Nuovo Masada

aprile 9, 2009

MASADA n. 904. 9-4-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA. 3° PARTE: I SOGNI PREMONITORI E LA MORTE

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Viviana Vivarelli

Non c’e’ persona che almeno una volta nella sua vita non abbia avuto un sogno premonitore di morte. Ma il riscontro lo abbiamo solo nella realta’. Non possiamo sapere nulla prima.
Difficilmente la morte viene mostrata in modo diretto, piu’ spesso il messaggio arriva in forma simbolica. Sono molto rare le persone che sognano in modo esplicito la morte di qualcuno in un sogno che risulta essere poi premonitore, Jung lo faceva ma in genere quando sogniamo che qualcuno muore cio’ ha un altro significato. Per es. tutte le mamme sognano che i loro bambini muoiono e spesso in modo terribile, ma si tratta solo della proiezione di una paura.
Piu’ spesso la morte appare in modo simbolico: vedere un uccello bianco, passare un fiume, attraversare il mare, essere sulla nave dei morti, lasciare i propri vestiti ecc.

Ogni cultura ha i propri simboli ma alcuni sembrano essere universali.
Sembra sia possibile sognare anche la propria morte, ma in genere per fortuna e’ un sogno che non comprendiamo.
Jung riteneva possibili i sogni premonitori. Del resto era un forte sensitivo ed ebbe molti di questi sogni.
I sogni prevedono la morte hanno colpito da sempre l’attenzione di tutti i popoli.
Nel sogni premonitore il sogno sembra conoscere ‘prima’ dell’evento, come stesse fuori del tempo e in qualche modo lo vedesse; la mente onirica e’ il cercatore che attraversa tutti gli archivi e puo’ entrare nell’archivio totale.
Il 50% degli eventi paranormali avviene in sogno, perche’ esso e’ un ‘ponte’ dimensionale, ma alcuni soggetti possono sognare anche da svegli, spostando rapidamente le frequenze della mente, come si fa con la manopola di una radio, ed entrando in stati modificati di coscienza in cui ricevono immagini, hanno emozioni o sensazioni, sentono odori, provano malesseri, hanno premonizioni…
Il sogno puo’ anche vedere la morte, perche’ la morte e’ una grande variazione dell’energia e irradia i suoi effetti nel futuro e nel passato come un grosso sasso gettato nel lago del tempo che allarga i suoi cerchi molto lontano.
Gli eventi della vita sono modificazioni dell’energia ma la morte e’ una delle modificazioni piu’ grandi e si irradia tutt’attorno, per questo molti sogni o visioni paranormali la riguardano.

Sognai che camminavamo tutti in fila, andavano in un grande magazzino a cambiarci i vestiti (nel sogno cambiare vestito vuol dire morire, cioe’ lasciare questo abito corporeo. )
Nel Libro dei Morti tibetano si dice: “Come la sera lasci il tuo vecchio abito, per indossarne uno nuovo al mattino, cosi’ con la morte cambierai il tuo corpo con un altro”.
Il primo della fila era mio padre, poi veniva mia madre, poi mio marito, poi io e dietro mia figlia col suo fidanzato. Mio padre tocco’ il retro di una macchina e scoppio’ come una bollicina (nei fatti mio padre mori’ poco dopo, usci’ da un supermercato con le borse della spesa, apri’ il retro della macchina per metterle dentro e gli scoppio’ il primo infarto). Poi nel sogno spari’ mia madre, dolcemente, come si spegnesse (mia madre mori’ qualche anno dopo, quasi senza accorgersene). Poi spari’ mio marito. A quel punto del sogno io mi trovai sola e mi girai urlando: “Nicoletta” Nicoletta!” ma dietro di me non c’era nessuno.

Il sogno premonitore usa come tutti i sogni i simboli del proprio linguaggio, che sono i simboli della mente magica, o artistica o irrazionale o religiosa, una mente che possiamo usare anche da svegli e che in alcuni e’ attivissima. Santi e sensitivi ‘vedono’ con questa mente, ed e’ come se, da svegli, sognassero, infrangendo le barriere dello spazio, del tempo e della causa.
La vista che ‘vede oltre’ e’ presente in molti santi.

Ho conosciuto una signora viennese, che ha avuto un figlio handicappato dalla nascita in modo molto grave ed ha passato tutta la vita ad assisterlo in un compito molto duro. Quando ando’ da Padre Pio, lui l’accarezzo’ e disse: “Povera figlia mia, quanto hai sofferto, il posto per te in Paradiso e’ gia’ pronto, non e’ stata colpa tua per tuo figlio, e’ stata colpa del forcipe!”
Padre Pio parlava come se vedesse le cose in modo esatto, con la mente del sogno.

Questi squarci di conoscenza paranormale possono essere del tutto spontanei e dipendere da una modificazione della mente simile alla trance, su cui gli scienziati non sanno cosa dire, per cui in genere la negano o non se ne occupano.

Raccontano di me un fatto di cui non ho memoria. Piu’ di dieci anni fa stavo ascoltando una conferenza di parapsicologia nella vecchia sede della Biblioteca di parapsicologia di Bolognam quando ancora era in Via orfeo, a Bologna, quando d’un tratto mi sono alzata pallida e in preda a grande agitazione e in stato di incoscienza mi sono messa a parlare di colpo. Ho descritto, come se la vedessi sul momento, una grande ombra nera, il Male, che stava dilagando pieno di terribile morte sopra i Balcani, aveva l’apparenza di una nube di polvere nera come fuliggine. Io ero terrificata e tremavo in tutta la persona, sotto una grave emozione, come percepissi l’ombra del male che si sarebbe allargata producendo sofferenze indicibili. A quel tempo non sapevo nulla dei Balcani. La terribile guerra che strazio’ quei popoli doveva arrivare molti anni dopo.. Possiamo considerare l’allucinazione come un sogno ad occhi aperti. Ogni tanto mi capita di incontrare delle persone che erano presenti quella sera e che si ricordano di me e mi raccontano quello che successe, ma io non ricordo nulla di quel che dissi, solo confusamente la nube di fuliggine.

In quella circostanza il direttore della grande biblioteca, la piu’ grande d’Italia, era in apprensione perche’ i pavimenti del vecchio appartamento sembravano non reggere al peso dei libri e occorreva trovare una nuova sede, cosa non facile, per cui il dottor Ravaldini era molto preoccupato. Io ‘vidi’ che la cosa si sarebbe risolta presto e anche glielo dissi. Qualcuno avrebbe dato un grande aiuto e la biblioteca si sarebbe spostata in centro di Bologna in un luogo che da fuori sembrava un negozio con la vetrina in vetro. Cosi’ fu. Una benefattrice molto ricca di Bologna, la signora Pagnotta, procuro’ un grande ambiente in centro di Bologna. Da fuori sembrava un negozio, come nella mia visione. Ma non mi pare che Ravaldini mi abbia mai riconosciuto di averlo visto.

Il sensitivo puo’ vedere a sprazzi nella propria mente, come pezzi di film, a volta l’immagine sembra reale e si proietta fuori in modo allucinatorio negli oggetti, nel corpo, nelle azioni..

Io ricevevo malesseri molto forti se ero avvicinata da persone disturbate fisicamente o psichicamente.. C’era un messaggio che dal corpo si comunica al corpo. Ogni volta che un parente stava per morire accadeva che semplicemente non riuscissi piu’ a considerarlo, come se non esistesse piu’.

Uno dei casi piu’ strani che ho conosciuto e’ stato la storia di Miriam, un caso di telepatia somatica, da corpo a corpo, relativo a una giovane che era stata abbandonata dal padre a 12 anni e non aveva piu’ avuto sue notizie anche se lo aveva pensato spesso con rancore e disperazione. Quando questo padre lontano si ammalo’ di cancro, lei, pur non sapendone nulla, comincio’ a presentare dei sintomi simili ai suoi (dolore al polmone, astenia, ecc.), come se il suo corpo ricevesse il messaggio della malattia e la mostrasse simulandola, tanto che i dottori cercarono su di lei il cancro e si stupirono di non trovarlo, malgrado i sintomi. Nello stesso tempo apparvero delle allucinazioni notturne in cui una voce nella sua stanza rantolava la parola: “Cancro, aiutami! Cancro, aiutami!”.
Poco dopo Miriam venne a sapere che quel padre di cui per tanti anni non aveva saputo piu’ niente era morente all’ospedale per cancro al polmone.
Miriam si precipito’ da quel padre che l’aveva abbandonata e lo assiste’ per lungo tempo, tanto che a un certo punto la malattia sembrava aver avuto una remissione e si era anche ripreso.
Una notte Miriam sogno’ che era nella sala di attesa dell’ospedale, una sala a vetrate, e che le si avvicinava un angelo con le fattezze di una donna giovane e con gli occhi azzurri, che portava una veste lunga celeste e aveva occhi celesti e la croce francescana. Le diceva: “Giuseppe ora e’ in pace!” E lei capiva che il padre era morto.
La mattina dopo Miriam era in quella stessa sala e le si era avvicinata una suora giovane, vestita di azzurro, con gli occhi azzurri, come nel sogno e una croce francescana. Le aveva preso le mani e le aveva detto le stesse parole del sogno: “ Ora Giuseppe e’ in pace!”

