Nuovo Masada

aprile 7, 2009

MASADA n. 902. 7-4-2009. TERREMOTO IN ABRUZZO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:29 am

Le catastrofi naturali non esistono. Se non si comprende questo assunto fondamentale che regola i rapporti fra uomini e pianeta Terra, non e’ neppure possibile criticare lo spirito, piu’ che la lettera, delle centinaia di atti pubblici che in Italia hanno mandato assolti gli uomini quando la natura ha dato segno di se’. Senza entrare nel merito delle sentenze, ci si domanda come mai in questo Paese la colpa delle conseguenze catastrofiche degli eventi naturali sia sempre del caso o della natura. E come mai, negli altri Paesi moderni, terremoti di magnitudo simile provochino meno vittime che da noi”.

Mario Tozzi
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Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

G. Ungaretti

Mauro Maggiora

La mia solidarieta’ piu’ profonda a chi ha avuto lutti e a chi ha perso tutto.

L’Italia raggruppa una serie di fattori negativi che trasformano ogni evento naturale in disastro.
Una conformazione idrogeologica tra le piu’ complesse del pianeta, un’alta densita’ demografica, una tradizione secolare di stupri del territorio, una tradizione di edilizia funesta, alimentata da mafie, malapolitica, corruzione.
Che si autoperpetua, in continuazione.
Cosi’, dopo ogni disastro, si ricostruisce malamente (dopo decenni e decenni!!) e si continua a stuprare il territorio, peggio di prima.
La nemesi italiana ha le stesse, sinistre, caratteristiche di quella dei paesi del terzo e del quarto mondo, in piccolo.
Paesi dove se succede un disastro naturale i morti sono sempre disumanamente, spaventosamente e drammaticamente numerosi.
In Europa siamo in cupa controtendenza(insieme a pochi altri paesi): dopo 30 anni i livelli di edilizia anti-sismica in termini percentuali non mutano quasi e due terremoti di uguale potenza, a distanza di anni, provocano gli stessi crolli e gli stessi morti.
Atroce!!
Non condivido l’accusa di sciacallaggio che viene fatta a quelli che gia’ adesso attaccano, polemizzano, accusano..
Noi sappiamo tutti come andra’ a finire questa storia, per questo non ci puo’ essere sconto per nessuno.
Sappiamo che queste povere persone resteranno anni in roulotte, che dietro la ricostruzione si alimenteranno clientele, scambi di servigi e di bacino di elettori, appalti miliardari, mafie, emorragie di denato pubblico, dolore, rabbia..
E che questo significhera’ altre case costruite in maniera precaria, in un’eterna sfida alla geologia.
Pensate alle scuole, alla tragedia di Rivoli, alla situazione generale dei nostri istituti scolastici.
Pensate ad un ospedale che crolla..
Non sono stati in grado di costruire neppure un ospedale con un criterio antisismico.
L’Italia e’ piena di crepe, in senso metaforico e non.
Chi crede, si affidi a Dio …
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Riprendo interamente da bellaciao.org

SISMA ABRUZZO: IL ICERCATORE GIAMPAOLO GIULIANI AVEVA PREANNUNCIATO UN FORTE TERREMOTO

Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso martedi’ 31 marzo si era scagliato contro gli “imbecilli” che si divertono a diffondere notizie false.
Tra coloro che diffondevano notizie sul terremoto c’era Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali Infn del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l’Abruzzo da piu’ di un mese, aveva lanciato l’allarme: la regione sara’ colpita il 29 marzo da un terremoto «disastroso». Giuliani e’ stato denunciato per procurato allarme.
Nella notte del 29 marzo c’era infatti stato a Sulmona un terremoto di 4 gradi della scala Richter.
L’analisi dello scienziato Giuliano Giuliani era basata sull’analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate il gas trova una via di fuga giungendo in superficie.
Lo scienziato, ha impiegato due anni per costruire uno strumento in grado di rilevare, osservare e studiare il Radon con l’aiuto di un sismografo che, a causa dell’intenso sciame sismico che ha interessato la zona negli ultimi mesi, ha insospettito lo studioso.
Quella di oggi e’ comunque stata solo la scossa piu’ forte di uno sciame sismico che si perpetua da mesi.
La magnitudo registrata alle 3.32 di questa notte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e’ di 5,8 gradi della scala Richter (ma i sismografi giapponesi segnalano 6,7 nda), a cui sono seguite diverse repliche, la prima di 4,7 gradi alle 4.37.
Diverse le avvisaglie nelle ultime settimane.
Una scossa violenta di terremoto il 16 gennaio, poi quella di magnitudo 4.0 che aveva fatto tremare la regione Abruzzo il 30 marzo: numerose persone si erano gia’ riversate in strada allora.
Dall’inizio dello sciame sismico, gia’ da alcuni mesi, sono decine gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona.
Su richiesta del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si era tenuta nella sede della Regione Abruzzo all’Aquila, una riunione degli esperti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi.
Obiettivo del Dipartimento della Protezione civile era quello di «fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunita’ scientifica sull’attivita’ sismica delle ultime settimane.
Qualcuno nei giorni scorsi aveva pero’ messo in allarme sulla possibilita’ del sopraggiungere di scosse piu’ forti e pericolosi per la popolazione abruzzese, ma era stato accusato di “procurato allarme” e di conseguenza denunciato.
Le scosse di terremoto che continuano a scuotere l’Abruzzo non sono tali da preoccupare – aveva spiegato Bertolaso intervenendo a Roma ad un convegno organizzato da ministero dei beni culturali e protezione civile sulla esperienza del terremoto che nel 1997 colpi’ Umbria e Marche – ma Purtroppo a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false siamo costretti a mobilitare la comunita’ scientifica per rassicurare i cittadini.
Giampaolo Giuliani, pero’, studioso che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso, sostiene ormai da molti anni di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici.
E oggi, dalle ultime notizie, il suo allarme, lanciato esattamente una settimana fa, risulta tragicamente premonitore.
Domenica scorsa, dopo la prima scossa di terremoto che ha avuto come epicentro la zona di Sulmona l’uomo avrebbe telefonato anche al commissariato del capoluogo e alla polizia municipale sostenendo che ci sarebbe stata una scossa di una intensita’ superiore alla precedente, creando allarmismi tra la popolazione e cosi’ denunciato.
La notizia, tra l’altro, indusse il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, a un rientro precipitoso da Roma dove stava partecipando al congresso fondativo del Pdl.
GUARDA L’INTERVISTA A GIULIANI:
TERREMOTO ABRUZZO, GIAMPAOLO GIULIANI: ’’SI POTEVA PREVEDERE’’
al link :
http://www.unonotizie.it/video.php?idscheda=169

