Nuovo Masada

aprile 1, 2009

MASADA 898. 1-4-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA n° 2

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:40 am

PASSARE DA UNA MENTE A UN’ALTRA.
LA MENTE INTUITIVA: IL SIMBOLO E L’ANALOGIA

Non si deve pensare che il mondo del sogno sia virtuale e quello della veglia sia reale. Anche se essi seguono codici diversi, i legami tra i due sono piu’ alti di quel che si creda e qualche volta, addirittura, il sogno non resta confinato nel suo ambito mentale e si proietta nel mondo esterno, modificando gli oggetti materiali, come se i confini tra cio’ che sta fuori dalla mente e cio’ che sta dentro fossero illusori e tutto partecipasse a una realta’ piu’ grande.

Ricordiamo che spesso in sogno noi personifichiamo una guida interiore o un maestro superiore in una figura che puo’ essere un’amica o alter ego, un insegnante, un regista, un vecchio, un medico, o anche un personaggio che viene dallo spazio. La parola ‘alieno’ nell’ultimo caso non sta a significare persona che viene da un altro pianeta ma punto di coscienza superiore che intende dare insegnamenti a un punto di coscienza inferiore, secondo livelli di consapevolezza diversi, e qui si puo’ arrivare addirittura a una vera iniziazione.
Conosco una dottoressa di Bologna, un neurochirurgo, che per mesi mi ha raccontato dei sogni seriali in caverne sotterranee dove una vecchia donna le impartiva una vera e propria iniziazione sciamanica. I sogni di questa persona sono sempre molto interessanti perche’ costituiscono un diario sciamanico in piena regola, in cui si intrecciano motivi della cultura egiziana, mongola, e dell’antica Macedonia, senza che lei di queste culture sappia poi molto.
Abbiamo detto che il 50% delle esperienze paranormali avvengono in sogno o in stati mentali abbastanza vicini a quelli del sogno e dunque quella onirica dovrebbe essere la prima strada da esplorare.
Ci accorgeremo subito che gia’ porre l’attenzione sul sogno, lo incentiva, aumenta il ricordo dei sogni che facciamo la notte e li rende piu’ vividi, ricordando che quanto piu’ i colori e le emozioni di un sogno sono forti, tanto piu’ esso proviene dall’inconscio profondo e puo’ presentare caratteri paranormali. La mente ordinaria si ribella a questa variazione e cerca di contrastarla per es. immettendo paura nel sogno o mostrandoci i nuovi contenuti come pericoloso e invasivi, per cui essi possono presentarsi come ladri, fantasmi, alieni, nemici, zingari, negri e, se le resistenze sono forti, il sogno puo’ trasformarsi in un incubo. Analogamente questa invasione di un’altra mente puo’ trasformarsi nel sogno in una alluvione, un maremoto, un terremoto, una frana, un assedio, una aggressione, un pericolo incombente ecc.
Raccontero’ un sogno straordinario che e’ significativo per molte delle cose che abbiamo detto, compreso il passaggio ad un diverso programma mentale recepito come una iniziazione a cui la mente logica resiste. I contenuti dell’altra mente sono raffigurati come invasori. Il fatale passaggio da uno stato a un altro e’ visto come una possessione. La valenza femminile della mente magica presenta i suoi simboli.

Sognai di essere il capo di una cittadella fortificata (poiche’ l’io e’ una pluralita’ di energie, si sogna spesso come il capo di un gruppo, di un condominio, di una cittadella…). Questa cittadella era stata invasa da una donna che era un colonnello dello spazio e guidava una invasione da altri mondi. Essa stava modificando il mio popolo sottoponendo ognuno ad una iniziazione. Io (cioe’ la mia mente logica e cosciente) ero la padrona della fortezza e resistevo, ma vedevo i miei, uno a uno, cadere in balia dell’invasore ed essere modificati. Avevo cercato di difendere la cittadella dai nemici ma ero stata ricacciata nell’ultimo bastione. Vedevo la mia gente modificarsi, ognuno veniva sottoposto ad una cerimonia di iniziazione: lei poneva in mano ad ognuno un uovo, segno di rinascita, e quello si doveva mettere dei calzari di lacci e corda, di cui il sinistro era piu’ alto (sviluppo dell’emisfero sinistro o crescita dell’intuizione che ti solleva sopra il piano ordinario). Alla fine solo io resistevo sull’ultima torre. Lei si avvicinava a me, minacciosa, aveva in mano un trapano e voleva aprirmi una apertura nella fronte (terzo occhio). Io sollevai il braccio destro per proteggermi e il trapano mi feri’ il braccio. In quella con un grido mi svegliai.
L’energia fu tanto forte che fuorusci’ dal sogno e fece esplodere il circuito elettrico del muro centrale della casa, caddero tutti i 5 grandi quadri attaccati ad esso, senza che nessun vetro si spaccasse ma con grande fragore. Il braccio destro rimase dolente per mesi. Il sogno, qualunque cosa fosse, sintetizzava tutta la paura che l’umano puo’ provare nell’essere invaso da una energia aliena per un’apertura straordinaria della mente
”.