Il sensitivo o l’artista o il mistico possono avere esperienze paranormali. I messaggi possono riguardare qualsiasi cosa, arrivano nel sogno ma anche da svegli, come se la mente potesse sintonizzarsi diversamente diventando la mente sognante. Il valore di quello che arriva naturalmente sta solo nel riscontro successivo, per cui tutto va preso con molta prudenza.

Un giorno un’allieva mi invita a cena e poi mi chiede cosa vedo nel suo futuro, io comincio a tremare ed entro in un forte malessere che mi prende lo stomaco, vedo delle viscere sanguinanti, sangue che inonda tutto, sono piena di morte, e leggo qualcosa sulla cronaca di un giornale che attiene a un grosso fatto di sangue. Tre mesi dopo, la madre della ragazza si ammala di tumore allo stomaco, viene operata e muore. Io non ne so nulla, ma passo una notte molto agitata in cui continuo a svegliarmi pensando che devo telefonare a questa ragazza, di cui non ho il numero, e mi metto a pregare per sua madre. La stessa notte lei sogna che io cerco invano di telefonarle e che alla fine le lascio scritto il mio numero sul muro. La mattina dopo lei mi telefona realmente e mi avverte che la madre e’ grave. Io passo la mattina in uno stato di agitazione, a mezzogiorno la tensione si distende di colpo e in quel momento la madre e’ morta.

Le premonizioni avvengono piu’ facilmente nel sogno.

Prima della morte improvvisa di mia madre ho avuto tre incubi, che al momento non ho capito affatto:
-Andavo con mia madre su una ripida strada di montagna in una foschia piovosa. A un certo punto lei era troppo stanca per procedere oltre, l’ho fatta sedere su una sedia sul bordo della strada e sono tornata indietro per prendere la macchina ma ho perso la strada ed ero disperata perche’ non lo trovavo piu’.
Notate la precisione del sogno: mia madre e’ morta in un pensionato, dopo pranzo, l’infermiera l’ha fatta alzare per la solita passeggiatina ma lei ha avuto un mancamento, ha detto che era stanca, si e’ seduta ‘sulla sedia’ ed e’ morta.
Qui compaiono diversi simboli: la montagna, che e’ l’ascesi e il cambiamento verso l’alto; la foschia piovigginosa: un tempo di confusione e pianto; l’auto che indica il modo con cui andiamo nella vita.

-nel secondo sogno io tenevo mia madre morta in braccio che pesava come una bambina, la testa e’ sparita di colpo e si e’ trasformata in alcuni grumi di tuorlo d’uovo La testa indica in genere la parte vitale o intelligente della persona, e l’uovo e’ segno di rinascita.

-nel terzo sogno io abitavo a un piano alto e mia madre a piano terra. Scendevo con l’ascensore e scoprivo che era sparita: alcuni zingari avevano rubato tutto, lasciando su un lettino una bambina morta. Ero sconvolta, poi mi accorgevo che la bambina era viva, aveva nove mesi e grandissimi occhi scuri come quelli di mia madre da giovane. Ero molto preoccupata per questa bambina, tornavo su con l’ascensore, per prendere cibo o pannolini, ma poi l’ascensore spariva ed io ero disperata perche’ non potevo tornare dalla bambina e curarla.

Anche questo sogno indica una reincarnazione, ma diceva che, ovunque fosse il nuovo corpo di mia madre, io non avrei piu’ potuto accudirla.
La terra, il piano terra, si collegano alla terra madre, alle radici.
Notate l’ascensore che indica questa capacita’ della mente di spostarsi ad altri livelli ( i veicoli lambisti).
Gli zingari sono energie che salgono dall’inconscio per forti modificazioni di coscienza, energie di cambiamento,che ci derubano di cio’ che abbiamo.
Interessante nel sogno la presenza del numero 9, un numero connesso con la nascita ma anche con la morte, nove e’ il tempo della gestazione ma nei sogni fa pensare che ci sia una gestazione della morte come della vita.
La nuova bambina ha 9 mesi, e 9 e’ il periodo del concepimento, i piani della casa sono le dimensioni dell’essere, gli zingari le forze oscure della vita, l’essere derubati, cio’ che si prova quando ci muore qualcuno, scale o ascensori o strade in salita indicano un cambio dimensionale.

Informazioni extratemporali possono venire in stato di trance, anche se la trance e’ una condizione particolare non paragonabile al sogno.

-Alcuni mesi prima della morte di mia madre, in una scrittura automatica, era venuto: “Tua madre avra’ una morte dolce, come una bambina che si addormenta. In qualche punto di te c’e’ gia’ la disperazione della sua perdita”.
La cosa notevole e’ che ne’ coi sogni predittivi di morte, ne’ con la scrittura automatica io realizzai che mia madre sarebbe morta presto, le frasi in cui veniva scritto della morte della madre nemmeno le lessi e me ne accorsi solo dopo. L’inconscio manda i suoi segnali ma la mente razionale non vuole accettarli, per una forma difensiva.
In qualche parte di noi esiste una intelligenza inconscia che conosce le cose prima e puo’ anche cominciare a elaborarli prima che le cose accadano realmente e che noi le conosciamo coscientemente.

Spesso ho trovato che i sogni premonitori di morte sono collegati al numero 3 e al 9, per es. il sogno viene 9 mesi prima della morte reale, come se la morte fosse una specie di nascita con 9 mesi di incubazione. Nei miei sogni del resto la morte appare sempre come una ‘nascita’. E nelle corse nel tunnel della morte ho sempre percepito di nascere con gran gioia, e non di morire.
Notiamo che anche nella predizione con cui Nostradamus prevede la propria morte con ogni dettaglio c’e’ un errore di 9 mesi.

Nella mia vita ho ascoltato migliaia di sogni, tutti molto interessanti. Questo e’ uno dei tanti. Notate come elementi reali siano mescolati ad elementi simbolici:

La madre di Enza muore. Lei e la sorella la preparano, scelgono il vestito piu’ bello, poi pensano che anche la biancheria deve essere bella. Tolgono da un cassetto una sottoveste di seta ma odora di stantio e pensano di lavarla, e’ estate e asciughera’ rapidamente. La sorella porta la sottoveste lavata in terrazza per stenderla ma le vola via e cade di sotto. In quell’istante ricorda di colpo un sogno fatto 30 giorni prima: aveva sognato che la madre cadeva dalla terrazza, lei e la sorella andavano a prenderla e la trovavano morta sul terreno, con un filo di sangue che le usciva dalla bocca. Accanto a lei una neonata di due mesi vestita di bianco. La sorella racconta il sogno a Enza e osservano che, quando la madre e’ morta, un filo di sangue le usciva dalla bocca. Non sanno spiegarsi la neonata. Ma, quando le due sorelle vanno nella camera ardente, vedono che ci sono due bare vicine, una e’ quella della madre, nell’altra c’e’ una bambina di due mesi, vestita di bianco”.

Il Libro Tibetano dei Morti indica molti sogni premonitori di morte. Il libro dice: morirai se: “sogni, carbone o cenere di rogo, se sogni di danzare vestito di rosso o nero o di andare verso sud sulle spalle di un orso o di una scimmia o di salire su un formicaio….”

