Nuovo Masada

marzo 31, 2009

MASADA n. 897 30-3-2009. La speranza negli uomini migliori

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:15 am

EMILIO MOLINARI e il mercato dell’acqua – Il filosofo GIANNI VATTIMO entra nell’Italia dei Valori – Gianni Lannes e il sindaco di AN che e’ contro le sue scuole- No al nucleare – Concessioni pubbliche a prezzo regalo – In piena crisi si vogliono mettere 14 miliardi in 131 caccia bombardieri – Il giornalista CARLO VULPIO e lo scempio di Taranto – Berardi e la crisi del neoliberismo

Ciao cara Viviana,
per una di quelle strane “coincidenze” ho ritrovato e riletto con molta attenzione alcuni pensieri scritti dal grande filosofo matematico pacifista, Bertrand RUSSEL, premio Nobel nel 1950 della letteratura; te li propongo unitamente ai lettori di MASADA, perche’ li ritengo molto attuali e una risposta sul perche’ molti nostri connazionali diano fiducia e votino un personaggio controverso e inquietante come Silvio BERLUSCONI !!!

Il problema dell’UMANITA’ e’ che i folli e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone piu’ sagge sono piene di dubbi

“Gli uomini temono il pensiero più di ogni altra cosa al Mondo, piu’ della rovina e persino piu’ della morte. Il pensiero e’ sovversivo e rivoluzionario, distruttivo e terribile; il pensiero e’ spietato nei confronti del privilegio, delle istituzioni e delle comode abitudini; il pensiero e’ anarchico e senza legge, indifferente verso le autorita’, incurante dell’ ormai collaudata saggezza dei secoli passati. Il pensiero guarda nella voragine dell’inferno, ma non ha paura……Il pensiero e’ grande, acuto e libero, la luce del Mondo, e’ la più grande gloria dell’ UOMO. Se il pensiero non e’ bene di molti, ma soltanto privilegio di pochi, lo dobbiamo alla Paura; e’ la Paura che limita gli uomini, Paura che le loro amate credenze si rivelino illusorie, Paura che le istituzioni in cui vivono si dimostrino dannose, Paura di dimostrarsi essi stessi meno degni di rispetto di quanto avessero supposto di essere“.

Grazie MASADA, per dare Voce ad ognuno di NOI che crede profondamente nella Universale sequenza del 3: PENSIERO-PAROLA (anche scritta)-AZIONE

SDEI
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Ugo Arcaini scrive per Masada
Stomaci foderati di amianto

L’altra sera partecipavo ad una piccola riunione politica che aveva l’obiettivo di verificare se un gruppo di persone che rivestivano o rivestono tuttora ruoli sensibili all’interno di aree economiche del paese avrebbero potuto contribuire alla soluzione ancorche’ regionale della attuale crisi.
Ingenuamente ero molto fiducioso.
Dopo le prime parole dedicate a descrivere il tema dell’incontro ed i curricula dei partecipanti, la discussione si e’ rivolta immediatamente a come si sarebbe potuto approfittare della crisi…”far soldi”, utilizzabili in parte per finanziare, ma si’, anche la poltrona di qualcuno. Lo spazio per le tematiche sociali della crisi era gia’ finito.
Non a caso in questi giorni giornalisti, trombati e non, si affannano a spiegare il vero volto politico ed il successo del Signor B. Si affannano in particolare a spiegare ed illustrare le doti ed i talenti soprannaturali del nostro piccolo premier. Tutte le TV sono ovviamente incandescenti.
Il Signor B., pero’, non ha nulla di soprannaturale a parte una cosa…..essere un italiano vero alla Toto Cutugno ed incarnare perfettamente l’animo di una grande fetta dei nostri conterranei, che nella e dalla crisi osservano attentamente come trarne profitto.
Il successo di B. sono gli “italiani”, quelli che considerano spettacolare l’intervento di Saviano da Fazio, come Cotroneo. Ma sono anche quegli italiani che pur condividendo Saviano non hanno mai fatto nulla per cercare di invertire la tendenza, scaricando per sempre quei volti della politica e dell’economia che hanno sacrificato per loro interessi di bottega il nostro paese.
Quelli che ….la mafia non esiste .
I volti della politica, sono molto particolari… forse solo Lombroso ci potrebbe aiutare a capirli, guardate i loro occhi, sembrano acquari dove nuotano i pesci rossi .
Per fare politica attiva oggi, devi avere uno stomaco rivestito di amianto purissimo, sei obbligato ad ingurgitare tonnellate di rifiuti tossici di ogni tipo, urbani e non, e durante la digestione il tuo volto deve rimanere assolutamente impassibile, come quello di Fini.
L’uomo “normalmente” onesto, se non e’ addestrato sin da bambino, non riesce a partecipare alla politica attiva senza essere colpito da gravi problemi gastrici, ed ecco perche’ la politica e’ fatta di figli dei figli dei figli, per partecipare devi avere un DNA contaminato, radioattivo, altrimenti sei fuori.
Ieri 29 marzo 2009 il Signor B., dal monte Sinai della fiera di Roma, ha detto testualmente. “… Quando leggerete il documento che avete appena votato……..”.
Ecco! Questo e’ cio’ che chi fa politica in “italia” nei ruoli dominanti desidera da chi fa parte delle sue schiere…..obbedienza cieca e assoluta, silenzio farcito di qualche intelligenza da servizio segreto, un po’ di curve femminili ad ampia disponibilita’, un servilismo da olimpiade e tanto tantissimo nulla!!!.
Penso che questo nulla, questo enorme vuoto, sia una meravigliosa speranza che aspetti solo di essere affettuosamente colmata dalla nostra “Partecipazione”, con un potentissimo uragano di idee.
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Convegno Pdl
Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’ uomo, ma gia’ era loro impossibile distinguere tra i due”.
(La fattoria degli animali – Orwell)
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Obama licenzia Wagoner di GM. La Fiat si allea alla Chrysler, cosi’ il suo presidente potra’ essere licenziato direttamente da Obama. Potremmo aggiungerci anche il Pdl?
Allucinante! La maglietta di moda a Israele: mostra una donna velata incinta con sopra un bersaglio, la scritta dice: “Spara a una donna incinta, con due colpi ne ammazzi due.”
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Ci sono i potenti, buoni, cattivi, sempre potenti sono
Poi ci sono le piattole, che credono nelle loro teste piatte che elogiando i potenti possono partecipare a qualcosa del loro potere
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Travaglio ad annozero
Condoni edilizi in Italia