Qui e’ curioso il fatto che il sogno esce dal suo contesto per attivare energie ambientali. Jung studio’ molto questa corrispondenza uomo-natura, spirito-cose, interno-esterno, che si manifesta anche indipendentemente dal sogno, per cui eventi interiori umani potevano corrispondere a eventi esterni naturali.
La psicoanalisi di Jung e’ estremamente interessante perche’ egli era un sensitivo e un medium e la sua ricerca non poteva prescindere da questi caratteri, per cui nella sua lunghissima vita analizzo’ la psiche soprattutto alla luce dell’emisfero destro, ovvero di quei campi del mentale (irrazionalita’, magia, alchimia, fattore religioso, medianita’, visione analogica del mondo, arte ecc.) che la psicologia di Freud aveva ignorato o demonizzato.

Un uomo muore: il suo orologio si ferma o il suo specchio si spacca.
Jung cammina in un parco con un suo paziente che racconta di aver sognato un piccola volpe rossa. In quella una piccola volpe rossa attraversa il loro sentiero.
“Il paziente urla: Io sono Dio, LUCE, LUCE!”. In quella il lampadario che sta sulla sua testa gli crolla addosso con grande fragore”.

L’evento morte ferma l’orologio che segna lo scorrere del tempo materiale o spacca lo specchio che riflette la sua immagine temporanea. Jung chiama questa corrispondenza SINCRONICITA‘ = uno stesso significato trascorre in due oggetti diversi, mondo dell’anima e mondo della natura, come se le cose “partecipassero” alla nostra vita psichica, sottolineandone certi aspetti e fossero legate a noi in RETI DI SENSO, ANALOGIE DI SIGNIFICATI.
Parlare di senso o di correlazione tra mondo psichico e mondo naturale e’ assurdo nel mondo tangibile, che al piu’ cerca le cause dei fenomeni isolati, ma e’ assolutamente praticabile in un mondo d’anima, cioe’ un mondo di significati, che travalicano l’apparenza sensibile, dove oggetti inanimati e esseri viventi possono essere portatori di identiche finalita’ o messaggi. Ma e’ chiaro anche che questa e’ la visione della magia.
Il SENSO o SIGNIFICATO e’ una nuova coordinata che in genere non viene presa in considerazione da una mente che vede il mondo solo materialmente e dove la domanda scientifica si volge alla ricerca delle cause, tant’e’ che quando non trova queste cause, parliamo di eventi casuali o fortuiti o accidentali. Il significato non esiste in un mondo materialistico considerato privo di intelligenza e finalita’, ma puo’ esistere in un mondo finalistico, spirituale, teleologico, dove gli eventi non avvengono a caso e dove nulla e’ isolato o insignificante, e ci sono tra cose o fatti legami di senso o analogie di forma che possono essere colti dalla mente intuitiva o magica, che legge la realta’ non secondo le cause ma per significati e connessioni.
Il primo modo di leggere la realta’ e’ LOGICO, il secondo e’ ANALOGICO.
Il modo logico unisce i dati per quel che presentano materialmente secondo catene spazio-temporali e causali (SPAZIO, TEMPO E CAUSA), il modo analogico vede i rapporti significativi secondo connessioni di forma, simbolo, analogia, senso. Ci sono proprio paradigmi diversi.