Se un gruppo culturale riconosce certi simboli come portatori di morte, il sogno li riprodurra’ al momento giusto, ma e’ curioso che uno dei segni di morte tibetani sia ‘cavalcare la scimmia’, la stessa espressione usata per i tossici.
Trovo significativo anche il sogno del formicaio: una volta Jung vide i disegni fatti da una bambina tra gli 8 e i 10 anni, e da essi capi’ che sarebbe morta dopo poco. La bambina mori’ dopo due anni dopo per una malattia infettiva improvvisa.
La bambina aveva disegnato una serie di incubi e in un uno di questi disegni si era rappresentata seduta su un formicaio. Noi sappiamo che le formiche prediligono luoghi nocivi all’uomo e fanno li’ i loro nidi, punti della terra dove ci sono energie elettromagnetiche negative. Il sogno stabilisce una analogia tra infezione e formicaio, luogo in cui a causa di particolari forze telluriche si abbassa il sistema immunitario umano.
Non sempre le immagini dei sogni sono chiare, spesso sono simboliche o appartengono a culture diverse dalla nostra, ma qualche volta i dettagli sono molto precisi.

“La moglie del generale russo Toutschkoff sogno’ per tre volte che il marito veniva ucciso in un luogo detto Borodino. Cerco’ Borodino sulla carta geografica ma non c’era, perche’ e’ un villaggio molto piccolo. Quando Napoleone invase la Russia, combatte’ presso questo villaggio, e fu proprio li’ che il generale mori’ li’ nelle circostanze del sogno”.

Mentre i sogni premonitori riguardano fatti personali, la PROFEZIA indica eventi storici, collettivi, e’ un fenomeno raro, molto sconcertante come quello dei sei ragazzi di Kibeho che in forma allucinatoria collettiva videro anni prima le stragi del Ruanda.

A Kibeho, in Ruanda, un gruppo di sei studenti di una scuola superiore fu colpito da una serie di sogni collettivi da svegli in cui i ragazzi, tutti insieme, piu’ volte, videro l’inaudita violenza di una guerra sanguinaria che avrebbe squassato il paese, i ragazzi videro i fiumi pieni di sangue, le colline di morti, le torture, le gambe spezzate, gli stupri…le loro terribili visioni mostravano il futuro. E quando quegli orrori annunciati si verificarono, la loro scuola si trovo’ proprio nell’epicentro del massacro.

Nel 1500 il medico occultista Nostradamus descrisse in stato allucinatorio la storia d’Europa per un periodo di 2247 anni e la scrisse nelle sue famose quartine.

Jung era un grande sensitivo e produsse anch’egli delle profezie. Nell’autunno del 1913 presenti’ la prima guerra mondiale, prima a livello fisico, con una lunga oppressione schiacciante, che duro’ alcuni mesi, poi con incubi e allucinazioni, finche’, nell’agosto del ‘14, la guerra scoppio’.

Jung racconta:
Mentre ero in viaggio vidi improvvisamente una spaventosa alluvione che copriva l’Europa come un violento mare di sangue con innumerevoli morti. L’allucinazione duro’ un’ora e mi lascio’ sconvolto. Due settimane dopo la visione si ripresento’ e una voce mi disse: “Guarda bene, e’ tutto vero, sara’ proprio cosi’.” Sognai ancora che un’ondata di freddo polare calava in piena estate coprendo di ghiaccio la terra, gelando gli alberi e allontanando gli uomini.”

La precognizione, la chiaroveggenza e la postcognizione sono analoghe al sogno straordinario.
Se la vita e’ un sogno spazio-temporale, puo’ anche accadere che uno salti in un altra dimensione in cui la coordinato dello spazio-tempo sono diverse. Ma puo’ anche accadere eccezionalmente che si salti in un altro periodo storico reale.

Un esempio famoso nella parapsicologia e del tutto inspiegabile e’ quello di due signore nel parco di Versailles che si trovarono di colpo inserite nella Versailles di prima della rivoluzione, videro la regina Maria Antonietta che dipingeva, il Trianon che era un piccolo edificio ora distrutto, e varie persone di servizio nei vestiti d’epoca. Furono sbalzate in un altro tempo, in un primo momento non se ne accorsero, credevano che ci fosse una festa in costume, descrissero edifici e oggetti che non esistevano piu’ e che furono ritrovati in stampe d’epoca. Ma presero tutto per reale. Questi fatti non hanno spiegazione.

Noi viviamo in un tempo direzionato, lineare; se aboliamo la direzione, resta un non-tempo. Se aboliamo l’occhio che separa le cose e le distende, resta l’unita’ del Tutto, come un libro che e’ li’ tutto intero.

Un altro caso celebre e’ quello del famoso veggente svedese Swedenborg. Nel 1759 era in un salotto ed ebbe la visione di un incendio che era scoppiato a Stoccolma, a 300 km di distanza, lo descrisse per due ore come se lo avesse davanti agli occhi, raccontandolo strada per strada, finche’ si spense a sole tre case dalla sua abitazione. Due giorni dopo, la notizia del grande incendio venne portata davvero da un corriere. Anche qui si era determinato uno spostamento della coscienza, questa volta nello stesso tempo ma in un altro spazio.

Forse la vita e’ un sogno personale all’interno di un sogno piu’ grande, o noi viviamo un sogno parallelo a tutti i sogni possibili; siamo in una bolla all’interno di altre bolle o vicina ad esse e in certi momenti ci e’ dato di fare un salto da un punto all’altro del sogno totale. La coscienza vive nel tempo e nello spazio ma lo spirito li trascende e quello che chiamiamo ‘inconscio’ forse e’ solo uno strumento dello spirito.

A volte il salto all’altra coscienza e’ dovuto a un trauma o a medicinali.
Jung a 69 anni, si fratturo’ una gamba ed ebbe un infarto miocardico; in stato di incoscienza fu curato con ossigeno e iniezioni di canfora ed ebbe una serie di deliri e visioni, ogni notte per tre settimane, una vera esperienza cosmica in cui ci fu una specie di rivelazione sul tempo e lo scopo della vita. L’infermiera gli disse che attorno al suo corpo si era formata un’aureola luminosa. Egli si vide sospeso nello spazio e descrisse la Terra avvolta in una luce azzurrina, con la superficie in certi punti macchiata di verde scuro come argento ossidato, come e’ stata vista poi dai cosmonauti.

Mi sentivo sospeso nello spazio, come se stessi al sicuro nel grembo dell’universo, in un vuoto smisurato, ma colmo di un intenso sentimento di felicita’”. “E’ impossibile farsi un’idea della bellezza e dell’intensita’ dei sentimenti in quelle visioni”.
Poi arrivo’ un meteorite grande come una casa dentro cui c’era un indu’ in posizione del loto. Gli parve che tutto il passato scorresse rapidamente davanti a lui e vide chiaramente tutto cio’ che era stato:
“Sentii di entrare in una stanza illuminata per conoscere tutte quelle persone alle quali in realta’ appartengo. La’ avrei finalmente capito cio’ che era stato prima di me, il perche’ della mia venuta al mondo e verso cosa dovevo continuare a fluire. La mia vita mi era sempre parsa una storia senza principio ne’ fine, avevo sempre avuto la sensazione di essere un frammento della storia, un brano del quale mancassero le pagine precedenti e seguenti. La mia vita pareva essere tagliata con le forbici da una lunga catena di eventi e molte domande era rimaste senza risposta. Ora avrei potuto avere tutte le risposte.
Poi, con molta delusione tornai alla vita. Mi sembrava che questa vita fosse ‘un sistema di cassettine’, un mondo tridimensionale dove ognuno stava in una piccola cassetta, una piccola prigione. Ritornare alla vita fu molto doloroso. “Ora devo ritornare in questo mondo grigio”, pensavo. Solo nello spazio mi sentivo sicuro,
nel grembo dell’universo, in un vuoto smisurato ma colmo di un intenso sentimento di felicita. La vita era una sorta di prigione, fatta per scopi ignoti, che costringeva a credere che essa fosse la realta’.. da allora non mi sono mai liberato dall’impressione che la vita sia solo un frammento dell’esistenza, che si svolge in un universo piu’ grande”.

Forse davvero la vita terrena e’ una gabbia virtuale costruita per scopi a noi ignoti, con un potere ipnotico che ci costringe a credere che essa sia reale.
Nei suoi sogni-visioni, Jung intui’ cosa fosse l’eternita’, ‘una realta’ obiettiva’ in cui presente, passato e futuro sono una cosa sola, e tutto cio’ che avviene nel tempo sta insieme in un tutto obiettivo, iridescente e indefinibile.

Jung sperimento’ qualcosa di simile per la morte della moglie, la sogno’ giovane col suo vestito piu’ bello, ne’ triste ne’ lieta, consapevole, senza piu’ passioni. Capi’ che non era proprio lei, ma un’immagine prodotta per lui, perche’ la riconoscesse, una figura completa che conteneva tutta la sua vita. “Una completezza tale che si rimane senza parole a contemplarla“.