www.youtube.com/watch?v=a4Vzpjepwhw&feature=sdig&et=1238349189.72
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GIANNI VATTIMO e l’Italia dei Valori
Viviana

Di Pietro comincia ad attrarre della bella gente: Sonia Alfano, il giornalista Vulpio, il magistrato de Magistris, Pancho Pardi, Travaglio, Pino Arlacchi… Ora anche Gianni Vattimo il nostro filosofo contemporaneo piu’ noto, che si candida nell’IdV.
«Diranno che vado con i giustizialisti? Ma questo e’ il loro lato buono! L’IdV e’ l’unica opposizione verosimile che esiste oggi. Io resto comunista, ho tantissimi amici nelle formazioni che si dicono comuniste, ma questa legge del 4% li costringe ad alleanze innaturali, comunque infruttuose. Rischio di essere l’ultimo comunista al Parlamento europeo». Di Pietro avevo gia’ deciso di votarlo. Su moltissime cose sono d’accordo con lui, per es. e’ l’unico a coltivare un antiberlusconismo adamantino. Anche il cosiddetto carattere giustizialista del suo partito, in un Paese in cui il premier ha tutti i tratti dell’incompatibilita’ – altrove sarebbe stato persino ineleggibile – mi pare un pregio»Io ho una posizione da Cln, anche nel Cln si erano messi insieme comunisti, liberali, democristiani perche’ avevano un compito comune: battere un fascismo; con tutte le ovvie differenze tra il fascismo e la situazione di oggi»
«Il Pd e’ il realta’ il Pdc, una democrazia cristiana peggiore, nessuna concorrenza con il cdx su leggi come il testamento biologico, totale accettazione delle pretese della Chiesa»
«Non avrei mai pensato che Fini fosse l’ultima speranza per la sx. Questo congresso del Pdl l’avevo considerato una pagliacciata, probabilmente sbagliando. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma quando vedo uomini come Gasparri mi chiedo se appartengano all’umano, anche se so che e’ poco caritatevole e poco democratico. Pero’ non voglio rinunciare – percio’ ho scelto Di Pietro – alla differenza morale tra dx e sx, tra quelli di qua e quelli di la’, che continuo a trovare moralmente repellenti»
Pero’ molti considerano Di Pietro uno di dx… «Ma sa, la destra fascista non esiste piu’; magari esistono picchiatori di dx, ma ce ne sono anche nell’estrema sx. Quanto alla dx conservatrice, onesta, lei l’ha sentita, al congresso del Pdl? Io no. Non ho ascoltato alcun discorso onesto, per esempio, sulla crisi. L’unico che ne ha parlato, ed e’ infatti il migliore tra loro, e’ stato Tremonti che e’ un amico delle banche…»
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Giornalisti di punta: Gianni Lannes da La Stampa

Il sindaco di Orta Nova Giusepe Moscarella (di AN) e’ stato interrogato dal giornalista della Stampa Gianni Lannes su 4 scuole pericolanti che ospitano 2000 studenti e lo ha picchiato. Ad Orta Nova sono arrivati 2 milioni di euro per sistemare queste scuole; ma la giunta non ha speso un solo euro. Gianni Lannes si occupa anche di cronaca giudiziaria nella zona dell’alta Puglia, i suoi articoli non sono piaciuti al sindaco di Orta Nova che lo ha aggredito fisicamente. Nello stesso paese una scuola media e’ gia’ crollata parzialmente, per fortuna durante le vacanze, e altre 3 sono pericolanti. Il giornalista era andato dal sindaco per avere la documentazione e chiedere della gravissima situazione di rischio per 2000 ragazzi e i loro insegnanti. Dopo una intera giornata di attesa il sindaco e’ arrivato, gli ha strappato di mano la telecamera, lo ha insultato e picchiato. Il giornalista ha perso i sensi mentre usciva il sangue e nessuno lo soccorreva. Finalmente portato in ospedale gli hanno riscontrato una frattura alla mano e una lesione allo scafoide guarita in 40 giorni.
Leoluca Orlando ha presentato una interpellanza al presidente del Consiglio, al ministro Gelmini e al ministro delle infrastrutture Matteoli. Nessuna risposta.
I vigili del fuoco hanno scoperto che queste scuole non sono mai state collaudate, sono prive di certificazione antincendio, praticamente sono totalmente illegali eppure sono aperte.
Nella stessa zona, secondo le indegnini di Lannes, c’e’ un’immensa discarica di rifiuti tossico nocivi provenienti dall’estero, che avrebbe dovuto ospitare un milione di tonnellate di rifiuti, il procedimento era illegale e la delibera della provincia di Foggia e’ stata annullata grazie al movimento popolare, che ha occupato la discarica e intentato una battaglia legale che i cittadini hanno vinto.
Giuseppe Moscarella non usa sistemi democratici, eppure e’ al 3° mandato.
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C’e’ una battuta in un film che dice:
La differenza tra la fantasia e la realta’ e’ che la fantasia deve essere credibile.”

