Nuovo Masada

aprile 11, 2009

MASADA N. 906. 11-4-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA. 4° PARTE. SOGNI DI PREDIZIONE- ENTROPIA E SINTROPIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:09 am

(nella foto: il nastro di Moebius)
Viviana Vivarelli

SOGNI PREDITTIVI

Freud usava le associazioni del sogno solo per risalire al passato e trovare le cause dei complessi in modo prettamente deterministico (ogni cosa e’ determinata da cause precedenti). Prendeva un pezzetto di sogno e chiedeva al paziente cosa gli venisse in mente nella convinzione che l’inconscio legasse in modo mirato quel frammento ad un problema dell’infanzia, cosi’ da permettere una ricostruzione investigativa a ritroso che nell’infanzia cercava l’origine di un complesso.

Ma uno studioso dei sogni, DUNNE, ha detto: perche’ non usiamo lo stesso metodo per conoscere il futuro?
John William Dunne era un ingegnere inglese, costruttore di aeroplani che divenne uno studioso dei sogni e fece molte prove per scoprire se potevano prevedere il futuro (i suoi libri sono: “Un esperimento col tempo”, “L’Universo seriale”, “La nuova immortalità” e “Nulla muore”).

Egli pensa che tutti noi, durante il sonno, entriamo in un mondo senza il tempo lineare dove possiamo sognare il futuro cosi’ come possiamo sognare il passato, ma ne dimentichiamo per un meccanismo autoprotettivo della mente. E anche quando ricordiamo un sogno, lo travisiamo, lo interpretiamo male, lo manipoliamo, tentiamo di inserirlo a forza nella logica ordinaria.
In linea di massima non e’ affatto facile capire quando un sogno e’ predittivo. Molti sogni che sembrano minacciosi, per es. con contenuti di morte, si rivelano spesso insignificanti. Del resto quasi mai l’evento morte appare in sogno come tale. La simbologia e’ diversa, o forse su un altro piano di conoscenza la morte come noi la intendiamo non esiste. Lo possiamo sapere solo dopo, quando i fatti sono avvenuti. Solo il riscontro puo’ darci verita’.
Dunne diceva che possiamo attrarre e noi gli eventi che non sono ancora accaduti o quelli ignoti del passato solo se impariamo a metterci in una forma di attenzione continua, ricettiva, fluida e spersonalizzata, che e’ poi la vacuita’ buddista, la svagatezza del sensitivo o lo stato di demi-trance o auto-ipnotico del santo, con tale stato si esce dal programma della mente ordinaria per accedere a un programma diverso, a un uso diverso della mente.

Questo e’ un sogno narrato da Leo Talamonti in “Universo Proibito”:
Durante la prima guerra mondiale Jetty Brand di 7 anni sogno’ il padre che aveva una grandissima sete e le chiedeva della birra e lei era andata a comprargliela. Dopo alcuni giorni, giunse una lettera dal fronte. Il padre di Jetty scriveva di aver sofferto atrocemente la sete, a causa di una interruzione nei rifornimenti di acqua e che si era dissetato con un sogno assai strano,in cui tornava a casa e la bambina gli portava della birra.

Dunne lesse il titolo di un libro che non conosceva e scrisse quello che gli veniva in mente in modo automatico. Il libro era un giallo, gli venne in mente una pendola che segnava le 10,30, e poi, leggendo il libro, scopri’ che questa pendola era il nodo centrale del giallo, anche se questo fatto compariva solo a meta’ libro.

Dunque nella mente disidentificata, come nella mente che sogna, si puo’ attivare una capacita’ che viaggia a due sensi, che evoca le cose che non conosciamo del passato o del futuro, come se tutto fosse qui ora e si potesse pescarci qualcosa a piacere, una mente che raggiunge l’ignoto come se nulla in fondo fosse ignoto, nemmeno la storia di un libro giallo che ancora non abbiamo letto, ma tutto aleggiasse attorno a noi e la mente potesse pescarci degli sprazzi, come fosse un oceano di conoscenza totale.

Un tempo anch’io ero in grado di servirmi da questa mente ricettiva che va nei due sensi: mi davano il nome di una persona a me ignota e dicevo tutto quello che veniva in mente, lo descrivevo, vedevo elementi della sua infanzia o fatti che non gli erano ancora successi e in genere l’esperimento aveva buoni risultati.