Jung defini’ cosi’ la vita: “un breve intervallo fra due misteri, che sono una cosa sola“.

La ragione non puo’ spiegarci la morte, la vita, il tempo…ma miti e sogni sono pieni di intuizioni. Noi viviamo in questo mondo con questa mente e non possiamo vedere le cose che come le vediamo. Siamo limitati e legati, ma dentro di noi c’e’ un anelito ad andare oltre. L’uomo di scienza e’ scettico su questo, ma in noi c’e’ un poeta e un viaggiatore che possono superare i limiti del razionale. Se ci fidiamo troppo dell’intelletto, la vita si impoverisce, perdiamo la voce dello spirito e diventiamo sofferenti.

La premonizione puo’ venire attraverso un sogno simbolico o realistico.
Simbolico e’ il sogno del ‘ponte’: “Una ragazza sogna di incontrare sul ponte della stazione di Zurigo la cugina che la informa che la nonna e’ morta. La mattina dopo arriva la notizia reale della morte”.
Abbiamo una doppia simbologia: la stazione ferroviaria che indica ‘il viaggio’, il ponte che allude al passaggio interdimensionale. Come vedremo, anche ‘l’angelo’ ha un significato analogo, come energia di mediazione o passaggio.

Sognai di andare nel paese dei morti. Camminavo su un ponte di marmo sgretolato e in macerie sotto cui passava un fiume dove non c’era acqua ma erba (“Ti accompagnero’ per verdi pascoli”- dice il Signore) e arrivavo nella citta’ dei morti, lunghe file di case vuote dove non c’era nessuno. Per strada incontravo mio padre. Era in buona salute e sorreggeva un vecchio signore vicino alla morte. Poiche’ era stato un padre-padrone che mi aveva fatto molto soffrire, lo temevo nel sogno come quando era in vita e, per paura che mi facesse del male, cadevo in ginocchio dicendogli: “Perdonami!”. Ma lui allegramente mi faceva segno di alzarmi. Mi mostrava l’uomo vecchio e malandato che sorreggeva e mi diceva: “Questo e’ tuo fratello, nato prima di te!” Raccontava poi che lo aveva generato a 18 anni quando, con altri emigranti, aveva passato a piedi il confine francese in Piemonte. Aveva soggiornato un po’ nel paese di Pavone, seducendo una ragazzina di 14 anni, che aveva dato alla luce un figlio chiamato Aion. Mi mostrava le foto della ragazzina in un prato con una cuginetta, mentre provavano dai sari rossi e oro portati da uno zio tornato dall’India. Quell’uomo morente che mio padre sorreggeva, e che poteva avere dieci anni piu’ di me, era appunto il mio fratello maggiore. Io restavo molto stupita.
Poi tornavo al mondo dei vivi ripassando il ponte. Adesso il ponte era quello della vita ed era nuovo e integro con belle statue di marmo bianco e sotto scorreva un fresco fiume cristallino.

Sconcertata da questo sogno insolito e molto dettagliato, mi sono svegliata facendo dei conti sull’eta’ che mio padre poteva avere quando e’ emigrato in Francia e sono poi uscita di casa per cercare nell’auto l’album geografico, ed effettivamente vicino al confine francese ho trovato un paesino che si chiama Pavone. In quanto al nome Aion, e’ quello di un dio indiano che si fece uomo e venne ucciso, il nome vuol dire ‘nato nel tempo’. Anche un’opera di Jung porta questo titolo. Non ho voluto verificare all’anagrafe del paese Pavone se nel 1935 era veramente nato un bambino senza padre di nome Aion. Mi sono accontentata dei significati simbolici del sogno. Ma mi e’ rimasto il turbamento e la stranezza che un paese con un nome cosi’ insolito fosse realmente nel punto indicato.
Negli stessi giorni la mia amica Elisa mi ha telefonato dal mare per dirmi che aveva fatto una seduta medianica e che era uscito che io avevo un fratello sconosciuto piu’ vecchio di me che era gia’ morto e che quel fratello ignoto si era mostrato come se mi proteggesse. Ma io non ho voluto indagare piu’ oltre.

Qualche volta la premonizione puo’ apparire in un disegno, perche’ anche nella espressione artistica si manifesta la mente che sta fuori dello spazio e del tempo. Quando noi entriamo in uno stato creativo, usciamo dalla mente razionale e passiamo a uno stato modificato di coscienza simile a quello del sogno o della visione. Per questo l’artista non parla quando compone la sua opera. E’ assorto in un leggero stato ipnotico. Il linguaggio, come il pensiero verbale, appartiene alla parte sinistra del cervello, mentre la creazione o il sogno a quello destro.
Esiste un quadro moderno, in cui il pittore dipinse un amico con un buco nella tempia e questi, poco dopo, mori’ in guerra colpito alla tempia da una pallottola.
I sogni di previsione possono emergere nella vita cosciente sotto forma di segni o di disegni.

In un mio laboratorio psicoartistico, una signora incollo’ sul suo disegno vari numeri che uscirono puntualmente al lotto il giorno successivo.

Miriam pose, in un collage, un ovale ritagliato da una rivista, in cui da una parte c’era un Cristo in croce e dall’altra un numero. Quando ritrovo’ il padre che stava morendo per una malattia terminale, risulto’ che il numero del suo letto in ospedale era lo stesso dell’ovale del Cristo sofferente.

Maria Teresa ebbe un figlio che mori’ il giorno del suo compleanno andando a sbattere col motorino appena ricevuto in regalo contro un pulman. Il giorno prima, il ragazzo aveva scritto sul suo diario scolastico: “Domani mi fanno secco! Vado a sbattere! Crash! Faccio il botto!” Forse parlava di una interrogazione che temeva, si era disegnato in una bara con una croce sopra, con attorno uomini incappucciati. Sopra aveva riportato una grata con i trasferelli del padre e sotto aveva messo la sigla GVS. Nella pagina accanto una sua compagna di classe aveva scritto: “14 anni / troppo pochi per amare / abbastanza per sognare” e lui aveva aggiunto “Sufficienti per andare”. Quando, dopo la sua morte, la madre preparo’ la sua lapide al camposanto, si accorse con orrore che sopra la tomba c’era una grata simile a quella del diario. Il marmista le chiese se sulla lapide voleva scrivere GVS e lei ricordo’ la sigla scritta sotto il disegno della bara. Ne chiese il significato al marmista, il quale prima si schermi’ dicendo che era una vecchia sigla non piu’ usata, poi spiego’ che voleva dire “Giovane Vita Stroncata”.
Sempre Teresa, dopo la morte del figlio, senti’ un forte rumore come di uccello che sbatte le ali, e aprendo la grata del camino cadde dall’alto una rondine morta, pur essendo dicembre, mese poco adatto alle rondini. Nell’antico mondo egizio ba = l’anima, il principio spirituale che sopravvive nell’al di la’, e’ ritratto come una rondine in volo o come una rondine dalla testa umana.

Attorno alla premonizione di morte c’e’ un caso interessante, che venne a conoscenza di Jung e si sviluppo’ attraverso una serie di disegni.
Uno psichiatra, suo amico, aveva una bambina che, tra gli 8 e i 10 anni, ebbe una serie di 12 incubi impressionanti. La bambina li disegno’ su un quaderno, scrivendo accanto a ogni sogno una piccola fiaba, e regalo’ il quaderno al padre per Natale. Jung vide i disegni e capi’ immediatamente che preannunciavano la morte della bambina. La morte venne effettivamente di li’ a un anno, per una malattia infettiva del tutto imprevedibile.
I disegni rappresentano immagini forti non associabili al livello culturale e conoscitivo della bambina, ripetendo una simbologia arcaica propria dell’inconscio collettivo. I disegni erano 12, un numero dalla forte valenza, indicativo del compimento di un ciclo, un numero cosmico, ordinativo di universo. Nel pensiero junghiano come in quello alchemico i numeri hanno valore simbolico, vi sono cifre semplici inerenti al livello umano, individuale o della specie, ed altre di ordine superiore in cui si entra nel piano universale.