La tv e’ tremenda perche’ rende tutto credibile, ma se tutto e’ credibile, allora non c’e’ niente di credibile.
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Accoppiamento Fini-Berlusconi
Alcune specie si accoppiano per ottenere vita, altre per ottenere voti.
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Convegno del Pdl
Le lacrime di Brunetta…
Il coretto delle dame..
Le poesie di Bondi,,
Mark Twain ha detto che l’irriverenza e’ la paladina della liberta’.
L’ovazione e’ il suo becchino.
Il Pdl il suo mortorio.

Viviana

Che cosa gli prende a Fini? Elogia la democrazia, dice che senza democrazia non ci puo’ essere governo legale, attacca la tirannide, depreca coloro che vendono posti di lavoro in cambio di voti..
Siamo abituati a vedere Berlusconi che proietta sugli avversari i propri vizi.
Ci mancava di vedere un politico che proietta gli stessi vizi sul proprio socio in affari!
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Marco Masini

E’ un paese l’Italia dove tutto va male
lo diceva mio nonno che era meridionale
lo pensavano in tanti comunisti presunti
e no…

E’ un paese l’Italia che governano loro
lo diceva mio padre che c’aveva un lavoro
e credeva nei preti che chiedevano i voti
anche a Dio…

E’ un paese l’Italia dove un muro divide a meta’
la ricchezza piu’ assurda dalla solita merda
coppie gay dalle coppie normali
e’ un paese l’Italia che rimane fra i pali
come Zoff…

E’ un paese l’Italia di ragazze stuprate
dalle carezze di un branco cresciuto
dentro gabbie dorate
perche’ e’ un paese l’Italia dove tutto finisce cosi’
nelle lacrime a rate che paghiamo in eterno
per le mani bucate dei partiti del giorno
che hanno dato all’Italia
per volare nel cielo d’Europa
una misera scopa
.

E’ un paese l’Italia dove l’anima muore da ultra’
nelle notti estasiate, nelle vite svuotate
dalla fame dei nuovi padroni
e’ un paese l’Italia che c’ha rotto i coglioni!

Ma e’ un paese l’Italia che si tuffa nel mare
e’ una vecchia canzone che vogliamo tornare a cantare
perche’ se l’ignoranza non e’ madre di niente
e ogni cosa rimane com’e’
nei tuoi sogni innocenti c’e’ ancora l’odore
di un’Italia che aspetta la sua storia d’amore
.
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EMILIO MOLINARI
Genova frontiera del diritto all’acqua

Emilio Molinari e’ un politico italiano, esponente di Democrazia Proletaria e parlamentare europeo. È stato eletto alle elezioni europee del 1984 per le liste di DP. È stato membro della Commissione per l’energia, la ricerca e la tecnologia e della Delegazione per le relazioni con il Giappone. (vedi un suo video www.youtube.com/watch?v=1tJgimYuW_A ).

“Contrastare il processo di privatizzazione e mercificazione dei Beni Comuni, a cominciare dall’Acqua, e’ una delle battaglie decisive di quest’epoca, una battaglia non ideologica ma di civilta’. La cosa gravissima, ha segnalato Molinari, e’ che il parlamento italiano ha votato l’obbligatorita’ della privatizzazione dell’acqua italiana e lo ha fatto “con voto unanime” e questa e’ un caso unico al mondo! Che dimostra il totale fallimento della politica internazionale, di tutti i governi e della partitocrazia italiana, il fallimento del nostro Parlamento. L’ONU non e’ ancora arrivata a dichiarare che l’acqua “e’ un diritto umano”, ha detto al massimo che essa e’ “un bisogno”. L’acqua continua a essere ritenuta “una merce”! L’ONU si piega agli interessi economici delle multinazionali dell’acqua e rimanda di altri 3 anni la sua difesa. Percio’ rilascia alle multinazionali il destino dei grandi invasi, delle fonti, dell’acqua pubblica. Non a caso la Banca Mondiale “ordina” ai paesi del mondo di costruire quelle dighe che formano i grandi invasi che sono di proprieta’ di chi l’acqua la vuole vendere in bottiglia e vuole fare speculazione e mercificazione di un bisogno universale. 3600 di queste dighe hanno rovinato l’India con esodo della popolazione, cambiamento del clima e impoverimento del territorio. 47.700 in India quelle piu’ alte di 15 metri, volute dalla Banca Mondiale, che hanno costretto a un esodo forzato 36 milioni di persone.
A Istanbul il 15 di marzo le multinazionali hanno segnato l’ulteriore vittoria del profitto su un bene universale, su in diritto universale. Il diritto a bere e’ stato messo in bottiglia. Il diritto piu’ fondamentale del mondo devi essere obbligato a comprarlo al supermercato per servire gli interessi di grandi gruppi di potere.
Gli invasi della Valtellina sono di AN, AN ha dominato la politica idrica della Valtellina. Oggi AN entra in A2A e Zucconi, il suo presidente, dichiara, e lo riportano i giornali: “Finalmente siamo anche noi dei predatori”.
Le dighe vogliono dire l’espulsione di intere popolazioni dai loro territori, lo vediamo per il Tigri e l’Eufrate, chi domina le grandi dighe decidera’ chi vive e chi muore, chi avrà l’acqua e chi no. La Russia dichiara che in futuro mettera’ tutta l’acqua in condutture e l’acqua sara’ messa sul mercato come il petrolio e costera’ come il petrolio e chi non potra’ comprarsela morira’ di sete. Ma in Italia facciamo di peggio. La legge di Berlusconi del 2 agosto “obbliga” a privatizzare l’acqua, sottrae l’acqua agli enti locali e alla disponibilita’ pubblica dei cittadini. In Italia si e’ gia’ deciso che poche societa’: Iride, Hera ecc, domineranno l’acqua italiana. La politica fara’ i loro interessi.
Io vorrei – dice Molinari – che la Chiesa tuonasse su questo punto. Vorrei che le grandi persone d’Italia, dello sport, della societa’ ecc., dicessero chiaro a tutti cosa sta avvenendo. Non e’ un caso che tutte le leggi italiane a partire dal 94 e dalle dichiarazioni universali di Dublino ecc si giocano sulla definizioni se l’acqua e’ un bene umano o un bene economico, ma l’ONU, l’UE ecc finora hanno dichiarato che l’acqua e’ un bene economico, togliendo anche poteri alle amministrazioni locali che ormai non snano piu’ cosa vendere, e su questo la politica fallisce ovunque. L’acqua e’ un bene comune, e’ un bene di tutti che va gestita da tutti cominciando dal basso.