Di : UnoNotizie
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Sal

Il terremoto in Abruzzo oggi ha sconvolto l’Italia intera con la sua devastante forza. Molti hanno parlato di morti e tragedia. C’e’ chi ha soccorso e le immagini sulle TV parlano da se. C’e’ chi ha pre-annunciato la tragedia ma c’e chi ha ignorato perche’ a quanto pare questo non e’ il momento di allarmismi.
Il terremoto pero’ non aspetta I governanti, ma quando preavvisa e solo chi si preoccupa davvero per la popolazione avverte e lancia allarmismi.
Al lupo, al lupo, l’Italia comunque si e’ addormentata ai piedi del governo che tutto fa’, c’e’ sempre ma purtroppo non salva la sua gente. I governanti non sono dei santi e quest’Italia arranca.
Gli Italiani si ritrovano ora innanzi ai loro occhi un’Italia che purtroppo non e’ quella che loro immaginavano. Quella che e’ stata raccontata loro da alcune TV.
Gli Italiani si stanno accorgendo che questa forse non e’ l’Italia grandiose, in cui le grandi opere devono essere avviate d’urgenza, poiche’ da qualche altra parte ci sono le case che crollano come budini.
Questa forse non e’ l’Italia che alcuni governanti ci dipingono con un’alta moralita’ e quindi fiduciosa per le licenze edilizie facili, poiche’ l’abusivismo ha segnato l’Italia per decenni. E poi non e’ sicuramente l’Italia dall’architettura comunista come il presidente Berlusconi dice.
Questa e’ invece l’Italia ove l’ediliza abusiva taglia corto, e non guarda in faccia a morti e specula.
Questa non e’ l’Italia di cui Berlusconi ci parla nei comizi e dalla sue tv.
Questa e’ l’Italia ove i feriti sono lasciati innanzi agli ospedali o nei corridoi poiche’ non fronteggiano alle emergenze in condizioni normali, pensiamo dopo un terremoto.
Questa non e’ sicuramente l’Italia grandiosa che fa’ piangere gli attori teatranti sul palco, che si preoccupano piu’ di dare caccia ai fannulloni che non far parlare chi invece vuole prevenire un terremoto, combattere la crisi ed indicare il malaffare.
Questa e’ l’Italia che e’ in ginocchio anche per le scuole con i tetti che crollano sulle teste degli studenti. Invece il parlamento si diletta con decreti ad personam, grandi opere e poco rispetto per l’ambiente.
Gli Italiani solo in questo caso si vogliono bene e forse solo per coprire una marea di problemi accumulati nel tempo. I problemi di cui I giornalisti sulle televisioni abusive e monopolizzate non possono parlare liberamente, sul suo stato di crisi e di vera e propria tragedia epocale.
Questa e’ l’ Italia dei morti sotto le macerie Abruzzesi che echeggiano ovunque. Questa e’ l’Italia che nonostante ci sia un’enorme emergenza in Abruzzo, non vuole discutere dei problemi poiche’ I suoi politicanti sono indaffarati a far quadrare I loro conti e I conti dei loro amici nelle banche ed imprese.
Questo e’ un governo che preferisce far parlare la bellezza delle ministre per rintronare i poveri telespettatori poiche’ hanno perso tutta la loro speranza di poter avviare un vero rinnovamento con questi stessi uomini che li governano.
Il terremoto in Abruzzo e’ un momento di tragedia ma di profonda riflessione. E’ un momento in cui si dovrebbe dire di NO a pieno titolo a tutte le politiche di questo governo fantoccio e burattino delle politiche egemoniche europee.
Il terremoto in Abruzzo e’ un momento di riflessione che ci deve far capire quanto l’Italia e’ fragile in tutti I suoi aspetti fondamentali, dall’ edilizia all’ambiente alla sanita’, per continuare con la fragilita’ delle forze d’emergenza e la mancata moralita’ dei suoi governanti.
Il terremoto in Abruzzo ci deve far capire che non ci devono essere soldi solo per i grandi ma ora ci devono essere solo e soprattutto per i deboli, per i precari.. Perche’ i deboli muoiono nei loro palazzi fatiscenti. I deboli muoiono negli ospedali che crollano sotto le teste dei disoccupati, delle mamme con bambini e senza assegni di disoccupazione. I deboli muoiono per I servizi d’emergenza che mancano. I deboli muoiono negli ospedali che crollano e che non possono ricevere gli indigenti. I deboli muoiono sempre perche’ non sono protetti. E non basta la solidarieta’ o le condoglianze. Questa e’ purtroppo la malattia dell’italianita’ che uccide. Quella malattia dell’italianita’ che non denuncia in tempo e che non ascolta pur di far parlare un governante ignorante che sicuramente ha fatto carriera grazie alla massoneria ed alla P2.
Ed allora invece di dire sempre solo e solamente siamo italiani e vogliamoci bene, dobbiamo riflettere e far capire alla gente puntando il dito senza paura ed indicare le tragedie e quello che le tragedie nascondono.
Allora dobbiamo smettere di coprire la realta’ dei fatti. Dobbiamo essere realisti non solo con la solidarieta’ ai terremotati, con il paesano ed il familiare che ci da’ una mano ma con una societa’ che deve essere seria e realista ovunque.
Le mie condoglianze o i miei messaggi di solidarieta’ sarebbero a questo punto parole sprecate. Non potrebbero fare nulla, come del resto sono quelle di molti milioni di italiani.
Ed e’ per questo che sentendomi vicino ai terremotati penso al futuro ed invito gli studenti ed i ribelli dell’onda, i ragazzi che sono a sinistra, ed I comunisti tutti a:
Sabotare e boicottare i consigli comunali se non si discute di ambiente e di edilizia coscienziosa, di edilizia antisismica e popolare cha tenga conto dei bisogni dei deboli, anziani, e mamme single.
Sabotate le grandi opere che favoriscono solo il commercio e l’economia e favorite invece le piccole opere di urbanistica a favoure delle universita’, delle scuole, dei comuni e dei bisogni di chi non ha un tetto.
Sabotate I professori universitari che non vi parlano di una informazione corretta e che non vi parlano correttamente del passato affinche’ non si facciano gli stessi errori nel futuro.
Sabotate e boicottate le tv che non parlano chiaramente sulle necessita’ dei deboli.
Sabotate e boicottate le industrie che inquinano.
Sabotate e boicottate le aziende che privatizzano l’acqua e non hanno in conto I bisogni di emergenza, di coloro che assetati non hanno ove rivolgersi per poter bere senza alcuna paura di avere ritorsioni di alcun genere.
Sabotate e boicottate il governo che non considera un serio piano di intervento per la sismologia.
Il terremoto in Italia e’ una certezza che si ripete. Nessuno dei governi fino ad ora ha mai varato un serio piano sulla sismologia e l’ambiente, per la sicurezza dei propri cittadini.
Sabotate chi dice che solo pregare per I morti fa bene ai vivi. Sabotate chi dice che I santi fanno I miracoli per la diossina, per l’ambiente, per l’amianto, per l’edilizia senza criteri anti-sismici, per I tumori dovuti all’inquinamento, per l’ acqua che manca in molte zone d’Italia.
Combattete l’ignoranza. E l’unica arma che abbiamo per fermare questa ed altre tragedie perche’ la tragedia del terremoto abruzzese si rispecchia in tutto e per tutto nella tragedia Italia ed i nostri governanti non lo vogliono ammettere a causa della loro ingordigia.
Questo e’ il momento per la solidarieta’ ai terremotati e per gli aiuti a tutti coloro che hanno perso tutto quello che avevano. Ma e’ anche il momento che il governo e le autorita’ chiedano scusa senza nessuna riserva alcuna al professore Giuliani per che in tutte le sue capacita’ di ricercatore aveva previsto il terremoto in Abruzzo. Questo e’ il momento per un governo serio di finanziare la ricerca del professor Giuliani, e mettere in atto un serio programma di prevenzione, evacuazione e management dei terremoti in tutta Italia.
Le persone affette dal terremoto dovrebbero essere risarcite a pieno merito da un governo che non ha fatto nulla per prevenire la morte ma ha pensato solo di fare ostruzione ad un ricercatore, poiche’ questo governo crede che solo con l’ignoranza si riesca a governa gli Italiani.
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Gennaro Carotenuto

