una moltitudine grandissima di bambini, mi toccavano e mi attorniavano e ridevano con me, eravamo tutti molto felici. Ma io dovevo fare una cosa e per farla occorreva che nessun bambino mi toccasse e che tutti lasciassero uno spazio vuoto attorno a me, io dovevo cominciare una meditazione che mi avrebbe fatto levitare in aria; all’inizio la cosa non risultava facile, c’era sempre qualche bambino che mi veniva addosso e a quel punto ricadevo giu’, ma a un certo punto i bambini sono riusciti a distanziarsi da me a sufficienza ed io mi sono seduta nella posizione del loto e ho cominciato a sollevarmi in aria, ero diventata magra e piccola ed ero vestita come le suorine di Madre Teresa, di bianco con la riga azzurra col mantello sul capo. Quando sono stata a due metri dal suolo ho unito le mani sul capo con le punte verso l’alto. Poi ho aperto le braccia verso il basso e dalle mani ha cominciato a sgorgarmi del latte bianco. Quel latte guariva i malati di AIDS.

Chiaramente i bambini sono le mie energie vitali che mi disperdono sul lato infantile del vivere, mi tengono a terra. Jung diceva: “Non riesco mai a liberarmi dai miei infantilismi”. La meditazione e’ il raccoglimento in se stessi. Allora lo spirito si ritrova e, quando le energie del vitale cessano di invaderlo, puo’ sollevarsi e diventare materno e terapeutico come una grande madre.

Nell’aprile del ‘95 ebbi una influenza strana e lunghissima, con tanta febbre e una infinita spossatezza, non mi alzavo piu’ dal letto, non riuscivo a guarire ed ero piena di angoscia perche’ mi sembra che la febbre mi avesse asciugato il cervello e che questo non fosse piu’ capace di pensare. Mi chiedevo con orrore se avessi una febbre cerebrale che mi aveva danneggiato nell’organo che faccio funzionare di piu’ e come potessi riprendermi. Non potevo piu’ connettere il pensiero, vivevo il mio stato con vera angoscia e umiliazione, ero cosi’ spossata che non potevo nemmeno chiedere ai miei cio’ di cui avevo bisogno, non riuscivo a mettere insieme le parole, potevo solo ‘guardare’. L’inconscio mi costringeva, con una febbre, ad una posizione ricettiva, dove, venendo meno il pensiero, potesse aprirsi lo spazio di accoglienza per qualcosa di esterno. Quel mese i sogni o le visioni che fossero, perche’ non distinguevo il sonno dalla veglia, furono intensissimi.

SOGNO DELL’ANNUNCIAZIONE
Questo sogno lo ricordo male, ma so che l’ho fatto due volte quasi uguale. Abitavo in Palestina, in una casupola terrosa fatta a cella con solo la porta, nel centro vecchio di una citta’ di terra. Stavo fuori casa, in un vicolo incassato verso il basso come un budello, tra altre case di terra, altri cubicoli. Vedevo il vicolo di sabbia chiara che scendeva in basso, dove io ero, con sassi infilati nella terra che formavano degli scalini. Ero in mezzo al vicolo davanti alla casupola. Dal colmo del vicolo in alto, contro il cielo azzurrissimo, si stagliava su di me un angelo grande, botticelliano, di straordinaria bellezza, con un mantello avvolto in strati rigonfi azzurri e rossi, con lunghi riccioli bruni, alto e fiero, scalzo con bei piedi snelli e arcuati, che portava alle caviglie dei nastri, sembrava un dipinto del Rinascimento ed era molto altero e distaccato. Disse di essere il ‘Messaggero’ e che aveva il compito di prepararmi alla venuta di qualcuno, un gran Signore o un grande Re. Io ero avvilita, turbata, e mi schernivo dicendo che non ero la persona giusta, non avevo meriti, non ero preparata, non sapevo cosa fare. Ma quello continuava imperioso nel suo compito spiccio e franco: “Sara’ molto facile, vedrai, non c’e’ nulla di difficile. Devi solo prepararti. Io ho solo il compito di prepararti”. Io ero sempre piu’ spaventata, continuavo a schermirmi, mi sentivo inadeguata ma quello andava veloce. Ero desolata e continuavo a chiedermi: “Ma perche’ io? Ma perche’ io?” e mi sentivo umiliata e spaventata.”