Dopo il World Water Forum appena conclusosi a Istanbul, arrivano a Genova i primi testimoni della resistenza contro le privatizzazioni dell’acqua. Esperti di Salvador, Honduras e Nicaragua raccontano i gravi impatti dei profitti delle grandi imprese dei servizi sulle loro popolazioni. Ed Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua rivela che l’Italia e’ l’unico Paese al mondo ad aver imposto la privatizzazione di un diritto fondamentale. Un problema anche per Genova, un buon affare per le sue imprese.
E’ da diversi anni che le organizzazioni non governative italiane attraversano con carovane di solidarieta’ e conoscenza i Paesi teatro delle piu’ gravi violazioni dei diritti umani di tutto il mondo. Tra queste una delle piu’ crudeli e’ il mancato accesso all’acqua potabile, che porta alla morte milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, in particolare i bambini. A Istanbul si e’ appena concluso il World Water Forum organizzato dalle Nazioni Unite, contestato pacificamente dalla societa’ civile perche’ vedeva ospiti d’onore quelle stesse societa’ che, privatizzando i servizi idrici, sottraggono il diritto all’acqua potabile ai piu’ poveri tra gli abitanti del pianeta. A sorpresa, questo e’ un problema che riguarda da vicino anche i piu’ poveri nel nostro Paese, l’Italia e’ stata l’unico nel mondo ad aver votato una legge che costringe gli Enti locali a privatizzare i servizi idrici. Ma che permette, come nel caso di Genova, alle ex municipalizzate dell’acqua, grandi affari nel nostro Paese e in giro per il mondo.

Emilio Molinari, appena tornato dal World water forum di Istanbul analizza la situazione mondiale e italiana con allarme: “Al Forum tra i Paesi europei solo Francia e Spagna hanno sottoscritto una dichiarazione con altri 20 stati, che dichiara che l’acqua e’ un diritto dell’uomo rendendo palese il fatto che il nostro continente non e’ in grado di avere un ruolo. L’Italia in particolare e’ l’unico paese al mondo che rende obbligatorio la privatizzazione dell’acqua nei comuni entro il 2010 con la Legge 133, articolo 23 bis, allegata all’ultima Finanziaria. Questa indicazione rende obbligatorio per i Comuni mettere a gara un pacchetto azionario per privati rendendo la privatizzazione, appunto, inevitabile”. Genova e’ battistrada di questa operazione con Iride che unendo Genova e Torino forma una nuova societa’ Multiutility per andare all’assalto dei servizi idrici di mezzo mondo. La privatizzazione a Genova ha gia’ peggiorato, per di piu’, le perdite in rete e le tariffe per gli utenti, con il pericolo della diminuzione dei controlli che dovrebbero essere giornalieri ma per ragioni di risparmio potrebbero diminuire, rendendo le acque piu’ a rischio”. Genova, rivela Molinari “e’ tra le piu’ aggressive realta’ nazionali. L’acquisizione della gestione di Sicilia Acque, che garantisce l’acqua a Palermo, e’ un frutto di questa politica che porta a entrare in territori delicati senza garantire il diritto al servizio”.
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La distruzione del territorio e dei suoi abitanti: il nucleare
Antonio Cianciulli

E’difficilissimo quantificare la spesa finale, che resta comunque pesantissima tanto che gli investitori considerano l’atomo un ‘operazione ad alto rischio