E anche voi potete fare questo semplice esercizio: scrivere il problema che avete in questo momento, mettetevi nella situazione della mente vacua, e poi scrivete tutte le parole che vengono in mente in modo automatico e associativo. Puo’ essere che riveliate le cose quasi nascoste che sono dentro di voi in ordine a quel problema, come voleva Freud, puo’ essere che leggiate il futuro come pensava Jung, che peschiate con la mente ricettiva qualche brandello di realta’ ignota che puo’ darvi qualche informazione in piu’.

La posizione richiesta dalla mente e’ quella che produce anche la VISUALIZZAZIONE, che e’ un ‘sogno ad occhi aperti’ come il processo delle libere associazioni e non coincide con la fantasticheria. La fantasticheria la creiamo noi con la nostra immaginazione in modo attivo, la visualizzazione arriva per proprio conto e possiamo solo vederla.
Sempre occorre liberare la mente dai programmi presenti, metterla in una condizione di vuoto totale, a quel punto un programma diverso prendera’ il posto del primo, al posto della mente pensante si attivera’ LA MENTE RICETTIVA.
Occorre arrivare allo spazio vuoto, accettarlo tranquillamente e abbandonarsi ad esso, e sara’ proprio grazie a quel vuoto che potremo passare ad un uso straordinario della mente cosi’ da far emergere cose ignote dal passato come dal futuro.
La cosa fondamentale e’ staccare la mente dal suo lavorio interno e metterla in uno stato in cui sia totalmente vuota e inerte. Solo il vuoto puo’ accogliere il pieno. Solo staccando un programma ne possiamo aprire un altro. Solo la mente che non lavora puo’ farsi ricettiva di ignoto. La natura non tollera il vuoto. Se la tua mente si fa vuota qualcosa la riempira’.
Il punto fondamentale e’ non pensare, imparare a non pensare. LA VACUITA’ e’ un momento fondamentale di scoperta di cio’ che non conosciamo e di accoglienza di contenuti diversi da quelli ordinari. Questo e’ da ricordare ogni volta che vogliamo allargare la nostra conoscenza o entrare nel paranormale. Ma e’ un passo da fare anche quando pratichiamo un massaggio o un’imposizione delle mani o facciamo un atto creativo, dipingiamo, cerchiamo una nuova soluzione, vogliamo uscire da un problema o da una tensione. La mente vacua e’ una ricchezza infinita.

Dunque sara’ importante qualunque pratica o tecnica che insegni lo stato di meditazione, la capacita’ di rilassare tutto il corpo, eliminare ogni tensione muscolare, modificare il respiro, allentare le tensioni emozionali, svuotare la mente dai pensieri, diventare come un recipiente cavo che non e’ nulla e non contiene nulla. Ottima in questo senso la meditazione trascendentale o MT, ma va bene qualunque rilassamento yoga. Tra l’altro mettersi in posizione di mente vuota fa molto bene alla salute ed e’ un rigeneratore psico-fisico.

Il TEMPO e’ una strana coordinata di cui sappiamo ben poco e che sappiamo percorrere solo in una direzione, ma questo e’ un limite solo della mente logica non della mente totale che puo’ percorrere in modo ben diversi sia il tempo che lo spazio.
Nella vacuita’ buddhista il tempo non esiste. E’ come se la storia cessasse di essere lineare e si stendesse tutta qui ora, immediatamente presente, passato, presente e futuro, istantanea, come i dati dentro un computer che possono essere tirati fuori dalla memoria in ogni momento. La REALTA’ INTEGRALE galleggia attorno a me, come la memoria di un computer globale e io posso pescarvi conoscenza, se imparo la spersonalizzazione, posso averne anche sprazzi a caso, vedendo ogni volta cose diverse, come se girassi attorno a un oggetto di cui ora ne scorgo una parte, ora l’altra. Nei sogni questo avviene spesso. Nelle predizioni del futuro lo stesso.
Dunne diceva che la memoria puo’ muoversi in due sensi come conoscenza globale e puo’ vedere il futuro e il passato nelle loro parti apparentemente ignote.
Il tempo potrebbe essere un continuum con due versi di percorrenza e, nel sogno, a volte, puo’ apparire proprio questa lettura a doppio binario, per cui la fine del sogno e’ il suo inizio o il sogno puo’ essere un flash sul futuro o sul passato, secondo quanto ci serve.
Attivare la mente straordinaria vuol dire entrare nell’ARCHIVIO TOTALE, la memoria che e’ sempre qui-ora, molti popoli antichi avevano questo concetto (gli indiani lo chiamano AKASHA, il piano di conoscenza cosmica, i celti lo personificavano nel gigante MIMIR), a questo livello si intensificano i sogni di premonizione e le intuizioni salviche.
Cosi’ il tempo usato dalla mente logica risulta solo un modo di vedere, come per gli occhi usare gli occhiali o il binocolo. E possiamo vedere con gli occhiali o senza, col tempo o senza.
Nel nastro di Moebius una mosca cammina sul lato A di un nastro e puo’ di colpo trovarsi sul lato B, per una distorsione dello stesso.
Per la mente potrebbe essere la stessa cosa; in stato modificato di coscienza la nostra mente passa istantaneamente da un universo a un altro, uno col tempo, l’altro senza. E questo passaggio avviene istantaneamente nel sogno straordinario o nella visione.

