Nuovo Masada

aprile 21, 2009

MASADA n° 911 . 21-4-2009. SOGNI LUCIDI

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STATI MODIFICATI DI COSCIENZA
Viviana Vivarelli

Cio’ che si impara dipende da perche’ si vuole imparare”
Dunque ‘respice finem’, definisci nettamente il tuo scopo
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Ellemire Zolla

“La piu’ grande rivoluzione della nostra generazione e’ la scoperta che gli esseri umani, modificando l’atteggiamento della loro mente, possono cambiare gli aspetti esteriori della loro vita”.
William James

Si chiama sogno lucido quel sogno in cui abbiamo la consapevolezza di sognare. E pensiamo: “Questo e’ solo un sogno. Io sto sognando. So che mi svegliero’”.

Alcuni conoscono questa modalita’ onirica come normale o saltuaria. Altri non l’hanno conosciuta mai.
Il sogno lucido puo’ presentarsi in modo spontaneo o indotto, e puo’ essere usato con vari scopi: come via di crescita, via terapeutica o via sciamanica.
In un certo senso anche la psicoanalisi e’ un viaggio, solo che essa pretende sempre di riportare alla luce dei contenuti del passato rimossi nell’inconscio, mentre lo sciamano e’ convinto di uscire da se stesso per contattare altre realta’ o intelligenze.
Il sogno lucido e’ un evento raro ma non impossibile, e puo’ essere capitato a tutti almeno una volta, con grande senso di sorpresa.
E’ un sogno che si presenta con dettagli molto precisi e nitidi e colori molto forti, come se rappresentasse una realta’ tangibile e intensissima, mentre normalmente i sogni sono confusi e poco distinti e non sempre colorati. Cio’ che distingue il sogno lucido e’ comunque il fatto che il dormiente dice a se stesso: “Questo e’ solo un sogno”.
Una volta riconosciuto il suo ruolo di sognatore, l’io puo’ diventare creatore del sogno, cioe’ lo puo’ modificare. Si passa dalla consapevolezza alla volonta’. “Poiche’ so che sto sognando, posso volare”, oppure ”Posso neutralizzare questo mostro”, oppure “Usero’ questo sogno per andare nel tal luogo a trovare un amico”.
Questi pensieri sono potenti, il sognatore si sente pieno di forza, come un demiurgo, perche’ pilota il sogno, lo guida, lo struttura a suo piacimento, come fosse uno strumento del suo fare e del suo conoscere, una realta’ creata.
Il sogno dunque puo’ essere diretto dalla volonta’.
E questo, a volte, viene usato anche in analisi, sia come suggestione contro incubi ricorrenti, sia attraverso visualizzazioni per rafforzare la volonta’ del soggetto.
Si puo’ intervenire su incubi o situazioni terrificanti sia del sogno che della realta’. Anche l’immaginazione guidata puo’ essere modificante esattamente come un’attivita’ nel mondo reale, in quanto e’ sempre una energia che si attiva.
Per es., se sogno in modo ricorrente che dei ladri stanno forzando la porta di casa e vogliono entrare, puo’ essere che il mio inconscio mi stia invadendo con contenuti nuovi che sono visti dalla ragione come invasivi e pericolosi. Ma se introduco in questa situazione la mia volonta’, posso agire delle vie diverse alla paura e dalla fuga. Posso muovere il sogno in modo piu’ positivo per me, per es. volo in alto o divento abilissimo nel Karate’ e sbaraglio i ladri o tento un approccio di conoscenza. Insomma modifico il sogno, non lo subisco passivamente ma divento attivo.
Ci sono analisti che fanno rivivere a livello di visualizzazioni certi incubi, presunti o reali, in modo da cambiarne il finale e rinforzare il paziente. E’ il DREAMWORK = lavoro sui sogni. Non si limita ad ascoltare il racconto del sogno, ma lo riattiva cambiando il finale. Lo stesso vale per un evento traumatico del passato in cui il soggetto si vive come vittima senza poter uscire dal trauma. Si rievoca il fatto e vi si introducono delle variazioni positive. Si fa diventare il soggetto attivo sui suoi contenuti in modo da cambiare la sua reazione a fatti o personaggi che lo hanno traumatizzato. Questi possono essere venti del passato, non piu’ rivibili, come situazioni di un presente difficile da sopportare, una situazione di mobbing, per es. Esercizi simili si possono provare attraverso la visualizzazione o la drammatizzazione, rivivendo le situazioni traumatiche del passato o del presente in modo da scongelarle, smuovere le emozioni impedite, attivare reazioni nuove e piu’ positive.
Questo puo’ essere fatto anche con una drammatizzazione dove il soggetto leso fa recitare a un altro la sua parte, con una inversione di ruoli e una riattivazione della situazione critica cosi’ da oggettivarla, viverla da un altro punto di vista, e renderla meno dolorosa.
Nelle Universita’ americane questa possibilita’ di agire dentro i sogni viene studiata a fini terapeutici. Si puo’ mettere il paziente in stato ALFA (rilassamento) e confrontarlo con le figure inquietanti delle sue paure, guidandolo con domande e aiuti cosi’ che possa interrogare le sue immagini e cavarne qualcosa di positivo o almeno superarne l’impatto. Questo lavoro puo’ avvenire anche attraverso simboli, come se essi creassero un rituale terapeutico.
Coi bambini, con cui il rapporto dialogico e’ piu’ difficile, si puo’ intervenire attraverso il disegno, la fiaba o il gioco, che permettono loro piu’ facilmente di superare o elaborare le situazioni negative.
Nella ludoterapia, c’e’ solitamente una stanza dedicata al bambino dove egli puo’ giocare assistito dal terapeuta e dove ci sono oggetti, bambolotti ecc. con cui il bambino puo’ giocare sotto osservazione, scaricando i suoi impulsi negativi e le sue paure,
L’azione attraverso il simbolo è efficace come lo e’ il rito. Poiche’ cio’ che ci terrorizza simbolicamente corrisponde a cio’ che ci terrorizza realmente, qualunque intervento volto a domare i simboli negativi e a trasformane l’energia, risulta molto efficace; porta il bambino a realizzare un gioco protetto in cui si sviluppano nuove energie volitive ricostruttrice di una realta’ migliore.
E’ come se la volonta’ entrasse nel territorio del sogno o dell’inconscio, cioe’ nelle zone ombra della nostra personalita’, e, agendo sulle sue immagini e i suoi simboli, potesse modificarle, ricostruendo le parti lese e armonizzando quelle conflittuali. Cio’ e’ molto benefico, rinforza la personalita’, ricostruisce coraggio e fiducia, rigenera dalla sofferenza.
Cosi’ coi bambini un incubo puo’ essere catalizzato e corretto attraverso un gioco, una drammatizzazione, una ludoterapia, in cui i simboli paurosi sono proiettati su oggetti, mostriciattoli, soldatini, bambolotti, animaletti… attraverso cui rivivere la sostanza dell’incubo. Le paure o gli incubi possono essere disegnati o drammatizzati, scolpiti o danzati, creando distacco e liberazione.
Anche la via artistica e’ una via di guarigione, per i bambini come per gli adulti. Le emozioni relative ad una situazione angosciante possono essere agite con una recita teatrale o una danza catartica.. Questi espedienti (visualizzazione, gioco, drammatizzazione, espressione artistica…) sono tecniche che permettono di liberare l’io dalle emozioni incistate, di rafforzarlo nelle sue parti positive e di ristabilire l’unita’ di coscienza.