La possibilita’ di domare in modo pacifico l’energia scatenata dalla scissione dell’atomo ha una data indicativa che coincide con il centesimo anniversario della versione devastante della potenza nucleare, la prima bomba atomica.
Al momento le previsioni per la realizzazione dei reattori di 4a generazione, i primi a risolvere Il problema delle scorie e a fare un salto qualitativo nelle garanzie di sicurezza, indicano un periodo di 20-30 anni, ma chi ha esperienza nel settore prevede che i tempi possano allungarsi.
In ogni caso un po’ prima della meta’ del secolo questi reattori potrebbero vedere la luce. E intanto? I sostenitori delle centrali atomiche parlano di “rinascimento nucleare”, ma i numeri attuali e le previsioni dell’Iea (International Energy Agency) raccontano uno scenario diverso. Il grafico dei nuovi reattori collegati ogni anno alla rete ha un andamento a piramide. Parte con numeri simbolici alla fine degli anni Sessanta, si attesta tra i 15 e i 20 reattori tra il 1971 e il 1982, sfonda il muro dei 30 nel biennio83-84, poi decresce rapidamente e finisce per oscillare attorno ai 5.
«Un settore con un andamento come questo va considerato moribondo, altro che rinascimento», ha osservato Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace, nel convegno Energethica, alla fiera di Genova. «II lancio dell’energia nucleare e’ avvenuto con
fondi pubblici: alcuni Stati hanno scelto questa strada per ammortizzare i costi sostenuti per dotarsi di un arsenale nucleare. Ma da 30 anni la liberalizzazione ha bloccato gli investimenti. Nemmeno Bush e’ riuscito a resuscitare il nucleare pur introducendo forti incentivi: 1,8 centesimi al chilowattora per i primi 6 mila megawatt, fondi assicurativi statali per coprire le perdite dovute a ritardi nella costruzione e fondi a tasso agevolato. Non e’ servito a niente: i privati considerano l’atomo un investimento a rischio».
Anche i costi delle nuove centrali, quelle di 3a generazione, non sono facili da definire. Si e’ partiti da una stima di 3 miliardi di euro, ma l’unica in stato avanzato di costruzione, in Norvegia, ha costretto a rivedere i conti in maniera drastica. Ad oggi la stima e’ gia’ cresciuta di 1,7 miliardi di euro a causa dei ritardi e Wulf Bemotat, capo della tedesca E.On, nel maggio scorso ha dichiarato al Times online di prevedere fino a 6 miliardi di euro per costruire un Epr (una centrale di terza ge-nerazione) in un sito esistente, escludendo dal conteggio la cifra necessaria allo smantellamento del vecchio reattore.
La costruzione della centrale finlandese di Olkiluoto da 1.650 megawatte’ stato possibile perche’ i problemi di finanziamento sono stati aggirati dalla costituzione di un consorzio, incoraggiato dal governo, tra grandi aziende che si sono impegnate a comprare l’energia che un giorno verra’ prodotta dalla centrale a prescindere dalla convenienza del prezzo del chilowattora nucleare in quel momento: una sorta di preacquisto, una decisione politica che ha sbloccato l’impresa. Ma i ritardi determinati da una lunga serie di «non conformita’ al progetto» (dal cemento inadeguato alle saldature irregolari) stanno rimettendo in discussione quell’accordo. Il costruttore francese Areva, spinto anche da una situazione finanziaria precaria, ha minacciato di chiedere in tribunale 2 miliardi di euro di danni all’azienda finlandese TVO per non aver messo in pratica un accordo per sollecitare i lavori di costruzione La TVO ha risposto minacciando di chiedere 2,4 miliardi di danni alla Arevo per i ritardi.
Piuttosto incerto anche il costo di una centrale da mille megawatt. Sono 2,5 miliardi di euro secondo l’Enel, Per l’E’On si arriva a 3,5 miliardi. Secondo Moodys e’ piu’ realistica la cifra di 5,8 miliardi. Per l’americana Florida L&P si sale fino a 6,1. «Il problema e’ che la crisi finanziaria ha finito per peggiorare una situazione gia’ estremamente critica per il settore nucleare», osserva Nicola Armaroli’, ricercatore del Cnr e coautore del libro «Energia per l’astronave Terra». «Negli ultimi 30 anni oltre la meta’ dei finanziamenti concessi dai governi alla ricerca energetica sono andati al nucleare, ma non e’ bastato. Analizzando i costi di una centrale a fissione si vede infatti che le principali voci sono il 57% per il capitale e il finanziamento, il 25% per l’operativita’, il 13% per il combustibile. In queste condizioni i ritardi “incidono pesantemente sui costi dell’opera portando l’insicurezza finanziaria dell’impresa a livelli che erano considerati troppo alti gia’ prima della stretta creditizia».
Inoltre lo sviluppo dell’energia nucleare, incidendo solo sulla frazione elettrica dei consumi, non basta per uscire dalla dipendenza dal petrolio. Anzi, continua Armaroli, la Francia ricava il 78% dell’elettricita’ dal nucleare, l’Italia zero; eppure i nostri vicini consumano piu’ petrolio di noi.
«Il problema non e’ tanto aumentare la produzione di energia elettrica, quanto renderla piu’ flessibile e piu’ efficiente», aggiunge Aldo Iacomelli, docente di energie rinnovabili all’universita’ di Pisa. «E’vero che importiamo energia nucleare dalla Francia ma e’ anche vero che in alcuni orari rivendiamo alla Francia elettricita’ che deriva da centrali a ciclo combinato. E la curva di’ crescita delle fonti rinnovabili indica un futuro legato all’energia del sole».
Infine il capitolo scorie. In Italia sono stati prodotti oltre 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi (calcolando anche gli impieghi medici e di ricerca). Una parte di questa massa di materiale radioattivo e’ stoccata in Italia in centri pubblici e privati. Ma 7 mila tonnellate di rifiuti ad alta e media attivita’ radioattiva che erano state inviate per il riprocessamento al centro di SeUafield (nel Regno Unito) dovranno tornare a casa, e- ovviamente- non hanno un posto.
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Concessioni di Stati a prezzi stracciati
Antonio Di Pietro

Berlusconi dichiara 10 volte meno al fisco italiano anno dopo anno. Solo 14 milioni di euro.
(Io non sarei molto sicura che cio’ corrisponda a perdite e non a una evasione aumentata- Viviana) comunque se ne deduce che e Berlusconi guadagna ancora un sacco di soldi grazie alle concessioni ottenute da Craxi e mai rimesse in discussione dai governi successivi.
Non si capisce come mai abbia dichiarato solo 14 milioni, vista la considerevole crescita di investimenti delle aziende di Stato in pubblicita’ sulle reti Mediaset, a scapito della RAI.
E come mai in una situazione dove il governo chiede sacrifici alla popolazione non vengano riviste e portate ad un congruo prezzo del 20% del fatturato, invece dell’1% attuale, le concessioni di Stato, tutte, comprese quelle per le frequenze radiotelevisive del “povero” Silvio Berlusconi. Mi domando cosa stiano facendo i colleghi in Parlamento e perche’ mantengano il silenzio su questa immensa regalia di Stato. Prima di proporre una patrimoniale ai redditi sopra i 100 mila euro proporrei un recupero del 19% di concessioni non versate ai cittadini negli ultimi dieci anni almeno.
Le concessioni pubbliche vanno riviste, da quelle televisive a quelle autostradali, a quelle dell’acqua, a quelle energetiche. Non sono accettabili utili da capogiro su beni di mercato in situazioni praticamente da monopolio di beni primari.
(E’ notorio che su queste concessioni che arricchiscono alcuni in modo indebito e vergognoso, il Pd o chi per lui prima non ha mai aperto bocca. l’Italia e’ il 1° paese produttore e consumare al mondo di acque minerali con un volume di affari di 3 miliardi eppure manca una regolamentazione nazionale sulle concessioni e ogni regione fa come crede. Si va da 0,3 euro per ogni mille litri della Campania fino ai 3 euro per ogni mille litri del Veneto. Ma anche prendendo il canone massimo, esso e’ lo 0,6% del prezzo finale. Un autentico furto! – Viviana)
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Riccardo Troisi manda
Fermiamo la produzione dei cacciabombardieri JSF