ll termine analogico in psicologia indica che due elementi sono affini perche’ si somigliano. Per es. due triangoli sono analoghi se hanno la stessa forma anche se uno e’ piccolo e l’altro e’ grande, cioe’ occupano spazi diversi.
I primi usi della parola ‘analogia’ risalgono a Platone e ad Aristotele ma poi la fisica occidentale l’ha abbandonata, relegandola alla poesia e alla letteratura per indicare un simbolo, una metafora, una cosa che sta al posto di un’altra, che la richiama. Per es. i capelli che sono chiamati ruscelli o gli occhi soli.
Nei sogni si deve imparare a fare una lettura analogica, cioe’ le cose non sono cio’ che sono ma cio’ che simboleggiano o indicano o rappresentano.
La lettura analogica del mondo appartiene alla scienza orientale, all’arte, l’alchimia, la magia, la sensitivita’… e la psicoanalisi junghiana la riscopre e la analizza per una lettura piu’ ampia dell’inconscio, proprio perche’ e’ uno dei programmi della nostra mente, ed e’ quello che funziona quando sogniamo, quando siamo creativi o diventiamo sensitivi.
Per es. l’astrologia e’ una lettura analogica delle costellazioni messe a confronto con i caratteri e i destini. L’oracolo cinese dell’I Ching fa altrettanto stabilendo la connessione tra 64 temperamenti base e la caduta di tre monete sul tavolo. Probabilmente anche le Rune celtiche facevano predizioni basate sull’analogia e si possono studiare secondo archetipi universali rivelati da corrispondenze filologiche o di immagine. Cosi’ i tarocchi e altre mantiche.
Si studiano le relazioni tra il modo con cui certi dati si presentano alla percezione ordinaria, per es. il modo con cui tre monete cadono sul tavolo, e una lettura straordinaria (la predizione di cio’ che accadra’).
Esiste anche una architettura analogica che lega i significati del Cielo a una costruzione umana della Terra. Per es. la cattedrale di Chartres o il tempio di Luxor appartengono a una architettura analogica, che in una costruzione intendono trasporre i simboli del divino per farne una struttura iniziativa, cioe’ trasformativa delle energie sottili.

Passando da un programma mentale all’altro, chiaramente, cambia la visione delle cose, possiamo passare da una visione materialistica e causalistica, della realta’, dove gli eventi accadono perche’ ci sono delle cause che li producono, ad una visione teleologica e finalistica, dove gli eventi accadono perche’ tendono a raggiungere uno scopo o a manifestare un significato. La prima e’ spinta da dietro, la seconda attirata da davanti. La psicoanalisi di Freud e’ del primo tipo, quella di Jung del secondo.
Se leggiamo il mondo secondo collegamenti di senso, le coordinate spazio-temporali saltano e si affacciano collegamenti diversi, per es. come abbiamo detto analogici o di significato.

Il mio primo gruppo del martedi’ duro’ 8 anni e realizzo’ un legame molto forte di tipo telepatico o sensitivo tra i membri del gruppo, che divennero col tempo una sola unita’ significante. Quando un’amica di questo gruppo, Licia, mori’, era agosto, e noi tutte eravamo sparse in vari luoghi di vacanza, ma il significato di quella morte fu un evento energetico che colpi’ l’intero gruppo prima che arrivasse la reale notizia dell’evento, per cui, nell’istante della sua morte, molte furono colpite da fatti bizzarri.. Laura era in montagna e una tazza cadde improvvisamente giu’ da una mensola e si spacco’ al suolo. Graziella rovescio’ una boccetta d’inchiostro. Io entrai in una grande agitazione nervosa e mi si bloccarono tutti i rubinetti del gas, stavo preparando da mangiare ma non potevo piu’ accendere nessun fornello, anche il rubinetto principale era bloccato e resto’ cosi’ per quasi 5 minuti. Altre amiche rovesciarono improvvisamente recipienti con liquidi o ebbero capogiri. Molte avevano avuto sogni premonitori. L’evento morte si realizzo’ psichicamente in tutta l’area affettiva del gruppo di amiche come fosse un unico organismo, come se l’amore avesse creato un’isola di risonanza e si fosse formata un’unita’ informativa che coinvolgeva le persone ma si manifestava attraverso gli oggetti, un vero gruppo telepatico. La distanza e la non conoscenza di questa morte non fu determinante e saltarono gli schemi dello spazio-tempo-causa. L’evento morte si paleso’ simultaneamente e si espresse in forme simboliche manifestandosi nell’ambiente materiale di ognuna, per cui le cose parteciparono alla trasmissione del messaggi, si fecero messaggere di esso”.

Nell’atto sincronico, nel sogno premonitore o nella veggenza, appare un rapporto analogico o telepatico tra cose e persone, un rapporto che ovviamente la fisica classica rifiuta, ma che la fisica quantistica, molto piu’ aperta, puo’ accogliere, essendosi imbattuta in esso in modo innegabile.
L’evento sincronico parla spesso per simboli, e’ la metafora di un significato, come avviene nel sogno, e sognare in modo predittivo o avere premonizioni da svegli hanno caratteri simili.
Potremmo definire il sensitivo come un sognatore permanente, che sogna anche ad occhi aperti, che riesca a saltare dal programma mentale ordinario a quello straordinario.