Nella ricerca di se’ lo stato modificato di coscienza puo’ diventare una via per conseguire una tappa significativa nel territorio inesplorato che esiste in ognuno di noi. Jung tento’ per se stesso il grande abbandono alle energie dell’inconscio e alla fine della sua lunga vita sperimento’ stati sciamanici, che egli chiamava ‘la discesa nelle tenebre’, LA NEKUIA. A quel punto, la sua ricerca non fu piu’ solo analitica, ma divento’ sciamanica.
Quando egli si distacco’ del tutto dalla sua realta’ contingente, cadde in discesa libera in un pozzo oscuro e gli si apri’ un vasto mondo di simboli, significati e figure, in cui veniva raccontata come in un’allegoria la sua evoluzione esistenziale.
Questo gli servi’ per perlustrare il proprio inconscio e vedere i grandi archetipi che avevano dominato la sua vita.

I SOGI LUCIDI compaiono in genere all’alba, come i sogni premonitori o di chiaroveggenza. L’ipotesi e’ in quel momento si incontrino due diversi livelli mentali, due fasce diverse di onde cerebrali.
Quando dormiamo e soprattutto quando sogniamo, dovremmo uscire dallo stato di coscienza vigile ed entrare in uno stato alterato. Ma, nel sogno lucido, per un qualche disguido, la mente vigile non viene estromessa dalla mente che sogna e resta con le sue caratteristiche di vigilanza e volonta’; una posizione mentale dovrebbe uscire di scena e un’altra dovrebbe entrare, ma qui le due menti si incastrano sul discrimine e le due posizioni mentali si doppiano. Volonta’ e visione si intrecciano. La coscienza diventa spettatrice intenzionale della propria visione. E puo’ decidere di cambiare il sogno, usando poteri di trasformazione molto piu’ ampi di quelli reali.
Avere sogni lucidi e’ una esperienza piuttosto rara. Ancora piu’ raro e’ conoscere qualcuno che ne abbia molti. Ed e’ rarissimo trovare chi, attraverso questo modo di sognare, riesce a compiere vere e proprie escursioni in realta’ parallele, tali da implicare l’accesso a nuove conoscenze. Eppure da migliaia di anni esiste l’idea che alcuni sogni lucidi possano permettere veri salti dimensionali, come fa uno sciamano. Nelle antiche religioni matriarcali era diffusa l’incubazione onirica, in genere di sacerdotesse veggenti, in speciali caverne sotterranee, luoghi dotati di grande energia e capaci di connettere la mente del sognatore con le grandi risposte della conoscenza totale.
A Malta si e’ ritrovata una statuetta della sacerdotessa guaritrice, che dorme appoggiata su un fianco e in, sogno, cerca la risposta che le dira’ la diagnosi e la terapia per il suo paziente. Ugualmente si interrogavano i sogni a Epidauro, in Grecia. In Australia gli aborigeni conoscono caverne per gli uomini e caverne per le donne con cui i dormienti contatteranno i Mestri del Sgno che daranno loro i segreti della vita e del territorio.
I monaci tibetani, che sopportano un training molto duro di destrutturazione mentale, imparano anche il controllo onirico, la possibilita’ di sognare a comando. Con questo sistema essi proiettano il punto di coscienza oltre la dimensione mentale ordinaria. Il sogno lucido diventa cosi’ il primo passo per il viaggio al di la’ del corpo e della mente ordinaria, produttore di chiaroveggenza, contatto coi defunti o guarigione a distanza.

Una giovane mi raccontava che quasi ogni notte le capitavano sogni in cui era lei a decidere tutto, spesso essi erano accompagnati dalla sensazione di uscire dal corpo, che era lasciato sul letto come un vestito, dopo di che cominciava un viaggio in un altro livello, dove si potevano incontrare figure mostruose o ci si poteva spostare in tempo reale in altri luoghi.
I particolari del suo racconto somigliavano ai viaggi astrali come sono raccontati dai saggi tibetani che narrano di fantasmi energetici mostruosi che diventano visibili quando si viaggia in dimensioni immateriali.