Il governo italiano sta chiedendo al parlamento il parere positivo alla continuazione della produzione di 131 caccia bombardieri Joint Strike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026 con una spesa di quasi 14 miliardi di euro.
Si tratta di una decisione irresponsabile sia per la politica di riarmo che tale scelta rappresenta, sia per le risorse che vengono destinante ad un programma sovradimensionato nei costi sia per la sua incoerenza (si tratta di un aereo di attacco che puo’ trasportare anche ordigni nucleari) con le autentiche missioni di pace del nostro paese.
In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’universita’ e alle politiche sociali, destinare 14 miliardi di euro alla costruzione di 131 cacciabombardieri e’ una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese. Sbilanciamoci chiede al parlamento di dare parere negativo alla prosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte delle risorse gia’ accantonate a programmi di riconversione civile dell’industria bellica e agli interventi delle politiche pubbliche di cooperazione internazionale, che la scorsa manovra finanziaria ha tagliato di ben il 56%.
Con 14 miliardi di euro si possono inoltre fare molte altre cose in alternativa. Ad esempio si possono contemporaneamente costruire 5000 nuovi asili nido, costruire un milione di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennita’ di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese.
Il parlamento faccia una scelta di pace e di solidarieta’; blocchi la prosecuzione del programma. Destini le risorse alla societa’, all’ambiente, al lavoro, alla solidarieta’ internazionale.

www.sbilanciamoci.org
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Lo scempio di Taranto (sunto)
CARLO VULPIO
Carlo Vulpio (il giornalista che e’ stato sospeso dal Corriere per aver scritto degli scandali calabresi)

(Tremonti non sa dove trovare i soldi. Strano. Noi vediamo benissimo i soldi dove stanno.)
Taranto produce il 92% della diossina italiana. E’ ammorbata da sostanze cancerogene teratogene come gli idrocarburi policiclici aromatici, mercurio,arsenico, piombo, che vengono da 3 industrie: Ilva, la piu’ grande acciaieria d’Europa, Eni e Cementir. Esse, oltre ad ammorbare Taranto e a contribuire in maniera pesante all’aumento dei tumori e leucemie che uccidono i tarantini come mosche, non pagano l’Ici fin dalla sua nascita.
L’Ilva ne paga solo una parte, 3 milioni e mezzo, l’Eni non paga 7 milioni ogni anno, la Edison non paga 2 milioni e 200.000 € l’anno, la Cementir che non paga circa100.000 € l’anno. In 15 anni, fino al 2007 non hanno pagato 172 milioni. Ogni tarantino ha pagato 810 € a testa di pizzo. Questa Ici non verra’ piu’ pagata perche’ 10 anni, dal 1993 al 2002, sono stati prescritti
Oggi per la prima volta la nuova giunta anche per merito di un nuovo assessore, signora Fischetti, tecnico proveniente dall’Agenzia delle entrate, ha disposto col sindaco Stefa’no un accertamento fiscale. E’ la prima ispezione fiscale dell’acciaieria piu’ grande d’Europa in 50 anni
Fino all’anno scorso, il servizio dell’Ici e’ stato appaltato alla societa’ Emmegi s.r.l., che sta per Mimmo Greco, il papa, che societa’ ha riscosso per conto del comune l’Ici. Come mai non ha fatto nessun controllo? Bella domanda. Mai nessun controllo e poi si scopre che vi e’ questo grande ammanco.
Taranto e’ il comune che ha fatto registrare in tutta la storia d’Italia il piu’ grande buco finanziario: ha dovuto dichiarare fallimento per l’astronomica cifra di un miliardo e 200 milioni di €.
Ecco come dovrebbe essere l’informazione pubblica. I nostri colleghi direttori dei tg di Rai, Mediaset e di La7 tutti insieme potrebbero un giorno raccontare al mondo com’e’ che Taranto, che e’ in Italia e in Europa, sia la citta’ piu’ inquinata d’Europa per emissioni industriali e solo li’ ci sia un quartiere come il Tamburi, chiamato il quartiere dei morti che camminano.
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Neoliberismo in rovina
Franco Berardi