Quando ci capitano sogni o eventi paranormali, e’ chiaro che essi violano ogni regola spazio-temporale-causale o non se ne curano. Il sensitivo, lo sciamano o il mistico possono astrarsi dalle coordinate cognitive tradizionali ed aprirsi a una conoscenza diversa.
La cultura occidentale ha privilegiato la razionalita’ ma essa e’ solo uno dei programmi che la mente puo’ usare e non esaurisce le sue possibilita’, la coscienza puo’ andare oltre e l’esperienza e la logica e puo’ ricevere dei contenuti e dei significati che la ragione da sola non e’ in grado di produrre.
Ovviamente l’apporto dell’esperienza resta essenziale per la comprensione di una parte molto grande di fenomeni non ordinari della conoscenza, in particolare tutti i fenomeni paranormali che possono essere raccontati come fatti storici ma non possono essere spiegati come fatti scientifici, ma non tutti hanno esperienze paranormali e non si puo’ produrne a comando, oltre a cio’ la capacita’ di oltrepassare la mente razionale non e’ facilmente trasmissibile da parte di chi e’ sensitivo a chi non lo e’. Possiamo avviare un discorso su questo ma non possiamo fare miracoli.
Certamente, senza l’esperienza personale e diretta molte cose possono apparire bizzarre e inverosimili. Si puo’ crederle o no, un po’ come molti oggetti della fede. Con un certo esercizio questa difficolta’ puo’ essere superata ma chi ha fermamente deciso che certi fatti non esistono non fara’ nemmeno questi esercizi, precludendosi ogni apertura possibile.
Malgrado questa opposizione per cui la mente logica non abbandona il suo monopolio, gli stati straordinari di coscienza possono capitare per caso anche a chi non ne ha mai avuti o possono conseguire ad un trauma (la morte, il lutto, una forte paura, uno shock, una depressione, un periodo di crisi esistenziale, la menopausa, un abbandono…) accompagnandosi a una improvvisa destrutturazione della mente, dopo di che essa non puo’ piu’ limitarsi a ritenere possibile il solo programma ordinario.
L’io mentale e’ come un viaggiatore che e’ sempre andato a piedi e scopre di colpo che puo’ viaggiare anche in auto o aereo e dunque non dara’ piu’ ai propri piedi una funzione esclusiva di trasporto. Per questo i vari stadi del Buddismo si chiamano VEICOLI. Nel buddismo ce ne sono 7 e ognuno e’ concepito come una via ulteriore di salvezza. Ogni veicolo buddista sottende una profonda destrutturazione della fase mentale precedente e l’ingresso in una nuova condizione, in cui si insegna alla mente a percepire la realta’ in modo sempre piu’ ampio. Ogni stato modificato di coscienza puo’ essere visto come un veicolo che aiuta la nostra mente a viaggiare a piani sempre piu’ alti, come un ascensore.
Ogni stato modificato di coscienza implica l’abbandono dei nostri legami precedenti, delle nostre abitudini mentali, degli attaccamenti e dei paradigmi che costituiscono il nostro modo di esistere o di pensare.
Il viaggio all’interno degli stati modificati di coscienza e’ un viaggio straordinario, che ci fa uscire come da una prigione angusta e allarga visione e conoscenza.

La realta’ non e’ un dato assoluto ma relativo. Noi non sappiamo bene cosa sia il mondo, potrebbe essere un grande sogno, una apparenza illusoria come vuole il buddhismo, un miraggio condiviso come dice l’induismo, una finzione mentale… alla fine e’ cio’ che ognuno immagina, una immagine virtuale, verosimile ma non vera, una delle tante visioni possibili.
E’ il nostro modo di vedere che crea il mondo. Esso non e’ una realta’ oggettiva ma una costruzione artificiale; gli scienziati sanno benissimo che, cambiando le coordinate, cambia anche la realta’. E i matematici sono abituati a produrre realta’ diverse solo cambiando le unita’ dimensionali.
In India da seimila anni si studiano tecniche per destrutturare la mente e farla uscire dalla piccola visione primaria convenzionale aprendole a percezioni diverse. Il Buddhismo tantrico, ad esempio, e’ una tecnica di destrutturazione mentale che apre altri universi.