In Tibet c’e’ una grande letteratura sui viaggi fuori del corpo e le figure mostruose che i possono incontrare
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Immagino che alcuni di questi fantasmi siano ‘le larve’, che cominciai a vedere attorno a me nel periodo piu’ critico della mia vita, quando mi dettero la diagnosi di morte per insufficienza respiratoria e comincio’ il mio periodo sciamanico. Le larve erano divoratori di energia, vampiri d’energia.
A 35 anni, una morte annunciata divento’ per me la causa scatenante una serie di fenomeni difficilmente razionalizzabili, in cui cambio’ la mia immagine del mondo.
Potrei ipotizzare che la figura del vampiro delle leggende o del volo delle streghe sia una volgarizzazione nel visibile di queste impressionanti forme negative.
I Tibetani le chiamano “Asura”, diavoli frenetici. Questi esseri sono inorganici, cioe’ non hanno una struttura materiale, ma sono energie negative disturbanti.
Nella dimensione sottile si possono incontrare anche entita’ intermedie a parvenza umanoide o meno, che sembrano rapide immagini virtuali. Non so bene cosa siano. Molte volte le ho viste anche da sveglia (i cosiddetti fantasmi) e ho avuto la strana capacita’ di renderle visibili anche a chi mi stava accanto, non tutti ma qualcuno. Si tratta di forme piuttosto indistinte o di figure che sembrano reali ma solo per pochi istanti, non sussistono a lungo e quelle che vedevo io portavano con se’ agglomerati di sentimenti umani (disperazione, paura, dolore, malignita’, depressione..).
Un’ipotesi e’ che queste forme sottili siano strascichi di esistenze passate, impressioni energetiche rimaste nell’ambiente, come puo’ restare un odore o una pista mnemonica, tracce storiche come quella su un disco che, se ripercorsa, rievoca uno stesso motivo, o potrebbero essere creature a meta’, tra due livelli, entita’ che non si sono liberate completamente da una dimensione e non sono riuscite completamente a entrare in un’altra.
Queste ‘impressioni a parvenza umana’ risultano visibili a pochi, possono essere percepite solo a chi ha solitamente facolta’ in tal senso, ma io avevo la caratteristica di attivarne la visione in sensitivi potenzali. Possono essere positive e benefiche, o negative e disturbanti. Di qualunque cosa si tratti, possono avere un influsso sull’umore o anche sull’energia fisica dell’uomo, e possono anche essere percepite allo stesso modo da gruppi di persone, il che le rende in qualche modo piu’ oggettive
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Qualche volta le percezioni arrivano come profumi o suoni.
Io avevo spesso nella casa un forte odore di biscotti che nasceva di colpo e di colpo spariva. Io non faccio biscotti. Nessuno fa biscotti. Il profumo non viene dalle finestre. Una volta stavamo cucinando funghi fritti che hanno un odore acre e forte e improvvisamente il puzzo di fritto e’ stato sostituito da un profumo di biscotti appena sfornati. Lo ha sentito anche mio marito senza alcuna induzione. A parte il buon profumo, quello che non era chiaro era dove fosse finito l’odore di fritto. Di questi odori non sono chiare le cause, li sentono anche altri. In genere sono profumi buoni e piacevoli, come biscotti o cannella, e una cosa curiosa e’ che sono in genere ristretti a piccole zone, di un metro e mezzo circa, e nascono e spariscono improvvisamente, non c’e’ persistenza come avviene nei profumi reali che ci mettono un po’ a sparire.

Qualche volta invece di un profumo, si crea una zona emozionale, puo’ essere anche una zona molto piccola, dove si percepisce chiaramente una emozione, che puo’ essere divertimento, paura, terrore, depressione desolazione. Chi entra nella zona emozionale, e’ preda di quella precisa emozione, la riceve senza sbagliarla, anche se io non ne parlo. Immagino che quando ci sia una mente che e’ idonea alla catalizzazione, anche le menti vicine riescono a ampliare le loro capacita’.

Alcuni animali sembrano percepire queste “impressioni” infallibilmente e senza errore, i cani per esempio o i gatti, che mostrano col loro comportamento di gradire o no questi campi energetici invisibili, per es. il cane improvvisamente fissa un punto nello spazio e si mette a scodinzolare o ringhiare, il gatto fa le fusa o rizza il pelo e tira fuori le unghie. Anche i bambini molto piccoli, sotto l’anno, hanno spesso reazioni analoghe a quelle degli animali e si voltano verso le stesse zone della casa, mostrando le stesse reazioni (sorrisi o paura, ecc) come se percepissero cose che noi non percepiamo.

Normalmente il primo modo con cui questi oggetti invisibili sono percepiti e’ l’odore, il profumo, ma qualche volta essi vengono intravisti come un movimento incessante ouno sfrecciare di luce, o interagiscono nell’ambiente muovendo oggetti o facendoli cadere, producendo suoni, scricchiolii, campanelli, tintinnio di monetine, piu’ raramente esperienze tattili (Laura bruna che viene carezzata sulla mano o sfregata sulla guancia, il gelo bagnato sepolcrale sul viso dopo il funerale di mia mamma, il soffio freddo e improvviso che spaventa. Il fruscio d’ali sul viso. Carla che si sente abbracciata dopo la morte del marito. Mara che sente la coperta che le viene sollevata ecc.)

A volte queste “impressioni” influenzano strumenti elettrici (lampadine) o elettronici (il televisore che si accende di colpo, la stampante che scrive da sola), come se la natura forse elettromagnetica e queste tracce potessero sintonizzarsi con strumenti elettrici o elettronici, forse producono o sono variazioni di campo: dunque influenzano lampadine che si mettono a pulsare, registratori, radio, tv, computer, macchine fotografiche…

Puo’ darsi che in certi sogni lucidi diventi possibile entrare in un contatto piu’ intenso con questi livelli da cui partono le “impressioni”, come se, variando il potenziale elettrico del cervello, si creasse un ponte che permette il contatto. Ma non e’ detto che il risultato sia poi piacevole. Non tutto e’ bello nel regno dell’invisibile e in Tibet, per i monaci sono messi in guardia contro eventuali orrori che possono incontrare in viaggi fuori del corpo o alterando gli stati di coscienza.

In una visione esoterica, il mondo che chiamiamo realta’ e’ una costruzione virtuale, una proiezione, un sogno, e certi sogni possono essere porte verso realta’ parallele. Attraverso certe modalita’ del sognare, altre geometrie spazio-temporali possono aprirsi l’una sull’altra, come scatole cinesi, e noi potremmo passare da un mondo ad un altro, usando i sogni lucidi come porte.
Lo sciamano e’ un viaggiatore interdimensionale, un operatore di sogni lucidi, che, grazie alle sue doti, riesce a fare il passaggio da un mondo mentale a un altro.
Possiamo pensare che ogni mondo sia una bolla onirica, che ogni bolla sia di natura ideale, con una propria realta’ virtuale e che si possa passare dall’una all’altra. Spinoza non diceva diversamente quando parlava delle MONADI, la sua ipotesi filosofica sembra una esperienza esoterica.
Per lo sciamano, i sogni lucidi sono un modo per passare da una terra del sogno a un’altra, un varco dimensionale.
I sogni lucidi spontanei potrebbero anche indicare che quel soggetto e’ vocato a fare viaggi interdimensionali e questi sogni potrebbero essere segnalatori di uno sciamanesimo naturale.