Dieci anni dopo Seattle il castello della globalizzazione e’ in rovina. Non certo le strutture tecniche della globalizzazione che permangono. Non certo le competenze e i saperi della globalizzazione, che restano intatti per il momento (anche se l’attacco furioso contro la scuola e l’universita’ mira a distruggere l’intelligenza collettiva). Ma il governo politico della globalizzazione e’ in rovina. Lo avevamo gia’ capito da anni, da quando la forsennata politica di guerra aveva bloccato l’alleanza tra capitale ricombinante e lavoro cognitivo su cui fondo’ il grande balzo hightech degli anni ’90. Lo avevamo capito quando le potenze petroliere e guerrafondaie della old economy si erano impadronite della Casa Bianca avviando la loro guerra e la rottamazione del general intellect. Lo avevamo capito a Sapporo, quando i grandi del mondo si erano incontrati per riconoscere la loro impotenza di fronte alla tempesta che si stava preparando. Poi la tempesta e’ arrivata, il presidente della war economy ha lasciato il passo al presidente della cognitive class. Ma adesso e’ troppo tardi.
Obama prova generosamente a salvare il capitalismo americano con l’iniezione di dosi di keynesismo, ma non ce la fara’, non ce la puo’ fare. Si incontrano a Londra per fare il punto, ma e’ facile prevedere che non ne verra’ fuori niente.
Tocca a noi, tocca ai movimenti, tocca al lavoro cognitivo interconnesso e alla potenza sociale dei lavoratori, salvare quel che ci serve e ci piace della globalita’ tecnica cognitiva ed economica.
Paul Krugman ha scritto recentemente che pur essendo la crisi finanziaria meno severa in Europa che negli USA, la situazione europea e’ preoccupante perche’ qui manca la possibilita’ di una decisione finanziaria unificata. A questo occorre aggiungere che il protezionismo tende a dilaniare l’Unione, e che l’aggressivita’ e il razzismo stanno diventando dovunque il surrogato dell’intelligenza.
Dobbiamo ragionare sul modo in cui salvare la civilta’ e la pace sul continente europeo. Dobbiamo ragionare sul modo in cui salvare l’esperienza poltiica dell’unita’ europea. E’ un compito che tocca al movimento, perche’ nessuna forza politica del novecento sapra’ farla, ne’ lo faranno i residui della sinistra novecentesca, che sono sempre stati culturalmente refrattari all’internazionalsmo europeo, ne’ lo faranno i cascami neoliberisti che difendono solo il loro privilegio, ne’ certamente potranno farlo i fanatici delle identita’ locali, nazionali o razziali, che purtroppo sono al governo in Italia come in vari altri stati europei.
Ma cosa vuol dire oggi difendere l’unione, salvarne l’esperienza ed il progetto? Una cosa vuol dire essenzialmente: reddito di cittadinanza, sganciamento del reddito dal lavoro.
E’ questo il tema che dobbiamo mettere al centro della campagna culturale per l’unione e la pace in Europa.
Il collasso economico in corso non e’ soltanto l’effetto di una crisi finanziaria epocale, ma e’ soprattutto il segno dell’esaurimento della crescita, e il segno della fine della relazione tra lavoro e reddito. La forma del salario, che nell’epoca passata misuro’ il rapporto tra tempo di lavoro e reddito e’ oggi fuori uso. Non abbiamo a che fare soltanto con una bolla dell’immobiliare o una bolla dell’indebitamento. Abbiamo a che fare soprattutto con l’esplosione della bolla lavorativa. Abbiamo lavorato e prodotto troppo, siamo stati costretti a rinchiudere l’enorme potenza produttiva entro le gabbie del consumo privato, e questo ha impoverito la vita sociale, affettiva, culturale. Nell’interesse della societa’ e’ necessario avviare oggi un processo di risocializzazione della vita quotidiana. Il tempo di lavoro deve tendenzialmente essere dimezzato perche’ la societa’ si riappropri del proprio tempo e riapprenda l’affetto per l’altro, la cura di se’, l’insegnamento e la terapia. Queste funzioni della vita quotidiana, che il capitalismo ha commercializzato debbono riacquistare la propria relazione organica con la vita. Ma per far questo occorre riconoscere che non si puo’ piu’ pagare salario in cambio di prestazione di tempo.
Il reddito non puo’ continuare ad essere finzione di una impossibile misura del lavoro. Ogni essere umano ha diritto a ricevere quel che gli serve per la sua vita. Milleduecento euro per ogni persona che ha compiuto diciott’anni, indipendentemente dal fatto che possa o non possa trovare un impiego. La fine della relazione salariale e’ gia’ nei fatti. Ora si tratta
di trasformarla in consapevolezza in programma, in reddito di cittadinanza. Questa e’ la campagna culturale che occorre lanciare in Europa. Questa e’ la campagna che ci permettera’ di salvare l’unione europea. Questo ci permettera’ di salvare quel che della globalizzazione non vogliamo perdere: la ricchezza e la connessione dell’intelletto generale.
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Una cosa e’ mostrare ad uomo che e’ in errore, e’ un’altra renderlo padrone della verita’.
La recente legge francese in materia che, all’articolo 6, stabilisce che «quando una persona, in fase avanzata o terminale di una patologia grave e incurabile, qualunque ne sia la causa, decide di limitare o di sospendere qualsiasi trattamento, il medico ne rispetta la volonta’ dopo averla informata delle conseguenza della sua scelta».
Camillo Ruini che, nella sua prolusione alla Conferenza episcopale italiana, dichiara: «La volonta’ del malato, attuale o anticipata o espressa attraverso un suo fiduciario scelto liberamente, e quella dei suoi familiari, non possono avere per oggetto la decisione di togliere la vita al malato».
Si’, ma qui non si tratta di togliere la vita a malato quanto di lasciare che la natura faccia il suo corso seguendo anche la sua volonta’ e rispettando la dignita’ della persona. In questi mesi abbiamo sentito parlare politici che definivano omicidio il gesto di chi non faceva altro che sospendere una terapia.
Bloggher
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RIDIAMARO : – )

BERLUSCONI E’ ROBA DA CONGO !!!!
Roba che nessun paese normale vorrebbe !!!
Ma ve lo vedete un INGLESE che vota Previti ?
O uno SVEDESE che applaude Bondi ?
O un OLANDESE che ascolta GASPARRI ???
O un FRANCESE che crede alle PALLE su Alitaglia ???
O un TEDESCO che crede davvero al ponte di messina ???
O un GRECO che si fa infinocchiare sulla scuola privata ???
O un FINLANDESE che crede davvero che MENO TASSE equivale a STARE MEGLIO ????
O un IRLANDESE che prende sul serio una VELINA diventata MINISTRO ???
O un BELGA che crede che Dell’Utri sia un PERSEGUITATO ???
O un LUSSEMBURGHESE che applaude al LODO ALFANO ???
O uno SPAGNOLO che e’ convinto che l’alimentazione forzata sia una cosa normale ???
O uno SCOZZESE che crede che una tassa comunale sia uno spreco di denaro ???
O un NORVEGESE che guarda le dichiarazioncine di BONAIUTI al TG 1 ????
SIETE FINITI !!!! NON AVETE PIU’ SCUSE, LE PALLE VE LE RACCONTANO SOLO A VOI !!!!!