La bambina sogno’ e disegno’:
-Un mostro a forma di serpente dotato di corna che divora tutti gli animali. Dio interviene dai 4 angoli della Terra e li resuscita
.
Appare l’antico concetto della fine del mondo e della resurrezione finale. La quadruplice divinita’, il dio che viene dai 4 angoli, e’ un topos molto piu’ antico di quello trinitario; molti primitivi (per es. i Toltechi del Nuovo Messico) iniziano i loro riti rivolgendosi ai 4 dei che stanno agli angoli del mondo. Nel mondo alchemico, Mercurio (che indica la psiche profonda o inconscio o anche l’energia della trasformazione e della comunicazione tra l’al di la’ e l’al di qua) e’ simboleggiato da un serpente con 4 corna, e ‘serpente’ si dice in greco ‘drakon’, lo stesso drago che nelle fiabe e i miti si presenta come archetipo dell’energia della vita e della morte, nel suo duplice aspetto creativo e distruttivo. L’eroe che uccide il drago e si bagna nel suo sangue o prende il suo tesoro rappresenta il dominio sulla vita e sulla morte.

In cielo si fanno danze pagane, all’inferno ci sono angeli che fanno buone azioni.
Qui abbiamo una situazione contraddittoria rispetto a cio’ che ci viene insegnato. L’immagine dice che tutte le cose sono mescolate e contesta la divisione cristiana tra Paradiso e Inferno, contestazione che ritroviamo nei messaggi di molti sensitivi.

Un’orda di animali di dimensioni spaventose atterrisce la bambina e uno di essi la divora.
Chiaro presagio di morte.

In un topolino si introducono nell’ordine: vermi, serpenti, pesci e uomini.
La sequenza e’ interessante perche’ ci da’ le 4 fasi dell’origine dell’evoluzione della vita, come appaiono in molti miti e anche in certe ipotesi scientifiche moderne.

Una goccia d’acqua ingrandita e’ piena di rami d’albero.
Dunque tutto e’ in tutto; nella parte piu’ piccola dell’energia, la goccia d’acqua, c’e’ la vita intera o albero, sinonimo di crescita. Tanto la goccia d’acqua che l’albero sono antichissimi simboli della vita.

Un ragazzo cattivo tira zolle ai passanti, i quali a loro volta diventano cattivi.
Qui abbiamo un processo di infezione e di contaminazione dell’energia, ‘infangare’, nel senso di ‘sporcare di terra’ e ‘abbassare’ o anche ‘riportare alla terra’, sei fango e fango ritornerai.

-Una donna ubriaca cade nell’acqua e ne esce rinnovata e sobria.
Qui, al contrario, abbiamo un processo di purificazione, di resurrezione. La donna ubriaca e’ preda di una intossicazione del sangue (infezione). Bagnarsi nell’acqua indica rinascita spirituale.

In America un gran numero di persone si rotola su una distesa di formiche e la bambina si vede cadere in un fiume.

Sognare l’America e’ molto frequente ed e’ un riferimento al Nuovo Mondo, cioe’ alla morte, che e’ rinascita a vita nuova.

Germana, prima di morire, sogno’ che prendeva un grande piroscafo per andare in America. Io sognai che salivo su una grande nave e la trovavo con sua madre (entrambe al tempo erano vive). Sulla stessa nave c’era un gabinetto dove potevo comunicare con i morti. Ma loro avevano il biglietto, io no, ero li’ clandestina.
Ricordiamo che in metafonia compare spesso la ‘nave dei morti’ per indicare la dimensione in cui sono le anime. Nel mondo celtico ‘morire’ era detto ‘andare oltre la nona onda’, cioe’ il nono livello dell’essere e spesso troviamo nei miti il concetto che i morti siano in un’isola, al di la’ di un oceano e che si possano raggiungere con una barca. Vedi la barca egizia del faraone che lo porta nel Duat o la barca di Caronte.
Il fiume, di converso, nei sogni rappresenta piu’ spesso la vita terrena. Vedi Eraclito o Lao Tzu “La realta’ e’ come un fiume…”.
Cadere in un fiume puo’ indicare il rientro nel flusso della vita.
Il formicaio e’ un simbolo per molti popoli primitivi che predice la morte. Sappiamo che le formiche fanno il formicaio nei luoghi meno vitali per l’uomo, dove la sua energia sarebbe menomata, infettata; in questo caso indica che la sognatrice prendera’ una malattia infettiva che diminuira’ le sue risorse vitali.

Sulla luna c’e’ un deserto dove la bambina sprofonda e va all’inferno.
Qui abbiamo un cambio di dimensione e di situazione, la possibilita’ alchemica di passare “dall’alto al basso e viceversa”.

La bambina tocca una sfera luminosa che emana vapore, un uomo la uccide.
La sfera luminosa rappresenta il principio vitale, l’emanazione della vita, l’anima. L’anima di coloro che non sono piu’ sulla terra e’ spesso vista dai sensitivi come una sfera luminosa. Il vapore e’ ugualmente sinonimo di vita, l’aura vitale e’ descritta come vapore o luminescenza. E’ chiaro il presagio: la sfera-anima sara’ toccata da qualcuno che rechera’ morte con un contagio preso da un’altra persona.

La bambina sogna di essere gravemente malata, dalla sua pelle nascono tanti uccelli che la ricoprono totalmente.
Di nuovo un presagio dell’infezione. Gli uccelli compaiono spesso come segno funesto, l’uccello e’ la morte o anche l’anima che se ne vola via o la morte che ruba lo spirito vitale.

-Sciami di zanzare oscurano il sole, la luna e le stelle, tranne una che cade sulla sognatrice.
La scena e’ apocalittica, gli sciami di zanzare sono una delle bibliche piaghe d’Egitto, qua sono l’equivalente del formicaio e indicano il germinare di elementi virali che producono una caduta apocalittica.

Nove dei dodici sogni parlano di resurrezione; molti miti primitivi narrano di un uomo cosmico divorato da un mostro (balena, drago, serpente) che poi risorge.
La linea di energia che qui si manifesta e’ l’archetipo ‘morte e resurrezione’, lo stesso di Cristo, Odino, Osiride, Dioniso. Nessuno sa come questo archetipo nasca e ogni cultura lo eredita da quella precedente.
Questi sogni sono di tipo sciamanico, sha-man =mente superiore, rappresentano miti sulla morte e sulla resurrezione, l’origine del mondo, l’evoluzione umana, l’al di la’. Sono parabole sull’essere metafisico, come i racconti che costituiscono le grandi cosmologie o metafisiche.
Il fatto che le visioni appaiano a una bambina e’ inquietante e ci dice che l’inconscio non ha eta’ e puo’ sommergere lo spirito del sognatore indipendentemente dal fatto che questi riesca a contenerlo o a comprenderlo.
La bambina racconta le sue visioni come fiabe, cominciando con un “C’era una volta…”, con cio’ le pone in un tempo-non tempo, su un piano metafisico.
Molti dei nostri sogni straordinari possono essere simili a fiabe; da vari punti di vista non c’e’ nessuna differenza tra sogno straordinario e fiaba; possiamo anche ipotizzare che le fiabe nascano da sogni o da modificazioni di coscienza paragonabili al sognare. Anche molte opere d’arte nascono nello stesso modo o nello stesso luogo, ci sono sinfonie o poemi che appaiono in sogno gia’ complete, invenzioni scientifiche o intuizioni filosofiche.
Potremmo scrivere come fiabe alcuni sogni piu’ intensi. Scrivere il sogno sotto forma di fiaba o poesia permette di non allontanarsi troppo dal suo livello comunicativo perche’ la modalita’ stessa del linguaggio stesso e’ matrice e funzione, creatrice di realta’ ed evocatrice di senso.
Allo stesso modo il sogno puo’ farsi opera pittorica o danza. L’arte, come via analogica, e’ un mezzo espressivo che resta unito al sostrato del sogno e al suo valore emozionale, come progressione senza discontinuita’, che ‘dice in modo simile’ e continua a elaborare il sogno, mentre il linguaggio razionale rischia di travisarne l’essenziale, impoverendo il messaggio del suo valore intrinseco.