I sogni lucidi sono frequenti nell’infanzia, eta’ dell’onnipotenza e della magia, in cui il pensiero non e’ ancora culturizzato, non si pone limiti convenzionali e il mondo del sogno si mescola a quello della veglia. Il bambino piccolo spesso reifica i suoi sogni e chiede: “Ma questo e’ vero o l’ho sognato?”
Oppure fa dei sogni cosi’ realistici che non si convince che non siano reali. Non e’ che il bambino abbia uno scarso senso di realta’, forse all’inizio la psiche non e’ ancora condizionata a percepire una realta’ sola e ha possibilita’ piu’ ampie.
Il paradosso e’ che manipoliamo i nostri bambini a una realta’ convenzionale molto tangibile e logica e nello stesso tempo li nutriamo ogni giorno col mondo delle fiabe, ed essi accettano questa ambivalenza come fosse naturale.
Poi, quando il bambino cresce, l’ambiente lo costringe a eliminare qualunque realta’ alternativa relegandola all’immaginazione, cosi’ che egli non perde solo il mondo delle fiabe, ma la possibilita’ stessa di uscire dalla prigione esistenziale che ognuna ha per convenzione. Se ci stringiamo in un quadro stretto, la realta’ cresce attorno a noi come una gabbia. Piu’ aumenta la sicurezza della gabbia, piu’ diminuisce la possibilita’ di evadere.
Ma il sognatore di sogni lucidi sembra, almeno in questi, conservare la sua liberta’ di evasione, la meraviglia del viaggio, il mondo come creazione dello spirito.

Noi siamo formati da molti campi energetici, o strati aurici; se questi sono ben fissati l’uno all’altro e al nocciolo visibile (la materia), ci sara’ molto difficile viaggiare, in quella situazione impariamo ad essere concreti e pragmatici, ad accettare solo quello che si puo’ toccare, ben radicati nella materia e molto restii a fare esperienze diverse. Un po’ alla volta la fissazione di questa modaalita’ del reale diventa il nostro unico scopo e anche il limite della nostra apertura al diverso, attaccandoci sempre piu’ alla terra, alla materia, al corpo, alle regole, alle leggi, al visibile, all’ordine, e reagendo con paura a qualsiasi cosa li metta a rischio. Un atteggiamento conservativo che e’ scarsamente innovativo finisce per essere paralizzante. In egual misura l’energia non liberata si trasformera’ in aggressivita’ verso chi invece e’ pronto a sperimentare il nuovo. Se noi stiamo fermi, tutti devono stare fermi.
Il desiderio di conoscenza si coniuga invece con l’esigenza della liberta’ e questo crea un modus sociale e cognitivo molto diverso. La nostra liberazione libera il mondo. Il viaggio dello spirito ha risvolti sociali.
Piu’ ci rinchiuderemo in ambiti angusti di certezze, piu’ lo spirito morira’ e terremo prigionieri gli altri.

In fondo di due cose abbiamo soprattutto paura: dell’ignoto e della morte.
Lo sciamano, invece, e’ uno che affronta l’ignoto e che ha gia’ attraversato la morte. Non avendo piu’ paura della morte, accettera’ il rischio di uno slittamento energetico, anche se scompone il fascio dei suoi campi, destruttura la sua compagine mentale, mette a sconquasso il suo sapere, rompe le sue certezze, minacciando di disgregazione la sua personalita’.
Gli yogi tibetani si allenano proprio a questa destrutturazione, sciolgono i legami con gli attaccamenti con la materia e accettano la possibilita’ di un viaggio interdimensionale. Essi liberano gli strati aurici dalle loro connessioni e spostano il punto di coscienza dai campi piu’ densi a quelli piu’ sottili.
Modificare lo stato di coscienza vuol dire appunto questo, spostarsi dal livello tangibile convenzionale per esplorare livelli ignoti.
Nello sciamanesimo questi viaggi permettono allo sciamano di contattare conoscenze superiori, di capire la cause delle malattie, di avere intuizioni sottili e di vedere cose lontane o ignote.
Nell’estasi, invece, l’abbandono della materialita’ e dell’egoicita’ (che e’ comunque una gabbia inclusiva) libera la luce dello spirito.

Ora fare un viaggio e’ tutt’altro che facile e presenta vari pericoli. Il viaggiatore vuole la sicurezza di non avere cattivi incontri, di poter ritornare, di non perdere la via, di non morire o impazzire. Per questo, se le esperienze sono spontanee, si possono esaminarle, altrimenti conviene procedere come si fa nuotando, un po’ per volta, sotto la guida di un maestro, con molta cautela.
Avanzando pian piano, si liberera’ l’energia sepolta, si apriranno altre strade. Sara’ il viaggio nell’energia, il viaggio al centro del sapere.
E’ difficile dire se sia un viaggio soggettivo o oggettivo. Cambiando il quadro filosofico, soggetto e oggetto possono coincidere. Noi siamo pensiero, siamo il pensiero di qualcosa; l’Universo e’ un immenso pensiero (lo dice anche qualche fisico), e dunque non c’e’ antinomia tra uomo e mondo, ma c’e’ movimento nell’uguale, pensiero nel pensiero, onda che si fa Oceano.
Noi siamo un organismo, cioe’ una organizzazione intelligente di energia, chiusa e definita, all’interno di un organismo piu’ grande che chiamiamo Universo, che e‘ ugualmente una organizzazione intelligente di energia.
Se siamo pensiero nel pensiero, mente nella mente, sogno nel sogno, tutto e’ possibile, ogni possibile espansione ci e’ aperta, ed evoluzione sara’ proprio espandere cio’ che siamo, energia piccola che si allarga in una energia piu’ grande. Ma per fare questo occorre essere pronti.

Immaginate una luce piccola che splende in un oceano di luce maggiore, il suo cammino coscienziale sara’ aumentare la sua luminosita’, effondersi a livello universale. Il viaggio di conoscenza diventa dunque un viaggio di essenza. Si e’ secondo cio’ che si sa e il sapere puo’ irradiarsi all’infinito.
All’inizio avremo bisogno di parole e di immagini, a un certo punto non avremo piu’ bisogno ne’ di parole ne’ di immagini, alla fine saremo energia pura.