Questo sogno mi ha dato una profonda inquietudine, tanto che poi nelle notti successive appena qualcuno bussava alla porta dei miei sogni, io cominciavo a scappare per scale e per tetti per non farmi prendere e per sfuggire all’incontro terribile, perche’ dentro di me c’e’ qualcosa che dice che la massima consapevolezza. si accompagna con la massima sofferenza e le mie cellule non ne vogliono sapere di affrontare nessun dolore.

Sognavo e mi svegliavo, il sonno era molto leggero. Sognavo senza immagini, solo parole che qualcuno mi diceva. Le parole sembravano possedere una grande semplicita’, come di un messaggio la cui caratteristica era proprio quella di essere veramente semplice, cosi’ che alla fine anche io avrei capito, come di una sostanza in se’ molto difficile e complessa che mi veniva impartita in forma elementare, affinche’ anch’io con la mia intelligenza ridotta potessi alla fine capirla. Di questo insegnamento avevo grande riconoscenza. Le parole erano vergate in una scrittura corsiva rotonda da bambini, come se io fossi veramente una bambina che aveva bisogno di una scrittura semplice per capire, una scrittura che non conosco, come formata da tante chioccioline o piccole spirali (ho scoperto poi che poteva essere aramaico, vedendo dei rotoli del Mar Morto). C’era in colui che dettava una certa pazienza calma e fredda. Io mi svegliavo un poco, poi mi riaddormentavo e la lezione ricominciava.
In ogni parte mi veniva spiegata la natura di un angelo, secondo una gerarchia ascendente, ogni volta l’angelo era una manifestazione un po’ piu’ alta, un po’ piu’ vicina a Dio. Non ricordo i primi angeli che stavano all’inizio del lungo sogno, gli angeli erano infiniti e partivano da manifestazioni elementari della materia per salire sempre piu’ in alto, mi sembra che i primi riguardassero forme di vita molto semplici che stavano sotto i minerali, c’erano angeli delle piante, e degli animali, poi via via essi diventavano sempre piu’ astratti e concettuali … so quali erano gli ultimi tre perche’ a quel punto mi sono alzata e li ho scritti. Le parole dicevano:
“..e poi viene Quello il cui nome vuol dire “Colui che manifesta la potenza di Dio” e il suo nome e’ Gabriele, egli e’ il potere di Dio”.
“…e poi viene Quello il cui nome vuol dire “Colui che manifesta la conoscenza di Dio” e il suo nome e’ Michele, egli e’ la conoscenza di Dio”.
“…e piu’ in alto e Ultimo viene Quello il cui nome vuol dire “Colui che manifesta l’amore di Dio”, egli e’ l’amore di Dio”.
E allora io pensavo: “Ecco, io potrei avere conoscenza degli altri angeli perche’ ne ho letto da qualche parte, ma non so il nome di colui che manifesta l’amore. Se dunque il sogno mi dira’ qualcosa che io non so, il sogno sara’ giusto e non verra’ da me ma da qualcuno che sa piu’ di me”.
E la voce continuava:
“.. e il suo nome sara’ Elohim e il suo nome sara’ Emanuele”.