Il sogno non puo’ essere interamente spiegato o capito razionalmente, e’ un fattore di trasformazione che agisce a livelli diversi da quelli della mente verbalizzata, e’ ‘energia in cammino’.
La bambina vive dei SOGNI-MITI, simili ai riti di iniziazione delle comunita’ primitive, riti di passaggio, perche’ la sua energia sta per subire un forte cambiamento, essendo la morte l’atto piu’ trasformativi della vita.
Le societa’ antiche riconoscevano LA POTENZA DELL’ENERGIA CHE CAMMINA e la tribu’ intera partecipava con forme di penetrazione e sacralizzazione, con un sostegno collettivo, ai momenti solenni del mutamento, nei quali qualcosa moriva e qualcosa rinasceva, mentre si impartivano i sacri misteri, cioe’ si connetteva la psiche storica e immanente all’energia eterna e trascendente. I riti di iniziazione o di passaggio, con la loro drammatizzazione artistica e l’immedesimazione rituale, permettevano l’accesso a gradi di conoscenza superiore, accompagnando la riconfigurazione della vita umana o del ciclo naturale nei suoi momenti di variazione, attuando una armonizzazione collettiva.
Ma il nostro mondo presenta un’anomia del sacro. E i sogni fanno le veci del rito segnando i passaggi dalla vita terrena: le piccole e le grandi morti.
Un tempo rituali sacri accompagnavano i tempi del cambiamento: la puberta’, l’ingresso nella giovinezza, il travaglio del parto, il momento della morte… come sostegno all’anima nelle sue metamorfosi, dal nascere al morire al rivivere.
Il rito e il mito erano contenitori dell’energia in divenire e facilitavano l’assunzione di nuove dimensioni o ruoli. Ma la nostra civilta’ ha dimenticato il sostegno del rito, e allora l’inconscio lo reinventa nello spazio del sogno.
La bambina sta per morire, sta per affrontare un grande ‘bar-do’=ponte, e i sogni la aiutano in modo rituale. Il fatto che morira’ per una malattia infettiva, cioe’ per qualcosa di esogeno e casuale, non limita l’inconscio, che va oltre la bambina storica, sa piu’ di lei, vede il prossimo mutamento e la prepara con immagini straordinarie, che non hanno lo scopo di farsi capire alla sua mente conscia ma di preparare il suo spirito.
Il sogno non parla per essere capito ma per accompagnare un mutamento dell’energia.
Jung dice: “I sogni possono essere racconti brevi che creano un shock dell’anima, (uno spostamento brusco dell’energia), come i Koan del Buddhismo Zen“.
Si muove qualcosa in un piano sovra-razionale, finalizzato a un senso non rivolto alla mente. C’e’ un netto dislivello tra le possibilita’ mentali della bambina e i contenuti di questi sogni. La comprensione intellettiva e’ sempre marginale, il sogno non opera per una comunicazione ma per una elaborazione, che avviene ad altri livelli. Il sogno cuoce qualcosa che tu mangi magicamente.

Una volta Jung sogno’ un’antica tomba e senti’ che qualcuno esalava l’ultimo respiro; vide una figura femminile con una veste bianca a simboli neri, che si levo’ in alto. Erano le tre del mattino, alle sette giunse notizia che era morta una cugina della moglie.

Un’altra volta sogno’ due persone defunte, insieme ad altre vive, tra quelle che credeva vive riconobbe una conoscente e penso’: “E’ gia’ segnata!”
Alcune settimane dopo seppe che la persona in questione era morta in un incidente.

E’ chiaro che questi messaggi non provengono dal vissuto, dal passato, dalla ragione o dalla memoria, ma da un altro livello di conoscenza che non sempre si cura di essere compreso dall’intelletto, e’ ‘la mente che sa’, ma non e’ la mia mente razionale ne’ la mia memoria parziale, e’ la memoria totalizzante.
L’analista o sciamano e’ un suscitatore di sogni, dinamizza energie inconsce, proprio perche’ il sogno e’ un accadere che la sua energia stimola.
I 12 sogni della bambina non discendono dalle sue esperienze, sembrano provenire da una dimensione universale e cosmica, che conosce il passaggio tra stati dell’essere e li aiuta. Non la bambina sogna il sogno ma l’Essere sogna se stesso e vede in modo simbolico i propri mutamenti.
Non e’ l’inconscio individuale a operare ma quello collettivo, attraverso immagini arcaiche. Per esso il tempo non esiste perche’ esso e’ situato fuori del tempo e domina percio’ tutti i tempi. Siamo nel luogo dell’informazione pura, nel luogo dei significati in se’.
Jung si imbatte frequentemente nel sogno o nel segno premonitore o profetico. Freud avrebbe avuto delle esitazioni in proposito, anche se la sua stessa vita, come la vita di tutti, fu segnata da esperienze di questo tipo, che egli avrebbe potuto accogliere come no, ma Freud elaborava gli eventi secondo un altro ordine.
Per Jung l’uomo non conosce il suo futuro con l’intelletto, che e’ temporale e si basa su catene casuali contigue, mentre l’inconscio che e’ trascendente puo’ conoscere tutto, il suo sguardo sorvola istantaneamente tempi e spazi diversi. Per Jung e’ possibile che il sogno, come mediatore dell’inconscio, veda anche la morte del sognatore, come altri eventi non conoscibili a priori o non deducibili da fatti noti perche’ esso sovverte l’ordine tradizionale della realta’ ordinaria.
Nella realta’ ordinaria l’evento accade su una linea temporale, seguendo o precedendo altri eventi; nella realta’ straordinaria semplicemente ‘esiste’. Non ci si arriva per dimostrazione logica, o per sequenza, o per derivazione, semplicemente lo si vede in quanto ‘e’’. Cosi’ la natura fattuale e’ piu’ ampia della nostra percezione ordinaria e delle sue categorie e non si cura delle nostre dimostrazioni razionali o delle pretese da laboratorio, essa prova se stessa semplicemente accadendo. Accadere ed esistere sono fuori dai nostri schemi dimostrativi, ma possono essere percepiti in universi coesistenti o simil-centrati. Ci sono universi che noi costruiamo con le nostre coordinate scientifiche ed altri che semplicemente si mostrano e stanno al di fuori delle nostre costruzioni razionali.
L’archetipo e’ la forma a noi visibile di una comunicazione con l’eterno.
Dice Jung per la bambina: “E’ come se gli eventi futuri proiettassero all’indietro la loro ombra facendo sorgere sulla vittima quei pensieri che accompagnano l’approssimarsi di un esito fatale“.
Il sogno sembra predire il futuro, in realta’ il sogno ‘sa’ il futuro, perche’ esso appartiene al regno della totalita’, contiene dunque tutte le forme primarie, tutti gli eventi, tutti i luoghi. Per noi e’ difficile concepire la possibilita’ di un piano che e’ talmente fuori dal tempo e dallo spazio da contenere tutti i tempi e gli spazi, ma molti fenomeni inspiegabili rientrano in questa ipotesi.
Per un sensitivo il livello ultradimensionale e’ un fatto di esperienza, e l’esperienza dice che la natura e’ paradossale solo rispetto alle ristrette categorie che l’intelletto umano moderno ha dato a se stesso. Se una parte di me vive in una realta’ calata nella successione temporale e nell’estensione spaziale e un’altra parte si sperimenta invece in una realta’ onnitemporale e onnispaziale, posso solo testimoniare che due livelli di me sperimentano due realta’ diverse.

Il sogno o il segno di preveggenza e’ sempre esistito e rifiutarlo non lo fara’ venir meno. Non e’ la natura che si deve adeguare all’uomo ma e’ l’uomo che deve conoscere la natura. “Passato, presente, futuro sono. E’ forse soltanto la coscienza che si sposta”.

Jung riporta questo esempio:
Un paziente sogno’ che il suo medico moriva in un gran fuoco. Tre settimane dopo il medico fu assalito da plegmone (febbre cancerosa ) e mori’.” “Nel libro dei sogni di Artemidoro (II sec. d.C.), il piu’ grande libro sui sogni dell’antichita’, troviamo un caso simile: “Un uomo sogno’ che il padre moriva nel rogo della casa e poco dopo il sognatore mori’ di plegmone = febbre alta, forse polmonite”.
Il corpo e’ la casa, la febbre il fuoco, il padre simboleggia il respiro della vita. Passano 1700 anni tra il primo sogno e il secondo ma le immagini dell’inconscio non sono cambiate
.”