Dunne scrive: “I sogni di preveggenza dicono che non siamo prigionieri del presente”, forse siamo dei NAVIGATORI, che possono andare in ogni direzione, non ci sono direzioni fisse ma solo informazioni possibili da una parte o dall’altra, tutt’attorno e noi siamo una parte dell’insieme in collegamento telepatico col Tutto.
Dunne era un uomo molto intelligente, era un ingegnere aeronautico che amava la matematica e la fisica e faceva ipotesi filosofiche. Ipotizzo’ un ‘io’ che vive ogni fotogramma della vita coinvolto in esso, e un altro ‘io’ che puo’ vedere l’intero film da fuori. Se il primo cessa di occupare tutto il campo della coscienza, il secondo puo’ avere informazioni ‘altre’. Potremmo essere navigatori interdimensionali imprigionati in una navicella spazio-temporale (il programma corpo-cervello) ma sempre in grado di uscirne. Assisteremmo allora allo scorrimento della realta’ come uno spettatore assiste alle sequenze di un film, ma potremmo anche vedere il film tutto insieme o dare un’occhiata ai fotogrammi futuri.

Sognai di essere un puro sguardo in una stanza buia. In mezzo alla stanza era sospeso per aria un proiettore, un raggio di luce entrava e un raggio usciva; cio’ che usciva si proiettava su uno schermo. Una voce fuori campo diceva: “Guarda! Cio’ che vedi davanti a te e’ il tuo presente, ma nella stanza esiste anche il tempo futuro e quello passato, e’ tutta la pellicola, e’ solo il tuo sguardo che si focalizza sul tempo presente e vede solo quello!”.

Lo sguardo ordinario focalizza una immagine dopo l’altra; lo sguardo straordinario puo’ vedere il film nella sua interezza o in parti casuali o capirne di colpo il senso totale.
Immaginate il passato seduto a sinistra e il futuro a destra, pensate ora di poterli guardare entrambi, questo e’ il TEMPO SPAZIALIZZATO. C’e’ un osservatore in noi che ha questa facolta’: di vedere tutta la pellicola distesa. L’occhio che legge scorre una parola dopo l’altra, ma la pagina intera deve pur esistere, fosse pure una pagina che cambia a ogni mio cambiamento, perche’ anche io sono fattore in causa e, con le mie scelte, origino mondi sempre diversi. La mente analogica puo’ vederlo, quella logica no.

Nel sogno premonitore la COSCIENZA FOCALIZZATA esce di scena e subentra la COSCIENZA DILATATA che vede l’intero, non vede bene, vede qua e la’, o in modo simbolico, o a sprazzi, ma cio’ che conta e’ il senso dell’informazione, quello che ne puo’ imparare.
Puo’ anche vedere la morte, perche’ la morte e’ un grande scambiatore di energia e irradia i suoi effetti nel futuro e nel passato come un sasso gettato nel lago che allarga i suoi cerchi verso le due sponde.
Il mondo dei sogni e’ un varco di potere, un mondo di conoscenza e anche una porta dimensionale per entrare in realta’ parallele. Lo sanno gli sciamani, gli uomini medicina, i veggenti, i santi, gli artisti e i sensitivi, che sono viaggiatori della mente e la usano per viaggi d’anima, per aprire altre realta’, conoscere l’ignoto, scoprire cose nuove, guarire, fare viaggi d’anima.
La mente logica rifiuta tutto questo perche’ vuole controllare l’io in modo solipsistico per un discorso di potere. La mente non razionale puo’ farlo.