Allora io sono uscita dal sonno e, traballando per la febbre, mi sono alzata piuttosto confusa e ho cominciato a cercare nei libri che ho, ma non ho testi biblici o religiosi in casa. Sull’Enciclopedia ho letto che ‘Elohim’ e’ il plurale di Eloha, e questo e’ il nome di Dio, il primo nome dato dal primo scrittore del Pentateuco (Genesi ecc.) prima che Mose’ usasse il nome di Jahve’, e significa “le energie che hanno creato il mondo”.
Ma di Emanuele non sapevo nulla, mai sentito un angelo chiamato Emanuele!
Cosi’ mi sono vestita e traballante com’ero sono uscita nel vento e ho preso l’autobus per la chiesa del Sacro Cuore, pensavo: “Angelo, fammi incontrare subito la persona giusta che sappia dirmi qualcosa del mio sogno, se e’ veritiero e corretto o solo un effetto della febbre”.
Sul lato destro della chiesa mi veniva incontro un uomo vecchio e malato appoggiato a un bastone, in maglione azzurro. Io sono andata diretta verso di lui e gli ho detto :”Lei e’ un prete, vero?”. Ma lui ha negato. Ma io ero sicura: “Lei ha studiato da prete , vero?” e lui ha detto di si’. Forse era un prete in pensione. Cosi’ gli ho detto: “Ho fatto un sogno, forse lei puo’ interpretarmelo” E lui ha ascoltato senza meraviglia e me lo ha spiegato. Tirava un forte vento e io stavo male e anche lui non sembrava molto sano, attaccato al suo bastone, ed eravamo irreali tutti e due a parlare di Bibbia in Via Matteotti, come due persone che si conoscono da tanto tempo, sventolando nel vento, e parlando di angeli e di gerarchie angeliche nell’aprile del 1995 come se si trattasse di argomenti normali.
E cosi’ mi ha spiegato che il sogno era corretto e corretta la gerarchia. Gli angeli sono manifestazioni spirituali che rappresentano parti di Dio, e Gabriele significa “colui che e’ forte come Dio”, solo che (l’ho scoperto poi cercando su testi sacri), potenza dello spirito non vuol dire comando di eserciti o simili, ma significa essenzialmente tre cose, e sono i tre punti per cui e’ nato il Cristo, ed ecco perche’ l’arcangelo Gabriele era connesso al Cristo e alla potenza. Egli compare ai pastori a Betlemme per annunciare la venuta di Gesu’ e, prima, a Maria per annunciarle la nascita del bambino. E Dio esprime la sua potenza nel Cristo perche’ la potenza dello spirito consiste nel: dominare il male o peccato, guarire la malattia (miracoli), sanare l’ignoranza. Lo spirito si manifesta dunque come dominio sul male dell’anima, sul male del corpo e sul male della conoscenza.
Giustamente poi viene Michele che vuol dire “colui che e’ come Dio”, perche’ egli ha la conoscenza del Tutto e sta direttamente al fianco di Dio, se cosi’ si puo’ dire.
Ma l’ultima spiegazione e’ quella piu’ meravigliosa.
Elohim e Emanuele sono la stessa cosa, ed egualmente stanno a significare “Dio e’ con noi”, Elohim e’ il Dio della creazione, che per un atto di amore crea l’uomo e tutte le cose, ma Emanuele e’ ancora il Dio di amore, solo che mentre Elohim indica il Dio trascendente, Emanuele indica il Dio incarnato nel Cristo. Questo nome infatti viene usato da Isaia nella sua profezia, quando egli dice al popolo d’Israele che da una vergine nascera’ Emanuele, cioe’ il Messia.
La voce che mi detta nel sogno, dunque, conosce la Bibbia meglio di quanto la conosca io e dice cose sagge e corrette.
‘Emanuele’ e’ il nome con cui viene indicato Gesu’ nella profezia di Isaia, che dice che da una vergine (halma) nascera’ Emanuele. Elohim e’ dunque l’energia che crea il mondo, ma Emanuele e’ l’energia che entra nel mondo, che si incarna per amore, che si unisce agli uomini.
E’ interessante anche l’ordine degli ultimi tre angeli: “Potenza, Conoscenza e Amore”. Mi sono ricordata che il filosofo Campanella, nella “Citta’ del sole”, immagine di uno stato utopico, pone tre ministri: PON, SIN, MOR che sono rispettivamente potenza, sapienza e amore.
Questo sogno ha una struttura forte e complessa, si snoda per tutta una notte, riprende anche dopo gli intervalli di veglia, prosegue un preciso compito organizzato, formando la grande piramide dell’universo, la scala delle energie, l’intelligenza cosmica secondo le sue gradazioni scalari. Non diversamente essa e’ apparsa in visioni a veggenti e mistici.