Fabrizio g.
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Vincenzo Russo
Storiellina con morale

Heidi e’ la proprietaria di un bar. Per incrementare le vendite, decide di offrire ai clienti per la maggior parte ubriaconi perdigiorno la possibilita’ di bere pagando in seguito. Tiene i conti su un taccuino, concedendo in pratica agli avventori un mutuo subprime.
Quando la voce si sparge, i clienti affollano il bar di Heidi. Le vendite esplodono. Approfittando della liberta’ dei clienti di pagare con comodo, Heidi aumenta il prezzo per vino e birra, le bevande piu’ richieste. I suoi profitti crescono.
Un giovane e dinamico consulente della banca locale si accorge che i debiti degli avventori sono una garanzia per il futuro, e cosi’ aumenta il credito di Heidi presso la banca. Non ha ragioni per preoccuparsi, dato che vede i debiti degli alcolisti come garanzia collaterale.
Nella direzione generale della banca, esperti di finanza trasformano gli asset del cliente in Bevibonds, Alcoolbonds e Vomitbonds. I bonds sono poi piazzati sul mercato globale. Nessuno capisce cosa significhino i nomi, o come i bonds siano garantiti. In ogni caso, il prezzo continua a salire e si vendono alla grande.
Un bel giorno, malgrado il prezzo sia ancora in salita, un manager del rischio alla banca (che viene poi licenziato perche’ pessimista) decide che e’ ora di richiedere il pagamento dei debiti contratti dai beoni al bar di Heidi.
Ma loro non possono.
Heidi non riesce a ripagare il suo debito bancario e fa bancarotta. I Bevibonds e gli Alcoolbonds crollano del 95%. I Vomitbonds hanno una migliore performance, e si stabilizzano dopo una perdita dell’80%.
I fornitori di Heidi, che le avevano garantito pagamenti posticipati, e avevano investito nei bonds, si trovano davanti ad un disastro. Il fornitore di vino fallisce, e quello della birra viene acquistato da un concorrente.
La banca, invece, viene salvata dal governo dopo frenetiche consultazioni dei leader dei vari partiti, e i fondi necessari per l’operazione di salvataggio reperiti grazie ad una nuova tassa pagata dagli astemi
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Cesare Beccarla
Tra i fondatori del Popolo della liberta’ Craxi e’ il piu’ pulito.
Sembra una battuta macabra
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Tiziana s
Comincia a farmi piu’ schifo la mancanza di opposizione in questo paese dell’unita’ compatta dei fascisti.
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Omaggio a Luciana Littizzetto

Le poesie della Littizzetto

Lentamente muore chi non cambia marcia
Lentamente muore chi non mette la freccia quando svolta
Lentamente muore chi non tira il freno a mano in discesa
Chi sbaglia nell’usare la presa
Chi gli casca in testa un’obesa, la casa o la torre di Pisa
Muore lentamente chi non fa come la Marcuzzi
E se non riesce ad andare in bagno, se la tiene tutta dentro
Muore lentamente chi non si leva prontamente da sotto il casco della permanente
Muore piu’ velocemente chi mette le dita nella presa di corrente

Chi non si sposta quando cascano le piante
E chi mangia le amanite velenose al ristorante
Muore lentamente tanta bella gente
Ma c’e’ anche
E tu lo sai
Una banda di coglioni che non muore mai
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Versione rivisitata da Luciana Littizzetto della poesia “Ode alla vita” di Martha Medeiros
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In Olanda hanno inventato la birra per cani. Meta’ del mondo muore di fame, l’altra meta’ inventa minchiate!
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Mentre confidiamo in un aiuto dall’alto, ci spingono da dietro.
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Alle tre “i” della Moratti, inglese, internet e impresa, la Gelmini ne ha aggiunta una quarta: inculo
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(Ma quando un partito si rifa’ il look e’ come una rivergination?)
La rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution.
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Eminenza, mi manca moltissimo. Mi manca quella sua vocina che dice no, no, no… Mi manca quella sua vocina che dice no ai Dico, no alle staminali. Un professionista del senso di colpa. E fortuna che aveva detto che la Chiesa non faceva politica.

(Sapete che la segretaria di Ruini ormai lo chiama Eminence?)
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Anche il maschio in fatto di attrezzatura notturna non scherza.
Il pigiama classico a striscione verticali, da carcerato, e’ ancora il meno mostruoso, magari con l’elastico molle che quando lui va sul balcone e si appoggia alla ringhiera gli cala lentamente e sbuca fuori il cardellino, cosi’ tutto il condominio viene a conoscenza della miseria con cui abbiamo a che fare.
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Poema elogio a Berlusconi
blues-vince.blogspot.com/2008/12/littizzetto-poesia-poema-elogio.html
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La Littizzetto e le poesie ai politici

www.google.com/search?ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=navclient&gfns=1&q=YouTube+-+Luciana+Littizzetto+a+%22Che+tempo+che+fa%22+29%2F03%2F09
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