Una massima taoista dice: “Per pescare gli uomini usano i cesti. Una volta pescati i pesci, si dimenticano i cesti. Per pensare si usano parole; quando l’idea arriva, non ha piu’ bisogno di parole”.

C’e’ un mondo che si realizza in quanto immagine o suono o concetto, e c’e’ un mondo che semplicemente e’ al di fuori di ogni immagine o suono o concetto. Una canzone dice: “Un’idea di luce e’ quella che ti fa andare dove non sai a trovare quello che non cerchi”.

Normalmente noi riceviamo il sogno in modo passivo, come morti; il sogno lucido fa di noi dei sognatori attivi, volitivi, ma c’e’ di piu’.
La bella addormentata nel bosco dorme per cento anni per un incantesimo e poi si sveglia, questa e’ una metafora; in India dicono che anche questa vita e’ un incantesimo in cui crediamo di vivere e invece sogniamo, per questo i saggi sono chiamati “i risvegliati”.
Eraclito ne parlava gia’ 2500 anni fa: “Gli uomini con gli occhi aperti sognano il morto. Con gli occhi chiusi vedono il vivo”. Anche l’antica sapienza greca intui’ che siamo dei meccanismi animati, e viviamo come sonnambuli, e per questo il sogno lucido puo’ essere il primo atto di un risveglio.
Chi fa un sogno lucido e si imbatte in qualcosa che non gli piace puo’ dire: ”Non lo temo perche’ e’ un sogno” “Lo cambio con un’altra cosa”, oppure “Ora basta. Voglio svegliarmi”. Sia pure nei riguardi di un sogno e’ il padrone di se stesso. Attiva un atto di volonta’ nel territorio dell’inconscio, che per definizione, e’ fuori della volonta’. L’inizio del risveglio non avviene solo nel sogno, avviene nella vita. Forse perche’ la vita viene sognata da una parte di noi, molto profonda, che un’altra parte riceve.
Oppure puo’ accadere che il sognatore si dia il comando di svegliarsi e invece si ritrovi in un altro sogno che magari sembra la sua camera, il suo letto. Non sempre il creatore riesce a uscire nella sua prima realta’. Per capire dove si trova puo’ darsi un pizzicotto, il dolore fisico che proviamo nella veglia a volte e’ diverso da quello del sogno, mentre le emozioni sono identiche o addirittura, in altre dimensioni, sono piu’ forti.

In Oriente o nei sistemi religiosi primitivi quando uno fa dei sogni lucidi, si pensa che sia sulla strada dello spirito. Questi sistemi svalutano la pseudorealta’ del mondo materiale apparente e cercano nuove realta’ piu’ intense. Noi Occidentali siamo condizionati dal Cristianesimo, che da una parte parla molto di mondo dello spirito, dall’altra e’ cosi’ paurosamente attaccato alla materia che, quando si imbatte in testimonianze di altre realta’, le esorcizza. Tra tutti i sistemi religiosi, il Cristianesimo mostra nei fatti di credere pochissimo al mondo dello spirito, al punto da perseguitare i suoi santi.
Noi pero’ possiamo ipotizzare che vi siano legami tra sogno lucido e parapsicologia e tra sogno lucido e spiritualita’.
In effetti troviamo il sogno lucido in tutti i sistemi sciamanici, presso i nativi americani, in Tibet, gli aborigeni australiani ecc.
Anche Maometto racconta un sogno lucido in cui l’arcangelo Gabriele gli fa attraversare Gerusalemme e lo porta per 7 sfere celesti. Il 7 e’ un numero esoterico. Nel Medioevo europeo c’era la precisa credenza esoterica che vi fossero 7 sfere, ognuna delle quali aveva la sua energia, e dunque il suo colore ed era dominata dall’energia similare di un pianeta o di un luminare. Anche Dante parla di 7 cieli e Dante era uno studioso delle realta’ sottili e introduce nel suo poema molti elementi esoterici. Il 7 e’ una cifra magica che indica varie totalita’, per es. 7 cieli, 7 sfere planetarie, 7 ordini di consapevolezza…comporta anche uno stato di ansieta’, perche’ in esso si passa dal noto all’ignoto. Nel Corano 7 sono i centri sottili dell’uomo, a cui corrispondono 7 chakra indiani.
7 sono le tacche dell’albero sciamanico siberiano, 7 i dolori della scala frequenziale del Buddha, cosi’ i gradini della scala di Mitra, o gli stati spirituali in gerarchia che permettono il passaggio dalla Terra al cielo ecc.

Uno dei sistemi esoterici piu’ complessi e interessanti del mondo e’ quello tibetano. Quando il Buddhismo arrivo’ in Tibet trovo’ la religione BONPO, che poi conflui’ coi suoi rituali magici in quella particolare forma di Buddhismo che e’ il Lamaismo tibetano. Gli sciamani BONPO comunicavano con gli spiriti di altre dimensioni e i saggi lamaisti impararono a usare il sogno lucido come varco interdimensionale.
Cio’ che si legge sui testi iniziatici non e’ molto diverso da quanto troviamo in una serie strana di libri sulla magia, di difficile catalogazione, scritti da un etnologo americano, CASTANEDA.
I suoi libri sono per certi versi straordinari, anche se non sappiamo come valutarli, perche’ potrebbero essere pura fantasy. Essi tuttavia sintetizzano riti e credenze universalmente sparsi negli antichi sistemi magici e riportano testimonianze che sono abbastanza sconcertanti per la loro somiglianza con quelle fatte da sensitivi o sciamani. Questo puo’ spiegare la loro immensa popolarita’ in tutto il mondo.
Castaneda, in una serie progressiva di 10 diari, afferma di essere entrato in contatto con uno stregone tolteco (cultura estinta del Nuovo Messico), che lo avvia progressivamente allo sciamanesimo tolteco. I 10 libri sono la storia graduale della sua iniziazione magica. Non sapremo mai se questa sia realmente accaduta ma questi libri sono molto interessanti per chiunque si interessi di magia, essoterismo, sciamanesimo.
Sono noiosi per uno che pensa di leggere dei romanzi divertenti, ma sono rivelatori per chi ha avuto delle esperienze, per la precisione di dettagli simili e perche’ costituiscono in insieme molto coeso come un trattato filosofico in cui si mostra come una iniziazione sciamanica destrutturi progressivamente la realta’ conosciuta ricostruendola in modo diverso.