La mia amica Antonietta che ha perduto il suo bellissimo figlio Danilo di vent’anni, ha cercato in ogni modo di comunicare con lui, ha girato l’Europa, ha cercato medium e veggenti, ma non fidandosi ormai di nessuno ha provato infine lei stessa un contatto col figlio. Ha ottenuto comunicazioni psicofoniche, cioe’ attraverso la radio o il registratore e sogni molto particolari. Noi possiamo credere che queste produzioni di medianita’ siano pie illusioni, ma io sono rimasta colpita da una di queste comunicazioni in cui il figlio le diceva: “Devi capire che io ora non posso comunicare con te perche’ sono in un’altra Sefiroth”.
‘SEFIROTH’ e’ una parola ebraica, che appartiene alla quabbalah, la ricerca mistica dell’ebraismo, e che indica i livelli dell’intelligenza divina. Sefiroth vuol dire ‘sfera’, livello dell’essere. Ognuna costituisce una emanazione di Dio, un grado intermedio tra Dio e mondo, come se Dio emanasse in gradi diversi. Non diversamente nel secondo secolo dopo Cristo, uno dei piu’ grandi filosofi antichi, Plotino, intui’ Dio come una sorgente di acqua zampillante o come un centro di luce purissima che si irradiava secondo livelli via via sempre meno chiari. All’estremo di questa scala di luce che via via si oscurava Plotino vedeva la materia.
Potremmo dire che anche dopo aver perso la nostra forma visibile noi procederemo nel cammino di una intelligenza infinita, risalendo i suoi gradi. Il visibile e l’invisibile, il morto o il vivo, non sarebbero limitazioni, ma possibilita’, manifestazioni dell’energia. Ma cio’ che conta infine non sarebbe l’essere in questa o in quella forma o in nessuna, ma importante sarebbe il cammino, l’ascesi potenziale.
Una e’ l’intelligenza, molte le forme, le emanazioni o le irradiazioni, dal piu’ chiaro al meno chiaro, dal piu’ definito nella materia al piu’ definito nello spirito.
Molti sensitivi o religiosi o mistici hanno avuto in ogni tempo la visione di questa gradualita’, di questo ponte frequenziale che va dalla Terra a Dio, e l’hanno vista come una SCALA. La scala e’ un grande archetipo universale.
Nella Bibbia Giacobbe ha un sogno, che indica con chiarezza che tra questi gradini di intelligenza suprema esistono delle comunicazioni, l’energia spirituale circola e comunica da un lato all’altro. Giacobbe vede una scala che sale dalla terra al cielo e su questa scala angeli salgono e scendono continuamente. Dunque la nostra intuizione percepisce l’universo come intelligenza, vede l’intelligenza come una energia che si organizza a vari livelli per formare le varie possibilita’ strutturate della vita che vanno dal mondo visibile a quello invisibile. Vede infine che nessuna di queste possibilita’ e’ isolata, perche’ l’energia stessa circola come una comunicazione, che incessantemente va dal basso all’alto e viceversa.
La scala ha sempre rappresentato i rapporti tra terra e cielo. Si pensi agli stupa indiani fatti a gradini o con strade che salgono a spirale (come Borobondur).
Dante immagina di vedere nel Paradiso una scala di luce, color oro. In Oceania la vedono come una freccia da cui parte una freccia e cosi’ via. Cosi’ la betulla a sette tacche degli sciamani tungusi. O i due naga (serpenti) che fanno scendere dal cielo il Buddha.
La scala buddhista e’ ugualmente a sette scalini. Possiamo paragonarla a un’ottava perche’ anche la scala musicale ha sette note diverse. La scala appare costantemente nei mistici medievali e nei Padri della Chiesa per la sua accezione simbolica. Gregorio di Nissa dira’ :”Chi sale non si ferma mia. Va da un inizio all’altro, attraverso inizi che non hanno mai fine”.
La scala e’ continuamente presente nell’Antico Testamento e tuttavia essa e’ piu’ antica della Bibbia, come si vede nella scala di RA, presente nel Libro dei Morti egizio. Nelle tombe numerosi amuleti la raffigurano.