Procurato allarme, prevedere e prevenire terremoti e altre sciagure in un’Italia contro la scienza
Il paese che cade giu’ a pezzi anche senza bisogno di un terremoto (a volte basta un acquazzone come a Sarno), e’ quello nel quale si da’ all’untore o si denuncia per “procurato allarme” uno scienziato che aveva previsto con precisione il terremoto in Abruzzo non in un futuro ipotetico ma qui e ora.

Forse dovranno dargli il premio Nobel a Giampaolo Giuliani, che all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sotto il Gran Sasso ci lavora, per quel meccanismo che sembra in grado di sentire arrivare i terremoti qualche ora prima. O almeno ascoltarlo invece di trattarlo come una Cassandra. Ma forse non poteva andare diversamente in Italia se meno di una settimana fa, il 31 marzo, San Guido Bertolaso, un’icona dell’efficientismo bi-partisan, aveva insultato “quell’imbecille che si diverte a diffondere notizie false”.
Forse era impossibile far davvero evacuare l’Aquila come la previsione di Giuliani (il rivelarsi esatta non e’ una colpa) induceva a fare. Ma in un paese oramai anti-scientista sempre e comunque, in pochi oramai sanno distinguere uno scienziato o una scienziata da una fattucchiera. In un paese sempre piu’ ignorante, e quindi sempre piu’ superstizioso, la prevenzione, il preparare la cittadinanza a eventi catastrofici, il lavorare non per cancellarli con un miracolo, ma per ridurne al minimo le conseguenze come si fa in paesi piu’ sismici ma anche piu’ civili del nostro, e’ sempre piu’ mal visto. Oltretutto costa e non offre quei dividendi d’immagine, di favori, di clientele che le tragedie annunciate offrono ai politici dopo che questi hanno gia’ speculato su deroghe, proroghe, sanatorie, condoni. Meglio una photo-opportunity (dopo) per un politico, meglio andare a benedire le salme (dopo) per un cardinale, meglio costruire male (prima) e ricostruire (dopo, bene?) per il sistema edilizio, meglio condurre una lunga diretta da “breaking news” (dopo) che realizzare una noiosa inchiesta (prima) per un giornalista.
Forse sarebbe stato meglio se Bertolaso con Giuliani ci avesse fatto una chiacchierata (prima) invece di denunciarlo. Questo, come qualunque scienziato onesto, poneva un problema rompendo uno schema stantio per offrire una soluzione per risolverne uno piu’ grande. I terremoti non si possono prevedere, dicono. Chissa’, magari in futuro si potra’ come per i segnalatori di fughe di gas e magari il merito sara’ della vituperata ricerca scientifica italiana. Me il prevedere o meno sposta i termini della questione.
Il problema non e’ prevedere, e’ prevenire. Mille cose possono essere fatte e vengono fatte altrove, ma gia’, noi italiani dei giapponesi preferiamo riderne. Ma e’ meglio spendere soldi, allarmare, per evitare una tragedia, far rispettare e non derogare norme antisismiche prima, oppure invocare la fatalita’ e il destino cinico e baro dopo? E’ meglio fare campagne per insegnare a usare il preservativo o invocare l’astinenza contro l’AIDS? Meglio un peccatore all’inferno o un santo vivo? Chi adesso usera’ il decreto sull’edilizia, il “Piano casa”, per alzare di un piano la propria abitazione (ringraziando il governo) la rendera’ piu’ o meno anti-sismica?
In un paese dove oramai tutti gli studiosi sono considerati azzeccagarbugli, grilli parlanti da schiacciare sulla parete, se non irrisi come fannulloni e additati tutti come baroni (pure i ricercatori precari nella vulgata Perotti-Stella) la scienza, lo studio, e’ oramai la piu’ negletta delle discipline. Ma per un Giuliani che aveva avuto l’ardire di predire un terremoto quanti consigli che dagli studiosi vengono sono ignorati, presi con sufficienza o addirittura rifiutati? Sono impopolari, fanno spendere, rompono schemi mentali consolidati, causano problemi con i poteri forti. Quanti costituzionalisti (scienziati della Costituzione) avevano avvisato che la legge sulla fecondazione assistita cosi’ come concepita era per l’appunto incostituzionale? I politici sono andati avanti per poi stracciarsi le vesti di fronte l’attentato della Corte Costituzionale (sic) alla centralita’ del Parlamento. Come se sostituendo alle regole civili la volonta’ d’Oltretevere bastasse portare il santo patrono in processione per fermare i terremoti o le eruzioni vulcaniche.
Del resto a che serve la ricerca scientifica (e’ il messaggio) se non a creare rompiscatole, cassandre, fondamentalisti dell’ambiente, regole, controlli, tasse, ovvero le cose piu’ invise agli abitanti del paese del “meno male che Silvio c’e’”. Magari a volte sbagliano gli scienziati ma sarebbe il caso di parlare, dare spazio a quelli che vorrebbero prender precauzioni per tutte quelle radiazioni, quei pesticidi, quelle polveri sottili che ci attraversano la vita, per le incipienti centrali nucleari in un paese sismico come l’Italia dove se vedi un pannello per l’energia solare ti viene ancora voglia di fotografarlo come una stravaganza. Per l’opportunismo a breve termine e la grettezza del potere politico ed economico stiamo ritornando al Sillabo di Pio IX.
Forse la denuncia di Giuliani non poteva essere presa in considerazione, ma nel paese dove ogni anno che il padreterno mette in terra, governi di destra e sinistra, approvano un “decreto mille proroghe” (sic) dove si rinviano, spesso a mai, scadenze importantissime come quelle per l’applicazione delle norme antisismiche, e’ mille volte meglio evacuare l’Aquila a vuoto perche’ uno scienziato si sbaglia (prima) piuttosto che la processione di politici e sciacalli gia’ pronti a lucrare sulla ricostruzione (dopo).
Forse non e’ questione di prevedere (i terremoti, le alluvioni, le fughe di gas, le catastrofi nucleari) ma di essere preparati, mettere il territorio in sicurezza, di essere un popolo in grado di affrontare il proprio destino con razionalita’ e non con fatalismo. Piu’ che di angeli del fango ed eroi che salvano vite scavando a mani nude tra le pietre abbiamo bisogno (prima) di una merce ormai introvabile: progresso, progresso scientifico, progresso sociale, progresso culturale.
www.gennarocarotenuto.it
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TERREMOTO: AMBROSIO (INFN), GIULIANI HA RAGIONE SU GAS RADON