Castaneda racconta dunque di un maestro di magia, tolteco, che si chiama Don Juan. E secondo Don Juan “Il sogno lucido da’ potere”.
Lo sciamano vuole viaggiare in altri mondi. Per fare questo sviluppa la SECONDA ATTENZIONE, lo strumento per entrare in dimensioni parallele.

C’e’ una modalita’ particolare del sognare che consente di passare dal sogno ordinario a quello straordinario, questo passaggio e’ un vero spostamento interdimensionale con cui si puo’ entrare in mondi paralleli.
Con un lungo e paziente allenamento il sognatore varchera’ progressivamente 7 porte. Ritroviamo la cifra magica del 7 che rappresenta la totalita’

Don Juan riteneva che il nostro mondo, da noi ritenuto unico e assoluto, non fosse che uno di tanti mondi consecutivi. La nostra configurazione dell’energia ci permetteva di percepire solo quel mondo, ma noi avevamo la capacita’ di penetrare negli altri, che erano reali, unici e assoluti, coinvolgenti quanto il primo. I mondi nuovi esistono, sono avvolti gli uni attorno agli altri come gli strati di una cipolla. Il mondo in cui viviamo non e’ che uno di questi strati.

Nella dimensione ordinaria questi mondi ci sono inaccessibili, ma gli sciamani hanno perfezionate delle pratiche per ricondizionare la struttura energetica e aprire “un varco verso l’infinito”.

Sognare e’ percepire piu’ di quel che riteniamo possibile percepire”.
Solitamente i sogni vengono analizzati per il loro significato o sono considerati presagi ma non sono mai intesi come reali accadimenti, ..qui diventano porte per viaggiare in altre realta’.
Il sognare non e’ solo fare sogni e neppure fantasticare o immaginare, puo’ produrre uno spostamento della percezione, un varco che ci apre nuovi regni, quando vi sia una trasformazione nei nostri corpi di energia e una consapevolezza diversa nelle nostre menti. Sognare e’ volare in altri regni, vedere energia, preparare il corpo energetico. Gli stregoni acquistano energia col semplice atto di recarsi la’.”

Castaneda dice di aver lavorato sulle tecniche del sognare per 15 anni. Entrava nella Seconda Attenzione, ma quando si svegliava ricordava poco delle esperienze fatte.
Qualunque cosa noi percepiamo e’ energia ma, poiche’ non siamo in grado di vederla direttamente, la riduciamo a forma e pensiamo che il mondo sia fatto da oggetti concreti, in realta’ l’energia e’ la sola cosa che conta. Tutto e’ energia, l’intero universo. Ma noi dobbiamo fare un grande sforzo per percepirlo. La percezione ordinaria e’ una forma sociale che abbiamo accettato dai nostri antenati, essi crearono un mondo di oggetti consistenti che abbiamo ereditato… ma ci sono altri modi di vedere.”

Castaneda spiega come il mondo venga visto dagli stregoni. La cosa potrebbe sembrare strana se non che corrisponde a certe visioni improvvise che io stessa o altri abbiamo avuto. Per es. il mondo percepito come fili di luce intelligente, qualcosa che somiglia a una rete neuronale in rapido movimento e luminosissima. L’importanza di questa serie di libri e’ che essi contengono particolari che sono riconosciuti da chi ha esperienze paranormali, per cui il fatto della loro veridicita’ è secondario, essi sono probabili, parlano di cose che molti hanno sperimentato e che si ritrovano in molti sistema sciamanici. Nel loro genere, costituiscono un fatto straordinario, perche’ formano un intero e sistematico diario di iniziazione sciamanica.

Gli stregoni antichi videro il mondo come un insieme di filamenti luminosi consapevoli che si allungavano all’infinito, in questo sistema gli esseri umani erano come forme scintillanti, uova o palle luminose. Un uomo e’ una gigantesca forma splendente che galleggia. Essa crea, muovendosi, un solco profondo nell’energia della Terra.. in questa forma c’e’ un piccolo punto luminoso situato sotto la scapola destra…Esso e’ il punto di unione, una zona di luce circondata da un alone”.

Questo punto lo percepii nel periodo successivo alla mia diagnosi di morte, lo chiamavo ‘la punta di spillo’ e mi pareva che tenesse insieme tanti veli sottili e trasparenti, i miei campi di energia. Avevo il terrore che la punta di spillo si spostasse perche’ avevo l’orrenda impressione che cio’ avrebbe cambiato del tutto la mia realta’ e avvertivo questo come morte, oggi posso pensare che sarebbe stata solo la fine dell’universo conosciuto, ma allora credevo che, se quel punto si fosse sposato, io sarei finita.

In tale punto avviene la percezione… la’ passa un numero limitato dei milioni di filamenti dell’energia”. “Il punto di unione ha una sua posizione fissa, da cui vede il mondo in un certo modo, ma se si sposta in una posizione diversa crea la percezione di un altro mondo, cioe’ una percezione straordinaria.
La Prima Attenzione e’ la consapevolezza del mondo di ogni giorno, la Seconda Attenzione e’ la percezione di altri mondi. All’inizio questa percezione e’ tutt’altro che chiara e sembra uno strano sogno. Solo gli stregoni riescono a ricordarla completamente. Questo spostamento del punto di unione e’ piu’ facile durante il sonno. I sogni sono collegati con lo spostamento, dunque possono essere usati come porta e diventare una botola verso altri mondi.
Gli sciamani lavorarono sui sogni, dapprima si aiutarono con piante psicotrope, digiuni, stati di stress…alla fine impararono a gestire il sogno come un’arte raffinata, esercitando un controllo pratico e rigoroso. Occorreva spostare il punto di unione e poi fissarlo in un’altra posizione. L’arte di fissarlo si chiamava Arte dell’Agguato.
Durante il sogno si spalanca la botola bidirezionale: noi Sogniamo. E, nei nostri Sogni, stabiliamo dei contatti
”.