Nel bel libro di fantascienza ‘Dune’ si legge: “Nelle profondita’ della nostra mente c’e’ un bisogno ossessivo di un universo logico e coerente. Ma il vero universo e’ sempre un passo al di la’ della nostra logica”.
(Dune e’ il libro di fantascienza piu’ venduto in assoluto, 12 milioni di copie, e parla di un pianeta del futuro dove esiste una droga, la spezia, capace di allungare la vita, mostrare il futuro e aprire le potenzialita’ della mente).

Il mondo occidentale negli ultimi duemila anni ha codificato l’uso dell’emisfero logico e ha prodotto un certo tipo di scienza e cultura. Il mondo orientale ha codificato l’emisfero analogico o intuitivo e ha prodotto una cultura diversa. Il primo modo vede una realta’ dissociata e divisa dove molte cose restano inspiegabili e non connesse, il secondo una realta’ coesa e interrelata dove tutto e’ spiegabile e connesso.

C’e’ poi qualcosa che io sento fortemente: il mio essere duplice, una parte di me e’ contingente, una parte e’ eterna ed e’ la parte che sogna o ha le visioni.
In India parlano di un SAPERE SOLARE e di un SAPERE LUNARE. Il sapere solare e’ chiaro razionale, logico e legato alla materia. Il sapere lunare e’ oscuro, enigmatico, allusivo e simbolico e attiene allo spirito; e’ un pensiero sovramentale che eleva la coscienza.
Noi abbiamo un corpo connesso alla materia ma abbiamo anche uno spirito che puo’ trascenderla. Il corpo percepisce l’istante, l’anima vive un destino, lo spirito si solleva all’eterno e puo’ vedere la nostra vita dentro una lunga rete di vite. Tra questi livelli il sogno puo’ fare da ponte, puo’ essere il modo per comunicare con l’UOMO SUPERIORE.
Tutto e’ in noi. Tutto puo’ avvenire tramite noi.
Il poeta Auden dice:
“Il Centro che non posso trovare
e’ noto alla mia mente inconscia
Non ho motivo di disperare
dato che sto gia’ la’.”

La parte simbolica di me e’ il viaggiatore eterno, senza tempo. E, quando il viaggio viene riconosciuto e accettato, ogni cosa diventa possibile e i sogni si riempiono di splendore, la mente si scioglie dai legami forzati ed e’ in grado di prevedere il futuro, di superare ogni distanza, di conoscere direttamente il senso delle cose. Ma quello lo sa fare solo il santo.
Le Upanishad indiane (parte finale dei Veda o libro della Rivelazione induista) da 2700 anni dicono versi bellissimi per indicare queste due parti che sono in ognuno di noi: la coscienza che vive la vita materiale attaccata alle cose, e lo spirito che sta piu’ in alto, sospeso fuori del tempo e dello spazio, e che fa da testimone:
Ci sono due uccelli,
inseparabili compagni,
volano sullo stesso albero.
Uno mangia il dolce frutto,
l’altro
sta a guardare senza mangiare.”

Dunque l’universo come viene mostrato in una visione analogica e’ coeso, quello che viene mostrato da una visione logica spazio-temporale e’ dissociato. Da un punto di vista etico, il primo e’ superiore perche’ e’ piu’ armonico. Come direbbe Einstein “e’ piu’ bello”.
Guardare al mondo come a un’armonia crescente che si muove per fini cambia la nostra vita. Questa visione e’ operativa di trasformazioni, opera una metamorfosi e spinge alla speranza. E’ una visione evolutiva.
Mentre la teoria determinista fa di noi dei risultati passivi di eventi che hanno causato cio’ che siamo, la visione finalistica ci fa sentire promotori di un futuro che possiamo realizzare, migliorando in modo rivoluzionario il presente. La posizione etica e’ rovesciata. Le sue conseguenze nella morale individuale e nell’etica collettiva possono essere magnifiche.