Conosco bene Giuliani perche’ ho lavorato quattro anni con lui. Negli ultimi tempi ci siamo scambiati dati sulla possibile correlazione terremoti-emissioni di gas Radon. Nei laboratori del Gran Sasso c’e’ un interferometro laser che registra gli spostamenti della roccia perche’ il laboratorio e’ attraversato da una faglia sismica: questa e’ una cosa nota. Lo afferma Michelangelo Ambrosio, Dirigente Ricerca Infn (Istituto Fisica Nucleare) di Napoli, in una lettera all’associazione ’Giuseppe Dossetti’ in cui nota “trascurare con superficialita’ le applicazioni di nuove tecnologie solo perche’ proposte da ricercatori non appartenenti allo establishment preposto a tale funzione e’ una negligenza criminale di cui oggi paghiamo le conseguenze”. Insomma, una conferma della teoria di previsione del terremoto di Giampaolo Giuliani. “Le tragiche sequenze di queste ore del terremoto in Abruzzo rendono piu’ che mai attuali le indicazioni degli scienziati – si aggiunge nella nota – che compiono studi di vulcanologia come il Dott. Giuliani tecnico e ricercatore del laboratorio di fisica del Gran Sasso”. Quindi a supporto della tesi Giuliani c’e’ l’intervento ora di Ambrosio dell’Infn di Napoli e del responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione, “Giuseppe Dossetti”, Corrado Stillo. “Chiediamo che quanto prima si apra un serio dibattito sul perche’ studi di previsione ricercatori italiani sulla possibile previsione di terremoti non sono presi in considerazione. Non e’ l’ora delle polemiche ma e’ opportuno che in un Paese sismico come il nostro – sostiene Stillo – gli studi sulle previsioni basate sull’emissione di gas radon siano valutate come avviene in altri Paesi, tra cui il Giappone, dove da tempo i dati sul radon vengono presi ed analizzati dagli esperti”.