I primi passi del potere furono questi: Castaneda si sarebbe ricordato di guardarsi in sogno le mani (e’ la stessa tecnica di Gurdjieff). Occorre guardare diverse volte al giorno le proprie mani fissando bene l’attenzione. Chiudete gli occhi, visualizzatele e vedete se le ricordate bene. Ripetete piu’ volte l’esercizio. Prima di addormentarsi di nuovo cercate di ricordarle. Darsi il comando mentale che in sogno ci guarderemo le mani, durante un sogno lucido. Si deve programmare la mente, creare un’abitudine, far sorgere un input.
Per mesi Castaneda provo’ a eseguire il comando dello stregone ma fu un fiasco. Poi un giorno, durante un sonnellino, sogno’ che si guardava le mani e si sveglio’ immediatamente. Nei sogni successivi provava la vaga sensazione che doveva fare qualcosa e continuava a svegliarsi nel cuore della notte. Alla fine imparo’ a sognare delle mani che non sembravano le sue e a volte erano un vero incubo. Per mesi ando’ avanti cosi’, poi di colpo ebbe un sogno un po’ troppo reale e capi’ che era andato troppo in la’.

Nel Sognare ci sono 7 varchi- gli disse lo sciamano e tu devi aprirli uno alla volta”.
“Il primo varco e’ diventare coscienti di quando cominciamo a entrare nel sonno profondo
.”

Guardarsi le mani e’ solo un espediente per capire che si comincia a sognare e per evocare un sogno lucido.

La mente comprende, il corpo energetico intende”.
”Intendere e’ desiderare senza desiderare, fare senza fare
”.
Il primo varco sara’ la consapevolezza non della mente ma del corpo energetico”.
“Usa la determinazione silenziosa per convincerti di aver raggiunto il tuo corpo energetico e di essere un Sognatore”.
“Fa’ questo con immaginazione, disciplina e fermezza
”.

Lo stregone dice: “Ognuno ha un alone (quello che chiamiamo aura), l’alone diventa fioco in chi ha perso conoscenza o sta per morire, e manca del tutto nei cadaveri. Il punto di unione e il suo splendore (cioe’ l’intero corpo aurico) sono indice di vita e di consapevolezza.
Gli altri stregoni vedono il Nagual (lo stregone) come un doppio globo luminoso”
.
Quando il punto d’unione si sposta in una nuova posizione, la’ passano altri filamenti luminosi e si forma un’altra percezione globale, cioe’ si vede un altro mondo”.
”Se lo spostamento avviene all’interno dell’uovo, si percepisce un mondo umano, se abbiamo un movimento fuori dell’uovo si percepisce un mondo oltre l’umano”.
“A volte questo spostamento puo’ avvenire in modo casuale e non controllato, a seguito di correnti di energia che vengono dall’interno o dall’esterno; nell’uomo comune queste correnti di energia sono avvertite come un improvviso disagio, un senso confuso di tristezza seguito da improvvisa euforia”.
“Certi sogni sono botole a doppio senso verso altri mondi. La nostra consapevolezza, attraverso queste botole, va in altri regni e questi inviano esploratori nei nostri sogni. Questi esploratori sono cariche di energia, esplosioni che entrano nei nostri sogni, energia sconosciuta che arriva a noi prendendo delle forme… Gli sciamani riconoscono queste correnti, le isolano e le seguono fino alla loro fonte
”.

Il primo esercizio fu dunque quello di produrre sogni lucidi.

“Il secondo esercizio fu di focalizzare l’attenzione solo su un oggetto del sogno, lanciando occhiate rapidissime sugli altri affinche’ non si dissolvessero, ma tornando poi sempre all’oggetto punto di partenza”.
“Noi raggiungiamo il primo varco del Sognare quando diventiamo consapevoli che siamo entrati nel sogno oppure quando facciamo un sogno troppo reale…Allora raggiungiamo anche il nostro corpo energetico, che e’ una controfigura del corpo fisico, una configurazione fantasma fatta di energia pura che non ha massa (quello che l’esoterismo chiama il corpo astrale o corpo sottile) e puo’ fare azioni che vanno oltre le possibilita’ del corpo fisico, come volare o spostarsi in tempo reale in un altro punto dello spazio.” (come abbiamo visto con le OBE)
“Sognare e’ l’arte di temprare il corpo energetico e di renderlo agile e coerente, con l’esercizio graduale. Questo corpo ha una percezione indipendente…tratta con l’energia in termini di energia…vede l’energia come una luce o come una corrente vibratoria o la sente come una scossa o come un dolore
”.