Testimonianza raccolta in un ospedale americano:
Il paziente e’ in agonia per tubercolosi polmonare all’ultima fase. Nella sua stanza c’e’ una scala che porta al piano superiore. Il paziente improvvisamente grida: “Guardate! Gli angeli scendono dalle scale!”. Nello stesso istante un bicchiere posato su uno scalino, senza causa alcuna, esplode. Un’espressione serena si dipinge sul volto del malato ed egli muore.

Seconda testimonianza (di queste testimonianze ce ne sono moltissime):
Pennsylvania. Una diciassettenne ha un parto molto difficile con complicazioni mortali, si decide di ricoverarla per un intervento gravissimo che puo’ salvarle la vita lasciandola pero’ compromessa in modo irreparabile. La giovane ha dolori atroci, improvvisamente il dolore scompare di colpo e lei ha una visione: “Sembrava che tutti gli angeli venissero dall’alto e, tendendo le mani, formassero una scala che saliva al cielo. Salendo su questa scala vedevo tutto quello che succedeva in casa mia. La mia famiglia e i vicini piangevano, mio marito era inginocchiato ai piedi del letto, supplicando Dio di risparmiarmi per il bene del bambino. C’era una specie di foschia rappresentata dalla preghiera della mia famiglia perche’ potessi tornare, essa mi impediva di salire ancora. Un angelo mi disse: “Perche’ non chiedi al Signore di lasciarti tornare per il tuo bambino? Io lo chiesi”. Intanto la famiglia la vedeva morire, e gia’ pensava i funerali. Ma la giovane torno’ in vita.

In molte culture si pensa che ogni manifestazione di vita sia sorretta da energie che ne curano l’esistenza. Non solo gli esseri viventi, ma anche gli animali e le piante e i fenomeni naturali. Uno stesso spirito intelligente si irradia su un dominio, che e’ il territorio o campo di energia che egli protegge.

Rudolf Steiner era un filosofo tedesco che fondo’ un movimento detto antroposofia, che univa elementi orientali a elementi cristiani. Egli vedeva l’universo come un’espressione divina in continua evoluzione. In modo simile agli GNOSTICI, Steiner ha la visione di una scala che va dalle manifestazioni piu’ umili e basse dell’essere a quelle piu’ elevate e sottili: mondo minerale, vegetale, animale, umano, angelico. L’uomo e’ il vertice del regno visibile, poi si entra nel regno sottile o invisibile. Ma gli spiriti, secondo Steiner, dominano e organizzano anche le realta’ inferiori: terra, acqua, aria e fuoco. Queste 4 realta’ costituiscono il regno inferiore delle gerarchie spirituali, poi vengono quelli che propriamente chiamiamo angeli, messaggeri o mediatori tra gli uomini e il cielo. Sopra gli Angeli, stanno gli Arcangeli, poi i Principati (forze primordiali). Poi vengono i Cherubini, i Serafini, i Troni, sempre piu’ vicini a Dio. Dopo ancora Dominazioni, Virtu’ e Potesta’. Tutti insieme organizzano, governano e conservano l’universo. Anche Swedenborg, il veggente svedese, ha queste visioni.

Questo, prima di Steiner era stato enunciato da Dionigi l’Areopagita e riappare nei testi in sanscrito della Bhagavad-Gita. La cosa piu’ straordinaria del mondo e’ che quando lo spirito parla, si manifesta in modi simili in tutti i luoghi e i tempi.