http://www.repubblica.it

Dal blog di Grillo

Marco Travaglio
Il business dell’emergenza

La cosa preoccupante e’ che la Protezione Civile, in Italia, e’ sempre nelle mani di persone molto discutibili: e’ vero che abbiamo avuto ministro della Protezione Civile addirittura Remo Gaspari, abbiamo avuto responsabile della Protezione Civile Franco Barberi, che poi fu indagato per lo scandalo della missione Arcobaleno. Adesso abbiamo responsabile della Protezione Civile un signore molto trasversale, molto bipartisan, che va in giro sempre con la tuta, con la maglietta azzurra come se fosse un giocatore della Nazionale, pieno di patacche; uno che sembra molto attivo, molto ginnico. Pero’ e’ stato addirittura commissario straordinario in Campania per l’emergenza rifiuti ed e’ di nuovo stato nominato dal governo Berlusconi, dopo che l’aveva nominato il governo di centro sinistra, commissario per l’emergenza rifiuti.
C’e’ sempre questo Bertolaso che, evidentemente, piace molto ai partiti e si presenta anche molto bene: evidentemente ha delle capacita’ o molto professionali e molto tecniche o molto mediatiche e molto politiche.
Sta di fatto che lui e il suo staff in Campania sono tutti indagati per la mala gestione dello smaltimento dei rifiuti, per il riversamento nelle discariche di rifiuti che si sapeva benissimo non sarebbero potuti stare in discarica ma che venivano ammassati li’ perche’ non era mai stato predisposto il famoso ciclo completo per lo smaltimento, il riciclaggio, la raccolta differenziata, lo stoccaggio, il compostaggio e quindi si buttava dentro finche’ ce n’era.
Chi di voi va su internet trova i verbali dello staff Bertolaso, le intercettazioni telefoniche, che danno un’idea precisa, al di la che ci siano reati o meno – se ne occupera’ la magistratura – della gestione delle emergenze che si fa in Italia: si prende un problema risolvibile, lo si lascia incancrenire fino a farlo diventare un’emergenza e su quell’emergenza qualcuno ci muore, qualcuno ci rimette la salute e qualcun altro ci guadagna. Le emergenze, in Italia, sono un business e i terremoti a maggior ragione.
Bertolaso gestira’, speriamo un po’ meglio di quello che ha fatto in Campania, l’emergenza del terremoto in Abruzzo.
Non so voi, ma a me quando stamattina e’ arrivata la notizia del terremoto sono venute immediatamente in mente due cose, cosi’ per associazione di idee, probabilmente sono deformazioni professionali: il piano casa e il ritorno al nucleare.
Voi prendete la mappa, che vi ho segnalato prima, di pericolosita’ sismica per il territorio nazionale e vi rendete conto che tra zone ad altissimo rischio, alto rischio e modico rischio si salva una porzione minuscola: l’Italia e’ un paese ad alto rischio sismico, infatti non e’ che i terremoti ci colgono di sorpresa, sarebbe come se in California o in Giappone fossero sorpresi per l’arrivo dei terremoti. Non si puo’ essere sorpresi quando ci sono precedenti storici che sono uno stillicidio continuo di stragi. Anche qui, su internet si trovano molte cose.
L’Abruzzo e’ la regione storicamente piu’ colpita dai terremoti: L’Aquila 1786, la Marsica e Avezzano 1904, Messina 1908, 1915 di nuovo la Marsica e Avezzano, 1919 si va su al Mugello. Ma La Marsica e Avezzano nel 1915: 30.000 morti; poi c’era la guerra e li abbiamo messi tutti nel conto, ma ci furono 30.000 morti. Nel 1919 il terremoto al Mugello, 1930 l’Irpinia – la prima volta in questo secolo, poi ce ne fu un altro -, nel 1933 la Maiella, 1943 Marche e Abruzzo, 1958 L’Aquila, 1963 secondo terremoto in Irpinia, 1968 il Belice, 1976 il Friuli con mille morti e nel 1980 abbiamo di nuovo l’Irpinia, la provincia di Salerno e un pezzo della Basilicata.
Nulla di sorprendente, coi terremoti bisogna convivere, come direbbe il ministro Lunardi a proposito della mafia, soltanto che i terremoti davvero potrebbero magari essere prevedibili se ha ragione questo ricercatore, ma sicuramente sono inevitabili.
I terremoti, il piano casa e il ritorno al nucleare
E allora bisognerebbe comportarsi di conseguenza tenendo sempre presente che noi siamo un territorio sismico: avete presente il piano casa? Avete presente il piano casa nella sua prima formulazione ma anche nella seconda, quella sulla quale le regioni hanno calato allegramente le brache perche’ non sta bene dire di no al presidente del Consiglio padrone d’Italia e padrone di tutto.
Il piano casa consente all’inizio ai proprietari praticamente di tutto cio’ che c’e’ di costruito, adesso ai proprietari di una parte – bisognera’ vedere nei particolari quali abitazioni – di allargarsi del 20/30% di cubatura. Immaginate… avete presente i mostri che ci sono in giro? Immaginateli aumentati del 20/30% cosa possono diventare: un terzo di mostri in piu’. Pensate che molti di quei mostri di cemento stanno in zone mediamente, altamente o altissimamente sismiche e quindi pensate all’effetto moltiplicatore di morti nel caso di un terremoto come quello di stanotte.
Io non so se qualcuno ha ancora i fusibili e i cavi della testa collegati, ma bisognerebbe fare dei collegamenti: noi la settimana scorsa eravamo in pieno fervore edificatorio, “i muratori possono partire!”, questo ci diceva il Presidente del Consiglio.
Il piano casa ce l’ha regalato la natura stanotte e ci ha fatto capire che forse in questo Paese bisogna tenere presente di quale Paese si tratta.
Mi veniva in mente anche questo meraviglioso piano per costruire 4 o 5 nuove centrali nucleari: per fortuna sono parole, ma intanto iniziano le procedure, si iniziano a buttare i soldi. Qui non e’ neanche in discussione centrali si o centrali no, nucleare si o nucleare no: qui ci sarebbe da discutere se un Paese ad altissimo rischio sismico come l’Italia, in un’epoca nella quale esistono alternativa per approvvigionarsi di energia rispetto al nucleare – uno puo’ dire “c’e’ solo il nucleare”, una volta avevamo solo il petrolio, adesso ci sono alternative -, in questo contesto, in questo paese sismico siamo proprio sicuri di poterci permette a cuor leggero di mettere in piedi 4 o 5 impianti nucleare che saranno pronti nei prossimi vent’anni ma che inizieranno ad essere pericolosi molto prima di quando verranno inaugurati?
Proviamo a immaginare dove verranno dislocati: sicuramente nel calcolo delle probabilita’ 2 su 5, 3 su 5 finiranno in zona sismica, visto che in Italia sono molto estese, dopodiche’ non c’e’ centrale sicura che possa garantire di non emettere radiazioni letali in un contesto di un terremoto che oggi nessuno di noi puo’ prevedere.
Mi viene in mente, guardando quella lingua di fuoco che attraversa l’Italia nelle parti piu’ a rischio: va a finire proprio dove la punta dello stivale da un calcio nel culo alla Sicilia e cioe’ tra Scilla e Cariddi. Scilla e Cariddi sono il punto di partenza e il punto di arrivo del mirabolante, fantasmagorico ponte sullo stretto di Messina. Gia’ si ride molto, tra gli esperti internazionali, sulla possibilita’ di un ponte a campata unica, il piu’ lungo del mondo, perche’ quella e’ una zona molto ventosa e ci sono grossi rischi di stabilita’ solo per le correnti ventose; ma qui siamo color viola, quasi blu: immaginate Messina, che ancora ci ricorda con le sue ferite aperte il terremoto del 1908. Anche perche’ l’anno scorso si sono celebrati i cento anni di quel terremoto e chi e’ andato a documentare la situazione nelle zone terremotate di Messina cento anni fa ha scoperto baracche, catapecchie, prefabbricati, interi quartieri dove non ci sono le fognature, dove lo Stato non e’ ancora arrivato cent’anni dopo.
Quelle ferite aperte dovrebbero almeno dirci “siamo proprio sicuri di fare un ponte proprio li’”? Se bastano le correnti ventose a mettere a rischio un ponte, immaginarsi se dovesse riprodursi un terremoto, e questa mappa di pericolosita’ dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non stiamo parlando delle solite Cassandre catastrofiste, ci dice che li’ si annida una delle massime concentrazioni di rischio.
Sto parlando da profano, le cose di buonsenso che si possono dire semplicemente cercando di collegare quattro cose che dovrebbero venire in mente ai nostri politici di cui leggiamo le solite giaculatorie, i soliti ammonimenti, “stiamo insieme, lavoriamo insieme”: per carita’, non lavorate, non andate li’, non disturbate, lasciate libere le squadre! Vi ricordate la scena di Vermicino col povero Pertini che, credendo di fare chissa’ che cosa, riusci’ soltanto a intralciare, per non parlare di Berlusconi che naturalmente cogliera’ l’occasione del terremoto per tirar su un po’ di voti; l’abbiamo gia’ visto anche perche’ di solito i suoi governi coincidono con catastrofi di ogni genere – lui porta molta fortuna a se stesso ma una discreta sfiga agli altri -, l’abbiamo gia’ visto in zone di disastri.
Abbiamo visto a San Giuliano di Puglia, quando promise di ricostruire una San Giuliano 2, come Milano 2: “i miei architetti giungeranno sul posto!”, oppure quando ci furono le stragi negli sbarchi nel mare adriatico, quando disse: “gli sbarcati dall’Albania li ospito io”. Tutte balle, naturalmente, sono tutte cose che si dicono a favore di telecamera: a San Giuliano la situazione e’ ancora critica e di lui non hanno sentito piu’ notizia alcuna.
Sicuramente lui andra’ li’ come un avvoltoio ad approfittare di una situazione per tirar su qualche voto, anche perche’ siamo in campagna elettorale per le europee e lui deve arrivare al 51%.
Speriamo che i politici evitino il piu’ possibile quelle zone e lascino arrivare i volontari e i tecnici compresi magari quelli come Giuliani che vedono lontano e sanno come si risolve la situazione.
Meno prevenzione, piu’ morti
Noi siamo un Paese dove la prevenzione, anche delle disgrazie che possono essere previste e prevenute, lascia il tempo che trova; immaginate se si rispettassero le regole dei piani regolatori e delle modalita’ di edificazione: avremmo molti meno morti per i terremoti. Pensate se in questi anni, invece di continuare a dare il via all’edilizia selvaggia ci si fosse concentrati sulla stabilizzazione, solidificazione, il miglioramento delle abitazioni con tutti gli accorgimenti per renderle da un lato permeabili al rischio sismico e dall’altro anche piu’ risparmiose. Pensate a quello che sta facendo in tutto il mondo per incentivare i lavori che rendono le case piu’ sicure dall’interno e dall’esterno: invece di dire “aumentate” bisognerebbe dire “sistemate le vostre case”; non c’e’ bisogno di case piu’ grandi, ma di case piu’ sicure e meno dispendiose.
Questa sarebbe stata un’ottima politica di prevenzione, soltanto che i palazzinari ci avrebbero guadagnato poco, e sapete che la lobby dei palazzinari e’ piuttosto influente in questi anni.
Mi sono stampato qualche esempio che qualche mese fa feci ad Annozero sul tipo di prevenzione che siamo in grado in campo in Italia: le regole se uno va a cercarle nella giungle delle 300-400 mila leggi – nessuno sa quante ne abbiamo – ci sono sempre. Le regole restano intatte finche’ un magistrato non si accorge che esistono e non comincia a farle rispettare aprendo un procedimento: appena si scopre che una regola funziona e che un magistrato la usa per incriminare un potente che l’ha violata, immediatamente quella regola viene cambiata, o viene trasferito il magistrato a seconda dei cicli. Dopodiche’ succede il patatrac, si dice che c’e’ l’emergenza, si chiedono regole piu’ severe poi si va a scoprire che le regole severe c’erano ma erano state appena ammorbidite per salvare il potente di turno.
Negli anni Ottanta c’era un tetto di atrazina per l’acqua potabile “x”: a questo punto i magistrati cominciarono a processare le aziende che producevano e inquinavano con l’atrazina le acque e le falde acquifere sopra la soglia consentita dalla legge. Iniziarono i processi e nel bel mezzo dei processi il ministro dell’industria Donaccaten alzo’ il livello consentito di Atrazina legalizzando ex post l’illegalita’, e i processi andarono in fumo. La corte di Giustizia Europea boccio’ quella legge, ma intanto gli italiani avevano bevuto veleni illegali per diversi anni.
Pensate a quello che successe nel 1988, dodici anni anni dopo il disastro della Icmesa di Seveso, quando finalmente fu varata la famosa legge Seveso sulle aziende ad alto rischio ambientale che dovevano autodenunciare il proprio rischio ambientale e poi dimostrare le modalita’ con cui ovviavano e mettevano i cittadini al riparo da rischi ambientali. Si scoprirono un sacco di aziende fuorilegge, nel senso che non si erano denunciate per il rischio ambientale, non avevano dimostrato come fare a scongiurarlo, partirono i processi a queste aziende ma nel 1994 arriva Berlusconi e fa un decreto per salvare le aziende fuorilegge, cioe’ quelle che non si sono autodenunciate e che hanno millantato di fare misure di sicurezza che in realta’ non c’erano. Anche li’, la Corte Europea ha condannato l’Italia per la mancata vigilanza sulla legge Seveso ma intanto moltissimi cittadini erano rimasti esposti al rischio di queste aziende.
Non parliamo dei condoni ambientali, dei tentativi continui di depenalizzare la legge Merli.
Nel 1994 arriva la 626, la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che recepisce con enorme ritardo la normativa europea in materia; due anni dopo vengono condannati a Torino, grazie al procuratore Guariniello che e’ un avanguardista – proprio oggi si apre il processo Eternit per le migliaia di morti da amianto a Casale Monferrato e negli altri stabilimenti -; Guariniello fa condannare in primo grado tutti i petrolieri italiani, nel 1996, perche’ ci sono tassi di benzene altamente inquinanti nelle benzine, alla pompa nei distributori. Immediatamente arriva una proroga legislativa che consente ai petrolieri di avere altri 2 anni per mettersi in regola: alzano provvisoriamente il livello di benzene consentito nelle benzine e cosi’ i processi vanno in fumo e i petrolieri si salvano.
Idem per la legge 494 sulla sicurezza nei cantieri edili: ci sono circolari che di fatto neutralizzano la legge e in via regolamentare autorizzano i palazzinari a fare cio’ che la legge vieta. La Corte Europea ancora una volta ci condanna, perche’ le leggi non possono essere modificate con semplici circolari, ma intanto le circolari hanno fatto i loro effetti nei cantieri.
Nel 1995 depenalizzano i reati commessi dai sindaci per i comuni che hanno impianti di depurazione insufficienti; nel 1997 depenalizzano i rifiuti illegali.
Alla fine degli anni Novanta esplode il morbo della mucca pazza: gli allevatori ingozzano il loro bestiame di farine animali vietatissime e pericolosissime: la legge sui mangimi c’e’, proibisce questo comportamento e quindi in Italia dovremmo essere al riparo da questi rischi. Ma quando Guariniello va a vedere come vengono fatti i controlli nelle aziende produttrici di mangimi scopre che ci sono mangimi fatti con carni animali e nelle aziende agricole molto spesso scopre che vengono dati questi mangimi al bestiame; allora chiede come avvengano i controlli e scopre che in realta’ venivano fatti ad autocertificazione: arrivava uno e chiedeva “qua usate mangimi di origine animale?” “no!” “perfetto, grazie e arrivederci” e se ne andavano. Come chiedere all’oste se il vino e’ buono, infatti mandati i Nas in giro scoprirono un sacco di aziende nelle quali si faceva uso di mangimi animali. Nel 1999 quando queste aziende vengono portate alla sbarra scatta la depenalizzazione della legge sui mangimi per salvare queste aziende: anche quella legge andava bene finche’ non la si applicava.
Nel 2000 abbiamo recepito la legge europea sulla responsabilita’ giuridica delle imprese, delle societa’, la legge 231 che fa si’ che non solo gli amministratori che violano la legge siano punibili ma anche le societa’ rispondono delle violazioni dei loro dirigenti. Su pressione della Confindustria, pero’, la legge 231 viene applicata ad alcuni tipi di reati commessi dalle aziende ma non tutti, per esempio restano fuori gli infortuni sul lavoro. La Confindustria non vuole che le aziende in quanto tali paghino per la loro responsabilita’ oggettiva negli infortuni sul lavoro. Poi questo buco, nato nel 2000, viene riempito sia pure molto tardi, nel 2006, dal governo Prodi, una delle poche cose buone fatte.
Nel 2001 la procura di Firenze apre un’indagine sui lavori dell’alta velocita’ ferroviaria perche’ gli scavi delle gallerie hanno inquinato le falde acquifere in Toscana. Il ministro Lunardi fa immediatamente una legge ad hoc che trasforma le terre e le rocce da scavo, anche se inquinanti, in opportunita’ per riempire le cave o le depressioni del terreno: per legge stabilisce che i rifiuti non sono piu’ rifiuti. Il trucco e’ quello di diluire l’inquinamento aumentando il volume della massa considerata per ridurre la proporzione dei materiali inquinanti: si mischia una tonnellata di veleno con 100 tonnellate di rocce non inquinate e il gioco e’ fatto. La Corte di Giustizia apre l’ennesima procedura contro l’Italia ma naturalmente i danni ormai sono fatti.
I soldi rubati sulla pelle dei cittadini
Questo e’ il metodo che applichiamo noi in Italia per non prevenire, anzi per agevolare, i disastri anche quelli che, piu’ o meno prevedibili che siano, sono comunque inevitabili.
Ogni scandalo e disastro in Italia ha prodotto un caso di malaffare: si e’ rubato sul terremoto in Campania, 62.000 miliardi di lire in gran parte spariti nelle tasche dei politici campani e degli imprenditori del nord, oltre che della Camorra: processo, prescrizione dei reati, tra gli imputati salvati dalla prescrizione Pomicino, che stiamo rimandando in Europa nel Popolo della Liberta’ e il leader regionale dell’Udeur, credo si chiamasse Fantini.
Sulla Valtellina, si e’ rubato sulla ricostruzione in Valtellina. Uno degli assessori che rubavano e’ uno dei principali collaboratori di Formigoni.
Missione Arcobaleno: si e’ rubato anche sull’emergenza degli immigrati dall’Albania.
La Protezione Civile, purtroppo, e’ spesso questa roba qua.
Questo pero’ e’ il primo disastro dell’era di Internet, e’ il primo grosso disastro che capita in Italia con Internet a illuminarlo. Io non ho attese messianiche per Internet, penso che pero’ sia uno strumento fondamentale. Penso che su questo disastro sara’ un po’ piu’ difficile speculare nelle proporzioni delle altre volte; penso che ogni cittadino, soprattutto in Abruzzo, e’ impegnato fin da oggi a controllare che questi morti non diventino un business per i soliti noti e penso che tutti debbano tenere gli occhi aperti e diventare un po’ delatori ogni volta che subodorano qualche cosa, qualche ruberia che viene fatta sulla pelle dei morti di questa notte.
Passate parola.”
.
Un Paese e una politica dai piedi d’argilla
Paolo Berdini