Jung diceva che i sogni sono prodotti dal fegato, noi possiamo dire, piu’ semplicemente che forse con l’emisfero sinistro elaboriamo la veglia, con l’emisfero destro sogniamo o abbiamo intuizioni e gia’ questo produce due realta’ con due codici diversi, due linguaggi distinti.
I sogni ci mostrano che la mente puo’ costruire visioni che sembrano reali quanto quelle della veglia. Il bambino piccolo per es. non e’ capace di distinguere un incubo dalla veglia, per lui sono veri entrambi. Allo stesso modo ci sembra reale la vita ma essa potrebbe essere solo un sogno virtuale da cui un giorno ci sveglieremo.
Come dice la favola: “L’imperatore Fu Hsi sogno’ di essere una farfalla. Svegliandosi si chiese se era un uomo che aveva sognato di essere una farfalla, o se era una farfalla che sognava di essere un uomo”.

Quando la mente comincia a funzionare secondo altri programmi, cambia anche la percezione, vediamo altri colori, sentiamo altri profumi, intuiamo altri significati. Difficile spiegarlo a chi non lo ha provato. E’ come spiegare l’amore a chi non e’ mai stato innamorato.
Questa mente qui, razional-percettiva, ha costruito questo mondo qui con le sue geometrie, le sue logiche e le sue tangibilita’, ma potrebbe uscire da questa univoca programmazione e conoscere diversamente con la percezione di realta’ diverse.
La mente e’ come un apparecchio radio, predeterminato su una lunghezza d’onda, non e’ detto che si debba rimanere fissi su quella, qualcuno o qualcosa potrebbe girare la manopola e noi potremmo cambiare frequenza e percepire cose diverse.

La meditazione e’ un primo passo utile perche’ abbassa le frequenze mentali verso quel campo ALFA cosi’ interessante, e gia’ questo rallentamento delle onde cerebrali e’ in grado di abolire lo spazio-tempo e puo’ aprirci di colpo un varco sull’altrove.
Noi viviamo in un tempo lineare, in cui la coscienza scorre su un binario a direzione fissa, vive il presente, perde il passato e non vede il futuro. Gia’ il sogno e’ in grado di superare questi limiti. Con le esperienze del paranormale lo stesso.

Fino ad Einstein la fisica classica pensava che il TEMPO fosse un assoluto. Einstein ne fece una coordinata relativa ad un sistema di riferimento, in cui la mente costruisce uno dei tanti universi possibili. Se cambiano i modi del conoscere, cambia la realta’ conosciuta. Insomma quello che ci appare e’ solo una visione molto relativa di cio’ che e’ e di cui non sapremo mai nulla.
La fisica quantistica (particelle infinitesime di energia) ha oggi nuove intuizioni, vede che il tempo puo’ essere assente o produrre risultati bizzarri. E la fisiologia scopre che basta rallentare le frequenze cerebrali per produrre percezioni diverse. Persino il ragazzo comune sperimenta che con droghe anche molto banali (la colla per es.) puo’ modificare l’uso del suo cervello e la sua percezione della realta’.

In Brasile ci sono 7 milioni di meniños de rua, bambini di strada, che rubano o vendono piccoli cibi e per combattere la fame e la disperazione aspirano la colla da falegnami o il mastice dei calzolai mettendola in una scatolina o in un sacchetto di plastica in cui mettono il naso. I vapori della colla bruciano il cervello con un quieto stordimento. Quando un meniños de rua non ha i soldi per comprarsi il mastice svita il tappo del serbatoio di un’auto in sosta, sniffa la benzina e così si placa. Sono le droghe dei poveri.
..

STATI MODIFICATI DI COSCIENZA- PARTE 3- PREDIZIONE E SINCRONICITA’