Molto curiosi sono gli spiriti della natura, quelli che fanno crescere rigogliosamente le piante, essi sono in stretto rapporto col corpo eterico della terra, ad essi Steiner dedico’ un ciclo di conferenze.
Cinquanta anni dopo, in Scozia, avvenne qualcosa che sembro’ confermare quanto Steiner aveva detto: e fu il fenomeno di FINDHORN, un incredibile giardino sorto come per magia in una landa sterile e arida, seguendo i consigli che gli spiriti della terra avevano dato a Eileen Caddy.
L’Universo e’ Energia organizzata in vari livelli o frequenze e l’uomo gli corrisponde con i suoi livelli o frequenze.
Noi usiamo solo una piccola parte del nostro essere, crediamo di essere una cosa sola con la coscienza mentre la nostra parte inconscia sta alla coscienza come 100.000 miliardi sta a uno. Noi ci mettiamo in contatto cosciente solo minimo con l’Universo di Energia che ci forma e circonda. Vivere in un’ampiezza maggiore di consapevolezza e’ possibile, solo se la nostra piccola sfera cosciente accetta di mettersi da parte, con le sue limitazioni, altrimenti non supereremo i limiti stretti dell’Io e qui potremo essere anche molto infelici, prigionieri della nostra parte limitata.
Quando la nostra percezione ristretta si assenta, si apre una possibilita’ amplissima di comunicare con altre sfere. La meditazione e’ il primo passo. Mettendo fuori le tensioni del corpo e il lavorio incessante del pensiero, usciamo dalla coscienza per entrare in una psiche piu’ ampia e da qui dalla psiche individuale possiamo arrivare all’essere collettivo.
I sogni religiosi o le visioni mistiche possiedono questo carattere impressionante di spersonalizzazione e dilatazione, che corrisponde a un ampliamento del campo della conoscenza e della coscienza, nel luogo dove si sa in quanto si e’.

Scrissi per tutta la notte sotto dettatura. Non vedevo chi mi dettava. Non vedevo nulla. Ero immersa nel buio piu’ fitto ne’ esistevo come corpo. Non c’era nulla, solo quella voce nitida e determinata che mi dettava molto lentamente, come fossi una minorata mentale. Mi dettava le parole una alla volta, perche’ la capissi bene, e me le mostrava anche come dei sottilissimi fili di scrittura luminosa nel buio totale, che si arricciolavano in una grafia gonfia molto strana. Scoprii piu’ tardi che poteva essere aramaico. Io non capivo niente ma scrivevo in me le parole superiori. Ero comandata. Potevo solo ubbidire. Avevo l’impressione che mi venisse dettato il secondo libro della fisica, dopo Einstein. Occorreva scrivere una Nuova Fisica. Ricordo solo una formula: E=m2. Voleva dire: “L’Energia si ottiene con la meditazione al quadrato”.
Ricordo anche questa frase: “I colori sono le variazioni dello Spirito”.

Sogno: ” Feci 4 sogni consecutivi. Sognai che volavo, come faccio spesso, appena sopra la testa della gente, e, come al solito, nessuno se ne meravigliava. Sognai poi che mi si apriva l’orecchio destro come per una esplosione (io ho un osteoma che mi restringe il canale auditivo come una clessidra), poi sognai che mi si apriva l’orecchio sinistro: Infine sognai, nella stessa notte, che potevo vedere attraverso le palpebre, con gli occhi chiusi. La gente mi chiedeva se vedessi delle ombre, ma io potevo leggere chiaramente dentro un francobollo. Questo finalmente li meraviglio’. La mia vista con gli occhi chiusi era infinitamente migliore che con gli occhi aperti. Lo stesso per gli orecchi”.
Mia figlia interpreto’ il sogno dicendo che stavo aumentando i miei poteri.

La visione del sacro ci trascende e puo’ comunicarsi a noi solo con un linguaggio simbolico. Il sacro e’ sempre storicizzato, cioe’ apparira’ nei modi convenzionali del contesto storico e culturale. Un cristiano vedra’ Cristo o la Madonna, un induista vedra’ Visnu’ o Siva. Il sacro e’ trascendente ma si cala nell’immanente in modo culturalepredendo vesti famigliari, altrimenti ne saremmo terrificati. Tuttavia, in genere, la visione presenta, oltre a dati contestualizzati, anche una simbologia universale: il cielo, la terra, le stelle, la scala, gli angeli, la luce, la madre divina…

Lo Spirito puo’ comunicare con noi nelle sue forme visibili o invisibili. Il messaggio puo’ venire nel sogno o puo’ evidenziarsi nella realta’ concreta, in fondo siamo solo noi a distinguere una dimensione dall’altra, ma tutte esse si compenetrano.
..
(Questa e’ la lezione di un corso in dieci incontri sugli STATI MODIFICATI DI COSCIENZA tenuto a Bologna.
Gli argomenti del corso sono: SOGNI LUCIDI E PROFETICI – SOGNI RELIGIOSI E MISTICI –
MEDITAZIONE – VISIONI E VISUALIZZAZIONI – SCRITTURA AUTOMATICA E CONTATTI –
SCIAMANESIMO – IPNOSI E SUGGESTIONE – TRANCE