ENTROPIA E SINTROPIA

Anche senza valutare le conseguenze ‘politiche’ di un cambio di realta’, da una realtà deterministica a una realtà simbiotica e coesa, e’ interessante vedere il rovesciamento che si verifica nella stessa fisica, quando si passa da una visione entropica a una sintropica.
Per spiegare l’universo, la fisica moderna ha trovato due grandi leggi generali: l’ENTROPIA e la SINTROPIA.
L’entropia dice: ‘la camera chiusa di mia figlia tende a un disordine crescente‘.
La sintropia dice: ‘il cuore di mia figlia tende ad un ordine interno crescente e ad una crescente armonia e bellezza‘.
La legge dell’entropia fu intuita nel 1824 da Carnot, un vecchio fisico francese; la legge della sintropia si deve al meraviglioso Prigogine 150 anni dopo, uno straordinario premio Nobel russo. Tutti e due partono dallo studio della termodinamica per postulare una grande concezione dell’universo.
Carnot osserva che un motore termico perde calore e afferma (2° legge della termodinamica) che ogni sistema chiuso tende nel tempo a un maggiore disordine. Estende poi questa osservazione a tutto il creato. Non gli importa molto che le creature viventi non facciano proprio cosi’, e anche ai fisici successivi sembra sfuggire che la vita organica sia qualcosa di diverso da un motore termico.
Forse non e’ una buona cosa che ogni sistema vivente sia equiparato ad un motore termico, ma il materialismo ha sempre avuto la vocazione di materializzare tutto e di considerare anche l’uomo alla stregua di una macchina, cosi’ come l’economia materialista lo considera una specie di merce.
Il determinismo meccanicistico come il materialismo economico o politico alla fine sono altamente deprimenti. Einstein direbbe che sono teorie esteticamente brutte. Noi diciamo che sono eticamente perverse, perche’ conducono il mondo inevitabilmente a una crisi, e la vediamo oggi, anche se leader sciagurati ne minimizzano gli effetti.
D’altra parte per i positivisti lo spirito non esiste o viceversa essi fanno di tutto per ucciderlo. In genere i materialisti, piu’ che equiparare l’uomo alla macchina, tendono a far diventare gli uomini simili a macchine, ma questo puo’ essere un cattivo discorso di potere.
Tanta gente ha repulsione per l’uomo che pensa, per l’uomo spirituale, forse lo spirito e’ liberta’ e alcuni non hanno la percezione della liberta’ o non la vogliono permettere. Dal momento che ci sono medium che affermano l’esistenza di umani privi di ’anima, potremmo capire anche l’esistenza di uomini che negano lo spirito e sicuramente non lo attivano in loro stessi. Sappiamo d’altronde che il potere e’ sempre stato il maggiore avversario dell’anima, sia che venga esercitato da un Governo che da una Chiesa.

Dunque per 150 anni la fisica e’ stata dominata da una brutta teoria meccanicistica che purtroppo e’ sempre attuale, e per cui tutto va verso il peggio. Ma poi e’ venuto lo splendido fisico russo, Ilya Prigogine, che oltre a essere un fisico era anche un idealista, e ha rivoluzionato non solo la termodinamica ma la visione intera del mondo, dicendo: “Non e’ vero che andiamo verso il caos anzi, al contrario “la vita si evolve dal caos“.
I sistemi (viventi e non) non sono chiusi (come vorrebbe qualcuno), sono ‘aperti’, cioe’ scambiano continuamente energia e informazioni con l’ambiente e tra loro. Prigogine ha un’intuizione bellissima, sogna i sistemi viventi come vortici nella corrente di un fiume, vortici di energia fluttuanti e instabili, che danno informazioni e sono raggiunti continuamente da altre informazioni (un po’ come la mia visione dei Barbapapa’ fluttuanti e comunicanti), in questo scambio informativo essi consumano continuamente energia, sono cioe’ sistemi dissipativi. Ma questo scambio di stimoli/energia/informazioni e’ tale da trasformarli continuamente.
In certi momenti, pero’, questo flusso puo’ diventare cosi forte da rompere il loro equilibrio, facendoli diventare instabili. Quando il sistema aperto, a causa delle continue informazioni perturbanti, diventa troppo instabile, arriva a un punto critico che puo’ superare solo in un modo: organizzandosi a un livello di ordine superiore.
Questa e’ la cosa magnifica!
Lo stesso accade in psicoanalisi. Anche noi siamo vortici di energia modificati continuamente dall’informazione, finche’ arrivano dei momenti in cui i dati in arrivo sono troppi, non ne possiamo accettare piu’, siamo saturi, andiamo in tilt, non ce la facciamo piu’ a metabolizzarle quello che accade, il sovraccarico ci schiaccia, arriviamo ad un punto di squilibrio totale ma proprio qui ecco che puo’ aprirsi la possibilita’ di un salto evolutivo.