OMAGGIO A LICIA

Quando presi a sperimentare la scrittura automatica, il messaggio in genere riguardava me, l’angelo mi dava consigli su come condurre la mia vita ed era rigoroso e severo. Questi angeli furono diversi e sembravano succedersi secondo una sequenza connessa alle fasi della vita di cui capii poco. A volte chiedevo per altri e mi furono dette cose che non sapevo, anche di uomini e donne di cui non conoscevo nulla, nemmeno il nome..Qualche volta i messaggi furono belli, ma ce ne fu uno…
Prima pero’, devo fare una premessa. Nel primo cerchio che tenni nella mia casa e che inizio’ il mio insegnare agli adulti, si formo’ un gruppo bellissimo con cui realizzamo tutti un grosso lavoro di coscienza e di evoluzione. Passavamo molto tempo insieme, mezza giornata la settimana, piu’ tanti incontri bellissimi a casa dell’una o dell’altra o in montagna o al parco e scandagliammo insieme con grande entusiasmo vari campi del sapere, partendo dalla filosofia. Il gruppo duro’ 8 anni e divenne una seconda famiglia, provocando fenomeni psichici sincronici notevolissimi. Come avviene per due elettroni che hanno fatto un stesso lavoro, fare lavoro d’anima creo’ un gruppo telepatico, e cosa c’e’ di meglio che piangere insieme ridere insieme, mangiare insieme e cantare insieme? per cui le nostre onde mentali entrarono in fase in modo armonico amplificandosi e capitava che durante la settimana una avesse un problema, un’altra lo sognasse, la terza portasse un libro che conteneva la soluzione ecc. I sogni presero ad intrecciarsi come se ci fosse una sola mente guida in una armonia crescente e fu in questo gruppo che apparvero spontaneamente gli angeli. Ci furono anche vari fenomeni paranormali che alcune avvertirono simultaneamente, non tutte, ma alcune sì.
Su questo gruppo io scrissi 12 grossi libri di analisi, 12 diari in cui riportai ogni loro osservazione e variazione. Loro li leggevano e questo serviva a rivedersi oggettivandosi, producendo un fenomeno di amplificazione del corso evolutivo, una specie di analisi collettiva e di evoluzione collettiva.
Una delle persone piu’ belle fu Licia. Dolcissima, di una disponibilita’ e cordialita’ infinita, quasi infantile nei suoi entusiasmi, lieta e aperta alla gioia, sempre positiva. In verita’ non aveva avuto una vita facile. La madre era morta presto di leucemia e lei stessa aveva avuto questa malattia terribile, e, al tempo, era stata l’unica sopravvissuta delle malate di leucemia all’ospedale S. Orsola. Salvata per vero miracolo, si era dedicata alle famiglie dei ragazzi leucemici dell’ospedale D. Orsola e le ospitava quando venivano dal sud e andava a trovare i malati presentando se stessa come una guarigione possibile.
Noi tutte la amavamo per la sua gioia sempre presente, la sua luce, la capacita’ che aveva di accoglierci e ascoltarci ogni volta che avevamo dei dispiaceri e di saperci portare alla fiducia e alla speranza. Ci accoglieva anche nella sua casina rustica di montagna e penso spesso a quelle domeniche bellissime, nel grande prato o sotto i castagni, al sole, e a come ci sentivamo spensierate e felici.
I suoi pranzi erano memorabili, li preparava per tre giorni ed erano un tripudio di dolcezze, non erano pranzi, erano vere espressioni d’amore.
L’ultimo giorno del ‘95 ero in montagna con lei, sua sorella e vari amici, facevamo festa per la fine dell’anno, dopo la mezzanotte feci un po’ la maga e predissi il futuro dei presenti con le rune celtiche. In genere i messaggi erano gradevoli e pieni di buoni pensieri ma quando fu il turno di Licia il messaggio che usci’ fu terribile, venne una runa di morte, io non sapevo nemmeno che ce ne fosse una e restai scioccata, tra lo sgomento dei presenti, l’atmosfera della festa rovinata. Io nascondevo male la mia angoscia e presi a dire a Licia che doveva assolutamente farsi fare un’analisi del sangue. Lei era pallidissima. Mi ascolto’. Grazie ai suoi amici medici del S. Orsola, pochi giorni dopo il sangue era stato analizzato e il responso fu leucemia. Cominciarono cosi’ mesi terribili. Aveva gia’ avuto la leucemia da giovane e sua madre ne era morta. Ora dopo 17 anni la recidiva. Lunghe chemio la distrussero, dentro e fuori dall’ospedale, quando stava un po’ meglio veniva ancora da noi, minuta e come franta dalla chemio, senza capelli, piccolina, col suo zucchettino bianco fatto all’uncinetto in testa, alla fine ci fu il trapianto del midollo dalla sorella, ma non servi’. Era diventata un povero mollusco pallido come non avesse piu’ ossa. Non riusciva piu’ a muoversi e stava sdraiata sul divano del salotto, esangue. Noi andavamo a trovarla e, anche in quelle condizioni, riprendevamo come degli egoisti la vecchia abitudine di raccontarle i nostri guai e lei, anche in quelle condizioni, ci aiutava. Ricordo che metteva insieme le ultime forze per prepararci dal divano le tartine e altre squisitezze e anche cosi’ senza forze era lei che riusciva a pensare a noi. Ma un giorno Licia rifiuto’ le cure. Nell’agosto del 97 tutto fu finito.
Il primo giorno di quel gennaio del 96, dopo la runa maledetta, ero di nuovo a Bologna, e per placare la mia agitazione, chiesi all’angelo un responso sulla mia amica, di cui non sapevamo ancora nulla; quello che venne in scrittura automatica non fu molto confortante.