La materia di questo corso e’ stata riportata in parte, alternata ad altri argomenti, su Masada, http://www.masadaweb.org. Mancano ovviamente le sperimentazioni pratiche)

INDICE STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=2547&action=edit

masadaweb.org/2009/04/01/masada-898-1-4-2009-stati-modificati-di-coscienza-n%C2%B0-2/

masadaweb.org/2009/04/11/masada-n-906-11-4-2009-stati-modificati-di-coscienza-4%C2%B0-parte-sogni-di-predizione-entropia-e-sintropia/

masadaweb.org/2009/04/21/masada-n%C2%B0-911-21-4-2009-sogni-lucidi/

masadaweb.org/2009/05/07/masada-n%C2%B0-919-7-5-2009-stati-modificati-di-coscienza-sogni-religiosi-o-mistici/

masadaweb.org/2009/05/12/masada-n%C2%B0-922-12-5-2009-stati-modificati-di-coscienza-n%C2%B0-9-la-scrittura-automatica/

masadaweb.org/2009/05/29/masada-n%C2%B0-930-29-5-2009-lo-sciamanesimo-parte-prima/

masadaweb.org/2009/06/02/masada-n%C2%B0-933-2-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-sciamanesimo-parte-seconda/

masadaweb.org/2009/06/11/masada-n-940-11-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-lezione-10-suggestione-e-ipnosi/

masadaweb.org/2009/07/11/masada-n%C2%B0-953-11-7-2009-storia-dell%E2%80%99ipnosi-parte-2/

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http://www.masadaweb.org

3 commenti »

  1. anche oggi, come sempre, le tue parole e le esperienze che raccontano sono straordinarie

    Commento di fiorella — maggio 7, 2009 @ 12:47 pm | Rispondi

  2. Cara Viviana, tutte le manifestazioni di misticismo anche in forma onirica sono avvolte da un mistero che forse la scienza non riuscirà mai a spiegare.

    Freud cercò di gettare luce sui segreti del subconscio ,ma arrivò solo a conclusioni parziali e mai soddisfacenti.

    Le religioni ed i culti iniziatici, anche attraverso l’artificiale alterazione dello stato di coscienza, riescono forse ad avvicinarsi maggiormente a questi misteri, ma sono pratiche ampiamente scoraggiate e represse in quanto potenzialmente pericolose per gli equilibri degli assetti sociali e quindi per il mantenimento dello “status quo”.

    MaxVinella

    Commento di MaxVinella — maggio 12, 2009 @ 8:26 am | Rispondi

  3. Qualche anno fa ho feci questo sogno.
    Mi trovavo immerso nel buio più pesto. Di fornte a me c’era un cono di luce gialla che scendeva dall’alto e disegnava a terra un cerchio perfetto.
    All’improvviso quattro mani mi afferrano all’altezza dei gomiti e della spalla, mi sollevano di peso e mi sospingono incontro a quella luce. Ricordo che cercai di liberarmi, ma non riuscii neanche a smuovere la presa di un millimetro come se fossi in una morsa d’acciaio; quindi mi abbandonai.
    Mi infilarono con la faccia rivolta a terra sotto quel cerchio di luce dal diametro di circa un metro. Cercai ancora di ribellarmi alzando la testa per guardare attorno, ma la luce era così pesante da piegarmi la testa in giù. Mi abbandonai sconfitto. A quel punto cominciai a sentire un forte riscaldamento dietro alla nuca proprio dove mettono quello strano copricapo i monaci. Dopo un po’ tutto scomparve.

    Non sogno mai ma questo fu un sogno molto vivido, quasi reale ed è rimasto impresso nella mia mente. Non ho mai capito bene il suo significato.

    Commento di F. M. — giugno 15, 2009 @ 12:00 am | Rispondi


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