Sono crollati ospedali, edifici pubblici e scuole costruiti di recente. Dovevano rispettare rigorose norme antisismiche, ma il terremoto ha tragicamente svelato una realta’ che viene sistematicamente occultata: siamo il paese delle regole scritte con solennita’ e violate con estrema facilita’. Siamo il paese in cui le funzioni pubbliche di controllo sono state cancellate o messe nella condizione di non nuocere. Di fronte a questa realta’, il “piano casa” della Presidenza del Consiglio liberalizzava ulteriormente ogni intervento edilizio che poteva iniziare attraverso una semplice denuncia di inizio attivita’, e cioe’ in modo che la pubblica amministrazione perdesse per sempre ogni residua possibilita’ di controllo. Dappertutto, in zona sismica o in zona di rischio idrogeologico.
Sono poi crollate in ogni parte anche le case private. Antiche, della prima o della seconda meta’ del novecento. Segno evidente che anche esse sono state costruite senza gli accorgimenti che ogni paese civile richiede. Invece di avviare questo processo, il piano casa del governo autorizzava aumenti automatici di cubatura (fino al 20%) senza contemporaneamente costringere i proprietari a rendere piu’ efficienti le strutture. Chiunque chiude un balcone o una veranda, pur aumentando i pesi le case devono sopportare, non interviene sulle fondazioni o sulle strutture principali. E’ noto che questa anarchia e disorganicita’ e’ alla base di molti crolli e di molte vittime.
La tragedia dell’Abruzzo mostra dunque di quale cinismo e arretratezza culturale fosse stato costruito il provvedimento tento reclamizzato da Berlusconi. Cinismo perche’ faceva balenare in ciascuno la possibilita’ di incrementare la proprieta’ senza tener conto dell’esistenza di equilibri piu’ complessivi, senza cioe’ dover rispettare i beni comuni per eccellenza: le citta’.