Il secondo Varco del sognare era passare da un sogno a un altro. Castaneda non sapeva da dove cominciare. Dopo un anno di esercizi stava sognando una finestra quando una forza simile a un vento lo tiro’ fuori dalla finestra, spostandolo su vari luoghi a velocita’ rapidissima. Come perse il controllo, rientro’ nell’oscurita’.
Uno dei modi per fare l’esercizio e’ sognare di sognare oppure sognare che ci si sveglia da un sogno, oppure fissare un elemento finche’ esso ci attira in un sogno diverso. Durante queste pratiche Castaneda aveva accessi di paura o disagio o vero terrore. A volte sentiva nei suoi sogni una voce esterna che gli diceva cosa doveva fare, (ugualmente io, nei miei sogni neri, sentivo una voce che mi dettava quello che dovevo capire, come fosse fuori dal sogno stesso). Don Juan ipotizzo’ che queste voci fossero entita’ energetiche – intelligenze – che venivano da altri mondi.
Gli sciamani toltechi avevano scoperto che il mondo e’ una combinazione di due luoghi opposti e complementari, uno e’ il mondo che conosciamo o mondo degli esseri organici, l’altro e’ il mondo degli esseri inorganici, che hanno consapevolezza ma non organismo- intelligenze incorporee – questo e’ un mondo gemello che occupa lo stesso spazio del nostro, in genere noi non ci accorgiamo di questi esseri ma loro si accorgono di noi.
Questi esseri non sono mai stati organici eppure hanno una consapevolezza che si evolve al pari della nostra. Don Juan gli disse che sulla terra c’erano esseri inorganici che vagavano, gli sciamani li vedevano come sottili serpenti verticali, masse opache simili a candele (io ho visto a volte delle larve orizzontali e gonfie, a volte come dei lampi veloci luminosi o scuri o delle bolle o sfere che rotolano o lampeggiano, a volte oscure, a volte lucenti).
Questi esseri sono attratti da noi umani e interagiscono con noi, ma la loro consapevolezza e’ diversa dalla nostra. Gli sciamani affermano di attirarli nei loro sogni. Quando nel sogno il punto di unione si sposta, essi ne sarebbero attratti come da un buco nero. Attraversando i due varchi del sognare si puo’ attrarli e sentire le loro scariche di energia. Essi si muovono a velocita’ diversa dalla nostra (amche questa e’ una intuizione che avevo avuto). Questa diversita’ rende difficile il contatto. Possiamo avvertire la presenza di tali esseri anche nel mondo visibile con un soprassalto fisico, una specie di brivido nelle ossa, un intravedere qualcosa che si muove rapidamente, una specie di lampo o crepitio o suono. Nei sogni possiamo avere parossismi di paura, ma, se abbiamo paura, queste forme ci inseguono, come cani che fiutano la paura e ci si aggrappano. Gli sciamani invece dicono di poterne fare degli alleati.
Il segreto e’ non averne paura. Non si diventa sciamani se si ha paura. Occorre abbandonare tanto la presunzione quanto la paura in un viaggio che richiede un sottile senso dell’equilibrio.
Gli esseri inorganici possono portare lo sciamano fuori del mondo umano.
In questo mondo ci si muove con cautela, perche’ ci sono energie negative per noi. Alcune possono esserci alleate e possono aiutarci. Cio’ che chiamiamo ‘angelo’ potrebbe essere una di queste energie disincarnate ma protettive.
Le forme negative bisogna scansarle, togliendo loro il nutrimento della nostra attenzione o usando rituali.
Quando Castaneda cesso’ di avere attacchi di paura ed entro’ in una grande calma, allora le svolte del sognare arrivarono improvvise. Sogno’ gli esseri come: “due strisce sottili, larghe non piu’ di trenta cm ma lunghe ben piu’ di due metri, che incombevano su me come due enormi lombrichi”. Poi essi gli apparvero ogni volta che sognava. Don Juan gli disse che lo avevano scelto come amico in un reciproco scambio di consapevolezza e glieli fece incontrare da sveglio. Lo porto’ tra le rocce nel deserto di Sonora dicendogli di visualizzare la loro forma. Quando Castaneda apri’ gli occhi vide due scuri bastoni minacciosi, ne afferro’ uno e fu colpito da una scarica elettrica che gli diede la nausea, fu una specie di lotta, poi l’essere scomparve. (Anche questa cosa della verticalita’ e della nausea mi e’ nota).
Castaneda si faceva molte domande, un giorno una voce dal nulla gli rispose. Don Juan gli disse che cose cosi’ sono normali per uno stregone e che aveva ascoltato la voce del suo Emissario del Sogno (noi potremo chiamarlo angelo o guida spirituale).
Dopo aver attraversato il primo e il secondo Varco, i Sognatori cominciano a vedere cose e a sentire voci. L’Emissario del Sogno e’ una energia aliena che si propone di aiutare il Sognatore, ma non puo’ oltrepassare cio’ che il Sognatore sa, anche se cio’ che dice appare come una rivelazione. (Questo e’ interessante. La mia voce scrisse: “Quello che tu non sai io posso dirtelo ma solo schiarendo cio’ che sta davanti al tuo passo. Io sono la lampada e tu il passo. La lampada non illumina strada nuova se il corpo non cammina. C’e’ un cammino del corpo che avviene in una dimensione storica e uno in un insieme che non vedi.”)

Il Sognatore pensa di ricevere dei consigli sacri. L’Emissario puo’ essere una voce senza corpo o puo’ apparire con una forma visibile, non necessariamente umana, e’ una forza che viene dal mondo dell’invisibile e che i Sognatori incontrano sempre. Nel mondo invisibile ci sono energie sempre pronte a insegnare, esse hanno una consapevolezza piu’ profonda e si sentono obbligate a prenderci sotto le loro ali,
prendono il nostro Se’ di base come misura di quello di cui abbiamo bisogno e poi ci insegnano di conseguenza Ma se questo Se’ e’ di basso livello anche gli insegnamenti sono di basso livello”.
(Prego di notare questa relativita’ che mi sembra riscontrabile. Nelle centinaia di messaggi medianici che ho letto, solo pochi valevano qualcosa. Personalita’ morbose, malate o negative producono messaggi morbosi, malati o negativi. Solo raramente accade che la persona produca una intelligenza esterna molto superiore ad essa, ma accade anche questo. Jung ne parla nella sua tesi di laurea, in cui esamino’ una cugina di basso livello intellettivo che aveva prodotto medianicamente una intelligenza molto superiore a lei, in grado di fare discorsi filosofici e che sapeva piu’ lingue).

Gli antichi sciamani si appoggiarono molto a questi Emissari, essi rappresentavano un ponte perfetto con l’al di la’, ed erano portati a guidare. (Da tempo immemorabile si parla delle Guide o dei Custodi). Ma Don Juan non li apprezzava perche’ voleva essere libero nelle sue scelte mentre chi si appoggia agli Emissari finisce col consultarli per ogni cosa perdendo la sua iniziativa.

Castaneda senti’ la voce dell’Emissario che diceva:
Io ti piaccio perche’ non trovi nulla di male nell’esplorare tutte le possibilita’. Tu miri alla conoscenza e la conoscenza e’ Potere. Non vuoi rimanertene al sicuro nelle credenze e nelle abitudini del nostro mondo di tutti i giorni”.
La voce parlava in molte lingue, in californiano, in spagnolo, in portoghese.
Anche nelle comunicazioni metafoniche o nelle dettature automatiche o nei casi di possessione abbiamo voci che parlano in più lingue, si tratta della ‘xenoglassia’.
A volte e’ capitato che alcune di queste lingue fossero lingue morte, non piu’ parlate.
Don Juan diceva che il punto di unione nei bambini e’ sfarfallante e si sposta con facilita’. Poi l’abitudine culturale e sociale lo stabilizza. Nello stregone questa fissazione non c’e’, per cui resta mobile e in grado di percepire altre cose.

Il terzo varco del sognare e’ vedere in sogno qualcuno che dorme e scoprire che siamo noi. Questo e’ cio’ che si chiama OBE, esperienza fuori del corpo (over body experience), uscire da proprio corpo e vederlo da fuori (cio’ che provai quando mi ruppi il menisco e svenni per il dolore). L’OBE puo’ essere controllata dalla volonta’ o no.

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