Cosi’ Jung ci dice che ci sono sogni che possiedono un valore profetico o anticipatore. Egli ne ebbe molti: previde la morte della moglie, quella di alcuni suoi pazienti e persino la propria: i figli di Jung trovarono nel suo diario un sogno venuto nove mesi prima della sua fine che la preannunciava.
Questo tipo di conoscenza e’ blasfema per il determinista che cerca la causa dei contenuti onirici nel passato, ma per Jung la causa di un evento puo’ stare anche nel futuro, perche’ noi non creiamo il futuro ma esso semplicemente ‘e’’ in un mondo senza tempo. Cosi’ l’evento non ancora realizzato puo’ attrarre a se’ come un magnete il divenire del tempo. La trama delle cose, puo’ essere letta non solo come coesistenza di eventi in uno stesso presente o come conseguenza di cause passate, ma anche come un vettore in due sensi che attraversa i tempi come un senso totale, un dover essere o diventare, un senso necessario solo per noi lineare ma in se’ puntiforme, una causa che viene dal futuro o un ‘essere insieme’.
Noi siamo collegati a quelli che eravamo e a quelli che saremo, a quelle energie che vennero prima e a quelle che verranno dopo.
Noi sappiamo solo questo: alla mente razionale e’ dato di vivere solo una parte del sogno, ma noi siamo all’interno di un sogno piu’ grande che l’energia sogna attraverso noi. La coscienza vive nel tempo e nello spazio ma l’inconscio si allarga sopra e li trascende.
Il mondo non e’ assurdo e lo spirito non e’ affatto inetto a comprenderlo, al contrario potrebbe darsi che lo spirito umano abbia gia’ compreso il mondo, ma non lo sappia ancora”. (Pauwels e Bergier)

Un allievo racconta:
Il tunnel della morte e’ l’elemento che ci investe non appena si diventa coscienti e in vari modi condiziona il nostro pensiero nel senso piu’ lato. Il primo sogno di sensazione di morte credo di averlo avuto in uno stato quasi incosciente. Ero ammalato, una forte influenza, e avevo una febbre molto alta; a un tratto ecco una visione che non ho mai dimenticata e che ho sempre associato alla morte. Apparve un’immagine che dall’eta’ di 6 o 7 anni ho sempre ritenuto insolita e strana, aveva una forma di spirale che partiva dall’alto verso il basso, dando un senso di sprofondamento e a mano a mano si restringeva in un turbinio di cerchi sempre piu’ piccoli. Tutto cio’ lo sentivo come un incubo, in quanto presagivo una specie di risucchio verso il basso, come una possibilita’ di perdermi e di precipitare in uno stato a me sconosciuto. Poi tutto ritorno’ normale, ma mi e’ sempre sembrato strano come questa visione che ho associato alla morte non l’abbia mai dimenticata e ancora tuttora la ricordi non senza turbamento. A volte mi chiedo se sara’ questo che si realizzera’ quando la vita terrena ci abbandonera’.”

Da migliaia di anni l’uomo ha avuto visioni interiori, le ha disegnate, dipinte, graffite e scolpite ed esse compaiono sui reperti archeologici piu’ remoti. Una delle forme piu’ antiche e’ LA SPIRALE. Possiamo ipotizzare che indichi l’archetipo fondamentale: morte-vita.
Conosciamo due spirali: una ascendente e oraria, che va verso l’alto, in apertura, e rappresenta la vita; l’altra discendente o antioraria, in chiusura, che rappresenta la morte. Le due svastiche, destrogira e sinistrogira, corrispondono ai due movimenti e sono simboli archetipici, cioe’ primari. Il nazismo, che fu anche un sistema esoterico che voleva rifarsi ai Dori e agli Arii, riprese la svastica sinistrogira, che volge ad ovest (verso il tramonto del sole), funesta e apportatrice di morte, mentre la svastica oraria indiana e’ tipicamente quella volta verso est, al sole che sorge, simbolo di vita, nascita e positivita’.
Il sogno sopra narrato fonde l’antichissimo simbolo della spirale con uno altrettanto antico: il tunnel. Entrambi indicano un movimento, perche’ tutto e’ divenire nell’energia, morte e vita sono entrambi movimenti o mutamenti. Componendo le due spirali si ha il caduce’o, i due serpenti arrotolati attorno all’asse centrale che Mercurio porta in mano, simbolo della medicina, della morte e della rinascita. Anche questo simbolo si rifa’ a forme archetipiche molto antiche.
Le ritroviamo nelle spirali della Kundalini indiana, la spira di energia, latente nella zona sacrale, che la meditazione puo’ attivare facendola innalzare cosi’ da illuminare tutti i Chakra, le ruote dell’energia. Questa spirale ha tre incroci e mezzo. Ancora nella Bibbia troviamo: “Due funi intrecciate e’ la vita”, il che fa pensare alle eliche del DNA.

La morte puo’ apparire come farfalla, di segno positivo, o come falena, di segno negativo. Farfalla in greco e’ psiche’, che vuol dire anima. Queste due esperienze mostrano come il simbolo sia presente nell’inconscio.
Una mia vicina della casa di Firenze era molto legata al marito, quando questi mori’ si trovo’ del tutto sola e cadde in una profonda depressione. Quando il marito era vivo e a primavera arrivavano la farfallina cavolaia, di colore giallo chiaro, lui scherzava dicendo che la farfallina era l’anima di suo fratello. Dopo la sua morte, la moglie si chiuse in casa senza comunicare piu’ con nessuno, o era sveglia e dolorante o cadeva in un profondo sopore. Ma una volta, mentre dormiva senti’ la voce del marito che la chiamava insistentemente. Come apri’ gli occhi, una enorme farfalla tropicale dai colori bellissimi volava nella stanza, e non si capiva come fosse entrata perche’ tutte le finestre erano chiuse.

Qui l’esperienza e’ narrata dalla stessa protagonista:
Mi chiamo Giovanna e debbo premettere che le falene, cieche e pelose, mi terrorizzano da sempre come, del resto, tutti gli insetti volanti. Forse, in una precedente dimensione, ho avuto qualcosa a che fare con i nativi d’America, che le considerano immagini di morte. Questo e’ un incubo ricorrente, dalla gioventu’ ai 50 anni. Mi trovo in un grande locale spoglio, con soffitti molto alti e finestre piccole, la luce e’ accesa e, improvvisamente, capisco che e’ entrata una grossa falena, dato che a tratti la luce si oscura al suo passaggio. Corro velocemente verso una porticina in fondo al locale per sfuggirle (so che se mi vede mi volera’ addosso in picchiata) mentre mi cresce una forte pelle d’oca sulla testa al pensiero che riesca a toccarmi. Mi salvo chiudendomi dietro la porticina che immette in una stanzina senza finestre, vedo trapelare la luce dalle sottili fessure di contorno della porta che si oscurano di tanto in tanto al passaggio della falena. Improvvisamente sento che capisce che io sono li’ dentro e la sento buttarsi a capofitto sulle fessure della porticina per riuscire a penetrare. Un terrore senza fine si impadronisce di me vedendo che piano piano si appiattisce e riesce nel suo intento, prima con le zampe e poi con tutto il corpo estremamente assottigliato e ingrandito. Mi guardo attorno e vedo un usciolino, corro, lo apro e lo richiudo dietro di me mentre tutto si ripete irrimediabilmente come in precedenza. A questo punto, prima che la falena riesca a toccarmi, mi sveglio urlando, tutta gelata, terrorizzata ma felice anche se sono consapevole che quella volta che non mi svegliero’ sara’ perche’ sono morta perche’ la falena e’ la MORTE e ogni tanto mi avverte che lei e’ la’ e un giorno, prima o poi, mi prendera’.”

Questo, invece, e’ un sogno premonitore di un incidente:
Una notte di alcuni anni fa ebbi un incubo. Sognai che durante un viaggio in auto, ero di fianco a mio marito che guidava, improvvisamente, a causa di un incidente, il cofano della nostra macchina, una golf verde scuro metallizzato, si accartoccio’ fino a toccare i vetro anteriore dell’auto. Non mi ero pero’ fatta male. Gridai spaventata e mi svegliai. L’incidente avvenne nello stesso modo dopo circa tre mesi dal sogno, che ricordai di nuovo quando vidi accartocciarsi il cofano dell’auto davanti a me, nel medesimo modo, in cui lo avevo visto nell’incubo. Non ci facemmo male. Ancora oggi non riusciamo a comprendere come mai, pur vedendo le macchine ferme e frenando per almeno 50 metri, la macchina non rispose ai comandi e tamponammo l’ultima macchina ferma in fila. Si tratto’ infatti di un tamponamento a catena, noi eravamo gli ultimi. Altre persone coinvolte cercarono di sfruttare l’incidente per avere dei risarcimenti piu’ forti dalle varie assicurazioni. Ricevemmo per anni, telefonate minacciose da alcuni di costoro.
Qualche tempo dopo sognai di essere alla guida della mia auto e che qualcuno mi tamponava di lato. Nel sogno ripensai all’incubo simile che si era avverato e sentii di voler ripetere l’ultimo sogno vedendo che l’incidente sarebbe stato minimo. Cosi’ feci. Cosi’ poi avvenne dopo circa tre settimane.”