Posso pensare alla diagnosi di morte a breve che mi sconvolse la vita e mi apri’ di colpo un altro programma di percezione del reale, per niente bene accolto ma anzi accompagnato da una crisi depressiva di rigetto che duro’ 7 anni. La mente razionale puo’ essere il peggiore avversario di noi stessi e ci puo’ convincere a restare nel male quando potremmo evolvere verso il bene.

Potremmo arrivare a eventi della vita sempre piu’ pesanti e non integrabili finche’ il sistema fisio-psichico va in tilt e cadiamo in uno stato di esaurimento o depressione, in cui l’organismo collassa.
Quel momento di crisi estrema potrebbe aprire di colpo un varco di possibilita’. Se non lo cogliamo, possiamo passare all’esaurimento, alla depressione, alla saturazione, al collasso, alla malattia, alla morte. Ma se ne cogliamo appieno la portata trasformatrice, possiamo riorganizzare tutto il nostro essere a un piano superiore.
Secondo la teoria di Prigogine applicata al piano psichico, quando il sistema vivente arriva a questo punto critico, si raccoglie in se’ come un sol tutto (molecola con molecola, informazione con informazione), sprigionando forze di auto-organizzazione inaspettate, come se ogni sua parte, ogni sua piu’ piccola parte, fosse partecipe dello stato complessivo del sistema stesso e tutte le particelle intercomunicassero fattivamente tra loro in modo superiore.
Dunque l’evoluzione del sistema puo’ passare per mutamenti successivi sostenibili, causati da continue informazioni, fino a un punto critico di non ritorno, dopo di che il sistema puo’ cedere o saltare a un ordine piu’ complesso. La crisi diventa allora trasformazione positiva. Un passo avanti nella complessita’.
Il Caos non e’ dunque piu’ l’esito dell’universo, ma puo’ diventare il progenitore dell’ordine. Dal Caos la vita, perche’ l’informazione/coscienza ha di per se’ la tendenza a creare strutture sempre piu’ coerenti, piu’ belle e armoniche e a risollevarsi anche dalle catastrofi.

Ordine e disordine creano il mondo. Le culture antiche lo hanno sempre saputo.
In Egitto Horus e Seth rappresentano appunto Ordine e Disordine, come il Kaos e Logos greci, o il Brahma e Shiva indu’.
Come dice il filosofo Bergson: “Tutto avviene come se un’ampia corrente di coscienza esistesse anche nella materia“.
Tutto puo’ portarci dunque verso una crescente armonia e bellezza, anche le crisi, anche le carenze, gli ostacoli, i dolori, ma massimamente tutte le esperienze che viviamo profondamente. E veramente CRISI allora, come nell’ideogramma cinese, vuol dire OCCASIONE e sta a noi far si’ che l’occasione di cambiamento sia propizia, non solo a noi, ma al mondo… sia promotrice di crescita, di evoluzione, di progresso. Non per noi o a causa di noi, ma per la legge che regge tutte le cose e le conduce come un grande fiume verso il mare.

Cosi’ le unita’ di coscienza possono tendere all’autotrascendenza, fondendosi in unita’ piu’’ vaste. E anche noi possiamo arrivare a trascendere cio’ che siamo per diventare unita’ piu’ ampie, sempre piu’ lontane dall’ego iniziale, sempre piu’ dilatate nell’ampio mondo. In una crescente illuminazione.

I tempi sono pronti perche’ si abbiano veloci mutamenti strutturali, nella mente e nelle percezioni extrasensoriali, a livello della specie. Siamo pronti a questo.
Comenio che era un pedagogista diceva: “Nel carcere oscuro c’e’ lo stoppino, la paglia, la pietra focaia, da fuori puo’ arrivare la parola-seme che fa scaturire la scintilla. A quel punto la luce puo’ accendersi”.
Consideriamo ogni fase della vita matrice di trasformazioni. La regola aurea e’ che: “Accadra’ qualcosa se non ci aspetteremo niente ma saremo aperti a tutto”. E forse questa e’ una regola che puo’ servire sempre nella vita. L’aspettativa di per se’ satura la mente e la volge alla disillusione.

Ogni ‘informazione’ e’ anche ‘formazione’. L’informazione e’ una particella di energia che in-forma la nostra energia, la struttura, ed entra nel grande flusso della nostra consapevolezza, fa parte del programma.
Spesso l’informazione e’ energia pura che passa da persona a persona, passa meno col discorso scritto, ma molto con la trasmissione orale (Platone lo sapeva e difendeva l’insegnamento orale contro la parola scritta che riduce l’energia e a volte la annienta). L’informazione come trasmissione di energia puo’ nutrire una scala coscienziale per l’assoluto, dal caos all’ordine, come energia che comunica direttamente all’energia.
Ci sono esperienze conoscitive che sono esperienze evolutive.
Pero’ nulla avviene per caso o perche’ lo vogliamo, nemmeno le crescite. Non si puo’ tirare uno per la testa e farlo crescere. Le cose avvengono quando siamo pronti e l’unico modo per essere pronti e’ essere semplici e affidarsi all’energia perche’ lei lavori la’ dove noi non sappiamo cosa fare.

Un giovane si era fatto allievo Zen per sapere cosa fosse Dio. Ando’ da un famoso maestro e questi gli disse di prendere le ciotole e lavarle nel torrente. Un giorno dopo l’altro il monaco lavo’ le ciotole e fece altri lavori umili e mai il maestro gli diceva che cos’era Dio. Il giovane era deluso e impaziente. Un giorno che stava sconsolato accanto alla vasca della fontana, il maestro sopraggiunse alle sue spalle, lo afferro’ per il collo e gli infilo’ la testa nell’acqua fredda. Il ragazzo si divincolava ma invano. Quando fu per affogare il maestro gli tiro’ fuori di colpo la testa e lui inspiro’ profondamente. “Ecco- disse il maestro- questo e’ DIO!”
Quando le cose sono pronte, verranno.

Trattare argomenti d’anima come gli stati modificati della mente, puo’ aprire esperienze dello spirito, ma se, nel carcere oscuro del cuore, la pietra focaia e la paglia ecc. non sono pronte, colui che parla fuori dara’ solo delle nozioni astratte. In realta’ nessuna conoscenza e’ tale se non si trasforma in esperienza, se non apre una trasformazione, se non la facciamo propria. Conoscenza e’ cum scire o cum esse, cioe’ essere insieme, farsi come…Il vero maestro non e’ mai fuori ma sempre dentro.
..

INDICE STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

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http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. … Le risposte ai tremendi quesiti che ci arrivano dal caso, dalla malattia, dai terremoti continuo a trovarli nel Qoelet (c’è un tempo per nascere e un tempo per morire, c’è un tempo per distruggere e uno
    per costruire…va avanti così per molte righe) è uno dei libri (appena 20 paginette in tutto) della Bibbia più potenti (si chiama anche Ecclesiaste).
    Vedi su internet anche la voce ‘resilienza’ e troverai spunti che possono trovare qualche lontano collegamento con la sintropia

    ciao
    annarita

    Commento di MasadaAdmin — aprile 13, 2009 @ 12:07 pm | Rispondi

  2. Grazie.
    Copio:
    “Se consideriamo questo concetto in rapporto alle Scienze Sociali, possiamo dire che “la resilienza corrisponderebbe alla capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato” (Grotberg, 1996).
    Da questo punto di vista la parola viene associata sempre con tensione, stress, ansietá, situazioni traumatiche che ci colpiscono durante la nostra vita. Gli esperti segnalano che si tratta di qualcosa che corrisponde alla natura umana, ma che non sempre si mette in atto e, anche se a volte si attiva, non sempre riesce a generare situazioni positive. Questa misteriosa possibilitá ha una base innegabile, e cioé, l´ evidenza che gli elementi costitutivi della resilienza sono presenti in ogni essere umano e la loro evoluzione accompagnerá le diverse fasi dello sviluppo o del ciclo vitale dell´ uomo: sará un comportamento intuitivo durante la infanzia, poi si rinforzerá fino ad essere volitivo nella adolescenza, e dopo ancora sará completamente incorporato alla condotta propria dell´ etá adulta.
    La resilienza é piú della semplice capacitá di resistere alla distruzione proteggendo il proprio io da circonstanze difficili, é pure la possibilitá di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli essere umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma é avere la capacitá di usare l´ esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro.”

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 13, 2009 @ 12:10 pm | Rispondi


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