segue www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/04/articolo/656/
..
La verita’ riesce ad imporsi solo nella misura cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non puo’ che essere la vittoria di coloro che ragionano.”

da Vita di Galilelo di Bertolt Brecht
..
http://www.masadaweb.org

9 commenti »

  1. La ricerca e l’operato di Giuliani approderanno,come sempre,da Marconi in poi,in altri lidi.L’Italia non si è mai spogliata della sua struttura “signorile”,non sa cosa vuol dire democrazia.E’il signorotto del luogo che detta la legge,che dispensa i favori,che crea clientele e,laddove è meno chiara questa linea,il suddito confida nelle direttive del partito al quale ha dato il voto.L’Italia è un paese di “fedeli”che odio ed invidio.L’Italia è un paese imprigionato nel suo passato e che non conosce la sua storia.L’Italia non deve rinascere,deve ancora nascere.
    Alina.

    Commento di Alina — aprile 7, 2009 @ 10:08 am | Rispondi

  2. A Roma non ci sono stati danni, solo una discreta paura.. e qualche
    pietra caduta alle Terme di Caracalla..
    Non pretendo che l’Italia sia all’avanguardia nella ricerca
    scientifica, ma che un paese ad alti rischio sismico come il nostro
    costringa un ricercatore (tra l’altro proprio all’Istituto del Gran Sasso) a
    finanziarsi uno studio sul gas emesso prima di un terremoto, e che i suoi
    allarmi abbiano come effetto solo una sua denuncia per procurato allarme, la
    dice lunga…. (per non parlare di faraonici ponti in una zona sismica come
    Messina, e Piani casa che si preoccupano delle villette e non delle scuole
    che cadono a pezzi…)

    Paola

    Commento di MasadaAdmin — aprile 7, 2009 @ 3:34 pm | Rispondi

  3. qui è il caos. il terremoto è arrivato di notte distruggendo.
    morti. feriti. senza casa.
    brutte storie. anche belle storie.
    l’umanità è il tratto che più mi emoziona.
    sono al lavoro da questa notte. lavorerò ancora.
    ora. la mia rivoluzione è contribuire ad arginare il dolore degli altri.
    fate il possibile per darci una mano.

    ciao
    lorenzo-infermiere

    Commento di MasadaAdmin — aprile 7, 2009 @ 3:34 pm | Rispondi

  4. Cara Viviana
    Ho letto il tuo commento ripostato da Beppe Grillo sul suo blog. Complimenti!
    Il mio pensiero sta da coloro che hanno avvertito o subito personalmente la scossa di terremoto. Leggendo le notizie di questa mattina, ho pensato molto agli amici di Roma. Pare che lì, la si è avvertita molto forte.
    Come al solito, in Italia, invece di essere all’avanguardia scientifica, certi enti statali stanno all’età della pietra come sistema di avvertimenti e precauzioni di natura sismica. Chi studia seriamente, non viene preso in considerazione. Mah, valli a capire…
    Inoltre, con le varie sanatorie e i già noti e diffusi abusivismi edilizi, non mi meraviglia che troppe case crollano come sabbia al vento. I centri storici sono estremamente a rischio, purtroppo.
    Per Napoli, ad esempio, non esiste un serio piano di evacuazione. Se un giorno scoppiasse il Vesuvio, ci sarebbe una tragedia epocale…
    Spero che questi governanti, invece di costruire inutili e pericolosi ponti sullo stretto di Messina, si dessero una mossa per finanziare la ricerca scientifica e promuovere la legalità nell’edilizia.

    Carmelo

    Commento di MasadaAdmin — aprile 7, 2009 @ 4:04 pm | Rispondi

  5. Ciao a tutti,

    personalmente mi si è posato un peso funereo sul cuore quando ho visto le immagini del terremoto in Abruzzo.

    Mi è tornato in mente il terremoto dell’Irpinia, i racconti su mia nonna estratta dalle macerie, mio cugino morto, tanti parenti senza casa e mio padre insieme a mio zio che partivano con l’auto piena di coperte…

    Guardo le immagini con molta tristezza, e penso che quando vedi delle persone ridotte in quel modo, disorientate ed impaurite, non puoi non amarle, ti viene naturale, non serve essere “buoni”.
    Non ho neanche la forza di arrabbiarmi per le polemiche sulla possibile prevenzione che non c’è stata….

    Ho trovato un filmato che però è sintomatico di come tutto può diventare immagine, spettacolo e commercio delle vacche.
    Il contrario della compassione.
    Non un filmato qualsiasi, ma un tg nazionale.

    Mando un saluto a tutti, con un pensiero sincero per tutta la gente toccata da questa sventura.

    Leo

    Commento di MasadaAdmin — aprile 8, 2009 @ 6:20 am | Rispondi

  6. Articolo sul Corriere di Stella (http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/eroi_vecchi_camion_stella_7aa978c2-23fc-11de-a75a-00144f02aabc.shtml):

    “mai, prima dell’apocalis­se di lunedì notte, erano state nominate parole come sisma o terremoti nella pro­posta edilizia del governo alle Regioni del giugno scorso, mai nella prima bozza di un mese del «piano casa», mai nell’in­tesa del 31 marzo. Mai. Oggi Claudio Scajola detta alle agenzie che il piano ca­sa «dovrà essere utile anche per le prote­zioni antisismiche» e il nuovo documen­to dato alle Regioni, ritoccato l’altro ieri in tutta fretta, ha un «articolo 2» nuovo nuovo. Dove si spiega, sotto il titolo «misure urgenti in materia antisismica» che «gli interventi di ampliamento nonché di de­molizione e ricostruzione di immobili e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici, non possono essere assentiti né realizzati e per i mede­simi non può essere previsto né conces­so alcun premio urbanistico sotto alcuna forma ed in particolare come aumento di cubatura, ove non sia documentalmente provato il rispetto della vigente normati­va antisismica».

    Evviva. Ci sono voluti i lutti di Onna e la distruzione dell’Aquila e quelle file di bare allineate, però, per cambiare il testo originale dato alle Regioni solo una setti­mana fa. Dove l’articolo 6, precipitosa­mente soppresso dopo il cataclisma abruzzese, era intitolato «Semplificazioni in materia antisismica».

    Commento di Andrea C. — aprile 8, 2009 @ 9:31 am | Rispondi

  7. Per in commento di Alina : La colpa del degrado della nostra nazione, non è del signorotto locale, ma della gente. Il signorotto locale, per avere protezione, a sua volta è succube del prete, il prete del vescovo, il vescovo del papa, questo autocrate che non vuole nessuno al di sopra e lancia minacce, e quando lo può, le mette in esecuzione. Abbiamo la fortuna, non per capacità nostra, ma grazie agli eventi,di non avere subito per decenni il comunismo staliniano come mezza Europa, che sta ancora pagando questa sventura, e dobbiamo insistere sul fatto che la nostra è una democrazia laica. Le leggi repubblicane sono superiori a ogni altra pretesa, perché sono la libera scelta di una maggioranza. Questo ci permette di assorbire l’entrata, che sarà sempre maggiore per cause naturali, tra le quali il sopra numero degli abitanti di regioni povere, di stranieri, purché trovino un paese organizzato e cosciente di uno stato che ha tutti i diritti, legali e etici, per imporre le nostre leggi. Avranno dunque libertà di fede, di costumi, purché non entrano in conflitto con quello che trovano. Se recalcitrano, rientrino a casa loro. Bisogna pur decidere. La torta è quella che è. Non si può dividerla all’infinito. O loro o noi, è una legge naturale per tutti i regni del vivente. Chi vuole il paradiso del Vaticano, lo viva, ma senza imporlo a chi di questa meschina e mai comprovata storiella, sa farne a meno. Quando vedo i nostri rappresentanti superiori del governo, inchinarsi e fare il bacia mano al papa, fremo di vergogna. E lui, questo personaggio che da secoli frena, si oppone al benessere terrestre della gente, che dovrebbe inchinarsi davanti a chi lo protegge e gli permette di vivere come un re. Magari fosse umile e virtuoso, come il Dalai Lama!

    Commento di Ernest Ameglio — aprile 18, 2009 @ 5:17 pm | Rispondi

  8. Giuliani! giuliani, che cosa avrebbe predetto? Che si preparava un sisma negli Abruzzi, senza chiarire quando, dove, la magnitudine.Non tutte le case sono crollate. E allora in Italia si sanno costruire case che resistono, come altrove, se si osservano le regole e se c’è chi sorveglia. Il problema è che tutti si lasciano comprare, i sorveglianti inclusa e vige una giustizia che ha paura di giustiziare equamente.Comunque, se dovesse applicare l’indulgenza zero, un terzo degli Italiani finirebbe sul lastrico. Basta considerare le somme ingenti svanite al sole del Sud e tutte le cose che non vanno – troppe. L’Italia si regge grazie alla forza d’inerzia Se l’influenza detta falsamente porcina, dovesse allargarsi in Italia, l’Abruzzo sarà dimentica e la nazione vivrebbe una nuova tragedia. Ma questo non avverà; il papa prega- forse per lui, visti i risultati conseguiti. jeannette.agius@hotmail.fr

    Commento di ernest Ameglio — aprile 30, 2009 @ 3:24 pm | Rispondi

  9. L’ho letto tutto e’ bellissimo

    Commento di Anonimo — settembre 27, 2010 @ 4:01 pm | Rispondi


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