Jung credeva ai sogni di premonizione, di chiaroveggenza e di telepatia. Questi potevano essere frequenti nel particolare rapporto tra medico e paziente.
Una volta tocco’ con la mano la propria fronte e quella dell’altro e disegno’ tra le due un cerchio come a dire: “Il sogno non viene fatto li’ e nemmeno li’, ma viene fatto qui”, luogo intermedio, interumano o sovrumano.

I sogni connessi a predizioni di morte sono frequenti. Ci sono esempi celebri. Si dice che Lincoln ebbe sogni che presagivano la sua morte una settimana prima di essere assassinato. La moglie di Giulio Cesare ebbe sogni infausti prima delle idi di marzo. Socrate, la notte prima di morire nel carcere, sogno’ una donna vestita di bianco che gli mostrava la liberta’.

Nei periodi di crisi storica i sogni di morte si infittiscono. Durante la guerra del Kossovo moltissime persone mi raccontarono terribili sogni di morte. L’Europa era sconvolta da una paura che non sapeva razionalizzare e questa germinava incubi. Dopo cinquant’anni di calma l’Europa conosceva di nuovo la guerra ed era una guerra a cui partecipava anche l’Italia. Il sogno di pace europeo era infranto e vivevamo sotto l’ombra di una cupa minaccia. Si presentava a noi drammaticamente il lato oscuro della perdita di ogni sicurezza, la sindrome della precarieta’. Ogni giorno il telegiornale mostrava persone che fino a un mese fa avevano una casa, un lavoro, una terra, una famiglia e improvvisamente avevano perso tutto. Cio’ era inquietante. La guerra e’ un grande, terribile, archetipo che minaccia tutte le nostre sicurezze, ci fa vedere che tutto cio’ che abbiamo puo’ essere spazzato di colpo, ci dice che tutto e’ impermanente.
In tempo di guerra Ungaretti scriveva: “Si sta/ come d’autunno / sugli alberi/le foglie”. Questa e’ la precarieta’ della vita, sotto l’oscura paura del male.

I sogni profetici sono una realta’. Jung crede che alcune persone siano piu’ ricettive di altre e possano ricevere messaggi speciali. Freud non considera le premonizioni, parla con disprezzo della “nera marea di fango dell’occultismo” ma Jung e’ un sensitivo e non nega cio’ di cui ha esperienza diretta. Il sensitivo o il medium non hanno bisogno di dimostrare niente a nessuno, cosi’ come uno che ha la vista non deve dimostrare niente a chi non vede.
Perche’ ci sono sogni profetici? Forse alcuni sono ricettori di messaggi in cui si manifestano intuizioni o informazioni superiori o piu’ generali, informazioni che oltrepassano il tempo e lo spazio. Il dolore mette in comunicazione con l’inconscio, in India si pensa all’AKASHA, il grande archivio cosmico della conoscenza.
Jung aveva avuto spesso sogni che gli predicevano svolte di vita o di morte, aveva sognato la morte di pazienti o di parenti o amici, oppure, a volte, i presentimenti arrivavano come immagini persistenti. Una volta, mentre tornava a casa in treno, fu assalito dall’immagine di uno che annegava e seppe poi che il suo nipotino piu’ piccolo aveva rischiato di annegare.
L’inconscio collettivo e’ un piano di realta’, extratemporale e extraspaziale, su cui la mente umana riesce ad aprirsi in situazioni o condizioni particolari. E’ una dimensione che la mente puo’ toccare ma che non appartiene alla parte razionale, la coscienza puo’ capitarvi in sogno oppure in momenti straordinari della veglia.
Io sentivo uno scivolamento laterale, uno spostamento quasi fisico della mente, ma non potevo sempre produrlo e solo raramente potevo farne partecipi gli altri. Le immagini vi apparivano, a volte dentro la mia mente a volte fuori, spesso simboliche e mescolate a elementi reali.
Tutti i sistemi religiosi da migliaia di anni parlano di una dimensione dove non esiste il tempo e dove ogni conoscenza e’ possibile. La scienza lo nega, ma cosa e’ mai la scienza se non un piccolo passo della storia dell’intelletto di fronte all’ignoto di una realta’ che la solo sovrasta?

Osiride, l’essere umano che dopo la resurrezione divenne un dio, dice di se stesso: “Io sono l’Ieri, l’Oggi e il Domani”. Il dio egizio vive nella Casa dell’Eternita’, la Casa che ha Milioni di Anni “.

Cosi’ una paziente della Von Franz, che non aveva mai visto Jung, fece questo sogno sulla morte di Jung:
Giornata di sole, prato, molta gente tra cui Jung. Il suo abito era verde davanti e nero dietro (verde e nero rappresentano vita e morte). C’era un muro nero con un foro che riproduceva perfettamente la sagoma di Jung. Egli entro’ nel foro e, poiche’ il suo vestito dietro era nero come il muro, non fu piu’ visibile. Era li’ ma non si poteva vederlo. La sognatrice guardo’ se stessa e vide che anche il suo abito era verde davanti e nero dietro, anche lei era fatta di vita e di morte.”

Forse” commenta la Franz ”quando moriamo usciamo dall’orizzonte degli eventi degli esseri terreni (la vita verde) ma continuiamo a esistere in uno stato che per i viventi e’ invisibile (il nero che assorbe tutti colori)”. Rientriamo nel mondo dell’energia non percepibile ma che comunque non cessa di esistere.

Il sensitivo Rol percepi’ di colpo il valore mentale del colore verde, e da li’ capi’ le corrispondenze tra cose e energia e fu in grado di operare alcune modificazioni nella materia.
Forse noi siamo solo vibrazioni di un tutto e una grande vibrazione e’ la morte ma essa, come noi la intendiamo razionalmente, semplicemente non esiste.

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2 commenti »

  1. Intanto Buona Pasqua.
    A settembre sono stato 11 giorni in Giordania, tra marzo e aprile sono andato 11 giorni in Siria e a Mari sul confine Irakeno.
    In quel Paradiso convivono mussulmani sunniti e sciiti, ebrei, cristiani cattolici e ortodossi. E ancora: curdi,armeni,palestinesi beduini……e questi sarebbero i “Paesi Arabi”….mi viene un dubbio ……o siamo noi i Paesi Canaglia …!!!???.
    D.S, Sergio

    Commento di MasadaAdmin — aprile 9, 2009 @ 8:58 am | Rispondi

  2. Mi è capitato spesso di fare sogni nei quali ho vissuto esperienze paranormali.
    Ho volato, ho spostato oggetti semplicemente imponendo la mano ma senza toccarli, sono salita su uno shuttle sferico alieno. Una volta è entrato gesù (???) dentro al mio corpo dandomi una potenza incredibile che sembrava incontenibile.
    Tutte le volte che ho fatto questi tipi di sogno, devo ammettere che mi sono sempre molto divertita.
    Siccome era tanto tempo che non ne facevo uno così, l’altra notte finalmente ho sognato qualcosa di particolare. te lo racconto, magari può servirti per le tue ricerche.
    Ero un bambino e avevo una sorellina piccola. Entrambe avevamo dei poteri che però io riuscivo a controllare mentre lei no.
    C’erano delle persone cattive che volevano farci del male e il duello fra me e loro era svolto usando questo particolare potere: quello di manipolare la visione della realtà facendo in modo che io non esistessi nella loro. In questo modo, non vedendomi, non potevano farmi del male. Allo stesso modo, loro utilizzavano lo stesso mio potere di manipolazione per farmi uscire allo scoperto. La mia sorellina aveva lo stesso potere ma non lo sapeva controllare e ha rischiato di farmi scoprire nel tentativo di cercarmi.
    Intrigante no?
    Fra i sogni ricorrenti ultimamente molti rimandano a duelli e scontri e difficoltà per la vittoria perché mi sto impegnando molto per cambiare le cose dal basso attraverso la lista civica di beppe grillo che sto costituendo nel mio comune. Si tratta di uno scontro di mentalità e generazionale. La fine nel sogno non si vede, è come se fosse un TO BE CONTINUED.
    Ciao,
    Gio

    Commento di MasadaAdmin — aprile 10, 2009 @ 6:07 am | Rispondi


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