LUNGHI PASSAGGI DI PRIVAZIONE
SENZA TREGUA I CONTROLLI
RILASSATI IN VISTA DEGLI EVENTI / TRAGICI E TRISTI
COME UN PICCOLO FIORE [1]
LA MORTE VERRA’ SEPOLTA
A SCUOTERTI I RAMI FRAGRANTI.
LA FIGLIA NON PIU’ SOLA[2]…..
IL MARITO SPERSO, RAMINGO.
TU TIENI BEN FERMO IL CONCETTO
DEL TUO ESSERE PURO
PURIFICATO SENZA MACCHIA
NELL’ASSE MEDIANO.
TUTTO COMINCIA DALLA TESTA
LUCE DEL TRAMONTO, LUCE DELL’ALBA
LA LOTTA PIU’ FORTE E’ DENTRO
COME UN’OASI DI RESISTENZA.
VANNO E VENGONO IN CAMMINO
FORZE NUOVE E FOGLIE CHE CADONO
FINCHE’ TUTTO SARA’ PRONTO
PER L’INGRESSO DEL SIGNORE.
SIA BENEDETTA COLEI
CHE HA CONOSCIUTO LA GIOIA
GLI AMICI SI ILLUMINANO
AL SOLO NOMINARLA
TUTTE SI DISPERDONO
LE OMBRE MALIGNE
INFINE E’ TORNATA
COLEI CHE ASPETTAVAMO
PER ALLIETARE IL DESCO
CON TUTTI I SUOI SORRISI.

[1] Solo oggi mi è venuto a mente che la prima vola che ebbe contatti col gruppo, fu attraverso una lettera (io non la conoscevo) in cui si firmava ‘il piccolo fiore’.
[2] Nel periodo del lutto la figlia trovò il fidanzato

Nel gruppo del martedi’, molte scoprirono i loro talenti, chi il canto, chi la scrittura, chi la pittura.. Licia scopri’ la poesia.
Ci lascio’ un libro con le sue poesie.
Nella prima pagina e’ riportata la sua ultima lettera a noi tutti.

Ai miei cari, i parenti e gli amici, unisco tutti in queste mie parole perche’ la forza di scrivere ad ognuno non c’e’ piu’. Spero che questa mia venga letta fra tanto tempo, ma non ha importanza. I sentimenti sono sempre gli stessi di ora, di allora.
Vi ringrazio per esservi lasciati amare. E’ stata la ragione della mia vita. Senza di voi avrei avuto una vita arida e vuota e l’amore che ho avuto per voi ne ha fatto una ricchezza immensa.
Sono stata felice con tutti voi e continuero’ ad esserlo attraverso il vostro ricordo.
Il mio passaggio sulla madre terra non si cancellera’ mai piu’.
Saro’ energia, faro’ parte del cosmo, saro’ la spiga.
Saro’ la danza e il canto, E saremo sempre insieme in questa avventura emozionante. La vita per me lo e’ stata, nei momenti tristi e entusiasmanti. E’ una bellissima avventura che vale la pena di vivere in ogni suo momento.
Non ho la mente lucida e non trovo le parole che proprio volevo usare per il mio saluto, ma voi andrete al di la’ di questo, sentirete il mio abbraccio, il mio voler bene, la mia serenita’ nel dirvi che sono sempre con voi
“.
Licia

Dopo che Licia mori’ chiesi tante volte di poterle parlare ancora, avrei voluto assurdamente poterle telefonare come facevo una volta quando avevo qualche problema e lei mi consolava. Aveva accolto tutta una serie di strane creature, alcune molto disgraziate, altre davvero pesanti, e con tutte aveva la stessa pazienza, la stessa allegria. Chiesi e chiesi al soprannaturale ma nulla venne per quasi un anno, nemmeno il piu’ piccolo sogno che mi riportasse l’amica perduta.
Poi un giorno stavo camminando in una periferia di Bologna che non conosco e che era nella sua zona, e non pensavo nemmeno a lei e di colpo me la sono sentita vicino, non la vedevo ma la sua presenza era inconfondibile come una ventata di primavera, e inconfondibile era la sua gioia che tutta mi pervadeva. Ovunque fosse, Licia era felice. La sua gioia era la mia gioia, era viva ed era felice. Poteva sentire il suo sentimento con tanta forza da piangere e ridere insieme.
Licia fu molto religiosa nel senso di religare=unire, connettere, ma non fu mai osservante, aveva tanti amici preti ma non andava in Chiesa, non credeva nemmeno nell’anima, pur praticando Dio non riconosceva il nome o il culto di un dio. Ma per l’infinito queste sono cose senza importanza. L’unica cosa veramente importante e’ l’amore.
..

Ho imparato a capire
che il dover morire
fa parte della vita.
Che ogni giorno e’ morire
In ogni battito del cuore.
Ed e’ con tenerezza infinita
che la comprensione acquisita

mi costringe ad amare la vita.

MADRE

Grazie, figli
per la vostra assenza
per la vostra veloce presenza
Grazie per il silenzio che mi lasciate
Grazie
per il letto sfatto
e le cose cadute
per l’imparare in fretta
la vostra vita.
Nel desiderarvi tanto
ve l’ho regalata
Ed ora la mia
ho liberato
e voi donate a me
il mio tempo
il mio viverlo
il mio io!
Sono la madre
e vi amo
e mi amo e vi parlo
e poi ancora con voi
sono uno scambio,
posso ascoltare la crescita,
la vostra,
diversa dalla mia.

SONO VIVA

E quando il silenzio
intorno
non e’ silenzio
so che sono viva.
Nella danza del vento
nel canto delle foglie
sotto i passi sciolti
nel pianto delle nuvole
che invadono la stanza
so che sono viva.
E nel mio silenzio
So che sono viva
.

Oggi e’ il mio compleanno e sono tra il riso e il pianto perche’ Licia mi fa gli auguri dalla pagina, come una volta.

A VIVIANA

Siamo tutte
un unico abbraccio
e in braccio teniamo
con amore e tenerezza
la nostra bambina
che oggi e’ rinata.

Ogni anno si ripete
l’incontro festoso
che ritornera’ per
tutti gli anni
che ancora ci saranno
donati….
E oltre!

..
INDICE STATI MODIFICATI DI COSCIENZA

masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=2547&action=edit

masadaweb.org/2009/04/01/masada-898-1-4-2009-stati-modificati-di-coscienza-n%C2%B0-2/

masadaweb.org/2009/04/11/masada-n-906-11-4-2009-stati-modificati-di-coscienza-4%C2%B0-parte-sogni-di-predizione-entropia-e-sintropia/

masadaweb.org/2009/04/21/masada-n%C2%B0-911-21-4-2009-sogni-lucidi/

masadaweb.org/2009/05/07/masada-n%C2%B0-919-7-5-2009-stati-modificati-di-coscienza-sogni-religiosi-o-mistici/

masadaweb.org/2009/05/12/masada-n%C2%B0-922-12-5-2009-stati-modificati-di-coscienza-n%C2%B0-9-la-scrittura-automatica/

masadaweb.org/2009/05/29/masada-n%C2%B0-930-29-5-2009-lo-sciamanesimo-parte-prima/

masadaweb.org/2009/06/02/masada-n%C2%B0-933-2-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-sciamanesimo-parte-seconda/

masadaweb.org/2009/06/11/masada-n-940-11-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-lezione-10-suggestione-e-ipnosi/

masadaweb.org/2009/07/11/masada-n%C2%B0-953-11-7-2009-storia-dell%E2%80%99ipnosi-parte-2/

http://www.masadaweb.org

1 commento »

  1. Ciao Viviana,

    volevo ringraziarti di avermi resa partecipe dell’omaggio a Licia, mi è entrato dentro, ha toccato le corde di un dolore enorme che io mi porto dentro, e quindi mi ha scatenato prima un’emozione di grande dolore ma subito dopo di dolcezza infinita, mi ha dato nuovamente consapevolezza del fatto che la cosa più giusta è quella di riuscire a trasformare il dolore in amore, pazienza ed accoglienza degli altri. Sono contenta di averne ripreso coscienza perché in certi momenti il mio dolore fa emergere talmente tanta rabbia, che mi accorgo di essere aggressiva nei confronti di chi mi sta di fronte, soprattutto mi accorgo di sfogare questa rabbia verbale nei confronti delle persone a cui voglio bene.
    Pensa Viviana, è stata talmente forte l’emozione che mi si è messa in atto mentre leggevo la poesia di Licia che la posta elettronica aperta davanti a me ha iniziato a vibrare e non smetteva più. La batteria era ovviamente carica e il computer è nuovo. Non aveva mai fatto così ma è logico, in quel momento io vibravo come uno strumento.

    Grazie ancora

    Daniela

    Commento di MasadaAdmin — aprile 6, 2009 @ 10:49 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: